INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
TECNOLOGIE
DELL’INNOVAZIONE
E DELLA VISIONE
■ FIERE / Si è concluso Smau Padova
Imprendori veneti in pole position
Nel Nordest il nuovo non intimorisce
“I
l Veneto è al di sopra
della media nazionale
sia nell’utilizzo di Information Technology da parte di
famiglie e imprese sia per
quanto riguarda la maturità dell’offerta di prodotti e
soluzioni”. Lo ha dichiarato
Raffaello Balocco, responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smau School of
Management del Politecnico
di Milano sulla base dell’indagine condotta in collaborazione con Sda Bocconi.
La Regione Veneto, infatti,
punta molto sull’innovazione e la tecnologia, tanto che
recentemente ha annunciato
finanziamenti per oltre 337
milioni di euro per ricerca e
sviluppo.
In particolare, l’amministrazione regionale si sta impegnando nel semplificare
l’azione amministrativa, anche con l’informatizzazione
delle procedure di accesso
ai finanziamenti; sta attivando nuovi bandi e azioni
per potenziare la capacità di
ricerca e innovazione delle
singole imprese, stanziando
risorse in modo trasversale e destinate a progetti che
spaziano dall’informatica al
tessile, alle bio e nano tecnologie, alla meccatronica, alla
componentistica, ai servizi
di engineering e di management; infine sta fornendo
incentivi di sistema, volti a
rafforzare e rimodernare la
dotazione infrastrutturale
dei Centri e Laboratori di
ricerca di eccellenza e del
mondo accademico veneto.
In questo contesto, tanto
ricettivo
all’innovazione,
Smau Padova, conclusosi il
5 maggio scorso, ha rappresentato un’occasione fondamentale per fare il punto sulle strategie e sulle politiche a
sostegno dell’innovazione
e della ricerca in Veneto, e
più in generale nel Nordest.
Tali iniziative, infatti, sono
le leve strategiche a disposizione degli imprenditori del
territorio per competere sul
mercato globale.
Sotto i riflettori di Smau so-
■ FOCUS / Premio Innovazione ICT
Innovatori d’eccellenza: ecco chi sono le aziende premiate
Erano in molte le realtà imprenditoriali in gara.
Tra queste, 6 hanno meritato il Premio:
C.A.B. Costruzioni Aeronautiche Bertola azienda
con sede a Marcon (VE), operante nel settore della
costruzione di componenti per l’areonautica che ha
adottato un nuovo sistema di gestione documentale,
realizzato da Canon, per migliorare l’integrazione tra
i processi aziendali;
BrainCare, start up con sede a Padova, che opera nel
settore della riabilitazione della Persona con disturbi
cognitivi conseguenti a disfunzioni cerebrali, che ha
adottato, in collaborazione con Eniac, un’architettura IT basata sul Cloud Computing per supportare la
crescita internazionale del proprio network di centri
clinici in franchising;
Carraro Group, di Campodarsego (Pd), un gruppo internazionale che si occupa della produzione di sistemi
Un momento della premiazione
no state poste tutte le frontiere tecnologiche emergenti
a supporto delle imprese,
come il Cloud Computing,
le tecnologie e i dispositivi
Mobile che sostituiranno a
breve computer, notebook e
cellulari tradizionali; inoltre
l’evoluzione futuribile diFacebook e dei social network
ha avuto largo spazio. In
tutti i casi, rispetto all’innovazione, il Veneto si è dimostrato all’altezza dei Tempi,
con aziende all’avanguardia
sia per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie, sia per
il contributo che esse stanno
fornendo al sistema dell’innovazione in generale.
per la trasmissione di potenza, che ha adottato, in collaborazione con Test, un’infrastruttura IT virtuale per
supportare la crescita delle business unit focalizzate su
prodotti innovativi;
Brix Distribuzione, di Brandico (Bs), un’azienda del
settore della Gdo, associata alla centrale di acquisto
Selex, che ha adottato un applicativo di Business Intelligence sviluppato con Beta 80, business partner Oracle, in grado di monitorare le performance economico
finanziarie della rete di supermercati;
Wishdays (Elation) un’azienda di Verona operante
nel settore dell’offerta di sistemi di incentivazione e
fidelizzazione nel mondo aziendale e di regalistica
nel mondo consumer, che ha introdotto una nuova
infrastruttura di telecomunicazione Fastweb basata
su tecnologia IP che ha permesso di migliorare il livello di servizio al cliente;
Elco Elettronica di Conegliano (TV) un’azienda attiva
nel settore della distribuzione di materiale elettronico,
che ha adottato, in collaborazione con Aivebs, business partner di Ibm un sistema di pianificazione dei
bisogni per migliorare le performance economico finanziarie e semplificare i processi aziendali.
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“Premio Tesi 2011” per innovare la sicurezza delle informazioni Progetto Aniketos: la Rete del futuro
La tesi premiata da Clusit contribuisce allo sviluppo del settore
Disi punta a integrare servizi software in sicurezza
“I
L’
l momento della tesi dovrebbe essere il culmine
della carriera di uno studente,
quando mette in pratica le conoscenze acquisite durante gli
studi. Il lavoro svolto potrebbe
anche rappresentare un contributo originale all’innovazione,
messo a disposizione di chi
sappia sfruttarlo. Purtroppo,
almeno in Italia, la maggior
parte delle tesi viene dimenticata il giorno dopo la laurea”. Lo
afferma Claudio Telmon, CD
Clusit, coordinatore del Premio
Tesi, che sottolinea: “sono noti i
difficili rapporti fra industria e
università, e quindi è raro che
l’industria venga a conoscenza
del contenuto dei lavori di tesi
attraverso l’università. Il neolaureato dal canto suo può usare
la tesi per dimostrare le proprie
capacità durante un colloquio
di lavoro, ma in quella fase
l’attenzione è rivolta all’assunzione, non all’innovazione”. Il
risultato di tutto questo, dunque, è che il neolaureato spesso
finisce per lavorare su temi diversi da quelli trattati nella tesi, i
cui contenuti innovativi vanno
perduti. Clusit, nell’ambito ristretto in cui opera, ha affrontato questo problema cercando di
Il Premio
Tesi alla
vincitrice
2011
Alessandra
Tidu
creare un ponte fra università
e industria, e premiando nel
contempo le tesi più innovative. Si è svolta così a marzo,
durante il “Security Summit”, la
premiazione della sesta edizione del “Premio Tesi”, aperto ai
laureati nel 2010 con tesi sulla
sicurezza informatica. Anche
quest’anno il premio è stato un
successo, con 18 tesi provenienti da 12 diversi Atenei, e una
partecipazione attenta da parte
di rappresentanti dell’industria.
La tesi vincitrice, “Fingerprint
vitality assessment by pores
detection”, svolta da Alessandra
Tidu presso l’Università di Cagliari, ha presentato un nuovo
criterio per verificare che a un
lettore di impronte digitali venga presentato un dito “vivo” e
non uno artificiale. Con questa
tesi la vincitrice si è aggiudicata
il primo premio di 2.000 euro,
offerto da Oracle Education
Foundation. Ha anche ricevuto
diverse proposte e indicazioni
relative allo sfruttamento dei
risultati della tesi, “e questo conferma Telmon - dal punto
di vista di Clusit è il risultato più
importante”. Di ottima qualità
anche le altre tesi, premiate con
corsi di specializzazione offerti
da Bsi Management Systems e
@Mediaservice e con un’offerta di lavoro presso eMaze, che
possono essere consultate su
http://tesi.clusit.it. In effetti, il
sito del premio sta raccogliendo negli anni le migliori tesi
prodotte dalle università italiane nel campo della sicurezza
informatica, un settore in forte
sviluppo.
idea nasce nel 2008 in occasione dell’Ict event organizzato dalla Commissione
Europea a Lione. Dal 1° agosto
2010 è un progetto di matrice
europea che l’Università degli
Studi di Trento, insieme con
un nutrito pool di partner industriali e aziende leader nel
mondo dell’Ict, tra i quali SAP,
Thales, Wind, Italtel, e centri di
ricerca e atenei internazionali come Sintef, Cnr, Tecnalia,
University of Salzburg, porterà
avanti per ben 42 mesi. Obiettivo? Fornire strumenti metodologici e tecnologici per la
progettazione e lo sviluppo di
applicazioni capaci di integrare
una moltitudine di servizi software, in un’ottica di assoluto
rispetto dei vincoli di sicurezza
richiesti dall’utente finale.
