Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica Domande 1. Se la bobina e il magnete della figura 23.1 si muovessero con la stessa velocità rispetto al terreno, tra di essi non ci sarebbe alcun moto relativo. Il flusso magnetico attraverso la bobina, dovuto alla calamita, sarebbe costante e quindi nella bobina non nascerebbe una forza elettromotrice indotta. 2. Un fulmine contiene delle cariche in movimento e quindi al suo interno circola una corrente. Questa corrente ha un andamento variabile nel tempo perché le cariche del fulmine si muovono erraticamente, quindi produce un campo magnetico variabile nel tempo. Molti dispositivi elettrici hanno al loro interno delle bobine, per cui, se casualmente si trovano in un campo magnetico variabile nel tempo, anche il flusso concatenato sarà variabile nel tempo e, per la legge di Faraday, potranno nascere una forza elettromotrice indotta e una corrente indotta. Il fulmine può allora determinare l’insorgere di una corrente indotta in un dispositivo elettrico, anche se non lo colpisce direttamente. 3. La legge di Lenz stabilisce che la polarità della fem indotta è tale che la corrente indotta produce un campo magnetico che si oppone alla causa che l’ha generata. Facendo riferimento alla bobina di figura 23.2 : Se gli avvolgimenti vengono tirati come mostra la figura, la sezione trasversale della bobina diminuisce e, con essa, diminuisce anche il flusso concatenato. Per opporsi alla diminuzione del flusso concatenato, deve essere prodotto un campo magnetico che faccia aumentare il valore del campo già esistente e che, quindi, nella regione circostante la bobina deve essere entrante nella pagina. Allora, per determinare il verso della corrente si può utilizzare la seconda regola della mano destra: se teniamo la bobina nella mano destra con le dita entranti nella pagina (nel verso del campo indotto), il pollice punterà verso destra, indicando così che il verso della corrente indotta è orario, come mostra la figura. Se la direzione del campo magnetico venisse invertita, con ragionamenti equivalenti a quelli appena svolti dovremmo dedurre che il campo magnetico, per opporsi alla variazione di flusso, deve essere uscente dalla pagina e, quindi, per la stessa regola precedente della mano destra, la corrente deve circolare in senso antiorario. 4. Quando si chiude l’interruttore, nella bobina circola corrente: il campo magnetico associato alla corrente esce dalla parte inferiore della bobina e entra in quella superiore. In altre parole, la parte superiore della bobina funge da polo sud di una calamita e quella inferiore da polo nord. Al campo magnetico della bobina è associato un flusso magnetico che attraversa l’anello metallico. Nel breve lasso di tempo in cui la corrente aumenta da zero al suo valore stazionario, anche il campo magnetico aumenta da zero al suo valore stazionario. All’aumentare del campo magnetico, aumenta anche il flusso concatenato e quindi ci saranno una f.e.m e una corrente indotte nell’anello metallico. N Induced magnetic field S I S Coil + N – I Magnetic field due to coil © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica Per la legge di Lenz, la polarità della f.e.m indotta deve opporsi alla variazione di flusso che l’ha generata e, quindi, il campo magnetico indotto nell’anello sarà simile a quello di una calamita con il polo nord in alto e il polo sud in basso. La situazione complessiva, allora, è simile a quella di due calamite con i poli sud affacciati, che si respingono e l’anello viene “sbalzato” verso l’alto. Se la polarità della batteria venisse invertita, l’anello verrebbe ancora “sbalzato” verso l’alto al momento della chiusura del circuito. In questo caso, infatti, la corrente nella bobina circolerebbe in verso opposto a quello precedente e il campo magnetico ad essa associato sarebbe simile a quello di una calamita con il polo nord in alto e il polo sud in basso. La chiusura dell’interruttore fa cambiare il flusso magnetico attraverso l’anello, determinando una f.e.m e una corrente indotte. In accordo alla legge di Lenz, il campo magnetico indotto nell’anello è simile a quello di una calamita con il polo sud in alto e il polo nord in basso (vedi la figura in basso). Ancora una volta saranno affacciati due poli dello stesso nome, che si respingono, e l’anello metallico sarà “sbalzato” in alto. S Magnetic field due to coil Induced magnetic field N I N Coil I – + S 5. Prima che il filo venga avvolto a formare una bobina, il circuito è puramente resistivo, dove Z = R, e quindi I eff = Veff / R . Quando il filo viene avvolto in modo da formare una bobina, il 2 circuito avrà anche un’induttanza e, quindi, la corrente sarà I eff = Veff / Z , dove Z = R 2 + X L . Dato che Z è sicuramente maggiore di R, la corrente sarà minore quando il filo è avvolto a formare una bobina. 