Stitichezza - Infermieriuniti

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Stitichezza
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Con stitichezza (o stipsi) si intende la diminuzione delle evacuazioni oppure una modifica
delle feci, che si presentano più dure del solito. Bisogna tenere presente che la frequenza con
cui si va di corpo varia da persona a persona (da tre volte al giorno a una volta ogni due giorni
sono situazioni nella norma). L’importante è verificare eventuali cambiamenti improvvisi delle
proprie abitudini, che possono essere indicativi di eventuali patologie in atto, specialmente se
la stitichezza è accompagnata da altri sintomi (dolori addominali, perdite di sangue,
dimagrimento, febbre, diarrea). In questo caso è opportuno rivolgersi a un medico.
Possiamo distinguere due forme di questa
patologia: la "stitichezza acuta" e la "stitichezza
cronica". La stitichezza acuta solitamente è
provocata da cause temporanee, come i
postumi di un intervento chirurgico, una
malattia acuta, l’assunzione di farmaci. La
stitichezza cronica invece può essere provocata
da diverse condizioni, fra cui abitudini
alimentari errate (diete povere di fibre, pasti
assunti a orari irregolari), sedentarietà o
condizioni particolari di vita e di lavoro. Ci sono
poi cause psicologiche oppure altre patologie in
corso che ostacolano la defecazione (ad
esempio la presenza di emorroidi o ragadi anali). Infine la stitichezza può essere provocata (in
una minima parte dei casi) da alcune patologie, anche gravi, come il diabete, le lesioni del
sistema nervoso, la presenza di tumori del colon.
Vediamo le armi per affrontare la stitichezza.
ALIMENTAZIONE - Per affrontare con successo la stitichezza si deve innanzitutto intervenire
sull’alimentazione; regole fondamentali sono:
a) Utilizzare una dieta ricca (senza esagerare!) di fibre, ma soprattutto di frutta e verdura.
b) Dare la precedenza a cibi probiotici come lo yogurt, assicurandosi che sia di notevole qualità
(occorre che possa agire veramente a livello intestinale).
c) Dare la preferenza a cibi sazianti, cioè che abbiano un volume maggiore, a parità di calorie
che portano alla sazietà. Per esempio fra i formaggi meglio la ricotta della mozzarella o del
grana.
d) Consumare pasti a intervalli regolari e con calma. Al mattino è utile "imparare ad amarsi",
lasciando il giusto spazio alla colazione che deve essere fatta con calma e con soddisfazione. In
molti casi la stitichezza si instaura in soggetti che "aboliscono" il rito del mattino per troppa
fretta. Piuttosto svegliatevi mezz'ora prima, ma fate tutto con calma!
Non ha pregio il consiglio di bere molto. Se il soggetto è sano e segue un'alimentazione ricca di
cibi con alto contenuto di acqua deve bere quando ha sete. In ogni caso è meglio utilizzare
acqua frizzante. Le bollicine stimolano le terminazioni nervose della lingua che a loro volta
attivano stomaco e intestino.
ATTIVITÀ FISICA – La dieta italiana sancisce un binomio indissolubile fra alimentazione e
attività fisica. È ottimistico pensare di vincere la stitichezza senza fare attività fisica. Tale
attività deve essere continua, frequente e di media intensità. Passeggiare 20' al giorno non
serve granché, camminare a passo svelto per 50'-1h o correre per 30' è decisamente più utile.
ESERCIZI - Sempre nel rispetto della filosofia "mi alzo, mi amo", trovate il tempo di fare una
serie di esercizi molto semplici.
1) Si impugna lo schienale di una sedia e, dalla posizione eretta, si piegano le ginocchia fino a
quando il bacino non è prossimo ai talloni.
2) Su un gradino di una scala si eseguono molleggi (non più di 10 per chi non è allenato) su un
piede solo, salendo in punta di piedi e scendendo poi con il tallone verso il basso. La pianta del
piede appoggia per metà circa sul gradino e si può mantenere l'equilibrio utilizzando un
corrimano, senza usarlo come supporto per la spinta.
3) In piedi si rilassano e si contraggono gli addominali, massaggiando in profondità a pugno
chiuso la pancia in senso orario.
PSICOLOGIA – Se il soggetto non trova il tempo per pensare a se stesso difficilmente
risolverà il problema. La funzione intestinale è anche un atto d'amore verso il proprio corpo.
Come detto fretta e stitichezza sono alleate.
LASSATIVI - Il ricorso ai lassativi farmacologici, ma anche alle tisane e alle miscele di erbe,
va affrontato con cautela e con l’aiuto del medico. Si tratta infatti di sostanze che, se possono
dare un momentaneo miglioramento, tendono a dare assuefazione, rendendo nel corso del
tempo l’intestino ancora più “pigro”. In questo modo, l’organismo diviene sempre meno
efficiente e l’assunzione di farmaci si protrae indefinitamente. I lassativi sono i farmaci più
acquistati, visto che il 10% della popolazione si dichiara stitico e un altro 10% usa i lassativi
per regolarizzare la funzione intestinale.
Da evitare o usare eccezionalmente purganti salini (sali di magnesio), stimolanti naturali
(estratti di aloe, senna, frangula, olio di ricino), polifenolici (bisacodile, picosolfato). Meno
critici i lubrificanti (olio di paraffina) o la glicerina che però a lungo andare possono provocare
ragadi e/o emorroidi. I lassativi del futuro potranno essere i probiotici (a base di batteri che
costituiscono la normale flora del colon come lactobacilli e bifidobatteri; possono essere
introdotti direttamente nell'intestino per esempio con le pomate usate per il controllo delle
emorroidi) e i prebiotici (sostanze che nutrono i batteri del colon rinforzandoli).
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