caricato da Utente4615

Storia dell'arte moderna

Storia dell’arte moderna
Martina Stacey
Mod.1 (12cfu) LET0924
18\2
Come si legge un’opera figurativa: regole\metodi:
bisogna chiedersi sempre: Chi? Che cosa? Dove? Quando? Perché?
Queste 5 domande poi vanno ampliate seguendo la medesima scaletta:







STATO DI CONSERVAZIONE
AUTORE / SCUOLA (inteso geograficamente es. scuola vicentina)
CRONOLOGIA (può cambiare totalmente il significato dell’opera se datata malamente)
ICONOGRAFIA
COMMITTENZA
COLLOCAZIONE ORIGINALE ED EVENTUALI SPOSTAMENTI
FORTUNA CRITICA
Le immagini devono essere codificate, quindi obbligatoriamente messe in un contesto.
La storia dell’arte fin dagli inizi ha sempre dato un peso specifico ai cambiamenti
(sin dagli inizi con Giorgio Vasari, che scrisse “Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e
architettori” (1550) che fu uno dei primi libri che contenne le vite di tutti gli artisti dal medioevo al
rinascimento, il suo libro è il primo libro organico di storia dell’arte che ci sia arrivato)
Bisogna ricordare che non c’è mai nulla di nuovo, è tutto copia di una copia - bisogna chiederci
sempre a cosa ci rimanda, BISOGNA CREARE UNA SERIE DI OPERE.
Ogni opera è collocata in un determinato punto di un contesto sia pittorico che sociale (es: è
un’opera giovanile quindi può essere collocata tra le altre opere di simil fattura)
L’opera non è mai fatta senza un motivo
Lo storico d’arte di basa sulla convinzione che non è tutto possibile in ogni epoca, ci sono
determinate condizioni in ogni epoca e questo figura dei vincoli.
Ogni rappresentazione figurativa è un artificio ed un’illusione, e soprattutto bisogna capire come si
è arrivati a quel linguaggio (ogni opera ha un linguaggio)
Il filo conduttore di tutta l’arte moderna e contemporanea è IL FILO DI ILLUSIONISMO che pervade
l’arte moderna, attenzione però a non farsi trarre in inganno.
BISOGNA SEMPRE PARTIRE O TORNARE DALLE OPERE (nel senso che sono fondamentali per capire
un determinato contesto).
Le opere figurative sono a differenza delle altre FISICHE, UNICHE E SINGOLE, ed ecco che ci
colleghiamo alla definizione di Patrimonio artistico \ Bene culturale.
Le opere hanno un valore di stile, cultura e di simbolo, e la loro perdita è irreversibile.
 STATO DI CONSERVAZIONE - è stata ristrutturata? Come? (inteso come grado es.
pesantemente, finemente)
Es. nell’800 le opere derivanti dal ‘400 durante i restauri venivano “smussate” dalla troppa
durezza delle forme
!! la cornice è molto importante, se cambiata può variare l’insieme dell’opera !!
Es. IL CENACOLO di Leonardo, un’opera che si è rovinata precocemente
Un restauro durato 22 anni compiuto da Pinin Brambilla Barcilon
Si suppone che il cenacolo abbia subito 7 restauri prima di questo, infatti non si capiva
bene la collocazione, il testo figurativo era compromesso
Ora si ha una leggibilità più chiara, vi sono ancora molte lacune di colore e figure intere
perdute.
 AUTORE è una delle domande primarie che ci dobbiamo porre
(vi sarà poi un periodo della storia dell’arte compreso tra la seconda metà dell’800 e la
prima metà del ‘900 chiamato Attribuzionismo che si specializzerà ad attribuire ad
un’opera un autore, o una scuola sulla base di affinità stilistiche ed indagini storiche)
Collocare un’opera in un’area geografica è importantissimo (es. area vicentina), la storia
dell’arte italiana è molto geografica, cosa che fin dal’400 colpisce
La storia dell’arte ci fa dire di un’opera : area – caratteristiche di stile che ci permettono di
collocarla in un determinato periodo.
Es. Opera attribuita a Carlo Braccesco, ultimi anni del ‘400 – conservata al Louvre
Per molti anni, prima dell’attribuzione a Carlo
Braccesco quest’opera era chiamata con un
soprannome “maestro dell’annunciazione del
Louvre”
L’attribuire soprannomi alle opere per i critici d’arte era
un’atto molto frequente nella storia dell’arte.
 DATAZIONE – importantissimo
Se non ci fosse ci son vari metodi per risalire alla data :
1) Attraverso documenti per lo più atti notarini (molto frequenti)
2) Se non ci fossero i documenti la datazione si ha per confronto con altre opere con date
certe.
 ICONOGRAFIA – tutte le opere hanno un soggetto non sempre però è la parte più importante
dell’opera
( per capire veramente bene la storia dell’arte moderna bisogna avere le conoscenze della
storia delle religioni, dei miti greci e romani, dei santi etc…)
L’iconografia molto spesso bisogna ricostruirla.
Es. l’annunciazione è composta da 4 momenti diversi :
- conturbazione
- cogitazione
- interrogazione
- umiliazione
Tutti questi momenti nel ‘400 vengono sintetizzati in una sola icona
 COMMITTENZA : è in grado di darci tante informazioni
Es. 1485 – Ghirlandaio fa un contratto con Giovanni Tornabuoni per affrescare il cono della
cappella di Santa Maria a Firenze (in buono stato di conservazione)
Il contratto dice:
Tornabuoni vuole ornare la cappella per esaltare e fare un tributo alla su casata, specifica
inoltre gli episodi che vuole rappresentare. Gli affreschi hanno come tema le Scene della
vita della Vergine e di san Giovanni Battista. Voleva che fosse un’opera preziosa, fatta anche
da materiali pregiati come l’azzurro ultramare (uno dei materiali più costosi per l’epoca) .
Tornabuoni desiderava storie piene di figure, architettonicamente ricche, che pullulavano di
animali. Voleva insomma affreschi ricchi e preziosi fatti per onorare il rango/la famiglia/la
città
Questi affreschi sono anche un documento del tempo, ad esempio per la moda.
Nel 1550 Vasari ne scrive a proposito (di questo ciclo di affreschi realizzato dal Ghirlandaio) e disse
che è modernissima sia l’opera sia l’intuizione di rappresentare le persone di spicco della città di
Firenze come personaggi/componenti dell’opera – così si ha un ritratto di Firenze del 1485 ancora
perfetto adesso.
Sposalizio della vergine – Ghirlandaio
 COLLOCAZIONE ORIGINALE E SPOSTAMENTI NEL TEMPO
Il museo ovviamente non è pensato come primo luogo di esposizione è un secondo luogo
dovuto ad uno spostamento.
La collocazione d’origine e lo spostamento in seguito cambia radicalmente l’opera.
Es. Il David di Donatello (1440) – ora è conservato nel Museo Nazionale del Bargello a Firenze
È stato commissionato da Cosimo de Medici ed
inizialmente collocato in una sala chiusa dedicata agli eroi,
in seguito venne spostato (circa 20 anni dopo) e
posizionato in un giardino. Questo spostare l’opera così
precocemente ha fatto si che essa venisse guardata
sempre nel modo sbagliato = ad altezza degli occhi.
Nel 2000 uno storico fortemente appassionato di
Donatello scoprì tramite documenti che l’opera era
collocata su una colonna alta 180 cm, così da sollevarla, e
far si che David venne guardato dal basso verso l’alto. 
l’opera cosi CAMBIA TOTALMETE, tant’è da sembrare una
scultura totalmente diversa, emerge una muscolatura
importante, lo guardo diventa fiero, la spada si allunga, le
gambe diventano più grandi ecc…
Questo cambiamento così radicale incide molto sul
significato e sull’originalità dell’opera.
SPOSTAMENTO NEL TEMPO:
La morte della vergine – Caravaggio 1605-1606 olio su tela.
Commissionato nel 1601 da Cherubini per la propria
cappella in Santa Maria della Scala. Una volta terminato
però fu profondamente rifiutato e decisero di toglierlo. Per
un fatto di decoro pubblico (tema caldo del 600)
Quando venne tolto venne comprato subito da un privato,
entrò a far parte della collezione privata del duca di
Mantova, l’acquisto caldamente consigliato da Rubens.
Dopo pochi anni però per motivi di denaro parte
dell’enorme collezione venne venduta e il quadro fu
comprato da Carlo I re d’Inghilterra, poi quado venne ucciso
passò per le mani d’un banchiere francese e poi
successivamente comprata dal Louvre, dove tutt’ora si
trova.
(si dice che per la modella della vergine Caravaggio abbia
usato una donna affogata nel Tevere, turbava anche inoltre
la disposizione degli apostoli)
Molti sono i modi di studiare la storia dell’arte, e molti si riflettono sulle stagioni della storia
dell’arte:
- la stagione in cui la storia dell’arte veniva raccontata tramite le vite degli artisti (Vasari)
- la stagione in cui si abbandonano gli artisti e ci si concentrò più sulla storia degli stili
- tra il secondo 800 e la pria metà dell’900 vi è un periodo chiamato d’attribuzione: Giovanni
Morelli, Bernard Berenson, Roberto Longhi si impegnano per creare “una carta d’identità” ad ogni
opera.
Con gli studi iconografici e iconologici tramite il soggetto si creano vari collegamenti – critici come
Panofsky  ci colleghiamo anche al discorso della fuga di cultura dall’Europa verso l’America e l’
Inghilterra a causa della seconda guerra mondiale.
- verso gli anni ’60 l’interesse per lo stile e verso i contenuti si accompagnano all’idea di un’opera
come fotografia di una società – quest’idea la riscontriamo perfettamente in “Mecenati e pittori”
di Francis Haskell.
Messa in serie : l’opera è sempre una relazione con qualcos’altro = PARAGONE.
“Paragone Arte” rivista fondata da Roberto Longhi nel 1950 (questa rivista tutt’ora in commercio
cambierà radicalmente il modo di vedere la storia dell’arte italiana).
Roberto Longhi batterà molto sul modo di intendere le opere, batterà sulla relazione e sul
rapporto.
«L'opera d'arte, dal vaso dell'artigiano greco alla Volta Sistina è sempre un capolavoro
squisitamente "relativo". L'opera non sta mai sola, è sempre un rapporto»
L’opera è una lacerazione.
19\2
( a Vasari si attribuisce la prima storia dell’arte italiana)

FORTUNA CRITICA
Mai un opera è stata criticata e osservata nello stesso modo, IL CANONE ASSOLUTO NON è
UNA COSA FISSA.
Es. Il Caravaggio : nel 600\700\800 lo stile non era apprezzato.
ma una sollecitazione diversa porta a rileggere, rivedere le opere in maniera diversa, ogni
volta.
[Le opere durate il manierismo non vengono più tutelate e il momento di fortuna o
sfortuna critica incidono parecchio sul destino delle opere stesse]
Questa griglia serve come primo approccio alle opere.
LE OPERE VANNO SEMPRE MESSE IN RELAZIONE CON ALTRO  ideologia fortemente espressa
nella rivista “Paragone arte” fondata da Roberto Longhi nel 1950.
Una delle cose che va sempre tenuta a mente è che gli artisti producono per un committente o per
una società, quindi sono opere che vanno comprese (es. le storie narrate attraverso i cicli di
affreschi), la società si nutre di immagini, si ha quindi una sensibilità allargata
Il soggetto è sempre sottoposto alla domanda sociale.
Le opere dovevano soddisfare il livello di attesa del pubblico – se no venivano rifiutate o
comunque molto criticate.
 concetto di campo intellettuale - Pierre Bourdieu : un artista che produce è sempre dentro un
campo minato, come incide su di lui la sua preparazione artistica, il suo percorso pittorico, il
committente. Quindi l’artista non è mai libero appieno.
Enrico Castelnuovo (storico dell’arte) ha cercato di usare il concetto di campo magnetico che per la
storia dell’arte, producendo il libro “Arte, Industria, Rivoluzione – temi di storia sociale dell’arte”
Torino, 1985  con questo libro vi è l’intento di cercare di far capire che per leggere le opere
d’arte si deve usare una chiave di lettura complessa.
Molti sono i fattori che influenzano gli artisti per E. Castelnuovo ( e viceversa) per esempio:





Il committente
Il pubblico
Le istituzioni
Gli artisti
Le opere
(il nostro compito è quello di leggere le opere d’arte in maniera più completa possibile)
 storia dell’arte moderna significa tutto ciò che è prodotto dal 1401 alla fine del 1700 (ricopre 4
secoli) – ed è una definizione cronologica!
È una definizione convenzionale, frutto di un ragionamento sulla cronologia
( Nella storia dell’arte contemporanea cambiano molte cose, ad esempio il pubblico, i committenti
ecc..)
Le caratteristiche di fondo per mappare la storia dell’arte modera sono:




LA GEOGRAFIA DEL PATRIMONIO FIGURATIVO – molto variegato e complesso, purché non vi
è unità ed è una cosa che emerge subito Es. Firenze, Urbino, Mantova andavano molto
all’epoca ma poi perderanno vitalità nel 500 (in particolare Firenze)
Luigi Lanzi scrisse “Storia pittorica della Italia” a fine ‘700 – ed emerge subito il fatto che non vi
è una sola storia dell’arte, ma ce ne sono molteplici che si intrecciano
MOLTEPLICITÀ DI CENTRI GEOGRAFICI E FIGUARTIVI
SI DEVE ADOPERARE UNA DELICATEZZA NELLA DATAZIONE – le date non sono assolute, anzi
arrivano ad essere relative Es. un’opera datata “Firenze, 1492” sarà diversa (addirittura
arriverà ad essere completamente diversa) da un’opera datata “Milano,1492”
DIALOGO\CONFRONTO TRA TRADIZIONE CRISTIANA E TRADIZIONE CLASSICA
Componente fondamentale, molto forte nel 1500 (come si può notare nelle opere scultoree
romane di quell’epoca, che riprendevano molto i canoni e gli ideali classici)
Questo dialogo pervade fortemente tutto l’arco cronologico
STRETTO RAPPORTO TRA PRODUZIONE ARTISTICA E LETTERATURA ARTISTICA
Si sente il bisogno di parlarne e quindi nasce la letteratura artistica.
Es. se Vasari non avesse scritto le vite di tutti gli artisti non non avremmo avuto tantissime
informazioni.
GOTICO INTERNAZIONALE
[seconda metà del ‘300 alla seconda metà del ‘400]
1401: novità prospettica a Firenze
I cambiamenti in età moderna sono lenti, e soprattutto sono fenomeni di lunga durata
La definizione di gotico nasce dall’ambito letterario per definire una scrittura medievale
tedesca. È una definizione “in negativo” che serve a definire qualcosa che non piace più.
Definizione trasferita in seguito per definire un certo tipo di architettura che non piace più,
passa poi alla scultura e alla pittura.
“Stile Tedesco, mostruoso e barbaro, disordinato, e ne abbiamo moltissime opere”  gotico
secondo vasari.
Le architetture dell’epoca vengono descritte dallo stesso G. Vasari come fatte di carta non di
pietra o di marmi.
Non vi è un profilo classico nell’architettura gotica, non vi è il rapporto con l’antico.
Duomo di Bologna e Duomo di Milano sono due esempi perfetti del tardo gotico ( e sembrano
appunto fatti di carta)


