MONTE PASUBIO – NOTA STORICA
Nodo strategico della linea del Fronte Adamello/Fiume Brenta nella Guerra 15/18.
Si contrapposero gli eserciti dell’Impero Austro-Ungarico e quello del Regno d’Italia.
Due anni e mezzo di lotte continue e sanguinose, migliaia di morti.
Sul fronte, presieduto da truppe speciali (da parte austriaca prima dai landesschutzen poi da
kaiserjager, da parte italiana dagli alpini della I Armata) ci fu una relativa calma per circa 50
anni, dalla fine della 3° Guerra d’Indipendenza fino all’anno 1915.
Da ambo le parti ci si rese conto dell’importanza strategica della zona del monte Pasubio; per gli
austriaci per invadere la pianura vicentina e prendere alle spalle il nemico impegnato sul fronte
dell’Isonzo, da parte italiana per riconquistare il territori appartenuti all’Italia.
24/05/1915. INIZIO OSTILITA’
-23/05/1915 dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria,
-24/05/1915 gli Italiani con il BTG Alpini Vicenza occupano il Monte Pasubio, in seguito il Col
Santo, Monte Testo e il Monte Spil. L’esercito italiano però non seppe approfittare dell’inferiorità
numerica delle truppe austro-ungariche impegnate anche su fronte russo e si attestò sulla linea
appena conquistata.
20/05/1916. ATTACCO AUSTRIACO E CONQUISTA DEL DENTE “AUSTRIACO”
-20/05/1916 gli austriaci iniziano la cosiddetta Strafe Expedition (spedizione punitiva) contro
l’esercito italiano; si combatte corpo a corpo sul Cosmagnon e sul monte Buse. Viene conquistata
la quota 2206 della cresta sommitale che in seguito verrà chiamata “Dente Austriaco” che è
contrapposta alla quota 2220 più meridionale (“Dente Italiano”).
15/06/1916-20/09/1916. ATTACCHI E CONTRATTACHI DA AMBO I FRONTI SENZA
SPOSTAMENTO DI LINEA.
-15/06/1916 contrattacco italiano verso il Col Santo fermato dagli austriaci.
-25/06/1916 arretramento degli austriaci.
-30/06/1916 altro tentativo italiano verso il Dente Austriaco; numerosi cadaveri su Sette Croci,
conquistati avamposti austriaci
-2/07/1916 attacco austro-ungarico per la conquista dell’intera zona sommitale e per consolidare le
linee di difesa su Monte Testo, Selletta Comando (tra Cima Palon e Corno del Pasubio); avanzata
dall’alpe Cosmagnon, riconquistati gli avamposti persi il 30/06/1916. Tale azione decimò l’esercito
italiano e devastò le posizioni sulla selletta tra i due Denti. Il tenente Damaggio riuscì a mettere in
efficienza due mitragliatrici e fermò il nemico (in onore del gesto la selletta porta il suo nome).
“In una sola giornata furono sparati più di 22.000 colpi, solo quel giorno gli italiani persero 630
soldati ed ebbero 1725 feriti più 400 dispersi”.
-17/07/1916 nuovo attacco austriaco per distruggere la postazione italiana detta dei “sacchi a terra”
defilata a sinistra della punta del Dente Austriaco. L’attacco fu respinto e procurò numerose vittime
tra le fila austriache.
-09/08/1916 attacco austriaco; lotta corpo a corpo, gli austriaci conquistarono provvisoriamente
nuove postazioni che vennero subito distrutte dall’artiglieria italiana.
-10/09/1916 attacco dell’esercito italiano sul fronte Cosmagnon/Denti/Sette Croci; conquista
temporanea dell’avamposto del Dente Austriaco.
-20/09/1916 inattesa nevicata di 50 cm.
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09/10/1916-20/10/1916. NUOVO ATTACCO IN GRANDE SCALA DEGLI ITALIANI PER
LA CONQUISTA DEL COL SANTO CON 7.500 UOMINI TRA FANTI, ALPINI ED
ARTIGLIERI.
09/10/1916 ore 6,30 attacco italiano con l’artiglieria su Cosmagnon, Dente e Sette Croci con mortai,
obici e bombarde, queste allo scoppio spazzavano sassi e terra dappertutto.