6. La frequenza di risonanza di un circuito RLC è: 1 f0 = 2 ! LC La frequenza di risonanza non dipende dal valore di R e, quindi, è possibile che due circuiti serie RLC abbiano la stessa frequenza di risonanza, anche se hanno resistenze diverse. La frequenza di risonanza è inversamente proporzionale a LC . Due circuiti RLC in serie possono avere la stessa frequenza di risonanza, anche se hanno capacità e induttanza diverse, purché il prodotto LC sia lo stesso in entrambi i circuiti. Test 1. A 2. C 3. B 4. D 5. C 6. A 7. B © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica 8. D 9. C 10. C 11. B 12. C 13. A 14. C 15. D Problemi 1. f.e.m. = vBL = (220 m/s)(5,0 · 10–6 T)(59 m) = 0,065 V 2. ( 3 )( "5 )( 4 ) f.e.m. = vBL = 7,6 ! 10 m/s 5,1 ! 10 T 2,0 ! 10 m = 7800 V 3. v= f.e.m. 940 V = = 150 m/s BL (4,8 T)(1,3 m) 4. La situazione rappresentata è simile a quella della figura 23.4 del testo. Possiamo applicare, allora, la relazione )( ) f.e.m. = BvL = 0,60 T 0,30 m/s 5,6 !10"3 m = 1,0 !10"3 V ( )( 5. Sbarretta A: La forza elettromotrice è zero, perché la sua velocità è parallela alla direzione del campo magnetico e le cariche non risentono dell’azione di forze magnetiche. Sbarretta B: La forza elettromotrice cinetica è: f.e.m. = vBL = (2,7 m/s)(0,45 T)(1,3 m) = 1,6 V L’estremità positiva è la 2. Sbarretta C: la forza elettromotrice cinetica è zero, perché la forza magnetica che agisce su ciascuna carica è diretta perpendicolarmente alla lunghezza della sbarretta. Perché gli estremi della sbarretta si carichino, la forza magnetica deve essere diretta parallelamente alla lunghezza della sbarretta. 6. La lunghezza minima delle guide si ottiene dal prodotto tra la velocità della barretta e il tempo, f.e.m. ovvero d = vt. La velocità si può ottenere dalla relazione v = , e quindi la lunghezza delle BL ! f.e.m. $ guide diventa d = vt = # & t . Non conosciamo direttamente il valore della forza elettromotrice " BL % cinetica, ma sappiamo che la lampadina dissipa una potenza P = 60,0 W, e ha una resistenza © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica R = 240 Ω e la relazione tra la potenza , la forza elettromotrice e la resistenza, P = (f.e.m.)2 , porta R all’espressione f.e.m. = PR . Sostituendo questa espressione in quella della lunghezza delle guide, otteniamo, infine ! f.e.m. $ ! PR $ ! (60, 0 W )(240 # ) " &t = $ % (0,50 s ) = 250 m d =# &t = # " BL % #" BL &% $& (0, 40 T )(0, 60 m ) %' 7. Φ = BA cos φ. Se la parete è orientata a nord Φ = BOA cos 0,0° + BVA cos 90° = BOA = (2,6 · 10–5 T)(28 m2) = 7,3·10-4 Wb Se la parete è orientata a est Φ = BOA cos 90° + BVA cos 90° = 0 Wb La perpendicolare al pavimento è in direzione verticale, quindi Φ = BOA cos 90° + BVA cos 0,0° = BVA = (4,2 · 10–5 T)(112 m2) = 4,7·10-3 Wb 8. "xz "x y = BA cos !x z BA cos !x y = cos 55° = 0, 70 cos 35° 9. ∆F =B ∆A cos f dove ∆A è l’area della spira che esce, nel tempo ∆t, dalla regione in cui c’è il campo. Questa area è il prodotto tra la larghezza del rettangolo (0,080 m) e la lunghezza v ∆t della parte che esce dal campo, ∆A = (0,080 m) v ∆t. Quindi ∆Φ = B ∆A cos φ = (2,4 T) (0,080 m)(0,020 m/s)(2,0 s) cos 0,0° = 7,7·10-3 Wb 10. . La normale alla spira è parallela al campo ( ) "# "t La forza elettromotrice indotta è f.e.m. = ! 1 magnetico, quindi φ = 0° e Φ = BA cos 0° = BA, e la forza elettromotrice indotta diventa: f.e.m. = ! ( ) " BA "# B "A =! =! "t "t "t Possiamo così ricavare ! A f.e.m. 2,6 V = = = 1,5 m 2 /s !t B 1,7 T © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica 11. Per la legge dell’induzione elettromagnetica " ! "0 f.e.m. = !N = t ! t0 = !N BAcos " ! BA0 cos " t ! t0 = (0,65 T) (0 m 2 ) cos0° ! (0,65 T) (0,20 m # 0,35 m ) cos0° = 0,25 V = ! (1) 0,18 s 12. f.e.m. = –N !" / !t , dove !" = BAcos 45°–BAcos 90° = BAcos 45° in un intervallo di tempo !t = 0,010 s . Quindi, per N avvolgimenti, la legge di Faraday permette di calcolare la forza elettromotrice come f.e.m. = !N BAcos 45° "t Le spire sono circolari e, quindi, l’area di ogni spira è uguale a π r2. Risolvendo in funzione di B, otteniamo f.e.m. !t (0,065 V)(0,010 s) B= = = 8,6 #10 –5 T 2 2 N " r cos 45° (950)" (0,060 m) cos 45° 13. Per la legge di Ohm, f.e.m. R= I Per la legge dell’induzione elettromagnetica $# ! # ' "# 0) f.e.m. = !N = !N && ) "t t ! t % 0 ( Quindi: #" ! " & # 4,0 Wb ! 