Cenni di anatomia del legno
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Cenni di anatomia del legno
Dr. Alessandro Trevisani
Sezione Tecnologia del legno
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Il legno
Si chiama legno l’insieme dei tessuti dello xylema che formano parte
del tronco, radici e rami dei vegetali legnosi, esclusa la corteccia
Si annoverano in questa categoria i vegetali legnosi che presentano le
seguenti caratteristiche:
•Tessuti vascolari specializzati (floema e xylema)
quest’ultimo costituisce la frazione lignificata della pianta
adulta (legno)
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•Piante “perenni”, ossia con ciclo vitale che si sviluppa su più anni
•Presenza di un “tallo” principale che persiste per più di una
stagione vegetativa. Negli alberi prende in nome di tronco
•Presenza di un accrescimento secondario, ossia accrescimento
radiale indipendente dall’accrescimento longitudinale
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Angiosperme e Gimnosperme
Tra i vegetali legnosi principalmente utilizzati nell’industria del
legno troviamo:
A- Gimnosperme, nelle quali i semi non risultano protetti dal frutto
B- Angiosperme, nelle quali i semi risultano protetti da un involucro
A
B
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“Assi” del legno
Per comprendere il comportamento del legno, data la sua
eterogeneità, è necessario stabilire le seguenti direzioni:
•Trasversale: perpendicolare all’asse
dell’albero
•Assiale: parallela all’asse dell’albero
•Radiale: segue la direzione dei “raggi
legnosi”
•Tangenziale: parallela ad un piano
tangente all’albero (non passante per il
centro)
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Struttura Macroscopica
Corteccia
Cambio
Xylema:
Durame
Alburno
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durame
corteccia, faccia
interna
corteccia, faccia
esterna
cambio
alburno
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Raggi legnosi
•Condizionano le proprietà fisico meccaniche del legno e
rappresentano un importante elemento di identificazione
•La resistenza alla fenditura è inferiore in senso radiale rispetto a
quello trasversale, tale differenza è tanto più marcata quanto più
abbondanti e sviluppati sono i raggi legnosi
•Aumentano la resistenza a compressione radiale delle piante con
raggi legnosi molto sviluppati (rovere)
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Anelli stagionali
Si possono distinguere ad occhio nudo e permettono di apprezzare
la classe e la qualità di legnami della stessa specie
In ogni anello è possibile distinguere due tipi di legno:
• estivo, prodotto nella stagione secca
• primaverile, prodotto nella stagione più ricca di piogge
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La quantità di legno estivo rispetto alla totalità dell’anello prende il
nome di “tessitura”
Quando gli anelli sono molto pronunciati si dice che il legno è di
“grana grossa” mentre quando sono più piccoli si definisce di
“grana fine” (es.ebano)
Tecnologicamente la definizione di grana è data dalla attitudine del
legno alle lavorazioni di finitura
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Durame e alburno
Alburno: ha la funzione
di trasportare la linfa
grezza, è la parte più
porosa, chiara e
morbida del tronco
Durame: è la parte più
densa, di colore scuro,
più resistente agli
attacchi di insetti
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Struttura microscopica
Sia nelle conifere che nelle latifoglie si possono distinguere due tipi
di tessuti principali:
•Prosenchima: tessuto conduttore formato da cellule allargate dotate
di membrana plasmatica ingrossata
(Cellule Tracheali)
•Parenchima: formato da cellule isodiametriche dotate di membrana
plasmatica sottile e non lignificata, svolgono
funzione di riserva
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Struttura porosa (es. Castagno)
Struttura omogenea (es. Pino)
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Difetti del legno
I difetti del legno possono essere legati alla struttura
anatomica e al processo produttivo, tra i primi abbiamo:
•Nodi: comportano problemi sia di ordine meccanico che
estetico
•Presenza di legno giovane
che risulta più “nervoso”
•Borse di resina, più diffuse nelle
conifere, influiscono negativamente
sulla lavorabilità
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Tra i difetti riconducibili al processo tecnologico la maggior
parte è causata da un errata essiccazione:
•Crepe esterne
•Crepe interne
•Collasso
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Essiccazione del legno
Allontanamento del
vapore acqueo
risultante
Calore
aria
Trasferimento
umidità
Interno-esterno
Conduzione del
calore
legno
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Vantaggi:
•Miglioramento delle proprietà meccaniche
•Finitura e lavorabilità meno difficoltose
•Maggiore protezione da attacchi di funghi e insetti
•Stabilizzazione dimensionale
•“Sterilizzazione” (se operata a più di 65°C)
•Indispensabile in caso di trattamento chimico protettivo
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Relazione acqua-legno
La frazione d’acqua presente nel legno è annoverabile in tre classi:
1. Acqua libera (dal “verde” al 30%)
2. Acqua legata (dal 30% al 5%)
3. Acqua di costituzione (>1%)
Tale relazione è riassumibile in tre concetti fondamentali:
•Umidità di equilibrio igroscopico (HEH, EMC)
•Punto di saturazione delle fibre (PSF) (circa 30%)
•Condizioni di umidità di utilizzo
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Legno
Vantaggi:
Gran valore decorativo
Eccellenti propietà fisico meccaniche
Svantaggi:
Materiale biodegradabile
Attacco di microrganismi
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I nemici del legno
Agenti biotici:
•Funghi
•Insetti
•Crostacei e molluschi
Agenti abiotici:
•Atmosferici
•Meccanci
•Chimici
•Fuoco
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Durabilità del legno
Con il termine durabilità del legno si intende la capacità
dello stesso di resistere nel tempo
Ogni specie presenta una durabilità propria, variabile in
funzione della zona anatomica considerata (es.il durame
risulta più durabile rispetto all’alburno)
Tale proprietà può essere modificata offrendo una durabilità
indotta (es. trattamenti chimici, fisici)
Fattore impregnabilità del legno (es. l’alburno è più impregnabile del
durame)
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Le classi di rischio
Le 5 classi di rischio definite dalla EN 335-1 delineano la
condizioni di utilizzo del legno:
•
Utilizzo interno in cui non è previsto il contatto con
acqua
•
Utilizzo interno in cui è prevedibile un contatto con
acqua saltuario non continuativo
•
Legno esposto alle condizioni esterne ma senza contatto
con il terreno
Simile alla precedente ma con contatto del terreno
•
•
Legno esposto all’acqua salata
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Trattamenti protettivi
Le forme preventive di trattamento chimico protettivo
possono essere classificate in due grandi categorie:
•Trattamenti superficiali :
a pennello o per immersione rapida in vasca
•Trattamenti di profondità:
in autoclave o immersione prolungata
I prodotti chimici comunemente utilizzati possono essere di
natura organica o inorganica (base acquosa)
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Grazie per la
vostra attenzione
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