come curare il mal di schiena

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COME CURARE IL MAL DI SCHIENA
Il dolore vertebrale
Responsabile della trasmissione del dolore nelle affezioni alla colonna vertebrale è un vasto sistema di
sottili nervi, che dipartono dai corpi vertebrali, si diramano nei legamenti e si estendono ai dischi.
Per produrre un impulso doloroso, è necessario che si determini una stimolazione adeguata dei
nocicettori ovvero dei recettori del dolore. Tale stimolazione può avvenire o per irritazione chimica o per
deformazione meccanica. C'è da aggiungere che quasi sempre il dolore vertebrale si presenta come il
risultato di stimolazione nocicettiva chimica e meccanica abbinate e che interagiscono in modo molto
stretto.
Le strutture del rachide che se malsollecitate possono evocare il dolore sono: il disco intervertebrale, i
corpi vertebrali, le articolazioni apofisarie, le strutture muscolo-legamentose, la dura madre (involucro
meningeo esterno del sistema nervoso centrale ), i plessi venosi.
Zona particolarmente sensibile dell'unità vertebrale è il forame intervertebrale. Il forame intervertebrale
è un breve canale delimitato dalla faccia posteriore del corpo vertebrale, dalla apofísi articolare
superiore e inferiore di due vertebre adiacenti e da una parte del disco vertebrale. L'altezza del disco
vertebrale determina la grandezza del forame intervertebrale e quindi l'ampiezza del piccolo canale.
Questo fatto unicamente alla formazione di escrescenze ossee negli adiacenti corpi vertebrali ed in
seguito a processi morbosi con compromissione articolare per irritazione di piccoli nervi e per
compressione delle radici nervose che passano nel canale vertebrale può determinare la comparsa dei
dolori.
Possono verificarsi pure malformazioni nella struttura della colonna vertebrale che possono favorire
processi morbosi come una sovradistensione acuta o cronica dei legamenti e un carico eccessivo della
muscolatura.
La descrizione fin qui fatta è sufficiente per poter capire la dinamica dei processi morbosi.
I possibili effetti di disturbi di tipo patologico del disco sul sistema nervoso risultano evidenti quando i
dischi che poggiano sulle superfici dei corpi vertebrali vengono visti in relazione al midollo spinale e, nel
tratto lombare della colonna vertebrale, alle fibre nervose che scorrono nel canale e alle radici spinali
che emergono dal canale stesso. Diversi portamenti e posizioni dell'uomo causano notevoli variazioni di
pressione, soprattutto nel nucleo polposo dei dischi.
Per avere un'idea delle pressioni che subisce il rachide è interessante verificare il seguente grafico dove
sono stati calcolati i carichi a livello della terza vertebra lombare in relazione alle posture e ai movimenti
che si assumono ogni giorno.
Recenti studi individuano come cause primarie in grado di provocare il mal di schiena: le cattive
posture, la scarsa forma fisica, l'obesità e lo stress.
Prima di parlare delle terapie che vengono usate per la cura delle patologie rachidee è necessario
fare una precisazione. Tutti i maggiori specialisti del settore concordano nel riferire che il dolore
rachideo possiede un alto tasso di remissione spontanea. Significa quindi che spesso il dolore
vertebrale scompare senza che si siano effettuate particolari terapie. In questi casi, quindi, i
provvedimenti terapeutici sono in grado, se idonei, di accellerare la guarigione.
Altra considerazione da fare è che le rachialgie hanno la tendenza a ricomparire. Vale a dire che
un'alta percentuale di persone che ha avuto un singolo episodio di lombalgia tende ad accusare nel
tempo altri attacchi dolorosi. Numerose ricerche hanno evidenziato che le recidive sono più
frequenti nei soggetti che sono sottoposti a particolari fattori di rischio:


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di carattere posturale;
legati all'attività lavorativa;
alle condizioni fisiche;
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allo stile di vita.
Da queste semplici riflessioni si intuisce come il trattamento riabilitativo deve essere indirizzato
non solamente all'eliminazione del dolore, ma dovrà concentrarsi nell'eliminazione o attenuazioni di
tutti quei fattori di rischio che incidono particolarmente nella comparsa e nel mantenimento delle
affezioni vertebrali.