Il bombardamento durò tutto il giorno devastando le postazioni austriache. Alle 17 battaglia corpo a
corpo, gli italiani conquistarono il caposaldo del Dente Austriaco. Gli austriaci arretrarono sul
Monte Roite subendo perdite di circa 900 uomini e alla sera con contrattacco riconquistarono il
caposaldo.
12/10/1916 nuovo attacco notturno degli italiani contro la postazione catenaccio alle spalle del
Dente Austriaco, benché superiori di numero gli italiani furono dispersi dall’artiglieria austriaca.
17/10/1916 nuovo attacco italiano.
18/10/1916 contrattacco austriaco per riconquistare interamente il Dente Austriaco.
19/10/1916 triplice assalto austriaco, alle 17 nuovo attacco italiano su tutto il fronte; dopo un breve
successo sul Dente e Sette Croci gli italiani dovettero ripiegare.
L’Esercito austriaco aveva l’ordine di tenere a qualsiasi costo il proprio Dente e pensò di costruire
delle gallerie per far saltare il Dente nemico.
20/10/1916 nuovo ed insistente attacco italiano, questa volta ai soldati mancò la carica degli
attacchi precedenti, una bufera di neve determinò una breve sosta, si combattè corpo a corpo (i corpi
dei soldati morti dei due eserciti si trovarono uno sull’altro).
In questi 11 giorni la linea del fronte non cambiò, gli austro-ungarici persero 3.450 uomini, gli
italiani tra ufficiali e militari 4.370.
Il Monte Pasubio rimase per i kaiserjager e per gli alpini il monumento di un sacrificio inedito e di
una gloria imperitura.
INVERNO 1916/1917. DAL 21/10/1916 AL 19/05/1917 I RISPETTIVI ESERCITI CHE
PRESIEDEVANO IL FRONTE DOVETTERO COMBATTERE CONTRO L’INVERNO
PIU’ RIGIDO DEL SECOLO.
Pioggia e tempeste di neve, che raggiunse in novembre un metro e 50 di spessore, e valanghe
distrussero baracche e ricoveri provocando decine di morti.
Vennero scavate numerose gallerie nella neve per il collegamento dei capisaldi e postazioni.
A causa della valanghe l’esercito austro-ungarico , tra il 5 e il 14/12/1916, registrò 795 morti, 505
dispersi e 652 feriti. Episodio: sotto una baracca di ricovero costruita sopra la neve, in primavera
trovarono un’intera compagnia, 60 uomini, che era stata sepolta sotto una valanga.
Il 21/11/1916 morì l’Imperatore Francesco Giuseppe I, gli succedette Carlo D’Asburgo.
Nella primavera 1917 gli austriaci si prepararono ad un attacco sul fronte Cosmagnon per la
conquista del Dente Italiano e per verificare se gli italiani stavano minando il Dente Austriaco.
20-21-22 MAGGIO 1917. ATTACCO DEGLI AUSTRIACI SUL FRONTE OVEST DEL
DENTE ITALIANO. PRIMA CON FUOCO DI ARTIGLIERIE POI CON
COMBATTIMENTI CORPO A CORPO. NESSUN RISULTATO IMPORTANTE.
ESTATE 1917. NESSUN CONBATTIMENTO DEGNO DI NOTA. DA AMBO LE PARTI SI
PENSO’ ALLA COSTRUZIONE DI GALLERIE PER DISTRUGGERE GLI AVAMPOSTI
E LE POSTAZIONI DEL NEMICO.
L’estate trascorse tranquilla nonostante il progetto italiano di un nuovo attacco per la riconquista
del Col Santo. Gli austriaci trasformarono il Dente in una fortezza; costruirono numerose gallerie di
collegamento e le postazioni vennero rafforzate col cemento armato. Ci fu un alleggerimento delle
truppe austriache per l’offensiva austro-germanica sul fronte dell’Isonzo (da 27 compagnie si passò
a 11). A fine ottobre ci fu l’inaspettata invasione della Pianura Veneta che portò anche ad un nuovo
attacco sul fronte dei 7 Comuni per l’aggiramento completo dell’esercito italiano.