CARATTERISTICHE DEL GOTICO:
Arco di tempo vastissimo (principalmente nel 400)
Geografia vasta
il gotico internazionale assume tanti nomi diversi:
-gotico tardo
-gotico cortese (purché si sviluppa grazie alle corti, ovviamente non solo italiane)
-gotico fiorito (per la sua tendenza molto figurativa)
È un fenomeno artistico itinerante, è internazionale, tutto questo è permesso infatti dal vasto
traffico di opere e artisti nelle corti. (come quella di Napoli, dei Savoia, il ducato di Urbino
ecc.…)  artisti itineranti
Il gotico internazionale in Italia ha un momento e una geografia importantissima: MILANO
A quell’epoca Milano era dominata da Gian Galeazzo Visconti per un lungo periodo. È
diventata una città internazionale (dovuto anche al fatto che sua moglie era francese)
Il cantiere del duomo di Milano è un cantiere molto importante e molto variegato : ne
lavorano architetti italiani, tedeschi e praghesi.
È uno dei più grandi cantieri (quello del duomo di Milano) progettato e ispirato ai modelli
gotici d’oltralpe.
ARTE LOMBARDA RISCOPERTA:
- arte lombarda compresa tra 300 e 400 fissata da Pietro Toesca nel libro “Pittura e Miniatura
della Lombardia” (storico e prima cattedra di storia dell’arte a Torino)
- Grande Mostra di Roberto Longhi nel 1958 chiamata “Arte Lombarda dai Visconti agli Sforza”
Una delle espressioni tipiche del gotico internazionale sono i manoscritti miniati
Durante il 300 e il 400 molti manoscritti francesi girarono l’Italia
Il termine “opere Lombarde” è una definizione per una cosa fortemente caratteristica, con
un’identità stilistica non da poco.
Es. Giovannino de ‘Grassi - pittore, scultore, architetto e miniatore italiano.
Lavorò anche al cantiere del duomo di Milano. Esempio perfetto delle sue miniature sono le
immagini contenute nel libro di preghiere di Gian Galeazzo Visconti.
Giovannino de ‘Grassi
Altri disegni (come quello riportato di sopra) danno la priorità alla preziosità dei materiali e
all’attenzione di natura che in questo caso viene espresso tramite la raffigurazione di animali.
Il foglio qui sopra riportato rappresenta due cose diverse: nella parte alta vi è una caccia al
cinghiale, attività molto in voga al tempo e nella parte sottostante un leopardo in giardino. (in
quegli anni vi era un amore per gli animali esotici)
La scena della caccia al cinghiale è derivata da un’altra opera de “le ricche ore del duca di
Berry” miniature eseguite dai fratelli Limbourg. Questo insieme di 12 miniature che
rappresentano i mesi dell’anno è uno dei più
grandi risultati della pittura francese
dell’epoca.
vi è una grandissima attenzione per la
natura, grande precisone e grande felicità
narrativa, caratteristica tipica della
miniatura gotica.
Precisone architettonica, grande importanza
narrativa e soprattutto grande importanza
alla natura.
Vi è una continua invenzione narrativa e si
può vedere perfettamente in queste 12
miniature
ANTONIO PISANELLO
Antonio Pisanello lavora in giro per l’Italia delle corti.
In lui vi è una compresenza di caratteristiche tardo gotiche (come l’attenzione alla natura) e
l’attenzione al tono fiabesco. Come si può vedere nella “visione di sant’Eustachio” realizzata tra il
1436 e il 1438, conservata tutt’oggi alla National Gallery di Londra. Possiamo notare un va varietà
di bestie molto variegata, e la scena è inserita in un contesto fiabesco che sfocia in un bosco fitto
fitto. L e prove di stile per la rappresentazione delle bestie sono contenute nel “codice Vallardi”
una raccolta di disegni di Pisanello ora conservata al Louvre.
Visione di sant’Eustachio \ 1436-1438
→ “Affreschi della partenza di San Giorgio” detto anche “San Giorgio e la principessa” che si trova
nella chiesa di Santa Anastasia a Verona è una delle opere più importanti e significative del tardo
gotico detto gotico internazionale. È molto complesso e il suo stato di conservazione è pessimo
dovuto a due fattori: 1) le infiltrazioni d’acqua dovute al tetto 2) il ritocco a secco da parte
dell’artista, che rappresenta un elemento di perdita. Vi erano inoltre parti in argento che servivano
a dare luce, preziosità e corpo al tutto – ora quelle parti cosi preziose e luminose si sono ossidate e
risultano di un grigio spento. In questi affreschi vi è un’attenzione narrativa non da poco
soprattutto nelle architetture (in cui si possono riconoscere chiaramente i castelli e le fortezze
della famiglia Pellegrini) e nel dato di preziosità.
Pisanello è anche famoso per le sue abilità nel RITRATTO, genere molto in voga per il tempo, per
via di tutta una serie di valori del tempo nelle corti. Un esempio perfetto è il ritratto di Lionello
d’Este realizzato nel 1441.
Pisanello lo rappresenta di profilo (posa derivata dal mondo
antico: MEDAGLIE). All’inizio si adoperava questa posa cosi da
dare maestosità e importanza al soggetto poi diventò una
moda.
Attenzione particolare verso la preziosità dei materiali, i
dettagli della realizzazione dell’abito (intarsi, sfoderi, fiori
retrostanti)
Insolito taglio di capelli
È un’opera di piccole dimensioni (28×19 cm).
Lionello indice un concorso per la realizzazione di questo
ritratto e Pisanello concorre con questa tempera su tavola ma
non vince.
Pisanello realizza altri ritratti a Lionello d’Este sempre ritraendolo di profilo, questa volta
recuperando un'altra caratteristica del mondo antico : la MEDAGLIA, in questo caso sarà una
medaglia celebrativa. In questo caso sarà una medaglia in bronzo simile ad una moneta romana .
Pisanello è portatore in un cultura gotica e porta con se anche la cultura classica: in cui convivono
perfettamente. (Ora ne sono arrivate 20 a noi)
Le medaglie hanno molto successo, è il recupero dell’antico nella tradizione gotica.
20\2
Forte sviluppo delle corti italiane durante il ‘400, vi è la mancanza del papato e quindi un vuoto di
potere da parte della chiesa che lascia ampio spazio agli umanisti, che hanno nuove idee e
conoscenze (soprattutto in filologia) , arrivano così nuovi strumenti per nuove visioni.
Umanesimo  attento alla rivoluzione del metodo prospettico
PROSPETTIVA : metodo misurabile e verificabile di misurazione dello spazio.
Così le arti figurative acquistano riconoscibilità da parte di intellettuali e teorici.
1401  La signoria di Firenze e la corporazione dei mercanti indice un concorso per eseguire le
porte del battistero di Firenze, simbolo della città sia dal punto di vista religioso che politico.
 battistero di Firenze.
Il concorso non era una cosa comune, anzi era una
pratica antica, e doveva esprimere una sorta di
celebrazione dell’importanza della città.
Gli Umanisti fiorentini definiscono la città come
nuova Roma o nuova Atene, comunque un’idea di
città molto potente.
Si ha un anno di tempo per creare una formella in bronzo della stessa grandezza di quella già
esistente creata da Andrea Pisano
 formella del Battistero di firenze, porta sud - Andrea
Pisano “Speranza”
Il tema del concorso “il sacrificio di Isacco”, si è scelto
proprio questo episodio perché permetteva di affrontare
tutte le difficoltà dell’arte : esterno, corpi nudi, corpi vestiti,
paesaggio e animali. È una scena dinamica, ma allo stesso
tempo molto sintentica.
Abbiamo due testimonianze: i commendatori :
- Lorenzo Ghiberti, alla fine della sua vita (circa fine del
1440)
- Racconto di Manetti ( un umanista) che racconta
l’episodio.
Lorenzo Ghiberti ha molte esperienze con la scultura a fusione a cersa persa
Filippo Brunelleschi 1401 “sacrificio di Isacco”
Lorenzo Ghiberti 1401 “ sacrificio di Isacco”
Sono entrambe formelle decorative create apposta per il concorso indetto del 1401 , solo però
quella del Ghiberti vinse, e la formella realizzata da Filippo Brunelleschi tutt’oggi è conservata al
museo del Bargello di Firenze.
FORMELLA DI L.GHIBERTI:
Rilievo che si legge da sinistra verso destra, vi sono dei pastori che assistono alla scena. Nella metà
di sinistra, al di sopra di uno sperone roccioso è scolpita la figura di un ariete. In basso, invece sono
raffigurati i due servitori con l’asino. Nella metà di destra si vede Abramo che alza il coltello per
uccidere il figlio nudo (studio dell’antico). Isacco è inginocchiato su un altare decorato. a destra del
padre e attende il compimento del suo destino. In alto, poi, giunge un angelo per bloccare Abramo
e indicare al profeta l’ariete da sacrificare al posto di Isacco. Abramo è raffigurato come un uomo
anziano. È avvolto da un ampio mantello mosso dal vento. Isacco è invece nudo e raffigurato come
un torso classico. Il ragazzo poggia su di un altare decorato come un sarcofago romano. La scena si
svolge in un paesaggio desolato e i personaggi poggiano su costruzioni rocciose spigolose.
 Ghiberti non rappresenta una scena violenta o drammatica. Infatti, Isacco è inginocchiato in
attesa del suo destino mentre i servitori sostano tranquilli. Solo l’espressione di Abramo rivela una
certa tensione emotiva.
Forma mistilinea che concede dettagli paesaggistici, si percepisce il gotico nella preziosità.
FORMELLA DI F.BRUNELLESCHI:
è una formella fusa in bronzo poi decorata, quindi è più pesante dell’altra. Anche qui si riscontra
un’attenzione per l’antico non indifferente.
Rappresenta un’momento narrativo successivo a quello rappresentato da Ghiberti: viene
rappresentato il momento in cui Dio ferma Abramo.
L'Effetto drammatico nell'opera di Brunelleschi è ottenuto con una serie di contrasti:
 le forme sono a volte taglienti e spigolose (ad esempio le rocce, il mantello e la figura di
Abramo, molto"dura"), a volte sono curve e morbide (il nudo di Isacco, le forme dell'ariete e
dell'asino)
 le superfici lisce si accostano a superfici scabre
 movimenti e gesti sono in contrasto mediante azioni e linee di forza che si oppongono o si
scontrano.
 La situazione di quiete della scena in basso si oppone a quella di lotta in alto, dove la spinta
in avanti di Abramo che sta per uccidere Isacco è bloccata dalla presa solida dell'angelo che
si precipita contro di lui.
Tutto ciò determina un senso di agitazione dovuto a un succedersi incalzante di avvenimenti e
rivolgimenti come se fossero i "colpi di scena" di un dramma teatrale.
Rispetto alla versione di Ghiberti, Brunelleschi presenta una composizione più mossa e dinamica,
tutta impostata su linee di movimento curve e articolate, eppure, nel complesso si mantiene in una
struttura unitaria.
Tutto si regge su un equilibrio perfetto fatto di corrispondenze visive.
Vi sono infatti due piani e quindi una profondità sfasata. Lo spazio in cui si ambienta l'episodio biblico
è accennato, ma non ancora prospettico.
Sono presenti citazioni di sculture antiche, per dare importanza alla sua formella.
La vittoria come già detto andrà a Ghiberti, che si mette al lavoro per 45 anni sul Battistero. La
complessità tecnica non è indifferente per cui ebbe moli aiutanti tra cui un giovane Donatello.

Porta nord 1401-1424, narra gli episodi del nuovo testamento – maturazione stilistica
notevole.
La porta, (come quella di Andrea Pisano) si compone di
28 formelle: 20 sono dedicate alla Vita e Passione di
Cristo, mentre otto formelle, collocate in basso,
rappresentano i Quattro Evangelisti e i Quattro Dottori
della Chiesa. L’ispirazione alla porta di Andrea Pisano è
molto evidente, ma di nuovo gusto sono molti
particolari, sia nelle architetture, più costruite in
prospettiva, sia nella modellazione dei corpi, di
ispirazione più classica.
Ma il gusto tardo gotico di Lorenzo Ghiberti è evidente
soprattutto nella cura dei particolari e dei dettagli,
nonché sui ritmi compositivi ancora giocati sugli intrecci
di motivi lineari sinuosi.

La seconda porta, viene definita da Michelangelo la “porta del paradiso”.
La porta è composta di 10 grandi riquadri o formelle
narranti gli episodi del vecchio testamento.
Lorenzo Ghiberti ci lavorò su dal 1425 al 1452.
I dieci grandi riquadri sono collocati nei due battenti,
cinque per parte: le due file verticali sono poi
circondate da quattro cornici ciascuna, contenenti in
tutto 24 piccole nicchie, nelle quali sono inserite dei
personaggi biblici, alternate con 24 piccoli medaglioni
dai quali sporgono dei busti.
Si denota una grande sensibilità prospettica, quindi si
riassume in : le figure più lontane sono più piccole, le
più vicine invece sono più grandi.
Figure a tutto tondo  Es. scena di David e di Golia
Prospettiva  rappresentazione dello spazio es. Giotto nella “presentazione di Gesù al tempio” in
si presenta un interno con piani spezzati.
La prospettiva venne vista come un’avventura collettiva  Brunelleschi,
Donatello ecc... più avanti si unirà anche Masaccio. Fu un’invenzione
lunga e collettiva in cui i termini massimi figurativi furono razionalità e
ragione.
Nel 1418 circa Brunelleschi sperimenta delle tavolette che si dovevano
guardare attraverso un foro, tramite uno specchio si verificava la verosimiglianza. Collaborazione di
artisti
Metodo geometrico prospettico fu più inventivo ma non semplice.
(Masaccio: carattere difficile)
Vasari: nuova rappresentazione dello spazio e una nuova rappresentazione dell’uomo nello spazio,
quindi un’esigenza di maggior realismo.
La prospettiva si impone facilmente a Firenze e nel resto d’Italia in modo più lento.
La capacità prospettica necessita di una cura e di un’attenzione notevole
Leon Battista Alberti al suo ritorno a Firenze (1428) fu molto stupito dalle innovazioni e pensa che
artisti come L.Ghiberti, Brunelleschi, Donatello, Masaccio non siano inferiori ad artisti del passato.
Pensa anche che, c’è bisogno di una teorizzazione di queste ultime novità. L.B.Alberti parla della
cupola di Santa Maria del Fiore lodando Brunelleschi. Non solo perché il cartiere di Firenze fu molto
importante per la scultura contemporanea ma anche perché fu occasione di lavoro per molte
persone.
25\2
(bisogna tenere a mente che molte invenzioni dell’epoca su disegno risultavano molto più raffinati
che dal vero)
(Le due formelle sopra citate son due rilievi ma con tecnica completamente diversa. In quella di
Brunelleschi vi è una premessa della prospettiva)
Ghiberti ci mise 45 anni a portare a compimento le due porte: porta nord e la porta del paradiso
Nella formella di Brunelleschi vi è la premessa della prospettiva “scatola spaziale “che deriva
dall’esperienza di Giotto  [Le "scatole prospettiche": La pittura di Giotto è caratterizzata dalla
presenza delle famose "scatole prospettiche", in cui sono collocati i personaggi ed è scandita la
narrazione dei suoi dipinti. Si tratta di ambienti reali, che riportano all'interno dell'opera d'arte
momenti di quotidianità e il paesaggio naturale e urbano dell'epoca]
Nella cappella degli Scrovegni si vedono i primi esperimenti prospettici, si coglie già un’idea di
impostazione spaziale.
Il termine prospettiva deriva dal latino e significa “Tecnica geometrica che consente di ottenere,
nell'ambito di una rappresentazione grafica piana, immagini corrispondenti a quelle fornite dalla
visione diretta”  “finestra sullo spazio” definizione coniata da Leon Battista Alberti in “DE
PICTURA” 1435-1436
Vi è una dedica all’inizio in cui si riportano le grandi novità, che Alberti percepisce al suo ritorno a
Firenze nel 1428, torna e trova un’arte diversa, e la espone nella dedica.
“PROLOGUS
[A FILIPPO BRUNELLESCHI]
Io solea maravigliarmi insieme e dolermi che tante ottime e divine arti e scienze, quali per loro opere
e per le istorie veggiamo copiose erano in que' vertuosissimi passati antiqui, ora così siano mancate
e quasi in tutto perdute: pittori, scultori, architetti, musici, ieometri, retorici, auguri e simili
nobilissimi e maravigliosi intelletti oggi si truovano rarissimi e poco da lodarli. Onde stimai fusse,
quanto da molti questo così essere udiva, che già la natura, maestra delle cose, fatta antica e stracca,
più non producea come né giuganti così né ingegni, quali in que' suoi quasi giovinili e più gloriosi
tempi produsse, amplissimi e maravigliosi. Ma poi che io dal lungo essilio in quale siamo noi Alberti
invecchiati, qui fui in questa nostra sopra l'altre ornatissima patria ridutto, compresi in molti ma
prima in te, Filippo, e in quel nostro amicissimo Donato scultore e in quegli altri Nencio e Luca e
Masaccio, essere a ogni lodata cosa ingegno da non posporli a qual si sia stato antiquo e famoso in
queste arti. Pertanto m'avidi in nostra industria e diligenza non meno che in benificio della natura e
de' tempi stare il potere acquistarsi ogni laude di qual si sia virtù. Confessoti sì a quegli antiqui,
avendo quale aveano copia da chi imparare e imitarli, meno era difficile salire in cognizione di quelle
supreme arti quali oggi a noi sono faticosissime; ma quinci tanto più el nostro nome più debba essere
maggiore, se noi sanza precettori, senza essemplo alcuno, troviamo arti e scienze non udite e mai
vedute. Chi mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo qui struttura sì grande, erta
sopra e' cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti e' popoli toscani, fatta sanza alcuno aiuto di
travamenti o di copia di legname, quale artificio certo, se io ben iudico, come a questi tempi era
incredibile potersi, così forse appresso gli antichi fu non saputo né conosciuto? Ma delle tue lodi e
della virtù del nostro Donato, insieme e degli altri quali a me sono per loro costumi gratissimi, altro
luogo sarà da recitarne. Tu tanto persevera in trovare, quanto fai di dì in dì, cose per quali il tuo
ingegno maraviglioso s'acquista perpetua fama e nome, e se in tempo t'accade ozio, mi piacerà
rivegga questa mia operetta de pictura quale a tuo nome feci in lingua toscana. Vederai tre libri: el
primo, tutto matematico, dalle radici entro dalla natura fa sorgere questa leggiadra e nobilissima
arte. El secondo libro pone l'arte in mano allo artefice, distinguendo sue parti e tutto dimostrando.
El terzo instituisce l'artefice quale e come possa e debba acquistare perfetta arte e notizia di tutta la
pittura. Piacciati adunque leggermi con diligenza, e se cosa vi ti par da emendarla, correggimi. Niuno
scrittore mai fu sì dotto al quale non fussero utilissimi gli amici eruditi; e io in prima da te desidero
essere emendato per non essere morso da' detrattori.”
Riassumendo indentifica l’invenzione della prospettiva come cosa comune a cui presero parte
Brunelleschi, Donatello, Luca della Robbia, Masaccio.
Ci sono periodi in cui arte e scultura viaggiano assieme, come ad inizio ‘400 e altri invece in cui son
totalmente su due binari separati. Ad inizio ‘400 infatti sembrano andare alla stessa velocità allora
vi è uno scambio intellettuale ed artistico.
I grandi cantieri dell’epoca furono:
- Santa Maria del Fiore
- la chiesa di Orsanmichele
La facciata di Santa Maria del fiore fu ultimata da Emilio de Forbis a metà dell’ottocento riprendendo
stili e materiali dell’epoca – abbiamo una serie di disegni che ci fanno vedere ed immaginare come
doveva essere originariamente  un tributo alla scultura
Il David di Donatello originariamente è stato progettato per questo cantiere
! [La facciata è sempre l’ultima cosa ad essere realizzata]
Disegno originale della facciata
facciata ai giorni nostri di De Forbis (1\2 800)
Il cantiere della chiesa di Orsanmichele a Firenze: nasce originariamente come granaio per il mercato
e poi successivamente trasformato in chiesa. Agli inizi del ‘400 vengono create 14 nicchie per
ospitare 14 state rappresentanti le corporazioni si crea una crisi con la nuova scultura, perché
essa deve dialogare e inserisri con lo spazio circostante.
Es. “Quattro santi coronati” scultura di Nanni di Banco 1411 - 1414
È ritenuto il primo gruppo statuario dell’età moderna, un gurppo di statue complesso come se fosse
“ una pala di altrare messa in scultura”.
Molto importante è anche la predella, in questo caso è una predella narrativa.
I quattro santi in semicerchio invadono lo spazio visivo e questo è dato dl piede del primo a partire
da sinistra che spunta fuori dal confine, altra novità
Il lavoro compituo sui panneggi non può passare indifferente, crea un gioco di luci e ombre anche
accentuato dalle grandi dimensioni della statua. E il fatto che è una stauta di ordine pubblico è molto
importante .
Predella narrativa de “ quattro santi coronati”
Rapprenseta degli scalpellini al lavoro, è risolta su un piano così da creare ombre e profondità per
dare phatos
Es. San Giorgio di Donatello 1415-1417
San Giorgio è rappresentato in piedi con le gambe
divaricate e saldamente ancorate al suolo.
Tra i piedi si trova poi la punta del pesante scudo crociato.
Intorno al busto il Santo porta un mantello annodato sulla
spalla destra e avvolto intorno al braccio sinistro.
San Giorgio indossa inoltre la lorica e un abbigliamento da
guerriero romano.
Il suo volto giovane e fiero è orientato verso sinistra.
Lo sguardo punta in lontananza con un’espressione seria
ed eroica.
Il viso infine presenta la fisionomia di un giovane uomo. Le
sopracciglia sono aggrottate e lo sguardo intenso.
La statua che raffigura San Giorgio è una scultura a tutto
tondo realizzata in marmo apuano.
È un rappresentazione piana che alludeo allo spazio nella
ternza dimesione
Predella del San Giorgio di Donatello – bassorielievo
In questo basso rilievo inizia ad esserci un’impostazione della prospettiva: il raccordo dello sfondo
è di notevole importanza perche da una parte (sx) vi è un’ambiente naturale che va poi ad unirsi con
la parte architettonica messa in prospettiva.
Es. San Ludovico di Tolosa scultura di Donatello 1423-1425
è una scultura molto preziosa e quindi molto costosa.
Ha un’impronta figurativa e simbolista .
È una statua in bronzo dorato, Il santo è rappresentato
come un giovane vescovo, con mitria e bastone pastorale
finemente cesellati, nell'atto di benedire con la mano
destra. Indossa i guanti da vescovo e la veste da frate,
sopra la quale si trova un pesante mantello.
La statua, rispetto alle opere precedenti presenti nelle
nicchie di Orsanmichele, era sensibilmente più grande e
stava più stretta nel tabernacolo, iniziando quel rapporto
di emancipazione tra le statue e le nicchie che le
contenevano, in contrapposizione con la scultura gotica.
La statua venne realizzata con il recupero della tecnica
della fusione a cera persa, creando più pezzi separati che
venivano poi assemblati.
È alto 2 metri e mezzo.
Quelle tuttora esposti nelle nicchie sono ovviemante copie perché quelli originali sono contenuti in
museo per via degli agenti atmosferici e tutela.
Tutti questi scultori erano bravi sia in marmo che in bronzo, questi anni soprattutto sono anni di
grande crescita tecnica
!NOVITA: nella resa dei panneggi e nelle espressioni dei volti
Il “banchetto di Erode” realizzato per la fote battesimale del Battistero di Siena, dove si trova ancora
oggi è stato realizzato tra il 1423 e il 1427. È na formella in basso rilievo.
Si vede lo sforzo dell’applicazione
prospettia da parte di Donatello. La scena
rappresenta la scena del battista che viene
portata davanti ad erode – una
rappresentazione molto realistica ( si vede
nelle pieghe della tovaglia, nei bicchieri e
nelle posate rappresentate)
È divisa in tre piani ( e di conseguenza tre
momenti)
così da accentualre lo
svolgimento della scena in maniera
prospettica.
In primo piano abbiamo la scena
dell’offerta della testa di Battista ad erode,
in secondo piano abbiamo un ‘intuizione
della danza della figlia Erodiade, per la
presenza di un suonatore, in terzo piano oltre le arcate abbiamo l’intuizione della decapitazione del
Battista.
I tre momenti sono collocati in tre spazi diversi, che vengono scanditi in profondità grazie all’accorta
applicazione delle leggi prospettiche, spazi e finestre si aprono per far vedere le altri parti del
castello.
La prospettiva è accentuata anche dai travetti che spuntano del muro e dal coltello sulla tavola
dissegnato secondo l’asse prospettico.
Da notare, in questo pannello, oltre alla costruzione prospettica, anche la grande ricchezza narrativa
e formale dell’opera. La realizzazione a stiacciato dell’opera consente, a Donatello, di sperimentare
effetti pittorici usando non le masse ma il chiaroscuro creato dai panneggi.
Pavimento: decorazione geometrica che allude alla geometria dello spazio, impornta parecchio
complicata, molti fuochi, molti punti di luce.
Impiego del metodo geometrico per una rappresentazione molto realistica, anche per coinvolgere
lo spettatore.
Donatello è importate per : le sculture a 360° e per la narrazione delle reazioni psicologiche dei
personaggi.
Ghiberti prova ad utilizzare il metodo geometrico ma il suo essere tardo gotico cozza sempre un’po.
“Cattura del Battista” è un rilievo bronzeo di Lorenzo Ghiberti, databile al 1417-1427 e facente parte
della decorazione scultorea della fonte
battesimale del Battistero di San Giovanni a Siena.
Come in altre opere di Ghiberti il rilievo è
sapientemente modulato in diversi spessori, per
accentuare l'espressività della scena e amplificare
il senso spaziale. Alcuni dettagli puramente
disegnativi testimoniano l'altissimo livello di
rifinitura dell'opera, come il fregio a festoni e
bucrani che corre sulla trabeazione delle arcate.
Il movimento e la concitazione della metà destra
è ottenuto ricorrendo a linee spezzate e diagonali,
a differenza della posata metà sinistra in cui i gesti
si svolgono lungo direttrici ortogonali.
Innumerevoli sono i rimandi classici, dalla foggia
delle armature alla forma delle decorazioni
architettoniche.
È differente da quello di Donatello, le figure sono quasi completamente staccate dallo sfondo e sono
porte tutte (o meglio quasi tutte) sullo stesso piano.
Il basso rilievo “schiacciato” di Donatello raffiurante “il banchetto di Erode” questa volta eseguito
su
marmo,
i
cui
committenti furono la
famiglia
de
Medici.
L'opera è da confrontare
con l'analogo soggetto del
Banchetto di Erode di
Siena, fuso in bronzo da
Donatello nel 1423-1427.
In entrambe le opere si
mostra la scena in cui
viene mostrata la testa di
san Giovanni Battista al
banchetto
di
Erode
Antipa, tetrarca della
Giudea, che l'ha fatto
decapitare su consiglio
della compagna Erodiade, madre di Salomè. La rappresentazione del Banchetto di Marmo è meno
drammatica, con la scena della presentazione della testa relegata all'estrema sinistra, con Erode che
finisce per metà fuori dal rilievo, sottintendendo l'idea di uno spazio aperto verso l'infinito oltre il
rilievo stesso. Il personaggio che si copre il volto con la mano è presente anche nel rilievo bronzeo,
mentre sono nuovi alcuni accenti lievemente grotteschi, come il volto sorridente del servitore che
mostra il raccapricciante trofeo della testa. Lo spavento per la consegna della testa è evidente
soprattutto nella figura femminile di spalle in primo piano, che fa per allontanarsi inorridita.
La danza di Salomè, che si svolge al centro, non attira l'attenzione di nessun personaggio e sembra
quasi un'evocazione spettrale dello stratagemma usato per far uccidere il santo: il gruppo di soldati
lì vicino infatti è rivolto al banchetto e le loro espressioni appaiono turbate dall'avvenimento. Più
distaccati sono l'uomo sulla scala e il bambino dormiente, due figure che probabilmente avevano
semplicemente il ruolo di accrescere la varietas di espressioni e gesti, come teorizzato da Leon
Battista Alberti proprio in quegli anni (il De pictura è infatti del 1435).
Questo complesso di personaggi è molto più grandioso rispetto all’altro rilievo brozeo il banchetto
è collocatoa sinistra, la figura che danza è posta al centro. Le architetture man mano che andiamo
a ritroso con lo sguardo si comolicano, sono presenti infatti molti piani, è come se fosse una serie di
piani in successione.
Nella parte destra del bassorielievo è presente una grande scala e due perosne che osservano la
scena uno è appoggiato alla scala e l’altro è un bambino che si è addormentato quasi nudo sul primo
gradino.
È un’ambientazione all’antica, in cui si vedono imponenti strutture architettoniche .
- I rilievi in bronzo dell’altare santo, sono fatti dal 1446 fino alla metà degli anni 80 e denotano una
grande potenza narrativa assieme ad ìun imponente uso dell’architettura  non è uno spazio unico
e vi è uno SFONDAMENTO DELLO SPAZIO.
In pittura in quegli anni :
- GENTILE DA FABRIANO in cui tutta la tecnica e capacità si può ammirare nella pala de
“l’Adorazione dei Magi” realizzata tra 1421 e 1423, commissionata da Palla Strozzi ( che come le
fonti
documentano
era
un
committente molto esigente) per la
chiesa della Santa Trinità a Firenze,
ora conservata nella galleria degli
Uffizzi a Firenze. L’ha commissionata
come simbolo di se in uno spazio
pubblico (doppio interesse).
!! dobbiano ricordare che Gentile da
Fabriano non è un pittore fiorentino,
anzi nasce attorno al 1380 ma non si
hanno molte informazioni sulla sua
formazione, si sa che prima di questa
pala lavorò a Venezia e Brescia.
Nel 1421 ha come commissione
questa pala, ed è
un caso
interessante perchè Palla Strozzi
chiamò un pittore “pagano” ( pittore
tardo gotico arriva a firenze e
apprende le novità – arriva a firenze
all’età di 45 anni quindi è un pittore
con una sua tecnica)
La pala è un perfetto esempio di virtuosismo, in cui è presente molto oro in tutte le sue differenti
lavorazioni
La cornice è molto articolata, comporta da tre arcate ( una concessione alla tradizione fiorentina)
comporsta da tre cuspidi con un’arco mistilineo, ma la cosa più importante è che una CORNICE
ABITATA questo vuol dire che negli spazi vuoti nascono\spuntano dei fiori - come quelle del duomo
di Orvieto.
Il tema: Adorazione dei magi, tema molto usto al nord dell’Europa e poi molto famoso e usato a
Firenze. Inoltre è un tema di unione iconografica con la politica.
Non vi è un’impostazione prospettica, il viaggio dei magi parte dall’alto (svolgimento narrativo) e
man mano che camminano arrivano a finire nella parte bassa dov’è presente la famiglia sacra.
La predella è molto importante rappresenta tre scene : dalla nascita di cristo, il viaggio in Egitto fino
alla presentazione al tempio:


