Plasticità celebrale nell’educazione musicale
Idea diffusa: solo fin da piccoli - non è vero  tanti musicisti famosi
 Il cervello gode di un’importante plasticità - si modifica sempre
(Romania certi gruppi di zingari)
MA!!: (Pantev)
… i musicisti che hanno cominciato a studiare le note
nella prima infanzia hanno aree corticali più ampie rispetto ai colleghi
che hanno iniziato più tardi.
(connessioni nelle prime fasi dell’infanzia)
Modificazioni celebrale, due tipologie:
strutturale
funzionale
popolazione neuroni sollecitata
reclutano neuroni adiacenti
popolazione di neuroni sollecitata
si riorganizza di essere più efficiente
(cechi e direttori d’orchestra:
identificazione spaziali fonti sonore)
(espertise, pratica musicale)
Tre tipo di approcci nello studio della plasticità celebrale:
- Sviluppo del bambino – cambiamenti celebrali legati all’età e esperienza
- Confronto tra due popolazione – musicisti e non musicisti
- A seguito di un evento patogeno
Plasticità celebrale nell’educazione musicale
“Semplice” studio – aree sensoriali della corteccia celebrale
(corteccia uditiva, senso-motoria ecc.)
Più difficile(se non è impossibile):
Effetti della pratica musicale sull’attribuzione di senso alla musica
Quale area o struttura cercare?  ampia rete di aree diverse
Bigand: non ci sono differenze sostanziali tra musicisti e non musicisti nelle aree di:
- memorizzazione delle sequenze musicali implicite
- comprensione del contenuto emotivo
- identificazione delle strutture musicali (leggera – classica ?)
Differenze nella plasticità corticale nel training musicale:
- rappresentazione somatosensoriale (organizzazione topografica dei neuroni)
(es. strumenti ad arco: mano sx ma non dx!) – tempo di impiego
- rappresentazione uditiva (org. toponom. interna che rispetta la dimensione dell’altezza)
(musicisti e non  suoni sinusoidali /puri/ vs. suoni naturale /pianoforte ecc.)
 plasticità dipendente (Pantev) – anche nell’età tardi iniz.
Plasticità celebrale nell’educazione musicale
Effetti collaterali:
Eccessiva stimolazione – disturbo di controllo delle dita  distonia focale
(virtuosismo, utilizzo intenso e continuativo, spingere il sistema nervoso al limite e oltre)
Violinisti – mano sx
Pianisti, sassofonisti – dx o sx
Chitarristi – mano dx (arpeggi)
Accavallamento delle rappresentazioni delle diverse dita (falso contatto …)
Soluzione (promemoria: plasticità celebrale!!!  )
 interrompere l’attività strumentale per un certo periodo
- riabilitazione comportamentale (“rimodellamento”)
- ricreare l’organizzazione della corteccia senza accavallamenti
Effetti benefici:
- canto corale – bambino “stonato”  attività corale
( volontà, attenzione, tutor, modelli, competizione ecc.)
 rimodellamento aree sensoriali e delle rappresentazioni cereblari
Apprendimento attivo, apprendimento collaborativo
Dalla lezione frontale all’apprendimento attivo - tener conto nella fase di pianificazione!!
- dopo 15 min. la capacità di concentrazione  “pausa” periodica di 2 min!! (Con che cosa??)
Scaricare le tensioni,
Preparare i contenuti successivi 
- promuovere il coinvolgimento e l’impegno dello studente
 Insegnamento induttivo (apprendimento basato sull’indagine!!)