9,0 Wb & 0( !N %% ! (12) % ( ( f.e.m. 0,050 s $ t ! t0 ' $ ' R= = = = 5,2 ) I I 230 A 14. Se il campo magnetico cambia #" ! " & # BAcos ) ! B Acos ) & #B! B & 0( 0 0( % ( %% f.e.m. = !N %% = !N = !NAcos ) ( % ( (= t ! t t ! t t ! t $ ' $ ' $ 0 0 0 ' # 2,1 T ! 0 T & = 1 0,35 m * 0,55 m cos 65° % ( = 0,38 V $ 0,45 s ! 0 s ' ( )( ) © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica Se il campo magnetico è costante e nel tempo cambia l’area #" ! " & # BAcos ) ! BA cos ) & 0( 0 %% (( = f.e.m. = !N %% = !N ( t ! t t ! t $ $ ' 0 ' 0 # A! A & # *A & 0( = !N Bcos ) %% = !N Bcos ) % ( ( $ *t ' $ t ! t0 ' Risolvendo questa equazione in funzione di !A e sostituendo il valore di 0,38 V per l’intensità !t della forza elettromotrice indotta, avremo f.e.m. !A 0,38 V = = = 0,43 m 2 / s !t N Bcos " 1 2,1 T cos 65° ( )( ) 15. L’intensità f.e.m. della f.e.m. media indotta nel triangolo è f.e.m. = !N "# . Il flusso magnetico "t vale: " = BA cos ! = BA cos 0° = BA e !" = BA # BA0 = BA dove A0 = 0 m2 è l’area iniziale del triangolo nell’istante in cui la sbarretta passa per il punto A, e A è l’area dopo l’intervallo di tempo ∆t. La variazione di flusso è quindi !" = BA = B 12 d AC dCB ( ) dove dCB = dAC tan θ, e θ = 19º. Inoltre la base del triangolo si allunga man mano che la sbarretta si muove alla velocità v nel tempo ∆t, e, quindi, dAC = v∆t. Effettuando queste sostituzioni, la variazione di flusso diventa: 2 $% = B 12 d AC dCB = B "& 12 d AC (d AC tan ! )#' = 12 B (v$t ) tan ! ( ) Per cui, infine "# f.e.m. = !N = !N "t 1 2 ( ) B v"t 2 "t tan $ = N 1 Bv 2 "t tan $ = 2 2 ( ) 12 (0,38 T) (0,60 m/s) (6,0 s) tan19° = 0,14 V = 1 16. Per la legge di Ohm f.e.m. = IR = (∆q)R/(∆t). Per la legge di Faraday la forza elettromotrice è anche: $ BAcos 0° – 0 ' NBA "# f.e.m. = !N = !N & )= "t "t "t % ( Combinando queste due espressioni otteniamo © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 (!q) R = NBA !t !t Capitolo 23 Induzione elettromagnetica (!q) R = (8,87 "10 B= o NA –3 C)(45,0 #) –4 2 (1850)(4,70 "10 m ) = 0,459 T 17. I = f.e.m. /R f.e.m. = !N ( ) " BAcos 0° "# "B = !N = NA "t "t "t In questo caso abbiamo utilizzato il fatto che il campo magnetico all’interno di un lungo solenoide è perpendicolare alla sezione trasversale del solenoide stesso, forma un angolo di 0° con la superficie perpendicolare e vale B = µ0 n I , per cui !B = µ0 n!I . La corrente indotta, allora, vale µ n !I !B NA 0 !t !t = R R NA I= (10)(6,0 " 10#4 m 2 ) = (4$ " 10#7 T " m/A)(400 avvolgimenti/m)(0,40 A) (0,050 s) = 1,6 " 10#5 A 1,5 % 18. La figura mostra che il campo magnetico prodotto dalla corrente I sulla spira A è perpendicolare al piano e rivolto verso il basso. Quando l’interruttore viene aperto, il flusso magnetico concatenato con la spira va a zero e, per la legge di Lenz, il campo magnetico indotto si deve opporre alla variazione del flusso. Il campo magnetico sulla spira sta diminuendo e punta verso il basso, quindi anche il campo magnetico indotto dovrà puntare verso il basso: per la seconda regola della mano destra, allora, la corrente indotta nella spira A deve circolare in verso orario. La figura mostra anche che il campo magnetico sulla spira B è perpendicolare al piano e punta verso l’alto. L’apertura dell’interruttore fa scendere a zero il flusso magnetico concatenato e, per la legge di Lenz, il campo magnetico indotto deve opporsi alla variazione di flusso. Il campo magnetico sulla spira sta diminuendo e punta verso l’alto, quindi anche il campo magnetico indotto deve puntare verso l’alto: per la seconda regola della mano destra, allora, la corrente indotta nella spira B deve circolare in verso antiorario. 