La Provincia del Sulcis Iglesiente n° 276

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30 Novembre 2014
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Dal primo dopoguerra, i successi delle due maggiori società calcistiche sono stati legati ai periodi più fulgidi dell’economia
Dal calcio un segnale di speranza
La Monteponi, dopo molti anni bui, con l’arrivo del presidente Sandro Foti ha ripreso a vincere e sta riconquistando i suoi tifosi.
D
al primo dopoguerra, i successi
delle due maggiori società calcistiche del Sulcis Iglesiente sono stati sempre legati ai
periodi più fulgidi dell’economia. I modelli più significativi sono quelli della Carbosarda e della Monteponi,
due squadre-azienda che hanno raggiunto i loro più grandi
successi nei periodi di maggior produttività delle miniere (la prima, a metà degli
anni ‘50, è arrivata ad un
passo dalla serie B). Una volta andata in crisi l’attività
estrattiva, il territorio ha conosciuto periodi oscuri che,
inevitabilmente, si sono riflessi sulla gestione delle due
società calcistiche.
Archiviata la stagione della monocoltura mineraria, negli anni ‘60 l’economia del
territorio ha trovato nuovi
sbocchi nel nascente polo
industriale di Portovesme e
anche le due maggiori società calcistiche hanno ritrovato l’impulso economico necessario e indispensabile per
riaccendere la passione temporaneamente “soffocata”
dalla crisi. Iglesias ha vissuto un periodo molto brillante
tra la fine degli anni ‘60 e
l’inizio degli anni ‘80, con
dieci campionati di serie D,
nove consecutivi, e due di Interregionale, uno addirittura con due squadre (Iglesias e
Fersulcis, stagione 1988/89).
Il Carbonia, da parte sua,
ha vissuto un decennio molto positivo, tra la fine degli
anni ‘70 e la fine degli anni
‘80, ritrovando la platea nazionale della C2 per ben sei
stagioni consecutive.
Il libro che tutti i tifosi
della Monteponi aspettano
ALL’INTERNO
Igea, scendono in campo le lavoratrici
Passi avanti per ex Alcoa e Eurallumina
Verso un accordo bilaterale Port.Al-Enel
La Chiesa e la Società nella metà del’ 700
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Dal 18/12 al 3/1 il XXIX Festival Jazz
Una vista armoniosa tra vecchio e nuovo
La Monteponi viaggia a ritmo promozione
VBA/Olimpia cresce, Volley Iglesias no
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La Provincia del Sulcis Iglesiente
Anno XIX • N° 276 • 30 Novembre 2014
Dopo la stipula di un verbale d’incontro tra l’assessorato dell’Industria e Cgil, Cisl e Uil, è riesplosa la protesta a Monteponi
Igea, scendono in campo le lavoratrici
Il 28 novembre 37 donne hanno occupato la Galleria Villamarina, caso unico nella storia recente delle crisi del Sulcis Iglesiente.
N
ella lunga e tormentata
vertenza Igea sono scese
in campo anche le donne, caso unico nella storia recente delle crisi del Sulcis Iglesiente! Il 28 novembre, dopo l’ennesimo rinvio dell’attuazione degli
accordi sottoscritti a livello regionale, le lavoratrici hanno occupato
la galleria Villamarina di Monteponi, divenuto uno dei luoghi simbolo delle lotte dei lavoratori e ora
anche delle lavoratrici, per denunciare il mancato rispetto degli accordi raggiunti per il pagamento degli
stipendi arretrati e l’avvio dei progetti di bonifica che dovrebbero rilanciare l’attività della società che
cura il mantenimento, la manutenzione e la messa in sicurezza mineraria e gestisce siti di elevato interesse turistico dal punto di vista archeoindustriale, valorizzando in maniera sostenibile il patrimonio immobiliare di sua proprietà e custodisce un prezioso patrimonio documentale storico minerario.
Le lavoratrici hanno ricevuto numerose visite ed attestati di solidarietà da parte di esponenti di tutte le
forze politiche, di centrosinistra e di
centrodestra e da tanti cittadini che, in
molti casi, vivono la stessa situazione
di difficoltà, per la crisi dell’apparato produttivo e per la mancanza di
nuove prospettive di lavoro nel breve e medio periodo.
Anche la chiesa, com’è nella tradizione del territorio, si è stretta intorno alle lavoratrici e ai lavoratori in
lotta per il lavoro e per il loro futuro,
e il vescovo della diocesi, monsignor
Giovanni Paolo Zedda, domenica mattina ha celebrato una messa sul piazzale davanti alla Galleria Villamarina
occupata dalle 37 lavoratrici.
In questi casi la solidarietà è importante ma ciò che più conta sono
gli atti politici concreti, gli unici in
grado di superare la grave emergenza, ormai insostenibile, e di dare un
futuro ai lavoratori Igea, avviando fi-
nalmente le bonifiche, decisive per
il rilancio del territorio.
«La Regione, dall’insediamento
della Giunta Pigliaru, è impegnata
con tenacia e coraggio a disegnare un
nuovo futuro per le lavoratrici e i
lavoratori di Igea. Questo è il nostro obiettivo - ha detto l’assessore
regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras - trasformare Igea in una
società con costi e ricavi in equilibrio. Qualche mese fa l’azienda era
morta a seguito di una mancata gestione che negli anni ha portato ad
accumulare 24 milioni di debiti fino
a Igea di svolgere l’attività prevista:
in primo luogo, la messa in sicurezza delle miniere e, progressivamente, anche le attività di bonifica. Il risanamento di Igea, come condiviso
con i sindacati, nel programma della Giunta Pigliaru passa anche attraverso il percorso d’incentivo all’esodo che dovrà concludersi entro il
2014. E l’Esecutivo, riunito sotto la
presidenza di Francesco Pigliaru e
su proposta dell’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras, ha approvato il Piano di incentivo all’esodo per i dipendenti di Igea in liqui-
Le lavoratrici che hanno occupato la galleria Villamarina di Monteponi.
ad azzerare il capitale sociale. Questa Giunta, che ha ereditato quella situazione disastrosa, ha fatto una scelta ben precisa: tenere in vita l’azienda e ridarle un ruolo.»
La Regione si è impegnata a garantire risorse adeguate nel bilancio
2015 che consentano di sostenere la
procedura concordataria e la futura
riorganizzazione societaria. Per raggiungere l’obiettivo, il nuovo commissario liquidatore, Michele Caria,
nominato dopo le dimissioni di Mario Antioco Gregu, elaborerà un piano concordatario che sia in grado di
portare l’azienda a un equilibrio finanziario. Il piano dovrà consentire
dazione. Il provvedimento, che mette in campo 3 milioni e 545mila euro, ed è stato messo a punto in accordo con i sindacati, riguarda 94
persone: una parte riceverà incentivi per andare in pensione, altri andranno in mobilità e successivamente in pensione. Intanto, andrà avanti l’analisi organizzativa per migliorare l’assetto complessivo della società con il coinvolgimento di nuovi tecnici e manager ed il ricorso a
percorsi di formazione e riqualificazione dei dipendenti.
Giampaolo Cirronis
www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com
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Cresce in tutta l’Isola il dibattito sulla riforma degli Enti locali
«Una riforma aperta al contributo di tutti»
L
’assessore regionale dell’Urbanistica e degli Enti
locali, Cristiano Erriu, risponde alle critiche e ai dubbi sollevati da più parti sulla procedura e sui tempi della riforma degli
Enti locali, con particolare riferimento alla cancellazione di quattro
province ed alla ventilata cancellazione di tutte le province, al centro
del dibattito politico anche a livello
nazionale.
«La legge di riforma degli Enti
locali sarà pubblicata ed aperta al
contributo di tutti i cittadini e soggetti coinvolti prima della discussione in Giunta - ha detto Cristiano
Erriu, nel corso di un convegno sulle autonomie locali organizzato dalla
Cgil, “Autonomie locali. La sfida
della partecipazione dei lavoratori
alla Riforma. Valorizzare il lavoro
pubblico e garantire i diritti ai cittadini” -. Le buone riforme non s’impongono dall’alto, ma si costruisco-
no attraverso la condivisione di idee:
la soluzione normativa non è alla
portata di mano di nessuno, specie
L’assessore Cristiano Erriu.
in un momento storico così difficile
e nel caso di una riforma, come quella degli Enti locali, che andrà non
solo a ridisegnare tutta la geografia interna della Sardegna, ma che
coinvolgerà tutto il sistema delle politiche di welfare e metterà i Comuni nelle condizioni di potersi e doversi gestire in maniera autonoma.
Ancora, stravolgerà e dovrà riorganizzare le competenze di tutti gli
enti riformati, in ogni campo, cito a
titolo d’esempio l’energia, i rifiuti,
e la sanità.»
Sui tempi di lavoro al processo
di riforma, l’assessore regionale della Urbanistica e degli Enti locali, mette un accento importante.
«Spero che il Consiglio regionale, destra e sinistra, senza distinzione, lavorino in maniera costruttiva
e celere perché dilatare ulteriormente i tempi non servirebbe a nessuno: rinviare nella ricerca i tempi
nella ricerca di soluzioni normative
sempre diverse non è rispettoso nei
confronti dei cittadini e degli stessi
lavoratori».
La segreteria Fsm Cisl sollecita il presidente della Regione
«Si porti finalmente il metano nell’Isola»
«L
a Sardegna è l’unica
regione italiana a
non poter utilizzare
il metano. Come è
facile immaginare e come più volte
è stato denunciato da più parti in
questi anni, questo gravissimo gap
ha ripercussioni estremamente negative nei confronti dell’industria, nel
tessuto economico-produttivo isolano e ovviamente nella vita delle
famiglie.» Lo scrive, in una nota, la
segreteria regionale Fsm Cisl.
«Non è un segreto che nella nostra Isola i costi di produzione e la
spesa media annuale per l’energia
elettrica, in virtù del gap, sono sensibilmente più elevati della media
nazionale. Recenti indagini dimostrano che se in Sardegna ci fosse il
metano, ogni famiglia risparmierebbe
in media oltre 270 euro l’anno. Dopo l’abbandono da parte dell’attuale maggioranza che governa la Regione del progetto Galsi (infrastruttura che avrebbe permesso l’approv-
vigionamento del metano dall’Algeria), l’attuale presidente Pigliaru
ha più volte dichiarato nei mesi
scorsi di voler intraprendere il percorso di progetti alternativi per la
metanizzazione della Sardegna puntando sulla costruzione di rigassificatori. Chiediamo al presidente Pigliaru di fare tutto il possibile per accelerare i tempi. Anche perché conclude la segreteria Fsm Cisl centinaia, se non migliaia di aziende
in tutta l’Isola, sono in ginocchio.»
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La Provincia del Sulcis Iglesiente
Le vertenze per le due grandi aziende della filiera dell’alluminio hanno compiuto importanti passi avanti verso la riapertura
Cresce la fiducia per ex Alcoa ed Eurallumina
Per l’ex Alcoa, firmato il Memorandum, è iniziata la trattativa Glencore-Alcoa; per Eurallumina, dissequestrata l’area C del bacino fanghi rossi.
N
elle ultime settimane sono
emerse novità importanti
nell’iter procedurale avviato per il rilancio produttivo
di Alcoa ed Eurallumina, le due grandi aziende della filiera dell’alluminio
ferme ormai da alcuni anni.
Per Alcoa, la novità riguarda la
firma del Memorandum tra la presidenza del Consiglio dei ministri, il
ministero dello Sviluppo economico, la Regione Autonoma della Sardegna e la multinazionale svizzera
Glencore, sugli impegni condivisi perché la stessa Glencore possa avviare la
trattativa per l’acquisizione dell’impianto di Portovesme.
Il Governo e la RAS, come fatto
anche con altri operatori, hanno invitato Glencore, proprietaria nella stessa area della Portovesme srl, impianto di produzione di metalli non ferrosi, a discutere quali condizioni fondamentali debbano sussistere per considerare la possibilità di riavviare l’impianto. Glencore s’è dichiarata pronta a proseguire attraverso ulteriori approfondimenti in questa opportunità.
Il confronto fra Governo, Regione e Glencore, si è sviluppato prevalentemente sulle condizioni economiche di fornitura dell’energia, sulle
possibilità di sostenere con risorse pubbliche gli investimenti necessari e sul
miglioramento delle condizioni di contesto infrastrutturale. L’intesa fra Governo, Regione e Glencore, è basata
su soluzioni di mercato e sul rispetto
delle regole della concorrenza dell’UE e della Repubblica.
