ESEMPIO DI ANALISI DEL TESTO
TRACCIA
Guido Guinizzelli: Vedut’ ho la lucente stella diana
[1] Vedut’ ho la lucente stella diana,
[2] ch’apare anzi che ’l giorno rend’ albore,
[3] c’ha preso forma di figura umana;
[4] sovr’ ogn’ altra me par che dea splendore:
[5] viso de neve colorato in grana,
[6] occhi lucenti, gai e pien’ d’amore;
[7] non credo che nel mondo sia cristiana
[8] sì piena di biltate e di valore.
[9] Ed io dal suo valor son assalito
[10] con sì fera battaglia di sospiri
[11] ch’avanti a lei de dir non seri’ ardito.
[12] Così conoscess’ella i miei disiri!
[13] ché, senza dir, de lei seria servito
[14] per la pietà ch’avrebbe de’ martiri.
GUIDA ALL’ANALISI
1. Comprensione complessiva
Fai la parafrasi della poesia.
2. Livello metrico e sintattico
a) Indica lo schema delle rime di questa poesia.
b) Rifletti sul rapporto tra ritmo e sintassi in questa poesia: prevale l’ipotassi o la paratassi? Il ritmo del verso
coincide con la sintassi? Sono presenti enjambements?
3. Livello retorico-stilistico
Indica le più importanti figure retoriche presenti nella poesia, illustrandole con opportune citazioni.
4. Livello tematico
La poesia contiene alcuni temi tipici della poesia stilnovistica. Illustrali con opportune citazioni, individuando le
parole-chiave.
5. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Inquadra questa poesia all’interno della tradizione letteraria di cui fa parte, istituendo un raffronto tra essa e altri testi
da te studiati. Si può considerare questo testo come un tipico esempio della poesia stilnovistica? È presente, in questa
poesia, la tipica “donna-angelo” dello Stilnovo? Sono presenti elementi riconducibili ad altre tradizioni?
SUGGERIMENTI PER LA SCRITTURA
• Dopo aver letto la guida all’analisi, suddividi il tuo elaborato in cinque paragrafi, corrispondenti ai cinque punti
indicati dalla guida.
• Ricorda che la parafrasi è una versione in prosa. Essa deve essere fedele al testo, ma non deve naturalmente essere
divisa in versi.
• Per la stesura dei paragrafi 2, 3, 4 e 5, ricorda di scrivere sempre frasi di senso compiuto. Non presentare mai le
tue analisi come elenchi o come “risposte” a un questionario. Il tuo testo deve essere organico e deve risultare
leggibile da chi non abbia davanti questa guida all’analisi.
ESEMPIO DI SVOLGIMENTO
1. Comprensione complessiva
Ho visto la luminosa stella di Venere, che appare prima che il giorno produca il chiarore dell’alba, che ha preso
l’aspetto di una figura umana; mi pare che produca splendore più di ogni altra (stella): (ha) un viso chiaro come la
neve colorato di rosso intenso, occhi luminosi, gioiosi e pieni di amore; non credo che nel mondo ci sia una donna
tanto piena di bellezza e di virtù.
E io sono assalito dalla sua virtù, che mi causa una così crudele sofferenza, piena di sospiri, che io davanti a lei non
avrei il coraggio di parlare. Magari lei conoscesse i miei desideri! Poiché, (se fosse così), senza chiedere, sarei da lei
ricompensato, per la pietà che avrebbe delle mie sofferenze.
2. Livello metrico e sintattico
Il testo Veduto ho la lucente stella diana è un sonetto con rime alternate, secondo lo schema ABAB, ABAB, CDC,
DCD. La sintassi è semplice e lineare e gli enunciati tendono quasi sempre a coincidere con i versi; tuttavia si può
riscontrare un enjambement ai vv. 5-6 (il sostantivo «cristiana» è infatti separato dal suo attributo «piena»). Il testo
presenta una struttura ipotattica molto semplice: non si va mai, infatti, oltre il primo grado di subordinazione. La
seconda quartina presenta un enunciato ellittico del verbo, che contiene un elenco delle qualità della donna amata
(«viso de neve colorato in grana, / occhi lucenti, gai e pien’ d’amore»; vv. 5-6).
