T307 INTRODUZIONE AL DIRITTO CANONICO

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T307 INTRODUZIONE AL DIRITTO CANONICO
MONTAN Agostino /(Ass.)PALOMBI Roberto
4° Lez – 06 Nov 08 – Giovedì
[sintesi]
Alla lavagna c’è la traccia che stiamo svolgendo:
1) I NOMI DEL DIRITTO
2) TEORIE DEL DIRITTO: FONDAMENTO DELL’OBBLIGATORIETÀ DELLE NORME
3) DIRITTO E MORALE
4) DIRITTO CANONICO NELLA SCRITTURA AT E NT
Stiamo preparando l’esonero… abbiamo iniziato interrogandoci sui nomi del diritto, li ricordate?
ius (il più antico) – directum (è il termine medievale) - altre voci importanti: diritto oggettivo
diritto soggettivo – mi raccomando non dimentichiamo il significato di questo binomio: diritto
oggettivo è la norma positiva; diritto Soggettivo è la mia ?facultas agendi?, ma è una ?facultas? che
è fondata sul diritto oggettivo. Intanto ho una ?facultas agendi? giuridicamente fondata, in quanto
c’è una norma che fonda la mia pretesa. – poi abbiamo visto: diritto naturale, diritto divino, diritto
canonico  le 3 definizioni che sono presenti nel testo {pag. 8}. Visto l’atteggiamento piuttosto
contraddittorio che ha l’uomo nei confronti del diritto, da una parte lo sente come un peso che
coatta e limita la sua libertà, dall’altra però ricorre al diritto, ci siamo chiesti, come mai ricorre al
diritto? Che risposte trova. E perché non è sufficiente la legge della carità? O pensare… il principio
economico del liberalismo è pensare che la mano invisibile risolve i problemi, perché ognuno fa il
suo interesse, facendo ciascuno l’interesse… si giunge ad una composizione di interessi. Portavo
l’esempio: immaginate piazza S Giovanni, togliamo i semafori, non è detto che ci sia solo caos,
siccome c’è l’interesse di ciascuno di raggiungere una meta, i qualche modo riescono a passare… la
mano invisibile dell’interesse fa si che il problema si risolva, questo è il principio del liberalismo (la
mano invisibile di cui parlava Adam Smith). Chi fa storia dell’economia si imbatte in questa storia
antica dell’ ?e sefer e se passer? Perché l’uomo allora mette i semafori, un vigile, perché ricorre alla
legge? E abbiamo visto diverse risposte: la norma giuridica ti da garanzia che la volontà tua, anche
dopo la morte, ad esempio, possa trovare attuazione e tutela. Mettendoci insieme agli altri – diritto
associativo – possiamo perseguire diritti che da soli non riusciamo a perseguire, ecco il senso del
diritto associativo. La mia proprietà – ha bisogno di tutela giuridica, quindi le norme sulla proprietà
assolvono questa funzione, di garanzia e di tutela della proprietà. Il giudizio, io potrei farmi
giustizia da solo, quel signore che ha investito quel gruppo di pedoni che attendevano alla fermata
dell’autobus, ieri, ha corso il rischio del linciaggio (dice la stampa), significa che la gente voleva
farsi giustizia. Farsi giustizia da se è un’esperienza che c’era… dicono gli studiosi dell’uomo
primitivo, che il selvaggio si faceva giustizia da se. C’è stato un salto nella civiltà per cui si è
passati da questa situazione di epoca selvaggia ad un’epoca civile, quando si è detto: beh affidiamo
a un 3° l’emettere giustizia su quello che è accaduto. Anche il giudizio svolge questa funzione, che
possa esserci una uguaglianza nel trattamento: “la legge è uguale per tutti”. Prima di sorridere
interroghiamoci sul significato, sull’attesa che c’è; perché il giudice si spera abbia a pronunciare un
giudizio equanime, che non sia diverso il pronunciamento dello stesso reato, n ei miei confronti e in
quelli di un’altra persona. Ecco, il giudizio svolge questa esigenza di giudizio di equanimità, di
valutazione dei fatti, non da un punto di vista emotivo, ma da un punto di vista di comportamento
umano, e quindi di sanzione umana che viene inflitta. Allora, se da una parte il diritto ci pesa,
sembra che ci tolga la libertà, limita. Organizza la nostra libertà, forse è più esatto dire così. Non
solo, ma consente alla libertà di realizzarsi, fin che quella mano invisibile non riesce a risolvere il
problema di quel flusso su quella porta(Piazza S Giovanni, ecc), voi capite è difficile muoversi.