L’esito dell’operazione è tuttavia
subordinato al completamento da parte di Glencore di un’esaustiva due diligence in relazione all’impianto e alle condizioni della sostenibilità della
gestione delle attività sul lungo termine.
«Finalmente si garantiscono le
condizioni affinché un soggetto industriale (che non era stato preso in
considerazione due anni fa) - ha commentato Roberto Puddu, segretario
della Camera del Lavoro del Sulcis
Iglesiente - possa interessarsi seriamente per la possibile ripresa produttiva dello smelter e, per noi, della
ripresa di tutta la filiera industriale
ed energetica, che può garantire ancora innovazione, sviluppo economico e lavoro. La strada è ancora lunga ed è merito dei lavoratori che non
si sono arresi e con i quali, l’intero
territorio e tutta la nostra organizzazione, non molleranno mai!»
Stefano Lai, delegato UGL -, si potrà
mettere la parola fine ad una vertenza
complessa, che da anni non trova soluzioni.»
«La firma del protocollo d’intesa è
un fatto sicuramente positivo - ha commentato Emanuele Cani, deputato PD
-. Un primo passo di un nuovo cammino per la produzione di alluminio
un Sardegna. è chiaro che la firma
non risolve l’intera vertenza ma segna
un punto di svolta importante.»
Il capogruppo del Pd in Consiglio
regionale, Pietro Cocco, ha espresso
L’incontro tra i lavoratori Alcoa e i lavoratori Meridiana a Portovesme.
Il sindaco di Carbonia, Giuseppe
Casti, ha espresso grande soddisfazione per la firma del protocollo d’intesa.
«Da questo momento, pur consapevoli che vi sono ancora passi decisivi da compiere - ha detto Giuseppe
Casti -, possiamo finalmente dire che
si riaccendono le speranze per la ripresa economica del territorio.»
«La firma del MoU siglata a Palazzo Chigi va considerata un notevole passo in avanti, ma c’è da prendere atto, che solo al completamento
della Due Diligence, con esito esaustivo da parte di Glencore - ha detto
ottimismo per il protocollo d’intesa.
«Il problema - ha spiegato Pietro
Cocco - è sempre quello di trovare una
soluzione strutturale alla questione
energetica a prezzi competitivi per il
rilancio del sistema produttivo del
martoriato Sulcis e della filiera dell’alluminio di Portovesme, cosa alla
quale la Giunta regionale sta lavorando con impegno e determinazione.»
Soddisfazione, per la firma del Memorandum, è stata espressa dalla RSU
aziendale.
«Noi ci abbiamo sempre creduto
- hanno commentato i delegati di Fim,
Fiom, Uilm e Cub - non abbandonando mai la voglia di lottare, senza
mai abbandonare la barca come chi si
fa il bello con il sacrificio di tutti noi non
condividendo la lotta e il presidio e senza fare mai nulla per la riapertura. Ma
per chi è sempre rimasto a guardare,
puntando il dito, oggi è un perdente...
... Oggi possiamo dire di essere
fieri e felici di essere arrivati a questa meta, ma ancora ci vorrà qualche
sacrificio per mettere definitivamente la parola fine sulla compravendita dello stabilimento.»
Il segretario generale della Fim Cisl,
Marco Bentivogli, qualche giorno dopo la firma del Memorandum, ha diffuso una nota nella quale ha annunciato che «mentre è appena partito il
confronto tra Alcoa e Glencore, sono arrivate le prime lettere di licenziamento per i lavoratori Alcoa. A
questo punto - ha sottolineato Bentivogli - serve dettare un’agenda serrata di confronto tra le due aziende
affinché si superino presto i nodi aperti. Vogliamo che il Governo faccia pressing in questo senso e apra un confronto al più presto su gli ammortizzatori sociali, cogliendo anche le opportunità delle iniziative previste nell’ambito del Piano Sulcis. Le crisi di
questi mesi sono drammatiche per i
lavoratori diretti delle aziende coinvolte. Sono una vera vergogna nazionale quelle dei lavoratori degli appalti. Ammortizzatori sociali in deroga
che nei rimpalli tra regioni e governo
lasciano senza reddito i lavoratori.»
«Sia chiaro - ha concluso il segretario generale della Fim Cisl -, non
saremo certo noi a gettare la spugna,
ci batteremo fino all’ultimo per tenere accesa la speranza e risolvere positivamente la vertenza simbolo, del
vuoto della politica, nella difesa e nel
rilancio dell’industria italiana.»
Il 14 novembre, intanto, è stato
compiuto un nuovo passo avanti verso la riapertura dello stabilimento Eu-
rallumina. Su dispositivo del magistrato, titolare del procedimento di sequestro
del sito di stoccaggio dei residui delle
lavorazioni delle bauxite, l’AREA C
del suddetto sito, insieme alla Sala Pompe, dislocata presso il Carbonile Enel,
è stata dissequestrata e riconsegnata all’Eurallumina SPA.
«Si tratta di un segnale indubbiamente positivo - si legge in una nota
della RSU Eurallumina - che fa rientrare nella disponibilità ai fini produttivi dell’Azienda, dopo cinque anni
dal suo sequestro giudiziario, un pez-
profondimenti possano essere risolti
definitivamente. La sottoscrizione di
questo atto è il passaggio fondamentale per arrivare alla possibilità di
avere il dissequestro dell’intera area
destinata allo stoccaggio dei residui
delle lavorazioni, con la massima garanzia della tutela ambientale, della
salute e del lavoro, sancita dagli studi scientifici, dalle opere già eseguite
sotto l’egida del ministero dell’Ambiente, e il tutto sotto la supervisione della Magistratura.»
«Da quel momento - sostiene an-
Lo stabilimento Eurallumina di Portovesme.
zo importante di un sito indispensabile per la prospettiva di ripartenza
di Eurallumina. Segnale importante,
vogliamo ribadirlo, ma non risolutivo!
Occorre arrivare quanto prima alla
sottoscrizione dell’Accordo/Protocollo per la gestione futura di quel sito,
che darà autonomia produttiva per i
prossimi 25 anni, come già indicato dal
piano industriale e a cui hanno espresso pareri favorevoli il ministero dello
Sviluppo economico e tutte le istituzioni in ambito regionale. Stiamo sollecitando ogni giorno affinché gli ultimi punti che richiedono ulteriori ap-
cora la RSU Eurallumina - potrà partire il percorso per la messa in campo
delle ingenti risorse economiche già
stabilite e quelle dei progetti industriali per il riavvio della produzione, con le enormi ricadute economiche, sociali ed occupazionali, che la
ripartenza del primo anello della
filiera dell’alluminio garantirebbe ai
lavoratori diretti, dell’indotto e all’intero territorio - conclude la nota
della RSU Eurallumina - più che mai
impoverito dal momento in cui queste realtà hanno interrotto la loro
produzione.»
La vertenza della fabbrica rilevata due anni e mezzo fa dall’imprenditore iglesiente Ninetto Deriu è giunta a un punto di svolta
Verso un accordo bilaterale tra Port.Al ed Enel per la fornitura di energia
C
i vorranno ancora almeno
tre settimane per conoscere le decisioni sull’accordo
bilaterale tra Port.Al ed Enel
che dovrebbe portare allo sblocco
della vertenza della società di Portovesme rilevata dall’imprenditore iglesiente Ninetto Deriu, il cui rilancio
produttivo è legato alla fornitura di
energia elettrica a prezzi competitivi. è quanto emerso al tavolo del ministero dello Sviluppo economico,
intorno al quale si sono ritrovati il
viceministro Claudio De Vincenti, i
rappresentanti della Giunta regionale e quelli dell’Enel.
Il giorno successivo, come annunciato alla vigilia, nel palazzo della
Regione, in viale Trento, a Cagliari,
si è svolto un incontro che ha visto la
partecipazione dell’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras, dell’ufficio di Presidenza, dei sindacati, di
una delegazione dei lavoratori, dell’imprenditore e dei dirigenti della
ex Ila. Al termine, è stato deciso di
istituire un tavolo tecnico permanente che affronterà in tempi rapidi i
problemi che sinora hanno impedito
la ripresa produttiva della Port.Al, a
partire dalla questione del costo energetico. Nei prossimi giorni sarà convocato un nuovo incontro.
Ninetto Deriu è stato invitato a
desistere dalla propria volontà, espressa qualche giorno fa, di rinunciare al
progetto di rilancio qualora entro il
prossimo 31 dicembre non dovesse
ottenere il via libera alla fornitura di
energia a prezzi competitivi, tali da
consentire una stabilità nel medio e
lungo periodo. E Deriu ha dato la propria disponibilità in tal senso, dimostrando, ancora una volta, di tenere
moltissimo all’investimento già fatto
e al progetto messo in campo per il
rilancio dell’ex Ila, con un ampliamento della produzione verso nuo-
I lavoratori la scorsa settimana
hanno occupato l’assessorato dell’In-
L’imprenditore Ninetto Deriu.
ve linee, compresa quella della cantieristica navale.
dustria, in viale Trento, «per richiamare le istituzioni ad un’assunzione
di responsabilità chiara e netta su una
vertenza che, a causa della burocrazia e dell’indecisione politica, da
due anni e mezzo non riesce a trovare uno sbocco positivo per oltre 140
padri di famiglia che aspettano di
poter tornare a lavorare», desistendo
dall’iniziativa di lotta solo dopo la
convocazione dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico. Ora
attendono con moderata fiducia gli
sviluppi, nella speranza di poter rientrare al lavoro quanto prima, anche
perché sono ormai privi di ammortizzatori sociali, ma restano pronti a
riprendere la mobilitazione qualora
dovessero maturare nuovi rinvii.
Il futuro della Port.Al, dunque resta legato ad un accordo bilaterale con
l’Enel, mentre al momento appare
definitivamente tramontato il progetto per la realizzazione di un mini
parco eolico per l’autoproduzione di
energia. L’ostacolo insormontabile è
quello dei nuovi vincoli posti da un
decreto legislativo alla realizzazione
di impianti eolici a meno di tre chilometri dal mare. In un primo momento l’ostacolo sembrava dovesse
essere superato con un decreto della
Giunta regionale, basato sullo stato
ormai compromesso del territorio
sul quale insiste la fabbrica, ma alla
fine non se n’è fatto niente ed è risultato decisivo il vincolo contrario.
Certo, appare quantomeno singolare che venga impedita l’installazione di due pale eoliche ad un’impresa che opera in un’area nella quale si trova letteralmente circondata dal
vastissimo parco eolico realizzato
appena qualche anno fa dall’Enel, con
il rischio concreto di vedere andare
a monte il rilancio produttivo e il futuro occupativo di 140 lavoratori!
Giampaolo Cirronis
è diventato operativo il 20 novembre il protocollo d’intesa sottoscritto tra la Sotacarbo e la China Energy Research Society
Alleanza scientifica tra Sardegna e Cina per potenziare la ricerca in campo energetico
S
otacarbo e Cers (China Energy Research Society) hanno
sottoscritto un protocollo
d’intesa, approvato dall’assessorato regionale della Programmazione e dall’Ambasciata cinese
in Italia, che prevede lo sviluppo di
diverse attività in comune per un
periodo iniziale di 5 anni. Si tratta di
un’alleanza scientifica fra Sardegna
e Cina per potenziare la attività di
ricerca nei settori dell’energia e dello
sviluppo sostenibile, in particolare
sull’uso sostenibile di combustibili
fossili.
«Noi abbiamo grande interesse
per l’energia pulita e per le società
impegnate in questo campo». Così la
professoressa Yu Zhufeng, vicedirettore Shenhua Science and Technology, ha spiegato le ragioni della
presenza del grande gruppo indu-
striale cinese nel Centro ricerche Sotacarbo di Carbonia. «Noi vogliamo
sviluppare tecnologie che consentano un utilizzo pulito delle fonti di
energia, per questo abbiamo avviato
contatti in Europa e nel resto del
mondo con le società più avanzate
in questo settore: grazie a realtà come Sotacarbo possiamo sapere lo
stato dell’arte della ricerca in questo campo in Europa.»
L’arrivo in Sardegna di Shen Hua,
il più grande gruppo industriale cinese nel settore dell’energia e prima
società al mondo nell’estrazione del
carbone, rappresenta il primo risultato concreto dell’accordo stipulato
due settimane fa tra Sotacarbo e Cers
(China Energy Research Society) e
approvato dall’assessorato regionale
della Programmazione e dall’Ambasciata cinese in Italia.
