Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Filosofia
Settembre 2010 - Avvicinandosi il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, iniziato questo percorso partendo da appunti presi in precedenti letture, riletture e nuove letture. - Un grazie a Wiki
20-23.07.2011 Dopo la rilettura critica del periodo storico tra il 1848 e 1870, ovvero, del "Risorgimento italiano", l'America latina a fine '500 - alcuni eventi del '500 - gli Stati italiani a fine '500 - l'America
del Nord ad inizio '600, il '600. Inoltre, "Le prime civiltà" e le leggi ("Lex ") più importanti dell'antica Roma.
Link, dopo la data 476 a.C., a parole latine, e loro traduzione. Sono suddivise per argomenti, che possono essere anche raggiunti direttamente se li si clicca
Argomenti legati alla Marina sono contrassegnati dal colore azzurro (qui a lato) e dalla parola Marina ad inizio riga.
Argomenti di interesse generale o che riassumono un periodo, sono contrassegnati dal colore giallo (qui a lato)
28.08.2011 - Con "L'Italia in camicia nera" (Montanelli) e "L'Italia littoria" (Montanelli-Cervi), aggiornato il periodo tra il 1919 ed il 1936
17.09.2011 - Con "La grande storia di Roma" (Antonio Espinosa) e "Storia del novecento italiano" (Simona Colarizi) aggiornati i relativi periodi
30.10.2011 - Con "L'Italia dell'Asse" di Montanelli e Cervi, aggiornato il periodo tra il 1936 ed il 1940. Spunti anche da libri di : Biagi, Bocca, Pansa, Capranica, etc.
26.11.2011 - Nascita (1909) del "Giro d'Italia" a tappe e relativi vincitori. - Ricercare per : Ciclismo
24.12.2011 - Con "L'Italia della disfatta" di Montanelli e Cervi, aggiornato il periodo tra il 10 giugno 1940 e l'8 settembre 1943
29.01.2012 - Varie aggiunte dal 1900 in poi, ed inoltre, le squadre vincitrici del campionato di calcio italiano iniziato l'8 maggio 1898. - Ricercare per : Calcio
11.02.2012 - Con "L'Italia della guerra civile" di Montanelli e Cervi, aggiornato il periodo tra l'8 settembre 1943 ed il 9 maggio 1946.
06.05.2012 - Con "L'Italia dei secoli d'oro" di Montanelli e Gervaso, aggiornato il periodo tra il 1250 e la scoperta dell'America.
12.06.2012 - Alcune correzioni ed aggiunte sino alla fine del 1800. "Tutto Storia" De Agostini, ed altro.
25.06.2012 - Con "L'Italia della Repubblica" di Montanelli e Cervi, aggiornato il periodo tra il 2 giugno 1946 ed il 18 aprile 1948.
05.07.2012 - Con "L'Italia del miracolo" di Montanelli e Cervi, aggiornato il periodo tra il 14 luglio 1948 ed il 19 agosto 1954.
10.08.2012 - Con "L'Italia dei due Giovanni" di Montanelli e Cervi, aggiornato il periodo tra il 1955 ed il 1965
28.08.2012 - "Italia, cresci o esci" di Roger Abravanel e Luca D'Agnese - Un manifesto per la crescita dell'Italia : proposte su lavoro, tasse, giustizia civile, scuola, spesa pubblica…
25.09.2012 - "Bella ciao - Canto e politica nella storia d'Italia". Stefano Pivato - La colonna sonora della società italiana dal Risorgimento ad oggi. - Se ne ha memoria dalla Rivoluzione francese
(14.7.1789), con la Marsigliese, da cui prenderanno spunto anche i nostri canti politici. - Per trovare i vari inserimenti, ricercare per: Canti politici:
06.10.2012 - "Le grandi battaglie di Roma antica" di Andrea Frediani. Combattimenti e scontri che hanno avuto come teatro la città eterna.
12.10.2012 - "Caro Duce, ti scrivo" di Roberto Festorazzi - Il lato servile degli antifascisti durante il Ventennio per incensare il Duce in cambio di prebende e favori.
30.10.2012 - "Bella e perduta" - L'Italia del Risorgimento - di Lucio Villari. Ogni capitolo certifica che non c'è più niente di quanto noi avevamo studiato a scuola fino a poco tempo fa
20.11.2012 - Un po' di letteratura latina sino al Medioevo (da Storia dell'arte di De Agostini) : scrittori, poeti, prosatori e filosofi. Ricercare le inserzioni per : Letteratura latina
26.11.2012 - Facendo una ricerca per : "Architettura romana ", si possono ritrovare alcune delle costruzioni dell'antica Roma.
31.12.2012 - "I personaggi più malvagi dell'antica Roma" di Sara Prossimati - Vizi, delitti, passioni e crudeltà dalla Repubblica alle follie degli imperatori.
15.01.2013 - "Il Fascismo in tre capitoli" di Emilio Gentile - Profilo storico, rassegna critica delle sue interpretazioni elaborate nel '900, natura e significato del fenomeno.
30.04.2013 - "L'armadio della vergogna" di Franco Giustolisi - 2273 le --> Stragi di civili compiute nel nostro territorio da nazisti e fascisti tra il 1943-45. I fascicoli dei verbali delle stragi furono sepolti in
un armadio della Procura generale militare in Via Acquasparta a Roma nel '47 (becera "Ragion di Stato?"). Chi lo decise? Sono venuti alla luce solo 50 anni dopo.
25.05.2013 - "Galileo - Le opere e i giorni di una mente inquieta" - Enrico Bellone . Seppe trovare rapporti originali tra osservazione e teorie pur con le tecniche del Seicento. --> Galileo
05.06.2013 - "Storia d'Italia" di Indro Montanelli - Approfondimento del periodo tra il 1861 ed il 1919
15.06.2013 - "U-Boot" di Sergio Valzania - Storie di uomini e di sommergibili nella Seconda Guerra Mondiale - Ricercare gli inserimenti per : Marina. U-Boote
25.06.2013 - "Quelli che dissero no" - Arrigo Petacco - La scelta dei 600.000 italiani nei campi di prigionia inglesi ed americani: Coman o Nocoman ? Cooperatori o non cooperatori ?
14.07.2013 - "Breve storia d'Italia ad uso dei perplessi (e non)" - Mario Isnenghi - Le tappe principali che hanno aggiunto l'unità politica a cultura, arte, storia, già patrimonio comune.
28.07.2013 - Da Focus Storia, momenti di vita durante il Ventennio (fino al 1943). Poi, breve ritratto di alcuni suoi protagonisti, fascisti ed antifascisti (vedi lista nell'inserto anno 1945)
10.08.2013 - Da Wikipedia, successioni dei vescovi di Roma e papa della Chiesa cattolica, da Pietro (33), sino ai nostri giorni. Per listarli, ricercare per Nuovo Papa:
25.08.2013 - "I segreti di Roma" di Corrado Augias. Avvenimenti e personaggi legati all'Urbe, dall'antichità ad oggi. - Nei secoli dal 1400 in poi, Invenzioni, Scoperte, Innovazioni:
05.09.2013 - Case regnanti e dinastie che hanno influenzato la storia d'Italia. Listare per Case regnanti: - Anche: Popoli invasori dell'Italia. --> Vedi fine anno 1945
30.10.2013 - "Patria, bene o male", di Carlo Fruttero e Massimo Gramellini. Alcuni dei momenti che hanno segnato la nostra storia, dall'Unità d'Italia ad oggi.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
24.12.2013 - "Controstoria della Liberazione" - Gigi Fiore - Stragi e crimini dimenticati degli Alleati nell'Italia del Sud. Dai danni dell'unificazione al 1945. Due Risorgimenti traditi.
07.02.2014 - "Le grandi battaglie della storia" - History Channel - Aggiunte varie ed altro
21.03.2014 - "Bella Ciao - Controstoria della Resistenza", di Giampoaolo Pansa - Il primo tempo di una rivoluzione destinata a fondare una dittatura popolare sotto l'Unione Sovietica.
27.04.2014 - "Una Repubblica senza patria", Gennaro San Giuliano (1° parte) e Vittorio Feltri (2° parte) - Uno Stato fatto di cittadini che si riconoscono solo nel proprio gruppo…
15.05.2014 - "Due colpi di pistola, 10 milioni di morti, la fine di un mondo", Emilio Gentile - 1914-1918. Il continente più progredito del mondo precipita nella guerra più feroce…
05.07.2014 - "I sommergibili U-Boote - La minaccia segreta della M.M. tedesca", David Mason. L'obiettivo di Dönitz di distruggere la flotta mercantile anglo-americana
20.07.2014 - "Partigia - Una storia della Resistenza", Sergio Luzzato. Sono i combattenti della Resistenza piemontese, fra cui Primo Levi. Il dilemma della scelta dopo l'8 settembre '43
12.08.2014 - "La battaglia del Mediterraneo" - Donald Macintyre. Per 3 anni le forze contrapposte dell'Asse e degli Alleati conbattono duramente la battaglia del Mediterraneo
08.02.2015 - "La Marina italiana nella seconda guerra mondiale", di James J. Sandkovich. Le operazioni navali ed aeronavali dal 1940 al 1943.
15.08.2015 - "Un regno che è stato grande", di Gianni Oliva. La storia negata dei borboni di Napoli e Sicilia. Un'epoca contraddittoria, ma ricca ed archiviata troppo frettolosamente.
13.09.2015 - "Faccetta Nera", di Arrigo Petacco. Il progetto imperiale mussoliniano che culminerà nella guerra d'Abissinia
15.11.2015 - "Le due battaglie dell'Atlantico", di Antonio Martelli. La guerra subacquea e come il controllo navale dei mari fu conquistato dagli Alleati nelle due guerre mondiali
28.02.2016 - "La seconda guerra mondiale", di Raymond Cartier. Ha pubblicato quest'opera 30 anni dopo la fine del conflitto, quando gli archivi del Pentagono poterono essere accessibili.
03.04.2016 - "Il sangue del Sud", di Giordano Bruno Guerri. Viene riletta la vicenda del Risorgimento e del brigantaggio come una "antistoria d'Italia", liberando i fatti dai luoghi comuni
10.06.2016 - "Gli imperi del Medioevo", di Alfonso Gatto. Il concetto di Impero. Gli Imperi d'Occidente e Bizantino - Anche: i vari concili ecumenici delle Chiese Cattolica e bizantina
20.10.2016 - "I segreti tecnologici degli antichi romani", di Giulia Fiore Coltellacci. Un viaggio nel passato per capire che siamo moderni come gli antichi Romani.
15.12.2016 - "Il grande Mare", di David Abulafia. Storia del Mediterraneo, crocevia di popoli, culture, lingue, religioni e cuore pulsante del Vecchio Mondo
15.02.2017 - "Armi, acciaio e malattie", di Jared Diamond. Breve storia del mondo negli ultimi 13.000 anni
20.02.2017 - "La guerra dei nostri nonni", di Aldo Cazzullo. 1915-1918: storie di uomini, donne, famiglie.
1945
- A fine 1945, vedi: Costi umani 2° Guerra Mondiale, Navi requisite, Costi Regia Marina, Morti Regia Marina, Città bombardate, Fascisti e antifascisti, Canti politici, …
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
15 miliardi di anni fa : il Big Bang , secondo l'ipotesi che attribuisce la nascita dell'Universo a una grande esplosione, dalla quale ebbero origine spazio e tempo. La storia della Terra è stata suddivisa in ERE,
a loro volta suddivise in PERIODI di durata più breve, il cui nome generalmente deriva dal luogo dove le rocce più caratteristiche si sono maggiormente diffuse;
-4,6 miliardi di anni : formazione del
pianeta Terra. Inizia l'Era azoic a, che dura circa 1.100 milioni di anni; -3,5 miliardi di anni : inizia l'Era archeozoica o precambriano , (arkhios ="antico", zoion ="animale") che si prolunga per circa 3
miliardi di anni. Compaiono nelle acque le prime forme di vita. -590 milioni di anni : inizia l'Era paleozoica o primaria , (palaios ="antico", zoe ="vita") che dura circa 360 milioni di anni. Le masse
continentali sono ancora tutte unite (Pangea ), completamente circondate dall'acqua (Pantalassa ). Si distinguono 6 Periodi : 590-500: 1° periodo, cambriano . Flora solo acquatica (alghe); fauna solo
acquatica formata da invertebrati (trilobiti, brachiopodi). - 500-430: 2° periodo, ordoviciano . Si arricchisce la vita acquatica (graptoliti, molluschi, echiodermi). Compaiono i primi vertebrati: gli ostracodermi,
antenati dei pesci). - 430-395: 3° periodo, siluriano . Inizia la vita sulla terraferma. Prime piante (tipo felci) e animali (scorpioni). Nei mari dominano gli euripteri. - 395-345: 4° periodo, devoniano. È l'età
dei pesci. Agli ostracodermi si aggiungono i placodermi. Compaiono gli echinodermi (stelle e ricci di mare). Inizia lo sviluppo degli anfibi. Compaiono i primi insetti. 345-280: 5° periodo, carbonifero . Si
diffondono le foreste (felci arboree e gimnosperme). Diffusione e differenziazione di insetti ed anfibi. Compaiono i primi rettili. - 280-230: 6° periodo, permiano . Grande diffusione dei rettili. Verso la fine
del periodo, fenomeni climatici e geologici portarono alla scomparsa progressiva di numerose specie animali terrestri e marine ("grande estinzione permiana"). - 230 milioni di anni fa: inizia l'Era mesozoica
o secondaria , che dura circa 160 milioni di anni. Si formano i continenti attuali. Si ha un grande sviluppo dei rettili. È tradizionalmente divisa in 3 periodi: 225-190: 1° periodo, triassico . Inizia la scissione
della Pangea. Felci arboree, gimnosperme. I grandi rettili (dinosauri, pterosauri, ittiosauri...). - 190-135: 2° periodo, giurassico . Ricca vegetazione (felci, gimnosperme, prime angiosperme). Grande diffusione
dei dinosauri (quadrupedi erbivori e bipedi carnivori). Primi uccelli (Archaeopterix) e primi mammiferi. Nei mari, i primi teleostei e, tra gli invertebrati, le ammoniti. - 135-65: 3° periodo, cretacico . Si
diffondono le angiosperme e le monocotiledoni più progredite. Tra i dinosauri si affermano i tirannosauridi. Movimenti orogenetici e cambiamenti climatici provocano notevoli variazioni nella flora e nella
fauna. Alla fine del periodo scompaiono improvvisamente (e misteriosamente) i grandi rettili. - 65 milioni di anni fa: inizia l'Era cenozoica , suddivisa in 2 periodi : terziario e quaternario. Si rinnovano la
flora e la fauna. Grandiosi fenomeni orogenetici, insieme alla deriva dei continenti, portarono la Terra al suo aspetto attuale. - 65-2,5: periodo terziario. È l'era dei mammiferi. Tradizionalmente è suddiviso in
due grandi epoche : 1) 65-26 paleogene (sviluppo imponente delle angiosperme. Nella fauna si hanno i nummuliti; tra gli invertebrati, grande sviluppo di pesci, anfibi, uccelli e mammiferi -> perissodattili,
artiodattili, proboscidati, cetacei). 2) 26-2,5 neogene (appaiono erbe e graminacee. Tra i mammiferi compaiono i primati, dai quali deriveranno i più antichi antenati dell'uomo). 7-5 : a questa età sembra
risalire la differenziazione molecolare tra le scimmie antropomorfe e l'uomo. 2,5 : periodo quaternario. Continua ancor oggi ed è suddiviso in 2 epoche: pleistocene (dal greco pleistos ="il più", e
kainos ="nuovo") e recente. 2,5-11.000 : Pleistocene. (grande glaciazione che si sviluppa in quattro o cinque periodi di massima espansione dei ghiacciai intervallati da altrettante fasi di ritiro dei ghiacciai.
Sulla terra compare l'uomo. Inizia la cultura paleolitica, che è articolata in 3 fasi : 1) Pleistocene inferiore 2,5-1 . Sviluppo degli ominidi: australopiteci (Australopethecus africanus, Paranthropus,
Meganthropus ), protoantropi (Homo habilis, Homo erectus , tra cui il pitecantropo e il sinantropo ); cultura del paleolitico inferiore: ciotoli scheggiati (pebble culture ), cultura abbevilliana (amigdale).
Invenzione del chopper : utensile dal bordo scheggiato 2) 1 milione-150.000 Pleistocene medio (ulteriore sviluppo dell'Homo erectus . Cultura acheuleana (Paleolitico inferiore). Uso di capanne. Amigdala o
bifacciale (ca. 750 mila anni fa), una pietra a forma di mandorla, scheggiata, utensile derivato dal chopper. 3) 150.000-11.000 Pleistocene superiore , articolato in 2 fasi : -150.000 a 40.000 Paleolitico
medio (sviluppo dell'Homo sapiens neanderthalensis ; cultura musterian -schegge e raschiatoi-; cannibalismo rituale, seppellimento dei defunti con corredo. Punte di frecce in Sudafrica (ca. 64 mila anni fa) 40.000 a 11.000 Paleolitico superiore (sviluppo dell'Homo sapiens Cro-Magnum . Culture aurignaziana, solutreana, magdaleniana. Lame di pietra, punte, raschiatoi, bulini; lavorazione dell'osso e del corno.
Incisioni, graffiti, pittura su roccia - "Veneri paleolitiche"-; manifestazioni di credenze religiose. -11.000 ad oggi : con la fine dell'ultima glaciazione wurmiana appare l'Homo sapiens sapiens , l'uomo attuale.
Nel V° millenio a.C. invenzione della ruota nell'antica Mesopotamia (dai Sumeri)
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Homo sapiens . Gli studi recenti vedono l'evoluzione in una dimensione che non è più solo quella temporale (verticale), ma anche spaziale (orizzontale) : in quest'ottica la biogeografia, ossia il modo in cui le
popolazioni biologiche si sono distribuite nel territorio e hanno interagito con l'ambiente fisico, assume un ruolo chiave per leggere i meccanismi che stanno alla base del mosaico della nostra diversità. Negli
ultimi 5-6 anni (2013) il modello lineare progressivo dell'evoluzione umana, quello della successione di specie che porta all'uomo, è stato superato. Al suo posto c'è l'albero cespuglioso degli ominidi composto
da oltre 20 specie che si ramificano, si diversificano, si estinguono. Homo sapiens è l'ultimo rametto di questo cespuglio. L'uomo non è più quindi l'ultimo stadio del progresso, ma è la specie che ha avuto
maggior successo tra le tante forme umane che si sono evolute, anche in tempi recenti. In Africa 3,75 milioni di anni fa, 2 australopitecine della specie Australopithecus afarensins lasciano 70 impronte sulla
cenere fresca di Laetoli, in Tanzania, dimostrando di avere un'andatura bipede. Homo habilis e Homo rudolfensis si affacciano alla vita 2,5 milioni di anni fa. Hormo ergaste r arriva invece circa 1,9 milioni di
anni fa. Bipedi, di prateria, grandi abilità manuali, gruppi socialmente complessi con alimentazione mista e capacità di coprire grandi distanze. Saranno loro ad uscire per primi dall'Africa e dare inizio alla
platenizzazione degli ominidi che avverrà in 3 grandi diaspore. Nella 1°diaspora è l'Homo ergaster a lasciare l'Africa 2 milioni di anni fa (si pensa che il livello delle acque fosse 90 metri più basso) ed andrà a
popolare una zona che va dalla Spagna alla Cina. Questa ramificazione orientale prende il nome di Homo erectus (e non è il nostro antenato diretto, come è scritto sui libri scolastici). La 2° diaspora è quella
di 800mila anni fa. Decisiva per noi perché ha diffuso gli antenati di Neanderthal (Homo heidelbergensis ) e tutte le altre forme umane che Homo sapiens incontrerà uscendo per la terza volta dall'Africa, i cui
rappresentanti compaiono circa 200mila anni fa nell'Africa orientale e meridionale. Una piccola popolazione discendente da H. heidelbergensis , slanciata, capacità cranica che supera i 1400 cc, tecnologia
avanzata ed infanzia allungata e che 125mila anni fa inizia la 3° diaspora . Va nella penisola arabica, nel Sinai e, 85-75mila anni fa, in Asia, diffondendosi nel Vecchio Mondo tra i 50-60mila anni fa,
convivendo quindi con i Neanderthal, i "denisoviani" sui Monti Altai in Siberia, con gli "hobbit man" in Indonesia, e forse con gli Homo erectus sull'isola di Giava. Poi, 12mila anni fa, è rimasto l'unico
rappresentante del genere Homo. Poiché bipedismo, capacità di adattamento ed uso delle tecnologie erano caratteristiche comuni, forse è stata la nascita del linguaggio articolato che fa diventare 45-40mila anni
fa l'Homo sapiens cognitivamente moderno. L'evoluzione non si è fermata, ma non procede più con le regole di prima. La selezione naturale agisce su di noi molto meno, sono disattivati i meccanismi tipici di
speciazione dovuti all'isolamento geografico (siamo esseri globali), non più riduzione drastica della popolazione per catastrofi naturali. I cambiamenti del futuro probabilmente saranno letti dal punto di vista
tecnologico, culturale e bioingegneristico. Una specie intelligentissima ed ostinata che non è abbastanza lungimirante da preservare il mondo in cui viveva.
Origine dell'agricoltura . Più di 20mila anni fa qualcuno macinava già cereali e radici. Questo è ciò che hanno scoperto dei ricercatori dell'Università di Princeton nella regione cinese dello Huang He (2013).
Prima di questa scoperta, le prime tracce di agricoltura risalivano a 10mila- 8mila anni fa. Macinando i semi si ottiene l'amido (la farina), che è la base dei moderni prodotti da forno come il pane e le focacce.
Oltre ad aver scoperto la fusione del ferro 1500 prima degli europei, le popolazioni cinesi di questa regione potrebbero essere gli scopritori delle proprietà culinarie della farina. Si ricorda che l'amido è
probabilmente stato scoperto più volte e più volte dimenticato nel corso della storia dell'uomo, come è avvenuto per altre grandi scoperte, dal momento che gli esseri umani vivevano in gruppi non
particolarmente grandi e non distribuivano le proprie conoscenze. I reperti sono stati datati intorno a 23mila anni fa, cioè durante l'ultima glaciazione. Un periodo di carestia che può aver spinto gli esseri umani
a scegliere alcune specie vegetali invece di altre, in quanto più resistenti alla rigidità del clima. Le analisi dei resti fanno infatti pensare che le macine fossero state usate per ridurre in polvere miglio, fagioli e
patate dolci (non quelle americane), oltre a piante medicinali come Thichosanthes cucumerina .
Nel 10.000 a.C. si ha l' "Età neolitica" (l'ultimo dei tre periodi della preistoria che costituiscono l'età della pietra). Si hanno i primi mezzi di trasporto (zattere, barche e slitte). Tra l'8350-7350 ca. Gerico, in
Palestina, è la prima città con le cinta murarie . Primo vasellame d'argilla . Nel 7000 a.C. agricoltura neolitica in Italia. 6000-2000 ca. culture neolitiche nella Val Camonica e Tavoliere delle Puglie.
Tessitura primitiva e lavorazione della seta in Cina (6000 a.C.). 4000 a.C. arte megalitica in Europa occidentale. Estrazione del rame a Cipro. In Egitto il calendario solare , la cui prima certezza risale però
al 2.800 : anno di 12 mesi di 30 giorni + 5 alla fine. Inoltre, in Egitto, utilizzo del papiro come materiale scrittorio. 3200 avvio della prima civiltà cicladica nell'Egeo.
o----- Le prime civiltà ------o
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-3500
Civiltà è il nome che diamo all'interazione creativa di esseri umani: un potenziale culturale e di risorse materiali volte allo sviluppo, che diventa in larga misura autonomo. Deriva dal latino "civitas", che
significa "insieme di abitanti". Alcuni studiosi affermano che le azioni dei primi esseri umani non possono far parte della storia, che ha infatti inizio nel momento in cui siamo in grado di comprendere il
pensiero dei popoli, quando cioè ne capiamo le parole. La Storia perciò, in quanto testimonianza del passato umano, non può essere antecedente ai primi scritti. Il primo scritto di cui siamo certi è datato tra il
3500 a.C. ed il 3000 a.C. poi, nell'arco di poche centinaia d'anni, compaiono le prime iscrizioni su pietra o su tavolette di argilla che, in seguito, verranno sostituite dal papiro, dalla pergamena e dalla carta.
Tradizionalmente chiamiamo preistoria gli avvenimenti antecedenti all'uso della scrittura e gli storici hanno lasciato lo studio di quel periodo a paleontologici ed antropologi, che potevano usare anche prove
non documentali per comprenderlo. Ma senza l'eredità culturale di quel passato, le prime comunità umane che hanno prodotto la civiltà, non sarebbero state in grado di evolversi. E, per civiltà, intendiamo
qualcosa in più della semplice presenza di rituali, di arte o di una certa tecnologia e, di sicuro, anche qualcosa in più della semplice concentrazione di esseri umani nello stesso luogo. In Mesopotania (3500
a.C.) abbiamo la prima civiltà di cui abbiamo traccia. In Egitto verso il 3100 a.C. Nel 2500 a.C. in India. A Creta, intorno al 2000 a.C., troviamo la civiltà minoica. Come si è sviluppata l'agricoltura: 80005000 a.C.(coltivazione di cereali ed orzo, allevamento di pecore, capre e bovini nell'Asia sudorientale, in Anatolia, Grecia, Persia e nel bacino del Caspio. Tecniche di semina e di raccolto trasferite dall'Asia
Minore all'Europa. Miglio coltivato in Cina); 3400-3100 a.C. (lino usato per produrre stoffe in Egitto, e prime testimonianze di aratura, rastrellatura e concimazione); 3500: in Mesopotamia le prime tavolette
di creta incise; 3200: le prime rappresentazioni di vele; 3100: in Mesopotamia le prime rappresentazioni con simboli numerici: 3000 a.C. (asini usati come bestie da soma in Egitto. I Sumeri coltivano orzo,
cereali, datteri, lino, mele, susine ed uova); 2900 a.C. (addomesticamento di maiali nell'Asia Orientale); 2540 a.C. (inizio della lavorazione della seta in Cina); 2500 a.C. (elefanti domestici nella vallata
dell'Indo. Si coltivano patate in Perù); 2350 a.C. (produzione del vino in Egitto); 1600 a.C. (coltivazioni di viti e di olive a Creta); 1500-1300 a.C. (tracce di acquedotti in Egitto); 1400 a.C. (vomeri in ferro
usati in India); 1200 a.C. (cammelli addomesticati in Arabia). La civiltà non è sorta in modo uniforme: é sempre stato il risultato di una somma di fattori che hanno caratterizzato una particolare regione e si
sarebbero poi evoluti fino a determinarne la nascita. Diversi ambienti, diverse influenze esterne e diverse eredità culturali implicavano che l'umanità non camminava verso la civiltà con passo uniforme.
-3000
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni: Ruota . Il primo utilizzo del movimento della ruota che ci è stato tramandato e di cui si ha traccia (trovata a Ur, sulla riva sinistra del fiume Eufrate, nella zona meridionale
della Mesopotamia. Da Ur partì Abramo, il padre delle tre grandi religioni monoteiste - ebraica, cristiana e islamica) è quello della ruota da vasaio dei Sumeri e ben presto, nel 3000 a.C., sarebbe stata utilizzata
anche per il trasporto. Altra invenzione dei Sumeri fu il vetro (diossido di silicio che fonde a 1800° al quale vengono aggiunte sostanze fondenti, es. soda e potassa, con un punto di fusione inferiore a 1000°)
che, all'inizio del 3° millenio, fondevano già il bronzo. In Egitto il vetro veniva usato nel 2000 a.C. per produrre stoviglie, utensili e monili. Coloranti naturali: indaco e la robbia. Nel 1.200 a.C. i Fenici
scopriranno la porpora, resistente all'acqua. La pergamena (detta anche cartapecora o carta pecudina) è un prodotto della pelle di animale non conciata e composta di collagene.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-2700
Pensatori e Filosofi. Filosofo = amico della sapienza, un termine la cui invenzione si attribuisce a Pitagora, che lo preferiva rispetto a quello di sapiente che gli attribuivano. Lì sulle sponde dell'Egeo, in mezzo
ad un popolo di pastori e contadini, alcuni uomini cominciano a ragionare sul mondo che li circonda, sulle cause che l'avevano generato e sui principi sui quali si basava. Domande che si erano probabilmente
poste anche le generazioni precedenti, ma delle quali non era rimasta traccia. Questi pensatori greci sono stati invece in grado di trasmettere alle generazioni future le loro ricerche sul sapere dando così inizio al
pensiero del mondo occidentale, interrogandosi su dei e natura e cercando di superare miti, tradizione e fede. Domande come: "Qual'é l'origine delle cose? Quale principio governa la natura e gli esseri viventi?
Qual'é la struttura dell'universo? Qual'é la funzione dell'anima? E di che cosa è mai fatta?, sono domande la cui ricerca della risposta farà nascere la filosofia. - I primi pensatori precedenti a Socrate, pur
appartenenti ad epoche e dottrine diverse, ed i cui pensieri sono giunti a noi attraverso Platone, Aristotele, Plutarco, Diogene Laerzio, Stobeo e Simplicio, sono stati chiamati "presocratici", hanno avviato
riflessioni, posto domande, ispirato filosofi e innescato dibattiti, che sono ancora lungi dall'essere esauriti. I primi filosofi presocratici sono raggruppati sotto il nome di "Scuola di Mileto ", città dell'Anatolia
occidentale, e sono: Talete (630 a.C.), Anassimandro (610 a.C.), Anassimene. - "Scuola pitagorica ": Pitagora, il quale, considerando il mondo come un'armonia perfetta, dipendente dal numero, tentò di
indurre gli uomini a condurre una vita parimenti armoniosa. I pitagorici si riunirono in una scuola a Crotone. Tra i suoi seguaci sono inclusi Filolao, Alcmeone di Crotone e Archita. - "Scuola di Efeso ":
Eraclito affermò che, in natura, tutte le cose sono in uno stato di flusso perpetuo, collegate da una struttura logica che egli definì con il termine logos. Secondo Eraclito, il fuoco, uno dei quattro elementi
classici, stimola e concretizza questo modello eterno. Dal fuoco tutte le cose traggono origine e ad esso ritornano in un processo di cicli eterni. - "Scuola di Elea ": La scuola di Elea pose in rilievo la dottrina
dell'Uno. Senofane dichiarò che Dio è l'unità eterna che permea l'universo e lo governa attraverso il Suo pensiero[3]. Ancora, Parmenide di Elea introdusse un concetto di Essere unico, immobile, eterno,
ingenerato, immortale e indivisibile. La dottrina parmenidea fu difesa dal discepolo Zenone, che polemizzò contro l'opinione comune che vede nelle cose il molteplice, il divenire e il cambiamento. Zenone
propose una serie di celebri paradossi, assai dibattuti dai filosofi successivi, per cercare di dimostrare che il supporre che vi è qualche mutamento o molteplicità conduce a contraddizioni. Un altro esponente di
rilievo di questa scuola fu Melisso di Samo. - "Scuola atomista ": Leucippo e Democrito, gli ideatori del primo sistema filosofico esplicitamente materialista. Tale sistema è la dottrina degli atomi, piccoli
corpi primari numericamente indefiniti, indivisibili e imperituri, qualitativamente simili ma distinti per forma. Muovendosi eternamente attraverso il vuoto infinito, essi si scontrano e si uniscono generando così
oggetti che differiscono secondo la varietà, il numero, la dimensione, la forma e la disposizione degli atomi che li compongono. - Nell'Età ellenistica , che va dal 323 a.C. (morte di Alessandro Magno) alla fine
della Repubblica romana, troviamo pensatori stoici, epicurei, e scettici. --- Vedi anche nel file: Platone, Aristotele, Socrate, Lucrezio, Agostino, Boezio, Anselmo d'Aosta,
-2686
Musica . Gli antichi Egizi attribuiscono la creazione della musica alla loro dea Hathor, che impersonava la gioia e l'amore femminile. Uno strumento idiofonico (il suono viene prodotto dalla vibrazione del
corpo dello strumento) a lei sacro era il sistro. È però attribuibile al 45.000 a.C. la scoperta di rudimentali flauti in legno appartenenti ai popoli aurignaciani (nome che deriva dalla caverna di Aurignac,
nell'Alta Garonna, in Francia) dell'alto Paleolitico, stanziati nell'Europa e nell'Asia sud-occidentale. Nel 600 a.C. in Grecia si suonano strumenti come la lira, il tamburello ed il flauto durante matrimoni,
funerali e festività religiose. Nel 590 d.C., Papa Gregorio Magno raccoglie e ordina i canti religiosi cristiani, e la versione codificata sarà chiamata "Canto Gregoriano" in suo onore. Nel 1030, il poeta e
studioso della musica Guittone di Arezzo crea la moderna forma di note musicali, sostituendo le precedenti formule melodiche dette "neumatiche" (che venivano impiegate oltre che per i canti monodici liturgici
e profani, anche per le prime forme di polifonia), con il sistema di scrittura "diastematica" che permetteva di indicare le diverse altezze delle note da intonare. Quel sistema lo chiamò "tetragramma", perché
inseriva i segni (che sarebbero poi diventati le moderne note) in una griglia costituita da 4 righe parallele. Dal 1100, Trovatori, compositori e musicisti della poesia e della musica provenzale, si diffondono dalla
Francia all'Italia, Spagna e Grecia. Nel 1250 la Scuola di Polifonia di Notre Dame diventa il fulcro dello sviluppo della musica del tardo Medioevo, con la creazione del "motet " (mottetto, che deriva dal
francese "mot" = parola), un brano musicale diviso in molte parti e accompagnato dalle parole (su tipo della ballata). Nel 1500, il compositore olandese Josquin de Prez rende popolare la musica polifonica
vocale. Nel 1550 la pratica della castrazione maschile diventa popolare nella chiesa cattolica per impedire alle candide voci fanciullesche di rovinarsi con la pubertà. Si sacrificava così la virilità alla bellezza
della voce. Nel 1631 anche le donne possono cantare, grazie alla diffusione del court masque , uno spettacolo che include musica, danza, canto e recitazione. Nel 1641 scompare Francesca Caccini,
probabilmente la prima compositrice nel mondo occidentale, autrice di almeno 16 opere. È del 1786 il capolavoro di Wolfang Amadeus Mozart "Le nozze di Figaro" e nel 1808 Ludwig van Beethoven termina
la sua sinfonia n.5 in Do minore. Con l'invenzione di Edison del fonografo, nel 1878 la musica ora può essere riprodotta ed è del 1904 la più antica tra le orchestre di Londra, la London Symphony Orchestra.
Nel 1917 nasce l'era del Jazz. Nel 1931 si ha la 1° chitarra elettrica. Nel 1948 la Columbia Records introduce il vinile nei dischi a 33 giri 1/3 rpm. La musica diventa portatile nel 1978, con la Sony che mette in
commercio il Walkman, uno stereo portatile. Nel 2003 la Apple lancia il suo iTunes Music Store, un negozio online di canzoni ed album scaricabili da Internet. Nel 2008 Spotify è il 1° servizio commerciale di
musica streaming on demand su Internet. Nel 2015, introducendo lo streaming dei video, si metterà in competizione con i giganti YouTube, Netfix e Facebook.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-2580
Le 7 meraviglie: piramide di Cheope . Si trova nella necropoli a Giza (poco lontano dal Cairo) ed è l'unica meraviglia del mondo antico giunta sino a noi. La necropoli comprende, oltre alla piramide di
Cheope, quella di Chefren, con la Sfinge, e di Micerino. Le 3 piramidi sono allineate sull'asse nord-est/sud-ovest. In origine doveva essere alta 146 mt grazie ad una cuspide in oro (andata perduta). Oggi misura
137 mt. In passato aveva anche un rivestimento esterno di lastre levigate, perso con l'erosione, che rifletteva la luce del sole. Per la costruzione furono usati 2.600.000 blocchi di calcare, ciascuno del peso
medio di 2,5 tonnellate. La camera funeraria misura 50 mt quadrati e contiene solo un sarcofago vuoto, dato che è stata saccheggiata anticamente. Alla costruzione vi avevano lavorato da 5mila a 30mila uomini
(non schiavi), per oltre 20 anni. Recenti scoperte confermano l'uso di rampe esterne con una sorta di rotaia per trasportare i blocchi sino a un balcone esterno ricavato su un lato dell'edificio. Da lì venivano
sollevati con un argano a mano e posizionati.
-2500
Si comincia a lavorare il rame scoperto a Golpete.
Dal 2000 a.C. sino alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 d.C.
-2000
Grecia: Civiltà minoica è il nome dato alla cultura cretese dell'età del bronzo fiorita approssimativamente dal 2000 a.C. al 1450 a.C. - Questa civiltà venne chiamata minoica in riferimento al mitologico re
cretese Minosse. - La Civiltà micenea (da Micene, città dell'Argolide che si riteneva avere maggiore rilievo rispetto alle altre città micenee), emerge attorno al 1600 a. C.. Dominata da un'aristocrazia guerriera
(sconfiggeranno anche i minoici), prospera grazie al commercio e si sviluppa tramite le conquiste. Dopo il 1450 a.C. si ha l'insediamento di un dominio miceneo a Cnosso e Pilo. - Verso il 1200 a.C. i Dori
pongono fine alla egemonia della civiltà micenea nel Peloponneso. Successivamente si insedieranno anche nell'Egeo e nelle coste dell'Asia Minore, costringendo le popolazioni ivi residenti (ioni ed eoli) a
spostarsi in altre zone. Essi appaiono più come conquistatori che distruttori, ma questo periodo è designato come i "secoli oscuri" della storia greca. Nascono le polis , un modello che prevedeva l'attiva
partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica. Piccole comunità autosufficienti, rette da governi autonomi, con proprie leggi e le proprie tradizioni. L'indipendenza e la mancata unità delle polis saranno
però anche le cause principali della loro caduta. Le lotte interne fra le città verranno infatti sfruttate dal re macedone Filippo II e suo figlio Alessandro Magno, la cui morte nel 323 a.C. designa la data
tradizionale per la fine del periodo greco antico. Le polis cadranno poi sotto il dominio di Roma sino ad avere l'integrazione della Grecia nella Repubblica romana nel 146 a.C.
-2000
Calano in Italia popolazioni nordiche che si attestano intorno ai laghi lombardi e poi si fonderanno con gli indigeni liguri e siculi. In seguito, verso la fine del II millenio, fonderanno la città di Villanova che
doveva essere nei pressi di Bologna, e calando verso sud sino al Piceno, saranno il centro di una civiltà che si chiamò "villanoviana". Da essa si crede derivino gli umbri, i sabini, i latini. Vetro: in Egitto viene
scoperto il metodo per fabbricare il vetro, ottenuto riscaldando una miscela di quarzo e carbonio di sodio. Nel 1.500 a.C. si comincia la realizzazione di contenitori. Nel 100 a.C. a Roma le prime finestre. Tubature per acquedotti: a Creta nel Palazzo di Minosse la prima tubatura per l'acqua. A Ninive il primo acquedotto nel 700 a.C. A Roma nel 300 a.C. il primo a lunga distanza, 16 Km. - L'orologio ad
acqua (o "clessidra") è stato il primo strumento di misura del tempo indipendente dalle osservazioni astronomiche
-2000
Israele. Le date d'Israele scandite dalla Bibbia, tra mito e storia. - 2000-1550 a.C .: viaggi di Abramo da Ur (Mesopotamia) a Canaan (Palestina e in Egitto.- 1550-1180 a.C. : esodo dall'Egitto guidato da Mosè
e insediamento in Palestina delle 12 tribù, nate dai 12 figli di Giacobbe. - 1180-1000 a.C. : le tribù ebree sono governate dai giudici. - 1000-931 a.C. : formazione del Regno d'Israele, di cui Saul è primo
sovrano. In seguito Davide fortifica Gerusalemme e ne fa la capitale. Intorno al 950 a.C. Salomone costruisce il tempio. - 931 a.C.: il regno si divide: a nord il Regno d'Israele, a sud il Regno di Giuda. - 722
a.C. : gli Assiri uinvadono il Regno d'Israele. Gerusalemme è assediata nel 701, ma resiste. - 597 a.C.: i Babilonesi invadono il Regno di Giuda e deportano l'élite ("cattività babilonese"). - 586 a.C. : in seguito
ad una rivolta antibabilonese il re Nabucodonosor II ordina la distruzione di Gerusalemme e del tempio. - 539 a.C. : conquista persiana e inizio della dominazione degli Achemenidi. Ciro II permette agli ebrei
di tornare in patria e ricostruire il tempio di Gerusalemme (515 a.C.). - 332 a.C. : Alessandro Magno conquista la Palestina. Ne292 a.C. Antioco I, della dinastia seleucide, prende la Giudea. - 167 a.C. : rivolta
guidata da Giuda Maccabeo contro i Seleucidi. - 63 a.C. : il generale romano Pompeo Magno conquista la Palestina. - 37 a.C. : sotto la dominazione romana Erode il Grande diventa re di Giudea.
-1600
In Grecia, con la fondazione da parte di Miceneo della città di Micene, poi fortificata da Perseo, si sviluppa la civiltà micenea, parallela ma meno progredita di quella cretese (minoica). Gli scavi di Heinrich
Schliemann, che non aveva ritenuto che la descrizione fatta nei poemi omerici fosse solo leggenda, tra il 1884-85 la riporteranno alla luce.
-1570
Egitto. Viene espulsa la dinastia Hyksos, che aveva dominato per oltre un secolo sul Basso e Medio Egitto. Saranno ricordati con disprezzo come barbari asiatici (la loro identità è un mistero). A loro gli
egiziani devono alcune importanti innovazioni: il carro e l'armatura di bronzo . Si avrà ora un periodo di straordinaria fioritura artistica, reso celebre dai ritrovamenti nella tomba di Tutankhamon.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-1500
Si diffonde una popolazione di pastori seminomadi lungo la dorsale dell'Appennino centrale, da cui il nome di civiltà "appenninica". Inizierà quindi la penetrazione di popolazioni indoeuropee dell'Europa
centro-orientale che spingerà a sud le popolazioni già esistenti. Gli Italici si insediano nella parte centro-sud della penisola e costringerà i Siculi ad emigrare in Sicilia. Con il nome di "italici" i romani
indicheranno poi le popolazioni non latine assoggettate nella penisola con una serie di guerre che caratterizzeranno la fase più antica della loro storia. Dopo le guerre puniche gli Italici si federeranno con Roma
e, dopo la vittoria, ad una parte di essi sarà riconosciuta la cittadinanza. Si estrae il ferro in armenia. Alfabeto: a Ugarit in Siria il primi 30 caratteri cuneiformi. Di 22 segni invece l'alfabeto fenicio. Meridiana: in Egitto.
-1400
Clessidre: vengono fabbricate in Egitto
-1300
Da un suo racconto, Erodoto (storico greco del V° sec. a.C.) dice di aver sentito nella Ionia di un popolo di Lidi (regione costiera grecizzata) che, a seguito di una grave carestia, sotto la guida del figlio del re
Atys, Tirreno (Tyrsenòs), abbandonano la patria in cerca di nuove terre, e che sarebbero approdati sulle coste occidentali d'Italia, abitate dagli Umbri, dove si sarebbe stabilito cambiando nome ed assumendo
quello di Tirreni (Tyrsenòs o Thyrrenòi) dal nome del condottiero. Per un altro storico, Ellanico di Mitilene, vissuto pure nel V° sec. a.C., gli Etruschi sarebbero derivati invece da un nucleo di Pelasgi
(popolazione del Mediterraneo orientale) che sbarcano alle foci del Po e si spinge fino in Etruria, prendendo il nome di Tirreni. Altri storici in seguito propenderanno per la teoria "orientale"
-1200
I palafitticoli e terramanicoli scompaiono quasi all'improvviso (ed era fino ad allora la popolazione più numerosa del Nord Italia). Ma anche nel sud, con la scomparsa della civiltà Micenea, cessano
(temporaneamente) i rapporti con il mondo egeo. Su tutta la penisola avviene una grande unificazione culturale, i tipi di ceramiche sono simili e si ritrovano da un capo all'altro dell'Italia, anche se hanno
caratteri propri che distinguono le antiche culture regionali. Dal 1200 a.C. al 1000 a.C. a sud del Po c'è l'arrivo dei Venedi nella pianura nord orientale; poi alcune popolazioni di origine illirica, gli iapigi, che
si stanziano lungo le coste adriatiche italiane fino in Puglia; contemporaneamente si costituisce un grande gruppo culturale in Romagna e nell'area tra l'Arno e il Tevere. È il gruppo Villanoviano in cui è fuso di
tutto: cultura dei campi, di urne, palafitticola, terramare, appenninica e gli ultimi arrivati approdati in Toscana, via mar Tirreno (che da loro prende il nome), e sono gli Etruschi che, invece di unire provocano la
frantumazione di quell'omogeneità culturale villanoviana. I Siculi dal Lazio andranno a sud; i Latini dalla conca del Fucino (nella Marsica, Abruzzo), sono sospinti a sud del Tevere, occupando i colli Albani,
portandosi dietro culture d'origine settentrionale, come il tipo di ceramica e praticheranno la cremazione sino alla fondazione di Roma.
-1200
Ebrei. (Il nome deriverebbe dall'accadico "habiru = fuggitivi). Come molti altri popoli, si sono dati un mito delle origini nel momento in cui ne avevano bisogno e, ai tempi di Mosè, quando ci fu la necessità di
governare in modo giuridicamente e teologicamente fondato, un gruppo di schiavi Egizi fuggiaschi torna in patria e, trovandola occupata da altri, hanno bisogno di testi che sanciscano il loro diritto a
riappropriarsene
Grecia . I Dori pongono fine alla egemonia della civiltà micenea. È una popolazione di origine indoeuropea e suddivisi in tribù (Panfili, Dimani ed Illei) che, dopo aver invaso il Peloponneso, si stabilisce
dapprima a Corinto poi, via via in tutta la Grecia. A differenza degli "achei" , ai quali si sovrappongono e che, a loro volta, si erano sovrapposti ai "pelasgi " ritenuti i veri autoctoni della Grecia, non erano solo
terrieri e sapevano lavorare il ferro. Sbarcarono anche Creta, dove distrussero gli ultimi resti della civiltà minoica. Un popolo, che invece non riusciranno a conquistare, è quello Jonico, installato nel
Peloponneso e predominava l'Attica e le isole dello Jonio. Questo periodo di assestamento che la Grecia attraversa si chiama "Medioevo ellenico", che durerà sino all'800 a.C.. - Dispersione del popolo greco
e cause della rovina della Grecia . Le ragioni per cui poi la Grecia andrà in rovina sembra che siano legate al fatto che ogni colonia (apoikia = casa fuori) che le poleis , man mano che crescevano andavano a
fondare, non diventavano dipendenza o dominio della poleis che l'aveva fondata, ma serbavano solo dei vincoli sentimentali. Non mantenvano alcuna servitù politica. Non erano, quindi, né una base né un
emporio della madre-patria, con cui facevano soltanto affari che convenivano loro. I greci erano un popolo centrifuego. Gli ateniesi, ad esempio, non avvertivano il bisogno di familiarizzare con Tebe e le altre
città. In quel periodo non ne sentivano il bisogno perché nessuna forza esterna li minacciava. In Asia, l'impero degli ittiti era crollato ed al suo posto c'erano i reami di Lidia e Persia ancora in formazione. In
Africa, l'Egitto decadeva. L'occidente era ancora immerso nel buio della preistoria. Cartagine era ancora un porticciolo e Romolo e Remo non erano ancora nati ed gli emigranti greci erano in giro a fondare
Napoli, Reggio, Sibari, Crotone, Nizza e Bengasi
-1200
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-1184 6 11 Grecia. Caduta di Troia, o Ilio . Dopo 10 anni di guerra tra Achei e Troiani, cade ed è distrutta Troia. Lo storico greco Dionigi di Alicarnasso fa risalire la caduta di Troia all'11 giugno 1184, dopo 10 anni di
guerra fra i Troiani e gli Achei, greci al comando di Agamennone re di Micene, e descritta mirabilmente da Omero nell'Iliade. Agamennone aveva scatenato la guerra per vendicare l'onta subita dal fratello
Menelao re di Sparta, per il rapimento di sua moglie Elena da parte del principe troiano Paride, il più giovane tra i figli di Priamo. Troia, alla fine, cadrà grazie allo stratagemma del cavallo di legno ideato da
Ulisse, l'astuto signore di Itaca. Le sue origini si fanno risalire all'età del bronzo. Distrutta parecchie volte, fu trovata da Heinrich Schliemann sul colle di Hissarlik, a 6 Km dal punto in cui i Dardanelli si
aprono sull’Egeo, seppellita da 46 strati di rovine divisi in 9 livelli principali. Si scoprirà poi che la Troia decantata da Omero si situava al VII strato. - P.S.: Agamennone appare come il capo di una coalizione
di contingenti di diversi popoli e città (si pensi al modello delle polis , piccole comunità autosufficienti, rette da governi autonomi, con proprie leggi e le proprie tradizioni ed in lotta fra loro. Un capo, quindi,
che divide le qualità di basiliscus con i capi dei contingenti al seguito); è l'idea di un'egemonia compatibile con tante autonomie.
-1000
Sviluppo di Alba Longa, ai piedi del monte Albano e che corrisponde probabilmente a Castelgandolfo, capitale del Lazio. Fu fondata da Ascanio, figlio di Enea e di Lavinia, figlia del re Latino. 8 generazioni
dopo l'arrivo di Enea, due dei suoi discendenti, Amintore ed Amulio, erano ancora sul trono del Lazio. Amulio scacciò il fratello per regnare da solo e gli uccise tutti i figli, meno una: Rea Silvia. La obbligò ad
essere sacerdotessa della dea Vesta affinchè non avesse figli che avrebbero potuto vendicare il nonno. Fu però messa incinta, mentre dormiva, da Marte ed ebbe due gemelli, Romolo e Remo , che un servo di
Amulio, invece di ucciderli, come gli era stato ordinato, caricò su una zattera diretta verso il mare (Mosè?). Essa si insabbiò più avanti e i bambini che piangevano richiamarono l'attenzione di una lupa, che
corse ad allevarli (i maligni dicono che era una donna, Acca Larentia, chiamata Lupa per via del suo carattere selvatico, ma anche termine con il quale i Romani indicavano le prostitute e dal quale deriva anche
"lupanare ", ovvero, luoghi deputati al piacere sessuale mercenario, case d'appuntamento, bordelli). Quando crebbero e conobbero da Faustolo, amante/marito della Lupa, la loro storia, tornarono ad Alba
Longa ed uccisero il nonno cattivo Amulio rimettendo sul trono dei Silvi il nonno buono Numintore. Andarono poi a fondare la loro città nel punto del Tevere dove si era arenata la zattera. L'avrebbero chiamata
Roma (forse da rumon = fiume o dall'osco ruma = colle) e l'avrebbe comandata chi avesse visto più uccelli. Remo sull'Aventino ne vide 6, Romolo sul Palatino 12. Allora Romolo che traccia con l'aratro il
confine della città sul Palatino (Roma Quadrata, perché il monte era di forma quadrangolare, e si presume di circa 241 ettari). Remo che lo provoca saltando il sacro limite e fratricidio, con Romolo che uccide
Remo (o forse un sicario etrusco, con un colpo di zappa). E Romolo che grida: "Sic deinde, quicumque alius transiliet moenia mea! " (Lo stesso accadrà a chiunque altro osi oltrepassare le mie mura!).
Bisognava poi popolare la nuova città, ed ecco il ratto delle sabine (sembra, 683) durante le feste Consualie (dedicate al dio Conso, protettore del raccolto, e venivano celebrate il 21 agosto, dopo aver effettuato
i raccolti, e il 15 dicembre terminato il loro approvvigionamento). Il loro re Tito Tazio e le milizie che riescono ad entrare in Roma perché Tarpea apre loro la porta. La guerra che si dilunga. I figli delle sabine
che intanto nascono e spingono i sabini a chiedere la pace. Tito Tazio che governa assieme a Romolo fondendo le due tribù col nome di romani quiriti (i sabini provenivano da Curi). Per vicini (Toscana ed
Umbria) avevano gli Etruschi che diedero il nome al mar Tirreno (Tirreno = etrusco). Molto più avanti nella civiltà ma poco uniti fra loro (le loro città erano rivali). Avevano per dio Tinia, che esercitava il
potere con tuoni e fulmini, ma che lo affidava ad una specie di gabinetto esecutivo composto di 12 grandi dèi. I romani ingoiarono il rospo della superiorità degli etruschi sino al loro ultimo re, Tarquinio il
Superbo, poi presero il sopravvento e distrussero la loro civiltà. Romolo, durante un violento temporale nella palude della Capra ed un' eclissi di sole, all'età di 52 anni e dopo 37 anni di regno, sparirà nel nulla.
Roma, tra lotte e disordini, non ebbe un sovrano per un anno. Poi si trovò un accordo. Avrebbe regnato di volta in volta un esponente dell'altra stirpe e, dopo i latini, toccò quindi alla famiglia sabina di Tito
Tazio di Cures : Numa Pompilio (vedi : -753 a.C.) - Si scopre che particelle di carbone miscelate con il ferro, lo rendono resistente : acciaio
Divisione della città sino ai Tarquini : 3 tribù [latini, sabini (o tizii), etruschi (o luceri)]. Ogni tribù era divisa in 10 curie, o quartieri. Ogni curia in 10 gens, o casate che si riunivano 2 volte all'anno facendo
un comizio curiato , che si occupava anche della elezione del re. Tutti avevano il medesimo diritto di voto. Una democrazia assoluta che durò sino a quando Roma fu un piccolo e pacifico villaggio. Quando
ebbero bisogno di un esercito, fu anch'esso basato sulla divisione nelle 30 curie , ognuna delle quali forniva una centuria (10 fanti) ed una decuria (10 giovani cavalieri con il cavallo - celeres ). Le 30 centurie
e le 30 decurie (3300 uomini) formavano una legione . Il re aveva diritto di vita e morte sui soldati (imperium ).
-1000
Etruschi. Fondazione di villaggi villanoviani in Etruria Settentrionale (Emilia Romagna) e Meridionale (Salernitano) - VIII a.C.: formazione delle prime città etrusche, evoluzione di quelle villanoviane - 770
a.C .: fondazione della colonia greca di Cuma (Campania). In precedenza era stata colonizzata l'isola d'Ischia: la cultura greca influenza quella etrusca - 753 a.C. fondazione leggendaria di Roma . Introduzione
dell'alfabeto etrusco, derivato da quello greco - 617 a.C. : Tarquinio Prisco è il 1° Re di Roma - VI sec. a.C. : la produzione artistica etrusca raggiunge il suo apice - 535 a.C. : gli etruschi estendono la loro
influenza sulla Corsica - 509 a.C. : cacciata da Roma di Tarquinio il Superbo e fine delle dinastie etrusche nell'Urbe. Il Re di Chiusi, Porsenna, tenta di restaurare la monarchia etrusca a Roma - 474 a.C. : gli
etruschi sono sconfitti dai greci a Cuma. Inizia il declino etrusco in Campania - 396 a.C. : i romani conquistano Veio dopo un assedio decennale - 375 a.C. : fine del predominio etrusco nel Delta del Po, dopo
numerosi attacchi dei Galli - 270 a.C. : le guerre romano-etrusche si concludono. Inizia il periodo di fusione tra le due civiltà - 90 a.C. : gli etruschi ricevono, come gli altri popoli insediati a sud del Po, la
cittadinanza romana.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-800
Oltre agli Etruschi, le principali popolazioni italiane sono così stanziate : Liguri e Veneti a Nord; Umbro-Sabelli e Latini al centro; Lapigi, Lucani e Bruzi a Sud; Siculi e Sicani in Sicilia; Sardani e Liguri in
Sardegna.
-814
Cartagine : Didone (chiamata anche Elissa), primogenita di Belo re di Tiro e dei fenici, fonda Cartagine (Carthago per i latini), dopo essere passata per il termine greco Karchedòn) . --- Secondo la narrazione
virgiliana Didone si innamorò dell'eroe troiano Enea, figlio di Anchise, quando si rifugiò a Cartagine prima di arrivare nel Lazio e lo sposò. Disperata per la partenza improvvisa di Enea, costretto dal Fato,
Didone si uccise con la spada di Enea, chiedendo al suo popolo di vendicarla. - Un'altra versione vede Didone-Elissa fuggire dal dispotico fratello Pigmalione che le aveva assassinato il marito Sicheo e preso il
potere. Approda a Kition, nell'isola di Cipro, e da lì, con 80 fanciulle, si sposterà ad ovest, verso la costa nordafricana, sbarcando nel luogo in cui sorgerà Cartagine. --- Cartagine è una città-stato del Nord
Africa che, in breve, diviene più ricca e potente delle altre due vecchie città fenicie Tiro e Sidone (Omero chiama i fenici "sidonii", perché i sovrani di Tiro regnarono talvolta anche su Sidone). Commerciavano
senza far uso del denaro, utilizzando talvolta il baratto o lingotti d'argento e di rame per pagamenti di una certa entità. Ricorrevano ad un'unità di peso standard, come lo shekel, che permetteva loro di operare in
un'"economia di mercato" senza bisogno di battere moneta, Avevano, cioè, familiarità con le transazioni in denaro, solo che quest'ultimo assumeva forme diverse dalla coniatura di moneta. In seguito saranno i
cartaginesi ad abbracciare questa pratica per agevolare gli scambi con i greci della Sicilia e dell'Italia meridionale, che invece utilizzavano la moneta. I possedimenti di Cartagine si estendono alla odierna
Tunisia, la costa della Tripolitania, varie basi portuali dell'Algeria e Marocco, altre colonie fenicie della penisola iberica, come Gades (Cadice), Malta e Ibiza. Altre colonie e città le erano tributarie in Sicilia e
Sardegna. Era governata da un senato di 300 membri, basato sul censo più che sui natali, e da un'assemblea popolare che più che altro ratificava quanto statuito dal senato. I magistrati erano detti suffeti ed
erano eletti ogni anno, senza vincoli di elezione (Annibale lo fu per 22 anni consecutivi). Era più ricca di Roma ed aveva il monopolio del commercio. Nessuno poteva avventurarsi nelle sue acque. Una
potentissima flotta faceva rispettare l'embargo e pirati non ce n'erano. Ma mentre Roma richiedeva ai propri membri della confederazione solo contingenti militari, tassando solo i propri cittadini, Cartagine
richiedeva anche tributi ai popoli soggetti, in misura diversa a seconda se si trattavano di colonie o popoli soggetti. I Cartaginesi non prestavano servizio militare ma si avvalevano di mercenari e coscritti che
combattevano per la paga o per dei dominatori ferrei. Al contrario gli alleati di Roma partecipavano alla spartizione del bottino e mantenevano una struttura politica che garantiva loro una certa libertà e le loro
motivazioni erano certamente più forti. Il sistema di elezione dei comandanti in tempo di guerra era meno rigido di quello dei Romani. Potevano rimanere in carica più a lungo ed acquisire così esperienza nello
sviluppare le strategie. In caso di fallimento o sconfitta c'era però la pena di morte, che poteva essere loro data anche dagli stessi subordinati.
-777
Greci in Italia e Magna Grecia. Vi arrivano intorno a quest'anno e fondano il loro primo "emporio" nel 755 a. C. a Pithecusa (Ischia). Poi si spingono verso Nord via mare, colonizzando le isole davanti alla
coste dell'odierna Toscana: Oxasia (Montecristo), Artemisia (Giannutri), Gurgon (Gorgona), Aigilion Megas e Aigilion Mikros (Capraia e Giglio), Aithaleia (Elba). La Magna Grecia è il nome con cui si
designa l'insieme delle città greche in Italia e Sicilia e, a tutti gli effetti, era parte del mondo greco, sebbene si pretenda che gli Ateniesi non conoscessero la Sicilia prima della grande spedizione del 415 a.C. in
aiuto di Segesta contro Selinunte appoggiata da Siracusa
-776
Inaugurazione dell'Olimpiade. Ad Olimpia, in Grecia, si disputano i primi Giochi Olimpici (per i Greci gli anni venivano numerati a partire dai primi Giochi Olimpici). Iniziavano durante il plenilunio e
duravano 6 giorni di cui, il primo e l'ultimo, erano dedicati alle cerimonie di apertura e di chiusura. Nelle prime 18 edizioni ci furono solo gare di corsa : 200, 400 e 5000 metri.
-755
Greci. Altri insediamenti nel basso Tirreno ad opera dei Greci porteranno alla fondazione di Cuma nel 750 a.C. e di Siracusa nel 733 a.C. e poi altre città lungo le coste dei tre mari, dal sud del Lazio sino alla
Sicilia
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
753
4 21 Fondazione di Roma. È la data tradizionale. - Vedi anche inserto anno -1000 : Alba Longa e Romolo e Remo - Nei primi secoli della sua vita, Roma fu una città-stato monarchica. Un'organizzazione
cittadina sul modello delle poleis greche, vale a dire, governata da un magistrato unico e vitalizio, il rex . Diventerà repubblica sul finire del VI sec. a.C. (510 a.C.), quando verrà cacciato l'ultimo re, l'etrusco
Tarquinio Prisco. Il governo verrà allora affidato a 2 magistrati annuali (i consoli), che al termine della loro carica rispondevano dei loro atti. Nasceranno quindi assemblee popolari alle quali verranno attribuiti
poteri una volta spettanti ai magistrati: al comizio centuriato, ad esempio, verrà dato il potere di condannare a morte, che una volta era prerogativa dei magistrati. Con la repubblica i romani sentiranno di aver
conquistato la libertà, identificata con la cittadinanza. "Civis romanus sum " era la formula con cui ci si poteva vantare di appartenere ad un'organizzazione politica che dava diritti e prerogative di cittadini, non
sudditi. Poi, da III secolo a.C. le istituzioni repubblicane entrano in crisi e Roma si avvierà a diventare, lentamente ma inesorabilmente, un principato quindi, un impero. - La storia romana si divide in 3
periodi: 1. età monarchica o regia (dal 754-53 a.C. al 509 a.C.); 2. età repubblicana (dal 509 a.C. al 27/23 a.C.); 3. età imperiale (dal 23 a.C. al V secolo d.C.). Fino al 600 a.C. circa ci sono i re agrari.
Dal 600 al 509 a.C. i re mercanti. I Re: Romolo (sabino di Cures . A questo periodo si fanno risalire le leges regiae , che si tramanderanno oralmente all'interno della classe dominante. Verrà ucciso, accusato
di aver introdotto un potere assoluto) - Numa Pompilio (sabino di Cures e genero del re Tito Tazio, mise ordine nella religione dei 3 popoli, abolendo sacrifici umani. Riformò il calendario, aggiungendo ai 10
mesi esistenti, anche gennaio -dal dio Giano- e febbraio. Da 354, i giorni dell'anno passano a 355). Fondò l'ordine delle Vestali (fanciulle romane appartenenti a famiglie patrizie di provata onestà, ed obbligate
a rimanere vergini sino a 30 anni). La vergine Vesta, dea custode del fuoco, simboleggiava l'eternità di Roma - Tullo Ostilio (latino e guerrafondaio, distrusse Alba Longa; 3 gemelli romani Orazi contro i 3
albani Curiazi) - Anco Marzio (dal 640 al 616 a.C., sabino, fornì uno sbocco marino al Tevere, la cui foce, ostium , divenne porto. Scavò grandi saline) - Traquinio Prisco (Lucio Tarquinio, primo re etrusco.
Bellicoso, uno scettro sormontato da un'aquila, si faceva precedere da 12 giovanotti, chiamati littori, che recavano fasci di verghe con un'ascia alla sommità (le verghe erano di olmo o betulla e tenute assieme
da cinghie rosse), e da bastonatori che gli facevano largo fra la folla. Costruì la cloaca massima. Fu assassinato) - Servio Tullio (figlio di Tarquinio Prisco e messo sul trono dalla suocera. Costruì, con il tufo
di Fidene, una più ampia cerchia di mura che poté contenere i 7 colli (Septimontium ) di Roma ed attuò la grande riforma politica e sociale, base di tutti i successivi ordinamenti. Dopo 44 anni di regno, cadde
vittima in Senato di un complotto) - Tarquinio il Superbo (perché tirannico e crudele), nipote di Servio e suo assassino con l'aiuto di Tullia, figlia di Servio. Sospese le costruzioni e governò arbitrariamente
con ogni tipo di sopruso. Patrizi (il nobile Collatino si ribella perché Sesto, figlio del re, gli oltraggia la moglie) e plebei si allearono e lo scacciarono. Si rifugiò a Cere in Etruria, presso Porsenna. Il potere sarà
affidato a due consoli, Bruto e Collatino. Si era nel 509 a.C. ed a Roma si proclama la Repubblica. Erano trascorsi 246 anni ab urbe condita.
Roma monarchica (753 a.C - 510/509 a.C.): episodi di quel periodo . I primi abitatori si interrogano sulle loro origini senza darsi una risposta. I villaggi mobili sul Tevere si associano e Romolo fonda Roma a
costo di un fratricidio. I 7 Re di Roma e le molte nobili donne, come Lavinia che amò Enea, Ersilia la moglie sabina di Romolo, Egeria che appariva nei boschi a Numa Pompilio, la diabolica Tanaquilla che
governava attraverso il re morto (Tarquinio Prisco), Lucrezia che si uccise per l'onta di uno stupro (da parte di Sesto Tarquinio, figlio del Superbo). Le prime mire espansionistiche. La deportazione a Roma
degli abitanti di Alba Longa. L'idea dei canali di scolo. Le riforme di Servio Tullio. Tullia passa con il carro sul cadavere del padre (Servio Tullio). La cacciata dei Tarquini. Il destino di Bruto (brutus =
sciocco) che vendicherà Lucrezia...
Clientela. Lo storico Dionigi di Alicarnasso o Dionisio (60 a.C. circa – 7 a.C.), fa risalire l'istituzione della clientela, una forma arcaica di dipendenza personale, agli inizi della storia di Roma, e che Cicerone
(nel De re publica ) riteneva fosse opera di Romolo. Essa valeva a collocare il cliente nella posizione di un inferiore che si rimetteva, per consuetudine o propria iniziativa, alla protezione di un uomo più
potente di lui, e gli rendeva certi servigi e adempiva a certi obblighi nei suoi confronti in cambio della protezione ricevuta. Tra i più importanti di questi servigi vi era il sostegno politico. Da quegli
atteggiamenti servili, non sorprende che l'aristocrazia romana abbia in seguito potuto chiedere sacrifici economici ai suoi clienti. L'importanza di un potente era commisurata alla clientela che rumorosamente lo
svegliava ogni mattina per la "salutatio matutina" . Tale condizione non era legata a nessuna particolare classe sociale, ma era l'applicazione di un obbligo di rispetto (obsequium ) che tutti gli antichi romani,
dal liberto al gran signore, sentivano nei confronti di quanti erano più potenti di loro: il liberto nei confronti del patronus - colui che lo aveva liberato e da cui continuava a dipendere - il parassita nei confronti
del signore. - P.S.: In origine però i Cliens non avevano personalità giuridica, in quanto la loro rappresentanza attiva e passiva in giudizio spettava ai patroni, che su di loro agivano come pater familias e, tra
gli obblighi dei Cliens, ci sarebbero stati quelli di aiutare economicamente il patrono quando necessario, maritarne le figlie, riscattarlo quando catturato e fatto ostaggio, e concorre alle spese che il patrono
avesse dovuto affrontare per accedere ad una magistratura. Infatti, i Clients, aggregandosi a una famiglia patrizia, non solo riuscivano a sbarcare il lunario, ma erano a lui legati da un patto di mutuo soccorso. Nel tempo il clientelismo si è trasformato, passando dalla raccomandazione alla corruzione, e la rete clientelare è una delle cause della crisi economica che danneggia il capitale sociale e culturale. Come
uscirne? Difficile, lo si potrà solo contenere. Ma come furono gli schiavi liberati nell’epoca romana a contenere gli eccessi del clientelismo, od i mercanti e gli artigiani dell’epoca comunale a farci uscire dal
feudalesimo, i non raccomandati, coloro che affrontano il mercato senza protezione, forse potranno cambiare questo sistema.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-746
-740
-700
La Sicilia Fenicia. I Fenici, un popolo semita, che dall'odierno Libano stabilirà un gran numero di colonie in tutto il mar Mediterraneo, fondano Mabbonath l'odierna Palermo. Gli altri due poli fenici in Sicilia
sono: Mtw, cioè Mozia, che ospita i Fenici espulsi dai Greci, e Kfra (Solunto), fondato intorno al 700 a.C.
Fondazione di Cuma (Cumae) , una colonia greca che si trova in Campania nell'area vulcanica dei Campi Flegrei, di fronte all'isola di Ischia. È assai più probabile che Cuma derivi dalla locuzione latina "CUM
(POPULO) AGERE" "luogo ove il popolo si raduna" e per estensione "monticello abitato" (CUM (POPULO) A(GERE)). Tra il 740 a.C. ed il 720 a.C. sembra situarsi la composizione dell' Iliade e
dell'Odissea
Grecia antica: Macedonia. Momenti di gloria hanno avuto Micene ed Argo e Sparta (che significa "la sparpagliata", perché risultò dalla fusione di 5 villaggi) nel Peloponneso, Atene in Attica e Tebe in
Beozia. E proprio da Tebe parte l'ascesa dell'"altra Grecia", il regno di Macedonia. Da dove venissero i macedoni non è ben chiaro. Forse erano greci, dai quali si erano separati in epoca remota, oppure elleni,
sciti ("barbari" originari delle steppe del Mar Nero) governati dalla dinastia degli Argeadi, provenienti dal sud del Peloponneso (forse da Argo) e discendenti dall'eroe mitologico Eracle. Prima del 700 a.C. non
si conosce molto, ma il 1° re storicamente accertato è Perdicca I (700-678 a.C.), che amministrava il piccolo regno della sua capitale Ege (oggi Verghina). Questo piccolo regno riuscirà a sopravvivere in forma
indipendente durante le guerre tra le superpotenze del tempo (Grecia e Persia) e via via si succederanno: Argeo I (678-640), Filippo I (640-602), Aeropo I (602-576), Alceta I (576-547), Aminta I (547-498),
Alessandro I (498-454, che si dichiarò vassallo di Dario re di Persia, ma che ammiccava ai greci, tanto da guadagnarsi il soprannome di "Filelleno"), Alceta II (454-448), Perdicca II (448-413, alla cui morte la
capitale viene trasferita a Pella, fondata da Archelao I (413-399). Un breve interregno e poi è la volta di Aminta III (392-370 a.C., che si schiera con Sparta). Ebbe 3 figli (Alessandro, Perdicca e Filippo). Morti
Alessandro (ucciso dal cognato) e Perdicca (nella guerra con gli Illiri), sale a trono Filippo, con il nome di Filippo II , che era cresciuto a Tebe, là tenuto come ostaggio, e dove ebbe però modo di imparare la
lingua, i costumi e la politica, ma soprattutto di studiare le tattiche del generale tebano Epaminonda, unico condottiero capace di sconfiggere più volte la falange spartana. Consolida subito i confini, minacciati
dalle tribù barbare del nord, grazie al generale Parmione sconfigge gli Illiri. Per perseguire poi nel suo obiettivo di rendere la Macedonia più prospera, gli serviva uno sbocco al mare, una disponibilità
finanziaria ed un esercito efficiente per poter entrare in competizione con Atene, alla quale riesce a soffiare Anfipoli ed alcuni centri della Tracia. Queste battaglie gli costeranno la perdita di un occhio. Si
inserisce poi nelle guerre intestine della Grecia, schierandosi contro la coalizione di Atene, ma senza successo. E allora ripiega sulla Tracia, che riuscirà a sottomettere, costringendo Atene a firmare la pace ed
acquisire la parte meridionale della regione. Ci saranno altre schermaglie con Atene, che nel frattempo si era alleata con Tebe, per cercare di conquistare la Beozia. Si arriverà così alla Battaglia di Cheronea ,
in cui Filippo II ebbe la meglio con la sua falange i cui opliti, dotati di lance più lunghe (sarisse) ed alleggeriti delle corazze, si dimostrò più dinamica. Ora Filippo II può imporre la sua volontà ai greci e
convoca a Corinto un congresso panellenico dal quale nascerà una lega, con la quale si farà promotore della liberazione, dal giogo della Persia, delle città elleniche dell'Asia Minore. Morirà assassinato nel 336
a.C. per mano di Pausania e gli succederà il figlio Alessandro Magno , avuto dalla moglie Olimpiade (ripudiata dopo aver sposato Cleopatra, figlia di uno dei suoi generali e motivo di contrasto con il figlio
Alessandro) che, se conquisterà il mondo antico, lo dovrà agli insegnamenti del padre, un grande della storia ed il primo a riunire la Grecia. Alla sua morte il regno si disgregherà in regni ellenistici governati da
Diadochi ("successori del re"). Alcuni di essi daranno inizio a dinastie, come la "seleucide " (che terminerà nel 63 a.C. con Filippo II Filoromeo) e la "tolemaica d'Egitto " (che terminerà con Cleopatra nel 30
a.C.). --- Con la Battaglia di Pidna (168 a.C.) il regno di Macedonia sarà conquistato dai Romani, che lo annetteranno nel 148 a.C., dopo aver rimosso l'ultimo re macedone Andrisco (Filippo VI), e
trasformandolo in una repubblica della provincia romana. - Età arcaica (tra il 700 e 500 a.C.) : il Pántheon greco. Entro i confini del politeismo greco si va costituendo una sorta di canone delle 12 divinità
maggiori: il dodekátheon . Ne fanno parte 6 divinità maschili (Zeus, Posidone, Ares, Efesto, Apollo, Ermes) e 6 femminili (Era, Atena, Demetra, Afrodite, Artemide, Estia). Attorno a loro, una folla di divinità
minori, qualcuna delle quali sarà destinata a guadagnarsi un posto nel dodekátheon a scapito di qualche altra (es.: Dionisio, al posto di Estia).
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Gli uomini illustri dell'Antica Grecia: - Licurgo (tra il IX e l'VIII sec. a.C.), anche se non si è sicuri se sia veramente esistito, fu il principale legislatore di Sparta, e le sue leggi, la cui essenza era "il
disprezzo del comodo e piacevole", formarono il costume degli spartani: i re dovevano sedere in coppi per controllarsi a vicenda ed il Senato rimaneva arbitro della situazione. Sotto il Senato c'è un'Assemblea,
aperta a tutti i cittadini dai 30 anni in su, che elegge 5 efori (ministri), per l'applicazione delle leggi. I neonati minorati venivano lanciati da un picco del Taigeto. A 7 anni i ragazzini entravano in un collegio
militare a spese dello Stato, dormivano in tende, niente comodità, si lavano poco, e ne uscivano a 30, per andare a sposarsi. Il celibato era punito. Si mangiava ad una mensa pubblica sino a 60 anni. Dieta
rigorosa e chi ingrassava veniva mandato al confino. Facendo quella vita, non avevano certo paura della morte. Quando partivano per la guerra, le madri cantavano un ritornello:"Torna con lo scudo o su di
esso". - Esiodo, poeta di fine dell'VIII ed inizio del VII sec. a.C. Scrisse Teogonia , in cui racconta come lui ed i suoi contemporanei vedevano l'origine del mondo e tenta di stabilire una genealogia delle
divinità adorate in Grecia e Le opere e i giorni , in cui vi è una dettagliata descrizione della vita contadina dell'epoca ed impartisce una serie di consigli al suo giovane fratello Perseo. - Saffo (Ereso, 640, a.C. Leucade, 570 a.C.), pur rimanendo poco dei suoi testi, basta a catalogarla fra i più grandi poeti del VI secolo. In Addio agli Atti si trovano alcuni dei più perfetti versi della lirica di tutti i tempi. La sua opera, in
9 volumi, sarà però condannata dalla Chiesa. - Solone (Atene, 638 a.C. - 558 a.C.), legislatore, giurista, poeta. La Costituzione di Atene corrispondeva a quella della società, ovvero a quella degli eupatridi
("nati bene"), o patrizi. La popolazione era divisa in 3 ranghi: gli hippes (dell'alta borghesia e possedevano un cavallo); quelli che possedevano un paio di buoi ed un carro (le truppe corazzate in guerra); e i
salariati, che non avevano nulla e costituivano la fanteria in guerra. Come a Roma, ve per populus di intendevano solo patrizi e cavalieri, anche ad Atene i cittadini erano coloro che appartenevano ai primi 2
ranghi. Quando Solone fu eletto arconte (presidente di quella che in Atene era una Repubblica), abolì la schiavitù dei debitori (era soprattutto in gioco la condizione degli hektémoroi , coloro che lavorano la
terra per conto dei ricchi, che spesso non riuscivano ad assolvere l'obbligo di versare loro il canone, per cui, risultando morosi, rischiavano di essere venduti come schiavi), svalutò la dracma per facilitare il
pagamento. La popolazione fu suddivisa in base al censo. I diritti politici variavano in funzione delle tasse che pagavano. Il fisco e non il blasone graduava la popolazione. L'ozio divenne un crimine e la
prostituzione legalizzata. Gli offriranno i pieni poteri e l'incarico di presidente a vita, ma lui declinerà: "La dittatura è una di quelle poltrone da cui non si riesce a scendere vivi". - Pisistrato (Filaide, 600 a.C. 527/528 a.C.), tiranno (ma allora aveva tutt'altro significato, e veniva da tirra = fortezza) di Atene e cugino di Solone che, sin da ragazzo, aveva imparato a conoscerne ambizione e scaltrezza. Divenuto
dittatore, verrà scacciato. Riconquisterà il potere con la forza nel 546, ma questa volta avrà il buon senso di non forzare con la violenza, evitare le guerre e dare ad Atene una posizione capitale e morale e di
sfuggire al potere assoluto. Unica pecca é che lasciò il posto in eredità ai figli (Ippia e Ipparco, della moglie legittima, e Iomonte ed Egesistrato, di Timonassa) dimenticando che i totalitarismi non hanno eredi.
- Pitagora (Samo, 570 a.C. - Metaponto, 495 a.C.), polivalente scienziato (matematico, taumaturgo, astronomo, politico) che si stabilì a Crotone per fondare una scuola iniziatica a cui potevano partecipare sia
maschi che femmine (interni ed esterni), ma dovevano fare voto di castità, vestire in maniere semplice, non ridere, e alla fine dell'anno scolastico ogni allievo doveva fare pubblicamente un'autocritica. Quattro
anni di tirocinio, durante i quali Pitagora mandava loro le lezioni scritte e solo alla fine dei 4 anni appariva ad impartire direttamente lezioni ai suoi selezionatissimi seguaci, che formeranno una casta invisa ai
crotonesi, che in seguito la sopprimerà. Dal punto di vista cosmologico, i pitagorici furono i primi a togliere la Terra dal centro dell'Universo.
Grandi Filosofi dell'Antica Grecia. Qual'è l'origine delle cose? Quale principio governa la natura e gli esseri viventi? Qual'è la struttura dell'universo? Qual'è la funzione dell'anima? E di che cosa è mai fatta?
-Sono le domande che si è posto l'uomo e la ricerca di una risposta ha determinato la nascita della filosofia. I primi pensatori del mondo furono chiamati "presocratici", ovvero precedenti a Socrate. I primi
filosofi presocratici sono raggruppati sotto la scuola di Mileto, dove vissero e che si trova sulla costa occidentale dell'Anatolia. Talete (Mileto, 640 /625 a.C. - 547 ca.), nato da una famiglia fenicia, la sua
formazione avvenne in Egitto, è ritenuto il primo presocratico e padre della filosofia greca. Mentre la scienza si confondeva ancora con la mitologia, creerà la prima scuola filosofica greca, quella naturalistica.
Condivise molti errori del suo tempo e penserà che la terra fosse un disco galleggiante su una sterminata distesa d'acqua, ma sarà il primo a capire che tutto ciò che forma il creato ha un principio unico e
comune (l'errore fu nell'identificarlo con l'acqua su cui la Terra galleggiava). Immaginò la vita come un'anima immortale e che le particelle si incarnassero ora in una pianta, in un animale, in un minerale e
quelle che morivano erano solo delle momentanee incarnazioni da cui l'anima immortale prendeva volta a volta la forma e costituiva la forza vitale. Calcolò l'altezza delle piramidi (relazionando la lunghezza
della loro ombra con la propria) ed formulò parecchi dei teoremi molto prima di Euclide. Della stessa scuola di Mileto è pure Anassimandro di 20 anni più giovane di Talete, dal quale dissenti per ciò che
riguarda il processo vitale dell'Universo, escludendo che uno degli elementi naturali tra aria, acqua, terra e fuoco ne potesse essere il principio. L'essenza primordiale era invece l'ápeiron , una sostanza
indefinita, illimitata e priva di qualità. Il più giovane della scuola di Mileto fu Anassimene , che affermava essere l'aria il principio di tutte le cose, che mutava continuamente il suo stato e, cambiando forma,
diventava nuvole, fango acqua, terra, insomma, ogni cosa. - Eraclito (Efeso, 535a.C. - Efeso, 475 a.C.), filosofo e pensatore presocratico. "La sapienza serve a poco. La vera sapienza consiste nello scoprire
quella sola cosa che le regola tutte". Le meditazioni, contorte e nebulose e quindi facili a molte interpretazioni, sono raccolte nell'ermetico libro "Sulla natura" in cui arriva alla conclusione che "tutto
presuppone il proprio contrario": c'è il giorno perché esiste la notte, l'estate perché c'è l'inverno, il Bene perché c'è il Male, la morte perché c'è la vita, etc. Il fuoco è tra i 4 elementi, quello che stimola e
concreta il modello eterno. Dal fuoco tutte quante le cose traggono origine e ad esso poi ritornano, in un processo di cicli perenni.-
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-621
-616
Architettura romana . Al re Anco Marzio è attribuita la costruzione del Ponte Sublico , il primo ponte in legno di Roma, che oltrepassava il fiume Tevere poco a valle dell'Isola Tiberina, in corrispondenza
dell'antico guado che rappresentava una tappa obbligata del percorso nord-sud in epoca protostorica, ai piedi dell'Aventino. Il termine sublica , è attribuito alla lingua volsca, con il significato di "tavole di
legno". Al ponte è legato il mitico episodio di Orazio Coclite . Se ne hanno avuto tracce sino al 1890, prima della sistemazione del letto del Tevere.
Primo re Etrusco a Roma . Si ritiene che la dinastia etrusca a Roma sia stata fondata da un Tarquinio (forma latinizzata dal comune nome etrusco tarcna ) della città di Tarquinia, figlio di un certo Demarato di
Corinto profugo in Etruria, quando l'aristocrazia bacchiade fu rovesciata dal tiranno Cipselo Si ha infatti la presenza di artigiani Corinzi a Falerii e altrove dopo il 650 a.C. Il primo re è Tarquinio Prisco , 5° re
di Roma secondo la cronologia di Tito Livio, che regnò per trentotto anni (dal 616 al 579 a.C.). Dopo aver realizzato la rete fognaria verrà ucciso in un complotto. Successore, nel 579 a.C., è: Servio Tullio,
figlio di una schiava, pure lui di sangue etrusco
-600
Inizia la penetrazione del Celti in Italia . Tito Livio riferisce che, all'incirca in questo periodo, regnante ancora Tarquinio Prisco, un'orda di Galli biturgi (appartenenti alle tribù celtiche), alvarni, aulerci,
carnuti, edui, senoni, cimbri guidata da Belloveso, oltrepassò le Alpi e occupò il territorio tra Milano e Cremona (fondando la città di Mediolanum), identificando gli abitanti del luogo, gli Insubri, con questi
invasori Galli, che daranno il nome alla Gallia Cisalpina , sulle sponde del Padus (per i romani) e dell' Eridano per i celti. Questa penetrazione culminerà con la sconfitta dei romani, ad opera dei Galli Senoni,
sulle rive del fiume Allia (nel 390 a.C., dove confluisce nel Tevere) e il sacco di Roma.
-600
La poesia: i carmina. Nel periodo preletterario la poesia si limitava alla sfera del pratico ed occasionale, cantando momenti della vita spirituale, religiosa e civile in componimenti detti carmina (da cano =
canto) che usavano il verso saturnio . In temine letterario definisce componimenti poetici di notevole estensione, mentre in questa fase antica, carmen non indica solo quello che è cantato, e cioè i
componimenti in poesia, ma più genericamente tutto ciò che è di particolare solennità, che sta fuori del parlato quotidiano, e quindi anche la prosa. I carmina hanno un contenuto piuttosto ingenuo e mostrano
una certa rozzezza stilistica. Mezzi tecnici poveri (rima, allitterazione, assonanza, figura etimologica e simmetria) e la cadenza di cantilena monotona aiutavano l'apprendimento a memoria. Tra i più antichi vi è
il Carmen Saliare, legato ai riti magico-religiosi dei Salii. Abbiamo frammenti, talvolta incomprensibili, di uno dei pochi che ci è pervenuto. Ogni anno in marzo ed ottobre, per celebrare l'apertura e la chiusura
della stagione della guerra, i Salii (da salio = salto), i 12 sacerdoti di Marte, percorrevano in processione, vestiti da antichi guerrieri, i luoghi più importanti di Roma, intonando preghiere di invocazione agli
dei, danzando e battendo fortemente i piedi al suolo, con un ritmo regolare ternario, percuotendo con bastoni gli ancilia, i 12 scudi sacri in bronzo. L'ancile sembra fosse caduto miracolosamente dal cielo e
veniva custodito dal collegio dei sacerdoti che era stato fondato da Numa Pompilio, a pegno divino per la salvezza di Roma (gli altri 11, uguali al primo, erano stati costruiti dal fabbro Mamurio Veturio). - Il
saturnio , l'unico verso usato nella poesia latina arcaica, prende il nome dal dio Saturno che, secondo il mito, si era rifugiato nel Lazio dopo la cacciata dal cielo; è detto anche faunio , in onore di Fauno, il dio
indigeno che lo avrebbe inventato. Adottato in letteratura da Livio Andronico e da Nevio, e poi scomparve per sempre. Ennio è il maggior poeta dell'età arcaica.
-600
Roma monarchica (753 a.C - 510/509 a.C.): episodi di quel periodo . I primi abitatori si interrogano sulle loro origini senza darsi una risposta. I villaggi mobili sul Tevere si associano e Romolo fonda Roma a
costo di un fratricidio. I 7 Re di Roma e le molte nobili donne, come Lavinia che amò Enea, Ersilia la moglie sabina di Romolo, Egeria che appariva nei boschi a Numa Pompilio, la diabolica Tanaquilla che
governava attraverso il re morto (Tarquinio Prisco), Lucrezia che si uccise per l'onta di uno stupro (da parte di Sesto Tarquinio, figlio del Superbo). Le prime mire espansionistiche. La deportazione a Roma
degli abitanti di Alba Longa. L'idea dei canali di scolo e drenaggio (cuniculi ). Il prosciugamento del Foro (probabilmente da parte degli Etruschi, che erano dei grandi ingegneri idraulici), segno che era ormai
riconosciuto come centro pubblico e che Roma cominciava a divenire una comunità urbanizzata. Prova ne è la Via Sacra che attraversava il cuore della città, e risalente con ogni probabilità al 575 a.C., come il
Forum Boarium . Le riforme di Servio Tullio. Tullia passa con il carro sul cadavere del padre (Servio Tullio). La cacciata dei Tarquini. Il destino di Bruto (brutus = sciocco) che vendicherà Lucrezia.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-590
-585
Babilonia e i suoi giardini pensili . Babilonia, detta anche Babele, era la più grande città della Mesopotamia. La cingevano una doppia cinta di mura di forma rettangolare che si estendeva per 18 Km e
attraversata dal fiume Eufrate a oriente del quale si disponevano gli edifici principali. Posta a circa 80 Km a sud di Bagdag (Iraq), della città non è rimasto quasi nulla. Conquistata dai Persiani di Ciro nel 539
a.C., parzialmente distrutta nel 482 a.C., fu poi abbandonata. I suoi giardini pensili erano una delle 7 meraviglie del mondo antico e la più enigmatica delle 7. Per gli antichi i giardini furono costruiti per volere
della regina assira Semiràmide, ma in realtà sarebbero stati voluti da Nabucodònosor II, re babilonese, attorno al 590 a.C. Erano disposti su terrazze sostenute da pilastri di pietra il cui porticato sottostante
generava una galleria e dovevano essere dotati di un sistema di irrigazione avveniristico. All'ultimo livello si accedeva per mezzo di una scala, lungo la quale correvano delle spirali attraverso cui l'acqua veniva
portata di continuo dall'Eufrate e pompata lassù con degli "artifici meccanici". Vi erano alberi dalle grandi foglie, alberi da frutto ed una grande varietà di fiori fra i quali la regina Semiramide amava aggirarsi
ogni mattina in cerca di rose fresche e di refrigerio dall'arido clima della Mesopotamia. Gli archeologi hanno scoperto, sopra i resti dell'antica cinta muraria di Babilonia, tracce che potrebbero essere servite da
volte di sostegno dei giardini. Ma per alcuni i giardini si trovano in realtà nella città assira di Ninive, mentre per altri non sarebbero mai esistiti. --- Babilonia, situata sulla riva dell'Eufrate, sinonimo di opulenza
e decadenza, fu a lungo il centro del più vasto impero della Mesopotamia, le cui rovine coincidono oggi con la città di Al Hillah. Sotto il regno di Nabucodonosor II i confini dell'impero arrivarono sino
all'Egitto, coinvolgendo anche il Regno di Giudea nella cui capitale, Gerusalemme, fu distrutto il tempio di Salomone. - Società : la distinzione fra padroni e schiavi era molto netta. I primi formavano la classe
dominante degli awilu , mentre quella degli schiavi era costituita dai wardu . La schiavitù non era una condizione determinata dalla nascita o da eventi bellici, ma poteva essere stata determinata anche da una
punizione alternativa alla morte per crimini commessi da uomini liberi. - Legge : costituita dal codice di Hammurabi, 1° sovrano di Babilonia. Il furto poteva essere punito con la morte, e la riduzione in
schiavitù era una pena piuttosto frequente. - Governo : Nabucodonosor II era un monarca assoluto e prendeva le decisioni più importanti riguardo alla progettazione di edifici pubblici agli affari commerciali e
alle guerre. L'amministrazione spicciola era invece delegata a segretari, saggi e prefetti. Quando il re si allontanava, governatori regionali e sindaci locali amministravano in sua vece. - Esercito : l'arruolamento
avveniva per chiamata di leva e Nabucodonosor in persona guidava i suoi soldati da grandi carri trainati da cavalli, circondato da alti ufficiali, guardie personali e membri della corte. - Economia : dai Sumeri
hanno appreso a praticare un'agricoltura molto avanzata, favorita da un ingegnoso ed efficiente sistema di irrigazione. I suoi prodotti erano esportati sino in India. Anche l'industria tessile giocava un ruolo
importante nei commerci con le altre popolazioni. - Istruzione : la maggior parte della popolazione era analfabeta, mentre gli addetti all'amministrazione sia di corte che di governo sapevano leggere e scrivere
correttamente servendosi del complicato sistema di scrittura a caratteri cuneiformi e perfezionato anch'esso dai Sumeri. - Religione : dopo Gerusalemme è la città più citata nella Bibbia in particolar modo
nell'Antico Testamento dove la si vede contrapposta al popolo di Dio, Israele. I Babilonesi credevano che la vita e la morte di ognuno dipendessero dall'influenza di entità soprannaturali spesso antagoniste.
Sotto il regno di Nabucodonosor II furono edificati centinaia di templi (ziggurat ) dedicati ad altrettante divinità e semidivinità mesopotamiche, la principale delle quali era il dio Marduk.
5 28 Avviene un'eclissi solare, come predetto da Talete denominata aquila oscura probabilmente perché ricordava un'aquila, il fenomeno, giudicato di cattivo auspicio, avvenne nel mezzo di una battaglia della
guerra tra Persia e Lidia. Le due nazioni, che si combattevano da sei anni giunsero a una tregua e dunque si rivelò di buono auspicio. Questa è una delle date cardinali dalle quali è possibile calcolare le altre
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Servio Tullio (figlio di una schiava e di sangue etrusco?), è il 6° re Roma e succede a Tarquinio Prisco, ucciso in un complotto. Regnerà sino al 535 a.C. Il suo successore sarà Lucio Tarquinio, che si
guadagnerà il titolo di Superbo. Il suo nome è legato a due fatti: la Costituzione serviana ed il tempio di Diana sull'Aventino (forse per legare assieme altre comunità latine in cui quel culto esisteva già). La sua
linea politica è stata distorta da 3 fattori: 1) la tendenza dei romani a cercare per ogni cosa una spiegazione etimologica (Servio = amico degli schiavi, servi, o attribuendogli una origine servile). 2) gli storici
erano portati a suddividere in categorie i re di Roma, secondo una teoria ciclica formulata da Platone, in cui Numa era il re sacerdote, Romolo il fondatore guerriero, Tarquinio il Superbo un tiranno, etc. 3)
Infine, la sua posizione intermedia fra i Taquinii ha portato a fa delle congetture sulla sua identità. Ma Servio Tullio, a differenza di Tarquini, è un nome latino, così come il nome della madre, Ocrisia, che
deriva dall'antica radice italica, ocri = "monte" (forse Monte dell'Incastro a est di Roma). Per cui la sua ascesa al trono deve essere stata repentina, non potendo avanzare pretese, essendo esso in mano etrusche.
Lo storico romano farà allora intervenire il divino, come avveniva per gli eroi privi di albero genealogico (una madre resa schiava ,serva /Servio, ed il suo ragazzo allevato da Tarquinio Prisco). I caratteri
distintivi del suo regno saranno l'accelerazione della fusione di nativi ed Etruschi (esistono 2 templi gemelli nel Foro Boario: a Fors Fortuna, latina, e Mater Matuta, etrusca, eretti in data 11 giugno),
organizzazione dell'esercito (adottando, per i cittadini che potevano permettersele, armature di derivazione etrusca per la fanteria), sostituzione del sistema basato sulle Curie (nel quale la cittadinanza
dipendeva principalmente dall'origine etnica), con un sistema basato sulle tribù che dipendeva invece dalla residenza.
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Religione e politica . Il primo pontifex maximus e il primo rex sacrorum della neonata repubblica nel 507 a.C. si sostiene dalla tradizione che siano stati i Papirii e il più antico corpus di leggi religiose era
conosciuto come Ius Papirianum . I Papirii erano una delle famiglie che detenevano la conoscenza delle cose religiose e che avevano quindi anche la facoltà di verificare la volontà divina prima della battaglia
e chi poteva essere investito del comando. Molti episodi (ed anche leggende) dimostrano come fossero importanti nella Roma di quei tempi i culti familiari, che erano diversi tra una famiglia e l'altra e che il
non rispettarli,poteva giustificare certi provvedimenti pubblici, come, ad esempio, decadere dal rango di cavaliere.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-559
-559
Le 7 meraviglie: tempio di Artemide . Voluto da Creso, re della Lidia, era talmente complesso che ci vorranno 120 anni per terminarlo. Lungo oltre 100 mt e largo 50 (più di quello di Zeus a Olimpia), aveva
127 colonne alte 20 mt e statue in marmo e bronzo. Fu distrutto da un incendio appiccato da un tale Erostrato, che disse di volere così passare alla storia.
L'Impero persiano: da Ciro II ad Alessandro Magno . Ciro II (poi detto "il Grande"), succede al padre Cambise I come re dell'insignificante città Stato di Anshan, sul versante meridionale dei Monti Zagros
(odierno Iran). La Persia (da Pars, nome del territorio di una tribù della regione) era allora solo una provincia della Media (i Medi erano un popolo indoeuropeo che giunsero nell'attuale Iran attorno al 1200
a.C.). Così, quando Ciro si ribellerà ai dominatori, i Persiani delle altre città lo seguiranno e, quando sconfiggerà il re dei Medi Astiage, risparmiandogli la vita, mostrando tolleranza verso i nemici e lasciando
intatta la capitale dei Medi Ecbàtana ed accontentandosi di trafugarne solo i tesori, molti generali e cavalieri dei Medi (migliori dei suoi) si arruoleranno nel suo esercito. Accadrà anche nel 547 a.C., dopo la
sconfitta dell'esercito di Creso, del re di Lidia (attuale Turchia. I Lidi erano discendenti dagli Ittiti). Con il Mediterraneo Orientale e l'Asia Centrale ai suoi piedi, nel 539 a.C., con l'esercito più temibile del
momento e rinforzato da migliori guerrieri sottomessi, conquisterà anche Babilonia, assicurandosi il meglio in fatto della civiltà. Morirà nel 529 a.C., mentre combatteva i Massageti, un popolo di nomadi. Gli
succederà il figlio Cambise II, che conquisterà l'Egitto e, dopo la morte per cancrena, il re dei re diverrà Dario, suo cugino, che fonderà la nuova capitale Persepoli (la 5^, dopo Pasargadae, Ecbàtana, Babilonia
e Susa) e suddividerà l'impero achemenide in 23 satrapie (province governate da un satrapo), che avrebbero pagato i tributi secondo le proprie risorse. Nel 518 a.C. Conquisterà il Punjab ("Terra dei 5 fiumi",
nel Nord dell'India e della dinastia Nanda). Si è al massimo dell'espansione dell' Impero persiano, 8 milioni di Km², con 50 milioni di sudditi, pari ad un quinto della popolazione mondiale di allora. Nel 498
a.C. scoppia una rivolta tra le città greche dell'Asia Minore (Turchia) in Grecia. Impiegherà 6 anni per averne ragione (Termopili, Maratona, Atene, Platea), e toccherà al figlio Serse chiudere i conti con i
Greci. Ma ora la Persia era meno invincibile e proprio dalla Grecia arriverà colui che ne erediterà l'Impero: Alessandro Magno, che nel 333 a.C. sconfiggerà Dario III nella piana di Isso.
-546
Muore Anassimandro (Mileto, 610 a.C. circa), filosofo greco antico presocratico (precedente a Socrate) e il primo cartografo. I presocratici erano rivolti all'indagine del fondamento ultimo e della natura
essenziale del mondo. Essi ricercarono il principio (arché ) delle cose e il metodo della loro origine e della loro scomparsa. Sottolineavano l'unità razionale di tutte le cose e rifiutavano le spiegazioni
mitologiche del mondo. Talete è il primo presocratico. - Empedocle e l' Aria: di qualche anno più giovane di Anassagora, osservando l’uso di uno strumento chiamato clessidra, utilizzato talvolta come una
specie di mestolo e che consisteva in una sfera con un collo aperto e dei piccoli fori nella parte inferiore vide che, quando era immersa nell’acqua la clessidra si riempiva, e se il collo aperto veniva poi otturato,
poteva essere sollevata fuori dal liquido senza che l’acqua in essa contenuta cadesse attraverso i fori. Empedocle osservò che se si ottura il collo prima di immergere la clessidra, questa non si riempie. Ne
concluse che qualcosa di invisibile doveva impedire all’acqua di entrare nella sfera attraverso i fori: aveva scoperto la sostanza materiale che chiamiamo aria.
-540
Fondazione di Cuma (Cumae) , una colonia greca che si trova in Campania nell'area vulcanica dei Campi Flegrei, di fronte all'isola di Ischia. È assai più probabile che Cuma derivi dalla locuzione latina "CUM
(POPULO) AGERE" "luogo ove il popolo si raduna" e per estensione "monticello abitato" (CUM (POPULO) A(GERE)). Tra il 740 a.C. ed il 720 a.C. sembra situarsi la composizione dell' Iliade e
dell'Odissea
Battaglia navale di Alalia. Una coalizione etrusco-cartaginese sconfigge, al largo della Cosica orientale, i profughi greci di Focea (una città greca della Ionia, in Turchia, a circa 60 Km da Smirne) sottraendo
così la Cosica e la Sardegna alla sfera d'influenza greca.
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Architettura romana . Al re Anco Marzio è attribuita la costruzione del Ponte Sublico , il primo ponte in legno di Roma, che oltrepassava il fiume Tevere poco a valle dell'Isola Tiberina, in corrispondenza
dell'antico guado che rappresentava una tappa obbligata del percorso nord-sud in epoca protostorica, ai piedi dell'Aventino. Il termine sublica , è attribuito alla lingua volsca, con il significato di "tavole di
legno". Al ponte è legato il mitico episodio di Orazio Coclite . Se ne hanno avuto tracce sino al 1890, prima della sistemazione del letto del Tevere.
Lucio Tarquinio, detto il Superbo . Probabile data in cui sale al trono il 7° ed ultimo re di Roma, Lucio Tarquinio, meglio noto come Tarquininio il Superbo , e rimarrà sino al 510 a.C., anno della caduta della
monarchia. Sembra che assunse il comando con forza, senza essere eletto dal popolo, e che abbia demolito le strutture democratiche create dal suo predecessore Servio Tullio, attirandosi l'odio di patrizi e
plebei. Sarà esiliato nel 510 a.C. e tenterà di restaurare il proprio regno con l'aiuto di Porsenna, re di Clusium, e delle città latine avversarie di Roma. Lo scontro tra eserciti romani e latini si avrà nella battaglia
del Lago Regillo nel 499 a.C. Tarquinio morirà nel 495 a.C., mentre si trovava in esilio a Cuma, in Campania.
-525
Inizia la penetrazione del Celti in Italia . Tito Livio riferisce che, all'incirca in questo periodo, regnante ancora Tarquinio Prisco, un'orda di Galli biturgi (appartenenti alle tribù celtiche), alvarni, aulerci,
carnuti, edui, senoni, cimbri guidata da Belloveso, oltrepassò le Alpi e occupò il territorio tra Milano e Cremona (fondando la città di Mediolanum), identificando gli abitanti del luogo, gli Insubri, con questi
invasori Galli, che daranno il nome alla Gallia Cisalpina , sulle sponde del Padus (per i romani) e dell' Eridano per i celti. Questa penetrazione culminerà con la sconfitta dei romani, ad opera dei Galli Senoni,
sulle rive del fiume Allia (nel 390 a.C., dove confluisce nel Tevere) e il sacco di Roma.
-520
Nasce a Cinocefale (vicino a Tebe) Pindaro , famoso già presso i suoi contemporanei per i "voli poetici": salti logici improvvisi da un argomento all'altro, che stupivano gli uditori ed assicuravano al contempo
tensione ai suoi versi. Oggi, il suo significato è di un brusco passaggio da un argomento all'altro che con il primo ha ben poco a che fare, e quindi, "fare un volo pindarico" significa in pratica "saltare di palo in
frasca"
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-511
Atene: sollevazione della Ionia. Questa sollevazione ateniese porterà in seguito alla Battaglia di Maratona del 490 a.C. Gli ateniesi scacciano Ippia, tiranno di Atene, che fugge a Sardi, mettendosi sotto la
protezione di Artaferne, fratello di re Dario, satrapo della Lidia (ovvero, il dignitario che governava la provincia). Anni dopo, Atene pretende che i persiani riconsegnino Ippia perchè subisca un processo, ma i
persiani rifiutano. Allora Atene, subito prima della rivolta ionica (499-494 a.C.), invia 20 navi in aiuto delle città della Ionia. Mileto, che si trova in Ionia, è la prima colonia greca a ribellarsi all'espansione
dell'impero di Dario che aveva conquistato la maggior parte del mondo allora conosciuto (Turchia, Medio Oriente, Asia centrale, Iran, Afganistan e Pakistan). È Aristagora, il tiranno di Mileto, ad istigare la
ribellione per ottenere la libertà dal dominio persiano. In aiuto arrivano anche Efeso, Eretria ed Atene. Nel giro di 5 anni però, data la scarsa coesione dei rivoltosi, tutte le città greche, tranne Sparta ed Atene,
si sottometteranno al re persiano (493 a.C.). Gli abitanti di Mileto verranno deportati ad est, sul Tigri. Nel 492 a.C. le forze navali e terrestri persiane, agli ordini di Mardonio,genero di Dario I, si dirigono verso
la Grecia continentale, ed impongono il loro dominio anche a Tracia e Macedonia. Insediano poi governi a loro fedeli nelle isole Cicladi. E si arriva così al 490 a.C. (Battaglia di Maratona), quando Dario
decide di punire Atene per aver sostenuto i rivoltosi. Per far questo seguirà la strategia del divide et impera : conquisterà Atene isolando Sparta. Con la Grecia sotto controllo e conquistate le città della sponda
occidentale e l'Egeo, avrebbe così aperto una possibile via d'accesso all'Europa occidentale.
-510
La poesia: i carmina. Nel periodo preletterario la poesia si limitava alla sfera del pratico ed occasionale, cantando momenti della vita spirituale, religiosa e civile in componimenti detti carmina (da cano =
canto) che usavano il verso saturnio . In temine letterario definisce componimenti poetici di notevole estensione, mentre in questa fase antica, carmen non indica solo quello che è cantato, e cioè i
componimenti in poesia, ma più genericamente tutto ciò che è di particolare solennità, che sta fuori del parlato quotidiano, e quindi anche la prosa. I carmina hanno un contenuto piuttosto ingenuo e mostrano
una certa rozzezza stilistica. Mezzi tecnici poveri (rima, allitterazione, assonanza, figura etimologica e simmetria) e la cadenza di cantilena monotona aiutavano l'apprendimento a memoria. Tra i più antichi vi è
il Carmen Saliare, legato ai riti magico-religiosi dei Salii. Abbiamo frammenti, talvolta incomprensibili, di uno dei pochi che ci è pervenuto. Ogni anno in marzo ed ottobre, per celebrare l'apertura e la chiusura
della stagione della guerra, i Salii (da salio = salto), i 12 sacerdoti di Marte, percorrevano in processione, vestiti da antichi guerrieri, i luoghi più importanti di Roma, intonando preghiere di invocazione agli
dei, danzando e battendo fortemente i piedi al suolo, con un ritmo regolare ternario, percuotendo con bastoni gli ancilia, i 12 scudi sacri in bronzo. L'ancile sembra fosse caduto miracolosamente dal cielo e
veniva custodito dal collegio dei sacerdoti che era stato fondato da Numa Pompilio, a pegno divino per la salvezza di Roma (gli altri 11, uguali al primo, erano stati costruiti dal fabbro Mamurio Veturio). - Il
saturnio , l'unico verso usato nella poesia latina arcaica, prende il nome dal dio Saturno che, secondo il mito, si era rifugiato nel Lazio dopo la cacciata dal cielo; è detto anche faunio , in onore di Fauno, il dio
indigeno che lo avrebbe inventato. Adottato in letteratura da Livio Andronico e da Nevio, e poi scomparve per sempre. Ennio è il maggior poeta dell'età arcaica.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-509
Roma Repubblicana - Res Publica Romana (509 a.C. sino al 27 a.C.) e i vari episodi di quel periodo: il governo di 2 consoli. I tribuni della plebe troppo sacri. Nuovi tentativi del Superbo di restaurare la
monarchia con l'aiuto di Porsenna. Gli eroismi di Coclìte e di Scevola, il patriottismo di Clelia. La prima dittatura. La mediazione di Menenio Agrippa. Timorose l'una dell'altra, Roma e Cartagine firmano un
trattato commerciale. Coriolano sconfitto dall'amore filiale. La strana guerra privata dei Fabi e il piccolo campo di Cincinnato. Il sacrificio della vergine plebea Virginia. Brenno (da Brehin = capo) fra le oche
del Campidoglio che, pur con tanta fame, furono consacrate a Giunone Moneta - da moneo - in segno di ringraziamento (il suo tempio diventerà anche sede della zecca di Stato, per cui il denaro si designò col
termine moneta ). Camillo rifondatore. Il trucco dei campani. Le Furculae Caudine. Pirro e le molte mogli. I romani imparano a remare per affrontare Cartagine. Amilcare, Asdrubale, Annibale e i sogni di
Scipione Africano. Il Temporeggiatore. Gli elefanti alle porte di Roma. Catone e le pecore. I romani sedotti dai triclini istoriati e drappi di seta. Scipione Emiliano abbatte Cartagine e apre Roma alla dolce vita
ed ai poeti. L'Africa romana. I gioielli di Cornelia fra riforme agrarie ed assassinii. Il rozzo Mario e Silla l'uragano: due mondi in lotta. Silone, il ribelle marsico. Appare un certo Cesare. Roma trema davanti a
Sertorio e a Spartaco ... Ordinamento repubblicano: tra il V ed il IV sec. a.C. le cariche erano di carattere elettivo, venivano rinnovate periodicamente ed era un servizio collegiale prestato gratuitamente (2
magistrati per ogni carica). I due consoli , che restavano in carica un anno, comandavano l'esercito, convocavano il senato ed i comizi e giudicavano i reati più gravi. Parte del compito dei consoli sarà in seguito
affidato ai questori che si occupano della finanza. Nel momento di pericolo per lo Stato, poteva essere nominato un dittatore che, in carica per 6 mesi, sostituiva i consoli. Altri magistrati erano i pretori , in
origine comandanti delle truppe fornite dalle tribù dei Ramnii, Tizii e Luceri e poi amministratori di funzioni giudiziarie, e i censori (dal 443 a.C.) che rimanevano in carica 18 mesi, ogni 5 anni, con l'incarico
di compilare le liste del censo e dei senatori, e in seguito, di vigilare sulla condotta morale dei cittadini. Il senato era composto da coloro che avevano già esercitato una delle magistrature superiori. In origine
con potere di tipo consultivo, ma in seguito diverrà l'organo più importante. Approverà leggi, controllerà la finanza, delibererà su guerra e pace, concederà la cittadinanza ed autonomia a città e popolazioni.
Assemblee popolari : erano 4 e costituite da : comizi curiati (già esistenti nell'età dei re e conserveranno solo il compito di conferire la formula di investitura sacrale ai magistrati) - centuriati (eleggevano
consoli e magistrati, approvavano le proposte del senato ed esercitavano funzioni giudiziarie), poi - comitia populi tributa (Comizi delle Genti Tribali : comprendevano sia patrizi che plebei, distribuiti in
trentacinque tribù), e il concilium plebis (anch'esso un'assemblea tribale, ma escludeva tutti i patrizi, cui era vietato prendere parte ai raduni. Vedi : Lex Hortensia nel 287 a.C.). Il termine comitium indica sia i
luoghi stabiliti per radunare le assemblee sia le consultazioni popolari di epoca romana. - La popolazione è suddivisa in 193 centurie, ognuna portatrice di un voto; le prime 98 erano costituite dai cittadini più
ricchi (anche plebei) che così avevano la maggioranza. - Arte : in questo periodo è considerata "deviante". Questa scarsità di interesse artistico è ben giustificabile dal quadro della mentalità romana, intesa
come espressione di una popolazione da sempre abituata a lottare contro la natura, la povertà e le popolazioni vicine. Da un discorso di Catone il Censore : "« Tanto più le sorti della Repubblica divengono
felici di giorno in giorno [...], tanto più inorridisco temendo che quelle ricchezze abbiano conquistato noi, anziché essere state conquistate da noi. Infeste, credetemi, per questa città sono le statue portate da
Siracusa ..." - Popolazione : circa 130.000 abitanti
Ordine sociale: equites : i "cavalieri" erano un ordine sociale (e militare) basato sul censo. Durante l'età regia di Roma e nel periodo iniziale della Roma repubblicana, gli equites erano semplicemente dei
soldati a cavallo; non formeranno un ordo, cioè una classe di censo a parte, fino al tempo dei Gracchi. La loro creazione è attribuita a Romolo, il quale fece eleggere dalla curia 300 cavalieri, divisi in tre
centuriae, una centuria per ognuna delle Gentes originarie, e cioè Ramnes, Tities e Luceres. Le unità che componevano le centurie erano poi minuziosamente divise in modo da rappresentare tutte e tre le
Gentes. - Tra la tarda era repubblicana e i primi imperatori, il numero di equites ammessi nell'ordo equestris aumenterà considerevolmente, mantenendo come criterio soltanto quello censitario, poiché i censori
non indagarono più sulle radici familiari, che dovevano essere illustri, per decretare l'ammissione all'ordo. Nello stesso ceto equestre cominciò a serpeggiare il malcontento, sentendosi degradato come classe. Dopo Diocleziano, gli equites avranno solo il ruolo di guardia cittadina, sotto il comando del Praefectus Vigilum ; tuttavia mantennero, fino al tempo di Valente e Valentiniano il secondo grado in città e
l'esenzione dalle pene corporali.
-509
Cursus Honorum : la scala del successo . È l'ordine sequenziale degli uffici pubblici tenuti dall'aspirante politico sia durante il periodo repubblicano, che nei primi due secoli dell'Impero romano, e conteneva
un insieme di cariche sia politiche che militari. Ordine della scalata : Questore (paragonabile a quella di un magistrato contabile) - Edile (organizzava i giochi circensi e controllava la gestione degli edifici
pubblici e dei mercati Romani) - Pretore (combinava le mansioni del Questore e dell'Edile. Una sorta di super magistrato con l'incarico di gestire la giustizia civile ma anche di presiedere ai processi penali.
Gli veniva affidato il potere quando il Console si assentava) - Console (da consules , ovvero, "che decidono insieme", erano in 2 ad esercitare il potere civile e militare di Roma. Fu istituito dopo la caduta
della Monarchia, e di fatto rivestiva un'autorità pari a quella del re, avendo il controllo delle finanze, dell'esercito e del sistema giudiziario della Repubblica. Il Senato poteva decidere di estrometterlo prima
della fine del mandato) - Governatore (detto anche proconsole, veniva mandato a governare le province. Godeva di immunità e non poteva essere processato prima della fine del suo mandato) - Imperatore (al
tempo di Cesare era inteso come "Generale vittorioso". Solo con Ottaviano Augusto inizierà a significare un' autorità superiore a tutte le altre. - P.S.: nei momenti di particolare gravità poteva essere attribuito
ad una sola persona, ma per non più di 6 mesi, il titolo di "Dictator "
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-509
Lex Valeria che introduce la provocatio , ossia il diritto di appello al popolo circa la sentenza emessa dal magistrato; molti storici si mostrano scettici sulla possibilità che questa istituzione sia così antica.
-508
1° Trattato tra Roma e Cartagine. Per assicurarsi tranquillità di navigazione e commercio. Ne trova traccia Polibio, facendo delle ricerche negli archivi romani.Roma e i suoi alleati si impegnano a non
navigare oltre Capo Bello (promontorium Pulchrum , nei pressi di Cartagine) se non a causa di una tempesta o forzati dai nemici o per riparazioni dei danni subiti dalle navi e ripartire entro 5 giorni. I
commercianti possono operare in Sardegna e in Africa solo sotto controllo di banditori a garanzia del venditore. Però i Romani, nella Sicilia cartaginese, hanno gli stessi diritti dei Cartaginesi. Le due potenze si
impegnavano inoltre a limitare le espansioni l'una a danno dell'altra. Dal canto suo Cartagine e i suoi alleati si impegnano a non recare danni a una serie di popolazioni del Lazio "soggette ai Romani", e anche a
città indipendenti. - Sarà rinnovato nel 348 e 306 a.C.
Lars Porsenna, re di Clevsi (Chiusi), istigato da Tarquinio ed alleatosi con le città sabine e latine fa guerra a Roma. Atti di eroismo da parte dei romani non bastano (Publio Orazio detto Coclite per aver perso
un occhio in battaglia, che ferma da solo gli etruschi sul ponte Sublicio (costruito da Anco Marcio e da cui passerà la strada del sale, via Salaria) mentre i compagni cercano di abbatterlo per evitare l'entrata
dei nemici. Muzio Cordo, che introdottosi nell'accampamento nemico non riuscirà ad uccidere Porsenna e si punirà bruciando sul fuoco dell'altare dei sacrifici la mano che aveva sbagliato il colpo. Lo
chiameranno Scevola, mancino. Poi, Clelia) e l'Urbe si arrende. Deve restituire tutti i territori etruschi a Porsenna e rimane padrona solo di 500 miglia quadrate (altre fonti dicono che fu stipulato un patto
onorevole fra Porsenna e l'Urbe e che il Superbo cercò rifugio nella città di Tuscolo, per far insorgere la Lega latina -30 città- contro i romani). Verrà stabilita la "Legge del ferro" con la quale Porsenna
obbligherà i Romani a un disarmo unilaterale, stabilendo che potevano lavorare il ferro solo per costruire attrezzi agricoli e non armi.
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-507
Democrazia. Nasce in Grecia, ad Atene, ad opera di Clistene e si svilupperà sino a divenire un sistema radicale completo, in cui tutti i cittadini di sesso maschile maggiori di 18 anni prendevano le decisioni
sulla gestione dello Stato. Veniva così a mancare la figura del politico ed anche il grande Pericle non aveva alcuna autorità sull'assemblea del popolo. Poteva solo cercare di convincerlo che la sua visione delle
cose era corretta. Ma niente da fare se il popolo non era d'accordo. Secondo Peter Jones, ex docente all'Università di Newcastle, la nostra non è una vera Democrazia, ma una oligarchia elettiva , in cui
scegliamo centinaia di membri del parlamento che prenderanno decisioni per nostro conto. E non è detto che coloro che abbiamo eletto a rappresentarci potranno o vorranno portare avanti quanto ci avevano
promesso. È vero, abbiamo anche l'istituzione del Referendum, ma si è anche visto come può essere aggirata e stravolta una decisione presa dalla maggioranza degli italiani. L'esperimento ateniese era
sicuramente molto più potente ed accattivante. - Nel 506 a.C. vecchi rivali di Atene, Beoti e Calcidesi, si coalizzano ed invadono l'Attica, ma verranno sconfitti. Poi ci proverà anche Sparta, che vorrebbe
restaurare la tirannide di Ippia; ma i Corinzi si oppongono, invitando gli spartani ad una riflessione storica sui mali della tirannide. L'opera di dissuasione avrà successo, e la democrazia ateniese potrà respirare
ed avere il tempo necessario per consolidarsi. La restante Grecia, un po' rassegnata, accetta che la nuova politica abbia diritto di cittadinanza e libero corso storico, e decide di stare a guardare.
-506
Battaglia di Aricia ( Ariccia). Dopo la conquista di Roma, gli Etruschi di Chiusi si trovano a combattere contro Aricini e Cumani. Porsenna tenta di espandersi a Sud ed affida il comando di una spedizione al
figlio Arrunte che penetra più a fondo nel Lazio, ma si trova di fronte ad una coalizione di greci di Cuma e di latini al comando di Aristodemo. Arrunte è sconfitto, e Roma recupera la propria indipendenza
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Magistratura romana : (magister = maestro), era una carica pubblica, per lo più elettiva e temporanea. Tutti i membri del popolo romano, anche se non patrizi, meritarono la qualifica di "civis romanus" e,
con ciò, la garanzia di un minimo di partecipazione al governo della respublica . Tale partecipazione avveniva attraverso l'investitura delle varie "magistrature" che individuavano sia le persone fisiche titolari
delle funzioni (console, pretore ecc..) sia gli uffici preposti all'assolvimento di specifici incarichi. Si trattava di cariche elettive, la cui durata era limitata nel tempo (di norma annuale), collegiali e gratuite. Ad
esse erano collegate le cosiddette "potestà magistratuali" distinte in ''potestas" ed "imperium". La prima potestas era comune a tutte le magistrature mentre la seconda imperium veniva riservata a quelle che si
ricollegavano alla funzioni di comando dell'esercito consules, preatores, dictatores. Nella sfera della potestas rientravano, ad esempio lo "ius edicendi " (diritto di emanare editti) e lo "ius agendi cum patribus "
(diritto di convocare il Senato), ma era nell'imperium che si realizzava la più alta estensione dell'autorità dello Stato. I magistrati titolari dell'imperium (detti "cum imperio " : Pretore, Console, Proconsole,
Propretore, Dittatore, Magister Equitum, Triumviri, Decemviri, Tribuni militum) potevano infatti assumere il comando dell'esercito, procedere alla coercizione dei cittadini recalcitranti ed avere altresì diritto
alla scorta dei "lictores " (il cui nome variava secondo l'importanza della magistratura). In caso di conflitto tra "imperium" e "potestas" era il primo a prevalere per cui il magistrato "cum imperio" aveva il
diritto di vietare al magistrato "sine imperio "(Questore, Edile, Censore, Tribuno della plebe, Duumviri, Tresviri Monetales, Decemviri Sacris Faciundis, Decemviri Agris Dandis Adsignandis, Decemviri
Stlitibus ludicandis, Triumviri capitales, curatores viarium, quattuorviri viarium curandarum, Triumviri coloniae deducendae) il compimento di atti inerenti la sua carica. Da un punto di vista gerarchico e
quindi di maggiore o minore rilevanza sociopolitica, le magistrature si distinguevano, in ordine d'importanza in: consolato (magistratura patrizia, cum imperio, curule, costituita da due consoli) , censura
(magistratura patrizia, curule, sine imperio. I censori erano due, nominati tra i più insigni cittadini che avevano esercitato il consolato), pretura (magistratura patrizia, curule, cum imperio istituita nel 367 a.C.,
fu riservata in origine ai patrizi ed inizialmente rappresentò un'appendice della magistratura dei consules. Il praetor" rimpiazzava il console in caso di assenza. In seguito fu accessibile ai plebei), edile curule
(in realtà si trattava di due magistrature distinte che confluivano in una: l'edilità patrizia aediles curules e l'edilità plebea aediles plebis . I compiti erano quelli inerenti l'amministrazione della polizia urbana in
genere: sorveglianza di edifici pubblici, strade, mercati ecc ... Erano anche i custodi del Tempio di Cerere dove veniva conservato l'archivio della plebe unitamente alla raccolta dei plebisciti e dei
senatoconsulti ), tribuno della plebe (magistratura plebea eletta dal "concilio plebis", le cui attribuzioni consistevano nel presiedere i "concilia plebis", tutelare i diritti della plebe contro i possibili soprusi di
magistrati patrizi. Durante la loro carica erano inviolabili e non potevano essere accusati. Potevano citare davanti al popolo e persino arrestare il magistrato che abusasse del suo potere. Avevano diritto di veto
contro le decisioni del Senato nocive degli interessi della plebe), questura (magistratura minore non curule e sine imperio di origine oscura, derivata, probabilmente, dall'uso dei consoli di proporre persone di
fiducia alla gestione dell'erario. Fu considerata il primo gradino del "cursus honorum" ed ebbe come insegne una borsa porta denaro ed un bastoncello. Si ricorda un "quaestor Ostiensis" che, nel porto di Ostia
aveva l'incarico di sorvegliare lo scarico delle derrate dirette a Roma), edile plebeo.
Classi sociali nell'antica Roma: sin dagli inizi, la società romana era suddivisa in 3 categorie: patrizi, plebei, schiavi. I Patrizi (del latino pater, patris) erano il ceto dominante e esercitavano il loro potere
grazie alla loro ricchezza, infatti occupavano i principali ruoli di prestigio: commercianti, finanzieri ed esattori delle tasse. I patrizi erano uomini liberi, possedevano diritti, potevano essere eletti senatori, in
quanto erano gli unici ad avere il diritto di cittadinanza a Roma. Erano considerati superiori poiché si credeva discendessero da un eroe leggendario, se non un dio. Tra i patrizi, esisteva una trasmissione orale
delle norme di giustizia e tecniche di guerra e produzione, che non sarebbe potuta avvenire con i plebei o gli schiavi, né tanto meno con le donne. I Plebei (dal latino plebs, plebis)? erano la maggioranza del
popolo. Essi, come i patrizi, erano liberi, ma godevano solo di alcuni diritti. Occupavano ruoli come ad esempio quello dell'architetto, dell'insegnante o anche quello del pastore e del lavoratore dei campi dei
patrizi, in quanto non possedevano terre proprie. Se contraevano un debito, e dopo un certo tempo, non erano in grado di saldarlo, potevano diventare schiavi di coloro che concedevano il prestito. Inoltre, non
potevano essere eletti senatori, ma potevano comunque votare, dovevano prestare servizio militare, ma non potevano partecipare alla ripartizione dei bottini di guerra. A proteggere i plebei dagli abusi dei
patrizi verrà creato il Tribunato della plebe . Venivano eletti dei tribuni plebei (inizialmente 2, ma in seguito arrivarono fino a 10) che restavano in carica un anno, che prestavano protezione continuamente e
tramite il diritto di veto potevano annullare decreti che venivano considerati dannosi per le plebe. I plebei lotteranno a lungo per migliorare la loro posizione sociale. Capirono, infatti, la loro importanza
all'interno della città per i patrizi e allora nel 494 a.C. si rifugiarono sul Monte Sacro, o secondo altre fonti, sul colle Aventino (vedi anno 494 a.C.). Schiavi : il servus od ancillus era colui che apparteneva ad
una popolazione sconfitta e poi sottomessa. Il titolare del diritto di proprietà dello schiavo era il dominus . Questa categoria inizierà a declinare con l'ascesa al potere di imperatori non italici e con l'avvento del
cristianesimo.
-500
Abaco: nasce in Egitto
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-499
Battaglia del lago Regillo (forse anche nel 496, la data non è certa). Con il rovesciamento della monarchia vi è una reazione da parte del Latini, che si riuniscono nella lega latina, formando un esercito di equi,
volsci e latini, comandato da Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, che voleva rientrare in città e restaurare la monarchia, e dal genero Mamilio Ottavio (che governava Tuscolo). Dall'altra i romani hanno al
comando Aulo Postumio, nominato dittatore per risolvere quella crisi, e Tito Ebuzio Helva, suo magister equitum (luogotenente). La battaglia volgeva in favore dei latini, quando intervennero i Dioscuri
Castore e Polluce in aiuto dei romani. Nel 493 a.C. i latini ed i romani firmeranno un trattato di alleanza della durata di 3 anni, in cui si alterneranno al comando e venivano spartiti i bottini di guerra. Con gli
Etruschi i conti verranno regolati nel 396 a.C.
Foedus Cassianum . Prende il nome dal console Spurio Cassio Vecellino, che lo firmò. Vi sono diverse ipotesi (che incidono anche sulla datazione) sulle ragioni che spinsero Roma, nonostante la vittoria, a
stipulare un trattato con la Lega Latina su un piano di parità. Un'ipotesi pare possa essere il forte clima di tensione sociale interna era stata una concausa della guerra tra Roma e la Lega Latina, in
considerazione del fatto che la plebe era composta in maggioranza da latini. Tale tensione permaneva nei suoi motivi fondanti e aveva portato nel 494 a.C. alla secessione della plebe. Il Senato nel 493 a.C.
cercò quest'accordo, che chiudeva il fronte latino e lasciava a Roma le mani libere contro Fidene e Veio. Contenuto del Patto : ogni città comandava a turno l'esercito comune, mentre i cittadini potevano,
all'interno delle città alleate, sposarsi e commerciare liberamente, essendo titolari dello ius commercii e dello ius connubii. il foedus non prevedeva invece la possibilità di acquisire la cittadinanza romana da
parte delle popolazioni latine, diritto questo indicato come ius emigrandi. -- Il patto rimarrà in vigore per oltre un secolo fino al 338 a.C., quando Roma sciolse la Lega Latina in seguito ad un'insurrezione nota
come Guerra latina (340-338 a.C.).
-495
-495
Muore a Cuma Tarquinio il Superbo e si estingue la dinastia dei Tarquini. A Roma, ai piedi dell'Aventino, si consacra un tempio ad una nuova divinità : Mercurio (da merx = merce) celebrando la grande
espansione che le attività commerciali avevano avuto nella città.
Pitagora (Samo, 570 a.C.) muore a Metaponto, matematico, legislatore, filosofo, astronomo, scienziato e politico greco antico… mistico, un capo carismatico che riunì un gruppo di seguaci in una setta
segreta. Credeva che i numeri avessero priorità magiche e mistiche su cui meditare, arrivando all'estasi e a rivelazioni portentose. Trasmetteva i suoi insegnamenti in forma orale e non esistono trascrizioni
contemporanee delle sue opere, forse per via della loro natura segreta. Formò con i seguaci una confraternita esclusiva dedita a pratiche religiose segrete. Anche le donne potevano farne parte. I beni erano in
comune. I membri, vincolati ai voti, erano suddivisi in un circolo interno di "studenti" ed uno esterno di "uditori". I primi avevano libero accesso alle idee di Pitagora, mentre ai secondi venivano forniti
riassunti. Mangiavano assieme a gruppi di 10 e partecipavano ad esercizi ginnici quotidiani e ad attività musicali. A Crotone, dove si era stabilito dopo Egitto, Babilonia ed India, è probabile che la sua
esclusività abbia creato gelosie e sarà costretto a fuggire. La scala pitagorica : si racconta che, passando davanti ad una fucina, Pitagora notasse l'armonia dei colpi sull'incudine. Scoprì che le dimensioni delle
incudini formavano rapporti ben precisi, legati agli intervalli armonici: se il rapporto tra le incudini era pari a due terzi, i suoni corrispondenti erano separati da un intervallo di quinta; se invece l'incudine era
metà dell'altra, i suoni erano separati da un'ottava. Individuò quindi le semplici relazioni aritmetiche fra gli intervalli di ottava, di quinta e di quarta ed ideò la scala pitagorica, basata sull'intervallo di quinta
giusta, in cui il rapporto fra le frequenze è esattamente 3:2. Gli strumenti musicali funzionano allo stesso modo: una corda lunga metà di un'altra darà un suono più alto di un ottava. - Il Teorema di Pitagora :
non è attribuibile a lui (e non lo ha mai nemmeno detto), perché era già noto a Babilonia più di 1000 anni prima. Alcune tavolette cuneiformi dell'età di Hammurabi (XVIII se. a.C.) e trovate in Mesopotamia, si
riferiscono a questo principio. La tavoletta Plimpton 322 elenca le terne di numeri legati dalla relazione dei quadrati. Un'altra riporta un problema da risolvere (per studenti ?) con il teorema. Fondamentale era
infatti la conoscenza di quelle nozioni, per calcolare le aree dei campi coltivati di quelle civiltà agricole sorte lungo i fiumi.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-494
Plebei: primi disordini civili . I plebei, che avevano fornito la "mano d'opera" per combattere quella rovinosa guerra, si trovavano in condizioni disperate, pieni di debiti, perché erano costretti al servizio
militare senza ricevere il ricavato dei bottini. Nei comizi centuriati non avevano voce perché appartenevano alle ultime classi. Erano anche esclusi dalle magistrature e dai matrimoni con i patrizi. Cominciano
ad agitarsi ed a richiedere la cancellazione dei debiti ed una nuova ripartizione delle terre. Il Senato fa orecchie da mercante e la plebe incrocia le braccia e si ritira su una collina fuori città, che prenderà poi il
nome di Monte Sacro. I Volsci e gli Equi minacciano Roma ed il Senato (convinto da Menenio Agrippa - racconto alla plebe dell'apologo del corpo umano in cui ogni elemento svolge funzioni diverse, ma
tutte necessarie. L'apologo narra della necessità che le membra (la plebe), cooperassero con lo stomaco (i patrizi), per evitare di arrecare danno a tutto il corpo: “ Una volta, disse, le braccia, le gambe, la bocca
e i denti decisero di non lavorare più per lo stomaco, che si nutriva e restava in ozio godendo il frutto delle loro fatiche. Lo stomaco, privo di alimenti, soffriva, ma contemporaneamente soffrivano anche
tutte le altre membra mentre tutto l’organismo deperiva. Allora le membra compresero che anche lo stomaco lavorava, anzi era proprio lui a dare loro forza e vita restituendo, in forma di sangue, quel cibo
che esse gli avevano procurato con fatica. Così nello Stato: i patrizi sono come lo stomaco, i plebei le membra. La rovina di una classe è la rovina di tutto lo Stato. ) deve arrendersi alle richieste della Plebe.
