L’attività sessuale dopo un Infarto Miocardico Acuto
Molti malati di cuore temono che fare l'amore possa provocare problemi.
In più di otto casi su 10, chi si riavvicina al sesso dopo un infarto o un intervento
chirurgico al cuore aspetta mesi. La paura che l'attività sessuale possa creare
problemi è infatti molto diffusa, anche se nella maggior parte dei casi immotivata.
Chiedere consiglio al medico è sicuramente utile, ma in genere dopo la convalescenza
l'organismo può tranquillamente sopportare lo sforzo richiesto da un rapporto
sessuale. Che è paragonabile a quello che si fa salendo due piani di scale (20 gradini)
di buon passo. Nonostante questi dati rassicuranti, la maggior parte dei malati ha
sempre molti dubbi legati ai rapporti sessuali.
Il medico e l’infermiere possono essere di aiuto nel consigliare il paziente, a patto di
conoscere gli aspetti psicologici, quelli fisiopatologici e quelli farmacologici inerenti la
vita sessuale. Bisogna dire che questi aspetti sono meglio conosciuti per quanto
riguarda l’uomo rispetto alla donna.
La ripresa di normali rapporti sessuali dopo un infarto miocardico è delicata in
relazione al potenziale rischio ischemico (teoricamente molto ridotto grazie al sempre
più frequente ricorso alla rivascolarizzazione miocardica con angioplastica coronarica o
by-pass aorto-coronarico), e aritmico (verosimilmente modesto in pazienti con
funzione ventricolare conservata o solo lievemente ridotta). Non va sottovalutata la
dinamica di coppia, in cui se il soggetto colpito da infarto ha apprensioni relative alla
propria malattia, il partner può manifestarsi “prudente” o del tutto negativo per paura
di stimolare l’infartuato ad un’ attività a rischio. Un adeguato periodo di riabilitazione
motoria può essere rassicurante anche nei confronti della ripresa di una normale
attività sessuale, dimostrando la capacità dell’infartuato di portare a termine
significativi carichi di lavoro. In genere, viene sostenuto che l’attività sessuale con il
partner abituale è meno impegnativa (e quindi meno rischiosa) rispetto a quella con
partner diversi: considerazione ragionevole per quanto non provata scientificamente.
Disfunzione erettile e farmaci
Il problema dell’impotenza nell’uomo viene troppo facilmente attribuito alla terapia
farmacologica (soprattutto i betabloccanti e diuretici), mentre va ricordato che la
disfunzione erettile (meccanismo endotelio-dipendente) può addirittura precedere le
altre manifestazioni cliniche della malattia aterosclerotica sistemica. Fin dall’età
giovanile andrebbe appreso che la regolare attività fisica, l’ astensione dal fumo, la
prevenzione del diabete, il controllo del peso corporeo, della colesterolemia e dei
valori pressori, sono misure di prevenzione della malattia ateromasica nel suo
complesso, inclusa la disfunzione erettile.
Relativamente all’impiego di farmaci adiuvanti l’erezione, ne è consigliabile l’uso a
partire dalle dosi inferiori (es. Viagra 25 mg. o Levitra 10 mg o Cialis 10 mg), per poi
salire gradualmente dopo averne testato l’efficacia e la sicurezza. Bisogna ricordare ai
pazienti che questi farmaci (gli inibitori della fosfodiesterasi-5) impiegati nella terapia
della disfunzione erettile amplificano di molto l’azione dei nitrati, causando ipotensioni
anche marcate e prolungate, che possono indurre ischemia grave nei territori a valle
di lesioni coronariche significative. Più a rischio sono i pazienti con stenosi coronariche
severe o malattia diffusa. Per questo motivo, questi farmaci non andrebbero prescritti
a pazienti in terapia con nitrati (sublinguale, compresse o cerotti).
Conclusioni
Estendendo un aforisma molto appropriato a questa trattazione, se le terapie mediche
e chirurgiche convenzionali si sono dimostrate straordinariamente efficaci
nell'"aggiungere anni alla vita”, un adeguato counseling relativo all’attività fisica e a
quella sessuale possono dimostrarsi particolarmente utili nell’"aggiungere vita agli
anni”. Lo stimolo nei confronti di uno stile di vita meno aterogeno dovrebbe tuttavia
far parte delle politiche socio-sanitarie ed educative fino dall’età giovanile.
Alcune considerazioni e quesiti sull’attività sessuale dopo un attacco cardiaco
o intervento cardochirurgico.
Un infarto o un intervento al cuore possono far diminuire il desiderio sessuale?
FALSO. Non esistono ragioni fisiche che facciano calare il desiderio. Anzi è normale che dopo
la convalescenza si senta il bisogno di riavvicinarsi al sesso. Sono la paura che fare l'amore
possa nuocere alla salute e la depressione, che colpisce circa due cardiopatici su 10, a frenare
il desiderio.
Fare l'amore aumenta battiti cardiaci e pressione?
VERO. Durante un rapporto sessuale i battiti possono arrivare a 145 al minuto e la pressione
si può alzare anche di 50 unità (per esempio la minima può passare da 80 a 130). Tuttavia è
un "cambiamento" di breve durata e che nella maggior parte dei casi non danneggia il cuore.
Appena ci si sente meglio si può riprendere una normale vita sessuale?
VERO. Dopo la convalescenza, quando si sono recuperate le forze e ci si sente pronti, si può
riprendere l'attività sessuale, cercando anche rapporti completi. Di solito si può ricominciare a
fare l'amore dopo quattro settimane da un infarto e dopo due, tre da un intervento al cuore.