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Sul Dente Austriaco i lavori, iniziati nell’ottobre 1916 per la costruzione della galleria “Ellison”,
diretta verso il Dente Italiano, procedevano speditamente (al 31/03/1917 era già lunga 127 metri).
I lavori delle gallerie da parte italiano iniziarono nell’estate 1917. Venne costruita una galleria
circolare, la cui entrata era la sella Damaggio, nei cui sbocchi venivano appostati mitragliatori,
cannoni e lanciamine. Sotto Cima Palon fu costruita la galleria intitolata Generale Achille Papa che
era lunga 190m, larga e alta 2.
Il 21/08/1917 gli austriaci bombardavano alcune zone vicino al Dente italiano dove si vedevano
lavori di tubazioni.
29/09/1917-13/03/1918. GUERRA DELLE MINE.
Il 29/09/1917 gli austriaci per primi, alle 0,30, fecero scoppiare sotto gli avamposti avanzati del
Dente Italiano una mina di 500 kg di esplosivo; tra gli italiani si contarono 93 morti.
Proseguirono i lavori da parte italiana per arrivare sotto la selletta tra i due Denti.
Il 2/10/1917 gli italiani minarono la galleria “Napoli”, appena sotto la selletta, con 16.000 kg di
esplosivo; alle 9,30 ci fu lo scoppio che provocò un cratere largo 40 metri e profondo 20 che
devastò la galleria di sicurezza austriaca ma non distrusse la galleria principale “Ellison” che
correva molto al di sotto della line di scoppio.
Ore 16,30 del 22/10/1917. nuova mina italiana da 1000 kg di esplosivo che non provocò nessun
danno agli austriaci.
24/12/1917 ore 5. mina austriaca di 6.400 kg di esplosivo che distrusse un caposaldo e una
postazione di mitragliatrice; si contarono 51 vittime.
21/01/1918 ore 13,30. mina italiana di 600 kg.
02/02/1917 ore 3,00. mina austriaca di 3.800 kg di esplosivo.
13/02/1918 ore 16,45 scoppio di una mina italiana e alle 17,45 inattesa esplosione che provocò
vittime tra gli austriaci.
24/02/1918. attacco strategico di superficie da parte austriaca che distrusse la parte nord del Dente
Italiano.
Lo scavo della galleria “Ellison” raggiunse il Dente Italiano che a questo punto venne divisa in due
tunnel.Vennero create due camere di scoppio, una da 20.000 kg di esplosivo, l’altra da 35.000.
Il 03/03/1918 iniziò il trasporto dell’esplosivo.
Il 05/03/1918 ci fu una esplosione diversiva per ingannare gli italiani.
Il 10/03/2003 gli austriaci iniziarono il caricamento delle camere di scoppio.
Dopo numerosi rinvii fu deciso di far scoppiare le mine il 13/03/1918.
Alle 4,30 le mine esplosero; lo scoppio fece crollare l’intera parte nord del Dente Italiano con
schianto di rocce frantumate, fuoriuscite di gas e di fiamme alte 30metri.
Venne avvolto dalle fiamme per metà anche il Dente Austriaco. Vi furono in tutto 490 morti. Il
Generale D’Avet ammise la perdita di 112 morti tra genio e fanteria.
Con questa esplosione la battaglia sul Pasubio di fermò.
Il 18/05/1918 il Monte Corno di Vallarsa cadde in mano italiane.
Ci fu un contrattacco austriaco che si risolse con nulla di fatto.
Il territorio tra il Monte Corno e il Monte Testo fu bersaglio delle batterie italiane del Cogolo Alto
e del Monte Coni Zugna.
Nuovo progetto italiano poi abbandonato di conquistare il Col Santo.
L’ESTATE 1918 FU RELATIVAMENTE CALMA.
FINE DELLE OSTILITA’.
Il 31/10/1918 arrivò l’ordine dal comando austriaco di retrocedere sulle vecchie postazioni del
maggio 1916.
Il 3/11/1918 fu firmato l’Armistizio tra l’Impero Austro-Ungarico e il Regno d’Italia.
Gli austriaci si arresero alle truppe italiane che non consideravano già operativo l’armistizio.
Grande umiliazione per l’esercito austriaco che combattè con onore e gloria sul fronte del Pasubio.
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