Urban Pop up Fare città, assieme. Relatore: Andrea Paoletti Studente: Alice Biagi Introduzione Il rapido sviluppo della tecnologia, la diffusione di Internet e la globalizzazione hanno provocato una sostanziale trasformazione della nostra realtà quotidiana e della percezione e utilizzo dello spazio in cui viviamo, nonché un allontanamento dell’uomo dalla dimensione territoriale. Se da un lato oggi è molto facile essere connessi globalmente, dall’altro vengono a mancare le relazioni fisiche nell’intorno più prossimo, la percezione di appartenere ad una comunità e la conseguente partecipazione nelle politiche di sviluppo territoriale da parte dei cittadini. In quest’ultimo anno ho avuto la possibilità di venire a contatto con diverse realtà legate al campo dell’innovazione sociale, culturale, civica. Ho conosciuto i promotori di queste iniziative, ascoltato le motivazioni che hanno spinto queste persone a dar vita a luoghi o processi per migliorare, in un modo o nell’altro, il territorio in cui vivono o a cui sono legati, riportando alla luce le peculiarità e i valori dello spazio fisico in sé, e di chi lo abita. Nel corso di questi mesi ho voluto andare più a fondo su questi temi, cominciando a riflettere sul significato di termini come innovazione, comunità, partecipazione e cercando di adattarli ad un contesto a me caro, Trieste. Durante un mese trascorso alle Canarie assieme ad un gruppo di architetti, urbanisti, designer e figure di ogni genere, ho vissuto sulla mia pelle la forza dirompente del lavorare assieme e del collaborare per avere un impatto reale sullo spazio fisico che ci circonda. Ho cominciato a sentire la necessità di agire, in qualche maniera, sul mio intorno, sul territorio in cui sono cresciuta e a cui forse non ho mai dato l’importanza che merita. Tornare a Trieste, dopo aver visto come altre città siano ricche di iniziative culturali capaci di generare un impatto sociale positivo, non è un’esperienza da raccomandare. L’offerta culturale cittadina è ancorata a una concezione conservatrice e consumista della cultura, ci sono le mostre e i musei in cui usufruirne, ma non vi sono luoghi in cui fare cultura insieme, ai cittadini, alle associazioni, al settore accademico o privato, in generale, assieme. È da queste esperienze e dalla volontà di creare un luogo dove produrre cultura, che nasce il progetto per una Civic Factory a Trieste. Uno spazio “non per qualcun altro”, un luogo di incontro, lavoro, svago e studio aperto a tutti attraverso il quale creare una rete a livello locale e non, incentivando lo scambio di conoscenze, esperienze, idee e la creazione di nuovi scenari per la città. L’Urban popup, oggetto della tesi, nasce da questo progetto, è il primo passo per lo sviluppo del progetto a lungo termine. Indaga dei format per capire come adattare il prototipo delle Civic Factory alla realtà di Trieste. Come riattivare le sinapsi che connettono lo spazio fisico con chi lo abita, chi lo abita con le realtà che operano nel territorio e così via, fino a formare una rete eterogenea, solida ma resiliente? Il format è stato sviluppato per dare inizio questo processo. L’urban popup è pensato come un evento, una festa, una sperimentazione che si pone come obiettivo creare delle opportunità, per interagire, produrre cultura e riconnettersi all’intorno più prossimo. Se il processo per l’attivazione di uno spazio permanente richiede tempo e risorse in questo momento non disponibili, i format sviluppati hanno lo scopo di creare interesse attorno al tema del fare città assieme, mettendo in gioco la creatività, stuzzicando la curiosità all’insegna della ri-scoperta, offrendo quindi esperienze. Ad un primo contributo teorico e di analisi necessario per meglio comprendere le basi su cui si fonda il progetto, segue la parte relativa allo sviluppo della Civic Factory e dei pop up. Infine, si è cercato di rendere giustizia con parole e immagini all’esperienza di settembre, durante la quale si sono svolte diverse attività legate al progetto della Civic Factory. Indice 1. Approccio teorico 1.1 Innovazione: qual è la ricetta? Innovazione, intesa come culturale, sociale o qualsiasi altra accezione, è un tema caldo e di grande interesse. Riflessione sui significati del termine e sugli approcci volti all’innovazione. 1.2 Partecipazione e comunità, chi nasce prima? Una riflessione sugli effetti e gli obiettivi dei processi partecipativi a confronto con il cambiamento radicale del concetto di comunità. 