19. Per la legge di Faraday, l’unica cosa significativa è il movimento relativo tra bobina e calamita: la situazione, quindi, è analoga a quella di figura 23.1 del testo. Per cui Quando la bobina è mossa verso sinistra, la corrente circolerà da sinistra a destra, come nella figura 23.1b. Quando la bobina è mossa verso destra la corrente circolerà da destra a sinistra, come nella figura 23.1c. 20. Il campo magnetico prodotto dal filo percorso dalla corrente in prossimità della posizione 1 è uscente dalla pagina. La spira si sta avvicinando al conduttore, si muove cioè verso zone di campo © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica magnetico, e quindi flusso concatenato, crescente. Per la legge di Lenz, il campo magnetico indotto deve opporsi a questo aumento: esso deve allora avere verso entrante nella pagina. La corrente nella spira deve circolare in verso orario. Nella posizione 2, il campo magnetico è entrante nella pagina e decresce mentre la spira si allontana dal conduttore. Il campo magnetico indotto deve allora essere entrante nella pagina e la corrente indotta nella spira deve circolare ancora in verso orario. 21. Quando il magnete si trova sopra l’anello metallico, il suo campo magnetico è rivolto verso il basso e crescente nella direzione di caduta. Il campo magnetico indotto tende a ridurre l’aumento del campo magnetico: la corrente indotta circolerà come indicato nella figura sotto e l’anello sarà assimilabile a un magnete con il polo nord rivolto verso l’alto. I due poli nord affacciati si respingeranno, ritardando il moto di caduta del magnete. Quando il magnete è sotto l’anello, il suo campo magnetico punta ancora verso il basso, ma è decrescente nella direzione di caduta. Il campo magnetico indotto si opporrà a questa diminuzione: la corrente indotta circolerà, allora, come nella parte destra della figura e l’anello sarà assimilabile a un magnete con il suo polo nord rivolto verso il basso. I due poli (nord e sud) affacciati si attrarranno, ritardando ancora una volta il moto di caduta del magnete. Nella situazione B il moto del magnete non è alterato dalla presenza dell’anello perché nell’anello tagliato non può essere indotta nessuna corrente e quindi nessun campo magnetico indotto che possa attrarre o respingere il magnete in caduta. 22. La corrente I nel conduttore rettilineo produce un campo magnetico le cui linee di campo sono delle circonferenze intorno al conduttore. Il campo magnetico è, in ogni punto, tangente a una di queste linee di campo, quindi perpendicolare al piano del tavolo e, per la seconda regola della mano destra, avrà verso uscente dal tavolo nella regione della spira a sinistra della corrente e verso entrante nella regione a destra della corrente. Quando la corrente I diminuisce, diminuisce anche l’intensità del campo da essa prodotto, ma non cambia la sua direzione nelle regioni indicate nella figura. Dato che i valori del campo in queste due regioni sono sempre uguali e opposti a qualsiasi distanza radiale dal conduttore percorso da corrente, le variazioni dei flussi concatenati si sommeranno algebricamente dando un risultato totale nullo. Il flusso, quindi, rimane costante, non ci sarà alcuna forza elettromotrice indotta e, di conseguenza, nessuna corrente indotta. 23. L’energia immagazzinata in una regione è il prodotto tra la densità di energia e il volume della regione considerata. Sappiamo che la densità di energia vale: 1 2 densità di energia = B 2 µ0 © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica e che il volume è V = A! h Quindi l’energia immagazzinata è: Energia = B 2 Ah (7,0 !10 –5 T)2 (5,0 !108 m 2 )(1500 m) = = 1,5 !109 J –7 2µ0 2(4" !10 T ! m/A) 24. La forza elettromotrice indotta nel circuito secondario a causa della variazione di corrente nel circuito primario è f.e.m.s = ! M "I p / "t . Risolvendo questa equazione in funzione del ( ) coefficiente di mutua induzione, otteniamo: M =! f.e.m.s "t "I p =! (1,7 V ) (3,7 #10!2 s) = 2,5 #10!2 H (0 A ! 2,5 A ) 25. Utilizziamo il pedice P per indicare il circuito primario e il pedice S per indicare il circuito secondario. La forza elettromotrice possiamo scriverla sia come prevede la legge di Ohm che nell’espressione legata alla mutua induzione. Quindi: f.e.m.S = IS R = M !I P !t da cui !I P = ( ) = (6,0 "10#3 A) (12 $) (72 "10#3 s) = 1,6 A IS R !t M 3,2 "10#3 H 26. L’energia immagazzinata in un condensatore è uguale a una bobina è uguale a I= 1 CV 2 , mentre l’energia immagazzinata in 2 1 L I 2 . Uguagliando queste due equazioni, otteniamo 2 C 3,0 ! 