CAPITOLO 18
La situazione politica in Europa e in Italia
Tra gli stati europei vi fu un nuovo periodo di guerre a causa delle lotte dinastiche. La Francia uscita vittoriosa dalla guerra
dei Cent’Anni si apprestava a divenire la monarchia più potente d’Europa grazie anche al re Luigi XI che seppe consolidare
la sua autorità assoluta sopra anche alle assemblee. La Francia volle espandersi ai danni del Duca di Borgogna, Carlo il
Temerario. Dopo la morte di Carlo i suoi possedimenti passarono a sua figlia Maria che si sposò con il futuro Imperatore
Massimiliano d’Asburgo per difendere i territori dalle mire di Luigi XI. Questo portò all’attrito tra la casata di Francia e
quella degli Asburgo. Il regno Francese puntò anche l’Italia, in seguito all’annessione della contea D’Angiò al regno di
Francia il re rivendicò la sua successione al trono del regno di Napoli e nello stesso tempo Luigi II duca d’Orleans, essendo
imparentato con i Visconti chiese il diritto di successione sul ducato di Milano. In questo modo la Francia sperava di
aumentare le proprie ricchezze e eliminare la dipendenza commerciali dalle più operose città italiane; ebbe anche l’appoggio
di alcuni Signori italiani che speravano nell’indebolimento di altri e di poter incrementare i commerci con l’estero.
L’Inghilterra, che non aveva ancora il controllo sulla Scozia e sull’Irlanda, contrariamente a quanto avveniva in Francia si
avviava verso un governo dove il re era sotto il controllo del Parlamento con la camera dei Commons (comuni, bassa) che
aveva preso il sopravvento sulla camera dei Lords (alta). La dinastia Tudor regnante in Inghilterra dovette far fronte alle
imposizioni fiscali della Chiesa soprattutto dopo la predicazione di Wycliffe e ai signori feudali. In questo periodo si ebbe lo
sviluppo della borghesia e di una prima forma di capitalismo basato sulla produzione di panni di lana , e si assistette alla
formazione di una flotta con la quale poté procurarsi il dominio sui mari.
Esisteva ancora, solo formalmente, il Sacro Romano Impero sotto gli Asburgo, ma le terre erano in mano alle maggiori
città che erano sovrane all’interno dei propri territori e si riunivano una volta all’anno in una dieta per trattare gli affari di
interesse comune. L’imperatore pensava solo ad amministrare i propri territori.
Anche in Spagna si formò una monarchia accentrata ma era strettamente condizionata dalla religione. In Spagna fu
istituito il tribunale dell’Inquisizione sotto il comando del crudele Tomas de Torquemada che andò contro le minoranze
religiose del paese.
I Turchi scelsero come capitale la vecchia Costantinopoli, chiamata Istambul. Essi conquistarono la penisola balcanica ed
in seguito con Solimano il Magnifico riuscirono a conquistare il regno d’Ungheria. Anche Venezia e Genova furono
attaccate dai Turchi.
La Russia tentò di espandersi prima ai danni dell’impero Ottomano con l’imperatore Ivan III che essendo genero
dell’ultimo imperatore bizantino rivendicava i territori ottomani e poi ai danni dei regni di Polonia e Lituania che riuscirono
a respingere lo zar Ivan IV il terribile.
In Italia vi erano troppi Stati regionali che anche se fiorenti la rendevano una terra facile da conquistare. Nel 1494 il re
francese Carlo VIII rivendicò il trono del regno di Napoli che era degli Angioini ma ora era senza capo dopo la morte
dell’ultimo Aragonese. Ludovico Sforza detto il Moro aiutò il re francese poiché temeva che gli Aragonesi potessero
ristabilire a capo del ducato di Milano Gian Galeazzo. Carlo VIII progettava una nuova crociata per arricchirsi con i
commerci con l’Oriente e voleva utilizzare il sud come base operativa. Anche il papa Alessandro VI, Rodrigo Borgia lascio
passare senza problemi il re Carlo VIII per i suoi territori poiché sperava in un aiuto nel riconquistare le sue terre dove
regnavano troppi signorotti locali. Tutta l’Italia lasciò passare l’esercito di Carlo VIII e il 1494 rappresenta il primo degli
anni miserabili per la storia italiana. Dopo che Carlo fu arrivato a Napoli i principi italiani capirono che la presenza francese
poteva essere minacciosa e si unirono in una Lega, che con il supporto dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo e del re di
Spagna Ferdinando fece ritirare Carlo VIII. La ritirata francese fu vantaggiosa per Venezia che si impadronì di porti
sull’adriatico e per la Spagna che prese la Calabria.
Luigi XII re francese successore di Carlo VIII imparentato con i Visconti rivendicò il suo diritto di successione sul ducato
di Milano e si impadronì di esso. Dopo con l’aiuto Ferdinando di Spagna puntò verso Napoli e lo occuparono. Al
momento della spartizione dei territori scoppiò una guerra tra Francia e Spagna che si concluse con la vittoria di
Ferdinando; il regno di Napoli andò alla Spagna e il ducato di Milano ai Francesi.
Cesare Borgia, detto il duca Valentino, aiutato dal papà papa Alessandro VI cercò di riconquistare i territori dello Stato
Pontificio occupati dai signori. In un primo tempo riuscì nella sua impresa, ma la morte improvvisa del padre e la nomina a
papa di Giulio II nemico dei Borgia lo portarono alla fuga in Spagna dove morì.
A Firenze Piero de Medici successore di Lorenzo fu cacciato da una sommossa popolare in seguito al mancato contrasto nei
confronti dell’imperatore Carlo VIII. Fu istituito un governo repubblicano guidato da Girolamo Savonarola, un frate
domenicano che conquisto i favori del popolo grazie alle sue prediche contro la corruzione e l’immoralità del clero.
Savonarola fece approvare leggi favorevoli per il popolo e la repubblica fiorentina prevedeva la partecipazione del popolo e
della bassa e media borghesia. Savonarola fu nemico dei Medici e degli Borgia, soprattutto di Alessandro VI che era un papa
nepotista e aiutava suo figlio Cesare e per questo ebbe molti oppositori, i palleschi e gli arrabbiati che non volevano la
repubblica lo catturarono dopo essere stato scomunicato dal papa e fu condannato al rogo in Piazza della Signoria come
eretico. Savonarola anticipò Martin Lutero.
Giulio II il successore di Alessandro VI si mostrò dotato di straordinaria energia e eccezionale spirito guerriero, riuscendo a
riconquistare i territori dello Stato della Chiesa, allontanò Venezia dalla Romagna e favorì il rientro dei Medici a Firenze
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