Allora l’uomo ricorre al diritto per queste esigenze, che lui ha, di sicurezza, di durata, di garanzia
nella tutela dei beni di cui è in possesso. Eravamo arrivati all’altra questione importante… lì ho
scritto: “Teorie del Diritto: Fondamento dell’obbligatorietà delle norme” vi ricordate? Ci siamo
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chiesti perché obbediamo alle norme, perché c’è un ordine? Perché c’è la sanzione? E ci siamo posti
l’interrogativo: se non viene trovato il colpevole, la legge cessa di essere obbligatoria perché la pena
non è stata inflitta? Allora, la sanzione che sempre si accompagna alla norma, fonda l’obbligatorietà
o assicura alla norma la sua efficacia? Assicura l’efficacia. Qualcuno ha insistito sull’autorità, come
fondamento dell’obbligatorietà, questa autorità potrebbe essere Dio stesso, però, per chi non crede
in quella divinità? E non potrebbe essere l’autorità come persona saggia? O soggetto saggio nel
normale, pensiamo ad un parlamento, pensiamo ad un sovrano, pensiamo ad un legislatore, ai
grandi legislatori, Licurgo, Mosè, e via, via… non potrebbe essere questo il fondamento della
obbligatorietà. E non potrebbe essere la maggioranza che pensa in un certo modo? Fonda anche
l’obbligatorietà, e questo è problematico, pensate come sono facilmente suggestionabili le masse,
c’è sempre chi studia i fenomeni di massa, perché ha vinto l’uno e non l’altro. Che influsso ha avuto
lo stile di fare la campagna elettorale? Tutto questo potrebbe essere fondamento di obbligatorietà?
Ecco, queste sono varie teorie che vengono presentate. Però consentitemi una domanda, vediamo
chi ci orienta nella risposta, ma questa questione è proprio importante? Dare fondamento
all’obbligatorietà della norma? Perché è importante secondo lei che dice si? (Daniela): “perché il
fondamento, se è un fondamento oggettivo, genera una norma oggettiva e quindi una obbligatorietà
oggettiva, non soggettiva, non sto inventando io, non è la mia opinione; è un dato oggettivo
condivisibile, condiviso e quindi valido per tutti”. E quindi in rapporto all’obbligatorietà? La sua
riflessione mi piace, vorrei la conclusione, in rapporto all’obbligatorietà? “se è condivisibile e
quindi condiviso, crea l’obbligo”. Non solo, la ragionevolezza della norma. Questo è il punto più
rilevante, diversamente ci comportiamo come degli automi, o come dei robot. Viene dato
fondamento all’obbligatorietà e senso alla norma. Obbedisco alla norma perché ha un fondamento
oggettivo, e abbiamo visto punto di arrivo della norma: la giustizia. Avevamo iniziato ad esaminare
anche una nuova questione, Morale e Diritto. [fine sintesi]
Siamo a {pag. 17}, qui trovate una serie di affermazioni che ho preso dai documenti di Giovanni
Paolo II, il quale mette a confronto, legge civile e legge morale. In breve sintesi prendete a {pag.
18}, vediamo se siete d’accordo con queste affermazioni del Papa dice:
“il Papa mette in questione:
«a) l’opinione di chi pensa che la legge civile non possa esigere che tutti i cittadini
vivano secondo un grado di moralità più elevato, di quello che essi stessi riconoscono e
condividono.”
