ANTEPRIMA_LE VIE DEI FESTIVAL 2012
Le Vie dei Festival in collaborazione con il Teatro di Roma, presenta dal 12 al 15 aprile un’anteprima dello
storico festival, ospitando una personale dedicata al lavoro del Belarus Free Theatre, con la presentazione di
tre spettacoli e un laboratorio realizzato con l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D’Amico, una
mostra e un incontro pubblico. I Belarus, già protagonisti del festival nel 2010, porteranno al Teatro India una
prima nazionale, ‘A flore for Pina Baush’ e altri due spettacoli mai rappresentati a Roma, ‘Generation Jeans’ e
‘Being Harold Pinter’.
Il Belarus Free Theatre è stato fondato a Minsk nel 2005 per volere del drammaturgo e giornalista Nikolai
Khalezin e della drammaturga Natalia Kolyada che da allora lo dirige.
La Compagnia, è stata invitata nei maggiori festival dove ha espresso con forza il suo progetto di resistenza alla
violenza del potere nel loro Paese. L’impegno sociale e politico del loro fare teatro, è accompagnato da una
straordinaria capacità tecnica ed artistica, e da una forte poesia che ha emozionato il pubblico di tutta Europa.
La compagnia condannata in Bielorussia ad agire in condizioni di clandestinità ed è l’unica istituzione culturale
al mondo ad aver ricevuto il Premio dei Diritti dell’Uomo della Repubblica Francese.
Una voce di dissenso, fuori dal coro, una voce che lotta per la democrazia e per l’arte, che combatte tra mille
difficoltà e rischi come il vivere schedati e non poter avere una sede di lavoro.
Prove e rappresentazioni si svolgono nella totale clandestinità, in appartamenti privati che, per motivi di
sicurezza, e a causa del rischio di irruzioni da parte della polizia, in campagna dove il pubblico viene convocato
il più tardi possibile grazie ad un tam tam sotterraneo e ufficioso, in una sorta di rave in forma di teatro. I
membri del gruppo sono oggetto di continui attacchi da parte delle autorità; sottoposti a pressioni psicologiche
e non solo – alcuni dei membri del collettivo sono stati incarcerati – gli attivisti del Belarus Free Theatre
rischiano quotidianamente la propria incolumità e quella dei propri familiari. Di loro è stato scritto che recitano
come se fosse sempre l’ultima volta: un’affermazione che ben rappresenta il loro lavoro.
Contro-informazione, politica messa in scena, teatro-giornale: sono solo alcuni degli ingredienti che
caratterizzano l’attività del Belarus Free Theatre. Un impegno eccezionale quello di questi artisti che hanno
trovato l’appoggio e il sostegno di personalità eccellenti del teatro e della cultura come Vaclav Havel,Mick
Jagger, Arthur Kopit, Mark Ravenhill, Tom Stoppard e Harold Pinter.
Di loro Tom Stoppard ha detto: “Rispetto al mio teatro, quello che ho visto è molto più vicino al teatro vero,
alle sue origini, al suo obiettivo” e Harold Pinter: “Belarus Free Theatre ci riconsegna l’essenza del teatro”
12 aprile ore 21.00_PRIMA ROMANA
GENERATION JEANS
scritto da Nikolai Khalezin in collaborazione con Natalia Koliada
regia e interpretazione Nikolai Khalezin
musical fusion di DJ Laurel (Lavr Berzhanin)
produttori Natalia Koliada, Nikolai Khalezin
assistenti Irina Yarochevitch, Maryia Vavokhina
Un monologo sulla cultura dei jeans, sulla musica rock, su quelle che sono diventate icone e simbolo di libertà.
Generation Jeans è questo ma non solo. La storia è ambientata in Unione Sovietica, nel tempo in cui i jeans e il
rock erano proibiti e i venditori di jeans venivano arrestati dai servizi segreti. Da qui il monologo muove verso la
realtà attuale del regime dittatoriale in Bielorussia, raccontando il rapimento e l’arresto del protagonista e dei
suoi compagni. Il testo è un’ode a quelle generazioni che rifiutano di essere imbavagliate e che in ogni contesto
storico lottano ed hanno lottato per la libertà del proprio Paese. Molti paesi hanno sacrificato una generazione
per la libertà del proprio paese. Nikolai Khalezin protagonista in scena e anche regista ci parla delle esperienze
di Paesi come Lituania, Polonia e Cecoslovacchia. Un teatro essenziale i cui protagonisti sono soprattutto i
diritti.