Natività : è una scena rappresentata in notturno ed in esterno, l’oro è presnete nella paglia
e nella resa delle stelle. Ha la stessa ambientazione della scena centrale infatti si scorge lo
stesso edificio.
Presentazione al tempio: la scena si svolge in un eterno chiuso, la luce è artificiale ed è
emantata dalla lanterna. Viene messa a dialogo la luce naturale dell’esterno della scena con
la luce artificiale del tempio  volontà di dialogo
Il gruppo dei magi è riconoscibile per l’uso dell’oro nei vestiti e nelle loro raffigurazioni.
MOLTI DETTAGLI  Da notare sono i costumi,i vestiti ricchi di tessuti,le finiture dei cavalli, i capelli
dei personaggi, il cane e i passaggi che sono colmi di dettagli.
Molto gusto narrativo!! accurata lavorazione su tutta la tavola come la resa dei tessuti (anche
dovuta all’uso dell’oro)
L’oro è usato anche a rilievo come vediamo nella fonte luminosa  usato per dare intesnità e forza
al particolare.
 La corona di Baldassarre è una corona in rilievo per l’uso dell’oro con la lavorazione della foglia
oro
!! grandissimo bagliore luminoso che pervade tutta la pala
Dall’ultimo restauro degli anni ’90 abbiamo una mappatura di tutte le tecniche usate per la
lavorazione dell’oro.
Confronto tra cultura fiorentina e Gentile da Fabriano: spinge Genile d.Fabriano a far uscire tutte le
tecniche da lui conosciute come provocazione.
Una delle conseguenze dell’avvento prospettico è il rifiuto dell’oro nei dipinti, perché altera
l’equilibrio tra luce e ombre  VIRTUOSISMO STILISTICO : dare l’impressione
MASACCIO
È uno dei pittori più importanti dell’epoca, nasce nel 1401 e muore nel 1427 – vita molto breve ma
intensa di successi- ha un incisione sulla pittura post mortem notevole.
Si forma studiando Brunelleschi e Donatello, è il primo a provaresulla supperfice dipinta nuove
tecniche prospettiche.
Vasari scrisse di lui: ha un realismo non indifferente, è molto moderno, figure vivissime,
similitudine al vero.
Nel 1425 Masaccio e Donatello lavorano assieme al “polittico del Carmine” conscluso nel 1426 e
una delle prime opere commissionate da un politico importante.
Masaccio prova a dare un’impostazione geometrica e
prospettica : punto di fuga nel piede destro del bambino.
Linee costruttive usate per dare respiro e maestosità .
La luce disegna il volto della madonna che appaiono
massicci, austeri e seri ( non solo in quest’opera ma in
generale)
Un punto di fuga: trono in prospettiva con dettagli di tipo
descrittivo  aureola del bambino, è diversa da quella
della madoa realizzata in modo tipico, quella del bambino
invece è un “disco schiacciato o tridimensionale” dorato.
Accompagnata alla pala vi è la predella tutt’oggi
contenuta a Berlino, confrontabile con quella di Gentile
da Fabriano
La scena rappresentata da Masaccio è una scena sobria.
Viene usato poco oro nella rappresentazione
La vinvinanza tra Masaccio e Brunelleschi porta alla realizzazione dell’affresco della trinità, la scena
è impostata e disegnata come se si svolgesse in una nicchia reale, disegnata da Brunelleschi per la
sua forte capacità narrativa, tant’è che il muro sembra bucato.
26\2
Santa Maria del Fiore e la chiesa di Orsanmichele dovevno essere popolate di statue , realizzate con
pose nuove rispetto alla tradizione precendente.
Per la chiesa di Orsanmichele vengono create 14 nicchie in cui inserire statue a tutto tondo come il
San Giorgio di Donatello oopure i Quattro santi coronati di Nanni di Banco ( da ricordare è la predella
molto importante perche rappresenta i quattro santi al lavoro una celebrazione della scultura e agli
strumenti utilizzati)
Ora nelle nicchie sono posizionate copie e gli originali sono contenuti in musei per problemi di tutela.
Da notate è l’imponenza delle figure, la resa dei panneggi e dalle espressioni raggiunte –
l’espressione perfetta che ricorda quelle delle statue romane antiche
La nicchia va intesa come spazio abitato dallo spettatore
La statua di San Ludovico realizzata da Donatello è una statua molto potente.
Va data parecchia importanza hai alto\basso rilievi, soprattutto a quelli di Donatello:
- Il banchetto di Erode ha una grandiosa ambientazione prospettica, realizzato per la fonte
battesimale del battistero di Firenze (tutt’ora è collocata lì)
!!  la scansione prospettica serve a dare ordine alla storia es.: le arcate del 2° e 3° piano, sono un
gioco ce serve per mettere ordine: al secondo piano abbiamo il ballo di Salomè ed invece il terzo
piano evoca il momento della decapitazione, in primo piano la testa viene portata ad erode durate
lo svolgimento del banchetto  grazie alla scansione prospettica di ha un ordine più chiaro della
narrazione .
Importante è l’effetto realistico dato dalle OMBRE VERE create grazie ai rilievi, donatello era molto
abile in questo
IMPRONTA DI FORTE REALISMO SPAZIALE E LUMINISTICO
- Banchetto di erode realizzato in marmo, michelangelo cita la scalaGentile da fabriano inizio anni 20 a firenze – è un pittore tardo gotico, diverso dal resto è colui che
porta al massimo livello la lavorazione dei materiali
Brunelleschi è considerato l’architetto perfetto
Masaccio è in diretto contatto con Brunelleschi e Donatello , infatti la cappella brancacci secondo
Vasari è considerata una vera e prorpia scuola per la pittura succesiva.
Cappella Brancacci
Una delle opere più importanti è il
“polittico del Carmine” realizzato
nel 1426 a Pisa, a stretto contatto
con Donatello, rappresenta una
Madonna su un trono con Gesù e
due angeli che suonano. Oggi le
altre parti del polittico sono andate
perse e altre invece sono conservate
in luoghi diversi, è un polittico molto
complesso e molto costoso
Il fondo d’orato è un idea
medievale, vi è un conflitto tra
impostazione prospettica e fondo
d’orato:
perché
le
nuove
impostazioni
prospettiche
escludevano l’oro, perch enon
consente
l’impostazione
architettoniche purchè ne esce un
fondo piatto .
( Ricostruzione del polittico. )
La madonna è quasi costretta in questo fondo d’oro, ma masaccio si inventò questo trono
veramente massiccio e di grandi dimensione che occupa quasi tutta la superfice.
! Il punto di fuga è nel piede del bambino così da ingigantire la madonna
Importante sollolineare la messa in prospettiva dell’aureola del bambino, diversa da quella della
madonna
I volti seri e auseri caraterizzano i quadri di masaccio 
È un polittico enorme con in punta la crocefissione, l’attenzine di masaccio si concentra sulla
gestualità delle figure: il momneto è sottolineato dalla gestualità della Maddalena che viene
rappresentata con due braccia aperte che sottolienano la drammaticità
- Predella : è la zona più libera per il codice iconografico, è ambientata in esterno e vi è un
‘adorazione dei magi che però questa volta non presneta un fondo oro
Diversa dall’adorazione dei magi di Gentile da Fabriano anche se eseguita negli stessi anni.
Come già ripetuto dalla collaborazione tra Masaccio e Brunelleschi nasce l’affresco della trinità,
realizzato su una parete di Santa Maria Novella, inserito in una volta a botte con il soffitto a
cassettoni, ovviamente disegnato da Brunelleschi  scena statica ambientata in uno spazio reale.
COME SE IL MURO SI APRISSE
Al di fuori della scena sacra abbiamo i due committenti inginocchiati
Impostazione prospettica: idea di creare uno spazio reale agli occhi degli spettatori per insierire una
scena sacra e per renderla più vicina a noi e per coinvolgere i fedeli.
Il gioco di spazi sarà un’idea costante dei pittori fiorentini anche successivi
Masaccio con l’aiuto di Masolino dipinsero la Cappella Brancacci nella chiesa di Santa maria del
Carmine, riciesta dal committente Felice Brancacci (ricco mercante e politico italiano). Vengono
rappresentate le storiedi San Pietro su due registri e 3 pareti, si ipotizza che le fasce più alte hanno
una cronologia antecedente a quelle di sotto.
GLI AFFRESCHI SI REALIZZANO A SCENDERE
In questo caso non sono statai terminati da Masaccio, ma furono terminati da Filippino Lippi 50 anni
dopo.
Iniziarono ad essere svolti da Masaccio, al quale più avanti si aggiuse Masolino.
Parete di sinistra, alto



Cacciata dei Progenitori (Masaccio),
Il Tributo (Masaccio),
Predicazione di san Pietro (Masolino, dettaglio)
Parete di sinistra, basso



San Pietro visitato in carcere da San Paolo (Filippino Lippi, non restaurato),
La resurrezione del figlio di Teofilo e San Pietro in cattedra (Masaccio e Filippino Lippi),
San Pietro che risana con l'ombra (Masaccio)
Parete di destra, alto



Il battesimo dei neofiti (Masaccio),
La guarigione dello zoppo e la resurrezione di Tabita (Masolino),
Peccato originale (Masolino)
Parete di destra, basso


La distribuzione dei beni e la morte di Anania e Saffira (Masaccio),
La disputa con Simon Mago e la crocifissione di Pietro (Filippino Lippi),

San Pietro liberato dal carcere (Filippino Lippi)

Analisi del “Trinuto”
Vicenda del vangelo di Matteo, vi sono gli apostoli che vogliono entrare in città per visitare il tempio,
ma non gli fanno entrare percheè per entrare devono pagare, allora Gesù dice che il denaro che gli
serve è nella bocca di un pesce che vive nel lago
Sono tre scene distinte in ordine di importanza:



Cristo con intorno gli apostoli
Pietro che pesca il pesce
Pietro che paga (scena molto secca)
Masaccio quando giustappone diversi momenti sulla scena applica una novità nell’ambientazione:
crea una scenografia unitaria che comprende lago,monti e architettura.
Grandissima impronta spaziale, quasi come se foss eun circolo
La faccia di San Pietro nel secondo momento è contratta per lo sforzo, Vasari dice che Masaccio
inventa il volto rosso di San Pietro straziato dallo sforzo.
!! Edificio tirato in prospettiva, vengono pure trovati i chiodi che vennero usati per costruire la
prospettiva.
Grandi novità: figure imponenti che creano ombre che sembrano quas piantati per terra.
Idea di collocare dei gruppi di perosne, gesti molto importati, dei panneggi , delle figure concentrate
masaccio la trae dalla scultura contemporanea vedi 4 santi coronati  IDEA DI SCULTURE VIVENTI
27\2
Masaccio ha il primato di architettura\pittura\scultura
! fonti molto importanti – confronto tra Bartolomeo Facio che considera Gentile Da Fabriano come
più grade pittore del momento , assime ai FIAMMINGHI considerati i più bravi in assoluto (van heyk
e vander vaden)
Importanza del “DE PICTURA”: la pittura ha due funzioni principali :
- funzione di memoria\conservazione di essa
- funzione dell’ambito sacro
Concezione alta della funzione sacra incide sull’idea di preziosità dei materiali
!! non c’è materiale più prezioso che la pittura non riesca a ripetere  es. non oro vero ma una
pittura che riproduce talmente bene l’oro da farlo sembrare vero
Il de pictura è diviso in 3 libri :



Il I°libro è tutto matematico
Il 2° libro pone l’arte in mano all’artefice
Il 3° libro istruisce l’artefice quale e come debba acquistare perfetta arte e notizia di tutta la
pittura
Il primo libro è dedicato ad una definizione di prospettiva.
Definisce le 3 parti del libro in 3 cose della pittura



Circoncisione : “attoniare l’orlo della pittura”
Composizione : “la ragione di dipingere per la quale si compongono opere dipinte”
Ricevere lumi : “rapporto tra luci e ombre”  per ottenere un buon risultato un componente
importante è il colore inteso come rapporto tra luci ed ombre : a partire da questo nasce
anche il rifiuto per lo sfondo dorato.
“ISTORIA”: rapporto pittorico deve avere una concatenazione delle parti, e deve rispsettare i principi
chiarezza, novità e varietà.
Riflessione sul fenomeno ultimo della pittura: la cosa più importante è il cinvolgimento emotivo.
L’efficacia di rappresentazine di un soggetto deve suscitarema medesima reazone psicologica
nell’anima e negli occhi di chi guarda
1400-1500: modi sempre nuovi di coinvolgere chi guarda
Due versioni dell’” de pictura” una un latino e una in volgare
Pittura dopo la morte di Masaccio: la sua morte lascia una strada spianata ai pittori nuovi, la Cappella
brancacci viene presa come esempio\idea e diventa una vera e propria scuola di pittura.
Per Vasari coloro che hanno studiato sulla cappella Brancacci sono diventati dei grandi artisti vedi
Ghirlandaio, Perugiuno, Michelangelo, Verrocchio, Leonardo…  lunghissiama fortuna pittorica:
fino alla pittura nuova. Come possiamo vedere molti studi di Michelangelo sono relativi ad un
dettaglio della cappella
Cristiano Landino (umanista) ci fa da guida per dove va la pittura dopo Masaccio: nel commento
della Divina Commendia di Dante, traccia un piccolo profilo di novità e stili di Masaccio, Filippino
Lippi, A. del Castagno, Paolo Uccello, Beato Angelico.