La cura del dolore vertebrale si prefigge i seguenti obiettivi:
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diminuire il dolore;
ripristinare il movimento;
praticare un'efficace trattameno che impedisca altre ricadute.
Gli strumenti terapeutici che possono essere usati sono:
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Terapie
Terapie
Terapie
Terapie
Terapie
Terapie
chirurgiche
farmacologiche
ortesiche
con l'uso di mezzi fisici
manuali
chinesiterapiche
Terapie chirurgiche
Sono procedimenti terapeutici indicati per particolari patologie vertebrali che una attenta
valutazione clinico strumentale ha ritenuto non suscettibile di una terapia ortopedica conservativa.
L'indicazione al trattamento chirurgico viene posta più frequentemente in casi di gravi ernie del
disco, importanti stenosi del canale vertebrale, grave instabilità vertebrale da spondilolistesi, fratture
vertebrali e altre particolari gravi patologie rachidee. L'intervento chirurgico di volta in volta
ricercherà l'asportazione di materiale discale, oppure la fissazione e la stabilizzazione di uno
specifico elemento o tratto vertebrale.
Terapie farmacologiche
I trattamenti farmacologici si basano sull'utilizzo categorie di farmaci che hanno vari effetti:
analgesico, costituisce il primo approccio farmacologico scelto dal medico ogni qual volta si ritiene
opportuno far regredire il dolore rachideo;
miorilassante, l'uso di questo tipo di farmaci tende a incidere sullo stato di tensione dei muscoli che
possono essere coinvolti nel mantenimento dello stimolo doloroso;
antinfiammatorio, per produrre questo effetto vengono utilizzati gruppi di farmaci antinfiammatori
non steroidi come i FANS, oppure i corticosteroidi. Possono essere responsabili di effetti collaterali.
Il tattamento farmacologico può essere praticato anche per via locale grazie ad una tecnica
denominata mesoterapia. Questa tecnica consiste in iniezioni multiple eseguite su zone dolenti, nei
punti trigger e sulle aree di proiezione cutanea del dolore, dove si inoculerà il farmaco prescelto. I
bassi dosaggi usati e la diffusione dei farmaci nell'organismo in concentrazione estremanente ridotte
riducono al minimo gli effetti collaterali.
Trattamento "Discosan": consiste nell'inniettare nella zona interessata alla disfunzione discale
una miscela di ossigeno e ozono. Tale miscela agisce sul disco intervertebrale procurandone un
cambiamento migliorativo.
Terapie ortesiche
Viene prescritto dagli ortopedici ogni qual volta si ritiene opportuno immobilizzare il tronco,
ridurne la mobilità e ricercare uno scarico parziale del rachide. Il tipo di corsetto o di busto
prescritto il tempo durante il quale deve essere portato e le modalità di applicazione vengono di
volta in volta decise dallo specialista che le valuta in riferimento all'obiettivo che si vuole
raggiungere.
Terapie con l'uso di mezzi fisici
Per curare il dolore vertebrale vengono usate spesso apparecchiature fisioterapiche in grado di
produrre energia calorica, onde elettromagnetiche, campi magnetici, correnti elettriche, vibrazioni
meccaniche. L'orientamento attuale degli specialisti del settore è quello di usare i mezzi fisici
complementari a terapie manuali e chinesiterapiche.
Si descriveranno i mezzi fisioterapici più usati.
Elettroterapia
Per praticare questo tipo di terapia vengono usate apparecchiature che producono corrente elettrica
continua o alternata. La costante ricerca scientifica ha prodotto vari tipi di correnti il cui fine ultimo è la
regressione del dolore. Tali apparecchiature si differenziano tra loro per la produzione di correnti
elettriche a varie frequenze e ampiezze e per la diverse modalità di applicazione.
Es: tens , ionoforesi , laser , raggi infrarossi , crioterapia , onde d’urto , magnetoterapia ,
L'agopuntura
E' una tecnica appartenente alle metodiche terapeutiche della medicina tradizionale cinese che prevede
l'inserimento di sottili aghi in alcuni punti del corpo. Questa tecnica è in grado, in alcuni casi, di far
regredire il dolore.
