COMUNICATO STAMPA Ginevra. 21 gennaio 2014 PREMIO LOUIS JEANTET PER LA MEDICINA 2014 Il PREMIO LOUIS JEANTET PER LA MEDICINA 2014 è attribuito alla biochimica italiana Elena Conti, direttore del Dipartimento di Biologia Strutturale dell’Istituto Max Planck di Biochimica di Monaco di Baviera (Germania), e a Denis Le Bihan, medico e fisico francese, direttore di NeuroSpin, istituto del Commissariato per l'energia atomica e le energie alternative (CEA) di Saclay, nei pressi di Parigi. LA FONDAZIONE LOUIS JEANTET ha stanziato per ciascuno dei due premi assegnati nel 2014 la somma di 700.000 franchi svizzeri, di cui 625.000 destinati a finanziare la prosecuzione dei lavori dei vincitori e 75.000 attribuiti personalmente. I VINCITORI conducono ricerche di biologia fondamentale da cui si attendono importanti ripercussioni in medicina. ELENA CONTI riceve il Premio Louis Jeantet per la Medicina 2014 per il suo importante contributo alla comprensione dei meccanismi molecolari che controllano la qualità, il trasporto e la degradazione dell’RNA. Per funzionare correttamente, le cellule del corpo umano devono eliminare le macromolecole danneggiate o divenute inutili. Elena Conti ha focalizzato l’attenzione sull’RNA difettoso. In particolare, il suo team ha scoperto la struttura tridimensionale ed i meccanismi molecolari dell’exosoma, un complesso multiproteico che distrugge l’RNA. Ha osservato che i principi basilari di questa essenziale macchina molecolare sono conservati in tutte le forme di vita. Elena Conti utilizzerà la dotazione del Premio conferitole per approfondire gli studi sulla struttura e regolazione dell’exosoma. DENIS LE BIHAN riceve il Premio Louis Jeantet per la Medicina 2014 per l’elaborazione di un nuovo metodo di imaging che ha rivoluzionato la diagnosi ed il trattamento degli ictus cerebrali. Il medico e fisico francese ha inventato e sviluppato una tecnica estremamente innovativa di imaging cerebrale, la risonanza magnetica di diffusione, un metodo attualmente essenziale per diagnosticare l'ictus cerebrale, avviarne rapidamente il trattamento e migliorare quindi la vita di molti pazienti. Questa tecnica viene inoltre utilizzata per lo screening dei tumori e consente la realizzazione di mappe relative al cablaggio neuronale nel cervello, aprendo così una via per comprendere meglio il morbo di Alzheimer, l’autismo, la schizofrenia e i disturbi neurologici. Denis Le Bihan utilizzerà la dotazione del Premio conferitogli per proseguire lo studio dei meccanismi che presiedono alla diffusione dell’acqua nel cervello e per sviluppare nuove applicazioni della RM di diffusione in medicina. LA CERIMONIA DI CONSEGNA DEL PREMIO si terrà mercoledì 9 aprile 2014 a Ginevra (Svizzera). Premio Louis Jeantet per la Medicina 2014 Comunicato stampa Ginevra, 21 gennaio 2014 1/4 ELENA CONTI Elena Conti è nata a Varese (Italia) nel 1967. Ha studiato Chimica all’Università di Pavia, studentessa del Collegio Ghislieri. Nel 1996 ha ottenuto il dottorato presso la Facoltà di Scienze Fisiche dell’Imperial College di Scienza, Tecnologia e Medicina di Londra (UK). Ha proseguito con il lavoro post-dottorale presso l’Università Rockefeller di New York (USA). Nel 1999, rientrata in Europa, ha creato il proprio gruppo di ricerca presso il Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) di Heidelberg (Germania). Nel 2006, è stata nominata Direttore e Membro Scientifico dell'Istituto Max Planck di Biochimica di Monaco di Baviera (Germania), dove dirige il Dipartimento di Biologia Strutturale. Dal 2008, Elena Conti è Professore Onorario all’ Università Ludwig Maximilian di Monaco. Nel 2009 Elena Conti è stata eletta membro dell’Organizzazione Europea di Biologia Molecolare (EMBO) e dell’Accademia Nazionale Tedesca delle Scienze Leopoldina. Per il lavoro svolto, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui: nel 2005 il premio Early Career ELSO, nel 2008 il premio Leibniz della Federazione Tedesca per la Ricerca e nel 2010 la medaglia Sir Hans Krebs della Federazione delle Società Biochimiche Europee. Nel 2010 Elena Conti ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. Le macchine molecolari che distruggono RNA difettosi Così come ci si serve di macchine tritadocumenti per ridurre in frammenti documenti non più necessari o confidenziali, le nostre cellule utilizzano macchine molecolari per degradare macromolecole difettose o inutili. Elena Conti ha studiato i complessi di proteine che funzionano da macchine molecolari per distruggere l’RNA. Gli acidi ribonucleici, RNA, costituiscono una grande famiglia di macromolecole. Sono presenti in tutte le nostre cellule e hanno molte funzioni, tra cui tradurre in proteine le informazioni codificate nei geni. Le cellule dispongono di sofisticati sistemi di controllo qualità, ciò che consente loro di riconoscere gli RNA difettosi o superflui e di eliminarli rapidamente. Se questi sistemi di sorveglianza falliscono, l’accumulo di macromolecole nocive danneggia le cellule provocando effetti deleteri sull’organismo. Il team di Elena Conti ha decifrato e visualizzato le strutture atomiche di intricati complessi di proteine colti mentre individuano e marcano gli RNA (‘exon junction complex’) e mentre li distruggono (l’exosoma). Il team ha osservato che i meccanismi molecolari dell’exosoma si sono complessivamente conservati nel corso dell’evoluzione e sono simili ai meccanismi usati dal proteosoma, la macchina molecolare che distrugge le proteine difettose. Premio Louis Jeantet per la Medicina 2014 Comunicato stampa Ginevra, 21 gennaio 2014 2/4 DENIS LE BIHAN Denis Le Bihan è nato nel 1957 ed ha studiato medicina e biologia umana presso l’Università di Parigi VI (Facoltà di Medicina Salpêtrière) e fisica presso l'Università di Parigi XI (laboratorio del Politecnico). Nel 1987, entra a far parte del Clinical Center del NIH (National Institutes of Health) di Bethesda, dove prosegue le sue ricerche sull’imaging cerebrale. Tornato in Francia nel 1994, lavora presso il Servizio Ospedaliero Frédéric Joliot del Commissariato per l’energia atomica (CEA) di Saclay, nei pressi di Parigi, dove dirige il laboratorio di neuroimaging atomico e funzionale. Dopo essere stato invitato come professore all’Università di Kyoto, in Giappone, nel 2007 fonda NeuroSpin. Continua ad essere direttore dell’istituto del CEA che si propone di sviluppare la risonanza magnetica in campo magnetico forte per studiare sia il cervello sano che quello patologico. Autore di numerose pubblicazioni e membro di diversi comitati scientifici, Denis Le Bihan ha acquisito grande fama internazionale. È Cavaliere dell’Ordine nazionale al merito, membro dell’Accademia delle Scienze e dell’Accademia delle Tecnologie francesi, nonché dell’Accademia europea delle Scienze. I suoi lavori gli sono valsi numerose distinzioni. Nel 2001, ha ricevuto la medaglia d’oro dell’International Society of Magnetic Resonance in Medicine e l’anno seguente il premio Lounsbery delle Accademie delle Scienze francese e americana. Nel 2003, è stato uno dei due vincitori del premio della Fondazione Louis D. dell’Institut de France e nel 2012 gli è stato attribuito il prestigioso Premio Honda. Diagnosticare le malattie neurologiche Il nostro cervello è costituito per l’80% di molecole d’acqua che sono costantemente agitate da movimenti di ampiezza piccolissima, detti browniani. Denis Le Bihan, ancora studente, ebbe l’idea di utilizzare la RM per osservare questi minuscoli spostamenti delle molecole e sondare le strutture microscopiche del tessuto cerebrale. Ha inventato così la risonanza magnetica (RM) di diffusione. Da allora, questa tecnica di imaging è stata utilizzata in tutto il mondo per diagnosticare l’ictus cerebrale. L’ictus è provocato dall’occlusione di un’arteria che blocca la circolazione del sangue e provoca la morte dei neuroni. La risonanza magnetica di diffusione consente di visualizzare in tempi molto brevi dall’ischemia la zona colpita, in particolare quando le lesioni sono di dimensioni ridotte o multiple, contribuendo così allo sviluppo di terapie che permettono di rimuovere l’occlusione e migliorare, o far scomparire, i sintomi, evitando gravi infermità. Oggi la tecnica è