10"6 F V= (35 V) = 0,86 A L 5,0 !10"3 H 27. Il coefficiente di mutua induzione vale M = N2Φ2/I1, dove Φ2 = B1A2 = µ0n1I1A2, quindi: M = N2µ0n1A2 = (125)(4 π · 10–7 T ⋅ m /A)(1750/m)(π)(0,0180 m)2 = 2,80 ·10-4 H 28. Il coefficiente di mutua induzione è N! M= 2 2 I1 dove "µ N I # $ 2 = B1 A2 = %% 0 1 1 && ! R22 ' 2 R1 ( Quindi ( ) © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 M= Capitolo 23 Induzione elettromagnetica N 2 " µ0 N1 I1 % µ0 ( N1 N 2 R22 2 $ ' = ( R2 = I1 $# 2R1 '& 2R1 N 2! 2 ( ) I1 29. L’espressione per la tensione di picco di una bobina è: f.e.m.0 = NAB! . Possiamo, allora, ricavare il valore della sezione della bobina e quindi il suo lato. Infatti l= f.e.m.0 A= NB! = 75,0 V = 0,150 m (248)(0,170 T)(79,1 rad/s) 30. I due generatori hanno la stessa tensione di picco, lo stesso numero di avvolgimenti e ruotano alla stessa velocità angolare. Possiamo allora imporre che NB1A1sen ωt = NB2A2 sen ωt, da cui ricaviamo che B1A1 = B2A2 e quindi ! 0, 045 m 2 " ! A1 " B2 = B1 # $ = (0,10 T )# = 0,30 T 2$ % 0, 015 m & % A2 & 31. Il numero N di avvolgimenti nella bobina di un generatore è N = f.e.m.0 AB! , la tensione di picco è legata alla tensione efficace dalla relazione f.e.m.0 = 2 f.e.m.eff. e ! = 2" f . Facendo allora le sostituzioni indicate possiamo ricavare: N= f.e.m.0 AB! = 2 f.e.m.eff AB2" f = ( 2 120 V ) (0,022 m ) (6,9 #10 T) 2" (60,0 Hz) 2 $5 = 3,0 #105 32. La lunghezza totale del filo è uguale al prodotto tra il numero di avvolgimenti e la lunghezza di ogni spira ( L = 4 A ) e l’area della spira si può ricavare dall’espressione della tensione di picco f.e.m.0 = NAB! . In definitiva, quindi, " f.e.m. % Nf.e.m.0 0 '=4 Lunghezza totale = N 4 A = N $ 4 $ NB! ' B! # & La tensione di picco vale ( ) ( ) Nf.e.m.0 =4 f.e.m.0 = 2 f.e.m.eff = 2 120 V = 170 V Infine Lunghezza totale = 4 B! Nf.e.m.0 B2" f =4 ( 100 170 V ) (0,50 T) 2" (60,0 Hz ) = 38 m 33. I eff = I0 2 = 2,50 A = 1, 77 A 2 © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica 34. 2 2 P = I eff R = (6,50 A ) (18, 6 ! ) = 786 W Ppicco = 2 P = 2 ( 786 W ) = 1572 W 35. 2 P= Veff ( = V0 / 2 ) 2 V02 = R R 2R Possiamo, quindi, ricavare V0 = 2 RP = 2 (4, 0 ! )(55 W ) = 21 V 36. L’energia totale consumata è ! 9 h " ! 3600 s " 9 E = Pt = I 2 Rt = (25 A) 2 (5,3 #)(31 giorni) % % & = 3,3 $10 J & ' 1 giorno ( ' 1 h ( La spesa è allora ! 0,12euro " ! 1 kWh " 9 Costo = $ = 110 euro % (3,3 #10 J )$ 6 % & 1 kWh ' & 3,6 #10 J ' 37. P = Veff2 / Rp , dove Rp è la resistenza equivalente del parallelo. Per cui Veff2 Rp = P La resistenza equivalente in parallelo è, allora 1 1 1 1 = 2 = + Rp Veff / P Rcaffettiera Rlampada Rielaborando questa espressione otteniamo 1 P 1 111 W 1 = 2 – = – = 5, 2 ! 10 –3 " –1 2 Rlampada Veff Rcaffettiera (120 V ) 4, 0 ! 102 " E, infine, Rlampada = 1 = 190 ! 5, 2 " 10 –3 ! –1 38. L’energia ceduta dall’acqua che si raffredda passando dalla temperatura T alla temperatura finale di 0,0 °C è data dall’equazione Q1 = cm(T – 0,0 °C). L’energia ceduta quando l’acqua si trasforma in ghiaccio a 0,0°C è Q2 = mLf, dove Lf è il calore latente di fusione del ghiaccio. La potenza prodotta è allora Q + Q2 cm(T ! 0.0 °C ) + mLf P= 1 = t t © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica La potenza prodotta da un impianto di riscaldamento è P = IV. Sostituendo questa espressione della potenza in quella precedente e risolvendo in funzione della corrente, otteniamo: cm(T ! 0, 0 °C ) + mLf I= tV I= (4186 J/kg " C°)(660 kg)(10, 0 C°) + (660 kg)(33,5 " 104 J/kg) = 32A # 3600 s $ (9, 0 h) % & (240 V) ' h ( 39. Mettendo a confronto la relazione I = 0,707 A sen !" 314 Hz t #$ con l’espressione generale per la corrente di un circuito in corrente alternata, I = I0 sen 2 ! f t , ricaviamo che ( 2! f t = (314 Hz ) t ovvero f = ) ( ) 314 Hz = 50, 0 Hz 2! La resistenza del filamento è uguale al rapporto Veff/Ieff, dove I eff = I 0 / 2 . Per cui la resistenza del filamento vale: V V 2 (120, 0 V ) R = eff = eff = = 2, 40 ! 102 " I0 I eff 0,707 A 2 La potenza media dissipata dalla lampadina è il prodotto tra la corrente efficace e la tensione efficace: ! I " ! 0, 707 A " P = I eff Veff = # 0 $ Veff = # $ (120, 0 V ) = 60, 0 W 2 & % % 2& 40. f.e.m.eff = IXC, dove la reattanza capacitiva, XC , vale 1 1 XC = = = 54 # 3 2! f C 2! (3,4 $ 10 Hz)(0,86 $10"6 F) E, quindi f.e.m.eff = IXC = (35·10-3 A)(54Ω) = 1,9 V 41. 