1.3 Learning by doing Progettare sperimentando per seguire i ritmi della città contemporanea, sempre più eterogenea, complessa e in costante movimento. Design Thinking, Tactical Urbanism, sperimentazione. 2. Da globale a locale 2.1 La community di CivicWise Presentazione di CivicWise, valori, obiettivi e metodologie di sviluppo dei progetti. 2.2 La rete delle Civic Factory Cos’è il modello delle Civic Factory, come è nato e come si sta sviluppando ora, analizzando le realtà in giro per l’Europa, differenze analogie e attività. - Volumes (Parigi) - OvestLab (Modena) - Factoria Civica (Valencia) 2.3 Il progetto Gi8 Presentazione del progetto sviluppato fino ad ora per l’attivazione di uno spazio civico a Trieste all’interno di un immobile di proprietà del comune. Il contesto Perché Gi8 Finalità e Obiettivi I soggetti coinvolti Attività previste 3. Urban Pop Up 3.1 Perché un pop up 3.2 Manifesto - Concept, obiettivi e finalità 3.3 Site specific, un pop up in viale 3.4 Topic e target group 3.5 Call To Action 3.6 Cena Pop Up 3.7 Creative Lab 3.8 Connessioni 4. Conclusioni 5. Factory Camp 2019 Trieste Perché un pop up? Progettare uno spazio che coinvolge diversi attori non è un processo immediato. Nel caso della Civic Factory è emerso che la Pubblica Amministrazione, per quanto interessata a sviluppare progetti di innovazione culturale per i giovani, non dispone delle risorse economiche necessarie per incentivarli e per stanziare fondi a favori di tali iniziative chiede dei risultati concreti. Allo stesso tempo, la Regione finanzia progetti di cittadinanza attiva proposti da associazioni giovanili attraverso bandi che offrono un finanziamento di 10 mila euro. Un pop up, essendo un’azione temporanea, non ha bisogno di un contributo economico ingente per la sua realizzazione, producendo risultati nel breve termine, ma con la potenzialità di creare effetti a lungo termine. Inoltre, come accade ad esempio per i temporary store, un evento pop up può creare molto più interesse proprio per la sua breve durata. Il pop up essendo una sperimentazione, può prendere pieghe inaspettate, incuriosendo chi vi partecipa stimolando la scoperta. Rapido Low cost Concreto Human scale Collaborativo Concept, obiettivi e finalità Fare città assieme Format ripetibile Connettere Creare opportunità Sviluppare dei format low cost (online e offline) per avvicinare i cittadini al concetto di fare città assieme, per riconnettere il territorio con chi lo abita. I format sono ripetibili e scalabili, ma sono a dimensione di quartiere, devono pertanto essere modellati in base alle esigenze specifiche dello spazio e del target di riferimento. Il pop up sviluppato è pensato per il viale XX settembre, un quartiere centrale ma di passaggio. I pop up prevedono una parte offline, un’azione puntuale, in cui proporre un’esperienza per trasmettere un valore, ed un’altra online in cui raccoglierle e raccontarle, creandone la memoria tangibile. Site specific, un pop up in viale Sebbene il pop up sia pensato per poter essere sviluppato in contesti diversi, il lavoro di tesi si concentra su un caso in specifico, il quartiere in cui si prevede la realizzazione della Civic Factory a Trieste. Si tratta di una zona centrale della città, ben connessa al centro storico e alla periferia, caratterizzata da un lungo viale pedonale che si sviluppa per 1.2 chilometri che collega il centro città con il rione di San Giovanni. È un luogo attivo, nel senso che molte persone vi camminano, ma poche lo vivono. Quando si va in viale, si va da Tiger, all’OVS, a bere un caffé da Lettera Viva o a fare aperitivo in Preferita. Il viale in sé, è solo di passaggio. Durante la giornata cambia aspetto molte volte, senza mai avere un’identità. Al mattino si incontrano per lo più anziani o mamme con i passeggini, al pomeriggio i ragazzi delle scuole medie o superiori, alla sera giovani e universitari che riempiono pub e locali. Cosa c’è in viale Chi vive il viale Come viene percepito Caratteristiche. Analisi del luogo con interviste. Topic e target group Come valorizzare il viale assieme? Esistono già a Trieste iniziative volte a valorizzare aree poco utilizzate o abbandonate, spesso hanno luogo ai margini della città, nelle zone periferiche. In questi casi molto spesso sono le stesse comunità che vivono nella zona promotrici o comunque parti attive delle azioni che vengono proposte. In viale, il senso di appartenenza e di responsabilità nei confronti dello spazio pubblico manca, proprio perché viene percepito luogo di passaggio. Valorizzarlo significherebbe riconnetterlo con i cittadini, che oggi spesso vi