I principi sui quali si basa non sono ancora perfettamente a conoscenza della medicina occidentale
anche se alcuni studi sembrerebbero aver scoperto che gli aghi favoriscono il rilascio di sostanze
chimiche che fanno parte del sistema naturale di difesa del corpo umano. Bisogna aggiungere che la
medicina tradizionale cinese, come quella occidentale, è complessa e per poterla applicare in modo
corretto è necessario conoscerla approfonditamente. Estrapolare da questa antica medicina la sola
tecnica di agopuntura, magari disconoscendo i principi diagnostici sui quali si basa, potrebbe
comportare la non perfetta applicazione della stessa.
Terapie manuali
La complessa sintomatologia collegata alle patologie vertebrali ha favorito, nel corso degli anni, il
proliferare di numerose tecniche manipolative.
Esse rappresentano uno strumento terapeutico di particolare efficacia nella cura delle patologie
muscolo-scheletriche e particolarmente indicate nelle affezioni rachidee. Sono comprese in questo
gruppo di terapie pratiche occidentali e metodiche orientali che si basano sull'uso di particolari
manovre, massaggi, digitopressioni, mobilizzazioni, manipolazioni per curare i più comuni disturbi
dell'apparato scheletrico con particolare riferimento alle affezioni della colonna vertebrale. Si
descrivono di seguito brevemente le terapie più in uso.
La massoterapia
Il massaggio possiede un effetto rilassante che favorisce l'attenuazione dei dolori muscolari producendo
una decontrazione delle loro fibre e un incremento della circolazione in grado di eliminare le tossine
presenti nei tessuti dolenti.
La tecnica del massaggio è antica quanto l'uomo e si è sviluppata in numerosi metodi. Le varie
manovre devono essere scelte in base alla sintomatologia del paziente e in considerazione della
configurazione fisica del massaggiato. Per operare una corretta applicazione è necessaria una
determinata specializzazione. Si può citare il massaggio classico, il massaggio ayurvedico, il massaggio
cinese, il massaggio connettivale e lo shiatsu.
E' quest'ultima una tecnica di digitopressione giapponese nata dalla sintesi dei principi del judo, del doin e del massaggio antico vero e proprio. Sebbene sia un massaggio terapeutico la sua finalità non è
solamente la cura della malattia, quanto la ricerca del benessere complessivo del corpo, che si fonda
sulla libera circolazione dell'energia.
Lo shiatsu consiste in pressioni applicate sui punti di agopuntura, finalizzate a equilibrare l'energia
corporea e a migliorare la salute. Oltre che con le dita le manovre shiatsu vengono effettuate anche
con altre parti del corpo.
Les pompages o trattamento delle fasce
E' un metodo manuale che mira a ripristinare l'elasticità e la mobilità del sistema muscolo fasciale del
corpo.
Tramite l'utilizzo di particolari manovre di trazione, in cui si fa passare un segmento dallo stato di
tensione a quello di rilasciamento, si ottengono importanti risultati sulle retrazioni muscolo-fibrose
spesso all'origine dei fenomeni dolorosi del rachide.
Massaggio zonale
E' una tecnica di massaggio che cerca di curare "a distanza" determinati stati dolorosi.
Nasce nei primi anni del XX secolo grazie ad una geniale intuizione di un medico americano il quale
scoprì di poter curare alcune patologie a carico degli organi del corpo tramite l'esecuzione di particolari
massaggi sotto alla pianta dei piedi. Si stabilirino in seguito delle corrispondenze tra una determinata
zona del piede (zona riflessa) e un organo o una struttura anatomica.
Grazie a questi collegamenti il massaggio su di una determinata zona della pianta del piede è in grado
di incidere in qualche modo sul funzionamento dell'organo corrispondente.
Gli organi che trovano maggiore giovamento da questo tipo di massaggio sono quelli che presentano
una maggiore innervazione e conseguentemente una maggiore riflessione sulla pianta del piede, come
la pelle, la colonna, l'apparato digerente ecc... A questo proposito è interessante sapere che la colonna
vertebrale si riflette sul margine interno di ciascun piede.
Con gli anni sono state individuate altre parti del corpo sulle quali poter applicare i principi della
riflessologia: mani, orecchio, occhi, schiena.