spettacolo in lingua russa sottotitolato in italiano
13 e 14 aprile ore 21.00_PRIMA NAZIONALE
A FLOWER FOR PINA BAUSCH
Regia Vladimir Shcherban, Concept Natalia Koliada, Nikolai Khalezin, Vladimir Shcherban
Con Pavel Gorodnitski, Yana Rusakevich, Oleg Sidorchik, Denis Tarasenko, Marina Yurevich, Irina Yaroshevich,
Hanna Slatvinskaya
Assistenti Svetlana Sugako, Aliaksei Shyrnevich
Produzione Natalia Koliada, Nikolai Khalezin
‘A Flower for Pina Bausch’ diretto da Vladimir Shcherban è la logica continuazione ed evoluzione della linea
documentaristica teatrale della compagnia. Al suo interno vi sono quelle esperienze personali degli attori, che
possono essere descritte dalla frase ‘opportunità mancate’. Qualcosa di non finito, non detto, e non raggiunto,
tutto questo riemerge nella coscienza, andando a pescare nelle emozioni anno dopo anno rendendole libere e
portandole a galla.
Per diversi mesi i membri della compagnia, mentre lavoravano allo spettacolo, hanno fatto un viaggio in ogni
angolo nascosto del proprio passato e del proprio presente. Il risultato di questo percorso è diventata una
performance con una stanza piena di emozioni di ogni genere: dall’isteria silente di un uomo che ha perso due
figli, al riconoscimento tardivo di un amore, dal sussurro del desiderio di avere un figlio dal proprio marito, alle
lacrime versate per un amore esistente ma impossibile tra due donne; dal panico generato da una futura
confessione, all’impaziente desiderio di vedere il proprio figlio dopo il divorzio dalla moglie… La scena finale
dello spettacolo ‘esplode’ nella sala, quando attori e attrici si fanno il bagno nel cioccolato fuso: un aroma che
offre un gusto che sa di ‘ormone della felicità’, capace di far uscire da quella spirale delle opportunità mancate.
Quegli intenti che gli attori perseguono disperatamente sulla scena, non sembrano affatto artificiali o
angosviati, piuttosto sono in modo totalmente paradossale tipici nella loro unicità per lo spettatore che assiste.
La varietà delle emozioni e dei movimenti proposto da Vladimir Shcherban si riferiscono in maniera molto
accurata alla geniale coreografa Pina Bausch, che una volta disse: ‘Non sono interessata a come la gente si
muove, ma a cosa la faccia muovere’. In questo spettacolo dei Belarus Free Theatre un’analisi di ciò che fa
muovere la gente diventa dominante, offrendo agli spettatori un’immagine del moderno comportamento
umano grazie a un mosaico di azioni realizzate e non realizzate a prescindere dalla razza, dall’età, nazionalità o
religione.
Spettacolo in russo e bielorusso con sovra titoli
15 aprile ore 19.30_PRIMA ROMANA
BEING HAROLD PINTER
adattamento e regia di Vladimir Shcherban
con Nikolai Khalezin, Pavel Gorodnitski, Yana Rusakevich, Oleg Sidorchik,
Anna Solomianskaya, Denis Tarasenko, Marina Yurevich
Dedicato al grande drammaturgo scomparso, questo lavoro si basa su alcuni suoi testi teatrali (Ritorno a Casa,
Ceneri alle ceneri, Il nuovo ordine del mondo, Il bicchiere della staffa, Il linguaggio della montagna), sul suo
discorso di accettazione del Premio Nobel, e su brani di lettere di prigionieri politici bielorussi.
Uno spettacolo che affronta il tema della violenza nelle sue forme più disparate: in famiglia, nelle istituzioni
sociali e come fondamento delle relazioni internazionali.
Spettacolo in lingua bielorussa e russa sottotitolato in italiano
LINK AD ARTICOLI E VIDEO
http://www.guardian.co.uk/stage/2005/oct/01/theatre
http://www.nytimes.com/2009/09/23/arts/23iht-beltheater.html?_r=1
http://dramaturg.org/?lang=en&menu=expand_article&article_id=2914895613
http://www.guardian.co.uk/stage/2009/jan/05/theatre-pinter
http://www.youtube.com/watch?v=YhQwCULGzp0
http://www.youtube.com/watch?v=chAgv5GuZHY
http://www.youtube.com/watch?v=tEY6PaoLGhA
http://www.youtube.com/watch?v=g1ja3CvzVZQ
http://www.youtube.com/watch?v=OaD4cmwfKiM
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