Cancellò i debiti e rese la libertà a coloro che l'avevano perduta per i debiti contratti. La prima secessione della plebe, che conquista il diritto di avere 5 tribuni della plebe (10 dal 457 a.C.) ed un'assemblea
legislativa nota come concilium plebis . I tribuni non sedevano in Senato, ma avevano diritto di veto se i patres avessero avuto delle decisioni sfavorevoli; creazione dell'edilità plebea. Gli edili (in latino
aediles ) erano magistrati di antiche città sabine e latine, tra cui Roma. Addetti in origine alle funzioni del tempio di Cerere, acquisirono col tempo ulteriori mansioni civili, quali l'applicazione delle sentenze dei
tribuni della plebe, dei quali costituivano una sorta di segretari. In epoche successive furono creati gli edili curuli (aediles curules 367 a.C.), che erano solo patrizi ed, a rigore, i soli edili con caratteristiche di
magistrati civici; quindi gli edili ceriali (aediles ceriales 44 a.C.), che erano addetti a sorveglianti dell'annona e responsabili anche dell'approvvigionamento del grano per la città di Roma. - Lex Sacrata .
Emanata dopo la prima secessione della plebe, stabiliva che i Tribuni della plebe erano sacri e inviolabili (sacrosancti ) durante la magistratura e chiunque contravveniva a questa legge era condannato a
consegnare i suoi beni alla dea Demetra.
-493
Dopo la vittoria romana al Regillo, viene stipulato un patto di tipo difensivo tra i romani e latini, cioè il foedus cassianum (dal nome del console Spurio Cassio) che comincia con queste parole "Sia pace tra i
romani e tutte le città latine finché la posizione del cielo e della terra rimanga la stessa..." - Viene costruito il Tempio di Cerere
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-490
-486
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9
Battaglia di Maratona: Persiani contro Ateniesi . Le origini del conflitto greco-persiano vanno ricercate nelle condizioni dei Greci della Ionia, nei loro rapporti con i dominatori persiani, e per i forti
malumori dovuti allo sfruttamento economico ed i tributi che la Persia esigeva. Ciò farà nascere in loro coesioni ed intese, che non sono però da confondere con il sentimento nazionale, perché non era ancora
politicamente possibile parlare di una coascienza nazionale unitaria. - Personaggi principali : Dario I, Artaferne, Dati, Ippia, Milziade, Callimaco, Tersippo e Filippide.- Momenti chiave : la conquista delle
isole cicladi e dell'isola Eubea, con la caduta di Eretria in 6 giorni. Lo schieramento di tutto l'esercito ateniese nella pianura di Maratona. - Nuove tattiche militari : la carica in corsa costituì un'assoluta novità
nella tattica militare della fanteria ateniese. La strategia del doppio accerchiamento dell'esercito nemico, che da allora è stata usata in molte altre battaglie, come a Canne da parte di Annibale (216 a.C.) o nella
battaglia di Tannenberg (1914) da parte dell'esercito tedesco. - 30.000 soldati persiani si scontrano con 11.000 ateniesi e la battaglia concluderà la 1° delle guerre persiane, il cui impero si batterà contro le cittàstato greche. In questo caso il re persiano Dario vuole conquistare Atene per punirla della sua partecipazione, anni prima, alla rivolta ionica (v. 511 a.C.). Per la disparità delle forze in campo, la vittoria greca
sarà una delle imprese militari più famose dell'antichità. E si ricorda ancora Tersippo , che corre da Maratona ad Atene (42 Km) per annunciare la vittoria, fatica che però gli costerà la vita. - Forze persiane :
una flotta di 200 navi salpa dalla Cilicia agli ordini di Artaferne (figlio dell'Artaferne che aveva accolto Ippia nel 511 a.C.). Un esercito di 25.000 soldati (di cui, 5.000 formavano la cavalleria), in gran parte
mercenari, è agli ordini di Dati. Attaccano l'isola di Eubea e conquistano Eretria. Quindi si dirigono verso l'Attica, sbarcando sulla costa orientale a 40 Km da Atene, nella pianura di Maratona. Forze greche :
sono costituite in gran parte da opliti , la cui arma, il dory , è una lancia tra 1,8 e 2,7 metri, dal diametro di 5 cm e con una punta letale in ferro. Come arma secondaria hanno lo xiphos , una spada di ferro, diritta
e a doppio taglio, lunga 60-90 cm, studiata per il corpo a corpo, e da utilizzare solo se perdevano la lancia o se la falange si scomponeva. Poi uno scudo in legno e bronzo (hoplon ) di circa 8 Kg, un casco in
bronzo (ma pesante 4 Kg e limitava vista e udito), una corazza (thorax) rinforzata con scaglie metalliche (linothorax ) e schinieri in bronzo a ricoprire le caviglie. Tutto l'armamento si chiamava panoplia ed
era costosissimo e a proprio carico, tanto che gli opliti potevano essere solo cittadini di classe medio e alta. Lo stratega degli ateniesi era Milziade e, con Callimaco e gli altri generali, allinea le truppe sulle
colline intorno alla pianura e manda Filippide a chiedere aiuto a Sparta, distante 246 Km, e che raggiungerà in meno di 2 giorni (si pensava ad una esagerazione, ma nel 1982 tre militari inglesi percorreranno
lo stesso itinerario in 36 ore). Dati compie un errore: scarseggiando le vettovaglie, fa imbarcare la cavalleria per andare alla baia di Falero. Milziade, saputa la cosa da alcuni traditori, pensa di attaccare subito
le ali dello schieramento persiano (meno addestrate rispetto al centro). Fa avanzare lo schieramento velocemente e, a 200 metri da quello avversario, al grido di guerra eleleu , l'esercito inizia a correre, pur
rimanendo compatto, per evitare le frecce. Cede un po' al centro, come Milziade aveva previsto, ma le ali avanzano e spingono i persiani verso un pantano, così che centinaia di loro affogheranno. Liberate ora
le ali, le userà per accerchiare i persiani, che fuggono verso le navi. Alcune vengono incendiate, ma le altre riescono a salpare. Milziade temendo che, se si fossero dirette verso Atene gli abitanti credessero di
essere stati sconfitti e si arrendessero subito anziché combattere nell'attesa del ritorno di Milziade con l'esercito, invia Tersippo (lo scambio con Filippide lo fece un secolo dopo Luciano, descrivendo la
battaglia), che era un corridore professionista (hemerodromos ), utilizzato per portare messaggi. Percorrerà i 42 Km in circa 2 ore, e col poco fiato rimasto annuncerà: "Abbiamo vinto!", cadendo poi morto.
Nell'attesa di Milziade, ogni uomo, donna e bambino si metterà in una posizione ben visibile, alla finestre o sulle mura, da far credere che la città fosse ben protetta. Dati, arrivato alla baia di Falero per
attaccare Atene, gli sembrerà troppo ben difesa e si ritira. Gli spartani arriveranno in aiuto solo 2 giorni dopo il termine del combattimento. Il glorioso episodio ci è stato tramandato da Erodoto, grazie alle sue
"Storie ". Perdite : ci racconta anche che furono 6.400 le perdite persiane e solo 120 quelle greche, ma fra queste, anche Callimaco. In seguito, i persiani ricostruiranno l'esercito, batteranno gli spartani alle
Termopili, poi si dirigeranno verso Atene, che nel frattempo aveva ora anche una flotta. Ci saranno varie battaglie, sino alla conquista dell'impero persiano da parte di Alessandro Magno (334-330 a.C.).
Nella contesa fra ricchi e poveri, fra consoli e tribuni, vi è il tentativo di rivoluzione del console Spurio Cassio. Presso i patrizi gli era stato fatale l'aver ideato in quest'anno, la prima legge agraria che appariva
favorevole ai plebei nella redistribuzione del terreno pubblico - Stipula del trattato vantaggioso di alleanza fra Roma e gli Ernici , la cui posizione geografica si insinuava a cuneo fra Volsci (che dal 485 a.C.
costituivano una minaccia per i Romani) ed Equi (che volevano il controllo della fascia orientale dei colli Albani,minacciando il tratto superiore del fiume Sacco lungo il quale la Via Latina e la strada più
importante proveniente dall'Etruria raggiungevano il sud, oltre Praeneste).
Muore Dario I re di Persia dal 552 a.C.. Stava preparando una nuova spedizione contro la Grecia, facendo tesoro delle deficienze messe in luce dalla spedizione del 490 (Battaglia di Maratona). Gli succede
Serse I (il figlio maggiore avuto dalla moglie Atossa, figlia di Ciro il Grande), che ne eredita il disegno e preparerà una grande spedizione di terra (nel 481 a.C. le raccoglierà in Asia Minore), affiancata e
sostenuta dalla flotta. Nel 480 tenterà di superare le Termopile, lo stretto varco tra il mare e le pendici dell'Eta
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-480
8 11 Battaglia delle Termopile: Persiani contro Sparta, Atene ed alleati . Personaggi principali : il re persiano Serse I (figlio di Dario I) contro il re spartano Leonida e il comandante della flotta greca, l'ateniese
Temistocle. - Momenti chiave : la marcia dell'esercito persiano per attraversare l'Ellesponto. La vittoria navale greca nello stretto di Artemisio. La distruzione di Atene da parte delle truppe persiane. La
vittoria greca a Salamina, due mesi dopo. - Nuove tattiche militari : la costruzione di un gigantesco ponte di barche per unire Asia ed Europa attraverso l'Ellesponto (oggi stretto dei Dardanelli, di circa 1,5
Km, evitando così di far aggirare all'esercito il Mar Nero, che avrebbe comportato 2 anni di marce), opera dell'ingegnere greco Arpalo. La formazione navale a Kyklos (cerchio) utilizzata da Temistocle per far
fronte alla superiorità numerica persiana. - Nello stretto passo (si pensa, 15 metri) tra montagne e mare delle Termopili (significa "porte calde", per le sorgenti d'acqua calda), nel Nord della Grecia, 7.000
soldati greci affrontano il più grande esercito mai riunito sino ad allora: circa 300.000 spartani ed una scorta di 1.000 navi da guerra. Fra gli spartani, 300 dei più feroci guerrieri dell'antichità (gli unici che
Leonida aveva ottenuto dal consiglio degli anziani perché c'era da rispettare la festività religiosa delle Carnee) terranno in scacco, sino al sacrificio finale, il re persiano. La Grecia di allora aveva circa 600mila
abitanti, ma i greci, come era loro tradizione non fecero fronte comune in quella situazione, e molte città-stato parteggiarono per Serse. Atene e Sparta, pur essendo acerrime nemiche, si uniscono per lottare
contro il nemico comune. L'impero persiano era invece formato da una moltitudine di popoli diversi. La scelta delle Termopili, difese da Leonida, impedirà a Serse di utilizzare la cavalleria. Temistocle era
invece appostato con le proprie navi nell'angusto stretto di Artemisio per cercare di impedire che i persiani aggirassero l'ostacolo delle Termopili e prendere Leonida alle spalle. Navi: sia quelle ateniesi che
persiane avevano 3 file di remi (triremi, con 170-200 rematori), lunghe una trentina di metri e larghe 5 e mezzo. Nella maggior parte dei casi erano di legno di pino, quindi molto leggere, perché dovevano
essere veloci (potevano ricoprire 2mila metri a 15 nodi) e maneggevoli per speronare le avversarie con il rostro in legno di cedro ricoperto di ferro, ottone o rame. La proporzione di forze era di 6 a 1 a favore
dei persiani. Per lo speronamento bisognava avvicinarsi alla nave avversaria di fianco obliquamente e spezzare i loro remi. Poco prima dello speronamento venivano ritirati i remi, si speronava il nemico e si
fuggiva. Nel breve spazio dello stretto di Artemisio, Temistocle inflisse molti danni e catturerà 30 navi. Il primo giorno di battaglia costerà a Serse, tra Termopili e stretto di Artemisio, circa 10.000 uomini.
Inoltre, una tempesta che si scatena nella notte, affonda nell'Egeo le 200 navi inviate da Serse ad aggirare l'isola Eubea. Il 2° giorno Serse impegna l'élite dell'esercito: 10.000 soldati, detti "gli immortali". Ma
subito si capisce che non avevano mai combattuto contro un esercito di opliti ben addestrati, ed avranno molti morti. Il 3° giorno Serse scopre un sentiero per aggirare i greci. Leonida conosceva quel punto
debole, ed aveva messo a guardia 1000 focesi, che però poco dopo se ne andarono a proteggere la Focide. Rimaneva così Leonida ed altri 1000 uomini, che proteggeranno la ritirata dei greci, fino alla fine.
Serse però aveva perso in 3 giorni 20.000 uomini, compreso i suoi due fratelli. Atene sarà ridotta in cenere. I Greci si vendicheranno un mese dopo attirando le navi di Serse in un tranello nello stretto di
Salamina (20 settembre. 480 a.C.). Le loro 378 navi infliggeranno una dura sconfitta ai persiani. Poi toccherà a Mardonio, cognato di Serse, ad essere sconfitto a Platea (20 agosto, 479 a.C.) dall'alleanza
delle città-stato greche, tra cui Sparta, Atene, Corinto e Megara. Le città-stato greche saranno conquistate da Filippo II di Macedonia (382-386 a.C.) che riunirà la Grecia sotto un unico potere. Con il paese
unito, il figlio Alessandro Magno distruggerà poi l'impero persiano e diffonderà la cultura greca nel mondo. - P.S.: se l'esercito persiano non fosse stato sconfitto a Maratona e Salamina, la religione che
avrebbe prevalso in Europa e nelle Americhe sarebbe stata probabilmente quella zorosatriana, e non quella giudeo-cristiana.
Falange oplitica degli spartani e società: la falange era strutturata a partire dall'unità minima, chiamata enomotia , ovvero 32 uomini che formavano 8 file di 4 uomini. 4 enomotia componevano una
pentecontia , 4 pentecotia un lochos , unità tattica di fanteria equivalente al moderno battaglione, e 7 lochoi quello che gli spartani chiamavano esercito e che noi definiremmo una divisione. Gli opliti
combattevano spalla a spalla, con scudi di bronzo che li coprivano dal collo alle ginocchia e con i quali ognuno proteggeva il compagno alla sua sinistra; una prova di incrollabile fede nel valore dei compagni e
del sentimento di fratellanza che li univa. - Società : uno spartano, appena uscito dall'utero della madre, era esaminato per decidere se era adatto alla vita in quella società di guerrieri, che non accettava deboli.
Se un neonato aveva una sola minima imperfezione, lo portavano su una collina sacra e lo lasciavano morire. Per capire il regime di vita di quella società, è utile sapere che solo due tipi di persone potevano
avere una lapide funeraria: un uomo che moriva combattendo ed una donna che moriva durante un parto. Fino ai 7 anni un bambino passava la maggior parte del suo tempo con sua madre, poi veniva
allontanato dalle famiglie ed andava a vivere in accampamenti militari, entrando a far parte di un sistema di educazione statale, basato su una severa disciplina militare. Ed era addestrato ad uccidere, secondo il
duro concetto dell'agoghé , l'educazione spartana. Si addestrava per 12 anni, fino al momento (se usciva vivo) di entrare nell'esercito. Affinché fossero robusti, i giovani venivano frustati a sangue in gruppo, e
chi resisteva più a lungo, riceveva grandi onori. Addestramenti che potevano portare anche alla morte, ma che preparavano a veder morire sui campi di battaglia i loro amici e compagni. L'ultima prova era un
rito di iniziazione, e consisteva nell'introdursi nella baracca di un ilota (schiavo) durante la notte e assassinarlo. A 18 anni il giovane combattente spartano era pronto a tornare vittorioso con il proprio scudo o
cadavere, steso sopra. - P.S.: La falange oplitica spartana sarà soppiantata da quella tebana che, a sua volta, cederà a quella macedone.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-480
9 20 Battaglia di Salamina . Dopo la battaglia delle Termopili la Grecia ha la sua rivincita a Salamina, nello stretto che collega il golfo Saronico alla baia di Eleusi. Fin dal periodo miceneo i Greci erano stati dei
grandi navigatori, utilizzando prima navi ad un ordine di remi, poi a due (biremi) e quindi le famose triremi (triéres ), che saranno le protagoniste a Salamina e poi otterranno in dominio assoluto del mar Egeo e
di parte del Mediterraneo. Le triremi imbarcavano anche un piccolo contingente di opliti (da 10 a 40) ed i rematori non erano schiavi, come si crede, bensì cittadini delle classi più umili che non potevano
permettersi l'armamento da oplita. L'arma principale delle triremi era un robusto sperone di bronzo posto a prua, con il quale si cercava di affondare la nave nemica o spezzarne i remi per poi poterla abbordare
e permettere agli opliti di ricreare il tipico scontro terrestre. Incerto il numero delle navi greche comandate Temistocle di Atene, Euribiade di Sparta, Adimanto di Corinto e Aristide e Santippo di Atene
(Erodoto parla di 378, di cui 180 triremi). Quelle di Serse I di Persia, con Ariabigne ed Artemisia, si pensa fossero circa 650. Inizialmente accerchiati, Temistocle comanda allora di ritirarsi entro la baia. I
persiani li seguono, ma si trovano poi con la costa sui fianchi, ed al contrattacco greco sono le navi persiane sono nell'impossibilità di manovrare in spazi stretti, tanto da cozzare le une contro le altre o di
cercare di aprirsi un varco alla fuga, speronando le navi della propria flotta. 200 saranno le navi persiane affondate, contro le 40 greche. Le navi persiane superstiti si riuniscono nella baia di Falero ma Serse,
avendo perso la flotta fenicia ed anche la fiducia nei propri ammiragli, preferisce ritirarsi e continuare la guerra via terra, lasciando il comando a Mardonio, che verrà sconfitto dai greci un anno dopo, nella
battaglia di Platea
-480
9 20 Battaglia di Imera o Himera . Secondo Diodoro Siculo la battaglia avviene invece nel medesimo giorno di quella delle Termopili e vede contrapposte le truppe dei Sicelioti, comandati da Gelone di Siracusa
accorso in aiuto di Terone di Akragas, contro quelle dei Cartaginesi, comandati da Amilcare I. I Greci riportarono una grande vittoria. Secondo Diodoro Siculo e Polieno, Amilcare, il nonno di Annibale
sarebbe stato catturato e ucciso dai cavalieri siracusani. Gelone accetta la richiesta dei Cartaginesi di cessare le ostilità e di non minacciare ulteriormente Cartagine e il suo impero e si accontenta del
risarcimento di soli 2.000 talenti d'argento. In onore della vittoria saranno costruiti in Sicilia molti monumenti: Tempio di Giunone (Agrigento), Tempio di Demetra (Agrigento), Tempio di Zeus Olimpio
(Agrigento), Tempio della Vittoria (Himera) e Tempio di Atena (Siracusa). - Le rovine di Imera, fondata nel 648 a.C. da Calcidesi provenienti da Zancle, l'odierna Messina, e da esuli siracusani, si trovano nel
territorio di Termini Imerese, vicino a Palermo.
-479
8 20 Battaglia di Platea . La sconfitta del comandante persiano Mardonio ad opera della lega ellenica comandata da Pausania, sancisce la fine dell'invasione persiana della Grecia. Erodoto ci fornisce il numero dei
persiani che sopravvissero alla battaglia: 43.000, di un esercito di 120.000. Per i greci sembra che i caduti si attestino su una cifra di circa 1.360. Atene può ora liberare le antiche colonie greche in Asia Minore
e fondare con esse una lega a difesa di eventuali nuove incursioni persiane. Sparta invece non era interessata a vicende al di fuori della Grecia e si ritira. Le colonie riconquistate però si ribellano quando vedono
che sono trattate più da territori sottomessi che da alleate, e quando Atene le vuole costringere a rientrare, molte poleis ioniche sciolgono la lega avvicinandosi alla causa spartana, la cui lega peloponnesiaca
lasciava autonomia alle varie comunità. Si arriverà così alla Guerra del Peloponneso, suddivisa in due fasi : "guerra archidamica" (431-421 a.C) e "guerra deceleica", nell'Attica, (413-404 a.C), che terminerà
con la distruzione della flotta ateniese nella battaglia di Egospotami (agosto del 405 a.C.) e la vittoria di Sparta. --- Inizia la Pentecontaetia ("cinquantennio") è il nome con cui si designa il periodo pari a circa
mezzo secolo di pace e di progresso civile per la civiltà greca e in special modo per Atene, compreso tra il 479 a.C., con la fine della seconda invasione persiana, e il 431 a.C., che segnerà l'inizio della Guerra
del Peloponneso. L'ascesa della polis ateniese (con Temistocle dal 478 al 471 a.C.) a potenza egemone nell'area greca sarà attestata dalla fondazione della lega navale delio-attica nel 477 a.C., costituita dalle
flotte di Atene, degli Ioni e di Lesbo allo scopo di organizzare nel migliore dei modi la difesa greca contro i persiani sul fronte marittimo. A Temistocle seguiranno Cimone (470-460 a.C.), e poi Pericle sino al
429 a.C., cion cui la Lega delio-attica raggiungerà l'apice della propria espansione.
-477
7 13 Battaglia di Cremera. Il fiume è uno degli affluenti minori del Tevere che scorre sulla sua destra a nord di Roma, alle pendici di una collina dominata da Veio, la più potente città etrusca. I romani, che in
quella occasione erano costituiti prevalentemente da appartenenti alla Gens Fabia accompagnati da loro clienti, subiscono una dura sconfitta dai Veienti. Nella battaglia perirono tutti gli appartenenti alla gens
Fabia con l’esclusione di un giovane che secondo Tito Livio era Quinto Fabio Vibulano che dieci anni dopo questi eventi diverrà console della Repubblica romana. Sia Veio sulla foce della riva destra, che
Roma, possedevano delle saline e vi era quindi una grande rivalità economica, perché la maggior parte del commercio con le città dell'entroterra (Chiusi, Arezzo, etc) dipendeva dal sale. Altro motivo della
contesa era probabilmente il territorio molto esteso che Veio possedeva, da adibire a coltivazioni o pascoli, e che a Roma faceva molto gola.
-474
-471
Battaglia navale di Cuma . La flotta alleata etrusca contro i Sicelioti. Gli Etruschi sono sconfitti in uno scontro navale a Cuma, al largo della Campania, dai Greci sicelioti del tiranno di Siracusa, guidati da
Gerione I. Questa vittoria porrà fine all'espansione etrusca nell'Italia ellenica. Di ciò approfitteranno Romani, Sanniti e Galli. Gli Etruschi ci riproveranno nel 415 a.C., appoggiando una spedizione ateniese
contro Siracusa, ma la nuova sconfitta contribuirà al loro definitivo declino. Pindaro sarà testimone della battaglia a bordo di una nave siracusana.
Decimazione . A quest'anno data Livio la prima decimazione attuata dal console Appio Claudio Sabino (ma forse risale alle guerre sannitiche e la confusione potrebbe derivare da un caso di omonimia perché il
console si chiamava pure Appio Claudio), una punizione che veniva attribuita quando il numero dei militari da punire era elevato (ribellione, non rispettare l'ordine del comandante, codardia). I militari da
punire erano divisi in gruppi di 10 e ne veniva scelto uno da punire (per estrazione a sorte od altro). Questo veniva poi bastonato dagli altri nove. Altre volte, i soldati venivano allineati davanti al comandante ed
assegnato loro, per ordine, un numero da 1 a 10. Chi aveva il numero 9 doveva uccidere colui che era alla propria destra, il numero 10, chiunque fosse. Lo doveva fare con convinzione, per non correre il rischio
di rimetterci lui stesso la vita. La decimazione sarà raramente usata. -> 20 d.C.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-471
-470
Lex Publilia Voleronis . Gli edili (magistrati) sono eletti dai Comitia Populi Tributa (erano sia patrizi che plebei, distribuiti territorialmente in trentacinque tribù, nelle quali tutti i cittadini romani venivano
collocati per scopi elettorali e amministrativi). Come per i comizi centuriati il voto era indiretto, con un voto assegnato ad ogni tribù. - Originariamente gli edili plebei (aediles plebis) erano due, eletti
annualmente dai plebei riuniti nel concilium plebis . Nel 367 a.C. saranno eletti altri due edili curuli .
Gli Etruschi occupano Capua . La cultura etrusca, sviluppatasi da quella villanoviana dell'Italia centrale, era straordinariamente ricettiva nei confronti degli influssi stranieri e capace di incorporarli in un
contesto regionale. Furono coloro che mutuarono, forse più di ogni altro popolo, dai Greci, dai quali importavano pregiatissime ceramiche in cambio di metallo Alla fine dell'VIII secolo avevano ormai
occupato la zona compresa tra l'Arno, gli Appennini, il Tevere e il mare e daranno a Roma la possibilità di un precoce accesso a una qualche forma di cultura greca, oltre che alcuni dei suoi simboli del
comando. Durante il VI e V secolo instaurano il loro dominio in Campania, sino ad occupare Capua nel 470 a.C. -- Nel 470 a.C. inizia anche la penetrazione dei Celti in Italia.
-462
Lex Terentilia . Presentata da Terentilio Arsa, la legge sarà ampiamente discussa per anni, ma che non vedrà mai la luce. Dopo una serie particolarmente densa di vittoriose battaglie con i vicini, Roma entrò in
un periodo di pace esterna. E subito si trasformò in violenti contrasti politici fra i diritti dei patrizi e quelli dei plebei. Proponeva la formazione di un comitato di cinque cittadini, con potere consolare, al quale
doveva essere affidato l'incarico di stendere definitivamente le norme che vincolassero il potere senza limiti dei consoli, potere che aveva acquisito dopo la caduta dei Tarquini e del sistema monarchico romano.
-460
I Sabini erano una delle più gravi cause di preoccupazione perché controllavano la Via Salaria e potevano minacciare Roma in modo diretto. Nel 460 a.C. un gruppo di loro, sotto la guida di Appio Erdonio,
riesce ad impadronirsi del Campidoglio, e viene cacciato solo con l'aiuto di un contingente latino alleato venuto da Tusculum. Ci riproveranno 2 anni dopo. Patriziato : le idee greche sulla democrazia
cominciano a diffondersi nei paesi mediterranei e non mancano di influenzare i leader romani. È ormai chiaro che il patriziato costituisce un gruppo sociale chiuso e non mobile, da quando non c'erano più i re e
non potevano essere creati nuovi patrizi. In epoca monarchica, un plebeo intraprendente e di successo, e meritevole di far parte del Senato, diventava patrizio, mentre invece ora tale possibilità è preclusa. C'era
voluta una generazione per rendersi conto di queste conseguenze, dopo la cacciata dei Tarquini. L'accesso al potere è comunque rimasto in mano ai patrizi. Essi hanno il controllo religioso del diritto e di tutto
ciò che vi è collegato (calendario, gli auspici, ecc). Per i plebei, senza la possibilità di aver libero accesso alla conoscenza del diritto e delle procedure legali e di governo, per poterle utilizzare od eludere, era
impossibile fare qualche progresso. Dal 462 a.C., con la Lex Terentilia, si era così cominciato a far pressione affinché le leggi fossero pubblicate.
-458
Cincinnato . Il console Lucio Esquilino Minucio è accerchiato dagli equi, che avevano trasgredito gli accordi di tregua dell'anno precedente, sul monte Algido, a sud di Roma, fra Tuscolo e Velletri. Il Senato
chiede aiuto a Lucio Quinzio, detto Cincinnato per i capelli ricci. Lo nomina dittatore e sconfigge gli equi. Poi torna ad arare il suo campicello.
Lex Icilia , con la quale viene distribuita la terra sull'Aventino ai plebei
-456
-454
Lex Aternia Tarpeia de multis. La moneta entra in uso come mezzo di scambio . La legge regolava il pagamento di multe e ammende. Votata su proposta dei consoli Spurio Tarpeio Montano Capitolino e
Aulo Aternio Varo Fontinale. Poiché si parla di pagamento di multe, si ritiene che risalga a questo periodo l'entrata in uso della moneta come mezzo di scambio. Si inizia ad utilizzare getti in bronzo di forma e
dimensioni irregolari (aes aede ) il cui valore è determinato esclusivamente dal peso. Poi assumeranno una forma rotonda o rettangolare, dal peso più o meno uniforme, su cui viene riportato il valore, detti aes
signatum , e sulla cui superficie venivano impressi i simboli, dei marchi che richiamavano l'autorità dell'emittente, e ne garantivano l'autenticità. Prima era usata solo in forma simbolica, in termini di peso di
metallo, in transizioni come nexum . Le prime monete singole (aes grave) non compariranno prima della fine del secolo. Ritardo dovuto probabilmente al collasso economico seguito al sacco di Roma ad opera
dei Galli (390 a.C.) e alla lentezza della ripresa. Nel frattempo, i contatti sempre più frequenti con la Grecia, contribuiranno a far approvare una legge che stabilisce la seguente equivalenza: 1 bue = 10 pecore
= 100 libbre di bronzo (asses ). L'introduzione di denaro, come la sua entrata in tutte le società dimostra, è destinato ad avere effetti dirompenti sull'economia e a favorire la contrazione dei debiti. E deve essere
stato in questo periodo che ci si accorda finalmente sull'istituzione di una commissione formata dal 10 persone (Decemviri ), incaricata di regolarizzare e promulgare le leggi, iniziando con le "Leggi delle
Dodici Tavole"
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-451
Leggi delle Dodici Tavole: Decemvirato. Superata una grave pestilenza, i romani abrogano la loro antica costituzione, compreso il potere consolare. Sino al 449 a.C. si ha un biennio di Decemviri e
pubblicazione delle Dodici Tavole di leggi (la prima legislatura scritta del diritto romano ) da parte dei decemviri legibus scribendis , un gruppo di 10 uomini incaricati di mettere per iscritto le leggi (prima
erano tramandate oralmente, segrete, custodite gelosamente dai sacerdoti ed il magistrato giudicava in base a queste). A noi non sono pervenute, ma furono regolarmente insegnate ai ragazzi fino alla fine del II
se. a.C. Tuttavia, in quelle leggi i plebei continuavano a non aver diritti costituzionali né piena capacità giuridica. Il patriziato era una casta chiusa e i plebei non potevano sperare in alcun modo in un
avanzamento politico (tramite acquisizione di cariche pubbliche o matrimonio). Dietro insistenza della plebe che esigeva una maggiore certezza del diritto. Col tempo l'organismo sembrava volgere in
dittatura, tanto che i romani dissero che avevano 10 Tarquini invece di uno. Uno dei loro decemviri, Appio Claudio , nipote dell'omonimo, con la sua condotta portò all'esasperazione la plebe. Secoli più tardi
Livio le definì "la fonte di ogni diritto pubblico e privato". All'epoca di Cicerone costituiranno ancora un importante testo scolastico. - In una delle norme si disciplinano i casi avvelenamento della prole da
parte delle madri, e l'aborto rientrava in questi perché venivano ingerite sostanze velenose. Il confine tra medicina e magia nel mondo romano era alquanto sottile. Le sostanze usate in ambedue le arti erano le
stesse. Una legge romana diceva che "chi parla di veleno deve specificare se si tratta di veleno buono o cattivo, perché anche le medicine possono essere velenose". Infatti la parola "farmaco" in latino poteva
essere espressa in vari modi, anche con il termine venenum bonum , usato in contrapposizione con l'espressione venenum malum .
-450
Architettura romana: le strade i ponti ed il materiale. Rispetto a quella greca, che basava la propria tecnica costruttiva sull'architrave (elemento orizzontale) appoggiato su piedritti (due sostegni, che erano
gli elementi verticali), l'architettura romana era basata sul principio dell'arco e della volta , già sperimentato dagli Etruschi. I sostegni si fondono così con la copertura creando un insieme uniforme. - Le leggi
delle Dodici Tavole (vedi 451 a.C.) specificano che una strada debba essere larga circa 2,45 mt nei tratti dritti e circa 4,90 mt in quelli curvi. Da wiki : le leggi romane definivano il diritto di usare una strada
come servitus (da cui il moderno termine giuridico "servitù"). Lo jus eundi (il "diritto di andare") stabiliva che si potesse usare un iter , un cammino, attraverso terre private; lo ius agendi ("diritto di guidare"),
che si usasse un actus, cioè una via carrabile. Una strada combinava ambedue i tipi di servitù, sempre che fosse della larghezza adeguata, che veniva determinata da un arbiter (un arbitro, o perito). La
larghezza standard era la latitudo legitima di 8 piedi. In queste aride leggi possiamo notare la prevalenza del diritto pubblico su quello privato, fatto che caratterizzava l'ordinamento repubblicano. Al momento
della massima espansione dell'Impero la rete viaria romana misurava oltre 80.000 chilometri, ripartiti in 29 strade. La mappa generale della ramificazione delle vie consolari romane era in marmo esposta nel
Foro Romano. Già prima del 250 a.C. per la via Appia (vedi anno -190 ) e dopo il 124 a.C. per la maggior parte delle altre, le distanze tra una città e l'altra erano contate in miglia, che erano numerate con le
pietre miliari . La moderna parola "miglio" deriva infatti dal latino milia passuum , cioè "mille passi", che corrispondono a circa 1480 metri. La pietra miliare, o miliarum era una colonna circolare su di una
solida base rettangolare, infissa nel terreno per oltre 60 cm, alta 1,50 m, con 50 cm di diametro e del peso di oltre 2 tonnellate. --> Antonini itinerarium : è un registro delle stazioni e delle distanze tra le
località poste sulle diverse strade dell'Impero romano, con quali direzioni prendere da un insediamento romano all'altro. Totale Km: in ogni parte dell'impero furono costruite strade per un totale di 400.000
Km - I ponti : l'arte di costruire ponti era sacra da cui il termine Pontifex , facitore di ponti e risale agli Etruschi, e l'attuale termine cattolico Pontefice. Roma fu costruita nell'unico punto in cui era possibile
unire con un ponte (il Ponte Sublicio del 621 a.C., poco a valle dell'Isola Tiberina, in legno, costruito da Anco Marcio e dove passava la via del sale, Salaria) le due sponde del basso Tevere, un ponte facile da
proteggere militarmente, e che da lì dominava tutto il traffico fra l'Etruria e l'Italia meridionale. La tecnica di costruzione prevedeva la deviazione del corso del fiume attraverso canali e chiuse, di cui gli
Etruschi avevano già la massima esperienza, quindi si scavava e si ponevano fondamenta e pilastri (piedritti). Su questa "armatura" veniva poggiata un'incastellatura di legno ad arco (la cèntina), su cui
venivano poste le pietre già rastremate a scalpello (i conci). Per ultimo si poneva il cuneo, la pietra rastremata più grande di tutte che veniva inserita al centro esatto dell'arco, dopodiché l'incastellatura di legno
poteva essere tolta e usata altrove ("disarmo"). Il cuneo diventava così la "chiave di volta" e il peso dei muri si scaricava lungo i montanti permettendo all'arco di sopportare carichi enormi. Potevano anche
essere infissi, a monte del ponte, specialmente se questo era in legno, dei pali a difesa da eventuali tronchi d'albero o altri natanti gettati dai nemici, per attutirne l'impatto ed evitare danni al ponte. Vedi
Acquedotto di Segovia (200 d.C.) Materiale : i principali furono pietra, sabbia, inerti, calce, pozzolana (di origine vulcanica), argilla, legno. Dalle cave di Tibur (oggi Bagni di Tivoli), estrassero tufo e
travertino. Il marmo bianco per le costruzioni più ricche e prestigiose proveniva dalla Grecia e dall'Asia Minore o, a partire dall'epoca di Cesare, da Luni, vicino a Carrara. Con l'invenzione della malta
(semplice : un legante, es. calce, + acqua + sabbia - idraulica composta: un legante idraulico, es. calce, pozzolana, cocciopesto, cemento, + acqua + sabbia, che fa presa ed indurisce anche in luoghi umidi od
ambienti sommersi) ed in seguito del calcestruzzo (detto, structura caementicia , con un conglomerato a base di acqua, 1 calce spenta, 3 pozzolana, 2 sabbie si otteneva la malta alla quale aggiungevano
materiali inerti come la ghiaia, scaglie e pietre grezzi, riuscendo ad ottenere una vera roccia artificiale che ha sfidato i secoli) le strutture murarie si svincolarono dalle forme più elementari, costruendo archi e
volte di dimensioni eccezionali e, di conseguenza, grandi anfiteatri, terme e cupole come quella del Pantheon. - Dirà Plinio il Vecchio contrapponendo con orgoglio alla vanità edificatoria di egiziani e greci:
"Noi romani eccelliamo in tre cose che i greci hanno trascurato: la costruzione di acquedotti, di fogne e soprattutto di strade" .
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-449
Riforme introdotte dai filopopolari L. Valerio e M. Orazio per il miglioramento della posizione dei plebei ed evitare una rivoluzione ed evitare la secessione. Esse riguardano un rafforzamento
dell'organizzazione plebea, specie per ciò che concerne il tribunato e l'emendamento delle disposizioni delle Dodici Tavole particolarmente sfavorevoli ai plebei. Lex Valeria Horatia che rinnova od introduce
la provocatio e che rende i plebiscita , decisione della plebe, vincolanti per tutto il popolo. Leges Valeriae Horatiae sono provvedimenti legislativi particolarmente favorevoli alla plebe, attribuiti secondo la
tradizione ai due consoli Lucio Valerio Potito e Marco Orazio Barbato. Lex Valeria Horatia de plebiscitis, Lex Valeria Horatia de provocatione e Lex Valeria Horatia de tribunicia podestate . Parte della
dottrina ritiene tuttavia che tali leggi siano frutto di falsificazioni annalistiche (Annali : raccolta di testi contenenti la registrazione degli avvenimenti più importanti nella vita della città), e poi, non introducono
nulla di nuovo, ma rafforzano e riconoscono ufficialmente istituzioni plebee già esistenti.
-449
Grecia: Pace di Callia. è un controverso armistizio del V secolo a.C., stipulato tra l’ambasciatore ateniese Callia e gli inviati di Artaserse I, in base al quale Atene si impegnava a non intromettersi negli affari
interni dell’Impero Persiano e a non attaccare le zone sotto il suo diretto controllo, in particolar modo l’Egitto e l’Asia Minore. In cambio il Gran Re riconosceva l’autonomia delle città ioniche lungo la costa
anatolica, e garantiva che la sua flotta non sarebbe più stata inviata nel Mar Egeo, né il suo esercito avrebbe più marciato lungo la costa in questione. L’effettiva storicità di questa pace è considerata
controversa da molti storici moderni
-447
Muore Talete di Mileto (640 a.C./625 a.C. ), universalmente ricordato come il più importante dei Sette Saggi. Fu un politico, letterato, matematico (il primo a cui furono attribuiti teoremi e dimostrazioni) e
primo filosofo della storia del pensiero occidentale. Nelle Vite dei filosofi , Diogene Laerzio inizia proprio da lui la sua raccolta.
Questore. Significa "investigatore". A questa carica della magistratura annuale minore competeva la gestione delle finanze, e venne istituita in concomitanza della nomina di 2 questori "addetti al ministero
della guerra". Aveva principalmente attinenza con gli approvvigionamenti, i depositi e le finanze. La sua importanza è dimostrata dal fatto che, in una generazione, passeranno da 2 a 4.
-446
-445
Matrimonio. La Lex Canuleia (Lex Canuleia de Conubio Patrum et Plebis) sui matrimoni tra patrizi e plebei e proposta da Gaio Canulio per poter contrarre iustae nuptia (legittimo matrimonio). Pone fine al
divieto di connubio tra patrizi e plebei, sancito dalle Dodici Tavole. Sino ad allora lo Ius Connubi era consentito solo ai cittadini di pari classi sociali. A Roma le donne avevano la libertà di uscire con le
amiche e accompagnare i mariti ai banchetti. La riforma comportava anche delle complicazioni di ordine religioso perché gli auspici (pratica divinatoria degli àuguri o àuspici, antichi sacerdoti Romani, da cui
si traevano gli augùri o auspìci) spettavano solo ai patrizi e che i nati da matrimoni misti non potevano essere considerati propriamente patrizi. Con questa legge furono superate le tensioni sociali tra plebei e
patrizi, ma rimanevano quelle politiche, che si cercherà di superane nel 444 a.C. con i tribunati militari. - Celibi : per un uomo, rimanere celibe non era visto di buon occhio e chi resisteva al matrimonio subiva
pesanti sanzioni, come alcune limitazioni al diritto successorio e all'accesso ai pubblici uffici. - Introduzione del tribunato militare con podestà consolare, aperto ai plebei, come alternativa all'ammissione dei
plebei al consolato. Un atto di pacificazione importante, che peraltro non impedirà il risorgere, più tardi, di ulteriori conflitti.
-444
Tribunati militari con potere consolare. Era un collegio che si eleggeva al posto dei 2 consoli. Il motivo della scelta sembra sia dovuto al fatto che Roma, sempre più impegnata militarmente su vari fronti di
guerra, aveva bisogno di più di 2 comandanti supremi. Altri invece sostengono che la motivazione fosse di natura politica: la rivendicazione da parte della plebe del diritto di far ricoprire una delle due cariche
di console da uomini usciti dal suo seno fu aggirata mediante la creazione di una nuova carica alla quale erano eleggibili anche i plebei.
Censura . Creazione di questa magistratura che doveva ovviare al problema, sempre più pressante, del ritardo con cui venivano tenuti i censimenti, fino ad allora di responsabilità dei consoli, i quali, incalzati
dall'incombere di tante guerre, non avevano il tempo per dedicarsi a questo ufficio. Una volta entrati in carica, i censori emanavano un editto in cui si stabilivano in quali giorni i cittadini dovevano recarsi nel
Campo Marzio per dichiarare il proprio reddito.
Tentativo di colpo di stato di Sp. Melio
Grecia. Ad Atene inizia la costruzione del Partenope.
Sp. Melio viene ucciso da C. Servilio Ahala (della gens Servilia) per avere, come si asserisce, aspirato alla tirannide.
Guerra contro Fidenae, un'antica città del Lazio, situata a circa otto chilometri a nord di Roma sulla via Salaria, nel punto in cui questa correva lungo il Tevere. La lotta tra Fidene e Roma si intrecciò più volte
in quella combattuta dai Romani contro la città etrusca di Veio. La guerra fu cruenta e si risolse definitivamente nel 435 a.C., con la distruzione e il saccheggio della città ad opera dei Romani, che trassero in
schiavitù tutti i suoi abitanti.
Le 7 meraviglie: statua di Zeus ad Olimpia . Realizzata dallo scultore greco Fidia, era alta più di 12 mt. Non era di pietra, bensì realizzata con un telaio rivestito d'avorio (per la pelle) e d'oro (per la tunica, i
sandali e la corona). Sfiorava il soffitto del tempio e nella mano destra teneva la Nike (la vittoria alata) e nella sinistra lo scettro con l'aquila, simbolo di Zeus, entrambi in oro. Forse la statua fu trasportata a
Costantinopoli, dove sarebbe stata distrutta nell'incendio della città, nel 475 d.C.
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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In questi anni le famiglie dominanti a Roma sono i Postumii e i Sempronii e sono anche anni di guerre contro i Vosci. A. Postumio consegue una sofferta vittoria contro i Volsci comandati da Vettio Messio
all'Algido, il passaggio strategico dei colli Albani. La leggenda narra che abbia fatto giustiziare il proprio figlio per aver abbandonato il posto di combattimento assegnatogli. Lo farà più tardi, nel 347 a.C.,
anche T. Manlio Torquato e nascerà così la proverbiale espressione "disciplina postumiana". Altre leggende ci riportano Coriolano che passa dalla parte dei Volsci, ma poi si ritira andando incontro alla morte.
Poi Tito Quinzio Cincinnato sconfigge gli equi e torna ad arare. Marco Furio Camillo porta nell'esercito una grossa novità : lo stipendium , cioè la famosa "cinquina". Fino ad allora i soldati prestavano servizio
gratis e, se avevano famiglia, questa moriva di fame. -- Guerra tra Atene e Sparta sino al 404 a.C.
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Grecia. Guerre tra Atene e Sparta, sino al 404 a.C., con lo scopo dichiarato di liberare le città greche dal giogo ateniese e dare loro l'autonomia.
Lex Papiria Julia . Su proposta dei consoli Lucio Giulio Iullo e Lucio Papirio Crasso (o Gaio Papirio Crasso), prevede che le multe debbano essere pagate in monete di rame o bronzee e non in bestiame, come
fino ad allora era in uso, con l’equivalenza di una pecora per dieci assi e di un bue per cento assi.
Grecia. Peste ad Atene e morte di Pericle. Si è alla vigilia di una guerra decisiva che si protrarrà per un'intera generazione. Ad Atene vi sono circa 50.000 adulti maschi con diritto di voto e che hanno votato la
guerra contro Sparta. La perderanno e la democrazia cesserà per un breve periodo. Sarà poi restaurata per circa 80 anni e di nuovo abbandonata nel 300 a.C. perché erano cessate le condizioni che resero
possibile il suo emergere. Fu una grande anticipazione, ma forse troppo prematura.
Grecia. Prima spedizione ateniese in Sicilia . Detta anche "guerra di Leontini", durerà sino al 424 a.C., anno della pace di Gela. Vide contrapposte le città di Siracusa (uscita rafforzata dopo la guerra contro
Agrigento e con l'intenzione di espandersi), alleata delle polis di origine dorica fuorché Camarina, e di Locri Epizefiri; contro Leontini, alleata delle polis di origine calcidese, Reggio e Atene. Incaricati di
dirigere la spedizione contro la città attaccata da Siracusa, saranno gli strateghi ateniesi Lachete e Careade
I plebei ottengono l'accesso alla questura.
Grecia. Pace di Nicia . Si conclude la prima fase della guerra del Peloponneso, decretando, per 50 anni, la cessazione delle ostilità tra Sparta e Atene ripristinando lo status quo ante bellum. Atene avrebbe così
dovuto cedere Pylos in cambio di Amphipolis, ma non lo fecero, cosicché rimasero in una situazione di conflitto. Ma, approfittando di questa tregua, gli Ateniesi, con Alcibiade, andranno tra il 415 e 413 a.C.
in Sicilia (una prima spedizione c'era stata nel 427 a.C.) in aiuto di Segesta contro Selinunte, alleata di Siracusa (la potente colonia corinzia), ma ne usciranno sconfitti.
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Gli Osci (popolazione indoeuropea di ceppo sannitico della Campania) conquistano Capua, e nel 421 a.C. anche Cuma
Epidemie . Tra i 437 a.C. e il 411 a.C. infuriano sulla popolazione una serie di epidemie che comporteranno anche gravi insufficienze di grano perché colpirono in particolare la popolazione agricola. Da Roma
verranno allora fatte richieste d'aiuto a città etrusche costiere, a Cuma e alla Sicilia.
Primi questori plebei. Venivano nominati ogni anno dal Senato. Gli aerarii (da aerarium: cassa statale, ovvero denaro che deriva dai tributi delle provincie senatorie), nominati annualmente dal senato,
dovevano ricevere, amministrare, impiegare il denaro pubblico secondo gli ordini dei senatori. I quaestores urbani rimanevano a Roma, mentre gli altri seguivano i consoli per occuparsi della cassa militare e
del bottino. I quaestores parricidii era una magistratura straordinaria e si occupavano di cause criminali e delle cause concernenti i diritti di un cittadino romano.
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Grecia. Battaglia di Selinunte . Nell'ambito della seconda guerra greco-punica vede contrapposte in Sicilia le forze del cartaginese Annibale Magone, della dinastia Magonide, e i greci di origine dorica di
Selinunte. I motivi dell'intervento: Segesta si era unita con un'alleanza a Cartagine ed era stata attaccata da Selinunte. Annibale arriverà in soccorso di Segesta con un esercito di 5000 soldati africani e 800
mercenari italici. Assedierà Selinunte per 9 giorni e la distruggerà, passando a fil di spada 16.000 selinuntini e ridotti in schiavitù altri 5.000. Poi marcerà su Imera per vendicare la morte del nonno Amilcare
nella sconfitta
cartaginese
del 480 a.C.,
ed immolerà 3.000 prigionieri nel punto dove era morto il nonno. LA Sicilia occidentale e sudorientale rimane sotto il controllo cartaginese. La parte
Guerra
contro Veio
che si protrarrà
sinolaalsaccheggerà
396 a.C.
Dionigi tiranno di Siracusa. A Siracusa, dove nella prima parte del V secolo tiranni come Gerone ne avevano fatto una metropoli, capace di vincere le gare più importanti ai giochi olimpici ed attirare i poeti
greci di maggior talento, come Eschilo e Pindaro, la tirannide era stata poi abbattuta e Siracusa, in due spedizioni ateniesi (415-412 a.C.) si era imposta come potenza militare. Nel 405 Dionigi però, divenendo
unico generale, ristabilisce di fatto la tirannide.
Battaglia di Egospotami (stretto dei Dardanelli). Il generale Lisandro al comando di 200 navi spartane assediò e occupò una città dell'attuale Turchia (Lampsaco) su una delle principali rotte di rifornimento di
Atene. Fu la vittoria decisiva della Guerra del Peloponneso che permise a Sparta di far capitolare Atene. Nel tentativo di liberare Lampsaco, Conone si mise alla guida della flotta ateniese. Ma, dopo 4 giorni di
scaramucce, al quinto gli ateniesi si fecero sorprendere alla fonda con gran parte degli equipaggi a terra. Atene perse ben 168 navi e fu la fine della guerra. - Dionigi I tirannreo di Siracusa sino al 367 a.C.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-403
Marco Furio Camillo (446 a.C. circa – 365 a.C.) diviene Censore. Celebrerà il trionfo quattro volte, cinque volte sarà dittatore e onorato con il titolo di Pater Patriae. - Riforme militari . Durante il periodo in
cui fu censore, venne presa la decisione di distruggere Veio e realizzate diverse riforme militari: 1) l'esercito è portato a 6.000 unità (probabilmente 2.000 dei quali arruolati pur essendo privi dei requisiti
patrimoniali della classis , meno armati e senza corazza). - 2) ristrutturata la cavalleria. Alle sei centurie (sex suffragia ) fu reclutata altra cavalleria, che venne però pagata dallo stato con tasse sull'orzo. - 3) i
soldati vennero pagati regolarmente (probabilmente solo dal momento in cui la guerra si prolungo con assedi). - 4) non è sicuro che fu in questo periodo che venne modificato l'armamento della vecchia falange
di opliti con piccoli scudi (clipei ) e formazione compatta e disciplinata, con un'organizzazione più flessibile, con scudi più grandi, spade e giavellotti (pila ). Viene considerato il "Secondo fondatore di Roma".
-400
-400
Importante conquista plebea con l'elezione di 4 plebei nel collegio dei 6 tribuni militari con potestà consolare; fino ad allora ve n'era stato solo uno nel 444 e 442 a.C.
Celti . Polibio narra che i Celti, provenendo dal bacino del Danubio e, dopo aver attraversato le Alpi Orientali, giunsero nella Valle Padana attorno al 400 a.C. Quest'area sarà in seguito chiamata Galllia
Cisalpina. Un'infiltrazione lenta e graduale. Non costruirono città, bensì piccoli villaggi (oppida ), assorbendo con facilità la cultura del luogo. Non rimanevano sul luogo per più di un anno e, abili nel lavorare i
metalli, ed a costruire sofisticati veicoli a 2 e 4 ruote, si spostarono verso l'Etruria settentrionale e l'Elba, Una occupazione che durerà centinaia di anni, sino a che i Romani annetterono a loro volta la Gallia
Cisalpina. Mentre alcune tribù si stabiliranno pacificamente nella Valle Padana, sostanzialmente quei popoli rimasero però essenzialmente nomadi. I Romani adottarono alcune delle loro invenzioni e molte
delle parole latine usate normalmente per indicare i carri di vario tipo (carpentum, essedum, rheda ).
-399
Grave epidemia a Roma. Per ingraziarsi gli dèi si ha un'innovazione nella festa religiosa in cui le loro immagini vengono poste su letti ed invitate a prendere parte al banchetto sacrificale (lectisternium).
Vengono onorate 6 divinità: Apollo e Latona, propiziatori della guarigione; Ercole e Diana, divinità dell'agricoltura e protettori di uomini e donne; Mercurio e Nettuno, dèi del commercio e della vita del mare.
-399
Muore ad Atene Socrate (Atene, 470/469), considerato uno dei massimi pensatori antichi e della filosofia occidentale (per lui, però nessun uomo è sapiente, e lo è in maggior misura colui che sa di non sapere),
benché non abbia lasciato alcuno scritto, ciò che si sa della sua vita e del suo pensiero è racchiuso nelle opere dei filosofi successivi, primo fra tutti l'allievo Platone. Basso, tarchiato e naso a patata, secondo
diverse fonti, era di famiglia benestante, con il padre, Sofronisco, scultore e la madre, Fenarete, una levatrice (lui stesso poi si definirà "ostetrico degli uomini", perché li aiutava a tirar fuori dalla loro anima le
verità che vi si annidano). Sposato con Santippe, donna descritta da Diogene Laerzio come insopportabile bisbetica, ebbe 3 figli: Lampedocle, Sofronisco e Menesseno. Il primo periodo della vita lo trascorre
nell'Atene di Pericle, luogo di fermento della cultura greca. Con ogni probabilità lì conosce Anassagora, Parmenide, Zenone e i celebri sofisti Protagora, Prodico e Ippia (443 a.C.). Il secondo periodo della vita
lo dedica a quello che i definisce "il suo servizio del dio", e che lo costringe a vivere anche in estrema povertà ponendolo in conflitto con molti cittadini, sviluppando una dialettica, diversa da quella
argomentata dai sofisti, e che si basava su 2 momenti fondamentali: la confutazione del presunto sapere dell'interlocutore, per estirparne le false credenze; e la "maieutica", cioè la produzione intellettuale per le
anime filosoficamente dotate. Ed è in questa seconda fase che risiede la rivoluzione socratica, poiché nella cultura del tempo, il quesito dialettico si limitava ad apporre a una tesi un'antitesi (per esempio, "La
virtù o è insegnabile o non è insegnabile). La domanda socratica era invece strutturalmente diversa, perché si interrogava sul significato universale del valore stesso ("Che cosa è la virtù?"). La morte : Socrate
divenne un personaggio scomodo per la vita politica della polis. Si era creato inimicizie indagando sulla sapienza dei presunti dotti e prendendo posizioni fuori dal coro nelle scelte della città ritenute ingiuste. Il
suo insegnamento ai giovani ateniesi veniva giudicato troppo lontano dalle credenze tradizionali, e venne accusato di empietà e corruzione dei giovani da parte di Meleto, su mandato di un potente politico:
Anito. Accettò la condanna a morte, rifiutando la fuga che i suoi discepoli avevano preparato corrompendo i suoi carcerieri. Non poteva sottrarsi alla condanna per non rispondere con un'ingiustizia
all'ingiustizia subita. Sarebbe venuto meno ai suoi principi, tradendo i suoi stessi insegnamenti. I suoi allievi lo vedranno chiudere gli occhi per sempre, dopo aver bevuto la coppa di cicuta.
-396
Distruzione di Veio e prima asta attestata, di vendita degli schiavi. Dopo una lunga guerra quasi secolare, ed un lungo assedio, Veio viene distrutta. È il primo passo nel processo di assoggettamento
dell'Etruria meridionale. Furio Camillo fa costruire una serie di fortini ed altri opere militari e dà ordine che nessuno combatta senza la sua autorizzazione. L'opera più laboriosa e che avrà un ruolo decisivo per
la presa di Veio, fu la costruzione di una galleria in direzione della rocca dei nemici. Sei squadre di lavoratori, con un turno di lavoro di un'ora ogni sei, lavoreranno notte e giorno, senza sosta. A differenza di
altre volte, in questo caso i romani non si accontentano di accettare indennità o stipulare trattati ed alleanze, ma spopolano Veio e poi la radono al suolo. Anche Capena e Faleria vengono conquistate da Furio
Camillo. L'Etruria viene smembrata ed inizia a perdere la propria indipendenza ed entro il III sec. a.C., Roma si impossesserà di tutta l'Etruria. Le dimensioni di Roma ora cominciano a giustificare la presenza
di schiavi come lavoratori agricoli o domestici.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-390
7 18 Battaglia del fiume Allia: Brenno . (ma forse era il 388 a.C.) - I Galli (chiamati Celti dai Romani), e che sin dal V secolo a.C. avevano occupato la pianura padana ed erano scesi sino alle Marche, con Brenno
devastano Chiusi, scendono in Lazio, sconfiggono i romani, schierati all'altezza della confluenza tra il fiumiciattolo Allia (Fosso della Bettina) e il Tevere, a una ventina di Km. da Roma, lungo la via Salaria.
La maggior parte dei romani si era data alla fuga ed, anziché ripiegare su Roma, aveva preferito trovare scampo a Veio, una città nemica. Roma era quindi completamente indifesa. I Galli senoni entrano in città
e la saccheggiano. Una audace assalto al Campidoglio, viene sventato grazie all'allarme dato dalle oche ed alla rapida reazione di M. Manlio. Nel frattempo viene richiamato Furio Camillo, che dopo la presa di
Veio, viveva esule ad Ardea. Fame e malattie attanagliano gli assedianti, finché si giunge ad un compromesso: Brenno ed i Galli lasceranno la città in cambio di un cospicuo riscatto. I romani si apprestano a
pesare su una bilancia (che pure rubava perché i pesi erano irregolari) le mille libbre d'oro pattuite, al che i senatori reclamano e Brenno allora mette sulla bilancia la sua spada pronunciando : " Vae victis! ". In
quel momento arriva Furio Camillo e risponderà: "Non auro, sed ferro, recuperanda est patria! ". Ne seguirà una ulteriore battaglia tra le rovine, ma i Romani non avranno la meglio. Ma l'umiliazione subita
quel giorno entra nel calendario romano come dies funestus e porterà i vecchi nemici sottomessi a ribellarsi, ma Roma, in una serie di guerre svoltesi nell'arco di 40 anni, riuscirà a ristabilire il suo potere.
Quella pesante onta indurrà in futuro i Romani a cercare sempre rivalse a fronte di altre sconfitte che verranno ed ognuna di esse sarà sempre vendicata. Una battaglia si poteva anche perdere. Importante era la
vittoria finale. - Studiosi mettono comunque in dubbio l'intervento di Furio Camillo (forse era L. Albinio, che portò in salvo a Caere i sacra , i tesori sacri che garantivano la sicurezza di Roma: l'ago della
madre degli dèi, le ceneri di Oreste, lo scettro di Priamo, etc.) e la leggenda della resistenza in Campidoglio. - Furio Camillo è uno dei pochi Romani dell'età arcaica in cui si possa tentare di valutare la
personalità attraverso i secoli, anche tenendo conto dell'abitudine degli storici romani di rimodellare le figure più antiche su quelle dei contemporanei (Scipione, Silla, Cesare, ed anche Augusto). Basta
considerare le sue riforme militari, i suoi successi militari, l'iniziativa internazionale che proietta Roma per la prima volta nel ruolo di potenza conquistatrice ed imperialista (non più solo Equi, Volsci, Sabini ed
Etruschi, ma si impegnerà anche contro nemici in regioni più lontane). Infine, la devozione religiosa, che aveva ispirato e motivato la sua politica. Le divergenze politiche erano messe in ombra dalla sua tempra
di grand'uomo. Come si sa però, i Romani faticavano ad assuefarsi a soluzioni personali di problemi, ed avrebbe potuto facilmente fare la fine di Cesare, se non avesse abbandonato la politica proprio nel
momento del suo maggior successo.
-390
Annales Maximi: storia di Roma in volumi . Un incendio distrugge in gran parte gli Annales Maximi. Per ordine del pontefice Publio Muzio Scevola, dal II sec. a.C. venivano registrati in volumi (erano ca.
80) tutti gli avvenimenti fondamentali, cioè fornivano la storia del popolo romano. Per questo motivo sono poche le notizie attendibili dei primi secoli della storia di Roma. I più importanti magistrati, i consoli
ed i censori, redigevano diari, i commentarii , in cui annotavano accuratamente i fatti salienti della loro magistratura ed i provvedimenti presi. Era una memorialistica privata, che però diveniva pubblica quando
i commentarii venivano depositati presso il collegio dei pontefici. Anche i vari collegi sacerdotali annotavano i loro atti nei Libri pontificium, Libri augurum, Libri saliorum . Un aspetto del loro
conservatorismo, di cui andavano fieri, che ci permette oggi di conoscere molto della tradizione dei loro antenati (mos maiorum ) e di ricostruire determinate condizioni storiche e sociali.
-386
Grecia. Pace di Antalcida, dal nome del diplomatico e politico spartano. Egli cooperò con la Persia contro Atene e ottenne alcuni successi navali nell'Ellesponto che gli permisero di accordarsi con Artaserse II
per imporre ai nemici di Sparta una pace, detta Pace di Antalcida o Pace del Re, che é il primo esempio di "pace comune", ossia di un trattato di pace garantito da sanzioni, ratificato da tutti gli stati (poleis)
greci, e senza limite di tempo; di fatto il trattato salvaguardava l'egemonia spartana sulla Grecia, ma a costo del riconoscimento dell'egemonia persiana sull'intera Asia Minore e delle isole di Clazomene e di
Cipro.
Grecia. Dopo la pace di Antalcida, Sparta cerca in ogni modo di contrastare l'ascesa di Tebe e la ricostruzione dell'impero navale ateniese che si sta espandendo in acque sotto il controllo di Sparta ed anche
adiacenti al Peloponneso. Tebe ed Atene si uniscono per combattere Sparta che, con Agesisilao si é spinto sin sotto le mura di Tebe, ma poi si ammala e, nel 376, passa il comando all'altro re spartano
Cleombroto, che però non riesce a forzare i passi di Megaride e Beozia.
Leges Liciniae Sextiae (dai due tribuni ricchi Caio Licinio Stolone e Lucio Sestio Laterano) che pongono restrizioni alla pratica dell'usura (pagamento del debito in un triennio in rate uguali), limitano la
quantità della terra pubblica che i ricchi possono occupare e delle greggi, consentono l'immissione dei plebei nel collegio sacerdotale dei decemviri sacris faciundis , composto da 10 persone per lo svolgimento
dei sacrifici, e riservano uno dei posti di console ad un plebeo: l'ultima misura venne osservata con regolarità solo a partire dal 342 a.C.; creazione della pretura; scontri tra patrizi e plebei, contro queste idee
rivoluzionarie, che si protraggono per un decennio; creazione dell'edilità curule alla quale, inizialmente i plebei non possono accedere. Gli edili (aediles ) erano dei magistrati e l'aggettivo curules li identifica
come civici, ovvero magistrati civici.
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3
Medicina : muore a Larissa (città greca della Tessaglia) Ippocrate di Coo (nato a Coo nel 460 a.C.), medico, geografo e aforista greco antico, considerato il "padre" della medicina occidentale, che prima era
associata con la teurgia (pratica religiosa propria della religione greco-romana pre-cristiana che consisteva nell'evocazione delle Divinità per mezzo della telestiké) e la filosofia. Vedi anche Galeno di
Pergamo (morto il 216 d.C.)
Fondazione del tempio di Giunone Lucina, sull'Esquilino, durante le celebrazioni dei Matronalia, le festività annuali in onore della dea.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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7
6 Grecia. Battaglia di Leuttra tra Sparta e Tebe . Dopo la Guerra del Peloponneso combattuta tra Sparta ed Atene tra il 434-404 a.C. e che aveva visto Atene perdere il potere che si era conquistata nelle guerre
persiane, l'egemonia lacèdomone viene ora minacciata dall'emergere di Tebe. Per stroncare la rivale, nell'estate del 371 a.C. re Cleòmbroto raggiunge la piana di Leuttra, in Beozia, con 11.000 uomini. Di fronte
a lui c'è l'esercito dello strategòs tebano Epaminonda, forte di 6.000 fanti e 1.500 cavalieri. Trovandosi in inferiorità numerica, Epaminonda agisce d'astuzia e fa accampare l'esercito sulle alture fingendo di
rifiutare lo scontro per celebrare una festività religiosa. Gli spartani ritirano allora parte dello schieramento e si mettono a festeggiare pure loro, tanto da ubriacarsi. A mezzogiorno Epaminonda sferra così il
suo attacco, lanciando la cavalleria contro l'ala destra nemica, che si ritira scompigliando le file dei propri fanti. A questo punto Epaminonda, che aveva invertito la disposizione di battaglia tradizionale
disponendo sulla sinistra le sue truppe migliori (tra cui il Battaglione Sacro, composto da 150 coppie omosessuali, che per questo combattevano senza tregua per difendere patria ed amante), piomba
sull'assottigliata destra nemica. Il fronte largo dello schieramento spartano tenta di circondare le truppe che avanzavano, ma non ci riesce perché l'ala destra si era tenuta a distanza e quella sinistra era troppo
forte. Gli spartani ripiegano e lasciano sul campo 1.400 caduti, tra cui re Cleòmbroto e suo figlio, perdendo anche la loro fama di invincibilità. - Epaminonda verrà ucciso nella battaglia di Mantinea, nel 362
a.C.
-370
Muore Democrito (Abdera, 460 a.C.), filosofo greco antico, allievo di Leucippo e cofondatore dell'atomismo. Rifletté su ciò che accadeva quando si spezzava o si tagliava un corpo in minuti frammenti.
Democrito sostenne che non dovrebbe essere possibile ripetere indefinitamente il procedimento, e postulò invece che ogni cosa, compresi tutti gli esseri viventi, fosse fatta di particelle fondamentali che non
potevano essere ulteriormente spezzate o suddivise in parti. Chiamò queste particelle ultime «atomi», dall’aggettivo greco che significa «impossibili da tagliare». Democrito credeva che ogni fenomeno
materiale fosse un prodotto della collisione degli atomi. Nella sua concezione, detta appunto atomismo, tutti gli atomi si spostano senza sosta nello spazio, e, a meno che subiscano un’azione esterna, si
muovono in avanti indefinitamente. Oggi quest’idea prende il nome di principio d’inerzia. Pensava anche che ci fossero 4 specie di atomi: di pietra, di aria, di acqua e di fuoco, e che tutte le sostanze conosciute
fossero combinazioni di questi 4 elementi (oggi se ne conoscono 92 di elementi stabili, o presenti in natura, ma i 4 elementi citati da Democrito sono comunque composti di varie sostanze).
-370
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni: Puleggia. di Archita di Taranto, matematico e filosofo greco, celebrato non solo come uomo dall'austera vita morale secondo la regola pitagorica, ma anche come
fondatore della meccanica scientifica. Gli si attribuisce fra l'altro l'invenzione della vite e di una colomba meccanica capace di volare, l'acustica ed enunciando anche regole per la composizione delle scale in
dati intervalli. Distinse, forse per primo, la progressione aritmetica da quella geometrica.
Muore Dionisio , detto il Vecchio (430 a.C.), tiranno di Siracusa, prototipo del potere assoluto in contrapposizione alla Democrazia, che passerà la vita a contrastare la potenza cartaginese. La spedizione
militare cartaginese del 407-406 a.C. diede l'avvio alla sua carriera. Annibale, volendo vendicare i suoi avi, distruggerà una dopo l'altra le città greche e, dopo aver sacrificato 3.000 prigionieri, ponendo
l'assedio a Siracusa. Dionisio, ottenuto il ruolo di generale supremo, difenderà strenuamente la città, sino ad ottenere un trattato che divideva in due la Sicilia, lasciando però le città greche occidentali tributarie
della potenza cartaginese. I principali suoi nemici saranno gli aristocratici oppositori del suo regime. Metterà fine alla democrazia di Siracusa e delle città che sottometterà, però sembra che la sua tirannia abbia
avuto l'appoggio del popolo perché a lui era demandata la politica estera e di difesa, mentre la vita interna procedeva più o meno per conto proprio. Grandi opere edilizie e di fortificazione. L'isola di Ortigia,
sua cittadella privata, sarà resa inespugnabile. Tenterà di riconquistare la Sicilia. Dopo alcune sconfitte, nella pace del 383 a.C. il confine fra i territori di Siracusa e quelli di Cartagine sarà fissato sul fiume
Alico, tra Palermo, Agrigento e Caltanissetta.
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Leges Liciniae Sextiae . Sono le leggi proposte dai tribuni Gaio Licinio e Lucio Sestio Laterano. Al vertice dello Stato ci sono due consoli reintegrati completamente dopo l'abolizione dei tribuni militum
consulari potestate , e una legge permetterà che ogni anno uno dei due consoli sia plebeo (non si escludeva però che potessero essere entrambi patrizi)
Primi edili (che erano magistrati di antiche città sabine e latine, tra cui Roma) curuli plebei. Erano quindi dei magistrati civici, come testimonia l'aggettivo curulis . - In epoca più tarda (44 a.C.) Cesare creerà
altri due edili plebei, detti "edili ceriali" (aediles ceriales), specificamente addetti a sorveglianti dell'annona e responsabili anche dell'approvvigionamento del grano per la città di Roma.
Primo dittatore plebeo, C. Marcio Rutilo. - Dittatore : il ricorso alla dittatura avveniva solo in frangenti di crisi per la repubblica, come i casi di guerra o di grave crisi politica interna. Il dictator veniva scelto e
nominato dai consoli, con l’implicito assenso del Senato, tra personaggi di chiara fama, di solito ex consoli che si erano distinti per le loro capacità politiche o militari. La sua carica durava sino alla fine della
crisi, ma non poteva superare i 6 mesi.
Primo censore plebeo, C. Marcio Rutilo. - Censura : carica istituita nel 443 a.C. per ovviare al problema sempre più pressante, del ritardo con cui venivano tenuti i censimenti. Sino al allora era stata ricoperta
dai consoli, che erano però incalzati dall'incombere delle guerre
Le 7 meraviglie: il mausoleo di Alicarnasso. Alicarnasso è l'attuale Bodrum (Turchia) ed era la tomba di Mausolo, satrapo della Caria (allora parte dell'impero persiano). L'edificio è commissionato dalla
moglie del defunto e vi lavorano i più grandi artisti del tempo, tra cui lo scultore greco Prassitele. Interamente in marmo e alto 45 mt., farà si che questa tomba di Mausolo (in greco: mausóloion) diventasse
sinonimo di sepoltura monumentale.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-348
2° Trattato tra Roma e Cartagine . Viene rinnovato il trattato del 508 a.C. tra Roma e Cartagine, per stringere maggiormente i rapporti tra le due città-stato, prendendo atto dei cambiamenti maturati nei 150
anni trascorsi dal primo. Vengono riconosciuti non solo gli interessi territoriali di entrambi i sottoscrittori, ma anche le rispettive alleanze in capo a Roma e Cartagine. Il 3° Trattato verrà stipulato nel 306 a.C.
-348
Muore ad Atene Platone (Atene 428 a.C./427 a.C.), filosofo greco, il cui maestro fu Socrate (dal 408 a.C. circa, fino a quando il maestre venne condannato a morte nel 399 a.C.) ed il suo allievo prediletto per
vent'anni Aristotele. Assieme porranno le basi del pensiero filosofico occidentale. Di una famiglia aristocratica, il padre Aristone vantava parentela con Codro, mentre la madre Perittione, a detta di Diogene
Laerzio, era discendente dal legislatore ateniese Solone. La sua indagine si estese in molte direzioni: dalla politica alla cosmologia, dalla realtà concreta al mondo delle idee. È l'unico pensatore antico di cui
siano sopravissute integralmente le opere. Nel 387 a.C. fondò ad Atene l'Accademia, consacrata ad Apollo e alle Muse, una delle prime scuole di filosofia di cui si abbia notizia certa. Nei veni anni successivi
scrisse i dialoghi, che gli studiosi classificano appartenenti alla maturità. Importanti sono i 10 libri che compongono la Repubblica , il cui tema principale è dedicato alla politica, ma la trattazione abbraccia
anche una serie ampia di temi, dalla virtù della giustizia all'ordinamento dello Stato. Ma due elementi vi risaltano: lo Stato ideale, una società utopica irrealizzabile, come lui stesso ammetterà (in cui immagina
una società perfetta, governata da sapienti e divisa in 3 classi, alle quali accedevano indistintamente sia uomini che donne a seconda della propria indole o attitudine: saggi o governanti, guerrieri o custodi,
contadini o lavoratori. I custodi non avrebbero avuto né famiglia né proprietà privata, ma sarebbero vissuti in comune, mantenuti dalla popolazione dei lavoratori, un po' come accadeva a Sparta. e virtù che
rendono uno Stato buono sono: sapienza, coraggio, temperanza e giustizia) ed il mito della caverna, la cui potenza figurativa ispirerà alcune tirannie, romanzi e film di fantascienza. Nel Timeo (che è un
astronomo che racconta a Socrate la storia dell'Universo, partendo dalla sua origine sino alla comparsa dell'uomo) vi è una trattazione cosmologica in cui trova spazio il Demiurgo (l'artefice, il principio primo
e divino che ha realizzato il cosmo, dandogli ordine e forma, e che si è ispirato ad un modello archetipo, identificabile con il mondo delle idee. Egli però non ha creato la materia dal nulla, ma traendola dal caos
iniziale), ma anche l'analogia tra microcosmo (l'uomo. Le creature viventi sono di 4 tipi: dèi, che sono stelle e divinità, e poi uccelli, animali, pesci) e macrocosmo (il mondo). Il cosmo, pari ad un organismo,
possiede un corpo ed un'anima: il primo è composto da 4 elementi (fuoco, aria, terra ed acqua - come era stato anche per Empedocle ma, come per Democrito, attribuisce le specifiche qualità dei sigoli elementi
alle loro divese forme geometriche), ha forma sferica e moto circolare; l'anima nel mondo è formata invece è formata da diverse essenze e pervade ogni cosa. Il Timeo è stato posto alla base della rivoluzione
copernicana del Rinascimento. Alla fine della vita, con l'opera Leggi, tornerà alla questione a lui cara: la politica, ma alla luce dell'esperienza siracusana e del fallimento di una riforma illuminata. Muore nel
348 a.C. (o forse 347), lasciando il nipote Speusippo alla guida dell'Accademia. --- "Gli uomini saggi parlano perché hanno qualcosa da dire; gli stupidi perché devono dire qualcosa "
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Prima guerra sannitica . Capua si allea con Roma e chiede aiuto contro i Sanniti che, dopo il crollo etrusco, avevano occupato la Campania. Inizierà così una guerra che durerà oltre 50 anni. - La Prima delle
3 guerre sannitiche, che durerà sino al 341 a.C. concludendosi a Suessola, tra Capua e Nola, è combattuta per il predominio della Campania. I Sanniti (o Sabelli) erano un popolo di pastori ed agricoltori
stanziato nel Sannio, tra Campania settentrionale, alta Puglia, il basso Abruzzo e l'alta Lucania. - Roma scioglie la Lega Latina che l'aveva tradita. - La 2° guerra sannitica tra il 326-304 a.C. (umiliazione
delle Forche Caudine). La 3° guerra sannitica si combatterà tra il 298-290 a.C (battaglia di Sentino nel 295 a.C)
Sanniti. Questo popolo italico era stanziato nel Sannio, corrispondente agli attuali territori della Campania settentrionale, dell'alta Puglia, di gran parte del Molise (tranne il tratto frentano), del basso Abruzzo e
dell'alta Lucania. Vivevano in cascine permanenti, coltivando cereali, olivi e viti. Avevano pochi bovini ma molti maiali e cospicui greggi di pecore e capre. Nella prima metà del primo millennio la loro area di
influenza arriverà sino a comprendere i loro vicini meridionali Osci, le cui lingue erano affini. Nel IV secolo entreranno poi in contatto con la Repubblica Romana, potenza in ascesa.
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Leges Genuciae . Del tribuno Lucio Genucio. Poiché a Roma l'usura era molto diffusa, prevedeva che il prestito a interesse fosse proibito.
Battaglia di Crimiso . Combattuta presso il fiume Crimiso dai siracusani ed i loro alleati, comandati da Timoleonte ed i cartaginesi, comandati da Amilcare ed Asdrubale. Cartagine, dopo aver invano
contrastato, nel 343 a.C., la conquista di Siracusa da parte di Timoleonte, aveva ritirato le sue truppe dalla Sicilia orientale, ma poi era ritornata con un esercito di 70.000 uomini là portati da 200 navi da
guerra. La disfatta Cartaginese sarà gravissima e Timoleonte fa ben 15.000 prigionieri, impadronendosi di tutti gli armamenti e di tutte le vettovaglie del campo cartaginese. Con la pace, Cartaginesi
riconosceranno l'indipendenza di tutte le città greche ad oriente del fiume Crimiso. Al suo rientro in patria Asdrubale sarà crocifisso, punizione consueta in caso di incompetenza sul campo di battaglia.
I Sanniti si alleano con i Latini, ma sono sconfitti. Domati gli etruschi ed i latini, si potranno ora rivolgere tutte le forze solamente contro i Sanniti (pur essendo in pace, dopo Suessola). I Romani trasformano le
città laziali in municipi o città federate.
Leges Publiliae , che riservano un posto di censore ad un plebeo, riducono ad una formalità l'assenso dei patres alla legislazione dei comitia censuriata , stabilendo che tale assenso venga dato in anticipo;
rendono i plebiscita, decisioni della plebe, vincolanti per l'intero popolo.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Falange macedone. Rispetto alla falange tebana, Filippo II introduce la sarissa (un'asta di legno lunga fino a 7 metri che si usava a due mani e che permetteva, per la sua lunghezza, di intervenire nell'impatto
anche al falangista della 5° fila) e la cavalleria. Schieramento rettangolare con la fronte al nemico. Le prime 5 file si preparano all'impatto con il nemico tenendo la sarissa orizzontale. Le file successive si
preparavano ad intervenire tenendo le sarisse verso l'alto, obliquamente. Le ultime file le tenevano verticali, per ripararsi dai proietti della fanteria nemica. I punti deboli di un tale schieramento erano la
necessità di trovare un campo di battaglia perfettamente piatto. Perfino la presenza di qualche sasso o avvallamento poteva minarne irrimediabilmente la compattezza. Un altro punto debole era la vulnerabilità
ai fianchi, che dovevano quindi esseri protetti dagli hypaspitai (guardie oplitiche munite di scudi di 60-90 cm, corazza, spada e lancia) e dalla cavalleria. La disposizione dei pezeteri (i guerrieri) era su 16
linee di profondità: la fila indiana si chiamava lochos ed era condotta in primo piano da un lochagos . Aggregando i lochoi e le unità in cui erano compresi, si arriva a un sintagama, o speira , un quadrato di
256 uomini con la fronte di 16; ogni unità superiore aveva un numero di effettivi doppio rispetto alla precedente, fino ad arrivare alla falange composta teoricamente di 16.384 uomini e condotta da uno
strategos . Avanzando verso il nemico, i pezeteri badavano a tenere i ranghi stretti e serrati i piccoli scudi. Le sarisse in verticale e la distanza tra loro era di 1,77 metri. In vista dell'impatto le sarisse delle prime
righe si abbassavano a puntare il nemico e la distanza tra i pezeteri passava a 90 cm. Il falangista in quinta fila, impugnava l'arma lasciando 4,50 metri oltre il petto e, sporgendo di 90 centimetri oltre il
compagno di prima linea, gli consentiva di partecipare all'affondo. Protezione del pizetere : aveva un elmo frigio in bronzo, dalla caratteristica protuberanza, con paragnatidi (copriguance di protezione) a
maschera. Scudo in legno ricoperto di metallo dorato, che definiva il reparto dei calcaspidi (ovvero, con scudi in rame e bronzo), mentre i leucaspidi avevano gli scudi dipinti. Corazza anatomica in bronzo,
usata in alternativa al linothorax, che era formato da più strati di lino pressato. I peturgi erano delle strisce di cuoio a protezione della parte inguinale. Erano parte del corsetto di cuoio indossato sotto l'armatura.
Gli schinieri (ocreae), ovvero parastinchi, erano in bronzo di tipo greco e calzavano a pressione.
-338
Grecia: Battaglia di Cheronea . La falange dell'esercito macedone di Filippo II batte un esercito alleato formato da Atene, Tebe e da poleis greche minori. Nel 337 a.C., in prospettiva di una possibile guerra
contro la Persia, nascerà la Lega di Corinto , un'alleanza panellenica in cui verrà riconosciuto il primato della Macedonia e che impegnerà le poleis a non farsi guerra fra loro. Quando Alessandro Magno, per
mano del generale Antipatro che lo sostituiva mentre Alessandro era impegnato in Asia, sconfiggerà Sparta a Megalopoli nel 331 a.C., anche Sparta entrerà a far parte della Lega.
-338
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-336
Concessione della civitas sine suffragio a Capua
Primo pretore plebeo (magistrato romano dotato di imperium e iurisdictio ). Era detto "collega consulibus ", perché eletto dopo i consoli.
Grecia: muore ad Aigai Filippo II di Macedonia (Pella, 382 a.C.), si preparava a lanciare la campagna contro i persiani quando, durante le nozze della figlia Cleopatra con il re Alessandro I d'Epiro, viene
trafitto da un ufficiale della sua guardia di nome Pausania, che poi, fuggendo, inciamperà, cadrà a terra e, raggiunto dalle guardie del corpo del re, verrà ucciso e non si saprà chi avesse armato la sua mano. Re
di Macedonia dal 359 a.C. al 336 a.C. Padre di Alessandro Magno e Filippo III di Macedonia. Riorganizzò l'esercito ed a lui è dovuta la famosa falange macedone , un perfezionamento di quella tebana che,
con Alessandro Magno, creerà per secoli il mito dell'invincibilità. Sottomise le città-stato greche e, con il figlio poi, fecero quello che i greci, per le continue guerre che si combattevano fra loro, non riuscirono
a compiere: unire tutta la penisola ellenica.
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10
Fondazione di Cales (importante città degli Ausoni, un'antica popolazione italica. Si trovava sulla via Latina, l'attuale via Casilina), prima colonia latina fondata da Roma
Egitto: Alessandria . Viene fondata sulle rive del Mediterraneo Alessandria tra la palude Mareotide (Maryut) e il Mar Mediterraneo, davanti all'isoletta di Faro, a cui era collegata per mezzo dell'Eptastadio,
una sorta di diga lunga circa 1200 m che serviva anche da acquedotto e che permise inoltre la creazione di due distinti porti. Si dice che sia statolo stesso Alessandro Magno a tracciarne la pianta. Per gli antichi
egizi le acque realmente importanti non erano né quelle del Mediterraneo, né quelle del Mar Rosso, ma quelle del Nilo, dove sul suo delta vi era il porto di Tjaru (Tell Hebua) ed il più importante Avaris sul
delta orientale e assurto a capitale sotto gli hyksos e copriva un'area di 200 Km². Ora gli egizi possono proiettarsi verso il mondo greco. Prima di allora erano stati solo i mercenari stranieri a frequentare
l'Egitto. Per gli egiziani il Mediterraneo era così poco rilevante da non ricevere nemmeno una denominazione specifica. Talvolta si incontra la parola Y-m , un termine di origine semitica (yam in ebraico,
significa "mare"). - La sua antica e mitica biblioteca venne distrutta da un incendio nel 40 a.C., sembra, attribuibile a Giulio Cesare durante l'assedio della città.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-331
Veneficia matronarum : è il nome con cui sono passati alla storia 3 processi di notevole rilevanza e che riguardavano avvelenamenti di massa in cui furono responsabili le donne. Gli altri due nel 186 e 153
a.C. (vedi anche 81 a.C.). Questo 1° processo coinvolse 170 donne perché in quest'anno, dice Livio, si sarebbe verificata una pestilenza che provocò parecchi decessi, ma da attribuirsi non alla piaga ben nota,
bensì all'uomo o per meglio dire ad alcune donne. Uomini illustri se ne andavano lasciando l'Urbe priva dei suoi figli migliori. Un'ancella si presenta all'edile curule Quinto Fabio Massimo, e dopo aver
patteggiato la propria immunità, rivela che la pestilenza era dovuta agli armeggi di alcune donne. Insomma, un avvelenamento di massa. Accompagna quindi i senatori nelle case di alcune di queste nobili e
rispettabili matrone, che sono trovate intente a preparare filtri. Una ventina di loro sono convocate nel foro, e si difendono dicendo che erano solo dei farmaci. Vengono quindi invitate dall'ancella a bere quegli
innocui filtri. Dopo un breve colloquio fra loro, accettarono la sfida e bevvero. Morirono tutte in poco tempo. Si procedette così all'arresto delle altre donne indicate dall'ancella. Accusate di veneficio, saranno
condannate a morte. Altri pensano che avessero invece cercato di realizzare farmaci per contrastare l'epidemia. Sta di fatto che, dopo quell'annus imfamis , si stabilì che un avvelenamento, anche se fatto da una
donna, sarebbe stato giudicato da una giuria apposita e non più risolto fra le mura di casa.
-328
Fondazione di Fregellae, situata sulla Via Latina fra Aquinum (Aquino) e Frusino (Frosinone), presso il fiume Liri, violando un accordo con i sanniti per cui il territorio ad est del fiume sarebbe rimasto libero
dalla colonizzazione romana. I Sanniti di conseguenza occuparono la città nel 320 a.C., fino al 313 a.C. quando la colonia latina fu ricostituita.
Seconda guerra sannitica che durerà sino al 304 a.C.. Casus belli furono una serie di reciproci atti ostili. Avevano cominciato i Romani fondando nel 328 a.C. una colonia a Fregellae presso l'odierna Ceprano,
sulla riva orientale del fiume Liri, cioè in un territorio che i Sanniti consideravano propria esclusiva sfera di influenza. Neapolis si rivolge a Roma ed un trattato verrà sottoscritto l'anno seguente. I Sanniti
attraggono i romani nelle gole di Claudio presso Benevento.
Battaglia dell'Idaspe . Dopo aver sconfitto i Persiani, Alessandro il Macedone prosegue la campagna di conquista dell'Oriente scontrandosi con il re indiano Poro. Teatro della battaglia è la riva orientale del
fiume Jhelum (l'antico Idaspe), nell'attuale Pakistan. Alessandro irrompe tra le fila nemica attraversando a sorpresa il fiume sulle cui rive opposte erano accampati i due eserciti. Mette in atto la sua tattica, che
consiste nel disperdere i nemici, per poi affrontarli in singoli combattimenti. Ma gli indiani lo mettono in difficoltà allorché schierano gli elefanti. Alessandro ne verrà però a capo e ne uscirà vittorioso. Il re
Poro, per il coraggio dimostrato, avrà salva la vita e continuerà a governare il suo territorio.
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Quinto Fabio Massimo Rulliano, in qualità di magiester equitum , disobbedendo agli ordini del dittatore Lucio Papirio Cursore che prevedevano il mantenimento delle posizioni, attacca i sanniti ed ottiene una
clamorosa vittoria. Sarà eletto 4 volte console.
Per una malattia allo stomaco, muore a Calcide Aristotele (Stagira, 384 a.C., piccola città della Macedonia orientale, a nord del monte Athos), filosofo e precursore del sapere scientifico, noto come il "filosofo
dell'immanenza". Dal 367 a.C. sino alla morte del maestro nel 347 a.C., per vent'anni fu l'allievo prediletto di Platone e poi grande antagonista (di lui, quando lascerà l'Accademia platonica, dirà: "Platone mi è
caro, ma la verità mi è ancora più cara"). Quando morirà il suo maestro, alla sua successione alla cattedra dell'Accademia venne scavalcato, per cui se ne andò alla corte di Filippo il Macedone, dove fu per 3
anni (dal 343 al 341 a.C.) il precettore di Alessandro Magno. Quando rientrò ad Atene aprì il Liceo, organizzato come un università moderna. Tornerà in esilio dopo qualche anno, per evitare che gli ateniesi
commettessero "un secondo crimine contro la filosofia": cioè, contro lui, a causa delle sue simpatie macedoni. Alla sua morte, forse suicida con l'aconito (una pianta velenosa. il nome ha 2 radici: akòne =
pietra, in riferimento al suo habitat; koné = uccidere, facendo ovviamente riferimento alla sua tossicità) ci lascerà un'eredità intellettuale immensa: 27 libri, organizzati come un'enciclopedia moderna. Lo studio
del mondo naturale inizia con osservazioni nel campo della biologia, soprattutto quella marina. Pone la propria attenzione sugli animali perché più simili all'uomo e facili da studiare. Compie un lavoro
sistematico, impegnandosi a classificare gli organismi, suddividendoli in generi, e a descrivere i singoli campioni con grande precisione, arrivando a dissezionare anche cadaveri umani, lavoro che trovava
ripugnate. Aggiungeva anche notazioni di tipo etologico (lo studio del comportamento animale). Si occupò di Metafisica, per lui "filosofia prima", quella che aveva per oggetto lo studio dell'Essere in quanto
Essere e la sostanza dell'Essere è data da forma (potenza) e materia (atto), che sono inseparabili. E non temeva di criticare il fondamento dei pensieri di Platone. Può vantarsi di aver spiegato per primo i
meccanismi della logica, intesa come disciplina che permette di distinguere un argomento valido da uno fallace. Il Sillogismo è l'aritmetica del pensiero, e ne analizzo nei "Primi analitici", i vari tipi: "ogni
greco è un uomo"; "ogni uomo è mortale"; quindi, ogni greco è mortale. Per spiegare meglio il meccanismo dei sillogismi, ricorreva alle lettere: se A appartiene a B e B appartiene a C, allora anche A
appartiene a C. Per Aristotele, la Terra è posta al centro dell'universo e costituisce il punto attorno al quale ruotano le sfere cristalline che, con il loro movimento, trascinano i corpi celesti mobili, come la Luna,
il Sole e i pianeti. Questi sarebbero composti da un quinto elemento, la "quintessenza", e dotati di anima: intelletti soprannaturali mossi da un ente superiore. "L'amor che move il sole e le altre stelle", così
condenserà Dante l'idea aristotelica di Dio. - "I gravi cadono in senso verticale perché tendono a raggiungere il loro luogo naturale".
Forche caudine . Nel tentativo di sconfiggere definitivamente i sanniti, i romani incappano in una disastrosa sconfitta nelle strettoie di Caudio, la strada più breve per portare aiuto a Luceria in Apulia, attaccata
dai Sanniti, informazione però che era stata fatta filtrare ad arte affinchè i Romani utilizzassero quel passaggio. Il generale Gaio Ponzio Telesino risparmia la vita al nemico ma lo umilia costringendolo a
passare sotto le Forche Caudine (il giogo delle lance sannite sotto cui dovranno sfilare nudi). Un marchio negativo per la Repubblica, che sarà ricordato per secoli ed associato alla disfatta dell'Allia e poi alla
battaglia di Canne. I Romani però non chiedono la pace. La lotta riprende infatti nel 316 a.C. e batteranno separatamente gli etruschi a nord e gli ernici a sud. Poi rivolgono tutte le forze contro i sannitti e li
batteranno nel 305 a.C. espugnando la loro capitale Boviano e raggiungendo così la Puglia.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-320
-323
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Trattato tra Roma e Taranto. Fondata dai coloni spartani, Taranto stabilisce che le navi romane non devono navigare nel golfo prospiciente la città, definendo in tal modo la sfera d'influenza tarantina e
tutelando gli interessi commerciali di quello che era diventato il centro greco più importante dell'Italia meridionale, capo di un'alleanza di città denominata Lega italiota. Ma più che un trattato di alleanza, era
forse un tracciare una linea di confine per l'esercito dell'Urbe che, nelle campagne di terra contro i sanniti, si stavano avvicinando troppo alle città greche.
10 Muore (o forse l'11) a Babilonia Alessandro Magno (Pella, 20 o 21 luglio 356 a.C.), re di Macedonia a partire dal 336 a.C., succedendo al padre Filippo II. In soli 12 anni conquistò l'intero Impero Persiano,
dall'Asia Minore all'Egitto fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India settentrionale e fino ai confini della Cina. Durante i preparativi di invasione dell'Arabia e la costruzione di una flotta con cui intendeva
attaccare i domini cartaginesi, venne colpito da una malattia che lo portò alla morte. - Dai sintomi presentati dopo una festa: stato confusionale, tremori, rigidità dl collo, fitte dolorosissime allo stomaco, sete
intensa, delirio, febbre, convulsioni e allucinazioni, che lo portarono alla morte dopo una decina di giorni, si ritiene che fosse stato avvelenato, anche perché dopo 6 giorni, non mostrava i segni della
decomposizione, e ciò suggerisce la massiccia presenza di sostanze tossiche nell'organismo. Forse fu Antipatro, suo luogotenente. O forse Tolomeo, antenato di Cleopatra, che diventò sovrano d'Egitto. Del
resto comandava la guardia del corpo del re e quindi fra i pochi ad avere accesso alle sue stanze. - Non fece in tempo quindi a rivolgere le sue attenzioni all'Occidente ed a confrontare la sua falange con la
formazione manipolare romana. L' immenso impero diventerà disputa tra i suoi generali, i Diadochi (i "successori"), e da queste lotte, che dureranno circa 40 anni, emergeranno 3 regni: Macedonia, retto dagli
Antigonidi, Egitto, guidato dai Tolomei, e Siria, con a capo i Seleucidi. Pirro , re dell Epiro e parente alla lontana di Alessandro Magno, non avendo trovato là spazio commisurato alle sue ambizioni perché il
trono di Macedonia gli era precluso da altri condottieri più potenti e ricchi, si rivolgerà ad Occidente, ovvero all'Italia, che allora non era lo scenario bellico principale. A lui spetterà di mettere a confronto
falange e legione (costituita da manipoli)
Inizio dell'Età ellenistica: i pensatori stoici, epicurei e scettici . È convenzionalmente così definito il periodo che va dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C) al 31 a.C., data della fine della Repubblica di
Roma. In questi 3 secoli, grazie alle conquiste di Alessandro Magno, la civiltà greca si espande verso Oriente, mentre i omani penetrano all'interno del modo mediterraneo. Epicuro : nasce nel 341 a.C. a Samo
da una famiglia ateniese. Nel 323 si trasferisce ad Atene per assolvere al servizio militare, ma si deve allontanare per le insurrezioni antimacedoni e va presso i suoi familiari a Colofone, dove insegna il
democriteo Nausifane, avvicinandosi così all'atomismo. Nel 306 fonda una scuola, chiamata Giardino, fondata sui principi di tolleranza, che accoglie sia schiavi che donne, generalmente esclusi dalla
conoscenza. Caratteristica della filosofia epicurea è il valore dell'amicizia e la ricerca della felicità, distruggendo finte credenze su dei e sul destino dell'anima, perché procurano turbamento. Tale condizione si
raggiunge con la ricerca del piacere, inteso come assenza di dolore e vita morigerata. L'epicureismo esercitò un'influenza sul poeta dell'età augustea Tito Lucrezio Caro , autore del poema "De rerum natura "
("Sulla natura delle cose") dove, ispirato dalle correnti materialistiche della filosofia greca, nega l'intervento divino nella vita degli uomini e si occupa di spiegare la realtà in termini di fenomeni fisici. Se però
l'epicureismo greco approda ad una visione serena e placida della realtà umana (atarassia ), in quello latino di Lucrezio appare tutta l'angoscia esistenziale dell'uomo, consapevole della propria mortalità e
conscio di essere solo in un mondo privo di un senso ultimo. Un pessimismo così tetro che lo indurrà al gesto (ben poco epicureo) del suicidio. --- Stoici: anche loro, come gli epicurei, si propongono di "vivere
con saggezza", ma con metodi diversi. Alla centralità del piacere epicureo, gli stoici sostituiscono il concetto di dovere. Come per Epicuro, anche per i primi stoici il mondo è fatto di materia, e lo stesso vale
per Dio e l'anima. La divinità coincide con l'universo e penetra ogni cosa: per questo il concetto di casualità decade, lasciando posto all'intelligenza che permea tutto, il logos . La condotta morale è di grande
importanza ed è necessario quindi perseguire uno stato di impassibilità, di distacco dalle passioni (piacere, dolore, desiderio, paura); unica strada capace di condurre l'uomo alla saggezza, alla libertà ed alla
vera ricchezza. Il pensiero stoico e quello epicureo sembrano antitetici, ma mirano allo stesso scopo: evitare il dolore e la sofferenza, ma mentre gli epicurei pensano di riuscirci attraverso la ricerca di quanto
possa accrescere la gioia, gli stoici si concentrano sulla capacità dell'uomo di non lasciarsi mai dominare dagli eventi. Esponenti antichi dello stoicismo: Zenone, Cleante e Crisippo . Quelli di mezzo: Panezio
e Pisidonio . Gli stoici romani: Seneca, Epitetto e Marco Aurelio . Pur se Cicerone , dopo aver frequentato in gioventù le scuole di Atene e Rodi ed essere venuto a contatto con l'Accademia platonica, sarà
conquistato dallo scetticimo per ciò che riguarda la teoria della conoscenza, dal punto di vista dell'etica gli stoici rimangono il suo riferimento. Lo stoicismo deve molto anche al pensiero cinico di Diogene di
Sinope , che si diceva vivesse in una botte, ed il cui cinismo predicava il raggiungimento della virtù, ottenibile solo attraverso il disprezzo totale dei beni terreni. --- Scetticismo: la sua prima fondazione la si
deve a Pirrone, contemporaneo di Epicuro, per cui vi è l'impossibilità di giudicare con certezza e in maniera assoluta. Di conseguenza il saggio deve sospendere il giudizio (epoché) e astenersi dalle opinioni.
L'atteggiamento da adottare è l'imperturbabilità, virtù del saggio e strada maestra della felicità. Poi lo scetticismo radicalizzerà le proprie tesi sostenendo la critica alle dottrine dogmatiche, sia estremizzando il
dubbio, fino al concetto di sapere di non sapere. Lo scetticismo allora, non si porrà più come negazione della verità, bensì come soggettività della conoscenza, ed approderà all'epoca odierna grazie ad
esponenti, tra i quali David Hume . Altri esponenti: Arcesilao e Carneade (Cirene, 214 a.C. – Atene, 129 a.C.), che nel 155 a.C. sarà ambasciatore di Atene a Roma. Per lui c'è differenza tra il non evidente e
il non comprensibile : infatti tutte le cose sono incomprensibili ma non tutte sono non evidenti, arrivando a stabilire il criterio che, se non è vero è però probabile (pithanon ). - Vedi : Pensatori e Filosofi (2700
a.C.)
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Esercito romano: riforma delle forze armate : da Furio Camillo in poi, si era andata via via attuando una riforma delle forze armate detta "manipolare ", più dinamica, che andava a sostituire quella "oplitica "
(l'hoplon divenne la caratteristica principale delle unità militari greche di fanteria pesante, i cui componenti vennero così chiamati opliti. La falange oplita greca tradizionale era disposta su due file di opliti.
Le truppe venivano addestrate per avanzare in formazione allineata, creando un'impenetrabile foresta frontale di lance, difesa da un muro di scudi che coprivano le parti più vulnerabili del corpo. In terreni
sconnessi la falange si rivelava però di difficile utilizzo perché non poteva essere mantenuta una formazione compatta). Nella riforma manipolare due erano le novità fondamentali : 1 - Il principio di
reclutamento per censo veniva sostituito da quello per età : lo schieramento della legione, basato su tre linee di fanteria pesante, veniva così ad esporre al primo urto i più giovani, lasciando i veterani in fondo.
Unico compenso era l'eventuale bottino ripartito in parti uguali. Polibio ci dice che nel tardo III secolo a.C. nella prima fila c'erano 1200 hastati muniti di spada (poi sostituita dal gladio), con due giavellotti
(pila ) di 2 metri circa (di cui 1,40 in ferro ed il resto in legno). Elmo in ferro o bronzo ( il 2° sarà poi abbandonato perché si rivelerà inadatto ai fendenti delle spade celtiche) a sostituire quello di cuoio. Era
sormontato da piume nere alte 45 cm e che intimidivano il nemico perché faceva sembrare più alto chi lo calzava. Schinieri in bronzo, limitati talvolta alla gamba sinistra, quella con cui si avanzava per
colpire. La maglia di ferro (lorica , di circa 15 Kg) solo a chi poteva permettersela ed un giustacuore di cuoio e piastre di bronzo, a proteggere le parti vitali, per gli altri. Uno scutum semicilindrico, rinforzato
da liste di bronzo o ferro, di 1,30 mt per 80 cm. che sostituiva il precedente clipeus di forma rotonda. Nella seconda fila vi erano i principes , anch'essi in numero di 1200 e nella terza fila i 600 triarii il cui
equipaggiamento differiva dai primi solo per le lunghe lance (hastae ) al posto dei giavellotti. In ginocchio e gamba sinistra in avanti, scudo sulle spalle e lancia conficcata obliquamente per terra, a formare una
palizzata. Gli effettivi della legione erano completati da 1200 velites (con un mantello e pelli di orso o lupo sugli elmi), una fanteria leggera dotata di spada, casco di cuoio (galea ), scudo rotondo in vimini
(parma ) ed un giavellotto con una punta talmente fine che, all'impatto, si deformava e così non poteva essere riutilizzato dal nemico. Ogni legione disponeva di 300 cavalieri, divisi in 10 turmae di 30 elementi,
privi di armature e con scudi di pelle ed un proprio vexillum . Vi erano poi i porta insegna (signiferi ) e, più specificatamente, aquiferi, imaginiferi o vexilliferi , il cui ruolo era molto prestigioso ed erano soldati
di comprovato valore. La perdita di un'insegna era considerata nefasta, e molti furono i tentativi per recuperarle dopo i disastri (Carre e Teutoburgo). 2 - La seconda innovazione riguardava la disposizione
delle tre file in manipoli, unità più agili ed elastiche. Ogni linea era divisa in 10 blocchi (manipoli) formati da 120 uomini per astati e principi, 60 per i triari, secondo una disposizione a scacchiera, che
garantiva la copertura dell'intero schieramento della legione che ammontava a 4500 uomin i. Durante una battaglia i vari manipoli, suddivisi in 2 centurie, (prior e posterior ), ciascuna di 60 elementi disposti
su 6 file per astati e principi, di 30 su 3 fole per i triari, si davano il cambio per riprendere fiato. Il comando supremo spettava a due consoli, eletti annualmente, e scrupolosi esecutori delle direttive del Senato.
Ognuno di essi aveva due legioni ed un fronte operativo, che in circostanze eccezionali potevano operare congiuntamente con al comando, a giorni alterni, solo uno due consoli (dittatore temporaneo). Agli
ufficiali superiori (praefecti ) spettava invece il comando delle forze alleate organizzate in alae sociorum per la fanteria e in cohortes per la cavalleria. Durante le marce, i legionari portavano sulle spalle 2 pali
ciascuno che servivano poi per allestire un campo (castrum ) di forma quadrata o rettangolare il cui sito veniva prescelto da un expoloratores , un tribuno ed un centurione che precedevano l'esercito. Un fossato
largo 1,5 mt, largo 1 ed a sezione triangolare (con un eventuale altro fossato ) formavano la cintura di protezione del campo ed, in aggiunta, veniva utilizzato anche materiale di sterro compresso da zolle erbose,
efficaci contro il fuoco.
-318
Lex Ovinia : permette agli ex-magistrati di diventare senatori. I diritti dei patrizi e dei plebei in Senato furono definitivamente messi alla pari e le riforme e la lotta fra gli ordini ebbero finalmente termine con la
lex Hortensia che aumentavano i poteri dell’assemblea popolare a discapito del Senato tanto che adesso i plebiscita potevano essere validi anche senza essere approvati dai senatori.
-312
Arte Oratoria o Retorica: . Censura di Appio Claudio Cieco; costruzione della Via Appia (regina viarum ) da Roma alla Campania collegando, in un primo momento Capua, poi proseguì sino a Brundisium
(Brindisi); poi costruì un acquedotto sotterraneo (Aqua Appia) ed i romani potevano finalmente bere acqua pura proveniente dalle sorgenti dell'Aniene; prima emissione di moneta argentea da parte di Roma.
Appio Claudio è il primo di cui si hanno notizie storiche sicure sulla sua arte oratoria che in quel periodo aveva un'importanza rilevante e dava fama, successo, potere ed era la base necessaria della carriera
politica. Introdusse uomini nuovi in Senato, perfino figli di liberti. Sarà console nel 307 e 296. Partecipò alle guerre sannitiche e persuaderà il Senato a rifiutare la pace offerta da Pirro con un famoso discorso
(280 a.C.) che Cicerone dirà fosse il primo discorso ufficiale mai pubblicato a Roma. Fece raccogliere e pubblicare lo Ius Flaviorum , la prima opera latina di procedura giudiziaria. Scrisse anche un Carmen
de moribus , che era una raccolta di massime moraleggianti in versi saturni. La più celebre: "Ognuno è artefice del proprio destino ". La tradizione gli attribuisce anche una riforma ortografica con
l'introduzione della consonante " r " intervocalica, al posto della " s " e l'abolizione della " z ". - Due scuole di ispirazione ellenistica si disputano l'egemonia nel campo della retorica : l'asianica (ampio
spazio ad elementi patetici e sentimentali, stile ampolloso ed esuberante) e l'attica (stile sobrio).
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-312
Architettura Romana: gli acquedotti . Nei 441 anni che seguirono la fondazione di Roma, i Romani s’accontentarono di usare le acque tratte dal Tevere, dai pozzi e dalle sorgenti”, che però nel 312 a.C., non
erano più sufficienti a coprire il maggior fabbisogno dovuto allo sviluppo urbanistico ed all’incremento demografico. Gli 11 acquedotti (che in seguito avranno 19 diramazioni e rami secondari) che da allora in
poi furono costruiti, portarono alla città una disponibilità d'acqua pro capite pari a circa il doppio di quella attuale (si ritiene che a Roma affluissero un milione di metri cubi d'acqua giornalieri), distribuita tra le
case private (ma solo per pochi privilegiati), le numerosissime fontane pubbliche (circa 1.352 all'epoca di Traiano), le fontane monumentali (15), le piscine (circa 900) e le terme pubbliche (11), nonché i bacini
utilizzati per gli spettacoli come le naumachie (2) e i laghi artificiali (3). Per assicurare uno scorrimento regolare e non troppo impetuoso, in molti casi si preferì allungare il percorso del tracciato. I canali
(specus ) avevano tratti sia in galleria oppure su superfici libere sorretti da archi. Uniche nel suo genere sono le arcate del ponte sul fiume Gard (in Provenza, il ponte è lungo 275 mt, alto quasi 50 ed è diviso su
3 livelli), che abbinano il trasporto dell' acqua con una sede stradale e sono patrimonio dell'Unesco. Per Plinio e Vitruvio la pendenza ottimale era di 0,2% - 0,5%. Pendenze minori le troviamo a Nimes (0.07 0,67), le maggiori a Metz (3,47%). Lungo il percorso venivano inserite una o più "piscine limarie" che erano delle vasche dove, a seguito della diminuzione di velocità, si depositavano le impurità (limo).
L'acquedotto, una volta giunto nell'Urbe, terminava nei "castella ", che erano delle opere atte a mantenere il livello del prezioso liquido costante. La distribuzione avveniva poi con tubazioni (fistulae ) in
piombo e valvole in bronzo. La cura acquarum passerà via via dal censore, al monopolio di Agrippa (32-12 a.C.), poi all'imperatore che lo affiderà al curator aquarum sino a Diocleziano (prestigioso incarico
al quale poteva aspirare solo chi era già stato console) e quindi al preafectus urbi. Gli acquedotti di epoca romana sono : Aqua Appia (312 a.C. : raccoglieva le sorgenti di Via Prenestina, e dopo 16,5 Km
quasi tutti sotterranei, le portava al Foro Boario. Venne progettato da Gaio Plauto e costruito da Appio Claudio Cieco, che costruirà anche la Via Appia), Anio Vetus (270 a.C. : raccoglieva le acque
dell'Aniene nei pressi di Tivoli, e dopo 63,5 Km terminava a Porta Esquilina), Aqua Marcia (144 a.C. : dall'alto Aniene sino al Campidoglio, dopo un percorso di 91 Km), Aqua Tepula (125 a.C. : dai colli
Albani, e dopo 18 Km, dei quali 9,5 sulle arcuazioni dell'Aqua Marcia, sino a Porta Collina, attuale via XX settembre), Aqua Iulia (33 a.C. : da Grottaferrata a Porta Viminale, pari a 23 Km), Aqua Virgo (19
a.C. : costruito da Agrippa, dall' VIII miglio della via Collatina nell’Agro Lucullano, dopo 20 Km va ad attraversare Campo Marzio. È sopravvissuto alle invasioni barbariche perché il suo percorso è quasi tutto
sotterraneo. Alimenta ancora molte fontane), Aqua Alsietina (2 a.C. : dal lago di Martignano, per 33 Km sotterranei sino a Piazza San Cosimato, via Trastevere ), Aqua Claudia (dal 38 al 52 : dall'alta valle
dell'Aniene sino a Porta Maggiore, per 68 Km, di cui 54 sotterranei), Anio Novus (pure dal 38 al 52 : direttamente dal fiume Aniene sino a Porta Maggiore, per 87 Km), Aqua Traiana (109 : dai monti Sabini,
presso il lago di Bracciano, sino al Gianicolo, per 57 Km), Aqua Alexandrina (226 : un percorso di 22 Km, dal colle di Sassolello a Campo Marzio). Furono usati sino al 537 d.C., quando vennero tagliati
dagli Ostrogoti di Vitige per impedire l’approvvigionamento della città. Dionigi di Alicarnasso scriveva : "Mi sembra che la grandezza dell'impero romano si riveli mirabilmente in tre cose, gli acquedotti, le
strade, le fognature".
-312
Via Appia: prima strada consolare . Costruita da Appio Claudio, inizialmente giungeva sino a Capua, poi fu prolungata più volte, fino a giungere sino a Brundisium (Brindisi). A questa prima opera ne
seguirono altre. La Tiburtina -Valeria prolungava la Tiburtina fino in Abruzzo. La Flaminia (223-219 a.C.) giungeva a Rimini, da qui, l'Emilia (187 a.C.) arrivava a Bologna. La via Postumia (148 a.C.),
invece, andava da Aquileia a Genova. L'Aurelia da Roma attraversava l'Etruria per congiungersi all'Aurelia. Il console Popilio, nel 132 a.C., costruì due strade: tra Rimini e Padova e tra Capua e Reggio.
-312
Appio Claudio : le su opere . In qualità di censore, cambia molte leggi degli avi, favorendo il popolo e non tenendo in alcuna considerazione il Senato. Come prima cosa conduce sino a Roma l'acqua chiamata
Appia per un percorso di 80 stadi (15 Km) , attingendo molto denaro dalle pubbliche risorse, senza alcun ordine del Senato. Poi fa pavimentare con pietra viva la maggior parte della strada che da lui prende il
nome Appia (definita la Regina Viarum ), tra Roma e Capua per una distanza di più di 1.000 stadi (170 Km), abbattendo alture e livellando buche e depressioni del terreno. In seguito sarà prolungata fino a
Brindisi. È caratterizzata dalla presenza di sepolture di vario genere, dato che era vietato seppellire i morti in città. Rimaneggiò il Senato inserendovi anche molti figli di liberti (cosa che era mal sopportata da
coloro che andavano orgogliosi della loro nobiltà). Si rifiuterà poi di lasciare la carica alla fine dei 18 mesi sanciti dalla legge
-311
Assedio di Siracusa . Tra il 311 e 309 a.C, vede contrapposti i cartaginesi e siracusani che cercano di difendere la propria polis . I cartaginesi sotto il comando di Amilcare, figlio di Gisgo, sconfiggono il
tiranno di Siracusa Agatocle (che, dopo aver cancellato la costituzione di Timoleonte, si era proclamato tiranno di Siracusa), che dovrà ritirarsi a Siracusa perdendo anche il controllo delle altre polis di Sicilia,
che passarono dalla parte cartaginese. Nel 310 a.C. un primo assalto alle mura di Siracusa fallisce. Amilcare ci riprova di notte nel 309 a.C., ma i siracusani passano al contrattacco, sconfiggono i cartaginesi,
catturano Amilcare e lo uccidono. L'assedio delle navi alla città viene tolto nel 307 a.C.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-310
Battaglia del lago Vadimone . Non lontano da Orte (Viterbo), il console Quinto Fabio Massimo Rulliano si addentra tra le insidiose selve dei monti Cimini (il Senato era contrario), e riporta una insperata
vittoria contro gli Etruschi consolidando l'egemonia nell'Italia centrale (vedi 325 a.C.). Nel 308 a.C. condurrà una campagna vittoriosa contro gli Umbri e Tito Livio arriva a paragonarlo ad Alessandro Magno.
Per le continue guerre, l'elezione annuale dei due consoli si farà sempre più importante. I Romani sono consapevoli che a loro sarà affidata la responsabilità della Repubblica, e che consoli avrebbero dovuto
essere i veterani di mille battaglie. Meglio ancora se amici e solidali per la riuscita delle campagne, perché in troppe occasioni la rivalità dei comandanti aveva messo a rischio la Repubblica.
-306
3° Trattato tra Roma e Cartagine . È ulteriormente rinnovato il trattato del 508 a.C e 348 a.C.. Roma era ormai diventata il primo stato in Italia e c'era il rischio che Agatocle di Siracusa, salito al trono nel 316
a.C., avendo intrapreso una campagna per liberarsi dei Cartaginesi in Sicilia, potesse rivolgersi a lei per chiederle aiuto. Anche a Roma andava bene il Trattato, perché si trovava nel pieno delle guerre
sannitiche che, scoppiate nel 343 a.C., si sarebbero concluse solo nel 290 a.C. - Sarà l'ultima volta prima dell'inizio delle guerre puniche.
Fine della guerra contro i Sanniti. La loro capitale Boviano, nell'area matesina molisana, era stata espugnata già nel 305 a.C. Nel Sannio saranno fondate colonie a Beneventum (268 a.C.) ed Aesernia (263
a.C.). I Romani vedono ora la puglia. Ci sarà un ulteriore tentativo per resistere all'ascesa di Roma, ma Sanniti e Galli saranno sconfitti a Sentino nel 295 a.C.
Le 7 meraviglie: il colosso di Rodi . La statua viene voluta per celebrare la liberazione di Rodi da un assedio e domina l'accesso al porto di quest'isola dell'Egeo. È attribuita allo scultore Carete di Lindo e
raffigurava il dio greco Helios. Alta 35 metri, in pietra e rivestita di bronzo, i lavori dureranno 12 anni, ma nel 266 a.C. sarà abbattuta da un terremoto.
Trattato fra Taranto e Roma che si impegna a non portare navi da guerra nel suo golfo, ma che aspira ad arrivare al Mediterraneo.
Intervento per sedare disordini ad Arretium in Etruria e Carseoli, nel territorio degli Equi
Inurbamento: tra la 2° e la 3° guerra sannitica si ha un notevole aumento di questo fenomeno. I cittadini romani infatti erano stati mobilitati per lunghi anni, ritrovando spesso al ritorno i loro campi impoveriti
dal lungo abbandono o addirittura devastati dalla guerra. A molti non rimaneva altra scelta che vendere il campo, fortemente deprezzato, a qualche latifondista e partire per Roma in cerca di opportunità, o di un
Patrono che accettasse di riceverlo come Cliens (Cliente) in cambio di svariati favori, talvolta al limite della sudditanza (applicatio ) fisica o psicologica.
-304
-304
-303
-302
-300
Lex Ogulnia : è uno degli esiti della lunga lotta di classe che oppose patrizi e plebei nell'età repubblicana dell'antica Roma. Concesse ai plebei di ricoprire anche le maggiori cariche sacerdotali, come quella di
pontifex o di augur . Il sacerdozio è aperto ai Plebei. Legis actio per condictionem . A cavallo tra il 2° e 3° sec. a.C., per i crediti vantati di denaro, ed estesa successivamente da una Lex Calpurnia ai crediti di
cosa determinata. L'attore dichiarava al convenuto che l'altro era debitore su di lui di denaro e ne chiedeva il riconoscimento del debito. Se il convenuto negava, lo s'invitava a comparire dal pretore per
nominare il giudice, anche se usualmente il convenuto per evitare la condictio provvedeva a pagare il debitum .
-298
Terza guerra sannitica che durerà sino al 290 a.C. Roma riceve dall'Etruria la notizia che gli etruschi hanno ripreso le armi e Gello Egnazio, comandante dei sanniti, stava sobillando gli umbri alla defezione e
cercava di allettare i galli con offerte di denaro. Erano quindi 4 i popoli che avevano unito le forze. Popoli da cui Roma doveva ancora trarre completa vendetta: gli etruschi di Porsenna (2 secoli prima), i galli
(1 secolo prima) ed i Sanniti (per l'umiliazione delle Forche Caudine). L'elezione dei due consoli era così divenuta una questione molto delicata e cadde sull'anziano Quinto Fabio Massimo Rulliano, già console
4 volte e veterano di mille battaglie contro etruschi e sanniti, e che sceglie come collega l'amico e solidale Publio Decio Mure, perché la concordia era elemento essenziale per la riuscita di una campagna. I
Sanniti saranno definitivamente sconfitti con i loro alleati Galli, Etruschi ed Umbri. Roma sarà allora padrona dell'Italia centrale e potrà rivolgere le sue mire alla Magna Grecia.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-295
Battaglia di Sentino (o Battaglia delle Nazioni, per il variegato schieramento di eserciti, comprendenti quasi tutti i popoli del centro Italia), sull'Appennino umbro, presso Fabriano. Mentre l'esercito romano è
in marcia, giunge notizia della guarnigione di Chiusi, comandata dal propretore Lucio Scipione, attaccata e annientata dai galli senoni. Etruschi, lucani, umbri e sabini, superiori ai romani in numero ma con
generali che non collaboravano fra loro, si dividono, fortunatamente, in due tronconi: sanniti e galli che si assumono l'onere della battaglia, mentre ad umbri ed etruschi viene affidato il compito di assalire il
campo romano durante lo scontro. Fabio comanda allora ai 2 eserciti dislocati a Roma di assalire Chiusi, così che gli etruschi sono costretti ad abbandonare la coalizione per ripiegare in difesa del loro
territorio. Gli eserciti nemici sono ora in parità numerica. I due eserciti si studiano per due giorni. Fabio è attendista con l'intento di fiaccare l'impeto avversario e di contrattaccare una volta che la loro foga si
fosse attenuata. Decio era invece impaziente e sull'ala opposta sferra un attacco con la cavalleria che riesce a spingersi in profondità dello schieramento sannita. Qui però l'attendono i galli con una nuova arma:
carri da guerra e trasporto, che vengono guidati contro le schiere romane, che fuggono travolgendo anche le prime file di legionari. Decio Mure, nel tentativo di richiamare all'ordine i suoi, si sacrifica
lanciandosi nel fitto della battaglia, e muore come il padre nel 340 a.C. Quinto Fabio scatena allora i suoi e riuscirà a sgominare gli avversati. Livio parla di 25 mila morti ed 8 mila prigionieri tra i nemici. 1700
i morti di Quinto Fabio e 7 mila quelli di Decio Mure, il cui corpo sarà ritrovato solo il giorno seguente, sepolto da un mucchio di cadaveri di galli.. I sanniti superstiti riparano verso nord, dove incappano nei
peligni, alleati dei romani, che ne riducono di un quinto gli effettivi. Livio ci dice del premio spettante a ciascun reduce che fu di un mantello, una tunica ed 82 assi. Mentre Quinto Fabio si dirigeva verso Roma
ed il trionfo, i suoi uomini lo dileggiavano, come era costume, per ricordargli che era soltanto un uomo. Anche se ci sarebbero volute altre battaglie sino al 290 a.C. per ridurre in totale soggezione l'indomito
popolo delle montagne del Sannio, la battaglia di Sentino li fece sparire come entità. - Tra l'Arno ed il golfo di Salerno i romani erano ora la maggiore potenza italica. - Le guerre che Roma ora combatterà
sul suolo italico a sud della valle del Po fino alla grande ribellione del 91, saranno contro Pirro ed Annibale ed altre guerre, non pure minori, nel 264 in soccorso alla classe dirigente di Volsinii, nel 241 per
soffocare rivolte a Falerii, e a Fregellae nel 125 a.C.
-290
Termina la terza guerra sannitica con le definitive sconfitte dei sanniti ad opera dei consoli Lucio Postumio Megello e Manio Curio Dentato. La lega sannitica è sciolta ed il Sannio frazionato in tribù. I galli
senoni sono costretti a cedere la parte meridionale del loro territorio, permettendo a Roma l'istituzione dell'Ager Gallicus (il territorio sottratto da Roma ai Galli Senoni) e la fondazione della colonia di Sena
Gallica, l'attuale Senigallia (anche se rialzeranno la testa nel 284 a.C.)
Muore il tiranno di Siracusa Agatocle che era stato in grado di tenere sotto il proprio dominio gran parte delle città greche e di tenere a bada popoli italici, come bruzi e lucani. Era un mercenario che, chiamato
dalla lega delle città greche capitanate da Taranto , colonia dorica la cui madrepatria era Sparta, aveva cercato di contenere l'avanzata dei barbari. Il problema dell'aggressività dei popoli italici non era stato
risolto e la città di Turi, posta con i suoi mercenari a baluardo della loro avanzata, sfiduciata per i risultati dei mercenari chiamati in Italia da Taranto, aveva chiesto la protezione dei romani, che nel 282 a.C.
con Gaio Fabricio Luscino era riuscito a liberarla. E Taranto la prese male. In seguito i tarantini riusciranno però a far sgomberare provvisoriamente i romani da Turi, dopo aver affondato 4 loro navi che
stazionavano davanti al porto e catturata una quinta, perché avevano violato il trattato, vecchio di 50 anni, in base al quale era preclusa ai capitolini la navigazione ad est del promontorio Lacinio, ovvero nelle
acque della città greca. I romani pretendono un risarcimento per quanto fatto dai tarantini, ma viene rifiutato e si arriverà così alla guerra del 280 a.C.
-289
-287
Lex Hortensia , promulgata Quinto Ortensio a seguito di un ennesimo conflitto tra patrizi e plebei. La legge imponeva che le deliberazioni prese durante il Concilium plebis (concilio della plebe -> vedi 509
a.C.) dovessero vincolare tutto il popolo romano. La diretta conseguenza fu l'equiparazione dei cosiddetti Plebiscita (le decisioni dei concilia plebis tributa), alle leges rogatae , le quali erano le deliberazioni
dei comitia centuriata. Questo continuo susseguirsi di riforme avrebbe potuto portare senza problemi alla rapida “democratizzazione” dello Stato, come, ad esempio, accadde per Atene. Roma, restò invece una
repubblica oligarchica e ciò dimostra quanto gli interessi dei patrizi e dei plebei fossero venuti a coincidere. Lex Hortensia de nundinis , stabiliva che le nundinae, cioè i giorni di mercato, erano dies fasti ,
cioè vi si potevano svolgere le azioni per la giustizia. A Siracusa nasce Archimede .
-286
Lex Aquilia . Plebiscito fatto votare da un tribuno della plebe di nome Aquilio. Provocò il superamento di tutte le leggi precedenti comprese la legge delle XII Tavole. La Lex Aquilia è la prima legge scritta in
materia del risarcimento del danno di proprietà del dominus.
Muore Euclide (323 a.C. ), matematico greco antico. Autore degli Elementi , la più importante opera di geometria dell'antichità, 13 libri che enunciano e dimostrano 465 Proposizioni (il significato di una
dichiarazione ) o Teoremi (sono una proposizione che, a partire da condizioni iniziali arbitrariamente stabilite, traggono delle conclusioni, dandone una dimostrazione. Teorema = ciò che si guarda, su cui si
specula). Visse probabilmente sotto il regno di Tolomeo I ed insegnò matematica ad Alessandria d'Egitto dove era stato allievo dei seguaci di Platone e dove anche Pitagora aveva studiato. Oltre agli Elementi ,
sono giunti fino a noi altri 5 libri di Euclide, tutti con la struttura degli Elementi, con definizioni, assiomi (l'assioma è un principio che viene assunto come vero perché ritenuto evidente o perché definisce il
punto di partenza di un quadro teorico di riferimento) e teoremi; esaminano problemi di geometria, le frazioni, la matematica degli specchi, le sfere in movimento e la prospettiva.
-286
-283
I galli senoni e gli etruschi sconfiggono i romani accorsi in aiuto di Arezzo, una delle città dell'Etruria legate all'Urbe, ma saranno a loro volta sconfitti al lago Vadimone. Perderanno così parte del territorio
sino a Rimini. Anche gli umbri finiranno per rimetterci Foligno e Spoleto.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-280
Guerra di Roma contro Taranto. Pirro . I precedenti: nel 282 a.C. i romani erano entrati nel gofo di Taranto con una decina di navi. Erano stati attaccati dai tarantini, perdendo la metà delle navi, ma non si
lasciarono intimidire e posero una guarnigione in un'altra città del golfo, Turi, che aveva invocato l'aiuto di Roma contro le incursioni dei popoli stanziati nell'entroterra lucano. Il timore di compromettere la
tenuta della lega italiota, mettendo le città greche dell'Italia meridionale l'una contro l'altra, e la paura di Roma, indurrà i tarantini a chiedere aiuto a Pirro. -- Pirro (318 a.C.), 38 anni e re dell'Epiro (odierna
Albania), la cui tribù preponderante tribù, i Molossi, riteneva di essere il discendente di Achille, per cui la sua campagna contro Roma, fondata dai discendenti di Enea, andava riecheggiando la guerra di Troia,
va in aiuto di Taranto che aveva fornito le navi per la traversata, e invade l'Italia. per fermare l'espansione di Roma. Era genero di Agatocle ed imparentato alla lontana (secondo Plutarco) con Alessandro
Magno. Prima vittoria di Pirro ad Heraclea, presso il fiume Siri. Grazie alla superiorità della cavalleria ed ai 19 elefanti da guerra, pachidermi sconosciuti ai romani, e che si vedono raffigurati in un piatto
dipinto dell'epoca di fattura etrusco campana, sormontati da torrette in legno e protetti da scudi oplitici di bronzo. Le torrette erano trattenute sul dorso dell'animale mediante 3 pesanti catene; al suo interno vi
erano più uomini con corazze muscolari su tuniche di cremisi scuro ed elmi con tre piume. Il console Publio Valerio Levino, che aveva a disposizione 2 legioni (8 mila uomini) e circa 20 mila alleati, rifiuta
l'invito di Pirro a trattare e, nel tentativo di accerchiare le forze di Pirro, fa guadare il fiume ai propri uomini ma, dopo alterne vicende, perderà nella battaglia 7 mila uomini. Pirro aveva considerato i romani dei
barbari, ma pare abbia detto, vedendoli schierati in Lucania, davanti ad Eraclea, presso il fiume Siri : "La disposizione di questi barbari non è barbara; ma li vedremo alla prova". Si ravvedrà dopo la battaglia e
comincerà a nutrire seri dubbi sulla possibilità di spuntarla contro simili avversari. In un'opera di Livio si legge che, guardando i corpi dei romani caduti, "li trovò tutti rivolti con la fronte al nemico". La guerra
durerà sino al 273 a.C. Appio Claudio Cieco persuaderà il Senato a rifiutare la pace offerta da Pirro con un famoso discorso che Cicerone dirà fosse il primo discorso ufficiale mai pubblicato a Roma.
