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Sede in Via Matteotti, 4/a - 27029 Vigevano (PV)
Relazione di Missione al 31/12/2014
Introduzione
Il PISIE estende la propria attività di cooperazione allo sviluppo, creando nuove sinergie. Infatti, alla
collaborazione della organizzazione non governativa con gli imprenditori associati all’Assomac, si è aggiunto il
sostegno degli imprenditori ACIMIT, settore macchine tessili, i cui rappresentanti sono recentemente entrati a far
parte del Consiglio di amministrazione.
Ad agosto è stata approvata la riforma della Cooperazione internazionale allo sviluppo per adeguare il sistema
italiano di cooperazione ai modelli prevalenti nei paesi partner dell’Ue. La nuova legge istituisce una Agenzia e
definisce una nuova architettura di “governance” del sistema della cooperazione, con un Comitato
interministeriale per la cooperazione allo sviluppo e la Conferenza nazionale, organo di consultazione, e ne fanno
parte anche l’ICE e la Confindustria.
Il PISIE, che è una Ong riconosciuta idonea dal Ministero degli Esteri per la gestione di progetti di cooperazione,
ha modificato il proprio Statuto per essere in linea con le linee guida della riforma e quindi ha allargato la platea di
Associazioni imprenditoriali impegnate nel sostegno delle sue finalità istituzionali, aumentando il gruppo degli
associati onorari.
È diminuito il numero di paesi molto poveri e ora la Cooperazione italiana si concentra sull’Africa. In Asia ormai
sono inclusi pochi paesi nella cooperazione, così come per l’America Latina. È un novità positiva l’accordo tra
Ministero degli Esteri e Cassa depositi e prestiti, che finanzierà operazioni a metà tra profit e non profit. Il pubblico
potrà coprire il gap di quello che non farebbe il privato e il privato mette quello che non farebbe il pubblico,
aprendo dei nuovi impianti industriali, ad esempio. Sono operazioni che portano sviluppo ai paesi meno sviluppati,
ma anche ritorni economici al nostro paese.
Tuttavia si ridurrà l’azione di cooperazione a dono, sia per il disimpegno della Cooperazione da aree ormai a medio
reddito, sia perché l’Italia è tra i paesi europei che negli ultimi anni più hanno ridotto gli investimenti in
cooperazione.
In questo quadro il PISIE prosegue la sua azione di formazione professionale a livello imprenditoriale e di
management tecnico, finalizzati ad intensificare gli scambi con i Paesi in via di sviluppo, e di promozione della
ricerca scientifica ai fini di un adeguato trasferimento di tecnologie appropriate. Per attuare tutto ciò, il PISIE si
focalizza nella gestione di programmi con il contributo dei partner beneficiari e privilegia l’istituzione di Centri
servizi per la formazione e la dimostrazione di processi produttivi in relazione ai bisogni identificati, sempre con
un occhio all’alleanza con enti, e l’altro con organismi espressi dal settore privato.
Attività realizzate nel 2014
1.
Assistenza tecnica ai laboratori del GCELT di Kolkata
Progetto di Assistenza al Government College of Engineering and Leather Technology (GCELT) di Kolkata per lo
start up dei laboratori chimico/fisico per l’industria conciaria.
Nel gennaio 2014 è stata realizzata una missione a Kolkata per verificare la situazione dei due laboratori chimico e
fisico (TTSC) installati sulla base di un Intesa sottoscritta nel 2007 tra i Governi italiano e indiano. Lo scopo
principale della missione era comunque discutere con gli interlocutori indiani locali l’organizzazione di un corso di
formazione in Italia per i Direttori dei due laboratori inaugurati il 29 gennaio 2011.
La principale missione del TTSC è quella di supporto all’impresa locale, facilitando l’accesso della stessa a tutti gli
strumenti, informativi, tecnologici e gestionali sia per la semplificazione della operatività quotidiana, che per
consolidare un percorso di evoluzione tecnica ed innovazione della realtà manifatturiera locale.