La legge deve proporre un livello di moralità più alto rispetto a quello che essi vivono. Voi siete
d’accordo, che la legge debba proporre questo grado di moralità un po’ più alto? – dopo tre
interventi dal posto il Prof trae una conclusione: La legge svolge sempre una funzione pedagogica, e
di conseguenza deve collocarsi ad un livello un po’ più alto di quello che deve essere il comune
sentire, che tenderebbe magari …. Perché mettere i limiti di velocità in città? E invece è
un’esigenza, perché ci sono pedoni. Perché ci sono ragazzi che giocano sulla strada, i perché sono
tanti…ecco che la legge impone, limita,… - altra affermazione, il papa mette in questione:
“b) la concezione di chi ritiene che l’ordinamento giuridico di una società dovrebbe
limitarsi a registrare e recepire le convinzioni della maggioranza e per tanto dovrebbe
costruirsi solo su quanto la maggioranza stessa riconosce e vive come morale;”
Che ne dite? Prima è stato ricordato il relativismo, voglio sperare che tutti abbiate approfondito cosa
può significare relativismo, questo è un risultato del relativismo, che però, attenzione, è anche un
grande principio di convivenza sociale, la norma ha origine sociologica, viene dal comune sentire.
Non so se vi siete mai chiesti, perché in America c’è tanta facilità di poter accedere alle armi e la
legislazione è a favore del possesso personale di armi. Ogni tanto accade quello che accade: uno
studente che entra qui dentro e ci ammazza tutti. Eppure la legge non cambia, ecco il punto. Per noi
è più importante questo libero possesso delle armi, regolato dalla legge in qualche modo, ma in
fondo in una liberalizzazione del possesso delle armi. E nonostante che succeda tutto
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questo…origine sociologica della norma, è il comune che porta a dire: “noi dobbiamo possedere le
armi” e di conseguenza… è sufficiente riflettere così? La norma che cosa deve proporre? Potrebbe
scegliere di essere invece restrittiva? Tanti conflitti che abbiamo nel nostro convivere sociale,
nascono dalla legge che si vuole. Pensate a tutta la vicenda della prostituzione sulle strade…adesso
ci sono legislazioni che proibiscono “l’esercizio” sulla strada si è spostato …tutta la resistenza ad
avere una legislazione su questo fenomeno – chi è impegnato con queste legislazioni dice che non è
un intervento legislativo che risolve il problema perché dietro c’è tutto uno sfruttamento. Don Benzi
diceva, si una legislazione ci vuole, ma poi bisogna intervenire la dove il problema si pone.
Interessante quello che succede oggi, ci sono denunce per il modo di gestire la prostituzione nei
palazzi. Libertà da una parte, comune sentire, che tipo di legge si può domandare al
legislatore…ancora:
“c) l’opinione di chi sostiene che la democrazia debba costruirsi sul relativismo etico,
…” questo lo abbiamo già visto.
“d) la pretesa degli ordinamenti giuridici di legittimare giuridicamente l’aborto e
l’eutanasia, di contrari a leggi morali oggettive e universali.”