280
Le 7 meraviglie: faro di Alessandria . Sembra che la luce di questo faro del porto di Alessandria (Egitto) si potesse scorgere a 50 Km di distanza. Merito, oltre che dall'altezza (134 m), di specchi parabolici
in bronzo lucidato, che di giorno riflettevano la luce del sole e di notte quella di grandi fuochi. La torre fu eretta tra il 300 e il 280 a. C. sull'isolotto di Pharos, appena fuori dal porto, per reendere più sicuro
l'approdo. Funzionerà sino all'inizio del 1300, quando sarà distrutto da un terremotoBattaglia di Ascoli Satriano . Dopo aver mandato Cinea a Roma con molti doni per le matrone romane (che lo interpretarono come un tentativo di corruzione), Pirro si rende conto che con Roma non era
possibile trattare, anche se vi furono dimostrazioni di cavalleria da ambo i lati con la restituzione di prigionieri. Pur impossibilitato ad usare appieno la falange e gli elefanti per la zona boschiva dello scontro,
seconda vittoria di Pirro sulle rive dell'Ofanto, vicino ad Ascoli Satriano, ma con grosse perdite. Appio Claudio impedisce che si faccia la pace con Pirro, che non avendo la possibilità di reclutare nuovi
effettivi, arretra sino a Taranto e si imbarca per Siracusa
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Guerre di Pirro in Sicilia in difesa delle colonie greche contro Cartagine sino al 276 a.C.. I suoi metodi creano però malcontento fra gli isolani che gli tolgono il sostegno
Battaglia di Malevento . Pirro non ne poteva più dell'Italia dove pensava che avrebbe trovato terreno fertile per accrescere la sua fama, e prima di ritornare in patria, effettua un precipitoso reclutamento a
Taranto e parte per lo scontro decisivo con i romani. Attacca di notte, contravvenendo ad una regola alla quale anche Alessandro Magno era ligio perché nel mondo antico godeva di pessima fama. Parte delle
sue truppe, che pur erano più numerose, si perse nei sentieri boschivi non tracciati da uomini, ma da capre. Viene così finalmente sconfitto nei campi Arusini a Malevento, che prese poi il nome di Benevento .
Ritorna così in patria, andandosi più tardi a cercare una rivincita prima in Macedonia, poi in Grecia, dove morirà ad Argo nel 272 , sembra, ucciso da una vecchia che gli lanciò una tegola che lo colpirà alla
base del collo, sotto l'elmo, spezzandogli le vertebre, avendo notato che il re stava combattendo contro suo figlio
-272
Cade Taranto . A condurre l'assedio è Papirio Cursore il Giovane. Roma ha ora in mano tutti i centri della Magna Grecia e per essi fu creato uno status che li obbligava solo a fornire una tantum delle navi ben
equipaggiate di effettivi. I sanniti ed i lucani vengono invece ulteriormente frazionati e privati di cospicue porzioni di territorio. I messapi e peucezi, che avevano aiutato Pirro, sono costretti a giurare fedeltà
alla confederazione. A nord i centri etruschi Caere (Cerveteri) e Volsini sono ricondotti all'ordine e forniranno contingenti militari in caso di guerra. Alcuni popoli godranno poi dell'optimo iure (piena
cittadinanza); altri di municipia sine suffragio (non potevano votare né accedere a cariche pubbliche, pur godendo dei diritti civili). Infine i socii , i popoli che avevano stipulato con Roma un'alleanza. Colonie
venivano create in punti strategici ed i coloni fungevano da guarnigione. Con questa struttura politico amministrativa Roma si accingeva ora ad affrontare l'inevitabile conflitto con l'altra grande potenza
dell' Occidente : i Sanniti
-270
I romani a Reggio. Inizia la "romanizzazione" dell'Italia col metodo delle "colonie". Le terre nemiche venivano confiscate e distribuite a cittadini romani nullatenenti in base a meriti "combattentistici", per la
maggior parte veterani e pronti a difendere Roma.
Filosofi greci . Muore Epicuro (Samo, 10 febbraio 342 a.C.). Per lui la filosofia significava qualcosa di più del semplice significato letterale: "amore per il sapere". Essa rappresentava la subordinazione della
metafisica all'etica, così che il piacere potesse essere il bene supremo. Sebbene la filosofia epicurea mirasse a rendere felice la vita degli uomini, Epicuro non predicava l'abbandono ai piaceri sfrenati: egli era
per la serentià e l'annullamento del dolore, preferiva i piaceri intellettuali a quelli fisici, e sosteneva una condotta morale basata su onestà e giustizia. Una scuola più austera sarà quella di Zenone di Cizio
(stoicismo).
Battaglia di Volsinii . Etruschi di Volsinii (Orvieto) contro i Romani comandati dal console Marco Fulvio Flacco, che assedia la città e la distrugge.
-270
-264
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-264
Verso la 1° guerra punica: nascita della flotta romana. I Mamertini di Messina (uomini di Marte, giunti in Sicilia negli anni Venti del III sec. a.C. e fattisi conoscere per la loro turbolenza, compiendo
razzie nelle città del versante orientale dell'isola), dopo essere stati sconfitti dal nuovo tiranno di Siracusa Ierone II, chiedono l'intervento dei Romani (che durante le loro campagne erano giunti sino a Rhegion Reggio Calabria - e l'avevano occupata nel 270 a.C.), per difendersi dai Cartaginesi. Il senato era restio ad offrirlo, consapevole che per contrastare la forza navale cartaginese si sarebbe dovuto decidere il più
grande investimento che la Repubblica avesse sino allora fatto, costruire una vera e propria flotta. Non bastavano certo le 20 triremi a disposizione, comandate da due ufficiali denominati duoviri navales .
Bisognava costruire delle quinqueremi, più veloci, come quelle dei punici. Le vele non potevano essere utilizzate in quelle acque relativamente tranquille. I vascelli: trassero spunto da una quinqueremi
catturata tempo addietro: 37 metri di lunghezza, 5 di larghezza. 270 rematori su tre banchi sovrapposti. Portavano sino a 120 combattenti ed una trentina di membri dell'equipaggio. Ne costruirono un centinaio
nei cantieri di Ostia, Anzio e Napoli. Addestrarono 30 mila vogatori, detti remiges . È l'inizio della 1° guerra punica che durerà sino al 241 a.C., contro Cartagine (fondata nel 814 a.C. dai Fenici, dove ora si
trova Tunisi). I Cartaginesi dominavano nel Mediterraneo occidentale, possedevano parte della Sicilia ed avevano colonie in Sardegna, Corsica, Spagna, Baleari. Una economia perfettamente equilibrata ed il
sistema economico più progredito del tempo. Quando i romani iniziavano a coniare le monete, loro avevano già i biglietti di banca: strisce di cuoio, diversamente stampigliate, secondo il valore ed erano
garantite dall'oro conquistato ai vinti. 2 o 300 mila abitanti che, a differenza dei romani, abitavano in grattacieli anche di 12 piani. Il porto aveva 220 moli e 440 colonne di marmo. La loro lingua doveva essere
molto vicina a quella ebraica ed i lineamenti di origine semitica. Il regime politico simile a quello romano. - Intervento per sedare disordini a Volsinii.
-264
Gladiatori . I giochi gladiatori sembra che abbiano avuto in origine un altro significato e si chiamavano munera , offerta o dono, ed erano dei sacrifici fatti in ricordo di un defunto. Durante i funerali svolti in
forma privata, i parenti facevano lottare degli uomini, che versando il loro sangue, onoravano il trapassato. Il 1° munus di cui si abbia testimonianza risale proprio a quest'anno, e fu in occasione del funerale di
Bruto Pera durante il quale 3 coppie di gladiatori si diedero battaglia al Foro Boario. (Già nell'Iliade erano descritti combattimenti tra eroi greci per celebrare la morte di Achille). Secondo l'opinione corrente
l'origine va ricercata in Campania, a Paestum, da cui provengono pitture funebri databili al IV secolo a.C. La sera prima di scendere in arena, ai gladiatori veniva offerta una coena libera dall'editor,
l'organizzatore dei giochi gladiatori al quale l'impresario dei gladiatori vendeva od affittava i combattenti. Al banchetto aveva accesso anche il pubblico, che poteva così vedere da vicino i propri eroi e valutarne
le prestazioni. Appendere qualcosa al chiodo : quando ci si riferisce alla conclusione di una propria attività, deriva dall'usanza che avevano i gladiatori, una volta acquistata la libertà, di dedicare le loro armi al
dio Ercole, loro protettore, e attaccarle alle pareti del tempio a lui innalzato.
-263
Filosofi greci: lo stoicismo . Muore Zenone di Cizio (Cizio, 336-335 a.C.). Fondatore di una scuola più austera di quella di Epicuro, ma non meno attraente: la scuola stoica. Una scuola dove le lezioni
venivano impartite da Zenone nello stoa poecile (il portico dipinto). Allo stoicismo aderirono i giovani uomini che credevano nelle interpretazioni che Zenone dava agli ideali socratici di autocontrollo e virtù,
della spiegazione eraclitica dell'universo fisico e della logica aristotelica. Qualche secolo dopo lo stoicismo entrerà a Roma, e fra i suoi più appassionati seguaci troveremo Marco Aurelio e Seneca. Il credo
etico seguito dagli stoici, ovvero vivere in modo ammissibile con la nature delle cose, li portava a dominare le passioni, controllare i pensieri ingiusti, reprimere tutte le debolezze e fare il proprio dovere.
Benché le religioni misteriche esercitassero ancora il loro fascino sui romani, molti pensavano che lo stoicismo fosse più adatto al loro modo di vivere e di pensare, perché l'approccio alla vita aveva tutta la
grazia, la logica e la potenza che ci si poteva aspettare da una religione.
-263
Meridiana . Valerio Messalla porta nell'Urbe una meridiana, bottino della prima guerra punica. Viene collocata nel Foro ed i cittadini vivranno inconsapevolmente con il fuso orario di Catania sino al 164 a.C.
(forse proveniva da Cartagine), quando accortisi dell'errore, il censore Quinto Marco Filippo ne farà erigere un'altra calcolata sulla latitudine di Roma e che verrà sistemata accanto ai Rostri.. Più tardi, nella
basilica Aemelia, verrà installato un orologio ad acqua, da usarsi nelle giornate nuvolose e di notte. Un obelisco egiziano alto 29 metri, oggi davanti a Montecitorio, aveva la funzione di gnomone. Attraverso
una sfera in bronzo applicata in cima, una gigantesca lancetta proiettava un'ombra su un lastricato di travertino sul quale erano incisi ore, mesi, stagioni e segni zodiacali. Il 23 settembre, all'ora precisa della
nascita dell'imperatore Augusto, l'ombra dell'obelisco si allungava sino sull'Ara Pacis, in omaggio all'imperatore ed alla sua pax. Giulio Cesare, aiutato dall'astronomo Sosigene, riformerà il calendario
introducendo l'anno astronomico di 365 giorni, con l'aggiunta di un giorno ogni 4 anni. In questo modo porrà fine all'indiscriminata potestà dei pontefici che, forti di una legge che permetteva loro di aggiungere
un mese supplementare quando le discrepanze tra l'anno lunare e quello solare erano troppo marcate, ne approfittavano per allungare a piacimento le cariche politiche dei loro amici. Questo calendario, salvo
alcune modifiche apportate nel 1582 da Gregorio XIII, è quello che noi utilizziamo ancora oggi.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-260
Vittoria navale di Gaio Duilio a Mylae (Milazzo) . L'Urbe era una potenza in ascesa, Cartagine lo era da tempo. Era inevitabile che lo scacchiere del Mediterraneo occidentale li dovesse vedere alla resa dei
conti. La Sicilia era in mano ai Cartaginesi. Troppo vicina ai possedimenti romani. Era quindi un sicuro elemento di destabilizzazione fra le due potenze. Era il 1° combattimento sul mare dei romani. Dopo una
prima sconfitta nelle isole Lipari (Gneo Cornelio Pompeo aveva fatto un uso talmente stolto della sua flotta da meritarsi il soprannome di "Asina"), il comando passò a Gaio Duilio che si munì di vascelli
rostrati, detti liburne, con le quali, tramite lo strumento "corvus ", un ponte mobile alla cui estremità vi era un pesante dente che poteva essere calato in tutte le direzioni per compensare la scarsa manovrabilità
delle navi romane, agganciavano le navi nemiche ed, attraverso la passerella, passavano all'arrembaggio combattendo in mare come se fossero a terra. Quel dispositivo, denominato "corvo " fu loro suggerito
dai siracusani allorché, 50 anni prima, gli ateniesi lo utilizzarono per impossessarsi di Siracusa. Un ponte girevole lungo 11 metri, terminante con un uncino che veniva lanciato sulle tolde delle navi nemiche
che potevano così essere bloccate ed abbordate. Affondò 14 navi e ne catturò 31 tra quinqueremi e triremi. Fra queste anche la septiremis del loro ammiraglio Annibale, che riuscì a salvarsi su una scialuppa.
3000 i morti cartaginesi e 7000 i prigionieri. Il vincitore sarà accompagnato a casa per tutta la vita da suonatori di flauto e da fiaccole accese. Ma Cartagine non era doma.
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Giunto: Filone di Bisanzio inventa il giunto per trasmettere il moto rotatorio
Operazioni romane in Sardegna e Corsica
La flotta romana infligge una nuova sconfitta a quella cartaginese nei pressi delle coste della Sardegna. Annibale, pallido omonimo del grande condottiero, viene impiccato dai suoi.
Gaio Attilio Regolo sbarca a Capo Bon in Africa dopo aver vinto per mare a Èkonomos, sulla costa meridionale della Sicilia (Polibio racconta di 230 navi romane contro 350 cartaginesi, al comando di
Amilcare, per un totale di 150 mila uomini), ma perderà la battaglia a Bagradas contro Santippo, un greco di Sparta che aveva riorganizzato l'esercito con l'impiego della cavalleria e degli elefanti, che in
seguito sfrutterà anche Annibale. Dell'esercito romano si salveranno solo 2 mila uomini. Correva l'anno 255 a.C. (Episodio di Attilio Regolo e la botte ?)
Una tremenda tempesta a Capo Palinuro fa perdere ai romani 150 battelli.
Plutarco dice che le scuole "statali" nacquero in questo periodo. Fino a quel momento i ragazzi romani erano educati in casa, i più poveri dai genitori, i più ricchi dai magistri , cioè da maestri o istitutori, scelti
di solito nella categoria dei liberti , preferibilmente di origine greca.
Vite senza fine: Archimede di Siracusa inventa la vite senza fine per pompare acqua
Architettura Romana: cementizio. Sviluppo della tecnica costruttiva del cementizio (o opus caementicium, costituito da una mescolanza di malta e di caementa , ossia pietre grezze o frammenti di pietra
spezzati. La malta a sua volta è costituita da calce mescolata con sabbia o pozzolana, quest'ultima era sabbia di origine vulcanica piuttosto comune nel Lazio e in Campania) viene prontamente sfruttato per le
forme dello spazio interno degli edifici. Il mattone : l’alba delle tecniche romane della costruzione con il mattone sarà segnata con la costruzione del Pantheon (27-25 a.C.) ed il Colosseo (72 d.C.)
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Battaglia di Drepana (oggi Trapani). Unica vera sconfitta navale subita da Roma, quando Publio Claudio Pulcro perde un centinaio di navi nel tentativo di assalire la flotta punica comandata da Aderbale (le
navi romane rimangono chiuse tra la costa ed il nemico, senza possibilità di sganciarsi e prendere un'altra posizione), mentre il suo collega Lucio Giunio Pullo subisce l'ennesima tempesta. Il senato multerà il
primo mentre il secondo si suicida per evitare la stessa onta. 500 sino ad allora i battelli finiti in fumo, mentre gli alleati non rispondevano più volentieri alle chiamate. Fare il marinaio era più pericoloso che
fare il soldato. Per qualche anno non si parlò più di armare una flotta, sino a quando il Senato, visto che le incursioni di Amilcare Barca erano arrivate sino in Campania, a Cuma, decise di tassare i più facoltosi
(quindi loro stessi) per armare una nuova flotta di 200 navi.
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Praetor peregrinus . I Romani, consapevoli che l'integrazione degli stranieri e la convivenza sarebbero state difficili anche dal punto di vista giuridico, istituiscono la figura del praetor peregrinus per regolare
le controversie legali fra stranieri e Romani o fra stranieri e stranieri. Nel 149 a.C. creeranno un tribunale penale il cui compito sarà quello di garantire agli abitanti delle province il diritto di procedere per vie
legali contro eventuali estorsioni subite dai governatori romani. --> vedi 212 d.C.
10 Finisce la 1° guerra punica. Lutazio Catulo batte i cartaginesi, comandati da Annone che doveva portare viveri ad Amilcare, soprannominato Barca che in lingua fenicia significava "folgore" e padre di
Annibale, che era assediato ad Erice. Lo scontro avvenne presso le isole Ègadi (120 navi cartaginesi, su 400, affondate o catturate). Due marine con concezioni tattiche diverse: i cartaginesi, fidando sulla
velocità e manovrabilità delle loro navi, tendevano a circondare la flotta romana per poi piombare a tutta forza sulle navi, speronandole ai fianchi o a poppa; le navi dei romani rimanevano invece compatte, a
ricalcare l'assetto delle battaglie campali. Senza la flotta, i giorni di Amilcare erano contati ed ebbe il permesso dai punici di trattare le condizioni di pace. Catulo concesse l'onore delle armi ad Amilcare che si
ritirò dalla Sicilia. Finisce così la 1° guerra punica durata dal 265 al 241 a.C. Pur non mettendo in discussione l'esistenza della città punica, i romani chiederanno però a Cartagine di pagare una forte indennità
di guerra: 8 tonnellate d'argento (3200 talenti), da versare nell'arco di 10 anni e, pur potendo solcare il Mediterraneo, dovranno rinunciare ai propri interessi in Sicilia e nelle isole al largo della costa siciliana.
La Sicilia, meno Siracusa (dove i romani demadano al tiranno siracusano la gestione ordinaria degli affari in Sicilia), diverrà una provincia romana, così come la Sardegna e la Corsica che saranno sottratte a
Cartagine a pace conclusa nel 238 a.C. - Da Polibio : i romani avevano perso 700 navi in battaglia e per naufragi. I cartaginesi 500. - Intervento per sedare disordini a Falerii
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Letteratura latina: nasce la letteraura latina. Nei primi 5 secoli della sua storia Roma non produce nulla di specificatamente letterario, ma solo embrionali forme artistiche anonime e orali, di cui restano
scarsi documenti di difficile interpretazione. Poi, sotto l'influenza della cultura ellenistica dell' Italia meridionale, ha inizio la letteratura vera e propria, che dai romani stessi viene fissata in quest'anno, l'anno
della prima rappresentazione teatrale di un'opera scritta in latino da Livio Andronico (280–200 a.C.), che come abbiamo detto, fin dalle prime manifestazioni subisce l'influenza della letteratura greca, con la
quale si pone in costante rapporto dialettico. Eravamo sotto il consolato di Gaio Claudio e Marco Tudebano, e ad Andronico viene affidato il compito di allestire un dramma tradotto dal greco ed adattato per il
pubblico romano, da rappresentare durante i ludi romani e celebrare così la vittoria punica. Il commediografo Plauto (255-184) diffonderà invece il gusto e le atmosfere tipicamente romane con la sua
produzione comica di matrice greca. Ennio (239-169) è il primo insigne poeta di questo periodo arcaico ed utilizzerà il verso Saturnio in sostituzione del metro esametro (che era il più antico e il più
importante dei metri in uso nella poesia greca e latina, usato in particolar modo per la poesia epica o poesia didascalica). Nel periodo preletterario delle origini la poesia si limitava a cantare i carmina, che
erano componimenti in cui erano riversati sentimenti della vita spirituale, religiosa e civile (vedi 600 a.C.). Nel circolo degli Scipioni si amplia il rapporto con la cultura greca e là si riuniranno il
commediografo Terenzio (190-159 a.C.) ed il poeta Lucilio (180-102 a.C.), che secondo Orazio è l'iniziatore della satira. Dello stesso parere non è però Catone il Censore (234-139 a.C.), che si oppone
fermamente all'ellenizzazione e vuole riproporre la cultura romana, più tradizionalista e rispettosa delle usanze e tradizioni degli antenati romani. Poi il circolo di Quinto Lutazio Catulo (150 ca- 87 a.C.).
Infine ci sono gli ultimi esponenti della rappresentazione tragica in età arcaica : Pacuvio (220-130 a.C.) e Accio (170-ca 87 a.C.). La commedia che segue la tradizione della fabula palliata (genere teatrale di
commedia latina di argomento greco, il cui nome deriva dal pallio, in latino pallium, che traduce il greco himátion, abito nazionale greco, indossato dagli attori di questo genere, una mantellina color porpora di
foggia ridotta, in opposizione al complicato abito romano, la toga, che dà il nome al genere della fabula togata, la commedia latina di ambientazione romana), raggiunge l'apice della evoluzione con Terenzio,
poi per mancanza di nuove idee e la ripetitività delle trame, inizia la parabola discendente per dare spazio alla fabula togata (la commedia latina di ambientazione romana) che trova una compiuta espressione
in Titinio, Lucio Afranio e Tito Quinzio Atta -- Da alcuni, per meglio inquadrarla, l'evoluzione della Storia letteraria latina è stata suddivisa in 4 periodi : dall'età arcaica (sopra menzionata) all'età di
Cesare e all'età di Augusto, dall'età imperiale di Tiberio a Traiano all'età di Adriano e gli scrittori latino cristiani fino alle soglie del medioevo.
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Sino al 233 a.C., prime operazioni contro i liguri che, cabotando, saccheggiavano le coste. La Corsica e la Sardegna vengono sottratte ai cartaginesi e divengono romane.
I Cartaginesi, espulsi dalle isole, si rivolgono verso la Spagna, i cui territori erano ricchi di metalli, e che sarà conquistata entro il 219 a.C. da Amilcare Barca, che alla sua morte nel 229 a.C. passerà prima al
genero Asdrubale e poi al figlio Annibale nel 221 a.C..
Nasce a Tuscolo Marco Porcio Catone , di origine plebee e contadine e con matrice risalente agli etruschi. Il nome Catone gli verrà dato quando i romani esalteranno in lui le doti di prudenza. Un uomo cauto
veniva infatti detto Cautus . Il nome di Porcio gli deriverà dal fatto che da ragazzo aveva fatto il guardiano di porci. L'infanzia la trascorrerà in Sabina.
Il tribuno Caio Flaminio, contro l'opposizione del Senato e destando rancore nell'oligarchia anche per il tornaconto che avrebbe ottenuto il tribuno in termini di prestigio e clientela, fa approvare una legge con
la quale vengono assegnate a cittadini romani terre nell'ager Gallicus e nell'ager Picenus.
Ambasciatori romani vengono uccisi dagli Illiri.
Muore Aristarco di Samo (Samo, 310 a.C.), astronomo greco. Per primo introdusse la teoria eliocentrica, in cui il Sole e le stelle fisse sono immobili, mentre la terra ruota attorno al Sole, percorrendo una
circonferenza. Concorda inoltre con Eraclide Pontico sul fatto che la Terra avesse un moto di rotazione diurna attorno ad un asse (si suppone che forse ritenessero anche che l'asse della Terra fosse inclinato,
per giustificare le stagioni)
Prima guerra illirica che dura sino al 228 a.C. L'Illiria aveva per capitale Rhizon nella baia di Kotor (Cattaro). Gli Illiri, che da lungo tempo avevano l'abitudine di molestare le navi che facevano vela verso
l'Italia, nel 230 avevano assediato e messo a sacco la città di Fenice in Epiro, uccidendo anche alcuni mercanti italici. Il senato romano intervenne inviando due legati alla regina Teuta d'Illiria (vedova di re
Agron), che non solo non diede soddisfazione, ma ne fece uccidere uno, L.Coruncanio. Lucio Postumio Albino sconfigge la regina e l'Illiria è ridotta ad un piccolo principato. I Romani possono ora controllare
il canale d'Otranto. La 2° guerra sarà nel 219 a.C. perché Demetrio di Faro, lasciato là dai Romani come governatore, assumerà una posizione di predominio che preoccupava Roma nell'imminenza di una
guerra con Cartagine - Muore Amilcare
Amilcare, stringendo alleanze con i capi degli iberi e dei celtiberi, ingrossa le file del suo esercito, che ora ha 56.000 uomini. Poi fonda Akra Leuke, ritenuta l'origine dell'odierna Alicante. Nel 227 a.C.
Asdrubale, il genero di Amilcare, fonda in Spagna la sua nuova città Qart Hadasht (Città nuova), l'attuale Cartagena . Per evitare confusioni con la città madre, fin dal tempo di Polibio, gli storici la
chiameranno Nuova Cartagine
Due pretori in più, per la prima volta, per l'amministrazione della Sicilia e della Sardegna e la Corsica
I Galli avevano tentato una incursione, ma vengono definitivamente distrutti a Talamone (vicino al monte Argentario) ed i Romani si affacciano sulla pianura padana. Nel frattempo, pur non tollerando la
rinascita di Cartagine che si stava spingendo sin verso i Pirenei, raggiungono l' accordo con Asdrubale che non avrebbero oltrepassato l'Ebro, anche se ciò creava un problema in quanto Sagunto, a sud
dell'Ebro, era una città sotto il protettorato di Roma.
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Carlo Marcello vince i Galli insubri a Clastidium ed uccide di propria mano il loro capo Virduomaro. In una simile circostanza, e solo in questa, il vincitore poteva consacrare a Giove in Campidoglio, oltre
all'alloro che aveva cinto il suo capo durante la marcia trionfale dalla via Sacra al Campidoglio, anche le armi del capo sconfitto.
Liberatisi ormai dei Galli, i Romani intervengono a Sagunto per favorire l'ascesa al potere della fazione ostile ai cartaginesi, che si scontrano con la tribù di turbolenti punici.
Demetrio, lasciato dai Romani in Illiria come governatore, diviene persona non grata per le attività piratesche da lui esercitate nell'Egeo, e che andavano contro il divieto di navigare a sud di Lissos imposto
all'Illiria dopo la prima guerra illirica. Demetrio, dopo la 2° guerra illirica, sarà costretto a fuggire in Macedonia, presso Filippo V. - Il console plebeo Caio Flaminio dà inizio alla costruzione della via
consolare per unire Roma ad Ariminium (Rimini) e quindi l'Italia settentrionale. Prenderà il nome di via Flaminia.
Orologio ad acqua: Ctesibio scienziato di Alessandria perfezione l'orologio ad acqua, clessidra, con un galleggiante che muovendo un bastone fa girare un ingranaggio e a sua volta una lancetta su un
quadrante graduato.
Seconda guerra illirica (219 a.C.), combattuta contro Demetrio di Faro, staccatosi dai Romani e alleatosi con il loro nemico Antigono Dosone di Macedonia, fu pure vinta da Roma che, ormai impegnata nella
seconda guerra punica, si contentò di lasciare il territorio conquistato a dinastie amiche. Gli Illiri, rimasti alleati con Roma durante la seconda guerra macedonica, se ne staccano durante la 3ª guerra illirica,
quando il re Genzio si allea con Perseo di Macedonia ma, con la battaglia di Pidna (168 a.C.), il loro territorio è smembrato in 3 parti indipendenti, ma sotto il controllo romano, esercitato dapprima dai consoli
e poi, a partire, pare, dall'età di Silla, dal governatore di una delle due province limitrofe della Macedonia e della Gallia Cisalpina.
Inizia la 2° guerra punica : Annibale, cartaginese, 28 anni, (figlio e successore di Asdrubale assassinato e che, a sua volta, aveva sostituito per 8 anni il padre Amilcare morto in battaglia contro dei ribelli)
dopo 8 mesi di assedio, nel 219 aveva espugnato Segunto, sulla fascia costiera della moderna Valenza e posta sotto la protezione di Roma. Poi, prima che i romani riescano ad organizzare una spedizione verso
la Spagna e tenere così lontano dalle acque di Cartagine lo scontro, punta verso l'Italia, che in questo periodo è ormai sotto il controllo di Roma, tranne la Valle Padana, abitata dai Galli. Viene attardato da
combattimenti con tribù barbare alleate di Marsiglia ed alla fine di agosto era ancora ad occidente del Rodano. Evita lo scontro con Cornelio Scipione ed attraversa le Alpi percorrendo la via che secoli prima
era stata battuta da Belloveso (forse il Piccolo San Bernardo o il Monginevro). Durante l'attraversamento deve combattere l'ostilità della popolazione montana degli allobrogi ed una nevicata settembrina.
Perderà molti uomini ed animali per i combattimenti, i fiumi ed i precipizi, le malattie. Egli stesso perderà un occhio a causa della congiuntivite. Dopo 5 mesi di marcia da Cartagena e 15 giorni per
l'attraversamento delle Alpi, si ritrova nella pianura padana con parte dell'esercito libico (12 mila uomini), 8 mila iberi e circa 6 mila cavalieri. Batte i romani di uno dei Scipioni (il cui giovane figlio, lo aiuterà
a salvarsi e lo vendicherà 16 anni dopo a Zama, umiliando Annibale), al Ticino (nei pressi di Lomello, nel territorio di Vercelli) ed alla Trebbia, dove nel frattempo era giunto anche Sempronio in aiuto di
Scipione. Inizia così a 2° guerra punica che durerà sino al 201 a.C. I nuovi consoli Gneo Servio Gemino e Gaio Flaminio si mettono a ricostruire le armate, i due terzi delle quali erano andate distrutte nella
battaglia sulla Trebbia. Aumenteranno i presidi in Sicilia, Sardegna e in tutte le località più delicate, come Taranto. Annibale invece non ebbe problemi a riportare il proprio esercito alla massima funzionalità.
Quasi tutti i galli dell'Italia settentrionale, tranne i cenomani rimasti fedeli a Roma, erano passati nelle sue file. - Lex Claudia de senatoribus . Prescriveva che nessun senatore o un figlio di un senatore
potesse possedere una nave con una capacità di oltre 300 anfore. La legge intendeva impedire che i senatori traessero profitto dal commercio all'estero. Le famiglie senatoriali aumentarono così gli investimenti
nelle imprese in Italia.
6 21 Battaglia del lago Trasimeno (sarebbe il 27 aprile per il calendario giuliano). Il senato decide di abbandonare la pianura padana e le sue colonie per difendere meglio l'Italia centrale. I galli erano inoltre troppo
turbolenti e la pianura favoriva la cavalleria di Annibale, che nel frattempo si era ritirato a svernare nei pressi di Bologna, per cui si sarebbe potuto capire quale via avrebbe scelto per l'invasione. Allo
scioglimento delle nevi Annibale si mette in marcia impantanandosi nella fanghiglia. Molti i morti fra i celti e gli animali da soma. Annibale perde anche un occhio per un'infezione. I due eserciti ora sono
accampati lungo le sponde settentrionali del lago Trasimeno, a Tuoro. C.Flaminio si muove prima dell'alba, in una fitta nebbia. Supera inconsapevolmente i reparti più orientali dello schieramento avversario, e
si vede piombare addosso nemici da ogni parte. Unica via di scampo il lago, ma molti annegano per il peso delle loriche od uccisi. Flaminio cade in battaglia ed i romani sono sconfitti (dei 25.000 uomini
schierati da Flaminio, 15 mila sono i morti, altrettanti i prigionieri e 12 mila quelli in fuga). I carteginesi perdono invece 1.500 uomini dei 44.000 schierati. L'esercito di Servilio subisce la stessa sorte nei pressi
di Assisi. Data la situazione eccezionale, il senato si affida a comizi centuriati che eleggono dittatore l'ultracinquantenne generale Quinto Fabio Massimo, già console nel 233. Il cunctator,
"Temporeggiatore" , trattiene Annibale lontano da Roma, portandolo verso il Sannio e la Campania, con scaramucce ed imboscate, senza mai lasciarsi trascinare in battaglia, aspettando che stanchezza e fame
minassero il nemico, oppure che si spostasse su un terreno più favorevole per la battaglia. Il suo magister equitum Marco Minucio Rufo lo sbeffeggiava :"stultitia est sedendo debellare credere posse ". Il
popolo delle bettole lo chiamava ovicula, pecorella. Minucio riesce a vincere, separatamente, qualche scontro di poca importanza. Trascorso l'inverno ed i 6 mesi, si era nel 216, terminava fra lo scontento la
dittatura di Fabio e furono scelti altri due consoli : Lucio Emilio Paolo, un aristocratico ostile alla plebe, e Gaio Terenzio Varrone, figlio di un macellaio, già questore e uomo del popolo. I due comandanti non
potevano essere peggio assortiti e sarebbero entrati nella storia come responsabili del maggior disastro militare della Repubblica.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Battaglia di Canne : il dilectus , la leva annuale che aveva luogo a marzo per i cittadini tra i 17 e 46 anni che non avessero prestato servizio almeno 6 volte, ma che ricorrendo stavolta all'istituto evocatus se ne
servì ugualmente, fu di proporzioni eccezionali. Si dice che, invece delle solite 4 legioni, se ne ebbero 8 e con esse, cosa mai avvenuta, si deliberò di affrontare il nemico. Ogni legione, esclusi gli alleati, era
formata da 5 mila uomini. I due consoli sembra che disponessero di un totale di 70 mila uomini fra romani ed alleati ed avrebbero dovuto comandare a giorni alterni (già che non si potevano vedere!). In Agosto,
presso Canne, un borgo sulle rive dell'Ofanto ed utilizzato dai romani come deposito per gli approvvigionamenti, nuova disfatta romana. I romani volevano subito la vittoria ed avevano sostituito Fabio
Massimo con 2 consoli di fresca nomina: Caio Terenzio Varrone, vere plebeius e capo del partito democratico, ed il patrizio Lucio Emilio Paolo (che morirà). Le diatribe fra i due consoli e la piana intorno a
Canne, scelta da Annibale per lo scontro, e che sembrava fatta apposta per lanciare le cariche di cavalleria dei numidi, erano le premesse per la disfatta. Fu la più gigantesca battaglia dell'antichità. 80 mila fanti
e 6 mila cavalieri romani contro 20 mila veterani, 15 mila infidi galli e 6 mila cavalieri. La parte centrale dello schieramento cartaginese finse di cedere e di fuggire. Varrone abboccò e si buttò nel buco
apertosi. Le ali di Asdrubale gli si richiusero sopra. A condannare i legionari romani fu proprio il loro numero esorbitante: stretti da tutti i lati, si accalcarono l'uno all'altro al punto che nessuno era più in grado
di estrarre la spada e combattere. Trovarono la morte 45 mila fanti e 2700 cavalieri, tra i quali 80 senatori, 29 tribuni militum e due questori, mentre altri 3 mila fanti e 1500 cavalieri saranno fatti prigionieri.
Annibale perse solo 6 mila uomini ma anche il segreto del suo successo: la superiorità della cavalleria. Annibale, anziché attaccare Roma (un'impresa ardua per delle truppe fiaccate da tante battaglie), si ritira a
Capua ("gli ozi di Capua", ed alla quale aveva promesso di divenire la nuova capitale) ed attende inutilmente i rinforzi per riprendere la guerra. Infatti Publio e Gneo Scipione facevano in modo che dalla
Spagna non giungessero rinforzi.
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Sino al 205 a.C. guerra e pace con Filippo V di Macedonia che si era alleato con Cartagine dopo che i romani erano stati sconfitti sul Trasimeno. I romani, temendo di perdere il controllo della sponda adriatica
meridionale, avevano inviato un contingente a Brindisi per scongiurare un'invasione macedone. Annibale allora decide di attaccare la Sicilia e, battendo Claudio Marcello, la conquista per buona parte, morto il
Tiranno di Siracusa Ierone, ora la città era passata al fianco dei cartaginesi, che avevano posto la loro base principale ad Agrigento. Siracusa, però, dovrà vedersela con i romani nel 212. - Lex Oppia .
Promulgata durante la seconda guerra punica, si trattava di una legge suntuaria, ossia che intendeva limitare il lusso, in questo caso femminile. Non potevano possedere più di mezza oncia d'oro, né indossare
un abito dai colori troppo vivaci, né andare in carrozza a Roma o in un'altra città, se non per partecipare a una cerimonia religiosa. Era un momento particolare di difficoltà dopo la Battaglia di Canne.
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Lex Oppia . Promulgata durante la seconda guerra punica, si trattava di una legge suntuaria, ossia che intendeva limitare il lusso, in questo caso femminile. Non potevano possedere più di mezza oncia d'oro, né
indossare un abito dai colori troppo vivaci, né andare in carrozza a Roma o in un'altra città, se non per partecipare a una cerimonia religiosa. Era un momento particolare di difficoltà dopo la Battaglia di Canne.
Dopo 20 anni, finita l'emergenza, si accese il dibattito per abrogarla. A favore c'erano i tribuni della plebe M. Fundanio e L. Valerio, mentre Marco Porcio Catone si opponeva con tutte le forze. Allora le donne
scesero in piazza, ovvero invasero in massa il Foro. Non si erai visto niente di simile.La rivendicazione fu così accesa e la pressione politica così forte che si arrivò all'abrogazione, nonostante Catone tuonasse:
"Non appena saranno vostre pari, le donne vorranno essere superiori". --> 42 a.C.
-215
Cina: inizia la costruzione della Grande Muraglia (Wanli changcheng). Ying Zheng, primo imperatore della Cina unificata e fondatore della dinastia Qin, ordina di collegare le precedenti muraglie per creare
un unico sistema difensivo. Sino al 2009, la barriera che doveva fermare le invasioni, era lunga 6350 Km poi, le conclusioni di una ricerca del 2009, realizzata con il Gps, la portano a 8850 Km. Altri studi la
fanno misurare, addirittura, 21.196,18 Km. Ma il punto è che non esiste una sola Grande Muraglia, ma piuttosto molte muraglie con numerose ramificazioni, costruite a più riprese attraverso 2 millenni, tanto
da non assomigliare ad un nastro, bensì ad un bacino idrico ricco di affluenti. Attualmente solo l'8,2% è intatto. La parte più spettacolare è la sezione che risale all'epoca Ming (1368-1644), che è alta in media
10 metri ed alla sua sommità ha camminamenti sufficienti a far transitare 4 cavalli affiancati ed è intervallata da torri e avamposti per soldati, che comunicavano fra loro con bandiere e fuochi. In altri tratti è
solo un terrapieno che si adatta al terreno.
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Carneade . Il filosofo greco nasce a Cirene (in Libia). È appartenente alla corrente degli scettici e si distinse per la sua abilità oratoria, come quella volta che dimostrò ai Romani che saggezza e giustizia non
andavano d'accordo: se i Romani fossero stati giusti, infatti, avrebbero dovuto rendere tutte le terre conquistate, ma ciò non era certamente saggio. È anche il fondatore del "probabilismo": la realtà - sosteneva non è riconoscibile, ma si possono identificare cose più probabili di altre, cioè cose più vere e cose meno vere. Ai più e però noto per averlo citato Manzoni nell' VIII° capitolo dei Promessi Sposi quando fa
dire a Don Abbondio, che stava leggendo un panegirico di san Carlo Borromeo e si imbatte nel personaggio a lui sconosciuto di Carneade: "Carneade! Chi è costui? ". Frase proverbiale che entrerà nella lingua
italiana, a significare "essere una persona sconosciuta, poco nota".
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Roma si allea con l'Etolia (una regione montana della Grecia situata sulla costa settentrionale del Golfo di Corinto). I romani riprendono la Sicilia con Siracusa ed Agrigento (211) che si erano ribellate.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Archimede (Siracusa, circa 287 a.C. ), muore a Siracusa . I romani assediano ed espugnano Siracusa che, dopo la morte del Tiranno Ierone nel 215, si era alleata con i Cartaginesi. Archimede, matematico,
ingegnere, fisico e inventore greco antico (siceliota), che è stato forse il più grande scienziato della storia, cerca di tormentare la flotta romana con le sue trovate (specchi "ustori" e "mani di ferro" che
sollevavano e scuotevano le navi romane così forte da rovesciarne l'equipaggio in mare ??). Si narra che fu ucciso mentre stava disegnando sul terreno uno dei suoi ingegnosi macchinari. - Nell'immaginario
collettivo c'è la famosa esclamazione "héureka!" dopo aver dedotto come teorema quello che oggi è impropriamente chiamato il principio di Archimede, ed enunciato in un postulato in Sui corpi galleggianti ,
una delle sue principali opere, nella quale viene fondata la scienza dell'idrostatica. . - Opere : quelle giunte sino a noi mostrano il suo eclettismo. Sull'equilibrio dei piani analizza la meccanica tramite la
geometria. Quadratura della parabola calcola l'area di un segmento di parabola; Della sfera e del cilindro esamina le aree delle superfici e i volumi; Sulle spirali si occupa delle proprietà di queste figure; Sui
conoidi e sferoidi studia i movimenti e le rotazioni di coni e sfere; Sui corpi galleggianti tratta di idrostatica; La misura del cerchi cerca di definire il pi greco, e Arenario discute la teoria dei numeri. - Le
sue leggi : della leva stabilisce che piccole forze possono sollevare grandi pesi perché la leva amplifica una forza in proporzione al rapporto tra le distanze dal fulcro della leva - del galleggiamento afferma
che qualunque corpo immerso in un fluido è soggetto a una forza diretta verso l’alto pari al peso del liquido spostato. - della riflessione sancisce che l’angolo formato da un raggio di luce con uno specchio è
uguale all’angolo compreso tra lo specchio e il raggio riflesso. - Ma Archimede non chiamò leggi questi enunciati, e non li giustificò in riferimento all’osservazione e alla misura. Li trattò invece come se
fossero teoremi puramente matematici, nell’ambito di un sistema assiomatico simile a quello creato da Euclide per la geometria. - Siracusa sarà spogliata dei suoi tesori, e molte sculture greche saranno portate
in trionfo a Roma, stimolando la crescente passione per la superiore cultura dell'Ellade.
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I romani riprendono Capua dopo averla a lungo assediata (con una mossa diversiva, Annibale ne era uscito per attaccare Roma e cercare di allentare l'assedio a Capua, ma i romani non avevano abboccato e
Quinto Fulvio Flacco, sodale di Fabio Massimo, la conquista). Capua, per Annibale, era divenuta, la Canne per i romani. - In Spagna i due Scipioni vengono uccisi ed i loro eserciti si ritirano a nord dell'Ebro.
Al loro posto il 24enne Publio Cornelio Scipione (il 15enne che era alla battaglia sulla Trebbia e poi a Canne), ma l'unico in grado di imparare dalle sconfitte e di rivolgere contro Annibale le sue stesse tattiche.
Sconfiggerà i suoi due fratelli: Asdrubale a Becula nel 208 e Magone a Ilipa nel 207. Il primo riuscirà a sfuggire all'accerchiamento ed a riparare in Italia attraverso i Pirenei, ma non dal lato del Mediterraneo,
dove c'era lo sbarramento romano, bensì da quello lungo l'Atlantico. - Monete : viene coniato in argento il denario , che ha il valore di 4 sesterzi (o di 10 assi ). Resterà in circolazione sino al III secolo d.C.
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In un'imboscata in Apulia, a Venosa dove Annibale era trincerato senza più idee chiare e non più sicuro della sua invincibilità, muore Claudio Marcello la "spada di Roma".
Battaglia del Metauro : Sarebbe stato questo un anno decisivo per le sorti della Repubblica. Il numero delle legioni viene portato a 23, per un totale di 130 mila combattenti (con gli alleati). Le legioni erano
dislocate in modo capillare: 4 in Spagna, 2 in Sicilia e 2 in Sardegna. Le altre tra Taranto, Capua, Roma, l'Etruria e l'Italia settentrionale. L'esercito di Asdrubale sfuggito a Publio Scipione in Spagna, e le cui
file si erano gonfiate di galli e celti (che al contrario della precedente spedizione di Annibale, aveva ora saputo portare dalla sua parte), e nella pianura padana di liguri (un esercito di 30 mila uomini in tutto), ha
ora passato le Alpi in aiuto di Annibale, ma viene disfatto presso il Metauro, vicino a Senigallia, da Livio Salinatore, che quello stesso anno era stato eletto console assieme a Gaio Claudio Nerone, poi dallo
stesso Nerone che prende alle spalle Asdrubale e da Porcio Licinio. La testa di Asdrubale verrà gettata nell'accampamento del fratello Annibale. Saranno uccisi 56 mila cartaginesi e 54 mila quelli fatti
prigionieri. Una grande vittoria, dopo 11 anni di sconfitte, di stallo o, nella migliore delle ipotesi, di successi limitati. Ma come Annibale dopo Canne, anche i romani non sfruttarono subito la vittoria. La fama
di Annibale, che nel frattempo si era asserragliato nelle roccheforti di Locri e Crotone nella vana attesa di ricevere aiuti da una Spagna ormai nelle mani di Publio Cornelio Scipione, incuteva ancora un timore
reverenziale.
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-207
Viene fondato il collegium scribarum histrionumque . Una specie di corporazione degli autori e degli attori, con sede sull'Aventino nel tempio di Minerva (vedi 55 a.C.)
Architettura Romana . Data in cui si sente parlare per la prima volta del Ponte Milvio , allora in legno e poi dal 110-109 a.C. in muratura, ad opera del censore Marco Emilio Scauro. La sua costruzione deve
essere attribuita ad un Molvius , appartenente alla gens Molvia. Fu fatto saltare da Garibaldi nel 1849 per ostacolare l'avanzata delle truppe francesi e fu restaurato sotto papa Pio IX nel 1850. Collega piazzale
cardinal Consalvi a piazzale di Ponte Milvio, a Roma, nei quartieri Flaminio, Parioli, Della Vittoria e Tor di Quinto.
Il fratello di Annibale Magone, partendo dalle Baleari, riesce a sbarcare in Liguria con l'intento di portare aiuto al fratello. La popolazione ligure stavolta non ne vuol sapere di arruolarsi. Troppe perdite
avevano subito al Metauro ed ai romani bastò collocare i consueti sbarramenti ad Arezzo e Rimini. Anche le 100 navi inviate dalla madrepatria sono messe fuori combattimento da una tempesta e cadono nelle
mani dei romani al largo della Sardegna. Lo abbandonò anche Filippo V di Macedonia che accetta la pace con i capitolini. Niente impediva quindi di spostare l'asse della guerra al di fuori dell'Italia. Publio
Cornelio Scipione si porta l'esercito in Africa per attaccare Carthago Nova, il massimo punto di forza dei cartaginesi in Africa. Annibale sarà così costretto a lasciare l'Italia con solo metà delle sue truppe
perché l'altra metà si rifiutò di seguirlo. Sperava di trovare in loco aiuti nei numidi ed in Siface, re della tribù dei massili e genero di Asdrubale. Ma quello che si accingeva a tornare dopo 36 anni, cieco da un
occhio e logorato dalla fatica, non era più il 28enne demonio partito da Cartagena. Roma era pronta a rispolverare l'antico piano della conquista di Cartagine che, nel 255, non era riuscito ad Attilio Regolo.
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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4
4 Culto di Cibele . Con le feste a lei dedicate, che iniziavano il 4 aprile e terminavano il 10, viene condotto a Roma, e trasferito poi nel 191 a.C. in un tempio sul Palatino (nei pressi della casa di Romolo), il
simulacro della Magna Mater (madre di tutti i viventi, dea della natura, signora degli animali -potnia theron - e dei luoghi selvatici), una "pietra nera" (magica, perché caduta dal cielo) di forma conica
simbolo della dea, preso da Pressinunte nella Troade, per iniziare il culto della dea Cibele , la grande divinità della Frigia, per rinfrancare il sentimento religioso e il morale dei romani, stremati dalla guerra e
scongiurare il pericolo di Annibale. Poiché si pensava anche che i Troiani derivassero dai Tirreni (gli Etruschi) e che l'arrivo di Enea non fosse altro che un "ritorno" alla patria degli avi (Virgilio: Eneide),
essendo Enea il progenitore dei Romani questi, in ultima analisi, non erano altro, attraverso i Troiani, che i discendenti degli Etruschi. Da qui, quel simulacro fu celebrato come un vero e proprio "ritorno" e la
dea non fu considerata una divinità straniera. Al culto di Cibele sarà poi associato quello di Attis il bello, il grande amore di Cibele, che lei teneva sempre occupato in voluttuosi amplessi, sino a che, ingrato e
irriconoscente, abbandona quelle gioie celesti e fugge sulla Terra. Cibele, che non avrebbe accettato nessuna infedeltà, lo sorvegliava dall'alto su un carro trainato da leoni. E, nonostante Attis si fosse nascosto
sotto le fronde di un alto pino, lo colse giacere con una donna terrena. Visto scoperto il suo tradimento e vinto dal rimorso, Attis si evira con una pietra appuntita. Il mito classico su Cibele si incarna
nell'immagine dell'ape regina che, durante l'atto nuziale, effettua la castrazione del fuco. I seguaci del culto di Attis seguiranno il suo esempio. Ad officiare il culto erano preti eunuchi (galli o galloi ) che in suo
onore si erano castrati nel Dies sangunis e si svolgeva secondo rituali orgiastici, accompagnato da musiche assordanti, ululati, danze sfrenate, e culminava con l'evirazione rituale dei seguaci. Non ci fu alcun
tentativo di limitarlo, anzi, Augusto il 3 a. C. farà ricostruire il tempio alla dea, distrutto sul Palatino da un incendio.
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Lex Cincia . Proposta dal tribuno della plebe M. Cincio Alimento. Si occupava di regolamentare il fenomeno delle donazioni (vietava donazioni fra coniugi e quelle eccedenti un determinato valore)
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Scipione sbarca presso Utica, a Capo Farina, dove Massinissa, un reuccio dei numidi in esilio, si era unito ai romani per l'assedio della città. Le forze congiunte di Siface e di Asdrubale Gisgone, costringono
però Scipione a riparare su un isolotto roccioso poco lontano. I cartaginesi, senza rendersi conto della difficile posizione del nemico, gli offrono la pace, che il proconsole Scipione accetta di negoziare per
togliersi da quella scomoda posizione, ma in una notte della primavera inoltrata spedisce Massinissa nel campo avversario e lo fa incendiare. Molti numidi sono divorati dal fuoco e lo stesso Siface riesce a
salvarsi ed a riorganizzarsi. Scipione però lo insegue sino al nuovo quartier generale che stava allestendo nelle pianure attorno a Bagradas. Lo scontro che si scatena costringe Siface alla resa. L'intera Numidia
è così affidata a Massinissa ed a Cartagine viene così sottratto un alleato prezioso.
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6 23 Annibale si imbarca a Crotone dopo aver fatto uccidere tutti i cavalli perché ormai privi di cavalieri che li montassero. Sperava di trovare in loco aiuti nei numidi ed in Siface, re della tribù dei massili e genero
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10 19 Battaglia di Zama : Dopo gli onori tributatigli, Publio Cornelio Scipione aveva armato una flotta di 40 navi da guerra, 40 da carico e 35 mila soldati, e si era messo a devastare le città lungo la valle del
di Asdrubale. Sbarca a Leptis Minor (odierna Lemta)
Bagradas per provocare alla battaglia Annibale, prima che quest'ultimo, oltre all'aiuto di Ticheo, parente di Siface, potesse ricevere altri rinforzi. Annibale si muove da Adrumeto, colonia fenicia corrispondente
all'odierna Hergia, ed in pochi giorni copre 140 Km per raggiungere Zama (odierna Zamora), una cinquantina di miglia ad occidente di Cartagine. I tre esploratori che aveva inviato per cercare il campo di
Scipione sono catturati, ma trattati con tutti i riguardi, possono assistere alle enormi forze degli avversari, e quindi sono rimandati da Annibale per incrinarne la fiducia. I due più grandi generali che sino ad
allora la Storia aveva avuto sono pronti ad affrontarsi per cambiare, probabilmente, i destini del mondo. Mai battaglia fu cercata e voluta da due contendenti. La pianura non permetteva le imboscate tanto care
ad Annibale. Scipione aveva a disposizione 36 mila uomini : la V e VI legione, circa 10 mila effettivi, qualche migliaio di alleati, i fanti di Massinissa ed una cavalleria di 4600 numidi. Le forze di Annibale
contavano su 40 mila uomini, forse 50 mila, 80 elefanti ma non ancora addestrati, 15 mila veterani delle battaglie italiche, 15 mila cartaginesi, le forze di Filippo V di Macedonia e un paio di migliaia di
cavalieri numidi. Schieramento classico di Scipione : con le tre linee di fanti, astati e principi triari, ma con aperture al centro per incanalare la carica degli elefanti e per possibili ritirate od attacco dei veliti.
Schieramento di Annibale : schiera gli 80 elefanti in prima linea, a coprire tutto lo schieramento di fanteria. Dietro agli animali, la fanteria leggera (galli, liguri, baleari, mori). In 2° linea le milizie cittadine, le
truppe libiche ed i macedoni. In 3° linea, ad una distanza di circa 200 metri, i suoi veterani ed i bruzi che avrebbero dovuto subentrare quando gli avversari erano presumibilmente stanchi. Insistenti squilli di
tromba da parte dei romani fanno fuggire gli elefanti che finiscono dritti contro la cavalleria numida di Annibale. Si dà quindi inizio al combattimento delle fanterie senza che Annibale abbia la copertura sui
fianchi delle cavallerie. Si scannano le prime e le seconde file. La pianura è coperta di cadaveri. Si arriva così allo scontro delle terze file, nemici veri ed armati con lo stesso tipo di armi. Si lotta con grande
ardore. Nessuno dei due schieramenti cedeva di un centimetro. L'equilibrio si interromperà allorché Licio e Massinissa, liberatisi dai rispettivi nemici, stringeranno in una morsa i punici e ne faranno strage.
Annibale fugge riparando con pochi cavalieri ad Adrumeto. Il padre di Scipione, battuto da Annibale nel 218 a.C., era vendicato. 20 mila morti e altrettanti prigionieri fra le schiere dei cartaginesi. 1500 morti
fra i romani. Nelle mani dei vincitori cadono anche 11 elefanti e 132 insegne militari : in pratica, al termine della 2° guerra punica, Cartagine non aveva più un esercito e tantomeno una flotta. - Annibale
riuscirà a rientrare a Cartagine, che verrà risparmiata dall'assedio, e vi rimarrà sino al 195 a.C. quando, essendo personaggio scomodo per i romani, i suoi avversari politici lo allontaneranno. Fuggirà in
Antiochia, quindi a Creta, poi alla corte del re Britinia dove, per evitare la cattura richiesta dai romani, si avvelenò. Aveva 67 anni. Era il 183 a.C. e pochi mesi dopo anche il suo vincitore Cornelio lo seguirà
nella tomba.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Pace con Cartagine : Non avrebbe più dovuto fare guerre senza il consenso dei romani. Dovrà inoltre subire l'umiliante trattato che le consentiva di possedere solo 10 triremi e nemmeno una delle grandi
quinqueremi per cui era celebre e le saranno sottratti tutti i possedimenti al di fuori dell'Africa, mentre alcuni territori africani saranno assegnati alla Numidia, che diverrà indipendente sotto Massinissa. Di
fatto, sarà ridotta alla condizione di Stato cliente di Roma. Nel tripudio di popolo a Roma, a Scipione fu attribuito il cognomen di Africanus .
Letteratura latina . Muore Gneo Nevio (Utica, in Africa, ca 275), con Andronico fu il più antico poeta latino. Di origine plebee, nacque forse a Capua. Combatte come soldato nella 1° guerra punica ed assiste
alla 2°. Spirito libero ed indipendente, avversò fieramente e con linguaggio aggressivo l'aristocrazia. Quando si scagliò contro la potente famiglia dei Metelli, fu imprigionato. La sua opera maggiore è Bellum
Poenicum (La guerra punica), di grande importanza storica perché fu il primo poema epico della letteratura latina . Trasformerà la storia in mito.
Regni in Oriente : all'epoca di Zama, dei grandi regni emersi all'epoca della dissoluzione dell'impero euroasiatico di Alessandro Magno, ne erano rimasti 3 dei 5 originari: l'Egitto sotto Tolomeo Epifane, la
Siria, sotto Antioco III il Grande e la Macedonia, sotto Filippo V. Altri regni di minore importanza cercavano di resistere alla pressione degli altri tre: Pergamo, la Bitinia, la Cappadocia, il Ponto, la Galatia ed
infine la Grecia, parcellizzata in una serie di città stato e di leghe spesso in guerra fra loro. - Il gruppo dirigente romano, nonostante le guerre puniche avessero depauperato le risorse dell'Urbe ed i nuovi
ricchi, reclamavano nuovi mercati. Inoltre le grandi coltivazioni della Sardegna e della Sicilia e le miniere della Spagna necessitavano manodopera schiavile, che solo nuove guerre potevano dare. Si stava
affermando quindi un imperialismo sia economico che militare.
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Lex Hostilia o Lex Hostilia de furtis . Del 2° sec. a. C., emanata per tutelare il patrimonio di persone che non erano presenti in quanto prigioniere di guerra o inviate in missione dallo Stato per cause civili o
militari. Di grande importanza perché consentiva il riconoscimento della personalità giuridica, e quindi dei diritti, di un soggetto che si trovava in stato di cattività, e che quindi non poteva presenziare
fisicamente in un processo, (prima di questa, il diritto romano non prevedeva che una azione legale potesse essere portata avanti da una persona in nome di un'altra, salvo i casi di azioni pro populo, pro
libertate, e pro tutela).
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Letteratura latina . Data, non certa, della morte di Livio Andronico (nato a Taranto, allora colonia greca, nel 280 a.C.), poeta, drammaturgo ed attore teatrale romano. Uno schiavo, che portato a Roma in
seguito alla conquista di Taranto da parte dei romani nel 272 a.C., una volta divenuto liberto, trasse il nome di Livio dalla gens di cui era entrato a far parte (Livio Salinatore, di cui educò i figli). Di nascita e
cultura greca, con l'intento di avvicinare i giovani romani allo studio della letteratura, tradusse in versi saturni l'Odissea di Omero (Virum mihi Camena insece versutum , narrami, oh Camena, dell'astuto eroe).
Il saturnio (o faunio) è un verso della poesia latina arcaica, in epoca precedente all'adozione dei metri greci : « malum dabunt Metelli Naevio poetae ». Di lui si conoscono 8 tragedie, ispirate in parte al ciclo
troiano, che interessavano il pubblico romano perché legate ad Enea, l'eroe legato alle origini di Roma.
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Astrolabio: per calcolare la posizione dei corpi celesti, Ipparco di Nicea é considerato uno degli inventori - Pattini da ghiaccio: usati per la prima volta in Scandinavia - Carta: da corteccia, stracci e reti da
pesca fu descritta per la prima volta nell'anno 105 dall'ufficiale di corte Ts'ai Lun
Architettura romana: le città . Dal II sec. a.C. I romani costruirono città, applicando il sistema ortogonale (isolati quadrangolari uniformi) di Ippodamo di Mileto, che diviene l'impianto più diffuso nelle città
conquistate e rifondate dai Romani come proprie colonie. Gli assi principali detti cardo (via che correva in senso nord-sud) e decumano (via che correva in senso est-ovest), furono eletti ad assi viari più
importanti. All'incrocio dei decumanus maximus , solitamente vi era il forum , la piazza principale. Le nuove città sorgevano preferibilmente in zone pianeggianti ed all'incrocio delle grandi vie di
comunicazione. Roma ripartì il territorio in proprietà agrarie dalla forma regolare, con le note "centuriazioni", uno schema adottato anche nei castra (le fortificazioni dove risiedevano in forma stabile unità
dell'esercito, per esempio, le legioni). L'ager centuriatus veniva tracciato dall'agrimensore che, individuato l'umbilicus agri , vi si posizionava e con lo sguardo rivolto verso ovest definiva il territorio con l'aiuto
di una groma (un'asta conficcata nel terreno che aveva alla sommità due aste tra loro ortogonali, le cui estremità avevano dei fori a distanza uguale sui quali venivano appesi dei fili di piombo, che risultavano
due a due fra loro ortogonali e servivano per traguardare i capisaldi): ciò che vedeva davanti era definito col nome ultr a, citra quanto aveva alle spalle, dextera la parte alla sua destra e sinistra quanto stava
alla sua sinistra. Una suddivisione che, seppure in maniera discontinua sopravvive ancora oggi, nell'orientamento delle divisioni proprietarie. In tardo periodo repubblicano al concetto utilitaristico del governo
della città si affiancherà il concetto di decoro, e successivamente saranno gli imperatori con il loro desiderio di lasciare un ricordo indelebile, ad arricchire Roma di edifici monumentali e superbi.
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Leges Porciae . Tre leggi romane emanate che trattano il tema della Provocatio ad populum , estendendo e perfezionando quanto previsto dalla Lex Valeria de provocatione .
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Seconda guerra macedone : Nel 200 a.C. le due grandi potenze orientali, Macedonia e Siria si erano alleate e la loro espansione si era estesa anche alla Grecia, che chiede aiuto ai Romani. In un incontro ad
Aoos, lungo la frontiera greca, tra Tito Quinzio Flaminio ed il re Filippo V, la conditio sine qua non per cui si sarebbe evitata la guerra era che il re abbandonasse il suo possedimento in Grecia. Il re però
abbandona la conferenza e si ritira in Tessaglia. Inizia così la 2° guerra macedone. Filippo V di Macedonia per armare un esercito di 23 mila uomini è costretto a chiamare sotto le armi ragazzi di 16 anni che
addestrerà a Dion. Dopo vari spostamenti alla ricerca di un terreno più adatto allo scontro e molte scaramucce, si ritrovano a Cinocefale (ora Karadagh in Tessaglia) e Filippo viene sconfitto. 8 mila i morti
macedoni (solo 700 quelli romani) e 5 mila prigionieri. Flaminio non uccide il re ma lo rimette sul trono. Un corteo trionfale percorre per tre giorni le vie di Roma. Ricchezze per 2713 libbre di oro fuso, 43.270
libbre di argento, 14.514 filippici d'oro. Poi Marco Acilio Gabrione batterà anche Antioco il Grande alle Termopili. - Lex Atinia de tribunis plebis in senatum legendis. Riconosce agli ex tribuni l’ingresso in
Senato, previo il rituale vaglio da parte dei censori. Venne proposta dal tribuno della plebe Caio Atinio Labeone, che quindi divenne senatore.
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Suddivisione della Spagna . I Romani l'avevano ottenuta come bottino di guerra dopo la 2° Guerra punica e, oltre che a sfruttarla a fondo, provvedono a suddividerla in Citeriore ed Ulteriore. Lusitani e
Celtiberi però mal sopportano il governo romano e si ribellano. La rivolta sarà domata solo nel 139 a.C. con l'uccisione a tradimento di Viriato, capo dei Lusitani. Nel 133 a.C. toccherà poi ai Celtiberi, quando
Scipione l'Emiliano conquisterà la oro roccaforte di Numazia.
Il console Flaminio dichiara la liberazione della Grecia dal giogo macedone ed i timori di Catone (Graecia capta ferum victorem cepit ) si avvereranno in quanto la Grecia conquistata conquisterà il barbaro
vincitore, senza armi, ma con la religione, il teatro per la plebe, la filosofia e le arti classiche superiori. - Ai giochi istmici viene proclamata la libertà della Grecia
Guerra contro Antioco di Siria, che durerà sino al 190 a.C., e disfatta di Antioco a Magnesia da parte di Publio Cornelio Scipione. - Console plebeo è il 39enne Catone il Vecchio insieme con il patrizio Lucio
Valerio Flacco. Entrambi associati alla fazione politica conservatrice e di ispirazione religiosa. Viene eliminata la legge suntuaria (-215)
Gli etoli, che dopo aver battuto Filippo si attendevano in compenso di sostituire i macedoni nella leadership greca, covano un sordo rancore nei confronti di Roma si avvicinano ad Antioco III. Nella primavera
di quest'anno conquistano Demetriade, il porto principale della Grecia settentrionale. Ciò induce Antioco III di Siria a prendere posizione contro i romani e ad invadere la Grecia portandosi dietro Annibale e
tutti gli uomini che in quel momento poteva permettersi : 10.500. Conquistò Calcide, dove avrebbero dovuto sbarcare i suoi aiuti, ma alcuni suoi alleati uccidono 500 romani che si erano rifugiati in un luogo
sacro. Flaminio ha ora il pretesto che serviva a Roma per dare inizio alla guerra contro il re aggressore.
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Lex Laetoria de circumscriptione adulescentium . Chiunque raggirasse un minore di 25 anni proponendogli un affare svantaggioso poteva essere soggetto ad un'azione penale popolare. La conseguenza fu una
limitazione di fatto della capacità di agire dei minori di 25 anni.
Guerra siraca e battaglia delle Termopili : il console Manlio Acilio Gabrione riconquista in sole tre settimane tutte le città in cui Antioco aveva lasciato le proprie guarnigioni. Antioco ripiega allora verso le
Termopili e tiene a bada per un po' i romani impedendo loro l'ingresso verso la Grecia centrale. Catone riesce però ad aggirarli ed Antioco deve fuggire in Asia abbandonando le velleità in Grecia. Roma decide
di affrontare con maggior decisione il regno seleucida. Per comandare la spedizione il popolo grida a gran voce l'eroe di Zama, ma Scipione era stato eletto console nel 194 e la legge non gli consentiva di essere
rieletto tanto presto. Saranno eletti Gaio Lelio e suo fratello Lucio Scipione a cui l'Africano farà da luogotenente.
Battaglia di Magnesia . Gli Scipioni arrivano in Etolia a fine Aprile con 13 mila fanti e 500 cavalieri e si uniscono alle forze di Acilio. Poi parte per la Tessaglia. L'Africano impone ad Antioco III l'abbandono
dell'Asia Minore sino al Tauro ed il pagamento di tutte e spese di guerra. Antioco non accetta e concentra il proprio esercito, 60 mila fanti e 12 mila cavalieri, a Tiatira (odierna Ak-issar) sul Frigio. I romani ne
hanno meno della metà. Lo scontro avviene a Magnesia ed Antioco subirà una pesante sconfitta. A fine giornata i romani prenderanno prigionieri solo 400 siriaci, a fronte di 50 mila caduti tra i fanti e 3000 fra
i cavalieri. I vincitori lamenteranno solo 300 morti tra i fanti e 24 tra i cavalieri, oltre a 25 tra i combattenti di Pergamo. Tutte le città al di qua del Tauro vanno a fare atto di sottomissione ai romani. Le spese di
guerra che dovranno pagare gli sconfitti ammontano a 393 tonnellate di talenti, pagabili in 12 anni A garanzia del pagamento dovranno fornire 12 illustri ostaggi. Fra questi doveva esserci anche Annibale, che
però riesce a fuggire alla corte di Bitinia Prusia, dove si suicida 6 anni dopo. Pergamo, con il suo re Eumene, sarà eletta a baluardo contro le velleità di rivalsa delle dinastie ellenistiche in Oriente, mentre
Filippo rimaneva una sorta di incognita. I greci, in particolare gli etoli e gli achei, erano sempre in disputa all'interno ed all'esterno e tenevano desto l'interesse di Roma. Il ritorno in patria dell'esercito
trionfatore ebbe parecchi problemi. In Tracia, dopo il passaggio dell'Ebro, il convoglio, molto lento per il ricco bottino, è attaccato più volte dai barbari e riuscirà ad arrivare a Roma solo nella primavera del
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Via Appia. Terminano i lavori, iniziati nel 312 a.C, di questa strada che, da porta Roma a Brindisi, importante porto per la Grecia e l'Oriente. Fu voluta dal censore Appio Claudio Cieco, che fece ristrutturare
ed ampliare una strada preesistente che collegava Roma alle colline di Albano. Costruita con il criterio di un'autostrada, con lunghi rettifili che puntano dritti alla meta, scavalcando vallette e centri abitati. Per
ragioni militari si doveva raggiungere Capua nel più breve tempo possibile: quasi 200 Km coperti in 5 giorni di cammino. Lungo il suo percorso alle porte di Roma, si possono vedere delle tombe, e su una di
queste, com anche descritto nel file "parole latine", raggiungibile tramite un link visibile andando all'anno 476 d.C., vi è la scritta: “Qui hic minxerit aut cacarit habeat deos Superos et Inferos iratos ”
(Chiunque venga qui a pisciare o a cacare si scontri con l’ira degli dei superi e inferi). Ma non è certo un po' di cacca che ha deturpato nei secoli questa strada. Depredata dei suoi monumenti, imbottita di
costruzioni abusive, la più gloriosa strada del mondo è solo l'ombra di ciò che è stata. Nel XV sec. Enea Silvio Piccolomini, redarguì un contadino che stava facendo a pezzi antiche pietre per costruirsi una
casetta. Nel secolo successivo il Senato di Roma concesse a Ippolito d'Este di demolire la tomba di Cecilia Metella per ricavarne materiale e costruire la sua villa a Tivoli (villa d'Este). Ci volle Paolo
Lancellotti per revocare il permesso, ma intanto il rivestimento in travertino della base era stato asportato. Leggere la Satira I, 5 di Orazio per vedere cosa significava andare da Roma a Brindisi. Vedi anche
anno -190
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3 Muore Antioco III (242 a.C.), ucciso dagli abitanti dell'Elymais, nel Khuzestan, mentre tentava di saccheggiare uno dei loro templi. Il regno seleucide passa così nelle mani di suo figlio, Seleuco IV Filopatore.
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Nuova rivolta di schiavi in Apulia. Gli scampati furono internati in miniera. Prima di questa, vi era stata in Etruria una ribellione. Furono tutti uccisi dalle legioni
Baccanali vietati . Il Senato di Roma emana un decreto contro i baccanali, i rituali in onore di Bacco/Dionisio. L'ospitalità romana verso le divinità straniere era notevole, ma rimaneva comunque vincolata alle
leggi cittadine perché, qualora i seguaci di una setta avessero compiuto durante il rituale un reato, esso rimaneva tale. Quali furono gli eventi che indussero i consoli romani Spurio Postumio Albino e Quinto
Marcio Filippo a non poter assumere il comando degli eserciti e ad occuparsi di politica interna per agire contro i seguaci del culto di Bacco, che alcuni dicono importato dall'Etruria, che a sua volta l'aveva
importato dalla Grecia? Dalla confessione di Egezio e della sua ragazza Fecenia, il console Postumio viene a conoscenza dei riti di iniziazione dei seguaci di bacco : , stati di trance, ubriacature, stupri, orge. Di
iniziati poi dediti a uccisioni con sparizione del cadavere, ruberie, frodi, false testimonianze relative a testamenti per procurare nuovi fondi alla setta. In un discorso alla popolazione, rivela la pericolosità di
questa setta e promette una ricompensa a coloro che avessero fatto il nome di un aderente al culto, dando però la possibilità agli accusati di scagionarsi per evitare vendette. Fughe, suicidi, condanne a morte e
l'affissione in tutte le città di tavole, come quella in bronzo ritrovata nel 1640 presso il comune di Tiriolo in Calabria, in cui erano descritti i veti ed a chi rivolgersi qualora si fosse voluto avere un baccanale. Il
culto di Bacco non sarà proibito completamente ma sottoposto a regole rigide : praticato da non più di 5 persone, né sacerdoti e luoghi di culto ufficiali. Nessun fondo cassa. Avranno ancora seguito, ma solo
per pratiche sessuali a carattere orgiastico (Messalina).
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Censura di Catone il Vecchio con il compito di indagare sulla virtù e sui vizi della popolazione, per non distaccarsi troppo dal tradizionale stile di vita sobrio e forte. Tutte le famiglie romane, patrizie o plebee i Corneli, i Claudi, i Semproni, gli Scipione - furono oggetto di accuse dominate da un gretto spirito contadinesco ispirato ad invidia e gelosia.
Letteratura latina . Muore Plauto (Sarsina, tra il 255 e il 250 a.C), di origine umbra, con Terenzio, fu il più importante commediografo della letteratura latina . Si ispira ai modelli greci, ma introduce
elementi della vita quotidiana romana e della tradizione farsa italica. È il primo scrittore dell'età arcaica di cui ci sono pervenute le opere complete. Struttura delle commedie : non sono divise in atti (lo saranno
dal periodo umanistico). Sono prive di coro, ma innovativo è l'ampio spazio dedicato alla musica e al canto, monodico corale. Vivacità dei dialoghi, dei monologhi, caricature grottesche, irresistibile comicità
nelle trovate sempre nuove, ritmo scoppiettante degli espedienti ed improvvisi cambiamenti di situazione. Spiritosa parodia della vita reale in cui sembrano credibili le avventure più illogiche e strambe.
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Prima legge sulla concussione (da concutere = estorcere) , prima legge santuaria
Lex Villia annalis , regolante una età minima per l'accesso alle magistrature. Non si poteva essere questori prima dei 30 anni, pretori prima dei 39 e consoli prima dei 42. - Governo nella Spagna Citeriore di
Tiberio Sempronio Gracco il vecchio (sino al 178 a.C.)
Veneficia matronarum . Vedi anche 331 a.C., 153 ed 81 a.C. Livio dice che l'anno inizia con la morte di un pretore e di un console. Quei decessi saranno seguiti da quelli di molti altri personaggi illustri, tanto
da decidere di svolgere dei riti purificatori per riacquistare la benevolenza degli dei. Qualcuno però iniziò a sospettare che non ci fosse la mano divina, e il nuovo pretore Gaio Claudio, sostituto di quello morto,
fu incaricato di svolgere un'inchiesta in città. In provincia ci avrebbe pensato il governatore Gaio Menio. Ad innescare l'indagine, anche la morte del console, sostituito subito da Quinto Fulvio Flacco, figlio di
primo letto della moglie. Infatti Quarta Ostilia era stata molto delusa dalle sconfitte politiche subite dal figlio; l'ultima proprio dal patrigno. Dopo quella sconfitta, Ostilia disse al figlio di ripresentare la
candidatura, al resto avrebbe pensato lei. Le inchieste in corso porteranno alla condanna di migliaia di donne e la situazione in quel periodo era tale che Catone affermò che non vi era adultera a Roma che non
fosse anche un avvelenatrice.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Muore a 59 anni Filippo di Macedonia , che per aver aiutato i romani nella guerra siriaca, aveva sperato di aumentare la sua potenza ed i suoi territori, ma Roma non lo accontentò perché ciò sarebbe andato a
discapito degli altri alleati. Il figlio Demetrio era stato inviato a Roma come ostaggio, ma dopo alcuni anni trascorsi là, piacque ai romani che lo avrebbero voluto sul trono dopo la morte del padre. Filippo
invece aveva deciso che il suo successore sarebbe stato il figlio maggiore, Perseo. E così fu. Dopo un periodo di relativa tranquillità, azioni varie di Perseo cominciarono a preoccupare Roma (inoltre, oltre ai
suoi 39 mila effettivi di fanteria e 4 mila di cavalleria, aveva sufficienti soldi per arruolare 10 mila mercenari per 10 anni) e Gneo Sicinio fu inviato ad Apollonia, in Illiria per presidiare la costa nell'attesa di un
futuro sbarco, che avverrà nell'estate del 171 a.C.. La Siria, l'Egitto, la Cappadocia, la Bitinia e la Grecia si professarono favorevoli ai romani.
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Terza guerra di Macedonia: L'esercito romano, imbarcatosi a Brindisi, giunge in Illiria poco prima dell'estate. Lo comanda il console Publio Licinio Crasso che subisce una prima sconfitta al passo del
Tempe. Ma non insiste oltre, anzi, sgombera la Tessaglia ed a fine anno termina il mandato di Licinio. I suoi due successori non riescono ad avanzare di molto Perseo però fa ritirare ancora le proprie
guarnigioni da Tempe a Dion e lui arretra sino a Pidna . Ci sarà guerra sino al 168 a.C. contro Pèrseo di Macedonia, succeduto a Filippo, e sua disfatta a Pidna (168 a.C.) da parte di Emilio Paolo, figlio del
console caduto a Canne.
Lex Voconia . Approvata dai concilia plebis su proposta del tribuno della plebe Voconio Saxa, con l'appoggio di Catone il Censore, stabilì che nessun legatario potesse ricevere più di quanto avesse ricevuto
l'erede. In tal caso però era facile aggirare lo scopo della disposizione disponendo un gran numero di legati che non superassero la quota attribuita al legatario. Oltre ad essere stata uno dei perni fondamentali
della cosiddetta media iurisprudentia è rimasta sempre nella memoria dei giuristi come simbolo di svolta. Essa infatti limitava la capacità successoria delle donne, più precisamente vietava che chi nel
testamento lasciasse un'eredità superiore al valore di centomila assi non poteva istituire come erede una donna (anche se, tuttavia, quest'ultima poteva comunque ricevere l'eredità per fedecommesso). Tra i
motivi principali dell'emanazione di questa legge c'è ovviamente la salvaguardia dell'adgnatio (letteralmente nascere vicino, sta ad indicare il rapporto di parentela tra due persone discendenti da un pater
familias comune) in linea maschile.
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10 8 Letteratura latina . Muore di gotta a Roma Quinto Ennio (Rudiae, una volta chiamata Calabria, ma che corrisponde alla Puglia meridionale, 16 luglio 239 a.C.), drammaturgo, scrittore, e il maggior poeta
dell'età arcaica romana. Con lui, si impone definitivamente nella letteratura latina il modello greco. Per primo usa l'esametro negli Annales , il poema nazionale di Roma repubblicana (dei circa 30 mila versi ne
rimangono 600 sparsi e frammentati e celebravano la storia di Roma in ordine cronologico da Enea in poi). Fu l'iniziatore della satira letteraria. I suoi continuatori saranno Pacuvio (figlio della sorella) ed Accio
(il più famoso autore latino di tragedie), ma che concedono molto più al romanesco ed al patetico.
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6 22 Battaglia di Pidna (3 ª guerra illirica). Dopo altre due guerre inconcludenti, la terza guerra in Macedonia ha contro l'esercito del re Perseo, ed ha bisogno di una svolta. Viene prescelto il console Lucio Emilio
Paolo, figlio del console caduto a Canne e cognato dell'Africano. Resosi conto della casualità con cui era stata condotta sino ad allora la guerra, prima di partire manda in avanscoperta il vincitore di Magnesia
Domizio Enobarbo. Avuto il resoconto, parte e si riunirà a Publio Cornelio Scipione Nasica Corculo ponendo il proprio campo al di qua del fiume Leuco. Sono le 3 del pomeriggio. Lo scontro avviene a Pidna,
in Tessaglia, nei pressi del monte Olimp, nel nord della Grecia. È la falange di Perseo a dare inizio al combattimento e ad avanzare contro i legionari che cercavano di aprirsi un varco, ma il muro di sarisse si
rivela invalicabile, ed allora iniziano a ritirarsi, inseguiti in modo scomposto dalla falange, su un terreno irregolare che la costringe a disunirsi ed a rompere il loro invalicabile muro di sarisse. I Romani allora
ricompongono le fila, si lasciano penetrare al centro del loro schieramento ed attaccano la falange lateralmente, nei punti più sguarniti del loro schieramento e, presa da più parti, crolla. In poco più di un'ora
saranno uccisi 20 mila macedoni ed 11 mila i prigionieri. Perseo riesce a fuggire e tenterà di strappare il diritto di mantenere la sua posizione regale. Il console offre però solo la resa incondizionata. Perseo sarà
poi tradito, fatto prigioniero e morirà in Italia. La Macedonia cessa di esistere come regno e viene suddivisa in 4 repubbliche che diverranno alleate di Roma. Lucio Emilio Paolo muore nel 160 a.C. e la vendita
dei suoi beni sarà appena sufficiente a pagargli il funerale. Sempre a Pidna, ci sarà però un'altra decisiva battaglia nel 148 a.C., questa volta contro Andrisco che aveva organizzato una rivolta antiromana. Con
la sua sconfitta, l'egemonia romana in Macedonia diverrà schiacciante. Per Roma la conquista della Grecia sarà una rivoluzione che, in pochi decenni, finirà con lo stravolgere ogni campo della vita sociale,
politica e culturale. Dirà Orazio: "La Grecia conquistata conquistò il rude vincitore ".
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La Macedonia cessa di esistere come regno e viene suddivisa in 4 repubbliche che diverranno alleate di Roma. L'Illiria viene suddivisa in 3 parti e l'Epiro sarà sottoposto ad una durissima repressione .
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Letteratura latina . Muore a Stinfalo d'Arcadia Publio Terenzio Afro (Cartagine, 185-184 a.C. circa), commediografo berbero di lingua latina la cui biografia si ricava da Svetonio. Afro (Afer = africano) è il
nome che gli era stato attribuito come schiavo dal senatore Terenzio Lucano, che gli darà una buona educazione e che poi lo affrancherà. Divenne amico di Gaio Lelio e di Scipione l'Emiliano nel cui circolo si
coltivavano gli aspetti più innovativi della cultura ellenica del tempo, con l'affermazione di quel valore humanitas che poi sarà centrale nel mondo poetico del commediografo (si sintetizza nel celebre verso
dell' Heantontimorumenos : "Homo sum; humani nihili a me alieno puto " - Io sono uomo; e nulla di ciò che è umano ritengo a me estraneo). La sua relazione con i giovani aristocratici dà adito a maldicenze.
Viene perfino messa in dubbio la paternità delle sue commedie, a cui Scipione e Lelio avrebbero largamente collaborato. Nel 160 a.C. andrà in Grecia per conoscerne meglio gli usi e costumi e non farà più
ritorno. Le sue commedie seguono la tradizione della fabula palliata dove, dopo Stazio, raggiungono la massima espressione (genere teatrale di commedia latina di argomento greco, il cui nome deriva dal
pallio, in latino pallium , che traduce il greco himátion , abito nazionale greco, indossato dagli attori di questo genere, una mantellina color porpora di foggia ridotta, in opposizione al complicato abito romano,
la toga, che dà il nome al genere della fabula togata , la commedia latina di ambientazione romana). Dopo di lui questo tipo di commedia, per la mancanza di idee e la ripetitività delle trame, inizia la parabola
discendente. La sua commedia non ha i ritmi incalzanti e la prorompente comicità di Plauto. È dotata di buon gusto e di cultura raffinata, ed il teatro da popolare diventa d'élite. I personaggi sono spesso
analizzati nel loro carattere con umana partecipazione che dona loro delicatezza e sensibilità morale.
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Ebrei . Risale a questa data la prima notizia storicamente accertata della presenza degli Ebrei a Roma, quando giunge nella capitale un'ambasceria che, a nome del condottiero Giuda Maccabeo, cerca di
stringere con i governanti romani un patto di amichevole alleanza. L'accordo sarà concluso facendo degli Ebrei il 1° popolo orientale a siglare un rapporto (quasi paritario) con la più grande potenza imperiale
esistente. Ci saranno alti e bassi nei rapporti, ma mai vere persecuzioni, solo qualche attrito od equivoco, come nel caso della circoncisione , quando i romani la equivocano con la castrazione e vorrebbero
proibirla. Guerre: nel 63 a.C., quando Pompeo Magno conquista Gerusalemme. Nel 70 d.C., quando Tito distrugge il Tempio di Salomone (considerato come una vendetta divina per l'uccisione di Gesù Cristo),
segnando la fine della nazione giudaica (il bottino trafugato darà vita al più grande museo della Roma imperiale, sino alla calata di Alarico e Genserico), che risorgerà dalle ceneri solo nel 1948. - Altri
problemi con la comunità ebraica : "Costantino, nel IV secolo, negli editti comincia a definirli una setta turpe, bestiale, perversa. Nel 1553 le autorità ecclesiastiche ordineranno che, per il capodanno ebraico,
venisse distrutto il Talmud (uno dei testi sacri dell'ebraismo e considerato come una raccolta di discussioni avvenute tra i sapienti sulla Torah circa i significati e le applicazioni dei passi della Torah scritta e
trasmessi poi oralmente. La Torah orale fu rivelata sul monte Sinai a Mosè e trasmessa a voce, di generazione in generazione, fino alla conquista romana), e che si facesse in Campo de' Fiori un gran rogo di
libri ebraici a partire da quelli religiosi. Il 17 luglio 1555 il papa Carafa fa concentrare a Roma gli ebrei in un ghetto: vedi 1603 - Lo storico greco romanizzato Dione Cassio dirà di loro: "Conoscono un solo
e unico dio che adorano con zelo fanatico. A Gerusalemme non esiste però una sua statua, perché lo ritengono inesprimibile ed invisibile. Il giorno del dio Saturno (Shabbàt, cioè Sabato) lo dedicano a questo
dio". E per Tacito: "... per essi sono empi coloro che con materie corruttibili rappresentano immagini degli dei secondo le forme umane".
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Nasce Gaio Mario, in una cittadina del Lazio meridionale che di lui ha voluto mantenere il ricordo, Casamari. Sarà vincitore di Giugurta, cimbri, teutoni. L'eroe di Roma che in genere si contrappone come
modello positivo al suo storico nemico, Silla, fautore delle proscrizioni e rappresentante dall'aristocrazia romana, avrà però anche alcune zone d'ombra nella sua vita. Sarà un eroe del partito popolare ed otterrà
cariche politiche che sino ad allora era impensabile che potessero essere attribuite ad un non aristocratico, nato fuori dall'Urbe. La sua carriera militare nascerà al fianco di Scipione l'Emiliano.
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Scoppio di gravi ostilità nella Spagna Ulteriore (con capitale Tarragona) e Citeriore (con capitale Cordova). Alla fine della 2° Guerra Punica, la Spagna era stata suddivisa in due province dopo la vittoria contro
i cartaginesi
Lex Aebutia de magistratibus extraordinariis - Proposta da Sestus Aelius, è una legge contro gli accordi tra magistrati
Veneficia matronarum . Vedi anche 331 a.C., 180 ed 81 a.C. A differenza degli episodi precedenti, questa volta le matrone coinvolte sono molto meno: solo due. I nomi delle protagoniste: Publicia e Licinia.
Secondo Valerio Massimo e Livio avrebbero avvelenato i loro compagni Postumio Albino e Claudio Asello, ma non si conosce il movente. Dopo la prima fase processuale, anziché attendere la seconda,
provvidero i parenti a fare giustizia.
I cartaginesi completano il pagamento dell'indennizzo dovuto a Roma. Entrano in contesa con l'ottuagenario re di Numidia, Massinissa, e ritenendosi ormai affrancati dalla morsa romana, si credono in diritto di
attaccarlo. Nell'Urbe però, una Cartagine florida e rediviva e che persegua obiettivi politici propri, diviene un'indiretta minaccia al diritto romano. Se ne rende conto Marco Porcio Catone, reduce da un viaggio
a Cartagine, maturando l'ossessiva convinzione che la città dovesse essere distrutta. Denuncerà la cosa più volte nei suoi interventi al Senato romano, premurandosi di concludere ogni intervento con la frase:
"Ceterum censeo Carthaginem delendam esse " (Inoltre sono dell'avviso che Cartagine debba essere distrutta).
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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3° guerra punica, voluta da Marco Porcio Catone (dopo un viaggio a Cartagine, ne ricava un impressione allarmante. Non una città distrutta né una popolazione sottomessa, ma una città ricca, rigogliosa e
fortificata. In Senato ammonirà : "Carthago delenda est!" ) e provocata da Massinissa, al quale Roma aveva dato il permesso di riappropriarsi dei territori occupati da Cartagine e che un tempo gli erano
appartenuti. Cartagine non può sopportare a lungo quei soprusi e dichiara guerra a Massinissa: un fatto che costituiva però una violazione del trattato di pace siglato nel 201 a.C. Naturale quindi l'intervento di
Roma in soccorso di Massinissa, e la guerra durerà sino al 146 a.C., anno del sacco di Corinto. Nonostante, per evitare la guerra, i punici avessero accettato tutte le condizioni imposte, come: dare in ostaggio
300 nobili giovinetti, rinunciare al proprio arsenale, tra cui 2000 catapulte. L'offerta fu però non sufficientemente adeguata. Avrebbero dovuto anche abbandonare la loro città e trasferirsi in un luogo a piacere
situato ad almeno 15 Km nell'entroterra. I cartaginesi rifiutano e la guerra divampa. Il console Lucio Censorino (comandante le forze della marina) e Manio Manlio (comandante dell'esercito), si imbarcano con
80 mila uomini alla volta di Utica, in Africa. Cartagine viene assediata da terra e dal mare e capitolerà nel 146 a.C. Catone morirà in quest'anno, a 85 anni, senza vedere la distruzione di Cartagine. - Lex
Calpurnia de repetundis . Stabilì che le accuse di malversazione contro i governatori provinciali dovessero essere giudicate da un tribunale permanente, presieduto dal praetor peregrinus e formato da giurati
tratti dall'ordine senatorio. Primo caso di tribunale permanente. Non era prevista alcuna pena pubblica, ma solo la condanna al risarcimento. - Lex Atinia - Tribuni della plebe (prima Magistratura plebea a
Roma) sono automaticamente promossi al Senato
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Letteratura latina . Muore Marco Porcio Catone (Tusculum, oggi Frascati, il 234 a.C. circa ), politico, generale, scrittore romano, storico, abile oratore (più preoccupato della sostanza delle cose che dalla
formulazione), soprannominato "il Censore" per il rigore e la severità con cui esercitò quella carica e per distinguerlo da Catone il giovane, il suo pronipote. Nacque in una famiglia plebea di agricoltori
benestanti, in un'epoca in cui la plebe poteva raggiungere le massime magistrature dello Stato. In Senato rappresenterà l'elemento di punta dell'ala agraria e conservatrice che si oppone ai cambiamenti in nome
del mos maiorum , degli onesti e morigerati costumi nazionali. Si oppone all'abrogazione della Lex Oppia , che impone limiti austeri alle spese private. Promosse la 3° guerra punica (Carthago delenda est ). In
difesa della severa tradizione degli antenati, si oppone fortemente al Circolo degli Scipioni, un gruppo culturale ellenistico. Una famosa massima sintetizza le sue idee in fatto di retorica, l'arte del parlar bene :
rem tene, verba sequentur - abbi ben chiaro il contenuto, le parole verranno da sé.
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Rivolta in Macedonia che viene sedata da Cecilio Metello solo nel 146 a.C. e la Grecia è sotto l'egemonia di Roma ma, come avrà in seguito modo di dire Orazio, in pochi decenni avverrà una rivoluzione,
che finirà con lo stravolgere ogni campo della vita sociale, politica e culturale, e "La Grecia conquistata conquistò il rude vincitore ".
La lega Achea dichiara guerra a Roma e verrà sconfitta nel 146 a.C. dal console Lucio Mummio.
Distruzione di Cartagine e fine della 3° Guerra punica . Il tribuno militare Scipione l'Emiliano, divenuto console nel 148 a.C., adottato da Publio Scipione, figlio dell'Africano, mette a sacco ed incendia
Cartagine (i Cartaginesi si erano già arresi, ma quando seppero che tra le condizioni di pace vi era la distruzione della città e la sua ricostruzione a 15 miglia dal mare, vi si asserragliarono e resistettero sino al
146 a.C.). Sulle rovine della città verrà buttato del sale, così che non avrebbe più potuto rinascere. - Distruzione di Corinto : I romani consolideranno anche la loro presenza in Grecia, aprendosi la possibilità
di competere risolutamente con i sovrani d'Egitto e di Siria per l'egemonia del Mediterraneo orientale. Gli oltre 2 decenni di scontri con i macedoni e con le leghe delle città elleniche, culminano nel 146 a.C.
con la presa di Corinto. Lucio Mummio incendia la città di punta della Lega achea, fa schiavi i suoi abitanti, mette all'incanto opere culturali e trasferisce a roma sculture e dipinti, fomentando ulteriormente la
passione dell'aristocrazia per l'arte greca
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Mappa dell'Universo: Ipparco di Nicea disegna la prima mappa con stelle e costellazioni
Una rivolta di celtiberici in Iberia, sino al 133 a.C., capitanata da Viriato, sarà domata dall'Emiliano - Lex Gabinia , che introduce lo scrutinio segreto nelle elezioni
Caio Ostilio Mancino si arrende a Numantia, in Spagna - Lex Cassia - Introduzione del voto segreto
Rivolta degli schiavi in Sicilia (Guerra servile)
Secondo consolato di Publio Cornelio Scipione Emiliano, che si innamora sempre più della cultura greca e creerà il "Circolo degli Scipioni ", un ritrovo colto ed elegante in cui si riunivano a discutere il
filosofo rodiese Panezio, lo storico Polibio di Megalopoli (suo il detto :"fortes fortuna adiuvat "), il generale Tito Quinzio Flaminio, trionfatore in Grecia, e poeti drammatici come Publio Terenzio e Marco
Pacuvio, e satirici come Caio Lucilio od il sapiens Caio Lucilio, amico dell'Emiliano. Per la prima volta entrerà anche una donna di alto intelletto: Cornelia, seconda figlia di Scipione l'Africano e sposa al
governatore di colonie Tiberio Sempronio Gracco, con il quale ebbe 12 figli, di cui 11 maschi
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Lex Rupilia - Riforma amministrativa e giudiziaria della provincia Sicilia al termine della seconda guerra servile
Scipione Emiliano viene finalmente a capo delle molte guerriglie che si erano scatenate nell'isola e della rivolta in Numazia del 134 a.C. Con lui inizierà anche la sfolgorante carriera militare di Gaio Mario.
Inizia così la romanizzazione del territorio iberico.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Dalla crisi economica e sociale alla riforma dei Gracchi. La classe dirigente dei senatori aveva consolidato il suo potere durante le guerre, mentre le classi medie si erano impoverite. La grande ricchezza che
affluiva dalle regioni conquistate permette ai ricchi di comperare i territori dell'ager publicus , cioè confiscati ai vinti e appartenenti allo Stato. Si diffonde così il latifondo e la schiavitù . Molti piccoli
proprietari, impoveriti, si trasferiscono in città in cerca di fortuna. Tiberio Gracco , figlio di Sempronio e Cornelia, eletto tribuno nel 134 a.C., propone una legge rivoluzionaria, la Lex agraria :1) Nessun
cittadino doveva possedere più di 125 ettari dell'Agro pubblico, che potevano diventare 250 solo se aveva 2 figli - 2) Tutte le terre distribuite od affittate dallo Stato dovevano essergli restituite allo stesso
prezzo, più un rimborso per gli eventuali miglioramenti apportati - 3) Esse dovevano essere divise e ridistribuite fra i cittadini poveri in lotti di 5 o 6 ettari ognuno, con impegno a non venderli e a pagarvi sopra
una modesta tassa. - La Macedonia è sconfitta e le sue città greche ridotte al vassallaggio. Già dal 200 a.C., Atene aveva chiesto l'intervento di Roma contro i Macedoni, i Seleucidi ed il regno di Pergamo.
L'ultimo re di Pergamo cede il suo territorio a Roma. Viene creata una nuova provincia chiamata Asia (la parte occidentale dell'Anatolia). Tiberio Gracco (30 anni) viene ucciso a bastonate dai patrizi e gettato
nel Tevere. Si era presentato in Senato, volendo essere eletto tribuno per la 2° volta, cosa illegale.
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Fine della prima rivolta servile in Sicilia capitanata da Euno. - Lex Rupilia . Promulgata sotto il consolato di Publio Rupilio e Publio Popilio Lenate, nasceva dalla pressante esigenza di mettere mano alla
riforma amministrativa della provincia della Sicilia dopo i violenti e sanguinosi moti che l'avevano scossa, in seguito alla prima guerra servile.
Il re di Pergamo Attalo III lascia in eredità il suo regno ai Romani, che però dovranno prima sedare la rivolta della cosiddetta "società degli eguali " capeggiata dal ribelle Aristonico
7 Letteratura latina. Muore a Taranto Marco Pacuvio (Brundisium, 29 aprile 220 a.C. ), drammaturgo, pittore e poeta romano, figlio di una sorella di Ennio, dal quale fu introdotto nell'ambiente ellenizzante
degli Scipioni. Nulla è rimasto delle sue Saturae (Le satire) ma divenne famoso come autore di cothurnatae , tragedie di argomento greco, dove pare prevalesse l'influenza di Euripide. Le sue tragedie furono
rappresentate per tutto il periodo repubblicano, ma per Cicerone e Marziale aveva scarsa padronanza della lingua.
Fallimento del tentativo di Aristonico di proclamarsi legittimo erede al trono di Attalo III. Il regno verrà riorganizzato come provincia d'Asia.
Fallisce la proposta di M. Fulvio Flacco di concedere la cittadinanza agli Italici; rivolta di Fregellae che voleva maggiori diritti politici, e sua distruzione.
Caio Gracco, fratello minore di Tiberio, viene eletto tribuno. Promuove riforme ancor più radicali. Lex Acilia Repetundarum (prevede che venga modificata la composizione e la procedura dei tribunali per il
reato di concussione. La legge puniva le malversazioni dei governatori con una pena in denaro, da versarsi direttamente nelle casse dello Stato, pari al doppio del valore del danno prodotto, evitando
persecuzioni da parte di privati). Lex frumentaria . Un provvedimento legislativo che regolava la distribuzione a prezzi agevolati o addirittura gratuiti alla popolazione meno abbiente di Roma. - Lex de viis
muniendis (riguardo alla costruzione di vie), delineava un piano di costruzione delle strade, cosicché aumentassero i posti di lavoro e fossero favorite le comunicazioni; questa legge andava soprattutto a
vantaggio dei contadini e dei mercanti.
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Caio Gracco aveva fatto fondare, in soli 60 giorni, una colonia sulle rovine di Cartagine, per mandarvi i poveri. La chiama lunonia . Non riesce a farsi eleggere tribuno per la 3° volta perché volle concedere la
cittadinanza agli italici, cosa non gradita ai senatori. Quando i favori del proletariato passeranno all'altro tribuno Livio Druso, ed il senato approverà il Senatus consultum ultimum , un provvedimento che
consentiva ai consoli, tra cui Lucio Opimio avversario di Caio, i pieni poteri perché provvedessero alla salvezza dello Stato con qualsiasi mezzo Caio, sentendosi ormai sconfitto, inseguito, si farà uccidere dal
proprio schiavo prima di essere raggiunto dai suoi persecutori. Anche i suoi seguaci (circa 3000) saranno massacrati.
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Pirateria . Tra il 123 e 121 a.C. Quinto Cecilio Metello si guadagna il nome di "Balarico" per aver estirpato la perniciosissima genia di pirati che infestavano le isole Baleari, che da allora passeranno sotto il
dominio di Roma. Dopo la distruzione di Cartagine, le acque dell'area avevano cessato di essere pattugliate dai mercanti cartaginesi.
Mario si candida al tribunato della plebe e vince, come dice Plutarco, grazie ai brogli messi in atto da Cecilio Metello, suo patrono. Tenterà di far varare una legge che modificasse in parte il sistema elettorale
romano, limitando il potere degli aristocratici. Vi riuscirà, anche dopo il blocco del Senato ed il parere contrario del suo patrono Metello.
Morto Caio Gracco, il Senato abolisce la legge agraria. - Lex Aebutia: consentì l'utilizzazione della procedura formulare anche nel tribunale del pretore urbano. Forse solo per i rapporti per i quali mancasse
una apposita legis actio ; forse quando sarebbe stato possibile agire per legis actiones , ma le parti preferissero il ricorso alla nuova procedura. - Migrazione di popoli : Strabone ci informa che cimbri e
teutoni si sono mossi dalle loro sedi, rispettivamente nello Jutland all'estuario dell'Elba e sulla costa baltica del Meklemburgo, alla volta della Gallia, perché le loro terre erano state invase da un'inondazione
marina. Si stima fossero circa mezzo milione. Rifiutati in Boemia e nella zona di Belgrado, giungono in Carinzia dove sono stanziati i taurisci. Avranno un primo scontro nel 113 a.C. contro i Romani di
Carbone, e seppur armati di sole lance, vinceranno. Carbone si suicida.
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Muore Micipsa, figlio di Massinissa ed erede del trono di Numidia, avuto in dono dai romani per l'aiuto nella guerra contro Cartagine. Lascia il trono all'ambizioso e cinico figlio adottivo Giugurta , temuto da
Roma e tutore degli altri due giovani figli: Iemsale e Adrebale, che verranno però eliminati assieme ad un nipote di Massinissa.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Guerra di Numidia . Vertenza e guerra, sino al 105 a.C., con Giugurta di Numidia. Dapprima ci sarà al comando Quinto Cecilio Metello e che si oppose nel 107 a.C. all'elezione a console del proprio
luogotenente Caio Mario, un plebeo nato nel 157 a.C. ad Arpino come Cicerone, in territorio del volsci, e che doveva aspirare, al massimo, ad essere tribuno. Ma poi l'assemblea voterà compatta per Mario e gli
affiderà il comando delle legioni. Mario introdurrà nell'esercito un importante cambiamento . Sino ad allora, solo i patrizi facevano parte dell'esercito, perché si potevano permettere l'acquisto di armi ed
armature. Con lui, saranno ammessi anche volontari e nullatenenti e distribuirà terre ai suoi veterani. In questo modo, molti poveri cittadini, arruolandosi in un esercito professionale, trovavano un mezzo di
sostentamento. Come questore aveva Silla. Nel 104 a.C. Giugurta sarà aggiogato al carro del vincitore nelle cerimonie trionfali.
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Mario, dopo che l'anno precedente non era riuscito a farsi eleggere né alla carica di edile curule, né a quella di edile plebeo, riesce a farsi eleggere alla carica in pretura, per un pelo, come ultimo dei sei. Ma,
sempre a causa di brogli elettorali, viene processato. La questione era però talmente ambigua, che i giudici daranno un pareggio come risultato. Per la legge romana, la questione veniva così fatta cadere. Ma, a
quei tempi, chi non imbrogliava?
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Lex Aemilia de libertinorum suffragiis . Proposta dal console Marco Emilio Scauro. Riguardava il diritto di voto dei liberti e, verosimilmente, ne stabiliva dei limiti.
Mario ottiene il governatorato della Spagna Ulteriore e farà mostra delle sue capacità militari tanto da meritarsi un trionfo. Non era però ancora pronto per l'ascesa politica.
Guerra contro Giugurta di Numidia. Durerà sino al 107 a.C:, quando il comando sarà affidato a Caio Mario, affiancato dal questore Cornelio Silla. Quest'ultimo riuscirà a farsi consegnare Giugurta, che sarà
giustiziato. Al termine del conflitto gli onori saranno tributati a Mario e Silla mal tollerò di non essere stato considerato.
Mitridate VI sale al trono del regno del Ponto e già dal 110 a.C. metterà in atto una politica espansionistica nell'area del Mar Nero, dando così inizio ad una serie di conflitti con la Repubblica romana (89, 8381, 75-63), che prenderanno il nome di Guerre Mitridatiche .
A Mario si presenta l'occasione per inserirsi in una prestigiosa famiglia aristocratica, ma caduta in disgrazia e con un patrimonio molto scarso. Arricchitosi dopo il governatorato in Spagna, a Mario viene
proposto da Gaio Giulio Cesare, nonno del più famoso condottiero, di sposare sua figlia Giulia Maggiore. Mario non si fa sfuggire l'occasione di colmare il suo gap sociale e di entrare così a far parte della
gens Giulia. Divorzia dalla sua prima moglie Grania, di Pozzuoli, e sposa Giulia.
Nuova sconfitta lungo la valle del Rodano dei romani contro i cimbri dopo che il console Marco Giunio Silvano era stato inviato a garanzia della protezione dei galli oltre le Alpi ed a comunicare che i senatori
avevano rifiutato la loro richiesta di stanziamento. Nel 107 a.C. toccherà anche a Cassio Longino che morirà in un agguato mentre li inseguiva.
La guerra contro Giugurta dura già da 4 anni. Il Senato invia in Numidia Cecilio Metello che sceglie come legato Gaio Mario che farà sfoggio delle sue capacità militari, tanto da divenire il paladino delle
truppe. Nel 108 a.C. concorre alla carica di console, nonostante il parere contrario di Cecilio Metello, con il quale avrà così una rottura definitiva.
Mario ottiene il consolato e l'appoggio del popolo per proseguire la guerra contro il re numidico Giugurta, succeduto allo zio Micipsa, dopo avergli ucciso i figli. È l'homo novus . Un generale che sarà capace
di lasciare un segno nella storia di Roma. Nel primo mezzo secolo della sua vita non si fa notare anche perché i suoi natali non gli consentono di godere delle opportunità degli aristocratici, di quelli che
appartengono alla ristretta cerchia di famiglie che monopolizza il potere a Roma. Ma ora era sposato con Giulia maggiore, della gens Giulia. Inizierà a screditare i suoi superiori sostenendo che Metello non
fosse sufficientemente saldo nel gestire l'azione militare. E che la guerra in Numidia durava da troppo tempo perché molti personaggi illustri si erano lasciati corrompere - Odinamento dell'esercito : il primo
problema che si trova ad affrontare è la carenza di materiale umano che affligge le armate romane da parecchi decenni. Un esercito professionale o di mercenari era ancora un concetto distante dal
conservatorismo delle classi dirigenti romane, ma l'arruolamento per censo rischiava di far perdere tutto a chi stava meglio perché una campagna in luoghi distanti poteva durare anche vent'anni. Niente più
coscrizione obbligatoria sulla base del censo e leva volontaria. Si comincia così ad ingaggiare contingenti stranieri, specializzati, come, arcieri, acontisti numidi (armati di dardi), frombolieri balearici e la
cavalleria cittadina sarà sostituita da numidi, iberici, traci in formazioni chiamate auxilia . L'equipaggiamento dei legionari è uniformato. Non più quindi sulla base di esigenze censitarie. L'ordinamento
manipolare non sembrava più adatto a fronteggiare la guerriglia celtica. La legione non sarà più basata sul manipolo bensì sulla coorte , con 3 manipoli, rispettivamente di astati, principi e triari. Ogni legione
veniva così ad avere 10 coorti, suddivise a loro volta in centurie e comandate da centurioni. Rispetto al manipolo si aveva un'aggregazione migliore e un'autonomia maggiore nei manipoli. I suo soldato veniva
dotato di pilum come arma da getto, e di gladium per il combattimento ravvicinato. Lama a punta larga e pomello in bronzo od avorio con gli incavi per le dita, così che l'arma risultasse il prolungamento del
braccio. Altra arma da taglio era il pugio , una sorta di pugnale.
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Silla diventa questore del console Mario e si fa subito un nome inducendo Bocco, che si era ingraziato con dei servigi non ben precisati, a tradire il suocero Giugurta. Il merito però se lo prenderà Mario, in
quanto capo dell'esercito. - Inizia la guerra contro le tribù barbare cimbri e teutoni. Ma entra subito in una situazione di stallo.
3 Letteratura latina . Nasce ad Arpinum Marco Tullio Cicerone (m. Formiae, 7 dicembre 43 a.C.), celebre filosofo, avvocato e scrittore romano, nonché uomo politico dell'ultimo periodo della Repubblica
Romana. Esponente di un'agiata famiglia dell'ordine equestre, la cavalleria romana, composta da cavalieri, ovvero equites in latino, ed era un corpo dell'esercito romano reclutato fin dai tempi di Romolo tra la
cittadinanza romana, in seguito tra i socii latini e poi tra i provinciali (auxiliari ).
Lex Servilia Caepio . Reintroduce nel collegio giudicante della quaestio perpetua de repetundis , il tribunale permanente chiamato a giudicare della concussione dei magistrati romani nelle province, i senatori.
Era stata istituita con la Lex Calpurnia del 149 a.C. e successivamente la composizione del collegio giudicante era stata variata.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Battaglia di Arusio . Un esercito romano, comandato dal console Quinto Servilio Cepione, dopo aver saccheggiato Tolosa depredandola dell'oro sacro custodito nel tempio di una divinità gallica, viene sconfitto
ad Arausio in Gallia ad opera dei Cimbri e dei Teutoni. 80 mila morti. La collaborazione con Gneo Mallio Massimo, pure là in Gallia, era subito risultata problematica ed i loro eserciti prima della battaglia
erano schierati a troppa distanza tra loro, e con alle spalle il Rodano, che precluderà loro ogni via di scampo. Publio Rutilio Rufo nei tre mesi di mandato che gli rimanevano, per fronteggiare una possibile
invasione e ricostruire l'esercito, farà diramare l'ordine che nessuno, sotto i 35 anni, potrà imbarcarsi, e per incrementare l'efficacia dei legionari, darà loro istruttori dei legionari perché apprendessero le
tecniche del combattimento corpo a corpo - Ma ormai è il momento di Caio Mario che, sconfitto Giugurta, re di Numidia, assumerà il comando contro i galli. ed utilizzerà l'anno successivo per mettere a punto
un apparato bellico che rispondesse alle sue esigenze.
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Lex Servilia Glaucia . Essa prevedeva la reintroduzione nel Collegio giudicante della quaestio perpetua de repetundis degli Equites (dopo che la Lex Servilia Caepio del 106 a.C. vi aveva reintrodotto i
senatori). Inoltre con la stessa legge si consentiva ai provinciali di recuperare le somme estorte loro dai magistrati anche presso terzi (quo pecunia pervenerit ). Introduceva infine la comperendinatio , vale a
dire un intervallo di tempo fra il primo dibattimento accusa-difesa e un successivo difesa-accusa.
Mario rientra a Roma per festeggiare il suo trionfo contro Giugurta, e nonostante la legge non lo permetta, si vede rinnovare il consolato (ne otterrà ben 5, uno dietro l'altro, tra il 104 e 100 a.C.). Il nuovo
nemico che per lui si profila all'orizzonte sono ora le tribù dei Cimbri e Teutoni, in guerra con Roma dal 107 a.C.
Lex Appuleia de maiestate . Istituisce la seconda quaestio perpetua , vale a dire il secondo tribunale penale permanente. Il crimen che da essa doveva essere represso consisteva nella lesa maestà del popolo
romano. Proposta dal tribuno della plebe Lucio Apuleio Saturnino. Puniva le offese alla grandezza di Roma. Un'impostazione abbastanza generica, poiché era possibile far passare molti atti sotto la voce
"offese", come ad esempio una sconfitta in battaglia, l'opposizione ad una legge in favore del popolo, e così via. Ma è probabile che sia servita ad imbrigliare gli aristocratici (lui era dei populares ) in quanto
erano loro a comandare gli eserciti e ad opporsi in genere alle proposte in favore del popolo.
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Battaglia di Aquae Sextiae : Mario, che nel frattempo aveva fatto approvare la trasformazione del servizio militare da missione in professione, distrugge Teutoni ed Ambroni ad Aquae Sextiae (Aix-enProvence). Un' orda di circa 100 mila guerrieri, oltre a donne e bambini, comandata dal re Teutoboco. La battaglia si svolge in due momenti, perché Mario affronta subito e sconfigge la loro avanguardia di 30
mila guerrieri, prima che arrivassero i rinforzi. Nel secondo momento, fanti schierati alla "Annibale" tra i boschi per colpire poi alle spalle gli attaccanti e cavalleria faranno una strage di galli, tanto che la valle
venne definita "campi putridi" per la putrefazione dei cadaveri. Le cifre indicano fra i 100 e 200 mila morti fra i germani, dagli 80 ai 90 mila prigionieri e 3000 scampati. A dimostrazione di quanto il
matrimonio fosse vincolante fra i galli le donne, dopo aver ucciso i propri figli, si suicidarono impiccandosi o trafiggendosi. Un villaggio, Pourrières, irrorato dal sangue dei morti, diverrà famoso per la sua
fertilità, e per lungo tempo useranno ossa umane per sostenere le viti e circoscrivere i vigneti. L'approvazione per l'emergenza barbara non era più un'operazione politica. Ora un generale avrebbe avuto
maggior peso dei padri coscritti nei confronti dell'esercito.
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Letteratura latina . Muore a Napoli Gaio Lucilio (Sessa Aurunca, 180 a.C. circa), poeta e il primo ad usare la satira per esprimere l'opinione personale nei confronti della realtà contemporanea. Il genere si
conserverà anche in Orazio, Persio e Giovenale. Vivace ed anticonformista. Indipendenza economica (appartiene al ceto equestre) ed amici potenti gli consentono una critica libera, quasi sempre sarcastica,
polemica ed aggressiva. Fece parte del Circolo degli Scipioni. 30 i suoi libri di satira, che chiamò sermones (chiacchere) a sottolineare il carattere colloquiale. Nel suo 1° libro vi è uno spassoso concilio degli
dei che si svolge come una seduta del Senato romano, convocato da Giove per conoscere la corruzione a Roma. E nel III vi è l'esilarante descrizione in forma epistolare di un viaggio del poeta da Roma in
Sicilia.
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7 30 Battaglia ai Campi Raudii : essendo Mario impegnato con i teutoni, per affrontare la calata in Italia dei cimbri fu inviato Quinto Lutazio Catulo, un senatore con un pedigrée militare inesistente. Infatti schierò
il proprio esercito, anziché in campo aperto, dove la disciplina delle legioni poteva essere messa a buon profitto, lungo l'Adige nei pressi di Trento, su un terreno impervio. I soldati romani compresero che si
doveva combattere corpo a corpo, e vedendo la tracotanza e l'imponenza dell'avversario e non attirato da un inesistente bottino, si rifiutano di combattere. Catulo, non possedendo il carisma necessario per
imporsi, si ritira sino oltre il Po, lasciando così la pianura padana a disposizione dei cimbri. Mario rimanda la cerimonia del trionfo sui cimbri e raggiunge Catulo lungo il Po. Le loro forze ora ammontano a
52.300 uomini. Le solite trattative dei galli di ottenere terra offrendo in cambio di combattere per Roma non vanno a buon fine. Presso Vercelli, ai Campi Rudii, la fanteria dei barbari si schiera in un immenso
quadrato di 5 Km di lato. Sulle ali 15 mila cavalieri pesanti, dotati di armatura e scudi, di giavellotti a due punte e di spadoni. Sugli elmi teschi di fiere con ali di uccelli. Mario schiera le proprie forze al centro.
Sulle ali quelle di Catulo e Silla (che non era d'accordo perché le ali erano quelle che sostenevano il peso della battaglia, mentre il centro rimane indietro ed avrebbe guadagnato il merito in caso di vittoria. La
maggior compattezza delle forze dei romani ebbe ragione dei galli, non abituati al caldo della pianura ed accecati dal sole.120-140 mila i caduti dei cimbri. 60 mila i prigionieri. I celti che stavano venendo in
loro, decisero che non era il caso e ritornano in Svizzera. Nel campo nemico le donne uccidono i figli per non farli cadere in schiavitù e poi si suicidano. Decisivo però era però stato l'aiuto del legatus Silla,
contro il quale l'invidia di Mario cresce. Nel trionfo, nonostante Mario sembra che si fosse impossessato di due sole insegne nemiche contro le 32 di Catulo, il popolo sceglie Mario e lo saluta come terzo
fondatore dopo Romolo e Camillo. Province romane : i confini alpini subiscono un effetto di carattere amministrativo e le forme di protettorato che sino ad allora avevano esercitato a ridosso delle Alpi ora
passano direttamente sotto il controllo di Roma. Gallia Transalpina al di là, Gallia Cisalpina al di qua divengono l'8° e 9° provincia, andandosi ad aggiungere alle due Spagne, Sicilia, Sardegna, Corsica, Africa,
Asia, Macedonia.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Mario viene fatto console per la sesta volta - Secondo tribunato di Lucio Apuleio Saturnino, che sembra abbia fatto sopprimere l'altro candidato rivale Memmio. Affiancato dal pretore Gaio Servilio Glaucia,
farà approvare una legge che assegnava ai veterani dell'esercito di Mario alcune terre della Gallia Cisalpina. Il senato, contrariato, darà i pieni poteri a Mario per liberarsi dei due politici, che verranno così
uccisi. Glaucia, mentre si era rifugiato in casa di un certo Claudio e Saturnino, fuggito in Campidoglio, sarà ucciso e decapitato dal senatore Gaio Rabirio, che nel 63 a.C. sarà difeso da Cicerone per questo
reato e che riuscirà a salvare con un espediente : nonostante l'arringa di altissimo livello di Cicerone, il processo volgeva a suo sfavore per l'odio del popolo nei confronti di Rabirio e degli aristocratici, quando
Cicerone farà abbassare il vessillo issato sul Gianicolo e che stava a significare che Roma stava per essere attaccata. Il popolo, riunito in comizi curiati, si doveva sciogliere, abbandonando la causa in
discussione, che poi non sarà più ripresa.
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7 13 Nasce Giulio Cesare da un'antichissima famiglia di origine patrizia., la gens Iulia, che si vantava di discendere per via paterna da Iulo, figlio di Enea, e perciò da Venere; per via materna, da Anco Marzio. La
madre Aurelia era la figlia di Aurelio Cotta, seguace di Silla. La zia paterna, Giulia, era sposata a Mario e quella che sarà la seconda moglie di Cesare, Cornelia, era legata al partito mariano, in quanto figlia di
Cinna, uno dei capi democratici. - Popolazione di Roma : in questo periodo Roma conta circa 1 milione di abitanti, di cui 200 mila sono schiavi . Gli uomini fatti prigionieri a Cartagine o Corinto potevano
essere andati a lavorare nei campi. Quelli catturati in Iberia venivano impiegati come minatori nelle miniere d'argento della Spagna meridionale. I prigionieri greci, invece, se dimostravano qualche talento,
potevano prestare servizio come precettori. Il peculium accumulato (il borsellino personale dello schiavo) poteva servire per comperarsi la libertà (divenendo un liberto ). In altri casi era il padrone stesso che,
in segno di gratitudine, affrancava i suoi schiavi prediletti.
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Mulini ad acqua: primi mulini ad acqua in Turchia. Cupola: gli architetti romani nel 27 a.C. iniziano il Pantheon
La Spagna si era rivoltata più volte contro le malversazioni e crudeltà dei governatori romani. In una di queste il generale Didio, imitando l'esempio del suo predecessore Sulpicio Galba, attirò nel suo campo
una intera tribù di indigeni con la promessa di distribuzione di terre, e la sterminò. Ed è per questo motivo che un suo ufficiale, Quinto Sertorio, si ribellerà e, per 8 anni, condurrà un proprio esercito di vittoria
in vittoria contro i romani.
Nasce il poeta Lucrezio
Lex Licinia Mucia , rogata da Lucio Licinio Crasso, l’oratore, e da Quinto Mucio Scevola, il giurista, che annulla la cittadinanza romana usurpata dagli Italici
L'esercito romano raggiunge l'Eufrate ed entra in contatto con i Parti, un popolo che, nei successivi 3 secoli, avrebbe svolto un ruolo importante nella storia e che risulterà una minaccia per l'impero romano fino
alla caduta degli Arsacidi per opera dei Sasanidi. La Partia era originariamente una satrapia dell'Impero persiano (Satrapo era il nome dato ai governatori delle province degli antichi imperi medi e persiani,
incluso l'impero achemenide, quello dei Sasanidi ed alcuni imperi ellenistici), che venne conquistata da Alessandro Magno intorno al 330 a.C. I Parti si erano insediati a sud-est del Caspio, un'area che sarà
attraversata successivamente da un pista carovaniera : la Via della Seta
Rogatio Livia de civitate Latinis et sociis danda. Marco Livio Druso ottiene il tribunato. Le sue proposte (promozione di alcuni cavalieri a senatori e concessione della cittadinanza agli Italici) provocano
l'ostilità del senato che lo farà uccidere. Dopo questo fatto i soci (da cui Guerra sociale) si ribellano per ottenere l'indipendenza da Roma.
Guerra sociale (dal latino socius , alleato; anche denominata guerra italica o marsica), che durerà sino all'88 a.C. e vide opposti Roma e i municipia dell'Italia fin allora alleati del popolo romano (erano
comunità cittadine legate a Roma, ma prive dei diritti politici propri dei cittadini romani: si distinguevano perciò dai federati, che conservavano la propria sovranità, e dalle colonie. La maggior parte dei
municipia conserva i propri magistrati e una certa autonomia amministrativa). Fin dai Gracchi si erano avanzate proposte d'estensione dei diritti di cittadinanza anche ad altri popoli italici fino ad allora federati,
ma senza successo.
Inizia quindi la Guerra sociale, sino al 88 a.C, contro i socii dell'Italia centro-meridionale, che sarà repressa sanguinosamente da Mario. Con la concessione della cittadinanza agli Italici la lotta si affievolisce.
Lex Iulia de civitate . Promulgata da Lucio Giulio Cesare durante il periodo della Guerra sociale con lo scopo di concedere agli alleati fedeli (e ai ribelli ravveduti) gli stessi diritti dei cittadini romani. Mirava a
ingraziarsi il popolo e a schierarlo contro i suoi nemici, in quanto essere cittadino romano comportava grandi privilegi.
Lex Plautia Papiria de civitate sociis danda . Viene concess la cittadinanza a tutti coloro che entro 60 gg., residenti in Italia, avessero dichiarato a Roma al pretore peregrinus di volere divenire cittadini
Lex Pompeia de Transpadaniis (proposta dal console Pompeo Strabone). Riconosce il ius Latii ai popoli situati tra il Po e le Alpi, dunque fuori dall’Italia propriamente intesa. I nuovi cives non vennero
iscritti in tutte le 35 tribù ma solo in 8-10
Silla, eletto console, con l'esercito che si stava preparando per combattere Mitridate VI Eupatore in Asia Minore, marcia su Roma e ne diviene despota. Poi, consapevole del pericolo Mitridate, parte per l'Asia
Minore. Mario nel frattempo era fuggito in Africa. -- La rivolta italica (Guerra sociale) è quasi del tutto soggiogata, ma i Sanniti resistono. Roma decide allora di fare concessioni agli italici.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Sono eletti i due nuovi consoli: Lucio Cornelio Cinna, patrizio ma di parte popolare, e Gneo Ottavio, partigiano di Silla. Cominciano a litigare dando inizio ad una guerra civile che lascia sul terreno 10 mila
vittime fra le due parti, i romani e gli italici che avevano ricevuto la cittadinanza. Cinna è sconfitto e messo in fuga. Mario raccoglie 6 mila uomini, torna e, con Cinna, marcia su Roma. Ucciderà Ottavio, tutti i
senatori, dichiarerà decaduto Silla, gli confischerà i beni ed ucciderà tutti i suoi amici. Nelle violente repressioni attuate da Mario cade anche la famiglia di Marco Licinio Crasso , allora 28enne, e che sarà
l'unico a sopravvivere in quella carneficina, sia per la giovane età che per lo scarso coinvolgimento politico. Rendendosi però conto che non lo avrebbero lasciato in pace lungo, si trasferì in Spagna, dove la sua
famiglia aveva molti clienti. Verrà però aiutato solo da Vibio Paciano, che lo nasconde in una grotta per circa 8 mesi. Poi cercherà di formare un esercito per raggiungere in Africa l'alleato di Silla, Metello Pio.
Quando con Silla riuscirà ad entrare in Roma, inizierà ad arricchirsi comprando i beni dei proscritti delle liste di Silla e ad inglobare altri beni lucrando sulle disgrazie altrui. Tanto che Silla deciderà di non
servirsi più di lui come collaboratore.
Letteratura latina . Muore suicida Quinto Lutazio Catulo (150 a.C. circa), oratore, storico, poeta romano, che fu anche console nel 102 a.C. e sconfisse i Cimbri ai Campi Raudii a fianco di Mario, del quale
divenne in seguito oppositore. Della sua produzione rimangono solo due epigrammi erotici. Protettore di letterati, ospitò i poeti greci Antipatro di Sidone, e Archia di Antiochia. Del suo circolo fecero parte i
poeti Valerio Edituo, Porcio Licinio, Volcacio Sedigito (rimane un frammento di 13 versi di una storia della letteratura contenente la classificazione dei 10 più grandi poeti comici latini), Levio e Mazio
(frammenti di Mimiambi , brevi quadretti burleschi di vita quotidiana), che anticiparono i neòteroi , i poeti nuovi dell'età cesariana, così chiamati per il loro anticonformismo letterario e per i primi tentativi di
lirica soggettiva, che dava voce ai sentimenti dell'autore.
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Il popolo, incerto fra Mario e Silla, alla fine decide di assegnare a Silla il comando della spedizione militare contro il re del Ponto Mitridate. Ma Mario, in combutta con il tribuno della plebe Publio Sulpicio
Rufo, fa in modo che gli alleati italici confinati nelle tribù rustiche, vengano distribuiti in quelle cittadine in modo da poter votare ed influenzare i comizi. La legge viene approvata ed il comando della missione
passa così a Mario. Silla non ci sta. Corre a Capua, dove erano stanziate le sue truppe che avrebbero dovuto seguirlo in Oriente contro Mitridate, e le fa marciare contro Roma. Un atto che nessuno aveva mai
osato. Entra in Roma e si riprende il comando delle operazioni in Oriente. Mario era riuscito a fuggire in anticipo. Publio Sulpicio Rufo no, e viene raggiunto ed ucciso dai sicari di Silla a Laurentum. Dopo la
partenza di Silla, Mario ed il figlio rientrano Roma. Cinna e Mario diventano consoli per l'anno 86 a.C. Mario stilerà delle liste di proscrizione (era la prima volta che accadeva. In seguito verranno stilate
anche da Silla e dal 2° triumvirato ) in cui vi era lo stesso nome di Silla i cui seguaci saranno oggetto di una repressione violentissima da parte dei Bardei (forse mercenari spagnoli). Ad un certo punto
nemmeno Mario fu più in grado di controllarli, per cui l'incarico di eliminarli fu preso da Cinna e Sertorio.
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1 13 A Roma , all'età di 71 anni, muore Mario (Arpinium, 157 a.C.). Sembra di polmonite, dopo essere stato eletto console per la 7° volta. Il figlio sarà ucciso da Silla al suo rientro.
Silla batte a Cheronea un esercito di Mitridate, re del Ponto. Letteratura latina . Muore a Roma Lucio Accio (Pesaro o Roma, 170 a.C.), poeta e drammaturgo romano. È il più famoso autore di tragedie. Di genitori liberti, si lega a Bruto Gallego e all'aristocrazia
tradizionalista, estraneo quindi al "Circolo scipionico". Entra in competizione con Marco Pacuvio e Gaio Lucilio, dominando la scena teatrale sino alla sua morte. Le cothurnate , 45 tragedie ambientate in
Grecia, sono le opere che gli danno la fama, in cui è chiara e manifesta la sua preferenza per le vicende romanzesche, sanguigne e sinistre, con personaggi grandiosi e straripanti di energia. I titoli di molte
tragedie sono uguali a quelli di altri autori, ed è da ritenere che ci fosse una gara fra loro a chi rappresentasse il medesimo argomento con maggiore originalità. Aveva notevole capacità di invenzione
linguistica. Usava termini altisonanti, dotti ed arcaici, con tono spesso sentenzioso. Si dedicò anche all'epica (Annales ).
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Silla, dopo aver convinto alla pace Mitridate, torna in Italia alla testa di un esercito e sconfigge Cinna. Vengono create liste di proscrizione per eliminare i propri nemici. Alla caccia partecipa attivamente anche
Catilina, dimostrandosi uno dei sicari più spietati, arrivando persino a denunciare suo fratello per ereditare la fortuna del padre. Insieme a Ibrida, Dolabella e Lucullo costituivano una squadraccia di cui Silla
faceva uso per le sue missioni più pericolose. L'uccisione di Gratidiano, suo cognato, è una delle più efferate.
25 Silla entra a Roma ed inizia la guerra civile. Poi, con la fine della guerra civile, la dittatura di Silla segnerà virtualmente la morte della Repubblica. Vengono quindi meno i princìpi di tolleranza, di
compromesso e di rispetto della legge e iniziano feroci repressioni a danno di tutti gli avversari. Confisca diverse terre e le consegna ai suoi soldati. Restaura il potere del Senato, ma limita quello dei tribuni.
Poi, nella sorpresa generale, nel 79 a.C. abdica alla dittatura e si ritira a Pozzuoli. - Liste di proscrizione: rimarranno aperte sino al 1 giungo dell’81 e verranno venduti beni immobili e confiscati terreni, che
saranno assegnati ai veterani. L’unico modo per sfuggire all’esecuzione sommaria era l’esilio, i discendenti perdevano il ius honorum , in pratica venivano emarginati del tutto dalla vita pubblica: 600 cavalieri
e 90 senatori furono uccisi - Sconfitta dei Sanniti a Porta Collina e morte di Mario il Giovane
Lex Cornelia de maiestate o lex Cornelia Sullae maiestatis, presentata dal dittatore Lucio Cornelio Silla per riordinare in modo organico la giurisprudenza relativa al crimen maiestatis . La legge puniva tutte
le azioni volte a minare le istituzioni della Repubblica, affidando il giudizio su tale fattispecie criminale ad un tribunale permanente: la Quaestio perpetua de maiestate . La Lex Cornelia stabiliva inoltre come
reato di lesa maestà l'abbandono della propria provincia da parte di un Governatore in carica, indipendentemente che questi lasciasse in armi o meno i territori di propria giurisdizione. La pena comminata per il
delitto di lesa maestà era la pena capitale, commutabile in esilio volontario con interdictio aqua et igni . Rientravano nelle previsioni della legge anche le offese ai magistrati.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Lex Cornelia de sicariis et de veneficis . Promulgata sempre da Silla, stabiliva il tipo di pena per l'omicidio semplice e nello specifico per l'avvelenamento. Il colpevole sarebbe stato allontanato da Roma. Se
avesse tentato di rientrare, qualsiasi cittadino romano era autorizzato anche a ucciderlo. - Veleni usati : Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia , ci descrive i vari tipi di piante dalle quali venivano
estratti molti veleni. Tra questi, la belladonna . Pare fossero sufficienti 3 bacche per uccidere un bambino. I sintomi erano: secchezza delle fauci e dell'epidermide, seguiti da disturbi nervosi che potevano
provocare spasmi e allucinazioni. Poi, sonno profondo, coma e morte in pochissimo tempo. Plinio parla anche dell'elleboro nero che provoca alla vittima una sensazione diffusa di bruciore interno, che si
estende lentamente alla cute. La pelle si desquama. Anche qui seguirà un sonno profondo che precede di poco la morte. Questa pianta era anche ritenuta capace di provocare delirio e pazzia progressiva. Vedi
451, 331, 180, 153 a.C.
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Secondo consolato di Silla - Spagna sotto il controllo di Q. Sertorio sino al 73 a.C.
Silla muore di un'ulcera maligna, dopo aver abdicato l'anno precedente. Aveva circa 60 anni - Consolato ed ascesa di M. Emilio Lepido
Il giovane Gneo Pompeo, già ufficiale di Silla, inizia mettersi in evidenza avendo ragione di Marco Emilio Lepido che, nell'Etruria e nella Cisalpina, aveva tentato di abolire la costituzione sillana. Si dice che
Silla si alzasse in piedi e si scopriva il capo quando entrava Pompeo, un onore che raramente riservava a uomini più anziani e ai suoi pari. Crasso ne rimarrà ferito nell'orgoglio ed avrà nei riguardi di Pompeo
una gelosia che sarà però la sua rovina.