La delegazione cinese, composta da quattro dirigenti di Shen Hua
e tre rappresentanti del governo di
sentanti della società. Al termine,
si è svolta una riunione con la partecipazione del sindaco di Carbonia,
La delegazione cinese in visita agli impianti della Sotacarbo.
Pechino, ha visitato il Centro Ricerche Sotacarbo e incontrato i rappre-
Giuseppe Casti.
«Per il Polo tecnologico per la
energia pulita del Sulcis l’incontro
con Shen Hua rappresenta il primo
atto concreto in attuazione dell’accordo siglato col consorzio Cers dice il presidente Sotacarbo, Mario
Porcu -. Stiamo operando affinché
l’attenzione nei nostri confronti di
uno dei più grandi gruppi del mondo nel settore energetico si traduca
in progetti operativi.»
L’interesse del colosso cinese
per il mercato europeo al momento
è indirizzata verso Regno Unito e
Italia, i Paesi dove sono in corso di
attuazione i progetti più innovativi
sulle tecnologie “low carbon” (a basse emissioni di anidride carbonica).
Sia il governo britannico sia quello italiano, nei mesi scorsi hanno dato il via libera alla realizzazione di
centrali con tecnologie di cattura e
stoccaggio della CO2, con finanzia-
menti rispettivamente di un miliardo di sterline per gli impianti di
Selby in Inghilterra e di Peterhead
in Scozia; e di 1,2 miliardi di euro
per la centrale da 350 megawatt da
costruirsi nel Sulcis Iglesiente.
Dopo aver voluto toccare con mano la realtà inglese - visitando la
centrale Drax nello Yorkshire - i dirigenti di Shen Hua e la rappresentanza del governo cinese al seguito
hanno voluto conoscere le opzioni
low Carbon allo studio nel Centro
ricerche Sotacarbo.
Tra queste grande interesse è stato manifestato sia per la tecnologia
di ossicombustione senza fiamma,
sia per la centrale Ccs da 350 megawatt che verrà realizzata nel Sulcis. Shen Hua potrebbe avere un ruolo di primo piano anche nel mercato europeo.
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La Provincia del Sulcis Iglesiente
Anno XIX • N° 276 • 30 Novembre 2014
Nel diciottesimo secolo, come anche oggi nel ventunesimo, i tributi da pagare ogni anno, erano numerosi ed ingenti
La Chiesa e la Società nella metà del ‘700
I nostri antenati settecenteschi vivevano in una società povera, di pura sussistenza, per di più soffocati da tasse e balzelli.
L
a relazione del
Vicario
Capitola
re, Michele Pes,
riportava inoltre,
ben dettagliate, le
diverse tipologie
Giuseppe Mura.
di tasse che dovevano essere pagate.
è interessante, quanto complicato,
capire cosa era tenuto a versare, come tributi alla chiesa un povero contadino/contribuente, in denaro o in
natura.
Tutti erano tenuti a pagare le decime alla mitra (Diocesi/vescovo) o
le tasse baronali. Pagavano entrambe
quando si risiedeva in territori parte
delle baronie vescovili.
Per antico privilegio, infatti, il vescovo era anche barone di Santadi,
Signore di Sant’Antioco, barone di
Piolanas e Genna Corriga. In questi
territori si versavano tre starelli di frumento per ogni aratro. Per le pecore e
le capre, si pagava un tributo proporzionato al numero di capi posseduti:
20 soldi per ogni cento animali, in proporzione se il numero era inferiore.
Per l’accordio delle pecore (in sardo
campidanese accòrdio, significa
“convenzione”, “accordo” ed era stipulato con il feudatario nelle cui terre
si intendeva far pascolare il proprio
bestiame) si pagava un montone per
ogni signo (per ciascun gregge posseduto individuato da un segno particolare), per quello delle capre si versava un becco (un caprone).
Per l’accordio delle vacche, ogni
cento animali si era tenuti a versare
otto reali. Per un numero inferiore si
pagava in proporzione. Oltre questo
si pagava un vitello per ogni mandria,
o a scelta del proprietario ed in accordo con l’amministratore o fattore,
quattro lire sarde.
Per il legnatico (legna da bruciare
tagliata nei boschi) si pagavano due
reali per carro, anche se si trattava di
palme dell’isola di Sant’Antioco.
Non è chiaro, in base a quale principio si pretendessero, negli anni sessanta del XVIII secolo (1762-1764)
da parte della curia i tributi baronali
quando, già dal 1759, l’isola era divenuta feudo dell’ordine dei Cavalieri dei Santi Maurizio e Lazzaro.
In ogni caso, tutti i feligresi (parrocchiani, abitanti), che fossero o meno soggetti al vescovo/barone, erano
tenuti a versare le decime alla chiesa,
la cui ripartizione variava se era dovuta direttamente alla curia o al canonico beneficiato oppure al Capitolo nel suo insieme, il quale Capitolo
era tenuto a pagare, “del suo”, parroci, curati e cappellani incaricati di
cura d’anime, quando si trattava di
chiese capitolari o canonicali).
«Di tutt’altro - precisa ancora la
relazione - come vitelli, sacaye (agnelle di un anno), grasalle (lardo e salumi in generale), porci, polledri (sic),
miele, fave, orzo, lino, cannape (sic),
formaggio, si paga di venti uno, e a
proporzione se non arriva il racolto
(sic) a 20.»
Oltre i tributi baronali, le decime
e la ripartizione dei donativi che venivano richiesti dal Sovrano, i contribuenti settecenteschi pagavano una vasta serie di diritti alla Mitra (Vescovado): un quarto di scudo per un testamento, che in quegli anni poteva
essere registrato anche dai curati, uno
scudo in presenza di un legato pio,
otto reali per diritto di sepoltura, per
ogni defunto. Il principe Francesco
D’Austria Deste, genero del Re di
Sardegna, nel suo lavoro dal titolo:
“Descrizione della Sardegna” del
1812, scriveva: «Non esiste cimitero
in tutto il regno di Sardegna, tutt’i
morti sono sepolti nelle chiese, il che
nel caldo produce un fetore nelle
chiese…».
Il cimitero della città di Iglesias,
sorgerà, come spiega F. Cherchi nel
suo lavoro, ricco di dettagli precisi ed
interessanti, “All’ombra dei cipressi”,
solamente nel 1835 quando accolse il
primo defunto nel terreno, attiguo alla chiesa di Santa Maria di Valverde,
noto come orto dei frati.
Per la popolazione di Carloforte
esisteva una convenzione, stipulata
in limine fundationis, di pagare una
sola parte dei tributi dovuti, in cambio gli abitanti dell’isola di San Pietro si impegnavano a mantenere i sacerdoti che si ritenevano necessari per
la cura delle anime.
Quando vescovi ed arcivescovi,
facevano le loro primaverili visite
pastorali, prendevano nota di quanto
Il palazzo vescovile di Iglesias in una foto d’epoca.
accadeva e di come erano organizzate le diocesi. Una volta rientrati in
sede, emanavano una serie di decreti, chiamati generali, se diretti all’intera diocesi, particolari se rivolti a
singole chiese o luoghi di culto, destinati a correggere le anomalie riscontrate.
Dai decreti inviati dall’arcivescovo Natta, si evince che la chiesa era
presente in ogni villaggio, campagna
e persino nei salti più remoti, con
sacerdoti e religiosi e condizionava
ogni aspetto della vita e della società
del tempo.
La parrocchia di San Ponziano ha patrocinato una conferenza
La devozione per Santa Barbara
I
l 7 novembre scorso, alle ore
18,00, la parrocchia San Ponziano con a capo il suo parroco,
ha patrocinato e sostenuto una
interessante conferenza dibattito, appassionatamente voluta dal dottor
Giampiero Pinna con l’associazione
“Il cammino di Santa Barbara” e
la “Rete dei cammini”, insieme alla
Onlus Pozzo Sella, il Parco geominerario e il comune di Carbonia, da
sempre civili devoti di Santa Barbara. L’argomento “Storia, leggenda
e devozione dall’oriente a Burano” è
la sintesi di un libro, illustrata dallo
stesso autore, prof. Marco Molin.
attivamente partecipe ha letteralmente “bevuto e gustato”, l’esposizione del dotto relatore che tra le
tante “Barbara”, sante e venerate in
Italia con le specifiche reliquie, conservate in varie località, ha chiarito
come la “nostra” sia originaria di
Nicomedia, che per alterne vicende,
è arrivata a Venezia, poi a Torcello
e quindi a Burano, dove la si festeggia in modo particolare per la solennità della Santissima Trinità: opportunità derivante dalle tre finestrelle
della torre prigione, volute dalla Vergine figlia di Dioscuro e decapitata
dallo stesso genitore.
I duomeri della cattedrale, così come ogni curato, parroco o rettore, erano tenuti in tempo di quaresima ad
andare in tutte le abitazioni della diocesi, anche nelle capanne più sperdute, e compilare la lista di tutti coloro
che vi abitavano, specificando età e
grado di parentela reciproco. Per ciascuno veniva consegnato un biglietto, lasciapassare indispensabile per
poter accedere alla confessione e alla
successiva comunione. Veniva poi
compilato un dettagliato registro, con
tutti i dati raccolti, chiamato “Libro
delle matricole” o anche stato delle
richiesta di Basilio II imperatore, intervenne in aiuto di Bisanzio contro
i Saraceni, un suo figlio, Giovanni
Orseolo, ambasciatore a Costantinopoli, si innamorò e sposò Maria Argipola, nipote dell’imperatore che chiese e ottenne come regalo di nozze le
reliquie di Santa Barbara da portarsi a
Venezia. Per volere del vescovo di
Torcello, cognato della novella sposa, il corpo della Santa fu affidato al
monastero della città dove un’altra
loro congiunta, ovviamente abbadessa, accolse questo pegno d’amore e
simbolo nascente di fedeltà del legame matrimoniale, ma anche segno
Giampiero Pinna.
La Santa Barbara dei minatori di Monteponi.
Un filo d’oro unisce Carbonia a
Burano perché, ben 15 anni orsono,
le reliquie (il corpo) della Santa, attraverso percorsi burocratici miracolosi, approdarono nel nostro territorio e per sei giorni fu un vero trionfo per la Santa nella nostra cittadina
mineraria.
Artefice dell’evento fu in modo
particolare l’Associazione locale degli artiglieri, nella persona del cav.
Sandro Saba che da anni brigava per
raggiungere tale obiettivo, riuscendo
finalmente a realizzare l’evento coinvolgendo Parrocchia, Comune, e le
varie istituzioni religiose e civili.
Un uditorio attento, silenzioso e
Non meravigli la presenza di tante “Barbara”, martiri in molteplici
località diverse; è abbastanza comprensibile il martirio di giovani vergini che la tradizione popolare ricorda semplicemente come “Barbara”
perché provenienti dal mondo pagano, si innamorarono di Cristo e
non esitarono a dare la propria vita
per non tradire Gesù, ed il loro nome
proprio rimase adombrato dal generico, ma significativo “Barbara”.
è rimarchevole e importante che
nel X secolo la storia delle reliquie di
Santa Barbara diventa storia della
famiglia veneziana degli Orseolo.
Nel 997 il doge Pietro Orseolo, su
di fedeltà ed alleanza politica tra Venezia e Bisanzio.
L’uditorio era più che attento e
curioso, come hanno dimostrato gli
interventi interessanti di alcuni presenti, a dimostrazione che «a noi
vengono lasciati i corpi dei Santi,
affinché per le loro buone azioni sia
forte in noi la carità, rifulga l’umiltà, cresca la purezza, il timor di Dio
e si consolidi l’amore del prossimo,
si moderi la malvagità degli empi e
i buoni riposino in una pace tranquilla», così come testualmente afferma la pergamena di Santa Barbara dell’XI secolo.
Don Amilcare Gambella
anime.
Per ricevere il biglietto, però, ogni
fedele doveva dimostrare di conoscere il catechismo e saper recitare
l’atto di contrizione e di fede, cosa che
veniva verificata scrupolosamente dal
sacerdote, che apponendo la propria
firma sul biglietto autorizzava la confessione: il confessore a sua volta controfirmava ed autorizzava la comunione. Naturalmente il confessarsi e
comunicarsi era obbligatorio e pesanti
sanzioni potevano essere adottate per
i renitenti. Era dovere dei padroni assicurarsi che i propri servi osservassero
i principi cristiani e che andassero,
quando possibile per le distanze dalla chiesa più vicina, per partecipare
alla messa domenicale.