Pensate tutto quel dibattito giuridico attorno a quella ragazza che da tanti anni vive in quella
situazione, la settimana prossima ci sarà la sentenza della cassazione, si dirà a qualcuno di
procedere. Sapete che la regione Lombardia ha emanato un’ordinanza che negli ospedali pubblici
non potrà essere eseguita questa richiesta, perché? Perché quello che chiede questa ragazza in
questa situazione è semplicemente di essere alimentata, non è un intervento straordinario. Ecco,
vedete i conflitti, quale legge dobbiamo darci? Adesso è stato annunciato che verrà presentata una
legislazione che riguarda proprio queste fasi complesse, conclusive della vita… come intervenire…
ciò che deve essere garantito…ciò che non si debba necessariamente dare. È una legislazione che
entra, dove morale e diritto, anzi, direi, la morale diventa diritto. 15 anni fa tutte queste questioni
erano studiate dal punto di vista della bio-etica, oggi sono tutte questioni bio-giuridiche. Allora,
quale rapporto tra diritto e morale? Vengo ad un punto che a me interessa approfondire. Oggi noi
siamo in un contesto che tende a separare il diritto dalla morale, per esempio: la legge deve definire
che cosa è il matrimonio? –l’unione dell’uomo e della donna a scopo procreativo, indissolubile- la
legge deve definire così il matrimonio? E tirarne tutte le conseguenze: no alle unioni omosessuali,
no al divorzio, se noi osserviamo la storia relativa al matrimonio, tutte le legislazioni…prendiamo
quelle europee, hanno una comune radice, diritto comune medievale, che è il diritto canonico poi,
diritto della chiesa – che definisce il matrimonio: un uomo ed una donna, quindi etero-sessualità, e
poi l’unità che implica la fedeltà, con esclusione dello scioglimento, e quindi affermazione
dell’indissolubilità – lo scopo: unitario e procreativo. Tutte le legislazioni, Inglese, Olandese,
Francese, Tedesca, Italiana, Spagnola …. vengono da questa radice, è uscito un libro 3 anni fa, una
analisi comparata delle legislazioni europee … indissolubile il matrimonio? È stata la prima a
cadere. Tutte le legislazioni prevedono la possibilità di scioglimento e di divorzio. Il problema è di
questi anni … prima di arrivare al superamento della differenza sessuale … è proprio necessario che
l’unione sia definita giuridicamente? -unione di fatto- conoscete anche voi molti giovani che
convivono, non lo dicono ne ad Alemanno, ne al parroco. La costituzione italiana afferma che la
famiglia nasce dal matrimonio. Quindi il matrimonio è la forma di unione che da origine alla
famiglia. Pensate a tutti i conflitti – quale famiglia riconoscere? – e quali problemi nei confronti
delle unioni di fatto. Le differenze sessuali. Su q1uesto punto le legislazioni europee hanno
ampliato sempre di più, sappiamo i PAX francesi, c’è stato un tentativo di imitazione anche da parte
dell’Italia. Allora, i contenuti della legge positiva, quali possono essere? Questa via aperta ai PAX,
prendiamo la legislazione spagnola, dove la differenza sessuale, è un elemento che cade. Comunque
queste questioni le vedremo quando studieremo il diritto matrimoniale nel secondo semestre.
Allora, i contenuti della legge positiva, contenuti valoriali oppure limitarsi a che le persone, senza
distinguere sessi e via dicendo, che vogliono unirsi per vivere insieme, nella legge trovino un
minimo di riconoscimento, di garanzia di tutela, allora, qui comincia a porsi il problema del
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rapporto tra morale e diritto. Se noi interroghiamo l’antichità greca, non separa morale dal diritto, la
legge è tale in quanto è giusta, e quel giusto è un giusto etico, per cui la legge che è ingiusta non
deve essere obbedita, non è legge, l’antichità romana non pone la questione teorica, però di fatto la
pensa così. L’ebraismo: la legge positiva deve essere conforme all’etica. Il cristianesimo: tutto
compatto, fin dalle origini, e anche noi oggi, voglio sperare, diritto e morale devono essere l’uno
subordinato all’altro, poi vedremo la riflessione che fa il diritto. Però il pensiero moderno…l’altra
volta ho fatto lo schema vi ricordate?
A cascata:
- coscienza accoglie la Legge Eterna
- che si esprima nella Legge Naturale
- che si traduce nella Legge Positiva che deve essere conforme
alla Legge Naturale
- e la coscienza riceve.
