“LA NASCITA DELLA PSICOLOGIA” PROF. FRANCESCO ROSA Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia Indice 1 LE ORIGINI DELLA PSICOLOGIA -------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 LA NASCITA DELLA PSICOLOGIA COME AUTONOMA DISCIPLINA ------------------------------------- 5 3 L’INFLUSSO DELLA TEORIA EVOLUZIONISTICA DI CHARLES DARWIN ------------------------------ 7 4 LA PSICOLOGIA SCIENTIFICA ----------------------------------------------------------------------------------------- 8 5 GLI SVILUPPI DELLA PSICOLOGIA NEL XX SECOLO --------------------------------------------------------- 10 6 IL COGNITIVISMO --------------------------------------------------------------------------------------------------------- 12 BIBLIOGRAFIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 15 Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 2 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia 1 Le origini della Psicologia Le origini della Psicologia possono essere fatte risalire al V VI secolo A.C. nel pensiero dei grandi filosofi greci della classicità. L’elaborazione psicologica prima di acquisire in epoca relativamente recente un proprio statuto di scienza autonoma, si è sempre mantenuta all’interno della speculazione filosofica. Le domande fondamentali di ieri e di oggi alle quali i filosofi hanno cercato di dare risposta, riguardano la natura della mente ed i processi mentali. La psicologia scientifica nasce solo alla fine del XIX secolo con l’idea che la mente ed il comportamento possono essere soggetti ad analisi scientifica. Tra le prime scuole di psicologia del XX secolo dopo lo strutturalismo ed il funzionalismo, troviamo il comportamentismo, la psicologia della Gestalt, la psicoanalisi e la fenomenologia. I successivi sviluppi della psicologia del XX secolo includono il cognitivismo, le scuole di Ginevra, la Psicologia umanista, la psicologia sistemica. Alcuni sostengono che la psicologia non può essere concepita come tale, almeno nell’accezione usualmente data ad esempio alle scienze naturali, ma che può essere considerata scienza dello spirito: un insieme di modalità diverse per descrivere ed interpretare il mondo psichico. L’idea della storia della psicologia è l’idea di una coesistenza e molto spesso di una competizione tra diverse teorie che si collocano all’interno di differenti programmi di ricerca. In un dato momento storico , all’interno di una disciplina scientifica, coesistono più teorie; alcune di queste teorie sono contemporanee tra loro, altre si succedono nel tempo. All’interno della psicologia queste differenti prospettive hanno avuto origini filosofiche e scientifiche diverse. Si è assistito a confronti, ad avvicinamenti tra loro ma, più spesso, a scontri o all’ignorarsi reciproco. Ognuna di queste prospettive ha sviluppato proprie linee di ricerca, ciascuna con propri assunti, con proprie metodologie e propri ambiti di indagine privilegiati. E’ importante per il giurista partire da questa prima considerazione ed avere Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 3 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia immediatamente consapevolezza della plurivocità teorica e metodologica in cui si è mossa e continua a muoversi la psicologia. Anche se si sta profilando l’immagine di una psicologia destinata a capovolgere questa situazione ed a porre le basi per una rivoluzione scientifica in grado di fornire un nucleo di base di conoscenze condiviso da tutti. Tale prospettiva sta per essere offerta dalle neuroscienze le quali ci stanno facendo conoscere aspetti complessi delle funzioni mentali lasciandoci comprendere come certe parti del cervello siano responsabili delle attività mentali e percettive. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 4 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia 2 La nascita della Psicologia come autonoma disciplina Il termine Psicologia è di origine relativamente recente e viene fatto risalire al filosofo ed umanista tedesco Philipp Schwarzherde, noto con il nome grecizzato di Filippo Melantone (14971560) che la prima volta lo adopera per riferirsi a contenuti già espressi nelle dissertazioni religiose, mitologiche e filosofiche. Si diffonderà poi nel corso del settecento. L’oggetto di studio della psicologia è definito dalla prima parte della parola “psiche”, termine di origine greca che riveste diversi significati. Due in particolare sono le accezioni che nel corso dei secoli si sarebbero sviluppate e che in latino si sono distinte con i termini di anima e di animus. L’anima fa riferimento al principio vitale dell’uomo, come essere vivente, ed in particolare al suo funzionamento psichico. L’animus rappresenta il carattere personale che distingue gli individui e che li rende tra di loro differenti. Tra i pensatori del passato questi due aspetti distinti della nostra interiorità hanno costituito i due principali punti di vista in ragione dei quali si