3. Livello retorico-stilistico
Sul piano delle figure di suono, possiamo segnalare alcune allitterazioni, come «forma» - «figura» (v. 3), «de dir non
seri’ ardito» (v. 11), «seria servito» (v. 13). Per quanto riguarda le figure dell’ordine, numerose sono le anastrofi (a
partire da «Vedut’ho», del v. 1). Tra la seconda quartina e la prima terzina è presente un’anadiplosi, in quanto la
parola «valore» con cui si conclude il v. 7 è ripetuta nel v. 8. Sul piano delle figure del significato, infine, il testo è
dominato dalla metafora. Fin dall’inizio, infatti, la donna amata è designata come «stella diana» (v. 1); il biancore del
suo volto è designato con un’altra metafora («viso di neve», v. 5); metaforica è anche la «battaglia di sospiri» (v. 10),
che indica il turbamento dell’amante alla vista della donna. Da segnalare è anche l’iperbole dei vv. 7-8 («non credo
che nel mondo sia cristiana / sì piena di biltate e di valore»), che tende a esaltare, enfatizzandole, le qualità della
donna amata.
4. Livello tematico
Il componimento sembra riassumere tematiche tipicamente stilnovistiche. Nelle quartine compare il tema della lode
della donna, che è vista quasi come luminosa incarnazione di una realtà superiore, la «stella diana». Si succedono
immagini che fanno tutte riferimento al campo semantico della luce. La parola chiave è l’aggettivo «lucente», che
ricorre nella prima e nella seconda quartina (vv. 1 e 6); ad esso vanno accostati i termini «giorno», «albore»,
«splendore», «neve», «colorato», «grana».
Quella che il poeta ci presenta non è una vera e propria descrizione della figura femminile: il colorito candido come
neve, il delicato rossore delle guance, lo splendore degli occhi, la stessa «biltate» non sono tratti riferibili a una
figura particolare. Questa stilizzazione della donna è una delle caratteristiche tipiche dello Stilnovo.
Il trionfo di luce e colore lascia spazio, nella prima terzina, alle sofferenze dell’amante, descritte metaforicamente
come una «battaglia di sospiri»; si tratta anche in questo caso di un tema spesso presente nella poesia stilnovistica.
Anche l’impossibilità di dire, che coglie l’amante di fronte alla figura femminile (v. 11), può considerarsi un tema
spesso ricorrente nello Stilnovo.
5. Interpretazione complessiva e approfondimenti
I temi stilnovistici che si sono individuati trovano preciso riscontro in altri testi prodotti all’interno della stessa
corrente letteraria. Per esempio, l’insistenza su immagini riferibili al campo semantico della luce era già presente
nella canzone Al cor gentil rempaira sempre Amore dello stesso Guinizzelli; d’altra parte, l’accenno allo
smarrimento dell’amante di fronte alla donna, la rappresentazione dell’amore come una «battaglia» e il riferimento ai
«sospiri» sembrano anticipare tematiche che saranno sviluppate in modo organico da Cavalcanti.
Nonostante la presenza di queste tematiche caratterizzanti, il sonetto non può considerarsi certo un manifesto dello
Stilnovo. In esso infatti non si perviene a quella spiritualizzazione dell’amore che può essere sintetizzata nella ben
nota formula della “donna angelo”. Per rendersene conto, basta osservare l’ultima terzina, che sembra riportare
l’amore a una dimensione più terrena e meno rarefatta di quella tipica del “dolce stile”. Ciò avvicina questo testo di
Guinizzelli alla tradizione dei provenzali che, pur rappresentando in genere la donna come l’inarrivabile oggetto di
un culto quasi religioso, non sempre facevano mistero della natura sensuale e terrena dell’amore. Il poeta lascia
intravedere la possibilità, o quantomeno il desiderio, di una ricompensa da parte della sua amata. Anche se non siamo
obbligati a intendere tale ricompensa in senso materiale, ci troviamo comunque al di fuori di una concezione
puramente contemplativa del sentimento amoroso.
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