Era questa una meticolosa procedura che permetteva di assicurare il
controllo di tutti gli abitanti i quali,
ogni anno, erano costretti a rispettare il precetto pasquale. Coloro che
non rispettavano, le disposizioni, tra
l’altro ribadite e codificate nel sinodo, del 1715 dell’arcivescovo monsignor Cariňena, erano da considerarsi fuori dalla comunità cristiana e, come tali, puniti severamente.
Uno degli articoli dei decreti, il
sedicesimo, regolava anche la visita
che le puerpere erano solite compiere quaranta giorni dopo il parto, in
occasione della loro prima uscita di
casa, ordinando che la funzione si
svolgesse con l’assistenza di un sacerdote.
«La ceremonia que sulen las mugeres despues los quarenta dias del
parto… se pratique… con la assistencia
de los domeros...»
In caso di convivenza, non legittimata dal matrimonio, il sinodo prevedeva una pena pecuniaria cui doveva aggiungersi una penitenza pubblica, in base alla quale, nel giorno
festivo stabilito i peccatori si sarebbero recati, dalla loro abitazione fino
alla chiesa, a capo scoperto e scalzi,
con capelli sciolti e scarmigliati. Nessun sacerdote era autorizzato a sposarli se prima non fosse stata eseguita la cerimonia penitenziale prevista.
In caso di pervicacia i nomi dei
reprobi dovevano essere comunicati
all’arcivescovo che avrebbe provveduto a farli arrestare ed imprigionare.
In caso di separazione fra coniugi era obbligatorio si riunissero entro
sei giorni, pena la scomunica e l’arresto. Unica alternativa era rivolgersi al tribunale del vescovo per esporre le loro ragioni, quindi attendere e
rispettare la sentenza.
Qualunque attività sociale non po-
teva prescindere dai principi religiosi,
in particolare le arti o mestieri che
potessero avere risvolti morali od educativi.
Cosi, come la chiesa aveva il
controllo sul momento della morte,
socchiudendo le porte del paradiso,
con indulgenze e messe in suffragio,
aveva anche il controllo quando una
nuova esistenza si affacciava alla
vita.
Perciò le levatrici dovevano essere esaminate dal curato agli inizi di
ogni anno e in occasione della festa
del Corpus Domini, allo scopo di verificare la loro preparazione religiosa
e in particolare per ciò che riguardava il battesimo ai neonati. Se si fossero trovate impreparate le si sarebbe revocata la licenza fino a che avessero dimostrato le loro conoscenze
religiose. Se ritenute incapaci potevano anche essere destituite e sostituite.
Solo dal 1756 fu richiesto, per
praticare la professione di ostetrica,
un permesso rilasciato dal Protomedico. Si dovrà attendere l’inizio dell’ottocento perché si cominciasse a
sostenere la necessità che si frequentassero dei corsi con lezioni teoriche
pratiche.
Persino le maestre di cucito dovevano essere preparate nella dottrina cristiana che erano obbligate ad
insegnare e ripetere ad alta voce alle
loro allieve durante le lezioni. Per saggiarne la preparazione dovevano essere esaminate dal parroco nel giorno della festa di Santa Cecilia.
I nostri antenati settecenteschi, in
definitiva, vivevano in una società povera, di pura sussistenza, per di più
soffocati da tasse e balzelli e oppressi da un controllo occhiuto e severo
da parte di una chiesa che in pieno
secolo dei lumi, ancora teneva aperti, in Sardegna, i suoi tribunali dell’inquisizione.
Fine.
Giuseppe Mura
Grande successo della mostra ornitologica “Isola di Sant’Antioco”
L’affascinante mondo dei volatili
N
ei giorni 14, 15 e 16 novembre, presso i locali
della Grande Miniera di
Serbariu, si è svolta una
mostra ornitologica organizzata dall’Associazione Ornitologica Isola
di Sant’Antioco, con Giampiero Vacca presidente, affiliata F.O.I., Federazione Ornicoltori Italiani, con il
patrocinio del comune di Carbonia.
Tra gli obiettivi della Federazione, che raggruppa appassionati orticoltori ed allevatori di uccelli, si
riscontrano l’amore e la conoscenza
degli uccelli, il rispetto e la salvaguardia del loro habitat, nonché, attraverso i suoi associati, la diffusione dei sistemi per un corretto allevamento e la riproduzione in cattività anche di uccelli in via di estinzione. La F.O.I., in collaborazione
con gli enti locali, si occupa anche
di valorizzare il territorio, creando
oasi e parchi ornitologici.
L’associazione organizzatrice
conta 40 iscrittti ed opera nel Sulcis
Iglesiente da 20 anni, ogni anno allestisce almeno una mostra e presenta al pubblico una vasta gamma
di esemplari. Nel corso degli anni,
nei comuni di Sant’Antioco, Carloforte, Carbonia, Musei e Domusnovas, si sono potuti ammirare vari esemplari che hanno catturato
l’attenzione di tanti visitatori.
Quest’anno l’associazione ha
pensato di coinvolgere alcune classi
della scuola primaria, due quinte e
una quarta, dell’Istituto Comprensivo Satta che hanno accolto con
entusiasmo la proposta e, dopo una
lezione teorica, una conversazione
con l’ausilio di una presentazione
in Power Point, svoltasi presso i locali scolastici, i bambini hanno prodotto un disegno a tema libero, ma
inerente agli argomenti trattati; un
4ª B, Rachele Pistone 5ª B e Fabio
Secci 5ª A) sono rientrati a scuola
ognuno con una coppia di uccelli
in gabbietta e tanti consigli per un
corretto allevamento, tutti gli altri
hanno ricevuto degli omaggi cartacei ricchi di informazioni su quel
grande ed affascinante mondo ornitologico che hanno potuto ammirare, per la prima volta, da vicino. La
Gli assessori Lucia Amorino e Loriana Pitzalis con tre maestre.
gruppo di maestre in pensione ha
poi valutato gli elaborati e premiato
i tre più significativi. Dopo la parte teorica e la realizzazione dei disegni, i bambini si sono recati alla
mostra accompagnati dalle insegnanti che hanno faticato non poco a tenere a bada l’entusiasmo e la curiosità per i volatili protagonisti dell’evento che li ha visti anche giudicati e
premiati da una giuria di esperti.
I bambini premiati (Sofia Figus
speranza è che, anche negli anni a
venire, si possa assistere ad eventi
di questo tipo, occasioni speciali di
incontro con la natura, coinvolgendo anche i bambini più piccoli e insegnando loro che “allevare è proteggere”come recita il motto dell’associazione che, anche in questa
occasione, ha avuto un vasto successo di pubblico... affascinando e
coinvolgendo grandi e bambini.
Nadia Pische
La Provincia del Sulcis Iglesiente
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29 dicembre
Dorian Wood trio Echos Vocal Ensemble
30 dicembre
Citizen X feat. Hamid Drake
“Reflections of a parting sky, part 2” Progetto Originale
Esclusiva Italiana
La formazione è composta da: Dorian Wood (voce),
Andrew Gregory Lessman (batteria), Xavier Muñoz Guimera (basso), Alice Madeddu (soprano), Tiziana Pani (soprano), Eva Pagella (contralto), Marta Melis (contralto),
Manolo Pisano (tenore), Riccardo Buffa (tenore), Manuel
Cossu (basso), Rodrigo Rojas (basso)Dorian Wood si esibisce sul palco rendendo ogni performance un caleidoscopio di emozioni.
Questa nuova band, formata da Jean Paul Bourelly - chitarra, Sadiq Bey - balafon/kora e Hamid Drake - batteria,
richiama un senso cinematico della musica e trasmette libertà oltre qualsiasi categoria. Ispirati dalle atmosfere magiche dei rivoluzionari anni ’60 a Chicago, Detroit e Los
Angeles, con contaminazioni di innumerevoli generi musicali, i Citizen X trovano una nuova voce nel teatro odierno
delle politiche di globalizzazione.
31 dicembre
Kandirù
I Kandirù nascono nell'ottobre 2013 dal nucleo di una band isolana attiva nei percorsi underground della musica sarda, i Fratelli Detroit.
La formazione è composta da: Francesco
Peddoni (chitarra e voce), Alessandra Calaresu
(sax), Alessandro Colarossi (tromba), Fabio
Desogus (basso), Matteo Marini (tastiere ed
elettronica), Lorenzo Mele (batteria ed elettronica).
31 dicembre
30 dicembre
Flut3ibe
Con un disco molto intenso al proprio attivo, intitolato
“Moirè”, Flut3ibe riunisce tre flautisti, Stefano Benini, Michele Gori e Stefano Leonardi, che si integrano in un discorso
aperto sia alla libera improvvisazione che al folklore immaginario e all’elaborazione di standard del jazz.
Ad accompagnare questa “tribù di flauti”, saranno Andrea
Tarozzi, pianista che ha collaborato con svariati musicisti jazz
italiani, e Nicola Stranieri, poliedrico batterista.
31 dicembre
Esclusiva Italiana
TALIBAM! feat. Peter Evans
Alan Wilkinson - Esclusiva Italiana
31 dicembre
Peter Evans solo
Carlo Petrini, giornalista, fondatore di Slow
Food, l’ha definita una “fanfara urbana”.
Nata nel 2005 a Torino, arriva a Sant’Anna
Arresi con Stefano Colosimo (tromba), Giulio
Piola (tromba), Simone Garino (sax contralto), Stefano Chiapello (sax tenore), Cecio Grano (sax tenore), Elia Zortea (trombone), Max
Vienco (tuba), Gipo Di Napoli (percussioni),
Renato Tarricone (percussioni).
Dopo l’incredibile successo ottenuto nel
2013 col loro concerto sul palco di Sant’Anna,
in compagnia di Alan Wilkinson, i Talibam!
tornano alla carica rincarando ulteriormente la
dose di alienazione musicale, allargando la band
a un quartetto unico e certamente esplosivo.
La formazione è composta da Matthew
Mottel (sintetizzatore), Kevin Shea (batteria),
Alan Wilkinson (sax), Peter Evans (tromba).
A soli 33 anni, Peter Evans è già considerato
uno dei più importanti trombettisti americani.
Collabora con una moltitudine eterogenea di
band appartenenti alla scena musicale di New
York.
Gli studi in tromba classica eseguiti al conservatorio di Oberlin, Ohio, hanno dato ad
Evans una solida base su cui espandere la conoscenza e l’uso della tromba.
Bandakadabra Marching Band
1 gennaio
2 gennaio
2 gennaio
Evan Parker Quartet
Decoy by Alexander Hawkins
Sant’Anna Arresi Quintet
Esclusiva Italiana
Esclusiva Italiana
Progetto Originale
La formazione è composta da Evan Parker (sax), Peter Evans
(tromba), John Edwards (basso), Louis Moholo (batteria). Evan
Parker - Nato e cresciuto in Inghilterra, Parker è un sassofonista estremamente produttivo, ha suonato in numerose band
ed è da sempre considerato un punto cardine nella scena europea dell’improvvisazione e del free-jazz.
Dalle prime collaborazioni fino a importanti album con Peter
Brötzmann, Parker ha studiato ed ampliato una vasta gamma
di tecniche innovative.
Decoy è un trio inglese d’improvvisazione, composto da
John Edwards al contrabbasso, Alexander Hawkins all’organo
Hammond e Steve Noble alla batteria e percussioni.
Il trio ha registrato quattro album acclamati universalmente
dalla critica musicale: Decoy (Vol. 1): Spirit (Bo’ Weavil Recordings: Weavil 40); Decoy (Vol. 2): The Deep (Bo’Weavil Recordings: Sidra 02) - LP; Decoy with Joe Mc Phee: Oto (Bo’Weavil
Recording: Weavil 41) - CD; Decoy with Joe McPhee: Spontaneous Combustion (OTOroku: ROKU002) - LP.
Il progetto originale promette grandi emozioni sul palco
del PalaNuraghe di Sant’Anna Arresi. Mettere insieme artisti di
diversa estrazione in eventi unici è sempre stata una peculiarità del Festival arresino che promette di fare ancora una volta
centro.
La formazione è composta da cinque personaggi di spicco
della scena musicale internazionale: Alexander Hawkins (piano),
Peter Evans (tromba), Michel Portal (sax), Evan Parker (sax), John
Edwards (basso) e, infine, Hamid Drake (percussioni).
2 gennaio
Hard Up Quartet
3 gennaio
3 gennaio
Andrea Morelli, Massimo “Maso” Spano, Mauro Piras,
Alessandro Garau, sono ormai da tempo dei punti di riferimento del Jazz sardo, con alle spalle diverse incisioni discografiche con vari gruppi in cui suonano o di cui sono
leader.