Filippo (Filippino) Lippi – allievo diretto di Masaccio si forma direttamente sulla Cappella
Brancacci. Nel 1430 diventa un pittore autonomo, perché citato da Veneziano e Pietro de
Medici come più bravo artista a Firenze
Landino – grazioso/artificoso/ varietà nel colore/ grande inventore
Due opere anazlizziamo di Filippo Lippi:
-Pala Barbadori datata 1437 oggi conservata al Louvre
- Madonna dell’ Umiltà oggi conservata al castello sforzesco
Pala Barbadori – 1437


Madonna dell’ umiltà 1429-32
La Madonna dell’Umiltà sembra essere uno schiacciato marmoreo tradotto in pittura.
Ha una composizione complicata- molta attenzione per i rilievi e la messa in prospettiva,
assurda fisionomia, punti di luce e punti di ombra.
La pala Barbadori si può capire dal nome che è stata commissionata da Barbadori per una
chiesa, è un dipinto di grandi dimensioni.
L’impostazione prospettica è usata anche nella narrazione e negli spazi, è uno spazio
unificato perché non vi è una divisione in spazi.
Rappresenta un dialogo
Ricorda la scansione del polittico: sono le due colonne a dare questa impressione
La madonna ovviamente è rappresentata al centro ed è in piedi (posa nuova)
In alto vi sono i perosnaggi sacri ( madonna + angeli), in basso invece vi sono i due santi. All’
esterno, ci siamo noi (spettatori) perché vi è l’allusione di un terzo gradino su cui poggiamo.
Una luce dorata avvolge le figure, ammorbidendone i volumi che appaiono comunque solidi.
 è l’esempio perfetto di una coposizione completa e complicata ma comunque molto
ordinata.
Vi sono anche dei significati simbolici:
- Santi : che fungono da intermediari tra sacro e fedeli: infatti non occupano non occupano
uno spazio sacro , ma bensì uno spazio intermedio
Impostante è la grandiosità delle rifiniture : abiti degli angeli,i putti annoiati, e la posizione
degli angeli (molto artificiale)
PAOLO UCCELLO
Artificioso negli scorci perché bravo in prospettiva, si forma da Ghiberti ed ha un’ espereinza diretta
con le famose porte del battistero di Firenze. È un pittore co un’esperienza variegata, lavora molto
nei centri culturali più importanti del tempo.
Proprio a Firenze verso la metà degli anni ’30 realizza tre pannelli raffiguranti la sconfitta dei Senesi:
organizzate in tre battaglie da vedere in sequenza, ora son tutte divise.
Tuttte e tre sono state dipinte in poco tempo ( 1435-1438)
Prima tavola – Niccolò da Tolentino alla
testa dell’esercito fiorentino
(tempera su tavola, cm 181,6 x 320 –
Londra, National Gallery)
Seconda tavola – Disarcionamento di
Bernardino della Ciarda
(tempera su tavola, cm 182 x 323 –
Firenze, Galleria degli Uffizi)
Terza tavola– Intervento nella battaglia
di Micheletto da Cotignola
(tempera su tavola, cm 182 x 317 – Parigi,
Museo del Louvre)
Il soggetto iconografico è lo stesso, ma ogni pannello ha uno stato di conservazione diverso.
Come possiamo vedere la terza tavola, quella conservata al Louvre ha subito danni maggiori, invece
le altre due tavole sono meglio conservate
Conosciamo i committenti, e finiranno nella collezione di Lorenzo il Magnifico.

Intervento nella battaglia di Micheletto da Cotignola – Louvre
Impostazione prospettica molto feroce  lance dei cavalieri costruiscono un reticolato
prospettico a cui si accompagna un tono narrativo ( gli alberi di rose e alberi di aranci aiutano
a creare un tono fiabesco come nella tavola di Firenze)
Impostazione degli esseri umani e dei cavalli : sembrano quasi solidi
Attenzione per il copricapo del personaggio: rralizzato come se fosse un solido

Disarcionamento di Bernardino della Ciarda – Firenze
(era il pannello centrale)
Il reticolo delle lance (prospettico) appare come un pavimento dei rilievi di Donatello
Presenta un paesaggio fantasioso con molti trutti e animali che scrorrazzano
Tono e osservazione: attenzione per il descrittivo che però fa cortocircuito con l’adesione
molto convinta alla cultura della prospettiva  !!
Molti disegni prospettici di solidi girati nello spazio
Vi è una tendenza post-masaccio
ANDREA DEL CASTAGNO
Abile nei rilievi e gran disegnatore, famoso per portare all’estremo la sfida prospettica Trinità e
santi.
Soggetto iconografico della trinità da lo spunto per la realizzazione così
artificiosa : virtuosismo prospettico
!! secondo Giorgio Vasari i virtuosismi prospettici, quindi gli eccessi di
prospettiva sono forzati, troppo. “ è come se si andasse in una strada a vicolo
cieco”
BEATO ANGELICO (1395 – 1455)
Ebbe una prima formazione da miniatore e poi studio principalemte sulle formelle di Donatello.
Attenzione particolare per le luci e per il colore : esempio perfetto “Incoronazione della Vergine”
ora conservata al Louvre ( è una pala d’altare a spazio unificato) – ora il suo stato di conservazione
è molto basso perché è “spellata” – ha subito inoltre un restauro violento
Il punto di vista è quello dello spettatore, la scena si svolge in alto – i colori sono intensi e squillanti
come si può vedere nella scala e negli abiti
È una pala di fortissima luminosità , vi è un’attenzione per il colore – la luce è come se dovesse
inondare la scena.
La Predella: La pala è dotata di predella con i Miracoli di san Domenico e, al centro, la Resurrezione
di Cristo. Gli episodi, ricchissimi di spunti narrativi, si susseguono ordinati dalle cadenze delle
architetture, che determinano un magistrale ritmo di pieni e vuoti, di interni ed esterni, di
prospettiva spaziale e luminosa.
“incoronazione della Vergine” 1434-1435
È una pala molto celebrata fino al ‘500
Nel 1814 viene prensentata alla mostra di apertura delle sale di arte medievali del Louvre, colpisce
molto il colore, e si intuisce una strada nuova rispetto a Masaccio
“Deposizione della croce” 1432-1434 ora conservata a Firenze al Museo Nazionale di San Marco.
Commissionata da Palla Strozzi, è un’opera che doveva essere collocata vicino a quella di Gentile
da Fabriano – opera consegnata nel 1432
!! cornice abitata e cuspidata \ toni luminosi della pittura vengono ulteriormene accesi dall’oro
della cornice  tutto ottenuto con il gioco di luci e ombre
La scena del Cristo deposto dalla croce si svolge tutta in primo piano e vi si trova una delle
caratteristiche più tipiche dell'Angelico: l'uso di colori limpidi, luminosi e brillanti, accordati in una
delicata armonia tonale
Il suolo è coperto da una fitta serie di pianticelle descritte nei minimi particolari, che alludono alla
primavera, intesa sia come periodo storico in cui si svolse la scena, sia come simbolo di rinascita.
Il paesaggio dietro è molto accurato
Novità: atteggiamento nuovo per la luce e il colore
1990: Luciano Bellosi mostra “pittura di luce” in Toscana
DOMENICO VENEZIANO
Nasce intorno al 1400 - Si sa molto molto poco della sua vita e sono rimaste soltanto poche delle
sue opere, eseguì molti affreschi importanti ( lo sappiamo dalle fonti) ora sono perduti.
Affreschi di Sant’Egidio (1439-1445) : nel 1439 gli venne affidata la decorazione della chiesa di
Sant'Egidio con un ciclo di affreschi sulle Storie di Maria, opera a cui parteciparono anche artisti
come Piero della Francesca, Andrea del Castagno e Alesso Baldovinetti.
Dello stesso periodo abbiamo “tondo con adorazione dei magi” 1440 ora contenuto a Berlino, e
“pala di Santa Lucia” 1445 ora conservata agli Uffizzi.
Sono due opere che ci testimoniano bene le due strade della pittura fiorentina in diverse versioni
del tema.
 Tondo con Adorazione dei Magi, ha un’impostazione di formato circolare per sottolienare la
prospettiva, il punto di vista è molto lontano. È un paesaggio di lungo respiro, fatto di colline
e animali, il cielo è tagliato da uccelli in volo.
È una della prime vedite en plain air della pianura toscana, è evidente anche il contatto con
i fiamminghi.
Dato di costume: i copricapi orientali del corteo – a Firenze in quel tempo vi era il concilio
delle chiede di Romma e di Bisanzio – quindi molti orientali passarono di li e questo influì
sulla cultura.
Ed è per questo un dipinto della cultura dell’epoca ( anche un’po orientale)
 Pala di Santa Lucia - 1445
È una tempera su tavola ora conservata agli Uffizzi. L'opera è uno degli esempi più antichi
pervenutici di tabula quadrata et sine civoriis, come suggeriva Brunelleschi, cioè di pala
moderna senza gli scomparti e senza il fondo oro tipico dei polittici medievali.
Rappresenta una sacra conversazione – vi è la madonna con bambino più i santi disposti
uno per parte.
L’ambientazione, con i tre archi a sensto acuto ricorda la tradizionale composizione a
scomparti, anche se si tratta di una suggestione.
In alto sono posizonati i personaggi sacri sopraelevati da tre scalini che li separano – la
prospettiva è molto sottolineata
La novità sta nel colore e nelle luci, è come se ci fosse il loggiato aperto
È una pala molto rovinata
Si possono confrotnare i colori usati per questa pala con i colori adoperati da Beato
Angelico
Ombre: luce che inonda la loggia e la scena  è un’idea nuova
!! luce come osservazione della realtà !!
Idea di ficure collocate in uno spazio, in una scenografia architettonica – allusione allo
spazio di chi guarda, ottenuto tramite artifici: come il gradino.
PIERO DELLA FRANCESCA
Nasce nel 1410 circa, facciamo molta fatica a
ricostruire la sua formazione, ma sappiamo che nel
1435-1440 va a Firenze, si forma sulle traccie di
Masaccio e insieme dalle fonti sappiamo che
collaborò in cantieri insieme a Domenico Veneziano.