Letteratura latina: Latino classico. A questa data si attribuisce la nascita del latino classico ed anche l'inizio del periodo aureo o classico della letteratura latina. È l'epoca delle lotte civili tra il partito
democratico e quello aristocratico con la crisi delle istituzioni repubblicane, la successiva dittatura di Cesare ed il principato di Augusto. Con l'estensione della cittadinanza romana agli Italici e i cambiamenti
sociali che ne derivarono, a Roma sorse la preoccupazione per la purezza della lingua. Prima si usava invece il latino arcaico , che faceva parte delle lingue latino-falische, una famiglia linguistica indoeuropea
attestata in Italia dal primo millennio a.C., che comprendeva, oltre al latino, anche la lingua falisca (parlata dai Falisci, una popolazione italica stanziata nella Tuscia meridionale, ovvero in Etruria), e la lingua
venetica (parlata dagli antichi Veneti, una popolazione indoeuropea che si stanziò nell'Italia nord-orientale dopo la metà del II millennio a.C.). - Il latino era una lingua di tipo fondamentale : soggetto oggetto - verbo. Cinque erano le declinazioni (con 6 casi, di cui 3 diretti : nominativo, accusativo, vocativo , e 3 obliqui, o indiretti : genitivo, dativo, ablativo ) e quattro le coniugazioni verbali. - Latino
parlato: il sermo plebeius o cotidianus era il latino comune e di tutti i giorni che si parlava a Roma, ma che aveva la stessa struttura di quello letterario. Il sermo rusticus , la lingua del contado, presentava
invece alcune differenze fonetiche e lessicali. Le zone periferiche dell'impero risentivano delle lingue su cui il latino si era innestato ed esistevano pertanto varietà locali. Con le invasioni barbariche, verrà meno
il potere centrale ed il sistema scolastico, che dava una certa uniformità al latino. Nasceranno così le lingue romanze. - Al periodo classico della letteratura latina appartengono : i poetae novi, o neòteroi,
Catullo (84-54 a.C), Lucrezio (94-50 a.C), Cicerone (106-43 a.C.), Cesare (101/100-44 a.C.), Sallustio (86-34 a.C.), Varrone (116-27 a.C.) e l'erudito Cornelio Nepote (100-27 a.C.) - Eloquenza: le accese
lotte civili del I sec. a.C. contribuiscono, ancor più che nell'età arcaica, a dare un peso rilevante all'eloquenza, politica e giudiziaria, nella vita pubblica romana in cui ogni personaggio politico era tenuto a
pronunciare un discorso in pubblico. Due sono le scuole di ispirazione ellenistica: l'asiana (che dà ampio spazio agli elementi patetici e sentimentali, con uno stile ampolloso, abbondanza di artifici e regole
retoriche, magniloquente. Tra essi ci fu Quinto Ortensio Ortalo, tanto creativo e brillante da affascinare il giovane Cicerone), e l'atticismo (che assume invece come modelli di perfezione stilistica gli oratori
ateniesi del V e IV sec. a.C.. Uno stile stringato, asciutto, scarno e severo, attento a chiarire i concetti e la forma e ad esporli in modo semplice. Tra essi abbiamo : Licinio Calvo, Marco Giunio Bruto e lo
stresso Cesare).
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Terza guerra contro Mitridate, che si preparava a guidare alla ribellione tutti gli Stati greci ed asiatici soggetti a Roma. Durerà sino al 64 a.C.
Pirati: Cesare rapito dai pirati . Il giovane patrizio stava viaggiando alla volta di Rodi per studiare retorica. Sarà trattato con ogni riguardo perché era un personaggio importante da valere un riscatto. Alla
richiesta di un riscatto pari a 20 talenti, scrive lo storico Plutarco – «rise loro in faccia, perché non sapevano chi avevano catturato e promise che di sua iniziativa ne avrebbe versati cinquanta». Quando verrà
rilasciato promette loro che sarebbe tornato per annientarli. Allestirà una piccola flotta, li catturerà e li farà crocifiggere. Ma prima di farlo, poiché erano stati gentili con lui, farà tagliare loro la gola. I pirati
avevano piccole ed agili flotte con le quali compivano scorrerie lungo le rotte marittime, facendo base a Creta, in Italia e lungo le coste rocciose dell'Anatolia sudorientale, e giustamente nota come "Cilicia
Aspera", situata a nord di Cipro, e a circa 300 Km ad est di Rodi.
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Cesare, rientrato a Roma, viene eletto pontefice e riprende l'attività giudiziaria sostenendo l'accusa contro Antonio, parente del futuro triumvirato. Aderirà quindi al cosiddetto partito democratico, divenendone
in breve uno dei capi. - Pontefice: nella Roma arcaica, era una sorta di esperto di tutto il complesso delle cose sacre, più che un sacerdote (come poi sarà in epoca successiva), il cui compito principale era
quello di indicare e suggerire, alle autorità e anche ai privati, il modo più opportuno per adempiere agli obblighi religiosi affinché fosse salvaguardata la pax deorum . Ancora verso la fine della repubblica, il
pontifex maximus , presidente e rappresentante del collegio, rivestiva, da un punto di vista formalmente gerarchico, il quinto posto (dopo il rex sacrorum , il sacerdote al quale erano affidate le funzioni religiose
compiute un tempo dai re, ed i tre Flamini maggiori: il Dialis, il Martialis ed il Quirinalis). Il suo potere divenne tale da subordinare, di fatto, quello del rex sacrorum e da consentirgli giurisdizione sui Flamini
e sulle Vestali. Tutto il collegio (come gli altri sacerdoti) aveva diritto alla toga praetexta (toga bordata di rosso, che veniva indossata da tutti i più alti magistrati), ai littori (che camminavano davanti al rex e
lo proteggevano con bastoni) ed alla sella curulis (pieghevole a forma di "X" ornato d'avorio, simbolo del potere giudiziario, riservato inizialmente ai re di Roma e in seguito ai magistrati superiori dotati di
giurisdizione, detti perciò "curuli").
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Catilina viene accusato di un rapporto illecito con la vestale Fabia, sorellastra di Terenzia e quindi cognata di Cicerone. Qualora fosse stata dimostrata la colpevolezza di una vestale , secondo un antico rituale
sarebbe stata sepolta viva nel Campus Sceleratum , presso Porta Collina. Dopo essere stata frustrata le sarebbe stata concessa una sola lanterna, un po' di pane, acqua, latte e olio. Il complice della vestale
sarebbe stato invece fustigato a morte, come accadeva agli schiavi. Con lui a giudizio pure Crasso ed un'altra vestale. Saranno salvati dalla difesa dell'oratore Marco Pupio Pisone.
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Guerra del mariano e Spartaco. La guerra del mariano termina in Spagna, ad opera di Metello Pio e Gneo Pompeo (Picenum, 29 settembre 106 a.C. – Pelusium, 29 settembre 48 a.C.- genero di Silla in
quanto ne aveva sposato la figliastra Emilia ma poi, rimasto vedovo, sposerà Giulia, la figlia di Cesare), una lunga guerra (8 anni) per soffocare la ribellione del mariano (partito democratico) generale Sertorio
(che, tradito da Marco Veientone Peperna, fu poi pugnalato ad un banchetto). Poi ancora guerra, sino al 71 a.C., contro i gladiatori e schiavi (che in nome della libertà, partiti da circa 70 dalla scuola
gladiatoria di Capua, arrivarono ad essere circa 70 mila) guidati da un tracio, Spartaco. Ormai vicino a conquistare anche l'Urbe (l'anno precedente, in Lucania, aveva sconfitto il pretore Varinio, e stava
riservando lo stesso trattamento ad ogni comandante romano inviato contro di lui) fu inseguito da Marco Licinio Crasso (che per punire i soldati più codardi ed assicurarsi l'ordine, era ricorso ad una pratica
caduta in disuso: la decimatio . Eliminare uno su dieci coloro che si erano macchiati di codardia. Li divideva in gruppi di dieci e poi, per ogni decina, veniva estratto a sorte un uomo che sarebbe stato ucciso a
sassate e bastonate dagli altri 9 commilitoni. La punizione non era così inflitta ad uno solo di loro, ma a tutti). Mentre Spartaco si ritirava verso sud con l'intenzione di traghettare le sue forze in Sicilia e, da lì,
in Africa. Ma i pirati cilici che lo dovevano fare, intascarono quanto pattuito e poi scomparvero. Per cui Spartaco ed i suoi si rifugiarono sull'Aspromonte. A dar man forte a Crasso era in arrivo dalla Spagna
anche Pompeo (Crasso si pentirà di averlo chiamato perché Spartaco era ormai alle corde). Spartaco, spostatosi nel frattempo in Lucania, sentendosi ormai perso, attaccò e fu ucciso. Circa 6 mila dei suoi
uomini, crocifissi, andarono a fare da torcia ed illuminare la via Appia. Gli altri 5 mila che erano riusciti a fuggire saranno annientati da Pompeo, che toglierà parte della gloria a Crasso (Pompeo sarà portato in
trionfo nella capitale, mentre Crasso riceverà una semplice ovazione). Si spegneva così dopo 3 anni la rivoluzione sociale. Poi i due generali, ostili fra loro, marciarono su Roma per strappare il potere e
pretendere l'elezione a consoli. I romani temettero un ritorno ai giorni sciagurati di Mario e Silla, ma non fu così.
-70
Consolato di Gneo Pompeo Magno e Marco Licinio Crasso che passarono ai popolari dopo averli combattuti. Restituirono la libertà ai tribuni della plebe che Silla aveva umiliato privandoli del diritto di veto e
di iniziative legislative. Ristabilirono l'autorità dei censori e scacciarono 64 sillani dai ranghi senatoriali. Si ritornò a godere delle distribuzioni gratuite di grano e di assegnazioni di terre ai soldati. Il giovane e
prudente Cesare (30 anni), noto fra i populares , pensava che era ora di uscire dal guscio e di presentarsi alle imminenti elezioni alla carica di questore. Lex Aurelia iudiciaria definisce la composizione del
collegio giudicante della quaestio perpetua de repetundis . Un terzo di esso deve essere composto da senatori, un terzo da cavalieri, un terzo da erari (cittadini con censo pari a quello dei cavalieri ma non
iscritti all'albo).
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Gaio Licinio Verre (120 a.C) viene citato in giudizio da Cicerone su richiesta di Stenio di Terme nella cui casa siciliana aveva accolto il propretore Verre e che poi se l'era trovata spoliata, come sempre
accadeva dove lui passava. Nell'80 aveva ottenuto la carica di legato e poi di questore al seguito di Gneo Cornelio Dolabella, governatore della Cilicia. Divenne tutore del figlio di Gaio Malleolo, che impoverì
sottraendogli poco alla volta l'eredità. Una volta vendette una nave della flotta romana, intascandone i proventi. Da pretore nel 74, spoliò l'Urbe. Ovunque andasse, approfittando della sua carica, con una scusa
qualunque citava in tribunale uomini ricchi e facoltosi, e col miraggio dell'assoluzione, estorceva loro sempre più denaro. Qui a Roma, la sua difesa dall'accusa di malversazione (e anche di più) era stata
assunta dall'oratore più famoso del periodo, Quinto Ortensio Ortalo, avvocato degli aristocratici. Dopo essere stato in Sicilia a raccogliere le prove, Cicerone espose tutte le malefatte di Verre, dallo stupro, al
furto di opere d'arte, abuso di potere, torture e presentò una quantità tale di testimoni da riempire il tribunale. Visto che le cose volgevano al peggio, Verre si dà alla fuga, portandosi via anche buona parte del
bottino. Morirà, come il suo accusatore, nel 43 a.C.
-70
Lex Plautia de vi . Tra l'80 a.C e questa data viene varata una delle diverse leggi de vi che colpivano chi commetteva atti brutali ai danni di altri cittadini. Questa norma stabiliva la pena di morte o a scelta
l'esilio perpetuo a chi commetteva questo genere di reato. Inoltre, chi si fosse impossessato con metodi brutali di beni altrui, era tenuto a restituirli. Queste norme non riusciranno però a tenere la situazione sotto
controllo. Le bande di sicari spadroneggeranno senza scrupoli di alcun genere e molti saranno i politici ed i ricchi che si circonderanno di schiavi e gladiatori per "difendersi". Dal 57 a.C. in poi, Roma sarà
devastata da azioni criminose di diversi gruppi di loschi individui capitanati da Clodio, Milone e Publio Sestio.
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10 6 Battaglia di Tigranocerta . Vede come avversari, da una parte il proconsole romano della provincia d'Asia Lucio Licinio Lucullo e dall'altra parte il re armeno Tigrane II, convinto che, con la vittoria ottenuta
da Mitridate VI su Lucio Licinio Murena durante la seconda fase di guerra, i romani non fossero invincibili. Tigrane il Grande osserva i romani al di là del fiume, dicendo: "Se vengono come ambasciatori sono
molti, se vengono come soldati, sono pochi" (erano 12mila fanti e 3mila cavalieri, contro 250mila Armeni, che spaventano i legati romani, ma non il comandante Lucullo, che decide di occupare la collina alle
spalle del nemico, ed attraversa il fiume, facendo credere che si stesse ritirando. Attacca cogliendo alle spalle i catafratti (carri e cavalieri corazzati e con armamento pesante), che si danno alla fuga,
travolgendo la fanteria armena. Lo sbandamento diviene rotta e Tigranocerta sarà la svolta della guerra. Infatti, l'anno seguente gli Armeni sono sconfitti nella Battaglia di Artaxata e determinerà la fuga di
Mitridate verso il Caucaso, abbandonando le velleità di fermare l'avanzata dei Romani. Lucullo non potrà però sfruttare le sue vittorie perché, per ragioni politiche, il Senato lo destituirà, e sarà Pompeo a
godere gli onori per il suicidio di Mitridate VI nel 63 a.C.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
-69
Cesare (Roma, 13 luglio 101 a.C. o 12 luglio 100 a.C. – Roma, 15 marzo 44 a.C.) viene eletto questore e si reca nella Spagna Ulteriore, governata dal propretore Antistio Vetere, dedicandosi ad un'intensa
attività giudiziari, liberando la popolazione dai pesi fiscali imposti da Metello. Poi ritorna in patria e si avvicina a Pompeo. Lucio Licinio Lucullo, ex luogotenente di Silla, in Armenia. Conduce i suoi soldati
di vittoria in vittoria, ma li stanca a tal punto da provocarne l'ammutinamento. Fu richiamato a Roma e, ritiratosi dalla vita pubblica, andò a godersi le immense ricchezze strappate ai nemici (villa a Miseno di
un miliardo, fattoria di Tuscolo di 20 ettari, palazzo sul Pincio, banchetti raffinati che, se serviti nella sala di Apollo, non potevano costare meno di 200 mila sesterzi)
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Cleopatra . Nasce ad Alessandria d'Egitto da Tolomeo XII Aulete e da un'altra Cleopatra, in una famiglia in cui erano frequenti i matrimoni tra consanguinei, come in tutte le satrapie orientali per mantenere
puro il loro lignaggio, nonché gli intrighi e delitti per conquistare o conservare il potere. A dispetto della nomea di donna dissoluta, avrà solo 2 amanti, ma scelti con cura, Giulio Cesare, dal quale avrà un figlio,
Cesarione e, 3 anni dopo la morte di Cesare, Marco Antonio, che incontrerà a Tarso, in Cilicia (Turchia), dove il triumviro (gli altri due erano: Ottaviano, per l' Occidente e Lepido per l'Africa) risiedeva ed era
impegnato a dare una sistemata ai possedimenti romani in Oriente. Ma dimenticherà la campagna contro i Parti, e passerà l'inverno del 40-41 con Cleopatra. Il frutto di quella pausa fu la nascita di 2 gemelli,
Alessandro Elio e Cleopatra Selena, ovvero Sole e Luna. Alla morte di Cleopatra, il 12 agosto del 30 a.C., e la trasformazione dell'Egitto in provincia romana, si chiuderà anche la lunga storia della civiltà
egizia, che durava da 3.000 anni.
Letteratura latina: i Poeti. In quel periodo i gusti letterari di una società ricca e frivola non si orientarono verso il più grande poeta del tempo, Tito Lucrezio Caro (Campania, 98 a.C. o secondo altri 96 a.C. –
Roma, 55 a.C. o secondo altri 50 a.C.) . Probabilmente un aristocratico, ma visse ritiratissimo anche per ragioni di salute, una forma ciclica di mania depressiva. Inoltre la sua ispirazione era troppo alta e
profonda per diventare di moda. L'epicureismo (vedi "Età ellenistica", 323 a.C.) aveva esercitato su di lui autore del poema "De rerum natura " ("Sulla natura delle cose") dove, ispirato dalle correnti
materialistiche della filosofia greca, nega l'intervento divino nella vita degli uomini e si occupa di spiegare la realtà in termini di fenomeni fisici. Se però l'epicureismo greco approda ad una visione serena e
placida della realtà umana (atarassia), in quello latino di Lucrezio appare tutta l'angoscia esistenziale dell'uomo, consapevole della propria mortalità e conscio di essere solo in un mondo privo di un senso
ultimo. Un pessimismo così tetro che lo indurrà al gesto (ben poco epicureo) del suicidio. A furoreggiare era Gaio Valerio Catullo, poeta facile e sentimentale. Un borghese di Verona, benestante ed avaro, che
piangeva sempre misera ma aveva una villa a Tivoli e l'altra sul Garda (Sirmione). Piaceva alle signore perché parlava d'amore ed aveva reso la lingua morbida e salottiera. Altri intellettuali di "sinistra" del
tempo, che si opponevano alla dittatura ma non facevano nulla in favore della democrazia erano, Marco Celio, Licinio Calvo, Elvio Cinna - I poëtae novi, o neòteroi (più giovani, così chiamati per il loro
anticonformismo letterario e per i primi tentativi di lirica soggettiva, che dava voce ai sentimenti dell'autor) : si affermano in questo periodo, alla fine della Roma Repubblicana : Catullo (84-54 a.C.), Valerio
Catone (100 a.C.- ?), Furio Bibaculi, Elvio Cinna, Licinio Calvo, Varrone Atacino Ticida e Quinto Cornificio.
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Lex Gabinia (detta anche Lex de piratis persequendis), concesse a Pompeo Magno i più ampi poteri possibili per condurre la guerra contro i pirati che ormai da decenni rendevano insicuro il Mediterraneo e le
sue coste : massima libertà operativa, un'armata di 500 navi, 5.000 cavalieri e un totale di 120.000 armati. - Pompeo contro i pirati del Mediterraneo, che rendevano insicure le rotte verso l'Asia Minore.
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Lex Manilia , dal tribuno della plebe Gaio Manlio, che conferisce a Pompeo il comando supremo per la conduzione della 3° fase della guerra contro Mitridate VI re del Ponto dal 111 a.C., e lo sconfiggerà
definitivamente e farà della Siria e della Giudea due province romane. Sottometterà anche l'Armenia e la Bitinia (nella parte nord occidentale dell'Asia Minore, vicino al Mar Nero). La sua assenza da Roma
permette a Cesare di avere più spazio di manovra, accrescendo intorno a sé il favore popolare.
Catilina, prossimo a farsi eleggere console, viene accusato di concussione durante il suo governatorato in Africa. Sarà difeso da Quinto Ortensio Ortalo ed assolto (o meglio, Clodio ritirò la sua denuncia). Ma
lo scopo di impedirgli di candidarsi alle elezioni era stato raggiunto, perché non ci si poteva candidare finché un processo era ancora in corso..
Sono eletti consoli Publio Cornelio Silla (nipote del dittatore) e Publio Autro Peto, che saranno tuttavia accusati di brogli elettorali e posti sotto processo. Al loro posto verranno chiamati gli sconfitti, Lucio
Manlio Torquato e Lucio Aurelio Cotta, che scamperanno ad una congiura di Silla e Peto (in realtà forse guidata da Cesare e Crasso) e saranno poi messi sotto protezione dal Senato.
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12 8 Orazio . Nasce a Venosa Quintus Oratius Flaccus (m. Roma, 27 novembre 8 a.C.), noto semplicemente come Orazio. Un poeta romano. Considerato uno dei maggiori poeti dell'età antica, nonché maestro di
eleganza stilistica e dotato di inusuale ironia, seppe affrontare le vicissitudini politiche e civili del suo tempo da placido epicureo amante dei piaceri della vita, dettando quelli che per molti sono ancora i canoni
dell'ars vivendi .
Sciolte i collegia . Fin dal regno di Numa Pompilio, esistevano delle organizzazioni che in un primo momento ebbero un carattere esclusivamente religioso e che poi ne assunsero un altro prettamente politico.
Riunivano i membri di tutte le classi sociali raggruppandoli in base ai loro mestieri e vengono sciolte con una apposita legge, perché si riteneva che potessero costituire un terreno fertile per la diffusione di
teorie sovversive di Catilina. Nel 58 a.C. Clodio le farà ripristinare.
Suicidio di Mitridate, re del Ponto. Terminano le guerre (3) che avevano impegnato tre dei più grandi generali romani, Lucio Cornelio Silla, Lucio Licinio Lucullo e Gneo Pompeo Magno
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Cicerone per gli ottimati ed Ibrida per i popolari sono i due nuovi consoli. Catilina non aveva voluto scendere a patti con il nemico Cicerone, mentre invece Ibrida aveva accettato. Tra novembre e dicembre
Cicerone pronuncia 4 discorsi (orazioni), dette Catilinarie, per denunciare la congiura di Catilina, intenzionato a rovesciare la Repubblica. Le Catilinarie saranno pubblicate 3 anni dopo dall'amico Tito
Pomponio Attico subendo, probabilmente, più di un aggiustamento.
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La congiura di Catilina nel tentativo di sovvertire la Repubblica Romana ed, in particolare, il potere oligarchico del Senato. I congiurati si ritrovavano nella casa di Sempronia, bella, intelligente e depravata
moglie di Decimo Giunio Bruto (che sarà uno dei cesaricidi). Nella notte tra il 6 e 7 novembre i congiurati si riuniscono ancora per accordarsi sull'uccisione del console Cicerone, che nel frattempo era stato
avvertito da Fulvia, amante di Curio, ex senatore bandito dal Senato con l'accusa di indegnità ed uno dei congiurati. Il colpo di Stato era previsto per il 17 dicembre, giorno dell'inizio delle feste dei Saturnali.
Catilina è ormai scoperto ed accusato de vi . Ciò nonostante si presenterà in Senato l'8 novembre.
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Gerusalemme conquistata . Giuda Maccabeo stringe un patto di alleanza con Roma valorizzando l'aiuto militare dei "miscredenti", ponendo così le basi di quella che dopo il 63 a.C. (conquista di Gerusalemme
e della Giudea ad opera di Pompeo Magno) sarebbe stata la dominazione romana, contro la quale si sarebbe sviluppata una guerriglia : fuga nel deserto, cultura del martirio da parte di zeloti e sicari. vedi : 159
a.C. e 70 d.C. - A Gerusalemme e nella Giudea le tasse dovranno così essere pagate a Roma e gli alti sacerdoti del luogo saranno incaricati dell'amministrazione. A quel tempo farà apparizione un ambizioso
edomita chiamato Antipatro, di origini arabe, che riuscirà ad ingraziarsi il governo di Roma fino al punto che suo figlio, Erode il Grande, diverrà re con la stessa approvazione di Roma. Regnerà dal 37 a.C. sino
al 4 d.C. - Dal 6 d.C. sarà Roma a imporre i propri governatori.
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9 23 Nasce a Roma Ottaviano Augusto con il nome di Gaio Ottavio Turino. Pronipote di Cesare in quanto figlio di Azia, nipote di Cesare, e figlia della sorella Giulia Minore. Si sposerà con Livia Drusilla (s. a.C
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11 8 "Quousque tandem, Catilina… ". Il Senato si riunisce presso il tempio di Giove Statore, ai piedi del Palatino. Catilina si presenta all'assemblea, dove però siede isolato da tutti (in mattinata alcuni suoi
38–d.C 14) ed avrà 5 figli : Giulia maggiore, Gaio Cesare, Marco Vipsanio Agrippa Postumo, Lucio Cesare. Rifiuterà la monarchia per condividere il potere con il Senato, ma sarà comunque il 1° imperatore di
Roma. Nonostante la sua grandezza tramandata ai posteri, Svetonio narra che furono ordite contro di lui numerose congiure.
emissari avevano cercato di entrare nella casa di Cicerone, non per salutarlo, bensì per ucciderlo. Ma, avvertito in tempo, Cicerone non permetterà loro di entrare). Non sa ancora che Cicerone di lì a poco,
prendendo la parola, pronuncerà un atto d'accusa che lo consegnerà alla damnatio memoriae oltre a rappresentare uno dei picchi della retorica politica e giudiziaria di ogni tempo. Cicerone (che dipinge
Catilina com "un torbido individuo in perpetuo litigio con dio e con gli uomini, che non riusciva a trovar pace in sonno né desto...") pronuncia in Senato il famoso incipit ex abrupto delle orazioni Catilinarie:
"Quousque tandem, Catilina, abutere patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia? " - Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?
Fino a quando questo tuo furore si prenderà gioco di noi? Fino a quando si manifesterà la tua audacia sfrenata?". Sfuggito all'arresto, Catilina verrà poi ucciso in battaglia dal console Marco Antonio, padre di
un giovanotto destinato a diventare più famoso di lui. Cicerone aveva già fatto giustiziare, con un laccio alla gola, gli altri congiurati (Cesare aveva tentato di salvarli), annunciandone la loro morte alla folla con
un "Vixerunt", vissero. I catilinari avevano inoltre coinvolto nella congiura gli allobrogi, una popolazione della Gallia Norbonese scontenta per soprusi subiti dal governatore Lucio Licinio Murena. Pensando di
ottenere maggiori vantaggi confessando tutto al console, furono invece mandati a morte da Cicerone nel carcere Mamertino, presso il Foro, senza subire processo per non renderli martiri agli occhi del popolo. Lex Fabia de plagiarii. Di epoca incerta (forse nel 1° sec.) e citata da Cicerone in quest'anno. Introdusse e disciplinò, in due capi, il crimen di plagium.
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5 Morte di Catilina (Roma, 108 a.C.). Secondo alcuni il suo cognomen significherebbe " carne di cane", mentre per altri sarebbe dovuto alla sua notevole resistenza fisica. La sua fama è legata prevalentemente
alla congiura che ordì nel 63 a.C. ai danni dell'allora console Marco Tullio Cicerone, che pronuncerà 4 orazioni tra il novembre e il dicembre del 63-62 a.C., per scongiurare l'intenzione di Catilana ad aspirare a
raggiungere il consolato per mettere in atto una riforma costituzionale ed economica che avrebbe portato ad una dittatura. Ma la sua carriera di malvagio ha una lunga data. Sallustio lo descrisse nella sua opera
La congiura di Catilina , dove racconta che era di stirpe nobile (ma decaduta), di indole malvagia e corrotta e che commise ogni genere di reato possibile, dalla concussione all'omicidio, senza mostrare alcun
segno di rimorso. Lo battaglia tra i pretoriani del legato del console Ibrida, Marco Petreio, e l'esercito dei congiurati, fuggiti da Roma dopo le accuse di Cicerone di tramare contro la città, avvenne a Pistoia.
Catilina sarà ucciso e poi decapitato. Sallustio descriverà l'audacia e l'energia che regnava nei soldati di Catilina in quell'aspro combattimento "Ognuno di essi, dopo morto, copriva con il proprio corpo il posto
dove, da vivo, aveva combattuto. - Ma chi era davvero Catilina? Il ribelle senza scrupoli che tramava contro lo Stato o la vittima della lotta di classe che aveva a cuore i diseredati, un acceso riformatore
odiato dal partito dei conservatori incarnato da Cicerone? L'ipotesi più probabile è che sia stato quello che oggi chiameremmo un "demagogo populista", una figura capace di concentrare contemporaneamente
in sé elementi progressisti e di conservazione. Prometteva che, se fosse stato eletto, avrebbe azzerato i debiti. E forse quel punto del programma potrebbe aver spinto Crasso, che praticava l'usura in grande
scala, a farlo battere. Altri punti del suo programma erano la redistribuzione delle terre, non certo gradita ai latifondisti, ed alcune concessioni a donne e schiavi, destabilizzanti in una società conservatrice. Di
contro, c'è chi dice che non era un difensore del popolo, ma un demagogo opportunista, un nobile decaduto disposto a recuperare quello status che riteneva gli spettasse per nascita. Dopo aver fallito due volte
la candidatura a console, che gli avrebbe permesso di realizzare le sue idee, passa alla violenza.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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12 4 Durante i riti della dea Bona (la Ginecea dei greci), Publio Clodio, travestito da suonatrice di flauto, si introduce nella casa di Cesare per insidiarne la bella moglie Pompeia, sposata 5 anni prima. Il sacrilegio
viene scoperto e Clodio messo sotto processo. Cesare discolperà Clodio e Pompeia (che nel frattempo era però stata scacciata per salvare l'onore della casa e che al processo contro Clodio, alla domanda fatta a
Cesare del perché avesse divorziato dalla moglie se non la riteneva complice di Clodio, ripose: "La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto"). - Durante la movimentata pretura di Cesare,
Pompeo ritorna vincitore dall'Asia e sbarca a Brindisi (Ponto, Cilicia, Siria, Fenicia e Gerusalemme erano ora province romane). Sarebbe tornato come Silla per instaurare una dittatura? Il Senato lo temeva.
Cesare non si mosse. Ma Pompeo, congedati i 40 mila soldati, ritorna da privato cittadino.
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Cesare sta per partire verso la Spagna in qualità propretore, ossia, governatore. Viene accerchiato dai suoi creditori. Crasso lo salva pagando un quinto dei debiti. Una mossa per ingraziarsi Cesare ed indebolire
Pompeo, che temeva. Cesare rientrerà poi in patria dopo aver rastrellato grandi quantità d'oro e d'argento dalle miniere e dai tributi.
Triumvirato: con Mario, e dopo di lui Silla, la Repubblica era entrata nella fase terminale. Sempre più spesso uomini che avevano dietro di sé sterminate clientele od ampi strati dell'esercito imponevano la
loro politica al senato ed al popolo. Il potere gestito a lungo da Scipione l'Africano, ma con una discrezione imposta dalla formalità, finì per essere gestito da uomini la cui posizione poteva essere messa in
discussione solo da quanti aspiravano a fare altrettanto. Su queste basi nasce il primo triumvirato. Cesare, nipote di Mario, presenta la propria candidatura al consolato chiedendo il sostegno ai due consoli:
Gneo Pompeo (vincitore di dissidenti in Spagna, dei pirati nel Mediterraneo, e di Mitridate del Ponto) e Marco Licinio Crasso (uno degli uomini più ricchi di Roma e già artefice del soffocamento della
ribellione dei gladiatori di Spartaco) e si accorda con loro per formare un Triumvirato. La famosa "concordia degli ordini" auspicata da Cicerone, cioè l'alleanza fra l'aristocrazia e l'alta borghesia. Quest'ultima,
che vedeva in Crasso e Pompeo i suoi legittimi rappresentanti, fece lega con i popolari di Cesare, lasciando così isolata l'aristocrazia, che era convinta di non aver bisogno di aiuti e di non dividere i suoi
privilegi con nessuno.
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"Anno di Giulio Cesare " e le Gallie . Per il suo primo consolato, eletto in coppia con Marco Calpurnio Bibulo. Così i romani chiamarono quell'anno. Era uso battezzare con nome dei consoli in carica e andrà,
come proconsole, nella Gallia Cisalpina (Italia Settentrionale). Poi il suo mandato verrà subito esteso anche alla Gallia Transalpina (odierna Francia). A quell'epoca, le Gallie erano popolate da numerose tribù
celtiche, alcune delle quali avevano stretto accordi con Roma; altre avevano abbandonato la monarchia tribale per instaurare repubbliche di ispirazione romana, mentre altre ancora ingaggiavano continue lotte
contro i dominatori. Si troverà di fronte un paese suddiviso in tribù, per cui adotterà la massima del "divide et impera", combattendoli e sconfiggendoli uno dopo l'altro, ma senza arrivare ad una vittoria decisiva
che schiacciasse le loro aspirazioni indipendentiste.
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Lex Iulia Agraria : proposta da Cesare, prevedeva la distribuzione di terre, per andare incontro ai più poveri proletari urbani e permettere a Pompeo di mantener fede alle promesse fatte ai veterani. Bibulo si
oppone, ma la folla lo insulta e gli spezza i fasci, simbolo dell'autorità consolare. Bibulo va in Senato a riferire delle violenze, ma non succede nulla. I nemici di Cesare diranno: "ormai i consoli non sono
Cesare e Bibulo,bensì Giulio e Cesare". - Pompeo sposa Giulia (già fidanzata con Servilio Cepione, la figlia di Cesare avuta da Cornelia). Cesare si sposa (4° volta) con Calpurnia, figlia di Calpurnio Pisone
Cesonio. - cursus honorum di Cesare: nel 68 questore in Spagna, edile nel 65, pontefice massimo nel 63, pretore nel 62, propretore nel 61 nella Spagna Ulteriore, dove sottomise i Lusitani, e candidato al
consolato nel 60.
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Lex de exilio Ciceronis . Gaio Clodio riesce a farsi eleggere Tribuno della Plebe (nonostante non fosse un plebeo) ed ha modo di mettere in atto la vendetta contro Cicerone, reo di essere stato l'avvocato
accusatore nel processo intentato contro di lui e la moglie di Cesare nel 62 a.C. Farà approvare una legge, con valore retroattivo, detta lex de exilio Ciceronis : tutti quelli che avevano fatto uccidere dei cittadini
romani, senza sottoporli a regolare processo, dovevano essere puniti con l'esilio. Cicerone, all'epoca della congiura di Catilina, aveva fatto uccidere alcuni degli alleati del ribelle senza regolare processo, per
evitare che i rei riuscissero a salvarsi facendo leva sul consenso popolare. Cicerone sarà mandato in esilio e dovrà tenersi a 500 miglia dalla costa italiana; con quella clausola non poteva chiedere asilo ai
siciliani, suoi clienti del processo contro Verre.
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Fondazione di Firenze . I Romani fondano il villaggio "Florentia" destinato ai veterani dell'esercito e, secondo alcuni storici, la città sarebbe stata fondata per precise ragioni politiche e strategiche: nel 62 a.C.,
Fiesole era stata un covo di catilinari e Cesare volle un avamposto a solo 6 km per controllare le vie di comunicazione. Nel 70 a.C. la struttura della città era già abbastanza definita nelle sue componenti
strutturali classiche del castrum cioè due vie che s'intersecavano e dividevano in due parti distinte l'antico accampamento militare. Poi costruiranno gli argini all'Arno ed al Mugnone e la scelta del sito si rivelò
vantaggiosa per i trasporti: l'antica Florentia si trovò infatti sulla via consolare Cassia Nuova in un punto strategicamente molto importante perché formava un cuneo che controllava la fine della valle dell'Arno
appenninica e l'inizio della pianura che conduceva al mare in direzione di Pisa. Data la sua origine militare, il suo primo patrono fu Marte. Nel 285, riordinando l'Impero, Diocleziano la farà sede del Corrector,
cioè del comandante della legione, che era responsabile per tutta la Tuscia.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Viene annessa Cipro. Campagna di Cesare in Gallia (la Francia di oggi), che durerà sino al 51 a.C. In due temerarie campagne, batterà prima gli elvezi (che erano circa 400 mila e che erano stati spinti dai
germani verso est, dove erano stanziati gli edui, alleati dei romani. Gli elvezi dovranno ritornare nelle sedi originarie), poi i germani di Ariovisto e quindi i suebi che costringerà a tornare oltre il Reno. Il popolo
tripudiò, l'Assemblea lo acclamò, il Senato fece la bocca storta. In questo stesso anno, Clodio (Publio Claudio Pulcro) fa approvare una legge che servirà a mandare in esilio Cicerone che, nel 62 a.C., lo aveva
fatto condannare nel processo per lo scandalo della Bona Dea (festività riservata esclusivamente alle donne), per fare una bravata (era un capobanda), si introdusse nella casa di Cesare, dove Pompea era con le
Vestali. Cesare, alla fine, pur consapevole che la moglie non lo aveva tradito, la ripudierà. Il patrimonio di Cicerone sarà confiscato. La sua casa sul Palatino, come quelle a Formia e Tusculum sono rase al
suolo. Cicerone rinuncia a difendersi. - Leges Clodiae: serie di plebisciti approvati dai concilia plebis della Repubblica Romana proposti dal tribuno Publio Clodio Pulcro che a maggio, inimicandosi il
triumviro Pompeo ed approfittando del fatto che la carica gli concedeva la sacrosantitas , fa liberare Tigrane, il figlio del re armeno e prigioniero dei romani.
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Lex de collegiis . Vengono ripristinate da Clodio i collegia (vedi 64 a.C.) con lo scopo di sfruttare queste associazioni in due modi: il primo, quello classico potremmo dire, era la corruzione elettorale, perché
permettevano una distribuzione capillare ed organizzata delle mazzette per assicurarsi un certo numero di voti; l'altro era quello di travestire le bande armate. Questa situazione sarà sfruttata anche da Milone,
nemico di Clodio, sino a che la situazione diverrà talmente tesa che il Senato romano il 10 febbraio del 56 a.C. promulgò un senatoconsulto che scioglierà nuovamente i collegia .
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Cesare costituisce la Legio IX in Gallia. Era stata creata anche una Legio IX Hispana (non si sa di preciso quando), della quale però si perderanno le tracce nel II secolo d.C. Prende parte a diverse campagne
militari, finché nel 43 d.C. parteciperà all'invasione della Britannia voluta dall'imperatore Claudio. Sotto il comando di Cesio Nasica stronca una ribellione di Venuzio della tribù dei Briganti (52-57). Subirà
poi una pesante sconfitta durante la ribellione della regina Boudica (60-61 d.C.) e sarà rinforzata con truppe provenienti dalla province germaniche. Nel 120 d.C. si sa per certo che fu sostituita a Eburacum
dalla Legio VI Victrix . L'ultima volta è menzionata in Britannia agli inizi del II secolo d.C., Poi più nulla ed il mito ispirerà romanzi e trasposizioni cinematografiche (Eagle nel 2011). Negli anni 70 del
novecento sono state scoperte nei Paesi Bassi placche di bronzo con la scritta "Leg IX Hisp" e si ipotizza che fosse stata trasferita a Noviomagus Batavorum , presso l'odierna Nimega in Olanda. Poi forse in
oriente contro i Parti. Da Marco Aurelio non figura nelle legioni.
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Pompeo permette poi a Cicerone di rientrare dall'esilio di Tessalonica e Durazzo. Cicerone sarà osannato dalle folle e, per riconoscenza, aiuterà Pompeo a prendere il comando speciale per l'organizzazione
dell'approvvigionamento del grano. Otterrà dal Senato, anche se osteggiato da Clodio e le sue bande che diceva che quel luogo era ormai consacrato, di ricostruire la casa sul Palatino. Darà poi seguito, da quel
grande oratore che era, ad una invenzione retorica : quella della "rinuncia alla lotta" per il bene della patria.
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Letteratura latina . Muore a Sirmione Gaio Valerio Catullo (Verona 87/84). Nato nella Gallia Cisalpina, ebbe una vita breve ma intensa, perché trascorsa negli ambienti raffinati e decadenti dell'alta e colta
società romana. È il più grande e geniale dei neóteroi ed in assoluto uno dei maggiori poeti latini, primo poeta d'amore della letteratura latina ed anche primo poeta romantico. Pone al centro della sua
poesia sé stesso ed i propri sentimenti, pronto a cantare con versi eterni le gioie e le delusioni d'amore, ma anche a lanciare pesanti invettive contro gli avversari. Le sue liriche sono specchio fedele degli ideali
di vita e delle nuove tendenze artistiche della generazione letteraria dei "poeti nuovi". Si innamora perdutamente di Clodia, moglie del tribuno della plebe Q. Cecilio Metello, dama del gran mondo, affascinante,
elegante, colta e di costumi spregiudicati. Nelle sue liriche la chiamerà Lesbia , in ricordo della poetessa Saffo, nata appunto nell'isola di Lesbo. 25 liriche che costituiscono un breve, sincero diario
dell'impetuosa passione d'amore che lo travolge fin dal suo primo incontro. L'amore per lui ha una valenza etica personalissima. È foedus (patto), fondato sulla pietas (sentimento religioso) e sulla fides (lealtà,
fedeltà alla parola data). L'innamorato è legato all'amata con gli stessi vincoli di affetto che lega un padre ai suoi figli; il tradimento di questo vincolo porta il poeta ad amare più eroticamente, ma a voler meno
bene in senso affettivo.
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2 10 Il Senato romano promulga un senatoconsulto che scioglie i collegia (vedi 64 a.C. e 58 a.C.)
Cesare è richiamato in Gallia per l'esplosione di un conflitto causato dalla potente tribù atlantica dei veneti che, col sostegno della lontana Britannia formarono una lega antiromana (amoricana, dal nome della
regione costiera), e vincerà. In Siria si ribellano alle truppe del giovane Publio Crasso, figlio del plutocrate. Il padre Marco Licinio Crasso, corre in suo aiuto come proconsole. Al confine con la Siria c'è il
regno dei parti, unico popolo mai sottomesso completamente dai romani. Là, spera finalmente di realizzare il suo sogno di condottiero. Poco prima della partenza vantava un patrimonio di 7100 sesterzi, contro
i 300 di inizio carriera. Alcuni tristi presagi alla partenza da Brindisi lo condurranno alla morte nel 53 a.C.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Pompeo e Crasso, nuovamente consoli, entrano in collisione per un nuovo comando militare nell'Egitto di Tolomeo Aulete. Il triumvirato è in pericolo. Cesare sollecita una riunione per dirimere le controversie.
Avverrà alla metà di Aprile a Lucca. La sola notizia fa schierare nuovamente molti personaggi per il triumvirato. Ma come per la prima candidatura, i sostenitori dei tre, attraverso tumulti per le strade,
impedirono la convocazione dei comizi elettorali, e vengono allontanati con la forza altri candidati. I termini furono così prorogati. Quindi, secondo consolato di Cesare, Pompeo e Crasso. Tuttavia i contrasti
fra Pompeo e Crasso si rinnovano perché, con una serie di leggi ad hoc, Pompeo gli soffia la remunerativa opportunità egiziana. A Crasso non resta che contare su un futuro governatorato in Siria. A
sessant'anni non poteva infatti vantare alcun trionfo e quel territorio di frontiera avrebbe potuto permettergli di fregiarsi del titolo di conquistatore. L'impero partico (Silla ne era venuto in contatto nel 92 a.C.)
che si estendeva dall'Eufrate all'Indo, dominato da una popolazione iranica ormai ellenizzata, che si era resa indipendente dal regno seleucida a metà del III secolo a.C. e sulla quale governava da sovrano
feudale un'aristocrazia guerriera e latifondista. In quel periodo l'impero era dilaniato da una guerra civile fra i due figli di Fraate (re al periodo dell'alleanza con Roma nel 92 a.C.). Alle idi di novembre Crasso
si mette sul piede di partenza per la Siria, dove rileverà le truppe ed il comando di Aulo Gabinio. Un esercito faticosamente racimolato tra quanti non erano stati reclutati da Cesare e Pompeo. - Nell'inverno,
le popolazioni germaniche tentano un nuovo esodo verso la Gallia ed attraversano la foce del Reno. I Galli si accordano con i Germani. Cesare fa una carneficina.
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Architettura romana . Viene costruito il 1° teatro in pietra e permanente, quello di Pompeo. Prima di allora, le rappresentazioni erano tenute su un palcoscenico in legno (pulpitum ) provvisorio. Veniva
montato in una via, o piazza, oppure al Circo Massimo e Flaminio. Era provvisto di pannelli mobili dipinti, con una porta per permettere l'ingresso agli attori. Vedi 207 a.C. - Calcestruzzo: lo usano i romani
per la 1° volta nella realizzazione dell'anfiteatro di Pompei
Data l'intensa attività giudiziaria, Cesare fa costruire un'altra sede per i tribunali. Così, alla basilica Emilia, donata dalla gens Aemilia nel 179 a.C. per farsi pubblicità, si aggiunge la Iulia, che viene costruita
sui resti della basilica Sempronia, eretta nel 170 a.C. da Tiberio Sempronio Gracco, padre dei famosi "gioielli" di Cornelia. Sarà terminata da Augisto e vi si svolgevano soprattutto processi che riguardavano
questioni ereditarie o legate alla proprietà e che attiravano tantissimi spettatori. Altre ne seguiranno, tra cui la magnifica basilica Ulpia nel foro di Traiano. Nelle basiliche, imponenti pilastri suddividevano le
navate illuminate da finestroni. Le prime chiese paleocristiane saranno costruite sul modello delle basiliche romane.
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7 20 Cesare prende il mare, deciso a sbarcare per la 2° volta in Britannia. Ma l'avanzamento è irto di pericoli. Le imboscate falcidiano le sue schiere. Torna in Gallia in settembre.
Muore a 29 anni di parto Giulia, figlia di Cesare e moglie di Pompeo. Quel felice matrimonio aveva, per il momento, salvaguardato i rapporti fra Cesare e Pompeo.
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Tra l'inverno del 54 a.C. e l'inizio del 53 a.C., la tribù già pacificata degli eburoni, sotto la guida di Ambiorige, si ribella contro l'invasione romana e sgomina la XIV Legione, ridestando così i sentimenti
antiromani che covavano nell'intera legione. Ma Cesare, dopo ogni rivolta, riusciva ad imporsi.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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9 Battaglia di Carre: guerra Partica - Uno dei più grandi disastri militari di Roma . La conquista della Partia, un regno feudale che si estendeva al di là dell'Eufrate, in Mesopotamia e in Persia, nemica per
eccellenza di Roma e che nei momenti di maggior estensione arrivava sino all'Indo ed aveva come capitale Seleucia, sul Tigri (poi la capitale sarà Cltesifonte), pareva a Marco Licinio Crasso una formalità e
decise di sistemare una volta per tutte la questione dei Parti, che erano un perenne motivo di fastidio e timore per le regioni confinanti conquistate dai romani. Sconsigliato da tutti a non gettarsi in
quell'avventura, agli inizi del 54 a.C. parte da Brindisi nonostante il mare in burrasca, ed il viaggio inizia con la perdita di numerose navi. Ma già si vedeva monopolista del commercio con l'Estremo Oriente.
Rileva il comando delle 7 legioni di Aulo Gabinio, che in passato aveva già guidato alcune campagne contro i Parti con qualche successo. Trascorre il periodo dopo il suo arrivo a riscuotere tributi, trascurando
di tenere in esercizio le truppe, nella falsa convinzione che il problema più grande sarebbe stato quello di rincorrere i parti che non si volevano impegnare in battaglia. Giunge una prima notizia che l'Armenia è
invasa dai Parti e che quindi non può più essere d'aiuto a Crasso ma lui, con 43 mila uomini, punta ugualmente verso il fiume Belik attraversando il deserto (anziché seguire il corso del fiume Eufrate come
suggerito dai suoi più esperti comandanti) e disponendo le truppe su un quadrato con 12 coorti per lato, intervallate dalla cavalleria e precedute dalla fanteria leggera. L'ala sinistra, verso il fiume, era affidata a
Cassio, mentre alla destra, sul lato del deserto, vi era Publio, il figlio di Crasso, mandatogli in aiuto da Cesare assieme a 1000 cavalieri galli. Ad attenderlo nei pressi di Carrhae (l'odierna Harran, nella Turchia
sud-orientale) Surenas, un aristocratico che si faceva sempre seguire da 200 carri di concubine. Ma il suo coraggio e la sua astuzia erano rinomati. Agli esploratori romani aveva fatto vedere solo l'avanguardia
delle sue truppe. Gli effettivi li aveva nascosti dietro alle dune facendo loro coprire con pelli, sotto il cocente sole di mezzogiorno, il bagliore delle armi. Quando i romani sono a tiro, una pioggia di frecce causa
morti, feriti, e scompiglio in uno schieramento così compatto che era difficile fallire il bersaglio. Si trovarono così ad affrontare un nuovo modo di combattere, a distanza, diverso dallo scontro frontale cui erano
stati sempre abituati e che era la loro forza. Publio riesce poi a sottrarsi, ma viene attirato in un tranello e ferito si fece uccidere dal suo scudiero. Dei 6.000 uomini che componevano la sua forza si salveranno
solo in 500. La sua testa appare su una picca delle truppe in prima fila, come monito per i romani e per Crasso, che verrà in seguito ucciso mentre era stato invitato a trattare una pace onorevole col vincitore
Surenas. La sua testa mozza decorerà in teatro una scena di Euripide. Una delle conseguenze della morte di Crasso è che lascerà Cesare e Pompeo completamente padroni della scena politica a Roma. - Surenas
si mette a parodiare il trionfo dei romani per le strade di Seleucia, ma sarà il suo ultimo divertimento perché il re, temendo la sua popolarità e per il trono, lo fa uccidere. Cassio riesce invece a mettersi in salvo
ed a tornare in Siria con circa 10 mila uomini. 20 mila i morti e 10 mila i prigionieri (di questi si erano perse le tracce sino al 1955, quando il professore Homer Dubs ipotizzava che alcuni di loro fossero stati
arruolati come mercenari nella battaglia di Zhizhi, nella regione cinese del Gansu, nel 36 a.C. - alcuni documenti raccontavano di Unni Bianchi - e che in seguito si fossero stabiliti nella città di Liqian. A
supporto dell'ipotesi, il test del DNA effettuato su alcuni abitanti del villaggio nel 2005 che confermava la loro origine caucasica). Roma perde la Mesopotamia. Solo nel 20 a.C. Tiberio riuscirà ad avere
indietro dai Parti le insegne di guerra che essi avevano conquistato nella battaglia di Carre. - Cesare insegue oltre il Reno per 3 mesi il generale Ambiorige. Poi ritorna in Gallia Cisalpina per occuparsi di
Roma. Pompeo, approfittando della morte di Crasso, aveva rafforzato il suo potere. Ciò approfondì il contrasto con Cesare. Roma era ormai senza consoli da 7 mesi.
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Cecilia Metella , nata intorno al 70 a.C., figlia di Quinto Cecelio Metello Celere e di Clodia, sorella del tribuno Publio Clodio, va in sposa a Publio Cornelio Lentulo Spintere, un alleato della famiglia di suo
padre. Ben presto, degna figlia della madre (che verrà ricordata come Lesbia), si dedicherà a una vita di dissolutezze che la porterà ad incontrare Publio Cornelio Dolabella, genero di Cicerone e nemico politico
del padre. Lo scandalo spingerà Lentulo al divorzio. Rimasta senza marito, ma anche senza il patrimonio che invece aveva avuto la madre alla morte di Metello Celere, dovrà tornare in famiglia e sottostare, in
totale disgrazia, alla volontà degli uomini della famiglia che la sfrutteranno per la loro ascesa politica, dopo che gli stessi Clodi erano caduti in disgrazia per aver appoggiato Pompeo contro Cesare. Cecilia
diverrà amante di molti alleati di Cesare per favorire la ripresa politica della famiglia.
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I capi delle tribù galliche che, pur dopo diverse assemblee non avevano mai raggiunto un accordo per unire le forze e conquistare la libertà dai romani, su iniziativa degli edui, sino ad allora leali verso Roma, si
riuniscono a Bribacte, un oppidum gallico (città fortificata) capitale degli edui e località strategica per gli scambi commerciali tra celti e romani, alla confluenza dei bacini idrografici della Saona, Yonne,
Senna, Loria, sulla sommità del Mont Beuvray, nel massiccio del Morvan. Vercingetorige viene proclamato re.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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1 18 Morte di Publio Clodio . Nel 53 a.C. Clodio aveva sguinzagliato le bande dei suoi picchiatori con lo scopo di ritardare le elezioni. Milone stava spendendo molto nella campagna elettorale, ed avrebbe speso
molto di più se le elezioni fossero state ritardate, come infatti avvenne, con un suo grave danno economico. La diatriba tra i due avrà la sua conclusione in questa giornata. Bande armate di Tito Anlio Milone si
scontrano sulla via Appia con quelle di Clodio, presso Boville (ormai a Roma i personaggi politici ed i ricchi si circondavano di schiavi e gladiatori armati per difendersi, ma in verità con l'intento di spaventare
gli avversari). Clodio, il nemico di Cicerone, viene ucciso, dopo essere stato reso non in grado di difendersi, da una profonda ferita al braccio infertagli da Birria, uno schiavo di Milone. Pur essendo caduto in
disgrazia negli ultimi anni, la folla continuava ad amarlo ed, aizzata dalla moglie Fulvia (figlia di Sempronia e discendente di Tiberio e Gaio Gracco e che in seguito andrà sposa ad un alleato del marito, Gaio
Scribonio Curione e poi, nel 44 a. C., a Marco Antonio), il cadavere del tribuno viene portato presso la Curia Ostilia, dove venne allestita la pira funeraria, utilizzando anche seggi di legno dei senatori e carte
dei patres . Le fiamme raggiungeranno un'altezza tale da provocare un incendio che devasta l'edificio ed alcune strutture adiacenti e regnerà il caos per quasi due giorni. Clodio non fu molto diverso da altri
uomini politici romani, ma forse troppo impulsivo e vendicativo. La creazione di bande armate segnò però la sua rovina. Gli intrighi politici li facevano tutti, anche se non tutti erano in grado di gestirli, ma
portare la violenza all'interno delle mura della città, interdetta agli eserciti, non era consentito a nessuno. - Cicerone non riuscirà a difendere Milone dall'accusa di omicidio di Clodio. Andrà in esilio a
Marsiglia con buona parte delle sue ricchezze. - Dal matrimonio di Fulvia e Clodio erano nati due figli : Publio Clodio, morto giovane a causa dei troppi vizi, e Clodia Pulcra, che ne 43 diverrà prima moglie di
Ottaviano Augusto, che dirà di non averlo mai consumato e, trattandosi di un'unione politica, sarà ben presto annullato.
1 Battaglia e assedio di Alesia: la guerra gallica: 50.000 romani contro 250.000 guerrieri celtici - La rivoluzione era prossima e Pompeo vedeva avvicinarsi il suo sogno dittatoriale. Il Senato lo elesse consul
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9 26 Vercingetorige, constatata la sconfitta, richiama le proprie truppe, convoca l'assemblea dei capi e si mette a disposizione, raccogliendo l'invito di Cesare a consegnare le armi e i capi della rivolta. Indossa il suo
unicus , soluzione alternativa alla dittatura assoluta. Da Ravenna Cesare seguiva gli avvenimenti romani, mentre i galli di Vercingetorige (80 a.C. – Roma, 26 settembre 46 a.C., che si era conquistato la corona
dell'Arvenia - odierna Auvergne con capitale Clermont-Ferrand - con un colpo di stato ai danni di un pugno di notabili, tra i quali suo zio) ed altre tribù si ribellavano ed, a Cenabum (odierna Orléans), fa strage
di funzionari e commercianti romani. Con lui si alleano così anche quasi tutti i popoli tra la Loira e la Garonna e le tribù costiere. Poi guadagna alla sua causa anche i biturgi stanziati nella zona di Avarico
(Bourges). Il suo luogotenente Lucterio muove verso il Meridione, ed avvalendosi di ruteni e nitiobrigi, attacca Narbo (odierna Narbonne). Cesare, pur essendo inverno, risale verso nord, allestisce una serie di
fortificazioni e restituisce alcuni colpi ai galli nel cuore dell'Arvenia, costringendo Vercingetorige (che aveva adottato la tattica della terra bruciata, radendo al suolo campi e città per non far trovare
approvvigionamenti alle legioni del proconsole) a tornare indietro per proteggere la propria terra e si rifugia ad Alesia , in Borgogna, con 80.000 uomini. Cesare manda nel frattempo Labieno con 4 legioni a
combattere i senoni e parisii a nord, che sconfiggerà presso Lutetia (odierna Parigi). - Assedio di Alesia, considerato uno dei più ingegnosi ed efficaci nella storia militare di tutti i tempi. - Verso la fine
dell'estate del 52 a.C., Cesare con le altre 6 legioni si occupa di Vercingetorige e, prevedendo un assedio lungo (anche se aveva saputo da alcuni prigionieri che i galli avevano scorte di viveri per max 30
giorni), allestisce attorno ad Alesia, che sorge su un colle di 418 metri ed individuato nel Mont-Auxois, opere di assedio, come fossati (smuove 2 milioni di metri cubi di terra), cinte di protezione ed altre linee
di sbarramento (triboli) che nascondevano pali appuntiti e pioli muniti di uncini di ferro, detti stimoli , catapulte e balestre con meccanismi di torsione. 8 campi fortificati e 23 minori, lungo un doppio vallo,
l'uno di 16,5 Km di circonferenza rivolto verso la città, l'altro di 21 Km verso la pianura circostante, con torri di avvistamento distanti 25 metri l'una dall'altra, per coprirsi le spalle, consapevole che poteva
arrivare un esercito gallico di rinforzo. Vercingetorige si rende così conto che la sua cavalleria ed i suoi 80 mila uomini avrebbero fatto ben poco per assalire i romani ed aveva scorte di viveri per un solo mese
(manda quindi donne e bambini fuori dalla città, nella speranza che, anche se fatti schiavi, sarebbero stati sfamati. Ma i romani li lasciarono morire di fame nella terra di nessuno, fra le mura e gli sbarramenti.
Poi, riesce a mandare alcuni cavalieri verso le rispettive tribù in cerca di uomini da arruolare e di cibo. Cesare, con 50.000 uomini (40.000 legionari e 10.000 ausiliari), si troverà a combattere una coalizione
tribalica mai vista: 240 mila fanti ed 8000 cavalieri. Il 20 settembre compare all'orizzonte l'avanguardia dell'esercito di rinforzo. Un primo scontro si ha tra l'alba ed il tramonto. Lo scontro principale, che
coinvolge le forze di Vercingetorige e quelle arrivate in soccorso, scatta a mezzanotte. Molti morti da ambo le parti, ma i galli sono costretti a ritirarsi all'alba. Nella notte seguente si scatena l'attacco decisivo
nel quale i galli hanno la peggio. Sarà l'ultimo dei grandi scontri tra Galli e Romani, perché l'anno seguente saranno definitivamente sconfitti. Vercingetorige riesce a fuggire, ma più tardi si consegnerà e verrà
imprigionato a Roma per 5 anni. Nel 46 a.C. verrà trascinato in catene per ornare la celebrazione del trionfo di Cesare, ed immediatamente dopo mandato a morte.
equipaggiamento migliore e si consegna a Cesare. Il coraggioso capo gallico, cui la Storia ha riservato una particolare simpatia per l'intelligenza ed il coraggio con cui seppe condurre la lotta per l'indipendenza,
trascorrerà 6 anni nelle prigioni romane nell'attesa di essere esposto per le strade romane al trionfo di Cesare che avrebbe celebrato nel 46 a.C., al termine della guerra civile. Dopo la festa, rinunciando alla sua
proverbiale clemenza, il dittatore se ne sbarazzerà, forse per punirlo della minaccia alla impalcatura che aveva faticosamente costruito per sostenerlo nella sua imminente scalata al potere. Vercingetorige
rimane uno dei più grandi eroi nazionali della Francia moderna.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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10 15 Letteratura latina . Muore suicida a Roma Tito Lucrezio Caro (Pompei, 84 a.C.), filosofo romano, seguace dell'epicureismo (filosofo greco), rielabora le sue dottrine e le traspone con grandiose immagini
poetiche, in cui la natura diventa protagonista di un maestoso dramma. È uno dei più grandi poeti del periodo classico. Preso dagli studi, trascorre l'esistenza in solitudine e silenzio. Non fece nulla per farsi
conoscere, tanto che non pubblicò nemmeno il suo poema De rerum natura (fu pubblicato alla sua morte da Cicerone). L'opera, dedicata ad un certo Gneo Memmio, si divide in 6 libri, divisi in 3 gruppi di due
libri ciascuno, rispettivamente dedicati alla fisica, antropologia ed alla cosmologia. Lucrezio non dà una interpretazione fredda e razionale dei fenomeni dell'universo, ma poetica, dell'armonioso aggregarsi e
disgregarsi degli atomi, per cui tutte le cose nascono e muoiono, compreso l'uomo, senza dispersione, perché nulla nasce e nulla muore riducendosi al nulla. Religione : è l'omaggio ad Epicuro (vedi: "Età
ellenistica", 323 a.C.) contro l'oscurantismo religioso. Nel De rerum natura la religione è simboleggiata da un mostro che rivolge la sua terribile testa verso terra. Mediante una lucida e razionale analisi della
realtà, porta ad una visione coerente del materialismo e l'uomo può liberarsi dalle superstizioni, dai pregiudizi e dagli errori e quindi dalle inutili angosce che ne derivano, prime fra tutte il timore degli dei, che
porta appunto alla superstizione, quando non al delitto e la paura della morte, che per lui è solo il momento estremo che chiude un ciclo vitale. Nell'aldilà non ci sono punizioni eterne e sofferenze, che sono solo
proiezioni di angosce terrestri. La vita va abbandonata con la stessa serenità con cui un convitato si alza sazio da un banchetto, grato per le gioie godute o, in caso opposto, rasserenato per la liberazione dalle
delusioni e sofferenze patite. Ispirerà anche Orazio e Virgilio, che nelle Georgiche afferma che felice è l'uomo che può capire la causa delle cose. - Forse Lucrezio si tolse la vita come gesto di protesta verso
la classe politica in ascesa, o perché condannato a morte da essa.
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Invenzioni, Scoperte, Innovazioni: Vetro soffiato . La tecnica del soffiaggio del vetro (il cui primo utilizzo risale al 3000 a.C.) ha permesso che gli oggetti costruiti con questo materiale, fossero meno costosi
e più comuni. Durante l'Impero Romano fu plasmato in diverse forme, per vasi e bottiglie, spesso verdi, per la presenza di impurità di ferro nella sabbia.
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Domini romani: si trovano sotto il dominio romano tutte le coste settentrionali del Mediterraneo, la Francia, e i Paesi Bassi, la Spagna e il Portogallo, una consistente parte del Mar Nero ed una buona parte
della attuale Tunisia e Libia. - Cesare, nei numerosi combattimenti in Gallia, è aiutato dal nipote (figlio di Giulia) Marco Antonio (Roma, 14 gennaio 83 a.C. – Alessandria d'Egitto, 1 agosto 30 a.C.) - È
ormai tempo di regolare i conti con Pompeo che, divorato dalla gelosia, creava ogni genere di difficoltà a Cesare
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1 12 Il Rubicone: guerra civile tra Cesare e Pompeo . Come si ricorda, dopo la morte di Giulia, figlia di Cesare e moglie di Pompeo, i rapporti fra i due si erano allentati sempre più. Cesare, di ritorno dalla Gallia,
non intende tornare come un semplice generale; teme il Senato (che gli impedisce di concorrere al consolato) e Catone. Ha bisogno di una carica elettiva che gli garantisca l'immunità. Ora, gli aristocratici erano
riusciti a convincere Pompeo a schierarsi apertamente contro Cesare ed il Senato, falliti i tentativi di mediazione, ordina al generale di deporre le armi. Cesare aveva atteso l'esito del dibattito accampato nei
pressi di un fiumiciattolo, il Rubicone (che presso Rimini, marcava il confine fra la Gallia Cisalpina, dove il proconsole poteva tenere i suoi soldati, e l'Italia vera e propria, dove la legge gli vietava di
condurli). È il 12 Gennaio, e Cesare decide di passarlo con le sue 10 legioni di Gallia in armi (tutti del Piemonte e della Lombardia a cui Cesare aveva dato la cittadinanza che il Senato si ostinava a
disconoscere). Dopo aver "tratto il dado" - "Alea jacta est", fu un'avanzata incruenta verso Roma. Riuscì a formare altre 3 legioni di volontari, non dimentichi di Mario e che ne vedevano in Cesare, suo nipote,
il continuatore e stanchi dei conservatori che legiferavano a Roma, Cesare entra a Roma il 30 Marzo. Vi mancava da 10 anni. Per il momento non insegue, con grande intuito politico, Pompeo, ma ricompensa
lautamente chi lo ha sostenuto nell'impresa. La guerra civile però è iniziata ed il suo teatro sarà vastissimo: Spagna, Grecia, Africa. Ma la battaglia decisiva sarà in Tessaglia, a Farsalo, nel 48.
Lex
Roscia . Di Giulio Cesare, concedeva il Plenum ius ai cittadini della provincia della Gallia Cisalpina. Questi con la Lex Pompeia de Transpadanis avevano ricevuto nell'89 a.C. la cittadinanza latina, mentre
ora la legge concedeva loro la piena cittadinanza romana.
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7 Cesare lascia Roma per andare in Spagna, via Massilia (Marsiglia), che cadrà e dirà: "Vado in Spagna a combattere un generale senza esercito". Sconfiggerà Afranio e Petreio ed è spietato con la popolazione
che li aveva aiutati.
Dittatura di Cesare . Cesare entra a Roma in veste di dittatore per iniziativa del pretore Marco Emilio Lepido e approverà un sacco di provvedimenti : allarga il numero dei senatori a 900 membri, aumenta il
numero dei questori, edili e pretori a garanzia di una migliore amministrazione dello Stato, favorisce le classi subalterne, in particolare assegnando terre ai suoi soldati, modifica il calendario ed eleggerà i
consoli per il 48 a.C. - Emanerà anche la Lex Roscia con la quale propone i totali diritti romani ai cittadini della Gallia Cisalpina. Il Senato gli assegnerà ripetutamente il titolo di console (46 e 45), quello di
imperator , con cui controlla l'esercito, quello di censore triennale come praefectus morum , ed infine la dittatura a vita.
4 Cesare volge ora il pensiero a Pompeo e salpa da Brindisi. Il 5, con sorpresa di Pompeo, sbarca sulle coste dell' Epiro, a Paleste. Iniziano le scaramucce.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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9 Battaglia di Farsalo. Dopo assedi ed attacchi a Durazzo e Apollonia in Tessalia, si ha lo scontro definitivo fra i due eserciti a Farsalo (Pompeo con 50 mila fanti e 7 mila cavalieri - Cesare 22 mila fanti e 1000
cavalieri, ma disponendo di veterani rispetto alle truppe raccogliticce di Pompeo). Cesare si insedia tra le montagne della Tessaglia, dove avrebbe patito meno la superiorità numerica di Pompeo, che però era
intenzionato ad attendere fosse costretto a lasciare quei luoghi per fame. I senatori al seguito di Pompeo volevano però un rapida vittoria da portare a Roma. Pompeo cerca di aggirare Cesare con la cavalleria.
Cesare conosce quella tattica e aveva tenuta nascosta una 4ª fila di legionari che teneva di riserva. Quando la cavalleria di Pompeo carica, si vede contrattaccata in modo selvaggio, non avendo mai sperimentato
la ferocia di un combattimento corpo a corpo, si dà alla fuga. Pompeo è sconfitto e fugge in Egitto dal re giovinetto Tolomeo III, la cui sorella-sposa Cleopatra, che significa "gloria del padre", tramava per
sottrargli il trono. I due fratelli si erano sposati quando lui aveva 9 anni e lei 18. L'ospitalità a Pompeo poteva suscitare l'ira di Cesare, per cui Tolomeo decise di accoglierlo, poi di sopprimerlo. Cosa che fece
fare ad un ex tribuno di Pompeo, Lucio Settimio e ad Alessandria mostrano a Cesare la sua testa mozzata quando entra nella città il 2 ottobre. Cesare si installa ad Alessandria e chiama a sé Tolomeo e
Cleopatra (l'Egitto era un protettorato di Roma). La notte stessa Cleopatra e Cesare diventano amanti...
Gli amori di Cesare. Uomo senza scrupoli e deciso nel raggiungimento dei suoi fini, come traspare anche dalle sue opere, non lasciava spazio ai sentimenti e ai rapporti umani. Svetonio ha tentato un elenco,
probabilmente incompleto, dell'energia amorosa di Cesare profuso, nel pieno del vigore fisico, verso le matrone. Eh si, perché oltre a 4 mogli, ha avuto molte amanti. Postumia, moglie di Servio Sulpicio; Lollia,
moglie di Aulo Gabinio; Tertullia, moglie di Marco Crasso; Mucia, moglie di Pompeo. L'elenco non comprende le vergini, le schiave, le barbare, né i due o forse tre grandi amori della sua vita. Servilia, che ha
colmato di doni durante vent'anni, compresa una perla di 6 milioni di sesterzi. Era la madre di Marco Bruto (forse figlio dello stesso Cesare). Poi, forse non più soddisfatta, le spinge fra le braccia la
giovanissima figlia Terzia. Poi, a 52 anni, la ventenne Cleopatra, in lotta col fratello Tolomeo XIV per la successione al trono, per cui perderà la testa, tanto che la porterà perfino a Roma, dove c’era la quarta
moglie, Calpurnia. Un viaggio di nozze che dura due mesi, trasportati dalle acque del Nilo su una nave sospinta lentamente da rematori e con la poppa trasformata in una camera nuziale. Sarà concepito
Cesarione. È tempo di ritornare a Roma, ma dalla provincia romana del Ponto (oggi Turchia) giungono notizie allarmanti. Il suo luogotenente è stato sconfitto da Farnace, figlio di Mitridate, e la sconfitta va
cancellata. P.S.: Cesare non disdegnava anche altri amori e, a detta di Cicerone, era “il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti”. La frase richiama un altro aspetto, ovvero la disinvoltura
nell'orientamento sessuale, pratica non così diffusa a Roma, ma diffusa in chi poteva vantare una cultura intrisa di grecità. Per questo atteggiamento il proconsole viene ancora sbeffeggiato dai suoi legionari
durante il corteo trionfale del 46, per una diceria risalente a 35 anni prima, quando il diciannovenne Cesare si sarebbe “sottomesso” al re di Bitinia Nicomede IV, che lo ospitava. Diversi scrittori, tra cui
Cicerone, attestano l'episodio, nonostante l'ostinato silenzio di Cesare sul fatto. Altro riferimento a tale inclinazione si deve, pare, allo stesso Marco Antonio, secondo il quale fu merito della “docilità” sessuale
del giovane Ottaviano, frequentatore assiduo della tenda e della lettiga di Cesare in Spagna, a fare di questi il figlio adottivo e quindi l'erede del dittatore. - La società romana seguiva i dettami del patriarcato,
un sistema impregnato da forti connotazioni di maschilismo; per i maschi adulti ingenui (i nati liberi, che possedevano a tutti gli effetti la cittadinanza romana, per distinguerli dai liberti, gli schiavi). Gli uomini
erano liberi d'intrattenere rapporti sessuali con altri maschi senza alcuna percezione di perdita di virilità o di status sociale, fintanto e a condizione che avessero assunto la posizione di comando (sessualmente
penetrativa). La mentalità di conquista e il culto della virilità andavano a formare nel corso del tempo anche le relazioni omoerotiche, che si affermano come rapporto di dominazione. Le relazioni omosessuali
tra le donne sono meno documentate, perché gli scrittori maschi mostravano ben poco interesse al modo in cui le donne sperimentavano e vivevano la sessualità in generale.
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Veni, vidi, vici . Come si è detto, dopo 7 mesi di permanenza ad Alessandria, Cesare aveva deciso di tornare a Roma con Cleopatra (umiliando Calpurnia). Prima però c'è Farnace. Lo batte a Zela ed il Ponto
ritorna in ambito romano. Annuncerà la vittoria a Roma con un: "Veni, vidi, vici ". Sbarca a Taranto ed arriva a Roma ai primi di ottobre dove viene eletto console unico per la durata di 5 anni, con il potere di
dichiarare guerra. Avvia una riforma dello Stato sulle basi dei suoi ideali politici e sociali e riabilita gli avversari - Genialità di Cesare nella comunicazione. Capacità straordinaria di dare di sé sempre
un'immagine convincente, sottolineando ogni circostanza favorevole e dissimulando gli eventi negativi. Le sue opere letterarie ed i resoconti delle sue campagne sono dei capolavori, sia in qualità di scrittura
che nell'abilità di piegare la storia alle sue esigenze di propaganda. Solo Napoleone sarà capace di fare altrettanto. Comunicare al Senato od al governo vittorie clamorose, anche se le truppe erano in difficoltà
od avevano sostenuto solo delle scaramucce. - Cesare nomina Ottaviano Augusto prefetto urbano
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Muore Marco Porcio Catone Uticense (Roma, 95 a.C.), detto Minor , per distinguerlo dal suo avo Marco Porcio Catone il Censore, detto pertanto Maior. Cesare, accompagnato dal pronipote diciassettenne
Ottavio, che in seguito adotterà, deve accorrere in Africa ed in Spagna contro i superstiti pompeiani, fra cui i figli di Pompeo, Gneo e Sesto. Vittoria di Cesare a Tapso contro Catone, Metello Scipione, il suo ex
luogotenente Labieno e Giuba, re di Numidia. Moriranno Giuba e Scipione. Vittoria di Cesare a Munda. Marco Porcio Catone si ucciderà a Utica. Cesare viene eletto dittatore per 10 anni. - Vercingetorige,
dopo essere rimasto in prigione per 5 anni, è mandato a morte.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Lex Iulia Municipalis . Promulgata da Giulio Cesare. Era di carattere generale, sulla riorganizzazione amministrativa delle città con alcune norme a carattere sociale. Con essa molte città e colonie assunsero il
rango di municipio. Prevedeva anche alcune norme sulla circolazione stradale all'interno dell'Urbe, come la regolamentazione del traffico e il divieto ai carri che trasportavano merci di circolare nelle ore diurne
per decongestionare la città già eccessivamente trafficata. Da questo divieto erano esclusi i carri trasportanti materiali adibiti alla costruzione di templi o altri edifici di culto, le lettighe e i chiramaxium , carretti
trainati, simili ai risciò. Può essere considerata l'antesignana del nostro Codice della strada .
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Lesbia. Anno della presunta morte di Clodia, sorella di Publio Clodio. Nata nel 94 a.C., è nota con il nome di Clodia Metelli, poiché sposò Quinto Cecilio Metello Celere; tuttavia i più la conoscono come
Lesbia. Dal loro matrimonio nasce nel 70 a.C. Cecilia Metella, degna figlia della madre. Catullo, in onore di una certa Lesbia, scriverà diversi carmina in cui esalta la bellezza, dipingendola a tratti come
femme fatale . Uno di questi ha spinto gli studiosi ad associarla alla sorella di Clodio :"Lesbio è bello (pulcher). Perché no? Ma Lesbia lo preferisce a te, Catullo, con tutta la tua gente". L'aggettivo pulcher è il
termine che costituisce il cognome del Tribuno. Nell'antica Roma il nome delle donne era costituito dal femminile del gentilizio paterno; ne consegue che le sorelle di Clodio si chiamavano tutte e tre Clodia.
Per distinguerle si aggiungeva un aggettivo al nome : maggiore, minore, prima, seconda e così via. L'associazione con Clodia Metelli è forse data dal comune stile di vita alquanto libertino. Rimane vedova a 35
anni, con un notevole patrimonio a disposizione, e diverrà amante di Marco Celio Rufo, la cui relazione è descritta in un carme di Catullo. Il personaggio a tinte fosche che assumerà Lesbia per i secoli a venire,
deriva dal ritratto che ne farà Cicerone per difendere Rufo nel processo che nel 56 a.C. lo vedeva reo di aver tentato l'avvelenamento di Clodia, dopo aver preso in prestito da lei dell'oro per affari loschi. Per
screditarla, Cicerone la definirà quadrantaria , cioè donnaccia da quattro soldi.
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2 14 Cesare dittatore a vita . Nel marzo del 45, eliminati in Spagna gli ultimi pompeiani e terminata la guerra civile, Cesare non ha più rivali e riesce a farsi eleggere dal Senato dictator perpetuus, in contrasto con
la tradizione romana per la quale la dittatura doveva avere termine. La sua persona è inviolabile ed avrà il diritto di nomina delle cariche più importanti. Affrancato da impegni militari, si dedica all'attività
legislativa: ridurre le disparità decretate dagli oligarchi ai danni della plebe, proibire l'ostentazione delle ricchezze, trovare lavoro ai veterani, il comando nelle province limitato a due anni per prevenire il
fenomeno della corruzione (e lui ne sapeva qualcosa), avviare progetti edilizi per ridurre il caos nella capitale, strade, ponti, il calendario e la progettazione del teatro Marcello che, con i suoi 13.000 posti, sarà
però terminato da Augusto nell'11 a.C. -. Il Senato gli attribuisce altri onori : pur restando in un contesto repubblicano, Giulio Cesare ha il potere di radiare o nominare senatori, che porta a 900 per poter
inserire uomini a lui fedeli. Il Senato ha quindi ormai perso la sua autonomia a favore di assemblee popolari diventando solo un organo consultivo. Gli si consentirà di indossare sempre vesti trionfali, di ornare
con fronde di alloro i fasci dei suoi littori, riceve il titolo di pater patriae, le sue statue orneranno tutti i templi, in Senato siederà su un seggio d'oro, potrà cingere la corona aurea dei re etruschi ed il mese della
sua nascita avrà il suo nome, Julius . L'accentramento dei poteri gli procura numerosi nemici tra la nobiltà senatoria romana e anche nella stessa classe equestre, molti cavalieri sono danneggiati dalla sua
decisione di sottrarre la riscossione dei tributi nelle province romane agli appaltatori per affidarla al governatore. Il crescente malcontento dei nobili e dei cavalieri per la perdita delle posizioni di prestigio e
degli interessi economici acquisiti alimenterà la delusione nei suoi confronti. E sarà dagli ambienti a lui vicini che nascerà la congiura che lo condannerà a morte un mese dopo, guidata da Gaio Casso Longino,
eletto pretore con Marco Giunio Bruto, mentre s'attendeva di essere eletto console. - Ma Cesare è afflitto da una sola cosa: sua intenzione è una spedizione contro i daci ed i parti per vendicare Crasso a Carre,
poi attraversare l'antica Persia, costeggiare il Mar Caspio, aggirare il Ponto, sottomettere gli sciiti, invadere la Germania e tornare a Roma scendendo dalla Gallia. Il 1° gennaio aveva dichiarato che avrebbe
deposto ogni carica prima di partire. Il suo ultimo testamento era del settembre 45, dove nominava suo erede il diciottenne, cagionevole di salute, Caio Ottavio, al quale trasmette il proprio nome. Aveva visto
giusto ancora una volta. Quel giovanotto malaticcio diventerà Ottaviano Augusto imperatore, il più grande di tutti.
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2 15 Marco Antonio, durante la festa del Lupercali fra qualche dissenso della folla che accalcava il Foro, offre a Cesare la corona Regale. La congiura degli anticesariani prende sempre più corpo. 60 sono i
cospiratori guidati da Gaio Cassio Longino (protagonista nella sfortunata impresa partica di Crasso), Marco Giunio Bruto (si diceva che fosse suo figlio, nato dagli amori con Servilia, una delle amanti più
durature di Cesare) e Decimo Bruto Albino, cugino di Marco Bruto e figlio di una delle altre amanti di Cesare, Sempronia, nota per la sua immoralità e per aver preso parte alla congiura di Catilina nel 63 a.C.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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3 15 Idi di marzo: assassinio di Cesare e fine della Repubblica . Nella Curia di Pompeo, presso Campo Marzio, una grande aula dove il Senato si riuniva dopo che nel 52 a.C. un incendio aveva reso impraticabile
la Curia Ostilia nel Foro, Gaio Trebonio intrattiene Antonio a parlare sulle scale d'ingresso. Non si sapeva come avrebbe reagito all'aggressione di Cesare. Era il 15 Marzo, le Idi. Cesare, che aveva licenziato
da poco la fedele guardia ispanica che lo scortava negli spostamenti, viene ucciso con 23 coltellate (una sola mortale, al petto) dai congiurati repubblicani. La congiura era stata ordita da Gaio Cassio Longino e
capitanata da Bruto perché, dicevano, volevano la morte di un tiranno che aspirava alla corona di re per dividerla con Cleopatra per poi trasferirla al bastardo Cesarione, che l'avrebbe portata in Egitto. Moriva
sotto l'effige di Pompeo, fra le grida di "Il tiranno è morto. Viva la libertà". Aveva 56 anni. Ottaviano nel '29 a.C. gli dedicherà un "ara" che si trova nel Foro, poco lontano dalla "Domus publica " (ora solo
rovine), che era la dimora del dittatore negli ultimi tempi della sua vita (prima aveva abitato in una modesta casa della Suburra). Molti dei congiurati erano ex pompeiani graziati da Cesare per la Clementia
Caesaris , una politica per la quale, tutti quelli che avevano combattuto contro di lui avevano beneficiato almeno una volta del perdono. Qualora fossero stato trovati ancora una volta tra le fila dei nemici, non
avrebbero più potuto godere di quel privilegio. Era un modo per accaparrarsi il favore del popolo - Gli succederà Marc'Antonio, come designato nel testamento di Cesare che destinava inoltre la sua fortuna di
100 milioni di sesterzi ai cittadini romani (300 sesterzi a testa, pari a 600 euro) e i suoi giardini da destinare a parco pubblico, al municipio. Il resto fra i suoi pronipoti, uno dei quali, Caio Ottavio, veniva
adottato come figlio e designato erede. In seguito prenderà il nome di Caio Giulio Cesare Ottaviano (Roma, 23 settembre 63 a.C. – Nola, 19 agosto 14 d.C.). L'assassinio di Cesare segna una forte cesura con
la precedente età repubblicana ed apre le porte all'instaurazione dell'Impero, anche per i cambiamenti che Cesare aveva già operato in direzione di un potere centralizzato. Il suo nipote, ed erede adottivo,
Ottaviano, fece capire che il cambiamento era ormai irreversibile. È necessario, tuttavia, tenere presente che il titolo di "Imperatore ", nel senso che noi diamo a tale parola e non in quello latino di "generale
vittorioso" , verrà assunto per la prima volta da Tiberio. I suoi assassini saranno costretti a lasciare Roma, e nel giro di tre anni moriranno tutti. Nessuno di morte naturale. Terza fase delle guerre civili : si apre
così la terza fase delle guerre civili. Dopo Mario e Silla, Cesare con i pompeiani ed ora Caio Ottavio (poi Ottaviano) nipote e figlio adottivo del dittatore, e Marco Antonio, suo principale luogotenente e
affidatario, secondo il volere della vedova, dei beni del condottiero. Ottaviano, giunto a Roma dall'Illiria per reclamare la sua eredità e promuovere la vendetta di Cesare, accusa Antonio di non aver punito gli
assassini. Il loro contrasto si risolverà solo 13 anni dopo, con il futuro impero ormai spaccato in due. - Lex Antonia . Marco Antonio puntava ad abolire la dittatura, ma non fu il primo a intraprendere questa
impresa : dopo la fine della Seconda Guerra Punica, infatti, il Senato emise il Senatus consultum ultimum , che però andò perdendosi nel tempo, con le scalate al potere dei successivi dittatori. Scritti: a noi
sono arrivati completi i Commentarii de bello gallico (La guerra gallica : 7 libri, ciascuno dei quali tratta le vicende di un anno di guerra tra il 58 e 52) ed i Commentarii de bello civili (La guerra civile : 3
libri che trattano gli avvenimenti degli anni 49 e 48 a.C., dal passaggio del Rubicone alla morte di Pompeo).
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2° Triumvirato . Antonio, Ottaviano ed il governatore di Provenza Marco Emilio Lepido si accordano per il 2° Triumvirato e si assicurano un quinquennale mandato proconsolare sui rispettivi settori.
Cicerone viene ucciso con la cicuta per ordine dei triumviri - Lex Pedia , che crea Lepido, Antonio ed Ottaviano treviri rei publicae costituendae causa , gruppo di tre persone per la riorganizzazione dello
Stato; inizio delle proscrizioni.
Liste di proscrizione. Vengono stilate da Marco Antonio e dalla moglie Fulvia (vedova di Publio Clodio e particolarmente crudele in alcune circostanze) per eliminare nemici e ricchi ed appropriarsi di tutti i
loro averi. Tra i proscritti non mancherà Cicerone, nemico storico di Fulvia, che verrà ucciso. Dione narra che la sua testa fu portata ad Antonio e Fulvia. Antonio si abbandona all'ilarità, mentre Fulvia, dopo
averci sputato sopra, estrasse la lingua che aveva ferito lei e gli uomini che aveva amato, e la trafisse con spilloni fermacapelli. In seguito Antonio la preferirà a Cleopatra, regina di Egitto.
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3 20 Letteratura latina . Nasce a Sulmona Publius Ovidius Naso, più semplicemente Ovidio (m. a Tomi nel 17 d.C.), celebre poeta romano tra i maggiori elegiaci (l'elegia latina è una distinta forma della poesia
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4 21 Battaglia di Modena . Dopo la battaglia di Forum Gallorum del 14 aprile conclusa con il ritiro degli antoniani, ecco scontrarsi nuovamente le truppe fedeli al Senato dei consoli Gaio Vibio Pansa (morto nella
lirica della letteratura in lingua latina. Il carattere dell'elegia latina è generalmente interpretato come un canto di lamento ).
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precedente battaglia) e Aulo Irzio, appoggiate dalle legioni di Cesare Ottaviano, e le legioni cesariane di Marco Antonio che stavano assediando dall'inverno le truppe del cesaricida Decimo Bruto bloccate
dentro la città. L'attacco all'accampamento di Antonio dove viene ucciso Aulo Irzio, Ottaviano riesce a evitare la sconfitta. Antonio rinuncia all'assedio di Modena e si ritira lungo la Via Emilia,
ricongiungendosi con i rinforzi del luogotenente Publio Ventidio Basso. Per ora Augusto ha vinto, ma la situazione sarebbe completamente cambiata con la conclusione del secondo triumvirato tra Antonio,
Ottaviano e Lepido.
8 10 Non ancora ventenne, ed in anticipo sull'età stabilita dalla legge, Ottaviano presenta la sua candidatura ed è eletto console. Gran parte del potere è ora in mano ai cesariani. L'obiettivo era ora di abbattere
Antonio che, fuggito a Modena, si era alleato con Marco Emilio Lepido. Ma raggiunsero un intesa per salvaguardarsi da Bruto e Cassio.
11 27 Triumvirato, sancito dalla lex Titia. Ottaviano, Antonio e Lepido si uniscono a Bononia (Bologna) in un triumvirato con l'intento di eliminare l'opposizione senatoria ancora legata a principi repubblicani.
Nelle feroci liste di proscrizione contro i repubblicani, caddero Decimo Bruto e Cicerone, che aveva ormai confidato all'amico Attico di aver deciso di scrivere di storia anziché farla. Fu una vera caccia
all'uomo, un massacro. Poi Ottaviano si sposa con l'undicenne figlia di Antonio. Si suddividono le province e ad Ottaviano toccano Spagna, Sicilia e Sardegna, che però sono effettivamente dominate da Sesto
Pompeo. Le province orientali restano alla mercé di Bruto e Cassio, nemici pubblici, per l'accusa di aver trucidato Cesare.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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12 7 Letteratura latina. Cicerone viene ucciso per ordine dei triumviri (Antonio, Ottaviano e Lepido), e la sua testa esposta in Senato come monito per gli oppositori del triumvirato. Incluso nelle liste di
proscrizione da Antonio in quanto proseguiva a fargli delle severe accuse (Filippiche : Cicerone era infatti il difensore degli interessi della nobilitas senatoriale, convinto sostenitore della repubblica, mentre
Antonio avrebbe voluto fare suoi i progetti di Cesare ed assumere gradualmente un potere monarchico), viene abbandonato da Ottaviano. Era nato ad Arpino, il 3 gennaio 106 a.C. Il più grande esponente
dell'oratoria romana. Con Virgilio e Lucrezio è la figura più rappresentativa della letteratura romana. Con lui la lingua latina giunge al più alto ed ampio grado di espressione ed evoluzione. La sua multiforme
opera spazia dalle orazioni ai trattati filosofici, retorici e poetici, alle oltre 800 lettere. Ci ha trasmesso non solo una conoscenza analitica dell'epoca in cui visse, ma fu anche l'interprete tra i più significativi
delle vicende politiche e culturali. Era un homo novus , cioè proveniente da una famiglia che non aveva mai ricoperto cariche pubbliche, ma agiata ed appartenente all'ordine equestre. Sulla scena forense
esordisce a 25 anni, in un dibattito di diritto privato, con l'orazione Pro Quinctio (81 a.C.) ed un anno dopo nella Pro Roscio Amerino lo difende dall'accusa di parricidio. Causa che vinse. Le Verrine segnano
la sua raggiunta maturità e sarà edile nel 69, pretore nel 66 e console nel 63 a.C., quando sventerà la congiura di Catilina e sarà chiamato da Catulo "padre della patria". L'eloquenza ciceroniana si pone al di
fuori delle scuole tradizionali di retorica, rifiutando sia la magniloquenza paludata dell'asianesimo che l'asciuttezza stringata dell'atticismo. Segue il suo maestro Apollonio Molone di Rodi ma subisce anche
l'influenza di Demostene, per la varietà dei registri usati. Per lui le 3 qualità essenziali dell'oratoria, sono : docere o probare, declatare, movere o reflectere. Primo compito quindi : informare sul fatto ed esporre
la propria tesi dimostrandone la validità. Secondo : esporre i fatti piacevolmente, con un discorso vivace, serio, ironico, satirico, esemplificando sempre. Terzo : coinvolgere emotivamente l'ascoltatore,
suscitando via via entusiasmo, commozione e pietà. Quest'ultima inserita nell'arringa finale (peroratio ). - Molti personaggi romani non sarebbero mai passati alla storia se non fossero stati coinvolti nei
processi in in cui vi era la presenza di Cicerone. Tra questi, vedi: Gaio Licinio Verre, Marco Licinio Crasso, Marco Celio Rufo e Gaio Antonio Ibrida.
Lo Stato emana un provvedimento fiscale con cui chiede, o meglio impone, a 1400 ricche matrone di contribuire alle spese militari con una pesante tassa. Nessun uomo si oppone (a differenza del 215 a.C.,
allorché Catone si oppose ad abrogare la Lex Oppia), ed allora le donne passano all'azione scegliendo Ortensia, figlia del grande avvocato Quinto Ortensio Ortalo, come portavoce legale di una vera e propria
class action . Dal racconto dello storico Appiano, si sa che Ortensia, con sottile e psicologica ars oratoria , riuscì a convincere i triumviri, con una semplice domanda: "Perché mai le donne dovrebbero pagare
le tasse, visto che sono escluse dalla magistratura, dai pubblici uffici, dal comando e dalla res pubblica ?". Le donne ebbero una vittoria parziale, arrivando ad un patteggiamento. Saranno solo 400 le sfortunate
contribuenti, il resto dei soldi fu rastrellato con una tassa sui grandi patrimoni. Era la prima volta che una donna dibatteva una causa politica, portando anche a casa una vittoria parziale. Il Senato corre così ai
ripari, emanando un editto che vietasse alle donne di rappresentare altri in giudizio, cui seguì tempo dopo l'interdizione da tutte le professioni "maschili".
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10 3 "Ci rivedremo a Filippi". Siamo a Filippi, un'antica città della Tracia vicino alla Macedonia, e questa battaglia avrebbe deciso se in futuro la forma di governo adottata da Roma sarebbe stata monocratica o
democratica. Lo storico Plutarco nell’opera “Vite parallele” racconta che Bruto, ossessionato dai sensi di colpa per aver ordito e partecipato alla congiura nella quale Cesare, che l’amava come un figlio, era
stato assassinato, sognò una entità, forse lo stesso Cesare, che gli disse: “Sono il tuo cattivo demone, Bruto ci rivedremo a Filippi”. Emanata la Lex Pedia che condannava i cesaricidi, i due cospiratori Bruto e
Cassio erano riusciti a sfuggire alle rappresaglie e alla caccia delle truppe di Ottaviano ed Antonio. Avevano reperito fondi ai danni di Rodi e della Cappadocia ed ora potevano disporre di 19 legioni ciascuno,
ma saranno uccisi nello scontro di Filippi, sulla via Egnazia in Macedonia. Bruto rompe lo schieramento di Ottaviano ottenendo un primo successo, ma Antonio sfonda quello di Gaio Cassio Longino che, non
al corrente del momentaneo successo di Bruto, e non avendo il coraggio di suicidarsi, consegnerà la daga al suo schiavo Pindaro. Ottaviano era a letto con una delle sue solite influenze. Antonio attese che
guarisse, poi si buttò all'inseguimento di Bruto che, vedendo i suoi sbandare, si gettò sulla spada di un amico restandovi infilzato. Era il 23 ottobre. A Filippi caddero, con la Repubblica, i più bei nomi
dell'aristocrazia che ne era il puntello. L'Impero fu spartito. Ad Ottaviano la fetta europea; a Lepido quella africana; ad Antonio Egitto, Grecia e Medio Oriente. Ma pensavano già ad eliminarsi per avere
tutto. - Il 16 nasce il futuro imperatore Tiberio , il cui padre è alleato di Marco Antonio, e fratello di Druso che morirà in Germania.
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Scontro di Perugia tra le forze di Ottaviano e quelle di Antonio che dovevano affrontare Lucio, fratello di Antonio, sobillato dalla moglie di Antonio Fulvia, gelosa delle stregonerie che Cleopatra esercitava sul
marito. Lucio si arrende. Cleopatra convince Antonio a scontrarsi con Ottaviano. Accade a Brindisi, ma i soldati dell'una ed altra parte si rifiutano di battersi ed obbligano i loro generali a fare la pace, anche
per combattere meglio le scorrerie piratesche della flotta pompeiana. - Nuove spartizioni: ad Ottaviano l'Itallia, la Gallia, l'Illiria, la Dalmazia. Antonio, viene praticamente isolato in oriente, in Persia. A
Lepido le briciole. Un problematico possesso dell'Africa.
17 Dopo aver ripudiato Scribonia, Ottaviano, invaghitosi della diciannovenne Livia, pretende che Tiberio Claudio divorzi da lei e la sposa. Lei aveva già un figlio ed era incinta di 6 mesi di un secondo, che
avrebbe chiamato Druso Claudio Nerone. Ottaviano si univa alle gloriose famiglie dei Claudi e dei Livi e stabiliva un'intesa con la nobilitas , famiglia di oppositori che si erano sempre mostrati ostili a Cesare.
Ora rimane Pompeo. Ma ha bisogno di una flotta. L'amico Agrippa apre una base navale, unendo fra loro attraverso un canale, i laghi di Lucrino ed Averno, nei dintorni di Miseno, e li mette in comunicazione
con il mare. In 20 mesi sono costruite 300 navi da guerra.
Antonio sposa Cleopatra, dimenticando il legame con Ottavia, sorella di Ottaviano. Inizia poi a farsi adorare come un dio, secondo il modello orientale. La cosa fa indignare Ottaviano, difensore degli austeri
valori romani, e rinfaccia ad Antonio gli insuccessi contro i Parti. Induce poi il Senato a privare Antonio della sua carica ed a dichiarare guerra all'Egitto.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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3 Battaglia di Nauloco . Il luogotenente di Ottaviano Marco Vipsanio Agrippa si scontra con le navi di Pompeo a Nauloco, presso Milazzo e lo sconfigge definitivamente. Sembra che Agrippa abbia fatto uso di
un nuovo strumento, l'arpax , un uncino di ferro legato da catene e che veniva lanciato con una catapulta sulle navi avversarie per arpionarle. In pratica, era una evoluzione dei corvi usati contro i cartaginesi e
dei successivi arpagones . Lo sconfitto ripara in oriente e si propone ad Antonio come strumento di lotta contro Ottaviano e Lepido - Rimane così da battere Antonio che, nel frattempo, aveva sposato Ottavia,
sorella di Ottaviano, ma che voleva andare ad Alessandria, nel "turpe letto" di Cleopatra. Un casus belli atteso da Ottaviano, che aveva dichiarato Cleopatra una nemica. - Progettata macchinazione da parte di
Lepido, seguita dal suo allontanamento dalla carica ricoperta
Morte a Mileto, in Asia dove era fuggito dopo la battaglia di Nauloco, di Sextus Pompeius Magnus (n. 75 a.C.), figlio di Gneo P. Magnus. Forse fatto uccidere da Antonio per contrasti.
Letteratura latina . Muore a Roma Gaio Sallustio Crispo (Amiternum, Sabina 86 a.C.), primo grande storico romano. Personalità complessa e contraddittoria, con la sua opera indaga sul progressivo
disgregarsi delle antiche istituzioni nel periodo di crisi dell'ultima età repubblicana e nascita del principato, alle cui vicende politiche partecipa attivamente, lui plebeo, dalla parte di Cesare, che aveva
impostato una politica tesa a valorizzare le classi dirigenti di tutta la penisola. Debutta nella politica come questore (55 o 54) entrando in Senato, e nel 52 diviene tribuno della plebe, nell'anno in cui Clodio,
fedele a Cesare, viene ucciso dai sicari dell'aristocratico Tito Annio Milone, che per questo sarà difeso da Cicerone, ma che verrà ugualmente condannato grazie ad una orazione di Sallustio nella quale attaccò
violentemente Milone. Ciò gli attira addosso l'ostilità degli ottimati e nel 50 viene espulso dal Senato. Raggiunge quindi Cesare seguendolo nelle varie guerre. Alla morte di Cesare ritorna a Roma, acquista la
sua villa con i soldi, sembra, depredati nell'amministrazione di una provincia, e si ritira dalla vita pubblica. Le sue opere sono due monografie, composte tra il 43 e 40, La congiura di Catilina e la Guerra
giugurtina . Metodo e stile : il suo modello è Teucidide, ma si distingue sia perché ricerca le cause dei processi storici e delle azioni dei singoli in motivi di ordine etico, sia per la visione pessimistica degli
avvenimenti che lo induce a digressioni sul bel tempo passato. Come Teucidide mette a fuoco le cause degli avvenimenti e l'analisi psicologica dei protagonisti. La sua visione severamente etica si traduce in
una scrittura rapida ed essenziale basata sull'inconcinnitas , cioè non ricercando la simmetria e dei periodi ampi ed equilibrati che contraddistinguevano invece la concinnitas di Cicerone.
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12 31 Scadono i termini previsti dall'accordo della diarchia e la rottura tra Ottaviano ed Antonio era manifesta (il suo mandato è revocato). Antonio nel frattempo aveva ripudiato Ottavia, sposato Cleopatra e
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proclamato Cesarione "re dei re", accomunandolo alla madre al trono d'Egitto. Inoltre il figlio di Cleopatra, Tolomeo e quello che aveva avuto da lei, Alessandro, erano stati nominati sovrani di Siria, Asia
Minore e Cirenaica, che erano territori romani, e di Armenia e Partia che erano ancora da conquistare. Nel testamento di Antonio, depositato presso le vergini Vestali a Roma, si intuisce che Antonio avrebbe
voluto fare dono a Cleopatra di Roma, trasferendo in Egitto l'impero di Roma. I romani accettano così di buon grado un aumento delle tasse per allestire in funzione del conflitto che stava per esplodere del cui
comando, naturalmente, sarà investito Ottaviano.
2 Battaglia di Azio e naviglio in campo : (Azio : una penisola che si insinua nel golfo di Arta, e lungo la linea Corcira-Metone in Messenia). Questa battaglia navale concluderà la guerra civile tra Ottaviano e
Marco Antonio, alleato del regno tolemaico d'Egitto e sancirà, di fatto, la "fine della Repubblica". - Casus belli : il senato non aveva visto di buon occhio il trionfo celebrato da Antonio ad Alessandria dopo
che nel 34 a.C., con l'aiuto dell'esercito di Cleopatra, regina d'Egitto e sua manante, aveva conquistato l'Armenia. E tantomeno avvesava la spartizione ai 3 figli avuti da Cleoopatra di terre che appartenevano a
Roma e non ad Antonio. - Antonio: si schiera lungo il confine occidentale dei territori sotto il proprio controllo, all'altezza della costa del mar Jonio. Nel golfo di Ambracia dispone di una flotta la cui
imponenza non s'era mai vista per mare. Otto squadre di linea da 60 vascelli e 5 navi da esplorazioni leggere ciascuna (per un totale di circa 500 navi). Le fiancate protette da tavole contro gli speronamenti. La
ciurma in numero di 125-150 mila uomini. Ogni vascello aveva una lunghezza di 44 metri, disponeva di 10 rematori su 3 livelli per un totale di 572. Poi 30 marinai, 250 combattenti, 6 catapulte e torri a poppa
e prua. - Ottaviano: la sua flotta è comandata da Agrippa e dotata di arpax una sorta di uncino che, lanciato da catapulte, serviva ad arpionare le navi nemiche per permetterne poi l'abbordaggio (molto più
adatto del "corvo", che è una passerella dotata pure di uncino, e conosciuto sin dal tempo delle guerre puniche, ma un sistema più adatto per navi di maggiori dimensioni, e quindi poco pratico per quelle più
piccole). La flotta è fondata sulla classica liburna (400 navi: il suo nome deriva dal popolo dei liburni, pirati della Dalmazia, ed è utilizzata per la prima volta in questa battaglia), carenatura stretta, risultava
molto veloce, era agile nelle manovre, ottima negli inseguimenti, adatta anche a trasportare velocemente le truppe. Ve ne erano però vari modelli, dai più piccoli a due ordini di remi, ai più grandi sei ordini di
remi. Erano costruite solo con legni preziosi come l’abete, il pino, sia silvestre che domestico, il cipresso e il larice e i chiodi utilizzati erano in bronzo, per prevenire la ruggine, col ferro inevitabile. 800 mila
gli uomini impegnati in battaglia. La tattica di Ottaviano ed Agrippa fu quella di sfruttare la maggiore velocità delle liburne e, con 3-4 di queste attaccare una singola nave nemica per poi ritirarsi o passare ad
attaccarne un'altra. Speronarle non era possibile per la loro protezione sulle fiancate, ma si poteva passare a rompere i loro remi o i timoni. Antonio basava invece la sua strategia sul lancio di dardi e pece
infuocata. Romani contro romani. Il combattimento rimane a lungo incerto. A rompere l'equilibrio dello scontro sono le defezioni in campo antoniano. Le 3 squadre che formano il centro sollevano i remi in
segno di resa. Le navi di Cleopatra allora fuggono, e ripiegano in disordine verso Alessandria. Antonio tenta di fuggire, ma le sue navi prendono fuoco per i vasi colmi di carboni accesi e di pece che dovevano
servire da proiettili per le catapulte. Ottaviano non deve far altro che attendere che il fuoco facesse tutto il lavoro. Alle tre del pomeriggio il combattimento ha termine. Antonio era morto. Vengono catturati 300
vascelli nemici sui quali erano morti 5000 uomini. L'esercito di terra di Antonio si arrende una settimana dopo, il 1° agosto del 30 a.C.. La storia romanzata dice invece che Antonio si pugnala e muore fra le
braccia di Cleopatra che, non essendo riuscita ad invaghire Ottaviano, sarebbe stata portata a Roma sul carro del suo trionfatore, se non si fosse uccisa con un aspide nascosto in una cesta di fichi. Aveva 39
anni. L'Egitto diverrà uno Stato cliente di Roma. La battaglia segna anche la fine della Repubblica romana.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Letteratura latina. Nell'età imperiale di Augusto (dalla morte di Cicerone al 17 d.C.). Il ritorno alla pace, dopo il lungo periodo delle guerre civili e la saggia politica di distensione aprono il periodo di
maggior splendore della civiltà romana. La letteratura trova le condizioni più favorevoli per lo sviluppo. Il senso patriottico ed il culto della storia di Roma divengono l'ispirazione di fondo. Vi è il ritorno al
mos Maiorum , ai valori della società formata da contadini, risollevando l'agricoltura depressa da anni di guerra, e da soldati. Vengono restituite dignità alla famiglia ed alle cerimonie religiose che stavano
scomparendo con l'arrivo dei nuovi culti di origine orientale. L'accentramento del potere nelle mani di un solo uomo, che pur nel rispetto della costituzione repubblicana è sostanzialmente monarchico, fa
decadere l'oratoria politica che si riduce al campo giudiziario. Gli scrittori si esprimono in piena autonomia. In Virgilio la poesia greca si fonde con il recupero della tradizione e la coscienza della grandezza di
Roma, in una visione permeata da una profonda sensibilità religiosa che si interroga sul significato della vita dell'uomo e del suo destino. In Orazio il senso della misura, ironia, indulgenza umana si fondono in
una perfezione formale. I versi di Ovidio ispirano una gamma amplissima di contenuti, dalle galanterie amorose senza inibizioni alle fantasie caleidoscopiche del mito. Livio (59 a.C.-17 d.C.) ripercorre nella
sua vastissima opera la storia di Roma, ricercando le premesse della grandezza del presente nella venerabile maestà del passato. - A Cilnio Mecenate e Valerio Messalla è affidata la promozione delle arti e
della cultura Scrittori e poeti: Virgilio (70-19 a.C.), Orazio (65-8 a.C.) - L'elegia d'amore, canto poetico malinconico, con Ovidio (43 a.C.-17 d.C.), Tibullo (54-19 a.C.) e Properzio (47-14 a.C.) - Scrittori
minori: Emilio Macro, Albinovano Pedone, Marco Manlio,Vatrio Rufo, Pompeo Trogo, Vitruvio Pollione, Gaio Giulio Igino
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1 Ottaviano rimane unico signore. Entra da trionfatore in Alessandria d'Egitto. Ammazza Cesarione ed il figlio, Antillo, che Antonio aveva avuto da Fulvia. I due figli di Antonio e Cleopatra, Alessandro Elio e
Cleopatra Selene, lo seguirono in catene a Roma. Dichiarava la restaurazione della Repubblica, ma il regime autarchico a Roma era ormai un fatto acquisito , in contrasto a quanto stava scritto sulle sue
monete: libertas vindex . Dux per i militari. Princeps per i senatori. Divus per tutti. Aveva 31 anni. - Virgilio inizia a comporre l'Eneide.
12 Dopo un regno di 22 anni, muore a 39 anni Cleopatra (vedi 69 a.C.) e si chude la storia dei Faraoni durata quasi 3.000 anni.
Inizio del periodo di Pax Augustea o Pax Romana, quando Augusto dichiarò la fine della grande guerra civile romana del I secolo a.C.. Durerà fino al 180, quando muore l'imperatore Marco Aurelio. Chiusura
delle porte del tempio di Giano, che era sempre rimasto aperto durante le guerre. Ma durante questo periodo Roma combatté comunque un numero di guerre contro gli stati e le tribù vicine, soprattutto le tribù
germaniche e la Partia. Ma la pace regnava su Roma. Ottaviano si dedica un foro a due portici. Vengono commissionate molte statue. Nuova e più ampia pavimentazione delle strade. Le case sono ora in
mattoni, ad evitare i continui incendi. Alle insulae , grossi palazzoni condominiali, si sostituisce la tranquilla domus , un villetta ad un piano.
Primo teatro stabile in muratura, costruito da Tauro in Campo Marzio e che poi brucerà nell'incendio di Roma del 64 d.C.
1 16 Fine della Repubblica e nascita dell'Impero Romano : Restitutio Rei Publicae. Ad Ottaviano, che rinuncia a tutti i suoi poteri straordinari fino a quel momento conferitigli, viene dato dal Senato il cognomen
(titolo) di Augustus ("eccelso"), mai attribuito ai mortali, ma solo ai monumenti consacrati dagli àuspici. Lo inserì nel calendario chiamando Augustus il mese di Sextilis (mese del suo 1° consolato), come il
mese di Quintilis si era chiamato Iulius, da Giulio Cesare che era nato in quel mese. Liquida, con l'oro riportato dall'Egitto, l'esercito che contava mezzo milione di uomini e costava troppo. Ne trattiene 200
mila per sé. Compie una gigantesca riforma sul modello dello zio e si circonda di grandi tecnici come, Agrippa (organizzatore), Mecenate (finanziere) ed il figliastro Tiberio (generale). Per difendersi da
inesistenti complotti, inventa i "pretoriani", guardie del corpo che in seguito svolgeranno una parte nefasta. Già nel 69 d.C. si troveranno a scontrarsi con i legionari per imporre la loro volontà. L'unica riforma
non riuscita era quella del costume. Divorzi e malthusianesimo avevano ucciso la famiglia ed il ceppo romano si era quasi estinto. I tre quarti della cittadinanza erano liberti o figli di liberti forestieri. Una
morale non si rifà senza base religiosa, ed Augusto aveva tentato di rianimare l'antica fede, ma senza riuscirvi. Il 12 a.C. assumerà però la leadership in campo religioso, con la carica di "Pontefice massimo".
Di fatto, era divinizzato come il prozio Cesare. Ottaviano morirà a Nola il 19 agosto del 14 d.C. ed il suo successore sarà Tiberio. --- Breve storia : sarà il più vasto impero dell'antichità, e comprenderà gran
parte dell' Europa, il nord Africa, l'odierna Turchia ed il Medio Oriente. Molte delle innovazioni tecniche e tradizioni verranno trasferite ai popoli assoggettati, come: strade, ponti, acquedotti, sistemi di
riscaldamento centralizzato. La lingua comune sarà il latino, che faciliterà così la comunicazione fra le genti. L'organizzazione dello Stato sarà però la sua eredità più preziosa. Pur essendo stato il 1°
Imperatore, Ottaviano, non c'è dubbio però che a preparare la nascita dell'Impero sia stato Giulio Cesare, che dopo aver vinto il rivale Pompeo e piegato il Senato, si era impossessato di tutti i poteri.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Riforma dell'esercito. Dopo Azio, ritenendo ormai superato il sistema di Caio Mario, Augusto decide di compiere una radicale riforma miliare. Mezzo secolo di guerre civili a Roma aveva portato al
proliferare di legioni, composte spesso da gentaglia, per un totale di circa 50-60. Augusto le riduce a 28, composte da volontari professionisti, e che diverranno 25 dopo il disastro di Teutoburgo (9 d.C.), per un
totale di 145.000 uomini. Disposizione : ogni legione, a pieno organico, contava su 5.500 soldati suddivisi in 10 coorti, la prima delle quali di doppia entità rispetto alle altre. I legionari hanno finalmente una
paga regolare, donativi straordinari, una ferma di durata certa (all'inizio dell'Impero era di 20 anni per i legionari, 25 per gli ausiliari e 16 per i pretoriani). Al congedo riceveranno un premio, chiamato honesta
missio , che di solito consisteva in un appezzamento di terreno. Saranno istituzionalizzati anche i contingenti alleati, oltre ad ausiliari, fanteria leggera e cavalleria, fondando unità specifiche, come le cohortes
equitatae , la fanteria montata. - Nell'Urbe. Vengono istituiti i corpi dei vigiles e quelli delle coorti urbane, mentre affida la propria sicurezza a pretoriani e guardie del corpo, i germani corporis custodes.
Sommando le legioni alle unità ausiliarie e ai corpi urbani, l'esercito romano, che doveva custodire le frontiere, estese prima e consolidate poi dai generali di Augusto, doveva ammontare a circa 250.000
uomini. A loro era affidato il controllo dei confini imperiali dall'Atlantico all'Eufrate, dall'Olanda all'Egitto.
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Architettura romana . Tra il 27 ed il 25 a.C. viene fatto costruire da Marco Vipsanio Agrippa, amico e genero di Augusto, il primo Pantheon (da pan =tutto e theos = divinità, "tempio di tutti gli dei"),
affidandone la realizzazione a Lucio Cocceio Aucto. Sarà fatto ricostruire dall'imperatore Adriano tra il 118 e il 128 d.C., dopo che gli incendi del 80 e del 110 d.C. lo avevano danneggiato. Il pronao (o
prodromo, parte del tempio costituita dallo spazio davanti alla cella templare), ottastilo (con otto colonne di granito grigio in facciata), misura 34,20x15,62 mt ed era innalzato di m 1,32 sul livello della piazza
per cui vi si accedeva per mezzo di cinque gradini. L'altezza totale dell'ordine è di 14,15 m e i fusti hanno 1,48 m di diametro alla base. Era coperto con una cupola emisferica con lacunari di alleggerimento.
Per la scarsa disponibilità di pietra forte e lavorabile, ma anche per la sua maneggevolezza che permetteva una lavorazione a catena, si comincia a far strada l’uso del mattone , in forme tipizzate e con il
marchio della fornace per garanzia, impiegato per uso strutturale e decorativo.
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Letteratura latina . Muore a Roma Marco Terenzio Varrone (Rieti, nell'alta Sabina, il 116 a.C.), letterato, militare romano. Viene soprannominato Reatino per distinguerlo dall'omonimo poeta della scuola dei
neóteroi. Considerato fra gli "scrittori minori", ha tuttavia esercitato una certa influenza sulla cultura latina. Acuto, vastissima erudizione e di tendenze enciclopediche, è una delle personalità più significative
dell'età cesariana e godette presso i contemporanei di fama e di insuperabile dotto, occupandosi di discipline che dalla letteratura, passavano alla retorica sino ad esplorare le scienze, che trattò in 74 opere per
un complesso di 700 libri. Questore, tribuno della plebe, pretore, segue Pompeo in Spagna nella campagna contro Sartorio in Oriente ed in quella contro i pirati e Mitridate, ma viene perdonato da Cesare. Ci
sono pervenuti De re rustica (trattato sull'agricoltura, scritto ad 80 anni), De lingua latina (un trattato di morfologia e sintassi in 25 volumi), ma molte sono le opere poetiche ed erudite andate perdute.
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Letteratura latina . Muore a Roma Cornelio Nepote (Hostilia o Pavia circa 100 a.C.), più che storico va annoverato fra gli eruditi compilatori di biografie e di cronologie in cui metteva a confronto gli illustri
personaggi romani con quelli stranieri. Una vita moralmente irreprensibile dedicata agli studi e lontano dalla vita pubblica. Fu in relazione epistolare con Cicerone, che stimava molto. La sua opera più vasta ed
ambiziosa De viribus illustribus (Gli uomini illustri), 16 libri di biografie. Chronica (Cronaca), una storia universale in 3 libri, è andata invece perduta.
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Muore a Roma Marco Terenzio Varrone (Rieti, 116 a.C.), letterato, scrittore, militare romano e detto Reatino per distinguerlo da Varrone Atacino. Famiglia di nobili origini, compì studi di grammatica,
etimologia, oratoria, linguistica e filologia a Roma presso i migliori maestri del tempo. Sarà vicino a Pompeo e, dopo la sua disfatta, si avvicina a Cesare che gli commissiona due biblioteche, una di testi latini e
l'altra di greci. Alla morte di Cesare sarà iscritto nelle liste di proscrizione di Antonio ed Ottaviano. Salvato da quest'ultimo, gli dedicherà De gente populi Romani , dove divinizza la figura di Cesare.
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Campagna contro i cantabri dell'Iberia settentrionale. Augusto si fa accompagnare dal figliastro Tiberio (Roma, 16 novembre 42 a.C. – Miseno, 16 marzo 37) discendente dalla dinastia giuli-claudia. Alla
nascita ebbe il nome di Tiberio Claudio Nerone. Poi Augusto lo adottò nel 4 d.C. ed ebbe il nome di Tiberio Giulio Cesare Augusto. Alla spedizione partecipa anche Marco Claudio Marcello, figlio della sorella
Ottavia, il preferito da Ottaviano. I progetti di successione però saltano perché Marcello, dopo essere andato in sposo alla figlia quattordicenne Giulia, muore a 18 anni. Andrà poi sposa a Marco Vipsanio
Agrippa di 21 anni più vecchio e che morirà dopo 9 anni. Augusto sarà così costretto a scegliere Tiberio come erede (facendolo divorziare da Vipsania Agrippina), dandogli in sposa la figlia Giulia.
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Augusto rinuncia alla carica di Console, fino a quel momento esercitata; gli viene conferita la tribunicia potestas (cioè la totalità dei poteri dei tribuni, con diritto di veto e facoltà di proporre e far approvare le
leggi che egli stesso, come princeps senatus , aveva diritto di votare per primo) ed un imperium proconsolare maius ed infinitum (cioè un ampio potere senza limiti temporali sulle province e sull'esercito,
superiore a quello dei proconsoli) anche nella città di Roma. Sono quindi poste le basi costituzionali del Principato. - Vengono pubblicate le Odi di Orazio.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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9 21 Letteratura latina . Muore a Brindisi Publio Virgilio Marone (nato ad Andes, un villaggio vicino a Mantova, odierna Pietole, il 15 ottobre del 70 a.C.), uno dei più grandi poeti dell'antichità classica e tra i
maggiori di ogni tempo. Appartenente ad una famiglia di medi proprietari terreni, ebbe confiscati i poderi quando, dopo la battaglia di Filippi (42 a.C.), Ottaviano compensò i veterani con assegnazione di terre
nella Gallia Cisalpina, soprattutto nel Cremonese e Mantovano. Studiò prima a Cremona, poi a Milano ed infine a Roma lettere greche e latine ma anche matematica e medicina. Dopo una crisi esistenziale,
(non ancora trentenne) si sposta dopo il 42 a.C. a Napoli, e si recò alla scuola dei filosofi Sirone e Filodemo per apprendere i precetti di Epicuro, e dove conosce diversi importanti personaggi nel campo
politico ed artistico (tra cui Orazio). Entra a far parte del circolo di Mecenate che raccoglieva gran parte dei poeti dell'epoca. Alcune opere : Bucoliche, Georgiche, Eneide (poema epico in 12 libri sul modello
di Omero, ma dove i personaggi sono umani e non eroi divinizzati, che narra la storia di Enea, esule da Ilio e fondatore della divina gens Iulia. Scritto tra il 29 e 19 a.C). I suoi resti (andati però dispersi nel
Medioevo) sono custoditi in un tumulo tuttora visibile, sulla collina di Posillipo. Sulla tomba fu posto il celebre epitaffio: Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua, rura,
duces ; ovvero: "Mi generò Mantova, la Calabria [la Puglia] mi rapì: ora mi custodisce Partenope [Napoli]; cantai i pascoli [le Bucoliche], i campi [le Georgiche: da georgéin = lavorare la campagna. 4 libri: 2
dedicati all'agricoltura e 2 all'allevamento ] , i capi guerrieri [l’Eneide]" . Scrittore dal linguaggio semplice ma elegante.
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Letteratura latina . Muore a Roma Albio Tibullo (Gabii o Pedum, tra Tivoli e Palestrina, 54 a.C. circa), poeta romano, tra i maggiori esponenti dell'elegia erotica. Famiglia agiata, di ordine equestre. Entra a
far parte a Roma del cenacolo culturale di Valerio Massalla Corvino, divenendone un importante esponente. Nel 30 partecipa ad una spedizione militare in Aquitania e nel 28 è invece in Asia Minore, ma si
ammala a Corfù ed è costretto a ritornare a Roma, nei suoi possedimenti di Pedum, dove Orazio lo descrive malinconico ed isolato. Di lui ci è pervenuta una raccolta di elegie in 3 libri, Corpus Tibullianus ,
parte dedicate a Delia (forse Plania), la donna amata, e parte a Nemesi (che significa "vendetta" iin greco), una donna avida. La sua poetica sentimentale nasce da un'esperienza autenticamente vissuta, tipico
per gran parte dell'elegia latina. La sensibilità tibulliana si esprime in toni malinconici e sfumati. Si muove in un mondo di sogno. Le immagini nascono e si succedono per evocazione od analogia, senza un filo
logico. Lo sfondo è campestre. Lo stile è apparentemente semplice, ma raffinato, con ritmi fluidi ed armoniosi. È considerato un poeta "terso ed elegante".
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Lex Iulia de adulteriis coercendis . Emanata per volere dell'imperatore Augusto per disciplinare l'adulterio (crimen adulterii ) e le varie fattispecie che vi rientravano: incestum, stuprum , lenocinium . La pena
era per tutti la relegatio in insulam (due isole diverse per gli adulteri) e inoltre per l’uomo la confisca di metà dei beni e per la donna di un terzo di essi e della metà della dote. Il padre della donna aveva il
diritto di uccidere entrambi gli adulteri colti in flagrante, mentre il marito aveva il diritto di uccidere l’amante, solo in determinate circostanze, e di ripudiare la consorte. Mediante questa legge, Augusto cercava
di modificare i costumi familiari, tutelandone la moralità. Tra le prime donne ad essere spedite in esilio, sull'odierna isola di Ventotene, fu proprio Giulia, l'unica figlia di Augusto, donna indomita, ribelle,
spregiudicata, che aveva reagito alla rigida strategia matrimoniale del padre e all'austera politica moralizzatrice promossa dalla matrigna Livia con comportamenti dissoluti e stuoli di amanti, prendendosi
pubblicamente gioco della campagna paterna in favore della rigenerazione morale di Roma.. Ma, fatta la legge, trovato l'inganno: le matrone si recarono in massa a iscriversi ai registri delle prostitute. A questo
punto si cercò di vietare l'iscrizione all' "ordine" alle donne appartenenti all'upper class, ma ciò non cancellerà il gesto di aperta ribellione e di pubblico sbeffeggiamento con cui le donne avevano osato sfidare
l'autorità imperiale. Dando voce alle proprie opinioni, le donne avevano maturato la consapevolezza del proprio ruolo sociale, e per definire queste donne attiviste e contestatrici, fu coniato il termine :
axitiosae , da una agere , ovvero, "agire insieme". Non si può ancora parlare di femminismo, ma sicuramente di emancipazione. - Lex Iulia de Maritandis Ordinibus - Proibisce di ricevere eredità e di
partecipare ai giochi pubblici a coloro che non si vogliono sposare, comprese le giovani vedove
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Lex Iulia iudiciorum privatorum . Emanata dall'imperatore Augusto nel quadro di una revisione del sistema processuale romano. Eliminò del tutto le legis actiones sostituite dal processo per formulas. Tra le
legis actiones rimase in vigore solo la legis actio sacramenti nei giudizi centumvirali, nonché la procedura relativa all'actio damni infecti. Lex Iulia iudiciorum publicorum . Per riordinare la procedura delle
quaestiones perpetuae, ripartì le decuriae di giudici in quattro: una di senatori, una di cavalieri, una mista di senatori e cavalieri, una di giudici per metà appartenenti al ceto equestre e giudicavano seguendo
una turnazione.
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Ad Oriente Augusto ritiene di non espandersi ulteriormente. L'Alto Eufrate, la Siria, Egitto ed Armenia sono una salda e solida frontiere. È da Nord che giungono le minacce maggiori all'Italia. Il confine non
correva in maniera uniforme. Lungo il Reno dalla foce sino a Basilea, deviava ad Ovest dopo il Giura, proseguiva verso sud tra Rodano ed Alpi Marittime, risaliva le Alpi per scendere poi verso l'Ellesponto
lungo la costa dalmata. Le comunicazioni tra Italia e Gallia, e tra Italia e Macedonia erano pertanto affidate a due sole vie, e si doveva fare affidamento alle ben più rischiose vie marittime. Il primo intento di
Augusto fu quello di impossessarsi di tutti i passi alpini non ancora in mano a Roma e per la maggior parte in mani celtiche. Augusto manda Tiberio ed il fratello Druso nelle Alpi Centrali a combattere le
popolazioni dei Rezi nel Tirolo e dei Celti Vindelici in Baviera e raggiungeranno il Danubio, che diviene la frontiera settentrionale dell'impero.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Letteratura latina . Muore a Roma Sesto Aurelio Properzio (Assisi, circa 47 a.C.), poeta romano, che con Tibullo e Ovidio è considerato il maggior esponente dell'elegia (una volta era collegata alla forma, poi
lo sarà al contenuto) nell'età augustea. Rimane orfano di padre da fanciullo. Famiglia di ordine equestre, i beni vanno perduti nella guerra di Perugia (41-40) per le confische attuate da Ottaviano. Si trasferisce a
Roma per dedicarsi all'attività forense, ma in contatto con ambienti mondani, si occuperà solo di poesia. Nel suo primo libro di elegie, la maggior parte dei componimenti erotici sono dedicati a Cinzia, la donna
amata (Ostia, colta e raffinata), e la sua fortunata pubblicazione nel 28 lo fa entrare a far parte del circolo poetico di Mecenate. Scriverà in tutto 4 libri di elegie. Poesia di difficile comprensione, con numerose
metafore e analogie e con costruzioni sintattiche complesse. Il pensiero non segue uno svolgimento logico, con concetti che si inseguono senza un collegamento, imprevedibili, come il suo animo. Anche il
linguaggio è arduo, allusivo, ricco di significati e grecismi.
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8 31 Nel suo 28° compleanno Tiberio ritorna a Roma (percorsa da turbolenze, complotti, inganni) dopo essere stato in Germania per ricalcare i trionfi del padre Germanico ed aver cercato poi in Britannia di seguire
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le orme di Cesare. Ma non riesce neppure ad attraversare la Manica. La plebe esplode in tumulti durante la distribuzione del grano.
Architettura romana . Viene inaugurato ufficialmente (il suo primo utilizzo era del 17 a.C. durante i ludi saeculares ) il Teatro di Marcello . Si trova nella zona meridionale del Campo Marzio nota come Circo
Flaminio, tra il fiume Tevere e il Campidoglio. Dedicato a Marco Claudio Marcello, il nipote, figlio della sorella Ottavia. Poteva ospitare dalle 15.000 alle 20.000 persone e la cavea (insieme delle gradinate, e
diviso in settori), aveva un diametro di 129,80 metri. La sobrietà nella struttura della facciata ne fece un modello di riferimento per ogni teatro e anfiteatro romano futuro, anche se in questa opera non
mancarono le incertezze, come dimostra la diversa ampiezza degli archi delle aperture.
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Augusto viene proclamato pontifex maximus: le riforme. E così, dopo aver ricevuto nel 23 a.C. la potestà tribunizia perpetua e l'imperio proconsolare, ovvero poteri eccezionali di veto e una potestà
territoriale di fatto illimitata sulle province del nascente impero, completa l'en plein assumendo la leadership in campo religioso. Di fatto, era divinizzato come il prozio (Cesare) - A questo punto compie un
ulteriore salto di qualità divenendo un amministratore saggio. Attua quindi riforme radicali: dopo quella agraria, quella fiscale, che alleggeriva l'imposizione sulle colonie, il riassetto urbanistico di Roma e
quello delle province. Irrobustisce le forze dell'ordine dell'esercito. Accentrando il potere, potrà debellare molte sacche di corruzione e parassitismo. - Moralizzatore: alla restaurazione degli antichi valori
repubblicani corrisponderà anche una campagna moralizzatrice. Bandisce le divinità straniere, sancisce che gli uomini sotto i 60 devono sposarsi, mentre le donne non possono fare politica. Mette fuori legge
l'adulterio ed autorizzerà mariti e padri delle fedifraghe a vendicare l'onta uccidendo i loro amanti. Per questo non esisterà a spedire in esilio la propria figlia, Giulia, rea di spassarsela con troppi suoi
oppositori, ma se ne guarderà bene dall'applicare la norma a sé stesso: in terze nozze impalma Livia, che sembra fosse incinta del precedente coniuge, Tiberio Claudio Nerone. E, per darsi una discendenza e
risolvere la questione dinastica, creerà un incredibile intrico genealogico. Infatti, il suo figliastro Tiberio, sposando sua figlia Giulia, diviene suo genero ed il patrigno dei figli (suoi nipoti), che Giulia aveva
avuto dal precedente marito, Agrippa: Gaio e Lucio.
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Muore Agrippa (n. ad Arpino, oggi Frosinone, nel 63 a.C.). Era un plebeo, amico d'infanzia di Ottaviano. Non raggiungerà presso i posteri la fama militare di un Gaio Mario solo perché agì sempre al servizio
di Augusto, accontentandosi di essere sempre il 2° uomo di Roma. Ma fu il generale di Augusto che ottenne più trionfi (ben 3) senza celebrarne neanche uno, per non mettere in ombra il suo signore. Muore a
52 anni e i suoi figli saranno adottati da Augusto per la successione. - La vita: aveva debuttato come comandante a Perugia, aiutando Ottaviano ad espugnare la città nella guerra civile contro Lucio Antonio.
Quindi, una serie di successi. Proconsole in Gallia tra il 39-38 a.C., soffoca la ribellione degli aquitani, poi varca il Reno (fu il 2° a farlo dopo Cesare). Torna in Italia per soccorrere Ottaviano contro Sesto
Pompeo. Individuata tra Miseno e Pozzuoli un'ideale base portuale per una flotta, fa scavare canali per collegare i laghi interni al mare e inventa l'arpax (l'uncino per arpionare le navi nemiche). Liquidato Sesto
Pompeo, va in Illiria, Croazia e Dalmazia, e quindi ad Azio (Grecia), dove ideò la tattica che avrebbe consentito ad Ottaviano di prevalere, spingendolo allo scontro davanti al promontorio invece che
all'inseguimento in mare aperto. Più volte proconsole in varie parti dell'Impero, aveva accumulato un potere più grande di qualsiasi altro comandante che si trovava al di fuori del suolo italico. - Tiberio lo
rileva nella conduzione dell'espansione lungo il Danubio e da Vienna porta la frontiera sino a Belgrado, creando la provincia pannonica. - Alle Lex Iuliae ci si riferisce in particolare a quelle introdotte dalla
gens Iulia tra il 18 a.C. ed il 9 a.C.