Hard Up è il loro ultimo progetto musicale col quale hanno inciso il loro ultimo lavoro discografico uscito per la
Clair De Lune “Be Happy”.
ElectroAcoustic Septet by Evan Parker
Esclusiva Italiana
Evan Parker presenterà a Sant’Anna Arresi l’ElectroAcoustic
Septet, un progetto iniziato nel 1990 con lo scopo di esplorare in tempo reale i limiti dell’elaborazione dei segnali, nell’ambito dell’improvvisazione musicale.
La formazione è conposta da: Evan Parker (sax), Peter
Evans (tromba), Walter Prati (computer processing), Marco
Vecchi (sound projections), Paul Obermayer (live electronics),
Richard Barrett (live electronics), Steve Noble (batteria).
Alexander Hawkins - Louis Moholo duo
Clamore musicale garantito da questo incontro intercontinentale tra le incisive improvvisazioni del pianista
Alexander Hawkins e la straordinaria gamma dinamica del
percussionista sudafricano Louis Moholo, perno centrale
della influente comunità di esiliati sudafricani che trasformarono l’evoluzione della musica creativa inglese a partire
dagli anni ’70. Il duo cattura un mix eternamente elettrizzato
di free-jazz, melodie sudafricane, Ellington e molto altro.
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18 dicembre
Coro di Bitti “Remunnu ‘e Locu”
18 dicembre
Le Mystere des Voix Bulgares
Il gruppo dei Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu è stato
costituito nel 1974. Attualmente è composto da: Daniele
Cossellu, Capo Gruppo, “Oche” e “Mesu oche” (Voce solista
e Mezza voce); Mario Pira, “Bassu” (Basso gutturale); Pier
Luigi Giorno, “Contra” (Controvoce gutturale); Dino Ruiu,
“Oche” e “Mesu Oche” (Voce solista e Mezza voce).
Ha collaborato con artisti del calibro di Lester Bowie, Ornette Coleman, Frank Zappa e Peter Gabriel.
Il coro, diretto da Dora Hristova, è composto da: Dora
Hristova, Kalinka Barova, Elichka Krastanova, Olga Borisova, Radka Nankova, Elena Bojkova, Daniela Kostova, Dafinka Damyanova, Snezhana Kastelova, Violeta Nakova, Mariya Leshkova, Gergana Kostadinova, Daniela Dimitrova, Sofia Yaneva, Evelina Hristova, Evguenia Miloucheva, Ruslana
Asparuhova, Violeta Eftimova, Marina Boiadjieva, Silviya Vladimirova, Tsvetelina Velyovska, Daniel Spassov e Milen Ivanov.
La Bulgaria ha dato espressione al proprio desiderio di
identità e libertà sviluppando al suo interno un canto particolarissimo, ancora oggi praticato in campagne e villaggi.
Chiare le attinenze con l’espressione artistica di Elena
Ledda, voce di struggente bellezza e passionalità, capace di
incarnare passato e presente, di rimandare a emozioni primordiali e proiettarsi verso il futuro, espressione dei sentimenti e
delle esigenze culturali della gente della Sardegna nel mondo.
20 dicembre
20 dicembre
21 dicembre
“Codex” Mohammed Reza Mortazavi solo
19 dicembre
“Suliru” Le Mystere des Voix Bulgares
special guest Elena Ledda - Progetto originale
Esclusiva Italiana
“O pata pata” Maria Pia DeVito
Huw Warren duo
Quintorigo special guest Roberto Gatto
Play Frank Zappa
Mortazavi nasce in Iran nel 1979, anno d’inizio della rivoluzione iraniana. L’album “Green Hand”, pubblicato nel
2009, testimonia il suo atteggiamento politico su eventi
socio-politici accaduti in Iran durante gli ultimi decenni.
Nel suo spettacolo, Mortazavi si esibisce con il Tombak ed
il Daf, strumenti a percussione della tradizione persiana, con
uno stile che va ben oltre la musica tradizionale dando al
pubblico l’impressione di ascoltare un’intera orchestra.
Dopo il fortunato album d’esordio “Diálektos” che testimonia l’incontro musicale straordinario tra la vocalist Maria
Pia De Vito e il pianista e compositore inglese Huw Warren,
il duo ritorna a registrare il nuovo attesissimo disco “‘O
Pata Pata”. La tracklist dell’album contiene brani originali
con testi in napoletano di Maria Pia De Vito e le musiche vari
artisti. Il progetto musicale testimonia la durata della grande
intesa artistica tra due musicisti con una forte personalità.
Nato dalla comune passione e dall’amore smodato che i
Quintorigo e Roberto Gatto hanno sempre avuto nei confronti di Frank Zappa, “Play Frank Zappa” vuole essere un lavoro
prima di tutto, e soprattutto, live, che non costituisce un concerto
tributo né un concept-live, ma un sentito, onesto, filologico e
sperimentale ringraziamento al compositore italo-americano.
Un’opera monografica, accurata nella sua veste teatrale e scenografica che vuole fare conoscere e riscoprire l’universo zappiano.
21 dicembre
“Percorsi” Riccardo Lay solo
27 dicembre
Snake Platform
27 dicembre
Riccardo Lay rappresenta la sintesi di una musica che si
rapporta a un ordine naturale, dove le variazioni sono dettate dall’elemento passionale e dal retroterra culturale cui
appartiene. Isole di suono, geografiche ancorché di esclusivo impegno estetico, anarchismo del concetto di appartenenza, che portano il suono lontano, passando tra isole del
mediterraneo e i sobborghi di New Orleans fino a Chicago,
a Lester e all’art ensemble.
Daniele Ledda (direzione), Annalisa Saiu (voce), Senio Dattena (attore), Francesco Medas (chitarre), Mauro Medda (tromba),
Valter Mascia (sax soprano), Sergio Tifu (violinio), Gianfranco
Fedele (pianoforte e tastiere), Matteo Muntoni (basso elettrico
e contrabbasso), Diego Soddu (basso elettrico ed elettronica),
Walter Demuru (elettronica), Massimo Congiu (launeddas),
Marco Caredda (vibratono), Bruno Tagliasacchi (batteria), Matteo Leone (batteria), Alessandro Cau (batteria e percussioni),
Michele Uccheddu (percussioni), Michele Pusceddu (video).
Nato a Los Angeles, di origini costaricane, Dorian Wood
ha attraversato il mondo e, dopo una trionfante tournée, arriverà in Sardegna con un nuovo trio con Xavier Muñoz Guimera al basso e voce e Andrew Gregory Lessman alla batteria.
È dotato di una capacità unica nell’unire e distorcere i
generi musicali - dal dark-pop/soul ai canti bulgari - e canalizzare l’intensità di autori quali Nina Simone, Scott Walker
o Antony Hegarty.
28 dicembre
28 dicembre
29 dicembre
Dorian Wood trio Esclusiva Europea
“Reflections of a parting sky, part 1”
Pasquale Innarella Quartet
“Uomini di terra”
Grande Abarasse Orchestra by John De Leo
feat. Hamid Drake Prima Assoluta
“La notte che arrivò l’inverno”
Musica ex Machina
Il quartetto propone brani jazz di Pasquale Innarella strutturati ed eseguiti nel linguaggio della new thing e del jazz
contemporaneo. Il sound è caratterizzato dall’impasto timbrico tra il sax tenore dal suono grumoso e materico di Innarella e dal timbro dolce ed aulico del vibrafono di Francesco Lo Cascio. Il tutto sostenuto dalla fantasiosa e puntuale batteria di Roberto Altamura e dal contrabbasso solido e possente di Pino Sallusti.
Dopo aver conosciuto Don Cherry, Hamid ha viaggiato
molto al suo seguito in Europa, dedicandosi all’esplorazione dell’infinito universo percussivo. Il bisogno continuo di sperimentare le varie espressioni ritmiche dalle radici della musica lo porta all’esperienza alla fine degli anni
‘70 del collettivo Foday Muso Suso's Mandingo Griot Society, una mistura di tradizione African music e narrativa,
con fusione di elementi jazz, funk, and blues.
«”La notte che arrivò l'inverno” è un’immersione multimediale in un mare di storie che tutte si originano dal vulcanico
romanzo di Bulgakov “il maestro e margherita”.»
La formazione, attiva dal 2006, è composta da sei elementi: Guido Coraddu (pianoforte), Francesco Bachis (tromba),
Mauro Sanna (basso elettrico), Simone Sedda (batteria),
Monica Costigliola (voce narrante) e Francesco Frongia (illustratore).
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La Provincia del Sulcis Iglesiente
Anno XIX • N° 276 • 30 Novembre 2014
Il centro di Carbonia è profondamente cambiato con la realizzazione dei progetti di Piazza Marmilla e Piazza Roma
Una vista unica e armoniosa tra vecchio e nuovo
Il complesso urbanistico ha acquisito un fascino nuovo che potrebbe diventare di grande interesse a fini turistici.
S
ono salito per la prima volta
agli unici due piani accessibili oggi al grande pubblico di
una delle due “torri” (così
chiamiamo a Carbonia i due “nuovi”
fabbricati, uno di sette, l’altro di otto
piani che si affacciano su Piazza Marmilla, Piazza Roma e Via Ala Italiana).
Sono parzialmente occupati da attività
commerciali: negozi, pizzeria, bar, ristorante, uffici, eccetera. L’occasione:
un pranzo con parenti.
Già da questa altezza, modesta, si
può godere di un panorama suggestivo verso la Piazza Roma, impossibile prima, quando c’era una vasta area
vuota visibile soltanto dalle tre vie preesistenti. I miei ricordi di adolescente
mi rimandano, infatti, ad una piazza
(come si chiamava allora?) non finita,
con i resti di un distributore per carburante ed un collegamento stradale
tra Via Ala Italiana e Via Roma (la
vecchia Via Marmilla?), oggi rivestito con mattoni pieni e riservato anch’esso ai soli pedoni.
Con la realizzazione del nuovo e
ampio teatro all’aperto (almeno tremila posti a sedere) e la sistemazione
dei giardini, da parecchi anni una parte dell’area ha assunto un aspetto gradevole che mantiene tutt’oggi. Viceversa, per colmare il restante vuoto, destinato all’edificazione, sono occorsi
decenni a causa di alcune vicende e
conseguenti lungaggini che qui è solo
il caso di accennare a beneficio dei più
giovani: costruzione di un alto palazzo,
poi demolito; ricostruzione in sua vece
delle due “torri” odierne.
Per spiegare bene la sensazione che
ho provato, occorre tener presente che
la Piazza Marmilla è situata a un livello più basso rispetto a tre dei suoi
lati adiacenti; risulta pertanto “infossata” per chi la guarda dalle vie citate. Ancora di più rispetto alle nuove torri, dalle quali, dunque, appare panoramica anche verso il basso, e a maggior ragione lo apparirà se la si potrà
osservare dai piani alti. All’uscita dal
ristorante-bar, ho chiesto a tante persone (alcune non residenti a Carbonia)
il loro giudizio sul panorama, seppure parziale, che si può osservare già
da oggi: è piaciuto a tutti; in particolare hanno segnalato che il vecchio e il
nuovo stanno bene insieme; per esempio, i due nuovi accessi dalla Via Manno, spaziosi ed adibiti un traffico pedonale, che conducono comodamente
al nuovo teatro ed alla zona giardini.
Anche questi sono rivestiti con mattoni pieni.
Da tali considerazioni, che mi trovano completamente d’accordo, parte
il mio proposito di salire sulla terrazza
di almeno una torre e vedere il panorama a tutto tondo, che sia anche ripreso da un buon fotografo, a beneficio dei lettori de “La Provincia del Sulcis Iglesiente”. Ai quali non mancherò di riferire, nel caso dovessi riuscirci.
Per oggi mi fermo qui, non prima
di aver riportato alcuni consigli raccolti tra il pubblico (genitori, pensionati, imprenditori, cittadini in genere):
ai portici risultano sdrucciolevoli in
caso di pioggia, pertanto pericolosi
soprattutto per gli anziani.
• La prestigiosa Via Grazia Deledda, costruita in origine per ospitare i dirigenti della Carbosarda, appare oggi
dal retro delle due torri piuttosto trascurata, con alcuni giardini e casupole
non consoni a un centro storico. Qui
basterebbe poco più di attenzione e
Le due torri viste dalla Torre Littoria.
• I bambini devono potersi muovere in tutta tranquillità nell’area prospiciente il teatro all’aperto e i giardini, senza che si debbano preoccupare
dei ragazzi più grandi, alcuni dei quali usano i pattini a lame in modo spericolato lungo l’ex Via Marmilla.
