Napoli Teatro Festival: tra Iran, Shakespeare ed Eduardo

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Napoli Teatro Festival: tra Iran, Shakespeare
ed Eduardo
- Adriana Pollice, NAPOLI,14.06.2016
Eventi. Un mese di spettacoli all'insegna dell'impegno, portati in giro per la Campania durante la
nona edizione del Festival che si apre domani
Parte oggi con l’anteprima al carcere minorile di Nisida la nona edizione del Napoli Teatro Festival
Italia. Alla presentazione a Roma a maggio parteciparono il presidente della fondazione Campania
dei Festival (che organizza la rassegna) Luigi Grispello e Sebastiano Maffettone, consigliere alla
cultura del governatore campano Vincenzo De Luca. Non si presentò il direttore artistico, Franco
Dragone. Ieri invece mancava Maffettone, in compenso c’era il regista italo-belga che ha illustrato la
prima settimana di programmazione all’insegna dell’impegno civile e della contaminazione dei
linguaggi.
Il festival quest’anno porterà in giro per la regione una selezione di spettacoli: è già partito il Bus
Theater che dall’Irpinia ha raggiunto il Sannio e poi andrà nel casertano. A Nisida ci sarà l’omaggio
a Luca De Filippo, scomparso lo scorso novembre, che dal padre Eduardo aveva raccolto il testimone
dell’impegno per i ragazzi del minorile napoletano. Un altro omaggio va a Shakespeare, a
quattrocento anni dalla morte, e allo stesso Eduardo attraverso la sua versione in napoletano de La
Tempesta (mise en espace a cura di Fabrizio Arcuri con i ragazzi del laboratorio di teatro).
Domani apertura ufficiale con Aspettando il tempo che passa per la regia di Emanuela Giordano al
teatro Nuovo, scritto con i detenuti del minorile di Airola che hanno lavorato con il gruppo del teatro
Nest (una palestra abbandonata nel quartiere San Giovanni a Teduccio trasformata in una sala da
Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo e Carmine Guarino). I protagonisti del racconto hanno messo in
scena lo spettacolo nel loro penitenziario, ma la macchina carceraria li ha separati e così al Nuovo ci
saranno gli attori che hanno seguito il laboratorio.
Al Politeama cinema, teatro e danza con Kiss & Cry di Michèle Anne De Mey e Jaco Van Dormael,
sceneggiatore del film Dio esiste e vive a Bruxelles. Comincia domani a Villa Pignatelli il progetto
Stasera c’è Spettacolo? To play! ideato e diretto da Donatella Furino e Emma Campili: ogni sera una
forma di spettacolo diversa, mescolando linguaggio teatrale con il talk-show attraverso le regole di
youtube.
Infine, al Museo di Donnaregina Vecchia, Shirin Neshat presenta Passage Through the World. Il
progetto è nato a Bari, con la collaborazione di Change Performing Arts: l’artista iraniana ha
incontrato le lamentatrici funebri della città vecchia e intorno al dolore della perdita, ai rituali del
lutto e della sepoltura si è sviluppata un’indagine che lega l’oriente e i Balcani con il sud Italia: «In
un’epoca di conflitti – spiega l’esperienza della morte è l’unica che può condurre alla comprensione
reciproca». Neshat e Shoja Azari curano le proiezioni: il bianco e nero taglia la scena mentre
immagini di donne si stagliano sulle pareti della chiesa sconsacrata.
Il canto del musicista iraniano Mohsen Namjoo si intreccia all’ensemble vocale pugliese Faraualla e
alle donne della compagnia della parrocchia di Santa Chiara, guidate da Antonella Morea, che
intoneranno Fenesta ca lucive, la più antica lamentazione funebre della canzone partenopea. «La
suggestione del mantra – spiega Morea – lega le nostre tradizioni, ma Namjoo intona un canto tutto
interiore invece a Napoli il dolore ha bisogno di essere esorcizzato anche con il movimento»
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