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Gli obiettivi di operatività possono essere identificati nelle seguenti macro-aree:
I.
controlli di qualità prodotto e specifiche tecniche produttive
II.
formazione di personale specializzato e aggiornamenti
III.
informazioni tecnologiche per lo sviluppo di nuove applicazioni
IV.
problematiche energetiche e di sostenibilità ambientale
V.
crescita commerciale e diffusione in nuovi mercati
Da qui la necessità da parte del TTSC di un quotidiano e costante contatto con la realtà locale soprattutto attraverso
le organizzazioni locali.
Il Corso di formazione in Italia ai Direttori dei Laboratori Chimico e Fisico del TTSC ha fornito loro gli strumenti
approfonditi e specialistici in modo che il TTSC possa finalmente cominciare ad operare al servizio delle aziende
conciarie locali.
Il Corso è stato realizzato nel mese di settembre 2014 nell’ambito delle azioni previste dall’Intesa Operativa MiSE
- Agenzia ICE - ASSOMAC. A Kolkata sta fornendo un valido supporto al progetto il Console Generale Cesare
Bieller.
2.
Algeria: Formazione P.I.S.I.E. Per il gruppo «Leather Industry» EPE/spa
È iniziato il 1° giugno 2014 a il corso di formazione per tecnici qualificati presso le imprese del Gruppo
industriale statale della filiere della pelle/calzatura. Sono coinvolti circa 80 nuovi tecnici assunti nelle seguenti
imprese: MACSOUM - Spa, MACVIL - Spa, AURES FOOTWEAR - Spa, M. V. LABEL CUIR - Spa e SYNSET –
Spa.
Il programma di formazione si inserisce nel quadro di cooperazione sottoscritto tra Assomac e Groupe Leather
Industry già nel 2006 e che ha portato alla realizzazione di un piano mirato alla riabilitazione, aggiornamento e
sviluppo della capacità produttiva dell'industria manifatturiera della pelle, della calzatura e della pelletteria. Il
Gruppo Leather Industry, sulla base del programma di fattibilità realizzato da PISIE, ha dato vita ad un programma
importante di acquisizione delle attrezzature per migliorare sia le concerie del Gruppo a monte, sia la fabbricazione
a valle di calzature e pelletteria.
In questo programma pluriennale, PISIE ha continuato a ricoprire un ruolo di tutoraggio, prima per la divulgazione
dell'attività di 'procurement' attuata dal Gruppo per lanciare le gare internazionali per l'acquisto di macchine ed
infine per la formazione manageriale.
Il programma svolto, concluso con la formazione sui temi della progettazione e della gestione della produzione, è
stato promosso con il concorso di Assomac ed è stato assegnato al PISIE a seguito di una gara internazionale
lanciata dal Ministero dell'Industria algerino.
I corsi sono stati così suddivisi: A - Formazione di base sul processo di modelleria, B - Corso di Design, C Formazione sul settore calzaturiero ed il suo processo di produzione, D - Gestione e organizzazione della
produzione, E - Corsi di taglio e cucitura, F. Corso di montaggio, G – Rifinitura, H – Corso complessivo per la
pelletteria.
3.
Seminario di tecnologia conciaria e calzaturiera a Giacarta
L’iniziativa fa parte di un più generale Progetto Indonesia realizzato sulla base di un Intesa siglata da
MiSE-Agenzia ICE-Assomac. Il seminario era stato preceduto da una missione di un esperto calzaturiero al
Centro Tecnologico di Surabaya.
L’Indonesia è il quinto produttore mondiale di calzature. Il Seminario di “green technology” conciaria e
calzaturiera, organizzato dall’Agenia ICE in collaborazione con Assomac, si è svolto il 6 maggio 2014 presso
“Hotel Borobudur” in occasione della manifestazione fieristica “Indo Leather & Footwear”. Hanno partecipato
l’Ambasciatore italiano in Indonesia, Federico Failla; il Dr. Ir. Harjanto, Direttore Generale del Ministero
dell’Industria; il Dr. Samuele Porsia, Direttore dell’Ufficio di Giacarta dell’Agenzia ICE; il Dr. Haryono Sutanto,
Chairman dell’Indonesian Tanners Association; il Dr. Eddy Widjanarko Kho, Chairman di Aprisindo,
l’Associazione calzaturiero.
