PROPOSTA DI COSTITUZIONE DEL DIPARTIMENTO DI
GEOGRAFIA E SCIENZE UMANE DELL’AMBIENTE
Si informa che il Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, nella seduta del 24.5.2006, ha approvato
la proposta di costituzione del Dipartimento di Geografia e scienze umane dell’ambiente, cui aderiscono tutti
i professori e i ricercatori (tranne un’unità) attualmente afferenti all’Istituto di Geografia umana.
Tale struttura è l’erede dell’Istituto di Geografia, nato nell'anno accademico 1930/31, a sua volta
naturale continuazione del Gabinetto di Geografia, attivo nell'Accademia Scientifico Letteraria di Milano e poi
nell'Università degli Studi di Milano all'interno della Facoltà di Lettere e Filosofia.
La Geografia, intesa come conoscenza dei fattori che hanno promosso e governato le relazioni che
l’umanità ha intrattenuto e intrattiene con la superficie terrestre nella sua multiforme varietà, e dunque
disciplina che tende alla comprensione delle modalità e delle forme che questo rapporto ha assunto nel
corso del tempo, riveste un importante ruolo formativo e di ricerca nella Facoltà di Lettere e Filosofia,
deputata tradizionalmente alla formazione degli insegnanti delle scuole di secondo livello, ma anche di
operatori culturali in senso assai lato, attivi nella comunicazione mediatica, nella formazione del personale,
nella gestione di enti culturali, nel lavoro nel settore editoriale. Tale ruolo viene sicuramente riaffermato nella
situazione attuale caratterizzata da grandi cambiamenti (di matrice naturale o umana) che modificano in
modo rilevante la superficie della Terra. Ciò richiede, nella ricerca e nella formazione universitaria, la
presenza di una disciplina che consenta di apprendere le modalità e gli strumenti di lettura e
d’interpretazione di tale varietà, dando un senso ai processi di trasformazione che, da una parte, hanno
promosso e promuovono le differenze naturali e antropiche che caratterizzano il nostro mondo ma, dall’altra,
spingono potentemente verso forme di omologazione a scala planetaria. L’attenzione ai problemi emergenti
di una società come la nostra, immersa nel contesto globale, ma anche caratterizzata da specifiche
problematiche culturali, economiche, sociali a valenza territoriale e legate alle condizioni del Paese, sollecita,
dunque, l'azione di ricerca, formazione, insegnamento di una Geografia che a tali problematiche si applichi
con competenza e rigore metodologico.
Su queste basi si è sviluppata negli anni l’attività dell’Istituto, che ha sempre sostenuto un ruolo
importante nella vita della Facoltà di Lettere e Filosofia sul piano sia della ricerca scientifica, sia della
didattica, sia delle attività istituzionali.
Caratteristica fondante, e marchio innovativo dell’Istituto di Geografia umana, è stata anche
l’attenzione concreta alle forme di collaborazione e d’interazione reciproca della geografia con altre discipline
e in particolare: la storia, la psicologia, la sociologia, l’antropologia, l'economia, il diritto, la geologia e la
geografia fisica, l’urbanistica, le lingue e le culture straniere. Ciò si è concretato in importanti e continue
attività di ricerca in campo nazionale e internazionale e nella collaborazione con Istituti e Dipartimenti
dell’Ateneo e di altre Università italiane ed estere; con alcune prestigiose Università straniere sono da tempo
in atto convenzioni ufficiali per lo scambio scientifico e didattico. L’attività di studio e di ricerca si è concretata
in una continua e intensa produzione pubblicistica in volumi e riviste accreditate a livello nazionale e
internazionale; diverse collane geografiche, presso vari editori, sono dirette e curate da componenti
dell'Istituto; vari membri dell'Istituto sono presenti negli organi direttivi delle Istituzioni geografiche italiane più
prestigiose.
Lo sviluppo scientifico e la realizzazione di sicure basi metodologiche, anche in campo
transdisciplinare, sono stati accompagnati da una continua attività formativa indirizzata agli studenti della
Facoltà. Il corso che ha fatto primariamente riferimento all’Istituto di Geografia umana è stato il corso di
laurea in Scienze umane dell’ambiente e del paesaggio, ma anche gli altri corsi della Facoltà, e in particolare
i corsi di laurea in Lettere, Storia, Lingue e letterature straniere, Mediazione linguistica e culturale, hanno
potuto usufruire delle competenze didattiche e scientifiche dei membri dell’Istituto.
L'Istituto è attivo come sede consorziata in due corsi di dottorato di ricerca: quello in "Qualità
ambientale e sviluppo economico regionale”, avente sede amministrativa a Bologna, e quello in "Geografia
della multiculturalità e dell'integrazione in Europa", avente sede amministrativa a Messina.
E’ inoltre attivato il corso di perfezionamento in "Gestione dell'ambiente e del paesaggio”.
E' attualmente in corso di istituzione il Centro Interdipartimentale di Ricerca "Ambiente alpino.
Conoscenza evoluzione gestione", in collaborazione con i Dipartimenti di Scienze della Terra, di Informatica
e comunicazione, di Biologia.
La Geografia è stata inoltre insegnata, a partire dal primo ciclo (a.a. 1999/2000), nella Scuola di
Specializzazione per l’Insegnamento Secondario dell’Ateneo; essa è stata parte essenziale delle discipline
impartite per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento delle Classi 43/A, 50/A, 51/A, 52/A. Dall’a.a.