Tecniche di osteopatia
La teoria osteopatica fu sviluppata da un ortopedico del Missouri, Andrew Taylor Still tra la fine del
1800 e i primi anni del '900.
L'osteopatia considera e cura il paziente come un'unità e non si limita a concentrarsi su unica malattia o
sintomo. L'osteopata guarda alle esigenze del soggetto considerato nella sua globalità, ponendo
particolare attenzione alla sua integrità strutturale e funzionale.
Per l'osteopatia esiste una precisa relazione tra i vari apparati dell'organismo umano. In virtù di tali
relazioni, per esempio, un problema del sistema muscolo-scheletrico può influenzare il funzionamento
degli organi interni e viceversa.
Per risolvere completamente l'affezione è necessario trattare sia la componente muscolo-scheletrica sia
il problema dell'organo interno interessato.
Secondo la teoria del dottor Still le malattie non si sviluppano se il sangue può circolare liberamente. Il
compito dell'osteopata è di ricercare in modo scrupoloso, usando una serie innumerevole di test, la
cosiddetta "lesione osteopatica" che altera l'equilibrio dell'organismo e limita in modo parziale o totale
la sua mobilità. Questa restrizione di mobilità si può incontrare a livello articolare, miofasciale, viscerale
e cranico.
Per curare la lesione osteopatica l'osteopata si serve di numerose tecniche che agiscono sul sistema
muscolo scheletrico ma che possono incidere anche su quello viscerale o nervoso. La manovra
manipolativa conseguente alla scoperta della "lesione" può essere effettuata direttamente
sull'articolazione, può interessare i tessuti molli (i muscoli, i legamenti e le fasce connettivali) oppure il
sistema viscerale o craniale.
La colonna vertebrale rappresenta per l'osteopata un terreno privilegiato.
Chinesiologia applicata
E' un metodo ideato da un medico chiropratico, George Goodheart, il quale intuì che spesso il dolore
localizzato su una zona del corpo può essere causato dalla debolezza dei muscoli del lato opposto.
La chinesiologia applicata tende a valutare accuratamente la forza di tutti i muscoli del corpo e
conseguentemente rinforzare quelli indeboliti.
Per raggiungere questo scopo il terapeuta usa varie tecniche di rafforzamento: manipolazione delle
estremità del muscolo, massaggio per stimolare il sistema neurolinfatico, digitopressione sui punti di
agopressione, stimolando manualmente i meridiani che sono alla base della medicina cinese.
Il chinesiologo valuta il corpo globalmente e ritiene che ogni muscolo sia in relazione con un organo o
con un sistema. Nel rafforzare un determinato muscolo il terapeuta ritiene di poter incidere anche nel
riequilibrio di altri sistemi: linfatico, vascolare, chimico, neurologico.
Terapie chinesiterapiche
Associate alle terapie manuali rappresenta il settore riabilitativo che si è sviluppato maggiomente
negli ultimi anni.
La definizione di chinesiterapia data dai manuali scientifici è la seguente: "Per chinesiterapia si
intende l'insieme delle forme di attivazione muscolare e degli esercizi articolari semplici e
complessi diretti ad un fine dinamico del corpo".
Viene classicamente distinta in passiva ed attiva.
La chinesiterapia passiva consiste nella mobilizzazione passiva delle singole parti del corpo
effettuata da ausili meccanici oppure da personale qualificato.
La chinesiterapia attiva invece è composta di esercizi liberi, esercizi assistiti ed esercizi contro
resistenza.
Per esercizi liberi si intendono le mobilizzazioni articolari attive eseguite contro la resistenza
opposta dagli attriti sia interni che esterni e contro la forza di gravità.
Per esercizi assistiti si intendono invece tutti quegli esercizi che vengono praticati per esercitare la
muscolatura particolarmente debole.
Mediante appositi ausili ( fasce sospensive o altro) o mezzi, tipo l'acqua, le resistenze esterne
vengono ridotte.
Numerose sono le tecniche riabilitative ideate in questi ultimi anni e che adottano il movimento a
scopo terapeutico.
Di seguito verranno elencate le più diffuse.
Nel tentativo di rendere semplice la descrizione del panorama dei metodi chinesiterapici a
disposizione si è operata una classificazione che protrebbe non coincidere perfettamante con i
principi della tecnica stessa.