integrata nella gestione dei pazienti che soffrono di IC. La RM di diffusione è inoltre utilizzata per la diagnosi dei tumori, profittando del fatto che la proliferazione delle cellule cancerogene ostacola l’acqua, rallentandone la diffusione. Il metodo elaborato da Denis Le Bihan ha permesso inoltre di realizzare per la prima volta mappe tridimensionali delle connessioni neuronali nel cervello. Questo avanzamento, già utilizzato dagli specialisti in neuroscienze, comincia ad essere impiegato in campo medico e, a breve termine, dovrebbe aprire la strada ad una migliore comprensione delle malattie dell’invecchiamento (come l’Alzheimer), dei disturbi mentali (come l’autismo o la schizofrenia), della dipendenza e delle patologie neurologiche. Premio Louis Jeantet per la Medicina 2014 Comunicato stampa Ginevra, 21 gennaio 2014 3/4 IL PREMIO LOUIS JEANTET PER LA MEDICINA Il Premio Louis Jeantet per la Medicina distingue ogni anno ricercatori di spicco che svolgono la propria attività in uno dei paesi membri del Consiglio d’Europa. Da quando è stato indetto nel 1986 fino ad oggi, il Premio Louis Jeantet è stato attribuito a 80 ricercatori: 25 in Gran Bretagna, 15 in Germania, 14 in Svizzera, 13 in Francia, 3 nei Paesi Bassi, 3 in Svezia, 2 in Belgio, 2 in Finlandia, 2 in Norvegia e 1 in Austria. La ripartizione geografica dei vincitori riflette quella dei centri d’eccellenza europei nel campo della ricerca biomedica e non la nazionalità dei ricercatori premiati, che possono provenire da tutto il mondo. Attualmente, i principali settori di ricerca incoraggiati sono la fisiologia, la biofisica, la biologia strutturale, la biochimica, la biologia cellulare e molecolare, la biologia dello sviluppo e la genetica. Il Premio Louis Jeantet per la Medicina è un’onorificenza tra le meglio dotate in Europa, che incoraggia l’eccellenza scientifica. Non è destinato a ricompensare un’opera compiuta, bensì a finanziare la prosecuzione di progetti di ricerca innovativi e ad alto valore aggiunto che hanno un’applicazione più o meno immediata per la cura delle malattie. Dal 1986, la Fondazione ha attribuito ai 75 vincitori più di 54 milioni di Franchi svizzeri per la prosecuzione delle ricerche. LA FONDAZIONE LOUIS JEANTET La Fondazione Louis Jeantet ha come obiettivo il progresso della medicina e la difesa dell’identità e del posto della ricerca biomedica europea nella competizione internazionale. Voluta da Louis Jeantet, uomo d’affari francese e svizzero d’adozione, e istituita in seguito alla sua scomparsa, ha sede a Ginevra (Svizzera) ed ha avviato la sua attività nel 1983. La Fondazione Louis Jeantet dedica circa 4,5 milioni di Franchi svizzeri ogni anno per sostenere la ricerca biomedica; questa somma viene equamente ripartita tra progetti di ricerca europei e locali. A livello locale, la Fondazione sostiene lo sviluppo dell’insegnamento e della ricerca presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Ginevra ed incoraggia inoltre, attraverso il finanziamento di progetti di ricerca, la cooperazione tra questa Facoltà e le grandi scuole e gli ospedali universitari della regione del Lago di Ginevra. Dal 2010, l’EMBO e la Fondazione Louis Jeantet collaborano per promuovere i lavori di ricerca avanzata dei vincitori del Premio Louis Jeantet per la Medicina. In quest’ambito, l’EMBO Molecular Medicine pubblica alcuni contributi dei vincitori e sponsorizza le Conferenze Louis Jeantet tenute da questi ultimi in occasione del Congresso annuale dell’EMBO. Per ottenere una sintesi più dettagliata dei lavori dei vincitori scrivere a [email protected]. Per maggiori informazioni contattare anche: r P Jürg Schifferli Segretario del Comitato Scientifico della Fondazione Louis Jeantet Tel. +41 6 12 65 42 93 E-mail: [email protected] Sito web: www.jeantet.ch Elena Conti Tel. +49 (89) 85 78 36 02 E-mail: [email protected] Sito web: www.biochem.mpg.de/conti Denis Le Bihan Tel. +33 (0)1 6908 8205/ 3000/ 8197 E-mail: [email protected] Sito web: www.meteoreservice.com/dlb Premio Louis Jeantet per la Medicina 2014 Comunicato stampa Ginevra, 21 gennaio 2014 4/4