Joan Martinez-Alier
Cenni biografici
Joan Martinez Alier (Barcellona, 1939) è un economista spagnolo, sostenitore dell'economia ecologica e
della decrescita sostenibile, professore di Economia e Storia Economica presso l'Istituto di Scienza e
Tecnologia Ambientale, all'Università autonoma di Barcellona.
E' riconosciuto come uno dei maggiori esperti del nuovo campo di studi dell' “ecologia economica” ed è tra
i membri fondatori dell'Associazione europea di economia ambientale e della Società Internazionale per
l'Economia Ecologica (ISEE), della quale è stato presidente nel 2006-2007.
E' stato ricercatore al St. Antony College (Università di Oxford) dal 1966 al 1973 e nel biennio 1984-1985. Ha
frequentato la Free University di Berlino (1980-1981), la Stanford University, la University of California,
(Davis 1988-89) e la FLACSO in Quito (1994-95). Tra il 1999 e il 2000 fa parte del Program in Agrarian
Studies presso l'Università di Yale nel New Haven. Dal 1990 guida la rivista catalana «Ecologia Politica». È
stato membro del comitato scientifico dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), nonché autore di studi
agrari riguardanti l'Andalusia, Cuba e le montagne del Perù. Grazie a lui è stata introdotta in Spagna la
Storia Ecologica dando, inoltre, un impulso all'ecologismo politico, ha preso parte ad un progetto di ricerca
internazionale di analisi degli standard ambientali conosciuto come Environmental Valuation in Europe
(EVE) fondato dalla Commissione Europea.
All’inizio di questo secolo ha contribuito alla realizzazione del CEECEC (Civil Society Engagement with
ECological EConomics: http://www.ceecec.net/ ), un progetto finanziato dalla Commissione Europea e
concluso nel 2010 che mirava promuovere la collaborazione tra organizzazioni di società civile (CSOs) ed
economisti ecologici nell'analisi di ‘casi – studio’ (http://www.ceecec.net/case-studies/ ).
Attualmente (2014) collabora con EJOLT (Environmental Justice Organizations, Liabilities and Trade:
www.ejolt.org), la prosecuzione ideale del progetto CEECEC, che si occupa di analizzare le cause dei
crescenti conflitti di distribuzione ecologica e le possibilità che possano essere trasformati in forze per la
sostenibilità ambientale.
Idee e concetti
Martinez-Alier intende scardinare la prospettiva dominante del secolo scorso, e tuttora presente, che vede
lo sviluppo economico quale necessario ed unico elemento di crescita sociale, mettendo in relazione
economia, capitale umano e capitale naturale. Egli ritiene che il benessere e lo sviluppo di un Paese non
possa essere valutato e valutabile esclusivamente da fattori economici (PIL), ma soprattutto da elementi di
carattere socio-ambientale. In questo senso egli tiene conto, nelle sue ricerche, di vari indicatori di
sostenibilità che costituiscono una valutazione multi-criteriale, partecipativa e deliberativa.
Uno dei più conosciuti è senza dubbio l' impronta ecologica (EF, ecological footprint:
www.footprintnetwork.org ), che traduce in un singolo numero (espresso in unità di superficie – ettari )
l'uso pro capite di terra per cibo, fibre, legname, nonché l'ambiente costruito e la terra ipotetica necessaria
per assorbire il biossido di carbonio prodotto dal consumo di combustibili fossili. Secondo Martinez-Alier
questo indice, seppur valido, non può essere considerato come l'unica alternativa al PIL: a fianco dell’IE
difatti egli utilizza altri indicatori, come l'Indice dello Sviluppo Umano, l'Indice di Sostenibilità Ambientale,
l'Indice di Felicità Globale e il Gross National Happiness.
Nel tentativo di chiarire la complessità e la vivacità del suo pensiero, vengono riassunti di seguito alcuni
concetti che l'autore elabora nei suoi studi.
Martinez-Alier elabora l'idea di ecologia economica ed ecologia politica.
La prima, nata negli anni Ottanta, si occupa dello studio fisico dell'economia (il metabolismo sociale) e dello
studio dei diritti di proprietà sull'ambiente, che risulta strettamente legato con il termine di giustizia
ambientale, che verrà ripreso successivamente. L'ecologia economica inoltre indaga i temi della
sostenibilità ambientale dell’economia introducendo una riflessione critica rispetto alla possibilità (asserita
dagli economisti) di sostituire il cosiddetto “capitale naturale” con il “capitale industriale”: in pratica, di
equiparare i beni e servizi naturali con dei ‘corrispondenti’ valori monetari. Un altro ambito di ricerca e di
critica riguarda il concetto di “esternalità”, la propensione cioè dell’economia a escludere dalle valutazioni
economiche gli impatti negativi sugli ecosistemi (per es. l’inquinamento di un fiume, l’occupazione di suolo
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da parte di una discarica, ecc.)