sarebbero sviluppati gli studi sul mondo psichico. L’elaborazione psicologica prima di acquisire in epoca relativamente recente un proprio statuto di scienza autonoma si è sempre mantenuta all’interno della speculazione filosofica. I quesiti generali a cui i filosofi cercavano di dare una risposta erano fin dalle origini: “in che modo le persone riescono a pensare? “che cos’è la coscienza, l’uomo è sostanzialmente razionale o irrazionale, esiste o meno nel libero arbitrio. Tali domande e molte altre sono importanti oggi, come potevano esserlo duemila e cinquecento anni fa e riguardano la natura della mente e dei processi mentali. Va precisato che per molto tempo l’attività psichica in parte a causa dell’influenza del pensiero aristotelico, non veniva associata in maniera precisa a quella del cervello. Maggiore importanza veniva infatti attribuita al cuore, al sangue ed Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 5 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia agli umori. I primi medici greci da Ippocrate a Galeno mettevano in relazione il carattere dell’individuo e la sua personalità al funzionamento del corpo ed alla prevalenza degli umori: rispettivamente il sangue, la bile gialla, il flegma e la bile nera. Vennero così individuasti quattro diversi tipi di personalità caratterizzati appunto dalla presenza di ciascuno di questi umori. In particolare, le personalità venivano distinte in : stabile esternalizzante (il sanguigno), instabile esternalizzante (il collerico) stabile internalizzante (il flemmatico) e instabile internalizzante (il malinconico). Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 6 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia 3 L’influsso della teoria evoluzionistica di Charles Darwin Grande importanza viene attribuita all’opera di Charles Darwin (1809-1882) che solo indirettamente riguarda la psicologia ma che costituisce un contributo fondamentale in un orientamento scientifico moderno nello studio del comportamento degli individui. Con Darwin l’uomo cessa di essere considerato in modo separato e centrale rispetto agli altri esseri viventi, ma viene visto come il risultato dello sviluppo delle altre specie animali, come portato della selezione naturale. L’uomo è un animale come tutti gli altri e lo studio degli animali finirà per consentire una migliore conoscenza dell’uomo nella sua condizione, anch’essa in costante evoluzione. Secondo un principio valido per tutte le specie e che costituisce la ragione della selezione naturale, gli esseri viventi sono tra loro diversi per alcune specificità e sopravvivono solo quelli che possiedono le caratteristiche più consone ad un adattamento all’ambiente. Oggi queste posizioni vengono largamente condivise non solo dalle scienze biologiche ma anche da uno specifico settore della psicologia che studia l’evolvere dei processi psichici in una logica di adattamento all’ambiente. Si può dunque affermare che il principio dell’evoluzione per selezione naturale enunciato da Darwin, abbia contribuito ad allargare le basi scientifiche della psicologia. Questo principio che andava collegando gli esseri umani al resto del mondo naturale vivente, spiega anche l’origine dei meccanismi cerebrali che promuovono la sopravvivenza e la riproduzione del singolo individuo. In altri termini, così come l’evoluzione somatica degli uomini trova una sua giustificazione nell’ambito di un processo di adattamento all’ambiente, anche i meccanismi mentali vengono visti come compresi nello stesso processo adattivo. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 7 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia 4 La Psicologia scientifica Il cambiamento radicale di prospettiva si affermerà con le ricerche dei fisiologi del XIX secolo che indirizzarono i loro studi nell’ambito del sistema nervoso centrale, approfondendo le relazioni e scoprendo le localizzazioni delle funzioni mentali in specifiche aree del cervello. Restano famosi gli studi del chirurgo e neurologo francese Paul Pierre Broca (1824-1880) che lo avevano condotto ad identificare la zona della corteccia cerebrale che presiede il linguaggio. Fondamentali furono poi gli studi del neurologo tedesco Korbinian Brodmann (1868-1918) sulla struttura cellulare della corteccia cerebrale e la sua suddivisione in varie aree, allo scopo di individuare relazioni tra differenze strutturali e differenze funzionali. Questi stessi studi vengono ancor oggi largamente impiegati dalle neuroscienze. La partizione da lui introdotta pare alle volte più precisa della nomenclatura neuroanatomica. La nascita della psicologia moderna viene generalmente associata alla figura dello studioso tedesco Wilhelm Max Wundt (1832-1920) che per primo organizzò nel 1879, a Lipsia, un laboratorio sperimentale di psicologia. Fisiologo aveva da alcuni anni prima istituito un corso regolare presso l’università di Heidelberg di psicologia fisiologica, occupandosi