1 : applicando questa equazione a ciascun valore di frequenza otteniamo: 2! f C 1 1 X C, 870 = e X C, 460 = 2! f870 C 2! f 460 C XC = Dividendo membro a membro e semplificando, risulta: X C, 870 X C, 460 = 1 2! f870 C 1 2! f 460 C = f 460 f870 © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica Da cui X C, 870 = X C, 460 f460 f870 " 460 Hz % = 68 ! $ ' = 36 ! # 870 Hz & ( ) 42. La capacità equivalente dei due condensatori uguali, connessi in parallelo, è CP = C + C = 2C. Questa capacità equivalente è legata alla reattanza capacitiva del circuito dalla relazione CP = 1/ (2! f X C ). CP = 2C = 1 2! f X C da cui C= 1 4! f X C Ma X C = Veff / I eff , quindi C= 1 = 4! f X C 1 $V 4! f && eff ( I eff % '' ) = 1 $ 24 V % 4! (610 Hz )& ' ( 0,16 A ) = 8, 7 #10"7 F 43. The equivalent capacitance Cs of two capacitors in series is 1 1 1 1 1 = + = + -6 Cs C1 C2 3.00 !10 F 6.00 !10-6 F or Cs = 2.00 µ F The current in the circuit can be found by solving V rms = I rms X C , for I rms . However, we must first find the capacitive reactance X C . XC = 1 1 = = 156 # 2! f Cs 2! (510 Hz)(2.00 "10-6 F) The current in the circuit is given by V 120 V I rms = rms = = 0.77 A X C 156 ! 44. f.e.m.eff = IXL = I(2π fL), da cui f = f.e.m.eff 2,1V = = 310Hz 2! IL 2! 0,023A 0,047H ( )( ) 45. 1 X L = 2! f L e 2! f C Perché le due reattanze siano uguali dobbiamo imporre X C = X L , ovvero 1 = 2! fL da cui 4! 2 f 2 LC = 1 2! fC XC = Risolvendo in funzione della frequenza richiesta, otteniamo © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 f = 1 2! LC = Capitolo 23 Induzione elettromagnetica 1 (52 #10 H )(76 #10 F) "3 2! "6 = 8, 0 #101 Hz 46. X L = 2! fL = 2! 620Hz 8,2 "10#3 H = 32$ )( ( I eff = ) f.e.m.eff 10,0V = = 0,31A XL 32$ I 0 = 2 I eff = 2 (0,31A ) = 0, 44A 47. C = 1/(2π fXC) e XC = Veff/Ieff . Quindi la capacità può essere espressa come C = Ieff/(2π fVeff). Ricordando che la tensione efficace è legata alla tensione di picco dalla relazione Veff = V 2 , otteniamo: I eff C= = 2! fVeff 3, 0A = 6, 4 #10"6 F $ 140V % 2! (750Hz )& ' ( 2 ) La massima carica accumulata su un’armatura del condensatore è: q = CV = 6, 4 "10!6 F (140V ) = 9, 0 "10!4 C ( ) 48. La frequenza della corrente è: X 2,10 #103 $ f = L = = 1,11 #104 Hz 2! L 2! 30, 0 #10"3 H ( ) La capacità del condensatore che ha la stessa reattanza alla stessa frequenza è: 1 1 C= = = 6,83 #10"9 F 4 3 2! f X C 2! 1,11 #10 Hz 2,10 #10 $ ( )( ) XL = 2π f L , quindi triplicando la frequenza otterremo: ( ) X L = 3 2,10 !103 " = 6,30 !103 " Dato che XC = 1/(2π f C ) , triplicando la frequenza otterremo: ( ) X C = 1 2,10 !103 " = 7,00 !102 " 3 49. f.e.m.eff = I eff ! Z , dove l’impedenza Z vale: Z = R2 + X L ! X C ( ) 2 = 2 (275") + (648" ! 415") 2 = 3,60 #102 " da cui ricaviamo: )( ) f.e.m.eff = I eff # Z = 0,233A 3,60 #102 " = 83,9V ( © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica 50. 2 P = I eff R , sostituendo in questa equazione I eff = Veff / Z , otteniamo V 2R V 2R = , dove Z2 R 2 + X C2 1 1 XC = = = 2400 # 2! f C 2! (60, 0 Hz ) 1,1 $10"6 F P= ( ) E, quindi: (120 V )2 ( 2700 ! ) V 2R P= 2 = = 3, 0 W R + X C2 ( 2700 ! )2 + ( 2400 ! )2 51. X L = 0 , quindi I eff = Veff / R 2 + X C 2 . Quando la frequenza f è molto grande la reattanza capacitiva è nulla. Ne deriva che (per frequenze elevate) I eff ' = Veff / R Se la corrente Ieff è metà della corrente I eff’ , otteniamo 2 2 I eff Veff / R + X C = = I eff ' Veff / R 2 R 2 R + XC 2 = 1 2 Manipolando questo risultato, otteniamo: R2 + X C2 R2 1 = " =4 R2 + X C2 4 R2 per cui 1/ (2! fC ) XC = 3= R R Per ricavare, infine, 1 1 f = = = 270Hz 2! fC 3 2! (85# )(4, 0 $10"6 F ) 3 52. La tensione istantanea quando t = 1,20 · 10–4 s è: V (t) = V0 sen 2! f t = 32,0 V sen $&2! 1,50 " 103 Hz 1,20 " 10#4 s ') = 29,0 V % ( La reattanza induttiva e quella capacitiva sono, rispettivamente: ( ( ( ) )( )( ) ) X L = 2! f L = 2! 1,50 " 103 Hz 7,20 " 10#3 H = 67,9 $ © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 XC = Capitolo 23 Induzione elettromagnetica 1 1 = = 16,1 $ 2! f C 2! 1,50 " 103 Hz 6,60 " 10#6 F ( )( ) XL è maggiore di XC, quindi la corrente è in ritardo rispetto alla tensione di π /2 radianti: possiamo, cioè scrivere che I(t) = I0 sen (2π ft − π /2), dove I0 = V0/Z e l’impedenza vale Z = 2 R 2 + (X L ! X C ) = (0 " )2 + (67,9 " ! 