Battesimo di Cristo – la datazine è incerta lo si
puo collocare all’inizio degli anni’40, oggi è collocato
alla National Gallery di Londra
È il solo rimasto fino ai giorni nostri, faceba parte di
un grande polittico
Il suo stato di conservazione non è dei migliori: infatti
è una pala molto spellata, e i colori sono alterati, son
diventati quasi più saturi.
Questo dipinto rilfette perfettamente le esperienze di
Piero della Francesca.
Lo sfondo è composto da un paesaggio collinare:
invenzione del riverbero( riflesso di luce abbagliante)
 riflesso nel fiume
Processo di selezione a Firenze  si ispira alle sculture contemporanee (come quelle di
Luca della Robbia) : i tre angeli che si tengono per mano ricordano quelli di Luca della
Robbia.
Rapporto tra scenogtafia e paesaggio
. battesimo di cristo
 Polittico della misericordia –
Opera commissionata dalla Confraternita della Misericordia, ha un esecuzione lunghissima
di circa 20 anni. È un insieme di 15
tavole (cinque grandi pannelli, una
predella e undici tavolette) , quindi
ne viente fuori un polittico
complesso.
Lo sfondo è dorato come richiesto
dalla confraternita L’astratto fondo
oro sottolinea ancora di più la
concretezza volumetrica delle
figure e ne evidenzia la severa
solennità.
La capacità prospettica e l’uso delle
luci e delle ombre che sembrano
disegnare i volti è un qualcosa di
nuovo.
È l’opera che più riassume i tratti
esseniali della pittura di Piero della
Francesca.
! la crocefissione richiama quella del Masaccio dipinta nel polittico di Pisa
I volti presentano gia in se dei tratti della pittura fiamminga
Nel 1450 Piero della Franceca si sposta, e viaggia molto, si fermerà in luoghi importani per la
pittura.
Per capire l’artista infatti dobbiamo sempre vedere i luoghi in cui si è fermato  Urbinno sarà
molto importante per Piero della Francesca
 storia dell’arte dal punto di vista dei luoghi
Soggiorno di P.d.Francesca a Rimini , chiamato da Sigismondo Malatesta
A Rimini lavora Leon Battista Alberti che fonda un’architettura nasata sul ritorno dell’antico con
l’aggiunta di un sapore moderno : esempio perfetto è il tempio Malatestiano: faccianta antica
sormontata da una cupola romana, tutt’oggi è incompleto.
La facciata si prenseta a noi come bianca e policromatica con molte nicchie.
Piero della Francesca prenderà nelle sue opere questa nuova architettura come possiamo
vedere nella Flagellazione di cristo o nella Pala di Brera
4\3
fortuna dell’antico
Piero della francesca è un grande protagonista sia per la forza della sua pittura che perché è un
artista itinerante.La sua influenza sulla pittura successiva sarà enorme su tutto il centro italia e la
pittura veneziana e milanese. Le pale d’altare sono un genere in cui si misura bene in questi anni
l’evoluzione della pittura perché implicano un spazio unitario e condiviso che si deve combinare
con una rappresentazione razionale ed equilibrata. Si mette in una comunicazione nuova i
personaggi rappresentati.
 Madonna pala per la pala della misericordia: volto distaccato, potenza tridimensionale e
luministica, la figura sacra sembra su un piano non umano. Dettagli molto realistici, come i
membri della misericordia inginocchiati sotto il mantello della madonna. Intensità dei
colori, ombre luminose e molti dettagli dei volti. La giustapposizione del colore non
prevede l’uso di una linea di contorno
_ Dopo gli impegni fiorentini Piero si sposta moltissimo in varie regioni e località (Emilia, Romagna,
Marche, Rimini, Urbino). Eseguì importanti affreschi a Ferrara oggi perduti, così come quelli di
Roma.
Viene chiamato nel 1451 a Rimini da Sigismondo Malatesta che in quegli anni si circonda di artisti,
pittori, architetti, letterati importanti e gli commissiona degli affreschi nel tempio malatestiano.
Conservazione di alcuni dettagli delle figure, ma molto rovinati (Sigismondo vicino a Malachia
Malatesta); sottolineati i capitelli e le ghirlande, scena collocata su un pavimento prospettico con
motivo geometrico, presenza due cani bianco e nero. Ben conservati i volti e i dettagli delle mani.
Forti lacune di colore nello sfondo. Il soggiorno riminese
 Ritratto di Sigismondo Malatesta (Parigi, Louvre, 1451): rifiuto
della linea di contorno, campiture cromatiche su sfondo
totalmente scuro, cura nei volumi e luci/ombre, posizione scelta è
di profilo, un modello ormai entrato nella rappresentazione delle
corti quattrocentesche per l’esibito richiamo a un modello antico.
Piero però lo risolve con una soluzione fortemente realistica del
volto e delle luci.
A Rimini incontra Leon Battista Alberti architetto importante a cui
nel 1450 viene commissionato il progetto del tempio malatestiano.
Il progetto rimase interrotto per la morte di Sigismondo.
 Flagellazione di Cristo (Urbino – galleria
nazionale, dopo il 1451): sappiamo che proveniva
dalla sagrestia della cattedrale di Urbino. Si nota
l’influenza dell’architettura di Alberti. Una parte
della scena, la flagellazione, è perfettamente
leggibile, la parte destra invece ha dato luogo a varie
ipotesi: una voleva che fossero rappresentati i
committenti, un’altra la interpreta come una scena
altra rispetto alla flagellazione, la consegna di
Barabba da parte di un dignitario romano ad un
ebreo.
Il contatto con la Rimini di Alberti si nota qui per la scelta di una luminosità molto chiara, i
personaggi sono resi con una volumetria dei volti e delle posizioni plastiche, attenzione per
la resa degli abiti.
 Affreschi leggenda della vera croce – chiesa di S. Francesco ad Arezzo (datazione da 1452 a
seconda metà anni ’50): è uno dei pochissimi affreschi di grandi dimensioni di Piero. La
commissione non viene fatta subito a Piero, che subentra ad un pittore chiamato Bici di
Lorenzo a cui furono affidati in prima battuta gli affreschi.
L’iconografia è molto tradizionale: rappresentano la leggenda della croce (testo redatto da Iacopo
da Varagine intitolato Leggenda aurea è un romando duecentesco a tema sacro, racconta la
storia del legno della croce di Cristo, che comincia dalla morte di Adamo e ha molti episodi
avventurosi).
La chiesa ha un’architettura gotica a dominante verticale (soluzione non molto aggiornata sugli
spazi del 400). La soluzione di Piero è di tripartire lo spazio in 3 grossi rettangoli, con le storie che
si vanno a collocare nei pennacchi e nelle nicchie della parte alta. Gli episodi si distendono quasi
come narrazione unitaria. I tempi di esecuzione e la cronologia denota un’esecuzione dell’alto
verso il basso.
Inizia con la morte di Adamo con alle spalle Eva e il figlio Seth.
Il secondo e terzo episodio riguardano 2 scene compresenti in uno spazio unitario, l’adorazione
della croce da parte della regina di Saba (lo vede in un ponte) e l’incontro tra la regina di Saba e
Salomone.
! La differenza tra le due scene è ben definita, una scena è all’esterno e una in un interno
architettonico albertiano all’antica con uso marmi policromi in fondo.
Sono scene coloratissime con attenzione per la descrizione di luce, colori, resa tridimensionale
delle figure. Attenzione e divertimento nella resa degli abiti esotici autorizzati dal soggetto
iconografico, forte vivacità cromatica.
Altro episodio: sollevamento della croce per ordine di Salomone per essere seppellita. Questo dà a
Piero lo spunto per una descrizione di fatica quotidiana con lo sforzo degli operai, le calze scese, la
veste spostata.
Annunciazione: importanza del tono luminoso.
La scena è collocata sotto un loggiato diviso da una colonna in mezzo con decorazione policroma
nello sfondo e nella parte superiore (la finestra rimanda ad un vano interno). Ritrovamento e
prova della vera croce: Elena ritrova le tre croci e per riconoscere quella sacra la prova su un
cadavere che viene resuscitato.
!Presenza abiti e copricapi esotici, marmi policromi e screziati, rappresentazione architettonica di
una città con echi masacceschi e fiorentini importanti. A lato della scena vi è uno scorcio
paesaggistico sui campi arati e le colline.
Tortura dell’ebreo: Elena ritiene che l’ebreo Giuda sappia dov’è nascosta la vera croce e lo fa
torturare finché non lo rivela. Viene calato nel pozzo con una carrucola.
Luce chiara nei vestiti e nel paesaggio esterno. Sogno di Costantino: la rivelazione della croce gli
avviene in sogno più l’annunciazione della vittoria su Massenzio, a patto che si converta.
E’ un’occasione per la rappresentazione di un notturno, con i soldati addormentati, scena a mezza
luce con illuminazione molto forte per essere una notte stellata. Battaglia di Costantino con
Massenzio di Ponte Milvio: Costantino vince mostrando la vera croce -> scena di battaglia molto
immobile ( diversa da paolo uccello). Vi sono personaggi a cavallo, personaggi feriti, grande
descrizione di tipi umani con una forte varietas diperosne, stendardi, vestiti, colori, ecc. E’ l’ultima
scena della leggenda, con l’episodio finale della restituzione della croce a Gerusalemme ->
rappresentata Gerusalemme sulla destra quasi completamente in ombra con la croce che viene
restituita agli abitanti riconoscibili anche grazie ai costumi orientaleggianti.
E’ rimasto un frammento della risurrezione di san sepolcro (Museo Civico): il restauro ha restituito
una diversa leggibilità dell’affresco, con recupero di quasi tutte le parti. Scena che si intravede
attraverso due colonne che aprono su un paesaggio esterno essenziale, con resurrezione di cristo
che esce trionfante dal sepolcro e i soldati addormentati ai suoi piedi.
 Polittico di Sant’Antonio (1465-1468, Perugia):
commissionato dalle suore del convento di
Sant’Antonio a Perugia.
Vi è una serie di scelte non molto aggiornate ->
fondo dorato a cui Piero cerca di rispondere
trattandolo come una tappezzeria. Il soggetto è
sempre una sacra conversazione con la vergine e il
bambino in trono, i santi ai lati in un piano ribassato.
Nello stesso tempo le divisioni del polittico sono
accennate dalla cornice, a simulare quasi delle
nicchie in cui si collocano i diversi personaggi.
Importante è ‘invenzione di aureole tridimensionali,
in prospettiva e che sembrano specchi (il velo della
madonna si riflette).
Impressionante è la cimasa (cuspide), che
accompagnava la predella della parte bassa. Forte
sbilanciamento di dimensione rispetto alla parte
centrale. Non vi è il fondo d’oro e Piero può dispiegare
l’impostazione prospettica -> serie di arcate all’esterno
con le ombre prodotte dalla luce che batte di lato. Vi è
spazio per un accenno di paesaggio sulla sinistra.
Attenzione per luce, ombre, colori realistici, peso delle
figure, articolazione panneggi che creano punti di luci e ombre, aureole pensate come dischi luminosi e
riflettenti.
_ Soggiorno a Urbino (1470-1482): viene chiamato da Federico di Montefeltro, che aveva una corte
importante e un passione per pittura fiamminga e arte rinascimentale, nonché di studi di ottica e
matematica. Ha una cultura molto scientifica ed è un grande collezionista di manoscritti rari. Baldassarre
Castiglione ambienta proprio presso la corte di Urbino ‘il Cortegiano’, un testo di teoria ed estetica della
letteratura rinascimentale (1528), ambientato tutto alla corte dei Montefeltro.
 Doppio ritratto di federico e Battista Sforza
(Firenze, Uffizi): componente nuova del suo
linguaggio, un certo dialogo molto sottile e
raffinato con la pittura fiamminga. La cornice
doveva essere in origine più sottile,
specialmente nella zona di separazione dei due
sposi. Forte resa fisiognomica delle due figure
e paesaggio che si apre sullo sfondo, ispirato
da influenze fiamminghe, che rappresenta i
possedimenti dei Montefeltro e che è inteso
come concezione unitaria tra i due ritratti. Nel
retro vi sono alcune vittorie militari dei
Montefeltro con un’iscrizione su modello delle
epigrafi latine. E’ ben presente il modello antico, seppur mimetizzato dalla scelta del paesaggio e
dell’impostazione luminosa.
Federico da Montefeltro, verso l’ottavo decennio del 500, fa realizzare uno studiolo, il primo e più
completo del primo rinascimento, arrivato ancora relativamente intatto. Alla base vi è un complesso
programma iconografico e una resa nuova e inedita: presenta di tarsie lignee (dipinti fatti con il legno, con
accostamento di legni diversi) di Giuliano da Maiano. Forte effetto illusionistico (es. scaffali, loggiato con
scoiattolo, nicchie con figure di santi o libri, clessidre) -> decorazione fortemente cromatica e illusionistica.
Le tarsie adornavano o piccoli ambienti o cori delle chiese.
L’incontro con questa cultura urbinate impregnata di cultura fiamminga spinge la ricerca di Piero a una
sottigliezza luministica e cromatica ancora più elevata.
 Madonna di Senigallia (Urbino, galleria nazionale delle
Marche, 1470-1485): attenzione all’illuminazione del dipinto e
alla rappresentazione della luce -> velo sottilissimo della
madonna con luce che batte sopra e perle e gioielli che la
riflettono. Nella parte sinistra della pala la luce filtra attraverso i
vetri della finestra e disegna la sua proiezione sul muro.
Sembrano codici rappresentativi della pittura fiamminga. Nella
parte detro vi è una scansia con scaffali decorata all’antica
(colonna che si intravede) + cesta in cui è accartocciato un
panneggio bianco su cui la luce batte. Luce anche sui colori
molto chiari degli abiti degli angeli e della madonna.
 Pala di Brera (Brera, 1472)
è una sacra conversazione con al centro
madonna con bambino secondo un codice
iconografico diverso dagli altri, non raro il
bambino è addormentato (prefigurazione della
morte e della passione di cristo).
La madonna è su un trono sopraelevato, a
destra e sinistra una serie di angeli e santi,
inginocchiato in primo piano vi è Federico da
Montefeltro.
Fu dipinta per la chiesa di S Bernardino a
Urbino, collocata sull’Altare di Francesco di
Giorgio che doveva essere il mausoleo di
Federico.
Rappresentazione della nicchia principale
dietro, con l’uovo (simbolo nascita del
redentore ed dell’erede di Montefeltro) che
divide a metà la rappresentazione, la luce
illumina la volta, presenza marmi policromi
sullo sfondo.
Probabilmente fu commissionata in occasione
della nascita dell’erede Guidobaldo (1472).
Questa indagine si vede anche nel dettaglio
dell’armatura di Federico, su cui batte la luce e
che diventa una superficie riflettente (indagine che coinvolge non solo i volti e i dettagli come i diademi e le
perle degli angeli, ma anche l’armatura). Non si hanno notizie della cornice del dipinto, che doveva avere
una finalità di potenziamento architettonico.
Piero in questi anni è sulla base delle suggestioni della corte di Urbino, umanistica ma anche matematica ->
diventa teorico e scrive due trattati di prospettiva, il “Prospectiva pingendi” e il “De Corporibus
Regolaribus”. Una parte delle teorie prospettiche di Piero sono tradotte nel De Divina Proporzione di Luca
Pacioli (1509), un traduttore di Euclide e amico personale di Piero.
Ritratto di Luca Pacioli: è un omaggio a Pacioli con riferimenti a Euclide e un frontespizio del De Divina
Proporzione. E’ attribuito a Jacopo de Barbari (Napoli, Museo nazionale di Capo di Monte)
Conseguenze importanti degli studi di Piero:
 Città ideale: eseguita sotto controllo diretto di Piero, concepita come un teorema prospettico.
Proveniva dalla sagrestia della Chiesa di Santa Chiara ad Urbino, edifici caratterizzati dall’incidenza
luminosa sulle facciate che disegna le ombre
 Cristoforus de Lendinara – 1477 – tarsia: i Lendinara erano due fratelli che realizzano importanti
stalli di cori (es. a Padova, oggi perduti, a Modena). Figura di un santo con aureola in prospettiva e
libro che sporge dalla nicchia -> derivazione da Piero insieme alla soluzione prospettica e
illusionistica con idea delle ante che si aprono. Legame sytretto tra Piero e i fratelli, forse attraverso
uno scambio di disegni e cartoni con diritto di riproduzione illimitato. I due intarsiatori stano dietro
alle sue invenzioni e contribuiscono alla loro diffusioone non solo in ambito della pittura, ma anche
in uno più artigianale e decorativo come la tarsia lignea.
11\3
IL RITRATTO
Nella cultura cortese il ritratto ha un'importanza particolare:



legami familiari
successi di imprese
esaltazione del potere del signore

Ritratto di Lionello D’Este
inizio anni 1440 impostazione di profilo, riprende il modello antico delle
medaglie e monete romane più conosciute dagli artisti. Sul recupero del
modello antico Pisanello gioca una partita ‘’doppia’’
interpretazione del ritratto con influenze accentuate di cultura
tardo gotica nella resa dei materiali e stoffe di borchie d'oro in rilievo
leggero e nello sfondo decorativo e floreale
impostazione di profilo anche nel recupero dell'antichità di
medaglie celebrative, avevano una grande fortuna nelle corti soprattutto
italiane.
Abbiamo visto come il modello di profilo possa ibridarsi
con influenze fiamminghe, il doppio ritratto all'esterno,
‘’en plein aire’’ territorio di Urbino di cui i Montefeltro
erano signori ed il verso era dedicato ai suoi trionfi.

Ritratto a mezzo Busto di Domenico Ghirlandaio di Giovanna
Tornabuoni
esponente di una delle più ricche famiglie fiorentine, oggi a Madrid.
Ghirlandaio fa una serie di ritratti dedicati a personaggi di Firenze
importanti, tra cui questo.
Il ritratto è concepito con la donna di profilo dietro una nicchia e scaffali
su cui pochi oggetti selezionati, spilla, perle, libro collana di corallo e
cartiglio con iscrizione e data 1488 interpretata sia come data di
esecuzione o più probabilmente data di morte di Giovanna, un ritratto
che non solo ha la funzione di ritratto ma in qualche modo di
tramandare il ricordo di lei.
Il cartiglio che Domenico
Ghirlandaio dipinge recita versi del
poeta latino Marziale che lui prende
e adatta, si può tradurre ‘’arte se tu
potessi rappresentare il carattere e
l'animo non ci sarebbe allora sulla terra un ritratto più bello’’
i letterati rivendicano con forza il primato della parole su quello dell'immagine, il ritratto quindi non poteva
rappresentare l'animo, solo l'esteriorità.
Leon Battista Alberti, de Pictura
‘’tiene in sé la pittura forza divina non solo quanto si dice dell'amicizia, quale fa gli uomini assenti essere
presenti…’’
Confronto tra ritratto poetico e ritratto dipinto acquista funzione di vero e proprio dibattito non esplicito,
ma lo seguiamo nelle fonti bene.
Uno degli artisti a dedicare pensiero con toni polemici è Leonardo Da Vinci nel ‘’trattato della pittura’’
pubblicato solo nel 1600 una serie di appunti e riflessioni che furono ordinati dopo la sua morte, egli dedica
molte riflessioni, alcune polemiche al confronto tra la forza della rappresentazione visiva e l'ambito poetico,
evidenziando:
 che c'era bisogno di difendere la forza della rappresentazione visiva
 la rappresentazione visiva non era così serenamente accettata dalla parte letteraria
Leonardo afferma che la rappresentazione visiva è universale, le lingue non sono universali ed hanno
bisogno di traduzione, il linguaggio visivo è comprensibile e universale. Idea che sviluppa in altre riflessioni.
Il pittore deve saper:


rappresentazione fisica dell’uomo, che è facile dopo anni di studi anatomici e prospettici
concetto della mente sua, l’interiorità. La pittura è muta quindi è molto difficile, bisogna
sottolineare gesti e movimenti. Il linguaggio dei segni deve essere imparato dai muti che li usano
meglio di tutti gli altri.
Leonardo si forma a Firenze, una Firenze prospettica e umanistica si trova in un ambiente culturale poi a
Milano, in cui la pittura non ha riconoscimento alto. Forse grazie a queste ‘’provocazioni’’ inizia a mettere
su carta una serie di riflessioni. L'idea di confronto tra poesia e pittura che nel 1400-1500 viene chiamato
‘’paragone’’, uno di tanti ragionamenti lo dedica al ritratto, sempre dal suo trattato:
‘’Tolgasi un poeta che descriva le bellezze d'una donna al suo innamorato e togliasi un pittore che la figuri:
vedrassi dove la natura volerà più il giudicato re innamorato’’ se mettiamo a confronto un poeta che
descrive la bellezza di una donna ed un pittore che la rappresenta si vedrà chi dei due ritratti avrà più
effetto sul suo innamorato, efficacia ideologica sentimentale di fronte al ritratto dipinto e sul filo di questo
Leonardo fa un esempio estremo, dicendo che ci si può innamorare di un dipinto senza che la figura in esso
sia viva. Suppone quindi che il ritratto dipinto suscita molte più emozioni rispetto ad un ritratto scritto. I
ritratti di Leonardo non furono molti ma furono significativi, da un ritratto di impostazione 1400 ad un
ritratto moderno.
 Ritratto di Ginevra De Medici
Nobildonna fiorentina 1480 circa, oggi conservato alla National Gallery di Washington, probabilmente
venne tagliato (cioè ne vediamo oggi solo una parte), dagli studi a noi arrivati si presuppone che doveva
avere delle mani intrecciate e incrociate. Questo ritratto non è lontano da quello del Ghirlandaio. Possiamo
fare un confronto con il ritratto scultoreo del Verrocchio, Leonardo successivamente fece una serie
fortunata dedicato ad una donna non identificata chiamata ‘’la donna col mazzolino’’ datato circa 1475, il
confronto è evidente per alcune caratteristiche marcate:
 Stessa acconciatura
 Vestito stesso
 Posizione delle mani della scultura ci dice qualcosa su come dovevano essere le mani del
ritratto.
 Viso simile
 Resa della luce sul volto
Il nome Ginevra rimanda al ginepro rappresentato sullo sfondo del ritratto di Leonardo, un vero cespuglio
rappresentato in maniera naturalistica con idea di controluce data da una doppia illuminazione, una che
illumina il paesaggio nello sfondo da lontano ed una che illumina direttamente il volto.
Posizione tre quarti leggermente, ritratto en plein air, all'aperto. Tridimensionalità resa attraverso uno
studio della luce e del colore. È un’opera molto ben conservata. Leonardo ha reso l’incarnato quasi
tridimensionale grazie ai giochi di luce
Dopo il trasferimento a Milano Leonardo continua a produrre ritratti.
Ritratto di un musico, (datazione stimata verso la metà degli anni
’80) 1485, ora conservato a Milano
Vi è l’ipotesi sull'identificazione precisa, uno dei musicisti della
corte milanese, impostato in maniera molto diversa.
Ci sono una serie di elementi che ci fanno capire che è un musico:
ha un foglio con pentagramma e dall'espressione assorta,
concentrata in qualche modo.
Non ha rapporti diretti con chi lo guarda, con lo spettatore, è una
posizione molto accentuata di tre quarti. Il fondo è
completamente nero, scuro e l'illuminazione è diretta, frontale
che aveva la funzione di potenziare la tridimensionalità del volto,
ma naturalmente questa maturazione mentale di Leonardo nelle
sue sperimentazioni sul ritratto avviene anche grazie al contatto
con le novità di Milano rispetto alla cultura fiorentina.
Egli studia in maniera diretta i ritratti di Antonello da Messina, presenti in quantità maggiore, cultura
fiamminga che apprende a Napoli, la sua messa a contatto con la cultura prospettica italiana, è anche un
protagonista della storia del ritratto:

Il ritratto di uomo- Antonello da Messina ora conservato a
Londra nella National Gallery.
(si è tentato un nero su nero)
Lo sguardo è rivolto allo spettatore, vi è la resa della barba
cresciuta, ha uno sguardo estremamente deciso, il volto in
qualche modo duro e scavato, ha dei bellissimi occhi azzurri,
indossa una serie di abiti a cui è stata rivolta una serie di
attenzioni : la mantella di colore nero meno evidente in cui ora
compare la preparazione rossastra, il collarino bianco che sporge
da sotto e la berretta rossa di feltro o panneggio comunque
pesante.
Antonello da Messina declina il grande modello fiammingo
sperimentato decenni prima da Van Eyck e altri pittori fiamminghi
(Ritratto di uomo con turbante rosso 1433)
Tutti i ritratti di Antonello da Messina sono stati realizzati dal 1473 al 1474
 Ritratto d’uomo- Antonello da Messina – 1476
espressione estremamente simile, idea del cartiglio e ceralacca con cui
viene fissato il foglio, artificio illusionistico.
Forte caratterizzazione fisiognomica, sopracciglia scompigliate,
accenno di barba che cresce, grande attenzione per gli abiti.
 Il ritratto di giovane 1474 circa ora conservato a Philadelphia
Ha un’impostazione di profondità prospettica con supporto ligneo
davanti alla figura. Il nero dell'abito, da cui sporge la camicia bianca ed
un altro piccolo indumento azzurro sotto la fibbia che chiudeva il
mantello si rivolge un’attenzione particolare nella resa
dell'abbigliamento. È ragazzo giovane un po’ goffo nella sua
espressione, lo sguardo è rivolto allo spettatore, il ciuffo di capelli e
sguardo indeterminato lo rendono con un atteggiamento sfidante,
provocatorio
Tutto questo viene studiato da Leonardo a Milano, ne deriva una serie di stimoli per Leonardo che guarda
in maniera originale quei ritratti di Antonello da Messina prendendo alcune delle sue invenzioni per farle
sue:


Visione sottinsù idea di aumentare la capacità di riempire lo spazio e la prospettiva
Chiaroscuro
 Dama con l'ermellino – 1488
Ritratto di Cecilia Gallerani amante di Ludovico
Sforza, ritratta da giovanissima, qui Leonardo
sperimenta un ritratto psicologico che non si
limita a rappresentare solo le sembianze
esterne ma ne vuole cogliere una reazione
psicologica.
Il fondo è scuro
L’illuminazione è diretta, la luce reale che
illumina il volto può essere simbolica allusione
a Ludovico, l'amante
- Molta attenzioni ai dettagli di moda
- Il punto di vista in basso
- La posizione è curiosa sembra che si stia
voltando o si è appena voltata verso qualcosa
di esterno rappresentato da un fascio di luce
diretto che le provoca anche un mezzo sorriso.
- L’ Animale ermellino è simbolo di purezza,
lei sta accarezzando l'ermellino
- L’idea di movimento è data dalla mano che
sta compiendo l’azione di accarezzare
l’ermellino
- tensione fisica e quindi psicologica, mano in
movimento che in qualche modo rappresenta
il concetto della sua mente attraverso
appunto il gesto della mano
- Il ritratto introspettivo ha un ché di ‘’inquietante’’ per quel tempo
In una lettera Isabella D’Este chiede di vedere questo ritratto, Cecilia scrive direttamente ad Isabella
dimostrando un allontanamento forte da quel ritratto perchè ormai era passato molto tempo, non aveva
più 13-15 anni. Affermando appunto di essere una persona completamente diversa, senza ovviemente
nulla da togliere all'abilità di Leonardo.
1490-1494 La bel Fernier
identificazione non certa, forse è Isabella D'aragona ma non
abbiamo comunque certezze.
Idea di Movimento e gioco psicologico con lo spettatore reso
con una serie di elementi;
- Spalle di tre quarti ed il volto più frontale come se fosse
attirata da qualcosa o qualcuno che ha di fronte, collocazione
della balaustra da cui si affaccia
- Attenzione alla moda, simile alla Dama con l’ermellino
- Attenzione per la luce che sagoma e modella il volto
cercando di accentuare la tridimensionalità
Leonardo, Trattato della pittura
Sfondo scuro che potenzia la tridimensionalità del viso che diventa più potente ed in qualche modo più
potente. Non abbandona l'idea di ritratto monumentale in Paesaggio en plein air

La Monnalisa
Ora è conservata al Louvre, realizzata sicuramente prima
del 1506.
- Torna alla tipologia di un ritratto a mezzo Busto inserito
in un paesaggio, dove c'è tutta la sperimentazione
pittorica.
- Paesaggio soffuso in cui attraverso l'artificio di un
leggero sottinsù aumenta l'impressione di monumentalità.
- Taglio scelto appena sotto le mani, incrociate in questo
caso l'impressione di Movimento e reazione psicologica
attraverso un leggero sorriso.
Lavoro sulla collocazione e sulla sistemazione della donna,
seduta di tre quarti con un braccio appoggiato alla sedia e
l'altra mano incrociata a quella.
- Relazione forte con lo spettatore, idea di reazione a
qualcosa che ha di fronte.
viene capita da Vasari che descrive questo ritratto
sottolineando sia la capacità realistica del volto sia
quest'idea di intensità psicologica ‘’gli occhi avevano quei
lustri e quelle aquitrine’’ superficie riflettente degli occhi,
lumi negli occhi.
Attenzione per i dettagli delle ciglia, i pori, il naso, i rossori, la bocca con la sua ‘’splenditura’’ i
ritratti di Leonardo sono quelli che danno idea della persona viva.
L'importanza di Leonardo nel ritratto è legata alla sua influenza
soprattutto per i ritratti lasciati a Firenze. Disegno che deriva dalla
Gioconda e ci permette di cogliere un elemento che oggi non vediamo
nel dipinto conservato: le due colonne laterali che dovevano far parte
del dipinto.
Il disegno di Raffaello presero molto da Leonardo.
‘’Dittico Agnolo Doni e Maddalena’’
Ritratto individualizzato quello di Raffaello, entrambi i coniugi hanno
un braccio appoggiato sullo stesso parapetto e dietro si apre un
paesaggio omogeneo.
Molto simile infatti alla Monnalisa.
 Ritratto ufficiale di stato, Giulio II- 1511
Oggi conservato alla National Gallery Londra, era
stato lui (Giulio II) a chiamarlo per le stanze
vaticane nel 1508 .
”Papa guerriero” che si inventa un'immagine di
una Roma moderna, chiama a Roma Raffaello e
Michelangelo, Bramante, per il rinnovamento
della Roma Rinascimentale.
Commissiona un ritratto a Raffaello, dove qua
rinnova profondamente il ritratto papale che
aveva una sua iconografia e tradizione precisa,
usando in maniera originale, appuntita, una serie
di novità degli anni precedenti:
- idea di punto di vista caratterizzato che
richiamava le abitudini e comportamenti
contemporanei è qualcosa che Raffaello mette in
azione in questo ritratto: si stava in piedi davanti
al Papa.
- Esposto in occasioni solenni, impressione ai
fedeli di avere il Papa realmente attraverso un
ritratto è uno dei meccanismi che Raffaello fa
-
agire
Forte individualizzazione sia del punto di vista laterale dal basso verso il basso, sia dell'espressione
nella sua verità fisica nella sua anche anzianità con messa a fuoco sulla sua rappresentazione
Questo diventerà un codice nel ritratto dei Papi, si fanno ritrarre in questo modo.
 Ritratto di Gruppo con Papa Leone X oggi
conservato agli Uffizi, 1518 pochi anni dopo.
- Attenzione particolare alla Resa materica dei tessuti
- Caratterizzazione architettonica nell'ombra,
accennata per concentrare l'attenzione sui tre
personaggi e sulle dinamiche del Papa e dei Cardinali
nipoti accanto
- Virtuosismo pittorico e realismo: luce della finestra
che si riflette nel pomello dorato, libro di miniature,
campanello d'argento e d'oro sul tavolo, la lente che
sta usando per leggere meglio, il pelo che fa contrasto
col Damasco bianco ed il velluto rosso della veste
papale (Vasari richiama l'attenzione su questa serie di
dettagli)
Il ritratto dipinto avrà la meglio sul dibattito di ritratti
pittorici e poetici.

Ritratto di Baldassarre Castiglione 1516 circa
letterato e poeta che conosciamo anche per il successo
non ancora pubblicato ‘’il Cortegiano’’, commissiona lui il
suo ritratto accompagnato da un carteggio tra il pittore e
poeta, che non è un dato frivolo ma da attenzione
dell'importanza che vuole dare alla sua rappresentazione.
- Sfondo neutro, leggera ombra dietro che segnala un
punto di luce esterno
- Sguardo diretto nello spettatore, bellissimi occhi azzurri,
- Vestito in maniera elegante con pelliccia grigia e
Damasco nero da cui fuoriesce una camicia bianca ed un
cappello di velluto in testa, come si vestiva un letterato di
corte del tempo.
Ritratto selezionato e selettivo dove questa idea di
sobrietà è ottenuta con grande sofisticatezza.
- Seduto col braccio appoggiato al bracciolo, mani
incrociate davanti.
-!!! Punto di vista altezza occhi dello spettatore come se fossimo seduti davanti a lui, allude al
rapporto diretto tra Raffaello e Baldassarre che doveva trapelare dal dipinto, grande riflessione
sulle arti figurative pensate in dialogo tra di loro non solo come genere ed opere ma anche nella
personalità degli artisti che devono essere in grado di parlare di tutto con vita e vivacità. Concetto
di ‘’sprezzatura’’ dare l'impressione della naturalezza e della vita.
Primo ritratto dipinto protagonista di un’opera, un Elegia scritta in latino nel 1519, si immagina qui che
Baldassarre lasci la moglie e il figlio piccolo per andare a Roma e lascia alla moglie il ritratto di Raffaello e lei
loda il ritratto come se fosse suo marito lì con lei.
I ritratti hanno un messaggio allusivo che è bene decifrare.
 Ritratto che raffigura due letterati Andrea
Navagero e Agostino Beazzano oggi conservato a
Roma.
Prodotto intorno al 1516 prima della partenza di
Andrea che lasciava gli amici a Roma per
raggiungere Venezia.
Sappiamo che questo finì nella collezione di un
terzo amico umanista letterato, poeta Pietro
Bembo uno dei più importanti uomini della
cultura Umanistica.
Amicizia intellettuale, scena che allude anche al
terzo amico non raffigurato Pietro e a Raffaello
che li dipinge, si crea una circolazione di messaggi e messa in scena di rapporti reali e non solo
trasfigurati, anche qui l'idea di ritratto di gruppo letterario ha un grande successo, per quanto
riguarda la composizione Raffaello sceglie un fondo sobrio, illuminazione diretta dei volti che
guardano direttamente lo spettatore richiamando in questo dialogo muto.
Un altro ritrattista è Tiziano che sceglie ancora un'altra chiave caratterizzata, mettendo in azione elementi
che abbiamo già visto e interpretando i suoi ritratti con forza visiva e cromatica nuova e importante.
Due ritratti giovanili :
 ‘’Ariosto’’ 1509 oggi a Londra National Gallery, a lungo
identificato con Ariosto in questo giro di letterati poeti e pittori
ma non ci sono certezze. Tiziano mette in scena una serie di
artifici con naturalezza, idea di impostazione prospettica col
parapetto, posizione di tre quarti caratterizzata a dare questo
rilievo pittorico della manica grande di Blu intenso.

‘’La Schiavona’’ tra 1510 e 1512, Taglio basso si
vede buona parte del corpo sotto la vita che sporge dalla
balaustra di marmo con ritratto all'antica di profilo che
doveva avere un significato di Celebrazione della famiglia.
12\3
LEONARDO DA VINCI
Quella che Vasari definì ‘’la maniera moderna’’ ai primissimi anni del 1500 si determina un cambiamento
stilistico e di invenzione, consapevolmente, negli artisti. Il primo artista moderno è Leonardo Da Vinci che
con Raffaello e Michelangelo viene identificato l'iniziatore della modernità.
Leonardo nasce nel 1452 a Firenze e morirà nel 1519, la sua modernità verrà riconosciuta da:
 Da parte di Paolo Goglio
 Giorgio Vasari che sulla base delle riflessioni precedenti, fa iniziare l'età moderna con la vita di
Leonardo considerandolo quindi il primo artista appartenente ad un'altra stagione culturale e
stilistica
Documentato a Firenze nella bottega di Andrea Verrocchio a partire dalla metà del 1460 intorno ai 13-14
anni, molto giovane, con lungo periodo di formazione. Ci rimase una decina di anni fino al 1478, la sua
scelta era sicuramente buona, una delle botteghe più attive dove un giovane poteva formarsi a Firenze,
inoltre Verrocchio era un artista poliedrico era uno scultore, disegnatore, pittore, orafo… Molto prestigioso
per le commissioni Medicee.
Sappiamo poco, sappiamo che ci passarono artisti importanti come Botticelli.
Una delle basi della formazione era tramite lo strumento del disegno che in questi anni prende piede a
Firenze, dalle fonti è evidente un aumento esponenziale del numero dei disegni in questo periodo.
Bassorilievo di Scipione della bottega del Verrocchio, a confronto col disegno di Leonardo
Verrocchio, 1470-80 Battesimo di Cristo, oggi un'opera
rovinata, Vasari mise a confronto la durezza a spigolosità
di Cristo e Battista rispetto alle teste dei due angeli con il
profilo perduto, raccogliendo testimonianze fiorentine e
dice che si vede la collaborazione con Leonardo.
 La prima opera autonoma di Leonardo è L'annunciazione datata all’inizio degli anni 1472-73 forse dipinta
per la chiesa di San Bartolomeo ad Uliveto. Il Basamento del leggio della Madonna ha una serie di
decorazioni che non è distante dai suoi disegni giovanili eseguiti in bottega Verrocchio. Formato orizzontale
e probabilmente doveva essere pensato per una visione laterale. Elementi nuovi:
 La morbidezza del Volto della Madonna
 L’ampiezza del panneggio della veste della Madonna, ben condotta la forma delle gambe
sottostante
 La luce dello sfondo in controluce verso gli alberi sullo sfondo
 È una scena sacra ambientata all'esterno, si svolge interamente all'aperto con una riflessione sulla
compenetrazione e sul dialogo, sul rapporto delle figure ed il paesaggio sullo sfondo con
dimostrazione di studio attento delle luci
Leonardo si dedicava al disegno in modo furioso soprattutto a disegni di anatomia e di panneggi, difficili da
datare oggi. E su questo suo nuovo modo di studiare le pieghe dei panneggi si sofferma molto Vasari
‘’studiò assai il naturale’’ descrivendo manichini vestiti di garze imbevute di gesso così da poter studiare
l'incidenza della luce e delle ombre sui modelli dal vero.
Di tutta l'esperienza per il disegno, Leonardo dedicherà attenzione allo ‘’schizzo’’ e all’abbozzo, l’idea di
disegno progettuale ed inventivo, per provare diverse soluzioni di una composizione.
È qualcosa di completamente nuovo, proprio per questo cambia la tecnica: sperimentando il disegno a
penna acquerello, il disegno quindi come progetto.
Leonardo ci scrive nel suo trattato della Pittura continuo confronto tra la diversità degli strumenti e nel
riflettere sul disegno veloce che consente un movimento mentale per l'invenzione della scena che poi sarà
definito in una seconda fase. Cambia il rapporto tra invenzione e realizzazione, ci è testimoniato da lui
stesso nel suo trattato, questo spinge Leonardo ad un'attenzione per i fenomeni naturali e luminosi come le
nuvole.
 Adorazione dei Magi, oggi conservata agli
Uffizi tra 1481-1482 commissionato da un
Convento canonico agostiniano di San Donato
a Scopeto.
Opera ad uno stato non finito, restauro finito
di questi tempi con un recupero
impressionante.
Le reazioni psicologiche dei personaggi di
fronte alla rivelazione della presenza di Cristo
sulla terra, sono protagonisti in quest'opera.
Impostazione rigorosamente prospettica con
al centro la Madonna col Bambino, intorno i
Magi inginocchiati, con un movimento
ondulatorio dato da una serie di personaggi
impegnati in una gestualità molto forte, come
se la percezione dell'annuncio appunto della
presenza di Cristo determinasse questo tipo di
reazioni.
Sullo sfondo una serie di rovine, significato del crollo dell'era antica e l’inizio di una nuova era, molto
evidente un altro punto su cui Leonardo si soffermerà molto su cosa deve rappresentare un pittore:
 L'uomo con una resa fisica data da studi anatomici
 Il concetto della mente sua, quindi rappresentando le emozioni
Il restauro ha evidenziato un misto di tempera ed olio, che doveva costituire la base poi per la seconda fase
di copertura attraverso i colori. Monocromi grigi, blu, che segnalano dove vanno a battere punti di luce ed
ombre, opera non lontanissima dagli studi di panneggio.
 Disegno preparatorio dell’Adorazione dei Magi
ci testimonia differenze notevoli, l'idea iniziale è una composizione dove l'ambientazione
architettonica è molto più forte ed invadente rispetto a quello che sarà l'esecuzione finale,
il disegno dà anche ragione dell'impianto prospettico che domina tutta la composizione.
Lo studio prospettico architettonico con indicazione del punto di fuga da cui son tirate tutte le linee che
disegnano il pavimento e la scatola architettonica complessa.
In quel momento a Firenze c'era una cultura neoplatonica, a Milano invece c'era una cultura eclettica
scientifica che era più vicina ai suoi interessi.
Leonardo va a Milano con approvazione di Lorenzo De’ Medici, e scrisse una lettera di presentazione a
Ludovico il Moro della famiglia Sforza.
Non è una lingua colta la sua ed è molto evidente, lui consapevole studioso scientifico che non si avvicina
molto alla poesia e letteratura. Dice nella lettera che sa fare strumenti bellici, conosce argini, altezze usare
l'ufficio delle bombarde, competenza quindi di ingegneria militare, una competenza ai tempi importante. Si
propone anche come architetto ed ingegnere idraulico. Parte minore la presentazione come artista, si
presenta come un personaggio eclettico.
Ma Leonardo continuerà a dipingere e la sua concezione pittorica subirà un cambiamento evidente e
questo lo vediamo nel Cenacolo per la Chiesa di Santa Maria delle Grazie che dipinge tra il 1424-27 a
Milano.
 Opera che secondo i contemporanei e Vasari, apre la strada alla cosiddetta ‘’Maniera Moderna’’ ma nel
1550 l'opera è già in rovina, la precoce degradazione dell'affresco è data dall'umidità della parete priva di
fondamenta, e la tecnica usata da Leonardo che non sceglie l'affresco vero e proprio ma una tempera su
muro con la presenza di olio e diverse preparazioni, l’ultimo restauro ha dato una lettura precisa della
tecnica usata.
La parete al fondo dello spazio usato come refettorio, soggetto comune dell'ultima cena come
decorazione, viene pensato però come un prolungamento e sfondamento dello spazio reale (Trompe l'oeil)
sui lati c'erano arazzi con motivi complessi floreali, che decoravano la sala.