di diversi temi di indagine. L’ambito di ricerca era indirizzato principalmente allo studio della percezione sensoriale. Importanti sono i suoi lavori sulla visione, sebbene lo studioso ed i suoi collaboratori si fossero interessati anche ad altri meccanismi psichici quali l’attenzione, la memoria e le emozioni. Per studiare i processi mentali Wundt si basava sull’introspezione, cioè sull’osservazione e la registrazione della natura di percezioni, pensieri e sentimenti propri di ciascun individuo. In particolare, dedicò il maggiore impegno alla misurazione della velocità nei processi mentali e dei tempi necessari per compiere operazioni basilari. I suoi lavori aprirono la strada ad una metodologia oggi ancora attuale che consiste nel misurare i Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 8 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia cosiddetti tempi di reazione cioè quanto tempo la mente impiega a compiere determinate operazioni. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 9 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia 5 Gli sviluppi della Psicologia nel XX secolo Fino alla prima metà del secolo scorso la psicologia, in particolare negli Stati Uniti è stata dominata dal comportamentismo. Nel frattempo subito dopo il secondo conflitto mondiale divennero disponibili i primi calcolatori e strumenti sofisticati di calcolo che permisero l’esame e l’approfondimento di una varietà sempre più ampia di problemi. Lo sviluppo e la creazione negli anni 50 dei nuovi computer sempre più potenti in grado di eseguire compiti complessi come giocare a scacchi o risolvere problemi matematici di grande complessità offrì agli psicologi anche l’occasione per mettere a punto nuove teorie sui processi psicologici. Divennero famosi gli studi di Herbert Simon (1916-2001) che insegnò computer science e psicologia alla Carnegie Mellon University e che fu insignito del Nobel nel 1978 e dei suoi collaboratori che descrissero il modo attraverso il quale simulare al calcolatore i fenomeni psicologici. Gli esseri umani venivano, attraverso questi modelli, considerati come elaboratori di informazioni. Simon tra gli altri elaborò criteri per la scelta di obiettivi soddisfacenti nell’ambito delle organizzazioni economiche, definendo un nuovo concetto di razionalità (razionalità limitata). Le precedenti teorie sulla natura della mente venivano riviste alla luce dei meccanismi di funzionamento dei calcolatori. Un esempio è dato dal funzionamento della memoria. Il computer riceve una informazione (input) la riorganizza, la confronta con le altre informazioni presenti nella memoria, opera una serie di trasformazioni in uscita (output). Come nel modello di trasferimento dei dati del computer dal magazzino temporaneo a un magazzino più permanente sull’hard disk, così anche la memoria operativa degli individui viene vista come una stazione intermedia rispetto alla memoria a lungo termine. In effetti, per gli psicologi cognitivisti il calcolatore ha rappresentato semplicemente uno Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 10 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia spunto. Altri studiosi hanno cercato di trovare più strette correlazioni tra i modelli di funzionamento dell’intelligenza artificiale e i modelli di funzionamento psicologico. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 11 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia 6 Il Cognitivismo Nato in Inghilterra tra gli anni ’40 e ’50 e sviluppatosi negli Stati Uniti, il cognitivismo rappresenta uno dei più importanti movimenti della psicologia contemporanea. Secondo questo orientamento la mente umana funziona elaborando le informazioni che giungono dall’esterno e che raggiungono il soggetto tramite gli organi di senso. La psicologia cognitivista non costituisce, a differenza degli altri modelli precedenti (comportamentismo, psicologia della Gestalt), un sistema teorico organizzato. In altri termini, non si tratta di una scuola psicologica ma di un orientamento che rivisita le altre correnti e scuole, opponendosi in particolare al comportamentismo. La prima formulazione teorica del cognitivismo può essere rappresentata dal testo, ormai classico, di Ulric Neisser (1928) Psicologia Cognitiva del 1967. L’opera di questo studioso di origine tedesca, emigrato negli Stati Uniti, si caratterizza per una cospicua serie di sperimentazioni orientate a dimostrare quali siano i processi fondamentali che stanno alla base delle attività de percezione, del pensiero, della memoria e delle emozioni. Partendo da una critica radicale alla concezione comportamentista dei processi stimolo-risposta, egli sosteneva che la psicologia non poteva ignorare le funzioni del cervello e limitarsi ad interpretare il solo comportamento umano. Al contrario, fenomeni come la percezione, il pensiero,. La memoria etc andavano pensati e studiati come espressioni fondamentali del nostro comportamento. La