16,1 " )2 = 51,8 " Per cui, infine V I = 0 sen 2! f t " 1 ! = 2 Z ( ) $ 32,0 V ' + . 3 "4 = & ) sen -,2! 1,50 * 10 Hz 1,20 * 10 s " 12 ! 0/ = " 0,263 A % 51,8 # ( ( )( ) 53. La frequenza di risonanza di un circuito RLC in serie è f 0 = valore dell’induttanza come 1 1 L= = 4! 2 f02 C 4! 2 690 "103 Hz ( 2 ) (2,0 "10 F) 1 2! LC , possiamo quindi ricavare il = 2,7 "10#5 H #9 54. La frequenza di risonanza del nostro circuito RLC in serie é 1 f0 = = 9,3 kHz 2! LC Se la capacità e l’induttanza vengono triplicate, la nuova frequenza di risonanza diventa: 1 1 1 1" 1 1 # 1 f '0 = = = = $ = f 0 = (9,3kHz ) = 3,1kHz % 3 2! LC 2! (3L )(3C ) 2! 9 LC 3 & 2! LC ' 3 55. In un circuito RLC in serie, la corrente è massima quando l’impedenza è minima, cioè quando X L = X C , o 2 ! f 0 L = 1 / ( 2 ! f 0 C ) . Ci troviamo allora in condizioni di risonanza e la frequenza corrispondente, detta frequenza di risonanza vale 1 1 f0 = = = 352Hz 2! LC 2! 17, 0 #10"3 H 12, 0 #10"6 F ( )( ) Il massimo valore di corrente a questa frequenza sarà, allora: V V 155V I eff = eff = eff = = 15,5A Z R 10, 0! © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica 56. Nella bobina secondaria la tensione viene ridotta di un fattore 13, quindi: 1 120 V = 9, 2 V V2 = 13 ( ) 57. La potenza utilizzata dal dispositivo è quella che proviene dal primario e, utilizzando i pedici P e S per le bobine primaria e secondaria, rispettivamente possiamo esprimerla come P = I PVP . La corrente IP non è nota, ma possiamo ricorrere al rapporto di trasformazione per il quale IS IP = NP . NS Quindi "N # " 50 # P = I PVP = IS %% S && VP = 1, 7 $10!3 A % & (120 V ) = 1, 0 $101 W ' 1 ( ' NP ( ( ) 58. !N " !1" I p = I s # s $ = (1, 6 A )# $ = 0, 20 A # Np $ %8& % & 59. N s Vs 10, 0V 1 = = = N p Vp 220V 22 Il rapporto di trasformazione è 1:22. 60. La resistenza totale di ognuno dei due fili è R = (5,0 !10 –2 "/km)(7,0 km) = 0,35 " Quindi la resistenza complessiva della linea di trasmissione è il doppio di questo valore e vale 0,70 Ω. La corrente inviata alla città è: P 1, 2 !106 W I= = = 1, 0 !103 A V 1200V La potenza dissipata in calore nei fili è: ( P = I 2 R = 1,0 ! 103 A 2 ) (0,70 ") = 7,0 !10 5 W Per l’equazione dei trasformatori: !N " ! 100 " Vs = Vp # s $ = (1200 V )# = 1, 2 % 105 V $ # Np $ & 1 ' & ' Quindi P 1, 2 ! 106 W I'= = = 1, 0 ! 101 A 5 V ' 1,2 ! 10 V La potenza dissipata in questo caso è: ( P' = I '2 R = 1,0 ! 101 A 2 ) (0,70 ") = 7,0 !10 1 W © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica 61. Applicando la legge di Faraday a ciascuna bobina, abbiamo "# "# f.e.m.1 = !N1 e f.e.m.2 = !N 2 "t "t Dividendo queste due espressioni membro a membro e ricordando che la variazione di flusso è la stessa per entrambe le bobine, otteniamo "# $ 4,23 V ' f.e.m.2 !N 2 "t N f.e.m.2 = = 2 da cui N 2 = N1 = 184 & ) = 276 "# N1 f.e.m.1 f.e.m.1 2,82 V ( % !N1 "t 62. Dalla figura si può ricavare che il periodo del generatore è di 0,42 s, quindi : 1 1 f = = = 2, 4Hz T 0, 42s La velocità angolare è: ! = 2" f = 2" (2, 4Hz ) = 15rad/s La forza elettromotrice massima indotta in una bobina vale f.e.m.0 = NAB! e dal grafico ricaviamo che il valore della forza elettromotrice indotta massima è f.e.m.0 = 28 V. Quindi f.e.m.0 28 V B= = = 0,62 T NA! (150)(0,020 m 2 )(15 rad/s) 63. Se i poli nord e sud del magnete in figura venissero scambiati, la corrente nell’amperometro cambierebbe verso. Infatti se il polo sud del magnete si avvicina alla bobina, il campo da cui è investita la bobina diventa più forte e punta verso il polo sud. Per opporsi all’aumento del flusso concatenato, come prevede la legge di Lenz, la corrente indotta nella bobina deve produrre un campo magnetico rivolto contro l’avvicinamento del polo sud: essa si comporta, pertanto, come un elettromagnete con il polo sud alla sua sinistra. Per la seconda regola della mano destra, la corrente attraverso l’amperometro deve circolare da destra a sinistra. Con un ragionamento analogo dobbiamo concludere che se il magnete si sta allontanando dalla bobina, la corrente indotta dovrà circolare nell’amperometro da sinistra verso destra. 