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Architettura romana . Iniziati i lavori nel 25 a.C., vengono inaugurate nel Campo Marzio le Terme di Agrippa , che erano alimentate dall'Acqua Vergine (acquedotto entrato in funzione nel 19 a.C. e che
alimentava anche un laghetto delle Terme). Era primo edificio termale pubblico della città , ed era situato subito a nord dell'attuale Largo di Torre Argentina, tra Corso Vittorio Emanuele, via di Santa Chiara e
via dei Cestari. Tra gli 80 e i 100 metri in larghezza (sull'asse est-ovest) e circa 120 di lunghezza, con ambienti accostati attorno ad una sala di 25 mt. di diametro. Saranno ristrutturate da Tito, da Domiziano e
da Adriano dopo l'incendio dell'80. Nel V secolo funzionavano ancora.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Teatro Marcello . Iniziato da Cesare, viene terminato da Ottaviano Augusto e dedicato alla memoria del suo adorato nipote, figlio di Ottavia, sorella di Augusto. Quel nipote era il figlio maschio che non aveva
avuto, erede destinato al ruolo di princeps , preferito anche a Tiberio, figlio della moglie Livia. Lo aveva cresciuto preparandolo alla successione e fatto sposare con la sua unica figlia Giulia. Morì, purtroppo, a
soli 19 anni, chi dice per malattia, e chi dice per una congiura ordita da Livia per piazzare al tono il figlio Tiberio. Recuperando così il progetto originale di Cesare, Augusto regalò a Roma un nuovo grande
teatro, 13.000 posti, modello dei successivi, e che sarà l'unico dei teatri stabili a sopravvivere perché riciclato e destinato ad altro uso nel Medioevo. Alto più di 30 metri, era rivestito di pregiati marmi
multicolori ed aveva sulla facciata in travertino maschere raffiguranti personaggi della commedia e della tragedia greca. Nel Medioevo diverrà una fortezza e, nel Rinascimento, sarà trasformato da Baldassarre
Peruzzi nella residenza privata della potente famiglia dei Savelli. Nel Settecento passa nelle mani degli Orsini ed ancor oggi è adibito a dimora privata. Poco distante vi era il Teatro di Balbo, il più picco dei 3
esistenti a Roma, e fatto costruire da Balbo, un ricchissimo aristocratico di Cadice, fedelissimo di Cesare e poi di Augusto, che aveva condotto fortunate e vittoriose battaglie, tanto da ottenere il privilegio del
trionfo. Il teatro, con annesso un porticato, la Crypta dei Balbi, fa parte del complesso archeologico del Museo Nazionale Romano-Crypta Balbi. La sua inaugurazione fu un evento a cui i romani non
rinunciarono nonostante, per raggiungerlo, fosse necessaria la barca a causa della piena del Tevere.
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La Pannonia diviene provincia romana. Druso Claudio Nerone amplia il dominio romano in Germania portandone i confini fino all'Elba. Morirà però selle rive dell'Elba per una banale caduta da cavallo.
Tiberio lo verrà a sapere a Ticinum (Pavia), lo sostituirà al comando e completerà la campagna del fratello nel giro di 2 anni.
Architettura romana . Viene inaugurato l'Ara Pacis Augustae , monumento che Ottaviano dedica a se stesso per il momento del trapasso e che intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come
risultato della Pax Romana . Era posto in CampoMarzio, a un miglio (1.472 m) dal pomerium , limite della città dove il console di ritorno da una spedizione militare perdeva i poteri ad essa relativi (imperium
militiae ) e rientrava in possesso dei propri poteri civili (imperium domi ). Un recinto quasi quadrato di m 11,65 x 10,62 x h 3.68.
Lex Iulia maiestatis . Per volere dell'imperatore Augusto, il quale riordinò l'intera materia circa il crimine di lesa maestà, cioè di qualunque offesa o minaccia arrecata alla figura dell'imperatore e quindi alla
sua auctoritas. Preceduta dalla Lex Pedia che, sull'onda emotiva dell'uccisione di Cesare introdusse l'interdictio aquae et igni non solo ai cesaricidi, ma anche a tutti i corresponsabili morali. Contro oltraggi a
statue od altre immagini imperiali, alla memoria di imperatori defunti, uccisione di ostaggi, rifiuto di riconoscere l'imperatore come divinità (più tardi, sarà contro i Cristiani). Era autorizzata anche la tortura.
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Letteratura latina . Muore Gaio Cilnio Mecenate, (Arezzo, 15 aprile 68 a.C.), influente consigliere, alleato ed amico dell'imperatore Augusto. Nacque da una famiglia di ceto equestre discendente da lucomoni
etruschi. Assieme a Messalla si incaricherà di promuovere le arti e la cultura. Roma è abbellita con la costruzione dell'Ara Pacis , il Pantheon , il Foro Augusto . Formò un circolo di intellettuali e di poeti che
protesse, incoraggiò e sostenne nella loro produzione artistica. Anche scrittore di poesie leggere e scherzose che ci sono giunte da Seneca.
11 27 Letteratura latina . Muore a Roma Quinto Orazio Flacco, noto semplicemente come Orazio (Venosa, 8 dicembre 65 a.C.), con Virgilio è il più grande poeta dell'età augustea. La sua poesia si ispira all'aurea
mediocritas , l'equilibrio etico e dei sentimenti proposto dalla filosofia epicurea. Sublime maestro di stile. Nacque in una colonia militare romana, tra Puglia e Lucania, vicino all'Ofanto, da un liberto piccolo
proprietario terriero. Si trasferisce a Roma per studiare con il manesco (plagosus) Pucio Obilio Pupilio, poi ad Atene con l'accademico Teomnesto ed il peripatetico (seguace delle dottrine di Aristotele)
Cratippo di Pergamo. Repubblicano, sconfitto con Bruto a Filippi, gli furono confiscati i poderi in Puglia per essere distribuiti ai veterani e dopo le prime satire ed i primi episodi sarà presentato da Virgilio e
Varo a Mecenate nel 38 a.C. Ovidio ne riconobbe la perfezione della tecnica e dello stile e per Quintiliano era l'unico poeta degno di essere letto.
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Tiberio, consapevole che tutte le spedizioni scabrose imposte da Augusto servivano per tenerlo lontano da Roma, sdegnato, si rifugia a Rodi in un volontario esilio. Altre voci parlano invece della condotta
immorale della moglie Giulia che, lui lontano a guerreggiare, imbandiva raffinate cene per l'amante di turno.
Strage deigli innocenti . Benché la Bibbia non sia considerata una fonte storicamente sempre attendibile, sembra situarsi a questo periodo quando Erode ordinò la strage di tutti i bambini maschi di Betlemme
sotto i 3 anni, allorché seppe che era nato uno che era detto re di Giudea.
Panem et circenses . Ottaviano Cesare Augusto distribuisce grano a 320.000 cittadini maschi. L'elargizione viene ricordata in una grande iscrizione pubblica che esalta le vittorie ed i successi del princeps :
tenersi caro il favore dei romani non era meno importante che vincere battaglie in terra ed in mare. Stava per iniziare l'era del panem et circenses .
Nasce a Corduba (Córdova) Lucius Anneus Seneca (m . Roma 65 d.C.), noto come Seneca o Seneca il giovane, filosofo, politico e drammaturgo romano.
Giudea. Muore Erode, soccombendo a ciò che è passato alla storia come il male di Erode, probabilmente una malattia epatica aggravata da cancrena. Da poco aveva fatto giustiziare 2 dei suoi figli in un
ennesimo eccesso di pazzia, la sciando la Giudea in aperta ribellione contro l'autorità romana. Le comunità che formano lo stato giudaico chiedono l'indipendenza, e solo la presenza delle legioni romane
riescono a fermare i disordini, consentendo ai 3 figli superstiti di Erode di spartirsi il regno con il titolo di tetrarchi, sotto il controllo di Roma. - Erode era nato nel 75 a.C. nell'Indumea, una regione della
Giudea, ed era il secondogenito di Antipatro, un ufficiale di alto grado del regno di Giudea. Grazie all'intercessione del padre, nel 49 a.C. diventerà Governatore di Galilea. Nel 40 a.C. era fuggito a Roma
quando Antigono II aveva preso il potere. Aiutato da Marco Antonio, riprenderà il potere nel 37 a.C. ed nel 31 a.C. si schiera dalla sua parte quando lo vedrà contro Ottaviano durante la guerra civile che
insanguina Roma, ma sarà lesto a schierarsi con Ottaviano quando Antonio è sconfitto ad Azio.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Augusto viene nominato pater patriae . Nomina 2 prefetti del pretorio a guidare la guardia pretoriana e viene inaugurato il Foro augusteo , che resta la massima testimonianza dell'estetica imperiale. Vi si
svolgevano le riunioni del Senato, le celebrazioni dei trionfi ed il commercio. Circonda di un muro di pietra alto 33 metri un'area di 120 metri di lato (per proteggerla dagli incendi della Suburra, il quartiere
adiacente). Due versanti della piazza erano delimitati dalle colonne in marmo policromo dei portici; sul fondo si ergeva il tempio di Marte Ultore, il cui atrio si raggiungeva salendo 16 gradini in marmo, mentre
8 colonne corinzie di fronte, e altrettante sui lati, contornavano l'altare.
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Lex Fufia Caninia . Fu fatta passare dalle "assemblee romane " su richiesta di Ottaviano Augusto. Pose delle limitazioni alla "manomissione" degli schiavi (si prevedeva infatti, che il padrone per testamento
potesse liberare i suoi schiavi tramite manomissione ma in un numero limitato). manumissio : si indica in diritto romano l'atto con cui il proprietario libera un servo dalla schiavitù - Lex Iulia de Maritandis
Ordinibus . Limitava i matrimoni tra diverse classi sociali e puniva i celibi (per ristabilire la moralità romana, corrotta dalla lussuria e dalle guerre civili).
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Lex Aelia Sentia . Per i servi affrancati. In particolare, quest'ultimi divenuti liberti, potevano rientrare nel novero dei cittadini romani, latini o dei dediticii [abitanti di città straniere che, dopo aver combattuto il
popolo romano, erano state vinte e si erano arrese; rientravano, insieme ai peregrini alicùius civitàtis nella categoria dei peregrini (erano così denominati, in diritto romano, gli stranieri e cioè coloro che non
erano né Romani, né Latini). Erano privi di civitas e pertanto erano tenuti ad osservare sempre il iùs gentium (complesso di norme sorto, a seguito dello sviluppo dei traffici commerciali con popoli stranieri,
al fine di regolare i rapporti negoziali tra cives romani e peregrini].
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Tiberio, dopo 8 anni, rientra a Roma dal volontario esilio. Aveva 43 anni. Deciso a farsi valere, anche se Augusto lo aveva ridotto nelle condizioni di privato cittadino. I due giovani Cesari, Caio e Lucio,
prediletti da Augusto, erano in piena attività a Roma. La carriera politica di Tiberio sembra finita...ma..
20 Lucio, in viaggio per raggiungere gli eserciti in Spagna, cade misteriosamente ammalato a Marsiglia (si sospetta di Livia).
Data presunta della nascita in Palestina di Gesù Cristo. Se l'importanza storica di un evento si deve misurare dall'impatto che ha sulla gente, possiamo ben dire che nessun altro evento nei tempi antichi, è
stato tanto importante. I suoi discepoli erano Ebrei di Palestina ed i Vangeli del Nuovo Testamento iniziano a raccontare la storia di Gesù a partire dal 29, per circa un paio d'anni, e terminano con la sua
crocefissione. È di quegli anni anche il predicatore ascetico Giovanni Battista, sulla cui storia si sa di più grazie allo scrittore Flavio Giuseppe che ne scrive in La guerra giudaica e in Antichità giudaiche . Gesù è veramente esistito? Alcuni storici dubitano della sua esistenza. Non è chiaro infatti se Gesù abbia partecipato ad eventi contemporanei, e non si è capito il motivo preciso per cui è stato crocifisso.
L'assenza del contesto storico nella storia di Gesù potrebbe essere dovuta ad una o due ragioni: o egli viveva e predicava in uno stato di isolamento sociale, in contatto solo con un piccolo gruppo di seguaci,
oppure aveva una parte attiva negli eventi dei tumultuosi tempi in cui viveva, ma molto di quello che ha fatto non è stat6o documentato. Con la scoperta del Manoscritti del Mar Morto (ritrovati nel 1947 in
alcune caverne dell'Altopiano chiamato Qumran, a nod-ovest del Mar Morto), è possibile prendere in considerazione anche la seconda ipotesi.
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A qualche mese dalla morte di Licio, anche Caio Cesare, durante un incontro col comandante delle truppe armene Addone, viene da lui colpito al ventre con la spada. La ferita non si rimarginerà, e morirà
durante una sosta a Limrya, in Licia. Non rimaneva che Tiberio come successore di Augusto.
A Germanico, figlio di Antonia minore, nipote di Augusto, viene data in sposa Agrippina Maggiore, nipote di Augusto, dalla quale avrà 9 figli tra cui Caligola, Agrippina minore (futura moglie di Claudio e
madre del futuro imperatore Nerone)
19 Adozioni . Augusto adotta Tiberio ed il suo nome, da Tiberio Claudio Nerone, diviene Tiberio Giulio Cesare Augusto. Non avendo avuto figli maschi, per la successione aveva adottato il nipote Agrippa
Postumo, che però veniva dichiarato folle e confinato presso l'isola di Planasia (Pianosa). Al suo posto adotterà allora i fratelli Gaio e Lucio, che però non gli sopravvissero. Quindi aveva adottato Tiberio, della
potente famiglia dei Claudi e figlio di primo letto della seconda moglie Livia. Agrippa Postumo viene trovato morto.
Tra il 6 ed il 9 i Pannoni e Dalmati si ribellano al potere di Roma. Tiberio torna in Germania e li sconfigge. Nell'autunno del 9 tornerà a Roma
Dopo la morte di Erode (4 d.C.) che, sotto il protettorato di Roma aveva retto il regno di Giudea sin dal 37 a.C., il figlio Archelao vanta pretese si successione, ma Roma si rifiuta di dichiararlo re. Scoppia
quindi una grande crisi e Roma imporrà così i propri governatori. Viene fatto un censimento che, di fatto, mette fine all'indipendenza ebraica e provoca la rivolta di Giuda il Galileo. Si hanno così vari attacchi
degli ebrei contro gli occupanti romani, sino a che Roma, nel 70, deciderà di distruggere Gerusalemme.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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I Germani : Augusto, ritenendo i germani pacificati, vi manda come governatore Publio Quintilio Varo (Cremona, 46 a.C:.), già governatore della Siria e marito di una sua nipote. Di carattere mite e natura
pacifica, ma nessuna campagna militare nel suo curriculum, forse era stato scelto per la sua esperienza in campo amministrativo. Ma come amministrare popoli che non abitano in città, distribuiti in territori
difficili da raggiungere? "Non trattano alcun affare, né pubblico né privato, se non in armi". Gente pericolosa che avrebbe conservato la propria aggressività per secoli. Il coraggio in guerra tra germani
determinava lo stato sociale. Era considerata vergogna per un capo essere superato in valore dai propri subordinati. Avevano un armamento essenziale, rimasto un modello intangibile per anni. La framea era
usata sia come arma da lancio che nel corpo a corpo. Uno scudo rotondo in legno rinforzato con un umbone di ferro di 12 centimetri di profondità. Il guerriero germanico dipendeva da armi che riusciva a
raccattare sul campo di battaglia, anche sassi e rami. Le spade erano rare ed appannaggio di guerrieri di rilievo (a taglio singolo, di conio indigeno, e a doppio taglio, sul genere del gladio romano). Non ci
voleva molto per indisporre gente del genere. E Varo ci mise del suo, forzandoli ad adeguarsi ad un cambiamento troppo violento ed usando metodi duri, cosa che Augusto gli aveva evitato di utilizzare.
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Caduto in disgrazia presso Augusto, Ovidio viene relegato nella lontana Tomi (oggi Costanza), un piccolo centro sul mar Nero, nell'attuale Romania. Sembra che, nel libro II dei Fasti, attaccasse Ottaviano
Augusto, dietro l'apparenza di un poema scritto in omaggio al suo regime, mettendo in ridicolo il suo precursore Romolo. Altri dicono avesse visto Ottaviano scherzare con la propria figlia Giulia più di quanto
sia permesso ad un padre. Un gesto incestuoso ed, assistere a quella scena, gli costò caro.
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Letteratura latina . Muore Marco Valerio Messalla Corvino (64 a.C), che incaricato da Augusto, promosse con Mecenate le arti e la cultura, costituendo anche un importante circolo letterario, autonomo
rispetto alla maggior parte delle tendenze degli scrittori riuniti attorno a Mecenate. Ne fecero parte Tibullo, Ligdamo, la poetessa Sulpicia, il giovane Ovidio ed altri minori. Era nato dalla nobile famiglia
Valeria, e nel tradizionale viaggio di studio in Grecia, conobbe Orazio e Cicerone. Di tendenze repubblicane, aveva seguito Bruto e Cassio nella battaglia di Filippi, poi si accostò prima ad Antonio, e poi ad
Ottaviano. Acuto critico letterario, oratore ammirato da Tacito e Quintiliano. Scrisse anche versi leggeri in latino e greco, ma andati persi.
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9 Battaglia di Teutoburgo : la maggior funzione di Varo era quella di giudice ed i germani sembravano apprezzare che le loro beghe potessero essere risolte senza l'uso delle armi e in Varo si ingenerò la fallace
convinzione che fossero sulla via dell'accettazione dell'autorità di Roma. E quando Arminio, uno dei germani che si era distinto sotto Tiberio, gli riferì che c'era bisogno della sua presenza per dirimere delle
dispute tra tribù confinanti, si mise in marcia con 20 mila uomini (3 legioni: le XVII, XVIII, XIX - 3 coorti di fanteria e 3 ali di cavalleria ausiliaria). Era invece un tranello che avrebbe trascinato i romani in
uno dei maggiori disastri della Storia militare di Roma. Nella Selva di Teutoburgo, tra l'Ems e il Weser nella regione di Osnabrueck, fitta di alberi, rovi, burroni e fiumiciattoli, il capo dei Cherusci Arminio che
lo accompagnava, improvvisamente sparisce. Moriranno quasi tutti, compresi Varo ed i suoi ufficiali suicidi, sapendo a quali supplizi sarebbero andati incontro se li avessero presi vivi. Sei anni più tardi
Germanico, il figlio di Druso, avrà modo di ritornare su quei luoghi dove biancheggiavano le ossa delle tre legioni. Dopo il ritorno a Roma di Tiberio, giunge notizia del massacro e Svetonio, il biografo
dell'imperatore racconta che Tiberio per parecchi mesi non si taglierà né barba né capelli e che battendo la testa contro uno stipite, gridava: "Varo, rendimi le mie legioni!". Una sconfitta che annientò il morale
dei romani al punto tale che i numeri di quelle legioni non riapparvero più nell'elenco dell'esercito. In Germania sarà mandato Germanico, figlio di Druso. Il confine sarà arretrato sulle rive del Reno, più
difendibile, anziché sull'Elba. - Ospitalità romana: la tradizionale apertura romana nel concedere il diritto di cittadinanza ai popoli sottomessi (e relativi privilegi) verrà meno (come quando vi erano delle
carestie o motivi di sicurezza) e, dopo questa disastrosa circostanza, saranno espulsi sia galli che germani.
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Lex Quinctia de aquaeductibus . Dal console Tito Quinzio Crispino Sulpiciano per la regolamentazione degli acquedotti e stabiliva pesanti pene pecuniarie per che vi contravveniva danneggiandoli, ma anche
impediva di captarne l'acqua per uso agricolo o di altra natura senza averne avuto il permesso. Vietava inoltre qualsiasi attività edilizia, agricola, o pastorale presso gli acquedotti (se non per manutenzione). Augusto fa dedicare l'Ara Pacis Augustae (altare della pace augustea) alla Pace Augustea, intesa come dea romana, ed è posto al Campo Marzio, zona consacrata alla celebrazione delle vittorie e posto a un
miglio (1.472 m) dal pomerium , limite della città dove il console di ritorno da una spedizione militare perdeva i poteri ad essa relativi (imperium militiae ) e rientrava in possesso dei propri poteri civili
(imperium domi ).
Riforma delle legioni. Mezzo secolo di guerre civili a Roma aveva portato al proliferare delle legioni composte spesso da gentaglia, per un numero che si aggirava tra 50 e 60. Augusto le ridusse a 28 rendendo
l'esercito professionale. Saranno ulteriormente ridotte a 25 dopo il disastro di Teutoburgo, per un totale di 145.000 uomini. Ogni legione contava 5.500 soldati suddivisi il 10 coorti, la prima delle quali di entità
doppia rispetto alle altre. I legionari hanno finalmente una paga regolare, donativi straordinari, una ferma di durata certa (all'inizio dell'impero, era di 20 anni per i legionari, di 25 per gli ausiliari e 16 per i
pretoriani). E un premio al congedo chiamato honesta missio , di solito un appezzamento di terra. Augusto istituzionalizza anche i contingenti alleati, oltre ad ausiliari, fanteria leggera e cavalleria, fondando
unità specifiche, come le cohortes equitatae , la fanteria montata. A Roma istituisce i corpi di vigiles e quelli delle coorti urbane, mentre aveva affidato la propria sicurezza ai pretoriani e guardie del corpo, i
germani corporis custodes . Sommando le legioni alle unità ausiliarie e ai corpi urbani, l'esercito romano, che doveva custodire le frontiere, dapprima estese e poi consolidate dai generali di Augusto, doveva
ammontare a circa 250.000 uomini. A loro era affidato il controllo dei confini imperiali dall'Atlantico all'Eufrate, dall'Olanda all'Egitto.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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8 19 Morte di Ottaviano Augusto (nato a Roma, 23 settembre 63 a.C.), a 76 anni ed in convalescenza a Nola per una bronchite. Aveva avuto propensione per la natura e generosità verso gli oratori e scrittori che
entravano a far parte del "circolo di Mecenate". Si era sposato 3 volte prima si trovare quella giusta, Livia Drusilla, della antichissima gens Giulia , matrimonio che durerà per oltre 50anni, fino alla morte di
Augusto. Dopo Virgilio e Orazio, apprezzati cantori delle gesta augustee, era toccato a Tito Livio che, a fine carriera, dopo aver cominciato anni addietro "Ab Urbe condita libri " (140 tomi che ripercorrevano
gli avvenimenti a partire dalla fondazione, nel 753 a.C. si trova a dover descrivere i fatti a lui contemporanei, che dovevano però raccontare il disastro di Teutoburgo e la superficialità con cui Augusto aveva
accordato fiducia ad Arminio, il capo della popolazione barbarica dei germani Cherusci, che invece gli organizzerà una delle più terribili imboscate, che costerà 15-20 mila soldati romani guidati dal legato
Publio Quintilio Varo. Ma questo non si doveva sapere, e Tito Livio fu "invitato" a lasciare Roma e a ritirarsi a vita privata nella sua Patavium (Padova). Il 4 settembre sarà letto in Senato il suo testamento:
"Lascio 43 milioni di sesterzi al popolo romano" (oltre 85 milioni di euro attuali, e giustificando anche come li aveva ottenuti). Anche Augusto, come Cesare, aveva inserito nel proprio testamento il popolo
romano, dando disposizioni affinché la somma fosse distribuita entro un anno dalla sua morte e senza ritardi. Ma l'eredità di cui andava più fiero era Roma, "che aveva trovato di mattoni e restituiva si
marmo ". -- Mausoleo di Augusto : Al momento del congedo, sia dà un'occhiatina allo specchio per sistemare i capelli, chiedendo poi ad amici e parenti se avesse ben recitato la commedia della vita: "Se la
commedia è stata di vostro gradimento, applaudite e manifestate la vostra gioia". Sarà inumato nel Mausoleo Augusti, un monumento circolare del diametro di 300 piedi romani (circa m 87), dove troveranno
posto anche la moglie Livia, l'adorata sorella Ottavia ed il figlio Marcello, il fedele amico Agrippa ed i suoi figli Caio e Lucio, avuti dalla figlia dell'imperatore Giulia ed in seguito adottati da Augusto con la
speranza (vana) di farne i propri eredi. Nel mausoleo saranno accolti tutti i membri della dinastia giulio-claudia, tranne la figlia Giulia, per cattiva condotta morale. In prossimità dell’ingresso, forse su pilastri,
erano collocate le tavole bronzee con incise le Res Gestae, ovvero l'autobiografia dell'imperatore, il cui testo è trascritto sul muro del vicino Museo dell' Ara Pacis. --- A succedergli era designato Tiberio
Claudio Nerone (figlio del precedente matrimonio di Livia, moglie di Ottaviano Augusto), col nome di Tiberio Giulio Cesare Nerone, che era sposato con Vipsania, la figlia di Agrippa, e signora di grandi virtù
e di abitudini casalinghe come le sue. Ma Augusto lo farà divorziare per dargli in sposa sua figlia adulterina Giulia. Aveva già 55 anni e governerà sino al 37. I suoi soldati lo adoravano mentre a Roma lo
detestavano come modello di una virtù che costituiva un rimprovero per tutti. Diceva di servire lo stato come aequalis civis e non come Imperatore. Si accettava l'originario paradosso augusteo di un impero che
mascherava la propria natura continuando a chiamarsi Repubblica per l'odio dei romani verso la monarchia. Di fatto però, Tiberio sarà il 1° Imperatore di Roma . Le legioni stanziate in Germania erano in
piena rivolta e mostravano di preferire Germanico , che Augusto aveva assegnato quale erede di Tiberio invece del proprio figlio naturale Druso Minore. I legionari, inoltre, erano stanchi di patimenti e
privazioni. Volevano la ferma a 3 lustri e non più a 20 anni. Un aumento della paga giornaliera. La liquidazione in soldi contanti e non terre. Per sedare questi focolai di rivolta furono inviati Druso in Pannonia
ed in Germania il nipote Germanico, soprannome che gli sarà attribuito dalle legione per le numerose vittorie riportate in Germania. Tiberio visto dagli storici : Svetonio, Tacito e Dione, che non erano
contemporanei, ci lasceranno un Tiberio crudele ed in preda ai vizi. I contemporanei, come Vellenio Patercolo, lo presentano come un uomo schivo ma attento ai suoi doveri di sovrano. È da preferire la seconda
versione? Ma, essendo in vita, chi lo ha descritto poteva farlo liberamente? --- Livia: sulla moglie integerrima di Augusto i contemporanei avevano seri dubbi. Forse solo maldicenze, ma sembra strano che tutti
i prescelti da Augusto come legittimi successori siano morti lasciando solo Tiberio come unica possibilità. Tenne anche volutamente segreta la morte di Augusto per avere il tempo di far rientrare il figlio
Tiberio e presentarlo come il nuovo imperatore.
Germanico, strappa il consenso allo zio Tiberio per vendicare l'onta di Teutoburgo e recuperare le 3 Aquile legionarie perdute nella battaglia di 6 anni prima. Con 12 mila uomini varca il Reno a Castra
Vetera e fa strage di popolazioni (Tacido racconta che la strage fu tale che i corpi dei germani coprivano una superficie di 10 miglia). Vince i Catti e, muovendo da Magonza, raggiunge la foresta di Teutoburgo
dove, a distanza di 6 anni, biancheggiavano le ossa dei soldati di Varo, e diede loro pietosa sepoltura. Si batte per 3 anni, senza però riuscire a riconquistare il territori fra il Reno e l'Elba. Arminio riuscirà a
salvarsi per poi morire tre anni dopo durante le rinnovate dispute fra tribù e mai più, per lungo tempo, i germani avrebbero trovato un capo in grado di riunirli e minacciare Roma. Tiberio induceva Germanico
a comportamenti più diplomatici, troncare quella guerra così dispendiosa e tornare a Roma per il meritato trionfo. La sua popolarità aveva però raggiunto un livello tale che avrebbe potuto scalzare dal trono il
padre adottivo, che era già malvisto poiché la sua ascesa al trono era stata segnata dalla morte di tutti i parenti che Augusto aveva indicato come eredi. Tiberio allora pensò bene di dirottarlo poi in Oriente.
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Dopo i trionfi di Roma, Tiberio si libera della popolarità del figlio adottivo Germanico inviandolo nel 18 in Oriente dove Roma rischiava di perdere la sua influenza per il riemergere di antichi conflitti. Là vi
era già Gneo Calpurnio Pisone, governatore della Siria ed accompagnato da Munazia Plancina, donna altera ed intrattabile, con un ingente patrimonio con il quale aveva favorito la carriera politica del marito.
Tacito afferma che "Pisone era certo di essere stato prescelto a governare la Siria per tenere a freno le mire di Germanico". La scelta delle parole è fondamentale perché lasciano intendere due diversi scenari : il
1° è quello di un Tiberio che ordina a Pisone di risolvergli il problema Germanico; il 2° è quello di un Pisone che male interpreta il compito e va oltre il dovuto per ingraziarsi Tiberio. Pisone e Placida avranno
parte nella morte di Germanico nel 19, a soli 30 anni.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Letteratura latina . Muore Publio Ovidio Nasone in esilio (là dal 8 d.C.) a Tomi (Costanza, in Romania) sulle rive del Mar Nero. Nato a Sulmona nel 43 a.C. da una ricca famiglia appartenente al ceto
equestre, fu l'ultimo dei grandi poeti elegiaci dell'età augustea. La sua vasta e raffinata produzione rispecchia la società mondana frivola e spensierata di quel'epoca. Nella carriera pubblica ricoprì magistrature
minori. Amava la vita brillante e la poesia ed appartenne al circolo culturale di Messalla dove divenne il poeta prediletto degli ambienti mondani. A causa di due colpe ("Due crimini mi hanno perduto..."), una
poesia (l'accusa di immoralità mossa alla sua Ars Amatoria ) ed di un errore (il coinvolgimento del poeta nello scandalo che coinvolse la nipote di Augusto, la spregiudicata Giulia Minore), fu confinato da
Augusto a Tomi, terra inospitale, senza il conforto della famiglia e lontano dalla vita agiata di Roma. In quei 9 anni si era dedicato e scrivere delle suppliche (Trista, Epistulae ex Ponto ) per poter tornare a
Roma. In Trista scrive: « Perdiderint cum me duo crimina, carmen et error alterius facti culpa silenda mihi », in riferimento alle colpe che lo hanno portato al soggiorno obbligatorio. Brillantezza di temi e
virtuosismo nel comporre versi. L'amore da lui cantato si trasforma da passione in arte, che può essere insegnata con una precettistica minuta. Le metamorfosi , il suo capolavoro, è una delle opere più
significative della letteratura latina, in cui la visione cosmica, dal caos originario fino all'apoteosi e alla glorificazione di Augusto, ha forse l'intento di gareggiare con Lucrezio, la cui strenua analisi razionale è
invece agli antipodi della coloritura patetica di molte pagine ovidiane. In tarda antichità e nel Medioevo era considerato solo secondo a Virgilio. Il Rinascimento, e non solo quello italiano, amava la raffinata
evidenza delle sue immagini. La sua fama decadde solo con il Romanticismo, poco incline ad accettare la brillante facilità del poeta latino.
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Letteratura Latina . Muore Tito Livio (Patavium, 59 a.C.), autore di una monumentale storia di Roma in forma annalistica, gli Ab Urbe Condita libri CXLII , dalla sua fondazione (tradizionalmente datata 21
aprile 753 a.C.) fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto nel 9 a.C.
Letteratura latina. Nell'età imperiale da Tiberio a Traiano. Dalla morte di Augusto (14 d.C.) a quella di Traiano (117 d.C.) la poesia entra in una fase di involuzione per cui anche le opere di maggior
spicco sembrano prive di ispirazione interiore. Scompare l'elegia ed il cambiamento dei gusti segna il trionfo della retorica, che è fondamento dell'educazione e cultura. La poesia tende a seguire modelli ed a
ripetersi. La moda delle recitationes fa sfoggio dell'abilità personale ed intrattenimento, indugiando ad abusare di artifici retorici, spesso inseriti a forza, pur di avere maggiori consensi dal pubblico. La prosa retorica, storica, filosofica, tecnico-scientifica, raggiunge vette eccellenti. Il filosofo Seneca (4 a.C.-65 d.C.) esamina con acume le inquietudini e le contraddizioni dell'animo umano (il padre, Lucio Anneo
Seneca, detto il Vecchio o Retore, era pure un filosofo). L'epica di Lucano (39-65), è antivirgiliana nell'argomento e nella concezione della storia, alternando nello stile enfasi e pathos. Gaio Valerio Flacco (...95 : Argonautica ), Silio Italico (25-101 : Punica ) e Papinio Stazio (40-96 : Tebaide, Silvae, Achilleide ), si riavvicinano invece a Virgilio, pur argomentando in modo diverso. Il teorico dell'oratoria Quintiliano
(35-96) cerca di recuperare Cicerone. Le Satire di Aulo Persio Flacco (34-62) sono lontane dal sorriso indulgente di Orazio, mentre quelle di Giovenale (55/60-127) sono una denuncia alla degenerazione ed
alle nefandezze dei ricchi. Nella prosa il Satyricon di Petronio (...- 60), con un linguaggio irridente ed originale, offre un quadro realistico della società dell'epoca. Marziale (40-104) con i suoi epigrammi mira
a restituire all'uomo il gusto della vita. Plinio il Giovane (61-113), traccia il quadro della vita sociale e culturale con molto garbo e lo storico Tacito (56-120) indaga con lucido pessimismo le vicende oscure
dei suoi personaggi. Poesia Minore : Cesare Germanico (Roma, 15 a.C - Antiochia, 19 d.C.), Capurnio Siculo, Fedro (15 a.C - 51 ca. d.C.). - Altri prosatori : Gaio Velleio Patercolo (59 a.C.-30 d.C. :
Historia romana ), Quinto Curzio Rufo (Historia Alexandri Magni ), Fenestella (Annales ), Aulo Cornelio Celso (di cui ci sono pervenuti 8 libri sulla medicina, materia esposta per la prima volta in modo
sistematico, chiaro e curato), Sesto Giulio Frontino (Strategemata , Gli stratagemmi, astuzie e tattiche dei generali antichi e De aquis urbe Romae con interessanti notizie tecniche), Columella (De re rustic a,
un trattato didascalico sull'agricoltura).
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Lex Iunia Norbana . Attribuita a Tiberio, conferiva lo status di latini iuniani ai liberti manomessi in via informale. Tale categoria di latini aveva unicamente lo ius commerci (il diritto di essere parti in negozi
giuridici riservati ai cittadini romani ) e, ovviamente, lo status di libero. Era però priva del diritto di votare e di contrarre matrimonio (in quanto i latini iuniani non acquisivano la cittadinanza). Si distinguevano
dunque dai Latini Priscii (gli antichi abitanti del Lazio) che avevano sia ius connubi che ius commerci.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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10 10 Muore Germanico ad Antiochia di Siria. Come si era detto, alla morte di Augusto, le legioni della Germania volevano che fosse eletto imperatore. Ma lui rifiutò, riuscendo anche a sedare la rivolta. Nonostante
il comportamento lodevole, Germanico aveva scatenato l'invidia dello zio Tiberio, ma la sua morte fu tuttavia considerata da molti uno degli eventi più significativi per giustificare il cambiamento caratteriale di
Tiberio. Altri dicono che fu invece il distacco dalla madre Livia a far saltare in Tiberio ogni freno inibitorio. Altri ancora l'influenza esercitata su di lui dal prefetto del pretorio Seiano che, nonostante il
carattere sospettoso dell'imperatore, era divenuto il suo confidente di fiducia. Pisone gli crea ogni ostacolo in Siria. Non invia i legionari richiesti per un intervento in Armenia. Litigano quando si incontrano a
Cirro perché Pisone riteneva che Germanico familiarizzasse troppo con la popolazione. Pisone è in viaggio verso Roma quando Germanico inizia a sentirsi male e confida agli amici il sospetto di essere stato
avvelenato da Pisone. Svetonio ci dirà che sulla pelle del defunto c'erano delle macchie e sulla bocca resti di bava. Pisone e la moglie saranno mandati sotto processo a Roma. Pur essendo stata trovata morta
avvelenata a Brindisi l'amica di Plancina, la siriana Martina, possibile fornitrice del veleno, cade l'accusa di veneficio che scatena la rabbia della folla. Pisone è poi trovato morto in casa. La gola tagliata. Livia
otterrà dal figlio Tiberio l'intercessione per la sua amica Plancina (e c'è chi prospetta che la morte di Germanico fosse stata ordita da Livia e Plancina, non da Tiberio). Germanico sarà tumulato nel mausoleo di
Augusto nel Campo Marzio. Sui muri di Roma apparve la scritta "Redde Germanicum", Rendici Germanico. Morto lui, Druso aveva via libera alla successione e riparte per la Germania, dove morirà di veleno
per mano della moglie Livilla, circuita da Seiano. - Caligola , il figlio di Germanico, torna a Roma con la madre Agrippina Maggiore, dovrà assistere al declino della sua famiglia e vedere la madre, ritenuta da
Tiberio arrivista e sobillatrice, mandata in esilio a morire. Caligola e le sorelle, Agrippina Minore, Drusilla e Livilla vengono mandati a vivere prima dalla bisnonna Livia e poi da nonna Antonia.
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Decimazione . Tacfarinas, un comandante numida che aveva servito tra le fila romane, tenta per la seconda volta di attaccare l'esercito romano di stanza in Africa e riesce a cingere d'assedio l'intera coorte
romana presso il fiume Pagida. Decrio, il comandante della coorte, decide di attaccare, convinto che i suoi legionari avrebbero avuto la meglio su dei disertori. Una pioggia di frecce degli avversari fa però
fuggire vilmente molti romani. Di quella disfatta viene a conoscenza il tribuno Lucio Apronio, che decide di punire quegli uomini con la decimazione : uno su dieci sarà ucciso a nerbate. Tacito ci dice che,
nello scontro successivo, solo 500 romani basteranno a sconfiggere Tacfarinas e l'esercito numida presso la fortezza di Tala. La disciplina andava tenuta con ogni mezzo. - Si racconta che nel IV secolo a.C.,
durante la guerra contro i latini, il figlio di Torquato, istigato da uno degli avversari, avesse rotto le file per ingaggiare con lui un corpo a corpo. Riporterà una vittoria grandiosa, ma Torquato non esiterà a
condannarlo a morte per aver messo a rischio la vita dei due commilitoni che erano al suo fianco, solo per uccidere un solo avversario. Vedi anche : 451 a.C.
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Assente l'imperatore, tra il 20 ed il 23 Seiano consolida il proprio potere a Roma realizzando dei castra praetoria . Ottiene dall'imperatore l'autorizzazione per la costruzione di una caserma extra moenia , nella
quale dovevano essere radunate tutte le coorti pretorie. Questo accampamento si trovava fra il Viminale e l'Esquilino ed, anziché servire a convocare le coorti pretorie più agevolmente, in verità, servivano ad
incutere timore. 6 mila uomini armati di tutto punto dovevano avere un effetto sedante sui cittadini romani.
Tiberio (forse spinto dal timore di essere assassinato) si allontana da Roma e si ritira a Capri, incoraggiato anche da Seiano, che poteva così accrescere il suo potere a Roma arrivando a farsi attribuire
l'imperium proconsulare, quasi a prefigurare una sua possibile successione imperiale. A Capri Tiberio potrà dare sfogo, dicono, ai suoi vizi : il vino (sembra che, ancora al servizio di Augusto, i suoi soldati lo
chiamassero Biberio anziché Tiberio), e la passione per i giovinetti, maschi e femmine. - Ponzio Pilato è nominato governatore delle province della Giudea, un momento particolarmente difficile in quanto
Ebrei di Siria e Palestina si detestavano a vicenda, odiavano i loro vicini greci e siriani e odiavano anche la maggior parte dei Romani e dei loro esattori. Alcuni Ebrei appartenevano ad una setta chiamata degli
Zeloti, in un certo senso, un movimento nazionalista. Molti aspettavano un capo, un "Messia", inviato da Dio, un discendente della stirpe di Davide che li avrebbe condotti alla vittoria : si disputava se questa
dovesse essere militare o simbolica. Gesù aveva circa 30 anni. I Vangeli, una cronaca della sua vita, furono scritti dai suoi discepoli - gli Evangelisti - dopo la sua morte, e si basavano sui miracoli ed i ricordi di
coloro che lo avevano conosciuto. Furono vergati con il preciso intento di dimostrare che Gesù fosse una persona unica : il Messia.
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Muore Livia Drusilla (Roma, 30 gennaio 58 a.C.). Uno dei personaggi che ha tenuto le redini di regni ed imperi raggiungendo i proprio obiettivi usando come mezzo i due uomini più importanti della sua vita:
il secondo marito, Ottaviano Augusto (dal 38 a.C al 14 d.C.), e il primogenito, Tiberio. Il padre, Marco Livio Druso Claudiano si suicidò a Filippi insieme a Bruto e Cassio; pur non avendo partecipato alla
congiura, ma condividendo il gesto dei cesaricidi. Nel 42 a.C. sposò Tiberio Claudio Nerone, del partito anticesariano, che dopo la fuga per evitare le purghe, fu perdonato e poté rientrare a Roma con moglie e
figlio. Nel 39 a.C. Livia, incinta di Druso, ottiene il divorzio e sposa Ottaviano il 14 gennaio del 38 a.C. Druso crescerà con Nerone, ma avrà un rapporto speciale con Ottaviano con il quale crescerà, assieme a
Tiberio, alla morte nel 33 a.C, di Nerone e della figlia di Ottaviano Giulia, avuta dalla sua seconda moglie Scribonia. Livia, a differenza di Agrippina e Giulia, non amava il lusso ed attirare troppo l'attenzione.
Era meglio farsi passare per agnellino anziché evidenziare le proprie caratteristiche di lupo. Ottaviano si fiderà tanto di lei da istituzionalizzare il ruolo da lei svolto nella sua vita. Rimarranno insieme 53 anni,
pur non avendo mai donato un erede al princeps . Ma riuscirà ugualmente a far salire sul trono il figlio Tiberio, pur non mancando i candidati, che morirono giovani (forse con l'aiutino di Livia) : il nipote
Marco Claudio Marcello, figlio della sorella Ottavia, sposato alla figlia Giulia alla età di 17 anni e morto a 19. Sarà quindi scelto Marco Vipsanio Agrippa, che sarà fatto sposare alla figlia Giulia, ma che
morirà nel 12 a.C. . Ottaviano adotterà i suoi due figli, che pure moriranno a distanza di 18 mesi l'uno dall'altro. A sbarrare la strada del trono a Tiberio rimaneva l'ultimo figlio di Agrippa e Giulia : Agrippa
Postumo. Sarà fatto passare per folle ed allontanato da Roma, a Sorrento e poi a Pianosa, dove morirà nel 14 d.C.. Anche la morte di Ottaviano è avvolta nel mistero. C'è chi dice che morì a Nola, prima
dell'arrivo di Tiberio (sembra che ci fosse stato un riavvicinamento con Agrippa Postumo e che la cosa fosse venuta a conoscenza di Livia). Fu inscenato allora un incontro per il passaggio delle consegne per
far sì che Tiberio fosse accettato come nuovo princeps . Poi la morte di Agrippa Postumo. Forse anche quella di Germanico. La sua invadenza a corte porterà Tiberio ad allontanarsi sempre più da lei, sino a
lasciarla sola al momento della morte.
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Morte di Gesù Crist o. Probabilmente muore in quest'anno a Gerusalemme. Il prefetto della Giudea Ponzio Pilato invierà il rapporto a Villa Iovis di Capri, dove si trovava Tiberio.
Architettura romana . Probabile anno di costruzione dell'anfiteatro romano di Verona, molto simile a quello di Pola. L'arena (lo spazio centrale in cui si svolgevano gli spettacoli) è un'ellisse. L'arena misura
75,68 m x 44,43 m, ovvero 250 x 150 piedi romani, dunque una cifra tonda, a conferma della semplicità del modulo base utilizzato, con un rapporto tra asse maggiore e asse minore di 5 a 3. La cavea è invece
larga 39,40 m, ovvero 125 piedi, mentre il diametro totale è di 152,43 m x 123,23 m, ovvero 520 x 420 piedi romani. La capienza era di circa 30.000 posti. Al centro dell'arena, collegato alle cloache, vi è un
ambiente sotterraneo, largo 8,77 m e lungo 36,16 m, il cui uso rimane sconosciuto
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4 27 Possibile data della morte di Gesè secondo i Vangeli sinottici, che sono i 3 vangeli di Marco Matteo e Luca, così chiamati perché, se si mette il testo dei 3 vangeli su 3 colonne, in uno sguardo d'insieme
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10 18 Caduta di Lucio Elio Seiano (n. Volsinii, 20 a.C.), il comandante dei pretoriani, che aveva esercitato il potere e tramato a Roma tra il 14 ed il 31. Tiberio viene informato della congiura di Seiano ai suoi danni,
(sinossi) si notano facilmente molte somiglianze nella narrazione e nella disposizione degli episodi.
ne era stato informato segretamente da Antonia Minore, sua cognata e vedova di Druso. Ha il sangue freddo di non far trapelare quanto ha saputo e, temendo i suoi pretoriani, lo sostituisce con Macrone che era
a conoscenza dei progetti dell' imperatore e lo aiuterà a realizzarli. All'apertura della seduta senatoriale, anziché assegnargli la potestà tribunalizia che lui si aspettava, fu rinchiuso nei sotterranei del carcere
Mamertino in attesa di vedere le reazioni generali in quanto aveva molti amici nell'Urbe. Siccome vi furono molte manifestazioni di giubilo, fu strangolato e, per giorni, trascinato con uncini in giro per la città.
Saranno abbattute tutte le sue statue ed trucidati i suoi figli da una folla impazzita. L'inizio di una repressione violenta contro i sostenitori di Seiano che durerà 2 anni - Caligola viene chiamato a Capri da
Tiberio e rassegnarsi a vivere accanto all'assassino dei suoi genitori.
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Crisi del credito a Roma. Sotto Tiberio si ha una depressione come quella di Wall Street del 1929. Tornato dall' Egitto con un immenso bottino, lo mise in circolazione per rianimare i traffici. La politica
inflazionista stimolò i traffici ma i prezzi salirono alle stelle. Tiberio cercò di porvi rimedio ritirando il circolante. Chi si era indebitato contando sul proseguimento dell'inflazione si trovò così a corto di liquido
ed andò a ritirarlo alle casse di risparmio. Alcune si trovarono a corto di obbligazioni e chiusero gli sportelli. Le industrie che vi attingevano non poterono pagare i fornitori. Tutti corsero a ritirare i loro
depositi. Richieste di aiuto ad altre banche vennero bloccate da coloro che avevano là il loro conto corrente. L'interdipendenza fra le varie economie provinciali e nazionali fu provata dall' interdipendenza di
varie banche. Un' ondata di sfiducia a Roma si riverberava immediatamente in periferia. Molte piccole proprietà, sotterrate dai debiti, non poterono aspettare il nuovo raccolto per pagarli, e dovettero essere
vendute, o meglio svendute, a profitto dei latifondi che erano in grado di resistere. Ci furono fallimenti a catena e suicidi. Rifiorirono gli usurai che erano spariti con il diffondersi delle banche. Tiberio dovette
arrendersi all'idea che la deflazione non è più sana dell'inflazione e distribuì alle banche 100 miliardi affinché fossero rimessi in circolazione con l'ordine di imprestarli per 3 anni senza interesse (il valore delle
terre tornerà così ai livelli normali visto che con la crisi il prezzo della terra era diventato bassissimo e che tutti i debitori cercavano di vendersi il terreno per poi pagare il creditore). Questa misura bastò a
rianimare l'economia e ci dimostra quanto le banche contassero, cioè quanto in sostanza fosse capitalista il regime imperiale romano.
Nuovo Papa: 1° Papa: Simone , detto Pietro (Betsaida, 2-4 ? – Roma, circa 67), è uno dei dodici apostoli di Gesù; è considerato il primo papa della Chiesa cattolica . Successore Lino.
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10 18 Muore di stenti Agrippina Maggiore, esiliata a Pandataria (Ventotene) da Tiberio
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Nel testamento di Tiberio vengono indicati come possibili successori Caligola (23 anni), figlio di Germanico e di Agrippina Maggiore (che nel 33 era stata esiliata a Pandataria, oggi Ventotene, e lasciata
morire di stenti) e Tiberio Gemello, il nipote quindicenne, figlio di suo figlio Druso. L'altro Druso, figlio di Germanico, l'aveva già fatto uccidere assieme al fratello Nerone, accusandoli delle peggiori
nefandezze.
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3 16 Muore Tiberio , a Miseno (Napoli), presso la villa di Lucullo, all'età di 78 anni, mentre stava tornando a Roma da Capri. Sfinito dopo una battuta di caccia, fu dato per morto. Furono iniziati i festeggiamenti
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intorno a Caligola ma, improvvisamente, Tiberio si riebbe e chiese di mangiare. Imbarazzo e sconforto. Solo il prefetto Macrone non si perde d'animo, ordina di soffocare il vecchio sotto molte coperte e si
allontana dalla stanza.
28 Caligola . Entra acclamato in Roma il nuovo imperatore Gaio Giulio Cesare Germanico, alias Caligola (Anzio, 31 agosto 12 – Roma, 24 gennaio 41), ovvero, "stivalino" per i calzari di tipo militare (caligae ),
fatti su misura, che portava quando, ancora bambino, si aggirava nell'accampamento in Germania vestito da legionario. Bisnipote di Augusto e figlio di Germanico e Agrippina Maggiore, figlia di Agrippa e
Giulia Maggiore. Fu prescelto a Tiberio Gemello, che era solo il nipote di Tiberio, mentre lui era il figlio del grande Germanico. Riparò a certe ingiustizie che imputava a Tiberio. Abolì le leges de maiestate
(vedi 81 a.C.), promosse amnistie per i germaniciani, restituì al popolo i comizi, diminuì il peso delle tasse ed istituì feste e giochi. Si poteva dire che a Roma fosse sorta l'alba di un periodo quieto e felice.
Invece, il 1° ottobre del 1937, Caligola fu colpito da una misteriosa malattia che ne minò la mente. Da quel momento il sovrano non fu più lo stesso. Dopo essersi innamorato della civiltà egiziane, pretese di
introdurne i costumi a Roma (i senatori gli dovevano baciare i piedi, che duellassero nel circo con i gladiatori e farsi regolarmente accoppare, elesse console Incitatus, il suo stallone da corsa, praticamente
imbattibile, che viziava tenendolo in una stalla rivestita di marmo, con una mangiatoia di avorio, coperte di porpora, gioielli e schiavi al suo servizio). Cominciò a farsi chiamare Imperator. Si sposò 4 volte ed
ebbe per amanti le sue sorelle. Nel tracciarne la biografia Dione Cassio e Svetonio, nel loro odio alla monarchia, forse hanno calcato un po' la mano, ma matto lo doveva essere perché un giorno si svegliò con
l'allergia ai calvi, che diede in pasto alle belve. Poi toccò ai filosofi. Obbligò al suicidio la nonna Antonia, etc. Fu finalmente pugnalato dal capo dei pretoriani Cassio Cherea, che lui amava regolarmente
insultare. Poi toccò pure alla moglie Cesonia ed alla figlia bambina.
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La questione giudaica inasprisce le lotte religiose che investono anche Roma. Caligola fa liberare Marco Giulio Agrippa, nipote di Erode il Grande ed imprigionato da Tiberio, e gli affida la Giudea. Arriva ad
Alessandria, sorprendendo Aulo Avillo Flacco, prefetto dell'Egitto. Iniziano lotte fra greci ed ebrei, e quest'ultimi sono relegati in un ghetto. La situazione sfugge di mano a Flacco, che è richiamato a Roma,
arrestato, esiliato ed ucciso. - Macrone subisce la stessa sorte del suo predecessore Seiano e costretto da Tiberio al suicidio - Muore Drusilla, la sorella che Tiberio di più aveva amato e trattato come moglie.
Inizia a logorarsi il suo rapporto con il popolo di Roma.
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Appare sulla scena Gaio Ofonio Tigellino (n. ad Agrigento, ca. 8 d.C.) che, al fianco di Nerone, sarà l'emblema del perfido prefetto del pretorio. Qui viene bandito da Roma per aver avuto una relazione
adulterina con Agrippina Minore, sorella dell'allora Caligola, e probabilmente amante anche di Livilla, che condivideva gli uomini con la sorella, a cominciare dallo stesso fratello. Dato il tipo di sgarbo,
Tigellino è da ritenersi fortunato se Caligola si è limitato ad esiliarlo. Si ritrova in Grecia, dedito alla pesca per mantenersi. Tornerà a Roma solo quando salirà al trono Claudio. Giovenale ci dice che la ripresa
politica di Tigellino è dovuta all'allevamento di cavalli che, dopo un lascito, aveva avviato in Puglia e Calabria. Passione condivisa da Nerone che guidava come auriga diversi carri e, grazie alla quale, Tigellino
potrà entrare nelle sue grazie. Lo rivedremo nel 62 d.C.
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1 24 Morte di Caligola. Durante i Ludi palatini, lascia l'arena di un teatro e, nel sottopassaggio che lo conduce al Palatino, è assalito da 3 congiurati ed ucciso da 30 pugnalate. Cassio Cherea, il capo della congiura,
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farà uccidere anche la moglie Milonia Cesonia e la figlioletta Giulia Drusilia. Il Senato rivoleva la Repubblica. I pretoriani scelgono Claudio.
Lo zio del defunto, Claudio (Tiberio Claudio Germanico), figlio di Antonia e Druso, a sua volta figlio di Germanico è il successore, voluto dai militari. Era un cinquantenne con le gambe inceppate dalla
paralisi infantile, balbuziente, appesantito dalla trippa, col naso rosso di vino e che la stessa madre chiamava "un aborto". Gli piacevano le donne ed aveva già avuto 3 mogli quando, cinquantenne, sposò la
sedicenne Messalina (Roma 25, Roma 48), assai scostumata. Assassinata Messalina, si sposò con sua nipote Agrippina che aveva avuto dal 1° dei suoi due matrimoni un figlio di nome Nerone. Fa costruire un
maestoso acquedotto che dal fiume Aniene porta a Roma l'acqua, che chiamò Claudia. Amplia il porto di Ostia, aprendovi un canale che lo collega a Tevere ed erigendovi un faro. Prosciuga il lago Fucino,
facendo defluire le acque nel Liri. Termina la costruzione della via Claudia Augusta, che conduceva da Altinum al Danubio, ed iniziata dal padre Druso. Rafforza l'apparato burocratico e lo affida alla
segreteria imperiale di cui facevano parte anche alcuni liberti. Ammette in Senato anche cittadini delle province, iniziandone il processo di assimilazione all'Impero romano, che si svilupperà con i suoi
successori.
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La Mauritania (nell'Africa occidentale, con il Sahara a nord e l'Oceano Atlantico ad ovest) viene annessa all'Impero.
Nuovo porto di Ostia . Quando l'incremento demografico dell'Urbe e le conseguenti esigenze di approvvigionamento aumentarono al punto da rendere insufficiente il porto di Ostia, l'imperatore Claudio ne fa
costruire uno nuovo. I lavori per il grandioso progetto durano 20 anni ma, dal punto di vista pratico, risulterà un mezzo flop. A rimediare ci penserà Traiano tra il 112 e 114 d.C., affidando l'incarico ad
Apollodoro di Damasco. Risulterà efficientissimo e uno dei più grandi di tutto l'impero. Roma, allora, sfiorava ormai il milione e mezzo di abitanti. Portus è oggi un grande parco archeologico di 65 ettari di
verde e reperti. -- N.B.: ostium = porta o bocca, che nutriva gli abitanti dell'Urbe
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La Britannia sudorientale viene occupata ed annessa come provincia all'Impero. Là sorgerà il primo nucleo della città di Londra (allora Londinium ).
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Tabula Clesiana (o tavola anaunense o edictum Claudi de civitate Anaunorum ) è una lastra di bronzo, scoperta nel 1869 presso la località Campi Neri di Cles. Essa contiene l'editto di Claudio del 46 d.C. che
concedeva la cittadinanza romana agli Anauni, ai Sinduni ed ai Tuliassi e trattava della controversia fra i Comensi o Comaschi (Comenses) ed i Bergalei (Bergaleos). Oggi è conservata presso il Museo del
Castello del Buonconsiglio a Trento.
Messalina, infatuata dei giardini di Valerio Asiatico ed appartenuti a Lucio Licinio Lucullo, farà in modo che venga incolpato di sobillazione di eserciti, di aver intrattenuto una relazione adulterina con una
donna e di essere effeminato. Ma Asiatico stava quasi convincendo Claudio della sua innocenza, quando Lucio Vitellio, uno degli adulatori di Messalina, riuscì a circuire Claudio, dicendogli che Asiatico gli
aveva chiesto di intercedere verso di lui per poter per espiare la sua colpa. Riceverà l'ordine di suicidarsi.
Caio Silio, amante di Messalina e designato console per merito suo, viene ucciso e, con lui, anche Messalina, strozzata da Claudio mentre passeggiava tra gli orti luculliani.
Muore a Roma Valeria Messalina (Roma, 25), moglie 14enne del 50enne, zoppo e balbuziente, Claudio e data a lui in sposa per capriccio da Caligola. È passata alla storia per la sua lussuria incontrollata ma,
in realtà, era odiata dal popolo per la sua crudeltà. Era la nipote di Ottavia, sorella di Augusto, e quindi imparentata con la famiglia Giulia. Dal matrimonio nascono Claudia Ottavia e Tiberio Claudio Cesare,
soprannominato poi Britannico (ma, data la propensione a concedersi a molti uomini, è messa in discussione la paternità dei ragazzi). Alla morte di Caligola, si trova a 16 anni ad essere moglie di un
imperatore codardo, che temeva di essere ucciso, e che teneva saldamente in pugno. Prima sua vittima, la nipote di Claudio Giulia Levilla, fatta rientrare con la sorella Agrippina Minore dall'esilio imposto da
Caligola, rea di troppe attenzioni verso Claudio. Messalina, per gestire meglio il marito, si era alleata con i suoi liberti, in parte anche amanti. Le fonti la descrivono come una ninfomane che non dava peso a
classe sociale ed età. Non contenta di essere stata l'amante di quasi tutti gli aristocratici di Roma, aveva preso a frequentare anche i bordelli con il nome d'arte di Licisca. Parrucca bionda, una rete dorata a
coprire parzialmente il corpo. Plinio il Vecchio racconta di lei un aneddoto che la vede sfidare una prostituta in una gara di amplessi : sarà vincitrice con 25 amplessi in un solo giorno. Omicidi, orge alle quali
erano costrette a partecipare matrone alla presenza dei mariti, compravendita delle cariche. L'ultimo suo atto, ancor più spettacolare, fu di sposarsi con un suo amante in assenza di Claudio. Uno dei suoi liberti,
Narcisso, vedendola ormai troppo esposta e quindi in pericolo la loro stessa vita, convincerà Calpurnia, una delle cortigiane di Claudio, a rivelargli l'accaduto. Claudio torna a Roma, ma Narcisso farà in modo
che egli non veda Messalina per non cedere alle sue lusinghe. Poi la farà uccidere dai soldati dell'imperatore nella villa di Asiatico, dove si era trasferita.
A Gerusalemme un consiglio di Cristiani e di coloro che avevano conosciuto di persona Gesù (Giacomo, Pietro e Saul, un ebreo che avrebbe poi preso il nome di Paolo) stabiliscono gli schemi della prima
Cristianità per annunciare la parola di Gesù anche ai pagani. - Claudio si sposa per la 4° volta. È la 30enne Agrippina Minore la prescelta.
Adozione . Lucio Domizio Enobarbo, unico erede di Gneo Domizio Enobarbo e di Agrippina Minore (fatti sposare forzatamente da Tiberio), nato ad Anzio il 37 d.C., viene adottato dall'imperatore Claudio e
prende il nome di Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico, summa della malvagità e nefandezze dei propri genitori. Tacito, nei suoi Annali , dedicherà 3 dei 16 libri solo alla descrizione delle malefatte di
colui che sarà il 5° imperatore di Roma.
Letteratura latina . Muore Gaio Giulio Fedro (15-20 a.C.), scrittore romano, autore di celebri favole. Di origine tracia, da giovane fu condotto a Roma come schiavo di Augusto, ma poi affrancato. L'opera che
lo ha reso celebre è la raccolta di Fabulae in versi (titolo originale : Phaedri Augusti liberti fabulae Aesopiae ). 93 componimenti (quelli che ci sono giunti) divisi in 5 libri. Il primo ad introdurre nella
letteratura latina la favola esopica in versi, con il fine di ammonire e divertire. La forma allegorica della favola, che presenta una massima di valore generale, la morale, rimarrà inalterata nei secoli. Utilizza le
raccolte greche di Esopo, dalle quali rivendica un'ampia autonomia. Protagonisti sono sempre gli animali e talvolta le piante. Eccezionalmente, anche personaggi dell'epoca. I temi : rivendicazione dei diritti
degli umili contro i soprusi e l'ingiustizia dei potenti, spesso autobiografica in cui la carica di sofferenza, umiliazione e fierezza lo fa avvicinare talvolta ai poeti satirici. I racconti, brevi e vivaci nello stile e
felici nella scelta degli epiteti, hanno però un tono popolaresco ed infantile. "Peras imposuit Juppiter nobis duas " - Giove ha imposto agli uomini due bisacce; quella dei vizi altrui, tenuta bene in vista, ed una
dei propri, tenuta nascosta dietro la schiena.
Agrippina induce a dare in sposa a Nerone, adottato da Claudio quando era 11enne, la di lui figlia, la schiava Ottavia. Come contromossa però Claudio decide di far vestire la toga al 13enne Britannico, suo
figlio, danneggiando il figliastro Nerone ed il piano di Agrippina che ne prevedeva l'ascesa al Trono.
10 13 Morte di Claudio, improvvisa e misteriosa. Si dice che lo avesse avvelenato la stessa moglie Agrippina, dandogli da mangiare dei funghi, da lui proclamati "cibo degli dèi".
Nerone (che, in dialetto sabino, significava forte), nato ad Anzio il 15 Dicembre del 37, diventa imperatore . Nei primi 5 anni regnò assennatamente in quanto Seneca (uno spagnolo di Cordova, milionario di
famiglia e filosofo di professione) regnò con Agrippina in nome suo. Poi Agrippina volle fare da sola e mettere sul trono Britannico, il figlio di Claudio e fratello di Nerone, che però quest'ultimo fece uccidere
tramite il veleno procuratogli dall'avvelenatrice di fiducia di sua madre, Locusta, e poi fece confinare la madre in una villa. A 20 anni Nerone cominciò a rivolgersi verso un altro maestro, che soddisfaceva di
più le sue tendenze di esteta: Petronio , l'arbitro di tutte le eleganze romane (arbiter elegantiarum ) ed autore del Satyricon , un libello di rime volgari sino all'oscenità. Poi, quando aveva 21 anni, una moglie
Ottavia ed un amante, Acte, apparve nella sua vita Poppea e cominciano le tribolazioni di Roma. Farà uccidere la madre Agrippina e più tardi l'ex moglie Ottavia. Si fece consacrare Dio, per cui avrebbe avuto
bisogno di un bel palazzo al centro di Roma, un posto un po' affollato. Si dice che si creò lo spazio necessario facendo incendiare Roma dando poi la colpa ai cristiani. Giulio Vindice e Galba mossero contro il
tiranno che fu aiutato a morire dal suo segretario Epafrodito. Regnò sino al 68.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Muore a Miseno Agrippina Minore (Ara Ubiorum, l'attuale Colonia, 15 d.C.), madre di Nerone. Visse sotto Tiberio, responsabile dello sterminio della sua famiglia e del nefasto matrimonio con Gneo Domizio
Enorbarbo nel 29. Poi sotto il fratello Caligola, unico maschio di Germanico salvatosi dall'eccidio perpetrato da Tiberio ma oggetto di una congiura ordita da Agrippina e la sorella e saranno mandate in esilio a
Ponza per poi rientrare nel 41, per ordine del nuovo imperatore, lo zio Claudio, che Agrippina sposerà pur essendo a lui vincolata da legami di sangue molto stretti. Quindi comincia a tramare per fare in modo
di eliminare i possibili eredi di Claudio e favorire così suo figlio Nerone. Nel 54 comincia ad ordire l'assassinio di Claudio, che si stava riavvicinando a Britannico. Sarà lentamente avvelenato con funghi di cui
era ghiotto, aiutata in questo dal medico Senofonte. La sua morte sarà nascosta per 3 giorni per preparare la successione di Nerone ai danni di Germanico. Altri assassinii, tra cui il liberto di Claudio Narcisso.
La sua influenza a corte cresceva troppo. Nerone cercava di limitarla privandola dei suoi alleati. La madre minacciò allora di rivelare i maneggi che avevano condotto al trono Nerone. Cade in disgrazia ed è
abbandonata da tutti ma cerca di ostacolare l'ascesa di Poppea. È tempo di rendere Agrippina inoffensiva. Assumendone dosi giornaliere, si era resa immune dai veleni. Così Aniceto, il capo della flotta di
Miseno, propone a Nerone un piano che avrebbe potuto far passare il matricidio per disgrazia. Nerone si accinge a presiedere le feste in onore di Minerva a Baia. Invita Agrippina a raggiungerlo e le va incontro
ad Anzio. La fa salire su un'imbarcazione che avrebbe dovuto condurla a Pozzuoli e che lui aveva fatto preparare affinché naufragasse. Ma riuscì a salvarsi a nuoto. I giochi erano scoperti e fu allora sgozzata
nella notte da Aniceto, un nemico di vecchia data di Agrippina, e da alcuni dei suoi uomini. Svincolato dal potere della madre e con il ritiro dalla vita pubblica di Seneca, l'imperatore modificherà radicalmente
la propria politica: diverrà ostile al Senato ed inizierà a favorire i ceti popolari e militari.
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Tra il 60 ed il 61, mentre le legioni in Britannia combattevano contro la regina Budicca, a Roma venivano uccise 400 persone su ordine di Nerone. Lo schiavo del prefetto Pedanio Secondo uccide il suo
padrone, ed in base ad una legge (mai tirata in ballo per la sua crudeltà) per cui qualora uno schiavo avesse commesso un reato grave sarebbe stato condannato a morte, e con lui pure tutti gli schiavi presenti sul
posto. In questo caso si ritenne che fossero presenti tutti gli schiavi di Pedanio e che nessuno sia intervenuto in suo aiuto. Gli schiavi erano 400 e furono quindi tutti condannati a morte.
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Dopo la morte sospetta di Afranio Burro, primo prefetto del pretorio di Nerone, a sostituirlo sono scelti Fenio Rufo e Tigellino (che abbiamo conosciuto nel 39). La preferenza era per Tigellino, ideale per le
sue malefatte. Rufo, invece, molto più onesto e posato, viene però affiancato a Tigellino affinché controllasse che troppo potere non cadesse nelle mani del collega. Tigellino però farà di tutto per screditare
Rufo, portandolo all'esasperazione ed a decidere di prendere parte alla congiura del 65 ordita da Gaio Calpurnio Pisone.
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11 24 Letteratura latina . Muore a Roma, per una malattia di stomaco, Aulo Persio Flacco (Volterra, 4 dicembre 34), poeta satirico romano di età imperiale aderente allo stoicismo. Erede di Orazio nella satira,
riversa nel suo Liber , con un audace sperimentalismo linguistico, i concetti morali della filosofia stoica. Di ricca famiglia dell'ordine equestre, studia a Roma presso il grammatico Remnio Palemone ed il retore
Virginio Flavo e sarà poi allievo del filosofo stoico Lucio Anneo Cornuto, a cui sarà legato da amicizia ed affetto. Vita austera ed appartata, dedita agli studi. Scritti : Le Satire , 669 esametri dattilici, ispirate
alla dottrina stoica e che stigmatizzano i vizi dell'uomo: superstizione, ipocrisia, avarizia, ozio, schiavitù delle passioni, dove predomina il senso del dovere e della vita onesta. Denota una raffinatissima abilità
tecnica, in cui le parole assumono una molteplicità ed ambiguità di significati. Dense di metafore e talvolta di difficile interpretazione, per questo destinate ad un pubblico colto e raffinato.
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7 18 Incendio di Roma. Dei 14 quartieri (regioni) che componevano la città (così divisa da Augusto), 3 andranno completamente distrutti. Migliaia i morti e 200mila i senza tetto. Il tutto ebbe inizio da alcuni
magazzini del Circo Massimo e ben presto l'incendio va fuori controllo, infuriando per 9 giorni, a causa di un forte vento. A Roma viveva oltre 1 milione di persone, ospitate per la maggior parte in edifici
sviluppati su più piani chiamati insulae con botteghe al piano terreno ed organizzati attorno a cortili centrali. Una norma edilizia promulgata da Augusto ne limitava l'altezza a 70 piedi (20 metri) , ma la norma
veniva spesso aggirata con la costruzione di sopraelevazioni in legno. Di questi fabbricati doveva essere composta la Suburra (zona malfamata e molto popolosa), un quartiere popolare situato alle spalle dei
Fori Imperiali, tra i colli Celio ed Esquilino. A spegnere gli incendi era chiamato un corpo di 7 coorti di vigiles , dislocate in caserme e posti di guardia (excubitoria ) in ciascuno dei quartieri. Nerone accusa
dell'incendio i cristiani (nei giorni precedenti avevano accennato ad una fine del mondo molto vicina e svolta tra le fiamme ed all'epoca esisteva una legge che diceva : non licet esse christianos) , aprendo così
la serie delle persecuzioni contro di loro, anche perché si rifiutarono di offrire sacrifici all'imperatore ed alle divinità romane (cosa che avevano fatto anche gli Ebrei, che però furono rispettati in quanto popolo
diverso e con abitudini diverse). Forse, tra il 66 ed il 67 furono uccisi gli apostoli Pietro e Paolo. Si pensa che l'incendio fosse stato provocato per dare spazio alla suo grande palazzo sul Colle Oppio, la Domus
Aurea , dopo aver promulgato nuove norme edilizie per la città, passare ai posteri per il radicale rinnovamento urbanistico ed anche per trarne ispirazione per il suo canto
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Letteratura latina . Muore a Roma Lucio Anneo Seneca (Corduba, in Spagna, 4 a.C.), filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano. Accusato di congiura, viene costretto da Nerone al suicidio. Altre vittime
illustri furono il letterato Lucano e l' arbiter elegantiae Petronio, che si suicidarono. Dopo essere stato, nel 41, esiliato in Corsica da Claudio, successore di Caligola (con l'accusa di adulterio con la giovane
Giulia Livilla, figlia di Germanico e sorella di Caligola), era tornato a Roma, richiamato da Agrippina, come precettore di Nerone, e sarà al suo fianco come consigliere anche quando diverrà imperatore nel 53
d.C. Non si sa però che parte abbia avuto nell'avvelenamento di Britannico, fratellastro di Nerone e del matricidio (59 d.C.). È da considerare una delle personalità più grandi della cultura latina per la vastità
dei suoi interessi, la bellezza e duttilità della prosa, l'acume e la profondità con cui esplora le inquietudini e le contraddizioni dell'animo umano. Studia a Roma retorica e filosofia alla scuola di Attalo e Papirio
Fabiano, caratterizzata da interessi naturalistici e rigorismo morale. Scrittore molto prolifico. Nei Dialoghi , raccolta di scritti filosofico-morali, fa intervenire un interlocutore fittizio per vivacizzare una
discussione, e le cui obiezioni vengono superate. Epistulae morales ad Lucilium è la sua opera più ricca di vita interiore in cui sono trattati temi quali l'immortalità dell'anima, la funzione della filosofia, la
divina provvidenza, le passioni, l'amicizia, la morte, la schiavitù. L'impronta filosofica si avverte anche nelle sue tragedie a soggetto mitologico, dove si innestano sentenze, temi e riflessioni stoiche ed epicuree.
Stile personalissimo, con una vena drammatica, grande declamatore che sa esplorare le varie sfaccettature dell'animo umano di cui ricerca l'interiorità per dare poi subito al lettore il suo messaggio morale.
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4 18 Fallisce la congiura ordita da Gaio Calpurnio Pisone contro Nerone, che avrebbe dovuto scattare all'indomani, nel corso dei giochi circensi in onore di Cesare. Il piano viene scoperto e Tigellino si incarica dei
cruenti interrogatori per ottenere i nomi dei congiurati, dei processi e delle condanne. Un congiurato, Scevino, pressato da Rufo che inizialmente collaborava con il collega Tigellino, svela che fra i congiurati
c'è lo stesso Rufo, che sarà così decapitato. Pisone si uccide. Tra l'incalzare di delazioni e denunce, molte condanne a morte che si protraggono sino al 66. Con accuse create ad arte da Tigellino, aristocratici
che per interrompere il procedimento contro di loro, dovevano pagare somme proporzionate ai loro averi. Tra le vittime anche Plauto e Petronio Arbiter (66), che però perderanno la vita. Nell'ira di Nerone
incapperà anche Poppea (65) che, incinta del suo secondo figlio, viene uccisa con un calcio alla pancia. Tigellino lo rivedremo per l'ultima volta nel 69.
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4 30 Letteratura latina . Muore a Roma Marco Anneo Lucano (Corduba, in Spagna, 3 novembre), poeta che innova in modo originale il poema epico latino e si colloca agli antipodi di Virgilio. Nipote di Seneca, a
Roma fu allievo del filosofo stoico Anneo Cornuto, condiscepolo di Persio. Amico intimo di Nerone, i loro rapporti si guasteranno, più o meno nello stesso periodo in cui lo zio lasciava la corte, per la nostalgia
della Repubblica che traspare nei suoi scritti. Parteciperà alla congiura ordita dagli aristocratici con alla guida Pisone. Arrestato, dimostra poco coraggio rivelando il nome di altri congiurati nel tentativo di
scampare alla morte. Ma sarà costretto al suicidio. Poeta dalla vena facile, di lui rimane il poema epico-storico Bellum civile (noto come Pharsalia ) che ha per argomento la guerra civile tra Cesare e Pompeo.
Stile anticlassico, lontano da quello equilibrato di Virgilio. Drammatico ed espressivo, ricerca di effetti sublimi o patetici con aperture all'orrido e macabro, ma anche vivo, sobrio e sintetico, specie nelle
sentenze, ma non sempre di facile lettura.
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Ad un solo anno dalla morte di Poppea, dimostrando profonda insensibilità, Nerone si sposa con Statilia Messalina, che lui stesso aveva reso vedova di Marco Attico Vestino. Un'altra candidata era pure
Antonia, figlia di Claudio, che però gli si rifiuterà e sarà uccisa. Decide poi di fare un viaggio in Grecia, nella patria delle Muse dove si dedicherà al canto, recitazione e partecipando ai giochi nazionali greci. A
Corinto dà inizio al taglio dell'istmo.
Guerra giudaica : la Palestina, una delle regioni dell'impero romano, costituì nelle varie epoche, uno dei territori dove più difficile fu la coesistenza fra conquistatori e popolazione. La goccia che fa traboccare
il vaso è la decisione del procuratore Gessio Floro di confiscare parte del tesoro del Tempio con la scusa di mancate corresponsioni dei tributi. La Giudea, si ribella al potere di Roma : la repressione è affidata a
Vespasiano. Fu la peggiore ribellione degli Ebrei che i Romani si trovarono ad affrontare. I combattimenti durarono 7 anni. Gerusalemme fu ridotta alla fame (alcuni dei suoi abitanti praticarono il
cannibalismo). Fu distrutto il Tempio, che verrà ricostruito da Erode nel 73 d.C. Gli ultimi Ebrei rimasti preferirono suicidarsi piuttosto che arrendersi e cedere la roccaforte di Masada (vedi 73 d.C.).
Gerusalemme fu sottratta agli Ebrei e diverrà, sotto Adriano, colonia romana nel 135 d.C., scacciando tutti gli Ebrei dalla Giudea. In altri luoghi fu invece permesso loro di autogovernarsi, sotto la guida delle
autorità religiose.
Letteratura latina . Muore a Cuma Tito Petronio Nigro (Massilia, attuale Marsiglia, 27), cortigiano e scrittore romano. Esteta raffinatissimo, é conosciuto anche come arbiter elegantiae , «arbitro d'eleganza»
alla corte di Nerone. Secondo Tacito, inizialmente fu amico di Nerone, poi cadde in disgrazia, e per evitare la condanna, si suicidò a Cuma tagliandosi le vene e continuando a conversare con gli amici durante
un banchetto allietato da frivoli canti. Non si conosce nulla della vita e della personalità, ma la letteratura è unanime nell'identificarlo come l'autore di Satyricon del cui romanzo rimane una lunga sezione, i
libri XV e XVI, forse la parte conclusiva di un' opera ben più sostanziosa. Una trama estremamente complessa costituita da scene apparentemente autonome, ma legate fra loro da un filo conduttore
rappresentato dal protagonista-narratore, il giovane Encolpio. Romanzo con una mescolanza di prosa e versi che offre un quadro acuto e ricco della società del tempo, corrotta, cinica e avida in cui già si
avvertono affiorare i germi della decadenza. Encolpio narra del suo vagabondare nelle città dell'Italia meridionale e del suo vivere di espedienti, ruberie, pranzi scroccati alla tavola di Trimalcione. Suo
compagno di viaggio è l'adolescente Gitone, del quale è innamorato. A loro si affianca Ascilto nella prima parte del racconto, pure innamorato di Gitone, e questo sarà fonte di gelosie. Encolpio, Gitone e
Eumolpo usano una lingua viva, conforme alle regole linguistiche, mentre i più umili, come i liberti, usano un idioma ben diverso da quello letterario, volgare, con imprecazioni, errori grammaticali e sintassi di
tipo popolaresco. Il linguaggio poi varia a seconda della situazione in cui si trovano i personaggi, passando da volgarismi a declamazioni raffinate e classicheggianti.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Cristianesimo. Paolo (Tarso, 5-10 – Roma, 64-67), in un certo senso il vero fondatore del Cristianesimo, viene martirizzato a Roma, perché accusato di sedizione e di profanazione del Tempio dal capo degli
Ebrei di Gerusalemme. Usufruì del suo diritto di cittadino romano di essere giudicato, non dal governatore della Cesarea, ma dall'Imperatore di Roma. --- Filosofia Cristiana : quando il cristianesimo, nato
come corrente interna all'ebraismo, si diffuse nel mondo occidentale, dovette confrontarsi con una tradizione filosofica ormai ricchissima, matura e bene affermata. Benché fondata sul messaggio della
Rivelazione, cioè un articolo di fede che non presupponeva la necessità di una speculazione intellettuale per essere accettato,la religione doveva essere in grado di apparire "ragionevole" e convincente presso le
classi intellettuali dell'epoca, abituate alle dispute filosofiche. La filosofia cristiana nasce così per rendere evidente ai pagani la verità di cui si fa portatrice, e per farlo deve usare lo stesso linguaggio
intellettuale, quello della filosofia greca del periodo. La grande differenza che si evidenzierà nei secoli successivi, consiste nel fatto che, sposandosi alla fede cristiana, la filosofia cessa di essere strumento per
"cercare" la verità, dal momento che questa è ormai rivelata. Si dovrà quindi piuttosto spiegarla, comprenderla meglio e renderla universalmente accettata. Verrà messo in discussione il ruolo della ragione, la
quale non è più lo strumento con il quale l'individuo indaga per trovare il senso delle cose ed il significato della propria esistenza, ma quello di comprenderli e quindi meglio accettarli. Con il cristianesimo, pur
rimanendo la considerazione tributata alla filosofia ed al pensiero greco più maturo, cambia radicalmente il suo fine ultimo. --- I primi Vangeli, parte scritti in greco e parte in aramaico od ebraico, appaiono
nella seconda metà del I secolo, ma sino alla metà del II secolo, molte comunità cristiane non avevano un testo scritto di riferimento, ma si affidavano alla trasmissione orale delle vicende e dei detti di Cristo.
Accanto agli ebrei cristiani di Gerusalemme, si formarono altre comunità disomogenee, per cui fu necessario codificare un proprio corpo di testi: nacquero così i primi elenchi di Vangeli, che vennero proposti
come "canoni", regole da seguire per le comunità. Il più antico è il Canone muratoriano : un elenco di 4 Vangeli, dagli Atti del Apostoli e da 13 lettere di Paolo di Tarso. Da questi inizia a formarsi il canone
del Nuovo Testamento , che assumerà una forma stabile solo nel corso del IV secolo.
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Nuovo Papa: Lino (Volterra ?, ... – Roma ?, 23 settembre 79) è il primo successore di Pietro e quindi il 2° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica tra il 64/68 e il 76/79. È venerato come santo dalla
Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse. Predecessore Pietro. Successore Cleto.
Ritorno di Nerone dalla Grecia, ed entra in Roma in una toga purpurea, colmo di 1800 premi. Giochi e feste grandiose. Le casse dello Stato sono vuote. I plebei impoveriti dall'incendio del 64 e sottoposti a
pressanti tassazioni. I generali dell'esercito non lo hanno in simpatia. Mai era andato sui campi di battaglia. Preferiva la gloria del citaredo. - Nella primavera inizia l'assedio di Gerusalemme da parte di
Vespasiano ed il figlio Tito. Poi le operazioni militari saranno sospese, in attesa di eventi, quando giungerà la notizia della morte di Nerone.
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9 Muore Nerone, ultimo della dinastia giulio-claudia. Adottato dal precedente imperatore Claudio, alla sua morte nel 54 per avvelenamento da funghi (pare fosse stata ordinata da Agrippina, madre di Nerone)
era divenuto imperatore. Nel 68, dopo l'ennesima ondata di repressioni e ordinato il suicidio del generale Servio Sulpicio Galba, viene abbandonato dai suoi pretoriani che si erano schierati con gli eserciti
ribelli di Vindice (governatore della Gallia Lugdunense) e lo stesso Galba, che si era rifiutato di eseguire l'ordine. Fugge quindi dal suo palazzo e si rifugia nella villa del liberto Faonte, tra la via Salaria e
Nomentana. Quando avverte che stanno per arrivare i pretoriani, si colpisce alla gola con l'aiuto del suo segretario Epafrodito. Prima di morire, secondo Svetonio, sembra abbia pronunciato la frase "Qualis
artifex pereo!" ("Quale artista muore con me!"). - È così interrotta la costruzione della Domus Aurea (la lussuosa residenza dell'imperatore giunse a comprendere il Palatino, le pendici dell'Esquilino -Oppio- e
parte del Celio, per un'estensione di circa 2,5 km quadrati pari a 250 ettari. La maggior parte della superficie era occupata da giardini, con padiglioni per feste o di soggiorno). Alla morte di Nerone, l'area venne
restituita al popolo romano e spogliata dei suoi rivestimenti preziosi nel giro di pochi anni. Le sue spoglie non vengono accolte nel mausoleo imperiale a causa della damnatio memoriae che lo aveva colpito
(nel diritto romano indicava una pena consistente nella cancellazione della memoria di una persona e nella distruzione di qualsiasi traccia che potesse tramandarla ai posteri, come se non fosse mai esistita. Si
trattava di una pena particolarmente aspra riservata agli hostes, ossia ai nemici di Roma e del Senato, reali o presunti o divenuti tali dopo essere caduti in disgrazia del potere politico). - In Gallia, prima della
sua morte, si era ribellato Caio Giulio Vindice, che però è battuto a Vesontio (Besancon) dal legatus della Germania Lucio Virginio Rufo. Sulpicio Galba, legatus della Spagna, si unisce a Salvio Otone e
marciano su Roma. Si divulga la notizia che Nerone sia fuggito in Oriente e l'anziano Galba (62 anni) è eletto imperatore. Tra il 68 e 69, si succederanno infatti 3 imperatori : Galba (proclamato imperatore
dalle sue truppe stanziate in Lusitania), Otone (rovesciato da Vitellio) ed Aulo Vitellio, battuto nella battaglia di Cremona da Vespasiano.
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Tra il 67/68 Aulo Cecina Alieno si trova a ricoprire la carica di questore in Spagna. Tacito ce lo descrive come un traditore incallito. Infatti, alla morte di Nerone è uno dei primi ad appoggiare il ribelle Galba
come imperatore, che lo compenserà attribuendogli il comando di una delle legioni della Germania Superiore (forse la IV Macedonica). Viene però in seguito incolpato di sottrarre denaro all'erario pubblico e
gli viene revocato l'incarico. Cecina passa così, con tutti i suoi uomini, tra le fila di Aulo Vitellio. Poi, con altri provenienti dalla XXI legione, al suo comando avrà circa 30 mila uomini. Il resto dell'esercito
vitelliano viene assegnato a Fabio Valente, amico e poi nemico di Cecina. Si renderà colpevole di una strage degli abitanti del municipio Vicus Aquensis per punire degli elvezi ribellatisi in quanto la XXI
legione aveva rapinato loro i soldi destinati ai soldati di una roccaforte. Subirà una sconfitta nell'assedio di Piacenza. Sarà poi scelto da Vitellio quale console assieme a Valente, con i quale si renderà
responsabile della devastazione di Bedriacum. Poi Cecina, rendendosi conto che Valente aveva più prestigio presso Vitellio, passerà nelle braccia di Vespasiano. Le sue truppe però non vollero cambiar
bandiera e lo cattureranno. Sarà liberato dagli uomini di Antonio Primo. Come era apparso nel 68, ora scompare, per riapparire nel 79 ad ordire una congiura ai danni di Vespasiano, in compagnia di Epirio
Metello, uno dei più celebri delatori di Nerone. Sarà invitato ad un banchetto da Tito e poi fatto uccidere.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Architettura romana . Il complesso neroniano della Domus Aurea comprendeva il Palatino, le pendici dell'Esquilino (Oppio) e parte del Celio, per un'estensione di circa 2,5 Km quadrati pari a 250 ettari. La
maggior parte della superficie era occupata da giardini, con soli padiglioni per feste o soggiorno. Infatti vi erano 300 stanze e non una camera da letto e neppure sono state scoperte cucine o latrine. Le camere
rivestite di marmo finemente levigato componevano intricate planimetrie, composte di nicchie ed esedre che concentravano o disperdevano la luce del sole. V'erano piscine sui vari piani, e fontane nei corridoi.
Il complesso verrà via via «restituito al popolo romano» dagli imperatori successivi, spogliato dei suoi rivestimenti più preziosi, espropriato in parte per costruire le Terme di Caracalla e l'Anfiteatro Flavio
(proprio dove vi era uno scavo per un lago artificiale), sino a scomparire nel giro di 40anni, sepolto da altre costruzioni. Il settore meglio conservato si trova sul Colle Oppio, inglobato nelle fondamenta delle
terme di Traiano e tutto l'edificio si affacciava scenograficamente verso la valle del Colosseo, dove appunto si trovava il lago artificiale e l'ingresso principale del complesso. Al centro di un porticato, che si
apriva verso il Foro Romano, si trovava una statua colossale di Nerone nei panni del dio Apollo, in bronzo dorato ed alta 35 metri. Animali esotici si aggiravano nel parco, nei pressi del lago.
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1 10 Galba sceglie a suo successore, anziché Otone, Lucio Calpurnio Pisone Liciniano. Otone corrompe i pretoriani, che uccideranno Galba il 15 gennaio e proclamano imperatore Otone, che era stato 2° marito di
Poppea, prima che andasse sposa a Nerone. Le legioni stanziate sul Reno volevano invece eleggere Aulo Vitellio e, proclamatolo imperatore, si erano messe in marcia il 2 gennaio. Gli otoniani cercano di
contrastarlo, ma saranno battuti il 14 aprile a Bedriaco, fra Cremona e Verona, ed Aulo Vitellio entra a Roma, acclamato dalla popolazione, ed il Senato, sempre più imbelle, lo conferma imperatore. Locusta : era l'avvelenatrice di professione usata da Nerone anche per uccidere Britannico, il figlio dell'imperatore Claudio. All'ascesa di Galba viene fatta stuprare dai suoi aguzzini e poi squartata viva.
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Morte di Tigellino . Con Galba al potere, l'ex prefetto Tigellino deve fuggire. Il popolo reclama la sua testa. Si rifugia a Sinuessa, l'attuale Mondragone, in Campania. Nota per i suoi impianti termali ed il clima
mite. Vi aveva trovato la morte anche Narcisso, il liberto di Claudio e Messalina. È li a condurre una vita dissoluta a base di vino e prostitute, quando è raggiunto dai sicari di Galba. Sceglierà il suicidio per
evitare l'umiliazione di essere ucciso. Nessun altro prefetto del pretorio era riuscito (Seiano, al servizio di Tiberio) e riuscirà a macchiarsi di tanti delitti come lui, reso immortale anche da tante produzioni
cinematografiche e teatrali. Vedi anche 39 e 65 d.C.
1 Il prefetto d'Egitto Giulio Alessandro Tiberio ed il luogotenente di Siria Licinio Muciano inducono le truppe ad eleggere candidato il 60enne Tito Flavio Vespasiano ed è eletto imperatore dalle truppe di
Alessandria, dove Nerone lo aveva inviato per reprimere la rivolta esplosa in Giudea e, con il figlio Tito, aveva fatto terra bruciata. Marceranno verso l'Italia, battendo prima le legioni in Germania. Poi si
mettono alla ricerca di Vitellio
Tito Flavio Vespasiano, meglio conosciuto come Vespasiano, è il nuovo imperatore. Riordinò l'esercito e, per rimpolpare le casse dello stato, vendette alte cariche a prezzi salatissimi ("tanto son tutti ladri,
in qualunque modo li promuoviamo: meglio che vadano avanti restituendo allo Stato un po' di denaro"). Inventò i gabinetti e, a chi la faceva fuori, faceva pagare una multa. A chi li usava, una tassa. Tutti
pagavano, ma chi la faceva fuori pagava di più di chi la faceva dentro. Al figlio Tito che protestava, gli mise un sesterzio sotto il naso e gli chiese: "Puzza di qualcosa?" (pecunia non olet) . Prima di morire per
una colica, rivolto agli astanti ed ironizzando sul fatto che gli imperatori si ritenevano delle divinità, esclama: "Vae! Puto deus fio !" - Ahi, Ahi, mi sa che sto diventando un dio! Era l'anno 79. - Lex de
imperio Vespasiani . Il senato la approvava il 22 Dicembre e riguardava la definizione del potere e delle prerogative dell'imperatore Vespasiano rispetto a quelle del Senato stesso.
12 20 I legionari scoprono Vitellio nel palazzo imperiale. Lo trascinano per strada ad assistere alla decapitazione delle sue statue, quindi lo uccidono e lo gettano nel Tevere.
Tempio di Salomone distrutto. Vespasiano torna a Roma nell'estate del 70 ed affida a Tito la Giudea. Riprende l'assedio di Gerusalemme che viene distrutta da Tito, rapinati i tesori ed ogni altro arredo
prezioso (il bottino trafugato viene trasportato a Roma e darà vita al più grande museo della Roma imperiale, sino alla calata di Alarico e Genserico). Si accanisce contro i prigionieri, ai quali venivano
amputate le mani e poi crocefissi al ritmo di 500 al giorno. Complessivamente annientò circa 1 milione di giudei che avevano combattuto per la libertà: ha inizio la dispersione del popolo ebraico, la diaspora, e
probabilmente, anche la spinta a farsi missionari e ad andare per il mondo a predicare. Seguì la stessa sorte il Tempio di Gerusalemme (Tempio di Salomone, da dove verranno trafugati gli arredi sacri,
compresa la Menorah ed il candelabro a 7 bracci ), considerato come Residenza nel Mondo Inferiore della Presenza divina e che fu, secondo la Torah, realizzato per ospitare l'Arca dell'Alleanza ed era
considerato dalla religione ebraica l'edificio sacro più importante. Era stato costruito 420 anni prima. Oggi ne resta solamente il muro occidentale di contenimento, detto comunemente Muro del Pianto. Tanta
malvagità viene premiata con l'edificazione di un arco dedicato a Tito, padre e figlio, sul monte Velia, alla sommità della via sacra. I romani avevano contato sulla presa di Gerusalemme per porre fine alla
ribellione giudaica, ma non fu così. Tre fortezze erano ancora in mano agli insorti: Herodium, Machaerus e Masada. Distrutte quelle, sarà la fine della nazione giudaica, che potrà risorgere solo nel 1948.
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Guerra giudaica: Masada : morto Giunio Basso nel 72, Flavio Silva ha l'incarico di espugnare Masada, una fortezza sulle rive del mar Morto di 600 per 300 metri il cui nome significa "castello del monte" ed
era una combinazione di elementi difensivi naturali ed artificiali che la rendevano praticamente inespugnabile ed in grado di permettere agli occupanti di resistere ad oltranza senza bisogno di
approvvigionamento, diviene il rifugio di alcuni ribelli che, con un tranello, riescono ad entrare, massacrano la guarnigione romana, e ne faranno una base da cui condurre operazioni di guerriglia. Nella fortezza
non mancava nulla tra viveri e munizioni. Le case erano tutte a ridosso della cinta muraria ed era così possibile coltivare il terreno fertile e soffice al centro. L'insurrezione, iniziata nel 66 a.C., si era ormai
estesa a tutta la Palestina, che era stata suddivisa dagli insorti in varie zone militari sotto il controllo dei rispettivi comandanti. Nella fortezza vi erano un gruppo di zeloti con le rispettive famiglie, per un totale
di 960 persone, guidate da Eleazar ben Ya'ir, con alcuni sicarii , la frangia più estrema del movimento zelota, armati solo di un piccolo coltello chiamato sica . Viene schierata una intera legione, la X Fretensis,
per un totale di 15 mila uomini. Come Tito a Gerusalemme, Silva fa erigere un muro di pietrisco alto 1,80 metri tutto attorno alla fortezza ed altri trinceramenti. Per 7 mesi i romani saranno occupati a portare
un'altura, definita "roccia bianca" e che si trovava nei pressi, alla stessa altezza della sommità dell'altopiano, cioè ad elevarla di 137 metri, per poter raggiungere le mura con una inclinazione di 20 gradi. Gli
ultimi metri saranno raggiunti con la costruzione di una torre alta 27 metri. Riusciranno con una ariete protetta dalla torre ad aprire una breccia. Il giorno successivo sarebbero entrati nella fortezza. Gli
occupanti decisero allora di porre fine alle loro vite. Gli uomini uccisero mogli e figli e poi diedero loro fuoco. Poi estrassero a sorte 10 uomini che avrebbero dovuto uccidere i rimanenti, sgozzandoli. Poi i 10
estrassero a sorte chi avrebbe dovuto uccidere gli altri nove, ed infine quello rimasto si uccise conficcandosi una spada nel corpo. Il giorno seguente ai romani non restò altro che guardare lo spettacolo di morte,
che fu loro spiegato da due donne che non vollero far parte della carneficina e "ciò che provarono non fu l'esultanza di aver annientato il nemico, ma l'ammirazione per il nobile proposito e per il disprezzo della
morte con cui tanta moltitudine l'aveva messo in atto". Si spegneva così l'ultimo focolaio di resistenza in Giudea. Furono distrutte le città che avevano appoggiato la ribellione, facendone schiavi gli abitanti.
Abolirono il sinedrio ed il sommo sacerdozio. Vietarono la ripresa del culto nel Tempio ed alcune terre nei dintorni di Gerusalemme vennero assegnate ai veterani. I giudei non dimenticheranno e la rivalsa
scatterà mezzo secolo dopo.
Sembra che, nell'anno del secondo consolato di Domiziano, questi abbia avuto un figlio da Domizia. L'unico erede morirà però all'età di 9-10 anni
6 23 A Vespasiano succede il figlio Tito Flavio Vespasiano (Roma, 30 dicembre 39 – Aquae Cutiliae, 13 settembre 81). Clemente e premuroso, lo chiamavano "delizia del genere umano". Un impero tranquillo se
non fosse stato funestato da catastrofi naturali. - Durante l' Eruzione del Vesuvio e le distruzione di Pompei, Ercolano e Stabia, per riparare i danni, esaurì il Tesoro. Poi una tremenda epidemia devasterà l'Italia
ed anche lui si presta ad assistere i malati, si contagia e perderà la vita a 42 anni. Suo grande merito fu e l'aver reso l'istruzione di base più o meno alla portata di tutti. L'analfabetismo, che in Italia è stata una
piaga sino a metà del 1900, era quasi debellato. Introdurrà un regolare stipendio per gli insegnanti, che nella scuola pubblica venivano pagati (se e quando pagavano) dai genitori e percepivano in un anno meno
di quanto percepiva un auriga per una corsa (Giovenale). Il primo a beneficiare della cattedra pubblica con relativo stipendio statale di 100.000 sesterzi annui (200.000 euro), fu Marco Fabio Quintiliano, che
fra i discepoli ebbe Plinio il Giovane e Tacito.
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8 24 Eruzione del Vesuvio . Seppelliva sotto una coltre di ceneri e lapilli Pompei (fondata dagli Osci intorno all'VII secolo a.C.), Ercolano, Stabiae (fondata dai Sanniti, poi conquistata da Etruschi, Greci, e nel 340
a.C. dai romani) ed Oplonti (corrispondente all'attuale Torre Annunziata). Secondo Plinio il Giovane che ne fu testimone, la nube di gas e pomici aveva raggiunto un'altezza di 17 chilometri. Iniziò all'una del
pomeriggio e si esaurì circa 25 ore dopo, con alcune interruzioni durante la notte. Il danno maggiore, oltre alle frequenti scosse di terremoto che danneggiarono gli edifici, all'origine della distruzione fu il
collasso completo della colonna eruttiva che, scendendo alla velocità di oltre 100 Km/h, provocò una nube ardente di materiale eruttivo e gas ad alta temperatura che travolse tutti gli edifici seppellendoli con i
loro abitanti sotto uno strato di oltre 6 metri di ceneri e detriti. I flussi termineranno intorno alle 10,30 del 25 agosto e l'acqua delle falde sotterranee si riversò sulle rocce riscaldate dal magma, provocando una
successione di violente esplosioni che scuoteranno il vulcano ancora per qualche tempo. L'eruzione durerà poco più di 25 ore, e si calcola che fu espulso complessivamente oltre un miliardo di metri cubi di
materiale. Ci vorranno decenni prima che l’imperatore Adriano riportasse l’area allo splendore di un tempo. Prima dell'eruzione, il Vesuvio aveva le pendici ricoperte da una vegetazione lussureggiante, con le
coltivazioni di viti e ulivi che si arrampicavano sin quasi sulla cima. Il Vesuvio attuale ha un'altezza minore rispetto a quella che aveva in epoca romana, quando i due pendii si univano in un' unica e più piatta
cima.
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8 25 Letteratura latina. Muore a Stabia Gaio Plinio Secondo, conosciuto come Plinio il Vecchio (Como, 23), scrittore romano. Famiglia di ceto equestre, le sue notizie biografiche sono ricavate dal nipote Plinio il
Giovane. Rivestì cariche politiche e militari importanti nelle campagne in Germania. Si trovava nel porto di Miseno in Campania in qualità di comandante della flotta, quando si ebbe l'eruzione del Vesuvio. Lui
sbarcò a Stabia, sia per l'innata curiosità, sia per portare aiuto alla popolazione, e lì morì soffocato dai gas velenosi del vulcano. Studioso infaticabile, prendeva appunti su tutto ciò che leggeva e vedeva e che
ha raccolto in 160 volumi. Compose opere su argomenti vari, ma l'unica che ci è pervenuta è il monumentale Naturalis historia , in 37 libri e dedicata al futuro imperatore Tito e in cui sono riversati il frutto
delle sue ricerche tratte da 2000 volumi di 500 autori diversi tra latini e greci e dei suoi appunti di viaggio, per un totale di 34.000 notizie. Cosmologia, geografia, etnografia dell'Europa, Africa ed Asia,
antropologia, zoologia, botanica, medicina etc, con un indice generale.
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Architettura romana: Colosseo . Pure Tito ha il mal della pietra, e dopo 8 anni dall'inizio dei lavori, viene inaugurato l'Anfiteatro Flavio, il Colosseo. La sua costruzione fu, prima di tutto un gesto politico,
perché l'obiettivo dei Flavi era quello di cancellare la memoria di Nerone realizzando un'opera pubblica che suscitasse la gratitudine e simpatia dei romani. Come luogo di costruzione venne quindi scelto lo
Stagnum Neronis , il "laghetto" artificiale grande come il mare, voluto dal folle imperatore nella sua faraonica Domus Aurea, che venne quindi prosciugato. Il più imponente monumento della Roma antica
(l'edificio forma un'ellisse di 527 mt. di perimetro, con assi che misurano 187,5 mt. per 156,5 mt. L'arena all'interno misura 86 mt. per 54 mt., con una superficie di 3.357 m². L'altezza attuale raggiunge i 48,5
mt., ma originariamente arrivava ai 52 mt.) ed in grado di contenere tra i 50.000 e 70.000 spettatori. L'accesso alla "cavea ", la parte riservata agli spettatori, avveniva attraverso i "vomitoria ", gli ingressi
laterali che permettevano entrata e un deflusso senza intoppi grazie a scale e corridoi strategicamente distribuiti. Il figlio Tito aggiungerà il terzo e quarto ordine di posti. Dei 4 piani, i primi 3 sono scanditi da
80 grandi arcate, ciascuna delle quali contenente una statua a grandezza umana. Le volte delle scalinate d'accesso erano dipinte in rosso e oro, con figure mitologiche e scorci architettonici, mentre stucchi
colorati, mosaici e pietre preziose rifinivano la decorazione e dalle fontane zampillava acqua profumata alle rose e zafferano. L'ingresso era gratuito, ma l'accesso era consentito solo con un'apposita tessera in
osso su cui era inciso il posto assegnato, oltre che il settore e l'entrata più comoda. Le gradinate avevano una pendenza tale da consentire un'ottima visuale e per renderle più confortevoli si potevano acquistare
cuscini. Gli spettacoli duravano da mattina a sera e per placare la fame c'erano venditori di "snack", per bere le fontanelle e per i bisogni primari le latrine. Era prevista anche la distribuzione di regali, come
pane e denaro. I posti più vicini all'arena erano assegnati ai Vip e protetti da una rete metallica alta quasi 40 metri. Man mano che si salivano le gradinate, si scendevano i gradini della scala sociale, fino ad
arrivare alle gradinate superiori, in legno, protette da un portico e destinate al popolino. Le donne avevano un settore riservato, mentre l'imperatore aveva un palco d'onore cui accedeva comodamente tramite un
percorso privato dal suo palazzo sul Palatino. Il tocco d'ingegno degli architetti era però il complesso sistema di copertura che, all'occorrenza, veniva messo in funzione, consentendo di riparare il pubblico dal
sole e dalle intemperie con un "Velarium ". A manovrare gli enormi teli era nientemeno che un distaccamento della flotta del Miseno. Sotto l'arena c'erano poi 2 piani sotterranei fatti di corridoi, scale, gabbie
per le bestie e per i condannati e speciali montacarichi permettevano di far salire gladiatori e belve, che spesso apparivano come per magia, avvolti da nuvole di sabbia. Un corridoio collegava il Colosseo al
Ludus Magnus , la scuola-caserma (i cui resti spuntano alle spalle dell'anfiteatro) dove i gladiatori alloggiavano e si allenavano seguiti da un impresario, il lanista, che aveva tutto l'interesse a tirare su una
squadra di campioni, reclutati tra prigionieri di guerra e condannati a morte, ai quali prometteva grossi guadagni in caso di vittoria, anche se la sopravvivenza era l'argomento più convincente. Il cartellone degli
eventi era ricco ed ampiamente pubblicizzato da manifesti e volantini, i "libelli munerarii ". Al mattino erano previste le "venationes ", cacce simulate e truculenti combattimenti con belve, con scenografie che
riproducevano ambienti esotici o scenari mitologici. All'ora di pranzo il menu contemplava l'esecuzione dei condannati a morte: criminali, disertori, cristiani, etc., il cui allestimento si trasformava in
intrattenimento, ma la crudeltà era reale. Per il pienone del pomeriggio, quando l'attività lavorativa terminava, vi erano i feroci combattimenti tra gladiatori: reziaro, secutor, mirmillone, trace, oplomaco , con
differenti equipaggiamenti e strategie d'attacco. All'editor , l'organizzatore e sponsor della manifestazione spettava la speranza di salvezza dello sconfitto. I combattimenti erano un gran giro di affari e
scommesse ai quali porrà fine Costantino nel 325 d.C. L'anfiteatro completava il teatro Marcello (sulle cui rovine sorgerà nel Medioevo la dimora fortificata dei Pierleoni, poi passata ai Savelli e conosciuta
oggi, dopo altri rimaneggiamenti, come palazzo Orsini), il tempio di Claudio, l'acquedotto Claudiano ed il Campidoglio. Il marmo, centomila metri cubi di travertino, veniva dalle Alpi Apuane e le navi che lo
trasportavano partivano dal porto etrusco di Luni poi, via Ostia, risalivano il Tevere. Non sarà più in uso dal VI secolo, e la struttura venne variamente riutilizzata nei secoli anche come cava di materiale per i
palazzi della Roma papale, sino al 1744, quando Benedetto XIV dichiarò il Colosseo "suolo sacro", per cui finirono le spoliazioni. I 2 speroni in laterizio inclinati saranno costruiti nell'800 per impedire nuovi
crolli, provocati in passato da numerosi terremoti.
Nuovo Papa: Cleto o Anacleto (Atene, . – Roma, 92 circa) è il 3° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Lino. Successore Clemente I.
9 13 Muore ad Aquae Cutiliae , presso Chieti, Tito Flavio Vespasiano (Roma, 30 dicembre 39). Dopo aver affrettato l'inaugurazione del Colosseo per attutire nei romani il dolore delle catastrofi, torna nella sua
casa di Sabina e, colto da forti febbri, muore a 42 anni. Secondo Svetonio, potrebbe essere stato colpito dalla malaria assistendo i malati, oppure avvelenato dal suo medico personale Valeno su ordine del
fratello Domiziano.
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9 14 Tito Flavio Domiziano (Roma, 24 ottobre 51 – Roma, 18 settembre 96), diviene l'8° imperatore. Figlio dell'imperatore Vespasiano e della moglie Flavia Domitilla, con il fratello Tito Vespasiano è l'ultimo
rappresentante della dinastia dei Flavi. Era di 12 anni più giovane del fratello Tito Flavio Vespasiano e della sorella Flavia Domitilla Minore, con i quali non riuscì mai ad instaurare un rapporto veramente
fraterno perché, come il piccolo della casa, non beneficiava di un pari rapporto come quello che il fratello aveva con il padre. Nei due anni di regno del fratello, Domiziano macchinò spesso contro di lui. Non si
sa cosa pensare di lui perché Tacito e Plinio ne fanno un ritratto fosco; Stazio e Marziale più roseo. Moralista ed ingegnere, evitò di fare guerre ma i daci attraversarono il Danubio e sconfissero i generali
romani. Prese allora le redini dell'esercito, ma si ribellò con le sue legioni anche il governatore della Germania Antonino Saturnino. Domiziano fu obbligato ad una pace sfavorevole con i daci. Da allora il suo
regno divenne spietato e portò alla congiura di palazzo, alla quale partecipò anche la moglie Domizia Longina, costretta da Domiziano a divorziare dal primo marito, Elio Lamia, ed in seguito ripudiata quando
fu scoperta con l'amante Paride, un attore molto amato dal popolo, ma che sarà fatto uccidere. Se la riprenderà in seguito, costringendola all'umiliazione di sopportare la relazione di Domiziano con Giulia, la
figlia del fratello Tito Vespasiano, che poi morirà per essere stata costretta ad abortire più volte. Come il fratello Tito, anche lui era amante degli eunuchi, ma ne vieterà però la castrazione. Molti delitti gli sono
attribuiti, compresi quelli di senatori e vestali. Come 40 prima con Caligola, pretese che gli fossero tributati onori divini. Introdusse a corte rituali odiosi, come il bacio dei piedi e delle mani. Lo pugnaleranno
di notte. Aveva 55 anni ed era l'anno 96. Dal 30 a.C. al 96 d.C. si erano avvicendati 10 imperatori, di cui 7 ammazzati. Qualcosa non andava nella società romana che si era venuta trasformandosi negli ultimi 3
secoli. - Pochi studiosi si sono dedicati alla riabilitazione di Domiziano, come è invece avvenuto per Tiberio, Caligola e Nerone
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Limes . In Germania viene iniziata la costruzione di un limes , una linea di frontiera fortificata. Il termine di limes romano in latino aveva un doppio significato: come "linea di confine" e come "via", "strada",
che costituiva la via di penetrazione all'interno di territori di recente conquista (o ancora da conquistare). Il limes germanico-retico è incluso dal 1987 nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Stessa
cosa per il Vallo di Adriano e il Vallo Antonino nel Regno Unito.
Domiziano ottiene la censura a vita e si avvale della carica per combattere l'aristocrazia, privando anche il Senato dell'indipendenza. Assunse atteggiamenti orientali, tanto da autonominarsi sacerdote di Iside.
Aumentò le paghe dei soldati per ottenerne il consenso ed allontanare i pericoli della nobiltà. Sino all'86, guerra contro i daci di Decebalo
La Roma di quel periodo che si suol chiamare epicureo , aveva una popolazione di circa 1 milione di abitanti. Divisa nei soliti ordini e classi, l'aristocrazia era ancora numerosa, ma non vi sono più i grandi
nomi di una volta perché le illustri famiglie davano un alto contributo di cadaveri alle guerre e per il malthusianesimo che voleva pochi figli per evitare la diffusione della povertà. Quelle famiglie venivano così
rimpiazzate da altre con meno antenati ma più quattrini e che venivano dalla borghesia industriale e mercantile di provincia. Diceva il Giovenale: "Oggi, nell'alta società, l'unico buon affare è una moglie
sterile. Tutti ti saranno amici sperando nel testamento. Quella che ti fa un figlio, chi ti dice che non metta alla luce un negro? ". Il matrimonio era un'avventura passeggera ed allevare i figli era considerato
una noia. L'aborto era pratica comune e, se non riusciva, si abbandonava il neonato ai piedi della colonna lattaria , dove vi erano delle nutrici stipendiate dallo stato.
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Agricola, che ha esteso i domini romani in Britannia, viene richiamato a Roma
Dal governatore della Germania Superiore, Lucio Antonio Saturnino, viene ordita una congiura contro Domiziano. Sembra però che lo straripamento del Reno abbia impedito il ricongiungimento delle sue
truppe con quelle dei barbari, permettendo così al governatore della Germania Inferiore, Aulo Bucio Lappio, al procuratore della Rezia Norbano ed al futuro imperatore Traiano di mandare in fumo
l'operazione. Le teste dei congiurati saranno esposte pubblicamente a Roma, e nel timore di essere ucciso o spodestato, aumenterà ancor più la crudeltà di Domiziano contro i sospettati. Si racconta che furono
così numerosi i morti, che per nasconderli Domiziano dovette impedire la registrazione dei loro nomi agli atti ufficiali.
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Nuovo Papa: Clemente I , generalmente noto come Clemente da Roma , o Clemens Romanus , per distinguerlo dall'Alessandrinus (Roma, ... – Cherson, 23 novembre 100), è il 4º vescovo di Roma e papa
della Chiesa cattolica. La Chiesa cattolica e quelle ortodosse lo venerano come santo. Predecessore Cleto. Successore Sant'Evaristo.
Con l'accusa di ateismo, nelle" purghe" di Domiziano incappa anche il cugino Flavio Clemente, nonché marito della nipote Flavia Domitilla (che sarà mandata in esilio sull'isola di Pandaria). Non si sa bene a
cosa facesse riferimento il termine" ateismo", perché in quel periodo veniva associato ai cristiani (e ai giudei). È quindi ipotizzabile che Clemente e la moglie fossero diventati membri di una setta religiosa.
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9 18 Ucciso Tito Flavio Domiziano, da una congiura ordita dalla nipote esule Flavia Domitilla, in accordo con i prefetti del pretorio Norbano e Petronio Secondo. Sarà per mano dei suoi liberti e schiavi, aiutati dal
cubicularius Partenio, lo schiavo incaricato di metterlo a letto e di fargli trovare sempre una spada sotto il cuscino. Spada che quella sera non troverà per potersi difendere. Il Senato, dopo aver condannato
Domiziano alla damnatio memoriae (ogni immagine od epigrafe che lo ricordasse doveva scomparire) nomina imperatore Cocceio Nerva, un giurista settantenne, nato a Narni, che si dilettava di poesia. Durò
2 anni, ma quanti bastarono per riparare i torti del suo predecessore. Richiamò i proscritti, distribuì terre ai poveri, liberò gli ebrei dai tributi imposti da Vespasiano e rimise ordine nelle finanze. Affidò
incarichi dello Stato a personalità degne. Lo storico Tacito fu console. Non avendo figli, si impegnò ad adottarne uno da eleggere come successore, in modo da togliere ai pretoriani la tentazione di incoronarne
qualcuno di testa loro. La scelta cadde su Traiano, il miglior servizio che Nerva abbia fatto allo Stato.
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Letteratura latina . Muore a Roma Marco Fabio Quintiliano (Calagurris, odierna Calahorra nella Spagna Tarragonese, 35-40 d.C.), oratore romano e maestro di retorica, stipendiato dal fiscus imperiale. Figlio
di un maestro di oratoria che lo conduce a Roma per terminare la sua educazione con il grammatico Remnio Palamone ed il retore Domizio Afro. Si dedica con successo alla professione forense ed all'attività di
maestro di retorica. Otterrà da Vespasiano la prima cattedra di eloquenza pubblica a Roma, con il cospicuo compenso di 100 mila sesterzi e che manterrà per un ventennio. Suoi discepoli Plinio il Giovane e
forse anche Tacito. Unica opera completa e la più importante è l'Istituzionis oratoriae libri XII (La formazione dell'oratore, come futuro, ed onesto, uomo politico. Traccia anche il profilo del "buon maestro",
secondo alcuni princìpi pedagogici estremamente attuali e anticonformisti dell'epoca). Domiziano lo incaricherà nel 94 dell'educazione dei suoi nipoti, cosa che gli varrà gli ornamenta consularia , ovvero il
titolo di console, nonostante non avesse mai rivestito nel corso della propria vita questa carica. Nel libro X elenca, dividendoli per generi, autori greci e latini la cui lettura è utile alla formazione dell'oratore e si
nota una sua predilezione per quelli più recenti. - Se la sua vita pubblica fu abbastanza agiata, quella privata fu turbata da gravi sventure domestiche, come la morte della moglie giovanissima e di due figli in
tenera età.
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Letteratura latina . Muore Publio Papinio Stazio (Napoli, 40), poeta romano che ricevette un'accurata educazione dal padre, maestro di retorica e poesia con il quale si stabilisce a Roma dedicandosi con
successo interamente alla poesia. Le sue modeste condizioni economiche lo costringono a vendere una fabula saltica , poi entra nella cerchia di Domiziano, dal quale ottiene favori e benefici. Con Tebaide
lascia l'argomento storico che aveva ispirato Lucano, e si rivolge a quello mitologico, narrando il conflitto tra Eteocle e polinice, figli di di Edipo, per il trono di Tebe. Silviae rappresenta invece l'unico esempio
di poesia lirica del I sec. dell'età imperiale. Rimangono poi un migliaio di versi dell'Achilliade . Con Silio Italico e Valerio Massimo è considerato uno degli interpreti più significativi della cultura letteraria
dell'età flavia.
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1 25 Muore Nerva di polmonite ed indica imperatore Traiano (Italica, 18 settembre 53 – Selinus in Cilicia, 8 agosto 117) che rimarrà in carica sino al 117. Aveva 44 anni ed era un generale impegnato in Germania
contro i Teutoni che lo occuparono per 2 anni prima che trovasse il tempo di assumere il potere. Formidabile lavoratore, pretese che anche gli sfaticati senatori si dessero da fare. Portò guerra alla Dacia
(Romania) quando Deceballo gli insidiò le conquiste in Germania. Un programma di lavori pubblici ha fatto del suo regno uno dei più memorabili della storia dell'urbanistica, ingegneria ed arte. Acquedotto
gigantesco, porto di Ostia, 4 strade, anfiteatro di Verona, foro Traiano, dovuto al genio di Apollodoro, un greco di Damasco. Dopo queste opere, a 60 anni, volle completare l'opera di Cesare ed Antonio in
Oriente e portare i confini dell'impero sino all'Oceano Indiano. Ci riuscì e, sulla via del ritorno, lo folgorò una paralisi a Selino. Aveva 64 anni e le sue ceneri riposano sotto la sua colonna. Lo storico Tacito ed
il memorialista Plinio ci hanno portato le sue testimonianze
Nuovo Papa: Sant'Evaristo , o Aristo , secondo il Catalogo Liberiano (Betlemme, ... – Roma, 105), è il 5° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Clemente I.
Successore Alessandro I.
2 campagne (dal 101 al 102 e poi dal 105 al 107), sino al 107, per la conquista della Dacia. Muore il re cliente Agrippa II, senza eredi. La Giudea diviene provincia del regno
Institutio Alimentaria . Creata dall’l'imperatore Traiano (passò alla storia come optimus princeps ) in favore dei bambini bisognosi dell'Italia romana.
Architettur romana: Circo Massimo. Viene terminato da Traiano il Circo Massimo, iniziato probabilmente ancora da Tarquinio Prisco nella prima metà del VI secolo a.C. quando era in legno. Poi Gaio
Giulio Cesare costruì i primi sedili in muratura e diede la forma definitiva all'edificio, a partire dal 46 a.C. Era lungo 621 m e largo 118 poteva ospitare circa 250.000 spettatori. Vi si svolgevano le corse dei
carri, con dodici quadrighe (cocchi a quattro cavalli) che compivano sette giri intorno alla spina centrale tra le due mete. Anche naumachiae (battaglie navali): l'arena del Circo Massimo veniva inondata con le
acque del Tevere e venivano simulati combattimenti navali (navalia proelia ) durante i quali due opposte squadre (composte da gladiatori o da prigionieri di guerra condannati a morte) si affrontavano
riportando alla memoria indimenticabili battaglie avvenute per mare.
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Letteratura latina . Muore ad Augusta Bibilis Marco Valerio Marziale (Augusta Bilbilis, odierna Calatayud, nella Spagna Tarragonese, il 1º marzo 38-41), poeta romano, comunemente ritenuto il più
importante epigrammista in lingua latina . Studi di grammatica e retorica, giunge a Roma nel 64, nella famiglia spagnola degli Annei, cui appartenevano Seneca e Lucano e che forse lo hanno aiutato ad
entrare nell'ambiente letterario, dove conosce Plinio il Giovane e Giovenale. Aiutato da Plinio, tornerà al paese natale nel 98, povero come era partito. Opere : nell'80 scrive il Liber spectaculorum in occasione
dell'inaugurazione dell'anfiteatro Flavio (il Colosseo) sotto l'imperatore Tito, che gli concederà lo ius trium liberorum , i diritti riservati ai padri di tre figli ed il titolo di tribuno militare con la dignità di
cavaliere. Poi gli Xenia (Doni agli ospiti) ed Apophoreta scritti su commissione. Nei suoi epigrammi c'è la vita di tutti giorni "...le mie pagine sanno di uomo...). Epigrammi satirici ed altri malinconici e
delicati o descrittivi. - Epigramma : è un componimento la cui struttura di oggi è quella data da Marziale. Una sintetica poesia, che a una breve presentazione di vicende o di persone, fa seguire una battuta
conclusiva ironica, irridente o satirica.
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Alessandro I (Roma, 80 circa – Roma, 115/116) è il 6° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. Predecessore Sant'Evaristo. Successore Sisto I.
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni: Carta. Tsai Lun, scienziato cinese realizza il primo foglio di carta da corteccia. Compare in Europa solamente verso il 1150 d.C.
22 Architettura romana . Si inaugurano a Roma le Terme di Traiano , sul colle Oppio, accanto a quelle di Tito, precedenti di 30 anni. Progettate dall'architetto Apollodoro di Damasco, impegnato negli stessi anni
anche nel Foro di Traiano e nei Mercati di Traiano. L'intera struttura misurava 330 x 315 metri, mentre la sola parte centrale arrivava a 190 x 212 metri che cambiarono l'orientamento al complesso neroniano
della Domus Aurea. La cisterna, tutt'ora ben conservata, era capace di 8 milioni di litri d'acqua.
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Architettura romana: il foro . Ultimazione ed inaugurazione il 3 Maggio, nel Foro Traiano (inaugurato nel 112), della Colonna Traiana , che celebrava la conquista della Dacia (101-106). Iniziata da
Apollodoro nel 107, era alta 100 piedi romani (pari a 29,78 metri, 40,50 metri circa se si include l'alto piedistallo alla base e la statua alla sommità). L'ordine della colonna è quello dorico riadattato, come
testimoniano alla sommità le scanalature sotto il fregio spiraliforme, il capitello decorato da un kyma a ovoli e con la base a forma di corona su plinto. La colonna è costituita da 19 colossali blocchi in marmo
lunense, ciascuno dei quali pesa circa 40 tonnellate ed ha un diametro di 3,83 metri. Essi vanno a comporre i 18 rocchi, la base, il capitello e l'abaco. ForoTraiano : ricordato anche come Forum Ulpium , è il
più esteso e monumentale dei Fori Imperiali di Roma, l'ultimo in ordine cronologico. Fu costruito con i proventi del bottino per la conquista della Tracia, 5 milioni di libbre d'oro (pari a circa 163,6 t) e del
doppio di libbre d'argento, che erano il favoloso tesoro di Decebalo. In più, anche mezzo milione di schiavi. Da tutto questo otterrà circa 2.700 milioni di sesterzi. Il complesso, che misurava 310 m di
lunghezza e 185 di larghezza, comprende la piazza forense, la Basilica Ulpia, un cortile porticato con la Colonna Traiana e due biblioteche; è oggetto di discussione la presenza anche del tempio del Divo
Traiano e di Plotina, aggiunto da Adriano. Nell'VIII secolo suscitava ancora l'ammirazione dei contemporanei, ma il terremoto del 801 farà crollare gran parte delle strutture ed intorno alla metà del IX secolo le
lastre della pavimentazione marmorea della piazza saranno sottratte per essere riutilizzate. - Campagna in Oriente, sino al 117, contro i Parti. -
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Letteratura latina . Muore, forse in Bitinia, Gaio Plinio Cecilio Secondo (Como, 61), scrittore e senatore romano, detto Plinio il Giovane per distinguerlo dall'omonimo zio Plinio il Vecchio, poiché figlio della
sorella, e da lui adottato alla morte del padre. Ricchissima famiglia di ceto equestre, intelligente, cordiale, simpatico, studia a Roma retorica con Quintiliano e Nicete Sacerdote esordendo nella carriera forense
all'età di 19 anni. Entrato nell'ordine senatorio nel 90, sarà tribuno della plebe, pretore, prefetto dell'erario militare e prefetto dell'erario di Saturno e console nell'anno 100. Le sue orazioni e poesie sono andate
perdute; restano il Panegyricus Traiano imperatore dictus (discorso di ringraziamento a Traiano per la nomina a console) e 10 libri di Epistule, opera più importante ed originale che comprende 247 lettere
inviate a familiari ed amici e radunate in 10 libri. Vi si tratta la vita a Roma, l'eruzione del Vesuvio, e temi di rilievo, come nella 96 (allora era governatore in Bitinia), che riguarda il problema del
comportamento da tenersi nei processi contro i cristiani ed alla quale Tiberio, nella lettera 97, risponde di non tener conto delle denunce anonime e comunque di sospendere i processi contro i cristiani qualora
questi accettino di sacrificare all'imperatore.
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In primavera Traiano si muove per nuove conquiste. Come obiettivo: Babilonia e l'Assiria. Ad Antiochia, l'età, la stanchezza e la salute minata da privazioni e sforzi, lo convincono a passare il comando al
cugino Publio Elio Adriano ed intraprende il viaggio verso l'Urbe.
In viaggio verso Roma, Traiano si deve fermare e sbarcare a Selinunte in Cilicia, colpito da febbri che denunciavano una trombosi celebrale e muore l'11 Agosto. La moglie Pompeia Plotina aveva messo in giro
la falsa notizia che, prima di spirare, avesse proceduto ad adottare Adriano, il quale si trovava in Antiochia.
Nuovo Papa: Sisto I , in latino: Xystus (Roma, ... – 126/128 ca.), è il 7° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Alessandro I. Successore Telesforo.
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Sale al trono Adriano (Italica, 24 gennaio 76 – Baia, 10 luglio 138). Viene informato della morte di Traiano mentre si trova in Siria per difendere la retroguardia dell'esercito contro i Parti. Sarà un imperatore
sempre in viaggio. Era compaesano di Traiano perché nato nella stessa città spagnola di Italica, ma di 24 anni più giovane. Sale al trono a 40 anni. Era cresciuto con gusti raffinati. Amante della filosofia. Era
un artista, un poeta, scultore, pittore e musicista. Aveva anche nozioni di architettura, matematica e medicina. Considerava la religione il puntello della società e non ammetteva pubbliche offese ad essa, e
redasse il progetto del tempio di Venere a Roma, dopo aver messo a morte Apollodoro che aveva rifiutato sprezzante un suo invito. Era sempre in giro per guerre e fu il primo che iniziò ad arruolare anche
alcuni barbari. Fondò Antinòpoli, ora Bisanzio, in onore di Antinòo, un suo amichetto. Rifece il Pantheon, distrutto dal fuoco, in stile romano e non più in quello greco fatto da Agrippa. Il soffitto di bronzo
che adornava il portico, fu smantellato da Urbano VII per ricavarne 100 cannoni ed il baldacchino sull'altare maggiore di San Pietro. La Villa Adriana di Tivoli, un suo progetto che consisteva in una vera e
propria città ellenistica, completa di palazzi, basiliche, biblioteche, teatri, terme, fontane, etc.. Morì a 62 anni, dopo 21 di regno. Suo un piccolo poema, sulle memorie del tempo, squisito capolavoro della lirica
italiana : Animula vagula, blandula, hospes comesque corporis... - La sua tomba, Castel Sant'Angelo, al di là del Tevere, è raggiungibile col ponte Elio costruito apposta (il castello ed il ponte prenderanno il
nome attuale, Sant'Angelo, alla fine del VII secolo, quando papa Gregorio Magno ebbe la visione di un angelo che rinfoderava la spada: era l'annuncio della fine di una terribile pestilenza). Nel 1300, primo
Anno Santo, al centro del ponte vi era una fila di minuscole botteghe che serviva anche a dividere in due il flusso dei pellegrini (andata e ritorno). Dal 1488 il ponte diventerà il luogo dove venivano esposte le
teste dei decapitati o dove venivano lasciati ciondolare gli impiccati ad esecuzione avvenuta.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Letteratura latina. Nell'età imperiale da Adriano alle soglie del Medioevo. In questo periodo la vita culturale è orientata allo studio dei modelli antichi. Vengono meno le opere poetiche, storiche e
filosofiche e fioriscono quelle di biografia, grammatica, antiquariato, scienza e diritto. Vengono anche meno i tradizionali valori religiosi, mentre si dà spazio a nuove forme di curiositas intellettuale ed
aspirazioni mistiche. Qui operano lo Storico Svetonio (70/75-126), i retori Frontone e Simmaco, Lucio Apuleio (125-170) con le sue Metamorfosi ed iniziano la loro attività apologisti cristiani difensori della
nuova religione, che vengono dall'Africa, come Minucio Felice, Tertulliano (155-230), Cipriano200-258), Arnobio, e Lattanzio (250-317). Poi, quando nel IV e V secolo non sarà più necessario difendere il
cristianesimo, si inizierà a dare una nuova interpretazione ai testi sacri e dare una sistemazione organica alla dottrina. Avremo Ambrogio (335-397) che che riprende temi e forme ciceroniane, Gerolamo (347420) che cura la traduzione in latino della Bibbia, Agostino (354-430) che pone le basi di una tradizione di pensiero. La cultura pagana, ormai soccombente, ci dà gli ultimi poeti classici : Nemesiano, Ausonio,
Rutilio Namanziano, e Claudiano. Sulle orme di Tacito, Ammiano Marcellino (330-397) sarà l'ultimo grande storico di Roma. I maggiori filologi ed eruditi sono Donato e Servio che commentano Virgilio e
Macrobio che commenta il Somnium Scipionis di Cicerone. Infine, Prisciano che avrà nel VI secolo un influsso decisivo allo studio del latino nel Medioevo con la Istitutio de arte grammatica . - La poesia :
entra in una spirale di decadenza dalla quale non si risolleverà più perché non più al centro dell'interesse letterario. Non si esprime più in testi epici, mitologici o storici, né teatrali né satirici; sopravvive solo in
forme languide e leziose, trattando i temi eterni dell'amore e della natura e quelli di origine erudita e scientifica -> I poetae novelli (che si richiamano ai neóteroi del I sec. a.C., ma che rispetto a loro non
furono degli innovatori, bensì degli arcaicizzanti. Delicatezza e tenuità della vena lirica, brevità delle composizioni e sperimentalismo metrico e lessicale) - Ausonio (310-395), Claudiano (370- 404 ?). La
poesia cristiana : è rappresentata da preghiere liturgiche, invocazioni ed inni a carattere collettivo e modellate sui salmi biblici. Abbiamo allora : Prudenzio, Commodiano, Papa Damaso, Paolino di Nola,
Sedulio, Sidonio Apollinare, Vittore e Draconzio. - Il tardo prosatore Boezio (475-525)
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A metà dell'anno Adriano ritorna a Roma, ma si rendeva conto che il dominio dei romani sul mondo doveva avere un limite ed aveva pure polemizzato con Traiano per le sue campagne che ampliavano
pericolosamente l'impero, in contrasto con le indicazioni di Augusto. Lui avrebbe badato ad assicurare i confini già acquisiti od arretrandoli su posizioni più sicure, anche se la sua politica pacifista avrebbe
sicuramente sollevato le proteste dei generali traianei e degli stessi legionari, fautori di guerre di conquista ad oltranza. Ancora nella Mesia, scampò a congiure organizzate da comandanti come Lucio Quieto e
Cornelio Palma. Scoperti dal Senato, furono giustiziati.