Due le soluzioni possibili:
1) vietare severamente l’accesso
ai pattinatori;
cura per renderli gradevoli alla vista.
• I commercianti e gli imprenditori rimarcano lo spiccato interesse dei
turisti verso il complesso delle tre
Piazze (Roma, Marmilla e del Minatore). Soprattutto i sardi che non si
aspettavano un centro-città così interessante, abbellito oggi dalla presenza delle due torri. Tutti suggeriscono
un maggior impegno da parte del-
Piazza Marmilla vista da una delle due torri.
2) separare fisicamente le due zone che oggi formano un tutt’uno. A
giudicare dallo stato di degrado in cui
si trova la parte “usata” dai pattinatori
(mattoni che si staccano) è preferibile la prima soluzione. Come attuarla?
è compito dell’Amministrazione comunale.
• Alcuni tratti di marciapiede attigui
l’Amministrazione comunale e dell’Associazione Pro loco per organizzare viaggi per Carbonia e non solo
da Carbonia. Ciò comporterebbe la
possibilità di ampliare le attività teatrali all’aperto nella buona stagione e
tutte le altre che si svolgono in adiacenza.
Continua - Mario Bazzoni
Ufficializzato il legame pluridecennale tra le due comunità
Gemellaggio tra Desulo e Iglesias
stato ufficializzato a Desulo, in occasione della giornata conclusiva della 23ª
edizione della rassegna
“La montagna produce”, appuntamento di “Autunno in Barbagia”, organizzato dal comune di
Desulo e dal Centro commerciale
naturale Gennargentu, il gemellaggio tra Desulo e Iglesias. Al mattino, in attesa del gemellaggio, l’unione delle due comunità è stata
suggellata dalle esibizioni per la
via principale del paese, di alcuni
gruppi arrivati da Iglesias: il Gruppo
Musici Villa Ecclesiae, i Musici
sbandieratori Iglesias, Musici e sbandieratori Santa Lucia del Quartiere
Fontana ed il gruppo folkloristico
città di Iglesias. Con loro, fin dal
primo mattino, l’assessore della
Cultura e vicesindaco di Iglesias,
Simone Franceschi e, dal primo pomeriggio, anche il sindaco, Emilio
Gariazzo. Iglesias e Desulo sono
unite dalla presenza nella città mineraria, ormai da decenni, di una
vasta comunità desulese ed il gemellaggio sancisce un legame che,
nei fatti, era già in atto.
“La montagna produce” ha
avuto un successo straordinario. Il
paese è stato letteralmente invaso
da un mare di gente giunta da ogni
parte della Sardegna, sia con viaggi organizzati sia con mezzi privati.
è
Numerosi i gruppi arrivati anche dal
Sulcis Iglesiente. Le presenze hanno superato ogni previsione ed ogni
limite di capienza del paese, al punto che sono stati tanti coloro che, non
trovando spazio per parcheggiare
lungo i chilometri di strada che conduce a Desulo, hanno dovuto rinunciare. L’organizzazione era
espositori che hanno sistemato i loro prodotti in ogni angolo del paese, ma il vero clou della festa, sono state le visite nel centro storico del
paese, dove sono stati allestiti una
ventina di siti, nei quali è stata ricostruita la vita nei due secoli scorsi. Abitazioni private, botteghe artigiane, chiese, sono state letteral-
Una folta delegazione iglesiente ha partecipato a “La Montagna produce”.
molto curata, con bus navetta che
hanno fatto la spola per tutta la giornata per trasferire in paese i visitatori che parcheggiavano i loro mezzi lungo la strada, ma nel pomeriggio, quando è iniziato il viaggio di
ritorno, la situazione del traffico ha
finito con il creare, inevitabilmente, non pochi problemi.
Alcune centinaia, oltre 300, gli
mente prese d’assalto da migliaia
di visitatori e centinaia di macchine fotografiche, con le quali sono
stati fissati e raccolti momenti che
faranno parte a lungo degli album
dei ricordi di una giornata bellissima, accompagnata, particolare tutt’altro che secondario, da una giornata meteorologicamente straordinaria, quasi estiva.
Interessante iniziativa della Pro Loco e del Comune sulcitano
Il 19 dicembre Domus Apertas a Tratalias
“D
omus apertas” al
borgo medievale
di Tratalias. è il
tema di una manifestazione che si svolgerà il 19 dicembre prossimo, nel borgo medioevale. L’evento, organizzato dalla Pro
Loco del paese in collaborazione con
il Comune, l’ex provincia di Carbonia Iglesias, l’assessorato regionale dell’agricoltura, la Coldiretti
Sardegna, le Associazioni Pro Loco
ed i comuni della provincia di Carbonia Iglesias, ha come obiettivo la
creazione di un’occasione per promuovere e valorizzare produzioni locali, tradizioni e territorio della Sardegna.
Negli spazi e casette del borgo
medievale, intorno alla Cattedrale,
sarà possibile immergersi in un percorso autentico fatto di tradizioni
millenarie, di arti e mestieri che, con
grande orgoglio, le comunità paesane e del Sulcis custodiscono ge-
utilizzate le 20 casette site nel borgo.
Chi volesse partecipare, occu-
Uno scorcio del borbo medioevale di Tratalias.
losamente. Per l’esposizione dei prodotti verranno predisposti degli spazi con dei gazebo ma saranno anche
pando una casetta o uno spazio con
annesso gazebo può sin d’ora contattare la Pro Loco di Tratalias.
A Sant’Antioco si è mobilitato il “Movimento liberi cittadini”
«La Casa dell’anziano non deve chiudere»
A
Sant’Antioco si fa sempre più delicata la situazione in cui versa la Casa
dell’anziano di via Gialeto,
a rischio chiusura a causa dei mancati lavori di manutenzione e delle
spese di gestione onerose, diventate ormai insostenibili per le casse
comunali, come dichiarato dal sindaco, Mario Corongiu. Sono a rischio
diversi posti di lavoro. Per gran parte
dei lavoratori della cooperativa, infatti, se le cose non dovessero procedere per il verso giusto, potrebbe
profilarsi il licenziamento. Nei giorni scorsi si è mobilitato il “Movimento liberi cittadini”, tramite il portavoce Giorgio Fai, che anche grazie
ad un comunicato rivolto ai cittadini, sfoga la propria rabbia ed il proprio dissenso contro sindaco e giunta, ritenuti responsabili «di non essersi assunti la responsabilità in termini finanziari, necessaria per la
ristrutturazione dell’edificio. Disponibilità economica che - ribadisce
Fai - è presente nel bilancio approvato il 30 aprile 2014».
«Noi speriamo in un cambiamento di rotta da parte dell’Amministrazione comunale, per quanto
riguarda l’investimento finanziario
ora mirato al cineteatro Savoia»,
si riesca a trovare un accordo tra le
due parti per salvaguardare anziani, struttura e i lavoratori.»
Ora è attesa una nuova manifestazione d’interesse, a distanza di
La Casa dell’anziano di Sant’Antioco.
afferma Francesca Mannu, dipendente della cooperativa.
«A rimetterci, oltre alla nostra
utenza, sarà anche una buona parte degli operatori. Speriamo, dunque,
un mese da quest’ultima. Quasi certamente l’ultima chiamata che emetterà il verdetto conclusivo relativo a
questa turbolenta vicenda.
Riccardo Sanna
Incontro tra 11 alunni delle elementari fine anni ‘50 e la loro maestra
«Cara maestra Anna Maria Enne...»
S
i sono ritrovati, dopo quasi
60 anni, con la loro maestra,
Anna Maria Enne, a Iglesias,
11 alunni delle classi 1ª e 2ª
elementare degli anni scolastici
1957/1958 e 1958/1959.
L’idea è nata a Pinello Cossu che
un giorno di due anni fa ha rincontrato per le strade della città la maestra Anna Maria Enne, la sua maestra
e quella di altri 40 bambini (allora
le classi erano numerose e la maestra una sola. Gli alunni della prima
elementare 1957/1958, erano 48, quelli della seconda elementare 1958/1959, 42). Questo incontro ha fatto
scattare in Pinello Cossu il desiderio
di mettersi alla ricerca dei vecchi
compagni di classe. Prima di tutto
si è sincerato che alla stessa maestra questa idea potesse far piacere,
alla risposta affermativa si è messo
al lavoro per rintracciare tutti gli altri.
Due li ha trovati subito, Gianfranco e Mauro, e con loro ha iniziato la
ricerca più impegnativa: trovare gli
altri 37. Alcuni dei vecchi compagni,
purtroppo, non ci sono più, altri vivono fuori dalla Sardegna.
Il 20 settembre scorso c’è stato
l’incontro preparatorio tra gli ex alunni ed è stato fissato l’incontro finale
con la maestra per il 4 ottobre.
Alle ore 17.30 si è svolto l’incontro
tra gli ex alunni e la maestra presso
il piazzale delle scuole femminili di
Iglesias per la foto ricordo attuale (lo
stesso piazzale dove 57 anni prima,
con il grembiule e i sandaletti, fecero
la storica foto ricordo della classe).
Gli alunni rintracciati e resisi disponibili all’iniziativa sono stati 18,
11 quelli presenti all’incontro: Efisio Aresti, Giancarlo Atzei, Mauro
Atzori, Franco Cadeddu, Angelo
terminate: anche la maestra ha voluto
sorprendere questi suoi alunni cresciuti. Una bellissima torta con la
foto storica.
Dopo una serata di scambi di informazioni, abbracci e di tanti ricordi, infine, gli ex alunni hanno consegnato alla maestra Enne un piatto di
ceramica con la scritta “1957 e 1958
L’incontro tra la maestra Anna Maria Enne e gli alunni. Foto di Angelo Cucca.
Cherchi, Pinello Cossu, Angelo Deias,
Gianfranco Dongu, Antonio Meloni,
Gian Paolo Peddis e Antonio Puddu.
La figlia di un ex alunno ha consegnato un mazzo di fiori alla maestra
in nome di tutti i figli degli ex alunni.
Dopo la foto, i sorrisi, gli abbracci e qualche lacrima, tutti a festeggiare, con la maestra e le rispettive
famiglie. Ma le sorprese non sono
gli alunni si rincontrano con la maestra” e la data dell’incontro 4/10/2014.
Anna Maria Enne, classe 1926,
gode di ottima salute e ha condiviso volentieri questo evento che, dati
i tanti anni trascorsi, non era di facile realizzazione. La maestra Enne è
nativa di Bergamo, ma è sposata e
risiede a Iglesias (attualmente vedova), madre di 4 figli.
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La Provincia del Sulcis Iglesiente
Anno XIX • N° 276 • 30 Novembre 2014
Inaugurata al Teatro Massimo di Cagliari la stagione di prosa CeDac 2014/2015 tutto esaurito per il primo spettacolo in cartellone
“Beatles Submarine”: l’inguaribile beatlesmania
Ad oggi nessuna comunicazione inerente le stagioni di prosa di Carbonia e Iglesias. Il 18/01 al via la danza al Centrale.
è
stato
“Beatles
Submari
ne”, lo
stravagante spettacolo concerto
del Teatro dell’Archivolto - con teCinzia Crobu.
sto e regia di Giorgio Gallione - ad
inaugurare la stagione di prosa cagliaritana, XXXV Circuito Teatrale Regionale Sardo presso il Teatro Massimo
di Cagliari, CeDac. La performance,
che ha registrato il tutto esaurito, ha
visto intrecciarsi aneddoti e canzoni,
ai racconti surreali di John Lennon ed
ai versi di Paul McCartney. Aggiunti
a questi i colori e le forme delle avanguardie pop, le filastrocche di Lewis
Carroll, la psichedelica e la leggenda
dei Fab Four si è ottenuto una performance irresistibile e di qualità. L’inesauribile beatlesmania è rivissuta sul
palcoscenico, in un coinvolgente divertissement durante il quale sono emerse le doti canore e affabulatrici di Neri
Marcorè, cui si sono intrecciate le stravaganze dei quattro maestri della Banda Osiris - Sandro Berti (mandolino,
violino, trombone), Gianluigi Carlone
(voce, sax), Roberto Carlone (trombone, pianoforte), Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba). Un’ora
e trenta - senza intervalli - in cui siamo
stati sapientemente guidati alla riscoperta del vero senso di una profonda
rivoluzione culturale che sognava di
vedere finalmente la fantasia al potere.