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4.
Attività di sostegno alla costruzione di Centri servizi di eccellenza in Vietnam
Miglioramento della produttività delle PMI vietnamite del settore pelle e prodotti in pelle attraverso la
costruzione di Centri servizi di eccellenza.
Si tratta di due attività distinte e complementari:
• Sostegno alla costruzione di un programma finanziato con € 15 milioni, nella forma “soft loan”
dal MAE e dalla Cooperazione internazionale – Direzione generale della cooperazione; nelle
provincie di Ho Chi Minh City, Binh Duong e Dong Nai.
• In parallelo si sta preparando un progetto in partenariato con LEFASO per fornire alle imprese
vietnamite (zona di Ho Chi Minh City) del settore pelle e prodotti della pelle una formazione
strategica di alto livello. Assistenza tecnica e trasferimento di know-how, per migliorare la
produttività, la competitività e per realizzare delle joint-ventures con gli imprenditori italiani.
Tutte le attività saranno realizzate per mezzo della costruzione di un centro servizi che sarà un
polo tecnologico al servizio delle PMI delle zone di riferimento. Il polo tecnologico sarà
realizzato su una piattaforma condivisa tra i portatori d’interesse coinvolti e sarà equipaggiato
con attrezzature e macchine prodotte dall’industria italiana. Un piano di formazione permetterà
ai beneficiari locali i ottenere le abilità necessarie all’utilizzo delle attrezzature fornite e allo
sfruttamento dei servizi offerti.
5.
Analisi dei bisogni e assistenza breve sul campo in Mongolia, settori concia e prodotti finiti
Studio e anche attività di assistenza tecnica breve presso 10 concerie, 4 calzaturifici e una fabbrica di abiti in
pelle.
Si tratta di un breve programma di studio per l’assistenza tecnica, dal titolo “Leather Survey through the Tanning
sector to Implement Best Practices”, per l’introduzione di buone pratiche nel settore conceria e dei prodotti della
pelle a Ulambatur.
6.
Progetto Centro artigiani di N’Djamena
Progetto di assistenza al Centro degli Artigiani di N’Djamena per l’avvio della formazione all’interno del
Laboratorio Calzaturiero allestito nell’ambito di un’iniziativa promossa dall’Agenzia ICE in collaborazione con
il Ministero dell’Industria del Ciad, l’Agenzia internazionale ITC e ASSOMAC
Il progetto per la creazione di un laboratorio per gli artigiani calzaturieri a N’Djamena è stato realizzato sulla base
di un’intesa firmata tra il Ministero del Commercio e dell’Industria del Ciad e il Ministero dello Sviluppo
economico italiano sottoscritta dall’International Trade Centre, dall’Agenzia ICE del Governo italiano e, in qualità
di partner tecnico, da Assomac, l’Associazione italiana dei costruttori di macchine per calzature, pelletterie.
L’iniziativa rappresenta il follow up del progetto “Renforcement des capacités national dans la mise en oeuvre du
Cadre Intégré” nelle sue componenti cuoio e pellami finanziato dal programma di assistenza “Integrated
framework for Trade - Related Technical Assistance reso esecutivo dal Governo del Ciad in collaborazione con
l’Agenzia delle Nazioni Unite International Trade Centre di Ginevra (ITC).
Questo progetto prevede l’installazione e l’avviamento di un laboratorio completo per la produzione meccanizzata
e standardizzata di calzature da uomo, donna, bambino e sandali ed ha lo scopo di aiutare ad aprire al mercato
internazionale il settore della pelle e delle calzature del Ciad.
La produzione di scarpe e sandali è un’attività secolare in Ciad ma spesso si è sviluppata nell’ambito informale.
Tuttavia ha un rilievo importante sulla formazione delle specializzazioni, corrisponde ad una parte della domanda
di consumi, offre opportunità di lavoro ed in qualche caso possibili opportunità di esportazione nell’ambito delle
produzioni tipiche; insomma svolge un’importante funzione sociale.
