IL PROGRAMMA
Il complesso progetto artistico e formativo prenderà il via giovedì 4 ottobre alle
ore 19 presso il nuovo Teatro alla Corte di Pontescodogna di Collecchio
(ristrutturato anche con finanziamenti regionali).
Lo spettacolo sarà preceduto, dalle ore 15 alle ore 18, da una tavola rotonda
sulla psichiatria organizzata dal Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL di
Parma che, in attesa del trentennale della Legge Basaglia, permetterà di fare
una ricognizione scientifica sul disagio mentale, alla pre senza di operatori
territoriali e docenti universitari.
La tavola rotonda, dal titolo Terre di confine. Le reti di cura del disagio
giovanile tra clinica e cultura vedrà gli interventi della dottoressa Maria
Lazzarato, Direttore generale Ausl di Parma, d el dottor Mirko Moroni,
Coordinatore delle prestazioni socio sanitarie Ausl di Parma, della dottoressa
Maria Zirilli, responsabile neuropsichiatria infantile Ausl di Parma, del dottor
Rocco Caccavari, Presidente del Festival “Natura Dèi Teatri”, del dottor
Antonio Lunardini, Dirigente della Fondazione Cariparma, del dottor Sergio
Dazzi, psichiatra, della dottoressa Adele Tonini, Responsabile spazio immigrati
Ausl di Parma e della dottoressa Laura Fruggeri del Dipartimento di Psicologia
dell’Università di Pa rma. La tavola rotonda sarà condotta da Romano Superchi,
psicologo dell’AUSL di Parma.
Esito performativo del laboratorio teatrale realizzato nel 2006 da Lenz
Rifrazioni, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL di
Parma e presentato durante l’undicesima edizione del Festival Natura Dèi
Teatri, lo spettacolo vedrà in scena alcuni ex degenti psichici, ora ospiti del
Centro Polifunzionale P. Corsini di Pellegrino Parmense, insieme alle attrici di
Lenz Rifrazioni Valentina Barbarini e Sandra Soncini. Lo spettacolo, che fa
parte di un ampio progetto quadriennale 2004 -2007 con drammaturgia di
riferimento l’opera teatrale di Georg Büchner (Woyzeck, Lenz, Leonce e
Lena, La Morte di Danton ), rappresenta una tappa fondamentale del percorso
teatrale che ha messo al centro della poetica e dell’estetica di Lenz Rifrazioni
la sensibilità psichica dell’attore contemporaneo. LEONCE UND LENA,
esprimendo con pienezza formale il valore artistico raggiunto dall’esperienza,
è stato ritenuto un PROGETTO SPECI ALE DELLA REGIONE EMILI AROMAGNA, dalle caratteristiche ideali per la presentazione in diverse città
della regione coinvolgendone Enti locali, Università e Strutture teatrali in esse
operanti.
Dopo Collecchio la successiva tappa del breve tour sarà giovedì
18 ottobre presso il Teatro Diego Fabbri di Forlì (in Corso Diaz,
47), giovedì 25 ottobre lo spettacolo verrà messo in scena presso
la Sala San Francesco di Ferrara (Piazza San Francesco, 7
angolo via Terranova, via Savonarola ). Giovedì 28 febbrai o 2008
Leonce Und Lena verrà presentato presso i Laboratori Dms Teatro
di via Azzo Gardino 65/a a Bologna ed inserito nel progetto a cura
di Cristina Valenti per le attività di teatro danza musica e cinema
LA SOFFITTA 2008 promosse dal Centro La Soffitta d el
Dipartimento di Dipartimento Musica e Spettacolo Al ma Mater
Studiorum - Università di Bologna. In ognuna di queste città
operano attivamente strutture impegnate in progetti di cultura
teatrale contemporanea e istituzioni universitarie sensibili a
percorsi formativi fortemente innovativi. Oltre alla presentazione
dell’evento teatrale nelle diverse sedi, il progetto prevede la
realizzazione di seminari di approfondimento, proiezioni di
materiali documentari, stages.