“Lavoriamo nel complesso e
variegato scenario del ‘future
internet’ - spiega Paolo Giorgini, professore del Dipartimento di Ingegneria e Scienza
dell’Informazione dell’Ateneo
trentino, nonché responsabile
di Aniketos per l’unità trentina
- ma con un’ispirazione decisamente ‘pratica’. Miriamo infatti
a consentire agli utenti finali di
combinare e usufruire di servi-
zi software forniti da provider
diversi e con caratteristiche di
sicurezza eterogenee per applicazioni specifiche e legate ai
più diversi ambiti. Un esempio
concreto? La prenotazione di
un soggiorno, che - precisa può passare attraverso la prenotazione del volo aereo, quella
dell’hotel e quella di un’automobile a noleggio. Tre servizi,
tre provider e tre livelli di sicurezza differenti che Aniketos
sarà in grado di combinare
conformemente alle aspettative
dell’utente finale”.
Ed è qui infatti uno dei cardini
principali del progetto. “Garantire la sicurezza lungo tutto il
flusso delle informazioni impone il raggiungimento di determinati standard che, proprio
nella combinazione dinamica
Disi sta valutando
la possibilità di
applicare Aniketos
nel campo energetico,
proprio a Trento
di servizi software evidenzia la
complessità del lavoro. Il nostro - sottolinea Giorgini - è
non a caso un approccio alla
sicurezza di tipo socio-organizzativo oltre che prettamente
tecnico. Perché operiamo in
un’ottica che non tiene conto
soltanto degli aspetti tecnologici legati alla sicurezza, ma
anche e soprattutto dei risvolti
socio-organizzativi del sistema,
in termini di processo e flussi
informativi sicuri”.
Dopo i primi incontri plenari tra i partner del progetto e
un’intensa opera di studio anche in merito agli panorami
applicativi possibili, Aniketos si
è orientato con determinazione
verso tre macro-aree di interesse: i nuovi sistemi di gestione
del traffico aereo (progetto Sesar), l’e-government e il futuro
delle telecomunicazioni, con
particolare attenzione al problema del “federated identity
management”.
Due i docenti dell’Università di
Trento impegnati nel progetto,
avvallati dalla collaborazione di
altri 6 tra ricercatori e dottorandi. E tra i possibili risvolti futuri
anche un’applicazione ‘locale’
che guarda con attenzione allo
sviluppo delle cosiddette ‘smart
cities’. “Aniketos è appena decollato e - conclude Giorgini
- sarebbe prematuro definire
confini di un orizzonte che è in
continua e rapida evoluzione”.
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Laserweb e immagini 3D coadiuvano il telerilevamento Multimedialità a vantaggio degli agenti
Sono le punte di diamante dei servizi all’avanguardia offerti da Geotechnos
ForSales di NextTech rivoluziona la vendita
G
È
eotechnos, nata come società di ricerca
e sviluppo nel campo del telerilevamento con sensori laser, fotogrammetrici e multispettrali di ultima generazione, si è ormai
imposta sul mercato da alcuni anni nel complesso settore del monitoraggio ambientale
anche attraverso sensori progettati e sviluppati all’interno del suo laboratorio. Il segreto
di questo successo in crescita armoniosa è imputabile principalmente al possesso di knowhow
all’avanguardia,
coadiuvati dalla comprensione delle svariate
necessità tecnologiche
richieste dalla propria
clientela;
Geotechnos
si propone perciò come
partner ideale rispetto
a indagini di carattere ambientale al fine di
verificare la presenza di
inquinanti, ma pure riguardo la gestione delle
infrastrutture attraverso
l’accatastamento delle strade e la pianificazione del territorio (integrando, ad esempio,
vari tipi di banche dati con una cartografia ad
altissima precisione). Recentemente è stata
implementata la piattaforma ‘laserweb’ con
la possibilità di gestire in internet immagini 3D attraverso appositi monitor e occhiali
dedicati.
Questa soluzione consente di fornire alla
clientela soluzioni sempre più evolute nel
campo della sicurezza, della progettazione
e del monitoraggio ambientale attraverso la
rete internet. A breve Geotechnos fornirà alla
municipalità di Casablanca (Marocco) un 3D
city model gestibile anche per fini di pubblica
sicurezza. “Geotechnos propone i suoi servizi
anche all’estero - precisa Gianni Vettorazzi, in
qualità di amministratore - forte di soluzioni
innovative che peraltro sono state oggetto di
una brevettazione internazionale. Attualmente operiamo per conto di soggetti istituzionali in Algeria, Marocco,
Congo, Arabia Saudita,
Sudan”. La capacità di
sviluppare soluzioni integrate anche con soggetti produttori di sistemi di telerilevamento,
le consente di usufruire
costantemente delle tecnologie più all’avanguardia sul mercato, al fine
di offrire sempre il prodotto tecnologicamente
più avanzato. I software
impiegati sono il frutto di alleanze strategiche con alcune tra le più importanti società
tecnologiche a livello internazionale e, unitamente alla collaborazione con alcuni Atenei, consentono di poter evadere ogni tipo di
esigenza anche in ambito multidisciplinare,
giungendo alla formulazione di sistemi informativi territoriali capaci di integrare cartografia ad altissima definizione, banche dati
e sensori ambientali in grado di aggiornare i
dati real time.
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iniziata la distribuzione di
“ForSales”, l’ultima “creatura” di NextTech, la società
trevigiana leader nello sviluppo e nell’implementazione di
applicazioni mobili, che con
questa nuova tecnologia sta
rivoluzionando il concetto di
comunicazione
nell’ambito
della business mobility. “L’innovazione - spiega il presidente Mauro Dal Corso - si traduce in un approccio che supera
la mera automatizzazione dei
processi gestionali inserendosi a pieno titolo nel più ampio
canale della multimedialità.
Con ForSales, infatti, gli agenti
possono non soltanto disporre di tutte le informazioni tra
azienda e forza vendite (dettaglio dei prodotti, storico degli
acquisti, statistiche di vendita,
compilazione degli ordini) ma
anche e soprattutto visualizzare i prodotti e farli vedere
in diretta ai clienti attraverso
immagini statiche o a 360 gradi, video, anteprime di spot
pubblicitari, presentazioni interattive o attraverso cataloghi
virtualizzati”. “Questa utility
- prosegue Dal Corso - incontra le più attuali esigenze delle
numerose aziende che han-
no già abbandonato o stanno
abbandonando la versione
cartacea dei company profile
a vantaggio quasi esclusivo
delle soluzioni digitali. Non
a caso, infatti, se fino a poco
tempo fa il device era apprezzato e utilizzato principalmente dall’area commerciale delle
aziende, ora sono anche gli
addetti del marketing a manifestare un grande interesse”.
Ma come è nata ForSales? Tutto ha avuto inizio dal successo
di Business Agent, la utility
che NextTech ha sviluppato
per l’aggiornamento in tempo
reale e ovunque, in Italia come
all’estero, delle informazioni
commerciali su device palmari. “A metà del 2010 - sottolinea
Dal Corso - abbiamo
deciso di
cavalcare l’onda
dell’evoluzione
annunciata da iPad,
device portatile con
schermo e
potenzialità
ancora tutte
da esplorare.
E abbiamo aggiornato le funzionalità tradizionali per la
gestione dell’ordine e della relazione con il cliente con veri
e propri concetti di marketing,
addizionati di sistemi multimediali, suoni e video compresi. Per NextTech - precisa
- questo salto qualitativo ha
comportato un notevole impegno in termini di risorse umane e di investimenti. ForSales
infatti è stata scritta completamente da zero sfruttando però
le conoscenze e l’esperienza
maturata, garantendo così la
compatibilità di tutte le infrastrutture anche con il ‘mondo
precedente’, assicurando alla
clientela un’introduzione graduale dei nuovi concetti”. Strumento di comunicazione a tutti gli effetti, ForSales è infatti
completo ed espandibile, ed è
pronto ad affacciarsi al mondo
dei device tablet con tutta l’effica- cia e la flessibilità che
l’esperienza
NextTech mette al servizio di una clientela
in continua espansione. Una soluzione, quindi, che
porta in azienda e
nel mondo degli
agenti innovazione in termini
sia di tecnologie sia di nuovi
approcci alla
vendita.