Per essere sicuri può servire un test da sforzo.
VERO. Se non ci si sente sicuri a riprendere l'attività sessuale, meglio parlarne con il medico o
con il cardiologo, che potranno prescrivere un test da sforzo. Cioè un elettrocardiogramma
registrato durante un esercizio alla cyclette che indica se il battito del cuore, la pressione e i
parametri vitali sono buoni: in tal caso si può stare tranquilli.
Ci sono sintomi che indicano un affaticamento del cuore durante i rapporti sessuali.
VERO. Durante l'attività sessuale, è normale che il cuore batta più forte, che la respirazione
sia più veloce e che la pelle si inumidisca. Se però si prova una sensazione di pressione o di
dolore alla mascella, al collo, al braccio, al petto e allo stomaco, oppure si ha il fiatone o i
battiti del cuore sono troppo rapidi e irregolari, meglio parlarne con il medico, che consiglierà i
farmaci più adatti.
Se si hanno dolori al petto durante il rapporto bisogna rinunciare al sesso per sempre.
FALSO. Solo molto raramente i dolori al petto durante l'attività sessuale sono un segnale
d'allarme. In genere si possono evitare con una pastiglia di nitroglicerina o un farmaco simile
(Carvasin 5 mg), da sciogliere sotto la lingua 15-20 minuti prima di fare sesso. Così si aiuta il
lavoro del cuore, impedendo la comparsa dei sintomi.
Se si soffre di cuore si può fare l'amore solo in certe posizioni.
FALSO. Studi recenti hanno dimostrato che non ci sono posizioni vietate, ma solo consigliabili.
Fare l'amore sdraiati su un lato e guardando il partner oppure standogli alle spalle, per
esempio, può risultare meno faticoso. Chi ha problemi di respirazione, invece, può sedersi su
una sedia con il partner di fronte, appoggiando bene i piedi a terra.
Chi soffre di cuore non può usare il Viagra, Cialis o Levitra?
FALSO. SOLO chi assume terapia con vasodilatatori, come la trinitrina e i suoi derivati, non
può ricorrere a questi farmaci perché rischia un abbassamento improvviso della pressione e
un malore. Negli altri casi si può prendere: basta che lo prescriva il medico.
Si può fare sesso "soft" già a pochi giorni dall'infarto o dall'intervento.
VERO. Si può quindi praticare il sesso "soft" già quando si torna a casa dall'ospedale.
Il moto può aiutare per riprendere l'attività sessuale.
VERO. Un'attività fisica moderata da fare tutti i giorni, che piaccia e non sia annoiante, può
aiutare a rimettersi in forma. Ha un'azione benefica sulla frequenza dei battiti del cuore che, se
si è allenati, sale poco durante i rapporti sessuali. E riduce la probabilità che si manifestino
dolori al petto. Lo sport giusto va consigliato dal medico. In genere vanno benissimo le
passeggiate, il nuoto, la bicicletta o la cyclette.
I farmaci possono influenzare il desiderio e le prestazioni sessuali.
VERO. Molti medicinali necessari dopo un infarto o un intervento al cuore possono dare
impotenza ed eiaculazione precoce nell'uomo e una minore lubrificazione vaginale con dolori ai
rapporti nella donna. Tra questi, i farmaci contro la pressione alta, i tranquillanti, gli
antidepressivi e quelli contro aritmie e angina. Se si verifica un disturbo sessuale, bisogna
parlarne con il medico. Spesso basta cambiare le dosi o il farmaco per risolvere il problema.
L'alcool può stimolare la voglia di fare l'amore?
FALSO. Una piccola quantità d'alcool, come 1bicchiere di vino ai pasti, può aiutare a superare
le tensioni. Ma gli alcoolici possono anche favorire la depressione e causare problemi di
impotenza, che a lungo termine possono diventare costanti.
Se il malato non ne vuole sapere del sesso il partner deve solo aspettare?
FALSO. Se il malato si rifiuta di fare l'amore, bisogna parlarne insieme, eventualmente anche
con il medico, il cardiologo e il sessuologo. Solo così si può ritrovare una sessualità felice.
Attività sessuale, causa di infarto miocardico ?
I Ricercatori della Divisione di Medicina Sociale del Karolinska Institutet a Stoccolma in
Svezia, hanno intervistato 699 pazienti ricoverati in unità coronarica per infarto miocardico
acuto e partecipanti al Stockholm Heart Epidemiology Programme (SHEEP).
Solo l'1,3% dei pazienti aveva svolto attività sessuale durante le due ore prima
dell'insorgenza di infarto miocardico, senza tuttavia avvertire alcun segno premonitore.
Il rischio relativo di infarto miocardico è stato di 2,1 dopo un’ora dall'attività sessuale,
mentre il rischio tra i pazienti con vita sedentaria, rispetto a chi svolge attività fisica
regolare, è risultato essere 4,4.
L'aumentato rischio di infarto miocardico dopo attività sessuale e l'ulteriore aumento del
rischio tra i soggetti con scarsa attività fisica forniscono sostegno all'ipotesi che l'attività
sessuale possa scatenare un infarto miocardico.
Tuttavia il rischio assoluto risulta molto basso. Pertanto l'attività sessuale una volta alla
settimana aumenta il rischio annuale di infarto miocardico solo leggermente.
Gli Autori consigliano di incoraggiare i pazienti a svolgere una vita fisicamente attiva e di
non ostacolare l'attività sessuale.
Dott. Giancarlo Piovaccari ------- Direttore Dipartimento Malattie Cardiovascolari-Rimini
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