64. La forza elettromotrice indotta in una bobina da un generatore in corrente alternata è: f.e.m. = NAB! sen! t = (500)(1,2 "10 –2 m 2 )(0,13 T)(34 rad/s) sen 27° = 12 V 65. Se il campo magnetico applicato diminuisce al trascorrere del tempo, diminuisce anche il flusso concatenato con il circuito. La legge di Lenz richiede che il campo magnetico indotto si opponga a questa diminuzione: esso quindi deve essere uscente dalla pagina per cui la corrente indotta deve circolare in senso antiorario. Questo comporta che l’armatura inferiore del condensatore sia positiva e quella superiore sia negativa. Il verso del campo elettrico in un condensatore va dall’armatura positiva a quella negativa e quindi, nel nostro caso, il campo elettrico è diretto verso l’alto. © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica 66. La forza elettromotrice indotta nella nostra spira è f.e.m. = !"# / "t , dove !" = (!B) A . Quindi # "B & f.e.m. = ! A % ( = (0,018 m 2 )(0,20 T/s) = 3,6 )10 –3 V $ "t ' Per un determinato valore di B (quando B cambia), la rapidità con la quale l’area cambia si può ricavare dalla relazione B"A "A f.e.m. 3,6 #10 –3 V f.e.m. = ! o = = = 2,0 #10 –3 m 2 / s "t "t B 1,8 T Perché la f.e.m. indotta sia zero l’intensità del campo magnetico e il valore dell’area devono cambiare in modo che il flusso resti costante. Dato che il campo magnetico aumenta, l’area della spira deve restringersi. 67. Supponiamo che le due sbarrette abbiano descritto un giro completo. La forza elettromotrice indotta vale ( ) B # L2 "A f.e.m. = !B = "t "t dove L è la lunghezza della sbarretta. La sbarretta, ruotando, ha una velocità angolare ω = 2π /∆t, sostituendo Δt nell’espressione precedente, ricaviamo f.e.m. = 12 BL2ω. Le sbarrette ruotano in versi opposti e, quindi, le loro estremità hanno polarità opposte. Ciò comporta che la differenza di potenziale tra queste estremità sia ∆V = BL2 ω quindi "V 4,5 # 103 V != 2 = = 2100 rad/s BL (4,7 T )(0, 68 m )2 68. Calcoliamo per prima cosa l’impedenza del circuito Z = XC = XL Z= R2 + X L – X C ( ) 2 . 1 1 = = 28,8# 2! fC 2! (1350Hz ) 4,10 $10"6 F ( ) = 2! fL = 2! (1350Hz )(5,30 $10 H )= 45, 0# "3 2 2 (16, 0# ) + (45, 0# " 28,8# ) = 22,8# La corrente, allora, è: I = V/Z = (15,0 V)/(22,8 Ω) = 0,658 A Gli elementi del circuito sono connessi in serie e, quindi, sono attraversati dalla stessa corrente, per cui la tensione ai capi di ogni elemento è rispettivamente: © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica VR = IR = (0,658A)(16,0 Ω) = 10,5 V VC = IXC = (0,658 A)(28,8 Ω) = 19,0 V VL = IXL = (0,658 A)(45,0 Ω) = 29,6 V 69. Utilizzando il valore della frequenza di risonanza possiamo calcolare: 1 1 L= 2 2 = = 2,94 "10#3 H 2 2 3 #6 4! f0 C 4! 1,30 "10 Hz 5,10 "10 F ( )( ) Alla frequenza di risonanza, la corrente è massima e l’impedenza coincide con il valore della resistenza. Quindi 2 Veff2 Veff2 (11, 0V ) P= da cui R = = = 4,84! , R P 25, 0W Quando la frequenza del generatore è di 2,31 kHz, le reattanze specifiche valgono 1 1 XC = = = 13,5# 3 2! fC 2! 2,31 $10 Hz 5,10 $10"6 F XL ( )( ) = 2! fL = 2! (2,31 $10 Hz )(2,94 $10 H )= 42, 7# 3 "3 L’angolo di fase è ( X " X C ) = tan "1 $ 42, 7# " 13,5# % = 80, 6° ! = tan "1 L & ' R 4,84# ( ) E, infine, il fattore di potenza vale cos! = cos80,6° = 0,163 Olimpiadi della fisica 1. B 2. C 3. A 4. Nel circuito i diodi D1 e D2 sono collegati in modo diretto e, avendo resistenza trascurabile, possono essere sostituiti da un cortocircuito; il diodo D2 è collegato in modo inverso e quindi impedisce il passaggio di corrente nel proprio ramo. Il circuito equivalente è perciò il seguente, dove in grigio sono stati indicati gli elementi ininfluenti per il calcolo della corrente. Questa potrà essere calcolata considerando la batteria chiusa sulla serie di due resistenze. © Zanichelli 2009 Cutnell, Johnson – Fisica volume 3 Capitolo 23 Induzione elettromagnetica L’intensità indicata dall’amperometro sarà allora I = V 12V = = 30mA . 2 R 2 ! 200" Test di ammissione all’Università 1. A 2. A Prove d’esame all’Università 1. ( ! B = NBA = NB" r 2 = 60(1T)" 2 #10-2 m ( ) I= ) 2 = 7,5 #10-2 Wb ( ) = 2" ( B) = 2 (7,5 #10 Wb) = 0,25A R!t Rt (3%) (0,2s) $2 !" B 2. R=! V 12V l # 157m $ = 2,3A = (1, 7 %10"8 & % m )' = 5,3& = 5& ; I = = "6 2 ( R 5,3! S ) 0,5 %10 m * (1000 )(2,3A ) = 9, 6 #10"3 T NI = (4! #10"7 N/A 2 ) L 0,30m ! B = BSspira cos " = Babcos " = 9,6 #10$3 T %& 2 #10$2 m 3#10$2 m '( cos30° = 5 #10$6 Wb B = µ0 ( ( ) f em = ! ( ) = 5 $10 "# B "t )( )( ) Wb = 1,7mV 3$10 s !6 !3 © Zanichelli 2009