1600, questa cascata viene spezzata, si dice: perché dobbiamo fare riferimento alla legge eterna? E
perché dobbiamo fare riferimento alla legge naturale? Io conosco la legge positiva, insegnamento di
quel professore a Parigi, che è contenuta in questo codice, che è il codice di Napoleone. Che
diventerà il prototipo di tutte le legislazioni che avremo in Europa proprio a partire dalla ventata
della rivoluzione Napoleonica. Quindi il superamento di questo riferimento trascendente, poi ad una
legge naturale, per fermarsi alla volontà, del legislatore che fa la legge. Noi abbiamo detto
all’inizio: bisogna dare un fondamento oggettivo, all’obbligatorietà, qui siamo arrivati che: non
?veritas, se auctoritas facit leggen? È il punto di arrivo del pensiero giuridico moderno e
contemporaneo. Principio di ?Obs? : non la verità, che è quella naturale, razionale, trascendente, ?sed auctoritas ad leggen? … allora tu sei di razza?: “ai forni” … perché non sei di razza pura, ecco
un esempio. La dignità dell’uomo non è fatta da una dignità che ha una sua dignità qualunque
uomo, ma è l’autorità che stabilisce la dignità, tu non hai dignità perchè sei di questo colore… è
terribile questo punto al quale siamo arrivati. Però questa è la situazione di un diritto che si è
sempre più separato dalla morale, di un diritto che ha quelle affermazioni che abbiamo visto prima.
Come pensare allora il rapporto diritto /morale? {pag. 22} 2.3 – Ordine giuridico e ordine morale:
breve analisi sistematica. Siamo al punto terzo del nostro programma che stiamo svolgendo [ 3)
DIRITTO E MORALE] “il rapporto tra ordine giuridico e ordine morale può essere così
descritto: (guardate, è un tentativo di riflessione che io propongo, da una parte non confondiamo
Morale e Diritto, dall’altra distinguiamo morale e diritto, però, 3° passaggio, voglia mo che il diritto
tenga conto della morale, che non sia una variabile che dipenda dall’autorità di turno o che ci
distingua perchè siamo di un colore di pelle o dell’altra – perché siamo di una razza o di un’altra,
questi sono gli episodi più tragici del secolo scorso. Ma pensate in qualte altre occasioni prevale
questo principio dell’autoritas, che fa la legge e discrimina… allora: - l’ordine giuridico non può
prescindere dall’ordine morale; - l’ordine giuridico è subordinato all’ordine morale,
almeno nel senso che vi è un “minimo etico”, innanzi tutto distinguiamo, non confondiamo
morale e diritto, perché non possiamo confondere morale e diritto? Perché ognuno dei due ordini
opera nel suo settore. Per quanto riguarda l’ordine giuridico  {pag. 23} in alto 
L’ordine giuridico:
- non riguarda tutto l’agire umano responsabile, ma soltanto quei comportamenti
che, sottratti agli interessi immediati e particolari, vengono regolati giuridicamente
allo scopo di assicurare a ciascun individuo e alla società, una pacifica e umana
coesistenza.
Allora, il diritto non si occupa di tutte le azioni dell’uomo, da noi in Italia, non c’è scritto in una
legge che al mattino devo dire buon giorno a tutti quelli che incontro, qualcuno dice: è buona
educazione, la legge non ritiene necessario imporre, ai fini di una ordinata convivenza il saluto
mattutino. La legge in alcuni paesi, vieta il bacio in pubblico, e chi bacia è punito severamente, in
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tanti altri paesi il legislatore non ritiene opportuno vietare il bacio, ne quello di saluto, ne quello di
passione. Per cui noi vediamo nel nostro contesto tutti i baci immaginabili possibili, la legge non li
vieta, ho nominato quelli di amore, ma ci sono anche quelli di tradimento, ce ne sono di celebri baci
di tradimento. Notate il diverso comportamento della legge, del legislatore dell’ordinamento
giuridico, da una parte vietare quel bacio, ha una rilevanza sociale e per garantire l’ordinata
convivenza si vieta e si punisce, in un’altra società, non si ritiene che quel modo di manifestarsi, di
salutarsi, ecc… degli uomini, e delle donne, sia rilevante socialmente, per cui il legislatore non
interviene su questo comportamento, questo è il diritto. Quali azioni regola? Quelle che sono
ritenute rilevanti. Al pedone dice: tu devi camminare sul marciapiede, che tu cammini, corra, danzi,
non gli interessa; ti dice: devi camminare sul marciapiede, non devi camminare sulla strada, dove
invece corrono le macchine. Notate, regola questo comportamento, ma non il come io cammino.