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Letteratura latina . Muore Publio (o Gaio) Cornelio Tacito (55), il maggior storico della Roma imperiale, la cui visione obiettiva dell'interpretazione di fatti e personaggi ne fanno uno degli esponenti di più
alto rilievo della storiografia classica. Incerte sono le date di nascita e morte e la provenienza (Terni o Gallia Narborense?). Inizia l'attività politica nel 79, sotto Vespasiano. Nulla ci è giunto dei suoi discorsi da
avvocato. Le sue opere maggiori sono Historia (dalla morte di Galba nel 69 alla morte di Domiziano nel 96) ed Annales (dal 14, anno della morte di Augusto, alla morte di Nerone nel 68. Per lui il passaggio
dall'età repubblicana all'età imperiale era stata una necessità storica e politica per superare i drammatici conflitti determinatisi con le guerre civili, indispensabile alla pace e per il benessere delle province). "...
il corpo immenso dell'impero non può stare ed equilibrarsi senza reggitore". Bisogna sperare in un principe illuminato e la successione deve avvenire per adozione, come aveva fatto Nerva con Traiano. Negli
Annales la sua visione è totalmente pessimistica e tragica. I protagonisti sono i soli artefici della storia. Le masse, inconsapevoli, influenzabili, spesso inclini alla violenza. Prosa concisa ed allusiva, metafore
violente. Ritmi rapidi e spezzati. Eccellenza artistica. Alla sua lezione di storico dell'età di "tiranni" si richiamerà F. Guicciardini nei Ricordi . (Vedi Svetonio e Dione)
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Adriano intraprende un lungo viaggio attraverso le province dell'impero. Passando l'inverno a ispezionare le legioni sulla frontiera con la Germania, ordina la costruzione di un'ininterrotta palizzata in legno alta
3 metri. Quando poi andrà in Britannia, dove l'esercito ha subito gravi perdite, darà inizio al Vallo che poi prenderà il suo nome.
Architettura romana: Vallo Adriano . In occasione di una visita in Britannia di Adriano, inizia la fortificazione, nella parte settentrionale della Gran Bretagna, fra il Tyne ed il Solwy Firth, l'attuale Scozia,
che dividerà in due l'isola. Lunga 80 miglia romane (circa 120 Km), in muratura (il muro era inizialmente largo 3 mt., poi portato a 2,5, ed era alto tra i 4 e 5 mt), protetta da entrambi i lati da fossati larghi 10
metri e profondi 3, e da 16 fortini. . Piccoli capisaldi erano invece posti ad intervalli regolari di circa 1 Km e mezzo e, fra ogni caposaldo, c'erano 2 torrette. Il biografo di Adriano disse che il suo scopo era di
"separare i Romani dai Barbari". Il "Vallo", per scarsità di soldati, fu violato 2 volte alla fine del 2° secolo, ed una volta durante il 4°, da Scozzesi e Pitti. Quindici anni dopo il completamento del Vallo, un
terrapieno di zolle di terra, il Vallo Antonino, venne costruito in modo che corresse tra il Clyde e il Forth. - Muore Pompeia Plotina. Vicino al vallo Adriano vi è il sito archeologico di Vindolandia, nel nord
dell'Inghilterra, che ha portato alla luce le 4 porte d'ingresso del castrum , la cinta muraria, edifici di rappresentanza, alloggi, terme, latrine ed il villaggio e che, come d'abitudine, sorgeva fuori dalla cinta
muraria del forte. Inoltre una grande collezione di calzature originali romane, e tavolette lignee scritte a inchiostro, con richieste varie di vita quotidiana. Un altro castrum si troa a Saalburg in Germania,
completamente ricostruito e riconosciuto patrimonio dell'Umanità
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Adriano, dopo aver visitato Spagna, Mauritania, Cilicia, Partia, Lidia, Frigia, Cappadocia ordinando i quadri delle legioni, decise di tornare a Roma passando per il Mar Nero facendo tappa in Bitinia, a
Claudiopolis (così chiamata in onore di Claudio). Qui conosce un giovane con forme perfette da efebo greco e di nome Antinoo. Si abbandona nelle sue braccia, assaporando un amore che non aveva mai
conosciuto fra le braccia della amata moglie Vibia Sabina. Nel 125 sarà ad Atene, considerata sua patria culturale.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Adriano inizia a concretizzare la sua nuova visione dell'Impero mentre si trova in Grecia. La costruzione di nuovi edifici pubblici e la "Biblioteca di Adriano" sono i primi passi della ricostruzione di Atene.
Completa finalmente il tempio di Zeus, cominciato nel VI secolo a.C. Viene iniziato i misteri eleusini di Demetra ed è salutato come un dio.
Letteratura Latina . Muore Gaio Svetonio Tranquillo (70), erudito e biografo tra i più apprezzati e famosi della letteratura latina, che eserciterà un grande influenza sugli storici successivi. Gli avvenimenti
importanti di questo periodo vengono trascurati per dar spazio a biografie, che privilegiano gli aspetti estetici e l'aneddotica, anche inventata, per soddisfare la curiosità dei lettori. Nasce in una famiglia di
ordine equestre ed inizialmente si dedica a Roma all'attività forense. È addetto alle biblioteche pubbliche sotto Traiano e magister epistolarum (ovvero addetto alla corrispondenza personale del principe e
all'archivio imperiale) sotto Adriano. Nel 122 cade in disgrazia sembra, per aver mancato di rispetto all'imperatrice Sabina e si ritira così a vita privata ed agli studi. Della sua imponente produzione in latino e
greco, di carattere erudito, non ci è pervenuto nulla. Abbiamo però una sezione di biografie di letterati De viris illustribus , divisa in generi (oratori, poeti, filosofi, storici, grammatici e retori) e il De vita
Caesarum completo, 8 libri sulla vita degli imperatori da Giulio Cesare a Domiziano. Svetonio usa un linguaggio sobrio ed essenziale, semplice e chiaro, infiorato di neologismi, grecismi, termini astratti, come
era in uso nel linguaggio parlato del tempo. Dei personaggi ci mostra gli aspetti fisici, il modo di vestire, di mangiare, di dormire, le virtù e vizi, anche i più segreti. Le notizie raccolte negli archivi sono riferite
con obiettività, ma senza preoccuparsi dell'ordine cronologico né con l'intenzione di tracciare giudizi o analisi psicologiche. (Vedi Tacito e Dione)
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Letteratura latina . Muore lo storico e filosofo greco Plutarco (Cheronea, ca. 46). Nell'opera Le vite parallele, presenta una panoramica dei personaggi del passato (Cesare, Pericle, Alessandro Magno,
Catone...), sia greci che latini, per dimostrare come tutti partecipassero della stessa unità spirituale. Era l'espressione dell'ideale della classe dirigente (compresi gli imperatori) di cui molti esponenti erano
bilingue, amavano la cultura greca e se ne sentivano eredi. Fu l'epoca del gusto per l'antico; nessuna novità, ma ricreare e migliorare quanto era stato prodotto in passato. - A marzo Adriano torna a Roma,
ponendo fine al suo primo viaggio attraverso l'impero.
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Letteratura latina . Muore a Roma Decimo Giunio Giovenale, (Aquino, tra il 55 e il 60), poeta e retore romano. Ultimo significativo rappresentante della satira latina dell'epoca di Traiano, dove esprime la sua
amara visione della vita nella denuncia dei vizi della corrotta società del tempo. Le Satire, 16 suddivise in 5 libri, inizia a scriverle verso i 50 anni e spazia dalla condanna dei vizi - gola, frode, omosessualità,
vanità delle aspirazioni umane, fanatismo e superstizione - al rimpianto per l'abbandono delle antiche virtù, all'invettiva contro le classi nuove ed i nuovi gruppi emergenti (liberti, orientali), all'invasione dei
costumi greci, al servilismo, alla miseria del popolo ed alla penosa condizione dei letterati. La sesta satira è una grottesca e lugubre galleria delle nefandezze di tutte le donne, un testo tra i più misogini della
letteratura antica. Giovenale è molto lontano dall'ironia sorridente e benevola di Orazio, non possiede la serietà moralistica di Cicerone, né l'austera finalità educativa di Persio. Ha una visione amara e
sarcastica della vita, talvolta intrisa di acredine.
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Telesforo (Terranova da Sibari, ... – Roma, 2 gennaio 137/138) è l'8° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse. Predecessore Sisto I.
Successore Igino.
Adriano parte con la moglie Vibia Sabina alla volta della Grecia e, ad Atene darà inizio ad opere urbane per riproporre Atene come il centro culturale del mondo greco. Viene istituito un Panthellenion, o
consiglio delle città greche, comprese le colonie in Egitto e l'antica nemica Sparta. Le sue riunioni si tengono nel tempio di Zeus. Poi va in Asia, ad Efeso (dove viene creata una moneta per l'arrivo di
"Hadrianus Olympus", incarnazione di Zeus), Smirne, Pergamo, in Siria e nel 129 soggiornò ad Antiochia per recarsi, all'inizio del 130, in Palestina, cercando di romanizzare Gerusalemme per sedare il
malcontento, alla quale diede il nome di Aelia Capitolina.
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In questo periodo l'Impero romano raggiunge la sua massima estensione . I suoi territori vanno dalla Spagna nord-occidentale al Golfo Persico. L'Armenia era stata annessa nel 114 d.C., e le frontiere di
Roma erano state ampliate fino al Caspio a nord-ovest. La grande provincia della Dacia, a nord del Danubio, era stata conquistata anni prima. Ma alcune di queste terre, in particolare quelle vicino all'Eufrate,
dovettero essere cedute quasi subito.
Adriano si reca in Egitto accompagnato dalla moglie e sceglie Alessandria come residenza. Verso la fine di ottobre del 130, sul Nilo, ad Hermopolis, il govane Antinoo, amante di Adriano, cade nel fiume ed
annega. Adriano precipita nella più nera disperazione ed il 30 ottobre del 130 inaugura la città di Antinoopoli, di fronte ad Ermopoli.
Mentre si accinge a tornare a Roma dopo il 3° inverno passato ad Atene, Adriano riceve notizia della rivolta ebraica di Simone Bar Kocheba (provocata dal suo divieto di praticare la circoncisione)che si
propaga all'intera Palestina e che terrà occupati sino al 135 due grandi generali romani: il governatore di Giudea Tineo Rufo ed il governatore di Siria Caio Publicio Marcello. Oltre mezzo milione di ebrei
vengono massacrati. Ordinerà poi che Gerusalemme (Aelia Capitolina) sia ricostruita e ripopolata con coloni romani
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Rivelatore di terremoti: attribuito a Zhang Heng , ma il suo era un rivelatore, con indicazione della direzione di provenienza della scossa, ma non forniva alcuna misura del fenomeno rivelato e non è quindi
da ritenersi inventore del sismografo.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Distruzione di Gerusalemme. Adriano giunge in Giudea con l'intenzione di fare terra bruciata su tutto il territorio e sterminare gli Ebrei. Riesce nel suo intento, radendo al suolo 985 villaggi, distruggendo 50
fortezze che gli Ebrei avevano costruito sui passi e nelle gole delle montagne. Poi inizia la pulizia etnica che porta alla morte di 580.000 ebrei, più quelli che moriranno di fame, dopo la distruzione anche di
tutti i raccolti. La distruzione di Gerusalemme avrà un significato epocale per i Cristiani, per un motivo ben preciso: gli Ebrei cristianizzati (non dimentichiamo che Gesù era Giudeo) serbavano rancore verso
gli altri Ebrei che avevano perseguitato e poi fatto condannare sulla croce il loro profeta, il Messia. Scorsero quindi nei Romani e in Adriano gli strumenti della collera divina del loro Cristo, si dissociano e
fanno i delatori, facendo catturare gli elementi più sovversivi, i seguaci e gli altri Ebrei. La Diaspora, iniziata con Tito nel 70, sarà così completa, e una vera fiumana di ebrei, profughi o schiavi si riverserà ad
occidente. Gli Ebrei cristianizzati avranno così la loro rivincita religiosa sulla nuova città che stava sorgendo dalle rovine della biblica Gerusalemme ebraica. Nacque e si forma così la prima cellula della
Gerusalemme cristiana, che poi Costantino favorirà con vari editti. Vedi: anno 637
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Muore Vibia Sabinia. Adriano non aveva avuto figli ed era assillato da un'orda di successori. Designerà, in un primo momento, Lucio Ceionio Commodo Vero poi, il 24 gennaio del 138, nel giorno del suo
62esimo compleanno, convoca i più autorevoli senatori e presenta il suo candidato: Tito Aurelio Antonino.
10 Muore Adriano nel suo letto, lasciando un Impero al massimo della sua potenza. L'epoca delle conquiste e dei trionfi militari del suo predecessore Traiano, si era trasformata in un periodo di pace e benessere,
caratterizzato da tolleranza, efficienza e splendore artistico. Saluta il trapasso della sua anima declamando alcuni versi da lui composti. Sarà tumulato a Roma nel mausoleo dedicato a se stesso. Se è vero che
Cesare Ottaviano si era guadagnato il titolo di "Augusto" grazie alla decisiva stabilizzazione di Roma e dei suoi vasti territori dopo la vittoria su Marco Antonio nella battaglia di Azio, toccò ad Adriano, nel III
e IV decennio del II secolo d.C. risolvere la crisi che minacciava l'esistenza stessa dell'Impero, e che aveva come causa l'eccessiva tendenza ad espandersi. Quando ebbe ad essere nominato successore di
Traiano, le frange estreme dell'Impero si stavano sfilacciando. In Mesopotania Traiano si era spinto troppo avanti, sino a Bassora, sul golfo Persico. La reazione dei Parti che ne era seguita (abitavano l'attuale
Iran), aveva favorito la rivolta degli Ebrei. Anche la Britannia era in uno stato di rivolta latente. Adriano farà ritirare le legioni impegnate in Mesopotania (l'attuale Iraq). Per prevenire attacchi a sorpresa lungo
quei confini, farà smantellare il ponte sul Danubio costruito da Traiano. Molti a Roma rimarranno delusi, ma l'impero doveva celebrare la stabilità e non l'espansione. La sua politica mirerà quindi a tracciare
confini controllabili e senza spese immani. Occorrevano frontiere rafforzate da fortificazioni permanenti (Vallo Adriano in Gran Bretagna). Al contrari di altri imperatori, viaggerà molto per dare una presenza
rassicurante là dove la stabilità fosse stata minacciata, mostrerà tolleranza, alleggerirà la posizione degli schiavi, disponibilità nei confronti dei cristiani. Interverrà nella struttura amministrativa con la nomina
di nuovi funzionari, provenienti dalla classe dei cavalieri, preposti alle varie finanze, giustizia, patrimonio, contabilità, etc. Regolamentò le retribuzioni e creò la figura dell'advocatus fisci , un'avvocatura dello
Stato che si occupava di difendere le finanze. Lascerà dietro di sé opere pubbliche che lo ricordassero. Il Vallo, il Pantheon (la cui cupola ispirerà Michelangelo per quella di San Pietro, quella di Santa Sofia a
Costantinopoli e la sala di lettura circolare dl British Museum), la Villa Adriana di Tivoli. Le sue riforme e la diffusione della cultura saranno le "armi" che consentiranno all'Impero di mantenersi per altri 1000
anni.
9 Antonino ( Lanuvio, 19 settembre 86 – Lorium, 7 marzo 161). Il titolo Pio fu dato a posteriori dal Senato, che lo chiamò anche Optimus princeps . Aveva già passato la cinquantina quando salì sul trono. Un
buon avvocato che esercitava gratuitamente perché era ricchissimo. Ridusse il programma costruttivo di Adriano, ma non lo revocò. Diritti e doveri dei coniugi furono parificati, la tortura quasi del tutto bandita
e l'uccisione di uno schiavo proclamata diritto. Pose termine alle persecuzioni degli ebrei di cui Adriano si era reso responsabile. Continuò la politica pacifista del predecessore ma non si mosse quasi mai da
Roma. Morì a 74 anni lasciando il suo patrimonio personale allo Stato, che si portò a 2 miliardi e 700 milioni di sesterzi, cifra mai raggiunta. Il suo successore, che era già stato suggerito da Adriano, era già
pronto. Suo nipote 40 enne Marco Aurelio.
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Nuovo Papa: Igino (... – 142/149) è il 9° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Telesforo. Successore Pio I.
Architettura romana . Viene ultimato sotto Antonino Pio, Castel Sant'Angelo (o Mole Adrianorum). Iniziato dall'imperatore Adriano nel 125 quale suo mausoleo funebre, si trova di fronte a Campo Marzio,
raggiungibile dal Ponte Elio. Nel 403 l'imperatore d'Occidente Onorio incluse l'edificio nelle Mura aureliane: da quel momento l'edificio perse la sua funzione originaria di sepolcro diventando un fortilizio,
baluardo avanzato oltre il Tevere a difesa di Roma. Il papa Niccolò III, ritenendolo più sicuro, lo renderà anche sede apostolica e lo collegherà con un passaggio protetto (il passetto) alla Basilica di San Pietro.
Nell'800 sarà anche adibito prigione politica. Dal 13 febbraio 1906 è Museo Nazionale.
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Nuovo Papa: Pio I (Aquileia, ... – 155 ca.) è il 10° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Igino. Successore Aniceto.
In Britannia proseguono le agitazioni delle popolazioni. Antonino fa costruire una nuova linea fortificata di sbarramento, posta più a nord del vallo eretto da Adriano. Comprendeva una lunga muraglia,
un'ampia strada militare, un terrapieno, un doppio fossato, il tutto guardato da fortilizi e rocche.
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Letteratura latina . Muore a Roma Publio Lucio Anneo Floro (Africa, 70/75), storico e poeta, maestro di retorica. Di lui sappiamo solo quello che ci dice nel Virgilius orator an poeta (Virgilio oratore o
poeta). In una gara di poesia a Roma, non fu ingiustamente premiato per la gelosia di Domiziano e se ne andrà in giro per il Mediterraneo ad insegnare retorica. Farà ritorno solo quando al trono sale Adriano.
Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC (un riassunto di 700 anni di guerre secondo Tito Livio) è la sua opera storica dove utilizza come fonti Sallustio, Cesare e Seneca il Retore. Poi di lui ci
sono rimasti alcuni epigrammi, versi scherzosi indirizzati ad Adriano, con relativa ironica risposta dell'imperatore.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Viene creato un tribunale penale il cui compito è quello di garantire agli abitanti delle province il diritto di procedere per vie legali contro eventuali estorsioni subite dai governatori romani.
Nuovo Papa: Aniceto (... – 166 circa) è l'11° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Pio I. Successore Sotero.
7 Muore Antonino all'età di 64 anni. Una malattia gastrica che l'aveva colto 3 giorni prima. Morirà pronunciando una sola parola, aequanimitas , il motto della sua vita.
Marco Aurelio (Roma, 26 aprile 121 – Vindobona, 17 marzo 180) fu cresciuto dal nonno, allora console, perché rimasto orfano a pochi mesi. Ebbe 17 precettori, ma predilesse la filosofia stoica. Appena
asceso al trono, i britanni, i germani ed i persiani, incoraggiati dall' arrendevolezza di Antonino, cominciarono a minacciare i confini. L'esercito di Lucio riuscì a sconfiggere i persiani ma con le spoglie del
nemico vinto, nel 166 portò in patria anche i microbi della peste che uccisero nella sola Roma almeno 200 mila persone. Tutta l'Italia ne fu contaminata. Come moglie ebbe Faustina, figlia di Antonino ed
infedele come la madre. Ebbe 4 figli di cui uno, Commodo, con una sfrenata passione per il circo e molto crudele. Le tribù germaniche dilagavano in Ungheria e Romania. Quell'omino fragile e macilento,
costretto ad una cura vegetariana, si mise alla testa dell'esercito e sconfisse in 6 anni i quadi, i longobardi, i marcomanni, i sarmatisino. Tornò a Roma per il trionfo e ripartì con Commodo per combattere i
germani. A Vienna cadde malato e presentò Commodo come nuovo imperatore. Una successione basata non sull'adozione ma sull'ereditarietà, dispiacque ai romani. Ci lasciò le Meditazioni che compose in
greco sotto la tenda. Non un gran documento letterario, ma contenenti il più alto codice morale che ci abbia lasciato il mondo classico.
Filosofia epicurea e stoica : sia epicurei che stoici hanno una concezione materialistica del mondo: per Epicuro i mondo è fatto di atomi, particelle indivisibili della materia di cui è costituita l'anima stessa; per
gli stoici il mondo è fatto di pneuma principio di tutte le cose come dell'anima, anche per lui materiale, l'essere è corpo (in quanto afferma Platone nel sofista che l'essere è ciò che compie o subisce un'azione).
Entrambi affermano che alla base della conoscenza ci siano le percezioni: quando i nostri sensi entrano in contatto con un oggetto, questo emette delle vibrazioni tali da creare nella nostra mente un'immagine.
Entrambi credono inoltre agli dei. Per Epicuro la liberazione dall'infelicità avviene attraverso 4 tappe fondamentali sintetizzate nel quadrifarmaco: non bisogna temere gli dei poiché essendo perfetti sono
indifferenti all'uomo; non bisogna temere la morte perché quando essa c'è noi già non siamo più (né Epicuro né gli stoici credono in una vita dopo la morte); il male è facile da tollerare poiché se esso è molto
forte dura poco, se è leggero allora lo si può sopportare; la felicità è facile da raggiungere... Epicuro afferma infatti che il bene deve coincidere col piacere: possiamo a raggiungere la felicità solo seguendo quei
piaceri stabili e duraturi, quelli effimeri e fugaci sono da allontanare. Gli stoici affermano invece che la felicità è conseguibile attraverso l'apatìa: ossia l'uomo deve allontanare le passioni. Naturalmente ciò non
gli impedisce di desiderare una vita agiata o qualsiasi altra cosa, l'importante è non diventare schiavi di quella passione
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Guerre, sino al 180, contro i Quadi, i Longobardi, i Marcomanni e i Sarmati che hanno varcato i Limes e si spingono sino ad Aquileia, nell'Italia del nord-est. Saranno sconfitti da Marco Aurelio tra il 171 e
172. Nel 175 reprime in Oriente la rivolta di Avidio Cassio che si era fatto proclamare imperatore. Fu avverso ai cristiani e li perseguitò. Uomo di cultura, seguace della filosofia, scrive un'importante opera in
12 libri (A se stesso). Morirà di peste nel 180.
Sotero , noto anche come il "Papa della carità" (Fondi, II secolo – Roma, 174 o 175), è il 12° vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. Venerato come santo. Predecessore Aniceto. Successore Eleuterio.
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Letteratura latina . Muore Lucio Apuleio o Apuleio da Madaura (Madaura, in Numidia, l'odierna Algeria, il 125), oratore e conferenziere (Flòrida : Florilegio, 23 passi tratti dalle sue conferenze, dove narra in
modo vivace temi di natura filosofica, aneddotica e mitologica), scienziato, filosofo (seguace della corrente del platonismo: De deo Socratis - Il demone di Socrate. I demoni, mediatori tra uomini e dei e voce
interiore di Socrate che lo spinge a ricercare la verità), scrittore berbero di scuola platonica, domina la seconda metà del II secolo, rivelandosi il più autentico interprete dei gusti e delle nuove tendenze misticoreligiose. Autore de Le metamorfosi (o L'asino d'oro), l'unico vero e proprio romanzo in lingua latina a sfondo misterico e suddiviso in 11 libri. Fantastiche avventure, amori sensuali e osceni, bellissime
fanciulle e briganti truci, prodigi e magie, fiabe soavi e particolari raccapriccianti e scabrosi, miseria e ricchezza fusi in un quadro mirabile. Importante è il rapporto dell'autore con la tradizione della Fabula
Milesia , prima raccolta di novelle vera e propria di Aristide di Mileto (tra la fine del II e l'inizio del I secolo a.C.). Il suo manoscritto, a cui poi si devono il romanzo picaresco spagnolo e fiabe e novelle
europee, fu trovato da Boccaccio ed avrà molte traduzioni e fortuna per la sua vivace fantasia e freschezza narrativa che sa alternare con ritmo incalzante i più diversi generi letterari.
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Muore, all'incirca in quest'anno, Claudio Tolomeo (Pelusio ca. 100), astrologo, astronomo e geografo greco antico di epoca imperiale e cultura ellenistica che visse e lavorò ad Alessandria d'Egitto. Elaborò la
teoria geocentrica, che avrebbe resistito sino al XVI sec., sino al sistema eliocentrico di Copernico, in cui Sole e Luna, considerati pianeti, avevano il proprio epiciclo, ossia la circonferenza sulla quale si
muovevano, centrata direttamente sulla terra. Questo sistema Tolemaico era comunque già noto al greco Arsitarco di Samo
Nuovo Papa: Eleuterio (... – 189) è il 13° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Sotero. Successore Vittore I.
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Commodo (Lanuvium, 31 agosto 161 – Roma, 31 dicembre 192), morto il padre Marco Aurelio, si ritrova ad essere imperatore di Roma. È uno dei suoi 13 figli e della moglie Faustina Minore. Ha un fratello
gemello, Tito Fulvio Aurelio Antonino (i parti gemellari erano allora considerati prodigiosi), ma che muore all'età di 5 anni. Degli altri ne rimarranno 5, ma Commodo è l'unico maschio, e per le brutte
compagnie che frequentava, il padre lo aveva affidato alle cure dei suoi amici più fedeli. Non era malvagio, ma debole di carattere ed un po' codardo, tanto da essere succube di compagnie che lo spingeranno a
mutare indole e divenire violento e sanguinario. - Invece di liquidare il nemico chiuso in una sacca, gli offrì una frettolosa e sconsiderata pace che Roma pagherà cara in seguito. Infatti aveva fretta di tornare a
Roma per scannare nel circo la sua tigre quotidiana. Giocatore, bevitore, un serraglio di centinaia di ragazze e giovanotti per i suoi piaceri, fece uccidere la zia Lucilla, sorella del padre, perché pensava avesse
capeggiato una congiura. Fu l'inizio di un nuovo terrore, dato in appalto prima a Cleandro, capo dei pretoriani poi, dopo averlo fatto uccidere, a Leto che, consapevole che avrebbe fatto la stessa fine, sarà lui ad
uccidere Commodo con il veleno.
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Commodo sarà responsabile di moltissimi delitti. Dei personaggi di Roma che avevano militato sotto Marco Aurelio, solo 3 riusciranno a salvarsi. Uno di questi, Claudio Pompeiano, era il marito della sorella
di Commodo, Annia Aurelia Galeria Lucilla, che cerca di uccidere il fratello per mettere al suo posto il marito. Non si capisce come Commodo li abbia potuti risparmiare entrambi, mentre invece farà uccidere
chi li aveva aiutati, Claudio Quinzano e Numidio Quadrato. Aveva anche, come molti altri imperatori, perversioni sessuali che con quella della gladiatura, lo porteranno sul lastrico.
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Erodiano ci dice che il prefetto del pretorio Marco Aurelio Cleandro, eletto nel 187, si rende responsabile di una grave carestia. Gli intrighi che gli permettevano la sua carica lo avevano reso ricco ed aveva
comperato e poi nascosto un grosso quantitativo di grano diretto a Roma, con lo scopo di ridurre i romani allo stremo, per poi donare loro il grano ottenendo in cambio la devozione. Ottenne invece una
sobillazione popolare che Cleandro riuscì a tenere nascosta a Commodo. Sino a quando Fadilla, la sorella di Commodo, gli fa aprire gli occhi e Cleandro è invitato a presentarsi all'imperatore. Neanche il tempo
di discolparsi che viene decapitato. Morte anche ai suoi due figli e nessuna pietà della popolazione romana nei riguardi di chi aveva avuto legami con Cleandro. Un'altra versione ci parla invece di Papirio
Dionisio, prefetto dell'annona, che provoca la carestia per mettere in cattiva luce Cleandro.
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Nuovo Papa: Vittore I , talvolta erroneamente chiamato Vittorio I (... – Roma, 199), è il 14° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. Predecessore Eleuterio. Successore Zefiro.
12 31 Presso la Domus Vectiliana, sul Celio, morte di Lucio Aurelio Commodo per avvelenamento (o per soffocamento nella vasca da bagno) ad opera di Leto con la collaborazione del gladiatore Narcisso. Sarà
soggetto alla damnatio memoriae , volta a cancellare qualsiasi traccia della sua esistenza. Aveva 30 anni. Inizio della grande anarchia.
Si susseguono in un solo anno, a chi offriva di più ai pretoriani : Pertinace (dal 31.12 192 al 28.3 193), Didio Giuliano, e contemporaneamente Clodio Albino (eletto dalle truppe in Britannia e Gallia), Settimio
Severo (eletto dalle truppe in Pannonia il 13 Aprile) e Pescennio Nigro (eletto dalle truppe di stanza in Siria ed Egitto)
Settimio Severo 21° imperatore di Roma . Il Senato romano condanna a morte l'imperatore Didio Giuliano (Mediolanum, 133) - Alla morte di Pertinace, col quale sembra avesse un buon rapporto, fu
nominato imperatore al posto di Sulpiciano, perché aveva offerto più sesterzi (25.000 secondo l'Historia Augusta) ai pretoriani di quest'ultimo. Lo stesso giorno fu riconosciuto anche dal senato, ma non dagli
eserciti delle province. Da uno zio che era stato console, Settimio Severo era stato presentato all'imperatore Marco Aurelio, che lo prese in simpatia e lo avviò a una carriera lampo nella pubblica
amministrazione. Così che a 25 anni era già senatore e questore, poi anche governatore della Betica (Andlusia) e della Sardegna. Poi proconsole in Africa, pretore e console a Roma. Infine, dux militare in
Germania e Pannonia ( oggi Ungheria). Fra i possibili imperatori, il Senato permette che prevalga Settimio Severo (8 aprile 143-210), di origine ebrea, sulla cinquantina, nativo di Leptis Magna (in Libia,
fondata 700 anni prima come porto fenicio e divenuta poi cartaginese. Sopravvissuta alla distruzione di Cartagine del 146 a.C., si era poi sottomessa a Roma ma, dopo 3 secoli, parlava ancora il punico e
chiamava i suoi figli Hannibal). Salì al trono dopo aver messo a morte i suoi oppositori. Entra a Roma il 9 Giugno, senza trovare resistenza. Con lui l'impero diventava una monarchia assoluta (e sacra,
nominando sà stesso dominus ac deus "signore e dio") e non avevano fondamento né l'autorità del Senato né la dinastia. Si farà erigere 2 Archi di Trionfo: uno a Roma e l'altro in Libia (di Leptis Magna ne farà
una sontuosa metropoli. Negli anni del suo potere, a Roma furono giustiziati senza processo almeno 41 personaggi eccellenti dell'aristocrazia; in Gallia furono sterminati i partigiani di tale Clodio Albino, un
aspirante imperatore rivale, con tutti i loro familiari; e in Nord Africa, soprattutto ad Alessandria, furono perseguitati i cristiani. La forza degli eserciti era l'ago della bilancia ed aprì la carriera militare a tutti i
ceti ed a tutti i popoli delle province. Gli stessi pretoriani, sino ad allora sempre "romani de Roma", furono sostituiti da illirici e africani. In seconde nozze con Giulia Donna, ebbe due figli: Caracalla e Geta che
designò come successori quando cadde ammalato a Eburakum, in Britannia (aveva la gotta e non poteva mai abbandonare la lettiga) e che, come ringraziamento, ordinarono ai medici di affrettarne il trapasso il
4 Febbraio del 210.
Tertulliano scrive Ad nationes (in difesa del Cristianesimo contro i pagani) e Apologeticum (una impetuosa difesa in nome della libertà di coscienza, sia contro i delitti manifesti imputati ai cristiani, sia contro
i cosiddetti crimina occulta , come incesti, infanticidi e altre depravazioni morali pagane).
Nuovo Papa: Zefirino , (conosciuto anche come Zefferino o Geferino o Severino ) (... – 20 dicembre 217), è il 15° vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore
Vittore I. Successore Callisto I.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Dopo questo periodo, i popoli germanici premono sempre più insistentemente sulle frontiere, desiderosi di insidiarsi all'interno del territorio dell'Impero, probabilmente attratti dalla civiltà e dalla ricchezza.
Alle spalle di questa esigenza c'era però molto altro : la pressione di altri popoli provenienti da est, che a loro volta erano spinti verso ovest dai cambiamenti nell'Asia centrale, sia di carattere naturale, che
politico, come le incursioni degli imperatori Han degli Hsing-Nu, un popolo che in seguito sarebbe stato ricordato con il nome di Unni. C'era quindi una sorta di migrazione generale, che costringeva le tribù
germaniche a premere sulle frontiere romane.
Architettura romana: acquedotto di Segovia . La sua costruzione è datata fra la la metà del 1° secolo dopo Cristo e la prima metà del secondo, durante il regno di Vespasiano o Nerva. È quello meglio
conservato e dal 1985 è inserito fra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Trasporta acqua dalla sorgente della Fuenfría, situata nelle montagne vicine, a 17 chilometri dalla città, in una regione nota come La
Acebeda. Percorre oltre 15 chilometri prima di arrivare in città. L'acqua viene prima raccolta in una vasca chiamata El Caserón (la grande cisterna), e quindi incanalata verso una seconda torre nota come Casa
de Aguas, che funge sia da dissabbiatore, che da torrino piezometrico e la portava ad un "castellum" per la distribuzione. 128 archi per 800 metri in pietra locale. Nel punto più alto l'acquedotto raggiunge i 28,5
metri, inclusi circa 6 metri di fondamenta.
Caracalla, figlio dell'imperatore Settimio Severo, sposa Fulvia Plautilla, figlia di Gaio Fulvio Plauziano, prefetto del pretorio di Severo. Da lei divorzierà dopo 3 anni e la esilierà a Lipari con il fratello. Quando
nel 211 ucciderà il proprio fratello Geta, farà uccidere anche Plautilla ed il fratello, per essere sicuro di essersi tolto dai piedi tutti i nemici.
Caracalla, diviene Augusto a fianco del padre, con il nome di Marco Aurelio Antonino.
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4 Settimio Severo (Leptis Magna, 11 aprile 146) muore a York, in Britannia, ed il figlio Caracalla (Lugdunum , attuale Lione, 4 aprile 188 – Carre, 8 aprile 217), al secolo Lucio Settimio Bassiano e così
chiamato per il tipo di veste gallica molto lunga che era solito indossare, è il 1° dei due fratelli di turno a governare (lo faceva già da 4 anni assieme al padre), ma non volendo dividere il potere con il fratello
Publio Settimio Geta, era stato diviso il palazzo reale in due grandi ali, ognuna con le proprie sentinelle. Il loro dissidio crebbe a tal punto che, per evitare la guerra civile, si era pensato di dividere l'impero in
due parti: quella europea con capitale Roma e quella asiatica con capitale Antiochia od Alessandria (la cosa non è condivisa da tutti gli storici). Caracalla però rompe gli indugi e nel febbraio 212 fa uccidere il
fratello da due centurioni davanti agli occhi della madre Giulia Domma, e con lui anche 20 mila cittadini sospetti di parteggiare per lui (anche nelle varie province dell'impero), o che fossero imparentati con
Marco Aurelio o l'imperatore Pertinace. Ne faranno le spese anche 4 vestali, di cui 3 sepolte vive con l'accusa di non essere più vergini (Clodia Leta l'aveva violentata lui). I romani lo chiamavano "il carnefice
del genere umano". Di politica si occupava poco e preferiva guerre e duelli. Imitò Alessandro reclutando una "falange" armata che mosse verso la Persia. Invece di fare il generale, si divertiva a fare il soldato
ed a provocare il nemico in singoli corpo a corpo. Finché un giorno i legionari, stanchi di essere senza programmi e bottino, lo pugnalarono.
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Con la Constitutio Antoniniana , ribattezzata "Editto di Caracalla" viene concessa da Caracalla la cittadinanza romana a tutti i liberti dell'Impero. Gesto sicuramente rivoluzionario, ma con l'intento di
rimpinguare le sofferenti casse dell'erario perché accresceva la base impositiva fiscale. Ma forse l'idea era quella di equiparare giuridicamente tutti i sudditi dell'impero, senza distinzioni razziali, politiche o
religiose, livellandoli rispetto alla monarchia, infliggendo così un colpo mortale all'aristocrazia senatoriale di cui diffidava, ricambiato. Il diritto romano era esteso a tutti i domini di Roma, diventando
universale. Si istituirono scuole in cui si insegnavano i principi di quel diritto, a Bisanzio, Alessandria, Antiochia ed in altre importanti città ed insigni giuristi, come : Giulio Paolo Domizio Ulpiano, Erennio
Modestino, Elio Marciano, si assumevano il compito di diffonderne le conoscenze fra i neoromani. Ma quale valore aveva diventare cittadini romani? I cittadini non erano sottoposti a tortura o fustigati e
potevano essere condannati a morte solo da un'assemblea cittadina e non da un semplice magistrato. Avevano diritti politici e potevano aspirare a far parte della classe dirigente. Di origine provinciale fu lo
stesso Traiano. Concedendo la cittadinanza, Roma assimilava le popolazioni sottomesse e legava a sé le loro classi dirigenti. E questo spiega perché durante l'Impero, a differenza dell'età repubblicana, furono
rare le rivolte dei popoli vinti. - La Grecia aveva fallito perché aveva respinto i vinti come stranieri.. Roma, invece, li integrò assimilandone anche la cultura e sfruttandone le potenzialità. a cominciare dalla
Grecia stessa. Orazio disse: "Graecia capta ferum victorem cepit ", l'impero conquistò con le armi ma fu conquistato a sua volta dalla cultura, di cui seppe assorbire la sensibilità artistica, il pensiero filosofico
e le conoscenze scientifiche, mettendole al servizio del progresso della società. Plinio il Giovane lamentava però lo strapotere dei medici Greci, mentre Giovenale sfiorava il razzismo: "La gente che più cerco di
evitare, quella amatissima dai nostri ricchi, faccio presto a descriverla e senza riserve. Una Roma piena zeppa di greci non posso soffrirla ... Intelligenza fulminea, audacia sfrontata, parola pronta e più
torrenziale di Iseo, eccoli: chi credi che siano? Dentro di sé ognuno porta un uomo multiforme: grammatico, retore, pittore, geometra, massaggiatore, augure, funambolo, medico e mago, tutto sa fare quel greco
che ha fame:volerebbe in cielo, se glielo comandassi". --> 242 a.C.
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Caracalla lascia Roma per non tornarvi mai più. Fa delle spedizioni militari, con un grande contingente di truppe, dapprima a nord dell'impero per stabilire pace sicura con gli alemanni e catti (dicono,
elargendo grosse somme di denaro), poi in Tracia dove è coinvolto in un naufragio. Poi in Macedonia si fa prendere dalla venerazione per Alessandro Magno. Visita la tomba di Achille ad Ilio e si prende il
liberto Festo come suo Patroclo che poi, sembra, farà morire avvelenato per riproporre i suoi sontuosi funerali.
Tra il 214 e 215, Caracalla installa il quartier invernale a Nicomedia per preparare il piano di attacco contro i parti, e lo farà nel 216. Nel frattempo va ad Alessandria, dove è accolto dai fischi della popolazione
e lo schernivano perché un "nanerottolo" come lui (era basso di statura, non avrebbe mai potuto emulare le gesta di Achille ed Alessandro. Si dice allora che Caracalla avrebbe invitato tutte le più prestigiose
famiglie della città ad un banchetto e quindi fatte trucidare.
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Muore a Roma Galeno di Pergamo (n. Pergamo, oggi Bergama in Turchia, nel 129), medico greco antico, i cui punti di vista hanno dominato la medicina europea per più di mille anni, insieme a quelli di
Ippocrate (morto a Larissa nel 377 a.C.). Sembra che il suo trampolino di lancio sia stato la cura delle ferite dei gladiatori, di cui era il medicus .
8 Caracalla viene ucciso . Era partito per l'Oriente per inseguire ancora una volta le gesta di Alessandro Magno, ma i suoi soldati, delusi da una guerra lunga e dolorosa, tramavano già da tempo. Durante la visita
al tempio della dea Luna con pochi uomini della scorta comandati dal prefetto Macrino, sceso da cavallo per orinare, è pugnalato alla schiena da Marziale, a cui Caracalla aveva fatto uccidere da poco il
fratello,
e muore
a 30 anni.
Il
prefetto
del pretorio
53enne Marco Opelio Macrino, che aveva manovrato la mano dell'assassino di Caracalla, è acclamato dalle legioni imperatore. Era la prima volta che un eques , e non un senatore, aveva
raggiunto la più alta carica dello Stato, e lo sarà sino al 218, quando sarà ucciso ad Achelaide dai sicari di Eliogabalo, mentre era in fuga con l'intento di raggiungere Roma e chiedere il sostegno del Senato.
Il punto sulle tipologie degli eredi al trono: in età Giulio-Claudia, non essendoci eredi diretti al trono, fatta eccezione per Britannico, coloro che riuscirono a salire al trono lo fecero dopo tante tribolazioni
proprie od altrui (soprattutto le madri); quindi la loro crudeltà era per lo più dovuta al timore di essere spodestati o uccisi - con Domiziano ci troviamo di fronte ad un ventenne con una notevole voglia di
rivalsa sociale, deciso a godersi tutti i privilegi derivanti dall'essere figlio di un imperatore. La sua crudeltà era rivolta soprattutto contro coloro che non lo accettavano (i senatori non consideravano la sua
famiglia all'altezza) - Con Commodo e Caracalla la situazione peggiora ulteriormente, forse anche perché si trovarono ad essere figli di imperatori alla giovane età di 5 o 7 anni e quindi non conobbero altro
stile di vita se non quello di corte, ma soprattutto perché crebbero nella consapevolezza di dover ereditare l'impero come atto dovuto, come se Roma fosse parte dell'eredità di famiglia.
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Architettura romana . Si inaugurano le Terme di Caracalla , o Antoniane, sull'Aventino, creando un ramo speciale dell'Acqua Marcia, uno degli acquedotti di Roma antica, che scavalcava l'Appia sull'arco
detto di Druso. Si ispiravano a quelle di Traiano ed erano più piccole di quelle di Diocleziano. 11 ettari di suolo, con il recinto, l'edificio misurava 337x328 metri. Il corpo centrale di 220x114 metri, con la sola
stanza del calidarium che arrivava a 140 metri. Poteva accogliere sino a 1500 persone. Vasche calde e fredde, palestre, biblioteche, ambulacri, pavimenti in mosaico, affreschi alle pareti, sculture (tra le quali
l'Ercole poi detto Farnese), sotterranei così vasti che perfino i carri potevano percorrerli; intorno giardini, fontane ornamentali, boschetti cedui, are. Saranno i Goti di Totila a tagliare gli acquedotti, favorendo
così il formarsi di un'area malarica nella zona. Poi le Terme saranno depredate, spogliate di tutto, per secoli. Trasformate in una inesauribile cava di materiali da costruzione. Nel 1561 Cosimo de' Medici farà
trasportare in Piazza della Santissima Trinità a Firenze la colonna di granito. Due magnifiche vasche di granito grigio, del frigidarium , trasformate in fontane, ornano ora piazza Farnese (rubate da Odoardo
Farnese nel 1612). La tutela delle Terme inizierà solo all'inizio del Novecento, con la creazione della passeggiata archeologica voluta dal ministro della Pubblica istruzione Guido Baccelli. Giosuè Carducci
vide le immani rovine nel 1887. Ne rimase folgorato e il metro scandito e aulico delle sue Odi barbare lo racconteranno.
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Nuovo Papa: Callisto I , (... – Roma, 222), è il 16° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Era un liberto al quale il padrone, dopo la libertà, concesse del denaro con cui aprì
una banca, che subito fece fallire e se ne fuggì con il denaro. Riacciuffato, fu punito ma tornò ad esercitare il mestiere di banchiere (sempre in maniera disonesta). Venne denunciato e finì ai lavori forzati. Ma,
grazie all'intercessione di amicizie potenti, tornò alla ribalta con ambizioni ancora maggiori: tentare la scalata alla poltrona di vescovo di Roma. - Predecessore Zefirino. Successore Urbano I.
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Eliogabalo, che vuol dire dio-sole, (Emesa, 203 – Roma, 11 marzo 222) e pseudonimo di Vario Avito, era nipote della sorella di Giulia Donna (moglie di Settimio Severo) e fu fatto passare come il figlio
naturale di Caracalla. Aveva 14 anni. I legionari della Siria, convertiti alla religione locale e che vedevano in quel quattordicenne il rappresentante del Signore, lo proclamarono imperatore. Ma il vero
imperatore fu Giulia Mesa, la zia. Amava fare scherzi, giocare a carte e profumarsi per cui la zia, capendo che la dinastia era in pericolo, lo esortò ad adottare il cuginetto Alessiano e nominarlo Cesare con
l'imponente nome di Marco Aurelio Cesare Alessandro e con disinvoltura, caratteristica della famiglia, lo fece uccidere con la madre, che era poi sua figlia.
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9 29 Eliogabalo, proveniente da Nicomedia con una schiera di siriani variopinti e schiamazzanti, preceduto da una sua effige dorata, vestito d'oro e porpora, in capo una tiara solare, adorno di bracciali e collane, si
presenta alla popolazione dell'Urbe. Dissoluto, si sposò 6 volte, anche con il suo auriga Ierocle di Smirne. Succube dei più misteriosi culti della religione monoteista orientale, ne favorì la diffusione.
L'insofferenza dei cittadini crebbe e l'11 marzo 222 cadeva negli orti Variani per mano dei pretoriani. Con lui fu sterminata l'intera corte siriana.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Severo Alessandro (Arca Caesarea, 1º ottobre 208 – Mogontiacum, 18 o 19 marzo 235) quattordicenne figlio di Mammea che prese il posto di Mesa ormai morta e governò assistita dai consigli di Ulpiano,
tutore di Alessandro. Dormiva su un duro giaciglio, mangiava sobriamente e dimostrò imparzialità per tutte le religioni. Mite e di carattere debole, il Senato ritenne di limitare la supremazia del regime militare
e di ritornare a far sentire la sua voce. Fu battuto in Persia ed evitò di combattere contro i germani incontrati in Gallia. Offrì loro un tributo annuo se accettavano di ritirasi. I legionari, pur essendo stanchi di
guerreggiare, non erano ancora pronti a comprare la pace. Si ribellarono ed, a Magonza, eleggono imperatore un trace, il rozzo e gigantesco istruttore delle truppe Giulio Massimino. Alessandro, a un giorno di
marcia dal campo di addestramento, saputa la notizia, si dà alla fuga ma viene raggiunto ed ucciso e, con lui, la madre e tutto il suo seguito. Era il 19 marzo del 235 d.C. Si instaurerà un regime di terrore. Il
deficit dello Stato aumenterà perché l'esercito ingoiava molte risorse (il suo sogno era di porre sotto l'impero tutta la Germania). Iniziarono quindi spoliazioni all'alta burocrazia.
Nuovo Papa: Urbano I (Teano, ... – Roma, maggio 230) é il 17° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Callisto I. Successore Ponziano.
3 11 La guardia pretoriana assassina l'imperatore Eliogabalo e proclama suo successore il cugino e figlio adottivo Alessandro Severo, ultimo rappresentante della dinastia dei Severi.
Muore Lucio Cassio Dione (155), storico e senatore romano di lingua greca, noto principalmente come Cassio Dione o Dione Cassio. pubblicò una Storia romana in ottanta libri, scritti in lingua greca, frutto
delle sue ricerche e del lavoro di ventidue anni. Abbracciava un periodo di 983 anni, dall'arrivo di Enea in Italia e la successiva fondazione di Roma fino al 229. Fino al periodo di Giulio Cesare, egli dà solo un
resoconto degli eventi. Dopo, invece, entra più nei particolari, e a partire dal periodo di Commodo è molto più attento e accurato.
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Letteratura latina . Muore Quinto Settimio Fiorente Tertulliano (Cartagine, 155 circa), scrittore romano, e apologeta cristiano, fra i più celebri del suo tempo, ed il più geniale e poliedrico scrittore della
letteratura cristiana prima di Gerolamo ed Agostino. Autore della più brillante apologia dell'antichità, per il vigore passionale dello stile e per le serrate dissertazioni giuridiche che influenzeranno gli apologisti
successivi, con particolare riferimento al delicato problema dei rapporti fra Stato e Chiesa. Figlio di un centurione della coorte proconsolare, pagano in gioventù. Accurata educazione retorica e profonda cultura
giuridica. Si converte al cristianesimo nel 195 e diverrà anche sacerdote, ma romperà con la Chiesa aderendo al movimento eretico del montanismo, da cui si distaccherà per fondare una setta, i Tertullianisti,
ancor più estremista. Le opere di argomento apologetico: in Ad nationes (Ai popoli, del 197) vi è una requisitoria contro i pagani che perseguitano i seguaci della nuova religione oltre i limiti della legge e
rivendica la libertà religiosa. Nell'Apologeticum , considerato il suo capolavoro, vi è l'appassionata difesa di un neofita della nuova fede ed insieme la decisa affermazione della superiorità sul paganesimo. Le
opere di argomento dottrinale: Adversus Marcionem (207, dove ne confuta l'eresia gnostica), Adversus Hermogenem (dove confuta la dottrina del filosofo che sosteneva l'eternità della materia), De carne
Christi e De resurrectione , contro il docetismo che negava la realtà corpore di Cristo e la resurrezione della carne. In queste opere dogmatiche vi è la lucidità tagliente di un polemista vigoroso.
230
7 21 Nuovo Papa: Ponziano (Roma, ... – Sardegna, 235) è il 18º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Il secondo ad abdicare dopo Clemente. Predecessore Urbano I. Successore
235
Antero
Con la morte di Severo Alessandro, si estingue la dinastia dei Severi ed inizia l'anarchia militare sino al 284 , ovvero sino all'avvento di Diocleziano: Massimino, Gordiano, Balbino, Gordiano II, Filippo
l'Arabo, Decio (249-251), Gallo, Emiliano, Valeriano, Gallieno (253-268) - Tra colpi di stato, ribellioni e separatismi, ben 22 saranno gli imperatori, quasi tutti morti di morte violenta, perché l'investitura
imperiale era raramente frutto di un passaggio dinastico o di una decisione senatoriale, ma spesso scaturiva dall'iniziativa di un esercito stanziato in qualche provincia e che dava al proprio comandante la forza
e la credibilità per porsi come l'uomo della provvidenza e degno di quindi di occupare il trono imperiale.
235
11 21 Nuovo Papa: Antero , in greco Anteros (Petelia, ... – Roma, 3 gennaio 236), è il 19º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse.
236
1 10 Nuovo Papa: Fabiano , in latino Fabianus (... – 20 gennaio 250), è il 20° vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse. Predecessore
Predecessore Ponziano. Successore Fabiano.
238
244
248
Antero. Successore Cornelio.
Le legioni d'Africa in rivolta acclamano come Imperatore Gordiano, che associa al trono il figlio omonimo Gordiano II. Vengono sconfitti da Massimiano il Trace. Dopo la morte dei due Gordiani, ascendono
alla dignità imperiale Pupieno Massimo Marco Clodio e Balbino Decimo Celio Calvino, che associano al trono Gordiano III. Dopo la morte di Pupieno e Balbino (uccisi dai pretoriani mentre si trovavano
entrambi a Roma per i giochi capitolini) e l'uccisione, da parte dei suoi stessi soldati, di Massimino il Trace, mentre se ne stava in tenda a riposare. Gordiano III (m. 244 d.C.) rimane unico Imperatore, un
pupazzo manovrato dai pretoriani comandati da Furio Sabino Timesiteo (che gli diede in sposa la propria figlia Furia Tranquillina per divenire co-reggente dell'imperatore) e dalle milizie germaniche sotto la
reggenza della madre Mecia Faustina, figlia di Gordiano I.
2 11 Filippo l'Arabo (m. 249 d.C.) succede a Gordiano III. Mentre Gordiano III e Timesiteo erano in Oriente per battere daci e persiani, Timesiteo moriva assalito da forti dolori allo stomaco, ma forse ucciso dal suo
luogotenente Marco Giulio Filippo, che viene poi posto alla testa dei pretoriani e tramerà per spodestare l'adolescente principe, facendo scontentare le truppe e facendo ricadere la colpa su di lui. Gordiano sarà
quindi ucciso. - Plotinio (205-270) fonda a Roma una scuola neoplatonica
I Goti irrompono nelle regioni danubiane dell'Impero. Poi si sposteranno in Grecia e, da lì, attaccheranno l'Italia e l'Asia Minore
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
249
Decio (m. 251 d.C.) succede a Filippo l'Arabo. Era stato inviato da Filippo contro delle truppe ribelli. Riporterà l'ordine ed otterranno assieme molte vittorie sul nemico. Le schiere si entusiasmano e lo
proclamano imperatore. Scende poi in Italia ed è affrontato da Filippo nei pressi di Verona, che però è sconfitto ed ucciso. La stessa sorte subirà il figlio a Roma per mano dei pretoriani.
250
250
Decio ordina la prima persecuzione sistematica dei cristiani, accusati di diffondere la peste perché rifiutavano di partecipare ai riti pagani per placare l'ira degli dèi.
Cristianesimo: struttura organizzativa della Chiesa. Sino alla metà di questo secolo un ruolo egemone lo svolge la figura del profeta (colui che, grazie ad un particolare carisma, è in grado di profetare), certo
affiancato dal vescovo, che è il primus inter pares nel collegio degli anziani. Aumentando poi le esigenze derivanti dalla comunità, la gerarchia si infoltisce e le funzioni si diversificano. Euebio di Cesarea,
nella sua "Storia ecclesistica ", dice che, intorno all'anno 250, la Chiesa di Roma contava 46 preti, 7 diaconi, 7 suddiaconi, 42 accoliti, 52 esorcisti, lettori e portieri. Mansioni che spaziavano dal servizio
liturgico a quello della carità.. La presenza cristiana si sa saldamento radicando nella società, in un periodo di grande anarchia politica, con pesanti ricadute sociali, militari ed economiche.
251
Sino al 253, Treboniano Galbo (m. 253 d.C.) succede a Decio che perde la vita ad Abritto, assieme con il figlio Erenio Etrusco, negli scontri contro i Goti. Treboniamo conclude una pace deleteria per Roma,
perché permette ai barbari di ritirarsi col bottino, dopo essersi assicurati un tributo annuo. Ma, dopo 2 anni, i goti riattraversano il Danubio e vengono tremendamente sconfitti da Marco Emilio Emiliano. Le
legioni lo proclamano imperatore e calano su Roma. A metà luglio si scontrano a Interamma con Treboniano, che è sconfitto ed ucciso dai suoi stessi soldati, forse per punirlo della sconfitta. Il senato riconosce
Emiliano Imperatore, ma è osteggiato da Licinio Valeriano che, dalla Rezia, cala su Roma.
251
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254
Nuovo Papa: Cornelio (180 circa – giugno 253) è il ventunesimo papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Fabiano. Successore Lucio I.
3
6 25 Nuovo Papa: Lucio I (Roma, ... – 5 marzo 254) è il 22º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Cornelio. Successore Stefano I.
5 12 Nuovo Papa: Stefano I (Roma, ... – Roma, 2 agosto 257) è il 23° vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse. Predecessore Lucio I.
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1
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Successore Sisto II.
I Franchi attraversano il Reno e ben presto si aggiungeranno ad essi un altro gruppo, gli Alemanni, che arriveranno più a sud, fino quasi a Milano.
Durante la crisi dell'impero Roma, l'imperatore Valeriano emana un editto contro i cristiani, ne tentativo di ridare compattezza all'impero, e scatena una nuova persecuzione: Fra le vittime, nel 258, Cipriano,
vescovo di Cartagine.
Nuovo Papa: Sisto II (... – Roma, 6 agosto 258) è il 24° vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica dal 30 agosto 257 alla morte. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse.
Predecessore Stefano I. Successore Dionisio.
Letteratura latina . Muore, giustiziato a Sesti, Tascio Cecilio Cipriano (Cartagine, 210), una delle figure più rappresentative del cristianesimo delle origini. Professore di retorica, si convertì al cristianesimo
nel 246 e nel 248-249 fu eletto vescovo di Cartagine, che lasciò nel 250 durante le persecuzioni di Decio. Rientrò nel 251, e con il De lapsis volle che fossero riammessi i "lapsi", i cristiani che avevano
rinnegato la propria fede per salvarsi durante le persecuzioni e poi si erano pentiti. Entrò in disputa col vescovo di Roma Stefano sulla dottrina del battesimo, ma venne interrotta nel 257 dalle nuove
persecuzioni di Valeriano ed esiliato a Curubis. Fu poi richiamato dal proconsole Galerio, ma in seguito processato, condannato e giustiziato. Di lui ci sono pervenuti 13 trattati e 81 lettere. Uno stile semplice
ed elegante, molto diverso da quello di Tertulliano.
Nuovo Papa: Dionisio (o Dionigi) (... – 26 dicembre 268) è il venticinquesimo papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Sisto II. Successore Felice I.
I persiani tornano ad invadere la Siria raggiungendo Emesa. Gli abitanti riescono a respingere l'invasore. Valeriano vuole scacciare i persiani, ma è sconfitto ed obbligato a una trattativa di pace con il re Sapore
I, ma è poi catturato e fatto schiavo. Licinio Gallieno rimane solo ai vertici dello Stato
Claudio II il Gotico succede a Gallieno (sino al 270), ucciso da un congiurato fra i suoi ufficiali mentre stava prendendo d'assedio Milano, dove si era rifugiato un usurpatore. Batterà un'orda di 300 mila goti,
ma non potrà godersi a lungo la vittoria perché la peste se lo porterà via nel 270 a Sirmio.
Nuovo Papa: Felice I (Roma, ... – Roma, 30 dicembre 274) è il ventiseiesimo papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Dionisio. Successore Eutichiano.
Zenobia regina di Palmira conquista la Siria e l'Egitto - Dopo le varie conquiste dei Goti, si ha la riscossa romana nella battaglia di Naisso (odierna Nish) nella quale sembra che abbiano perso la vita 50
mila barbari. Si giungerà così ad una pace che durerà un secolo.
Lucio Domizio Aureliano sino al 275, Restitutor Orbi (restauratore dell'Impero) era stato designato successore da Claudio II. A causa dei movimenti dei barbari alle frontiere, Roma, come altre città, non si
sentono più sicure.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Architettura romana : mura aureliane. Dopo le mura serviane del 539 a.C., Aureliano, dal 271 al 275, fa costruire a Roma altre mura, completate poi con successo da Marco Probo. Si estendono per circa 19
km, scavalcando anche il fiume per guadagnare parte della riva destra e delimitano, salvo qualche eccezione, i rioni del centro storico di Roma. In esse si aprono numerose porte, in corrispondenza di ciascuna
grande via consolare; altrettanto numerose sono le posterulae , ovvero le porte secondarie, piccoli varchi facilmente controllabili che permettevano il piccolo traffico locale da e per il contado. L'altezza della
cinta era esigua ed il perimetro comprendeva asperità naturali e manufatti già esistenti: dalla piramide di Caio Cestio agli archi degli acquedotti di Porta Maggiore e di porta Tiburtina, tratti di mura del Castro
Pretorio, nonché un percorso che sfruttava il più possibile la cresta delle colline. Ogni 3 metri si apriva una feritoia per gli arcieri. Ogni 30 metri (100 piedi romani: la misura anglosassone del "piede" vale
ancor oggi 33 cm), la sommità di massicce torri quadrate sporgeva verso l'esterno di circa 3 metri, così da consentire di colpire meglio gli assalitori. La distanza tra una torre e l'altra era calcolata sulla gittata
delle ballistae . Il generale Stilicone convincerà Onorio (384-423) che le mura non erano più sicure, e saranno aumentati sia lo spessore che l'altezza. (Altre mura : mura leonine (dal papa Leone IV: metà del
IX sec.), mura vaticane (da Paolo III, Pio IV, Pio V e Urbano VIII), mura gianicolensi (durante i pontificati di Urbano VIII e Innocenzo X: nel 1640)
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Nell'impero emergono aspetti secessionistici. Aureliano sconfigge la regina Zenobia che, atteggiandosi a nuova Cleopatra, da Palmira, aveva esteso i confini del suo Stato all'Egitto e a gran parte dell'Asia
Minore. Mentre era di ritorno a Roma, gli abitanti di Palmira si ribellano ancora. Fa dietrofront e distrugge la città.
Il sole come dio supremo . Ritorno a Roma dell'imperatore Aureliano e vi importa il culto del dio Sole. Dopo un secolo di guerre e disastri, i romani cercarono un nuovo campione divino e lo trovano nel sole, il
Sole indomito, il Sol Invictus (venerato anche dalla famiglia di Costantino, che quando marciò su Roma, ebbe la famosa visione della croce sovrapposta al sole, una visione che proveniva dal suo dio familiare).
In Oriente è tornata la calma. Rimane l'interrogativo della Gallia dei bagaudi, che in celtico significava combattenti. Aureliano sconfigge Alemanni, Jutungi e Marcomanni che invadono l'Italia. Viene
ridimensionata la superficie dell'Impero escludendone la Dacia.
27 Nasce a Naisso, attuale Serbia, Flavio Valerio Aurelio Costantino. Generalmente conosciuto come il campione della cristianità per la sua politica di tolleranza religiosa. Dopo la sua ascesa al potere, pone
rimedio alle falle nel sistema della tetrarchia, ideato da Diocleziano, che prevedeva la divisione in 4 parti dell'Impero romano :due a Oriente e due a Occidente gestite da due Augusti e due cesari, quest'ultimi
erano i successori degli imperatori qualora essi fossero venuti meno. In tal modo si evitava che fossero le legioni ad eleggere l'imperatore quando il trono rimaneva vacante per la morte di un imperatore.
A Bisanzio Aureliano cade vittima di una congiura ordita da alcuni suoi generali (e dal Senato) ed è seppellito a Sirmio. Claudio Tacito (m. 276 d.C.), un senatore 75enne succede ad Aureliano. Il suo regno
durerà solo 6 mesi tra la fine del 275 e l'inizio dell'anno successivo. Credeva di essere un Traiano redivivo, ma non riuscirà a concludere nulla e cadrà vittima delle pugnalate dei suoi stessi soldati. I suoi
successori erano due : Marco Antonio Floriano (per le legioni occidentali) e Marco Aurelio Probo (per le schiere ciriache).
4 Nuovo Papa: Eutichiano (Luni, giugno 228 – 7 dicembre 283) è il 27° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, venerato come santo. Predecessore Felice I. Successore Caio.
Marco Aurelio Probo (m. 282 d.C.) succede a Claudio Tacito perché, prima di scontrarsi in Asia Minore con Marco Antonio Floriano, questi è ucciso dai suoi soldati.
In Siria viene eletto dai soldati l'usurpatore Giulio Saturnino, che però viene sconfitto ed ucciso da Probo ad Apamea.
Probo torna a Roma. È un periodo di tranquillità. L'Urbe ha bisogno di riforme, come nell'agricoltura in cui sono impiegate le milizie, che però preferivano combattere e non coltivare la terra. Da questa
scontentezza scaturisce una nuova ribellione e, durante i lavori di prosciugamento di una palude nell'estate del 282, uccidono Probo.
Marco Aurelio Caro (m. 283 d.C.) succede a Probo ed è nominato imperatore dalle sue truppe in Pannonia. In Gallia i Germani vengono sconfitti
Alla morte di Caro, il figlio Numeriano, che aspirava al trono, viene ucciso per ordine del suocero Aspro (che sarà a sua volta ucciso) dopo un solo mese di regno. Un tribunale composto da generali sceglie
come successore Caio Valerio Diocleziano, il capo delle guardie del defunto imperatore
8 Nuovo Papa: Caio (Roma, ... – 22 aprile 296) è il 28° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, dal 17 dicembre 283 alla sua morte. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse.
Predecessore Eutichiano. Successore Marcellino.
Dopo la morte di Severo Alessandro (235) c'erano stati 50 anni di guerre civili, colpi di stato, ribellioni, omicidi, separatismi. Si erano succeduti ben 22 imperatori, pressoché tutti morti di morte violenta.
L'investitura imperiale era raramente il frutto di un passaggio dinastico o di una decisione senatoriale: più spesso scaturiva dall'iniziativa di un esercito provinciale, che dava al suo comandante la forza e la
credibilità per proporsi come l'uomo della provvidenza, prima di dissolversi in una pozza di sangue. Tuttavia l'ennesimo uomo della provvidenza che si stava per insediare era quello giusto: Diocle, un ufficiale
della Dalmazia, che una volta asceso al trono, si farà chiamare Diocleziano.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
284
11 20 Diocleziano (Salona, 22 dicembre 244 – Spalato, 3 dicembre 311) sale sul trono, un illiro ed ultimo vero imperatore romano . Trasformò la struttura organizzativa dell'Impero rallentando, durante i 20 anni del
suo regno, la decadenza del mondo romano e si fregiò del titolo di Iovius , cioè di Giove, sottolineando la propria discendenza dal padre degli déi. In realtà si chiamava Dioclete ed era figlio di un liberto
dàlmata. Poiché non si fidava del Palazzo, trasferì la capitale in Asia Minore, a Nicomedia (che giustificò come esigenze militari). Per badare alle frontiere occidentali, il 1° aprile 286 designò, col titolo di
Augusto ed istituendo quindi una diarchia , il generale Massimiano, che si insediò a Milano. Ma, data la dimensione dei territori da controllare, la diarchia non sembrava sufficiente e così nel 293 ognuno dei
due Augusti si scelse un proprio Cesare: Diocleziano nella persona di Galerio e Massimiano in quella di Costanzo Cloro, detto così per il pallore del suo volto. L'impero fu così suddiviso in 4 prefetture, a loro
volta suddivise in diocesi, costituite da aggregazioni di province (100) allo scopo di facilitarne il controllo e la difesa. I pochi poteri che rimanevano al Senato scomparvero del tutto ed essere senatore era solo
una onorificenza. La moneta fu vincolata ad un tasso d'oro che rimase invariato per oltre 1000 anni. I contadini furono fissati al suolo e costituirono la "servitù della gleba ". Operai ed artigiani vennero
"congelati" in corporazioni ereditarie sino al 305. Con un editto, proibì ai seguaci del Nazareno la pratica del culto, e a loro era interdetta ogni carica sia militare che amministrativa. Molte comunità cristiane
furono devastate e venivano loro confiscati i beni, quando non venivano colpiti con condanne a morte. Una persecuzione che risulterà la più violenta che sia mai stata attuata contro i Cristiani, ma che non
riuscirà a debellare il Cristianesimo e che anzi, a partire dal 313 (Editto di Milano), soppianterà gradatamente il paganesimo come religione ufficiale dell'Impero. Rivoluzionò il sistema delle tasse e
dell'esercito, che fu diviso in 2 sezioni: una per la guerra, l'altra a reprimere le ribellioni. I soldati di stanza lungo la frontiera potevano anche contrarre matrimonio, istituzionalizzando una situazione che di fatto
era già esistente, ma che vincolò ulteriormente i legionari ai territori presso i quali prestavano servizio, definendo il loro ruolo come milizia strettamente territoriale. Ma la sempre maggior difficoltà a reperire
reclute aveva spinto gli imperatori a immettere nell'esercito sempre più barbari, spesso dopo averli sconfitti in guerra e che, in qualità di laeti venivano poi stanziati nei territori sublimitanei, con gli stessi
compiti di difesa dei legionari e ricevendo la proprietà delle zone occupate. Istituì anche delle unità campali mobili, costituite da truppe scelte fra la fanteria e la cavalleria e che seguivano l'imperatore nelle sue
campagne e spedizioni. Erano dette comitatenses e fra esse veniva operata un'ulteriore scelta di qualità, formando i palatini , vere e proprie guardie del corpo. La necessità di uomini in armi portò Diocleziano a
costringere i figli dei militari a seguire le orme dei padri e i proprietari terrieri a fornire parte dei loro coloni che, evidentemente, inviavano i più scarsi. Si dovrà quindi ricorrere ad arruolamenti in cui non si
stava a guardare molto per il sottile, e ciò comportò che, con il tempo, le truppe migliori furono costituite dai barbari. - Indebolito da una malattia, Diocleziano abdicherà il 1° maggio 305, primo e unico
imperatore a fare questa scelta volontariamente, e 52enne, si ritirerà nel suo enorme palazzo di Split (Spalato), dove morirà all'età di 63 anni.
285
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Diocleziano sconfigge il figlio superstite di Caro, e rimane unico imperatore. Tra il 285 e 287 combatte vittoriosamente lungo i confini danubiani
Diocleziano associa Massimiano al potere imperiale
Dicleziano muove contro gli arabi e li scaccia dalla Siria che avevano pienamente invasa.
1 Sistema tetrarchico . Nel 285 Diocleziano aveva nominato come suo vice il suo valente ufficiale Marco Aurelio Valerio Massimiano, che eleverà al rango di augusto il 1° aprile del 286, formando di fatto una
diarchia , in cui gli imperatori si dividevano il vasto Impero e la responsabilità della difesa delle frontiere, su base geografica. Ma le rivolte all'interno dell'Impero aumentavano, per cui si procedette ad una
ulteriore ripartizione, suddividendolo in 4 grandi prefetture. Diocleziano nomina suo cesare a Nicomedia Galerio (che, per cementare questa risoluzione, dovrà ripudiare la propria moglie per sposare la figlia di
Diocleziano, Valeria), che dovrà occuparsi dell'Oriente, mentre Massimiano nomina a Mediolanum, come suo cesare per l'Occidente, Costanzo Cloro (così detto perché pallido, e si sposa la figliasta di
Massimiano, Teodora). Si attua così il sistema tetrarchico . Cloro si dovrà occupare della Britannia dove, a dispetto di Roma, regnava ancora Carausio che, prima dello sbarco di Cloro, verrà ucciso dal suo
primo Ministro. Ogni Augusto, dopo aver regnato per 20 anni, avrebbe dovuto rinunciare al potere e cedere la carica al proprio cesare, il quale avrebbe a sua volta nominato un cesare.
Diocleziano sconfigge in Egitto, dopo 8 mesi, il ribelle Achilleo, responsabile della difesa di Alessandria, e che si era probabilmente insediato al posto di Lucio Domizio Domiziano (che, sembra fosse un
usurpatore, tanto da coniare monete che lo celebravano come "augusto" assieme ai suoi "colleghi" Diocleziano e Massimiano. La suddivisione dell'impero consentiva un controllo più capillare, ma le ribellioni
esplodevano, pur tuttavia, in vari luoghi
30 Nuovo Papa: Marcellino , in latino Marcellinus (Roma, ... – Roma, 1 aprile 305), è stato il 29º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. Venerato come santo. Predecessore Caio. Successore Marcello I
Editto dei prezzi , o di Diocleziano. Durante la Crisi del III secolo, le monete romane erano state notevolmente svalutate a causa dei numerosi imperatori ed usurpatori romani che avevano coniato le loro proprie
monete per corrompere i soldati ed i funzionari. Alla fine del regno di Diocleziano, nel 305, l'Editto fu virtualmente ignorato e l'economia non si stabilizzò che fino alla riforma della monetazione di Costantino.
11 30 Diocleziano, già sessantenne e dopo vent'anni di regno, fa il suo primo ingresso nell'Urbe, celebrando il trionfo con Massimiano. Promulgherà un Editto contro i Cristiani e la loro persecuzione, soprattutto in
Oriente, che continuò anche dopo la sua abdicazione solo in Egitto ed in Asia. Tornerà poi a Nicomedia dove si ammala.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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1 Abdicazioni di Diocleziano e Massimiano . Rispettando il proposito di abdicare dopo vent'anni di regno, abdicazione a Nicomedia di Diocleziano, sostituito da Galerio (che ne aveva sposato la figlia Valeria) e
che dovrà assumere il controllo dell'Impero romano d'Oriente, e come cesare per l'Oriente prende il nipote Daia cui sono affidati Egitto e Siria. Al posto di Massimiano sarà eletto a Milano Costanzo Cloro, che
si prende come cesare d'Occidente l'ufficiale della guardia Flavio Severo, ritenuto da tutti un ubriacone. Costantino e Massenzio (figlio di Massimiano) si ritengono però scavalcati, e sino al 312 (Battaglia di
Ponte Milvio) avremo lotte tra Galerio, Massimiano, Massenzio, Severo, Massimino e Costantino.
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7 25 Due Augusti. Morte in Britannia, nel palazzo di Eberakum, di Costanzo Cloro durante una spedizione contro i pitti in Britannia. Le truppe eleggono imperatore il figlio 21enne Flavio Valerio Costantino , che
avvertirà Galerio in Oriente (a Serdica , l'odierna Sofia) della legittimità della sua elezione. La cosa lo farà adirare alquanto, ma poi accetta il fatto compiuto. Massenzio , figlio di Massimiano che, per
l'elezione a cesare di Galerio del nipote di quest'ultimo, Daia, si riteneva scavalcato, e che governava l'Italia, spalleggiato dai pretoriani, si fa proclamare a sua volta augusto.
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Nuovo Papa: Marcello I (... – 309), 30° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dal 27 maggio 308 al 16 gennaio 309. È venerato come santo. Predecessore Marcellino. Successore Eusebio.
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Architettura romana . Sul colle Viminale si inaugurano le Terme di Diocleziano iniziate nel 298 dall'imperatore Massimiano. Le più grandi e sontuose dell'antica Roma, dovevano servire i popolosi quartieri
del Quirinale, Viminale ed Esquilino e per la loro realizzazione fu smantellato un intero quartiere, con insulae ed edifici privati regolarmente acquistati. Si ispiravano a quelle di Caracalla, che a loro volta si
ispiravano a quelle di Traiano. In un recinto di 380 x 365 m, 2400 vasche, un blocco centrale che misurava 250 x 180 m, si potevano accogliere sino a 3000 persone contemporaneamente. Per dare l'idea della
loro maestosità, è sufficiente ricordare che il colonnato semicircolare dell'attuale piazza della Repubblica (già piazza Esedra), realizzato alla fine dell'Ottocento da Gaetano Koch, ricalca esattamente l'emiciclo
dell'esedra delle Terme e si vede ancora una delle absidi che si aprivano nel calidarium .
307
11 11 Galerio elegge il suo amico Valerio Liciniano Licinio quale Augusto d'Oriente, con il compito di governare l'Illiria. Massimino Daia si autoproclamerà pure imperatore e Galerio dovrà ratificare quell'arbitraria
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autonomia.
Massimiano cerca di convincere Diocleziano a riprendere le redini dell'impero per superare tutti quei problemi. In un convegno a Carnuntum sul Danubio, nomina Licinio, un ufficiale di Galerio, quale
successore di Severo e, poiché gli vengono assegnate Italia ed Africa, il suo compito sarà di estromettere Massenzio. Poi se ne ritorna a Spalato. Nel 308 lo Stato avrà così 4 Augusti : Galerio, Costantino (in
Gallia), Massimino Daia, e Liciniano Licinio (in Pannonia). Ma solo in Oriente, con Galerio e Massimino Daia la tetrarchia sembra reggere.
Nuovo Papa: Eusebio (Sardegna, ... – Sicilia, 21 ottobre 309) fu il 31° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Marcelli I. Successore Milziade.
Massimiano, approfittando del fatto che il genero era impegnato con i barbari ad Arles, si fa proclamare imperatore dai propri soldati. Costantino, non si fa ostacolare dai vincoli di parentela e lo pone sotto
assedio a Marsiglia, lo farà prigioniero e poi costringere al suicidio. Si profila sempre più un conflitto fra i due reggitori dell'Occidente: Costantino e Massenzio.
Nuovo Papa: Milziade , o Melchiade (... – Roma, 10 gennaio 314), è il trentaduesimo papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Eusebio. Successore Silvestro I.
Editto di Galerio a favore dei Cristiani, oggetto di feroce persecuzione sotto Diocleziano, per porli dalla sua parte e contrastare Massenzio e Massimino Daia che erano pagani. Si preparava una nuova guerra
civile. Galerio morirà a maggio con il corpo coperto di ulcere e pustole mefitiche. Con la sua morte scompare l'ultimo rappresentante della tetrarchia originaria, ma anche l'idea stessa di tetrarchia, perché i 4
rimasti non avevano certo intenzione di perpetuare il sistema, ma erano più che altro intenzionati ad espandere le rispettive zone di influenza a scapito degli altri. - Alleanze : Costantino dà in sposa a Licinio
la propria sorella Costanza. Massimino, di contro, ricerca l'appoggio di Massenzio riconoscendolo come imperatore legittimo. La guerra è solo questione di tempo.
Architettura romana: Circo Massenzio . Inizia la costruzione del circo Massenzio (o anche Romolo). Era in laterizio, lungo 520 m, e con una larghezza nel punto più ampio di 92 m. Poteva ospitare 10.000
spettatori in quanto vi avrebbero potuto accedere solo parenti e amici di Massenzio (il Circo Massimo ne ospitava 150.000). Si trovava nel complesso edilizio al 3° miglio della Via Appia (300 metri prima
della tomba di Cecilia Metella), che includeva la villa di Massenzio e il mausoleo del figlio Valerio Romolo. La spina che separava i due rettilinei era lunga 230 m. Probabilmente non fu mai terminato per la
morte di Massenzio nella Battaglia di Ponte Milvio dell'anno successivo. L' obelisco che lo adornava, proveniente dal tempio di Iside al Campo Marzio, si trova ora a Piazza Navona, collocato da Gian Lorenzo
Bernini sulla Fontana dei Quattro Fiumi nel XVII secolo (stava per essere venduto agli inglesi).
12 3 Muore a Spalato Gaio Aurelio Valerio Diocleziano (Salona, 22 dicembre 244), imperatore romano che governò dal 20 novembre 284 al 1º maggio 305, giorno della sua abdicazione in favore di Costanzo Cloro.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
A prendere l'iniziativa per lo scontro fra i due reggitori è Costantino, che sgominati i barbari lungo il Reno, può ora disporre di circa 90 mila fanti fra barbari catturati in guerra, germani e popolazioni celtiche,
da uomini raccolti in Britannia e da 8000 cavalieri. Ma non poteva utilizzarli tutti, con un impero da difendere ed uno da conquistare. Scenderà quindi in Italia con un corpo di spedizione di circa 40 mila unità.
L'impresa era difficoltosa. Severo e Galeno avevano fallito, e se Massenzio si fosse asserragliato a Roma, nessun esercito al mondo sarebbe stato in grado di stanarlo poiché il figlio di Massimiano poteva
fornirgli rifornimenti dall'Africa. Costantino fa allora in modo che la sua flotta si impadronisca dei porti in Sardegna e Corsica ed altri punti chiave della penisola per ostacolare il transito di convogli ed attuare
così il blocco della città eterna. Le forze di Massenzio si aggiravano probabilmente sulle 100 mila unità ma erano distribuite lungo la penisola per ostacolare la calata di Costantino, che entrato dal Monginevro,
conquisterà Susa, poi Torino e poi, via Milano e Brescia, si dirigerà verso Verona dove era concentrato il grosso dell'esercito dell'Italia settentrionale al diretto comando di Ruricio Pompeiano che verrà
sconfitto (1 settembre 312). Riceverà pure la resa di Aquileia. Quindi si appresta ad avanzare lungo la via Flaminia in direzione di Roma mentre Massenzio attesta il suo esercito in una località chiamata Saxa
Rubra , tra il Tevere e la Flaminia, una zona assai ondulata e che reputava adatta ad ostacolare le operazioni di cavalleria di Costantino che ne fu sorpreso perché importante era la reputazione di un comandante
in simili circostanze, e tranne veterani e pretoriani, difficilmente i soldati avrebbero avuto per il proprio generale la stessa dedizione se non lo credevano capace.
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10 28 Battaglia di Ponte Milvio : Contendenti: Costantino contro Massenzio, che si contendevano la reggenza dell'Impero d'Occidente. Causa: dopo l'istituzione della tetrarchia nel 293 (un imperatore con il proprio
cesare per meglio governare l'Impero d'Oriente ed un secondo imperatore con il proprio cesare per quello d'Occidente), Costantino era stato eletto cesare dell'imperatore Galerio, per sostituire Costanzo Cloro,
morto durante una spedizione contro i pitti in Britannia. Massenzio, invece, che si riteneva scavalcato da Daia nell'elezione a cesare dopo la morte del padre Massimiano, nel 306 si era fatto eleggere cesare dai
suoi pretoriani, e governava l'Italia e l'Africa senza averne il titolo. Le fonti disponibili non permettono di ricostruire la battaglia che avvenne, e si presuppone che il primo scontro di approccio si ebbe a Saxa
Rubra, ancora lontano dalla zona di Ponte Milvio. Poi si porta verso Ponte Milvio dove le truppe di Massenzio erano infelicemente schierate con alle spalle il Tevere, uno schieramento che avrebbe loro
precluso una via di fuga e la sconfitta di Massenzio era inevitabile. Lui morirà, appesantito dall'armatura, annegato mentre cercava di attraversare il fiume. Costantino rimarrà un paio di mesi a Roma
limitandosi a sterminare la famiglia di Massenzio, a cominciare dai due figli, ed a sciogliere il corpo dei pretoriani distribuendoli fra le sue legioni e a distruggere i loro acquartieramenti. Per la prima volta
Roma si trova priva di una guarnigione e ciò sanciva una nuova era che avrebbe visto la città non più protagonista della politica imperiale . - Riassumendo: dopo la morte di Costanzo Cloro, viene eletto
imperatore dall'esercito a York, Flavio Valerio Costantino (Naissus, 27 febbraio 274 – Nicomedia, 22 maggio 337), artefice della vittoria e già Augusto dal 307, e regnerà sino al 337. - Era il figlio bastardo di
Costanzo Cloro (detto Chlorus per il suo pallore verdastro), il cesare di Massimiano, e ora nuovo Augusto a Milano, che l'aveva avuto da Elena, una cameriera orientale diventata concubina. Dal quartier
generale di Galerio, fugge e va in Britannia dal padre. Lo aiuta a vincere alcune battaglie e gli chiude gli occhi pochi mesi dopo a York. I soldati, per le sue alte qualità di comando, lo acclamano Augusto,
ratificato anche dall'altro imperatore Galerio. Dopo vari tentativi di assegnarsi il titolo di cesare fra Severo, Massenzio (figlio di Massimiano), Licinio e Massimino Daia, il 27 Agosto 312 Costantino e
Massenzio si trovarono di fronte con i loro eserciti ad una ventina di Km a nord di Roma. Da una parte la croce sugli scudi ("In hoc signo vinces ") e dall'altra la bandiera con il simbolo del Sole imposto da
Aureliano come nuovo dio pagano. Per la prima volta si combatteva in nome della religione. Vinse Costantino. Aveva avuto 5 figli dalla moglie Fausta, che secondo la classica nomenclatura romana, chiamò:
Costantina, Costantino II, Costanzo II, Costante ed Elena. Costantino, per consolidare il legame con il suo alleato 63enne Valerio Licinio Liciniano, gli dà in sposa la sua sorellastra Costanza, allora 21enne.
Editto di Costantino a Milano a favore dei Cristiani (pone fine alle persecuzioni, viene restaurata la proprietà dei Cristiani e la libertà di culto ed il Cristianesimo è ora religio licita . I Cristiani preoccupavano
le autorità perché, con la loro organizzazione gerarchica, apparivano come un "Stato nello Stato") e stipulato con Licinio che sposò la sorella di Costantino Costanza. I due però si scontreranno più tardi (il 3
Luglio del 323) ad Adrianopoli e Scutari e Licinio, pur con l'intercessione della moglie Costanza, verrà ucciso, dopo essere stato inviato al confino a Tessalonica. Nel 350, il figlio di Costantino Costanzo
decreta il Cristianesimo religione ufficiale dell'Impero. Così pure farà Teodosio nel 391.
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4 30 Battaglia di Tzirallum (o Campus Serenus). Licinio sconfigge Massimo Daia nei pressi di Adrianopoli (Grecia), diventando così signore dell'Impero Romano d'Oriente. L'altra metà dell'Impero, quella
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1 31 Silvestro I (... – Roma, 31 dicembre 335) fu il 33° vescovo di Roma e papa della Chiesa Cattolica. Predecessore Milziade. Successore Marco.
d'Occidente è nelle mani del cognato Costantino I.
Muore Massimino Daia (20 novembre 270 circa) e termina l'innaturale triarchia che si era venuta a creare (figlio di una sorella di Galerio dal quale fu nominato cesare e suo successore). Ma i due sovrani
residui, Costantino e Licinio, non andavano proprio a braccetto. L'idillio si concluderà nel 325. Nel frattempo Licinio farà uccidere la moglie di Galerio, Valeria, rea di averlo rifiutato anni addietro, preferendo
Galerio.
I padri della Chiesa latina. Con l'Editto di Costantino la letteratura latino-cristiana entra in una nuova fase e nasce la necessità di discutere e definire i dogmi, di interpretare criticamente i testi sacri per
elaborare una dottrina teologica organica e completa, senza abbandonare la polemica contro gli scismi e le eresie. Gli scrittori che hanno contribuito a questo passaggio sono i cosiddetti Padri della Chiesa che
operano tra il IV e V secolo, il periodo d'oro della letteratura cristiana. Si distinguono: Ambrogio, Gerolamo, Ilario di Poitiers, Agostino.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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3 30 Costitutum Costantini (Donazione di Costantino). È un documento aprocrifo (quindi, non incluso nell'elenco dei libri sacri della Bibbia ritenuti ispirati e pertanto non usato a livello dottrinale e liturgico) che
afferma di riprodurre un editto emesso dall'imperatore Costantino I, secondo il quale, dopo aver trasferito la sede dell'impero a Costantinopoli, lasciava alla Chiesa il restante territorio dell'impero romano,
attribuendo così a papa Silvestro I e ai suoi successori le seguenti concessioni: 1) il primato (principatum ) del vescovo di Roma sulle chiese patriarcali orientali: Costantinopoli, Alessandria d'Egitto, Antiochia
e Gerusalemme; 2) la sovranità del pontefice su tutti i sacerdoti del mondo; 3) la sovranità della Basilica del Laterano, in quanto "caput et vertex ", su tutte le chiese; 4) la superiorità del potere papale su quello
imperiale. -- La donazione (ovvero, la truffa) verrà utilizzata dalla Chiesa nel medioevo per avvalorare i propri diritti sui vasti possedimenti territoriali in Occidente, e fondare per secoli la legittimazione del
proprio potere temporale in Occidente. Riesumata da papa Leone IX nel 1053, nel XII secolo venne inserita da alcuni mistificatori nel Decretum Gratiani (una raccolta di fonti di diritto canonico che
raccoglieva le conclusioni dei concili) e in alcune raccolte di Decretali (lettere firmate dal papa che contenevano disposizioni giuridiche), alterandone il senso degli scritti. Papa Alessandro VI farà riferimento
alla Donazione per giustificare il suo intervento nella disputa tra Spagna e Portogallo sul dominio del Nuovo Mondo. - P.S.: Il filologo italiano Lorenzo Valla (Roma, 1405 o 1407 – Roma, 1º agosto 1457) nel
1440, con argomentazioni storiche e filologiche, dimostrerà in modo inequivocabile che la Donazione era un falso.
Il senato fa erigere un arco in onore di Costantino e nel quale viene affermato come egli avesse inflitto il giusto castigo al tiranno ed ai suoi aderenti per ispirazione della divinità - Nonostante la parentela
creata con il matrimonio tra Licinio e Costanza, Licinio e Costantino non andavano per niente d'accordo. Costantino con due vittoriose battaglie, l'una in Pannonia e l'altra in Tracia, costringe Licinio a chiedere
la pace che durerà sino al 324, dopo una ripresa delle persecuzioni dei cristiani promossa da Licinio. Altre battaglie si avranno, ad Adrianopoli, Bisanzio e a Crisopoli (odierna Scutari) ed altrettante sconfitte
inferte a. Licinio
che la
causeranno
in un
primoche
momento
la sua
abdicazione
e poi la
suaTrinità
morte. del prete alessandrino Ario (250-336). Per lui il Figlio di Dio, in quanto generato, non poteva essere considerato allo
Trinità
Si accende
controversia
trinaria,
si appunta
sulle
interpretazioni
della
stesso modo del Padre. Essendo infatti un "figlio", e quindi venuto dopo Colui che lo ha generato, è in posizione subordinata al Padre. Non negava quindi la Trinità, ma la "consustanzialità" (homusìa ) che sarà
poi formulata nel Concilio di Nicea del 325. Per lui quindi Gesù era una sorta di semidio , non identificabile con Dio stesso. La versione ariana del cristianesimo sarà abbracciata dai neoconvertiti Goti.
Campione di quella che diventerà l'ortodossia antiariana è Atanasio (296-373), che con la sua Vita di Antonio (356) farà conoscere in Occidente la scelta eremitica dei padri del deserto di cui Antonio abate
(250-356) è antesignano.
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Antica basilica di San Pietro in Vaticano , nota anche come basilica di Costantino. Si ritiene che tra quest'anno ed il 326 vengano inziati i lavori per la basilica cristiana consacrata a San Pietro (119x63 m, 37
di altezza), facendo piazza pulita di un cimitero pagano, attualmente interrato sotto il complesso rinascimentale della chiesa, i cui lavori termineranno nel 333. All'inizio del XVI secolo si deciderà per la sua
totale ricostruzione e quindi fu lentamente demolita. Era a cinque navate (87x64 metri), divise da quattro colonnati di ventidue colonne ciascuno, con la centrale rialzata e più larga, e coperta da capriate.
Sulle monete romane non appare più il Sole ed i soldati sono obbligati a partecipare alle funzioni religiose.
Concessioni alla comunità cattolica : la Domenica è dichiarata giorno festivo; la Testamenti factio passiva , permetteva alla Chiesa di ricevere beni in eredità; la Episcopalis audientia, stabiliva la competenza
dei tribunali vescovili su questioni di carattere giuridico; la Manumissio in ecclesia , cioè la possibilità di liberare schiavi in chiesa. A questi provvedimenti verrà aggiunto il divieto assoluto, per qualunque
cittadino, di esercitare aruspicina privata e magia, pratiche giudicate oscure e inconciliabili con la visione cristiana.
3 Battaglia di Adrianopoli . Costantino sconfigge militarmente Licinio (che aveva ripreso a perseguitare i cristiani) e rimane unico Imperatore, riunificando l'Impero dopo 2 decenni di guerra civile.
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5 20 1° concilio di Nicea . Costantino, pur non essendo un teologo, indice e presiede a Nicea , presso Nicomedia (iniziando così una tradizione, che durerà sino al XVI° secolo, con la quale gli imperatori sono
investiti di una speciale autorità religiosa), il 1° Concilio ecumenico contro Ario (un predicatore di Alessandria che attaccava la dottrina alla base, confutando la consustanzialità di Cristo con Dio, ovvero, del
Padre col Figlio). Riconosce ai vescovi competenza di giudici nelle loro circoscrizioni o diocesi. Esenta i beni della Chiesa dal pagamento delle tasse e riconobbe come "persone giuridiche" le associazioni dei
fedeli. A Nicea, essendo ammalato il papa Silvestro I, fu Attanasio a sostenere le accuse contro Ario. Alla fine, dei 318 vescovi partecipanti, solo 2 parteggiarono con Ario e furono scomunicati con lui. Si cercò
di dirimere anche le controversie teologiche sulla natura della Trinità, ma si partorirà l'ennesimo scisma in seno ad una Chiesa già divisa. Insorsero fazioni eterodosse che rigettarono il compromesso dettato da
Costantino.: i monofisiti in Siria e in Egitto (in particolare la Chiesa copta), , le Chiese alternative che, dal punto di vista degli ortodossi, disconoscevano la parità di status tra Padre e Figlio all'interno della
Trinità. Poi altri gruppi minori, come i marcioniti e donatisti le cui diatribe con i cristiani affondavano le radici in eventi accaduti molto prima della legalizzazione del cristianesimo. --- Seguono poi: Concilio
di Costantinopoli (il 2°, nel 382), Efeso (il 3°, nel 431) e Calcedonia (il 4°, nel 451)
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Costantino si renda protagonista di un delitto degno di una tragedia greca. Da una concubina di nome Minerva aveva avuto un figlio, Crispo. Lo cresce con ogni onore e lo sceglie poi come cesare assieme ad
uno dei suoi figli legittimi, Costantino II. Non se ne conosce il movente (ma si presume un presunto adulterio di Crispo con la moglie di Costantino Fausta, tant'è vero che poco dopo anche Fausta morirà
nell'acqua bollente), ma in seguito farà condurre Crispo a Pola (attualmente in Croazia), dove lo farà eliminare. La versione di Filostorgio dice invece che Fausta, rifiutata da Crispo, dice a Costantino di un
tentativo di stupro da parte di Crispo, che viene ucciso. Saputa poi la verità, Costantino farà uccidere anche Fausta.
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5 11 Costantinopoli . Costantino, attratto dall'antica città di Bisanzio sul Bosforo per la sua centralità sia rispetto allo scacchiere danubiano sia rispetto a quello orientale, la rifonda dandole nome Nova Roma, dove
però non vi visse mai e che in seguito assunse il nome di Costantinopoli. - Alcuni pensano che il popolo romano non lo amasse più dopo il suo avvicinamento al cristianesimo, e per questo fu indotto a cercare
un luogo in cui far sorgere la nuova capitale e Roma ne diverrà di fatto la succursale d'Occidente per un secolo e mezzo. Lo sarà poi ufficialmente e formalmente nel 476, quando il barbaro Odoacre deporrà
l'ultimo imperatore romano Romolo Augustolo, spedendo a Costantinopoli le insegne imperiali di Roma, proclamando l'Italia una semplice provincia dell'Impero bizantino d'Oriente, in nome del quale la
governerà col titolo di patrizio. Odoacre sarà in seguito ucciso e sostituito da Teodorico --- Bisanzio, ora Istanbul, venne fondata da coloni di Megara (in Grecia, alla periferia dell'Attica) nel 667 a.C. e
chiamata così in onore del loro re Byzas. L'Impero Romano d' Oriente era più popoloso ed autonomo dal punto di vista economico ed alimentare, rispetto a quello d'Occidente. Poteva raccogliere più tasse e
mantenere più soldati e Costantinopoli ne fu capitale dal 395 al 1453, quando finì sotto l'Impero Ottomano, che avrà a sua volta termine nel 1922, dopo la sconfitta ottomana nella Prima Guerra Mondiale Riforma dell'esercito romano : cancella le potenzialità militari del prefetto ed istituisce due distinti capi di stato maggiore : il magister militum , per la fanteria, l'altro, il magister equitum per la cavalleria; in
tal modo chiunque avesse voluto puntare al potere facendo leva sull'esercito sarebbe stato privato di una consistente parte di esso.
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1 18 Nuovo Papa: Marco (Roma, ... – 7 ottobre 336) è il 34° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Silvestro I. Successore Giulio I.
2 6 Nuovo Papa: Giulio I (Roma, ... – Roma, 12 aprile 352) è il 35° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Marco. Successore Liberio.
5 22 Morte di Costantino (nato a Naissus il 27 febbraio del 274), dopo aver ricevuto il battesimo il giorno di Pasqua dal vescovo ariano Eusebio di Nicomedia. Era stato eletto imperatore romano nel 306 e sembra
che non avesse lasciato disposizioni precise sulla gerarchia e sulle norme che avrebbero dovuto regolare il governo dell'impero. Si era solo limitato a dividere il ricostruito impero in 5 fette e ad assegnarle ai
suoi 3 figli Costantino II, Costanzo e Costante ed ai 2 nipoti Delmazio ed Annibalino che, appena morto Costantino vengono uccisi dai reggimenti della guarnigione di Costantinopoli. A fine anno i 3 eredi
dell'impero erano ufficialmente imperatori associati.
337
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suddivisioni. A Costantino II, la Britannia, Spagna e Gallia; a Costanzo l'Oriente fino al Bosforo; a Costante, l'Italia, l'Illiria e l'Africa.
Muore Costantino II in una battaglia ad Aquileia contro Costante, che si annette i suoi possedimenti ed è così padrone dell'intero Occidente.
Muore Costante che, essendo un buon comandante, vinceva tutte le battaglie in Gallia, ma spremeva i sudditi con le tasse e fu ucciso da Magnezio, un comandante di milizie barbare e si proclama imperatore
(sino 353). Costanzo (353) torna in Occidente per ristabilire la giustizia e con Vitrione, il 28 settembre 351 sconfigge Magnezio a Mursa in Ungheria (54 mila i morti di cui 30 mila per il solo esercito di
Costanzo), per due anni lo insegue prima in Spagna, poi in Francia ed a Lione lo obbliga al suicidio insieme con suo fratello Decezio. L'impero é di nuovo riunito sotto un solo sovrano. Costanzo si era
sposato 3 volte ma non aveva eredi. Rimanevano solo 2 ragazzi, Gallo e Giuliano scampati al massacro del 337 e che si trovavano in Cappadocia sotto la tutela del vescovo Eusebio. L'eletto fu Gallo, il
maggiore dei due, e gli fu data in sposa Costantina, sorella dell'imperatore. Ma si trasformò in un assassino, per cui Costanzo lo richiamò a Milano, ma in Pannonia fu prelevato da un distaccamento di soldati,
condotto nel palazzo di Pola in cui Costantino aveva fatto uccidere il suo primogenito Crispo, e lo condannò a morte. Nominò Cesare Giuliano
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9 A 3 mesi di distanza, viene diffusa la notizia della morte di Costantino, che era stata tenuta segreta nel tentativo di sistemare l'ardua suddivisione dell'impero. A Smirne si riuniscono i tre fratelli per le
9 28 Battaglia di Mursa Maggiore . Viene combattuta tra l'esercito di Costanzo II, costituito da truppe di cavalleria pesante sul modello persiano (catrafatti ed arcieri a cavallo dell'Asia Minore e le fanterie
legionarie) e le forze dell'usurpatore Magnezio, che contava su un esercito inferiore, ma con soldati più validi. Poco prima della battaglia però il tribuno Claudio Silvano, uno dei comandanti di Magnezio,
diserta a favore di Costanzo, che vincerà la battaglia ma avrà più perdite di Magnezio. Conseguenze della vittoria sono che a Costanzo II si apre la strada per l'Italia. Lo scontro decisivo che determina la
sconfitta definitiva di Magnezio (che è costretto al suicidio dalle sue truppe che si ribellano) lo si avrà nel 353, nella battaglia di Mons Selecus, vicino a Lione. In seguito, Costanzo II farà giustiziare anche
Costanzo Gallo (nato a Massa Vetemensis, 325), Cesare d'Oriente dal 351, che aveva governato sulle province orientali con ferocia, ed in modo ottuso ed insensato, causando carestie, ribellioni ed eccidi. Della
famiglia di Costantino rimangono ora solo Costanzo e Giuliano, poco più che ventenne, che aveva trascorso la vita segregato tra Costantinopoli, Nicomedia e la Cappadocia, immerso negli studi degli autori
classici, che lo avevano spinto ad abbandonare la religione cristiana e recuperare il paganesimo della tradizione romana. Logorroico, superstizioso, devoto, non sembrava adatto ad assumere il comando lungo le
frontiere occidentali.
352
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5 17 Nuovo Papa: Liberio (... – 24 settembre 366) è il 36° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. Alcuni storici hanno ipotizzato che Liberio si dimise nel 365 al momento del suo esilio, per poter
11
comprendere l'instaurazione dell'antipapa Felice II. Predecessore Giulio I. Successore Damaso I.
6 Il nipote di Costanzo, Claudio Giuliano (che passerà alla storia come Giuliano l'Apostata - chi ripudia la propria religione), a Milano viene nominato Cesare da Costanzo e ne sposa la figlia Elena, per poi
partire il 1° dicembre alla volta della Gallia a ristabilire l'autorità imperiale in Britannia dove orde franche ed alemanne avevano varcato il Reno. I suoi successi ingelosiscono Costanzo II, che comincia ad
ordire un piano contro Giuliano e poi, accecato dall'ira, gli intima di lasciare le legioni. I soldati di Giuliano lo acclamano allora Augusto e muovono contro Costanzo, che però muore prima dello scontro,
lasciando tuttavia come erede Giuliano stesso in quanto i fratelli non avevano avuto figli od erano morti in tenera età.
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8 25 Battaglia di Strasburgo. Detta anche di Argentorum (nome di Strasburgo), è combattuta tra l'esercito dell'Impero romano guidato dal cesare Giuliano e la confederazione delle tribù degli Alemanni guidate dal
re supremo Cnodomario. Costanzo rimuove Marcello, cui aveva affidato Giuliano come luogotenente ed offre il comando supremo allo stesso Giuliano. Il magister peditum Barbazione, che era di stanza ad
Augusta, vicino a Basilea, si ribella a Giuliano (che era stato fra gli uccisori di suo fratello Gallo) e non gli metterà a disposizione i suoi 25 mila uomini. A Giuliano non rimangono che 13 uomini per la
battaglia che si sarebbe tenuta a Strasburgo. La notizia induce gli alemanni ad unire le forze che alla fine ammonteranno a 35 mila uomini, in parte mercenari. Giuliano si posiziona sul fianco destro con la
cavalleria. A ridosso di un'altura, dalla parte opposta, Severo con la fanteria. Gli alemanni, saranno sconfitti e lasceranno sul campo 6000 morti oltre a quelli rimasti nelle acque del Reno, la cui linea difensiva
dei forti era stata gravemente danneggiata durante la guerra civile del 350-353 tra l'usurpatore Magnenzio e l'imperatore Costanzo. I romani accuseranno solo 234 morti, fra cui 4 ufficiali. Giuliano viene eletto
imperatore dai suoi soldati. Poi altre battaglie sino al 359 quando, finalmente, il Reno tornerà ad essere la frontiera dell'impero. Giuliano chiede a Costanzo di riconoscerlo come imperatore. Lui non rispose in
quanto impegnato in una campagna contro i persiani. Giuliano allora supera le Alpi Rezie e muove le truppe galliche contro il fratello. Anche Costanzo gli muove contro, ma però si ammala quando era ancora
in Asia Minore ed, a 43 anni, muore il 3 novembre 361
Giuliano l'Apostata (Rinnegatore) sino al 363. Apostata in quanto i suoi interessi religiosi erano in senso opposto, forse per il trattamento subito negli insegnamenti dal suo tutore Eusebio. La sua apostasia e
disinteresse per i culti, portò qui e là al ripristino dei vecchi culti pagani che uccisero il vescovo Giorgio ad Antiochia. Giuliano preparò allora, il 5 marzo 363, una spedizione contro Sapore II. Armò un flotta
di 1000 navi per discendere il Tigri, ma non riuscì ad espugnare la città di Ctesifonte e fu costretto a ritirasi ed a bruciare le navi che non poteva far risalire il Tigri. Fu bersagliato dalla cavalleria persiana ed
una freccia nel fegato, estratta male, lo portò alla morte il 23 giugno del 363.
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Il successore Flavio Gioviano, viene eletto dai suoi legionari di fede cristiana che stavano ritirandosi, fece una pace frettolosa con i persiani a cui concesse Mesopotamia ed Armenia, territori di conquista di
Diocleziano. Nel Febbraio del 364 pone fine alle persecuzioni dei cristiani. Poi morì. Era il 364.
17 Giuliano si trova a Dadastana, in Bitinia, e sta muovendo verso Costantinopoli quando, a 8 mesi dalla elezione, muore improvvisamente per una malattia o per le esalazioni di un braciere che teneva accanto al
letto.
L'esercito prescelse l'illirico Flavio Valentiniano (371 – Vienne, 15 maggio 392), sino al 375, un bravo generale figlio di un cordaio della Pannonia. Al fratello Valente (sino al 378) lasciò Costantinopoli con
le province orientali. Valente si batté contro Procopio in Cappadocia, che fu decapitato nel 366. Valentiniano sconfisse gli alemanni e mandò il suo miglior generale spagnolo Teodosio in Britannia per
sbaragliare sassoni e scoti e poi in Africa, dove però fu vittima di intrighi e morì. Lo stesso Valentiniano, dopo aver portato nel 367 la capitale da Milano a Treviri, rimase vittima di una sincope per
arrabbiatura a Brigetio nell'Illirico. Era il 375 ed aveva designato suo successore il figlio Graziano. Valente morì invece arso vivo dopo essere stato sconfitto dai goti.
Gli Alemanni attraversano il Reno e invadono la Gallia. L'imperatore Valentiniano I lascia Parigi e assume il comando del suo esercito per difendere le città galliche
10 1 Nuovo Papa: Damaso I (Roma o Guimarães, 305 ca. – Roma, 11 dicembre 384) è il 37º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. 1° Pontefice Massimo dopo la rinuncia alla carica
dell'imperatore Graziano. - Predecessore Liberio. Successore Siricio.
Nuovo Papa: Graziano (Sirmio, 18 aprile/23 maggio 359 – Lione, 25 agosto 383), è imperatore sino alla morte, il 383. Primogenito di Valentiniano I, che lo nominò Augusto all'età di 8 anni.
12 7 Ambrogio , governatore della Liguria e dell'Emilia, alla morte del vescovo ariano Aurenzio, diviene Vescovo di Milano, da decenni sede della corte Imperiale, dove regnano i Valentiniani. Cattolici ed ariani si
erano riuniti nella basilica si santa Tecla per l'elezione e si temevano i torbidi che solitamente scoppiavano durante le assemblee. Probabilmente,, neutrale l'imperatore Valentiniano I, il prefetto Probo deve aver
manovrato per far eleggere un candidato super partes come Ambrogio, che stimava, ma che non apparteneva al clero e non era nemmeno battezzato, cosa che avverrà ad una settimana dall'elezione, ovvero, il 7
dicembre (giorno che rimarrà come festività).
Proclamazione dell'autorità dottrinale del Vescovo di Roma da parte di Papa Damaso. Il Vescovo ariano Wulfila traduce in lingua gotica la Bibbia.
11 17 Muore a Brigetio Valentiniano I (Cibalae, 3 luglio 321), imperatore romano dal 364, succeduto a Gioviniano, prendendo per sé le prefetture Occidentali e l'Illirico, mentre al fratello Valente Augusto dà quelle
orientali. Valentiniano aveva stabilito la sua sede a Milano per essere vicino ai campi di battaglia, dove i Germani, dal confine Reno-Danubio, premevano sul territorio romano. E combatterà Alemanni, Sassoni
e risiederà in Germani 7 anni costruendo nuove fortificazioni sul Reno ed una fortezza a Basilea. - La situazione socio-economica orientale assume un aspetto più fiorente rispetto a quella occidentale :
Valentiniano, di fede "niceana", tra lui per l'Occidente e Valente (ariano per convinzione) per l'Oriente, cominciano a generarsi due politiche diverse, due diverse organizzazioni amministrativo-burocratiche e
due differenti dinastie.
Goti: tribù gotiche passano il Danubio per stabilirsi entro i confini dell'impero. Sembra fossero in 200 mila, solo quelli in età di portare armi. La loro avventura era iniziata secoli prima in Scandinavia, per
proseguire l'emigrazione verso la Vistola e, in seguito sul medio Danubio, fino allo stanziamento più stabile a oriente, nella regione del Don e Prut. Il primo contatto con i romani avvenne nel 238 nella Mesia
(odierna Bulgaria). Dodici anni più tardi saranno protagonisti di eccidi e dell'assedio di Filippopoli. Nel 262 distruggono il tempio di Diana ad Efeso, una delle sette meraviglie del mondo antico. Poi
passeranno il Bosforo e metteranno a sacco la Grecia. Nel 269 si ha la riscossa romana nella battaglia di Naisso (odierna Nish) nella quale sembra che abbiano perso la vita 50 mila barbari. Si giungerà così ad
una pace che durerà un secolo.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
378
8
9 Battaglia di Adrianopoli : alle prime avvisaglie di ribellione dei Goti, l'imperatore d'Oriente Valente si rende conto di essere privo di forze sufficienti per fronteggiare la crisi : l'armata principale si trovava in
Siria per preparare la guerra contro la Persia. Per orgoglio o stolidità non aveva voluto attendere i rinforzi che gli stava portando Graziano (imperatore d'Occidente con Valentiniano II), e andrà incontro ad una
colossale disfatta, pari per portata, al disastro di Canne. In un primo scontro nei pressi di Marcianopoli, i goti sconfiggono Lupicino ed i barbari approfittano dell'occasione per incrementare il loro
equipaggiamento con le armi dei legionari caduti. Valente richiama le forze operanti in Armenia affidandole a Traiano e Profuturo e stipula una frettolosa pace con la Persia. L'8 agosto Fritigerno offre a
Valente la pace in cambio della consegna della Tracia ai goti. Valente rifiuta e sarà sconfitto e ucciso dai Goti nella battaglia di Adrianopoli, in Tracia. Gli succederà Teodosio I. 10 mila i morti fra i romani. Si
salvò solo un terzo delle forze solo perché la battaglia era iniziata nel pomeriggio. La vittoria dei Goti porrà le basi per la trasformazione dello stato romano in quella confederazione di nazioni che avrebbe
contraddistinto l'ultima fase della sua storia e la prima epoca dell'Europa medievale. I Visigoti invadono i Balcani e Costantinopoli viene isolata via terra dall'Occidente. Continueranno le razzie sino all'arrivo
dello spagnolo Teodosio.
379
1 19 Graziano prende come collega Teodosio, omonimo figlio del generale che Valentiniano aveva fatto trasferire in Africa. Regnerà sino al 395. Sulla scena appare intanto Ambrogio. Non era un prete ma un
bravissimo funzionario laico che sino al 374 aveva fatto il governatore della Liguria e dell'Emilia. Riceverà il cappello episcopale da Valentiniano I e condurrà con Graziano e Teodosio una lotta al paganesimo
380
Teodosio chiede ed ottiene il battesimo cattolico, sotto l'influenza del vescovo Ambrogio, ed insieme a Flavio Graziano, con l'Editto di Tessalonica , condurrà l'ortodossia a prevalere sull'arianesimo. Il
Cristianesimo diventerà l'unica religione ufficiale dell'Impero e verrà cancellata ogni usanza pagana.
27 Editto di Tessalonica. Teodosio, insieme agli altri due augusti, Graziano e Valentiniano II, conferma il cristianesimo religione di Stato e viene vietata ogni forma di rito pagano. Se, come data, la nascita del
cristianesimo la possiamo fissare con la morte di Gesù, la data finale, cioè la data con cui si conclude la sua fase aurorale, la possiamo fissare tra il periodo che va da Costantino il Grande, che aveva
riconosciuto al cristianesimo il carattere di religio , a questo Editto di Teodosio, che trasforma il cristianesimo in religione imperiale , a religione di Stato, stabilendo il primato, in materia di teologia, delle
Chiese di Roma ed Alessandria sulle altre, creando così un pericoloso intreccio, mai più sciolto da allora, con la politica. Teodosio, che professava il credo niceneo e che si contrapponeva all'arianesimo, il 24
novembre 380 espelle il vescovo ariano Demofilo di Costantinopoli, affidando la conduzione delle chiese ariane cittadine a Gregorio di Nazianzo, di credo niceneo. In 60 anni, dall'Editto di Costantino a
Milano, il mondo civilizzato passa da un blando e tollerante politeismo a un monoteismo esclusivo. Flavio Eugenio ed Abrogaste, sostenitori del paganesimo, si ribellano e cadranno in battaglia (nel 394 al
Frigido) contro Teodosio, aiutato in questo dai goti agli ordini di Alarico. Teodosio, giunto trionfatore a Milano, vi muore d'idropisia (395 d.C.). L'imperatore romano non aveva ancora 50 anni e lasciava 2 figli
: Arcadio di 18 anni ed Onorio di 11.
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10 3 Viene conclusa la pace con i Goti per l'impossibilità di ciascuno dei contendenti di prevalere sull'altro. I Goti diventano foederati dell'impero, e ciò comportava la proprietà di terre, esenti da tasse, in Dacia e in
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382
Concilio di Costantinopoli I . È il 2° Concilio ecumenico della Chiesa cristiana e, con quelli di Nicea (il 1°, nel 325), Efeso (il 3°, nel 431) e Calcedonia (il 4°, nel 451), è determinante nello stabilire la
questione trinitaria (necessità di chiarire il rapporto fra rigorosa affermazione del monoteismo, da un lato, e attribuzione della divinità a più di una Persona, dall'altro lato) e cristologica (stabilisce chi e cosa è
Gesù Cristo). Il 9 luglio saranno promulgati 4 canoni dottrinali ed ecclesiastici: 1°) condanna dell''arianesimo, macedonianismo e apollinarismo - 2°) delimitazione delle province ecclesiastiche ed i titolari di
ognuna non devono interferire nella sfera di competenza di altre diocesi - 3°) Costantinopoli è la "Nuova Roma", il suo vescovo è elevato a patriarca ed è al 2° posto nella gerarchia dopo quello di Roma - 4°)
viene invalidata la consacrazione di Massimo di Costantinopoli a vescovo di Costantinopoli. I Concilio di Costantinopoli II sarà nel 553
Tracia, tra Danubio e Balcani, una piena autonomia pur nell'ambito della sovranità romana, e l'obbligo di aiuto militare, pur obbedendo all'ordine dei propri capi : un modello a cui si sarebbero conformate le
comunità barbariche insediate a seguito delle invasioni successive. Questo il contributo alla storia della battaglia di Adrianopoli.
A Roma, nella sede ella Curia, si trova la statua della dea Vittoria, alla quale i senatori, all'inizio di ogni seduta, bruciavano qualche granello d'incenso in omaggio sacrificale. La parte cattolica del senato
contestava quel culto ed ottiene la rimozione della statua (o dell'altare su cui poggiava) dall'imperatore Graziano. I pagani aprono una controversia che ha il suo acme nel 384, quando Aurelio Simmaco è posto
a capo di una delegazione senatoriale per impetrare a Valentiniano II il ripristino della statua. Ambrogio si fa consegnare la supplica ed imposta la sua replica su una sorprendente laicizzazione della storia di
Roma, dicendo che è stata grande, non per il favore delle divinità antiche, ma per il valore delle armi e per il coraggio dei suoi soldati, demolendo così la pretesa di affidare a una protezione divina le
"magnifiche sorti e progressive" del potere e del dominio di Roma.
Concilio di Roma . Il 2° Concilio ecumenico della Chiesa si era tenuto a Castantinopoli a maggio del 381. Viene indetto dal papa Damaso I per risolvere un contrasto che si era aperto tra la Chiesa Orientale e
quella Occidentale a causa della decisione di Teodosio I di eleggere, quale Arcivescovo di Costantinopoli, Nettario, che non era nemmeno battezzato. A causa del lungo viaggio, vi parteciperanno solo 3 vescovi
della Chiesa Orientale: Syriacus, Eusebio e Prisciano. Come risultato, il Papa redigerà una lettera, il "De explanatione fidei " o Decreto di Damaso, in cui è presente il canone della Bibbia cattolica (rispettato
tutt'ora dalla Chiesa cattolica) come oggi si conosce ricompreso dei libri deuterocanonici (libri della Bibbia che sono stati accolti nel canone della Chiesa latina e dalla Chiesa greca, ma non ritenuti validi dai
protestanti, e che quindi chiamano apocrifi ). Le decisioni che vengono assunte in questo Concilio sono: 1) approvazione del Canone biblico - 2) i 7 doni dello Spirito Santo - 3) i nomi di Cristo e le relazioni fra
le 3 persone divine - 4) la dichiarazione di supremazia decisionalle della sede di Roma.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Canone biblico . Negli ambiti ebraico e cristiano, è l'elenco dei testi contenuti nella Bibbia, riconosciuti come ispirati da Dio e dunque sacri, normativi per una determinata comunità di credenti in materia di
fede e di morale. - La parola 'canone' deriva dal greco kanon e significa "canna, bastone diritto", che era uno strumento di misura per la lunghezza, e da qui ne deriva il significato traslato di regola,
prescrizione, forma, modello - Sia sul modo di intendere il fondamento dei testi della Bibbia che nel considerare quali siano i testi "canonici", vi è molta diversità fre le differenti religioni e confessioni. Per cui
avremo anche differenti canoni: ebraico, samaritano, cristiano ortodosso, cristiano cattolico, cristiano protestante, cristiano copto, cristiano siriaco. - Tra i canoni cristiani e quelli ebraico e samaritano, le
maggiori difformità stanno nel fatto che gli ultimi due non accettano il libri del Nuovo Testamento relativi a Gesù. - I testi che non sono accolti in un determinato canone sono detti "apocrifi ". - Nuovo
Testamento (o Nuovo Patto) : sono 27 libri canonici che costituiscono la seconda parte della Bibbia cristiana e che vennero scritti in seguito alla vita e alla predicazione di Gesù di Nazareth. Sono in greco e
redatti molti anni dopo, dato che Gesù non ha lasciato nulla di scritto. Per i cristiani, il Patto é quello stabilito tra Dio e gli uomini per mezzo di Gesù Cristo. - Vangeli : a far parte dell'elenco, cioè, dei libri
considerati "ispirati" da Dio e accettati dalle Chiese cristiane e scritti tra il I e il II secolo d.C, ci sono i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.
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Magno Massimo, governatore della Britannia, si ribella. Il complotto che aveva affiliati anche alla corte dell'imperatore, permetterà di uccidere Graziano che in quel momento si trovava a Parigi. Regnerà sino
al 388, allorché uno scontro in Pannonia del suo esercito contro quello di Teodosio vi metterà fine. Sarà decapitato
12 11 Nuovo Papa: Siricio (Roma, 334 circa – Roma, 26 novembre 399) è il 38º Papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Damaso I. Successore Anastasio I.
1 23 L'imperatore fanciullo Valentiniano II promulga un editto con cui si garantisce la libertà di culto a tutte le confessioni cristiane e si sanzionano gravemente (morte od esilio) i trasgressori. Intima quindi ad
Ambrogio di consegnare la basilica Porziana all'altro vescovo. Ambrogio vi si rinchiude con i suo popolo e viene cinto d'assedio. Resisterà e, durante l'assedio, verranno composti per la prima volta inni sacri.
La corte si arrende e viene tolto l'assedio. Ambrogio è indicato dall'imperatore come un tyrannus che, nel linguaggio di allora aveva il significato di sovversivo, colui che vuole usurpare il trono. Allora
Ambrogio gli risponde ricordando che, secondo la legge antica, gli imperi sono stati donati dai sacerdoti, non usurpati (nella prassi biblica il re era unto dal profeta), per cui all'imperium non si arrivava per
diritto di successione, ma in virtù della volontà divina.
Letteratura latina . Muore Flavio Eutropio (363), politico, scrittore e maestro di retorica romano che diviene famoso per i Breviari , comodi e manuali che vengono incontro all'esigenza della nuova classe
dirigente di conoscere le gloriose vicende di Roma, sia pure in forma sintetica e superficiale. Da Valente ottiene l'incarico di scrivere una breve storia di Roma Breviarium ab Urbe condita , in 10 libri, un
sommario di carattere scolastico, sino alla morte di Gioviano (364), in cui non vi sono commenti e non sono narrati episodi disonorevoli per il popolo romano. Più avanti si diffonderà un nuovo genere di lettura
storica, destinata ad un pubblico non particolarmente colto ma di ceto benestante, che anticipa e prepara il romanzo popolare . Avrà molta fortuna nel Medioevo ed i temi preferiti sono il ciclo troiano e le
avventure di Alessandro Magno.
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5
Massacro di Tessalonica . La popolazione si era ribellata al comandante della legione romana Boterico, incapace di rendere giustizia ai locali, che soffrivano di insofferenza per i terreni che Teodosio aveva
dato in concessione agli immigrati che volevano lavorarli, scatenando così le invidie dei locali, che impiccano ad un albero alcuni miliziani. L'imperatore Teodosio, che nel frattempo aveva stabilito la propria
residenza a Milano, informato, ordina una rappresaglia, senza dire però come avrebbe dovuto essere. La milizia ha così modo di vendicare i propri morti e, con il pretesto di una gara di bighe che si teneva
annualmente (una specie di piccola olimpiade), ed altri spettacolari giochi con belve fewroci, fa entrare quasi tutta la popolazione nel grande circo e poi inchiodano le porte, dando inizio alla strage di
babilonesi. Si pensa che le vittime furono 7.000. Questo fatto suscitò l'indignazione del vescovo di Milano Ambrogio, che arriverà a scomunicare l'imperatore, ma che verrà perdonato dopo mesi di pubblica
penitenza.
Dopo Valentiniano
aver ripreso laIIpropria
di repressione
ogniassieme
culto pagano,
teodosio
nel 393,ildopo
piùessendo
di 1000già
anni
di tradizione,
porrà fine
alla da
celebrazione
delle Olimpiadi.
a Vienne
(371),politica
imperatore
romano daldi375,
a Graziano
e Teodosio,
quale,
morto
anche Graziano,
ucciso
Massimo Magno,
rimarrà come unico imperatore.
15 Muore
Figlio dell'imperatore Valentiniano I e di sua moglie Giustina, regnerà con il fratellastro Graziano, figlio di un precedente matrimonio. A Valentiniano II andranno Italia, Africa ed Illirico ed a Graziono il resto
dell'impero d'Occidente, ovvero, Gallia, Spagna e Britannia. Giustina e Graziano avevano spostato la corte imperiale a Milano dove subito si aprì lo scontro con i cristiani della città guidati dal vescovo
Ambrogio, essendo Giustina ariana. Dopo che nel 378 i Goti sconfissero e uccisero ad Adrianopoli l'imperatore Valente, zio di Graziano e di Valentiniano II; Graziano allora associò al trono come augusto
Teodosio I, affidandogli il governo della parte orientale dell'impero. Morto Graziano, Valentiniano II e la madre, sentendosi minacciati dall'uccisore di Graziano, si fanno ospitare da Teodosio I, il quale
sconfiggerà Massimo Magno, lasciando a a Valentiniano II la parte occidentale dell'impero. Poi rimarrà unico regnate quando Valentiniano II verrà trovato morto, in circostanze misteriose a Vienne, in Gallia:
il suo corpo fu trovato impiccato ad un albero
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
395
1 17 Muore a Milano l'imperatore Flavio Teodosio I , (Coca, in Spagna, nella moderna Provincia di Segovia - Castiglia e León, 11 gennaio 347). Fu avviato presto alla carriera militare a fianco del padre,
funzionario imperiale di alto rango, che poi cadrà in disgrazia e verrà giustiziato. Teodosio tornerà a vita privata ma, alla morte di Valente, nella disastrosa battaglia di Adrianopoli ad opera dei Goti, il 19
gennaio del 379 l'imperatore Graziano lo associò al trono affidandogli l'Oriente, dove Costantinopoli era minacciata ancora dai Goti. Nel 380 Teodosio riuscirà a siglare con loro una pace, con la quale essi
potevano stanziarsi all'interno dell'Impero romano e godere di una certa autonomia. Emana quindi l'Editto di Tessalonica e nel 381 ribadisce, con l'Editto di Costantinopoli, la proibizione di tutti i riti pagani, ma
permette che vengano conservati i loro simboli che avessero un valore artistico. Quando nel 383 Graziano viene assassinato da Massimo Magno, Teodosio accetta la sua proposta di amicizia, ma prepara la
guerra, e nel 387, quando Massimo Magno attraversa le Alpi per minacciare Milano, Valentiniano II si rifugia da Teodosio, il quale sconfiggerà a Sciscia (oggi Sisech), nella battaglia di Sava, Magno Massimo,
restaurando a Milano Valentiniano II, che poi lascerà l'arianesimo, aderendo alla fede cattolica. Nel 388 anche Teodosio stabilirà la propria residenza a Milano e dal 392 vi governerà come imperatore unico,
essendo morto Valentiniano II. Alla morte per idropsia, lascia il generale Stilicone come protettore (parens) dei figli Arcadio e Onorio. - Impero bizantino: vedi 610 d.C.
395
Divisione dell'Impero Romano - Arcadio ( Spagna, 377 circa – Costantinopoli, 1º maggio 408) ed Onorio (Costantinopoli, 9 settembre 384 – Ravenna, 15 agosto 423) si dividono l'Impero. Arcadio,
Imperatore d'Oriente (di cultura e lingua prevalentemente greca), regnerà sino al 408 ed Onorio, Imperatore d'Occidente, sino al 423. Stilicone viene messo a capo dell'esercito occidentale. Mentre la capitale
politica dell'Occidente si sposterà via via da Roma, a Milano, poi a Treviri, Sirmio e Ravenna quella d'Oriente si fermerà a Costantinopoli, elemento questo volto a creare una più forte stabilità per l'Impero
greco. Infatti, mentre i centri urbani d'Occidente si arricchiranno di monumenti ma rimarranno nel complesso luoghi di modesta entità, Costantinopoli si ingrandirà notevolmente e diverrà splendida, anche
perché, non di rado, gli imperatori sottrarranno capolavori a Roma e ad altre città dell'Occidente e dell'Oriente per portarli nella loro nuova residenza. Se l'edilizia pubblica gareggerà in bellezza con quella di
Roma, le chiese, sin dall'inizio, saranno ricche di ori, pietre preziose, madreperla, avorio, finemente lavorati da orafi, gioiellieri, artisti del mosaico. A rendere più eleganti e importanti le sedi religiose bizantine
contribuirà l'esaltazione del ruolo dell'imperatore, difensore della vera dottrina cristiana e perciò responsabile della salvezza dei fedeli, per cui presto verrà anche chiamato a dirimere le controversie religiose e a
convocare concili ecumenici. Dal 457 la sua elezione assumerà sempre più l'aspetto di una cerimonia religiosa, distaccandosi sempre più dall'impero occidentale, nel quale andranno ad inserirsi elementi
barbarici ai vari livell' dellirganizzazione statale, militare e politica. Costantinopoli, invece, attuerà una netta chiusura della Chiesa e dell'Impero verso quanti proverranno dall'esterno dei confini imperiali (nel
396 i Germani saranno estromessi dalle alte cariche militari). Visigoti e Germani saranno sospinti verso Roma e l'Occidente.
395
Letteratura latina . Muore a Burdigala Decimo Magno Ausonio (Burdigala, l'odierna Bordeaux, 310), il più noto ed importante poeta della cultura gallica. Padre medico, dopo gli studi a Tolosa, insegna
grammatica e retorica per 30 anni a Burdigala, poi è richiamato a Treviri dall'imperatore Valentiniano I per fare il precettore al figlio, il futuro imperatore Graziano. Chiara capacità tecnica e profonda
erudizione nelle sue opere, ma come poeta è piuttosto modesto, perché difetta di originalità, di spontaneità ed ispirazione. Parentalia , epigrammi commemorativi per i parenti defunti, 120 epigrammi ironici o
sentimentali, Bissula , raccolta di brevi poesie dedicate alla sua schiava liberata, e Mosella , il fiume di cui descrive il paesaggio; pur conservando le tracce di una erudizione scolastica, presenta descrizioni
suggestive e non prive di grazia.
397
Letteratura latina . Muore a Roma Ammiano Marcellino (Antiochia di Siria, 330 circa), storico di tarda età imperiale, di famiglia benestante, pagana e di lingua e cultura greca. Carriera militare sotto
Costanzo nelle campagne di Gallia ed in Oriente. Dopo il ritiro a vita privata e viaggi in Egitto (dove studia i geroglifici) e Grecia, si stabilisce a Roma dedicandosi alla stesura della sua opera storica Rerum
gestarum libri XXXI , 31 libri in cui si narra gli avvenimenti dell'impero romano da Nerva (96) alla morte di Valente (378) e che seguono le Storie di Tacito a cui si allaccia, non solo cronologicamente, ma
anche nella metodologia. I primi 13 libri sono però andati perduti. Lui narra anche di intrighi di corte e della vita interna dello Stato perché, dice " La storia è solita correre sulle alte vette degli avvenimenti e
non a indagare le minuzie delle umili cose". È assertore della grandezza di Roma e ne denuncia senza remore la decadenza. Fedele soldato è ammiratore di Giuliano (libri 21e 25), ma critica la sua avversione
nei confronti del cristianesimo, disapprovando l'editto che aveva fatto allontanare dall'insegnamento i retori ed i grammatici cristiani. Nel suo stile vi sono irregolarità sintattiche e grecismi lessicali, che
indicano la doppia cultura dell'autore, tanto che talvolta sembra che lo storico pensi in greco e poi scriva in latino. La sua narrazione è però efficace e viva, anche se scolastica (era un militare e non uomo di
cultura).
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Letteratura latina . Muore a Milano Aurelio Ambrogio, conosciuto come sant'Ambrogio (Treviri,in Germania, incerto 339-340), vescovo cattolico, scrittore e santo romano, una delle personalità più
importanti nella Chiesa. Figlio di un alto funzionario imperiale di famiglia senatoria cristiana, prefetto del pretorio di Gallia. Dopo la morte del padre, frequenta a Roma le migliori scuole di retorica e diritto ed
intraprende la carriera pubblica nel 370, divenendo governatore dell'Emilia e della Liguria, con sede a Milano. Lì, alla morte del vescovo ariano Aussenzio, evita lo scontro tra le comunità ortodossa ed ariana
guadagnandosi la stima del popolo e l'invito a succedere ad Aussenzio, cosa che avviene il 7 dicembre 374, con il benestare dell'imperatore. Lottò contro l'arianesimo intervenendo al concilio di Aquileia nel
381 e seppe influenzare gli imperatori Graziano, Valentiniano II e Teodosio nelle numerose dispute che ebbe ad avere con loro quando i progetti politici si scontravano con la libertà della Chiesa. Impose anche
una pubblica penitenza a Teodosio dopo il massacro di Tessalonica del 390. Autore di numerose opere a carattere esegetico (Hexàmeron ), dogmatico (De fide ad Gratianum Augustum, De penitentia, De
spiritu sancto ), ascetico-morale (De officis ministrorum - Il dovere dei sacerdoti) e soggettivo (Orazioni funebri, per le morti del Fratello, di Valentiniano e di Teodosio). Prosa limpida, elegante e di piacevole
lettura. Anche autore di inni liturgici che si ispiravano a melodie tradizionali. - La festività ricorre il 7 dicembre
Verso la fine del III sec.: la crisi economica e sociale si manifesta anche in campo culturale. L'uomo sente sempre più il bisogno di un rinnovamento interiore. Mentre le classi sociali più alte sono aperte a
culti misterici di natura orientale, le classi popolari sono più sensibili al conforto offerto dalla religione cristiana ed al suo messaggio di salvezza. In campo filosofico lo stoicismo viene sostituito dal
neoplatonismo (fondato da Plotino ), una filosofia più aperta alla dimensione di spiritualità e dell'ascetismo. Con il tramonto dell'impero scompariranno gli antichi valori e con essi la cultura classica. I valori
cristiani inizieranno invece a trovare una loro espressione anche in opere a carattere letterario, come in quelle di Sant' Agostino (le Confessioni o La Città di Dio ), che saranno alla base della filosofia
medievale.