Sono state eseguite, come mai visto fino ad ora, le note della colonna sonora
di un’epoca e di più di una generazione, in un percorso nella musica e nella
storia di una delle band più amate di
tutti i tempi. La stagione proseguirà
(come da comunicato stampa a cura di
A. Brotzu) dal 10 al 14 dicembre 2014
con “Re Lear” di William Shakespeare, nell’allestimento di Goldenart Production, in collaborazione con Ghione Produzioni e con l’Estate Teatrale
Veronese, per la regia di Michele Pla-
cido e Francesco Manetti. Il capolavoro
del Bardo inglese indaga il senso dell’esistenza, il conflitto tra l’amore e il
dovere, il potere e l’umana fragilità, e
l’eterna lotta tra il bene il male: protagonista sulla scena, Placido incarna il
sovrano che sceglie di abdicare, rinunciando al trono, per ritornare alla condizione di uomo tra gli uomini, e finalmente «gattonare verso la morte»,
circondato dall’affetto delle figlie diventate regine. Lusingato dall’ipocrisia cortigiana di Regana e Gonerilla e
indignato per la sincerità della prediletta Cordelia, Lear spartisce il suo regno tra le maggiori ed esilia la più
giovane; un’azione sconsiderata, che
Racanati, Bernardo Bruno, Gerardo
D’Angelo. Le scene sono di Carmelo
Giammello, i costumi di Daniele Gelsi e le musiche originali di Luca D’Alberto.
Ancora non è avvenuta comunicazione delle eventuali stagioni inerenti il Teatro Centrale di Carbonia ed
il Teatro Electra di Iglesias, ancora in
fase di elaborazione. Per info: [email protected] Si sa, invece,
con certezza che - presso il Teatro Centrale - si svolgerà regolarmente la stagione di danza e che sono già iniziate
le vendite degli abbonamenti inerenti
il Circuito Regionale della Danza, Sardegna 2015. Nel prossimo numero
lascia il vecchio in balìa di due donne
calcolatrici e ambiziose, mentre dalla
Francia arriva la minaccia di una guerra per riportare Cordelia sul trono. La
duplice trama - con la parallela vicenda del conte di Gloucester e dei suoi
due figli - culmina, come è noto, in tragedia: la mente di Lear, privato dell’autorità e tradito negli affetti, scivola nella follia, con l’unico sollievo di poter
riabbracciare la figlia perduta prima
della fine.
Nel cast - oltre a Michele Placido spiccano i nomi di Gigi Angelillo e di
Francesco Bonomo, Federica Vincenti e Francesco Biscione, accanto a Giulio Forges Davanzati, Peppe Bisogno,
Brenno Placido, Alessandro Parise, Marta Nuti, Maria Chiara Augenti, Mauro
verrà analizzato nel dettaglio il calendario che verrà inaugurato domenica
18 gennaio, alle 21.00, dalla Compagnia Flamenco Lunares in “El Paso
del tiempo”. Direzione artistica e coreografica: Carmen Meloni; direzione
musicale: Daniele Bonaviri; Danza:
Claudio Javarone, Carmen Meloni,
Ornella Ottaviani, Ester Bucci, Susanna Gaspardis, Raffaella Martella,
Michela Mancini.Musicisti: Daniele
Bonaviri, Gabriele Gagliarini, José Salguero, Alejandro Villaescusa, Juan Abelo Zamora, Fabrizio de Melis.
Lo spettacolo verrà replicato per le
scuole il 19 gennaio, sempre a Carbonia, presso il Teatro Centrale, alle ore
11.00.
Cinzia Crobu
Valeria Finazzi “vola sugli aquiloni”
“V
pronti ad entrare a far parte del nostro
quotidiano, abbellendo le nostre case,
ha delineato figure femminili dal tratto sensuale donando eleganza e leggerezza al soggetto ritratto, ha “me-
rigorosità e leggerezza convivono al
tempo stesso, passione e distacco si
alternano per dar vita ad una armonica ed accattivante alchimia.
Un’artista con tanta voglia di met-
Una delle opere esposte nella mostra di Iglesias.
taforicamente parlato”, in una sua tela, del pericoloso lasciarsi andare, cadendo in un vortice da cui poi è difficile ritrarsi, ma ben più facile rimanerne avvinghiati. Con “lei” spensieratezza e rigore danzano insieme,
tersi in gioco, eclettica e creativa, alla
ricerca continua di nuove sfide... un
vero e proprio ciclone di estro...
sempre pronta a far volare il proprio
aquilone verso nuove mete.
Nadia Pische
Dal calcio un segnale di speranza
continua dalla prima pagina
Iniziato il declino anche per la monocoltura industriale, con riflessi
drammatici su tutto il tessuto economico del territorio, il calcio ha conosciuto un nuovo periodo buio, dal
quale non si è ancora ripreso, come
dimostra la mancanza di squadre del
Sulcis Iglesiente sia nel Nazionale
Dilettanti sia in Eccellenza.
La crisi è ancora sotto gli occhi
I
l direttivo della Banda musicale Vincenzo Bellini si dichiara
soddisfatto e felice per la riuscita del suo ultimo concerto tenutosi al Teatro Centrale di Carbonia sabato 22 novembre. La manifestazione che ha registrato un grande afflusso di pubblico e, come negli ultimi anni, ha suscitato l’interesse di critici ed esperti di settore
ha visto impegnati sul palcoscenico
i bandisti - circa venticinque elemen-
della durata di circa un’ora e trenta
- è stato articolato in un unico tempo dedicato ad interessanti brani del
repertorio bandistico alcuni firmati
da Morricone, Zimmer ed altri importanti autori contemporanei. Moto della manifestazione è stato: “Portiamo il cinema a teatro”, in quanto sono state eseguite note colonne
sonore di recenti kolossal cinematografici, tra cui: “Star Trek attraverso le generazioni”, “I pirati dei
CSC Carbonia Iglesias Società
Umanitaria) Carbonia, come Città
del Cinema. Il concerto è stato patrocinato dal comune di Carbonia Assessorato della cultura e dalla Regione Autonoma della Sardegna Assessorato Sport, Cultura e Spettacolo.
Questo il programma eseguito
in sala: “Deborah’s Theme” - Ennio Morricone; arr. Ton Van Grevenbroek;
Una scena dello spettacolo che ha aperto la stagione di prosa al Teatro Massimo.
Iglesias ha ospitato una mostra della giovane artista lombarda
olavo sugli aquiloni” è la personale
di Valeria Finazzi,
ospitata nella Sala
Remo Branca, in Piazza Municipio,
ad Iglesias, dal 7 al 16 novembre.
L’artista lombarda vive e lavora in
Sardegna dal 2006 ed ha al suo attivo
numerose mostre che l’hanno portata ad esporre anche in altri paesi
europei. La giovane e talentuosa artista si esprime attraverso differenti
linguaggi visivi: disegno e pittura,
vetro fusione, installazione, scenografia, land art, garbage art e performance con il body painting... Molto
del suo estro è stato possibile ammirarlo nella sua ultima mostra attraverso la quale si poteva fare «un volo
su quell’aquilone che spesso si ha
paura di usare», l’aquilone che ti
porta lontano... il tuo e solo il tuo,
quello che un po’ torna indietro nel
passato e poi all’improvviso spicca
con un guizzo veloce verso il futuro.
Valeria ha rappresentato in alcuni suoi quadri i “caruggi” di Genova, dove ha vissuto per qualche
tempo; ha dipinto alcuni autoritratti
svelando ogni volta quasi un nuovo
volto; ha dato vita a piccoli pezzi di
legno che in natura si presentavano
Un successo il “Concerto di Santa Cecilia”
della banda musicale Vincenzo Bellini
di tutti ma, una volta tanto, proprio
dal calcio sembra arrivare un segnale di speranza ed uno stimolo per cercare di iniziare la risalita, partendo da
Iglesias, dove un imprenditore grande appassionato di calcio, Sandro
Foti, ha accettato la sfida per rilanciare il calcio del Sulcis Iglesiente, rilevando la Monteponi (qualche mese prima era stato sul punto di rilevare il Carbonia dalla famiglia Giganti).
Dopo aver vinto il campionato di
Prima categoria, pur se costretta a
giocare sempre lontano dal suo stadio,
in fase di ristrutturazione, la Monteponi continua a vincere anche nella nuova categoria ed ora, ritrovato
il Monteponi, punta ad una nuova
promozione. Il Carbonia, viceversa, vive ancora una fase difficile,
ma la spinta che giunge da Iglesias
potrebbe presto aprire la strada per
una nuova rinascita.
Giampaolo Cirronis
La banda musicale Vincenzo Bellini di Carbonia.
ti guidati sapientemente dalla maestra Caterina Casula - nel tradizionale “Concerto di Santa Cecilia”,
patrona dei musicisti. Assistere al
concerto, sabato 22 novembre alle
ore 19.00, è stata un’ottima occasione per constatare i progressi che i
componenti della banda cittadina
compiono - di esibizione in esibizione - in seguito a lezioni individuali
e prove corali.
Il concerto - ad ingresso libero e
Caraibi”, “Harrye Potter Medley”
e contemporaneamente sono stati
proiettati spezzoni dei suddetti, dando vita ad una magica atmosfera. In
linea con la strategia adottata dalla
Amministrazione comunale, la Banda Bellini si è impegnata a connotare, in questo frangente (dopo la recente edizione del Mediterraneo Film
Festival e della consegna di una sede
cittadina per la produzione di materiale cinematografico, a cura della
“Star Trek Trough The generations” - Goldsmith/Mc Carthy; arr.
Hans v.d. Heide
“The complete Harry Potter” - arr. Jerry Brubaker
“The Rock” N. Glennie-Smith;
H. Zimmer & H. Gregson-Williams arr. Pascal Devroye
“Pirates Of The Caribbean: At
World’s end” - H. Zimmer - arr. Ted
Ricketts
C.C.
La storia di un giovane che ha scelto di lavorare con la musica
Matteo Scano, un sardo a Bruxelles
M
atteo Scano nasce a
Carbonia il 1/12/1975 e
cresce in un ambiente
familiare intriso di musica. Si avvicina inizialmente alla
chitarra ma passa successivamente
al pianoforte che inizia a studiare
da autodidatta. Decide poi di prendere lezioni di musica classica da un
insegnante privato, affinando la tecnica e la lettura. Nutre una grande
passione per tutti i generi musicali ma
sono il jazz e le sue derivazioni che
più lo incuriosiscono. Dal 2001 frequenta i seminari di Nuoro Jazz con
il pianista Roberto Cipelli, Sant’Anna Arresi Jazz con i pianisti Umberto Petrin, Fabrizio Puglisi e Merano
Jazz con il maestro Franco D’Andrea e Riccardo Zegna. Nel 2006 si
iscrive al corso di jazz al conservatorio di Cagliari, nel 2009 consegue
la licenza di teoria e solfeggio e nel
2012 la laurea di 1° livello in pianoforte jazz sotto la guida del maestro
Alessandro Diliberto, con la tesi “Il
Fender Rhodes nella Musica Jazz”.
Dopo svariati anni nel mondo della musica pop, collaborando con vari artisti della sfera sulcitana e isolana, si dedica quasi principalmente al jazz, funky, world music e ambient, collaborando con diversi artisti, tra cui il maestro chitarrista Alberto Balia, con il quale esordisce nel
2009 sul palco del Sant’Anna Arresi Jazz e nel 2011 sempre col chitarrista incide un disco a Dakar con
l’Orchestra National du Senegal; seguono numerosi concerti in Sardegna e nella Penisola.
Attualmente vive e lavora a Bruxelles, come musicista e insegnante di pianoforte, teoria di base e armonia jazz.
«L’approccio al pianoforte è stato molto timido ma spontaneo - racconta Matteo Scano -, fin da bambino ero incuriosito da questo strumento che ho iniziato a praticare tar-
di e totalmente da autodidatta. Non
avendo nozioni di base né ti tecnica né di teoria e non essendo stato
“messo” al pianoforte da bambino
come tradizione accademica pianistica vuole, riuscivo comunque a suonare dei brani e a capire in che direzione andare con l’armonia. In famiglia non c’è stata nessuna pressione per lo studio della musica quindi le scelte in questo senso erano totalmente libere. Ho iniziato così la
mia esperienza musicale in alcune
band locali, durata qualche anno.
Dopo un lungo periodo di assenza
Matteo Scano.
dalla musica per lavorare come operaio in fonderia all’Alcoa, prima a
Bolzano poi a Portovesme, ho capito che la mia strada, dettata fortemente dalla passione, era la musica. Allora ho contattato un insegnante di pianoforte classico di Carbonia e da lì non mi sono più fermato.»
