Note ad uso degli studenti che vogliano sostenere l

annuncio pubblicitario
Università degli Studi di Cagliari
Facoltà di Lettere e Filosofia
Corso di laurea triennale in Filosofia (a.a. 2009/2010)
Note ad uso degli studenti che intendano sostenere
l'esame di Filosofia della storia (Prof. Ciccarelli)
Provo, di seguito, a rispondere a qualche domanda che
potrebbe venirvi in mente. Va da sé che sono disponibile a dare
qualsiasi chiarimento ulteriore.
Qual è l'argomento del corso?
Il titolo del corso di quest'anno è:
“I filosofi hanno soltanto in modi diversi interpretato
il mondo; si tratta di cambiarlo”.
(K. Marx, Tesi su Feuerbach, XI)
Il “materialismo storico” e il problema del
superamento della filosofia in Marx.
Affronteremo quindi la materia, ossia la “filosofia della storia”,
in modo 'storico’: si tratterà cioè di studiare in che modo un
determinato autore del passato, Marx,
ha concepito
filosoficamente la storia e quali problemi filosofici tale
concezione solleva. Tutto ciò, ora, vi suona forse un po’ scarno
e astratto: abbiate pazienza, lo svolgimento del corso – mi
auguro – darà maggior concretezza all’argomento.
Dove e quando vengono tenute le lezioni?
Le lezioni avranno inizio martedì 9 marzo 2010 e proseguiranno
all'incirca a settimane alterne. Ecco il calendario preciso:
Marzo
Aprile
Maggio
Martedì 9
mercoledì 10
giovedì 11
martedì 23
mercoledì 24
giovedì 25
martedì 30
mercoledì 31
martedì 13
mercoledì 14
giovedì 15
martedì 27
mercoledì 28
giovedì 29
martedì 11
mercoledì 12
giovedì 13
martedì 18
mercoledì 19
giovedì 20
Le lezioni si tengono in aula 10, martedì dalle 17.00 alle 19.00,
mercoledì dalle 19.00 alle 20.00, giovedì dalle 17.00 alle 19.00.
Se volete parlare con me a quattr’occhi, mi trovate nelle
settimane in cui c’è lezione nella stanza n. 33 al III piano: il
martedì e il giovedì dopo la lezione e il mercoledì l’ora prima
della lezione. Non esitate a contattarmi qualora ne abbiate
bisogno.
Questo
è
il
mio
recapito:
[email protected]
Cinque ore di lezione di a settimana! Non sono troppe?
Capisco che due ore di lezione possano sembrarvi faticose.
Ritengo però che un orario così strutturato è didatticamente
più efficace: in questo modo, infatti, sarà possibile lasciare
spazio a vostri interventi. So per esperienza che le domande,
agli studenti, vengono in mente solo dopo essere entrati
nell'argomento. Per dirla in modo un po' corrivo, la mente è
come il corpo: per funzionare bene, ha bisogno di riscaldarsi.
Quando la lezione dura solo un'ora, fai appena in tempo ad
entrare in medias res che devi già interrompere.
Penso che sia bene non sovraffaticare troppo la mente, lasciarle
riprendere fiato dopo uno sforzo concentrato. La pausa tra una
settimana e l'altra è vantaggiosa sia per voi sia per me. Voi avete
modo di riflettere su quello che avete appreso, ossia di capire
quello che, in un primo momento, avete ricevuto in modo più o
meno passivo. A tal fine, vi consiglio di sfruttare la pausa per
rileggere attentamente il testo che abbiamo letto a lezione,
rifare voi stessi il ragionamento interpretativo che io vi ho
proposto, vedere se regge, e leggere in anticipo quello che
tratterò la settimana successiva. In questo modo potrete anche
elaborare domande che siano di stimolo alla lezione. Anch’io,
però, traggo vantaggio da una tale strutturazione del ritmo delle
lezioni. Dovete sapere che per fare lezione occorre, non soltanto
prepararsi, ma anche riadattare continuamente quello che si ha
in mente di dire a quello che di volta in volta accade a lezione. In
altri termini, le lezioni hanno un elemento di contingenza che
non si può determinare in anticipo: la settimana di pausa mi
serve, appunto, a calibrare meglio il mio discorso rispetto alle
esigenze che via via emergono dalle lezioni (capite quindi quanto
è importante che mi poniate domande).