Gli artigiani nei Paesi africani, e anche in Ciad, sono particolarmente colpiti dalle importazioni, soprattutto quelle
di calzature di seconda mano. L’insufficienza di macchine adatte e la mancanza di formazione continua
costituiscono un grave limite al loro sviluppo, eppure è opinione comune riconoscere a questo settore di micro e
piccole imprese un’importanza strategica sebbene il suo sostegno, nel dibattito tra i cooperatori, sia relegato in un
angolo. Questo perché spesso formalizzare l’informale rischia di scompaginarne le dinamiche, e gli organismi
d’aiuto non sono propensi ad interferire con una miriade di piccole attività spontanee che danno vita ad uno
sviluppo non precisamente lineare.
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Nel giugno 2014 un tecnico calzaturiero specializzato si è recato a N’Djamena per:
1) Sistemare ed avviare un laboratorio prototipo per la fabbricazione di calzature con le attrezzature inviate.
2) Formare il personale destinato alla fabbricazione di calzature, con l’uso delle attrezzature inviate
Il progetto è iniziato nel 2013 con una missione esplorativa e la spedizione delle attrezzature necessarie alla
realizzazione del Centro. Avviamento e formazione si sono svolte durante il 2014.
7.
Assistenza tecnica per la creazione della Robbiki Leather City
Il Segretario del PISIE ricopre il ruolo di condirettore del PMU (Project Management Unit) del progetto. Il
progetto contribuisce alla creazione di un nuovo distretto industriale a Robbiki, 40 km dal Cairo, specializzato
nella concia delle pelli, introducendo l’utilizzo di sistemi di produzione innovativi e tecnologie compatibili con la
tutela dell’ambiente.
Il PMU è gestito da due direttori, uno italiano designato dalla Cooperazione ed uno egiziano designato dal MoFTI
(Ministry of Foreign Trade and Industry), che rispondono del loro operato allo Steering Committee congiunto tra
Autorità competenti egiziane e la Cooperazione italiana.
In un'ottica di sviluppo socio-economico sostenibile e di tutela dell’ambiente, è stato lanciato, sul finire dello
scorso secolo, il “Progetto Robbiki”, sito a circa 50 km dal Cairo, ove si intende creare un nuovo polo industriale
specializzato nella concia delle pelli e dotato di sistemi di produzione innovativi e di tecnologie compatibili con
l’ambiente, che soprattutto sarà equipaggiato di un depuratore comune per le acque reflue di conceria e di un
sistema integrato per il trattamento dei rifiuti.
Il progetto prevede il trasferimento delle circa 530 concerie di Magra El Eion, quartiere della Vecchia Cairo, alla
nuova area di Robbiki, liberando così una zona centrale della capitale da concerie obsolete e altamente inquinanti,
con grande beneficio per la collettività. Peraltro, tale processo schiuderebbe la possibilità di una valorizzazione
dell’area, con notevoli e molteplici opportunità.
Sin dal 2004 il Governo italiano, attraverso la Cooperazione, ha contribuito a questo ambizioso progetto con un
ammontare complessivo di circa 38 milioni di Euro, destinati alla costruzione di infrastrutture e impianti, e in
particolare ha contribuito alla costruzione dell'impianto di trattamento delle acque reflue e della discarica.
Pianificato inizialmente un trasferimento graduale e in più fasi, a seconda delle effettive disponibilità delle
infrastrutture, il piano di lavoro approvato nel giugno 2014 prevede il trasferimento in un’unica soluzione della
totalità delle imprese, che non può che avvenire dopo il completamento di tutte le infrastrutture del distretto.
Tuttavia, poichè a causa della carenza di risorse da parte egiziana non si è stati in grado di attrezzare l’area
necessaria ad ospitare tutte le imprese provenienti da Magra El Eyoun, le autorità egiziane hanno fatto propria la
proposta italiana di prevedere due fasi: una a breve termine (denominata Priority 1), con il trasferimento di un
primo gruppo di imprese con una capacità produttiva in grado di attivare gli impianti del Distretto, ed una a lungo
termine (denominata Priority 2), con il trasferimento delle altre imprese una volta pronti i blocchi produttivi.