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11 27 Nuovo Papa: Anastasio de Massimi (Roma, .. – Roma, 19 dicembre 401) è il 39º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Siricio. Successore Innocenzo I.
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12 22 Nuovo Papa: Innocenzo I (Albano Laziale, ... – Roma, 12 marzo 417) è il 40º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Anastasio. Successore Zosimo.
I Goti vengono cacciati dall'Impero d'Oriente
Onorio, sino al 402, fa ristrutturare le mura di Roma, per difendere la città dalla minaccia dei Goti. Nell'occasione l'altezza delle mura, che oscillava tra 6 e 8 metri, fu raddoppiata. Altri restauri furono
compiuti ad opera di Belisario (IV secolo). Attualmente la lunghezza delle mura, che si presentano in buone condizioni, misura circa 13 km. All'interno della cerchia delle mura aureliane è stato inserito il muro
Torto, un muraglione costruito nell'antichità come contenimento degli Horti Aciliorum (giardini situati sul Pincio, tra la Porta Pinciana e Trinità dei Monti).
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Viene distrutta Gaza. Intorno al 400 era un vivace centro portuale e intellettuale, privilegiato dalla sua posizione sulla via commerciale che, attraverso Beersheba e Petra, collegava il, Mediterraneo alle città
nabatee del deserto arabo. Qui, come altrove, gli ordini imperiali di chiudere i templi pagani, erano rimasti lettera morta e Gaza era rimasta pagana. Il vescovo del luogo Porfirio operava con una sola chiesa,
mentre i pagani avevano a disposizione un'infinità di grandi templi, dedicati al Sole, ad Afrodite, ad Atena e al dio conosciuto come Marnas, una manifestazione di Zeus, il cui tempio, il Marneion, era
particolarmente grandioso Porfirio, visto che il patriarca di Costantinopoli Giovanni Crisostomo non gli dava soddisfazione, si rivollge all'imperatore Arcadio tramite la moglie Eudossia. Vengono così inviate
truppe a Gaza e, in 10 giorni abbattono templi e requisiscono i tesori. Poi, sulle rovine del Marneion, viene costruita una chiesa, che sarà consacrata nel 407, riutilizzando per la pavimentazione le lastre di
marmo del vecchio tempio pagano, e costringendo i pagani a calpestare i resti del loro santuario.
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Stilicone , sbatacchiato un po' qui e là a tamponare le falle che si aprivano ai confini dell'impero, dopo aver battuto Alarico trasferisce la capitale da Milano, senza più difese naturali, a Ravenna un piccolo
villaggio circondato di paludi malariche che avrebbero reso difficile un assedio. Appena in tempo per sfuggire ad una invasione di altri Goti, che si chiamavano Ostrogoti, per distinguerli dai Visigoti di Alarico
e che, sotto il comando di Radagasio, superano le Alpi e si abbattono sulla penisola sommergendola sino alla Toscana. A Stilicone occorse un anno per raccogliere le truppe e battere Radagasio a Fiesole nel
406.
Letteratura latina . Muore, forse in questa data, Claudio Claudiano (Alessandria d'Egitto, 370), il più importante poeta di questo periodo, ultimo rappresentante della tradizione classica pagana. Trasferitosi a
Roma nel 395, diviene l'elemento di maggior spicco del circolo di Simmaco. Passa poi a Milano alla corte dell'imperatore Onorio, dove gode di amicizia e protezione del generale Stilicone, del quale celebra le
vittorie sui Goti. Arcadio ed Onorio gli erigeranno una statua di bronzo nel Foro Traiano. Opere encomiastiche, storiche, epiche e mitologiche. Il suo capolavoro, De raptu Proserpinae , è un'opera che appare
incompiuta. Abile versificatore, fertile fantasia e senso del ritmo, in un latino vicino a quello dei classici.
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I Vandali e gli Svevi attraversano il Reno
Uccisione di Stilicone, su comando di Onorio, da parte di un barbaro che aveva aiutato Arcadio a Costantinopoli ad uccidere Ruffino che si era ribellato e che stava tentando di rendersi amico Alarico. Stupido
ed ignobile delitto che priva l'impero del suo miglior servitore e farà capire ai barbari, che ancora gli erano fedeli, che cosa fosse esso diventato.
Vandali, Alani e Svevi invadono la Spagna
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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8 24 Sacco di Roma. Alarico (ca. 370 – Cosenza, 410) saccheggia Roma e morirà preparando una spedizione in Africa. Ataulfo (? - Barcellona 415), sino al 415, diviene re dei Visigoti. - Il saccheggio di Roma è
un avvenimento tanto sconvolgente, da indurre Sant'Agostino , vescovo africano, nonché il più grande dei Padri della Chiesa, a scrivere un libro intitolato "La città di Dio ", un'opera in 22 libri scritta tra il 412
ed il 426, una vera e propria apologia del Cristianesimo nei confronti della civiltà pagana. Quell' evento, che aveva sconvolto il mondo, era stato interpretato da molti esponenti della cultura pagana come una
punizione inflitta dagli Dei all’Urbe per via del fatto che questa aveva progressivamente abbandonato il loro culto a favore di quello del Dio dei cristiani. Ciò porterà ad abdicare quasi definitivamente al ruolo
di capitale nei confronti di Costantinopoli. - Le legioni si ritirano dalla Gran Bretagna.
Tra il 412 e 429 i Visigoti invadono la Gallia e la Spagna. - Sant'Agostino (filosofo, vescovo e teologo romano) inizia a comporre il De Civitate Dei
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3 18 Nuovo Papa: Zosimo (Mesoraca, ... – Roma, 26 dicembre 418) è il 41º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Innocenzo I. Successore Bonifacio I.
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12 28 Nuovo Papa: Bonifacio I (Roma, prima del 370 – Roma, 4 settembre 422), 42º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. Venerato come santo. Predecessore Zosimo. Successore Celestini I.
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Teodorico I, nipote di Alarico, succede a Vallia e diviene re dei Visigoti. Regnerà durante il soggiorno in Aquitania e pose la capitale a Tolosa. Morì combattendo con Ezio contro Attila nella battaglia dei
Campi Catalaunici (453).
Gli Juti e gli Anglosassoni sbarcano in Gran Bretagna.
30 Letteratura latina . Muore a Betlemme Sofronio Eusebio Gerolamo, San Gerolamo (Stridone, Dalmazia, 347), scrittore, teologo e santo romano, nonché padre e dottore della Chiesa . Tradusse la Bibbia dal
greco e dall'ebraico al latino. Di famiglia cristiana, si trasferisce a Roma per studiare retorica, filosofia e frequentare la scuola del grammatico Elio Donato, da cui deriverà la passione per la letteratura classica.
Dopo 3 anni di vita ascetica da anacoreta nel deserto di Calcide in Antiochia, viene ordinato sacerdote e nel 380 è discepolo a Costantinopoli del Padre della Chiesa greca Gregorio Nazianzeno. Torna a Roma
nel 382 per partecipare al sinodo, su invito del papa Damaso, di cui diviene segretario. Alla sua morte nel 384 lascia definitivamente Roma per l'Egitto e poi Betlemme, poiché era entrato in conflitto con il
clero romano, troppo modernizzato per i suoi ideali monastici. La sua fama rimane legata alla traduzione in latino dell'Antico e Nuovo Testamento, la cosiddetta Vulgata editio , riconosciuta nel Concilio di
Trento del 1546 come l'unica valida versione dei testi sacri. Oltre alle traduzioni di diversi libri sacri, li commentò. Tra le opere storiografiche ha particolare importanza Chronicro , un compendio di storia
universale da Abramo in poi. In De viribus illustribus , titolo preso da Svetonio, vi sono le biografie di autori cristiani, a partire da san Pietro. Epistolario è invece importante per la conoscenza dell' autore e la
testimonianza storica. Nella XXII delle 150 lettere, espone il suo pensiero sulla conciliabilità degli studi classici con la vita cristiana.
Architettura romana: Santa Sabina . Basilica paleocristiana costruita sulla tomba di Santa Sabina dal prete Pietro di Illiria sull'Aventino, il colle che strapiomba con il suo fianco occidentale nel Tevere,
fronteggia il Gianicolo e vede ai suoi piedi la conca dov'è adagiata la parte più antica del nucleo urbano, che in origine ospitava le case della plebe. Le colonne sono d'epoca romana (prelevate dal tempio di
Giunone Regina), il portale maggiore ha battenti in cipresso intagliati finemente e suddivisi in riquadri. La scena della crocefissione che compare in uno di essi è una delle più antiche rappresentazioni dedicate
a questo soggetto. All'interno,un frammento degli antichi mosaici richiama il concilio di Efeso del 431.
9 10 Nuovo Papa: Celestino I (Campania, ... – Roma, 27 luglio 432) è il 43º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. È venerato come santo. Predecessore Bonifacio I. Successore Sisto III.
Nell'Impero d'Occidente Costanzo III (m. 425 d.C.) succede a Onorio
Flavio Placido Valentiniano III (m. 455 d.C.), che ha 6 anni, succede a Costanzo III e viene proclamato augusto da Elione. Rimarrà sotto la reggenza della madre fino al 437.
Tra il 427 e il 433 i tre maggiori esponenti dell'esercito romano – Costanzo Felice, magister militum praesentialis senior e comandante delle truppe italiane, Bonifacio, comes Africae , e Ezio, magister
militum per Gallias , poi elevato al rango di magister militum praesentialis iunior in Italia – si scontrarono per determinare chi dovesse detenere il potere in Occidente : alla fine prevalse Ezio, che eliminò i
propri avversari, si fece nominare magister militum praesentialis senior (il massimo grado dell'esercito) e, nel 435, assumerà il rango di patricius .
I Vandali di Genserico assediano Ippona (città dell'Africa settentrionale, oggi in Algeria), dove il 28 Agosto muore Sant'Agostino (Tagaste, 13 novembre 354). Conquisteranno poi Cartagine nel 439, che
diverrà la loro capitale. Rimangono insediati in quelle terre, compiendo solo un'incursione nel 455 per saccheggiare Roma. L'Impero d'Occidente è ora costituito dall' Italia, da parti della Gallia e da poche terre
nei Balcani. -- P.S.: Questi Vandali, che si erano insediati in Spagna, nella Betica, l'attuale Andalusia, erano stati sconfitti dai Visigoti di Vallia e, alla ricerca di nuove terra, con Genserico avevano attraversato
lo stretto di Gibilterra nel 429, tra la città di Tarifa e i lidi fra Tangeri e Ceuta, ed avevano marciato verso est, sino a giungere ad Ippona. Saranno espulsi i vescovi cattolici ed instaurato un nuovo orsine, di fede
ariana.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
430
8 28 Letteratura latina . Muore Genserico Aurelio Agostino d'Ippona (Tagaste, in Numidia, 13 novembre 354), durante l'assedio di Ippona da parte dei vandali di Genserico. Fu filosofo, vescovo cattolico e teologo
latino. Famiglia di modesta condizione, il padre Patrizio pagano e la madre Monica fervente cristiana. Con l'aiuto di un ricco amico, entra nella scuola di retorica di Cartagine, dove conosce una donna con la
quale convisse 12 anni ed avrà un figlio, Adeodato. L'incontro con la filosofia lo condurrà ad una febbrile ricerca della verità ("La verità, tutta la verità, nient'altro che la verità ", una lunga e profonda indagine
filosofica, alla ricerca delle risposte alle domande che la fede poneva ad un Dio buono che però consente il male) ed alla lettura della Bibbia, di cui rimase deluso per alcune contraddizioni e per la forma che ne
esce indegna dal confronto con la dignità ciceroniana. Nel 374 aderisce all'eresia manichea , il cui vescovo e massimo rappresentante era Fausto di Milevi (che, quando avrà modo di incontrare nel 383, lo
deluderà perché non in grado di rispondere ai suoi dubbi e alle sue domande), eresia che ipotizzava l'esistenza di una divinità del bene ed una del male e che lascerà tracce nel suo pensiero, dominato dalla
categoria della dualità e dell'opposizione : materia e spirito, uomo carnale e uomo spirituale, Dio e uomo, eletti e dannati, città di Dio e città dell'uomo. Il male : perché Dio permette il male? uesta è la
domanda che si pone Agostino e che gli farà abbandonare le posizioni manichee. Perchè Dio non vince il bene e il male, in eterna lotta fra loro?, Non vuole cancellare il male dalla vita dell'uomo. Sviluppando
l'argomento del "libero arbitrio", arriverà alla conclusione che all'uomo è stata data libertà di scegliere le proprie azioni e di decidere come agire, secondo il proprio senso morale, e quindi decidere se far
vincere il bene od il male, eventualità quest'ultima che si verifica se lasciamo che le emozioni prendano il sopravvento sull'intelletto. -- Insegna grammatica e retorica a Tagaste e Cartagine. Poi va a Roma e si
avvicina allo scetticismo degli accademici e quindi accetta la cattedra di retorica a Milano, dove ascoltando i sermoni del vescovo Ambrogio, sarà spinto alla riconciliazione con i testi sacri abbandonando così
il manicheismo e lo scetticismo ed alla sua conversione sarà decisiva anche la lettura delle lettere di san Paolo. Riceve il battesimo da Ambrogio il 25 aprile 387 ed inizia la seconda parte della sua vita che
aumenterà la sua fama di pietà e di dottrina tanto da essere ordinato sacerdote da Valerio di Ippona nel 39, dove lui stesso diverrà vescovo nel 395. Compose più di 100 opere in 50 anni, senza contare lettere e
sermoni, di carattere filosofico (Contra Academicos, De beata vita, De ordine ), dogmatico (De Trinitate ), apologetico (De civitate Dei, dove difende il cristianesimo dall'accusa di essere stato la causa del
sacco di Roma da parte dei Visigoti nel 410) , autobiografico (Confessiones ), polemico (De libero arbitrio , in polemica con Pelagio, etc.), morale e pastorale (De catechizandis rudibus, De doctrina
Christiana ), esegetico (De sermone domini in monte, De consensu evangelistarum ). Grandissimo autore dell'epoca classica che si serve della tradizione letteraria pagana per una ispirata e originale opera
autobiografica e per gli scritti teologici e polemici. Nella Città di Dio , il Dottore della Chiesa si impegna a confutare le tesi addotte dai pagani contro il cristianesimo, ad analizzare la situazione della società
dell'epoca ed a spiegare come l'uomo possa raggiungere la salvezza. È anche una verifica storica dal punto di vista dei cristiani e rappresenta una risposta a chi imputava proprio alla religione cristiana,
antimilitarista, il declino dell'Impero Romano d'Occidente. -- Dio e l'anima : sono i due oggetti che indirizzano la ricerca di Agostino che però si uniscono in uno solo perché Dio si trova nell'anima e, per
raggiungere l'anima, no bisogna che esplorare sé stessi e scoprire la propria identità spirituale. Il mezzo per riuscirci è la confessione ("Confessioni "). "Non uscire da te, ritorna in te stesso, perché è proprio
nel vero dell'uomo che abita la verità "- (De vera religione). --- Concezione della relatività del tempo : parte dal presupposto che esso sia una creazione di Dio e dipenda, quindi, solo da lui. Nella "Città di
Dio criticava la concezione pagana della ciclicità del tempo cara ai filosofi greci perché implicava la ripetizione delle vicende umane e rendeva inutile la ricerca umana della felicità, ed aveva introdotto l'idea di
un octavus aeternus (l'8° giorno dopo i 7 della creazione e del tempo), inteso come "riposo eterno", extratemporale, che apre all'uomo il Regno dei Cieli. La temporalità nel messaggio biblico non è ciclica,
bensì rettilinea e storica: il tempo ha avuto un inizio, con la creazione divina, e si dipana verso la fine, con l'avvento del Regno di Dio. Il suo svolgimento è scandito da eventi unici e irripetibili: il peccato
originale, l'incarnazione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. Il problema del peccato originale: contrariamente a quanto affermato da Pelagio "che l'uomo può salvarsi può salvarsi anche solo con le sue
forze, perché naturalmente portato al bene", per Agostino l'uomo non può salvarsi con le sue sole forze, perché si trova in una condizione corrotta, e causa di questa condizione è proprio il peccato originale
(peccato che Adamo ed Eva, i progenitori dell'umanità nella tradizione biblica, avrebbero commesso contro Dio), ereditato attraverso l'atto sessuale che è all'origine di ogni vita umana. Stimolerà gran parte del
pensiero Medievale ed a lui si rivolgerà anche la riforma protestante per elaborare le basi della propria dottrina. Formulatore del cosiddetto argomento del cogito (le teorie della coscienza, consapevolezza che
accompagna l'atto del pensare) da cui prenderà le mosse la filosofia moderna con Campanella e Descartes. Nel 718 il re longobardo Liutprando ha fatto trasportare le sue spoglie dalla Sardegna a Pavia, nella
basilica di San Pietro in Ciel d'Oro.
431
432
8
Il concilio di Efeso condanna il nestorianesimo (dottrina cristologica propugnata del vescovo siriano Nestorio (381-451) e la Chiesa cristiana afferente alla sua figura religiosa). Secondo la dottrina cristologica:
- in Gesù Cristo convivevano due distinte persone, l'Uomo e il Dio; - Maria era madre solo della persona umana. Il Nestorianesimo rifiuta, quindi, l'appellativo di «Madre di Dio» (Theotókos) a Maria,
attribuendole piuttosto il titolo di Christotokós (cioè madre di Cristo).
31 Nuovo Papa: Sisto III , (Roma, .. – Roma, 19 agosto 440), è il 44° vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica che lo venera come santo. Predecessore Celestino I. Successore Leone I
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
433
Gli Unni ed Attila (Caucaso, 406 – Pannonia, 16 marzo 453), che significa "piccolo padre", è re degli Unni, e forse anche di più, dato che era riuscito a riunire molte popolazioni barbare e ad estendere i
confini dell'impero fin verso la Cina. Riuscirà a farsi pagare un tributo annuo da Teodosio II. - Sembra che gli unni, questo popolo delle steppe, con le loro incursioni abbiano spinto l'imperatore cinese
Hwang-te a costruire, intorno al 258 a.C., la Grande Muraglia. Si individua una loro successiva suddivisione in unni bianchi, o eftaliti, che invadono i territori degli odierni Iran ed Afganistan, e unni neri, che
si spingono verso occidente e li ritroveremo addosso agli alani stanziati tra il Mar Caspio e il Don, e di seguito, ai greutungi d'Ucraina. Ammiano Marcellino così li descrive : "Vestiti di pelli. Si proteggono la
testa con un berretto dagli orli ribattuti. Hanno calzari non adatti a camminare ed a combattere a piedi, per questo motivo se ne stanno incollati sui cavalli, dove sbrigano ogni faccenda : di giorno e di notte.
Nessuno di loro lavora la terra o tocca un aratro. Errano senza meta, senza terra, senza leggi, senza religione di focolare, senza sicurezza di cibo. Alla minima speranza di vantaggio cambiano decisione.
Talmente mutevoli di umore e suscettibili che, nel corso d'una stessa giornata, rompono le amicizie senza nessun motivo, oppure le rinnovano senza intermediari". - Bistecche : inserivano pezzi di carne sotto la
sella per frollarla e, forse, per non causare piaghe all'animale. - Aspetto : terrificante, con il volto solcato da cicatrici per impedire la crescita della barba. Crani deformati, allungati artificialmente per ragioni
estetiche (?). Infatti le teste di alcuni bambini (forse un'élite) venivano fasciate per ottenere l'effetto allungato.
439
Genserico: Vandali e Alani. (vedi anche 430). I Vandali e gli Alani di Genserico (il suo titolo ufficiale era: rex Vandalorum et Alanorum ) conquistano Cartagine e ne fanno la loro capitale. Non si
comporteranno da distruttori, ma rispetteranno buona parte del vecchio ordine e non inibiranno le attività rurali. Nel 442 stringeranno un trattato con i romani in cui verrà riconosciuta al loro re la piena
sovranità territoriale. Nel 455 incorporeranno le Baleari e, tra il 455/456, occuperà la Corsica il cui legname utilizzerà per costruire le sue navi e, come taglialegna, userà anche i vescovi cattolici. Nello stesso
periodo conquisteranno anche la Sardegna, che perderanno però nel 468, per riprendersela nel 482, insediandovi numerosi mori deportati dai territori africani, i cosiddetti barbaricini", da cui prese il nome
l'aspra regione montuosa Barbagia, nel Nordest dell'isola. Poi si spingeranno sino a Roma, che saccheggeranno, portandosi via, fra le altre cose, anche il candelabro e gli altri oggetti d'oro sottratti da Tito a
Gerusalemme, che là rimarranno come trofei sino al 534, quando i bizantini conquisteranno la città. Nel tentativo di conquistare la Sicilia, varcheranno il canale nel 440, 461, 462. Faranno razzie e, per qualche
tempo riusciranno a sottrarla al controllo romano, ma poco prima della morte di Genserico (avvenuta nel 477), scenderanno a patti con il generale germanico Odoacre che, dietro versamento di un tributo,
lascerà loro il controllo della zona intorno a Marsala. Durante gli ultimi anni del regno di Genserico, razzieranno e devasteranno anche le coste greche e dalmate e l'isola di Zacinto. Per un certo periodo i
vandali ebbero in mano i 3 granai de l Mediterraneo occidentale: l'Africa, la Sicilia e la Sardegna. Non c'è da meravigliarsi quindi che la carestia che si era prodotta in Italia nel 450 potesse essere stata indotta
dalle interferenze vandale sul traffico granario. L'impero vandalico ebbe il suo apogeo sotto il suo fondatore, Genserico, ma saranno una forza di rilievo anche nei 60 anni successivi alla sua morte. Nel 500
l'Italia sarà dominata dagli ostrogoti (cioè, "goti dell'Est"), l'Africa dai Vandali, la Spagna e la Gallia meridionale dai visigoti (cioè "goti dell'Ovest"), tutti di religione ariana. Nei 150 anni seguiti alla
fondazione della Nuova Roma (Costantinopoli), la geografia etnica religiosa del Mediterraneo era cambiata ed il processo di dis-integrazione era terminato.
440
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9 29 Leone I , detto anche Leone Magno (Toscana, ca. 390 – Roma, 10 novembre 461), è il 45° vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. È venerato come santo. Predecessore Sisto III. Successore Ilario
Architettura romana: San Pietro in Vincoli . Basilica di Roma. È chiamata anche basilica eudossiana dal nome della fondatrice, l'imperatrice romana Licinia Eudossia, ed è nota soprattutto per ospitare la
tomba di Giulio II con il celebre Mosè di Michelangelo. I "vincoli" cui si fa riferimento sono le (presunte) catene con cui l'apostolo Pietro fu tenuto prigioniero prima a Gerusalemme e poi a Roma. Eudossia
imperatrice, moglie di Valentiniano III, soddisfece il voto dei suoi genitori donando i ceppi che aveva portato dalla Terrasanta a papa Leone Magno. Quando i ceppi furono avvicinati a quelli della prigionia
romana del santo, i due tronconi miracolosamente si unirono. Vi si trovano anche 20 magnifiche colonne, dieci per lato , che tripartiscono le navate. Alte 6 metri, stile dorico, di marmo imezio (simile a quello
di Carrara), forse tra le più belle al mondo. Con gli scavi del 1956, sotto la chiesa si sono ritrovati resti di case che risalgono all'età repubblicana di Roma ed altri appartenenti forse alla Domus transitoria
neroniana (Colosseo e Domus aurea sono a due passi).
7 28 Muore l'imperatore bizantino d'Oriente Teodosio II (Bisanzio, 10 aprile 401) e sale al trono Marciano, e come prima azione, toglie ad Attila il tributo concordato per le precedenti guerre. Ezio infatti si era
avvalso degli unni per sgominare i burgundi a Worms nel 437 (lo fecero con tanto zelo che fu un vero e proprio genocidio). In seguito si erano distinti, ma più per le loro razzie ai danni dei proprietari galloromani, anche nella guerra contro i goti, che per le loro doti in battaglia. Contro i visigoti sotto le mura di Tolosa molti di loro però persero la vita nel 439, e ciò deve aver convinto Attila che non valeva la pena
sprecare uomini in simili situazioni a supporto di altri, perché sarebbero stati più utili per le proprie campagne. Ma forse fu anche Enzo che non li volle più per la loro indisciplina e conferì ad Attila la carica di
magister militum dell'Occidente. Un titolo puramente onorifico, ma che prevedeva sostanziosi emolumenti che si potevano configurare come tributo. Di preciso non si sa altro, di certo è che dal '40 in poi si ha
un progressivo aumento di tensione tra l'Occidente ed Attila. Attila sottomette la Scizia ed obbliga l'impero d'Oriente a versargli un tributo; ora era il turno dei visigoti e poi sarebbe stato quello di Flavio Ezio
(Durostorum, antica Mesia, odierna Silistra, Bulgaria, vicino al confine con la Romania, ca. 390 d.C.), capo dell' esercito romano d'Occidente, amico d'infanzia di Attila, avendo passato l'adolescenza tra gli
Unni come ostaggio, e quindi conosceva bene la lingua e le usanze di quel popolo; aveva avuto una guardia del corpo unna e sapeva come combattevano e come combatterli.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
437
10 29 Valentiniano III sposa a Costantinopoli la figlia di Teodosio II, Licinia Eudossia, da cui avrà due figlie, Eudocia e Placidia. Il potere effettivo rimase, però, nelle mani di Ezio, che si destreggiò abilmente con le
varie popolazioni germaniche e con gli Unni, riuscendo così a salvare quanto ancora rimaneva dell'Impero romano d'Occidente, dopo che anche l'Africa fu conquistata dai Vandali.
451
6 13 Assedio di Orléans . Ai primi di giugno gli Unni arrivano sotto le mura di Aurelianum (odierna Orléans), considerata la porta d'accesso per il sud-ovest della Gallia, divenuto regno dei Visigoti sotto il vecchio
re Teodorico I. Per ordine di Ezio, la città è difesa dagli Alani di re Sangibano, che resiste fin che può agli assalti di Attila. Poi gli Unni entrano. Si combatte casa per casa e, quando la città sulla Loira sembra
presa, arriva Ezio che aveva convinto Teodorico ad unirsi a lui ed, assieme ai Visigoti, ora poteva contrastare Attila. Pur essendo quasi padrone di Orléans, per il timore di essere chiuso in una sacca, raduna i
suoi e, con una ritirata strategica, va alla ricerca di un luogo adatto allo scontro. Lo troverà nelle pianure di Champagne, ad una decina di Km da Troyes che era denominata Campus Mauriacus : i Campi
Catalaunici. Si mettono in attesa di Ezio che arriverà dopo alcuni giorni e metterà campo, come se non avesse fretta di dare battaglia. Era invece in attesa dei Franchi salî di re Meroveo, il capostipite della
prima dinastia di monarchi francesi
451
6 20 Battaglia dei Campi Catalaunici: il canto del cigno della grandezza di Roma . Nella tarda primavera Attila partito alla volta della Gallia, muovendo dalla Pannonia con un esercito di circa 30 mila uomini
(altre fonti azzardano un 700 mila). Attraversa il Reno e risale la Mosella. Il 7 aprile, vigilia di Pasqua, fa strage dei cittadini di Reims. Poi si accinge a prendere Aurelianum , ultimo baluardo prima dei territori
goti. Nel frattempo Ezio si unisce ai goti e marcia verso Orléans, dove giunse verso il 14 giugno, salvando la città. Attila riesce a sottrarsi dall'accerchiamento in cui voleva chiuderlo Ezio e si dirige verso un
luogo detto Campus Mauriacus , ma anche Campi Catalaunici, dalla popolazione celtica dei catavellauni, che dava il nome alla capitale della regione, Catalauni, l'odierna Châlons-sur-Marne, nei pressi di
Troyes. Lì avverrà la battaglia fra visigoti ed ostrogoti. Lo schieramento dell'esercito imperiale : alla ala sinistra i romani comandati da Ezio, i visigoti di Teodorico alla destra e, al centro, Sangibaldo con i suoi
alani. Lo schieramento dell'esercito unno: al centro Attila, a sinistra gli ostrogoti al comando dei tre fratelli amali Vlamiro, Teodemiro e Videmiro; a destra il re Adarico con i suoi gepidi. Si hanno già delle
schermaglie la notte prima della battaglia tra la retroguardia gepida di Attila ed i franchi salii di Meroveo. Entrambi gli eserciti puntano a conquistare un'altura nei pressi della piana in cui sono schierati e ci
riescono Ezio e Torrismondo. La sera interrompe una carneficina in entrambi gli schieramenti, e vede Attila costretto a ritirarsi e trincerarsi nel suo accampamento nell'attesa, all'indomani, dell'assedio. Nel
campo romano si ha però l'improvvisa defezione di Torrismondo e dei suoi goti, sembra per la morte in battaglia del padre, per cui volle tornare subito a Tolosa per imporre la propria successione ai suoi tre
fratelli. Attila ebbe così la possibilità di ritirarsi, pensando però già ad una rivincita. Si imponeva quindi una nuova campagna. E cosa poteva esserci di più importante per un conquistatore, se non Roma? Perdite : Giordane scrive di 162mila morti. Altre cronache riferiscono di 300mila. Sovrastime letterarie, ma di certo là corse un fiume di sangue. L'ultimo epico scontro dell'esercito romano d'Occidente che,
nonostante questa effimera vittoria, non potrà fermare l'inarrestabile crollo dell'impero.
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10 8 Concilio di Calcedonia . L'Imperatore romano d'Oriente Marciano apre il 4° Concilio ecumenico a Calcedonia, dove vennero trattati argomenti cristologici. Inoltre, in chiara opposizione con il secondo concilio
di Efeso del 449, vi fu condannato il monofisismo di Eutiche e di Dioscoro (cristologia, secondo la quale la natura umana di Gesù era assorbita da quella divina e dunque in lui era presente solo la natura divina)
.
Attila entra in Italia . Attraverso le alpi Giulie, percorre la Via Annia e conquista Aquileia, Padova, Verona, Brescia, Bergamo infine entra a Milano e a Pavia, poi si ritira verso il Mincio. Privo dei visigoti ed
alle prese con la ormai cronica carenza di truppe, Ezio spera nell'aiuto dell'imperatore d'Oriente. La tattica di Attila di fare terra bruciata intorno a sé gli si ritorse però contro, perché saranno affamati dalla
carenza di rifornimenti che essi stessi avevano provocato. Di fronte a tanto pericolo, il Generale Ezio decise, in nome dell'imperatore Valentiniano III, di negoziare con gli Unni. Fu scelto come ambasciatore
Papa Leone I. Attila accolse la delegazione romana sulle rive del lago di Garda, negoziò la ritirata e in cambio volle avere come sposa Onoria, la sorella dell'imperatore. Pochi mesi dopo verrà trovato morto nel
suo letto, soffocato da una emorragia dopo una notte di bagordi per il suo ennesimo matrimonio, prima di lanciare un attacco verso l'Oriente. Il suo impero si dissolverà in un biennio, con la rivalsa dei popoli
che ne avevano fatto parte. Il crollo repentino degli unni ridimensiona la portata della battaglia dei Campi Catalaunici. Ma anche se Attila avesse vinto, la Storia del mondo non sarebbe cambiata poiché il suo
impero era privo di una qualsiasi struttura amministrativa e tenuto insieme solo dal carisma del suo sovrano. Avrebbe forse solo affrettato di qualche anno il caos entro il quale sarebbe precipitato di lì a poco
l'impero. Quella battaglia rimane tuttavia come il più imponente e cruento scontro del V secolo, in cui il nome di Roma era difeso da barbari truci e feroci quanto quelli che la combattevano.
3 16 Muore in Pannonia Attila (Caucaso, 406), l'ultimo e più potente sovrano degli Unni, dei quali divenne re nel 434, condividendo il trono con il fratello, che però farà uccidere 11 anni dopo. Fu alleato dei
Romani occidentali di Ezio per i quali annientò, compiendo immense carneficine, i Burgundi del regno di Worms, entrò in conflitto nel 441 con l'imperatore d'Oriente Teodosio II costringendolo ad una pace
umiliante e alla cessione delle terre alla destra del Danubio. Ormai padrone di tutti i territori dei popoli euroasiatici dalla Germania al Kazakistan, invade la Gallia nel 451 per prevenire i movimenti della
coalizione a lui contraria, formata da Ezio e dai Germani occidentali. Fuggito indenne dopo la sconfitta dei Campi Catalaunici, volge le sue truppe verso l'Italia, s'incontra sul Mincio con il papa Leone I. Poi,
messo alle strette dai romani che lo incalzavano, sceglierà la pace e tornerà in Pannonia, dove morirà.
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Teodorico II (426-Tolosa 466), figlio di Teodorico I morto nella battaglia dei Campi Catalaunici, diviene re dei Visigoti dopo aver ucciso il fratello primogenito Torrismondo. Passò in Spagna, combatté contro
i Suebi e ampliò il territorio di insediamento tra la Loira e la Lusitania. Fu a sua volta assassinato dal fratello Enrico.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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9 21 Morte di Ezio . Dopo la morte di Attila, Flavio Placido Valentiniano (2 luglio 419 – Roma, 16 marzo 455), meglio noto come Valentiniano III, fa uccidere Flavio Ezio mentre gli stava facendo rapporto nel
palazzo imperiale di Ravenna riguardo all'esazione delle tasse. Con la fine della minaccia degli Unni, la posizione di Ezio si era indebolita, in quanto l'Impero, e soprattutto Valentiniano, non aveva più bisogno
di un uomo forte, di cui era anche geloso per l'ascendente che aveva sui suoi soldati e della sua popolarità tra i popoli germanici. Nel 423 Ezio era divenuto comes domesticorum , carica importante e vero
trampolino di lancio per le alte sfere dello stato maggiore romano. Cinque anni dopo sarà eletto magister utriusque militiae per assurgere poi al massimo grado dell'esercito, secondo solo all'imperatore. Con gli
Unni combatte le rivolte dei barbari d'Occidente. In conflitto con la figura dell'imperatrice Galla Placida, sarà costretto alle dimissioni. Sarà reintegrato nel 433 col titolo un po' desueto di console e patrizio
romano e combatterà contro Visigoti, Burgunti e Franchi, ridando prestigio all'Impero. Quindi sconfiggerà Attila, che voleva conquistare la Gallia, ai Campi Catalaunici. - Vendetta dei fedeli di Ezio: l'anno
successivo, Valentiniano, che si trovava a Roma, si reca al Campo Marzio con alcune guardie del corpo, accompagnato anche da Optilia e Thraustila e dagli uomini di questi. Appena l'imperatore scende da
cavallo per esercitarsi con l'arco, Optilia gli si avvicina con i propri uomini e lo colpisce alla tempia, mentre l'esercito rimane schierato, immobile ad assistere. Valentiniano, sorpreso, si volge a guardare il
proprio aggressore, e Optilia gli dà il colpo mortale; contemporaneamente, Thraustila uccide Eraclio. I due sciti prendono poi il diadema e la veste imperiale e li portano a Massimo.
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3 16 Morte di Flavio Placido Valentiniano, meglio noto come Valentiniano III ( Ravenna, 2 luglio 419), imperatore romano d'Occidente dal 425. Simbolo dell'unità dell'impero, la figura attorno alla quale si coagula
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5 31 L'Imperatore romano Petronio Massimo trova la morte mentre fugge dai Vandali che si avvicinano all'Urbe. Rimangono incerti però gli autori del linciaggio (schiavi o soldati ribelli)
6 15 Sacco di Roma, sino al 29, da parte dei Vandali del piccolo e zoppo, ma abile ed ambizioso, Genserico, che proveniva dall'Africa, ormai regno vandalico. Ripartiranno con tesori incalcolabili, spoglie del
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la lealtà dei sudditi; in realtà, però, il potere fu esercitato da Flavio Ezio (vedi Morte di Ezio: 21 settembre 454)
tempio di Gerusalemme portate a Roma da Tito, e con l'Imperatrice Licinia Eudossia e le figlie Eudocia e Placidia. Avito sino al 456 Nell'Impero d'Occidente Maggioriano succede a Petronio Massimo. Nell'Impero d'Oriente Leone I (m.474 d.C.) succede a Marciano
Libio Severo sino al 465
11 17 Nuovo Papa: Ilario , o Ilaro (Sardegna, ... – Roma, 28 febbraio 468), è il 46° vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Leone I. Successore Simplicio.
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8 Il comandante militare romano Avito viene proclamato imperatore dell'Impero Romano d'Occidente.
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Enrico uccide il Fratello Teodorico II, diviene re dei Visigoti ed ottiene la Spagna - Le Gallie sono spartite tra Burgundi, Alemanni e Rugi - In Occidente il generale Oreste depone l'Imperatore Giulio Nerone
ed innalza al trono il proprio figlio Romolo Augustolo.
Procopio Antemio sino al 472
3 Nuovo Papa: Simplicio (Tivoli, V secolo – Roma, 10 marzo 483) è il 47° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Ilario. Successore Flice III.
Battaglia di Capo Bon (odierna Tunisia). Una battaglia navale fra l'Impero romano ed i Vandali, la popolazione germanica che, sospinta dagli Unni, aveva varcato il Reno, devastata la Gallia Romana (406409) e poi si era insediata nella Spagna meridionale, sottraendosi al controllo romano. Circa un migliaio le navi dell' impero romano, salpate da Cartagine al comando di Basilisco. Altrettante quelle dei Vandali
al comando di Genserico. I primi scontri vedono vittoriosi i romani, che affondano 340 navi nemiche. Genserico chiede 5 giorni di tempo per elaborare le condizioni di pace, ma li utilizza per raccogliere altre
navi, riempirle di materiale combustibile, che trasferisce poi su dei piccoli natanti, lanciati una notte contro le navi romane non sorvegliate e riunite in gran numero in un punto. I comandanti romani non
riusciranno a salvare quelle non attaccate dal fuoco, perché venivano speronate da quelle di Vandali. Questa sconfitta sarà anche una delle cause che accelereranno la caduta dell'Impero romano d'Occidente,
che non potrà più essere aiutato finanziariamente da quello d'Oriente (enormi le spese sostenute in questa spedizione), il cui contributo era necessario per poter garantire una paga regolare e l'equipaggiamento
alle legioni che difendevano i confini del Nord dell'Impero.
Nell'Impero d'Occidente Olibrio (m. 473 d.C.) - Muore Ricimero
Glicerio (m. 474 d.C.) succede ad Olibrio
Giulio Nepote sino al 475 - Genserico è riconosciuto signore dell'Africa, della Sicilia, della Sardegna, della Corsica, delle Baleari
Anicio Manlio Severino Boezio (Roma 475/477)
10 31 Viene proclamato imperatore Flavio Romolo Augusto (459 circa – Napoli, dopo il 511) col diminutivo di Augustolo. Considerato tradizionalmente l'ultimo imperatore romano d'Occidente. Era figlio di un
illirico, Oreste, un barbaro romanizzato che era stato un luogotenente di Attila e che, allontanandosi da lui, era diventato magister militum di Giulio Nepote ma che, considerando Giulio Nepote un traditore (si
era messo agli ordine dell'imperatore di Costantinopoli, il trace Leone, per scacciare Glicerio da Ravenna), lo scaccerà da Ravenna. Le milizie barbariche reclamano la cessione di un terzo delle proprietà
d'Italia. Oreste promette ma non mantiene. Allora un altro generale, il fiero Odoacre, che era stato a sua volta seguace di Attila, scende in Italia ed il 28 Agosto del 476 giustizierà Oreste.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
476
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4 Caduta dell'Impero Romano d'Occidente - Odoacre (434 circa – Ravenna, 15 marzo 493), capo dell'esercito barbaro al servizio dell'Impero, depone Romolo Augustolo e, riconoscendo la supremazia
dell'Impero d'Oriente, rimanda all'Imperatore Zenone, le insegne dell'Impero, assumendo il solo titolo di "patrizio" e la carica di magister utriusque miliciae . Termina così la serie degli Imperatori
dell'Impero romano d'Occidente , un impero che non serviva più a nessuno e che non aveva più alcuna rilevanza istituzionale, e che cadeva dopo oltre 1200 anni dalla fondazione di Roma
Inizia il Medio Evo (o Medioevo) in quanto per le leggi assurde imposte dalle circostanze, nessuno è più arbitro del proprio destino perché deve seguire sempre il mestiere dei propri antenati. Ai tempi di
Roma ognuno era parificato dinnanzi alla legge e, con la cittadinanza, non era soltanto un suddito ma anche un protagonista. Ora il potente prende il posto dello Stato e lo suddividerà in una miriade di feudi,
ciascuno col proprio signore, alla testa di una massa amorfa ed inerme, abbandonata ai suoi capricci e senza più nessun diritto: nemmeno quello di cambiare professione e residenza. Iniziano i Regni romanobarbarici (con il termine "barbaro " - dal greco bàrbaros = balbuziente -, era indicato lo straniero incapace di pronunciare correttamente la lingua greca). A differenza di oggi, nel Medioevo si tende a
valorizzare una forma di coscienza collettiva che investe generalmente i fedeli e le loro anime. Salvezza e dannazione sono i due momenti che in questo contraddistinguono l'orientamento del pensiero dal secolo
V al XV. Ciò che è bene per uno lo è per tutti e per controverso, ciò che è male (una cattiva lettura, ad esempio) lo è pur esso per tutti. Per questo il libro ritenuto dannoso è considerato vitandus (da evitare)
senza delimitazione d'età, di sesso o di preparazione. Il Medio Evo durerà sino alla scoperta del continente americano (1492). Da tempo il giudizio storico su questo periodo si è articolato, ma molti continuano
a immaginarlo come un periodo buio, intriso di ferocia: anni di oscurità, di delitti, di amori sanguinosi e di una barbarie abietta e consapevole, cioè del tutto dimentica del fulgore della classicità. Un periodo di
tenebre fra le luci abbaglianti della classicità e del Rinascimento (così vede anche Roma Ferdinand Gregoroivus nella monumentale Storia della città di Roma nel Medioevo 1852-1872). Bisogna arrivare
all'Autunno del Medioevo , scritto dal saggista olandese Johan Huizinga nel 1919, perché il giudizio cominci ad articolarsi in modo più meditato.
Ragioni della decadenza dell' Impero Romano: la maggior parte degli studiosi sostiene che la catastrofe che portò alla dissoluzione dell'Impero fu causata da 2 fatti: il Cristianesimo e la pressione dei barbari
che calavano dal nord e dall'Oriente. Ma il Cristianesimo non distrusse nulla. Si limitò a seppellire un cadavere: quello di una religione in cui ormai credeva più nessuno. Un religione conta non in quanto
costruisce templi e svolge riti, ma in quanto fornisce una regola morale di condotta. Il paganesimo questa regola l'aveva fornita. Ma quando nacque Cristo, essa era già in disuso e gli uomini, consciamente o
meno, ne attendevano un'altra. Tertulliano che l'aveva capito diceva che il mondo pagano era in liquidazione e, prima lo si sotterrava, tanto meglio sarebbe stato per tutti. Quanto ai nemici, Roma era abituata ad
averne ed a combatterli, ma il suo esercito col tempo si riempì di tedeschi, compresi gli ufficiali, perché Gallieno aveva proibito il servizio militare ai senatori. Roma era già presidiata da una milizia straniera, i
"confederati" (foederati ) "i barbari che erano stati convinti a collaborare". La cosiddetta "invasione" non fu altro che un cambio della guardia fra barbari. Ma la crisi militare, dopo Cesare fu determinata anche
dal fatto che le famiglie che componevano la vecchia ed orgogliosa aristocrazia furono decimate dalle guerre dove i loro rampolli cadevano generosamente ed anche per penuria di figli. La seconda generazione,
più corrotta, era di gagà e rammolliti e non servirono a nulla le sovvenzioni di Tiberio per incoraggiare le famiglie a fare più figli, ed anche la campagna faceva del malthusismo e si spopolava. Ma Roma, si
può dire, nacque per assolvere ad una missione, l'assolse, e con essa finì. Cioè raccolse le civiltà che l'avevano preceduta, la greca, l'orientale, l'egiziana, la cartaginese, le fuse, e le diffuse in tutta Europa ed il
bacino Mediterraneo. Non inventò granché, né nella filosofia, né nell'arte, né nella scienza. Ma fornì strade per circolare, gli eserciti per difenderle, un formidabile complesso di leggi per garantirne lo sviluppo
nell'ordine, e una lingua per renderle universali. Forme politiche come, monarchia, e repubblica, aristocrazia e democrazia, liberalismo e dispotismo, erano già stati sperimentati. Ma Roma ne fece dei modelli, e
in ognuno di essi brillò per il suo genio pratico ed organizzativo. Abdicando con Constantino, essa consegnò la sua struttura amministrativa a Costantinopoli che ne visse per altri mille anni. --> Impero
bizantino (vedi 610 d.C.)
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
I Regni romano-barbarici in Europa. Regno Suebo (gli Svevi) dal 410 al 584 : è il primo a separarsi dall' Impero romano ed a battere propria moneta. Era situato in Galizia e Lusitania settentrionale. Sarà
conquistato dai Visigoti nel 585. - Regno Visigoto di Tolosa dal 419 al 507 : i Visigoti, mandati dall'Imperatore d'Oriente a combattere i Vandali, costituiscono un regno in Aquitania, che raggiunge il suo
apogeo con Eurico (466-484), che redigerà il 1° codice di leggi germanico (codex Euricianum 470 ca.). Nel 507 è annesso dai Franchi - Regno dei Vandali in Africa dal 429 al 534 : i Vandali si stanziano in
Africa nel 429 e con la loro flotta dominano il Mediterraneo. Il regno si indebolisce alla morte di Genserico per lo scontro fra nobili, e nel 534 i Vandali sono sconfitti dall'esercito di Giustiniano - Regno dei
Burgundi dal 443 al 534 : i Burgundi sopravvissuti al massacro degli Unni (episodio che diede inizio alla Saga dei Nibelunghi ) si erano stanziati nel 443 nella Francia sudorientale fino al confine con la
Provenza. Là sarà redatta dal re Gundobaldo (480-516) la Lex Burgundionum in cui furono raccolte le consuetudini del suo popolo. Dopo la conquista dei Franchi nel 534, si spargeranno tra la popolazione
romana e ne adotteranno lingua e religione - Regno Visigotico dal 507 al 711 : il regno si forma nella penisola iberica. Con il re Recaredo si convertiranno al cattolicesimo nel 586. Il loro regno durerà sino
alla conquista degli Arabi nel 711, che sconfiggeranno il re Roderico - Regno Ostrogoto in Italia dal 493 al 553 : Teodorico, re degli Ostrogoti, sconfigge Odoacre e fonda il regno Ostrogoto che sopravvivrà
fino alla conquista di Giustiniano (guerra greco-gotica tra il 535 e 553) - Regno dei Franchi dal 481 al 687 : sono formati dalle tribù dei Salii, dei Ripuarii e dei Sicambri che originariamente si insediano
nella Gallia nordorientale. Tra il 486 e 496 Clodoveo (482-511), re dei Franchi, unifica sotto il suo regno la maggior parte della Gallia ed un buon tratto della Germania. Con i suoi successori il regno si sfalda
in unità più piccole ed è riunificato solo nel 687. - Regno Longobardo dal 568-569 al 774 : aveva per capitale Pavia e si estendeva sino all'Austria, interessando la Romagna. Fondato da Alboino, cadrà ad
opera dei Franchi di Carlo Magno.
o----- 478 - 1000 : Alto Medioevo -----o
È un'epoca contrassegnata da continue guerre tra i popoli barbarici per il dominio dei territori appartenuti all'Impero. I Longobardi di Alboino riescono a penetrare in Italia costituendovi un potente regno. Nel
VII secolo inizia l'affermarsi dell'Islam: nel 622 Maometto si trasferisce dalla Mecca a Medina (Egira ), instaurando al suo ritorno la nuova religione, che attira immediatamente nuovi proseliti. Gli Arabi si
avviano alla conquista dei territori circostanti, espandendosi in Siria ed in Persia e conquistando Gerusalemme. In Occidente la loro avanzata verrà arrestata da Carlo Martello nella battaglia di Poitiers (732).
Poi, Franchi e Longobardi arriveranno a scontrarsi anche in territorio italiano. Forti dell'alleanza con il Papato, i Franchi, sotto la guida di Pipino il Breve e Carlo Magno, sconfiggono gli avversari, favorendo la
creazione dello Stato della Chiesa. Nell'800 Carlo Magno è incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero dal Papa Leone III. Gli Arabi frattanto consolidano il loro dominio in Africa ed in Oriente,
diffondendovi la propria religione. L'Impero vive una fase tormentata, resa ancor più difficile dalle lotte interne tra i discendenti di Carlo per l'attribuzione del potere. Il trattato di Verdun dell' 843 sancisce la
divisione dell'Impero in 3 parti : a Carlo il Calvo la parte occidentale; a Ludovico (il Germanico) la parte orientale; a Lotario la parte centrale con il regno d'Italia e la corona imperiale. Nei decenni successivi
tale frammentazione diverrà ancor più marcata. Un temporaneo tentativo di riunione si ha soltanto nel 962, con l'Incoronazione di Ottone I a Imperatore del Sacro Romano Impero.
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Clodoveo fonda la dinastia Merovingia (capostipite, probabilmente, Meroveo) e diviene re dei Franchi
3 13 Nuovo Papa: Felice III , della gens Anicia (Roma, ... – Roma, 1º marzo 492), è il 48º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Simplicio. Successore Gelasio I.
Pace tra Teodorico e Zenone imperatore d'Oriente
12 28 Alarico II, re dei Visigoti, succede al padre Enrico
Invasione dell'Italia da parte di Teodorico e di tutto il suo popolo. Viene creato un regno romano-barbarico che garantirà una certa stabilità sino alla sua morte, nel 526.
3
1 Nuovo Papa: Gelasio I (Cabilia, 400 – Roma, 21 novembre 496) è il 49º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Felice III. Successore Anastaio II.
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4 11 Viene incoronato Augusto dell'Impero Romano d'Oriente Anastasio I il Dicoro ( Durazzo, 430 circa – Costantinopoli, 9 luglio 518). Attuerà un politica volta a far convivere ai vari livelli dello Stato interessi e
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intendimenti diversi e cercherà di sostenere a un tempo aristocrazia e borghesia che, sotto colori diversi - Azzurri" e "verdi" - si contrasteranno anche nel Circo durante le competizioni sportive. La sua apertura
verso i poveri, a lungo andare, faranno diffidare i latifondisti, che gli si leveranno contro, e nel 518 insedieranno Giustino I.
3 5 Ravenna si arrende: inizio del regno Ostrogoto in Italia . Occupazione di Ravenna da parte di Teodorico re degli Ostrogoti, ed uccisione di Odoacre che vi si era assediato (che nel 476 aveva deposto l'ultimo
Imperatore romano Romolo Augustolo). Il 15 marzo Odoacre sarà invitato ad un banchetto per sancire la pace fra i due sovrani, ma verrà ucciso.
11 24 Nuovo Papa: Anastasio II (Roma, ... – 19 novembre 498) è il 50º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. Predecessore Gelasio I. Successore Simmaco.
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Riconoscimento del regno di Teodorico da parte dell'imperatore d'Oriente Anastasio I. Teodorico cercherà a fare dell'Italia uno Stato, ma non avrà abbastanza uomini per presidiare l'intera penisola ed, in più,
anche perché praticò una politica razziale. Infatti i suoi Goti ebbero l'esclusiva dei comandi militari, mentre gli elementi indigeni educati a Roma ebbero compiti amministrativi. Ma quest'ultimi saranno
sottoposti ai Goti secondo il principio germanico della superiorità del guerriero sul civile. Non ci sarà alcuna osmosi fra i due: persino i matrimoni erano proibiti tra loro. La mancata fusione dei due elementi
sarà la debolezza dei successori di Teodorico di fronte agli eserciti bizantini che l'Imperatore Giustiniano manderà a riconquistare l'Italia. Dopo 20 anni guerre l'Italia passerà sotto Bisanzio, che l'amministrerà
male e non sarà in grado di difendere dal nuovo invasore germanico: i Longobardi.
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11 22 Nuovo Papa: Simmaco (Sardegna, ... – Roma, 19 luglio 514) è il 51º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Anastasio II. Successore Ormisda.
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Scrittura delle leggi dei Burgundi, una tribù germanica dell'Est che potrebbe aver migrato dalla Scandinavia verso l'isola di Bornholm
Basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna (assumerà tale nome solo intorno al IX secolo dopo che vi furono portate le reliquie di sant'Apollinare, primo vescovo di Ravenna). Nata come luogo di culto
ariano (con il nome di Domini Nostri Jesu Christi), nel 540 sarà consacrata a San Martino di Tours, quando l'imperatore Giustiniano passerà in proprietà della Chiesa cattolica tutti i beni immobili già posseduti
dagli ariani e tutti gli edifici legati ai goti. L'Unesco l'ha dichiarata «Patrimonio dell'Umanità».
Composizione del Breviario di Alarico, compendio del codice Teodosiano
Clodoveo, re dei Franchi, si converte al cristianesimo. I Franchi conquistano il regno dei Visigoti sino ai Pirenei
Conquista della regione costiera tra Rodano e Pirenei da parte degli Ostrogoti e Visigoti
Legge salica . Codice fatto redigere da Clodoveo I re dei franchi riguardante la popolazione dei franchi Salii, così chiamati perché abitavano la regione prossima alla riva del fiume Sala (oggi IJssel, attraversa
gli odierni Paesi Bassi). la Lex Salica è ricordata soprattutto per le conseguenze che ha avuto in alcune dispute sulla discendenza delle famiglie reali. Il titolo 59.5 recita : « Nessuna terra (salica) può essere
ereditata da una donna, ma tutta la terra spetta ai figli maschi ».
I figli di Clodoveo si spartiscono il regno dei Franchi
20 Nuovo Papa: Ormisda (Frosinone, ... – Roma, 6 agosto 523) è il 52º Papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Simmaco. Successore Giovanni I.
Giustino I (Tauresio, 2 febbraio 450 – Costantinopoli, 1º agosto 527) è il nuovo Augusto dell'Impero Romano d'Oriente. Succede ad Anastasio I. Di estrazione militare, la sua politica sarà autoritaria e del tutto
difforme dall'esempio "civile" anastasiano. Come Zenone ed Anastasio I favorirà la formazione dei regni romano-barbarici in Occidente, i cui rappresentanti erano la longa manus bizantina all'ovest, ed
accelereranno di conseguenza il disfacimento della pars occidentis , favorendo nel contempo il rafforzamento dell'Impero orinetale. Gli succederà il nipote Giustiniano nel 527.
511
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8 13 Nuovo Papa: Giovanni I (Siena ?, ... – Ravenna, 18 maggio 526) è il 53º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo e martire. Predecessore Ormisda. Successore Felice IV.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Muore a Pavia Anicio Manlio Severino Boezio (Roma 475/477), filosofo considerato l'artefice della sintesi tra il pensiero classico e la dottrina cristiana e che divenne uno dei punti assoluti della cultura
medievale. Nasce in una famiglia di rango senatorio tra le più illustri del V secolo d.C., quando regnava a Ravenna l'imperatore d'Occidente e re ostrogoto, Teodorico, ma che molti senatori consideravano un
reggente sottomesso all'imperatore d'Oriente Zenone. Già verso i vent'anni dava mostra delle sue capacità nel quadrivio (arti riconducibili ad aritmetica, geometria, astronomia e musica) e, commentando il
trattato di Porfirio, l'Isagoge , scrive il "De Arithmetica" ed un altro trattato sulla musica, "De instituzione" , da lui ritenuta voce di Dio, perché univa tanto la scienza dei numeri quanto lo studio degli astri, il
cui movimento armonico veniva allora equiparato a una musica celeste, specchio dell'ordine universale, prospettiva derivante dalla tradizione pitagorica e platonica, pensatori dei quali traduceva e commentava
le opere. Nel 520, con in "De Trinitate " ed gli "Opuscola theologica ", interviene nelle polemiche teologiche che coinvolgono l'élite politica ed intellettuale:l'imperatore d'Oriente, il papa, i suoi delegati e
patrizi. Trattati condotti con lo stile del maestro di logica, utilizzando strumenti logici di analisi tratti da Aristotele per risolvere le controversie squisitamente dottrinali. Mentre l'orizzonte politico si fa scuro,
evidenziando l'ostilità tra l'Impero d'Oriente ed d'Occidente, nel 523 presenzia davanti alla corte del re a Verona al processo contro il atrizio Albino accusato di complottare contro Teodorico. Boezio sosterrà
che quell'accusa era falsa, per cui fu denunciato come oppositore e nemico del sovrano, ed nel 524 imprigionato a Pavia, dove darà inizio alla composizione della sua opera più nota, il "De consolatione
philosophiae ", in cui si misura con diversi temi, come il rapporto tra provvidenza e fato. Temi che non vengono affrontati con il tono della disputa accademica, bensì con l'urgente ricerca di una vera
consolazione che possa salvare dalla miseria della condizione in cui si versa, facendo emergere i temi platonici del bene e dell'ordine che governa il cosmo, ma anche l'importanza del testo sacro della Bibbia, il
problema del male e quello della libertà dell'individuo, concludendo che la felicità mana non si deve ricercare in ciò che può esserci portato via, come la libertà personale, ma solo nel bene assoluto. La
conoscenza di Boezio della filosofia e del pensiero degli antichi gli permetterà di costruire un ponte tra due mondi, permettendo al cristianesimo di poter contare sulle armi intellettuali messe a punto dai grandi
pensatori del passato, e raffozzarne le argomentazioni logiche. Il discorso dell'Aldilà e di salvazione, tipico della nuova religione, viene fatto digerire introducendo un approccio razionalista che eliminava la
tendenza al misticismo e all'esoterismo, temi che riscuotevano poco successo nei circoli culturali del tempo. Boezio, "ultimo degli antichi" e "primo degli scolastici". - Nel 525, a Roma, un collegio di 5
senatori, estratti a sorte, lo giudicherà e notificherà la sua condanna a morte per tradimento verso l'imperatore, che verrà eseguita a Pavia. La Chiesa cattolica lo venera il 23 ottobre.
A Ravenna si costruisce la basilica di San Vitale , capolavoro dell'arte paleocristiana e bizantina, con l'aiuto del banchiere Giuliano l'Argentario che offrì 26 000 denari e che oggi è raffigurato nei mosaici
dell'abside nel corteo di dignitari di Giustiniano, tra l'Imperatore e il vescovo.
10 25 Letteratura latina . Muore a Pavia, giustiziato senza processo, Anicio Manlio Torquato Severino Boezio (Roma, 475), le sue opere influenzarono notevolmente la filosofia cristiana del Medioevo, tanto che
alcuni lo collocano tra i fondatori della Scolastica. Di nobile famiglia senatoria degli Anici, compie studi filosofici che poi perfeziona ad Atene. Amico e consigliere del re ostrogoto Teodorico. Nel 523 viene
accusato di tradimento ed imprigionato a Pavia, dove verrà giustiziato. La sua fama è soprattutto legata all'opera, scritta in carcere tra il 523 e 525, De consolationes philosophiae , 5 libri in prosa e versi in cui
Boezio dialoga con la filosofia, che gli appare come una nobile matrona venuta a consolarlo, e nel cui contenuto filosofico convivono elementi platonici e stoici. Altissimo testamento spirituale che ebbe vasta
risonanza nel medioevo. Stile vigoroso e lingua classicheggiante.
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Morte di Teodorico. Gli succede la figlia Amalasunta che riconoscerà l'autorità del futuro volitivo imperatore Giustiniano. Ad un partito tra i Goti non andava giù di sottostare ad un donna, per giunta vassalla
dell'imperatore. Ed il marito e cugino di lei Teodato la fa eliminare offrendo a Giustiniano il pretesto di intervenire nel 535.
12 Nuovo Papa: Felice IV , a stretto rigore Felice III (Sannio, .. – Roma, 22 settembre 530),54º Papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Giovanni I. Successore Bonifacio II.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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1 Giustiniano I imperatore. Sale sul trono dell'Impero romano d'Oriente il bizantino Flavio Pietro Sabbazio Giustiniano (Tauresio, 11 maggio 482), ultimo imperatore bizantino educato nel seno di una famiglia
di lingua e cultura latine, e vi rimarrà sino al 14 novembre 565, anno della sua morte a Costantinopoli. Funge da co-imperatore per la demenza senile dello zio Giustino I, ma si occupava del regno già da tempo.
Personaggio sgradevole, ingrato, sospettoso e meschino. Ma anche un ambizioso, intraprendente ed audace, con una fede incrollabile nella Romanitas e nell'impero, intesi come guardiani della civiltà e della
vera religione. - La maggiore eredità lasciata dall'Imperatore è la raccolta normativa dell'anno 535, poi conosciuta come Corpus iuris civilis , una compilazione omogenea con la revisione e la sistemazione di
tutta la produzione giuridica compilata in Roma dall'età repubblicana alla contemporanea, che è tutt'oggi alla base del diritto civile, l'ordinamento giuridico più diffuso al mondo: Istitutiones , un trattato
dedicato alle istituzioni giuridiche; Pandae-ctae , una sinossi di tutta la materia giurisprudenziale imperiale; Leges , una raccolta di leggi emanate dal tempo dell'imperatore Adriano al 533; Novellae , tutte le
leggi pubblicate da Giustiniano. - Riconquistò parte del territorio romano ad ovest (in Spagna scaccia i Visigoti e si riprende le isole di Corsica, Sardegna e Sicilia). Gli Ostrogoti furono scacciati da Roma e,
per un certo periodo, l'Italia fu libera (scelse come capitale Ravenna anziché Roma). Condanna i "I Tre Capitoli", considerati ortodossi dal precedente Concilio di Calcedonia del 451, per riconciliare le Chiese
d'Oriente e d'Occidente, sulla base dei principii cristiani comuni approvati a quel Concilio. Tuttavia, il programma da lui fondato sul concetto di reductio ad unum , la riunificazione del vecchio Impero e della
Chiesa, fu però ostacolato perché la Chiesa non accettava la supremazia dell'imperatore nella sfera religiosa, ma soprattutto perché non riuscì ad unificare la Chiesa latina d'Occidente (Dio é l'unico sovrano
degli uomini) con la Chiesa greca ortodossa (l'Imperatore é il viceré di Dio in terra).Sarà assertore di un rigido moralismo di Stato, e pubblicherà leggi contro la bestemmia e il gioco d'azzardo e la moglie
Teodora fonderà un ospizio per la redenzione delle donne traviate. - Poltica estera : imperniata sul cesaropapismo , ovvero sul dominio imperiale romano su tutto e tutti, nei 20 anni tra il 533 ed il 553, con i
generali Belisario e Narsete riconquisterà i regni romano-barbarici dei Vandali (534), degli Ostrogoti (536-553, Teia sarà l'ultimo re Goto, battuto presso il Vesuvio) e dei Visigoti (in Andalusia). - La peste
che colpì l'impero durante il suo regno segnò la fine di un'epoca di splendore che non sarebbe più tornata. Alla fine del suo regno i barbari in Tracia separano nuovamente Oriente ed Occidente.
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9 22 Nuovo Papa: Bonifacio II (... – 17 ottobre 532) è stato il 55º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Felice IV. Successore Giovanni II
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Tra il 532-537 a Costantinopoli (oggi Istanbul) si costruisce la basilica di Santa Sofia. Edificata sulle due chiese precedenti (del 340 e del 415), fu sede patriarcale greco-ortodossa, poi una cattedrale
cattolica, quindi una moschea ed è ora un museo. Nota per la sua gigantesca cupola, apice dell'architettura bizantina. La cupola centrale è alta 55,6 metri dal livello del pavimento, traforata da 40 finestre ad
arco e sostenuta da quattro pennacchi. Le varie riparazioni effettuate nel corso del tempo, hanno reso la cupola leggermente ellittica, con un diametro variabile tra i 31,24 m ed i 30,86 m.
Iniziando dalla Sicilia, Dalmazia e Napoli (espugnata dal trace Belisario , che nel dicembre 536 occuperà anche Roma), riconquista bizantina dell'Italia. L'imbelle Teodato viene sostituito dal più risoluto
Vitige , che abbandona l'Italia centrale per trincerarsi all'altezza di Ravenna, ma poi punta su Roma, che cerca di assaltare con torri trainate da buoi ed alte sino alle merlature di Castel Sant'Angelo. Le frecce
bizantine di Belisario colpiranno le bestie e le torri risulteranno inservibili. Poi si difenderanno gettando sugli assedianti anche statue e marmi del Mausoleo di Adriano. Vitige non riuscirà a varcare le mura ed i
bizantini, che nel frattempo erano riusciti ad occupare numerosi centri strategici della Penisola, arrivano a minacciare la stessa Ravenna, capitale del regno gotico. L'insuccesso costerà a Vitige il trono e molti
domini a sud del Po. La riscossa arriverà solo nel 545 con Totila .
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5 13 Nuovo Papa: Agapito I (Roma, ... – 22 aprile 536) è il 57º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Giovanni II. Successore Silverio.
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2 Nuovo Papa: Giovanni II , al secolo Mercurio di Proietto (Roma, 470 – 8 maggio 535), è il 56º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Bonifacio II. Successore Agapito I.
3
La Provenza (provincia a sud-est della Francia, che si estendeva dalla riva est del Rodano fino a Le Trayas) viene ceduta dagli Ostrogoti ai Franchi
1 Nuovo Papa: Silverio (Frosinone, 480 ca. – Ponza, 2 dicembre 537) è il 58º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. Terzo papa a rinunciare all'ufficio di romano pontefice nella storia, dopo Clemente I
e Ponziano. Accusato da Giustiniano I di avere simpatie per i Goti ariani (ma forse anche per dissapori con la sua consorte Teodora), l'11 novembre, viene probabilmente costretto ad abdicare firmando un
documento in cui rinunciava al ministero di vescovo di Roma in favore di Vigilio. Viene esiliato sull'isola di Pamaria, dove morirà il 2 dicembre, a causa delle dure privazioni e del trattamento subito Predecessore Agapito I. Successore Virgilio.
Con la battaglia di Autun (ora un comune francese di 15.853 abitanti situato nel dipartimento della Saona e Loira nella regione della Borgogna), i Franchi conquistano il regno dei Burgundi (popolazione di
ceppo germanico orientale, che si estinse attorno al VI secolo). - Assedio di Roma da parte dei goti di Vitige. Belisario li respinge.
29 Nuovo Papa: Vigilio (... – 7 giugno 555) è il 59º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Silverio. Successore Pelagio I.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
541
Morte Nera o Peste di Giustiniano Tra il 541 e 542 si ha una gravissima epidemia di peste (forse bubbonica e polmonare) che si sviluppa nei territori dell'Impero bizantino, in particolare a Costantinopoli (che
allora aveva circa 500.000 abitanti e, nel giro di una decina di giorni, ne perderà il 10%, sino a perdere in totale più del 40%), e che passa alla storia come la "peste di Giustiniano" perché lui stesso viene
infettato rischiando la vita. Tutto ebbe inizio nell’ estate del 541, in uno dei momenti più delicati per l’Impero Romano d’Oriente. Giustiniano, ultimo Imperatore ad essere di madrelingua latina, aveva
intenzione di strappare l’Italia ai Goti, mentre la campagna d’Africa si era già conclusa con l’annientamento del regno dei Vandali. Nessuno però aveva fatto i conti con i topi infetti che portarono la peste
bubbonica nel porto egizio di Pelusium, e da lì nella quasi totalità delle coste mediterranee. Nel corso del 541, raggiungendo Gaza e Alessandria, mentre la Siria venne toccata nell’estate del 542.. Nelle regioni
del Mediterraneo si ripresenterà ogni 10-12 anni. - Vedi anche : 1347
545
Il re dei Goti Totila assedia Roma. Un blocco serratissimo che costringe il popolo a vivere di carogne di cavalli, cani, gatti, topi, ortiche bollite ed, addirittura, di propri escrementi. Dopo un anno e mezzo, 4
sentinelle, da tempo senza stipendio, aprono le porte ai goti che fanno evacuare la città. Sarà poi ripresa da Belisario, ma passerà di nuovo in mano ai goti quando Belisario sarà richiamato in Oriente. Totila
sarà sconfitto 3 anni dopo dall'eunuco Narsete nei pressi di Gualdo Tadino.
21 Morte di San Benedetto da Norcia (Norcia, 480 circa – monastero di Montecassino, 21 marzo 547 circa). Fonda l'ordine del Benedettini, basandosi sulle Sacre Scritture, sulla tradizione monastica e su quella
ascetica, imprimendo nuovi caratteri alla vita monacale diffusa da Sant'Antonio Abate, ed esponendoli nella Regola, nella quale si organizza nei minimi particolari la vita dei monaci all'interno di una corale. I
due cardini di questa vita comunitaria sono: 1) "stabilitas loci " (contro il vagabondaggio allora molto diffuso fra i monaci, vi è l'obbligo di risiedere tutta la vita nello stesso monastero; 2) "ora et labora " (il
tempo delle varie occupazioni della giornata è scandito dalla preghiera, che si alterna al lavoro). Quegli insegnamenti avevano iniziato a diffonderli i suoi monaci dopo che il duca longobardo Zotone aveva
distrutto il loro convento (577) ed essi furono costretti a rifugiarsi a Roma. Solo nell'VIII secolo potranno ritornare a Montecassino, dove costruiranno una nuova abbazia. Era fratello di Santa Scolastica da
Norcia (Norcia, 480 – Piumarola, 547). Fondatrice e patrona dell'ordine delle monache benedettine, viene venerata come santa dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa anglicana. - Dopo la
riforma voluta dal Concilio Vaticano II (1962-1965), la Chiesa cattolica ne celebra ufficialmente la festa l'11 luglio, data del suo Patrocinio.
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3
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6 28 Muore a Costantinopoli Teodora (Costantinopoli, 14 marzo 497), moglie di Giustiniano I e della quale Procopio di Cesarea ci presenta due ritratti : positivo ne "i Bella", e né più né meno quello di una
prostituta in "Storie segrete", dove Giustiniano è dipinto come il peggiore imperatore di sempre e Belisario da grande generale diviene un cagnolino che scodinzola alla vista della moglie dissoluta Antonina.
Figlia di un guardiano di belve dell'ippodromo, alla sua morte venne indirizzata dalla madre all'attività teatrale a cui era spesso associata quella di prostituta e, sembra, nota come "Teodora del postribolo".
Quando Giustiniano iniziò a frequentarla, ne rimase succube e per sposarla fece sopprimere, con l'aiuto dell'imperatore d'Occidente Giustino I, una legge vigente all'epoca che vietava ad un notabile del calibro
di Giustiniano di sposare una donna di natali umili. Procopio in "Storie segrete" dipinge Teodora come una donna crudele, temuta anche da chi entrava nelle sue grazie. Ma non si pensa fosse stato così
temerario da pubblicare il testo, divulgato solo dopo la morte di Giustiniano e Teodora.
552
Battaglia di Tagina (la odierna Gualdo Tadino in provincia di Perugia): i Bizantini conquistano l'intera penisola italiana. Siamo sotto l'impero di Giustiniano I ed il suo generale eunuco Narsete la combatte
contro il re goto Totila per porre fine al potere degli Ostrogoti in Italia e ad una guerra che durava da 17 anni. I lancieri ostrogoti tentano di sfondare le linee nemiche ma si trovano sotto il tiro di 8.000 arcieri
bizantini disposti a semicerchio, che si richiude su di loro e li massacrano (6.000 le vittime). Totila tenta la fuga, ma viene ucciso. Il suo successore, Teia, sarà sconfitto l'anno successivo e sarà la fine del regno
dei Goti. Poi, i Longobardi si sostituiranno ai Bizantini, negli anni settanta del secolo, conquistando circa i due terzi dell'Italia. Roma, parte del Lazio, Venezia, Ravenna, la Romagna, la Sicilia e la Sardegna,
assieme ad altre vaste zone delle costiere del sud, faranno parte dell'Impero romano d'Oriente (impero bizantino), fino alla conquista normanna (IX secolo).
553
Concilio di Costantinopoli II. Il 1° era stato nel 381. Viene convocato da Giustiniano I con l'obiettivo di raggiungere una posizione comune alle Chiese d'Oriente e d'Occidente sulla condanna del monofisismo
(cristologia del V secolo, già condannata dal concilio di Calcedonia del 451, secondo la quale la natura umana di Gesù era assorbita da quella divina e dunque in lui era presente solo la natura divina). Tutt'oggi
i suoi decreti sono validi sia per la chiesa cattolica che per la chiesa ortodossa. È storicamente ricordato, oltre che per i suoi decreti, per aver originato lo Scisma tricapitolino, che divise la Chiesa d'Occidente
per circa un secolo e mezzo. Il Concilio Costantinopoli III sarà nel 680.
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7 20 Dopo due anni di resistenza, con la conquista di Verona viene posta fine alle conquiste bizantine in Italia
4 16 Nuovo Papa: Pelagio I , nato Pelagio Vicariani (Roma, ... – 4 marzo 561), è il 60º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Vigilio. Successore Giovanni III.
Nuovo Papa: Giovanni III (Roma, ... – 13 luglio 574)è il 61º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Pelagio I. Successore Benedetto I.
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Muore a Costantinopoli Teodora (Costantinopoli, 14 marzo 497), moglie di Giustiniano e della quale Procopio di Cesarea ci presenta due ritratti : positivo ne "i Bella", e né più né meno quello di una prostituta
in "Storie segrete", dove Giustiniano è dipinto come il peggiore imperatore di sempre e Belisario da grande generale diviene un cagnolino che scodinzola alla vista della moglie dissoluta Antonina. Figlia di un
guardiano di belve dell'ippodromo, alla sua morte venne indirizzata dalla madre all'attività teatrale a cui era spesso associata quella di prostituta e, sembra, nota come "Teodora del postribolo". Quando
Giustiniano iniziò a frequentarla, ne rimase succube e per sposarla fece sopprimere, con l'aiuto dell'imperatore d'Occidente Giustino I, una legge vigente all'epoca che vietava ad un notabile del calibro di
Giustiniano di sposare una donna di natali umili. Procopio in "Storie segrete" dipinge Teodora come una donna crudele, temuta anche da chi entrava nelle sue grazie. Ma non si pensa fosse stato così temerario
da pubblicare il testo, divulgato solo dopo la morte di Giustiniano e Teodora.
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A dopo questa data si fa risalire la morte di Antonina (n. circa 484). Figlia di un auriga e di una prostituta, dopo essere rimasta vedova del precedente marito, era divenuta la moglie del più grande condottiero
di Giustiniano: Belisario . Procopio, lo storico di Cesarea, la descrive dissoluta e fattucchiera. Ma forse perché, dopo essere stato per anni al servizio di Belisario come segretario, aveva subito il declino del suo
comandante quando questo era caduto in disgrazia, attribuendo la colpa ad Antonina, amica dell'odiata Teodora, moglie di Giustiniano. Da rivali, in quanto consorti dei due più importanti uomini dell'impero,
erano diventate amiche quando nel 541 Antonina aiutò Teodora nell'eliminazione di uno dei suoi peggiori nemici : Giovanni di Cappadocia. Quando Belisario diverrà padrino di battesimo di Teodosio, Antonina
coinvolgerà il ragazzo in una relazione adulterina che provocherà il suo allontanamento. Poi la rimozione da comandante, consigliata da Teodora, per aver servito male l'imperatore ed il ritorno fra le braccia di
Antonina, che negli ultimi anni della sua vita si vede intenta ad allontanare dalle grinfie di Teodora tutti i beni che lei avrebbe acquisito se la figlia di Antonina e Belisario, Giovanna, fosse andata in sposa al
nipote di Teodora, Anastasio.
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11 14 Muore a Costantinopoli Giustiniano I (Tauresio, 11 maggio 482), imperatore bizantino dell' Impero romano d'Oriente, eletto nel 527. Fu l'ultimo imperatore di madrelingua latina e del suo sogno della
Restauratio imperii . Lascerà un impero al colmo delle sue conquiste e del prestigio politico ma, a 10 anni dalla sua morte, molte terre riconquistate andranno perdute. La maggiore eredità lasciata da
Giustiniano è la raccolta normativa del 535, poi conosciuta come Corpus iuris civilis , una compilazione omogenea della legge romana che è tutt'oggi alla base del diritto civile, l'ordinamento giuridico più
diffuso al mondo (vedi : 527). Presso la sua corte, la poesia godette di grandi appoggi. Anche l'architettura brillò con Antemio di Tralle e Isidoro di Mileto, che edificarono la Santa Sofia di Costantinopoli. A
Ravenna, negli splendidi mosaici di San Vitale sono immortalati Giustiniano e Teodora. Tra il 540 e 562 fu in guerra con i Persiani e nemmeno Belisario riuscìrà ad avere vittorie definitive. Sarà così costretto a
pagare un forte tributo per firmare la pace. Perseguì religioni non cristiane. Con i Manichei (che credevano in una religione dualista basata sulla Luce e le Tenebre) sperimentò sia l'esilio che la minaccia della
pena capitale. Agli Ebrei restrinse i diritti civili e vietò loro di utilizzare la loro lingua nel culto. I Samaritani, considerati refrattari alla cristianità e ripetutamente in insurrezione, subirono le stesse restrizioni di
diritti civili subite dagli eretici. --- Il 15 novembre 565 gli succede il nipote, da parte della sorella Vigilanzia, Giustino II, che regnerà sino al 574, quando si ritira a vita privata sino alla morte, nel 578. Il suo
successore sarà Tiberio
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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2 Longobardi . I classici Strabone e Tacito e lo storico latino Velleio Paercolo li definiscono con il nome Longobardi, che pare di origini scandinave (anche se non trovano un riscontro archeologico). Una parte
della gens Winnili, ossia "combattenti", si sarebbe spostata verso sud in cerca di nuove terre,scontrandosi con altri barbari, i Vandali, ed ottenendo dal Dio della guerra Godan la vittoria ed il nome definitivo,
Longobardi, ovvero, "il popolo dalle lunghe barbe". Origine che Paolo Diacono, raffinato intellettuale vissuto alla corte di Carlomagno, a regno Longobardo ormai caduto,definisce "ridicula fabula ". A partire
dal I° secolo a.C. il panorama si fa più nitido e vengono situati alle foci dell'Elba e sono citati tra le tribù che sfondarono il limes (il confine) nel 166 (forse si scontrarono con l'imperatore Marco Aurelio).
Lasceranno quelle zone verso il IV secolo, per spostarsi verso il medio corso del Danubio, prendendo il posto dei Rugi sconfitti da Odoacre. Entrano per la prima volta in contatto con il mondo mediterraneo da
foederati (alleati) ottenendo da Giustiniano una parte della Pannonia (l'odierna Ungheria, dove si trovano le necropoli di Válpalota e Szentendre, con tombe differenziate per status), e del Norico (l'Austria e
parte della Slovenia), dove consolidano le proprie strutture politico-sociali grazie ad un'intelligente politica di alleanze matrimoniali. In Italia combatteranno al fianco di Bisanzio nella guerra greco-gotica (535553), risultando decisivi nello scontro finale di Gualdo Tadino. È l'ora del salto di qualità e, mentre parte dei Longobardi rimane nei propri insediamenti, altri nel 568 si uniscono al re Alboino che, alla testa di
circa 180.000 mila uomini (un gruppo eterogeneo di persone che, oltre ai Longobardi, annoverava svevi, turingi, gepidi, sarmati e sassoni), invade la pianura padana. Non erano solo guerrieri, vi erano "fara"
(da faran = viaggiare), gruppi allargati costituiti da uomini, donne, anziani, bambini (anche schiavi e bestiame), legati fra loro da vincoli familiari (Sippe , stirpe o clan gentilizio). Una volta insediata, di solito
su abitati già esistenti, la "fara" assumeva il controllo del territorio. Poi vi erano i "leader" che erano dei guerrieri uniti attorno a un capo (Gefolgschaft ). Solo Pavia resiste. Gran parte della popolazione padana
fugge verso il Veneto e va ad occupare le isole della laguna. Riescono a salvarsi in quanto i Longobardi non possedevano una flotta. Inizialmente i Longobardi non formano un regno unitario. Spezzettano il
territorio in 35 ducati. L'Italia settentrionale è divisa in due parti : Longobardia (da cui Lombardia), Romània (da cui Romagna), le Marche con Ancona (Pentàpoli), Ducato di Roma e Napoli, delle 3 isole
(Corsica, Sardegna e Sicilia), etc. Con Alboino, i Longobardi entrano in contatto con il mondo bizantino dell'area mediterranea e, nel corso dei secoli, si integreranno col tessuto sociale italiano (Editto di
Rotari del 643, dal nome del suo sovrano, che promulga una prima raccolta di leggi e conversione al cattolicesimo verso la fine del VII sec. --> Gregorio I e Teodolinda). La vecchia classe dirigente di grandi
proprietari fondiari viene sostituita dai conquistatori. Poiché a nord si affacciavano i Franche e Bisanzio non era ancora rassegnata alla perdita di alcuni territori, i primi insediamenti longobardi ebbero uno
spiccato carattere militare. A capo dei castra (città fortificate) vengono posti i duchi (da cui dux , un termine bizantino). Ma, se da un punto di vista questa struttura permetteva un capillare controllo del
territorio, da un altro lato gettava le basi per poteri e spinte centrifughe che rischiavano di indebolire la struttura indebolendo il Regno. Infatti, sia Alboino che il figlio Clefi (a cui succederà, nel 584, il figlio
Autari), saranno uccisi da congiure. La fusione dell'elemento germanico con quello romano porrà le basi per la nascita e lo sviluppo della società italiana dei secoli successivi. Infatti, sotto Liutprando (712744), piissimus rex , furono permessi matrimoni fra donne longobarde libere e Romani liberi (vietati dall'Edittitto di Rotari), equiparando il diritto dei due popoli. La politica espansionistica di Astolfo (749756) arriva a minacciare il territori pontificio e Roma stessa. Il papato ricorrerà così all'aiuto dei Franchi. Pipino il Breve (741-751)à vita ai volgari., con due spedizioni riporta l'ordine in Italia, ed ottiene da
Astolfo anche un tributo annuo. Il successore Desiderio (756-774), sfruttando un momento di debolezza del papato, e con l'aiuto dei Bizantini, preme verso l'Italia centrale. Il Papa si rivolge allora a Carlo (il
futuro "Magno"), che nel settembre del 773 assedia Desiderio a Pavia, e che si arrenderà nel luglio del 774. Dopo circa 2 secoli, con l'esilio del re longobardo in un monastero francese, termina l'avventura dei
Longobardi in Italia. Rimarranno influenze in alcune leggi in istituti giuridici presenti nel Cinquecento e nella lingua, che fondendosi con ciò che restava del latino, darà vita ai volgari. - Niccolò Macchiavelli
giudicò in modo positivo il regno longobardo, e ritenne che, se non fossero stati fermati dai Franchi, avrebbero potuto unificare l'Italia.
Parole Longobarde. Anca, balcone, banca, smacco, greppia, grinza, guancia, melma, schiena, sgherro, tanfo zazzera, arraffare, guadagnare. Scherzare, spaccare, spruzzare, tuffare.... Non si è però in grado di
ricostruire la grammatica ed eventuali frasi, ma anche inserire in via certa definitiva il longobardo in uno dei 3 ceppi in cui la glottologia solitamente suddivide gli idiomi germanici antichi: Occidentali (es,.,
sassone e francone), orientali (goto e burgundo) o settentrionali (norreno). nella toponomastica (nomi dei luoghi), abbiamo nomi di paesi che presentano l'elemento fara (Fara Olivetana, Fara Novarese, Fara
Gera d'Adda...), come anche Scaldasole e Rescaldina (da sculdascio, il funzionario locale che amministrava la giustizia), i tanti toponimi derivati da gahagi (bosco recintato): Gaggio, Gaggiolo, Gaggino,
Gazzo, Veronese, etc.
Papato. Al tempo di Giustiniano il Papato non aveva ancora una forza temporale legalmente costituita, ma poiché da Bisanzio era difficile governare l'Italia, al clero, che aveva già ereditato molte funzioni
amministrative dell'antica burocrazia romana, l'Imperatore concesse una "prammatica sanzione" che accordava loro una larga autonomia e molti poteri amministrativi, e loro ne approfitteranno per accentuare
l'indipendenza da Costantinopoli. Ma, sino a Carlomagno, il Papa sarà soltanto il Vescovo di Roma, anche se il suo potere temporale cominciò ad avvertirsi allorquando Pipino il Breve gli riconobbe la
sovranità sul Ducato di Roma e sull'esarcato di Ravenna (anche se per questo manca un documento attendibile a testimoniarlo). L'Urbe diventava così la capitale di uno Stato territorialmente piccolo e senza
grandi risorse, ma il Capo di questo piccolo Stato si riserva il diritto di conferire la corona imperiale, ed il 1° a beneficiarne sarà Carlomagno (in carica dal 23 settembre 768 al 28 gennaio 814), figlio di Pipino.
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6 2 Nuovo Papa: Benedetto I (... – 30 luglio 579) è il 62º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Giovanni III. Successore Pelagio II.
10 5 Tiberio II Costantino (520 circa – 14 agosto 582) è il nuovo Augusto dell'Impero Romano d'Oriente, e lo sarà sino al 13 agosto 582. Succede a Giustino II
11 26 Nuovo Papa: Pelagio II (... – Roma, 7 febbraio 590) è il 63º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Benedetto I. Successore Gregorio I.
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8 13 Maurizio Tiberio (Arabisso, 539 circa – Nicomedia, 27 novembre 602) è il nuovo Augusto dell'Impero Romano d'Oriente e lo sarà sino al 27 novembre 602. Il suo regno sarà funestato da guerre praticamente
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Dall'Esarcato d'Italia a Ravenna alla nascita di Venezia. Conosciuto come Esarcato di Ravenna, era una circoscrizione amministrativa dell'Impero Bizantino che sino a 751, anno della caduta di Ravenna in
mano longobarda, comprenderà la maggior parte dei territori bizantini in Italia. L'imperatore bizantino Tiberio II, in carica dal 5 ottobre 578 al 13 agosto 582, aveva diviso l'Italia bizantina in 5 province (o
eparchie): Urbicaria (Liguria, Toscana, Sabina, Piceno, e Lazio litoraneo, tra cui Roma); Annonaria (i possedimenti bizantini a Venezia e Istria, in Æmilia, nell'Appennino settentrionale e nella Flaminia);
Æmilia (la parte centrale dell'Emilia, l'estremità sud-occidentale della Venezia, con Cremona e zone limitrofe, e l'estremità sud-orientale della Liguria, con Lodi Vecchio); Campania (con il Sannio e il Nord
dell'Apulia): Calabria (Cilento, Lucania ed il resto dell'Apulia). Con le invasioni barbariche dei Longobardi, la gente fuggirà versi le paludi dell'Alto Adriatico, e nasceranno villaggi, come: Comacchio,
Eraclea, Torcello (la prima isola che venne colonizzata, situata nella zona nord della laguna, e quindi più vicino alla terraferma e alle antiche vie di comunicazione romane) e le isole lungo il Rivo Alto, poi
abbreviato in Rialto. Nel 616, Concordia venne conquistata dai Longobardi e la popolazione si spostò verso le più sicure lagune con il proprio vescovo, fondando la nuova città di Caorle che divenne la sede
vescovile con il beneplacito del Papa Teodato. - Dopo la calata dei Franchi nell'VIII secolo, gli abitanti delle lagune, che nel frattempo si eleggevano come capo il "doge", un duca che si faceva risalire al
dominio bizantino e che poi diverrà elettivo, assumendo funzioni di supremo magistrato, saranno tentati di defezionare in favore del nuovo imperatore romano, Carlomagno, che faceva delle promesse allettanti
ed, inoltre, i franchi si erano ormai resi rispettabili mostrando interesse per la cultura classica, iniziando a stemperare anche le spigolosità della loro estrazione barbarica. Sarà così che nella regione delle lagune
e della Dalmazia verranno a costituirsi fazioni filofranche e filobizantine. Ciò sfocerà, all'inizio del IX secolo in una guerra che permetterà ai bizantini, nell'807, di recuperare parte del territorio lagunare e, due
anni dopo, assediare Comacchio, ancora fedele ai Franchi. Allora Pipino, figlio di Carlomagno e re d'Italia, nell'810, dopo aver messo in fuga la flotta bizantina, con una flotta proveniente dalla vicina Ravenna
entra nella laguna e cingerà d'assedio il lido di Malamocco, nella speranza di aprirsi la strada verso Rivo Alto, ma senza riuscirci. La guerra stava però distraendo franchi e bizantini da impegni più seri e
Carlomagno (morirà nell'814), nell'812 comprese che, in cambio di qualche concessione avrebbe strappato ai bizantini il riconoscimento del suo status di imperatore. Così si accordò con Bisanzio ed accettò la
sua sovranità sulle lagune, in cambio però i suoi abitanti dovevano versare ai franchi un tributo annuale di 36 libbre d'argento e fornire aiuto navale ai franchi contro gli slavi di Dalmazia. Il tributo non era
oneroso se si considera che la pace apriva un accesso privilegiato ai mercati italiani e quell'angolo di Adriatico poteva divenire un canale di comunicazione tra l'Europa Occidentale e Bisanzio, sotto la duplice
protezione dell'Impero d'Oriente e quello d'Occidente. --- Da quelle lagune e dalla guerra adriatica con Carlomagno, emergerà, come entità fisica, politica e mercantile, la città di Venezia, nel cui gruppo di isole
difendibili sia da attacchi via mare ed abbastanza lontane dalla costa per non temere attacchi dalla terraferma, durante la guerra, si erano concentrate le genti disperse della laguna, abili navigatori sia quando
conducevano chiatte e barchini lungo il delta del Po, sia quando dovevano solcare l'Adriatico, che già avevano attraversato per stabilire collegamenti commerciali con terre lontane, ritagliandosi un ruolo nello
scambio di preziosi articoli di lusso tra Oriente ed Occidente che, seppur modesto, aveva però scarsa concorrenza e se ne potevano ricavare elevati profitti vendendoli a principi longobardi, a re franchi, vescovi
amanti dello sfarzo. - Chiesa di San Marco : voluta dal doge Giustiniano Partecipazio, venne costruita nell'820 accanto al Palazzo Ducale e sostituta nell'832 da quella sita nel luogo attuale, ma che verrà
distrutta durante una rivolta del 936. Sarà ricostruita nel 978, ma quella attuale risale ad una ricostruzione del 1063, ricalcando abbastanza fedelmente la precedente costruzione che si rifaceva a quella
dell'antica Basilica dei Santi Apostoli di Costantinopoli, distrutta in seguito dagli Ottomani. Meta di pellegrinaggi, l'edificio rimarrà cappella privata del doge sino al XIX secolo, quando diventerà cattedrale. Reliquie di San Marco : le spoglie di Marco, l'abitante della Giudea ritenuto l'autore di uno dei Vangeli nonché il fondatore della Chiesa di Alessandria, si narra che furono trafugate da due mercanti veneziani
che si trovavano ad Alessandria nell'828-829. Nascosero le sue ossa in una botte e poi le ricoprirono con carne di maiale, che i doganieri si guardarono bene dal mettervi mano.
incessanti su tutti i confini, e nonostante le sue eccellenti qualità di regnante egli poté prevenire solo temporaneamente la disintegrazione del grande impero di Giustiniano I. Il suo successore sarà Foca, il 27
novembre 602.
Recaredo, re dei Visigoti (popolo di origine germanica, appartenente alla tribù dei Goti, il nome venne dato da Cassiodoro e letteralmente vuol dire "Goti nobili" (Wisi in gotico vuol dire "degni" o "nobili"), si
converte al cristianesimo.
9 3 Nuovo Papa: Gregorio I , detto papa Gregorio Magno (Roma, 540 circa – Roma, 12 marzo 604), 64º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Pelagio II. Predecessore Pelagio II.
Successore Sabiniano
I monaci benedettini incominciano la conversione della Britannia.
11 27 Foca (Tracia, 547 – Costantinopoli, 5 ottobre 610), è il nuovo Augusto dell'Impero Romano d'Oriente e lo sarà sino al 5 ottobre 602. Il successore sarà Eraclio I nel 610.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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9 13 Nuovo Papa: Sabiniano (Blera, ... – 22 febbraio 606) è il 65º papa della Chiesa cattolica. Apocrisario apostolico a Costantinopoli sotto il futuro papa Gregorio I, fu trasferito a Roma a causa della sua
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2 19 Nuovo Papa: Bonifacio III (Roma, ... – 10 novembre 607) è il 66º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Sibiniano. Successore Bonifacio IV.
8 25 Nuovo Papa: Bonifacio IV (Marsica, ... – Roma, 25 maggio 615) è il 67º Papa della Chiesa cattolica. Il suo culto è attestato sin dal pontificato di Bonifacio VIII (1294-1303) che ne rinvenne le reliquie nella
mancanza di zelo nel difendere i diritti della Santa Sede. Predecessore Gregorio I. Successore Bonifacio III.
basilica Vaticana. Predecessore Bonifacio III. Successore Adeodato I.
Con Eraclio I inizia l'Impero bizantino . È questa la data prevalentemente accettata dal mondo accademico dell'inizio del "periodo bizantino" (altri la facevano coincidere con la morte di Teodosio I nel 395,
oppure con la caduta dell'ultimo imperatore Romolo Augustolo nel 476). Con la sua ascesa (fu l'autore, con Pisco, genero di Foca, della rivolta contro Foca), l'imperatore d'Oriente Eraclio I ( Cappadocia, 575 –
Costantinopoli, 11 febbraio 641), figlio dell'esarca di Cartagine, prosegue sino al 641 nella riorganizzazione dello Stato iniziata da Maurizio. Intraprende una guerra contro Anatolia ed Armenia, batte Cosroe II
(tra il 622-628). Proclama il greco la lingua ufficiale in sostituzione del latino ed assume il titolo imperiale di basileus al posto di augustus . Le guerre indeboliranno l'Impero, e l'aver sconfitto i Parti, una delle
maggiori potenze della Persia, farà crescere il pericolo di invasioni arabe attraverso l'Asia Minore. Il suo successore sarà Costantino III. - Fra alti e bassi l'Impero riuscirà a resistere sino alla caduta di
Costantinopoli (29 maggio 1453) ad opera di Maometto II. Mistra (1460) e Trebisonda (1461) saranno gli ultimi baluardi a cadere nelle mani dei Turchi Ottomani.
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Riunificazione del regno dei Franchi per opera di Clotario II
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10 19 Nuovo Papa: Adeodato I , chiamato anche con il nome latino Deusdedit (Roma, ... – 8 novembre 618), è il 68º papa della chiesa cattolica. - Predecessore Bonifacio IV. Successore Bonifacio V.
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12 23 Nuovo Papa: Bonifacio V (Napoli, ... – 25 ottobre 625) è il 69º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Adeodato I. Successore Onorio I.
10 27 Nuovo Papa: Onorio I (Campania, ... – Roma, 12 ottobre 638) è il 70º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Bonifacio V. Successore Severino.
6 8 Maometto (La Mecca, 570 circa) muore a Medina e là è sepolto. Riconosciuto dai musulmani il loro profeta, l'ultimo profeta dell'Islam portatore di legge, inviato da Dio (in arabo ‫هللا‬, Allāh) al mondo per
ribadire definitivamente la Rivelazione, annunciata per la prima volta ad Adamo, il primo uomo e il primo profeta. La parola Maometto deriva dall'arabo muḥammad, che significa "grandemente lodato". I
musulmani riteneva che Isa, cioè Gesù, fosse il più grande profeta dopo Maometto e ne ammettevano la nascita dalla Vergine, anche se gli attribuivano una natura esclusivamente umana. Altri elementi
dell'Islam ricordavano pratiche ebraiche, come il divieto di mangiare carne di maiale,, la reiterazione della preghiera quotidiana (5 volte nell'islam, 3 nell'ebraismo) e l'assenza di una casta sacerdotale incaricata
di celebrare i riti (scomparsa dall'ebraismo dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme). Per l'Islam, la Bibbia ebraica ed il Nuovo Testamento sono testi corrotti, da quale era stato espunto l'annuncio
dell'arrivo del più grande dei profeti.
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8 15 Battaglia del fiume Yarmuk . Siamo al confine meridionale della Siria odierna e i Bizantini sono sconfitti dagli Arabi. Per due anni gli eserciti dell'Islam, riversatisi a nord dei deserti d'Arabia, avevano assalito
l'Impero Romano d'Oriente, ed ora i Bizantini cercano vendetta. Non si conosce in numero di persone coinvolte, si va dalle 15mila ad un numero inverosimile di 400mila. Le truppe imperiali sono etnicamente
varie: il comandante Vahan è armeno, e tra i soldati ci sono molti arabi e slavi. Dopo 5 giorni di combattimenti, con esiti vari, l'esercito musulmano di Khalid, di notte, posiziona 500 cavalieri alle spalle
dell'esercito bizantino e con il resto della cavalleria lo spinge verso un burrone, dove precipiteranno centinaia di soldati, mentre gli altri fuggiranno verso Damasco. Il territorio dei bizantini si ridurrà all'Asia
Minore e Tracia, con enclavi in Italia, Africa e Balcani, ma sarà più uniforme. I musulmani, dopo la Siria, nel giro di 7 anni conquisteranno l'Egitto, che era stata per secoli la provincia più ricca dell'Impero, ed
alla fine del secolo gli Arabi prenderanno anche l'Africa settentrionale.
Caduta di Gerusalemme. È un episodio della conquista musulmana della Siria, inserito nella guerra tra l'Impero bizantino e il Califfato dei Rashidun, che dal novembre 636 aveva messo sotto assedio
Gerusalemme. La conquista musulmana della città permise agli Arabi di consolidare il controllo sulla Palestina, controllo che non sarebbe stato più minacciato fino alla Prima Crociata nel tardo XI secolo.
Gerusalemme era considerato un luogo santo dall'Islam, come dal Cristianesimo e dall'Ebraismo. Agli Ebrei sarà così di nuovo consentito di praticare la propria religione con maggiore libertà a Gerusalemme,
500 anni dopo la loro espulsione dalla Giudea ad opera dell'Impero romano.
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10 15 Nuovo Papa: Severino (Roma, ... – Roma, 2 agosto 640) è il 71º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Onorio I. Successore Giovanni IV.
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8 10 Nuovo Papa: Eugenio I (Roma, ... – 2 giugno 657) è il 75º papa della chiesa cattolica. Successore Vitaliano.
Muore Dagoberto re dei Franchi
12 24 Nuovo Papa: Giovanni IV (Zara, ... – 12 ottobre 642) è il 72º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Severino. Successore Teodoro I.
Rotari (Brescia, 606 – 652), re dei Longobardi e re d'Italia dal 636 al 652, conquista la Liguria
11 24 Nuovo Papa: Teodoro I (Gerusalemme, ... – 14 maggio 649) è il 73º Papa della chiesa cattolica. Predecessore Giovanni IV. Successore Martino I.
11 22 Sutri viene donata a Gregorio II dal re Longobardo Liutprando e sarà il primo nucleo dello Stato della Chiesa (Patrimonium Petri). Ha inizio il potere temporale dei Papi
Nuovo Papa: Martino I (Todi, ... – Cherson, 16 settembre 655) fu il 74º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica. È venerato come santo. Predecessore Teodoro I. Successore Eugenio I.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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6 30 Nuovo Papa: Vitaliano (Segni, ... – Roma, 27 gennaio 672)è il 76º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. È venerato come santo. Predecessore Eugenio I. Successore Adeodato II.
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4 11 Nuovo Papa: Adeodato II (... – 17 giugno 676) è il 77º Papa della Chiesa cattolica. Successore Dono.
11 2 Nuovo Papa: Dono (o Domno ) (Roma, ... – 11 aprile 678) è il 78º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Vitaliano. Successore Agatone.
6 27 Nuovo Papa: Agatone (Palermo, 575 – Roma, 10 gennaio 681) è il 79º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. Venerato come santo. Predecessore Dono. Successore Leone II.
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11 7 Concilio di Costantinopoli III. Sarà chiuso il 16 settembre 681. Il precedente era del maggio 553. Viene condannato il monotelismo (è la dottrina consistente nell'affermazione che in Cristo esiste un'unica
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Mulino a vento : in Persia descritto in un documento che racconta la cattura di Abu Lu'lu'a, in Europa sono documentati nel 1105
Nascita dell'Impero Bulgaro. La storia del popolo bulgaro, aggressivo al pari dei Russi, e delle altre popolazioni delle pianure sarmatiche e contraddistinto da una travagliata esistenza, può avere inizio nella
seconda metà del VII secolo, allorché nel 678-680 nuovi gruppi di origine turca, per l'appunto i Bulgari, dopo aver battuto l'esercito imperiale di Costantino IV ed essersi quindi sganciati da ogni dipendenza
bizantina, traversarono il Danubio e si stanziarono nei Balcani a sud del delta del fiume e modificherà i precedenti stanziamenti, perché i Bulgari avevano un'eccellente organizzazione militare e possedevano
una tecnologia che consentirà loro di affermarsi presto in quella regione, da dove nessuno riuscirà a rimuovere.
volontà o un'unica operatività o energia (monoenergismo, che è una eresia cristologica che sostiene l'esistenza di una sola forma di attività in Cristo, l'energia divina; i cattolici e gli ortodossi invece sostengono
l'esistenza di una duplice forma di energia, umana e divina). Poi si parla della natura umana e divina di Gesù. Seguirà il Concilio di Nicea II nel 787
8 17 Nuovo Papa: Leone II (611 – Roma, 3 luglio 683) è l'ottantesimo papa della Chiesa cattolica. Predecessore Agatone. Successore Benedetto II.
11 7 Concilio di Costantinopoli III. Tratta della natura umana di Gesù e verrà condannato il monotelismo (afferma che in Cristo esiste un'unica volontà o un'unica operatività o energia -monoenergismo- ).
Monotelismo e monoenergismo furono tentativi per riproporre il monofisismo, condannato al Concilio di Calcedonia (451). Segue al Concilio di Costantinopoli II del 553. Seguirà il Concilio di Nicea II
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Nuovo Papa: Benedetto II (Roma, 635 – 8 maggio 685) è l'81º papa della chiesa cattolica. Predecessore Leone II. Successore Giovanni V.
Nuovo Papa: Giovanni V (635 – 2 agosto 686) è l'82º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Benedetto II. Successore Conone.
Nuovo Papa: Conone (630 – Roma, 21 settembre 687) è l'83º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Giovanni V. Successore Sergio I.
Nuovo Papa: Sergio I (Palermo, 650 – Roma, 8 settembre 701) è l'84º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Conone. Successore Giovanni VI.
Cartagine viene conquistata dagli arabi: nasce Tunisi. Un esercito arabo di 40.000 uomini reclutati in Siria e altrove, più un contingente berbero di forse 12.000 uomini, dopo averla cinta d'assedio, la
conquistano determiaando la fine (più ancora che la conquista dei romani di 750 prima) della sua gloriosa storia. Gli arabi non si serviranno della città conquistata e ne costruiranno un'altra: Tunisi. Bisanzio
perderà anche una fetta della Spagna che era stata conquistata da Giustiniano. Nel Mediterraneo occidentale il potere di Bisanzio ora si limiterà a controllare solo Ceuta, Maiorca e la Sardegna. Gli schiavi
saranno la principale merce di scambio tra il mondo arabo e l'Europa. Il termine sclavus rimanda all'origine slava da cui molti di loro erano accomunati. Quelli catturati nelle terre di confine del mondo slavo
arrivavano in Siria e in Egitto, insieme ai circassi importati dal Mar Nero. Molti di loro dovevano subire anche il trauma della castrazione. A Cordova, invece, quelli robusti non venivano evirati, ma entravano
nella guardia dell'emiro. Le ragazze potevano finire nell'Harem ed i ragazzi divenire invece proprietà di qualche principe pederasta. Se la forza navale romana si era basata sull'eliminazione della pirateria,
quella navale musulmana si basava invece sull'esercizio della pirateria.
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10 30 Nuovo Papa: Giovanni VI (Efeso, 655 – 11 gennaio 705) è l'85º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Sergio I. Successore Giovanni VII.
3 1 Nuovo Papa: Giovanni VII (Rossano, 650 – 18 ottobre 707) è l'86º papa della chiesa cattolica. Giovanni VI. Successore Sisinnio.
Nuovo Papa: Sisinnio (Siria, 650 – Roma, 4 febbraio 708) è l'87º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Giovanni VII. Successore Costantino.
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3 25 Nuovo Papa: Costantino (Siria, 664 – Roma, 9 aprile 715) è stato l'88º papa della Chiesa cattolica. Siriaco di nascita, come il suo predecessore. Predecessore Sisinnio. Successore Gregorio II.
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5 19 Nuovo Papa: Gregorio II (Roma, 669 – Roma, 11 febbraio 731) è l'89º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Costantino. Successore Gregorio III.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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3 25 Leone III Isaurico (Germanicea, 675 circa – 18 giugno 741) è Imperatore bizantino, e lo sarà sino al 740. Siriano di nascita, fu servitore fedele di Giustiniano II e divenne generale sotto Anastasio II (713-715),
partecipando alla rivolta contro Teodosio III per contestare la deposizione di Anastasio. Affronterà la minaccia araba contro Costantinopoli (717-718), e riprenderà il controllo dell'Asia Minore (740). --Leone III Isaurico : l'iconoclastia e il contrasto con Roma . L'imperatore bizantino, eletto il 25 marzo 717, dopo aver sconfitto gli arabi (assedio di Costantinopoli), si dedica alle riforme interne di un regno
ormai precipitato nell'anarchia, introducendo riforme fiscali e liberando dalla schiavitù i servi (sollevando però critiche dei ceti nobili e del clero). Poi cominciò a chiedersi se le calamità che affliggevano
l'impero non fossero dovute alla collera divina e, per ingraziarsi i Signore, con due editti, nel 726 e 730, vieta il culto delle immagini sacre nel suo dominio. Ma, alla base di ciò, si possono vedere due diverse
motivazioni: una, era quella di limitare l'autonomia degli ordini monastici che, facoltosi ed indipendenti dal potere, avevano anche un forte ascendente sul popolo, e la seconda motivazione era quella di
stroncare una delle argomentazioni più forti del proselitismo islamico, che accusava di idolatria i cristiani. Il culto verrà però ristabilito l'11 marzo 843 da Teodora Armena, vedova dell'imperatore Teofilo e
reggente della corona. In aperto contrasto con Roma, quest'ultima si legherà vieppiù con i Franchi e la Chiesa si convincerà della necessità di sganciarsi da Bisanzio.--- Quando morirà di idropisia (accumulo di
liquidi nel corpo), gli succederà sul trono il figlio Costantino V.
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San Bonifacio (Crediton, 680 c.ca – Dokkum, 5 giugno 755), monaco benedettino, avvia la conversione in Germania
Meccanismo a scappamento: del monaco cinese I-Xing e l'inventore Lyang Lingdzan
Sutri viene donata a Gregorio II dal re Longobardo Liutprando e sarà il primo nucleo dello Stato della Chiesa (Patrimonium Petri). Ha inizio il poter temporale dei Papi
2 11 Nuovo Papa: Gregorio III (Siria, 690 – Roma, 28 novembre 741) fu il 90º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Gregorio II. Successore Zaccaria,
Vittoria di Carlo Martello (690 circa – Quierzy-sur-Oise, 11 novembre 741) sugli Arabi a Poitiers
Costantino V ( Agosto 718 – 14 settembre 775), è il nuovo Imperatore bizantino, figlio dell'imperatore Leone III e della di lui consorte Maria. Venne associato al trono nella Pasqua de 720. L'anno successivo
alla sua elezione dovette riconquistare il regno usurpato dall''armeno Artabasdus, appoggiato dal patriarca Anastasius. Quando muore, colpito da una forte febbre e da un gonfiore che colpì le gambe, come
Leone IV gli succederà il figlio.
Nuovo Papa: Zaccaria (Santa Severina, 679 – Roma, 15 marzo 752) è il 91º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Gregorio III. Successore Stefano II.
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Astolfo riprende il programma di conquista della penisola, impadronendosi di Comacchio, Ferrara e Ravenna. Annette il ducato di Spoleto ed arriva a minacciare quello romano
Bagdad: Algebra . Dopo il 750 vengono chiamati a Bagdad molti scienziati e filosofi dalla Siria, dalla Persia e dalla Mesopotamia e, grazie al mecenatismo di alcuni califfi, Bagdad diventa la nuova capitale
della cultura, la nuova Alessandria. Anche la sua posizione geografica, fra India e Grecia, contribuisce a farne il centro del potere sia politico, che culturale. Nasce l'algebra (dall'arabo al-jabr , che signica
"ricostruzione") come disciplina distinta dall'aritmetica e dalla geometria. Il 1° manuale sarà il Compendio sul calcolo attraverso il completamento e la quadratura, scritto in arabo dallo studioso persiano
Muhammad ibn-Musa al-Khwarizmi attorno all'820.
3 22 Nuovo Papa: Stefano (II) (Roma, ... – Roma, 26 marzo 752) fu eletto Papa nel marzo del 752 e morì quattro giorni dopo, prima di essere consacrato. Pur essendo stato eletto, non è considerato nella lista dei
papi della Chiesa cattolica a causa della sua mancata consacrazione: per questo la numerazione dei suoi successori riprende talvolta con lo stesso nome e numero. Predecessore Zaccaria. Successore Stefano II.
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3 26 Nuovo Papa: Stefano II o III secondo una diversa numerazione (Roma, 714/715 – Roma, 26 aprile 757) viene considerato il 92º papa della Chiesa Cattolica Romana e 1° sovrano dello Stato Pontificio.
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Predecessore Stefano (II). Successore Paolo I.
In un incontro a Quierzy (Carisium), il Papa Stefano II invoca l'aiuto del re dei Franchi Pipino, che glielo promette (Promissio Carisiaca) e nel 755 e 756 verrà in Italia e costringerà Astolfo a consegnare alcuni
territori al Papa. Alla morte di Astolfo gli succederà Desiderio (756-774).
Nuovo Papa: Paolo I (Roma, 700 – Roma, 28 giugno 767) è il 93º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Stefano II. Successore Stefano III.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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9 23 Carlomagno diviene re dei Franchi, succedendo al padre Pipino il Breve. Regnerà sino al 28 gennaio 814. Inizialmente lo farà assieme al fratello Carlomanno, ma quando questi morirà in circostanze
misteriose nel 771, sarà unico sovrano del regno franco. Riuscirà a conquistare il regno Longobardo di Desiderio (774) ed una buona parte dell'Europa occidentale. La notte di Natale dell'800 papa Leone III lo
incoronerà "Sacro Romano Imperatore d'Occidente" nella Basilica di San Pietro a Roma, fondando l'Impero Carolingio e superando così l'ambiguità giuridico-formale dei regni romano-barbarici e risvegliando
culturalmente l'Occidente. Nella Forma era una restaurazione dell'Impero di Augusto. Ma nella sostanza era una cosa nuova, tipicamente medievale. Più che l'elemento civile vi predominava quello religioso.
Nelle intenzioni della Chiesa, l'Impero doveva diventare il suo braccio secolare per la diffusione del cristianesimo in tutte le regioni su cui si estendeva l'autorità di Carlomagno; ed era anche lo strumento che
rifaceva di Roma, sia pure teoricamente, caput mundi . Per esercitare una protezione della Chiesa, il sovrano porrà sotto la sua sorveglianza il clero considerato quasi alle sue dipendenze. Tutti gli ecclesiastici
dovranno avere buona cultura e profonda dottrina, nonché partecipazione attiva e consapevole alle discussioni teologiche. Discetterà in maniera diretta e personale sul sacramento del battesimo, sottolineando
l'importanza che a conseguire tale "costitutivo" sacramento fossero fedeli maturi e consapevoli ed in grado di recitare il Pater noster e il Credo . Darà anche precise disposizioni in merito alla lettura e allo
studio di affidabili testi letterari ed ecclesiastici nei monasteri ove si doveva discettare a buon livello critico sulle sacre scritture. Papa e Chiesa non troveranno motivi di dissenso su un suo intervento così
pressante che si ispirava all'esempio mutuato da Roma. -- Il regno carolingio : una volta sottratta l'Italia ai Longobardi, compirà circa 50 spedizioni militari oltre i confini del suo regno, per consolidare i suoi
possedimenti. In particolare si impegnerà ad ovest e ad est contro Arabi e barbari non ancora sottomessi. A ovest costituirà la Marca Ispanica , utilizzata come baluardo cristiano contro gli Arabi d'Occidente.
Lotterà poi contro Sassoni, Bavari, Avari (790-800, che verranno poi dispersi fra Slavi e Magiari), e con l'organizzazione della Östmark, da cui deriverà l'Austria. Tra il 789 e l'812 porrà sotto controllo Croazia
e Slovenia, dall'interno sino all'Adriatico. Con singoli trattati, otterrà dalla corte bizantina l'Istria, la Liburnia e la Dalmazia. Il suo Stato giungerà quindi a nord dall'Atlantico alla Manica e al Baltico sino
all'Oder; a sud dall'Ebro in Spagna sino al Garigliano e al Pescara in Italia; a est alla Narenta, alla Sava, al Tibisco e ancora all'Oder; quindi comprenderà tutta la Gallia, il Belgio, l'Olanda, la Germania,
l'Ungheria, la Svizzera, l'Italia centro-settentrionale, parte della Catalogna e l'Aragona: circa un quarto del vecchio impero romano. Sarà il signore dell'Occidente cristiano. -- I successori di Carlomagno
avrebbero dovuto andare dal Papa a chiedere l'investitura. Gli succederà il figlio Ludovico il Pio ed il regno resisterà sino a quando non sarà suddiviso fra i suoi 3 eredi. La dinastia carolingia terminerà a
novembre del 887, quando verrà deposto Carlo il Grosso.
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1 Nuovo Papa: Stefano III , o IV secondo una diversa numerazione (Siracusa, 720 – Roma, 24 gennaio 772), considerato il 94º papa della chiesa cattolica. Predecessore Paolo I. Successore Adriano I.
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1 Nuovo Papa: Adriano I (Roma, 700 – Roma, 25 dicembre 795) è il 95º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Stefano III. Successore Leone III.
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Vittoria Franca di Carlo sui Longobardi di Desiderio a Pavia, dove si era rifugiato e dove verrà ucciso. Il figlio Adelchi si era invece rifugiato a Verona e poi a Bisanzio. Carlo assume il titolo di re dei
Longobardi.
Leone IV, detto il Cazaro (25 gennaio 750 – 8 settembre 780), appartenente alla dinastia Isauriana fu Basileus dei Romei, è il nuovo Imperatore Bizantino. Succede al padre Costantino V e regnerà sino al 780,
quando morirà, sembra, avvelenato dalla moglie Irene d'Atene, sposata nel 768, che voleva governare da sola. Gli succederà il figlio Costantino VI.
15 Battaglia di Roncisvalle. Episodio amplificato dalla chansons de gestes tra Carlomagno che, probabilmente, aveva risposto all'invito di qualche esponente musulmano che, nel gioco delle beghe interne alla
politica di al-Andalus, potrebbe aver invitato il futuro Imperatore del Sacro Romano Impero ad affacciarsi nella Penisola iberica, per disfarsi di qualche nemico politico ed ampliare i confini del regno.
Attraversati i Pirenei nella primavera del 778, Carlo conquista Pamplona e Barcellona, quindi, vista la mancata attuazione della promessa fattagli dal Wālī di Saragozza di aprirgli le porte della città, assedia
Saragozza. Quando Carlomagno viene a sapere dell'insurrezione dei Sassoni appena sottomessi, rientra in patria e lascia il comando ad Orlando con il bottino ottenuto durante la campagna militare. Durante il
ritorno, il 15 agosto, viene assalito dai Baschi che volevano liberare Ibn al-Aʿrabī, un alto esponente arabo, e viene depredato dei cariaggi e di tutti gli averi
Desiderio marcia su Roma con l'intento di chiedere al Papa di allearsi con lui contro i Franchi. Il Papa Adriano I chiede invece l'intervento dei Franchi contro i Longobardi.
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Costantino VI (Costantinopoli, 14 gennaio 771 – 19 agosto 797), figlio di Leone IV, è il nuovo imperatore bizantino. Avendo solo 9 anni, la reggenza verrà assunta dalla madre Irene d'Atene sino al 790, che si
schiererà contro l'iconoclastia e che in seguito, aspirando a regnare da sola sull'Impero, usurperà il trono di Bisanzio facendo accecare e uccidere il figlio (797).
Concilio di Nicea II. Segue quello di Costantinopoli III del 680. Convocato su richiesta di papa Adriano I, dall'imperatrice d'Oriente Irene l'Ateniana, per deliberare sul culto delle immagini (iconodulia). Il
contesto storico in cui si inserisce il secondo concilio di Nicea è il "rifiuto delle immagini", o "iconoclastia", che vedrà coinvolta la Chiesa orientale ed in particolare la Chiesa imperiale di Costantinopoli per
almeno un secolo. È il VII Concilio ecumenico, riconosciuto dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Il successivo si terrà a Costantinopoli nel l'869.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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8 Vichinghi. Una piccola flotta di imbarcazioni appare all'orizzonte e si dirige verso la costa della Northumbria e il monastero di Lindisfarne. Quei marinai, originari della Scandinavia e della Danimarca, non
sono venuti a vendere pellicce od ambra dorata delle rive del Mar Baltico, ma a saccheggiare, distruggere e rendere in schiavitù. È iniziata l'era dei Vichinghi, che in un paio di secoli cambierà le sorti d'Europa.
Dopo decenni di escursioni, nel 865 un intero esercito danese entra nell'estuario dell'Humber, risale il fiume Trent e conquista la città strategica di Repton, nel cuore dell'Inghilterra. Da quel momento i regni
anglosassoni cominciano a decadere - Northumbria, East Anglia e la potentissima Mercia. Solo il Wessex di Alfredo il Grande riuscirà a fermare la marea vichinga ed instituirà una divisione dell'Inghilterra,
con i danesi a governare il Nord e l'Est, secondo gli accordi di Daneloaw, da Jorvik, capitale del regno di York. Plasmeranno il futuro delle isole britanniche, delle coste francesi e di altre parti dell'Europa, sino
all'invasione normanna, con Guglielmo il Conquistatore, del 1066. Nelle loro esplorazioni, verso la fine del IX secolo colonizzeranno l'Islanda, che diverrà la base da cui raggiungere la Groenlandia e poi,
quando le condizioni di quell'estremo Nord si riveleranno difficili anche per loro, raggiungeranno l'America.
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12 26 Nuovo Papa: Leone III (Roma, 750 – Roma, 12 giugno 816) è il 96º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Adriano I. Successore Stefano IV.
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Irene d'Atene (Atene, 752 circa – Lesbo, 9 agosto 803) è la nuova imperatrice bizantina, moglie di Leone IV (che fece avvelenare,) come fece pure uccidere il figlio Costantino VI per poter regnare da sola.
Regnerà sino all'802, quando verrà deposta da Niceforo I
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni : Numeri arabi . il matematico Muhammad ibn Al-Kwarizmi. Vengono introdotti in Europa nel 1202 dal matematico italiano Leonardo Pisano detto Fibonacci 1170-1250
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12 25 Nascita del Sacro Romano Impero . La notte di Natale, nella Basilica di San Pietro a Roma, Carlo Magno viene incoronato da Leone III imperatore del Sacro Romano Impero, secondo il rito degli imperatori
bizantini (che inizialmente interpretarono l'incoronazione come un'usurpazione). Carlo Magno era figlio primogenito di Pipino il Breve (il primo re dei carolingi), che era a sua volta figlio di quel Carlo
Martello che a Poitiers aveva sconfitto gli Arabi, bloccandone l'avanzata verso occidente. Pipino era stato in seguito riconosciuto sovrano dei Franchi nel 751. Con la sua incoronazione nasce il Sacro Romano
Impero , che viene posto in contrasto con l'Impero d'Oriente il cui sovrano (allora l'imperatrice Irene) portava ancora il titolo di "Re dei Romani". Per controllare il vasto territorio furono posti a capo delle
diverse zone signori (missi dominici) che esercitavano il potere in rappresentanza del sovrano e che gli giureranno fedeltà in cambio di terre. Era l'impostazione feudale , che verrà legittimata nel 877, una
forma di governo, per la quale il re o l'imperatore o un grande proprietario terriero, organizzava il lavoro dei suoi sudditi (servi della gleba soprattutto) attraverso una gerarchia di persone (vassalli) che venivano
compensate non mediante denaro ma mediante la concessione di terre (beneficio), che poi venivano suddivise in appezzamenti e date in uso perpetuo a singoli contadini per lavorarli. Quando col decadere
dell'autorità regia o imperiale, il beneficio da vitalizio diventa ereditario (vi dice niente questo?), e al godimento delle rendite delle terre si aggiunge l'esenzione delle imposte (immunità) e il diritto di esercitare
pubbliche funzioni (giurisdizione) si avrà il feudo vero e proprio. - N.B.: Andandosene da Roma dopo l'incoronazione, Carlo Magno si porta dietro una carovana di cariaggi zeppi di statue, di bronzi, colonne,
oggetti d'arte, così da far assomigliare la sua nuova reggia ad Aquisgrana il più possibile a Roma. 1000 anni dopo, Napoleone farà lo stesso, estendendo però la razzia all'Italia intera. --- Breve storia : a
differenza di altri che erano basati su un potere totalitario e che spesso imposero anche la lingua, il Sacro Romano Impero sarà in buona parte una confederazione di Stati europei sotto l'egida di un'unica
dinastia sovrana ma liberi di conservare costumi, tradizioni e lingua. Dopo Carlo Magno, raggiungerà il suo apice sotto Enrico III di Franconia (comprendeva Francia, Germania, Boemia e Italia). Tra il 1478 e
1740, l'impero sarà retto dagli Asburgo, che regnavano in Austria. Il 1° imperatore degli Asburgo sarà Federico III, la cui dinastia regnerà sino al XVIII secolo. Con la sconfitta ad Austerliz degli austriaci ad
opera di Napoleone, termina l'impero e Francesco II si accontenterà del titolo di imperatore d'Austria con il nome di Francesco I. --- Premesse alla nascita dell'Impero : oltre alla conquista di terre e popoli,
Carlo Magno aveva potuto giovarsi della crisi bizantina. Infatti, l'imperatrice Irene (797-802), temendo di essere esautorata dal figlio Costantino VI, lo aveva privato con la violenza dei diritti di successione.
Papa leone III ne approfitta allora per deporre Irene, imperatrice e madre crudele, lasciando il trono vacante. Inoltre, avendo il desiderio di realizzare il distacco di Roma da Bisanzio e di contrapporre al
monarca greco un sovrano occidentale che assicurasse alla cattedra di Pietro l'aiuto negatole in precedenza da Costantinopoli, farà sì che si creasse la situazione per proclamare un nuovo imperatore romanocristiano. Ciò lo porrà però in contrasto con la nobiltà laica romana che, influenzata dai duchi longobardi di Benevento, gli aveva manifestato ostilità. Colpito da accuse infamanti (799), assalito e picchiato,
sarebbe stato certamente ucciso, se non fosse riuscito a fuggire e a rifugiarsi presso Carlo Magno che, in virtù di un precedente accordo - "promissio carisiaca" - stipulato nel 754 in Francia tra Stefano II e
Pipino, poi sancito a Roma nel 774, ed avvalendosi del titolo di "patricius Romanorum" , ereditato da Pipino il Breve, con un grosso esercito riaccompagnerà il Papa a Roma, dove entrerà ossequiato dal clero e
dal popolo, e nel corso della terza messa di Natale del 25 dicembre, sarà incoronato imperatore. Dopo questa proclamazione Carlo Magno si staccherà progressivamente dal Papa che, con quell'atto, aveva
implicitamente sottoposto a sottomissione Carlomagno. Quindi, per prima cosa proclamerà capitale del regno Aquisgrana, anziché Roma. Poi, dopo essersi trattenuto a Roma per qualche mese, rifiutando di
fissare la propria residenza presso San Giovanni in Laterano, sede del vescovo di Roma, e nemmeno presso la Domus Aurea , allora ancora agibile (per distinguersi dall'imperatore incendiario e persecutore dei
cristiani), non vi farà più ritorno, nonostante i diversi appelli del Papa e dei Romani.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
800
12 25 Divorzio tra Impero Bizantino e Roma . Con l'incoronazione di Carlo Magno si attua definitivamente il distacco tra Costantinopoli e Roma, ma antichi sono i momenti che hanno condotto a ciò. Le dispute
teologiche sull'arianesimo, sulla natura di Cristo e sul rapporto fra Padre e Figlio. Il dissidio generato dal patriarca Nestorio, fautore della natura di Cristo, poi il monofisismo e il montanismo e altre scelte
ereticali, rinnegate e ritirate in occasione di Concili, da Costantinopoli ad Efeso, a Calcedonia, destinate a dividere la Chiesa romana e i suoi papi dai patriarchi costantinopolitani e dagli imperatori che li
difendevano. Zenone, che nell'henotikòn (481) limita l'autorità del vescovo di Roma. Giustiniano e le costrizioni esercitate su papa Virgilio, dapprima deciso a contrastarlo e poi, fiaccato dalle violenze,
costretto ad approvare talune parti dell'Editto dei Tre Capitoli . Dopo la scomparsa di Giustiniano ci si era resi conto che si era passato il segno nei riguardi di Roma e si cerca un riavvicinamento, anche perché
i pontefici romani, nonostante tutto, cercavano di mantenere rapporti normali con Bisanzio. Il 25 aprile del 603 ricordano l'imperatore Foca e la consorte Leonzia trucidati dai loro avversari costantinopolitani.
Nel 608 Bonifacio IV, durante una delle ricorrenti pestilenze, chiede il consenso all'imperatore per poter trasformare il Pantheon in chiesa cristiana, e lo ottiene. Uno stopo alla riconciliazione si ha quando
l'imperatore Costante fa condurre con forza a Costantinopoli il papa Martino I (649-653), lo mutila orrendamente e lo lascia morire (665) senza però riuscire a fargli ritrattare la fede cattolico-romana. Nel 662
Giustiniano II (565-574) convoca il Concilio Quinisestio o Trullano e proclama la superiorità del patriarca di Costantinopoli anche su Roma e vengono assunti canoni contrari a quelli occidentali, quali la
negazione del celibato. Bisanzio poi tenta di nuovo la riconciliazione aprendo a Bisanzio il VI Concilio ecumenico con cui l'Oriente cristiano in funzione antiaraba sancisce la compresenza in Cristo di 2
"attività" e volontà distinte, una divina ed una umana, la seconda sottoposta alla prima (680-6801). Nel 726 inizia la lotta iconoclasta, quando Leone III l'Isaurico (717-741) proibisce il culto delle immagini
sacre e ne impone la distruzione. Nel Concilio di Hieria del 753 l'imperatore Costantino V (717-741) proclama il culto delle immagini contrario ai precetti della dottrina cristiana. Nel 772 si interrompe la
tradizione in base alla quale le bolle pontificie venivano datate con gli anni dell'Impero Bizantino. Poi, la nascita dell'Impero Carolingio sancirà la definitiva separazione fra Roma e Costantinopoli.
800
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni : Numeri arabi . il matematico Muhammad ibn Al-Kwarizmi. Vengono introdotti in Europa nel 1202 dal matematico italiano Leonardo Pisano detto Fibonacci 1170-1250
802
Niceforo I il Logoteta (Pliska, 26 luglio 811) è il nuovo imperatore bizantino, e lo sarà sino all'811, quando gli succederà Stauracio di Bisazio. L'imperatrice bizantina Irene viene spodestata da Niceforo. Era
stata deposta da Papa Leone III perché, temendo di essere esautorata dal figlio Costantino VI, lo aveva privato con la violenza dei diritti di successione. Carlomagno, dopo la sua incoronazione ad imperatore,
considerando che il trono bizantino di Costantinopoli era vacante, aveva sperato di unire i due regni. Tuttavia, l'elezione di Niceforo, considerato da Leone III illegittimo, fornirà il pretesto a Carlomagno per
dichiarare guerra all'impero bizantino. Il conflitto sarà combattuto in particolare nell'Istria e nel Veneto, dove i Bizantini batteranno Pipino, il figlio di Carlomagno. A lui è attribuita l'iniziativa di negoziazioni
tra Franchi e Bizantini (pace di Aquisgrana). Nell'812 si arriverà così ad un accordo.