«Da quando sono rientrato in
Sardegna (2001/2002) - continua il
suo racconto Matteo Scano - ho iniziato a frequentare i seminari di jazz
a Nuoro, Sant’Anna Arresi e Merano,
avendo modo di conoscere insegnanti,
amici e colleghi musicisti che mi
hanno convinto sempre più della bon-
tà della scelta fatta. Nel mio percorso ho avuto la fortuna di incontrare il maestro pianista jazz di fama europea Alessandro Diliberto,
di Cagliari. Nel 2004 ho deciso di
licenziarmi dopo 8 anni dall’Alcoa,
per dedicarmi totalmente alla musica. La passione per lo studio del
piano e della teoria musicale mi hanno portato nel 2006 a passare la selezione al corso di jazz al Conservatorio di Cagliari. Ho abbandonato anche gli studi in Scienza dei
materiali e, a quel punto, la mia dedizione verso la musica è diventata
totale, fino al conseguimento della
laurea di 1° livello in piano jazz sotto
la guida del Maestro Diliberto.»
Nella sua ormai lunga esperienza musicale, Matteo Scano ha messo insieme numerosissime collaborazioni.
Chitarra: Alberto Balia; Roberto Boi; Dado Leo; Batteria: Andrea
Tuveri; Alessandro Garau; Marcello
Mameli; Roberto Corona; Paolo De
Liso; Alessandro Atzori; Sidi Koita; Emiliano della Giovanna.
Basso e contrabbasso: Fabio Bellia; Alessandro “Cinzio” Atzori; Alassane Cissè; Maurizio Congiu; Andrea Lai; Mariano Manis; Olivier
Waterkeyn.
Sax: Alessandro Mura; Giuseppe
“Jo” Murgia; Alessandro Angiolini;
Filippo Bianchini; Vincent Thekal.
Tromba: Riccardo Pittau.
Launeddas: Andrea Pisu.
Voci: Joyce Elaine Yuille; Pamela Lorico, Martina Garau; Francesco
Peddoni; Giovanni Peddoni; Marco Riola. In più ha collaborato con
l’Orchestra National du Senegal, il
Maestro Remigio Pili e a vari eventi teatrali e reading letterari.
Contatti.
Mail: [email protected]
Tel: 3474676685 (Italia)
0486695149 (Belgio)
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La Provincia del Sulcis Iglesiente
Anno XIX • N° 276 • 30 Novembre 2014
CANALE 40
IN ONDA IL FUTURO
Tel. 0781 672155
[email protected]
Archiviata la prima sconfitta, la squadra di Vittorio Corsini ha ripreso a vincere ed è nuovamente sola in testa alla classifica
La Monteponi viaggia a ritmo promozione
Alla marcia vincente dei rossoblù fanno riscontro le difficoltà di Carbonia e Atletico Narcao, entrambe in lotta per la salvezza.
L
a Monteponi ci ha preso gusto e, dopo aver dominato il
campionato di Prima categoria, ora guarda tutti dall’alto
anche nel campionato di Promozione regionale. Sono tre i punti di vantaggio sulle più immediate inseguitrici, Ferrini e Siliqua (la squadra di
Marco Piras, subentrato tre settimane
fa a Titti Podda, ha inflitto alla squadra rossoblù la prima sconfitta stagionale), ma ciò che induce maggiormente all’ottimismo, è il nuovo entusiasmo che si respira nell’ambiente, desideroso da anni di poter avere
una squadra “da amare” e da spingere verso ambiziosi traguardi, manifestatosi compiutamente il 14 novembre
con l’amichevole Monteponi-Cagliari
che ha segnato, in un clima di grande
festa, il ritorno nel “salotto di casa”.
Quella di Vittorio Corsini, numeri
alla mano, è una squadra che piace.
Non è un caso che, dopo undici giornate, il primato solitario sia accompagnato dal miglior attacco (28 reti, per
una media di 2,55 a partita) ma non
dalla miglior difesa (16 goal subiti,
1,46 a partita, ben 7 squadre hanno
fatto meglio). L’organico è buono, fatto di un giusto mix tra giocatori esperti e giovani promesse ed oggi pare legittimo credere che il sogno possa durare, magari fino a materializzarsi con
la seconda promozione consecutiva.
Ai successi della Monteponi fanno riscontro le difficoltà di Carbonia
ed Atletico Narcao, entrambe impegnate nella zona bassa della classifica,
al momento in lotta per la salvezza.
Fino ad oggi ad avere maggiormente deluso è indubbiamente il Car-
potenziale sicuramente migliore della sua attuale classifica e se l’ambiente riuscirà a conservare la necessaria
tranquillità, una salvezza anticipata
sembra alla sua portata.
Le cose non vanno meglio all’Atletico Narcao, un punto sotto il Carbo-
Giacomo Sanna.
Simone Marini.
Foto Fabio Murru.
bonia, ancora a digiuno di vittorie con
un bilancio di 7 pareggi e 4 sconfitte.
Dopo un positivo avvio in Coppa
Italia, manifestazione che l’ha vista
eliminare proprio la Monteponi ai calci di rigore, la squadra biancoblù ha
sofferto oltre ogni previsione l’impatto
con il campionato. La squadra ha un
nia in classifica nonostante la prima
vittoria ottenuta due settimane fa nello scontro salvezza con il San Vito.
L’ambiente resta sereno, come conferma il ritorno in campo dell’ex tecnico Giagio Medda, all’età non più
giovane di 48 anni (49 il 1° gennaio)!
Giampaolo Cirronis
Cantina Santadi
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Gli isolani crescono dopo un avvio difficile, il Volley Iglesias no
La VBA/Olimpia sta diventando squadra
D
opo le difficoltà e le incertezze delle prime tre
giornate, il girone A del
campionato di B1 di volley potrebbe aver trovato una nuova protagonista: la VBA/Olimpia
Sant’Antioco.
Con due vittorie consecutive, la
prima netta, per 3 set a 0, sul campo
del Cagliari Volley, la seconda in una
entusiasmante rimonta nel confronto casalingo con la Caloni Agnelli
Bergamo al tie break (da 0 a 2 a 3 a
2), la squadra di Adrian Pablo Pasquali sembra in crescita (completamente rinnovata, aveva bisogno di
tempo per “diventare squadra”) e
potrebbe recitare un ruolo di primo
piano nel proseguo della stagione.
Contro la Caloni Agnelli Bergamo la squadra lagunare ha faticato ad
entrare in partita, lasciando i primi
due set ai lombardi, con parziali abbastanza netti: 19 a 25 e 20 a 25.
Quando si cominciava a temere
il peggio, la terza sconfitta interna
consecutiva dopo quella dell’esordio
al tie break con la capolista Emma
Villas Chiusi e quella più netta con
il Sant’Anna Tomcar Torino (0 a 3)
della terza giornata, la squadra biancoblù ha sfoderato una grande prova d’orgoglio e, trascinata dall’en-
Adrian Pablo Pasquali.
tusiasmo del suo straordinario pubblico, ha avviato la rimonta, culminata con la vittoria finale al tie-break,
con parziali che non lasciano spazio
a dubbi: 25 a 21, 25 a 19, 15 a 11!
Con i due punti conquistati, la
VBA/Olimpia ha raggiunto in classifica la Caloni Agnelli Bergamo, a
quota 6, in una più serena posizione
di centroclassifica.
Il calendario propone ora il derby di Iglesias, una sfida che sulla carta si annuncia favorevole alla squadra
lagunare che potrebbe allungare la
serie positiva e guadagnare altre posizioni in classifica, alle spalle delle
squadre che lottano per i play-off.
Il Volley Iglesias è malinconicamente ultimo in classifica, a quota
0 sia in termini di punti che di set
vinti. Ciò che preoccupa maggiormente, in prospettiva, è l’arrendevolezza mostrata in tutte le partite,
perse senza neppure lottare, con punteggi nettissimi (ad Alba 25-18, 2514 e 25-12).
Il campionato è ancora lungo ma
le speranze di poter evitare la retrocessione, al momento, sembrano assai modeste.
Le cose non vanno meglio al Cagliari Volley, penultimo in classifica,
con un solo punto conquistato nelle
prime cinque giornate.
In pensione dopo 35 anni il custode del Palasport di Sant’Antioco
Gianni Steri, una vita dedicata allo sport
«S
e si deve dare nome e
cognome allo sport di
Sant’Antioco - si legge in un commento su
un social network - è sicuramente
quello di Gianni Steri.»
Mai commento è stato più veritiero per le vicende sportive della
città sulcitana. Gianni Steri, 64 anni
e da 35 anni custode del palasport
cittadino, è andato in pensione qualche mese fa. Chi segue le partite al
palasport lo ricorda ancora vicino
alla porta del suo alloggio tappezzato da foto dei giocatori di volley e
di basket che hanno calcato il parquet del palasport.
«Lascio questo piccolo palazzetto che ci ha fatto diventare grandi
- dice - ma non prima di ringraziare
tutte le società sportive e i loro dirigenti che, con il loro appassionato
lavoro, hanno accompagnato i ragazzi nella loro crescita non solo
sportiva e i ragazzi che ogni giorno,
anche con un semplice saluto, hanno riempito il mio cuore di gioia.»
Gianni Steri.
Il suo è un commiato a “tutto
campo”. «Grazie ai Lions per la loro
presenza e la loro “musica” - continua con la voce rotta dall’emozione
e dal rimpianto - grazie a tutte quelle persone che non ci sono più ma
che hanno contribuito alla crescita
dello sport locale e del palazzetto. Il
“mio caro” palazzetto a cui va allo
stesso modo un grazie - conclude orgoglioso di averlo custodito per
35 anni con passione.»
Passione ed orgoglio sono stati
il suo grande merito: qualità che tutti
gli riconoscono. Dalle squadre che
hanno fatto grande Sant’Antioco disputando campionati a livello nazionale, come la mitica Olimpia nella
pallavolo e la Sulcis Spes nella pallacanestro, sino ai campioni in erba
delle squadre di ragazzi e giovanili che si allenano al palasport. Gianni Steri adesso non ha più il compito di aprire o chiudere il palasport
alla fine delle gare e degli allenamenti ma seguire da pensionato i
“suoi ragazzi” dagli spalti.
Tito Siddi
La neonata squadra antiochense partecipa al torneo di C2
La passione per il calcio a 5 è anche femminile
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Vino dolce da vendemmia tardiva di uve Nasco
dei vigneti ad alberello - antica vigna “Latina” del Basso Sulcis della Sardegna.
Vino mediterraneo, caldo, solare che,
servito a 10°-12° C, esalta il dessert
e partecipa a tutti i momenti di incontro e di festa.
Ha ricevuto il “Premio speciale”
“miglior vino dolce dell’anno” 2002
e i 3 bicchieri del “Gambero Rosso”
Miglior vino da dessert al Vinexpò 2001 di Bordeaux.
H
anno iniziato da alcune settimane il primo campionato di C2 regionale di calcio a cinque.
Sono le atlete della neonata squadra femminile di Sant’Antioco, “Oratorio Sant’Antioco
Martire”.
«Il parroco della Basilica ha fortemente voluto la
formazione di questo gruppo - spiega Samuele Lai, dirigente e promotore dell’avventura - collegato alla
società sportiva Isola di Sant’Antioco.»
La squadra è formata da ragazze tra i 14 e i 22 anni.
Una storia iniziata in primavera, quando Laura Deiana
e Samuele Lai, che allenavano i bambini, hanno deciso di formare una squadra di calcio a 5 femminile.
«Abbiamo così reclutato un gruppo di 12 ragazze
con la passione del pallone - dice Laura Deiana - per
la maggior parte di Sant’Antioco ma anche di Santadi
e Tratalias.»
A marzo scorso hanno iniziato ad allenarsi partecipando anche ad alcuni tornei locali. Non hanno vinto
nessuna coppa ma hanno già ottenuto tanti complimenti
per l’impegno e la grinta dimostrati in campo.
«Decidemmo allora di intraprendere una nuova sfida ancora più difficile - dice Emanuele Lai - iscriverci
e partecipare al campionato regionale di C2.»
Così, dopo aver ingaggiato come allenatore Emilia
La squadra di calcio a cinque femminile di Sant’Antioco.
Marangoni, una veterana del calcio a cinque sulcitano,
è partita ufficialmente l’avventura con un sogno nel
cassetto: raggiungere grandi traguardi.
T.S.
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La Provincia del Sulcis Iglesiente
Anno XIX • N° 276 • 30 Novembre 2014
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