Quali conoscenze sono richieste per poter seguire il corso?
Il corso è rivolto a normali studenti del corso di laurea triennale.
Per imparare a nuotare bisogna buttarsi in acqua. Fuor di
metafora: non abbiate paura, all'inizio vi sembrerà di capire
poco, poi – vedrete - le cose si chiariranno. Comincerò le lezioni
dandovi qualche schiarimento molto generale sul pensiero di
Marx. Terrò presente, a tale scopo, un capitolo di un buon
manuale di storia della filosofia che, qualora abbiate curiosità di
leggerlo, trovate in fotocopia in copisteria (quella che sta in via
Basilicata). Dopo questi primi rapidi passi di ambientamento
nell'acqua dove si tocca, andremo in mare aperto, cominceremo
cioè a leggere direttamente i testi di Marx. Uno degli scopi
principali del corso è infatti quello di insegnarvi a scontrarvi con
le difficoltà che presenta la lettura di un testo filosofico.
La frequenza del corso di Filosofia della storia è obbligatoria?
Nient'affatto! In sede di esame chi ha frequentato sarà trattato
allo stesso modo, ossia in modo imparziale, di chi non ha
frequentato. Per esperienza, però, so che chi frequenta fa meno
fatica a a preparare l'esame. Le lezioni, infatti, vi offrono una
bussola per orientarvi nella preparazione. Ma la decisione sta a
voi: siete voi, cioè, a dover giudicare se vale la pena spendere
parte del vostro tempo per frequentare le mie lezioni.
Che cosa bisogna studiare per preparare l'esame?
Nello svolgere il corso, prevedo di leggere parti di diversi testi di
Marx:
Introduzione a: Per la critica della filosofia del diritto di Hegel
(1843)
Manoscritti economici economico-filosofici del 1844, I°
manoscritto, § 4, Il lavoro estraniato, III° manoscritto, § 1,
Proprietà privata e lavoro, § 2, Proprietà privata e comunismo
Tesi su Feuerbach (1845)
Perché le lezioni si tengono una settimana sì e una no?
Ideologia tedesca (1846), solo la Prefazione e tutto primo libro,
Feuerbach. Antitesi fra concezione materialistica e concezione
idealistica.
Manifesto del partito comunista (1848)
Lavoro salariato e capitale (1849)
Introduzione a: Per la critica dell'economia politica (1857)
Per la critica dell'economia politica (1859, solo la Prefazione)
Il capitale, libro I, sezione I, capitolo I, § 4, Il carattere di feticcio
della merce e il suo arcano (1867)
Poscritto alla seconda edizione del Capitale (1873).
Per seguire le lezioni, è assolutamente necessario che abbiate i
testi sotto gli occhi. A questo scopo ho preparato un file di circa
200 pagine che li contiene tutti. Lo potete scaricare dalla mia
pagina web:
http://people.unica.it/ciccarellipierpaolo/attivitadidattica/
Ora, fate bene attenzione: i testi sopra indicati corrispondono
sola all'incirca al programma da portare all’esame. Perché
all'incirca? Perché, come ho già detto, un corso di lezioni è un
work in progress: ci sono variabili non prevedibili in anticipo
che condizionano in modo decisivo la velocità dello
svolgimento del programma. Dunque, una indicazione più
precisa riguardo ai testi da portare all'esame riuscirò a darvela
soltanto alla fine del corso (posso comunque dirvi sin da ora di
star tranquilli: non dovrete portare tutti quelli indicati!). Ciò
significa che coloro che non frequentano dovranno mettersi in
contatto verso metà maggio.
C'è qualche testo introduttivo da legger per poter meglio
seguire il corso o, nel caso non volessi frequentare, per meglio
prepararsi all'esame?