Perché non regola anche il modo di camminare? Perché lascia liberi i cittadini di camminare come
voglio, allora, mentre la morale può dirmi …tieni questo passo, perché tu hai vicino una persona
che ha bisogno che tu tenga un passo di questo tipo, la legge non mi dice nulla sul bacio, ma la mia
coscienza mi dice, questo bacio non va sprecato, ha bisogno di un contesto dignitoso, me lo dice la
coscienza, il mio modo di sentire. E poi magari la coscienza mi rimprovera, quel azione non dovevo
farla, quel bacio non dovevo darlo. Notate come la coscienza entra in tutti i miei comportamenti, mi
dice se porli o non porli, mentre la legge, regola solo quei comportamenti che sono ritenuti
socialmente rilevanti e quindi devono essere regolati, disciplinati. Questo è il primo punto, andiamo
avanti, secondo:
- la legge si riferisce ai comportamenti umani visibili, verificabili,
concretamente percepibili, intersoggettivi. Ciò non significa che il diritto trascuri
l’interiorità dell’uomo, gli elementi psichici che comprendono l’agire umano. Il diritto
considera l’uomo nella sua integralità. Acquistano rilevanza nell’ordinamento giuridico
la maturità psichica del soggetto, la sua capacità o incapacità di intendere e di volere,
la manifestazione della volontà, l’intelletto e la volontà nella distinzione tra dolo e
colpa, ecc.
Con quel signore io ce l’ho e adesso ci penso io a sistemarlo, opportunamente, siccome quando sto
per commettere certe azioni ci ripenso e non le faccio più, opportunamente uso alcune sostanze, tali
che mi danno la forza di arrivare fino in fondo – e commetto un omicidio. Voi capite che
l’intenzionalità, ha studiato tutto per arrivare fino allo scopo, le sostanze stupefacenti che ho preso,
le ho prese con lo scopo di arrivare a compiere quell’azione. Noi vediamo che ci sono giudici che
tengono conto del fatto che la persona non era pienamente capace di intendere, e lo stesso fatto
viene valutato in maniera diversa – notate l’interiorità come ha rilevanza per il comportamento che
viene posto in essere. Tutti sapete la differenza tra dolo e colpa, nel comportamento doloso c’è la
volontà, la colpa invece no. Allora non possiamo dire che il giudice giudica il mio comportamento
interiore… pensate al vangelo quando dice che tu puoi guardare una donna con il desiderio di
possederla, e questo è l’adulterio del cuore, che il vangelo condanna, condanna il comportamento
interiore. Io ricordo Giovanni Paolo II aveva iniziato le sue catechesi, siamo negli anni ‘80, con una
densissima riflessione sul corpo, la genesi, la sessualità, una catechesi l’aveva dedicata all’adulterio
del cuore; la stampa a livello mondiale aveva ripreso quella catechesi con un grande “sorriso”. Tutti
ci si è resi conto che la nostra società vive serenamente con l’adulterio del cuore. La Morale guarda
tutto, anche l’interiorità, e pronuncia questi giudizi severi, forti; gli antichi romani dicevano: nessun
giudice pronunzierà una sentenza di condanna perché io interiormente ho commesso un adulterio.
Quando studieremo il matrimonio vedremo come l’interiorità opera nel consenso matrimoniale, per
esempio la simulazione di consenso, oppure la mancanza di maturità per il consenso matrimoniale.
Anche qui abbiamo percepito la diversità del modo di operare del diritto.
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-
Ha una struttura imperativa e sanzionatoria il diritto: il comando contenuto nella
norma è un imperativo che determina l’attuarsi di un preciso comportamento,
esigibile anche forzosamente.
Tu devi viaggiare secondo quanto stabilisce il codice della strada, in quella direzione, se non lo fai
scatta la sanzione, è un comportamento che ha struttura imperativa, quella legge, e sanzionatoria.