La Strategia dei Centri servizi
Nell'ambito delle iniziative promozionali di Assomac, è stata organizzata una conferenza internazionale nella
giornata di martedì 24 febbraio 2015 all'interno dell'Auditorium della sede dell’associazione a Vigevano per
proporre il ruolo dei Centri Servizi come aiuto concreto alle imprese. Il convegno è stato organizzato con il
sostegno di ICE e l’agenzia alla quale è stato affidato l’incarico di promuovere la creazione di veri e propri
“Centri servizi” è il PISIE. I Centri servizi sono importanti nei PVS e comunque in tutti i paesi nei quali è
prioritaria la difesa e lo sviluppo della filiera pelle-calzature in grado di sostenere il tessuto delle piccole e medie
imprese, in relazione ai cambiamenti degli scenari competitivi internazionali. La strategia è fare sistema
costruendo una rete di aziende e istituzioni che collaborano con continuità in modo di aumentare la competitività
delle piccole e medie imprese. Sul piano dell’offerta, lo scopo di Assomac è quello di sviluppare i cluster di filiera
nei vari Paesi partecipanti, assumendo che lo sviluppo competitivo può solo essere raggiunto per mezzo della
collaborazione tra le imprese fornitrici di macchine con caratteristiche innovative e le imprese dei prodotti finiti,
intermedi e per il mercato di consumo, che abbiano obiettivi strategici comuni, quali l'innovazione tecnologica, la
qualità e il miglioramento del saper fare. Sul piano della domanda, le PMI della filiera internazionale, sia che
ricoprano il ruolo di fornitori e subfornitori, sia che svolgano un ruolo tecnologico più autonomo, sono
principalmente interessate all'integrazione con i loro partner industriali e commerciali, a monte e a valle della
catena del valore, in un'ottica di crescita e sviluppo. Per questo motivo intendono beneficiare dei servizi di
progettazione, gestione, manutenzione e innovazione forniti dai Centri servizi atti ad agevolare il trasferimento di
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tecnologie e il rafforzamento della competitività dell'industria locale. Il progetto di promozione e assistenza
tecnica ai Centri servizi beneficia ora anche della sinergia con il settore del tessile, a noi complementare se visto
nell’ottica dei prodotti finiti per accessori e abbigliamento. Infatti Acimit, l’associazione omologa di Assomac,
condivide ora l’attività di formazione e assistenza tecnica del PISIE.
Il convegno internazionale organizzato da ICE Agenzia, Assomac e Pisie, ha registrato la partecipazione di
rappresentanti delle Istituzioni Internazionali del settore pelle-calzatura, provenienti in particolare da Algeria,
Argentina, Bangladesh, Brasile, Colombia, Etiopia, India, Indonesia, Iran, Italia, Mali, Marocco, Mongolia,
Pakistan, Perù, Polonia, Romania, Russia, Rwanda, Tunisia, Turchia e Vietnam.
Ne è scaturita una strategia a medio termine. La strategia del PISIE è descritta nel documento allegato “Strategia
progettuale della rete dei Centri Servizi”, dove si fa riferimento al nuovo assetto dell’organizzazione industriale
caratterizzata non più da grandi imprese a carattere tipicamente territoriale e integrate verticalmente, ma da
agglomerati industriali multinazionali operativi attraverso modalità che perseguono finalità funzionali con un
indotto di imprese più piccole che ne sono i fornitori. Anche in questa sorta di macroimprese si avverte
un’atmosfera di bisogno di servizi che accomuna e che si sviluppa nell’ambito delle diverse aziende dell’indotto
(fornitori, terzisti, PMI delocalizzate ecc.), stimolate dalla volontà espressa dalle grandi aziende di riferimento e
dai legami contrattuali che quelle pongono in essere, in particolare attraverso i contratti che regolano le transazioni
con le singole aziende fornitrici. Infatti, le prestazioni che si riferiscono alle transazioni oggetto dei contratti sono
assoggettate a vincoli di qualità e di puntualità tali da unificare i comportamenti imprenditoriali di tutte le aziende
interessate. E quando ciò non accade, si verificano spesso effetti negativi, che si ripropongono direttamente sul
prodotto finale a scapito della qualità perseguita dalle imprese di riferimento. Tutte le imprese coinvolte nella
catena del valore, dunque, devono essere coinvolte in pieno nella costruzione di una atmosfera virtuosa e, pertanto
di una qualità e di una cultura in generale che accomuni gli obiettivi delle aziende leader a quelli di tutte le imprese
lungo la catena del valore, stimolando così un desiderato effetto rete. Il rapporto con le grandi imprese è anche
necessario, perché queste stimolano ricerca e formazione, potenziando gli stimoli che provengono dai
consumatori, quindi esse svolgono un’azione di indirizzo e di guida, lasciando tuttavia alle singole imprese
dell’indotto l’autonomia necessaria per risolvere i problemi emergenti, il che consente di sviluppare anche processi
di innovazione diffusa.
