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166a.08
Verona, 26 novembre 2008
Referente: Silvia Fazzini
Tel. 045.8028175 Cell. 389.9614502
E-mail: [email protected]
Comunicato stampa
Scoperto nuovo gene regolatore dello sviluppo del frutto di pomodoro
in assenza di impollinazione
La ricerca, condotta dall’Università di Verona e dal Consiglio per la Ricerca e la
Sperimentazione in Agricoltura di Montanaro Lombardo (Lodi), è stata pubblicata
sull’autorevole rivista Plant Physiolgy. La scoperta apre nuove interessanti implicazioni
per le specie di interesse agrario perché l'impollinazione è un fenomeno che risente molto
dei fattori ambientali.
Scoperto un nuovo gene che regola le fasi iniziali dello sviluppo del frutto di pomodoro.
Sopprimendone la funzione il gruppo di ricerca dell’Università di Verona e del Consiglio per
la Ricerca e la Sperimentazione (CRA) di Montanaso Lombardo di Lodi hanno ottenuto il
frutto senza bisogno di impollinazione (partenocarpia).
Novità importante della ricerca - pubblicata lo scorso 3 novembre sulla rivista Plant
Physiolgy - l’aver seguito un approccio di tipo cis-genico e non trasgenico: ovvero senza
introduzione nella pianta di un gene esogeno, ma attraverso la “caratterizzazione funzionale” e
la regolazione di un gene già presente nella pianta e che ad oggi non era mai stato individuato
e studiato. Il gene denominato AUCSIA è conservato nelle diverse specie vegetali e agisce
sull'attività dell’auxina, ormone vegetale cruciale per lo sviluppo di tutte le piante terrestri.
La ricerca è frutto della collaborazione che da dieci anni vede impegnati i ricercatori del
Dipartimento di Biotecnologie e dell’Università di Verona, coordinati da Angelo Spena,
Università degli Studi di Verona
Ufficio Stampa
Telefono: 045.8028164
Email: [email protected]
Responsabile coordinamento comunicazione: Maria Fiorenza Coppari
Capoufficio stampa: Sandro Benedetti
Addetto stampa: Sara Mauroner, Silvia Fazzini
ordinario di fisiologia vegetale dell’ateneo scaligero, e del Consiglio per la Ricerca e la
Sperimentazione in Agricoltura (CRA-ORL) Unità di Ricerca per l’Orticoltura di Montanaso
Lombardo (Lodi), guidati da Giuseppe Leonardo Rotino.
Tramite avanzate tecniche di genomica funzionale sviluppate dai ricercatori veronesi, il
gruppo di ricerca è riuscito a sopprimere la funzione dei geni Aucsia ottenendo lo sviluppo
del frutto di pomodoro anche in assenza di impollinazione e fecondazione. I frutti così
prodotti sono definiti partenocarpici e sono privi di semi. I ricercatori di Verona, Barbara
Molesini e Tiziana Pandolfini e di Montanaso Lombardo lavorano da oltre dieci anni sulla
partenocarpia ed erano già riusciti ad ottenere nel 1997 frutti partenocarpici tramite tecniche di
ingegneria genetica, aumentando la sintesi negli ovari dell’ormone vegetale auxina. Proprio
lo studio di queste piante partenocarpiche transgeniche ha permesso di individuare nuovi
geni di pomodoro
implicati nella formazione del frutto e tra questi di scoprire il gene
AUCSIA.
Il prodotto di questo gene è una piccola proteina formata da 53 aminoacidi che influenza
l’azione dell’auxina, ormone vegetale che regola la maggior parte dei processi di sviluppo
della pianta, dalla maturazione dell’embrione alla formazione delle radici, alla risposta alla
gravità e alla luce. Il gene AUCSIA non è presente solo in pomodoro, ma è stato individuato
nel genoma di tutte le pianti terrestri e in alcune alghe verdi unicellulari progenitrici delle
piante superiori. «La caratterizzazione di questo gene – sottolinea Angelo Spena - porterà in
futuro a comprendere aspetti nuovi del meccanismo di azione dell’auxina non soltanto per
quanto riguarda lo sviluppo del frutto, ma anche per molti altri aspetti della crescita e del
differenziamento delle piante».
Altrettanto importanti potranno essere le applicazioni di questa scoperta nel miglioramento
genetico delle piante agrarie. «La partenocarpia infatti è un tratto fenotipico molto apprezzato
in orticoltura – ha confermato Giuseppe Leonardo Rotino del Consiglio per la Ricerca e la
Università degli Studi di Verona
Ufficio Stampa
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Responsabile coordinamento comunicazione: Maria Fiorenza Coppari
Capoufficio stampa: Sandro Benedetti
Addetto stampa: Sara Mauroner, Silvia Fazzini
Sperimentazione in Agricoltura Unità di Ricerca per l’Orticoltura di Montanaso Lombardo perché consente la produzione dei frutti anche in condizioni ambientali sfavorevoli per
l’impollinazione e perché l’assenza dei semi può migliorare la qualità stessa del frutto».
«E’ importante sottolineare- conclude la ricercatrice Tiziana Pandolfini del Dipartimento di
Scienze, Tecnologie e Mercati della Vite e del Vino (DiSTeMeV) dell’ateneo veronese - che
questa ricerca può permettere la produzione di piante partenocarpiche, sia orticole sia da
frutto, attraverso
un metodo cis-genico
anziché transgenico, cioè modificando
il
funzionamento di un gene presente nella pianta (cis-genesi) senza ricorrere all’introduzione di
materiale genetico estraneo proveniente da altri organismi (trans-genesi). Questo risultato ha
valore sia applicativo sia euristico e il proseguimento di questi studi apre molte prospettive nel
campo della biologia e delle biotecnologie vegetali, come dimostra l’interesse della comunità
scientifica internazionale».
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Gentile collega,
per interviste agli autori della ricerca potete contattare
per Università degli Studi di Verona
Tiziana Pandolfini
cell: 328 6425801 studio: 045 8027918
[email protected]
Angelo Spena
[email protected]
Barbara Molesini
[email protected]
Per CRA-ORL Unità di Ricerca per l’Orticoltura di Montanaso Lombardo (Lodi)
Giuseppe Leonardo Rotino
cell: 3395484825 studio. 0371 68656
[email protected]
Cordiali saluti,
Maria Fiorenza Coppari
Università degli Studi di Verona
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