- persegue immediatamente il bene comune. …
L’ordine morale invece, prende in considerazione - qualsiasi espressione della vita umana, …
- l’agire dell’uomo determinato dall’assenso della sua coscienza
Prendiamo in caso estremo, raccontato nelle grandi opere della civiltà greca, di Antigone, Creonte
ha vietato la sepoltura di chi ha tentato di uccidere lui, il tiranno, quindi non deve essere sepolto. A
no, io mio fratello, perché quello è il fratello, lo voglio seppellire, e quindi non obbedirò all’ordine
di Creonte e darò sepoltura, e Antigone viene fermata, e viene portata da Creonte, e lì c’è il
conflitto: tu devi obbedire alla legge positiva; ed io ho obbedito ad una legge che scritta non è ed
eterna vive, e in nome di questa legge ho dato degna sepoltura a mio fratello; Antigone accetta la
morte. Socrate ha lo stesso conflitto. Se volete un altro classico esempio, gli apostoli davanti al
sinedrio: noi abbiamo preferito obbedire a Dio, piuttosto che ai vostri ordini. Ecco, vedete la
coscienza, che sente di dover e poter andar contro la legge positiva. Ancora…
- l’attuarsi della persona in ciò che essa è ed ha.
E arriviamo allora alla necessità che il diritto abbia un contenuto morale, ma quanta morale deve
abbracciare il diritto? Quale morale deve abbracciare il diritto? Per esempio, il matrimonio
monogamico, un solo uomo e una sola donna. Oppure, come dice il corano: sposane una soltanto,
però puoi arrivare fino a 4 mogli, poligamico. Quale contenuto deve abbracciare la legge? Ecco che
è implicata la visione etica che noi abbiamo. Un altro esempio.: beati i poveri in spirito. Per legge
tutti devono vivere questa beatitudine! Può l’ordinamento giuridico assumere un così alto valore
come quello della prima beatitudine? Imporre per legge a tutti di vivere casti! Quale contenuto etico
deve avere la legge positiva? E poi la legge positiva deve proibire tutti i vizzi degli uomini? La
prostituzione? I furtarelli? Come quei mercatini in cui si trova della refurtiva in vendita.
Qui il prof racconta una sua esperienza personale, di quando il capo della polizia gli da un
passaggio e per caso si trovano di fronte al mercato di oggetti preziosi che i tombaroli vendono ed il
poliziotto chiede: “secondo lei cosa dovrei fare? Vado lì e li arresto tutti? O lascio fare?”. È una
bella domanda. Noi stiamo affrontando il principio, quale etica, quanta etica nella norma giuridica,
non sto ponendo un problema del diritto canonico, sto ponendo un problema di rapporto tra diritto e
morale e con questa ricaduta nella convivenza sociale, leggiamo la risposta di San Tommaso, {pag.
24} in fondo.
“La legge umana è fatta per la moltitudine degli uomini, la cui maggioranza non è
composta di uomini perfetti; essa perciò non proibisce tutti i vizi da cui astengono i
virtuosi, ma solo i più gravi da cui è possibile astenersi per la maggior parte, e
principalmente quelli che nuocciono al prossimo e che, se non venissero proibiti, non
permetterebbero la sussistenza della società umana”
Questo è il principio del minimo etico, S Tommaso, la legge è fatta per la moltitudine, e la
maggioranza non è composta da uomini perfetti. Un bel commento di S Agostino, sul gregge,
rivolto al pastore, “sappi che le pecore ammalate, sono molto più numerose delle pecore sane” e
“tuo compito è cercare le pecore ammalate e portarle al medico”, l’unico che le può sanare. Qui
dice: la moltitudine non è composta di uomini perfetti, allora non proibisce tutti i vizzi, da cui si
astengono i virtuosi, i più gravi, quelli da cui è possibile astenersi, quelli che nuocciono al
prossimo… notate il fine di socialità della norma giuridica, la preoccupazione della norma
giuridica, innanzi tutto sociale. Allora supponiamo quel mercato di oggetti archeologici, la legge
proibisce quel mercato, obbliga chi trova un oggetto al di sotto del terreno alle competenti autorità,
c’è gente che fa il tombarolo come secondo lavoro e ci vive, e riesce ad andare avanti. Ci sono tante
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cose che bisogna valutare in quello che accade tra gli uomini, se non venissero proibiti questi vizzi,
non permetterebbero la sussistenza della società. Notate di nuovo, il fine di socialità della norma,
viene introdotta la norma, giuridicamente vincolante, in quanto consente la sussistenza della società,
se non intervenisse sarebbe… io credo che intervenire sulla prostituzione bisognava farlo, proprio
perché c’è tutto il mercato. Lì era in gioco soprattutto (la libertà del)le donne che si trovavano in
quella situazione, adesso si tratta di vedere come intervenire ulteriormente… la sussistenza della
società, chiudo qui la questione, fine prima parte del programma.