Sovente le imprese, in particolare le unità di piccole dimensioni e antica tradizione, possono operare da sole, o
per accrescere in modo indipendente la propria potenzialità, o per seguire logiche funzionali, dettate dalle singole
volontà imprenditoriali, con lo scopo di sviluppare ben individuate strategie di nicchia.
Comunque, appare chiaro che l’opportunità di fare ricorso ai Centri servizi, è quasi sempre dettata da problemi
connessi alla piccola dimensione imprenditoriale. È un fatto importante, perché è il nostro punto di forza nel ruolo
di trasferire tecnologia. Infatti in tutti i contesti economici italiani della produzione finalizzata alla moda, i settori
pelle calzatura e anche tessile e abbigliamento, inclusi i settori dell’indotto meccanico, prevale ancora la piccola
impresa dimensionale territoriale. Ciò ha fatto dell’Italia il luogo dove proprio le piccole imprese hanno avuto
successo, esportando sui mercati internazionali il “made in Italy”.
È più facile quindi offrire in modo efficace assistenza tecnica e formazione nell’ambito della creazione e
riqualificazione dei Centri servizi, presentando un modello diverso da quello dei grandi impianti, con
flessibilità nei volumi di produzione e nell’impiego del lavoro, con vantaggi rilevanti per adattarsi a una domanda
fattasi variabile. Assomac, tramite il PISIE, può sollecitare lo sviluppo dal basso, con forte radicamento nei luoghi
d’intervento, godendo dei benefici di una qualità alta ma svincolata dalle condizioni di produzione delle grandi
imprese.
Nella nostra visione, quindi, questa realtà delle PMI che si affrancano dalla condizione di subfornitori va dunque
considerata come un dato da assecondare invece che da contrastare, evitando il rischio di volere a tutti i costi
inseguire una dimensione aziendale più ampia, come è nell’indicazione delle macro imprese internazionali, col
risultato di costruire grandi dinosauri imprenditoriali “conto terzi” con i piedi di argilla.
D’altronde proprio le piccole imprese hanno maggiormente bisogno di essere alimentate da innovazione continua e
costante, che molto spesso non sono in grado di sviluppare da sole, con la conseguenza di essere destinate a
fuoriuscire dai marcati non appena l’idea creativa iniziale diventa obsoleta. Appunto l’innovazione può essere
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favorita dallo scambio che la configurazione imprese meccano/tecnologiche, attraverso l’agire del PISIE, è in
grado di assicurare e facilitare. Quindi ci sono i presupposti per il raggiungimento di alcuni importanti obiettivi,
come ricaduta a favore delle imprese italiane, quali la creazione di cluster tecnologici favorevoli all’acquisizione di
macchine con tecnologie avanzate, la sensibilizzazione dei decisori sulla necessità di migliorare la propria
produttività, la formazione del personale dirigente nell’utilizzo e nella gestione della produzione e della
manutenzione delle macchine italiane, la promozione (“vetrina”) tout-court della tecnologia italiana dei nostri
comparti.
Il Presidente del Consiglio di amministrazione
Amilcare Baccini
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