Letture introduttive a Marx ne sono state scritte tante. Me ne
vengono in mente almeno tre:
G. Bedeschi, Introduzione a Marx, Laterza, Roma-Bari 1981
E, Balibar, La filosofia di Marx, manifestolibri, Roma 2005
S. Petrucciani, Marx, Carocci, Roma 2009
C’è poi una enorme letteratura marxista. Personalmente ho
trovato Illuminanti due classici, quello di K. Korsch, Karl Marx,
Laterza, Roma-Bari 1972 e quello di G. Lukács, Storia e
coscienza di classe, Mondadori, Milano 1973, entrambi risalenti
all’inizio del XX secolo. Ma naturalmente si potrebbero citare
altri classici sul materialismo storico, ad esempio, per rimanere
agli studi scritti in in lingua italiana, quelli di Antonio Labriola, di
Benedetto Croce, di Antonio Gramsci.
Chi non frequenta, per trovare un orientamento, sarà forse
costretto a leggere anche qualcuno di questi libri. Onde evitare,
però, la possibile obiezione che voglia discriminare i non
frequentanti caricandoli di libri più degli altri, sia ben chiaro: il
programma d'esame consiste esclusivamente nei testi di Marx
(che, come detto, indicherò più in dettaglio verso la fine del
corso).
Come bisogna studiare?
È difficile dare una ricetta pratica che non consista
semplicemente nell’ovvia raccomandazione di leggere, e
soprattutto rileggere, lentamente e attentamente i testi,
isolando e magari annotando i punti centrali, nonché eventuali
osservazioni. Ciò richiede sopra ogni cosa l’esercizio di due virtù:
la pazienza e il coraggio. Virtù che consentono di combattere
con il principale ‘nemico’ dello studio della filosofia: il non
riuscire a capire quello che si sta leggendo (e lo stato d’animo
che necessariamente ne consegue: la noia). Studiare infatti un
testo filosofico significa, ovviamente, apprenderne il contenuto,
ma anche capirlo: significa, cioè, riuscire a ‘ri-eseguire’ per conto
proprio il ragionamento che il filosofo ha messo sulla carta.
Molto utili sono gli “strumenti di consultazione”, ossia i manuali
di storia della filosofia e i dizionari (ad esempio la cosiddetta
“garzantina” o il Dizionario di filosofia pubblicato dalla Utet).
Curiosate anche su Internet, per trovare notizie su cose, persone,
eventi che incontrate nella lettura (ad esempio sul sito di
Wikipedia).
Un’altra cosa, importantissima, da non sottovalutare: l’università
è anzitutto un luogo di socializzazione, uno spazio, cioè, in cui è
possibile scambiare esperienze. Lo studio della filosofia – ma in
realtà questo dovrebbe essere la norma di tutti gli studi - si
caratterizza per essere soprattutto una esperienza intellettuale.
Leggere, ascoltare, capire sembrano stati di inerzia: in realtà
sono modi di entrare in contatto con il mondo. Fate in modo che
quello che udite nelle aule e che apprendete sui libri vi
accompagni nel corso della giornata e diventi motivo per parlare
tra di voi. Alle volte, un confronto su un libro che state leggendo
vi consente improvvisamente di capire cose che pensavate di
non aver capito.
In che cosa consisterà l'esame?
L’esame si svolge al modo stesso in cui si svolge la lezione: si
tratta di leggere e commentare brani tratti dai testi che avete
studiato. Io comincio sempre con la cosiddetta ‘domanda a
piacere’: se volete, quindi, potete partire con il commento di un
brano scelto da voi. La valutazione dell’esame dipenderà dalla
vostra abilità nello spiegare i brani letti. “Spiegare” nel senso
letterale del termine: si tratta di saper seguire il testo nelle sue
“pieghe”, di mostrare, cioè, il modo in cui si organizza, attorno
ad un brano, ad una frase, ad una parola, il pensiero dell’autore
studiato.
Pierpaolo Ciccarelli
Scarica