A partire dai mercatini dei tombaroli, si giunge a parlare di leggi meramente penali, io non sono
tenuto ad osservare la legge, ma se il vigile mi da la multa, sono tenuto a pagare la multa. La legge
meramente penale alle origini era una teoria per chi era povero, di qui si è passato poi ad insegnarla
a tutti. Poi per fortuna si è superata questa situazione.
Quel minimo etico, non è il minimo morale, è proiettato sul sociale, quale morale, quanta morale
dobbiamo applicare, quanta morale… uso termini quantitativi che non si applicano alla morale,
perché la morale abbraccia tutto. Il minimo etico non dice : dobbiamo abbassare il livello morale…
tutt’altro: dobbiamo adoperarci per innalzare il livello morale, in modo che poi la legge sia
condivisa ed accolta, ed applicata. C’è un campo di azione… cosa insegnate nella scuola? Fate un
giochetto con i ragazzi … ho trovato un portafoglio, cosa faccio?, ci sono dentro parecchi
euro…misurate la coscienza etica dei ragazzi? Esempio conclusivo: il prof racconta di quando
prendono con le mani nel sacco 3 ragazzi che rubavano i soldi dell’oratorio e poi li portano dai
genitori, dopo diversi anni uno dei ragazzi ricordò quel episodio al Prof con una certa stima dicendo
– uno dei papà disse: “e ti sei fatto prendere? Dai preti?” che educazione è questa!
Vengo all’altro nuovo capitolo: Diritto e chiesa {pag. 27}… prendendo una bibbia il prof ci ricorda
quali erano i testi che un cristiano doveva avere sempre con se, per Giovanni Paolo II: la Bibbia, il
CVII e il Codice di Diritto Canonico. Allora, diritto e chiesa, diritto e carità, diritto e spirito, sono
compatibili? Sono incompatibili? Il prof chiede a noi studenti: Lo spirito è libero, a primo impatto
sembra che dia origine ad un contrasto. Da Gv “compimento della legge è la carità” …la carità
prevale sulla legge. Spirito contro la legge, carità contro la legge. Sia il diritto che la chiesa hanno a
cuore l’uomo. Se una legge è espressione di giustizia, e lei in nome della carità quella legge la mette
da parte, pensa che sia una vera carità? Paolo Vi diceva: “ non c’è carità se non c’è giustizia”. E
con il carisma e la legge? Cosa è, il carisma: noi lo usiamo nel senso del dono dello spirito. Nella
chiesa si vedono tanti conflitti carisma - autorità e carisma - istituzione. Allora, bella domanda
chiesa e diritto… volevo leggervi la lettera di Paolo ai Corinti, San Paolo è a favore della legge o è
contrario alla legge? La prossima volta partiremo da qui, siamo già a {pag. 34} – c’è qui la risposta
storica alla domanda “chiesa e diritto sono compatibili?” – va visto ciò che è accaduto nella
comunità antica, nelle comunità cristiane delle origini.
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