811
7 26 Stauracio (775 circa – 11 gennaio 812) è il nuovo imperatore bizantino che succede a Niceforo I, che aveva trovato la morte nella battaglia di Pliska. Regneréà solo per pochi mesi (sino al 2 ottobre) perché,
essendosi rotto la schiena nella stessa battaglia, prima di morire passerà il regno al nobiluomo e cognato Michele I , Maestro di Palazzo, che dovette promettere di continuare le trattative di pace (pax Nicephori
o trattato di Aquisgrana ) con Carlo Magno, dopo la rottura iniziata dal 754 dall'invasione dell'Italia da parte di Pipino il Breve e culminata poi il 25 dicembre 800 nell'incoronazione di Carlo Magno ad
Imperatore Romano d'Occidente. Michele I sarà imperatore bizantino e riconoscerà il Sacro Romano Impero come stato sovrano, con gli stessi diritti dell'impero bizantino, accettandone anche l'estensione
territoriale. Rimarrà imperatore sino alla sua deposizione, l'11 luglio 813, ad opera di Leone V l'Armeno.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Ripartizione ed organizzazione del regno di Carlomagno . In funzione antibizantina Carlomagno stringe un rapporto d'amicizia con Bisanzio, soprattutto con il califfo di Baghdad Haroun-el-Rashid (quello
delle "Mille e una notte "), in cambio della rinuncia di qualsiasi pretesa dei Franchi su Venezia, in rapporti commerciali con l'Oriente (in precedenza, il figlio di Carlomagno, Pipino, aveva provato, senza
riuscirci, a conquistarla). Poi cederà l'Istria, le città marinare del Mezzogiorno, la Sicilia, la penisola balcanica e l'Asia minore. In cambio, mentre sul trono bizantino salirà Michele III, quegli fu riconosciuto
imperatore dell'Impero romano-cristiano d'Occidente, con un atto destinato a consacrare la scissione fra i due imperi. Carlomagno, primo imperatore della dinastia che da lui prenderà il nome, per controllare gli
ampi possedimenti , rafforzare l'unità dello stato e frenare le tendenze centrifughe, procederà ad una divisione del potere centrale, che verrà ripartito in 350 contee dominate dai comites , che andranno a
sostituire i duchi longobardi. Le terre di frontiera prenderanno il nome di marche , cui verrà preposto un marchese . I ducati longobardi di Spoleto e Benevento conserveranno la loro autonomia. Conti, marchesi
e duchi verranno investiti delle loro prerogative in base al vincolo vassallatico usato dal sovrano per assicurarsi aiuto e fedeltà dai guerrieri mediante la concessione di terre in beneficium . Verranno poi scelti i
missi dominici , funzionari itineranti che visiteranno le singole contee e riferire allo Stato centrale. DI solito erano a coppie: un laico ed un vescovo. In una legislazione, registrata nei Capitolari , formati in vari
articoli o capitula , verranno promosse nuove forme di vita, riorganizzati gli istituti giuridici, indicendo convenzioni generali dette Placiti tenutisi annualmente in primavera secondo l'uso germanico e perciò
detti campo di maggio, cui prenderanno parte le più importanti cariche ecclesiastiche che riferiranno i loro pareri relativi ai più importanti affari statali. Fra i più importanti atti carolingi, il Capitulare de villis,
che conteneva norme sulla conduzione dei feudi imperiali, comitali e vescovili definiti villae . I problemi più significativi riguardanti la giustizia vennero affidati al Tribunale di palazzo, mentre nelle 350 contee
i funzionari carolingi vennero affiancati dagli scabini o giudici popolari cui verrà dato il potere di pronunciare sentenze inappellabili. Si consoliderà il sistema curtense e sii affermerà la cosiddetta personalità
del diritto, in base alla quale ogni suddito verrà data la possibilità di essere giudicato secondo la propria legge: romana, longobarda o franca. Nel palazzo imperiale di Aquisgrana istituirà anche la Schola
palatina , favorendo lo studio dei classici. Altre istituzioni simili saranno poi create presso vescovati e abbazie nei cui scriptoria saranno riprese la trascrizione e la diffusione dei classici tramandati, usando la
nuova scrittura detta carolina (o scrittura di cancelleria), che trasformo la scrittura corsiva in una nuova scrittura caratterizzata da una forma regolare delle singole lettere e dall'eliminazione delle legature e
delle abbreviazioni.
812
814
1 28 Muore Carlo "Magno" , o Carlomagno (2 aprile 742 – Aquisgrana). Karl der Grosse era succeduto al padre Pipino il Breve come re dei Franchi. Viene inumato nell'atrio della cattedrale di Aquisgrana. Gli
succede l'unico figlio rimasto in vita, Ludovico il Pio, di carattere mite e chiuso, più attaccato ai preti che ai nobili dell'Impero, che rinuncia al titolo di re dei Franchi e dei Longobardi, riunendoli nell'unico
titolo di Imperatore, e regnerà sino all'840. Carlomagno era stato re dei Franchi dal 23 settembre 768, re di Longobardi dal 10 luglio 774 ed imperatore dei Romani dal 25 dicembre 800, incoronato da Papa
Leone III nella Basilica di San Pietro a Roma. - Fu un sovrano di grandi idee e altrattanto grandi qualità e, sebbene germanico nel carattere, ebbe, ancor più di Teodorico un grandissimo rispetto della romanità.
S'impegnò quindi per fondere la civiltà latina alla germanica e all'Impero carolingio, raggiungendo risultati mai ottenuti in precedenza da alcun sovrano barbarico. Seppur durevole fu la fama di Carlo per le sue
idee, le sue imprese, il suo amore per la cultura, rapido invece apparve lo sfacelo politico-militare dell'Impero nonché dell'ordinamento amministrativo fondato sul suo genio e autorità. Rimase chiarissima
invece l'idea del Sacro Romano Impero, che però non bastò ad assicurare unità politica a una costruzione così vasta, data la mancanza di coesione etnica che sola avrebbe potuto donarle consistenza.
813
7 11
816
817
817
6 22 Nuovo Papa: Stefano IV o V secondo una diversa numerazione (Roma, ... – 24 gennaio 817) è il 97º Papa della Chiesa cattolica. Predecessore Leone III. Successore Pasquale I.
1 24 Nuovo Papa: Pasquale I (Roma, ... – Roma, 11 febbraio 824)è il 98º Papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Stefano IV. Successore Eugenio II.
Leone V l'Armeno (775 – Costantinopoli, 25 dicembre 820) è il nuovo imperatore bizantino, dopo aver deposto Michele I Rangabe. Lo sarà sino al 25 dicembre 820, quando gli succederà Michele II
817
820
824
Conquista araba di Creta. I Bizantini perdono il controllo del Mediterraneo - Ludovico il Pio emana l'Ordinamento Imperii con cui toglie autonomia al Regno Longobardo che da allora si chiamerà Regnum
Italiae .
Ordinatio Imperii. Il figlio di Carlomagno, con l'emanazione di questa Costituzione dell'Impero franco, proclama l'unità dell'impero stesso e designa il primogenito Lotario come unico successore. Agli altri
figli sarà affidato un regno. Infatti, sino ad allora l'imperatore aveva diviso i territori dell'impero tra i figli maschi. Rimarrà però vittima di mogli intriganti e figli avidi, e ci saranno diversi rovesciamenti, con
abdicazioni e restaurazioni
Michele II detto l'Amoriano o il Balbuziente (770 – Amorio, 2 ottobre 829), generale, è il nuovo imperatore bizantino, dopo aver spodestato e fatto uccidere il suo predecessore Leone V l'Armeno, e lo rimarra
sino all'829. Gli succederà il figlio Teofilo il 2 ottobre dell'829.
Ordinatio Imperii. Il figlio di Carlomagno, con l'emanazione di questa Costituzione dell'Impero franco, proclama l'unità dell'impero stesso e designa il primogenito Lotario come unico successore. Agli altri
figli sarà affidato un regno. Infatti, sino ad allora l'imperatore aveva diviso i territori dell'impero tra i figli maschi. Rimarrà però vittima di mogli intriganti e figli avidi, e ci saranno diversi rovesciamenti, con
abdicazioni e restaurazioni
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
824
6
5 Nuovo Papa: Eugenio II (Roma, ... – Roma, 27 agosto 827) è il 99º Papa della Chiesa cattolica. Viene insediato il 5 giugno, mentre la sua elezione era avvenuta in maggio. Il 6 giugno 827 presiederà il
Concilio di Mantova, diretto a risolvere i conflitti che si agitavano da molto tempo tra i patriarchi di Aquileia e Grado. Tenterà di riunificare i due patriarcati ma la sua azione non avrà successo, anche per
l'opposizione di Venezia, città in netta ascesa nella zona dell'Alto Adriatico. - Predecessore Pasquale I. Successore Valentino Leoni.
Constitutio Romana . Dopo aver rovesciato il Padre Ludovico il Pio, Lotario, con questo statuto, riesce ad imporre la supremazia imperiale, poiché in base a quest'ultima disposizione, ogni pontefice eletto
doveva promettere fedeltà all'Impero dinnanzi ai rappresentanti del popolo romano. La Constitutio Romana sarà ratificata da Papa Eugenio II nell'826.
Gli Arabi iniziano la conquista della Sicilia a discapito dei bizantini. L'invasione di berberi è affidata al qādī di Qayrawān, Asad b. al-Furāt, grande giurisperito malikita autore della notissima Asadiyya, di
origine persiana del Khorāsān. L'invasione porterà poco a poco l'isola sotto il dominio degli emiri del Nordafrica, gli Aghlabidi e riprenderanno le scorreria in Corsica e Sardegna, che i franchi cercarono di
contrastare.
Ma
con la morte
nell'814
di 800
Carlomagno,
il suoè successore
Ludovico
il Piocattolica.
distoglierà
i propri interessi
da II.
Mediterraneo
Nuovo
Papa:
Valentino
Leoni
(Roma,
– Roma, 827)
il 100º Papa
della Chiesa
Predecessore
Eugenio
Successore occidentale,
Gregorio IV.così che gli arabi saranno liberi di saccheggiare Marsiglia,
Nuovo Papa: Gregorio IV (Roma, ... – Roma, 25 gennaio 844) è il 101º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Valentino. Successore Sergio II.
Teofilo (813 – 29 gennaio 842) è il nuovo imperatore bizantino, che succede a Michele II. Lo sarà sino al 29 gennaio 842. Gli succederà Michele III.
I Variaghi o Vareghi. Genti normanne (Vichinghi) che migrarono dalla Svezia verso oriente e fanno il loro ingresso nel mondo bizantino nell'839, quando l'imperatore Theophilo II concorda con essi
l'ingaggio di alcuni mercenari per il suo esercito. Ne impiegherà 6.000 di loro anche l'imperatore bizantino Basilio II, richiedendoli nel 988 a Vladimir I di Kiev (i Variaghi erano arrivati sin là ed avevano
creato un sistema di fortezze e di stazioni commerciali, dando origine al primo stato russo, la Rus' di Kiev). Come guardia personale dell'imperatore, quel reparto sarà uno degli elementi più combattivi e leali
dell'esercito bizantino. Parteciparono anche alla difesa di Costantinopoli dall'assedio dei crociati (1203). Erano armati di lunghe asce (120-140 cm) da usare a due mani. Dalla metà dell'XI secolo sino alla fine
del XII, la guardia a palazzo di stanza a Costantinopoli, era costituita da circa 3.000 uomini. Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1204, la Guardia si disperderà, ma di loro si ha notizia sino al 1404, inseriti in
un corpo speciale, formato anche da mercenari inglesi, scozzesi e normanni.
824
11 11
827
6 17
827
827
829
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8 30
12
10 2
840
6 20 Muore a Ingelheim am Rhein Ludovico il Pio (Casseuil-sur-Garonne, 16 aprile 778), figlio di Carlomagno, re dei Franchi e imperatore dell'Impero carolingio sino all'840. L'ultima decade del regno di
Ludovico era stata contrassegnata dalla guerra civile. Nell'830 venne costretto da 3 figli ad abdicare in favore del fratello Lotario, ma si riprenderà il potere l'anno successivo. Sarà destituito nuovamente
nell'833. Nell'835 la famiglia si riappacifica e il 28 febbraio 835 Ludovico viene riconsacrato nella Cattedrale di Metz. Gli succede il figlio Lotario I
23 Lotario I Imperatore dei Romani. Nipote di Carlomagno, e successore del padre Ludovico il Pio, regnerà sino al 29 settembre 855. Altri suoi titoli: re d'Italia dall'822 all'850, re di Lotaringia e re di provenza.
In precedenza vi erano state fra i suoi fratelli diverse guerre fratricide per la suddivisione dell'Impero in 4 parti. Gli succederà Carlo il Calvo.
28 Michele III, detto l'Ubriacone (19 gennaio 840 – 25 settembre 867), è il nuovo imperatore bizantino, che succede al padre Teofilo di Bisanzio e lo sarà sino all'867. Fino all'855 sarà però la madre, l'imperatrice
Teodora Armena, la reggente. In un primo momento, l'allenza dello zar Boris di Bulgaria con la Chiesa di Roma per respingere il dominio del patriarcato costantinopolitano sulla propria Chiesa che voleva
mantenere autonoma, porterà Michele III ad attuare una serie di ritorsioni antiromane, fra le quali, far occupare il seggio patriarcale costantipolitano da Fozio, annullando la nomina di Ignazio, ben visto da papa
Niccolò I. Sarà inaugurato così un aspro scambio di invettive fra le due sedi principali latina e greca, sino all'867, quando Fozio nel Concilio di Costantinopoli, per la controversia del Fililoque (vedi
Costantinopoli IV, 5 ottobre 869), farà scomunicare Niccolò I. Per riprendere i contatti con l'Occidente, riaffermerà la liceità del culto delle immagini e sgombrò il campo, nonostante la compresenza di due
corone imperiali, dalla pericolosa divisione religiosa con Roma, riuscendo in tal modo a contenere la spinta araba verso il cuore dell'Impero. Il suo successore sarà Basilio I il Macedone.
840
6
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1
842
2 15 Giuramento di Strasburgo. Tra Ludovico Germanico (804-876) e Carlo il Calvo (823-877), erano promesse e assicurazioni in doppia formula, francese antico e germanico, per la spartizione del Sacro Romano
Impero. Nel 817 il carolingio Ludovico il Pio (778-840) aveva stabilito che, dopo la sua morte, l'impero sarebbe stato suddiviso tra i tre figli, Lotario, Pipino, e Ludovico il Germanico. La nascita di un nuovo
erede, il futuro Carlo il Calvo, aveva scombinato i piani di Ludovico il Pio che portò ad un'altalena di conflitti, sino a questo incontro. Primo documento a non essere vergato in latino ma nelle rispettive lingue
volgari.
842
Architettura romana : mura leonine . Vennero erette dal papa Leone IV, tra l'848 e l'852, a protezione del Colle Vaticano e della basilica di San Pietro dai musulmani che l'avevano saccheggiata nell'agosto
dell’846, durante il pontificato di Sergio II che, si disse, già molto anziano, ne era morto di dolore a distanza di pochi mesi. Il 27 giugno 852, quando il papa, con le più alte gerarchie cittadine ed ecclesiastiche
al seguito, percorse a piedi nudi l’intera cerchia muraria, fermandosi a benedire ogni porta e ad implorare la protezione divina, mentre sette vescovi aspergevano di acqua santa le mura. Da questo momento, il
quartiere non venne più considerato una parte dell'Urbe, ma una città separata, la Civitas Leonina, appunto (o “Leoniana”), con magistrati e governatore propri, e tale rimase fino al 1586 quando, con papa Sisto
V, divenne nuovamente una parte di Roma, il XIV rione. Vedi anche 271 d.C.
843
3 11 Viene ristabilito il culto delle immagini, vietato da Leone III Isaurico nel 726. Dopo che era morto di malattia all'età di 29 anni l'imperatore Teofilo, la moglie Teodora Armena assume l'incarico di reggente per
il figlio Michele e rovescia la politica religiosa del marito destituendo il patriarca di Costantinopoli Giovanni VII Grammatico e nominando al suo posti Metodo I, che destituisce il clero iconoclasta e
ristabilisce la venerazione delle immagini di Cristo e dei Santi portandole in Santa Sofia l'11 marzo 843 ed istituendo la "Festa dell'Ortodossia"
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Trattato di Verdun . Lotario, figlio maggiore dei tre di Ludovico il Pio, dopo la sua sconfitta nella battaglia di Fontenay, combattuta nell'841, e l'alleanza tra i suoi fratelli, sigillata nel Giuramento di
Strasburgo , con il trattato di Verdun, accetta la spartizione dell'impero Carolingio con i suoi fratelli Ludovico (a cui tocca la Germania, per cui fu detto Germanico) e Carlo il Calvo a cui toccano i territori
occidentali. A Lotario andrà la Lotaringia che, oltre al Regno d'Italia, annoverava i territori collocati fra la Francia e la Germania, la Provenza, la Borgogna, la Lorena, la Renania, l'Olanda. Inoltre saranno
annesse ai suoi domini le città più legate a Carlomagno: Colonia, Treviri e Aquisgrana. La cittadina di Verdun, sulla base delle spartizioni, sarà assegnata al regno di Germania. Il trattato darà origine alle due
nazioni che si sarebbero affrontate nella 1° Guerra Mondiale (vedi: 21.2.1916). Nel frattempo passerà di mano più volte: nel 1552 Enrico II la incorpora alla Francia. I prussiani la conquisteranno nel 1792 e
poi nel 1871, durante la guerra franco-prussiana, che avrà come conseguenza la creazione di un nuovo impero germanico che comprendeva i territori dell'Alsazia e della Lorena. La Francia dovrà pagare
un'enorme quantità di riparazioni di guerra per recuperare Verdun nel 1873.
843
844
844
847
Carlo il Grosso, figlio di Ludovico il Germanico, riunifica i territori imperiali, ma la rinnovata unità ha breve vita a causa di una nuova incursione normanna.
1 25 Nuovo Papa: Sergio II (Roma, ... – Roma, 27 gennaio 847) è il 102º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Gregorio IV. Successore Leone IV.
1 27 Nuovo Papa: Leone IV (Roma, ... – Roma, 17 luglio 855) è il 103º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Predecessore Sergio II. Successore Benedetto III.
850
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni: Polvere da sparo . si trova un riferimento alla polvere da sparo nel testo cinese "Zhenyuan miaodao yaolüe", risalente alla metà del IX secolo
853
Papessa Giovanna . Forse è una figura leggendaria (forse un rito della fertilità?), ma sembra che questa donna abbia regnato sulla Chiesa tra l'853 e l'855. Era un'inglese di Magonza che, con i suoi
travestimenti maschili, riuscì ad ingannare tutti e farsi monaco con il nome di Johannes Anglicus. Dopo la morte di Leone IV, sarebbe stata poi eletta papa, prendendo il nome di Giovanni VIII. Poiché non
praticava l'astinenza sessuale, sarebbe rimasta incita. Fu scoperta allorché, cadendo dalla mula pontificiale durante un corteo diretto a San Pietro, tra la meraviglia generale, sarà costretta ad un travaglio
prematuro e verrà poi lapidata dalla folla inferocita. Altre versioni dicono che sarebbe morta durante il parto, ed altre ancora, che fu invece rinchiusa in un convento. Sembra poi che il successore, Benedetto III,
abbia fatto in modo che il predecessore venisse omesso dalle registrazioni storiche. Il suo nome sarà però riutilizzato nel 872 da Papa Giovanni VIII. Sella obstetrica : in uno dei riti dell'insediamento del papa,
al primo piano del Patriarchìo, veniva fatto sedere su una sedia di marmo con un buco al centro, in posizione semidistesa, come a facilitare l'espulsione del nascituro. La postura era infatti quasi come quella di
una partoriente. In quel momento egli rappresentava ed incarnava l'Ecclesia Mater . Dopo il caso della Papessa, il candidato all'elezione veniva fatto accomodare sulla sedia, ed un chierico tastava al di sotto del
buco per accertare il sesso del prescelto. Constata la virilità, annunciava ai presenti: "Habet testes! ".
855
858
Nuovo Papa: Benedetto III (Roma, ... – 17 aprile 858) è il 104º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Leone IV. Successore Niccolò I.
7
4 24 Niccolò I , anche noto come San Niccolò Magno ma talvolta erroneamente chiamato Papa Nicola I (Roma, ca. 800 – Roma, 13 novembre 867), è papa della Chiesa cattolica. Predecessore Benedetto III.
Successore Adriano II.
867
Basilio I detto il Macedone (Adrianopoli, 811 circa – Costantinopoli, 9 agosto 886) è il nuovo imperatore bizantino della dinastia dei macedoni sino al 10 gennaio 886. Succede a Michele III che, dopo essere
entrato nelle sue grazie, fa assassinare. Difenderà il regno dagli arabi e, con una spedizione in Italia sotto la guida di Niceforo Foca, conquista Puglia, Calabria e Sicilia. Il successore sarà Leone VI.
Nuovo Papa: Adriano II (Roma, 792 – 14 dicembre 872) è il 106º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Adriano II. Successore Giovanni VIII.
5 Concilio di Costantinopoli IV. Segue quello di Nicea II del 787. Per i cattolici è l'VIII concilio ecumenico e termina il 28 febbraio 870. Non è riconosciuto dalla Chiesa ortodossa, che considera invece
ecumenico il concilio fra l'879-880 ed al quale attribuisce lo stesso numero IV, e nel quale, oltre a decidere la sottomissione della Chiesa bulgara (che lo zar Boris voleva mantenere autonoma) a quella
bizantina, verrà scomunicato il Papa Niccolò I. La fine dell'iconoclastia, determinata nell'843, aveva lasciato strascichi nella Chiesa bizantina, specialmente nei monaci. Oltre ai 27 canoni, tra cui si parla anche
di direttive per i vescovi e diritti dei patriarchi, viene fatto decadere Fozio I di Costantinopoli, detto il Grande (820 circa – Armenia, 6 febbraio 893), il bibliografo ed erudito patriarca bizantino, per poter
giungere ad un accordo con Roma, dato che Basilio I, l'imperatore bizantino succeduto a Michele III (assassinato), aveva voluto togliere le cariche a tutti coloro che erano stati i suoi dignitari di fiducia, ed
aveva esiliato anche Fozio, che sarà in seguito richiamato per fare da precettore a Costantino, uno dei figli dell'imperatore. Così, nel Concilio di Costantinopoli IV dell'879-880 (quello ritenuto valido dalla
Chiesa ortodossa), Fozio sarà reintegrato, e verrà condannata ogni aggiunta al Credo (Filioque : la dottrina della Chiesa cattolica che vede lo Spirito Santo provenire dal Padre e dal Figlio congiuntamente,
provenienza che secondo la stessa dottrina può essere descritta anche come qui ex Patre per Filium procedit : che procede dal Padre per mezzo del Figlio. Fu voluta da Roma secondo l'interpretazione del
Simbolo, approvato al Concilio di Nicea, che professava lo Spirito Santo come precedente soltanto dal Padre). I due Concili, opposti fra loro, sono ricevuti diversamente in Occidente ed Oriente e, per la prima
volta, non avevano affrontato questioni dogmatiche, ma personali. Seguiranno quello Lateranese per i cattolici (1123) e Costantinopoli V (1341) per alcuni ortodossi.
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12 14 Nuovo Papa: Giovanni VIII (Roma, ... – Roma, 16 dicembre 882) è il 107º papa della Chiesa cattolica. Successore Marino I.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Feudalesimo : Capitolare di Quierzy-sur-Oise con cui si determina l'ereditarietà dei benefici feudali e darà inizio ad un processo di secolarizzazione della società feudale. Mentre nell'età carolingia
l'assegnazione di funzioni pubbliche avveniva in un contesto privato (una benevola concessione del sovrano al suo vassallo , che potrà nominare dei subordinati, detti valvassori , che a loro volta nominavano i
valvassini ), nel XII sec. si era ormai di fronte a due poteri consolidati : il sovrano da una parte ed il singolo signore feudale, al quale erano stati trasferiti funzioni e diritti ereditari, dall'altra. I primi feudi
saranno individuati nell'area tra il Reno, la Loira e la Borgogna, anche se in forme diverse da quelle che sono generalmente considerate feudali. Elementi costituitivi erano : il vassallaggio, il beneficio e
l'immunità (che, a differenza del periodo romano in cui l' immunitas esentava da alcune tasse personali e patrimoniali, qui invece si delegavano determinate persone a funzioni amministrative ed esattoriali).
Nell' X ed XI sec. (definiti "prima età feudale") l'ereditarietà delle funzioni pubbliche aveva ormai neutralizzato il potere del re sui territori da lui formalmente dominati ma concessi in feudo. Nel 1037
l'Imperatore Corrado II il Salico promulgherà una legge per tentare di indebolire la potenza dei vassalli. L'economia sarà essenzialmente rurale, aziende agrarie con più poderi vicini ed al centro ville .
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12 16 Nuovo Papa: Marino I (Gallese, ... – 15 maggio 884) è il 108º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Giovanni VIII. Successore Adriano III.
5 17 Nuovo Papa: Adriano III , nato Agapito (Roma, ... – Spilamberto, luglio 885), è il 109º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Marino I. Successore Stefano V.
Nuovo Papa: Stefano V o VI secondo una diversa numerazione (Roma, ... – 14 settembre 891) è il 110º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Adriano III. Quando il tentativo di restaurare l'unità del
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Sacro Romano Impero viene a cadere, il duca Guido di Spoleto, insoddisfatto della spartizione dei territori, convince il papa a cingergli la corona imperiale. Predecessore Adriano III. Successore Formoso.
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Leone VI il Saggio (19 settembre 866 – 11 maggio 912) è il nuovo imperatore bizantino. Succede al padre Basilio I, morto per un incidente di caccia. Riceve in eredità quello che era l'Impero Romano
d'Oriente più esteso sin dai tempi di Giustiniano I ma, durante il suo regno, a causa dei musulmani, perderà Sicilia e Calabria, ed anche i Balcani per opera del Bulgari di Simeone Khan. Governerà saggiamente
continuando la politica del padre Basilio e compiendo un'opera di codificazione, ispirata alla divulgazione del corpus giustinianeo. Ne nasceranno i Basilici, una raccolta di 60 volumi di leggi rivedute e
finemente codificate, sulla scorta di una cultura se non paragonabile a quella di Triboniano, volta sempre ad assicurare una miglior diffusione e conoscenza del diritto romano non solo in Oriente e in Occidente
ma in tutto il mondo allora conosciuto. Lascerà l'impero in buone condizioni, e a succedergli sarà suo fratello Alessandro l'11 maggio del 912
Fine della dinastia carolingia . Carlo il Grosso viene deposto. Terminerà così la dinastia Carolingia ed inizierà un periodo di anarchia. Il nipote Arnolfo diviene re di Germania, il conte Eude re di Francia ed in
Italia il potere sarà conteso tra Berengario I, marchese del Friuli, e Guido, duca di Spoleto. Arnolfo scenderà in Italia per essere incoronato ed unirà la dignità imperiale alla Corona di Germania. Ci proverà
anche Ottone I di Sassonia, detto il Grande (Wallhausen, 23 novembre 912 – Memleben, 7 maggio 973), re di Germania dal 936 e Imperatore del Sacro Romano Impero dal 962. Il figlio Ottone II sarà il suo
successore.
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Nuovo Papa: Formoso (Ostia, 816 ca. – Roma, 4 aprile 896) è il 111º papa della Chiesa cattolica. Rinnova l'incoronazione, fatta dal suo predecessore, del duca Guido da Spoleto, estendendola, per via
ereditaria, anche a suo figlio Lamberto. Nello stesso tempo informa però il re di Carinzia Arnolfo che la pressione degli spoletini è diventata intollerabile. Arnolfo corre in aiuto del pontefice e viene acclamato
imperatore da tutte le città che attraversa. Quando Guido muore, il figlio reclama la corona e divampa, aiutato dalla folla, la rivolta antigermanica. Il papa fugge in Castel Sant'Angelo e muore (avvelenato?).
Predecessore Stefano V. Successore Bonifacio VI.
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4 10 Nuovo Papa: Bonifacio VI (Roma, 13 dicembre 805 – Roma, 26 aprile 896) è il 112º papa della Chiesa cattolica. Il pontificato più breve della storia: 12 giorni. Lamberto, il figlio di Guido da Spoleto, fa
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eleggere papa il vescovo di Anagni col nome di Stefano VI e farà riesumare il cadavere di Formoso, processare, condannare e gettare nel Tevere. Era il febbraio 897. Predecessore Formoso. Successore Stefano
VI.
Nuovo Papa: Stefano VI o VII secondo una diversa numerazione (Roma, .. – Roma, ottobre 897) è il 113º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Bonifacio VI. Successore Romano.
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Nuovo Papa: Romano (Gallese, ... – ...) è il 114º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Stefano VI. Successore Teodoro II.
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Nuovo Papa: Teodoro II (Roma, ... – 20 dicembre 897) è il 115º papa della Chiesa cattolica per venti giorni. Predecessore Romano. Successore Giovanni IX.
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Nuovo Papa: Giovanni IX (Tivoli, ... – 26 marzo 900) è il 116º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Teodoro II. Successore Benedetto IV.
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Gli Ungari sconfiggono Berengario I, re d'Italia, nella battaglia del fiume Trebbia.
Nuovo Papa: Benedetto IV (Roma, ... – luglio 903) è il 117º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Giovanni IX. Successore Leone V.
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Nuovo Papa: Leone V (Ardea, ... – Roma, settembre/post dicembre 903) è il 118º papa della Chiesa cattolica per circa 30 giorni. Predecessore Benedetto IV. Successore Sergio III.
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Nuovo Papa: Sergio III (Roma, 870 circa – 14 aprile 911) è il 119º papa della Chiesa cattolica. Successore Anastasio III.
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Nuovo Papa: Anastasio III (Roma, ... – Roma, agosto 913) è il 120º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Sergio III. Successore Lando.
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5 11 Alessandro (23 novembre 872 – 6 giugno 913) è il nuovo imperatore bizantino, dopo aver coimperato con il fratello Leone VI dall'879 al 912.
6 6 Nicola, più noto come Nicola I Mistico (Italia, 852 – Costantinopoli, 15 maggio 925), patriarca di Costantinopoli dal 901 al 907 e poi dal 912 al 925, è il nuovo imperatore bizantino (ovvero, l'impero è in
mano ad un consiglio di reggenza capeggiato da Nicola I). Il 17 dicembre 920 gli succederà Romano di Lecapeno
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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Nuovo Papa: Lando , o Landone (... – febbraio o marzo 914), è il 121º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Anastasio III. Successore Giovanni X.
Nuovo Papa: Giovanni X (Tossignano, 860 ca. – Roma, 929) è il 122º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Lando. Successore Leone VI.
Con la salita al trono di Germania di Enrico l'Uccellatore, duca di Sassonia e senza alcun legame con la dinastia carolingia, i grandi feudi tedeschi del ducato di Sassonia, Franconia, Baviera, Lorena e Svevia
assumono importanza sempre maggiore. Durante il regno del figlio Ottone, si rompe l'intesa con i grandi feudatari e lui cercherà l'appoggio della Chiesa
12 17 Romano I Lecapeno (870 – 15 giugno 948), è il nuovo imperatore bizantino che sude a Nicola, e lo sarà sino al 944, quando verra deposto dai suoi figli naturali e si farà monaco. Gli usurpatori verranno però
detronizzati a furor di popolo, incoronando Costantino VII l'11 aprile 941
Ugo di Provenza viene incoronato re d'Italia
Nuovo Papa: Leone VI (Roma, ... – dicembre 928) è il 123º papa della Chiesa cattolica, mentre il suo immediato predecessore era ancora vivo ed incarcerato a Roma. Giovanni X. Successore Stefano VII.
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Nuovo Papa: Stefano VII o VIII secondo una diversa numerazione (Roma, ... – 15 marzo 931) fu il 124º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Leone VI. Successore Giovanni XI.
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Nuovo Papa: Giovanni XI (Roma, 910 – 935) fu il 125º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Stefano VII. Successore Leone VII
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1 3 Nuovo Papa: Leone VII (Roma, ... – 13 luglio 939) fu il 126º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Giovanni XI. Successore Stefano VIII.
7 14 Nuovo Papa: Stefano VIII o IX secondo una diversa numerazione (Roma, ... – fine ottobre 942) è il 127º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Leone VII. Successore Marino II
4 11 Costantino VII, detto il Porfirogenito (Costantinopoli, 2 settembre 905 – Costantinopoli, 9 novembre 959), è in nuovoo imperatore bizantino, dopo che l'impero era stato gestito da un consiglio di reggenza fino
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10 30 Marino II , detto anche Martino III (Roma, ... – 10 maggio 946), è il 128º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Marino II. Successore Agapito II.
5 10 Nuovo Papa: Agapito II (Roma, ... – 8 novembre 955) è il 129º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Stefano VIII. Successore Giovanni XII.
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Penna stilografica: l'Imam fatimide d'Egitto, al-Mu'izz li-Din Allah, chiese una penna che non macchiasse le mani e i vestiti e fu provvisto di una penna con un serbatoio di inchiostro collegato al pennino per
gravità e capillarità. È tuttavia possibile che altri tentativi di utilizzare una penna a serbatoio vadano molto più indietro nel tempo.
12 16 Nuovo Papa: Giovanni XII , nato Ottaviano dei Conti di Tuscolo (Roma, circa 937 – Roma, 14 maggio 964), è il 130º papa della Chiesa cattolica dal 16 dicembre 955 al 6 novembre 963, quando fu deposto.
Predecessore Agapito II. Successore Benedetto V.
Liutprando di Cremona (Pavia, 920? – 972), storico, vescovo e diplomatico italiano, al servizio del Sacro romano impero, scrive, in mediolatino, l'Antapodosis (significa restituzione/resa dei conti), in cui si
scaglia contro Berengario II e sua moglie Willa coprendoli di ingiurie e di ridicolo. Le sue opere sono racconti quasi bozzettistici, pieni di aneddoti salaci attraverso i quali Liutprando mette in cattiva luce quei
personaggi con i quali si è trovato in conflitto.
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al 919 e da Romano I, chiamato a salvare l'impero da un possibile colpo di Stato, fino al 944. Lo sarà sino al 9 novembre 959, quando gli succederà Romano II
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11 9 Romano II (Costantinopoli, 938 – Costantinopoli, 15 marzo 963), è il nuovo imperatore bizantino, dopo essere stato associato al trono del padre Costantino VII nel 946. Sarà in carica sino al 15 marzo 963,
quando muore, forse per mano della moglie, che poi sposerà il suo successore Niceforo II Foca.
In Italia viene introdotto l'uso del "volgare" scritto . Anche l'uso letterario del volgare avverrà in ritardo nel secolo XIII, mentre già alla fine dell'XI secolo ed agli inizi del XII la Francia produrrà la Chanson
de Roland e la lirica trobadorica o cortese (i trovatori erano poeti che, sotto la protezione e il mecenatismo di un ricco nobile o una nobildonna, giravano da una corte all'altra). Rispetto ad altri paesi europei è
introdotto in ritardo a causa della più lunga penetrazione della lingua latina nelle nostre culture locali rispetto ad altri territori europei. La seconda causa è la mancanza, per lungo tempo, di organismi politici
accentrati in Italia che potessero favorire la diffusione di un idioma comune. Non a caso le prime manifestazioni artistiche in Italia si hanno a Palermo presso la corte di Federico II di Svevia ( 1215 - 1250 )
l'unico sovrano che saprà dare temporanea compattezza ad uno stato pluriregionale nel Sud dell'Italia.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
962
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2 Ottone I incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero . A Roma, Ottone I di Sassonia (Wallhausen, 23 novembre 912 – Memleben, 7 maggio 973), figlio di Enrico I l'Uccellatore, duca di Sassonia, viene
incoronato in San Pietro da papa Giovanni XII Imperatore del Sacro Romano Impero, unendo la corona di Germania (dal 2 luglio 936 al 7 maggio 973) a quella imperiale. In precedenza si era fatto incoronare
Re d'Italia (10 ottobre 951) ed aveva sposato Adelaide di Borgogna, la vedova del precedente re carolingio Lotario II, preparando così la sua incoronazione imperiale. Berengario del Friuli, intuendo che Ottone,
una volta rafforzata la propria sovranità, avrebbe instituito un potere destinato a piegare la nobiltà italiana, aveva tentato di far sposare Adelaide al proprio figlio Adalberto, ma lei era fuggita dal palazzo
berengariano sul lago di Garda, dove era stata segregata. Per sottrarre l'elezione del Papa all'aristocrazia romana, con il Privilegium Otbonis , stabilisce che ciò avvenga con il consenso dell' l'imperatore o di un
suo rappresentante. L'Impero sorgerà a nuova vita ma, se nel IX secolo il pericolo maggiore fu rappresentato dagli Arabi, nel X secolo la minaccia più insidiosa sarà quella degli Ungari, crudeli e sanguinari
che, dopo aver sconfitto una prima volta nel 926 Enrico I l'Uccellatore, saranno a loro volta sconfitti da lui, poi da suo figlio Ottone I tra il 936 e 955 sulla Lech e a Reichnitz, che si libererà anche dagli Slavi,
che volevano raggiungere l'Adriatico ed unirsi ai Bizantini. Imposterà un politica di aiuto alla feudalità, aumentò le nomine dei comites e concesse prebende comitali anche ai vescovi, e così si accrebbe di
importanza la figura dei vescovi-conti, che non aveva costituito una vera e propria categoria di feudatari, per cui fu necessario stabilire determinati criteri sul conferimento dei loro poteri. Il pontefice sosteneva
che gli ecclesiastici dovessero ricevere l'investitura da lui, mediante il rito della investitio bonorum , Ottone sostenne che toccasse a lui distribuire i feudi sia ai laici che agli ecclesiastici (quest'ultimi però non
avevano carattere ereditario), e con tale provvedimento divennero una nuova leva al servizio della forza imperiale. Al contrario di Lotario, Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo, scenderà più volte nella
penisola e dimorerà spesso a Roma, dove acquisterà terre ed edifici con i quali imposterà un'intelligente politica di donazioni ecclesiastiche destinata al metterlo in rapporti fruttuosi con il papato, le grandi
fondazioni monastiche e la nobiltà romana. Gli succederà il figlio Ottone II
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3 15 Niceforo II Foca (Cappadocia, 912 circa – Costantinopoli, 11 dicembre 969) è il nuovo imperatore bizantino, dopo Romano II, ucciso dalla moglie, che poi sposerà Niceforo. I figli di Romano Basilio e
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12 11 Giovanni I Zimisce (Hierapolis, 924 circa – 10 gennaio 976), figlio di Romano II, è il nuovo imperatore bizantino, dopo aver assassinato Niceforo II Foca, che aveva usurpato il trono del padre Romano. Per
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legittimare il trono, sposa la sorella di Romano II, Teodora ed associa al trono i due figli di Romano,cBasilio II e Costantino VIII. Regnarà sino al 10 gennaio 976, quando morirà per tifo, o forse avvelenato
dall'eunuco Basilio.
Nuovo Papa: Benedetto VI (... – Roma, giugno 974) è il 134º papa della Chiesa cattolica. Favorito nell'elezione dall'imperatore Ottone I. Predecessore Giovanni XIII. Successore Benedetto VII.
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7 Ottone II di Sassonia succede al Padre Ottone I (morto il 7 maggio 973, avvelenato da carne avariata durante i festaggiamenti alla Dieta di Quendimburg, alla quale aveva preso parte dopo il ritorno dall''Italia)
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Costantino, minori alla sua morte e sottoposti alla tutela della madre giungeranno al trono solamente dopo l'usurpazione di Niceforo II Foca e di Giovanni I Zimisce (969).
Nuovo Papa: Leone VIII (Roma, ... – 1 marzo 965) fu il 132º papa della Chiesa cattolica. Fu papa effettivo per ben due volte distinte, dal 963 al 964 (periodo in cui è considerato dalla Chiesa "antipapa") e dal
964 al 965. Predecessore Benedetto V. Successore Giovanni XIII.
Nuovo Papa: Giovanni XIII , nato Giovanni dei Crescenzi (Roma, ... – Roma, 6 settembre 972), è il 133º papa della Chiesa cattolica. - Fu imposto dalla famiglia Crescenzi e contribuirà alle fortune della
famiglia. Infatti arrivare al papato era un passaggio decisivo per acquisire beni e proprietà immobiliari, sottratti ad altri, meno fortunati concorrenti. Predecessore Leone VIII. Successore Benedetto VI.
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come Imperatore del Sacro Romano Impero, e lo sarà sino al 7 dicembre 983. Accarezzando il progetto di collegarsi con l'Impero d'Oriente per rendere il suo impero universale, saldando Roma e
Costantinopoli, nel 972 aveva sposato la principessa bizantina Teofane, nipote di Giovanni Zimiscè. Il matrimonio era stato officiato da Giovanni XIII
Nuovo Papa: Benedetto VII (Roma, ... – Roma, 10 luglio 983) fu il 135º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Benedetto VI. Successore Giovanni XIV.
Basilio II, Bulgaroctono, ossia il Massacratore di Bulgari (958 – Costantinopoli, 15 dicembre 1025), figlio di Romano II, avendo compiuto 18 anni, è il nuovo imperatore bizantino al posto del suo tutore
Giovanni I Zimisce. Evangelizza le popolazioni slave e conquisterà Odessa (993-994), estendendo i confini imperiali alla Georgia e all'Armenia. Il nomignolo "Massacratore" gli deriva dall'aver represso con
metodi spietati i Bulgari, assicurandosi il controllo politico e militare della Bulgaria. Regnerà sino al 15 dicembre 1025. Il suo successore, sarà il fratello Costantino VIII, sino al 1028.
Nuovo Papa: Giovanni XIV , nato Pietro Canepanova (Pavia, ... – Roma, 20 agosto 984), è il 136º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Benedetto VII. Successore Giovanni XV.
Nuovo Papa: Giovanni XV , nato Giovanni di Gallina Alba (Roma, ... – 1 aprile 996), è il 137º papa della Chiesa cattolica. Figlio di un prete, viene imposto dalla famiglia Crescenzi (vedi Giovanni XIII).
Predecessore Giovanni XIV. Successore Gregorio V.
I Normanni (da Northmen o Norsemen, ossia "uomini del Nord", di origine germanica, erano un misto di popolazioni della Scandinavia, insediati in Danimarca, in Norvegia e in Svezia), osano sfidare
l'oceano, ritenuto sino ad allora non navigabile, e si spingono sin sulle coste della Groenlandia.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Gregorio V , nato Brunone di Carinzia (Ducato di Sassonia, ca. 972 – Roma, 18 febbraio 999), è il 138º papa della Chiesa cattolica. È il primo pontefice tedesco. Viene imposto dall'imperatore Ottone III, che è
suo parente. La scelta non piace ai Crescenzi e, appena s'è allontanato Ottone, lo detronizzano fomentando la folle ed eleggendo come antipapa il vescovo di Piacenza Giovanni Filagato, col nome di Giovanni
XVI. Ad Ottone III la cosa non piace. Torna in Italia e, nei pressi di Nettuno, raggiunge il papa in fuga, lo mutila, lo acceca, lo trascina a Roma, lo espone alla gogna, e infine lo uccide. Crescenzi Nomentano
viene decapitato. Predecessore Giovanni XV. Successore Silvestro II
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5 21 Il sedicenne Ottone III di Sassonia (Kessel, 980 – Faleria, 23 gennaio 1002) viene incoronato imperatore del Sacro Romano Impero (sino al 1002). È il figlio di Ottone II. La sua educazione era stata contesa
dalla regina madre Adelaide (moglie di Ottone I) che, fiera della sua italianità, voleva che il nipote crescesse con metodi rigidi di impronta germanica e romana, e non come voleva la madre, la principessa
bizantina Teofane, come un greco e con una educazione "orientale" troppo raffinata e di carattere quasi effeminato. Quando Teofane era morta prematuramente, Adelaide si era occupata dell'educazione del
futuro monarca, ed ebbe come tutore Gerbert d'Aurillac, scienziato, conoscitore di Astrologia, astronomia, fisica, biologia, filosofia. Ottone III ricambierà il suo precettore elevandolo al soglio pontificio con il
nome di Silvestro II (999-1003). Si stabilirà a Roma ed imprimerà al suo regno una forte connotazione romana e latina. Acquisì alla causa romana ed imperiale Stefano di Ungheria e lo nominò re d'Ungheria,
avanzando così le sue mire verso est. Il suo sogno ambizioso era stato però interrotto dalla sua prematura morte, poco più che ventenne. L'Impero passerà ad Enrico II, ultimo imperatore della casata di Sassonia
(poi, con Corrado II, toccherà a quella di Franconia).
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Nuovo Papa: Silvestro II , nato Gerberto di Aurillac (Aurillac, ca. 950 – Roma, 12 maggio 1003), è il 139º papa della Chiesa cattolica. Era stato il precettore di Ottone III, che poi lo volle papa. Predecessore
Gregorio V. Successore Giovanni XVII.
Migrazioni dei popoli in Europa : disgregandosi l'Impero carolingio, tra la fine dl IX e l'inizio del X sec., l'Europa viene invasa da diverse popolazioni esterne (interpretate dai vescovi riuniti a Reims nel 909,
come collera degli dei). Da nord i Normanni , da sud i Saraceni , da est i Magiari . Nacquero castelli a protezione e flotte per il controllo delle coste. I Normanni nell'XI sec. si metteranno, come mercenari,
anche al servizio di Bizantini e Longobardi e conquisteranno Puglia, Calabria, Campania e Sicilia, dando vita al Regno normanno di Sicilia, che sarà portato all'apogeo da Ruggero II. In Oriente, i Mongoli
sotto la guida di Gengis Khan (e di successori come, Kubilay Khan , presso il quale soggiornò Marco Polo ), faranno l'ingresso nella storia mondiale nel 1206. L'immenso impero si avvierà al crollo ad inizio
'400 con la morte del sovrano Tamerlano .
Mille e non più mille - La fine del mondo. Narra la leggenda che verso la fine del secolo X le già travagliate vite dei popoli dell'Occidente vengono investite da un'ondata di superstizioso terrore. "Mille e non
più mille" aveva detto Gesù secondo la tradizione. Si avvicinava la fine del mondo con il Giudizio universale. Così era scritto nell'Apocalisse: «Dopo Mille anni Satana sarà disciolto.» Nuove energie, ma non
diaboliche, infatti prorompono intorno al Mille in tutta l'Europa occidentale, dalle rive del Mare del Nord alla pianura del Po, nelle valli degli Appennini. Il mondo non finisce; sta invece rinascendo a nuova
vita liberando quelle forze che erano andate lentamente maturando nel corso dei secoli barbarici. È l'inizio di quella espansione dell'Occidente che spingerà i popoli tedeschi con i loro pesanti aratri alla ricerca
di nuove terre da dissodare ad Oriente (Drang nach Osten)...
o ------------ 1000 -------------- o
Nel secolo XI, cioè dal 1001 sino 1100 incluso, la società è estremamente violenta. I governi centrali non sono ancora organizzati e le grandi monarchie europee non si sono ancora consolidate: sono nelle mani
di piccoli signori feudali che governano dai loro castelli, si dedicano a piccole scorrerie e si combattono fra loro. Scrive l'arcivescovo di Tiro: "Non esiste giustizia. Il tradimento, la frode, la menzogna oscurano
ogni cosa. Ogni virtù è scomparsa perché considerata inutile e la malvagità regna sovrana". È un'epoca di anarchia endemica. Poiché il mondo medievale era profondamente interessato alla religione, c'era una
sola istituzione in grado di fermare quell'anarchia: la Chiesa. E in una società come quella odierna (XXI secolo), principalmente laica, ci risulta difficile comprendere i turbamenti religiosi dell'epoca. Le
persone di allora vivevano sotto il costante timore del peccato così che, qualunque azione potessero compiere, potenzialmente era un peccato. Prenderà corpo l'illusione che, per liberarsi dalle sofferenze della
vita, fosse necessario dimostrare a Dio la fede con un atto straordinario ed eroico. La Chiesa infatti poteva sì assolvere un uomo dai suoi peccati, ma non aveva il potere politico per sradicare i mali della
società. I feudi europei, con i loro governanti laici, avevano preso le distanze dal papato, ma tutto cambierà con l'ascesa al soglio papale di Urbano II, nel 1088, un uomo astuto che comprenderà le esigenze
politiche, sociali e religiose del suo tempo, le canalizzerà verso fini produttivi, reintroducendo la Chiesa romana come protagonista nel quadro politico. Il suo primo passo sarà la 1° Crociata.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Nascita dei Comuni: il Municipio sfida il Castello L'incremento urbano dell'anno Mille porta alla formazione di nuovi centri urbani e alla rinascita di quelli esistenti e, come nell'antichità, la città torna ad
essere il centro propulsore della società civile dove vanno a convivere contadini inurbati in seguito all'eccedenza di manodopera nei campi, feudatari minori che cercavano di sottrarsi ai vincoli verso i grandi
feudatari trasferendosi in città, oltre che notai, giudici, medici, piccoli artigiani e mercanti; questi costituivano per eccellenza la nuova classe sociale dei "borghesi ", vale a dire di coloro che, non essendo
nobili, traevano la propria prosperità dall'esercizio di arti o mestieri e avendo nella città il loro ambiente naturale. Quindi, con la rinascita delle città nell'XI secolo e la ripresa delle attività artigianali, i nuovi
ceti urbani si riunirono per liberarsi dai vincoli feudali e dall'autorità imperiale, creando una nuova realtà politica: il Comune che, col tempo, svilupperà organismi autonomi e porrà sotto il proprio controllo le
campagne circostanti. Città stato con leggi e magistrature indipendenti dalla soggezione ai grandi feudatari od al re in quelle zone, come nelle Fiandre o nel nord Italia, in cui il potere dell'Impero era debole.
Questa forma di governo locale interesserà gran parte dell'Europa occidentale. In Italia, culla della civiltà comunale, il fenomeno andrà esaurendosi fin dagli ultimi decenni del XIII secolo e la prima metà del
secolo successivo, con la sperimentazione di nuove forme di governo: la Signoria cittadina . --- Vedi anno 1085
Consorterie. Quando a Firenze si formerà nel 1080 il 1° governo (Lucca e Pisa l'avevano già formato), si instituirà un Parlamento alla ateniese, in cui tutti i cittadini partecipavano in massa quando suonava la
campana o rollavano i tamburi ed, al grido di fiat, fiat! si prenderanno le decisioni più gravi, di pace, guerra, alleanze, etc. In seguito, in seno al Parlamento si formerà un Consiglio, che assolverà i compiti
quotidiani, lasciando all'assemblea plenaria quelli di eccezione. Il potere esecutivo viene affidato a Consoli, di solito 4, assistiti da un "Consiglio dei Cento", costituito da nobili di città, che erano gli antichi
abitatori dei castelli costruiti sulle colline attorno alla città, ed ex vassalli dei Marchesi di Toscana. Le prime guerre che Firenze dovrà sostenere, sono appunto contro questi signori (Cadolingi, Guidi, Alberti di
Mangona, Aldobrandeschi, Buondelmonti, Cavalcanti, Adimiri, Uberti, Frescobaldi, Donati, Della Bella, etc), che erano sempre in lotta fra loro, divisi fra Guelfi e Ghibellini, per ragioni di prestigio. Sarà così
più facile all'esercito cittadino sconfiggerli, abbattere i castelli e ad accettare un compromesso. Chi giurava fedeltà a Firenze, doveva risiedere in città almeno 4 mesi all'anno ed in compenso poteva mantenere
titoli e proprietà terriere. Chi preferì resistere, alla fine ebbe distrutti i castelli e fu obbligato a risiedere in città in modo permanente, dove si costruirà palazzotti con torri, attorniati dalle case di parenti e clienti.
Questi gruppi, che si rendevano ostili e si estraniavano dal resto della città, erano chiamati "consorterie ", una sorta di mafia, con strade ed interi quartieri nei quali rifugiarsi in caso di pericolo. Altro elemento
della consorteria era la "loggia ", una piccola piazza coperta, che si affacciava sulla pubblica via, in mezzo alle case dei consorti. Prima del 1200 Firenze conterà già 13 di questi centri, ovvero, potentati, ed
almeno 150 torri.
Guide turistiche di Roma . Sino a quest'epoca, le guide si limitavano ad elencare con sobrio realismo i principali monumenti e a descrivere gli itinerari per raggiungerli. Una delle più celebri, del IX secolo
circa, è conosciuta come Itinerario di Ensiedeln (dal nome del monastero in cui è conservata). Altre sono: Mirabia Urbis Romae (XII sec.), Graphia aurea urbis Romae e Liber pontificalis , cui si debbono
preziose notizie sulla vita dei primi papi e quindi della città.
1000
1000
1000
1003
5
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni: Polvere da sparo . compare in Cina. In Europa arriverà solo nel 1267
Stefano I viene incoronato dal Papa re d'Ungheria
16 Nuovo Papa: Giovanni XVII , nato Siccone Secco (Rapagnano, ... – Roma, 6 novembre/7 dicembre 1003), 140º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Silvestro II. Successore Giovanni XVIII.
1003 12 25
1009 6
1010
1012 5 13
1014
Nuovo Papa: Giovanni XVIII , nato Giovanni Fasano (Roma, ... – Roma, 18 luglio 1009), è il 141º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Giovanni XVII. Successore Sergio IV.
Sergio IV , nato Pietro Boccapecora o Boccadiporco (Roma, ... – Roma, 12 maggio 1012), 142º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Giovanni XVIII. Successore Benedetto VIII.
Fondazione della Scuola di medicina di Salerno, la prima e più importante istituzione medica d'Europa nel Medioevo, considerata da molti come l'antesignana delle moderne università
Nuovo Papa: Benedetto VIII , nato Teofilatto II dei Conti di Tuscolo (Roma, ... – Roma, 9 aprile 1024), è il 143º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Sergio IV. Successore Giovanni XIX
2 14 Muore Ottone III ed Enrico II (Bad Abbach o Hildesheim, 6 maggio 973 o 978 – Grona, 13 luglio 1024) viene incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero. Sarà l'ultimo esponente della famiglia degli
Ottoni e della casata Sassone. Era figlio di Enrico II di Baviera e cugino di Ottone III. Molto religioso e convinto assertore delle responsabilità dell'Imperatore nei confronti della fede e della prosperità dei suoi
sudditi, appoggerà le iniziative mirate al miglioramento dei costumi ecclesiastici e per tali meriti dopo la morte sarà elevato alla gloria degli altari e chiamato "il Santo". Alla sua morte la successione cadrà su
Corrado II il Salico della casa Franconia (1027-1039), che era re di Germania dal 1024.
1015
1024
6
Liberazione della Sardegna. I Pisani cacciano gli Arabi
Nuovo Papa: Giovanni XIX , nato Romano dei Conti di Tuscolo (Roma, ... – Roma, 9 novembre 1032), è il 144º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Benedetto VIII. Successore Benedetto IX.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
1027
1027
3
In un momento in cui la violenza era un fatto quasi normale nei rapporti tra Feudi, nasce il movimento delle "Paci di Dio". Una coalizione di persone giura di preservare la pace nei territori in cui abitava e di
farla osservare. L'idea nacque nel Sinodo di Elne (Francia) e fu appoggiata dal Concilio di Arles (1041). Riceverà poi conferma dal Concilio di Costanza (1043). Non ebbe molta fortuna, ma la situazione andrà
migliorando con la scomparsa progressiva dell'anarchia feudale.
26 Corrado II il Salico e la "Constitutio de feudis ". Già Re di Germania (formalmente Re di Franchi), viene incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero e lo rimarrà sino al 4 giugno 1039. Male accolto a
Pavia ed a Ravenna, vi ritornerà 9 anni dopo, nel 1036, tentando di conquistare Milano, ma sarà costretto a ritornare in Germania, sconfitto dal "Carroccio". Si lascerà dietro però una legge, la costitutio de
feudis , che praticamente avviava alla rovina l'ordinamento feudale . Fino a quel momento i grandi feudatari, quando concedevano un pezzo di terra ad un feudatario minore o un vassallo, alla sua morte ne
rientravano in possesso. Il che aveva consentito loro di mantenere vaste signorie. La constitutio invece stabiliva che il vassallo era libero di disporre della concessione tra i propri eredi come di cosa sua. Era
quindi una radicale riforma agraria che spezzava il feudo e i poteri politici che ne derivavano. Nel 1039 gli succederà il figlio Enrico III, che andrà a farsi incoronare in Italia 7 anni dopo. Poiché però al
momento vi erano 3 papi (Benedetto IX, Silvestro III, Gregorio VI), li depose e a farsi dare il titolo di "Patrizio Romano" nominerà Clemente II. Con tale provvedimento Enrico III ottenne in concreto il
riconoscimento del diritto imperiale di designare il pontefice e in forza del cosiddetto principatus in electione papae , elesse successivamente 3 pontefici germanici. Morirà nel 1056 e la corona passerà al figlio
di 8 anni, che prenderà il nome di Enrico IV, sotto la reggenza della madre Agnese di Poitiers.
Aversa è il 1° principato normanno in Campania. Il capo normanno Rainolfo Drengot la ottiene dal duca di Napoli, per cui aveva combattuto. Si aggiungerà poi Gaeta.
1029
1032 10 21 Nuovo Papa: Benedetto IX , nato Teofilatto III dei Conti di Tuscolo (Roma, ca. 1012 – Grottaferrata, dopo il 18 settembre 1055 e prima del 9 gennaio 1056), è il 145º papa della Chiesa cattolica. Predecessore
1037
1040
1041
1044
1047
1047
1048
Giovanni XIX. Successore Damaso II.
La Constitutio de feudis dell'Imperatore Corrado II il Salico sancisce l'ereditarietà anche dei feudi minori, per tentare di indebolire la potenza dei vassalli maggiori, ormai totalmente sfuggiti a ogni controllo.
Anche Gregorio VII nella seconda metà del XII sec.( seconda età feudale) tenterà di imporre il controllo del Papato su diocesi ed abbazie sottraendole alla pratica diffusa di considerarle benefici feudali. È il
feudalesimo classico in cui il vassallaggio e feudo furono organizzati in ordinamenti, consuetudini e leggi feudali.
Cina: bussola. Viene usata per la prima volta dalla dinastia Song come strumento di navigazione. Prima era usata invece come strumento di divinazione.
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni: Caratteri mobili in argilla inventati da Bi Sheng in Cina erano costituiti da materiale argilloso e la loro fragilità non li rendeva adatti a stampe su larga scala. Wang Zhen,
un funzionario, nel 1298 introdusse un tipo più resistente di caratteri, ottenuti intagliando del legno, e sviluppò un complesso sistema di tavole girevoli e associazioni tra numeri e caratteri cinesi che
miglioravano la resa qualitativa.
Vedi Johann Gutenberg anno 1455
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni: Bussola . Compare nel trattato Wu ching tsung yao del cinese Tseng Kung-liang, e forse la conoscevano anche i Vichinghi
Dalla Norvegia arriva con una trentina di compagni a cercar fortuna nell' Italia meridionale il capitano di ventura normanno Roberto d'Altavilla, detto il Guiscardo (l'Astuto). Offrirà la sua spada alle città
meridionali in rivolta contro il malgoverno dei Bizantini e, dopo aver scacciato dalla Sicilia e dalla Calabria gli Arabi, ne otterrà dal Papa il titolo di Duca. I Normanni fonderanno poi quel Regno meridionale
che, pur cambiando spesso titolare, si affermerà come il più stabile dell'Italia e resterà sino al 1860.
12 25 Nuovo Papa: Damaso II , nato Poppo (noto anche come Poppo von Brixen, Poppo von Bayern o Poppone de' Curagnoni di Bressanone) (Pildenau, ... – Palestrina, 9 agosto 1048), è il 151º papa della Chiesa
cattolica. - Predecessore Benedetto IX. Successore Leone IX.
Nuovo Papa: Leone IX , nato Brunone dei Conti di Egisheim-Dagsburg (Egisheim, 21 giugno 1002 – Roma, 19 aprile 1054), è il 152º papa della Chiesa cattolica. Sarà protagonista dell'incontro-scontro con i
12
Normanni nel Concilio di Reims del 1049, rivendicando con forza il primato morale e politico della sede pontificia romana all'interno della Chiesa universale. - Predecessore Damaso II. Successore Vittore II.
Uno dei suoi primi atti pubblici fu quello di tenere il noto Sinodo di Pasqua del 1049, nel quale fu confermato il celibato ecclesiastico per chiunque fosse almeno suddiacono e nel quale riuscì a rendere chiare le
sue convinzioni contro ogni tipo di simonia (la compravendita di cariche ecclesiastiche). Nel 1054 scomunicherà anche il Patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario (che veniva nominato dall'imperatore
bizantino) perché, oltre a non accettare il dogma sullo Spirito Santo (Filoque ), non accettava nemmeno altre direttive imposte da Roma. Michele farà chiudere le chiese latine dell'Impero, in quanto in esse, nel
corso della celebrazione eucaristica, si faceva uso di pane lievitato.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
1054
7 15 Scisma della Chiesa di Occidente da quella di Oriente perché il patriarca di Costantinopoli, che era sempre rimasto un funzionario dell'Imperatore da quando Costantino nel 330 aveva portato nel Bosforo la
capitale dell'Impero, aspirava a sovrastare il Papa ed anche perché il Papato, alleandosi con i Normanni nel Sud Italia, fu osteggiato dal Patriarca Michele Cerulario., che fu scomunicato (il cardinale Umberto
di Silvacandida, personaggio intransigente, era stato scelto per condurre trattative di riconciliazione con la Chiesa bizantina, ma alla fine, depositerà sull'altare di Santa Sofia a Costantinopoli la bolla di
scomunica del Cerulario). Il patriarca risponderà convocando a concilio tutti i rappresentanti del clero orientale, che gli si dichiararono solidali, e rinnovererà un medesimo atto nei confronti del vescovo di
Roma. Lo scisma era consumato e le due Chiese si resero allora indipendenti: quella romana o "cattolica" (che vuol dire "universale") e quella greco-orientale o "ortodossa". Dopo il Concilio di Nicea del 325,
la vita delle comunità cristiane era articolata attorno a 5 patriarcati, posti praticamente sullo stesso piano: Gerusalemme, Alessandria, Antiochia, Costantinopoli e Roma. I papi avevano però, nel tempo,
profondamente modificato quella situazione, per sostituirla con un'organizzazione di tipo gerarchizzato, culminante nella figura e nella persona del vescovo di Roma come vicario di Cristo, inteso come unico e
indiscusso successore di Pietro.
Nuovo Papa: Vittore II , nato Gebhard dei Conti di Calw, Dollnstein e Hirschberg, talvolta erroneamente chiamato Papa Vittorio II (ca. 1017 – Arezzo, 28 luglio 1057), è il 153º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Leone IX. Successore Stefano IX o X.
1056 6 18 A Civitate (in Puglia) il normanno Roberto il Guiscardo sconfigge le truppe del Papa, ma ne diverrà in seguito il principale alleato nella lotta per le investiture contro l'Impero. Dopo la Puglia, conquisterà
Calabria e Campania. Il fratello Ruggero, al termine di una guerra durata dal 1061 al 1091, toglierà la Sicilia agli emirati Arabi di Palermo.
1056 10 5 Muore a Bodfeld l'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico III (28 ottobre 1017), in carica dal 25 dicembre 1046. Figlio di Corrado II il Salico e di Gisella di Svevia il figlio Enrico di 8 anni gli succederà,
che prendendo il nome di Enrico IV. Data la minore età, inizialmente la reggenza viene affidata alla madre, Agnese di Poitiers. Avrà un posto di rilievo nella casata Salica o di Franconia, in quanto aprirà un
aspro conflitti con il papato per la questione delle investiture, ovvero, la volontà dei sovrani di esercitare il diritto di investire vescovi e abati con i loro anelli, i pastorali e la spada, ricevendo l'homagium prima
consacrazione
religiosa.
1057 8 2 della
Nuovo
Papa: Stefano
IX o X da diversa numerazione, nato Frederico Gozzelon de Lorraine (1020 ca. [– Firenze, 29 marzo 1058) è il 154º papa della Chiesa cattolica. - Predecessore Vittore II. Successore
Niccolò II.
1058 12 6 Nuovo Papa: Niccolò II , nato Gerard de Bourgogne o Gerardo di Borgogna, talvolta erroneamente chiamato Papa Nicola II (Chevron, 980 ca. – Firenze, 27 luglio 1061), è il 155º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Stefano IX. Successore Alessandro II.
Elezione
dei Papi affidata ad un Sacro Collegio di cardinali vescovi. Con la costituzione apostolica In nomine Domini, Niccolò II, su istigazione del monaco Ildebrando (che sarebbe in seguito diventato
1059 4 12
papa con il nome di Gregorio VII), indice un Concilio in Laterano che riserverà il diritto di elezione del papa ai soli Cardinali vescovi romani i quali, riuniti in un Sacro Collegio (dapprincipio erano 7),
dovranno raggiungere l'unanimità. Tutto questo per cercare di mettere fine ad un Papato in mano all'aristocrazia romana che, imponevano, deponevano e perfino serano giunti a strangolare i Pontefici. Pian
piano però i Cardinali del Collegio cresceranno di numero e diventerà un organo nettamente differenziato nella gerarchia: la Curia , organo consultivo, esecutivo e giudiziario del Pontefice. Una struttura
monolitica che consentirà di condurre la lotta per le investiture contro l'Impero, sino al Concordato di Worm del 1122. Il Collegio dei Cardinali non si mostrerà migliore della nobiltà romana, perché si dividerà
spesso in fazioni, e al Papa si opporrà sovente un antipapa.
1054
9
1061 10 1 Nuovo Papa: Alessandro II , nato Anselmo da Baggio (Baggio, 1010/1015 – Roma, 21 aprile 1073), 156º papa della Chiesa cattolica. - Predecessore Niccolò II. Successore Gregorio VII.
Ruggero Bosso d'Altavilla, fratello di Roberto, alla testa di un folto gruppo di cavalieri nel 1061 sbarca a Messina e invade l'isola (allora sotto dominio saraceno), riuscendo nel 1072 ad arrivare a Palermo, che
1061
venne poi eletta capitale. Mentre Boemondo I d'Antiochia, figlio della prima moglie di Roberto, diventava verso la fine del 1088 sovrano incontrastato del Principato di Taranto, Ruggero I formava il Regno di
Sicilia.
1066 10 14 Battaglia di Hastings: nascita dell'Inghilterra . Normanni contro inglesi. I pretendenti al trono d'Inghilterra erano 3: 1°) il duca di Normandia, cugino di Edoardo il Confessore. 2°) Harold Godwinson, l'uomo
più potente d'Inghilterra. 3°) il norvegese Harald Hardrada, lontano parente di Edoardo. I tre rivali di ridurranno a due quando, nella Battaglia di Stamford Bridge, nello Yorkshire, del 25 settembre 1066,
Godwinson riesce ad eliminare Harald. - Senlac Hill, 10 Km a nord-ovest di Hastings, è la battaglia che segna la fine dell'influenza scandinava (Vichinghi) sull''Inghilterra (e sull'Europa). I Normanni (anche
loro come i Vichinghi "Norreni", cioè "uomini norvegesi"), guidati da Guglielmo il Conquistatore (duca di Normandia) sconfiggono Aroldo II d'Inghilterra, che viene ucciso. Il 25 dicembre, vinta la resistenza
di alcuni nobili anglosassoni, Guglielmo sarà incoronato re nell'abbazia di Westminster ed i Normanni attueranno una capillare penetrazione nella società inglese, insediandovi una classe dirigente che opererà
una radicale revisione della struttura politica ed amministrativa del Paese, simboleggiata dal Domesday Book (un vasto e sistematico censimento per tassare le proprietà e i beni degli inglesi), detto
significativamente "Libro del Giudizio". I vassalli avranno un potere limitato. L'unità politica permetterà ai monarchi inglesi di dedicarsi ad azioni di conquista su larga scala all'estero, e di ampliare quindi
notevolmente i propri possedimenti al di fuori dei confini originari del regno. All'estinzione della dinastia capetingia il trono francese si troverà ad essere conteso tra due pretendenti, entrambi nipoti di Filippo
IV: Filippo di Valois, figlio di Carlo di Valois, ed il re d'Inghilterra Edoardo III, figlio di Isabella di Francia. Ciò porterà, nel 1337, alla Guerra dei cent'anni tra Francia ed Inghilterra.
1070
Gerusalemme cade in mano dei turchi Selguicidi, una popolazione di origine mongolica e di religione islamica, e ciò fornirà il pretesto per scatenare la "guerra santa" contro gli "infedeli". Alla fine dell'XI°
secolo, i turchi Selgiuchidi, avevano già conquistato la Siria, la Palestina e quasi tutta l'Asia Minore ed ora si apprestavano a conquistare il mondo arabo e bizantino.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
1071
1073
4 16 Cade la città di Bari nelle mani del duca normanno Roberto I, detto il Guiscardo (ossia l'Astuto), segnando la fine del dominio bizantino in Italia.
4 22 Nuovo Papa: Gregorio VII , nato Ildebrando Aldobrandeschi di Soana (Soana, 1020/1025 – Salerno, 25 maggio 1085), è il 157º papa della Chiesa cattolica. Asceta di corporatura resa fragile da digiuni ed
astinenze, era in realtà uomo di volontà indomabile. Un papa politicamente forte, consapevole del suo ufficio, dotato di una visione ampia e di una grande energia, che sarà in grado di porre fine alla indegna
lotta per gli insediamenti papali. Per lui la Chiesa era l'incarnazione di Cristo, e quindi non poteva essere che unica, sovrana e assoluta. Con il suo Dictatus il papa diviene vescovo universale, con la potestà di
giudicare tutti senza poter essere giudicato da nessuno, in grado perfino di deporre l'imperatore. Inasprirà le pene contro la simonia e il matrimonio dei preti. Inizierà la lotta tra lui, aiutato da principi tedeschi,
ed Enrico IV, che si era arrogato il diritto di nominare vescovi e abati, a suon di decadute del pontefice e di scomuniche. Enrico sarà costretto ad umiliarsi andando, penitente, a Canossa nel 1077. Predecessore Alessandro II. Successore Vittore III.
Dictatus papae viene emanato da Gregorio VII (Ildebrando di Soana), eletto Papa nel 1073. È una raccolta di ventisette proposizioni, ciascuna delle quali enuncia uno specifico potere del pontefice romano.
Saranno condannati concubinato, simonia (acquisto di cariche ecclesiastiche) e ribadito il divieto delle investiture laiche, invitando l'Imperatore a sottomettersi al Papa. Iniziano le lotte per le Investiture
(con l'Investitura, a un beneficiario, chiamato vassallo, venivano riconosciute da un'autorità locale delle concessioni di sfruttamento del territorio, dette Feudi, in cambio di servizi di carattere politico o
militare). In un primo momento Enrico IV si ribella, ma viene scomunicato. I feudatari germanici, approfittando della scomunica, che li liberano dall'obbligo dell'obbedienza, eleggono un nuovo sovrano,
Rodolfo di Svevia. Nel 1077 Enrico IV si reca allora alla rocca canossiana, per chiedere perdono al Papa, là ospite di Matilde di Canossa. Dopo 3 giorni di attesa sotto la neve, viene ricevuto dal Papa che lo
perdona, permettendogli così di riacquistare l'esercizio delle sue supreme prerogative. Presto però si libererà dell'ipoteca feudale e subirà una seconda scomunica, ma Enrico tiene 2 concili dove, prima depone
Gregorio VII e nel secondo elegge l'antipapa Guiberto di Ravenna, ossia Clemente II. Poi scende in Italia, ed il 21 maggio 1081 giunge a Roma, dopo aver battuto l'esercito di Matilde, e costringe il Papa e
trovare rifugio nel Castel Sant'angelo. Sarà liberato dopo 3 anni dai Normanni di Roberto il Guiscardo, che lo porta con sé a Salerno, dove morirà il 25 maggio 1085.
1075
1077
1 28 Canossa. L'imperatore Enrico IV, scomunicato per aver eletto Vescovo di Bamberg un suo cortigiano senza aspettare l'approvazione del papa e poi nominati Vescovi di Milano, Spoleto e Fermo tre suoi
favoriti, era stato costretto dall'aristocrazia della Germania a chiedere perdono al papa entro il 22 febbraio 1077, altrimenti sarebbe stato dichiarato decaduto. Si presenta allora in abiti da penitente al Papa, che
si trova a Canossa, per chiedergli perdono. Dopo tre giorni di attesa sarà esaudito. Gregorio revoca la scomunica a Enrico, ma non la dichiarazione di decadenza dal trono. Ottenuto il perdono, non appena la
situazione politica glielo permette, Enrico rilancia le accuse contro il Papa dicendo che non era stato eletto regolarmente e di aver vissuto in intimità con Matilde di Canossa , potente feudataria ed ardente
sostenitrice del Papato nella lotta per le investiture. I principi di Baviera poi lo deporranno eleggendo Imperatore il duca Rodolfo di Svevia, che sarà riconosciuto anche da Gregorio VII, dopo molte esitazioni.
Enrico non si darà per vinto, riguadagna le simpatie delle classi borghesi e popolari già in contrasto con l'aristocrazia, che gli daranno un esercito per riprendere la lotta contro il Papa. Si impadronirà di Roma e
convocherà un sinodo in Laterano che riconoscerà Papa l'Arcivescovo Gilberto di Ravenna col nome di Clemente III.
1081
4
4 Alessio I (Costantinopoli, 1056 – Costantinopoli, 15 agosto 1118) è incoronato Imperatore bizantino. Il regno di Alessio durerà quasi trentasette anni e sarà caratterizzato da una serie quasi ininterrotta di
conflitti, anche se l'imperatore riuscì quasi miracolosamente a evitare un attacco contemporaneo da Oriente e da Occidente. Della dinastia Comnemi e nipote di Isacco I, con la Bolla d'Oro ha il sostegno di
Venezia che, dalla neutralità era passata al sostegno e permetterà a Venezia la libertas , difesa dai dogi sino al trattato di Campoformio del 1797, e che darà inizio ad una serie di fortunate campagne militari
contro i Normanni guidati da Roberto il Guiscardo (1081-1082), e poi contro i Peceneghi e i Turchi Selgiuchidi. Alessio, per la sua difesa della cristianità, riceverà dall'Imperatore d'Occidente l'Anatolia. --Crisobolla o Bolla d'Oro : era un "sigillo aureo", un particolare tipo di documento ufficiale in uso presso la cancelleria imperiale di Costantinopoli e adottato poi nel Medioevo anche presso le corti occidentali.
Il termine deriva dal greco antico χρυσός (chrysos), cioè "oro", e dal latino bulla, cioè "oggetto rotondo", con riferimento al sigillo impresso in calce ai documenti ufficiali: dal sigillo stesso il termine passò ad
indicare per estensione l'intero documento. Caratteristica della bolla aurea era l'impressione del sigillo in oro, ad indicare la particolare importanza dell'editto.
1082
1084
Venezia ottiene l'esenzione delle imposte per il commercio sul territorio bizantino. Le rotte fluviali del Po e dell'Adige permettevano ai veneziani di commerciare con l'entroterra
Nell'Isère (Francia) San Bruno fonda l'ordine dei Certosini , uno dei più rigorosi ordini monastici della Chiesa cattolica. Prende il nome dal Massiccio della Certosa delle Prealpi francesi. La vita certosina sarà
un'unione di uomini solitari che vivono in una piccola comunità. I loro monasteri sono chiamati Certose.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
1084
5 21 Sacco di Roma. Uno degli episodi più cruenti della lotta per le investiture che oppone il Papato al Sacro Romano Impero. Roberto il Guiscardo, nel tentativo di espandersi verso l'Impero bizantino, stava per
sbarcare a Corfù e Durazzo, ma fu costretto a tornare in Italia per sedare una rivolta scoppiata in Puglia e per salvare il Papa Gregorio VII da Enrico IV di Franconia che, scomunicato per la seconda volta,
spalleggiato dai romani, lo assediava a Castel Sant'Angelo richiedendo il titolo imperiale, dal quale era stato fatto decadere nel febbraio del 1076, facendo invece mettere sul trono di Germania Rodolfo di
Svevia. E a nulla era valso il sottoporsi alla celebre umiliazione di Canossa del 1077, per farsi ritirare la scomunica. Il 21 maggio del 1084 i Guiscardo entrava cosi a Roma attraverso la Via Appia e le mura
aureliane con 36 mila normanni ed una forte cavalleria al seguito e dava inizio a 3 giorni di devastazioni e saccheggi, costringendo l'imperatore alla ritirata, e dopo aver liberato il Papa, prima di abbandonare
l'Urbe, farà radere al suolo le torri del Campidoglio e le mura leonine. Saccheggiare e distruggere basiliche. Distruggerà anche il "settizonio" (la parte del Palatino che si affaccia sul Circo Massimo).
Particolarmente colpite saranno anche le zone fra il Colosseo, l'Aventino, il Laterano (da lì si porranno le basi per trasferire la sede papale al Vaticano) e l'Esquilino. La città era un cumulo di macerie. Dopo lo
smantellamento delle mura da parte di Totila (nel 546), fu la prima distruzione ad opera di un nemico, visibile ancora decenni dopo e, dal punto di vista di distruzione delle antichità, ancora peggiore di quello
che avverrà il 6 maggio 1527 ad opera dei lanzichenecchi, i mercenari tedeschi arruolati dall'imperatore Carlo d'Asburgo. Una macchia scura nella storia di Gregorio VII che preferì la salvezza propria e della
sua sede a quella della città. I romani non lo perdoneranno e dovrà così essere scortato in esilio a Salerno, anche per proteggerlo da un eventuale contrattacco di Enrico IV. Morirà l'anno dopo.
Nascono così i Comuni? A Pisa e Lucca si affermano i Consoli , rappresentanti degli arenghi (assemblee popolari). Ad Asti nel 1095, 1112 a Cremona, 1123 a Bologna. Secondo molti studiosi la nascita dei
Comuni , che modificherà l'assetto sociopolitico della realtà medievale e legata alle tendenze "autonomiste" dei cittadini, è da far risalire all'affermazione di questi Consoli tra il X e XII secolo. Altre correnti
tendono a retrodatare al X secolo, sostenendo che l'istituzione nasca insieme alla "capacità di iniziativa autonoma" delle comunità, come provano, ad esempio, alcuni diplomi regi diretti ai cittadini di Genova o
Cremona, oppure a posporlo al XII secolo quando i consoli si allontanano dal controllo dei vescovi.
1085
1086
1087
1088
1088
1088
1090
5 24 Nuovo Papa: Vittore III , nato Dauferio Epifani (Benevento, 1027 – Monte Cassino, 16 settembre 1087), è il 158º papa della Chiesa cattolica. - Predecessore Gregorio VII. Successore Urbano II.
3
Nell'XI secolo vi furono 30 anni di cattivi raccolti ed una terribile carestia tra il 1087 ed il 1095.
L'evangelizzatore Imerio di Bosto insegna a Bologna diritto romano - Viene eletto Papa il cluniacense Oddone, col nome di Urbano II (1088-1099)
12 Nuovo Papa: Urbano II , nato Ottone (o Oddone) di Lagery (Châtillon-sur-Marne, 28 luglio ca. 1040 – Roma, 29 luglio 1099), è il 159º papa della Chiesa cattolica. Viene eletto al soglio pontificio a
Terracina, e non a Roma, governata in quel momento dall'antipapa Clemente III. - Predecessore Vittore III. Successore Pasquale II. - Un pellegrino cristiano, Pietro l'Eremita , tornando a Roma da
Gerusalemme, porta una lettera al Papa del Patriarca Simeone, che descrive le persecuzioni dei turchi Selgiuchi contro la Chiesa di Gesù ed il suo gregge, rilanciando l'idea di una riconquista cristiana della
Terra Santa.
Orologio meccanico: è descritto dal tutore imperiale cinese Su Sung
Scrittura del poema epico La Chanson de Roland . - Invenzione della bussola
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
1095 11 27 Iniziano le crociate (concilio di Clermont): un biglietto per il cielo. All'inizio dell'anno, a un concilio di Vescovi a Piacenza, alcuni messi di Bisanzio avevano portato una lettera nella quale l'imperatore
bizantino Alessio I Comnemo chiedeva l'aiuto dell'Occidente contro i turchi Selgiuchidi che, con la caduta di Antiochia nel 1085, l'Asia Minore, sino ad allora in mano agli Egiziani Fatimidi, era ormai nelle
loro mani e si trovavano a 100 Km da Costantinopoli. Per tutto l'anno aveva battuto instancabilmente l'Italia e la Francia predicando in favore della Crociata e, per il concilio di Clermont-Ferrand il Papa
Urbano II, tiene un sermone religioso preparato con astuzia (anche se molti ridimensionano la portata dell'evento e la parola "cruciata " apparirà solo nel XIII secolo, quando la Chiesa si era ormai impadronita
del fenomeno e del suo significato per sfruttarlo a scopi diversi, la storiografia ritiene questo sermone la causa dell'inizio delle crociate in Terrasanta), parlando anche di atrocità compiute dai musulmani contro
i cristiani, pensando che avrebbe potuto ricostituire l'unità delle Chiese cristiane sotto il primato cattolico di Roma, dopo lo scisma del 1054. Incita così la folla a volgere le loro spade a favore del servizio di
Dio ed a strappare la Terrasanta dalle mani degli Arabi : "Popolo dei Franchi, popolo d'oltre i monti, vogliamo che voi sappiate quale lugubre motivo ci abbia condotto nelle vostre terre; quale necessità vostra e
di tutti i fedeli ci abbia qui, attratti. Da Gerusalemme e da Costantinopoli é pervenuta e più d’una volta è giunta a noi una dolorosa notizia ... Chiunque vorrà compiere questo santo pellegrinaggio e ne avrà
fatto promessa a Dio e a lui si sarà consacrato come vittima vivente santa e accettevole porti sul suo petto il segno della croce del Signore; chi poi, pago dei suo voto, vorrà ritornarsene, ponga alle sue terga;
sarà così adempiuto il precetto che il Signore dà nel Vangelo. Chi non porta la sua croce e non viene dietro di me non è degno di me". E l'assemblea rispondera`: Deus vult ("Dio lo vuole"). -- Le crociate furono
un termine usato dai papi per giustificare azioni che nulla hanno a che fare con la Guerra Santa. Una serie di guerre, combattute tra l'XI e il XIII secolo fra eserciti raccolti da regni cristiani europei ed eserciti
musulmani prevalentemente sul terreno dell'Asia minore e nel Mediterraneo orientale. La ragione del contendere era una striscia di terra in cui si trovava Gerusalemme, luogo sacro per le tre grandi religioni
monoteiste ed occupata nel VII secolo da militanti di religione islamica. Per gli Ebrei, la città ospita il monte Moriah, dove Abramo offrì in sacrificio Isacco e dove vennero eretti il tempio di Salomone, col
Sancta Sanctorum che custodiva l'arca dell'Alleanza, e successivamente il tempio di Erode il Grande. Per i Cristiani, è il luogo dove Cristo fu Crocifisso, resuscitò il 3° giorno e ascese al cielo. Per i
musulmani, invece, quello da cui Maometto salì al cielo. - Negli anni si formeranno 4 Stati crociati, tra cui il regno di Gerusalemme. Nei primi 2 decenni del XII secolo questi Stati crociati continueranno ad
espandersi, fino a coprire una fascia che si estendeva dall'attuale Israele sino ai territori di Giordania, Siria, Libano e Turchia. Ma una crescente ondata di resistenza e di attacchi islamici metterà ben presto
sotto pressione gli stati satelliti occidentali e si dovranno organizzare ulteriori crociate dall'Europa. Ve ne saranno 7. Le sorprendenti vittorie della 1° Crociata del 1096 però non si ripeteranno e l'estensione
geografica degli Stati si ridurrà gradualmente, sino alla loro cancellazione nel 1291. Nella 3° Crociata ci sarà Riccardo Cuor di Leone. Altre crociate: 2° (1147-1187), 3° (1189-1192), 4° (1201-1204), 5° (12161221), 6° (1248-1254), 7° (1281 sino al 1291, con la caduta di Acri).
Prima Crociata: crociata dei poveri. Era infatti composta da gente molto povera o contadina, proveniente da Francia, Germania e Italia, che pensava di trovare in Oriente la liberazione dall'oppressione di
feudatari e borghesi proprietari agricoli e nuove terre in cui insediarsi. - Forze in campo: Cristiani di vari paesi d'Europa, pellegrini di ogni tipo, compresi malati, anziani, donne e bambini, adottano il segno
della croce e si mettono in marcia contro turchi selgiuchidi e arabi fatimidi di religione musulmana per riconquistare Gerusalemme. Molti di loro, giunti a Costantinopoli, non vorranno attendere l'arrivo dei
crociati ed, in nome della cristianità, compiranno massacri dei suoi nemici, distruggeranno le loro case e si spartiranno i loro averi ma poi, addentrandosi in Anatolia, verranno sterminati - Personaggi
principali: il papa Urbano II; l'imperatore di Bisanzio Alessio I; il duca della Bassa Lorena Goffredo di Buglione (comandante della spedizione) ed i suoi fratelli Eustachio e Baldovino; al comando dei
Normanni di Sicilia, Boemondo di Taranto e suo nipote Tancredi d'Altavilla; il conte di Tolosa Raimondo di Saint-Gilles al comando degli occitani; Roberto II delle Fiandre e Roberto II di Normandia,
rispettivamente figlio e genero di Guglielmo il Conquistatore (1027-1097), il duca normanno che divenne il re d'Inghilterra. - Momenti chiave: la battaglia di Dorleo; assedio e presa di Antiochia; massacro da
Ma'arrat al-Nu'man; conquista e saccheggio di Gerusalemme. - Nuove tattiche militari: gli europei affrontano per la prima volta arcieri a cavallo. I turchi utilizzano i piccioni viaggiatori per le loro
comunicazioni. - L'imperatore bizantino Alessio I, capo politico della Chiesa geco-ortodossa rischia di perdere il suo impero per la dottrina di Maometto che, negli ultimi 300 anni, aveva attecchito saldamente
grazie alla violenza, obbligando con la spada le genti ad abbracciarla loro malgrado. I peggiori erano i turchi, specialmente i selgiuchidi che si erano convertiti all'islam da poco. Alessio I richiede allora l'aiuto
del papa Urbano II, che non aspettava altro che un'ottima occasione per ampliare il proprio potere politico (rafforzando la propria autorità sui cavalieri dell'Europa occidentale a spese dei feudatari laici),
lanciando la guerra santa contro l'islam. - L'esercito dei crociati, riunitosi a Costantinopoli, dovrà percorrere 1.600 Km in territorio ostile per arrivare a Gerusalemme.
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I crociati raggiungono Nicea, l'attuale Iznik, caduta in mano turca 20 anni prima ed ora sotto il comando del sultano Qilij Arslan (forse 17enne). Un perimetro di 5 Km di muraglia alta 10 metri e 240 torri a
protezione della città. Sono traditi dai bizantini, alleatisi con i turchi che però sono costretti a ritirarsi verso l'interno. Li attenderanno a Dorileo, dove avviene lo scontro il 1° luglio 1097. Arcieri a cavallo
abilissimi decimano le truppe di Beomondo e poi fuggono all'arrivo dei rinforzi. Nel timore di altre imboscate, i crociati impiegano 100 giorni per attraversare l'Anatolia, quando normalmente sarebbe servito un
mese. Molti, specialmente donne e bambini, moriranno di stenti. Il 21 ottobre viene raggiunta la cittadella fortificata Antiochia, la più grande della Siria (e prima città in cui aveva predicato l'apostolo Pietro).
Riusciranno ad entrare in città dopo 8 mesi di assedio e pesti, grazie ad un traditore e, per rappresaglia, stermineranno tutti i musulmani, ma anche ebrei e cristiani. Sino alla fine del 1098 i capi crociati
rimangono a governare i nuovi territori conquistati, sino a Ma'arrat...
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Fine della conquista normanna in Sicilia. Iniziata nel 1061, si conclude con la morte dell'ultima esponente della famiglia degli Altavilla di Sicilia, Costanza. Nel 1130 la dominazione normanna instaurerà il
primo regno dell'Isola con Ruggero II.
1098 12 11 Ma'arrat al-Nu'man: massacri e cannibalismo . Mentre i crociati discutevano se fosse necessario riprendere il cammino verso sud, verso Gerusalemme, il vero obiettivo della crociata era stato ormai
dimenticato. La loro rabbia e frustrazione si scatena allora sulla città siriana di Ma'arrat al-Nu'man, dove commetteranno le peggiori atrocità di tutta la guerra. Un piccolo contingente di crociati guidati dal capo
franco Beomondo arriva in città di notte e passa per le armi e brucia vivi gli abitanti che si erano rifugiati in un palazzo fuori delle mura. 20-25 mila persone assassinate, senza distinzione di religione, vecchi,
donne e bambini. Rimasero poi in città per più di un mese e, si dice, che facessero a pezzi la carne dei cadaveri e la cuocessero per mangiarla: gli adulti in tegami ed i bambini allo spiedo. Il messaggio era:
"Siamo qui, siamo forti e duri, e se necessario vi mangeremo vivi". Si va a Gerusalemme.
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7 8 Prima Crociata . 15.000 soldati cristiani affamati si aggirano attorno a Gerusalemme, mentre i difensori musulmani li sbeffeggiano
7 15 Presa di Gerusalemme e fondazione dei regni latini. Il 7 giugno era iniziato l'assedio di Gerusalemme, protetta da un muro alto 15 metri e spesso 3. Terminerà il 15 luglio. Tramite torri d'assedio, costruite dai
genovesi guidati da Gugliemo Embriaco, che verranno appoggiate alla muraglia, riusciranno ad entrare nella città santa e ad aprire le porte. Tancredi cercherà di dare protezione a chi aveva consegnato le armi,
ma i crociati si abbandoneranno ad una spaventosa vendetta e passeranno per le armi tutta la popolazione. Mucchi di teste, piedi e mani riempivano le strade. La presa di Gerusalemme era un'indicazione
chiarissima di come "La mano di Dio avesse protetto l'opera dei partecipanti". Goffredo di Buglione rifiuta la corona di re di Gerusalemme ed accetta invece la carica di Advocatus Sancti Sepulchri , difensore
del Santo Sepolcro, che in seguito onorerà battendo un esercito arabo venuto dall'Egitto a riconquistare la città. Alla sua morte il regno passerà al fratello Baldovino e continuerà sino al 1143, diviso in 4
principati: Gerusalemme, Antiochia, Edessa e Tripoli. - Inizia la costruzione della Cattedrale di Modena, capolavoro dello stile romanico e patrimonio dell'UNESCO, sotto la direzione degli architetti
Lanfranco e Wiligelmo. Terminerà nel 1184. La facciata è a salienti che riflettono la forma interna delle navate.
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8 12 Battaglia di Ascalona . Se il vittorioso assedio di Gerusalemme aveva permesso di impossessarsi della Città Santa, con la vittoria decisiva dei Crociati ad Ascalona potrà definirsi conclusa la Prima Crociata.
Mentre i Crociati si avviavano verso Gerusalemme, era fallito il tentativo di scendere a patti con i Fatimidi (dinastia sciita ismaelita che verso il 969 aveva conquistato l'Egitto), che erano disposti a cedere la
Siria ma non la Palestina, e ciò era inaccettabile perché lo scopo della Crociata era di liberare il Santo Sepolcro. Accampati nella piana di al-Majdal, vicino ad Ascalona, sembra che i Fatimidi, guidati dal vizir
al-Afdal Shahanshah siano stati colti di sorpresa dai crociati di Alberto d'Aquisgrana e, pur essendo in numero di forze doppio, molti di loro fuggirono terrorizzati. Lasceranno sul campo 10-12mila morti..
Effetti sull'Europa dopo la fine della 1 ª Crociata . Per finanziare la spedizione, l'aristocrazia feudale, che ne era stata la vera protagonista, aveva venduto i propri possedimenti, o li aveva ipotecati a favore di
una nascente borghesia di banchieri. I contadini per arruolarsi sotto la bandiera del loro Signore, ne avevano ottenuto in cambio l'affrancamento del podere e molte città, poste sotto il vassallaggio del feudatario,
approfittando della sua assenza, avevano proclamato la propria indipendenza. Si stava quindi sgretolando l'impalcatura feudale. Inoltre, i reduci da quella impresa avevano acquistato della civiltà musulmana un
concetto diverso da quello con cui erano partiti. L'avevano trovata più tollerante di quella cristiana e in molte cose superiore, importando in Europa alcune sue testimonianze, come: il compasso, l'arte della
stampa ed il vetro, i tappeti, lo zucchero, le spezie. Molte parole arabe entrano poi nel vocabolario europeo. La Chiesa aveva acquistato prestigio ed in molti paesi il clero, per finanziare l'impresa, aveva tassato
le popolazioni a beneficio di Arcivescovati e Monasteri, che ora si allineavano fra i grandi proprietari. Alle città marinare italiane, libero il Mediterraneo Orientale, si spalancano i porti bizantini e musulmani al
commercio di zucchero, pepe, riso , agrumi, pesche albicocche, dàtteri, sete, damaschi, ciprie, velluti e profumi. Gli ammiragli genovesi e veneziani cominciano a compilare eccellenti carte geografiche di
quelle coste.
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8 13 Nuovo Papa: Pasquale II , nato Rainerio Raineri (Bleda, 1050 circa – Roma, 21 gennaio 1118), è il 160º papa della Chiesa cattolica. Dopo la devastazione di Roma del 21 maggio 1084 ad opera di Roberto il
Guiscardo, chiamato in aiuto dal papa Gregorio VII assediato in Castel Sant'Angelo dalle truppe di Enrico IV, fece ricostruire la basica dei Santi Quattro Coronati (eretta nel IV secolo sfruttando una
preesistente costruzione romana di rara imponenza, come testimonia la residua volta absidata, enorme rispetto al resto), situata nel rione romano del Celio, riducendone però le dimensioni, ma lasciandone,
come visto, l'abside immutata. - Predecessore Urbano II, che era morto ala fine di luglio, senza avere appreso la notizia del grande trionfo della prima crociata. Successore Gelasio II.
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Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
Nel XII secolo comincia a compiersi il passaggio dai comuni alla signorie, con il governo di Ferrara da parte degli Estensi; a Firenze iniziano le prime lotte tra guelfi e ghibellini (vedi derivazione dei nomi: per
il dominio della città. Con il concordato di Worms (1122) termina la lotta per le investiture, ma rimane insoluto il problema della supremazia universale. Questo secolo vede anche la nascita della polifonia
(combina 2 o più voci - vocali e/o strumentali - indipendenti, dette anche parti), un progresso rivoluzionario nella storia della musica. ----- Poesia: sul finire del secolo, terminato lo slancio mistico e
conquistatore che aveva ispirato le avventure in Terrasanta, nelle Corti dei Signori che si dividono la Francia, viene di moda una poesia ironica, leggera, anticlericale e venata da influenze arabe. Suoi patroni
sono Guglielmo di Poitiers e di Aquitania, che era andato a Gerusalemme per difendere la fede, e che invece l'aveva perduta, e la figlia Leonora, destinata a diventare due volte regina. Spregiudicati ed
impenitenti libertini, metteranno nella nuova poesia gai saber , o gaia scienza i loro piaceri del sesso e il loro intelletto. I suoi bardi saranno detti "trovatori " che, non potendo contare sui "diritti d'autore",
dovevano guadagnarsi la pagnotta presso qualche potente e secondarne le propensioni, in cambio della bella vita e le grazie delle gentildonne. -- I generi della poesia - la canzone : parlava d'amore; la tenzone ,
di filosofia o moralità; il sieventese, era un canto di guerra; il pianto, di dolore o di morte; la ballata, un racconto con in "fatto"; la serenata, un omaggio serale; la pastorella, un dialogo. -- Metrica : la
sestina rappresentava il colmo della bravura, una complicata sequenza di 6 stanze, ognuna di 6 versi, ed inventata da Arnaldo Daniello, che Dante ammirerà e e studierà.
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Basilica di Sant'Ambrogio : sulla spinta del vescovo Anselmo, a Milano, prende il suo aspetto definitivo. Secondo schemi dell'architettura romanica, manterrà il suo impianto a 3 navate, e tre absidi
corrispondenti, oltre al quadriportico.
Forchetta: la troviamo in Toscana, a due denti. In Inghilterra introdotta da Becker. Alla fine del XVIII sec in Francia con 4 denti
18 Muore a Gerusalemme Goffredo di Buglione , sembra a causa delle ferite causate dai difensori di Acri. Aveva 39 anni e fu seppellito nella chiesa del Santo Sepolcro. Il fratello Baldovino si nomina suo
successore ed accetta anche il titolo di re di Gerusalemme, titolo che in seguito passerà ai monarchi spagnoli. Poco dopo Boemondo, che cercava di estendere i suoi domini in Antiochia, cadra in un'imboscata
del capo turco Danishmend a Melitene, e verrà condotto prigioniero in Anatolia.
Abdicazione di Enrico IV. L'aggravarsi dell'opposizione interna fatta da numerosi feudatari tedeschi e dai suoi stessi figli, lo costringono ad abdicare, lasciando l'Impero in una situazione caotica. Morirà l'anno
successivo a Liegi. Gli succede Enrico V (1106-1125), secondo figlio del monarca scomparso, che sarà l'ultimo imperatore della famiglia Salica. Anche lui entra in lotta con il Papato, ma arriverà poi a cercare
una conclusione pacifica nella vertenza per la lotta delle investiture. Nel 1122 giungerà ad un compromesso, noto come Concordato di Worms , con il pontefice Callisto II (1119-1124).
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Muore a Canterbury Anselmo d'Aosta , noto anche come Anselmo di Canterbury o Anselmo di Le Bec (Aosta, 1033 o 1034), teologo e filosofo, considerato tra i massimi esponenti del pensiero medievale di
area cristiana, che gli valse l'appellativo di "padre della Scolastica", ovvero della filosofia cristiana medievale. Il suo biografo fu Eadmero di Canterbury. Entra nel monastero di Bec, in Normandia, attirato
dall'insegnamento di Lanfranco di Pavia. Nel 1060 diventa monaco, e 3 anni dopo è priore per 15 anni, e quindi abate del monastero di Bec. Nel 1093 viene scelto per succedere a Lanfranco di Pavia nel ruolo
di arcivescovo di Canterbury. Nel Monologion del 1076 espone le prove dell'esistenza di Dio, derivata a partire dall'osservazione del mondo reale attraverso un ragionamento logico e per questo "a posteriori",
in cui, il presupposto della prova dell'esistenza di Dio è che, a parte la constatazione che le cose del mondo sono caratterizzate da gradi diversi di perfezione, è la convinzione che se le cose sono più o meno
perfette (o comunque presentano una certa caratteristica positiva con grado maggiore o minore di intensità), ciò dipende dal fatto che tali cose partecipano in maniera più o meno diretta di un ente assolutamente
perfetto (o che comunque possiede quella certa caratteristica positiva al massimo grado). Nel Proslogion , che risale al 1078, l'esistenza di Dio è basata sulla definizione e sull'analisi della conoscenza e per
questo motivo è detta "a priori", cioè basato su una definizione di Dio ricavata dalla fede e sviluppata secondo un procedimento razionale che aspira ad essere valido in sé, anteriormente a ogni dato di
esperienza. L'argomentazione di Anselmo prende dunque le mosse dalla definizione di Dio come «ciò di cui non può essere pensato niente di maggiore». Egli sostiene che chiunque, incluso lo «stolto» che,
secondo i Salmi (14, 1 e 53, 1) «disse in cuor suo: Dio non esiste»[65], comprende tale definizione, anche se non comprende che l'oggetto di tale definizione esiste; comunque, nel comprenderla, si forma
mentalmente il concetto di un ente sommamente grande, del quale sia impossibile pensare qualcosa di maggiore. Al monaco benedettino Gaunilone (994 circa – 1083 circa) il ragionamento a priori non risulta
convincente, e a poco era valsa la sua citazione tratta dai salmi: "Lo stolto ha detto in cuor suo: Dio non c'è". A difesa dell'ipotetico sciocco che non accettava la prova ontologica Gaunilone parla di un'isola
deserta, in mezzo al mare, irraggiungibile, lussureggiante, piena di ogni bene, perfetta. Sarebbe allora legittimo che qualcuno possa dire che non esista. Pa cosa si dovrebbe dire di chi affermasse che l'isola deve
esistere per forza, altrimenti non sarebbe l'isola "più perfetta" di qualunque altra, visto che in tal caso esisterebbe solo nella nostra mente e non anche nella realtà? A questo Anselmo risponde che un conto è
parlare un oggetto (e l'isola lo è), che può essere perfetto solo nel suo genere, e altro è parlare di Dio, per definizione l'essere "più perfetto" di tutti e che, a maggior ragione, é quindi l'unico che non possa
esistere.
I Turchi Seljuk riprendono la città (cristiana) di Edessa, la cui caduta ispira San Bernardo l'esortazione a bandire una nuova crociata (1146)
18 Federico Barbarossa viene incoronato imperatore del Sacro Romano Impero a Roma, da Papa Adriano IV.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
1118
1 24 Nuovo Papa: Gelasio II , al secolo Giovanni Caetani, detto Coniulo (Gaeta, ca. 1060 – Abbazia di Cluny, 29 gennaio 1119), è il 161º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Pasquale II. Successore Callisto
1119
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II.
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni: Chiusa . viene costruita in Olanda. In Italia nel 1200 sul fiume Mincio
Manuele I
Fine alla lotta per le Investiture. Con il Trattato di Worms, Papa Calisto II e l'Imperatore Enrico V raggiungono un Concordato che riconosce alla Chiesa il diritto di nominare i suoi Vescovi e Abati, ma lascia
costoro alle dipendenze dei rispettivi sovrani nelle questioni temporali (vedi: 1059). Il Concordato vede vincente la riforma gregoriana, mentre l'istituzione imperiale cade in profonda crisi. In tal modo la
Romana Ecclesia , affrancatasi dal potere laico, comincerà a trasformarsi in una monarchia teocratica , regolata dal diritto canonico , e l'mpero elaborerà una teorica volta a rendere più slegata dal controllo
papale l'azione dell'imperatore. Le lotte però riprenderanno, ma nella società medievale comincerà a spirare un'aria nuova, e si affaccia l'età moderna, dominata dall'assolutismo regio.
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1123
2 Nuovo Papa: Callisto II , nato Guido dei Conti di Borgogna (Quingey, 1060 circa – Roma, 13 dicembre 1124), è il 162º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Gelasio II. Successore Onorio II.
3 18 Concilio Lateranense. Segue quello di Costantinopoli IV dell'869 e, convocato da Callisto II, si tiene a Roma. Vengono redatti 22 canoni, nomina dei vescovi riservata al papa, condanna della simonia (la
compravendita di cariche ecclesiastiche), "Tregua di Dio" (guerra vietata nei giorni di sabato e domenica e durante inverno e primavera. Seguirà il Lateranense II nel 1139
1124 12 15 Nuovo Papa: Onorio II , nato Lamberto Scannabecchi (Fiagnano, 9 febbraio 1060 – Roma, 13 febbraio 1130), è il 163º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Callisto II. Successore Innocenzo II.
Invenzioni, Scoperte, Innovazioni: Cattedrale gotica . viene costruita in Francia a Saint Denis
13 Nasce l'ordine dei Templari. In occasione del concilio provinciale di Troyes viene fondato, da Ugo "de Païens, uno dei primi e più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani medievali: "poveri compagni
d'armi di Cristo e del tempio di Salomone ", meglio noti come cavalieri templari. Il doppio ruolo di monaci e combattenti li contraddistinguerà, ricoprendo nella storia un ruolo rivoluzionario nelle relazioni fra
il sacro ed il profano. ra una società alternativa a quella del suo tempo, in cui si poteva accedere al sacro senza separarsi dal mondo, come facevano i chierici, ma restando laici e guerrieri. La porta del Tempio
di aprì così alla cultura religiosa in lingua volgare e ad altre esperienze religiose. Una tendenza che sarà codivisa più tardi da san Francesco d'Assisi e da Giovanna d'Arco, ma anche dalla Massoneria templare
del XVIII secolo. Nel Medioevo la società è fondata sulla guerra, ed i templari non mettono in discussione la sua legittimità in sé, perché sono nati all'interno di quella classe che combatte e guida la società.
Incalzato da Filippo il Bello, re fi Francia, papa clemente V scioglierà l'ordine nel 1312, ma senza condannarlo.Il successo mediatico dei Templari nascerà dopo il 18 marzo 1314, con l'uccisione al rogo del suo
ultimo Maestro: Jacques de Molay e del precettore di Normandia, Geoffroy de Charney.
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2 13 Muore a Roma papa Onorio II, nato Lamberto Scannabecchi (Fiagnano, 9 febbraio 1060). La sua morte è seguita da una duplice elezione di un Papa: 1) Innocenzo II , appoggiato dai Frangipane, ma che dovrà
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rifugiarsi in Francia. Poi ritornerà in Italia con Lotario II e sconfiggerà Ruggero II, eletto Re di Sicilia da Anacleto. Promuove quindi il Concilio di Melfi nel quale i padri conciliari deporranno Anacleto II - 2)
l'antipapa Anacleto II , appoggiato dai Pierleoni, che rimane invece a Roma, dove morirà il 25 gennaio 1938.
27 Nasce il Regno di Sicila Puglia e Calabria. Ruggero II (1095-1154), figlio di Ruggero I di Sicilia della dinastia degli Altavilla, già conte di Sicilia dal 1105, riceve a Palermo dall'antipapa Anacleto II, la
corona di Re di Sicilia e la terrà sino al 26 febbraio 1154, riunendo il Mezzogiorno nelle mani dei Normanni. Il regno sarà diviso in diverse circoscrizioni (giustizierati), ognuna retta da due funzionari (un
giustiziere ed un camerario) di nomina regia. L'amministrazione centrale attorno al re sarà chiamata Magna Curia . Palermo diverrà una delle grandi metropoli europee, e nello Stato integrerà splendidamente i
vari elementi arabi, greci, ebrei e fenici che lo popolavano. La sua dinastia finirà 40 dopo la sua morte.
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2 14 Nuovo Papa: Innocenzo II , nato Gregorio Papareschi (Roma, ... – Roma, 24 settembre 1143),è il 164º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Onorio II. Successore Celestino II.
6 4 Lotario di Supplimburgo, duca di Sassonia, viene eletto Imperatore del Sacro Romano Impero. Con la fine della casa di Franconia, l'Impero attraversava un momento di crisi. Era stato eletto Re di Germania il
13 settembre del 1125 ed era stato uno spettatore quasi passivo della lotta fra i pretendenti svevi e quelli della casata di Baviera (che avevano candidato Enrico il Superbo, discendente Guelfo di Baviera, da
quale i sostenitori della sua dinastia furono detti Guelfi . I sostenitori degli Svevi furono detti invece Ghibellini dal castello di Weiblingen. Guelfi e Ghibellini diverranno da allora in poi denominazioni di due
contrapposti schieramenti che in Germania ed in Italia contrassegneranno, pur drammaticamente, la situazione politica. Solo alcuni anni più tardi il candidato svevo, Corrado III di Hohenstaufen (1138-1152)
sarà unanimamente riconosciuto dalle due famigle rivali, che trovano un accordo nel 1138.
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Sino al 1144, i musulmani si riprendono parte del principato di Antiochia, della contea di Edessa e di Tripoli. Ciò porterà alla 2° crociata.
13 Corrado III di Svevia, della dinastia degli Hohenstaufen succede a Lotario II e viene eletto Re di Germania. Formalmente lo è anche dei Romani. Ripristinerà il principio ereditario a favore della propria
dinastia, che era stato sostituito da quello elettivo quando regnava il francone Enrico V, ed aveva indebolito il potere centrale. La cosa non piacque al Duca di Baviera e mise in opposizioni le due fazioni, quella
dei Welf, nemici dell'unità e del primato imperiale, e quella dei Weibling (dal nome del castello svevo di cui gli Hoenstaufen erano originari. La lotta durerà sino al 1142, quando Corrado chiederà un armistizio
per accorrere alla seconda Crociata. - Le parole Welf e Weibling diventeranno in Italia: Guelfo e Ghibellino .
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
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4 Concilio Lateranense II. Segue il Lateranense I del 1123. Convocato da Papa Innocenzo II, è considerato il 10° concilio ecumenico della Chiesa Cattolica. Nei 30 canoni, in gran parte confermanti il precedente
concilio, si ha conferma del celibato, norme sul vestiario del clero, scomunica per gli aggressori dei chierici, divieto dell'uso di balestre in guerre tra cristiani Seguirà il Concilio Lateranense III nel 1179.
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Stesura del Decretum Gratiani , opera fondamentale di diritto canonico
4 21 Muore a Chalon-sur-Saône il filosofo, teologo e compositore francese Pietro Abelardo (Le Pallet, 1079 ). Precursore della Scolastica e fondatore del metodo logico.
9 26 Nuovo Papa: Celestino II , nato Guido Guelfuccio de Castello (Città di Castello, 1100-1105 circa – Roma, 8 marzo 1144), è il 165º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Innocenzo II. Successore Lucio II.
1143 11 28 Manuele I Comnemo (Costantinopoli, 28 novembre 1118 – Costantinopoli, 24 settembre 1180) è il nuovo imperatore bizantino. Anche lui, come Alessio I tenterà di restaurare la grandezza dell'Impero d'Oriente
e, come il suo predecessore, si gioverà anche lui dell'alleanza con i Veneziani. Toglierà Corfù ai Normanni di Ruggero II di Sicilia ed avrà il riconoscimento della potenza bizantina da parte degli Stati crociati,
di Antiochia e Gerusalemme e sarà così in grado di riconquistare la Croazia, la Dalmazia e la Bosnia. Cercherà anche di allearsi con l'Impero straufico, ma Federico Barbarossa non avrà fiducia nella lealtà
bizantina e preferirà allearsi con Alessandro III. -- Il figlio di Ruggero II, Gugliemo I il Malo, deciderà in seguito di abbandonare anche i possedimenti in Nordafrica (ai quali forniva il grano), che legheranno le
loro fortune al movimento almohade del Marocco, il cui califfo nel 1159 conquisterà Mahidia imponendo ai cristiani ed ebrei della città di scegliere fra l'islam e la morte. -- P.S.: il grano siciliano sarà poi
fornito a Genova. Un patto stretto nel 1156 fra Gugliemo I e Genova, permetterà ai genovesi di avere agevolazioni doganali quando i suoi mercantili da Alessandria e dalla Terra Santa facevano scalo a
Messina. In cambio Genova non doveva mettere le sue navi a disposizione di nemici intenzionati a invadere il regno di Sicilia.
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1155
8 Nuovo Papa: Lucio II , nato Gherardo (o Gerardo) Caccianemici dall'Orso (Bologna, ... – Roma, 15 febbraio 1145), è il 166º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Celestino II. Successore Eugenio III. Imad ad-Din Zangi ottiene la prima grande vittoria contro i crociati riconquistando Edessa e costringerà il Papa Eugenio III a bandire la 2° Crociata.
15 Nuovo Papa: Eugenio III , nato Pietro Bernardo dei Paganelli (Montemagno, ..– Tivoli, 8 luglio 1153), 67º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Lucio II. Successore Anastasio IV.
Seconda crociata (sino al 1187) bandita dal Papa Eugenio III, in seguito alla conquista musulmana del principato cristiano di Edessa, nella Siria Settentrionale e sostenuta da San Bernardo di Chiaravalle, che
si rivela un fallimento (unico risultato positivo è la presa di Lisbona). Vi partecipano anche Luigi VII di Francia e l'imperatore Corrado III, che saranno sconfitti a Dorileo (1147). C'è anche il nipote di Corrado,
Federico, che passerà alla Storia come il Barbarossa. Nel 1187 Gerusalemme cadrà ad opera del condottiero turco Saladino che, a differenza dei cristiani, non faceva stragi nelle città vinte ai cristiani; anzi
dava loro la possibilità di andarsene pagando un riscatto (10 denari l'uomo e 5 la donna). Chi non pagava era fatto schiavo. La terza crociata nel 1189.
Nascita dell'architettura gotica che vede l'utilizzo di particolari tecniche costruttive con reimpiego e reinterpretazione di alcuni elementi costruttivi preesistenti. Gli elementi costitutivi dell'architettura sono la
campata con volta a crociera costolonata ad arco a sesto acuto.
4 Designato da Corrado III, che preferisce lui al figlio, Federico I di Svevia (detto il "Barbarossa ") a 30 anni è eletto re di Germania. È figlio di un Hohenstaufen ghibellino, Duca di Svevi e fratello di Corrado
III, e di Papa:
una guelfa,
Duchessa
di Baviera,
riesceSuburra
a risanare
i contrasti
questi
due schieramenti.
Sarà incoronato
Imperatore
del Sacro
Romano
Impero il 18
giugnoIII.
1155
(lo rimarra
sino alIV.
10 giugno 1190).
Anastasio
IV , nato
Corradoe della
(Roma,
1073 di
circa
– Roma,
3 dicembre 1154),
è il 168º papa
della Chiesa
cattolica.
Predecessore
Eugenio
Successore
Adriano
9 Nuovo
Nuovo
Papa:
Adriano
IV
,
nato
Nicholas
Breakspear
(Abbots
Langley,
1100
circa
–
Anagni,
1º
settembre
1159),
è
il
169º
papa
della
Chiesa
cattolica.
Predecessore
Anastasio
IV.
Successore
Alessandro III.
4
6 18 Federico I Hohenstaufen, detto Federico Barbarossa (Waiblingen, 1122) viene eletto Imperatore del Sacro Romano Impero. Era figlio di Federico duca di Svevia e di Giuditta di Baviera ed era divenuto re di
Germania il 4 marzo 1152. Fu lui, durante una delle due discese in Italia nel 1154, a consegnare ad Adriano IV il riformatore Arnaldo da Brescia che aveva animato la rivolta dei Romani contro il papa agli inizi
dell'organizzazione comunale in Roma. E la sua ricompensa sarà l'incoronazione. Federico farà ritrovare la pace all'interno della Germania. Assumerà il controllo politico diretto in molte zone della Germania,
governate dai ministeriale, funzionari posti alle dirette dipendenze imperiali. Cercherà di ridurre il potere dei vescovi di Colonia, Magdeburgo e di Turingia, e sposera Beatrice di Borgogna, erede dell'ampio e
prospero regno borgognese. Si costituirà così unconcreto potere che lo trasformerà da primus inter pares in imperatore vero e proprio, molto più potente dei principi che lo circondavano.
1155
6 18 Il monaco Arnaldo da Brescia (Brescia, 1090 ) finisce sul rogo a Roma come eretico. Chiedeva : la rinuncia della Chiesa alla ricchezza e il suo ritorno alla povertà evangelica, l'abbandono del potere
temporale, la predicazione estesa ai laici, la non validità dei sacramenti amministrati da un clero non degno, la confessione praticata tra fedeli e non ai sacerdoti. Nel dicembre 1154 era divenuto Papa Adriano
IV dopo un breve pontificato di Anastasio IV.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
1158 11
1159
9
7 Nuovo Papa: Alessandro III , nato Rolando Bandinelli (Siena, 1100 circa – Civita Castellana, 30 agosto 1181), è il 170º papa della Chiesa cattolica. Le lotte tra Comuni e Impero creeranno un scisma.
Federico Barbarossa opporrà ad Alessandro III Vittore IV (1159-1164). In seguito lo sostituirà con Pasquale III (1164-1168). - Predecessore Adriano IV. Successore Lucio III.
Muore a Genova Caffaro di Rustico da Caschifellone (Genova, 1080), annalista che ha descritto le crociate (partecipò dal 1100 al 1101 alla spedizione genovese in Terrasanta) e le raccolse nei celebri
"Annali ", che furono fonte basilari per la storia della Genova medievale e uno dei primi esempi di letteratura annalistica ad opera di un laico. L'opera, presentata nel 1152 al comune, ebbe un successo
strepitoso, e divenne la storia ufficiale della città. Aggiornerà il testo sino al 1160. Altri autori lo elaboreranno sino al 1293. - A soli 40 anni godeva di una certa fama a Genova e fu eletto 5 volte "consul de
comuni", responsabile amministrativo, diplomatico e militare della città. In 2 occasioni assunse anche il ruolo di "consul de placitis", ovvero giudice per i reati minori. Fu anche al comando della flotta
Genovese che conquistò Minorca nel 1146, spedizione che anticipò le campagne della seconda Crociata contro la Spagna musulmana.
1164
1167
Dieta di Roncaglia (frazione di Piacenza). È la seconda. La prima c'era stata nel 1154. Federico Barbarossa scende in Italia con l'obiettivo di contrastare il potere e il prestigio crescente dei Comuni su quello
feudale. Quattro famosi giuristi dell'Università di Bologna stabiliranno il concetto ed il limite delle regalie , ovvero dei diritti spettanti al sovrano e che non potevano essere goduti da altri se non in seguito ad
una espressa concessione. Si batte quindi per assorbire più direttamente l'Italia nell'Impero. Vengono imposte tassazioni per andare incontro alle necessità dei principi tedeschi e finanziare le guerre. Piacenza,
Crema e Milano non ci stanno e, con l'appoggio del papa Alessandro III, gli opporranno Rolando Bandinelli. Iniziano così le ostilità con la nomina dell'antipapa Vittoree IV, Ottaviano de' Monticelli, legato a
Federico. Nasce così uno scisma che si ripercuoterà in tutto l'Occidente
4
7 Giuramento di Pontida. Nel monastero di San Giacomo Maggiore nasce l'alleanza anti-imperiale tra i delegati dei comuni lombardi contro il Sacro Romano Impero di Federico I Barbarossa che, per sedare le
richieste di autonomia, aveva scelto di distruggere Milano nel 1162. I comuni del Nord Italia, Cremona, Bergamo, Lodi, Ferrara, Bologna, Modena, Piacenza, Parma, Novara, Como, Asti, Tortona, Ravenna,
Forlì, Imola, Rimini si uniscono nella Lega Lombarda. Ai primi venti di guerra Federico scende in Italia nel 1168 e farà ripetere la ceremonia dell'incoronazione, affidata all'antipapa Pasquale III. Un'epidemia
di colera decimerà però l'esercito imperiale e numerose saranno le vittime nell'assolata estate romana. Nel frattempo il papa Alessandro III stringerà un accordo con i Comuni italiani, la cui validità verrà subito
messa alla prova per contenere le forze del marchese di Monferrato, alleato imperiale, allorché sarà fondata una città alla confluenza del Tanaro con Bormida, e le sarà dato significativamente il nome di
Alessandria.. Federico era nel frattempo ritornato in Germania per combattere Enrico il Leone, ma poi rientrerà in Italia, per combattere la battaglia decisiva a Legnano.
1167
7
accettare le condizioni imposte dall'Impero: la Dalmazia e la Croazia passano sotto il controllo bizantino.
"Lettera di credito". Nasce il credito commerciale quando una o più famiglie affidano il loro denaro privato ad un imprenditore o a un mercante, ottenendone in cambio una partecipazione ai profitti. Quali
famiglie siano state ad istituire le prime compagnie , cioè che decisero di dividere il loro pane (compagnia viene da con-pane ), non si sa. Probabilmente erano di sangue genovese o veneziano, perchè avevano
potuto frequentare Costantinopoli, di dove questa istituzione venne in Italia, o meglio, vi tornò, perché Roma l'aveva già conosciuta. Ma fu a Genova che, nel 1171, fu inventata la "società anonima", mentre la
Banca di Venezia nel 1171 istituisce la "lettera di credito", con cui i capitali vengono mobilitati con relativa facilità.
1171
1172
1176
8 Battaglia di Sirmio . Viene combattuta sulle rive del fiume Sava, nella pianura della Pannonia, tra gli eserciti dell'Impero bizantino e del Regno di Ungheria. La vittoria dei bizantini costringe gli ungheresi ad
Venezia : il Maggior Consiglio, che ha funzioni legislative, sarà l'organo che potrà eleggere il Doge . Nel 1297 si stabiliranno nuove procedure per chi doveva farne parte.
5 29 Battaglia di Legnano. Nell'ambito della "lotta per le investiture" fu la battaglia cruciale nella lunga guerra con cui il Sacro Romano Impero Germanico tentava di affermare il suo potere sul Papato e, almeno in
linea di principio, sui Comuni dell'Italia settentrionale, scontenti dell'oppressiva autorità esercitata dai potestates imperiali; questi però avevano messo da parte le loro reciproche rivalità per unirsi, dando vita
alla Lega Lombarda (36 città della Lombardia e del Veneto), presieduta da Papa Alessandro III e con l'aiuto di Normanni e Bizantini. L'imperatore Federico Barbarossa (era la 5° volta che scendeva in Italia)
cercò di usare la forza per sottomettere i Comuni e fu sconfitto, perché i Lombardi fecero un eccellente uso del terreno e della cooperazione fra le diverse unità del loro esercito, contro un'armata composta quasi
unicamente da cavalieri. "Italia", "onore", "libertà" , le parole alla base del patto tra comuni ed il pontefice.- Dopo la cocente sconfitta, il Barbarossa stringerà con il papa, riconosciuto unico pontefice, una pace
ad Anagni, poi un'altra a Venezia nel 1177. I Comuni riavranno le loro autonomie, vanificate a Roncaglia, con il Trattato di Costanza del 1183. Le pretese imperiali sull'Italia verranno poi soddisfatte con il
matrimonio del figlio di Federico, il futuro Enrico VI, con Costanza d'Altavilla, erede del regno normanno di Sicilia (1186)
Sino al 1196, costruzione di Cattedrale e Battistero di Parma, ad opera di Benedetto Antelani (Val d'Intelvi, 1150 circa – 1230 circa).
1178
1179
3
1180
9 24 Alessio II Comneno (Costantinopoli, 14 settembre 1169 – Costantinopoli, ottobre 1183), è il nuovo Imperatore (basileus) bizantino, e lo sarà sino ad ottobre del 1183. Succede a Manuele I ed è sul trono a 14
5 Concilio Lateranense III. Segue il Lateranense II del 1139 ed è convocato da Alessandro III dopo la pace di Venezia tra Federico Barbarossa e la Lega Lombarda. Nei 27 canoni, si ribadisce la condanna della
simonia, elezione del papa consentita solo ai cardinali. Seguirà il Lateranense IV nel 1215.
1181
9
anni sotto la reggenza di Maria d'Antiochia. Viene invischiato nella rivolta di palazzo animata perfidamente in suo nome da Andronico Comneno il quale, con la firma del giovinetto, fa uccidere la reggente
Maria, ed infine, per liberarsi dell'inesperto sovrano, lo farà assassinare gettandolo in mare.
1 Nuovo Papa: Lucio III , nato Ubaldo Allucingoli (Lucca, 1097 – Verona, 25 novembre 1185), è il 171º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Alessandro III. Successore Urbano III.
Eventi della Storia italiana (Pietro Montini)
1182
1183
Andronico I Comneno (1118 – Costantinopoli, 12 settembre 1185) èil nuovo imperatore bizantino. Suvvede ad Alessio II, che aveva fatto annegare
5
6 25 Pace di Costanza . Federico riconosce Papa Alessandro III e concede molte regalie ai Comuni, come riscuotere le tasse e battere moneta, prerogative che erano prima del sovrano. Si riserva il diritto di
convalidare l'elezione di magistrati, consoli e podestà. --- Sarebbe comunque errato ritenere che il Barbarossa sia stato battuto qui a Costanza: infatti i Comuni dovettero giurargli fedeltà e riconoscere i diritti
spettantigli, in particolare il Fodro (imposizione di particolari contribuzione in occasione di spedizioni militari), e ciò farà di lui il più ricco sovrano d'Occidente, anche se in seguito le città italiane cercheranno
di mantenere più saldamente possibile le regalie ottenute nel 1183.
1184 11 4 Il Papa Lucio III, con la costituzione “Ad abolendam diversarum haeresium pravitatem ”, si occupa dei mezzi da adottare per condurre a fondo la lotta contro le eresie e si fa obbligo di intervenire dove vi siano
sospetti di eresia e di denunciarli, con punizioni che vanno dalla dichiarazione di infamia al sequestro dei beni e all’esilio. Ne faranno le spese i movimenti ereticali più noti: Catari, Palatini e coloro che, con
falso nome, affermano di essere Umiliati o Poveri di Lione, Passagini, Giuseppini, Amaldisti. I Poveri di Lione non erano direttamente interessati, ma solo coloro che si spacciavano per tali andando in giro a
diffondere messaggi molto vicini a quelli della predicazione valdese. Nel movimento di Valdo entrano a predicare anche le donne e, per il fatto che non si volessero integrare nella tradizione ecclesiastica, il
vescovo decreterà l'espulsione dei valdesi dalla diocesi di Lione per disubbidienza e usurpazione dell’ufficio apostolico. Di Valdo non si seppe più nulla.
1185 11 25 Nuovo Papa: Urbano III , nato Uberto Crivelli (Cuggiono, circa 1120 – Ferrara, 20 ottobre 1187), 172º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Lucio III. Successore Gregorio VIII.
Il figlio di Federico I di Svevia, Enrico VI, sposa Costanza d'Altavilla, erede al trono normanno
1186
1187 7 4 Battaglia di Hattin . I crociati del malguidato esercito franco subiscono ai Corni di Hattin, nei pressi di Tiberiade, una decisiva sconfitta ad opera del sultano Salah-ad-din, un ayyubide di origine curda, ed il
Saladino riconquista Gerusalemme all'Islam e parte della Palestina, compreso il porto di Acri. Solo Tiro riuscirà a resistere. Il Saladino, aveva visto nella lotta per la terza città sacra dell' Islam, la causa sotto
l'egida della quale coalizzare i musulmani del Medio Oriente contro i franchi. Poi, con la sua morte nel 1193, si arrestano le campagne contro i crociati e riprenderanno con l'avvento dei Mamelucchi in Egitto,
nel 1250.
1187 10 21 Nuovo Papa: Gregorio VIII , nato Alberto de Morra (Benevento, ca. 1100 – Pisa, 17 dicembre 1187), 173º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Urbano III. Successore Clemente III.
1187 10 29 Papa Gregorio VIII decreta che la caduta del Regno di Gerusalemme nelle mani dei musulmani è la punizione per i peccati dei cristiani, ed emette la bolla che convoca la Terza Crociata. Francia ed Inghilterra
accoglieranno la chiamata, imponendo una tassa (l'imposta di Saladino) per finanziare la missione.
1187 12 19 Nuovo Papa: Clemente III , nato Paolo Scolari (Roma, ... – Roma, 20 marzo 1191), è il 174º papa della Chiesa cattolica. Predecessore Gregorio VIII. Successore Celestino III.
Terza crociata (sino al 1192) bandita da Gregorio VIII, al quale succede dopo 2 mesi Clemente III, che non riesce a riconquistare Gerusalemme caduta ad opera del condottiero turco Saladino (1187).
1189
Rispondono all'appello l'Imperatore Federico I Barbarossa (che morirà nel 1190, affogando nel guado di un fiume in Turchia ed i cui esercito sarà guidato poi dal duca d'Austria Leopoldo V), che porta con sé
un esercito di 100mila uomini, il francese Filippo II Augusto (1165-1223) e il re d'Inghilterra Riccardo Cuor di Leone (1157-1199), che prima conquisterà Messina per liberare la sorella Giovanna, vedova del
re di Sicilia Guglielmo II, e tenuta in ostaggio dal successore Tancredi. Poi occuperà Cipro, dove era approdata il resto della flotta scampata ad una terribile tempesta. Verrà quindi conquistata Acri dopo un
lungo assedio, con enormi perdite da entrambi gli schieramenti, per la scarsità di cibo da parte dei difensori e per la diffusione di malattie endemiche da parte degli assedianti. Dopo circa un mese di morte e
distruzione, Saladino accetta l'offerta di Riccardo di riscattare i prigionieri in cambio di oro. Acri diverrà la capitale del ricostruito regno di Gerusalemme (regno di Acri). Ma anche la 3 ª Crociata finì male.
Troppe le discordie interne, per come spartirsi il bottino e per chi sarebbe diventato re di Gerusalemme. Così Saladino, che non aveva ancora onorato l'impegno di pagare il riscatto, si presenta sotto le mura di
Acri con un esercito. Riccardo, infuriato, fa allora decapitare tutti i prigionieri, circa 3.000, ed esporre le loro teste sulle mura della città. E altrettanto farà anche Saladino, con i prigionieri della battaglia di
Hattin e della successiva conquista di Gerusalemme. Il re di Francia e Leopoldo d'Austria rompono definitivamente i rapporti con Riccardo e pongono fine alla partecipazione della Terza Crociata (Leopoldo
d'Austria si farà però convincere a lasciare in Terrasanta 10.000 soldati ed i fondi per sostenerli). Cuor di Leone comanda ora 20.000 soldati per conquistare Gerusalemme. Sconfigge ancora il Saladino nella
foresta di Arsuf ed a Giaffa, ma non riuscirà a conquistare Gerusalemme con i pochi uomini rimastigli. Stipulerà però un trattato della durata di 3 anni, 3 mesi e 3 giorni per cui Gerusalemme sarebbe rimasta
sotto il controllo musulmano, ma pellegrini cristiani e commercianti avrebbero potuto visitarla liberamente e praticarvi i loro culti. Acri, persa nella battaglia di Hattin, verrà però recuperata, e diverrà una città
con molti padroni e propri quartieri: veneziani, pisani e genovesi. Dopo 17 mesi trascorsi in Terrasanta, Riccardo impiegherà più di 2 anni a ritornare in Patria, catturato da Leopodo d'Austria e ceduto
all'imperatore di Germania Enrico VI. Per ottenerne la liberazione, contro la quale tramava anche il fratello Giovanni, dovrà intervenire a pagare il riscatto l'anziana madre Eleonora d'Aquitania. La 4ª Crociata
sarà nel 1202 - Muore Guglielmo II Re di Sicilia. Sua erede è Costanza d'Altavilla (1146-1198), moglie dell'Imperatore Enrico VI, che legherà le sorti del Regno di Sicilia a quelle dell'Impero trasmettendo il
regno al figlio Federico II di Svevia .
1190
6 10 Muore Federico Barbarossa. Dopo aver deciso di unirsi a Riccardo Cuor di Leone, re d'Inghilterra, e a Filippo II Re di Francia, nella III crociata, nel 1189 Federico era partito da Ratisbona per la T