- parte dall’applicazione pratica
- centrata intorno allo studente (protagonista della scoperta in prima persona) (guidata o non)
 MOTIVAZIONE, SFIDA, DOMANDE verso la SPERIMENTAZIONE
- carattere costruttivista (costruire la propria conoscenza)
- apprendimento attivo ((domande, osservazioni, interazione)
Insegnamento deduttivo dall’universale al particolare
Presentazione della
regola teorica
generale
Applicazione formale
e pratica della
regola teorica
Applicazione (osservazione)
della regola in un caso (più casi)
reale particolare
Insegnamento induttivo dal particolare all’universale 
Apprendimento attivo, apprendimento collaborativo
Alcuni approcci dell’insegnamento attivo:
Apprendimento per scoperta: (Bruner: The act of discovery)
- stimolo iniziale, domanda
 scoperta guidata:
- indicazioni specifiche (preparazione dell’elemento da scoprire)
- indicazione parziale del percorso da intraprendere
Apprendimento per problemi: (discipline scientifiche) ( l’uomo “scienziato”)
MA  livello più alto nell’ed. musicale  molteplici soluzioni, diversi percorsi
 scaffoldig (impalcatura) per guidare lo studente al prossimo grado
(focus sul processo)
Apprendimento per progetti: realizzazione di un “prodotto” atteso (qualità e originalità)
- abilità di utilizzare i concetti appresi (focus sul prodotto)
Insegnamento mediante studi di caso (-i):
- capire le forme di un brano, ritornelli, imitazioni, aspetti ritmici, timbrici
- la difficoltà non deve essere troppo alta (zona prossimale - Vygotski)
- feedback e controllo
Just in Time:
- curiosità dei problemi sollevati prima della lezione chiave
- motivazione di aspettare la lezione successiva  domande/risposte di guida
- Utilizzo delle risposte degli studenti per introdurre un argomento nuovo/  possibili soluzioni
Apprendimento attivo, apprendimento collaborativo
Apprendimento collaborativo
Obiettivo comune,
lavoro insieme per comprendere contenuti,
elaborare significati, trovare soluzioni
Abilità sociali e relazionali
Maturazione delle abilità specifici
Interdipendenza positiva:
successo  solo se anche gli altri hanno successo (ricompensa comune)
contributo individuale
condivisione delle risorse, supporto a vicenda (ruoli complementari)
Responsabilità individuali:
necessaria la valutazione/autovalutazione del singolo individuo
messa in conoscenza:
- la propria valutazione (conoscenze metacognitive)
- valutazione degli altri individui
- valutazione del gruppo
Divisione e assegnazione
dei compiti degli individui
nel gruppo
Incentivi:
premio di gruppo per apprendimento individuale
(premiato il gruppo e non i singoli)
premio di gruppo per un prodotto di gruppo
(non è valutato il contributo dei singoli)
premio individuale (prestazione di ogni singolo)
Apprendimento attivo, apprendimento collaborativo
Domande legittime e illegittime 
(Foerster)
Sistema prevedibile – Sistema non prevedibile
(macchina banale e non banale) - (asciuga cappelli - l’uomo)
Banalizzazione degli studenti
Domande che hanno già la risposta
RICERCA delle risposte
Formulare domande legittime
Argomenti degli esami
1. Lo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale del bambino dal grembo ai primi anni
di vita e la sua relazione con il mondo sonoro.
2. La consapevolezza del "io" e la sua evoluzione nell'ambito dei giochi musicali.
3. La maturità scolastica in generale e i suoi aspetti nella musica
4. Plasticità celebrale nell'educazione musicale e predisposizione
all’apprendimento
5. I processi cognitivi dell’apprendimento nel rapporto tra l’alunno e l’insegnate
6. Organizzazione della memoria musicale di breve e lungo termine
7. Questioni ritmiche e timing, strutture ed interpretazioni
8. Performance, movimenti, dinamiche della musica insieme
9. Effetti del training musicali nei comportamenti cognitivi, nell'organizzazione
mentali, audio motorie e studio delle lingue
10. Musica ed emozione, interazioni multidisciplinari
L’approccio kodályana e alcune affermazioni delle ultime ricerche
Ognuno è capace di riconoscere decine o centinaia di diversi brani musicali
in un frazione di secondo.
La comprensione musicale, infatti richiede un copiscuo numero di capacità cognitive, quali:
- mantenimento dell’attenzione
- la memorizzazione
- l’analisi della struttura
- la creazione di percetti coerenti
… quando osserviamo una persona fare un movimento con la mano i (nostri) neuroni delle
aree cerebrali che controllano la mano rispondono, come se il movimento fosse eseguito da noi.
La maggior parte delle persone che NON hanno una formazione musicale sono in grado di:
- apprezzare la musica,
- di cantare una melodia,
- di riconoscere una buona esecuzione,
- di individuare eventuale errori,
 tutte competenze che sono il risultato di un apprendimento implicito …
D’altra parte, per poter leggere e suonare uno strumento, è necessaria una specifica
educazione musicale che ci porta ad acquisire nuove conoscenze e a formalizzarle.
Una melodia nota, cantata da un bambino o da un vecchio, avrà sempre la sua identità. Il
cervello, una volta eseguita l’analisi acustica del suono, trasforma la materia sonora in materia
musicale astratta. Questo vuol dire che l’oggetto musicale si libera dal suono che lo ha generato
e acquista una sua identità indipendente da esso.
Oggi sappiamo che i neonati, così come i soggetti adulti, riescono a riconoscere una melodia
indipendentemente dal fatto che la si canti cominciando su una nota o su un’altra … si
focalizzano più su aspetti relativi che non assoluti della struttura musicale.
Libri consigliati per l’esame
Altri libri per approfondimenti