Dr. med. Ivan Tami
FMH chirurgia della mano
FMH ortopedia e traumatologia
GOMITO DEL TENNISTA
Che cos’è?
Si usa comunemente il termine «gomito del tennista» in quanto si tratta di una
patologia da sovraccarico funzionale dei muscoli estensori dell’avambraccio,
particolarmente sollecitati negli sport di racchetta come il tennis.
In medicina si parla di tendinopatia
inserzionale dei tendini estensori
all’inserzione sull’epicondilo omerale
(laterale) del gomito. Il termine
tendinosi, usato in casi più avanzati
della malattia, serve a descrivere un
processo degenerativo cronico.
Il sintomo principale è il dolore, che
all’inizio si manifesta solo compiendo
taluni movimenti; in seguito diviene
continuo, disturbando il riposo notturno
e limitando la vita quotidiana.
La diagnosi si basa su una visita specialistica di solito corredata da un esame
radiologico e ultrasonografico. In alcuni casi è necessaria una risonanza magnetica per
escludere microlesioni ossee, approfondire l’indagine delle strutture tendinee e
verificare la presenza del menisco omero-radiale.
Come si cura?
Nelle fasi iniziali si consiglia l’astensione o la riduzione delle attività che provocano
dolore. La terapia conservativa comprende il riposo delle articolazioni dell’avambraccio
(tutore notturno per polso e gomito e fascetta antebrachiale durante l’attività), l’uso di
antinfiammatori e cicli di ergo-/fisioterapia.
Nei casi più gravi e/o renitenti si può praticare un’infiltrazione locale di corticosteroidi,
che può risolvere completamente il dolore.
Clinica Ars Medica • CH-6929 Gravesano-Lugano • Tel. 091 612 24 84 • www.manoegomito.ch
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Inoltre si possono effettuare delle infiltrazioni con plasma autologo condizionato
(ACP), che rappresentano una nuova procedura per il trattamento di queste malattie
infiammatorie e degenerative. I fattori di crescita presenti nel sangue possono
stimolare i processi di guarigione delle strutture danneggiate, con miglioramenti
significativi nel decorso del dolore e nella funzione.
In caso di recidiva o se il disturbo persiste per lungo tempo (6-12 mesi) senza alcun
miglioramento dopo il trattamento conservativo, si può valutare l’approccio chirurgico.
L’intervento, effettuatto in tecnica aperta o endoscopica, serve a rimuovere i tessuti
degenerativi e cicatrizziali e a favorire così i processi riparativi tendinei. Viene inoltre
effettuato un allungamento della muscolatura per scaricare la tensione cronica a
carico degli estensori. Esso consente inoltre una valutazione diretta dei tendini e
anche la risoluzione di patologie associate (per esempio cisti tendinee, gangli
articolari, menisco omero-radiale, …). L’operazione può venire eseguita sia in
anestesia parziale che generale, e di solito è necessario un ricovero di 1-2 giorni.
Dopo l’intervento si consiglia l’utilizzo di un tutore per il gomito per circa 2 settimane,
fino a quando verranno tolti i punti. Durante la riabilitazione, il paziente deve essere
seguito da un ergoterapista.
L’incapacità lavorativa, che dipende dal tipo di attività professionale svolta, può
variare mediamente dalle 3 alle 6 settimane.
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