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TechnoArea Gorizia: nuovo aggregatore d’imprese
Il nuovo polo dell’Area Science Park punta sulle energie alternative
G
orizia si colloca in una posizione di
cerniera tra Centro Est Europa e mare
Adriatico quale snodo e punto di contatto
ideale tra Slovenia e Italia, con una naturale
proiezione verso la vicina Austria. Qui diversi
attori istituzionali ed economici stanno stringendo sinergie per attrarre idee e investitori
e favorire uno sviluppo economico, imprenditoriale e sociale in cui ricerca e tecnologia
giochino un ruolo chiave. Si muove in questa
direzione TechnoArea Gorizia, il più recente
tra i poli tecnologici di Area Science Park in
Friuli Venezia Giulia, che si candida ad ospitare imprese con una vocazione all’internazionalità e all’innovazione. In una sede rinnovata e funzionale all’interno dell’Autoporto
goriziano, il nuovo hub tecnologico darà priorità strategica al settore energetico, puntando
in maniera preferenziale ma non esclusiva ad
aziende e start-up attive nei campi delle energie alternative e derivate da fonti rinnovabili.
In particolare, l’idea è quella di favorire lo
sviluppo di sistemi innovativi ed ecologicamente compatibili di produzione, distribuzione e gestione dell’energia e di soluzioni per
l’efficienza e il risparmio in campo energetico.
L’ambiente goriziano offre un vero e proprio
‘sistema’ di strumenti e servizi complementari
a sostegno della ricerca e dell’innovazione industriale messi a disposizione dalle istituzioni
attive sul territorio: municipalità, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Camera di
Commercio, Confindustria, Consorzio per
lo sviluppo industriale di Gorizia. In questo
contesto TechnoArea Gorizia intende offrire
il proprio originale contributo, giocando il
ruolo di aggregatore e finalizzatore di progetti
imprenditoriali caratterizzati da un alto tasso di conoscenza e di innovazione. Questo è
il “Sistema Gorizia”. Per presentare l’offerta, i
servizi e le opportunità che il polo tecnologico
mette a disposizione, Area Science Park organizza il workshop internazionale “Investire a
Gorizia”, con la collaborazione e la partecipazione di tutte le forze politiche, economiche e
finanziarie locali. L’appuntamento è per il 13
maggio presso la sede della Fondazione Cassa
di Risparmio di Gorizia (via Giosuè Carducci
2) e vuole promuovere l’attrattività del territorio goriziano per investimenti dall’Italia e
dall’estero nella ricerca e nell’innovazione industriale in campo energetico. Si parlerà dei
vantaggi competitivi offerti dal ‘Sistema Gorizia’ e dall’insediamento di attività di impresa nei laboratori e negli spazi disponibili nel
comprensorio di TechnoArea Gorizia.
Per informazioni:
[email protected]
È
trascorso oltre mezzo secolo da quando nel lontano 1953 Lisio Plozner fondò
BPT, acronimo di Brevetti
Plozner Torino, progettando
e realizzando brevetti originali e specializzandosi poi
nell’ambito delle tecnologie
per la casa.
Spinta dal desiderio di migliorare la qualità della vita
attraverso una tecnologia
all’avanguardia e a misura
d’uomo, l’azienda si è sviluppata orientando i propri sforzi
verso il settore dell’elettronica
da installazione, diventando
così un punto di riferimento
per il mercato.
Oggi il Gruppo Bpt è
un’azienda leader nei settori
della videocitofonia, termoregolazione e domotica attraverso il brand Bpt, e in quelli
della sicurezza e illuminazione attraverso i brand Brahms
e Domino Led. È una fra le
realtà italiane maggiormente
attive nell’ambito dell’integrazione dei sistemi con tecnologia digitale e nello studio
di soluzioni domotiche come
risposta alle esigenze di benessere, sicurezza e risparmio energetico. Testimonial
recentissima e diretta di come il know-how Bpt possa
incidere nella valorizzazione
di un ambiente e sul benessere delle persone, dall’abitazione privata alla più com-
La tecnologia che migliora la vita
Le soluzioni Bpt per il comfort, la sicurezza e il
risparmio energetico
plessa gestione di un villaggio
completamente digitalizzato,
è la nuova sede direzionale del Gruppo Bpt di Sesto
al Reghena, in provincia di
Pordenone. Tutte le soluzioni
adottate, dalle automazioni
elettriche all’illuminazione a
Led, dal controllo accessi ai
sistemi di supervisione esterna e da remoto, sono frutto
della tecnologia Bpt, che rende la palazzina tra le più innovative e tecnologiche d’Italia.
Bpt è stata scelta come partner tecnologico per l’utilizzo
del sistema domotico Home
Sapiens nella gestione di tutte le fonti energetiche con la
conseguente riduzione dei
consumi di Casa Zero Energy, una vera casa intelligente
situata in provincia di Udine,
che rappresenta un esempio
concreto di sostenibilità.
Ma Bpt non si ferma ai confini nazionali e diffonde la
sua tecnologia, i suoi prodotti, il suo made in Italy anche
all’estero. Recentemente Bpt
si è aggiudicata l’importante
commessa del complesso residenziale Nokturno, sito in
Slovenia, per la realizzazione
del sistema di videocitofonia
digitale over IP con la tecnologia XIP. Nokturno ha scelto
l’azienda friulana sulla base
dei vantaggi unici e innovativi
offerti, primo fra tutti la possibilità di realizzare impianti
senza limiti di estensione e di
colonne montanti, l’ideale per
semplificare l’installazione in
complessi residenziali con
elevato numero di utenze ed
esigenze articolate, alle quali
XIP risponde in modo completo ed efficiente. Molteplici
sono gli esempi di installazioni videocitofoniche e domotiche Bpt in tutto il mondo, un
segno tangibile di quanto Bpt
sia riuscita a vincere anche le
più difficili sfide internazionali. Per informazioni: www.
bpt.it
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Quando la medicina fa impresa
Da Padova una proposta per il Veneto, la nanomedicina
“L
a medicina e la salute del
cittadino non costituiscono solo un costo per le Regioni, ma possono creare nuove opportunità di investimento
per le imprese, com’è avvenuto
nei paesi occidentali più evoluti dove realtà industriali quali
il nanobiotech sono costituite
come spin-off di ricerca dalle
Scuole di medicina”.
A sostenerlo è Giorgio Palù,
preside della Facoltà di Medicina di Padova. La nanomedicina è un settore della ricerca
medica che si occupa di conoscenze e tecnologie basate
sull’utilizzo in ambito sanitario
di strutture o molecole infinitamente piccole (dell’ordine di
alcuni nanometri) e ha come
scopo lo sviluppo di strumenti
innovativi in diagnostica, profilassi e terapia per patologie
Successo mondiale basato su scelte
lungimiranti ed ecosostenibili
Arneg ha ridotto i propri consum del 47%
L’
azienda veneta Arneg è
specializzata nella progettazione, produzione e installazione di attrezzature complete
per il settore retail. Presente
oggi in tutto il mondo, in oltre 50 anni di attività l’azienda
è cresciuta progressivamente
credendo fortemente in una
filosofia di sviluppo ecosostenibile. Nell’ambito di questa
strategia, Arneg ha lanciato il
programma ‘Naturally Innovative’ che coinvolge dipendenti, fornitori, clienti e con il
quale agisce su specifiche aree
per raggiungere gli obiettivi
fissati dalla propria politica
ambientale.
Come parte del programma,
Arneg ha razionalizzato
impianti di produzione e
tecnologie per migliorare l’occupazione e ridurre
l’impatto ambientale complessivo.
Seguendo questa filosofia
Arneg nel 2010 ha installato un primo impianto fotovoltaico nello stabilimento
produttivo della casa madre
di Marsango (PD). Si tratta di
un impianto da 767.25 kWp
su una superficie di 20.000
mq che già provvede al 30%
del fabbisogno energetico del
sito. Ci siamo inoltre dotati di
sistemi di ‘building automation’ per controllare e gestire
i consumi elettrici razionalmente.
Arneg ha anche scelto di seguire una politica volta alla
drastica riduzione dell’uso di
carta, scegliendo per esempio di utilizzare carta certificata Fsc (Forest Stewardship
Council) che garantisce, attraverso un controllo rigoroso e
l’applicazione del sistema normativo, che la parte di materie
Giorgio Palù, preside
della Facoltà di Medicina
di Padova
prime provenienti da foreste
sia il risultato di un processo
che rispetta l’ambiente.
Nella produzione, Arneg si
impegna a realizzare mobili
refrigerati ad alta efficienza
energetica e basso impatto
ambientale. Soluzioni grazie
alle quali è leader di settore in
tutto il mondo.