Cenacolo Domenico Ghirlandaio,
cena che si svolge in ambiente esterno, gli
apostoli sono ai lati di Cristo, Giuda davanti,
a differenza di quella di Leonardo.
Nel Cenacolo di Leonardo c'è
un'impressione di Movimento del tutto
nuova, Leonardo sceglie di rappresentare
l'annuncio del tradimento imminente di uno
di loro e quindi lo scatenamento delle
reazioni emotive e psicologiche da parte
degli apostoli (divisi a gruppi di tre nuclei di
movimento e posizione) sono protagoniste.
dettaglio del Cenacolo di Leonardo
L'opera è molto degradata, mancano in molti punti pezzi di colore, le lacune sono tantissime, il colore
tende a cadere e non essere fissato.
Nel momento in cui ci si accinge al restauro bisogna togliere i restauri precedenti (ne furono molti) e dare
una leggibilità dell'opera, quella migliore
. Non è stato per il Cenacolo un'operazione facile, è durata 20 anni di lavoro quotidiano fatto col ‘’micro
bisturi’’ perché non si poteva in nessun modo togliere lo sporco senza il rischio che il colore si staccasse.
Un problema è stato come risolvere la leggibilità del colore e si decide di fare velature di colore su tono
(non nella regola normale del tempo). Brambilla Barcilon è la restauratrice che ha scritto un libro ‘’la mia
vita con leonardo’’ in cui lei racconta che sforzo significò per lei anche mentale di dialogo con Leonardo Da
Vinci, passare tutte le ore della giornata col bisturi senza saperlo leggere più, ci sono dei passi bellissimi.
Sappiamo definire la corposità del colore originario lo sappiamo dalla parte decorativa alta di ghirlande che
furono toccate meno e conservate maggiormente. Si vede una corposità di foglie e frutti dove si intravede
un lavoro di gioco tra luce ed ombre, che dava un effetto fortemente tridimensionale non solo delle
decorazioni ma della composizione in sé.
Abbiamo testimonianza diretta del modo di lavorare di Leonardo dalle fonti di Matteo Bandello, che scrive
e descrive questo modus operandi in un preambolo alla 58esima novella al suo novelliere, in grado di
spiegarci una serie di scelte che Leonardo faceva.
(Dice che c'erano giorni in cui non mangiava neanche, se ne stava sul soppalco tutto il giorno e poi alcuni
giorni non ci metteva mano, giorni anche in cui le guardava e basta le figure. Giorni in cui saliva, dava
qualche pennellata qua e là e se ne scappava subito)
Modo di lavoro lento e continuo che l'affresco non avrebbe consentito, è una tecnica veloce, dipingere sul
fresco in modo che chimicamente il colore si attaccasse.
Idea di dilatazione di personaggi e dilatazione delle reazioni emotive (‘’i moti dell'anima’’) fatta per
velature, indagini naturali (come batte la luce su volti e panneggi) aveva quindi bisogno di una tecnica
esecutiva veloce che l'affresco non gli avrebbe potuto consentire.
Luca Pacioli, ‘’De divina proportione’’ dedica a Ludovico il Moro 1498
Sottolinea la grande novità del Cenacolo di Leonardo nel quale non si può immaginare più vivi i personaggi,
gli apostoli, nel momento in cui Cristo disse che qualcuno di loro lo aveva tradito.
Il movimento emotivo degli apostoli è anche il tratto che Vasari considera del tutto nuovo di Leonardo. Per
questo lui lo considera moderno, per la vita che sapeva dare alle figure. Vasari descrive il cenacolo come
‘’cosa bellissima e meravigliosa...’’ e ‘’...si vede nel viso di tutti loro l'amore, la paura, lo sdegno, il dolore…’’
e ‘’ avvenga insino nella tovaglia ed il contraffatto dell'opera del tessuto…’’ recupero della natura morta
sulla tovaglia che ha ancora segni di piegatura ma anche gruppo di peltro, piatti, bicchieri era qualcosa che
prima del restauro non si riusciva a vedere, attenzione per la luce su vetro, liquido, infrangersi di certi
fenomeni luminosi su argento e peltro con fetta di limone che si specchia.
Idea di attenzione ad una Pittura Fiamminga è stata un'altra delle scoperte permesse dal restauro, anche di
capire una descrizione fatta da un osservatore contemporaneo francese che nel 1515 vede il Cenacolo e
scrive una cosa che non si era capita: vedendo il pane sulla tavola diresti che è fatto naturalmente e non
similmente e così tutto il resto di oggettistica.
L'impegno di Leonardo nei confronti delle espressioni e la gestualità dei
‘’moti dell'animo’’ è testimoniato da una serie di disegni preparatori a
diverso livello di esecuzione che testimoniano l'impegno di Leonardo nello
studio dei singoli Apostoli conservati nelle collezioni reali Inglesi in
Inghilterra. Lo studio dei profili, delle ombre, eseguito con la sanguigna
(matita rossa che permette di addolcire rispetto al carboncino e penna)
una delle tecniche preferite da lui.
Vergini delle Rocce, due versioni. Scena sacra in esterno.
Quando cade il governo Sforzesco torna a Firenze e si ferma a Mantova da Isabella d’Este, momento di
Firenze come repubblica, governo oligarchico di Soderini.
Nel ritorno a Firenze Eseguì il Cartone con la Madonna col Bambino accentuando il rapporto umano e
paesaggistico anche se poco visibile.

Battaglia di Anghiari
oggi perduta, commissionata su
incarico del governo, doveva essere
messa nel Palazzo Vecchio di Firenze,
per celebrare una vittoria storica
fiorentina. Forse cerò di eseguire la
tecnica mista di Plinio il Vecchio.
Rappresenta una lotta tra animali e
uomini intravisto da una copia di
Rubens e lasciò un disegno del
gruppo centrale.
Vasari descrive il Cartone della
Battaglia di Anghiari di Leonardo
accentuando la modernità
l'espressione degli uomini e animali.
Passioni umane della battaglia:
rabbia, sdegno.
13\3
Giorgio Vasari: è una delle fonti più importanti per la storia dell'arte moderna italiana e anche
medievale/Quattrocentesca. È un riferimento ineludibile è di fatto la fonte principale ma anche un
lasciapassare per la comprensione di Michelangelo e Raffaello.
Una delle cose più importanti è che fu uno storico (scrisse ‘’ le vite de pittori, scultori e architetti italiani’’)
ma fu anche un pittore e architetto quindi conoscenza vicina ed interna delle tecniche.
Nasce nel 1511 ad Arezzo, un anno prima della Cappella Sistina. In qualche modo si forma direttamente tra
Firenze e Roma in quei primi due decenni del 1500. È documentato già nel 1524 a Firenze, amico di
Francesco Salviati con cui condividerà molto, frequenta la bottega di Andrea del Sarto ed entra giovane
nella cerchia Medicea.
Vide in prima persona il Sacco di Roma e vive il tentativo di ricostruire la grandezza di Roma, da Clemente
VII (famiglia De Medici) e nella sua cerchia inizia a farsi strada nella cultura italiana con la necessità di
difendere la cultura (data dalla violazione di Roma da parte dell’Europa, crisi della certezza del primato
culturale italiano). 1531 va a Roma, per un viaggio di Formazione, passeranno mesi a copiare tutte le novità
romane, lo racconta lui stesso nella sua biografia pubblicata nel 1568.
Era fondamentale per formarsi, andare a Roma, bisognava studiare l'antico.
1541: Vasari fa un primo viaggio in Italia (viaggiò molto tra Firenze, Roma, Milano, Venezia) si stabilisce
però a Roma accolto dal Cardinale Alessandro Farnese, entra in contatto con una serie di storici e letterati
della corte, conosce direttamente Michelangelo: i rapporti diretti tra 1542-44 costituiranno la base della
vita che Vasari dedicherà a Michelangelo.
Ottiene le sue prime commissioni, affreschi del palazzo della cancelleria con imprese di Paolo III ,
Si afferma come artista in ambito romano quindi. L’idea delle vite degli artisti nasce come idea collettiva,
dedicare un'opera monumentale all'arte figurativa italiana con l'idea di raccogliere la memoria, in modo
critico e presentativo per l’Europa.
L'inizio viene fatto coincidere con Cimabue e Giotto: ‘’ Le vite de più eccellenti architetti, pittori e scultori
italiani da Cimabue insino ai tempi nostri’’ 1550, dedica a Cosimo De’ Medici, scelta azzardata.
Diventa artista di Corte chiamato da Cosimo, eseguì la
decorazione palazzo vecchio, costruzione uffizi, affreschi del
salone del Cinquecento e l'organizzazione dell'accademia di
pittura e scultura.
1568 Seconda edizione ‘’ le vite de più eccellenti pittori
scultori e architettori’’ cade l'aggettivo ‘’italiani’’ ogni biografia
è aperta dal ritratto dell'artista.
Opera divisa in tre età, ciclo della storia dell'arte:
- infanzia medioevo
- adolescenza 1400
- maturità con l'età moderna, il 1500
Ognuna delle età è preceduta dal premio in cui Vasari
definisce le caratteristiche più importanti.
Proemio della seconda età: Gli storici non narrano e basta, si
interrogano sulle cause. Storia come investigazione dei fatti.
Afferma di essersi appropriato del metodo storico per
investigare sugli artisti. Non sono solo una raccolta di
biografia, Vasari vuole dare una storia dell'arte italiana
investigata.
Parlando delle Età: dalla rinascita delle arti (epoca di Cimabue) sino al secolo che viviamo. Ragionando da
storico, sente il bisogno di dare delle partizioni generali senza dividere troppo. Grande problema culturale:
la fine dell'età antica che ha tutto un suo sviluppo e culmine, ma finisce nel medioevo. Pensare per cicli
evolutivi serviva a spiegare questo problema molto forte, la nuova cultura umanistica si fonda sul modello
antico e trascura quasi completamente il medioevo, rimaneva il problema storico che da come tanta
perfezione fosse finita non solo per cause esterne, ma anche per cause esterne. Nasce il concetto quindi di
una rinascita dal 1400, questo ha tutta una serie di conseguenze nella necessità di rapporto con fonti
antiche.
Arte Antica Greca ed Arte Italiana, per Vasari, dialogano: natura grande colonna portante artistica. Lo stile
non è un'impresa singola ma collettiva in cui ognuno dà il proprio contributo, in cui conta molto il dialogo
tra i vari contributi.
Nella seconda edizione compaiono anche maestri del legno, vetrate, ricamatori, stuccatori etc.. le arti
minori dette da lui ‘’arti congeneri’’. Ha un'idea biologica ma anche evolutiva per quanto riguarda la storia
dell'arte; nella seconda età vede quindi un miglioramento ‘’tolto via la ruggine della vecchiaia… ‘’.
Diligenza per Vasari: rispetto delle regole, ma anche Virtuosismo tecnico.
Gli artisti del 1400 fecero molti miglioramenti, non abbastanza da essere perfetti ‘’mancandoci ancora nella
regola…’’ individua un punto fondamentale nel cambiamento di cultura artistica: rapporto nuovo tra regola
e licenza. Gli artisti del 1400 erano stati diligenti nelle regole, gli artisti del 1500 si riservano un margine di
libertà, licenza, che non deve stare al completo servizio delle regole. Si può, si deve inventare, è importante
il giudizio dell'occhio e non della regola, limite sottile dei singoli artisti. Spiega poi che nelle misure dell'arte
del 1400, mancava un giudizio, nel disegno le figure del 1400 hanno una durezza nell'anatomia che non ci
sarà più (Leonardo è importante perché è il primo a dare il vita alle figure)
Derivazione dell'idea: Baldassarre Castiglione con il ‘’Cortegiano’’ uno dei testi più importanti. Definizione
di Sprezzatura, concetto non solo applicato all'arte e alla poesia, ma un poco a tutto. Bisogna nascondere
l'artificio, la fatica, la regola perché genera ‘’l'affettazione’’. L'arte più vera è quella che punta tutto su un
effetto di naturalezza e grazia. La differenza tra le varie arti è eliminata da un fondamento individuo ed
intellettuale che pare essere il disegno, Vasari codifica un'esperienza importante ancora una volta per
Leonardo, definizione del processo di aumento della concezione per le arti figurative: pratica concreta e
progetto, fondamento intellettuale il disegno.
È interessante il ragionamento storico: cosa cambia tra 1400 e 1500, è un cambiamento interno o c'è uno
scatto? Vasari pensa ci sia uno scatto che lo permetta: la quasi perfezione doveva essere così, non
potevano arrivare alla perfezione assoluta anche per questa idea di diligenza, rispetto delle regole, che
rinsecchisce la maniera (irrigidisce lo stile). Questo lo trovarono gli artisti del 1500, nel confronto con
l'antico, un momento di differenza fondamentale tant'è che ne fa un piccolo elenco.
(Laocoonte, divino raffigurato nel momento estremo, fu di impatto
che si indisse un concorso per il restauro della scultura, proporre il braccio mancante)
(L’Ercole)
(Torso grosso di Belvedere)
(Venere)
(Apollo)
Il Proemio chiude con i moti dell'animo di Leonardo col grande esempio del Cenacolo.
Nudi della cappella Sistina di Michelangelo a confronto coi nudi antichi greci, base per la pittura e la
scultura moderna. Posizioni instabili, articolati soprattutto col modello del Laocoonte e del Torso del
Belvedere.
Torso del Belvedere
nudo della cappella Sistina
MICHELANGELO
Vasari lo descrive come ‘’divinissimo’’, come colui che ha vinto la natura e gli antichi. Delle sue pitture ‘’ se
ci fossero pitture greche e romane per paragonare, resterebbero pregiò’ serie di riferimenti e confronti
sono profondamente radicati nella formazione di Michelangelo, su cui Vasari è informatissimo.
 Nato nel 1475 si forma nella bottega di Domenico Ghirlandaio a contatto con l'antico di Firenze
soprattutto le sculture della collezione di Lorenzo De’ Medici il Magnifico per almeno 4 anni, fino alla morte
di Lorenzo nel 1492. Michelangelo ha un'idea molto precisa di tradizione fiorentina importante e non così
immediata ma che risale al 1400 a confronto Con l'antico, in particolare il dialogo con Donatello, Masaccio e
Giotto è intenso, questo Vasari si legge anche attraverso una serie di opere.
La Madonna della Scala 1490 circa oggi a Casa Buonarroti a Firenze, il confronto
con Donatello (Banchetto di erode, idea di scala al lato). Vasari usa una
definizione interessante ‘’si mette a contraffare la maniera di Donatello’’
Molti suoi disegni
prendono spunto anche
dalla Cappella Brancacci di
Masaccio. 
Il recupero e riflessione per
la tradizione fiorentina risale
fino a Giotto, c'è una
consapevolezza prima
artistica e anche storica,
dell'importanza e della
vitalità di quella tradizione.
Vasari racconta della
rappresentazione di
Michelangelo di un piccolo
cupido dormiente in cui
cerca di contraffare la maniera antica ‘’un fanciullo di marmo in una stanza che lo comprerò poi Baldassarre
del Milanese…’’ poi dice che fu sotterrato a Roma e scambiato per antico e venduto poi per molto
(Michelangelo rivelerà di essere lui l’artista) il Cupido Dormiente non è stato ancora ritrovato. Volontà
strenua di confronto con l'antico.
Il Bacco del Bargello oggi a Firenze tra 1496-97 la sfida è la
rappresentazione di Bacco in un corpo giovane adolescente con tutta la
sua morbidezza in cui non avevano esempio nella scultura antica.
Idea di confronto con l'antico lo vediamo nel disegno oggi conservato a
Berlino, eseguito da un pittore Fiammingo Martin Fan escher, rappresenta
il Bacco di Michelangelo in mezzo ai frammenti di arte antica, idea di
antichità del Bacco resa dal braccio mutilato.
 La Pietà di Michelangelo 1499, realizzata in marmo, e ora conservata nella Basilica di San Pietro in
Vaticano
 idea di una scultura che fa carne.
Maria siede su una struttura rocciosa che rappresenta il monte calvario.
La giovane Madre di Cristo tiene tra le braccia il corpo del figlio morto.
!! L’aspetto della Vergine è quello di una ragazza, molto più giovane di Gesù.
Indossa una veste Un ampio mantello copre le spalle e la schiena.
Il capo di Maria è coperto da un velo ugualmente molto panneggiato. Con la mano destra sorregge
Cristo.
Le sue dita stringono il torace sotto la spalla destra proteggendolo con un lembo del mantello.
mossa da molte pieghe.
Una fascia attraversa il busto. Su di essa vi è la firma di Michelangelo.
 Il panneggio di Maria è molto complesso e crea un elaborato chiaroscuro.
Le pieghe infatti sono più sottili e fitte nel busto.
In basso invece, sotto il corpo di Cristo, il panneggio è più ampio e disteso.
Il volto della Vergine è levigato come il corpo morto di Gesù.
Michelangelo che aveva maturato una fede repubblicana netta, torna a Firenze nella repubblica di
Pier Soderini
Incontro tra Leonardo e Michelangelo determina una nuova cultura ed ambiente per la città di
Firenze.
 La Battaglia di Cascina commissionata a Michelangelo, contrapposta alla commissione fatta a
Leonardo Battaglia di Anghiari.
Michelangelo rappresenta un momento in cui i soldati per riposarsi, sono svestiti per rinfrescarsi e
richiamati dalla battaglia si vestono velocemente.
(Battaglia di Anghiari)
 Il Tondo Doni, 1504-1507 committenti da cui nome dell'opera, Agnolo Doni e Maddalena Strozzi (i
cui ritratti sono stati eseguiti da Raffaello).
!! Formato circolare che era comune alla tradizione fiorentina ( es. Adorazione dei Magi di
Domenico Veneziano) il soggetto è complicato nella sua interpretazione e dei nudi allo sfondo.
Gruppo centrale, interpretato con una forma piramidale del tutto nuova. Cornice che abbiamo,
buona, progettata forse da Michelangelo. Versione in pittura di tutte le novità scultoree che
Michelangelo aveva sperimentato
- Bambino che si inerpica su un braccio
- Posizioni articolate, impressione di bilanciamento ma anche instabilità
- Posizione delle gambe, torsione della Madonna
RAFFAELLO
Nasce a Firenze nel 1483, formazione nell'ambiente di Urbino dopo il passaggio di Piero della Francesca e di
Giorgio Martini e di Melozzo da Forlì. Figlio di un pittore e poeta, formazione tecnica avviene nella bottega
di Pietro Perugino. Anche Raffaello, è fin da subito identificata virtù di generosità caratteriale a confronto di
Michelangelo che pareva antipatico ed ostile.
Idea di Leonardo, Raffaello e Michelangelo, grande triade per Vasari già nel 1520.
Inizio peruginesco sono superati dallo Sposalizio Della Vergine di Brera (confronto capacità di assorbire e
contraffare le maniere e gli stili con cui entra in contatto, con quello di Pietro Perugino, capacità di stargli
molto vicino). Soggetto Matrimonio della Vergine, nella versione di Perugino nello sfondo cultura
prospettica precedente, il paesaggio che si apre ed il punto di fuga dato dal pavimento. In quello di
Raffaello la scena viene dilatata e distesa.
Raffaello
Perugino
Quando Raffaello va a Firenze entra in contatto con le novità di Michelangelo e di Leonardo: uno dei primi
gruppi eseguiti a Firenze soggetto Madonna col Bambino e San Giovannino, serie di novità Leonardesche,
cartone della Madonna,
Idea di gruppo sacro in ambiente esterno, monumentale
- attenzione al rapporto affettivo e psicologico dei personaggi.
Raffaello.
Leonardo, ‘’Madonna del Cardellino’’
Studia come un matto le opere di Leonardo più di quelle di Michelangelo. Ma avviene un confronto poi
immediato un confronto col Tondo Doni di Michelangelo con la sperimentazione del gruppo sacro immerso
nel paesaggio.
18\3
Giorgio Vasari: importate per le vite degli artisti: trattato usato per introduzione all’età moderna (da
Leonardo al fine manierismo)
Vasari si forma sui grandi pittori.
 Formazione di Michelangelo: apprende dal Ghirlandaio, spesso la sua arte la si confronta con le
produzioni di inizio 1400 (in particolare Donatello)
La seconda fase della formazione di Michelangelo è dedicata alla scultura in cui si ha un confronto diretto
con l’antico come si vede nelle opere tipo il David, la Pietà e il Bacco.  il David secondo vasari ha superato
tutta la scultura antica, perché è frutto di un confronto con l’antico come con l’Apollo del Belvedere
- Firenze: all’epoca viveva un momento di confronto con Leonardo e Michelangelo: come si vede con i
cartoni delle Battaglie.
!! Il Tondo Doni è molto importante per quegli anni perché è la traduzione in pittura delle novità
anatomiche della scultura.
 Formazione di Raffaello: la caratteristica principale è che tutte le opere di Raffaello hanno una sorta di
dialogo, nel senso, Raffaello ha la capacità di assorbire stili e maniere altrui (chiaramente visibile nella
crocefissione realizzata tra il 1502-1503 che è molto simile al Perugino)
! Il confronto si può fare con lo sposalizio della vergine realizzato dal Perugino, ora conservato a Cannes e lo
sposalizio della Vergine realizzato da Raffaello ora conservato a Brera.  stessa composizione, stesso
argomento ma Raffaello ha assimilato tutto il metodo di procedere del Perugino, ma in questo caso l’ha
superato
Raffaello studia molto bene le opere di Leonardo e di Michelangelo
!! Pala Baglioni – 1508!!
Madonna con bambino di Raffaello è molto simile ai cartoni realizzati da Leonardo, la Madonna con
bambino + sant’anna è la sintesi tra il modo leonardesco e le novità del Tondo Doni.
Raffaello riflette a fondo sulle nuove idee di Michelangelo
Influenze Leonardesche: rappresentazione dinamica
della figura della Madonna d’Alba ora conservata
Washinton, datata circa 1511
Raffaello realizza molte madonne con bambino, che se
messe a confronto possiamo trovare un dialogo\ un filo
comune
1507  a Roma realizza la Pala Baglioni ( la
quale riceve molte attenzioni) Fu
commissionata all’artista da Atalanta Baglioni
che volle dedicarla al figlio Grifonetto, ucciso
nel 1500. La Deposizione Baglioni non è altro
che un racconto
Rappresenta il trasporto al sepolcro + una
riflessione\studio dell’esecuzione dei gruppi :
è unìiconograzia che impone la scena da
realizzare.
Questa è una scena che presuppone molte
interpretazioni
Son stati creati molti disegni di prova:



1° momento: la rappresentazione con il corpo a terra
2° momento: il movimento solo del trasoporto del cristo
3° momento: la rappresentazione delle donne con Maria svenuta e il trasporto della salma
Nel quadro son presenti due scene: quella di sinistra, la principale, con (da sinistra) Giuseppe d'Arimatea,
Giovanni, Nicodemo e Maria di Magdala. A destra, leggermente in secondo piano, Maria, sorretta e
circondata da tre pie donne, sviene per il dolore.
Due corpi, uno morto e l'altro come morto, sostenuti dall'amore e dall'affetto
Bisogna sottolineare che solo uno dei due gruppi è in ovimento, cioè quello di sinistra impegnato nel
trasporto della sama verso il seporlcro che è accennato sulla sinistra, il che aiuta a dare un tono molto
narrativo all’insieme.
PerVasari questa è una nuova rappresentazione del dolore, una delle caratteristiche di Raffaello è la
capacità narrativa. Studiò i grandi maestri come Giotto, Leonardo e da loro prese il meglio
Raffaello riflette sui modelli antici come per esempio il Laocoonte di 30 cm, oppure molto importanti per
questo tipo di scena sono i sarcofagi che raccontano delle storie, quindi si viene a trovare suna solzione
narrativa, molto importante è il trasporto di Meleagro (episodio rappresentato su un sarcofago romano)
Raffaello riprese una serie di elementi non solo dai sarcofaci o comunque dall’antico ma comunque dalla
“moda” pittorica dell’epoca:
rappresentazione del corpo morto, possiamo notare subito il braccio destro lasciato cadere, ripresa nella
posa della Morte di Marat di Jacques-Louis David datata 1793.
Rilessione sul corpo di Cristo di Raffaello e sul corpo di crito nella Pietà Vaticana di Michelangelo : molto
simili (vedi inarcatura schiena)
!! vi sono disegni non solo della scena totoale ma anche delle signole figure come per esempio lo studio
della tensione del corpo di uno dei trasportatori.
Ricordi dal Tondo Doni: posizione della donna che sorregge Maria, torsione sia del corpo ma anche della
testa, con la sola differenza che Raffaello lo rende più naturale.
- Polittico dell’annunziata: opera commissionata a Leonardo, poi nel 1505 Perugino la portò a compimento,
terminò la parte bassa. Attenzione alla Vergine: facia molto dolce e imbambolata.
Quando questo polittico venne scoperto, fu molto criticato perché reputato vecchio per la Firenze del
tempo, così come il polittico anche Perugino non è reputato più attuale, così decise di lasciare Firenze.
Perugino è un’artista di grande fascino, tant’è che Raffaello apprende tanto da Perugino
Francesco Francia ha molta fortuna a Bologna, un esempio perfetto è la Pala Bentivoglio che rappresenta
un’adorazione del bambino con raffigurati i membri della famiglia Bentivoglio appuno, come celebrazione.
Nel 1514 Raffaello realizza la pala di Santa Cecilia, la realizza a Roma e poi la spedisce a Bologna, Vasari
descrive l’episodio dell’arrivo a Bologna della pala di Santa Cecilia. Si dice che F.Francia morì davanti a
questa pala. Per Vasari la pala di Santa Cecilia di Raffaello era una meraviglia: “non dipinta ma viva”.
ROMA come sappiamo nel ‘400 Roma non è il centro delle novità, ma con Giulio II che diventa papa nel
1503 fino al 1513, Roma verrà completamente rinnovata, egli si inventerà una restaurazione della roma
Antica.
Giulio II mise in atto la cultura del “RENOVATIO URBIS” cioè del rinnovo di Roma,
nei primi decenni del ‘500 roma vive il suo periodo di massimo splendore grazie
alla presenza dei più grazndi maestri dell’epoca come Bramante, Raffaello e
Michelangelo. I loro sforzi convergono nella prima metà del 500, nel più grande
cantiere della Roma Caputmundi : quello della riedificazione della Basilica di San
Pietro.
Il Papa commissionò un nuovo monumento funebre per se stesso a Michelangelo
che arrivò a Roma nel 1505, venne chiamato come scultore, voleva un
grandissimo mausoleo.
Nel 1508 Giulio II commissiona a Michelangelo l’affresco della Cappella Sistina, michelangelo accetta mal
volentieri l’incarico della Cappella Sistina perché aveva poca pratica con l’affresco.
Condotta dal 1508-1511 in solitario, ha un’esecuzione molto veloce. Gli viene lasciata carta bianca, è molto
libero.
L’affresco rappresenta 9 storie della genesi, con un’iconografia molto complessa. Michelangelo sceglie
un’impostazione architettonica : al centro abbiamo gli episodi della genesi, i pennacchi invece pullulano di
profeti e sibille.
 Le nove scene del programma iconografico hanno i seguenti soggetti:









La separazione della luce dalle tenebre
La creazione delle stelle
La separazione delle acque dalla terra
La creazione d’Adamo
La creazione di Eva
Il peccato originale
Il sacrificio di Noè
Il diluvio universale
L’ebbrezza di Noe
L’impostazione è: al centro vi è la scena principale, ai lati invece vi sono perone nude e medaglioniin finto
rame con l’aggiunta di rami di quercia ( allegoria dello stemma papale)
!! l’esecuzione della Volta Sistina fu molto faticosa: si fece chiudere dentro per 4 anni – lo sforzo fatto è
descritto in un’sonetto un’po grottesco.
Una delle grandi novità della volta sistina fu la rappresentazione dell’uomo sia per le posizioni sia per il
nudo: vi fu uno studio del disegno del corpo umano sia maschile che femminile.
Vasari individua l’intento di Michelangelo per la pittura focalizzata solo sulla pittura per il corpo umano.
I conteporanei furono molto ruipi dalla grandiosità iconografica.
LA CAPPELLA SISTINA PROVOCA IN MICHELANGELO UNA MATURAZIONE STILISTICA MOLTO VELOCE
Tra le figure più importanti vi è Dio padre ne “la separazione delle acque dalla terra”
La rappresentazione del corpo umano è una novità della cappella sistina, i corpi
sono maestosi con poese tridimensionali.
ARTIFICIOSITÀ NELLE POSE  come quelle dei profeti e delle sibille
PERFEZIONE DEGLI SCORCI
Grandissima inventiva: come il profeta Geremina, oppure la sibilla libica quasi in bilico ( sta per alzarsi, è in
moviento)
Profeta Geremia
Sibilla Libica
Sono stati realizzati una serie di disegni preparativi – studi in sanguigna\ carboncino  vedi studi per la
Sibilla Libica
Descrizione del profeta Giona: Vasari sottolinea l’adilità illusionistica, è la figura che chiude la volta.
Le pose e l’abilità illusionistica sebranno modificare l’architettura della cappella.
Nel frattempo Raffaello è a Roma, chiamato per dipingere le stanze vaticane.
Giulio II decide di metter mano a nuovi appartamenti già precedentemente affrescati da grandi maestri tipo
Piero Della Francesca, così chiama molti artisti come il perugino ecc..
1508 chiama Raffaello che dopo averlo visto lavorare, Giulio II licenzia tutti gli altri artisti e affida l’opera
interamente a Raffaello.
Le stanze sono quattro:




Stanza della Segnatura
Stanza di Eliodoro
Stanza dell’ incendio di Borgo
Stanza di Costantino
Il tempo d’esecuzione si aggira intorno ai 3\4 anni per stanza.
Le lunette sono dedicate ad un tema iconografico: la stanza è formata da 4 lunette
(l’ultimo restauro eseguito ha permesso di capire meglio la pittura di Raffaello)
 STANZA DELLA SEGNATURA : 1508-1511, al tempo era la biblioteca di Giulio IIGli affreschi
rappresentati sono la celebrazione delle categorie del sapere (teologia, filosofia, poesia e
giurisprudenza).
Raffaello cercò di caratterizzare e coinvolgere i personaggi in un azione, caratterizzandoli da movimenti ed
espressioni.
 “ La scuola di Atene” è
l’affresco più impegnativo
della stanza, soprattutto per
l’invenzione architettonica.
È un affresco di grnade respiro.
La scena è inserita in
un’architettura classica , in cui
i personaggi (per lo più filosofi)
sono realizzati con i volti noti
dei personaggi dell’epoca, per
dare un parallelismo tra
l’atene antica e la roma
moderna.
!! tempio antico con forme
moderne simili a quelle di
Bramante.
(all’altezza della stanza dell’incendio sìiniziano a vedere altre mani)
Una figura richedeva un giorno di lavorazione. \\ novità nelle tecniche: L’incisione diretta > si vede nelle
architetture raffiguratenella scena.
COLORI CHIARI – LUCE CHE PERVADE – quel cantiere è per Raffaello un’opportunità di crescita stilistica e
tecnica
Stilisticamnete è evidente lo stile del Perugino, e questo si vede nell’esecuzione dei volti dei filosofi come
Platone e Aristotele.
(Volto di giovane: si vedono le incisioni per lo studio) \\ nel parnaso è evidente la tecnica presa dal
Perugino.
2 diverse tecniche: - tratteggio  evidente nella musa Clio
- Pennallata a colpo  evidente nella temperanza
Stanza della segnazione
19\3
 STANZA DI ELIODORO : 1511-1514
Raffaello si trova davanti allo stupore generato dalla scoperta della resa pubblica della Cappella Sistina.
Iconografia: Temi politic con rapporti stretti all’età del tempo.
Quattro gli affreschi alle pareti:




Cacciata di Eliodoro dal tempio (1511-1512)
Messa di Bolsena (1512)
Liberazione di san Pietro (1513-1514)
Incontro di Leone Magno con Attila (1514)
Nel soffitto sono rappresentati quattro episodi biblici che evocano la protezione di Dio al popolo di Israele,
legati alle scene sottostanti.
Vi è un cambiamento radicale dalla stanza della segnatura, il colore cambia!: in questa stanza vi sono più
dorati, più rossi, in generale i colori sono più viv – vedi l’invenzione della sequenza di cupole.
È una scena in movimento: uso del colore più ricco, dinamico, più contrastati
Si compie un salto nella tecnica : sperimenta il leggero rilievo.
È un cantiere di grande libertà inventiva, ne è un’esempio perfetto la scena della cacciata di Eliodoro ( come
si può vedere dall’invenzione della sequenza delle cupole dorate)
GRANDE INVENTIVA NEI DETTAGLI
Confronto con Michelangelo: è un problema grande, Vasari intuisce tutto questo ma sottolinea che
Raffaello poteva “seguire” Michelangelo, ma agisce in un modo diverso, arricchisce la sua pittura, “fa vive e
belle le teste delle femmine”, aggiunge prospettive nuove e stravaganti, fa sembrare veri gli uomini.
PITTURA= CAMPO LARGO.
Vasari celebra Michelangelo.
Nel 155° Giorgio Vasari scrive cosa è stato dopo i modelli di Michelangelo e Raffaello.
[Raffaello non potendo e non volendo fare come Michelangelo si spinge verso altre parti della pittura]
Vasari come pittura imita Raffaello.
Nella stanza di Eliodoro si confronta con una tradizione diversa da quella del centro Italia, inizia un
“dialogo” con la pittura veneneziana  Sebastiano del Piombo è l’artista portatore principale della cultura
Veneziana.
 Nella lunetta sopra la finestra
è rappresentata la liberazione di
San Pietro: è una vera e propria
storia : Angelo che libera San
Pietro + Angelo che porta via
San Pietro.
Raffaello rappresenta una
vicenda divisa in tre momenti: al
di là di una grata tra oscure e
massicce cortine murarie,
avviene l'apparizione radiosa
dell'angelo nel carcere, dove
Pietro giace ancora
profondamente immerso nel
sonno e avvinto dalle catene;
l'apparizione luminosa
dell'angelo e le sbarre in
controluce generano un sorprendente effetto di profondità spaziale
. L'emanazione luminosa arriva a toccare tutti gli elementi della scena, comprese le mura carcerarie, dove
permangono bagliori rossicci.
Pietro appare vecchio e stanco
A destra l'angelo conduce l'apostolo fuori dal carcere, in un'atmosfera tra sogno e realtà, evocata anche
dalle guardie miracolosamente cadute nel sonno; a sinistra altri soldati scoprono la fuga, mentre si agitano
al chiarore della luna e dei bagliori delle fiaccole, che accendono le loro armature di riflessi.
Sono presenti ben quattro tipi diversi di luce: la luna, che si riflette nelle armature dei soldati; la fiaccola,
con il suo riverbero fluttuante; la luce divina, infine c'è la luce della finestra sottostante (nell'immagine è
fotografata chiusa) che si somma alla luce dell'angelo.
Luce simbolica dell’angelo: intervento divino variegata casistica di Luce es. armature dei soldati.
La scena parte in noturno e poi finisce in alba \\ ricerca importante della luce in tutte le sue casistiche, tanti
brillini : luna,armature,nuvole
Vasari sottolinea l’importanza della rappresentazione della luce e l’attenzione per il dato naturale.
Raffaello grande narratore di storie.
Avendola fatta su una finestra usa la luce naturale della finestra per aumentare la potenza  è la più bella
e nuova rappresenzaione fatta in notturno fino a quel momento.
RESTAURO: es. angelo  è stato liberato da delle pitture successive che l’hanno interpretato male.
Le grate nere poste in controluce illuminano ancora di più la composizione totale
Giochi di luce molto importanti
LIBERTÀ NELLA PENNELLATA  i tocchi chiari nei capelli dell’angelo
Confronto con la pittura Veneziana : pala di San Giobbe del Bellini
Un altro esempio di pittura intesa come campo
largo è “la messa di Bolsena”sempre di Raffaello
e sempre della stanza di Eliodoro.
Lunetta dal significato politico – è riconoscibile
inginocchiato Giulio II, nell’insime di altri
personaggi secondari.
Tutti i personagi rappresentati sono trattati
tutti, uno ad uno come se fossero RITRATTI.
Idea della ricchezza dei tessuti - capacità
narrativa e ritrattistica .
Intensificazione del dialogo con la pittura veneziana.
 STANZA DELL’INCENDIO DI BORGO : 1513-1514 --- è la prima ad essere eseguita.
Confronto con Michelangelo e le fonti antiche
– narrazione storica : viene affrontato il
problema di cosa vuol dire raccontare la stoia
contemporanea  fino al ‘700 si usano storie
simboliche.
Raffaello sceglie di rappresentare
un’episodio di un altro Leone ( che è anche
lui un altro Papa), Leone IV. Infatti sul
basamento è inciso LEONE IV che è un papa
carolingio  colui che era riuscito a spegnere
l’incendio del borgo di San Pietro
affacciandosi.
La riconoscibilità del luogo è data dalla smantellatura della vecchia cappella di San Pietro.
In primo piano: evidente è l’incendio e le reazioni che ha scaturito, noi spettatori è come se fossimo
veramente li, abitanti del borgo.
Il cuore dell’affresco è al fondo.
I personaggi sono inseriti in un’architettura classica e antica, come possiamo vedere dalle colonne, vasi e
oggetti vari sparsi.
Citazione dell’antico: Enea e Ascanio fuggono dall’incendio di Troia .
Il nudo appeso: vi è una riflessione sui corpi affrescati da Michelangelo nella Volta Sistina.
Corpi di diversa età : una celebrazione delle sue capacità
Riglessione ed interpretazione di Michelangelo e dell’antico.
 L’importanza della Bottega: il disegno può essere frutto\regia di una bottega. All’interno della bottega di
Raffaello c’era un clima di competizione. “La sinagoga” è il termine per definire la bottega di Raffaello. Il
numero di allievi era variabile, ma una cosa li accumunava, sono tutti già formati. Tra gli allievi di Raffaello
vi sono: Giulio Romano, Giovan Francesco Penni ( coloro che erediteranno davvero la bottega\scuola)
! molti disegni fatti in questa scuola, per problemi di conservazione facciamo difficoltà a stimare i disegni
per ogni lunetta delle stanze, si dice siano 300 disegni per ogni lunetta.
Disegni poi tradotti in cartoni.
1510: Raffaello passa da essere non famoso ad essere acclamato quanto Michelagelo.

Un’altra invenzione di Raffaello (pero pensata prima da Mantegna) era: formare degli incisori,
Raffaello ebbe la passione per gli Incisori. Il maestro fa lavorare gli incisori su cose nuove come per
esempio “il massacro degli Innocenti” di Raimondi Marcantonio
QUESTA È LA RISPOSTA A MICHELANGELO, QUESTA SERIE DI INCISIONI DI CORPI IN MOVIMENTO
(pavimento impostazione prospettica)
Divulgare l’invenzione è quello che importa a Raffaello
Raimondi M. : è abile nel tradurre su rame le idee di Raffaello
In ambito non pittorico la bottega di Raffaello produce una vasta serie di Arazzi oggetto di decorazione
molto in voga all’epoca, tant’è che la Cappella Sistina era ricoperta di arazzi.
10 cartoni di invenzione Raffaelita vennero spediti e prodotti a Bruxell ( mossa utile anche per diffondere la
maniera italiana)  colori piatti pensati per essere tradotti in stoffa
1514: commissionati – 1519: appesi nella cappella sistina (tutto docimentato dalle fonti)