La storia del Principe Leonce e della Pr incipessa Lena, costretti a
sposarsi dal Re Pietro, padre di Leonce, acquisisce una nuova
forma drammaturgia ed artistica grazie al lavoro condotto con attori
ex-degenti psichici. I due giovani, destinati al matrimonio senza
mai essersi visti prima, non ac cettano le imposizioni delle famiglie
e fuggono: Leonce con un giovane filosofo vagabondo di nome
Valerio e Lena con la sua governante. Leonce e Lena si incontrano
per caso in una locanda e, senza sapere le rispettive identità, si
innamorano reciprocamente .
Il Laboratorio Teatrale Speciale_ AUSL è un progetto di
sensibilizzazione teatrale rivolto ad ex lungo degenti psichici ospiti
di comunità terapeutico -riabilitative. Attivo dal 2000 viene
realizzato da Lenz Rifrazioni in collaborazione con AUSL Dipartimento di Salute Mentale. Oltre alle opere di Büchner, il
Faust di Goethe, La vita è sogno di Calderón de la Barca sono le
drammaturgie esplorate nel corso degli anni e i cui esiti
performativi sono stati presentati al pubblico nell’ambito delle
ultime sette edizioni del Festival Internazionale Natura Dèi Teatri.
Si tratta di un percorso pluriennale che ha l'obiettivo di dare
forma alla sensibilità degli attori disabili psichici attraverso
l'esplorazione del linguaggio teatrale. E’ un processo di lavoro che
si definisce nella ricerca del “verbo” pedagogico, capace di
costruire il ponte tra le visioni immaginifiche dell'irrazionale,
potentissimo nei soggetti sensibili, e le azioni corporee e reali
dell'esperienza teatrale.
La struttura del Laboratorio si artic ola in un complesso lavoro di
lettura, drammatizzazione, elaborazione scenica condotto dalla regista Maria
Federica Maestri, e un lavoro di traduzione, drammaturgia e imagoturgia
curato da Francesco Pititto. Nella pratica didattico -formativa di
Lenz Rifrazioni il processo di acquisizione linguistica, gestuale e
verbale, si innesta fondativamente sull’elaborazione scenica del
corpus testuale di riferimento. Il progetto quadriennale 2004_2007
ha come drammaturgia di riferimento l'opera teatrale di Georg
Büchner, e in particolare quattro testi come oggetto di
elaborazione: WOYZECK, LENZ, LEONCE E LENA, LA MORTE DI
DANTON. Capolavori del massimo drammaturgo romantico
tedesco, queste opere rappresentano per Lenz Rifrazioni le sintesi
poetiche fondamentali del pro prio teatro.
“E’ come se dopo aver tolto l’ultima maschera -commenta la
direttrice artistica Maria Federica Maestri - fosse venuta via anche
la faccia. E’ rimasto il contorno di quel viso, il vuoto riempie di
vuoto la sagoma. Vuoto e sagoma compongono la n uova effigie
dell’attore non più paziente, dell’uomo o della donna a cui è stata
strappata via la faccia qualche decennio fa. “In effigie, in effigie!”
deve avvenire il nuovo matrimonio con la nuova realtà, con la
seconda vita che tutto vuol sapere della p rima. Ognuno è Lenz, o
W oyzeck o Marie, o Leonce o Lena, o Danton o Julie perché
ognuno ha la sua storia che contiene tutti e tutto. Solitudine e
parte di un tutto naturale, visioni e frastuoni silenziosi, oziosità
imposta e desiderio inappagato, mutamenti che scorrono troppo alti
per potervi partecipare. “Non ho voglia di continuare. Non voglio
far rumore/In questo silen zio con le chiacchiere dei miei passi/E
l’ansimare del respiro./So di una malattia che fa perdere la
memoria./La morte deve essere un po’ così.” E’ come se, per
ognuno, la memoria fosse tornata e la morte posizionata un po’ più
distante, tutti alla ricerca di un po’ di materia per dare corpo alla
faccia strappata via. Metamorfosi contemporanea di resurrezione
della carne nel work in progress di un’opera incompiuta”
Il progetto Büchner_Leonce und Lena è realizzato grazie al
sostegno di:
Ausl di Parma-Dipartimento di Salute Mentale
Fondazione Cassa di Risparmio di Parma
Regione Emilia Romagna_Provincia di Parma
Comune di Collecchio_Domus - Parma coop. sociale Onlus
In collaborazione con Centro Polifunzionale P. Corsini di Pellegrino
P.se
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