mente, come luogo di tali fenomeni, andava considerata come un sistema complesso e dinamico non riconducibile allo schema stimolorisposta, operante come un filtro rispetto alle informazioni da privilegiare nell’elaborazione. Lo sviluppo dell’informatica e la realizzazione di computer sempre più efficienti hanno contribuito così a sviluppare alcuni settori della psicologia cognitivista ed, in particolare, quell’orientamento che va sotto il nome di connessionismo. Questo orientamento, che ha fatto capo a Edward Thorndike Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 12 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia (1874-1949). Studioso dell’approfondimento, definisce la mente umana come un insieme di assai numerose connessioni. Tali connessioni, attivate contemporaneamente dagli stimoli esterni, produrrebbero i nostri stati mentali. Un ulteriore stimolo alle analisi psicologiche del linguaggio viene dallo sviluppo della linguistica, soprattutto grazie agli studi di Noam Chomsky volti a ricercare le regole ed il funzionamento del linguaggio a prescindere dai suoi utilizzatori. Il realtà il linguaggio è una manifestazione degli individui, quindi un comportamento psicologico. Dal 1970 in avanti la psicologia cognitiva ha avuto un eccezionale sviluppo pur se con posizioni tra loro molto differenziate. Importanti progressi nel frattempo si erano registrati in neuropsicologia, disciplina che si andava interessando dei rapporti tra il substrato anatomo-funzionale-cerebrale e le attività psichiche e che aveva trovato nel neurologo francese Broca il suo precursore. Combinando le conoscenze ottenute attraverso l’osservazione delle lesioni cerebrali e le modificazioni comportamentali conseguenti, i neuropsicologi cercavano e cercano di formare modelli anatomofunzionali dei processi nervosi al comportamento normale. Le scopette sul cervello ed il sistema nervoso centrale andavano dimostrando le evidenti relazioni tra gli eventi neurologici ed i processi mentali. Nel 1981 Roger Sperry (1913-1994), neurofisiologo e psicobiologo è stato insignito del Nobel per aver dimostrato i collegamenti tra specifiche regioni cerebrali e particolari processi cognitivi e comportamentali. In particolare, egli è riuscito a dimostrare l’indipendenza dei due emisferi cerebrali e la specializzazione funzionale degli stessi, ossia l’attitudine dell’emisfero sinistro al ragionamento ed al linguaggio e di quello di destra prevalentemente alle operazioni non verbali, tra le quali la percezione spaziale e l’attitudine musicale. Formulò una discussa concezione della coscienza intesa come suprema organizzazione dell’attività cerebrale. Nelle due ultime decadi del secolo scorso lo sviluppo di tecniche di imaging cerebrale che permettono di ottenere dati morfologici e funzionali di specifiche aree del cervello e che possono essere somministrate anche a soggetti sani perché non invasive, hanno consentito un notevole sviluppo della neuropsicologia. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 13 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia Oggi le più moderne tecniche di imaging consentono di visualizzare oltre alle strutture anatomomorfologiche dell’encefalo, anche le aree attive in un dato momento, quando il soggetto viene sottoposto ad un compito specifico. Avvalendosi delle stesse in situazioni sperimentali particolari, basate su paradigmi di attivazione in cui si sottopone il soggetto a determinati stimoli, si possono correlare le attivazioni cerebrali al compito svolto e studiare così non vivo come funziona la mente umana. Lo sviluppo della psicolinguistica dei modelli di elaborazione delle informazioni e della neuropsicologia ha prodotto un approccio alla psicologia di orientamento fortemente cognitivo. Si parla in quest’ambito di scienza cognitiva come insieme di discipline che studiano la mente e che si raccordano oltre che con la psicologia, l’intelligenza artificiale e le neuroscienze, anche con la linguistica, la logica e la filosofia. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 14 di 30 Università Telematica Pegaso La nascita della psicologia Bibliografia AAVV, Introduzione ai processi di base della comunicazione e dello stress, Com. Ministero dell'Interno, Roma 1998. AAVV (1999), Per aspera ad vertiatem, Rivista Penale, n. 14, maggio-agosto Abbagnano N., Dizionario di filosofia, Torino: Utet, 1983. Adelsward V., Aronsson K., Jonsson L., Linell P., The unequal distribution of interactional space: Dominance and control in courtroom interaction, Text, 7, 313-346. Ainsworth P.B. (1998), Psychology, law, and eyewitness testimony, John Wiley & Sons, Chichester; Alexy, R. (1989). A Theory of Legal Argumentation. Oxford: Clarendon Press. Alibrandi A. (1988), Fictus-emptor: riflessioni in tema di agente provocatore, Rivista Penale Allport G., Postman L., Le basi psicologiche delle dicerie. In A. 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