La politica aziendale di Arneg
è volta a una migliore qualità
della vita oltre che a un bassissimo impatto ambientale.
Politica che ha portato Arneg
ad altissimi risultati in termini di qualità dei prodotti, oltre
che di innovazione e tutela
dell’ambiente. Lo provano le
certificazioni di qualità Iso
9001:2008 e Iso 14001:2004
già da tempo ottenute e la BS
Ohsas 18001:2007 relativa alla
sicurezza e recentemente riconosciuta.
Grazie al proprio impegno in
soli 5 anni l’azienda ha ridotto
il consumo globale di energia
del 47%.
Arneg è presente con siti
produttivi in Italia, Europa,
Asia, America e Oceania.
Da pochi mesi ha inaugurato un nuovo stabilimento a
Gwangju, il secondo in Corea, che darà un notevole
impulso all’attività commerciale del Gruppo nell’area
dell’Estremo Oriente.
fino ad oggi ritenute incurabili. Settori interessati sono le
malattie neurodegenerative,
medicina rigenerativa, infezioni, cancro, malattie cardiovascolari. Presupposto di base
è un alto grado di integrazione
tra diversi centri di ricerca e
strutture produttive tecnologicamente avanzate che si presta
perfettamente allo sviluppo di
nuove realtà d’impresa in grado di realizzare innovazione
di prodotto in settori hightech con beni che competano
sul mercato globale. Attività
di nanomedicina già esistono
nella realtà accademica padovana. Gruppi di ricerca forma-
ti da medici, chimici, tecnologi
farmaceutici, fisici e ingegneri
operano all’interno di reti di
ricerca internazionali di eccellenza fruendo di finanziamenti ad hoc. “Ciò che Padova
ora propone - spiega Palù - è
di dare vita a un laboratorio ‘a
rete-virtuale’ che non necessita
di nuova istituzione mettendo
insieme strutture e competenze già esistenti e tra loro sinergiche. Esso vede coinvolta la
Facoltà di Medicina di Padova
e gruppi di ricerca di altre Facoltà ed è esteso alle aziende
padovane, ad enti di ricerca
nazionali e aperto ai privati
(industrie farmaceutiche e bio-
Lavorazione lamiere conto terzi
Lamiertek punta sull’ulteriore espansione all’estero
N
e sono avvenuti di cambiamenti in casa Lamiertek, dalla sua nascita a nome
Lamieral nel 1985; realtà padovana specializzata nella lavorazione della lamiera conto terzi,
la ragione della sua forza sta
in una ‘mission’ interamente
dedicata alla soddisfazione del
cliente, potendo vantare sulla
completa padronanza della
delicate operazioni di taglio
laser ma pure di punzonatura,
puntatura e saldatura robotizzata, piegatura cnc e robotizzata. La strategia aziendale ha
inteso puntare su un rapporto
personalizzato con la clientela,
forte di know-how in continua espansione e di personale
tecnico costantemente aggiornato. Per proporsi sui mercati
della globalizzazione in maniera competitiva ed efficace,
si sono impiegati importanti
investimenti nel capo di Ricerca e Sviluppo, dotandosi di
volta in volta dei macchinari
più all’avanguardia per garantire lavorazioni di alta qualità.
“L’adeguamento delle strutture
tecniche è un passo fondamentale - precisa Silvano Brotto,
titolare - per mantenerci davvero competitivi: attualmente il
parco macchine è dotato di tre
impianti laser piano e uno per il
tubo, due impianti di punzonatura completamente automatici, un robot per la piegatura,
un robot per la saldatura, due
calandre a controllo numerico
e dodici presse piegatrici fino
a 4 mt., le quali consentono
commesse anche rilevanti nel
rispetto delle tempistiche pattuite”. Nell’ambito del taglio al
laser, oltre all’acquisizione di
un innovativo Centro di lavoro Trumpf provvisto di cari-
tech). Si tratterebbe dunque di
una struttura agile, in grado di
coinvolgere le imprese e destinataria di finanziamenti a
livello europeo, nazionale e regionale”. I progetti proposti riguardano il riconoscimento di
cellule e tessuti tumorali attraverso nanosistemi ‘intelligenti’;
il rilascio attraverso nanostrutture di farmaci, radionuclidi e
geni per la terapia di malattie
tumorali, degenerative, genetiche umane; il rilascio selettivo di molecole per imaging
ottico, fotonico, isotopico e la
diagnostica per riconoscimento molecolare mediante nanostrutture.
co/scarico automatico, oggi si
punta alla nuova rivoluzione
determinata dalla fibra ottica;
“Questa tecnologia - precisa
Brotto - consente maggiori
prestazioni rispetto al passato e, cosa importante, minori
consumi. Questo a beneficio di
un’ulteriore competitività, oltre
a poter ottenere lavorazioni
particolarmente interessanti su
materiali come il ferro, l’acciaio
inox, l’ottone, il rame e l’alluminio. Si inaugurano dunque inedite frontiere rispetto al taglio,
potendo proporre operazioni
fino a pochi anni fa considerate
non fattibili e con prestazioni
decisamente più elevate”. A ciò
si aggiunga un minor consumo
di energia, contribuendo ad
affermare quella tendenza ecosostenibile che si profila come
la linea comune dell’imprenditoria nel futuro prossimo. “Il
2011 di Lamiertek - continua
Brotto - da segnali di una lenta
ripresa; attualmente il fatturato
è suddiviso al 50% tra Italia ed
estero; l’intenzione del futuro
prossimo è lavorare per una
maggiore affermazione fuori
del nostro Paese. Ciò che teniamo a ribadire come, anche
in un momento di stagnazione
come quello rappresentato dagli ultimi anni, la strategia più
efficace resti quella di investire
sulle nuove tecnologie”.
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Il filtro innovativo cambia il serbatoio olio
Evo Filter di Padoan è un sistema integrato completo
P
adoan è ‘over the tank’. Sì
perché – in virtù di una
strategia fondata sulla continua Ricerca e Sviluppo di
nuove soluzioni – l’azienda
trevigiana, che ha contribuito
all’evoluzione di un prodotto
statico come il serbatoio, oggi si presenta sul mercato con
Evo Tank: il serbatoio olio
laterale in alluminio con una
caratteristica specifica che lo
rende il migliore in termini
di performance dell’impianto
oleodinamico e di conseguenza del veicolo industriale. La
ragione di questa rivoluzione
è determinata dal sistema Evo
Filter, il nuovo filtro ‘all in one’
nel quale vengono concentrati, in un unico elemento, il
filtraggio dell’olio e dell’aria,
evitando l’imbrattamento di
olio e mantenendo una perfetta efficienza del filtraggio.
È stata inoltre studiata una
serie di optional che consentono l’eliminazione dell’effetto
cavitazione nella pompa del
sistema oleodinamico del veicolo industriale.
Evo Tank è resistente e leggero, costruito in modo da
ridurre peso e consumi del
veicolo. Evo Tank si distin-
gue dai normali serbatoi per
una particolarità esclusiva:
si è riusciti a integrare tappo
di carico, filtro dell’aria, filtro
dell’olio, indicatore di livello
in un unico punto del serbatoio; tutto questo grazie alla
collaborazione con un’azienda italiana leader mondiale
nella progettazione e produzione di filtri. I vantaggi
del nuovo sistema Evo Filter
applicato all’Evo Tank sono:
semplicità nelle operazioni
di carico dell’olio, di manutenzione e di service; utilizzo
di cartucce Din universali e
Il serbatoio Evo Tank
quindi facilmente reperibili
in ogni parte del mondo; riduzione degli ingombri; design accattivante, elemento
che contraddistingue lo stile
della Padoan. L’azienda, gestita dalla famiglia Padoan da
tre generazioni, è riuscita a
rivoluzionare nella tradizione
questo prodotto, osando dove
gli altri competitors non osano; “L’obiettivo della nostra
azienda - precisa Francesco
Padoan, cotitolare e direttore
dell’ufficio tecnico - è anticipare il futuro oggi, anticipando le esigenze dei nostri
clienti.
I risultati si vedono: il 2011 è
un anno di gran fervore, con
una previsione di chiusura del
primo semestre molto positiva rispetto al 2010, positiva
oltre ogni aspettativa. Se il fatturato con l’estero si attesta al
70% (comprendendo la quasi
totalità dei paesi Europei), i
nostri prossimi obiettivi da
raggiungere sono: il primo,
continuare con la strategia di
espansione commerciale per
valorizzare al meglio il brand
Padoan, puntando e investendo (in particolar modo
sulle due società commerciali fondate nel 2010, Padoan
Deutschland GmbH e Padoan SudAmérica s.a.) e secondo, ma non meno importante,
continuare a formulare nuove
idee e nuove soluzioni”.
