Citta Nuova - Baryshnikov, nella Parigi anni Trenta

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Baryshnikov, nella Parigi anni Trenta
07-07-2012 di Giuseppe Distefano
Fonte: Città Nuova
Il celebre ballerino in veste d'attore in "In Paris-a play", da un racconto del premio Nobel Ivan Bunin:
incantevole storia d'amore tra due immigrati russi
Mikhail Baryshnikov: superstar della danza, coreografo,
fotografo, autore di libri per bambini, direttore artistico del suo
centro multidisciplinare newyorkese, attore. E quant’altro. Ma
soprattutto e più semplicemente ballerino, noto ovunque dopo
avere abbandonato l’Unione Sovietica nel 1974, scegliendo di
fuggire dal Kirov per trovare asilo negli States della libertà e del
sogno americano. È bastato il suo nome a creare l’evento al
festival di Spoleto. La sua sempre luminosa presenza in scena,
questa volta in veste d’attore.
Una storia esile quella di “In Paris-a play” tratta da un racconto
di Ivan Bunin (premio Nobel 1933) e diretta dal regista Dmitry
Krymov, ma che ben si calza al raffinato e carismatico
interprete. Ambientata nella Parigi degli anni Trenta,
racconta un'incantevole storia d'amore fra due immigrati russi:
lui un ex generale dell'Armata Bianca, lei (Anna Sinyakina) una
giovane cameriera, bellissima e malinconica, che lavora in un ristorante per transfughi e immigrati
dalla Russia. Qui si conoscono, cominciano a frequentarsi. Ma il loro amore, nato timidamente, avrà
brevissima durata: lui morirà improvvisamente.
A rendere corposa la poetica vicenda di solitudine e di perdita, è l’impianto visivo e scenografico
multimediale: una mobile pedana circolare; una parete con una porta centrale; un tavolo ed una sedia
di cartone; una serie di gigantografie di foto d’epoca e di cartoline, già in platea e poi tirate sul
palcoscenico. Tutto questo illuminato nella semioscurità da una continua sequenza di parole e
didascalie proiettate in movimento su tutta la scena, che accompagnano e supportano i brevi dialoghi.
Alla lingua russa i due protagonisti alternano il francese, mentre un coro di camerieri (la compagnia
del Laboratorio Teatrale di Dmitry Krymov) in diversi ruoli, e una soprano, intonano struggenti canti
russi che evocano ricordi e sentimenti di nostalgia.
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Baryshnikov, nella
Parigi anni Trenta
di Giuseppe Distefano Città Nuova
Il celebre ballerino in veste
d'attore in "In Paris-a
play", da un racconto del premio Nobel
Ivan Bunin: incantevole storia d'amore
tra due immigrati russi
Cinema
Non privo di ironia, lo spettacolo scorre con leggerezza ed eleganza accendendosi nel finale di
bagliori inventivi. Basti la scena in cui la giovane donna si libra nell’aria come una delle spose volanti
dipinte da Chagall, mentre Baryshnikov accenna
agli unici momenti di danza: muovendosi col suo paltò nero rigirato in rosso diventa un toreador,
memoria, forse, di quell’Escamillo della Carmen destinato ad essere sopraffatto dal destino.
Al 55° Festival dei Due mondi di Spoleto, Teatro San Nicolò
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Canale: Arte Spettacolo
Argomento: Teatro
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