2001/02 è stata inoltre attivata, ad anni alterni, la Classe 39/A (specifica per la Geografia). Durante tali anni,
la disciplina ha coinvolto in lezioni frontali, laboratori, esami, tesi finali, decine di docenti e molte centinaia di
specializzandi.
E’ quindi di fronte a uno scenario in cui l’Istituto di Geografia umana si pone quale centro di un elevato
numero di attività scientifiche e in cui si profila la possibilità e la necessità di allargare ulteriormente
l’orizzonte della ricerca in campo geografico e ambientale, ponendo attenzione ai nuovi processi di una
società in evoluzione, in cui non solo la geografia ma anche la psicologia, l’antropologia e le altre discipline
sopra ricordate possono e devono fornire un contributo essenziale alla comprensione e alla gestione di
dinamiche complesse. Quest’impegno scientifico deve poi contribuire alla realizzazione di un livello elevato
della didattica, garantendo una preparazione adeguata, in termini di standard internazionali, agli studenti dei
vari livelli formativi della Facoltà.
Per questi motivi i proponenti ritengono indilazionabile la fondazione del Dipartimento, come struttura
capace di garantire lo sviluppo della ricerca e della didattica in una situazione così ricca e differenziata e, nel
contempo, di continuare e sviluppare la tradizione scientifica della Geografia e delle altre discipline
interessate e di salvaguardare le iniziative realizzate in passato, sempre più accreditate a livello nazionale e
internazionale.
Le attività di ricerca caratterizzanti la nuova struttura saranno comprese nelle seguenti aree:
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l’ambito geografico, e in particolare:
- paesaggio, beni culturali e ambientali, comunicazione ambientale
- il "paesaggio costruito" (da quello urbano ai paesaggi montani e collinari terrazzati);
- popolamento e sviluppo nelle aree montane, con riguardo anche alle variazioni climatiche in epoca
storica;
- studi migratori in prospettiva storica e attuale;
- studi sulla città contemporanea e sulla metropoli;
- storia dei viaggi e del turismo, turismo tradizionale e "alternativo" (turismo culturale, ecoturismo);
- geografia regionale dell'Oceania e dell'Asia Orientale, dei paesi dell’Europa centrale e balcanica, delle
aree francofone, dell’Africa;
- geografia culturale (culture dei popoli e paesi del mondo, problemi interetnici e rapporto fra beni
culturali e "culture dei luoghi");
- il viaggio, la geografia, il sapere geografico.
la Psicologia, con particolare riferimento alla Psicologia ambientale e alla Psicologia culturale. Grande
attenzione verrà data allo studio dei campi emergenti nella disciplina, come ad esempio gli aspetti
cognitivi della percezione sociale e ambientale, le neuroscienze, la psicologia della società
postmoderna, la psicologia della società interculturale.
l’Antropologia, con particolare riferimento all'Antropologia culturale e all'Antropologia sociale. Sempre
nell'ambito delle discipline demoetnoantropologiche verrà data attenzione allo studio delle etnologie
areali, allo studio antropologico della contemporaneità e delle modalità di percezione, rappresentazione
e organizzazione dello spazio nelle differenti società.
In questo contesto vanno considerati gli auspicabili sviluppi delle discipline attualmente attivate e la
possibile introduzione di nuove discipline, che devono mirare al continuo aggiornamento dei contenuti e dei
metodi, andando incontro agli avanzamenti della ricerca e alle richieste della didattica. Le varie attività
potranno trovare ulteriore crescita attraverso la partecipazione alla Scuola di dottorato della Facoltà,
l’attivazione di nuovi accordi con altri dottorati di ricerca istituiti presso Università italiane e straniere,
l’introduzione di nuovi corsi di perfezionamento, nonché di altri organismi didattici e di ricerca equivalenti.
L’attività scientifica del Dipartimento potrà altresì concretarsi in specifiche collaborazioni con altri Enti
di ricerca cittadini, regionali, nazionali e internazionali, così come con Istituzioni attente alla gestione attiva
delle problematiche ambientali, territoriali, psicosociali di una società in trasformazione.
Il Dipartimento avrà sede nel complesso edilizio sito in via Festa del Perdono n. 7, negli spazi
attualmente occupati dall’Istituto di Geografia umana.
Il Dipartimento rileverà la biblioteca specializzata dell’Istituto che raccoglie 30.000 volumi, nonché
un’importante collezione di Atlanti, anche di valore storico.
Alla nuova struttura afferiranno 6 professori ordinari, 2 professori associati e 7 ricercatori. Afferiranno
altresì le unità di personale in servizio presso il predetto Istituto (e precisamente: 1 unità Cat. C5 dell’area
amministrativa; 1 unità Cat. C1 dell’area delle biblioteche), nonché le altre unità che il Consiglio di
Amministrazione assegnerà al Dipartimento.
Si chiede che la Commissione per la Ricerca scientifica e il Trasferimento tecnologico voglia
esprimere il proprio parere in ordine alla costituzione del Dipartimento di Geografia e scienze umane
dell’ambiente, nonché in merito alla disattivazione dell’Istituto di Geografia umana.
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