Costituire reti d’imprese: soluzione
giusta per valorizzare la Ricerca
Eidon Kaires propone il Lab-Networking
N
ata a Udine nel 1979, Eidon porta avanti da sempre la missione di consentire
alle aziende medio piccole,
prive di risorse interne per le
attività di ricerca, di sfruttare
il valore strategico generato dalla Ricerca & Sviluppo.
Dal 1979, Eidon ha fornito in
outsourcing ai propri clienti, distribuiti in tutta Italia e
anche all’estero, servizi di ricerca industriale, engineering
e consulenza tecnologica.
Oggi, Eidon è un laboratorio
di ricerca accreditato presso
l’Area Science Park di Trieste.
Inoltre, nel corso degli anni
ha sviluppato proprie tecnologie originali nei sistemi di
visione industriale e di knowledge Intensive Marketing su
web, sulle quali sono state
create due divisioni industriali che operano dalle sedi
di Udine, Padova e Milano.
Per proseguire con efficacia la
propria missione, il futuro di
Eidon è nel networking con
altri laboratori di ricerca. Per
gestire le attività di R&D, infatti, è necessario raggiungere
dimensioni operative mol-
L’azienda fornisce
servizi di R&D,
consulenza
e ingegneria in
outsourcing
to più grandi di quelle degli
attuali laboratori di ricerca.
Inoltre, la ricerca deve essere
immediatamente valorizzata
attraverso un collegamento
continuo con il mercato a
livello globale: la soluzione
giusta è il network aziendale.
“L’unione fa la forza quando
è possibile sviluppare e condividere idee, innovazioni e
soluzioni tecnologiche senza
perdere la propria individualità ed autonomia”, afferma il
responsabile operativo Ing.
Marco Santoro. Eidon è già
collegata con numerosi centri
di ricerca del Triveneto, con
università ed altre istituzioni
pubbliche e sta costruendo
con essi un network dotato di
una propria figura giuridica
per favorire lo sviluppo dei
partner associati in termini
di qualificazione delle attività
di ricerca e sviluppo, risorse
finanziarie, marketing e valorizzazione dei risultati delle
attività di ricerca a livello globale. Fanno parte del network
pertanto non solo i laboratori
di ricerca, ma anche le piccole
e medie imprese operative ed
aziende specializzate nei servizi all’innovazione, nel trasferimento tecnologico e nella
costruzione di reti di imprese
come Link Innovazione e RQ
- Research Qualification. Con
questa struttura, il network
intende competere anche in
ambito internazionale in settori diversificati ad alto contenuto tecnologico. In questo
momento - conclude Santoro
- grazie all’apertura dei bandi europei e nazionali per il
finanziamento della ricerca
e dell’innovazione, possiamo
pianificare con le aziende del
network e con quelle che aderiranno, i finanziamenti per
la ricerca per i prossimi due
anni. Inoltre, un nuovo impulso a questi finanziamenti
verrà dato dal credito d’imposta per la ricerca e dalle
reti di imprese per le quali
Eidon offre una consulenza
gratuita a tutti gli aderenti al
network.
Bilancio 2010 positivo per la società di informatica regionale del Fvg
Proposto un piano di investimenti per 5 milioni di euro
Il consiglio di amministrazione di Insiel
Spa ha approvato il bilancio 2010, che
registra un utile, al netto delle imposte, di 4milioni e 600mila euro superiore del 100% a quello dell’esercizio
precedente che ammontava a poco oltre 2milioni e 300mila euro. Il Cda ha
anche deliberato di stanziare, a fondi
di riserva, 2milioni e 635mila euro e di
investire 5milioni di euro nel triennio
2011-2013 in nuovi servizi innovativi e
su misura del territorio.
La proposta di Insiel al socio Regione Fvg è quella, appunto, di investire
l’utile su alcune linee di investimento
che vanno dalla rete e infrastruttura,
alla sanità, agli enti locali, fino al web
2.0 istituzionale vale a dire l’insieme
di tutte quelle applicazioni online che
permettono l’interazione con l’utente
per far sì che questi ultimi diventino
“autori” aggiungendo valore ai servizi istituzionali.
Concluso lo sforzo di consolidamento della società, ora per Insiel è il
momento del rilancio attraverso gli
investimenti da realizzare, secondo
Dino Cozzi, Amministratore delegato
di Insiel anche attivando le migliori
forze presenti in regione, in primis,
collaborando con gli atenei di Udine e
Trieste ma anche con aziende private
interessate ad investire in questo nostro progetto.
Le esigenze di garantire un costante
rinnovamento tecnologico, non fine
a se stesso ma con l’obiettivo di fornire servizi migliori ai cittadini e agli
operatori della pubblica amministrazione, portano ora Insiel ad indicare
al Socio un piano per gli investimenti
e un’azione sulle risorse interne che,
in sinergia con il mercato Ict, possa
essere in grado di garantire all’informatica regionale un ruolo a supporto
dell’azione amministrativa pubblica.
Tali premesse portano a prospettare
al Socio la scelta di mantenere il risultato dell’esercizio nella Società al fine
di promuovere il programma di rinnovamento.
Il piano prevede un investimento di
2milioni di euro nel 2011 e 3milioni
da suddividere equamente nel 2012 e
nel 2013. Le linee di investimenti sono
suddivise, come precisa il direttore di
Insiel, Fulvio Sbroiavacca, in infrastruttura informatica regionale, continuità
della cura per la salute dei cittadini e
cittadini protagonisti. Il primo ambito
punta a garantire maggiore sicurezza e migliori performance tramite la
rete a fibra di nuova generazione per
erogare nuovi servizi e contenuti, il
secondo propone un nuovo modello
informativo per rilanciare e rafforzare l’integrazione socio-sanitaria della
“filiera salute, l’ultimo mette, invece,
gli utenti al centro perché diventino
autori, aggiungendo valore ai servizi
“istituzionali” tradizionali.
Entrando, invece, nel dettaglio del
documento contabile, si evince che
il valore della produzione ammonta complessivamente a poco oltre gli
89milioni di euro contro gli 84milioni
del precedente esercizio, riportando
un incremento di oltre 5milioni di
euro (+6,1%). Si registra poi la riduzione dei costi esterni (-5,5%) e una
diminuzione del costo del lavoro, rapportato al valore della produzione,
che passa dal 47% del 2009 al 46%
del 2010 mentre il risultato operativo (ebit) ha un incremento dell’80%
Insiel S.p.A. via San Francesco, 43 - 34133 Trieste - www.insiel.it
rispetto al 2009. I mezzi propri (patrimonio e fondi di riserva) passano da
33milioni e 700mila euro a 38milioni
e 400mila euro a significare la solidità
della società. I risultati di bilancio, secondo Valter Santarossa, presidente di
Insiel spa, sono ancora più positivi di
quelli raggiunti nel 2009. Nel 2010, Insiel ha chiuso, infatti, un ciclo triennale nel quale la mission strategica delineata dal piano triennale approvato
nel 2008 (a seguito dell’operazione di
scissione, che ha portato la Regione
Autonoma Friuli Venezia Giulia a cedere parte della stessa Insiel confluita
in Insiel Mercato), aveva come obiettivo la riqualificazione delle risorse
interne e la razionalizzazione dei processi al fine di creare una Società che
passava da un mercato nazionale ad
una nuova Insiel che doveva concentrare la sua attività al soddisfacimento
di un unico – anche se rappresentato
da diversi interlocutori e utilizzatori
– cliente. I dati economici previsti nel
piano strategico 2008 – 2010 sono stati brillantemente superati e la Società
ha chiuso i tre esercizi con un risultato netto positivo che ha dato modo,
a partire dall’esercizio 2009, di remunerare il Socio destinando allo stesso
parte degli utili e oggi di proporre il
reinvestimento degli utili.
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
TECNOLOGIE DELL’INNOVAZIONE E DELLA VISIONE
L’evoluzione delle macchine profilatrici
Dallan lavora da 30 anni a livello internazionale
D
allan è punto di riferimento di grande esperienza, nella realizzazione di
macchine e sistemi integrati
di produzione per prodotti
in lamiera completamente
lavorati, dalla materia prima
fino all’imballaggio e immagazzinamento del prodotto.