passeggiano senza prestarvi attenzione. Il target group specifico sono i giovani che lo popolano la sera assieme alle associazioni giovanili che operano nel territorio, per cercare di tessere un filo tra queste, i cittadini e lo spazio fisico, in questo caso il viale. Vengono coinvolti anche i locali, i negozi del viale e il Comune, perché è di fondamentale importanza fare avvicinare le istituzioni alla cittadinanza. Le fase del progetto Creare un’esperienza per trasmettere un valore. Il pop up è composto da diverse fasi: la Call To Acion iniziale è dedicata alle associazioni giovanili. In questo caso si tratta di una call per proporre un laboratorio creativo sul tema “il volto del viale”. Verranno utilizzati i canali del PAG (Progetto Area Giovani) per pubblicizzare l’iniziativa. I progetti presentati devono prevedere un laboratorio di una giornata in cui produrre un prototipo che possa poi venire esposto temporaneamente lungo il viale. Nello stesso tempo si inizierà a comunicare l’iniziativa anche ai giovani attraverso i canali social e nei luoghi che frequentano (lungo il viale, i locali). OUTPUT: Format per i canali social, supporti cartacei per sponsorizzare la fase successiva pop up. La fase successiva, la cena pop up, ha lo scopo di cominciare a creare la rete tra cittadini (in questo caso giovani) e associazioni, sensibilizzandoli sul tema della rigenerazione urbana (in questo caso la valorizzazione del viale) attraverso una cena di comunità. La precedente fase di comunicazione è creata per pubblicizzare la cena, durante la quale le proposte progettuali vengono votate (riferimento: SOUP). OUTPUT: organizzazione evento: strategie di comunicazione, modalità di partecipazione, stakeholder. Durante l’evento, che mantiene un carattere informale, viene deciso il progetto che verrà realizzato durante il Creative Lab, il quale si svolgerà all’interno dello stabile della Civic Factory. Connessioni è una fase fondamentale in quanto vuole far sì che la rete creatasi durante le precedenti fasi rimanga e venga raccontata. OUTPUT: format per raccontare le esperienze e chi ha partecipato, pagina web in cui raccogliere gli output della cena e dei laboratori, nonché le sensazioni e feedback dei partecipanti. Call To Action Cena Pop Up Creative Lab Connessioni Factory Camp 2019 Trieste È il primo incontro della rete internazionale delle Civic Factory, un prototipo di spazio collaborativo dove “fare città” promosso dalla community di CivicWise (network aperto e distribuito presente composto da più di 600 persone e presente in 8 Paesi differenti) Il Factory Camp sarà organizzato a Trieste dal 13 al 15 settembre 2019 e i partecipanti (provenienti dalle diverse sedi della rete delle Civic Factories, come Valencia, Parigi, Santa Cruz de Tenerife e Modena) lavoreranno sia sulle strategie globali della rete internazionale, sia sullo sviluppo di nuove progettualità locali. A livello globale il gruppo lavorerà sulle connessioni internazionali interne alla rete, per consolidare lo scambio di format già realizzati, e sulla pianificazione di strategie di comunicazione, visual identity e fundraising. A livello locale saranno prototipati modelli di intervento per il contesto di Trieste (progetto Civic Factory Trieste - Gi8) finalizzaFactory Camp CivicWise Italia APS Programma indicativo Circolo locale di Trieste abbandonati, Luglio 2019 attraverso la riattivazione di tiTrieste al2019recupero di spazi urbani processi di cittadinanza attiva, con nuove sinergie tra settore pubblico, associazioni che operano nel territorio e cittadini. Programma indicativo Di seguito il programma indicativo: Venerdì Sabato Domenica 09:00 - 13:00 > Polo Giovani Toti (da confermare) 09:00 - 13:00 > Polo Giovani Toti (da confermare) 10:00 - 13:00 > Luogo da defin 09:00 - 11:00 Saluti di benvenuto e presentazione Civic Factories 09:00 - 11:00 Workshop sul network Civic Factory e sull’impatto locale 11:00 - 13:00 Workshop sul network Civic Factory e sull’impatto locale 11:00 - 13:00 Prototipazione degli output dei workshop sul network 14:30 - 18:30 > Via Giotto (da confermare) 14:30 - 18:30 > Via Giotto (da confermare) 14:30 - 16:30 Sopralluogo Gi8 & contesto con esplorazioni urbane interattive 14:30 - 16:30 Workshop sullo spazio Gi8: come prototipare spazi civici a Trieste? 16:30 - 18:30 Workshop sullo spazio Gi8: come prototipare spazi civici a Trieste? 16:30 - 18:30 Prototipazione degli output del workshop su Gi8 Restitutione informale delle gio Workhop 13:00 - 18:00 > Osmiza Light lunch e goodbye in osmiza