L'ecologia politica studia invece la distribuzione e le dinamiche dei conflitti ambientali, ponendo
particolare attenzione agli squilibri di potere che sono alla base dell'acquisizione di risorse e servizi
ambientali. Si occupa anche della delocalizzazione degli effetti negativi dell’inquinamento e dello
smaltimento di rifiuti e sostanze tossiche nei "Paesi del Sud del mondo
Attraverso il tema dell’ecologia politica viene introdotto il concetto di Giustizia ambientale, definito come
ecologismo popolare o dei poveri, oppure razzismo ambientale.
Martinez-Alier denuncia una netta sproporzione dell'inquinamento e sfruttamento tra diverse aree del
mondo, dove i paesi più poveri e i contesti territoriali particolarmente deboli dal punto di vista sociale,
economico e politico sono maggiormente esposti ai rischi e ai danni ambientali. Questo a causa
dell'espropriazione indiscriminata di risorse, degli scarti di produzioni tossiche, dell'estrazione e lavorazione
di materiali nocivi (come ad esempio l'amianto) e dell'insediamento di aree industriali per la produzione di
energia (come ad esempio le centrali nucleari).
In questo contesto si inserisce anche il concetto di giustizia climatica, che valuta responsabilità e costi del
debito climatico. Le organizzazioni per la giustizia ambientale (EJOs) agiscono nell'ambito dei conflitti
ambientali ed ecologici, alimentando la lotta contro l'appropriazione iniqua di risorse e lo smaltimento di
rifiuti.
Si evidenziano inoltre i seguenti aspetti della ricerca di Martinez-Alier. Egli utilizza l'Economia ecologica
intendendola come un particolare approccio alla teoria economica incentrata su un forte legame tra
equilibrio dell'ecosistema e benessere delle persone, in cui il sistema economico è inserito nell'ecosistema,
e non viceversa, tenendo conto dei limiti invalicabili posti dal sistema ambientale.
Un altro concetto che caratterizza trasversalmente gli studi dell'autore è quello di metabolismo sociale ,
(Societal Metabolism Research Line: http://societalmetabolism.org/), che utilizza il concetto biologico
di metabolismo, inteso come insieme di reazioni biochimiche mediante le quali gli organismi scambiano
materiali con l’ambiente circostante, per indagare le relazioni tra le società umane e i sistemi naturali che li
ospitano misurando i flussi di energia, di materia e di informazione che li attraversano.
Martinez-Alier è anche un sostenitore della decrescita economica. Essa trae le sue origini dall'incontro
dell'economia ecologica, dell’ecologia sociale, dell’antropologia economica con gruppi di attivisti
ambientalisti e sociali. È un movimento che ha portato alla nascita di nuovi programmi di ricerca volti allo
studio della sostenibilità e della transizione socio-ecologica. L'autore sostiene la centralità di una ricerca che
metta in relazione aspetti ambientali, tecnologici, demografici, sociali e socio-psicologici.
Pubblicazioni
Libri in inglese:
Martinez Alier, J. (2006). Energy, Economy and Poverty: the Past and Present Debate. In J. Byrne et al. (Ed.)
Transforming Power: Energy, Environment and Society in Conflict , New Brunswick, USA: Transaction
Books.
Ecological Economics from the Ground Up Hali Healy (a cura di), Joan Martinez-alier (a cura di), Leah
Temper (a cura di), Mariana Walter (a cura di), Julien-francois Gerber (a cura di), Routledge, 2013.
In lingua italiana sono disponibili le traduzioni di due suoi libri:
Economia ecologica: energia, ambiente società, Garzanti, 1991
Ecologia dei poveri. La lotta per la giustizia ambientale , Jaka Book, 2009.
Prefazione di Joan Martinez Alier al libro: Conflitti ambientali Biodiversità e democrazia della Terra a cura di
centro di documentazione sui conflitti ambientali Cdca, in collaborazione con Marinella Correggia e
Giuseppe De Marzo
Tra le sue numerosissime pubblicazioni scientifiche segnaliamo, tra le più recenti:
Martinez Alier, J., Pascual, U., Vivien, F., & Zaccai, E. Sustainable de-growth: Mapping the context,
criticisms and future prospects of an emergent paradigm. Ecological Economics, 69 (9), 1741 – 1747, 2010.
Martinez Alier, J., Kallis, G., Veuthey, S., Walter, M., & Temper, L. (2010). Social metabolism, ecological
distrib ution conflicts, and valuation languages. Ecological Economics, 70 (2), 153 - 158.
Martinez-Alier J, The environmentalism of the poor. Geoforum 54, 234-241, 2014.
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Muradian R, Mariana Walter M, Martinez-Alier J.. Hegemonic transitions and global shifts in social
metabolism: Implications for resource-rich countries. Introduction to the special section Global
Environmental Change, Volume 22, Issue 3, Pages 559–567, August 2012.
Schneider, F., Kallis, G., & Martinez – Alier , J. Crisis or opportunity? Economic de - growth for social equity
and ecological sustainability. Introduction to this special issue. Journal of Cleaner Production 18 (6), 511 –
518, 2010.
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