Grazie a know-how di settore raccolti in trent’anni di
attività, l’azienda trevigiana
si distingue da altri competitors per la flessibilità delle
proprie competenze potendo
elaborare, oltre alle macchine
e agli impianti di profilatura,
sistemi integrati di produzione che partono dalla lavorazione dei nastri di materia
prima fino alla realizzazione
del prodotto finito e al relativo imballaggio. A contraddistinguere ogni sistema Dallan è l’utilizzo di tecnologie
d’avanguardia, frutto di investimenti continui in Ricerca e
Sviluppo, al fine di poter offrire alla propria clientela so-
luzioni ad hoc per realizzare
prodotti con caratteristiche
di eccellenza. Il primo step
si svolge nello studio tecnico
Dallan Engineering, il quale
in stretta collaborazione con
il cliente, studia e sviluppa fin
nei minimi dettagli il design
del profilo e del prodotto che
è infine realizzato dalle macchine. Più generalmente, la
competenza di Dallan si è
dimostrata ideale nei profili
per finiture d’interni, cartongesso, tapparelle in alluminio
schiumate, veneziane bordate per esterni, controsoffitti,
T-bar, doghe per interni ed
esterni, trattamento dell’aria,
scaffalature e mobili metallici.
A oggi, sono stati industrializzati più di 6.000 profili e
installati in 73 paesi del mondo oltre 2.500 impianti con
diversi gradi di automazione,
dalla più semplice macchina
profilatrice fino agli impianti
completi di imballaggio dei
profili, richiesti dalle grandi
multinazionali. A cementare
il successo di questa realtà
industriale, l’aderenza a una
qualità world class che ha
permesso lo sviluppo di macchinari per migliaia di sagome e profili diversi, nei quali
la funzionalità del prodotto è
stata collaudata e perfezionata nel corso degli anni.
Letta nella sua complessità, Dallan non significa solo
sviluppo di macchine profilatrici; con la sua capacità di
elaborazione di complessi sistemi produttivi si integrano
nella profilatura anche altre
operazioni quali punzonatura, foratura, movimentazione, imballaggio. La strategia,
naturalmente, è quella di cavalcare una duttilità che consenta la soddisfazione massima del cliente anche con le
esigenze più complesse. Ogni
macchina diviene perciò un
progetto che viene studiato e
sviluppato assieme al cliente
per comporre modularmente
l’impianto che meglio realizza il prodotto richiesto.
Un partner affidabile per l’industria moderna
Laboratori Mcf: attrezzati per offrire le più precise misure di fisica ambientale
L
a scienza, adoperata per
tutelare la salute dell’uomo nel suo spazio attivo: la
storia dell’udinese Mcf, è
quella di una società rivolta
all’industria moderna e capace di fornire servizi nel complesso ambito ambientale e
sanitario. Alla base di questa
realtà, troviamo know-how
ben radicati in un interminabile lavoro interdisciplinare
che abbraccia studi di fisica,
informatica, statistica, scienze ecologiche e metrologia, il
tutto addizionato a una tecnologia strumentale all’avanguardia per fornire prestazioni di alta precisione. Oggi
che la questione della sicurezza sul luogo di lavoro si fa
sempre più incalzante, risulta
indispensabile appoggiarsi a
partner di comprovata esperienza e Mcf si rivela perciò
punto di riferimento prezioso per una consulenza capace
di valutare l’entità dei rischi e
porvi rimedio. Avvalendosi
di laboratori altamente specializzati nella dosimetria
delle radiazioni ionizzanti,
nella spettrometria nucleare, nella misurazione del gas
radon indoor ecc., Mcf è in
Stefano Colonnello,
titolare di Mcf
grado di offrire un controllo sempre più attento sugli
elementi che influenzano
negativamente l’uomo e il
suo habitat quotidiano. Nello specifico, i servizi offerti
riguardano le misure fisiche
ambientali sulle radiazioni:
radiazioni ionizzanti con
analisi di concentrazione
del gas Radon e analisi di
contaminazione su matrici
alimentari, campi elettrici e
magnetici, acustica, vibrazioni e analisi delle emissioni in
atmosfera. L’affidabilità dei
laboratori è periodicamente
verificata attraverso la taratura dei sistemi presso centri
SIT, con specifico riguardo a
tutti gli elementi che concorrono alla fornitura del servizio. “Il presente della nostra
società - precisa Stefano Colonnello, in qualità di titolare
- è rivolto allo sviluppo delle
misure delle radiazioni ottiche: le più recenti normative
di sicurezza riguardanti i luoghi di lavoro impongono una
valutazione dei rischi per chi
utilizza apparecchiature che
emettono raggi UV o luce
laser; oggi siamo attrezzati
per fornire questi servizi, a
tutela dei lavoratori e per evitare agli imprenditori pesanti
sanzioni”. A testimonianza di
un periodo positivo, si prevede per la chiusura del primo
semestre 2011 un ulteriore
sviluppo, sia nel fatturato che
nell’ampliamento dell’organico; “la maggior richiesta
da parte delle aziende è un
segnale incoraggiante riguardo l’attenzione posta sul tema
della sicurezza - continua
Colonnello - Mcf si impegna
perciò a incrementare maggiormente i propri knowhow nell’ambito della fisica
ambientale, al fine di fornire
una consulenza qualificata
del punto di vista tecnico”.
Il
binomio
investimenti
SECURE SERVICES
e innovazione porta al risparmio
all’Università
di Trento
Progetto cofinanziato
dall’Unione Europea
http://www.aniketos.eu/
Tempo e risorse guadagnate puntando sui servizi online
I
nvestimenti e risparmi sono due fattori fondamentali
per migliorare la qualità della
vita del cittadino ed è per questo che Insiel - informatica
per il sistema degli Enti locali
del Friuli Venezia Giulia - ha
proposto alla Regione Fvg di
utilizzare l’utile della società
per dare vita ad un piano straordinario di investimento di
5 milioni di euro nel triennio
2011-2013 orientato a offrire nuovi servizi innovativi su
misura del territorio che abbia
come focus il risparmio per i
cittadini e la Pa.
Proprio per questo, la società
ha iniziato a misurare il valore sociale degli interventi di
informatizzazione verso i servizi online ed ecco alcuni dei
risultati.
Nel 2010 con il progetto della prenotazione e pagamento
online dei pasti nelle mense
scolastiche, sono state effettuate dai cittadini 1.329.782 prenotazioni. Con le transazioni
online sono state risparmiate
61.200 ore per un controvalore
di 1.530.000 euro (pari a circa
l’85% del valore complessivo
delle operazioni) ma gli investimenti che Insiel ha proposto
alla Regione Fvg, suo unico
socio, generano risparmi anche per l’amministrazione.
Prendendo in esame, ad esempio, la conservazione digitale
si evince che nel settore sanitario in Fvg, nel 2010, si è arrivati a 4.201.444 documenti
firmati conservati a norma e
si è calcolato che 170.000 documenti, corrispondenti a 682
chilogrammi (1 pallet e mezzo
di carta), hanno un costo di
circa mille euro, mentre con la
conservazione digitale si passa
ad un peso equivalente di 2
grammi per un costo di 4 euro, con un risparmio per i soli
volumi, di 976 euro su 1000. Si
tratta di esempi chiari di come
investire sul digitale sia sinonimo di efficienza e risparmio.
Insiel può offrire ai cittadini
un salto di qualità grazie alla
situazione di omogeneità dei
sistemi informatici e alle infrastrutture digitali presenti in
Friuli Venezia Giulia: dall’autostrada telematica in fibra
ottica, in corso di attivazione,
all’identità digitale di cui la popolazione del Fvg è già dotata
e attraverso la quale è possibile
realizzare efficaci investimenti
puntando all’efficienza e al risparmio.
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
TECNOLOGIE DELL’INNOVAZIONE E DELLA VISIONE
Vision Technology Fusion: polimeri
naturali per il benessere degli occhi
È il traguardo di Safilens per le lenti 1 day Fusion
U
na distribuzione sempre
più capillare a livello
nazionale ed internazionale affiancata e supportata da
un impegno costante in ricerca ed innovazione, hanno
fatto di Safilens, realtà tutta
Italiana, un piccolo gioiello
del settore oftalmico. Dopo
il grande successo della linea Safe-Gel, lenti a contatto
a base di acido ialuronico,
Safilens ha volutamente e
strategicamente perseguito
un’attività di ricerca basata su
elementi naturali che fossero
in grado di offrire al consumatore un prodotto sicuro
e allo stesso tempo estremamente performante in termini di qualità visiva e comfort.