Si allega una breve descrizione delle stesse che anch'essa potrebbe rivelarsi non completa. Del resto
ogni tecnica citata corrisponde ad un metodo riabilitativo che si basa su principi teorici e pratici
impossibili da descrivere in così breve spazio.
Ginnastica correttiva, medica, segmentaria ecc.: metodi di ginnastica che si basano sulla
concezione segmentaria del corpo che si concentra quindi soprattutto sul movimento di singole
articolazioni e zone del corpo. Gli obiettivi previsti da questi metodi sono il ripristino della
mobilizzazione, il rinforzo muscolare, l'allungamento muscolare, la rieducazione funzionale e
posturale.
Metodo Mezièrés, rieducazione posturale globale, l'antiginnastica, ecc.: metodi che basano i
propri principi terapeutici su un approccio globale del corpo. Considerano l'apparato osteomuscolare collegato da catene muscolo-fasciali, per tale motivo una disfunzione locale deve essere
trattata sempre globalmente. Per fare questo è necessario correggere il malposizionamento locale e
contemporaneamente tenere sotto controllo tutte le zone della catena muscolo-aponeuretica. Queste
tecniche si basano soprattutto sulla proposta di posture globali di stiramento che vengono assunte
gradualmente e mantenute al fine di allungare tutte le catene muscolari rigide.
Metodo Feldenkrais, la terapia bio-energetica, ecc.: tecniche corporee che individuano nel
malessere rachideo un disequilibrio psico-fisico della persona.
I metodi sopracitati usano il movimento per comprendere e correggere molti movimenti e posizioni
del corpo che rubano energia e per acquisire il controllo dinamico e consapevole del corpo.
Lo scopo principe di queste tecniche è quindi di migliorare la percezione del soma e il tono
muscolare generale per riportare l'equilibrio psico-motorio della persona. In queste metodiche
l'equilibrio muscolare è quindi considerato strettamente collegato a quello psicologico.
Ogni tecnica utilizza esercizi posturali e dinamici diversi in grado di rendere i movimenti più
armonici, di eliminare le tensioni anomale e acquisire l'uso corretto del corpo che tende ad
eliminare le sintomatologie dolorose dell'apparato locomotore e della colonna vertebrale in
particolare.
Metodo McKenzie, m. Maitland, il rolfing o m. di integrazione strutturale: metodi che
associano la terapia manuale al movimento terapeutico.
Le persone che vengono trattate con queste tecniche terapeutiche sono educate a combattere il
dolore e tramite esercizi e posizioni specifiche evitare che la sintomatologia dolorosa ricompaia.
Metodi che basano la propria strategia terapeutica su di una valutazione scrupolosa del paziente in
grado di formulare una corretta diagnosi, di individuare le cause dell'affezione e conseguentemente
di identificare gli obiettivi che la terapia si deve prefiggere.
La costante verifica delle condizione del paziente consentono al terapeuta di approntare i giusti
aggiustamenti per ottenere un risultato finale che porti all'eliminazione del dolore, al ripristino della
funzionalità e alla idonea prevenzione.
CONSIDERAZIONE FINALE
Ogni trattamento o metodo è valido se adattato e opportunamente scelto al momento giusto.
L'uso unico e incondizionato dell'uno o dell'altro rappresenta il più delle volte un non senso, dato
che le patologie e la loro evoluzione varia da caso a caso, condizionata da innumerevoli fattori
interni ed esterni al paziente.
Le cause del mal di schiena sono numerose e spesso anche difficilmente decifrabili.
Per riuscire ad incidere sulle patologie vertebrali e sul dolore ad esse collegato è necessario
applicare tecniche scelte in funzione dei sintomi, della patologia e delle caratteristiche fisiche e
psichiche del malato.
Non ultima viene la considerazione che ogni tecnica è applicata dallo specialista, sia esso
chinesiologo, insegnante di educazione fisica, fisioterapista ecc., il cui successo dipende oltre che
dalla validità del trattamento anche dalla professionalità e dalla competenza di chi la applica.
Redatto:
CENTRO FISIOKINESI RICCIONE
P.ZZA PERTINI 10
RICCIONE
TEL. 3391825686
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