Grazie al know-how tecnicoscientifico acquisito nel corso
del tempo, Safilens ha pianificato e realizzato un prodotto
unico che si pone come una
vera rivoluzione per il comparto di riferimento: la lente
a contatto 1 day Fusion.
A seguito di un’attenta analisi dell’anatomia e dei meccanismi oculari, Safilens ha
brevettato l’innovativa Fu-
sion Technology il cui concept applicativo è in grado di
garantire l’ottimale relazione
tra lente a contatto, lacrima
e superficie corneale, per una
perfetta idratazione e lubrificazione dell’occhio. “Siamo
molto orgogliosi di questo
nuovo prodotto la cui elevata
tecnologia ci porta realmente un passo avanti rispetto
alla concorrenza” dichiara
Fernando Garbellotto, presidente di Safilens. “Il beneficio
finale derivante dai vantaggi
della tecnologia Fusion è che
migliora la qualità di vita
degli utilizzatori delle lenti a
contatto, andando a ristabilire e normalizzare i fisiologici
rapporti tra film lacrimale e
superficie oculare.” Seguendo
questa linea di ricerca, Safilens ha intrapreso lo studio
dell’incorporazione nella lente a contatto dei due polimeri
naturali più utilizzati ed efficaci nel “Dry Eye” (complessa patologia cronica), ossia il
Thamarynd-Seeds Polisaccaride (Tsp) e l’acido ialuronico
(Ha), non più singolarmente,
ma come copolimero.
Grazie alla originale e brevettata tecnologia Fusion,
l’incorporazione di questo
nuovo copolimero nella lente
a contatto cambia la prospettiva di interazione tra la Lac
e il film lacrimale, stabilizzandolo in modo duraturo e consentendo così una
protezione prolungata della
superficie oculare, resa ancora più effettiva grazie alle
uniche ed assolute proprietà
mucoadesive e bioadesive del
copolimero Tsp + Ha (acido
ialuronico). Il lancio sul mercato delle nuove lenti Fusion
1day permetterà a Safilens di
crescere ulteriormente sia in
Italia che all’estero, conquistando nuove ed importanti
quote di mercato.
L’azienda con sede a Staranzano (Gorizia) ha intrapreso
negli ultimi anni un processo
di costante espansione ed ad
oggi, conta una quarantina
di addetti, con un fatturato
di 10 milioni di euro ed una
distribuzione che si sviluppa
per 2/3 in Italia e per la rimanente parte all’estero.
Tecnologie per un nuovo mondo
Video Systems: quando l’innovazione diventa eco sostenibilità
“C
ome uomo e come
imprenditore
sono
convinto che la più grande innovazione per un’azienda sia
l’agire etico. Noi tutti abbiamo
la grande opportunità di cambiare il mondo e di farlo in
positivo, per offrire ai nostri
figli un mondo migliore, dove possano esprimere le loro
potenzialità e realizzare i loro
sogni”. A pronunciare queste parole è Alessandro Liani,
CEO di Video Systems, in uno
degli incontri con gli studenti
dell’Università di Udine. Non
si tratta di retorica. Quest’anno Video Systems, tra le prime
aziende in Friuli, ha ottenuto la
prestigiosa certificazione etica
SA8000, che si aggiunge alla
ISO 9001, per il sistema qualità. Video Systems è un’azienda
di Codroipo (UD) che produce
sistemi di visione innovativi e
macchine per il controllo qualità ad alte prestazioni in diversi settori (vetro, siderurgia,
legno, etc.). Fiore all’occhiello
sono i sistemi intelligenti basati
sull’utilizzo delle reti neurali,
una tecnologia rivoluzionaria
che, riproducendo il cervello
umano, consente alle macchine di imparare in linea,
Alessandro Liani
presidente Video Systems
ottimizzando i controlli e riducendo al massimo gli sprechi,
con una ricaduta positiva sia
sulla produzione sia soprattutto sull’ambiente: “La maggiore
ottimizzazione produttiva che
offriamo ai nostri clienti corrisponde non solo a una diminuzione degli sprechi, ma anche a
una considerevole riduzione
dei consumi e quindi a una
maggiore eco sostenibilità per
l’impresa”. Questo principio
è applicato da Video Systems
ormai in differenti settori industriali. Nella produzione del
vetro cavo, le macchine della
gamma GIS sono in grado di
individuare ogni difetto produttivo, riducendo al minimo
il falso scarto ed evitando il
trasporto di materiali difetto-
si: per l’azienda un risparmio
economico e un’importante
riduzione di emissioni di CO2..
Allo stesso modo, nel comparto siderurgico, il controllo
qualità Video Systems consente l’ottimizzazione dei tagli
e la riduzione degli sfridi da
produzione, riducendo il carico di materiali inutili sui camion; nell’industria del legno,
invece, permette di individuare immediatamente un pezzo
“difettoso” evitando di portare
a termine la lavorazione. Sempre con l’obbiettivo dell’eco
sostenibilità, Video Systems
garantisce per le sue macchine
una significativa riduzione dei
consumi energetici senza penalizzare le performance e un
aumento costante dell’utilizzo
di materiali riciclabili. L’impegno continuo a migliorarsi è un
punto fermo nelle convinzioni
di Alessandro Liani, “La nuova
innovazione è l’eco sostenibilità
e l’impegno sociale di imprese
ed imprenditori. Migliorare
la qualità della produzione significa migliorare l’ambiente e
la vita. Lavoriamo tutti i giorni
per rendere il mondo migliore.
Creiamo tecnologie innovative
per un nuovo mondo”.
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
TECNOLOGIE DELL’INNOVAZIONE E DELLA VISIONE
Produzione moderna della carta:
economica ed ecologica
La cartiera Voith Paper è del tutto eco-integrata
V
oith Paper, parte del
gruppo internazionale tedesco Voith AG e leader nella
progettazione, realizzazione e
installazione delle macchine
per la produzione di carta, è
un’azienda che da sempre ha a
cuore l’impegno per l’ambiente. Il processo produttivo della
carta, infatti, richiede l’uso di
risorse quali acqua, energia
e materie prime ed è proprio
nell’ottica di ridurre il consumo di energia salvaguardando
l’ambiente e limitando i costi
che l’azienda ha sviluppato dei
concetti innovativi. In questo senso, con la sua Cartiera
Ecointegrata, Voith Paper fa
centro due volte: minor consumo di risorse e allo stesso tempo
riduzione dei costi d’esercizio e
d’investimento. Tutto questo è
reso possibile da sotto-processi
altamente integrati, interni ed
esterni alla cartiera. L’ottimizzazione del consumo di materie prime, energia ed acqua
produce vantaggi economici
tangibili. La Cartiera EcoIntegrata costituisce un’alternativa
sostenibile rispetto alle cartiere
convenzionali. Non da meno, un grande vantaggio della
Cartiera EcoIntegrata è quello
di poter prendere in considerazione nel suo insieme i vari
fattori di localizzazione e le
condizioni circostanti. Perciò
Voith Paper è in grado di sviluppare la soluzione ideale tenendo conto delle condizioni
esistenti del cliente: ad esempio, in base alla localizzazione
si preferisce l’uso di fibre vergini o riciclate come materia
prima. E ancora, una cartiera
che opera con un forte apporto
di fibre riciclate ha una grande
quantità di materiale residuo.
In questo caso, un sistema di
lavorazione di questi materiali
rappresenta una notevole possibilità dal punto di vista economico e diminuisce i costi di
smaltimento. Con la Cartiera
EcoIntegrata i materiali residui possono essere utilizzati
termicamente all’interno del
processo, riducendo così i costi energetici. Anche il ciclo
dell’acqua viene integrato nel
processo di produzione della
carta, minimizzando il consumo di acqua fresca. L’acqua di
scarto viene trattata per essere
riutilizzata, per esempio per i
tubi spruzzatori. Le risorse necessarie alla produzione sono
sempre più limitate e pertanto
più costose a livello mondiale.
In particolare la disponibilità
di legno (fonte di fibre vergini)
è limitata. D’altro canto si stima che la richiesta di carta, che
a tutt’oggi è intorno ai 400 milioni di tonnellate, aumenterà
su scala globale dai 200 ai 300
milioni di tonnellate nei prossimi 30 anni. Solo un’efficiente
produzione a ridotto consumo
potrà soddisfare questa richiesta del futuro.
Alghe per il biodiesel: ora si pensa
alla produzione massiva in Italia
È il frutto di un accordo tra l’Istituto nazionale
di Oceanografia e un’università argentina
I
gino Marson, presidente
dell’Istituto nazionale di
oceanografia e di geofisica
sperimentale-Ogs, ha da poco
firmato un accordo quadro di
cooperazione scientifica con
l’Università tecnologica nazionale (Utn) di Mar del Plata
(Argentina), per la produzione
efficiente di biodiesel da alghe
marine. L’accordo è stato siglato nell’ambito della visita in
Argentina di una delegazione
italiana guidata dal ministro
degli Esteri Franco Frattini,
che ha incontrato il ministro
degli Esteri argentino Hector
Timerman al fine di riattivare
la Commissione mista economica bilaterale.
Il progetto di collaborazione
tra Ogs e Utn prevede la ripartizione degli ambiti di ricerca
sulla base delle rispettive competenze.
All’Ogs spetterà il compito di
selezionare ceppi di microalghe particolarmente adatti
alla produzione del biodiesel.
Oltre a ciò i ricercatori di Trieste dovranno testare diversi
protocolli sperimentali per
individuare le condizioni di
temperatura e luminosità più
adatte alla proliferazione delle alghe, studiando anche un
terreno di coltura ottimale in
cui questi organismi possano
produrre quantità consistenti
di acidi grassi da cui ricavare il
biodiesel. In seconda battuta i
chimici del laboratorio triestino svolgeranno le analisi necessarie per individuare tipologie e quantità specifiche di
ciascun acido grasso prodotto
dalle alghe.
Ai colleghi argentini, invece,
toccherà il compito di sviluppare una tecnologia per
la produzione massiva (scaling-up) dei ceppi di alghe
individuati in Italia, oltre alla
sperimentazione di terreni di
coltura alternativi, come l’utilizzo di residui cloacali, che
permetterebbe di ridurre i costi di laboratorio riutilizzando
prodotti di scarto ovviamente
molto abbondanti e di facile
reperibilità. Il biodiesel è un
combustibile liquido, trasparente e
di colore ambrato,
che si può ottenere da oli vegetali
(colza o soia) alghe
e grassi animali.
Tra i vantaggi che
comporta il suo
uso: biodegradabilità, buona resa
energetica e buone prestazioni
nei veicoli e negli impianti di
riscaldamento. Inoltre, la coltivazione delle alghe non compete con la produzione di varietà vegetali a uso alimentare,
e secondo alcune stime la resa
possibile si aggirerebbe tra i
1000 e i 20.000 litri di biocarburante per ettaro (a seconda
della specie di alga coltivata).
Problemi ancora aperti sono,
naturalmente, l’ottimizzazione
dei processi e il contenimento
dei costi.
Molti gruppi italiani hanno
effettuato investimenti di rilievo nel mercato argentino, ed è
importante che anche le collaborazioni scientifiche siano
vitali e solide.
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
TECNOLOGIE DELL’INNOVAZIONE E DELLA VISIONE
Proprietà intellettuale e tutela dei diritti sul web:
temi di una serie di seminari in Friuli Venezia Giulia
Friuli Innovazione ha organizzato gli incontri per i nuovi imprenditori
T
re seminari per aspiranti imprenditori, dedicati
a due tematiche – proprietà
intellettuale e tutela dei diritti
sul web – oggi estremamente
attuali e strategiche per sviluppare con successo un’idea
di business in un contesto di
mercato competitivo e globale. Sono organizzati da Friuli
Innovazione nell’ambito del
progetto “Imprenderò” finanziato dalla Regione Friuli
Venezia Giulia per sostenere
la creazione di nuove imprese sul territorio. Il Centro di
ricerca e trasferimento tecnologico friulano partecipa
alle attività della Funzione 3
del progetto, che prevedono
servizi di assistenza, formazione e consulenza orientati in particolare alla creazione di imprese “spin off ”
(nate cioè da imprese già
esistenti o nell’ambito di
attività di ricerca accademica). Il 18 maggio l’avvocato David D’Agostini
tratterà i temi di tutela
giuridica, diritto d’autore
online e concorrenza su inter-
net, tutti aspetti con cui oggi
il mondo delle imprese deve
confrontarsi quotidianamente
con attenzione. Attraverso la
trattazione di casi ed esempi
concreti, il seminario fornirà
da un lato gli elementi giuridici per tutelare il software in
rete e dall’altro gli strumenti e
i consigli utili per aumentare
la propria notorietà e visibilità on line, proteggendosi da
potenziali atti di concorrenza
sleale su Internet. Lo stesso
avvocato, in precedenza, si era
occupato della tutela della
proprietà intel-
lettuale, uno strumento fondamentale per aiutare gli imprenditori, ancor più se nuovi,
a difendere il valore della
propria idea o invenzione da
eventuali abusi da parte della
concorrenza. Ha affrontato
nello specifico un’introduzione alle privative industriali e
alla definizione di segreto industriale e ha trattato dei brevetti per invenzione industriale e i prossimi sviluppi europei
della tutela brevettuale. Il primo giugno, invece, si esamineranno i modelli, i marchi,
la valutazione economica dei
diritti di proprietà industriale
e le azioni legali in materia di
proprietà industriale. Tutti
i seminari si svolgono nella sede del Parco Scientifico e Tecnologico Luigi
Danieli di Udine, dalle 17
alle 21, e la partecipazione
è gratuita previa registrazione on line sul sito www.
friulinnovazione.it, dove
sarà presto possibile consultare i prossimi seminari
in programma organizzati
da Friuli Innovazione.
L
a Meccanica Quantistica
è la teoria di maggior successo nella storia della scienza.
Formulata inizialmente per
spiegare la struttura atomica
della materia, oggi è utilizzata per descrivere i più diversi
domini della fisica, dalle particelle elementari alle stelle che
popolano l’universo. La teoria
ha anche aperto la strada a
importantissime innovazioni
tecnologiche, che hanno cambiato la nostra vita quotidiana:
il laser, il transistor, la risonanza magnetica nucleare sono
alcuni tra gli esempi più famosi. Nonostante questi successi,
la Meccanica Quantistica non
ha mai cessato di suscitare
perplessità circa il suo significato e i suoi limiti di validità.
La comunità scientifica sta
prendendo sempre maggiore
consapevolezza che la teoria,
seppur molto efficace sul piano predittivo, pone formidabili sfide sul piano matematico e
interpretativo: dal “problema
della misura”, alla non località,
alla transizione micro-macro,
al rapporto con la gravità.
Per superare queste sfide, gli
scienziati che lavorano su
queste problematiche si sono appena riuniti a Bruxelles
per dare avvio al primo network europeo dedicato alla
Meccanica Quantistica e ai
suoi fondamenti. Il network
si chiama “Fundamental pro-
La meccanica quantistica va oltre
e fa da apripista per nuove scoperte
È nato a Bruxelles il primo network europeo
dedicato alla ricerca del settore
blems in quantum physics”,
è finanziato dal programma
Cost dell’Unione Europea, e
vede la partecipazione di 40
tra i più importanti fisici del
settore, provenienti da 20 paesi europei e limitrofi. Sono
state inoltre individuate quattro linee di ricerca principali.
Tra questi, un settore della ricerca molto studiato, ma non
ancora compreso in fondo è
il confine tra il micro-mondo
quantistico delle particelle e
degli atomi e il macro-mondo
classico dell’esperienza quotidiana. In questo confine si
trovano sistemi (tipicamente,
molecole di grosse dimensioni), che sono troppo complessi per essere studiati tramite la
meccanica quantistica, ma allo stesso tempo troppo piccoli
per comportarsi come oggetti
classici; sono sistemi a cavallo
tra l’essere puramente quantistici e l’essere di fatto classici.
La grossa sfida è elaborare
modelli matematici che tengano conto di queste caratteristiche. Oltre all’interesse
teorico, fondamentali sono le
implicazioni dal punto di vista tecnologico. Una su tutte:
la fotosintesi. Il meccanismo
della fotosintesi è noto nelle
sue linee generali, tuttavia la
ragione per cui le piante sono
in grado di produrre energia
con un’elevatissima efficienza
è ancora sconosciuta e probabilmente risiede nella natura
quantistica degli scambi energetici. Capire questo meccanismo significa scoprire come
produrre energia in modo
molto più efficiente di quanto
si riesca a fare ora.
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Imprendori veneti in pole position Nel Nordest il